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Vecchio 21-12-10, 10:50   #1 (permalink)
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tasse sugli immobili: serve una rivoluzione per far ripartire l'economia

tasse immobili — idealista.it/news


La crisi economica esplosa nel 2008 in tutto il mondo si è abbattuta sull'italia con delle prospettive inquietanti: crescita zero, occupazione stagnante, un sistema impresariale bloccato. per ripartire ci vogliono delle soluzioni forti, forse anche scioccanti. ne abbiamo parlato in un'intervista con l'economista filippo taddei, la cui proposta non lascerà indifferenti: rivoluzionare le tasse suoi patrimoni immobiliari, per far ripartire l'economia

filippo taddei è un economista appartenente allo european economic association, è dottore in economia alla columbia university, professore associato presso il prestigioso collegio carlo alberto

domanda. in un articolo da lei scritto per l’espresso si legge questa proposta: meno tasse sul lavoro, sulle attività economiche e più tasse sulle rendite. tra cui gli immobili. ci spieghi perché

risposta. in realtà la mia è una semplice proposta di tassazione dei patrimoni immobiliari. proprio due giorni fa l’ocse ricordava quanto scrivevo nel mio articolo su l’espresso la settimana scorsa: l’italia è il paese con le tasse più alte di tutte le principali economie del mondo

vorrei allora chiarire il fine di questa mia proposta: la situazione economica di questo paese è molto grave (chissa se parla sulla base di analisi multivariate oppure sul sudore plantare). siamo fermi. seppure rimangono aree di eccellenza e stiamo attraversando la più grave crisi economica dal dopoguerra in avanti, i nostri problemi sono radicati e precedenti. anzi, il nostro problema è unico: si chiama crescita economica, o meglio assenza di crescita economica. allora la vera e unica priorità di questo paese è ricominciare a crescere. se non ripartiamo, chiudiamo. non sto drammatizzando. voglio fare un esempio significativo: spesso i migliori laureati di questo paese cominciano a lavorare con stage a 600 euro al mese. ma non per un mese, per 6 mesi, per un anno. parlo delle migliori persone di questo paese.
c’è qualcosa che non funziona più, c’è qualcosa che si è rotto. chi lavora, chi fa impresa sa benissimo quanto è difficile farlo in questo paese. il mio fine è aiutarli, alleggerirli, far loro pagare meno tasse con una proposta che metta il sistema fiscale veramente al servizio di questo paese

voglio però fare una cosa “rivoluzionaria”, non voglio mentire: nella mia proposta dico perciò chi paga di meno e chi paga di più. e sono maledettamente serio, abbiamo il dovere di non prendere in giro nessuno

d. attraverso quale meccanismo si potrebbe fare?

r. penso ad una cosa semplice: un aggiornamento dei valori catastali e una tassazione progressiva sul valore degli immobili, di tutti gli immobili ad uso residenziale presenti in italia. chi ha un immobile di maggior pregio paga più che proporzionalmente. un parcheggio non paga come un monolocale, un monolocale non paga come un attico. su un appartamento di medie dimensioni questo significa 450 euro all’anno, 38 euro al mese

tutto il gettito, tutte le risorse che raccogliamo così - 15 miliardi ovvero circa 1% di prodotto interno lordo - le vincoliamo. tutte vanno a ridurre le tasse su chi lavora e chi fa impresa. quindi, con la mia proposta, ogni lavoratore, dipendente o autonomo, porta a casa uno sconto fiscale di 650 euro all’anno, 54 euro al mese. in conclusione, chi lavora e possiede una casa ci guadagna.
tutto a saldo zero, senza emettere un euro in più di debito pubblico


d. come garantire che il sistema di tributi sia equo, se già oggi, col sistema attuale, le grandi concentrazioni immobiliari pagano di meno, in proporzione, di un piccolo proprietario?

r. la mia imposta sugli immobili va esattamente in questo senso: rende il sistema esistente più equo perché si presta facilmente ad avere una struttura progressiva, sia nel valore che nel numero di immobili posseduti

d. secondo l’associazione dei piccoli proprietari italiani, essere proprietari di un alloggio in italia, da mettere in affitto, è un incubo fatto di tasse e mancati pagamenti da parte degli inquilini. come fare per convincerli?

r. hanno perfettamente ragione. bisogna semplificare, semplificare, semplificare. vivo in un appartamento in locazione, ho pagato la tassa di registrazione il primo anno, ogni anno c’è un altro balzello. ho fatto lo slalom con il mio proprietario tra canone concordato e canone di mercato. ci è mancato poco che, prima di affittarmi casa, il proprietario chiedesse referenze anche ai miei cugini. e tutto perché, se io non pago e non me ne vado, non c’è quasi nulla che il proprietario possa fare per tutelarsi

chiaramente questo deve cambiare. voglio offrire a tutti i proprietari immobiliari un compromesso alto: cambiamo il sistema, semplifichiamo, proteggiamoli dagli inquilini morosi e possiamo perfino offrire una riduzione della mia tassa se affittano il loro immobile. in cambio però loro pagano una tassa progressiva sul valore del loro immobile. e noi tagliamo le tasse a tutti quelli che producono per rimettere il paese in movimento

d. ritiene che la cedolare secca sull’affitto sia uno strumento efficace?

r. sono favorevole a qualunque strumento di semplificazione della tassazione e, in particolare, di quella delle rendite immobiliari. ma il fine della mia proposta è spostare carico fiscale su chi possiede immobili per diminuire le tasse a chi lavora o fa impresa, non voglio mentire

d. come giudica l’esenzione ici sulla prima casa?

r. sono contrario. e’ stato un grosso errore. le tasse vanno tagliate a partire da chi lavora e fa impresa. voglio un paese di produttori, non solo di costruttori. la mia proposta infatti tassa anche le prime case ma offre qualcosa in cambio: tagliare le tasse su chi lavora o fa impresa


d. nella sua proposta cosa succederebbe alla prima casa? ci sarebbero differenze con le seconde, terze, quarte...(che tra l’altro spesso sono intestate a secondi, terzi, quarti...)

r. la struttura progressiva si applicherebbe anche nel numero degli immobili. la prima casa paga di meno, la seconda di più e così via. ma non voglio mentire, sono favorevole a tassare anche la prima casa

si tenga però presente che, con la mia proposta, se uno possiede l’appartamento dove vive e, allo stesso tempo, lavora - dipendente, autonomo o partita iva che sia – ci guadagna. il motivo è semplice: ci sono molte più unità immobiliari residenziali (33 milioni) che lavoratori in questo paese (23 milioni). forse anche questo dato ci dice qualcosa sul paese

la sfida è passare dal paese degli immobili a quello dei mobili. conviene a tutti. anzi, non abbiamo scelta
Laerzio non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 21-12-10, 11:42   #2 (permalink)
...AIUTO...!!!
 
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Vogliamo scommettere che, tanto per cambiare, gli immobili "produttivi" (e ci andranno guardacaso a finire anche quelli di banche e finanziarie) non saranno tassati??

E il povero operaio "panecipolla" con mutuo trentennale e cassintegrato si ritrovera' a pagare una rata del mutuo al Governo per far "ripartire le imprese" (una a caso, la Fiat, per aiutarla a portare fuori la produzione).

Se questi sono i "nostri cervelli", ben venga la fuga in massa!!!bannato
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Vecchio 21-12-10, 11:45   #3 (permalink)
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razionalità

scusate, ma con 23 milioni di lavoratori e 33 milioni di immobili, vi sembra il caso di contnuare a massacrare i redditi da lavoro?! forse chi lo sostiene non paga le tasse....né sulle proprie attività economiche, né sulle case che ha

non c'è bisogno di tirare fuori l'operaio pane e cipolla, è proprio lui il danneggiato, magari dai pensionati con 4 case affittate a milano a prezzi scandalosi, e in nero
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Vecchio 21-12-10, 11:57   #4 (permalink)
...AIUTO...!!!
 
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scusate, ma con 23 milioni di lavoratori e 33 milioni di immobili, vi sembra il caso di contnuare a massacrare i redditi da lavoro?! forse chi lo sostiene non paga le tasse....né sulle proprie attività economiche, né sulle case che ha

non c'è bisogno di tirare fuori l'operaio pane e cipolla, è proprio lui il danneggiato, magari dai pensionati con 4 case affittate a milano a prezzi scandalosi, e in nero
Pensi proprio che i pensionati con 4 case non ritoccheranno l'affitto con la nuova tassa? Come la "Robinud Tax" dell'altro nobel dell'economia. La benzina non aspettava altro per balzare su.

Insomma, "Comunque ti giri, il cùlo ce l'hai sempre dietro"
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Vecchio 21-12-10, 12:03   #5 (permalink)
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penso che i proprietari non ritocherrebbero l'affitto se si realizzassero le seguenti condizioni:

- lotta reale agli affitti in nero, con penalizzazioni da farti piangere per 5 anni
- sfratti eseguiti sul serio
- mediazione delle amministrazioni pubbliche tra locatario e locatore (come già in francia e spagna, c'è solo da copiare) e stipula di un'assicurazione che copra eventuali danni o morosità
- social housing per le fasce medie (che ormai sono le fasce medio-basse)
- incentivi fiscali seri al canone concordato

in questo modo le 10 milioni di case vuote o affittate in nero che ci sono in italia emergerebbero davvero nel mercato e il proprietario che arrotonda verso l'alto l'affitto, se la può tenere vuota e mangiarsela con patate

libero mercato, con vigilanza e regole ferree (per tutti)
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Vecchio 21-12-10, 12:08   #6 (permalink)
Io vi IMUnizzerò
 
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in questo modo le 10 milioni di case vuote o affittate in nero che ci sono in italia emergerebbero davvero nel mercato e il proprietario che arrotonda verso l'alto l'affitto, se la può tenere vuota e mangiarsela con patate

libero mercato, con vigilanza e regole ferree (per tutti)
Sì e da domani hai tutti i palazzinari e gli speculatori sotto palazzo Chigi
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Vecchio 21-12-10, 12:10   #7 (permalink)
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il problema è che i palazzinari e gli speculatori sono dentro palazzo chigi...

non c'è bisogno di ricordare come cominció berlusconi
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Vecchio 21-12-10, 12:18   #8 (permalink)
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il problema è che i palazzinari e gli speculatori sono dentro palazzo chigi...

non c'è bisogno di ricordare come cominció berlusconi
Peggio mi sento
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Vecchio 21-12-10, 12:42   #9 (permalink)
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La crisi economica esplosa nel 2008 in tutto il mondo si è abbattuta sull'italia con delle prospettive inquietanti: crescita zero, occupazione stagnante, un sistema impresariale bloccato. per ripartire ci vogliono delle soluzioni forti, forse anche scioccanti. ne abbiamo parlato in un'intervista con l'economista filippo taddei, la cui proposta non lascerà indifferenti: rivoluzionare le tasse suoi patrimoni immobiliari, per far ripartire l'economia

filippo taddei è un economista appartenente allo european economic association, è dottore in economia alla columbia university, professore associato presso il prestigioso collegio carlo alberto

domanda. in un articolo da lei scritto per l’espresso si legge questa proposta: meno tasse sul lavoro, sulle attività economiche e più tasse sulle rendite. tra cui gli immobili. ci spieghi perché

risposta. in realtà la mia è una semplice proposta di tassazione dei patrimoni immobiliari. proprio due giorni fa l’ocse ricordava quanto scrivevo nel mio articolo su l’espresso la settimana scorsa: l’italia è il paese con le tasse più alte di tutte le principali economie del mondo

vorrei allora chiarire il fine di questa mia proposta: la situazione economica di questo paese è molto grave (chissa se parla sulla base di analisi multivariate oppure sul sudore plantare). siamo fermi. seppure rimangono aree di eccellenza e stiamo attraversando la più grave crisi economica dal dopoguerra in avanti, i nostri problemi sono radicati e precedenti. anzi, il nostro problema è unico: si chiama crescita economica, o meglio assenza di crescita economica. allora la vera e unica priorità di questo paese è ricominciare a crescere. se non ripartiamo, chiudiamo. non sto drammatizzando. voglio fare un esempio significativo: spesso i migliori laureati di questo paese cominciano a lavorare con stage a 600 euro al mese. ma non per un mese, per 6 mesi, per un anno. parlo delle migliori persone di questo paese.
c’è qualcosa che non funziona più, c’è qualcosa che si è rotto. chi lavora, chi fa impresa sa benissimo quanto è difficile farlo in questo paese. il mio fine è aiutarli, alleggerirli, far loro pagare meno tasse con una proposta che metta il sistema fiscale veramente al servizio di questo paese

voglio però fare una cosa “rivoluzionaria”, non voglio mentire: nella mia proposta dico perciò chi paga di meno e chi paga di più. e sono maledettamente serio, abbiamo il dovere di non prendere in giro nessuno

d. attraverso quale meccanismo si potrebbe fare?

r. penso ad una cosa semplice: un aggiornamento dei valori catastali e una tassazione progressiva sul valore degli immobili, di tutti gli immobili ad uso residenziale presenti in italia. chi ha un immobile di maggior pregio paga più che proporzionalmente. un parcheggio non paga come un monolocale, un monolocale non paga come un attico. su un appartamento di medie dimensioni questo significa 450 euro all’anno, 38 euro al mese

tutto il gettito, tutte le risorse che raccogliamo così - 15 miliardi ovvero circa 1% di prodotto interno lordo - le vincoliamo. tutte vanno a ridurre le tasse su chi lavora e chi fa impresa. quindi, con la mia proposta, ogni lavoratore, dipendente o autonomo, porta a casa uno sconto fiscale di 650 euro all’anno, 54 euro al mese. in conclusione, chi lavora e possiede una casa ci guadagna.
tutto a saldo zero, senza emettere un euro in più di debito pubblico


d. come garantire che il sistema di tributi sia equo, se già oggi, col sistema attuale, le grandi concentrazioni immobiliari pagano di meno, in proporzione, di un piccolo proprietario?

r. la mia imposta sugli immobili va esattamente in questo senso: rende il sistema esistente più equo perché si presta facilmente ad avere una struttura progressiva, sia nel valore che nel numero di immobili posseduti

d. secondo l’associazione dei piccoli proprietari italiani, essere proprietari di un alloggio in italia, da mettere in affitto, è un incubo fatto di tasse e mancati pagamenti da parte degli inquilini. come fare per convincerli?

r. hanno perfettamente ragione. bisogna semplificare, semplificare, semplificare. vivo in un appartamento in locazione, ho pagato la tassa di registrazione il primo anno, ogni anno c’è un altro balzello. ho fatto lo slalom con il mio proprietario tra canone concordato e canone di mercato. ci è mancato poco che, prima di affittarmi casa, il proprietario chiedesse referenze anche ai miei cugini. e tutto perché, se io non pago e non me ne vado, non c’è quasi nulla che il proprietario possa fare per tutelarsi

chiaramente questo deve cambiare. voglio offrire a tutti i proprietari immobiliari un compromesso alto: cambiamo il sistema, semplifichiamo, proteggiamoli dagli inquilini morosi e possiamo perfino offrire una riduzione della mia tassa se affittano il loro immobile. in cambio però loro pagano una tassa progressiva sul valore del loro immobile. e noi tagliamo le tasse a tutti quelli che producono per rimettere il paese in movimento

d. ritiene che la cedolare secca sull’affitto sia uno strumento efficace?

r. sono favorevole a qualunque strumento di semplificazione della tassazione e, in particolare, di quella delle rendite immobiliari. ma il fine della mia proposta è spostare carico fiscale su chi possiede immobili per diminuire le tasse a chi lavora o fa impresa, non voglio mentire

d. come giudica l’esenzione ici sulla prima casa?

r. sono contrario. e’ stato un grosso errore. le tasse vanno tagliate a partire da chi lavora e fa impresa. voglio un paese di produttori, non solo di costruttori. la mia proposta infatti tassa anche le prime case ma offre qualcosa in cambio: tagliare le tasse su chi lavora o fa impresa


d. nella sua proposta cosa succederebbe alla prima casa? ci sarebbero differenze con le seconde, terze, quarte...(che tra l’altro spesso sono intestate a secondi, terzi, quarti...)

r. la struttura progressiva si applicherebbe anche nel numero degli immobili. la prima casa paga di meno, la seconda di più e così via. ma non voglio mentire, sono favorevole a tassare anche la prima casa

si tenga però presente che, con la mia proposta, se uno possiede l’appartamento dove vive e, allo stesso tempo, lavora - dipendente, autonomo o partita iva che sia – ci guadagna. il motivo è semplice: ci sono molte più unità immobiliari residenziali (33 milioni) che lavoratori in questo paese (23 milioni). forse anche questo dato ci dice qualcosa sul paese

la sfida è passare dal paese degli immobili a quello dei mobili. conviene a tutti. anzi, non abbiamo scelta
io sono d'accordo....
una tassazione proporzionale del patrimonio immobiliare...
da equilibrare con maggiori tutele per chi affitta...
quasi azzeramento di tutte le spese militari...

tutto il gettito per abbassare la tassazione sul lavoro e sulle imprese...
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Vecchio 21-12-10, 13:06   #10 (permalink)
c'ho da fa'
 
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Sono d'accordo anche io, non si può sostenere questo andazzo da rendita più conveniente del lavoro.
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