|
Io vi IMUnizzerò
Data registrazione: Jul 2008
Messaggi: 39,916
Popolarità: 0
|
Evasione fiscale immobiliare
«Così faccio fesso il catasto»
1 marzo 2011
Citazione:
Da Ventiquattro, il mensile del Sole, l'articolo di Mr Black, inviato speciale sul fronte dell'evasione fiscale sugli immobili. Il numero di Ventiquattro in edicola questo mese, dedicato al tema "regole", contiene anche un reportage su Ave Maria, una città per cattolici osservanti nata dal nulla in Florida nel 2005 e oggi dotata persino di un'università.
Le regole sono fatte per essere ignorate. Aggirate. Soprattutto in campo fiscale. Lì riusciamo a dare il meglio, sfoderiamo una fantasia fuori dal comune. Siamo tutti evasori, inutile buttare la croce sugli altri.
Professionisti, dipendenti, padroncini, pensionati e industriali. Siamo evasori, sempre con un ma. Evadiamo, ma è colpa delle norme troppo complesse. Aggiriamo le regole, ma gli altri fanno sempre peggio. Siamo insofferenti dei controlli, ma ci indigniamo perché c'è chi la fa franca.
Con la scusa dell'ambiente. Perfino il risparmio energetico diventa succosa occasione di evasione. Parlo per esperienza diretta, ho voluto certificare la mia abitazione, classe A, con le agevolazioni del 55 per cento, caldaia ad alto rendimento, infissi nuovi. Il titolare della ditta mi ha suggerito di cambiare le porte interne, «e già che ci siamo mettiamo a posto anche le piastrelle del bagno». Non se ne accorgeranno? Il geometra ha fatto due rapidi conti su un bloc-notes, mi ha dimostrato che basta aumentare il valore degli infissi, ritoccare le opere di idraulica, segnare qualche ora in più. Lui ci guadagna con i lavori, io dilato il 55 per cento, di fatto il bagno lo paga Tremonti. Niente di nuovo, per carità, con il "vecchio" 36 per cento per le ristrutturazioni migliaia di contribuenti si sono pagati la cucina. E quando il fisco ha stretto le maglie, la gente aveva già cucinato, mangiato e digerito tra i pensili nuovi.
L'evasore totale. Mi è piaciuto, evadere intriga. Mio cognato mi ha aperto gli occhi. Mi ha spiegato che c'è evasore ed evasore. C'è chi lima le entrate, evita le fatture, fa lavoretti in nero per risparmiare qualche centinaio, o migliaio, o milione di euro. Ci sono poi, altra razza, gli evasori veri.
Mio cognato si qualifica evasore puro, prova piacere fisico nel combattere la battaglia contro il fisco. Ogni norma diventa l'occasione per studiare una contromossa, ogni cavillo richiede interventi rapidi. Fare l'evasore vero è faticoso, sono necessari nervi saldi, gusto del rischio. Meticolosità assoluta. L'evasore vero segue i lavori parlamentari, anticipa i commi, tifa per gli emendamenti più complessi: sa che ogni groviglio legislativo apre strade insperate di guadagni. E sa che la velocità premia. Guardia di Finanza, agenzia delle Entrate, Demanio e via dicendo avranno bisogno di mesi e mesi per digerire le nuove regole, attrezzarsi per combatterle, avviare i controlli, comminare sanzioni. Arriveranno, se va bene, a incastrare i dilettanti, noi saremo già passati ad altro. Chi si ferma, non evade.
Cedolare fantasma. La nuova frontiera sarà il federalismo, una partita importante, da giocare con l'impegno di una finale di Champions League. Le norme sono a venire, gli effetti finali si dispiegheranno completamente solo nel 2018 o giù di lì, ma i guadagni antifisco li puoi incamerare subito.
Prendi la cedolare sugli affitti, il fisco pensa al 20 e rotti per cento, vuole far emergere almeno una parte dei 2,4 miliardi di euro di redditi sulle locazioni che sfuggono a ogni dichiarazione fiscale. Sembrano tanti,2,4 miliardi, ma è solo una stima prudenziale: sono almeno 500mila gli affitti non denunciati. Un amico mi ha spiegato: «La cedolare deve ancora entrare in vigore, ma io ho già cominciato a guadagnare». Ha detto ai suoi affittuari, rigorosamente in nero: «Vogliono prendermi il 20 per cento, ma io devo restare alla pari, quindi o vi aumento il fitto del 20 per cento o ci veniamo incontro: voi mi pagate il 10 per cento in più, io corro il rischio di prendermi la multa».
Gli evasori, quelli veri, detestano la burocrazia, cercano di evitarla anche agli inquilini. È noioso, è faticoso pagare le bollette di luce, gas, acqua: per questo fanno contratti di affitto onnicomprensivi di tutte le utenze, che restano intestate a loro o - meglio ancora - alla moglie (così non devono neppure pagare l'Ici sulla seconda casa). Con un piccolo ricarico, è ovvio. In questo modo l'inquilino non corre ogni mese in posta e il proprietario aggira le norme che dal 2006 impongono di incrociare le utenze domestiche con i dati del catasto.
La casa della moglie. Nella discesa nel girone infernale della piccola e grande evasione fiscale sulle case ti imbatti in tutto. Secondo il governo ci sono almeno due milioni di prime case con intestazioni di comodo. Che so, intestata alla moglie con residenza fittizia. Concessa in comodato ai figli, in uso gratuito alla zia. Separazioni o divorzi per ridurre i redditi. Mio cognato ride: se ne accorgono adesso, sono vent'anni che intesto case a moglie, figli e parenti. Risultano proprietari o usufruttuari di prime case e abitazioni principali fiscalmente agevolate. Case sue, è ovvio.
Niente spaventa l'evasore vero. Hanno deciso di affidare i controlli ai comuni, sempre nel nome del federalismo. Ma "trattare" con un geometra dell'ufficio tecnico o un assessore è quasi imbarazzante per un evasore vero: troppo facile. Hai a che fare con chi ha bisogno di voti, cerca fondi per la campagna elettorale. Enrico Mattei, il mitico fondatore dell'Eni, diceva: «I partiti sono come i taxi, si prendono, si fa un pezzo di strada, si pagano». Ora dovremo aggiornare la massima: come taxi rischiano di essere gli assessori.
Il finto contadino. In campagna da un amico ho scoperto che la moglie risulta ufficialmente imprenditrice agricola, anche se fatica a distinguere un albero di pere da uno di ciliegie: «Che c'è di male, altrimenti dovremmo accatastare la vecchia casa ereditata da mio suocero, che il contadino lo faceva per davvero, perdendo i benefici di edificio rurale». Mi sono documentato, l'agenzia del Territorio ha censito più di 600mila edifici ex rurali, nel senso che non ospitano più contadini. Mulini o cascine costano più di un appartamento in pieno centro a Milano, ma sono fiscalmente vantaggiosi, vantaggiosissimi.
Che c'è di male, dicono i "finti rurali", che vadano a guardare alle case abusive. Le case fantasma sono più di due milioni. Sono state fatte promesse, agevolazioni e minacce per far emergere, certificare, l'esistenza di questi immobili sconosciuti. Di proroga in proroga si va avanti faticosamente, ma sembra che 800mila edifici proprio non ne vogliano sapere di emergere. Forse perché, oltre a non essere accatastati, sono anche abusivi sotto il profilo edilizio: costruiti in zone vincolate, su aree demaniali, nei parchi, sulle spiagge. Una casa sull'arenile poggia su fondamenta poco solide, potrebbe crollare, inutile dichiararla al Catasto.
Aspettando il condono. Il governo, un paio di anni fa, ha lanciato il piano casa per permettere di allargare le volumetrie, aggiungere la cameretta per i figli, chiudere verande e balconi. Regioni e comuni si sono impantanati nel definire regole e vincoli; mio cognato, e con lui gli evasori veri, hanno già fatto tutto quello che si doveva fare e anche oltre. Male che vada un condono chiuderà tutto: sarà doveroso, diranno, noi ci siamo fidati delle parole e dei provvedimenti del governo, non potete penalizzarci. Si farà così, sono pronto a scommettere.
Forse le regole del condominio cambieranno, dopo decine di tentativi di cambiare una legge che risale addirittura al 1942. Le Camere si arrabattano per un riforma bipartisan, c'è già chi ha cominciato a lavorare sulle parti comuni che potranno essere vendute o riutilizzate, prima che la legge compaia in Gazzetta Ufficiale, dopodiché si vedrà.
Il barista sotto casa mi ha fatto vedere la sua macchina fotografica digitale, che stampa anche la data degli scatti: «Fenomenale per mettersi in regola». Ha accelerato gli abusi in vista dei condoni, documentando lavori dell'ultimo momento come se fossero stati realizzati prima, di molto, della scadenza fissata per legge. Una fotografia con i nipoti, «vede il cantiere?
Quando ho fatto questi lavori mio figlio aveva ancora i calzoni corti».
Del resto, chi di noi non ha dichiarato al ribasso fin quasi al ridicolo il prezzo di acquisto della casa approfittando di rendite catastali vecchie di decenni? E questo non è neppure illegale, perché meno di un comune su dieci si è attivato per rivedere le rendite. Come detto, gli assessori non amano misure impopolari, hanno bisogno di voti.
Ora il vero evasore punta sulle case nuove acquistate direttamente dal costruttore, dove è quasi d'obbligo dichiarare quotazioni molto basse per risparmiare sull'Iva.
Hanno tentato di controllare i cantieri con la Dia, dichiarazione di inizio attività, ma non ci hanno preso. Ora ci provano con la Scia, segnalazione certificata di inizio attività. Aggirabile che è un piacere, puoi iniziare subito i lavori, controlli praticamente impossibili, nessuno potrà verificare l'effettivo stato di partenza dei lavori.
L'evasore vero non scende in piazza, non sogna un movimento anti-tasse, non invidia l'America per i Tea party. Ama muoversi con discrezione, non ha paura di controlli e sanzioni. Il suo unico vero incubo è un fisco semplice.
Sarebbe un dramma dover fare i conti con regole chiare, aliquote basse, controlli automatici.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
|
|