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Data registrazione: May 2009
Messaggi: 13,938
Popolarità: 42949675 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
L’immobiliare italiano ritorna alla Lira, si venderà solo al prezzo degli anni ’90!
L’immobiliare italiano ritorna alla Lira, si venderà solo al prezzo degli anni ’90!
Si sgonfiano i prezzi delle case usate, del nuovo invenduto dei bilanci delle società, delle banche … e riparte il settore REAL ESTATE – IMMOBILIARE | | ULTIMISSIME – (nella foto un momento della caduta del muro di Berlino… per capire). Il ragionamento potrebbe apparire ardito ma riteniamo sia privo di salti logici. Premettiamo che crediamo al diritto alla casa e alla sua proprietà come valori inestimabili. Per tutti questi motivi rendiamo omaggio alla nostra Costituzione che difende e promulga il diritto alla casa e alla sua proprietà. Art. 42. La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati. La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti. La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale. La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità. Art. 47. La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese. Perché la casa non è solo il luogo fisico costruito e abitato dagli uomini. Essa è anche una rappresentazione simbolica spesso utilizzata in psicologia. Infatti, a un livello psicologico profondo, la casa va a costituirsi come le fondamenta stesse della vita psichica di un individuo, per cui “essere a casa” equivale a “essere integri a livello psicologico”. La casa non è soltanto un luogo, ma anche il fascio di sentimenti associato a esso. Ed essendo inoltre il posto dove gli opposti vengono fatti coesistere e dove sono mantenuti in equilibrio, ovvero contenuti, la “casa” va a definirsi come la matrice stessa della soggettività. L’azione simbolica realizzata dalla “casa” sulla vita psichica degli individui si riflette anche su quella sociale, andando a rappresentare un costrutto chiave che riunisce, e in parte sovrappone, tre campi: intrapsichico, interpersonale e sociopolitico. Di conseguenza, qualora si perda la “casa”, si perdono o si frammentano anche le sue funzioni organizzatrici e contenitrici e ciò può portare alla frantumazione dei tre livelli: individuale – personale, familiare – coniugale e socio-economico/culturale politico. Un’altra funzione importante della casa è quella di fornire una base coerente alla storia delle famiglie. Una storia che non ha valore obiettivo, ma che ordina e rende coerenti tutti i momenti che gli individui hanno vissuto. In questo modo essi sono resi intelligibili, e danno un senso di continuità e di prevedibilità. Detto tutto ciò … dopo un decennio di grand bouffe della rendita fondiaria e dei valori immobiliari … per cui un bene immobiliare, che costava e valeva 200 milioni di lire nel 2000, oggi costa 300 mila euro e ne vale, almeno fino a ieri “2009″, a bilancio nelle società (immobiliari, Sgr, istituti bancari ecc.) 400/500 mila, il meccanismo si è rotto. E sta per portare le lancette dell’orologio, per cause di forza maggiore, indietro, ma non di un decennio, ai primi anni ’90. Cioè?! In poche parole, se si vorrà vendere gli immobili, mi riferisco all’infinito del “nuovo” invenduto, si dovranno ritarare i prezzi alle possibilità di spesa d’acquisto, cioè di quanto può permettersi, chi compra una certa tipologia di immobile in relazione, ovviamente, alla fascia di reddito reale. Pena … altrimenti, salta il banco, le società che hanno quasi tutte messo a bilancio, sopravvalutandole sulla carta, immobili a valori “drogati” che servivano a coprire buchi anche dei rendiconti aziendali dovranno o dovrebbero portare i libri in tribunale. Perché? Francamente si è esagerato in Italia … nel costruire, senza badare al reale fabbisogno di abitare, i Comuni, che non si sono certo tirati indietro, hanno rilasciato permessi di costruire, altro che Dia o Scia, a go-go in quanto sempre più privi di entrate hanno visto negli oneri di urbanizzazione e nella “libera contrattazione” con immobiliaristi e costruttori possibilità di facili e immediati incassi. Gli istituti bancari italiani, che nel decennio scorso hanno fatto la corsa all’accorpamento, hanno attraversato la fase di cambio del core business interessate a mettersi in pancia un immobiliare che andava al gran galoppo e hanno avallato, anche attraverso l’esercito dei mediatori creditizi, la corsa all’acquisto vendendo denaro a “poco prezzo” a chiunque, al di là del reddito, volesse comprare immobili con ratei fino a quarant’anni … per la serie l’immobile lo compra il padre ma lo finirà di pagare il figlio … con mutui anche al 120% … per la serie casa, arredamento, vacanze, auto, ecc… Il tutto con perizie, stime del valore degli immobili, di facili costumi. Chi se ne frega se Tizio o Caio non avrebbero potuto pagare … gli pignoro l’immobile e lo metto a bilancio. Tutti, dico tutti, quelli che hanno potuto, si sono arricchiti facilmente … soldi facili … valori immobiliari, drogati sulla carta, dagli stessi attori dell’immobiliare e bevuti dall’informazione che ha perso l’interesse a controllarne la veridicità … forse perché così fan tutti! Ora la festa è finita e la risoluzione del problema dell’edilizia, delle costruzioni e dell’immobiliare è complesso. Ci vuole sicuramente coraggio a voler dipanare la matassa, altro che lifting da sensibilità ecologica o pseudo ambientalista, gli interessi del cittadino consumatore italiano e degli attori di questi comparti e delle loro filiere sono pressoché contrapposti. Il valore delle case in sé, cioè i valori immobiliari in Italia differentemente dagli Usa dove questo settore fa da leva all’economia, non crolleranno … da noi in Italia è crollata l’economia … gli stipendi, i redditi, sono fermi da più di un decennio e senza più la sicurezza del posto di lavoro o di una carriera … per cui essendo noi italiani, a differenza del resto del mondo, con un tasso di proprietà immobiliare, quasi l’80% reale, altissimo non ci muoveremo di casa, cioè non la cambieremo perché non possiamo farlo! Quindi … e l’enormità dell’invenduto costituito nell’ultimo quinquennio? E l’Industria delle costruzioni, dell’immobiliare, dell’arredamento che fine farà? Fatta salva la soluzione di mettere le unità abitative in fondi immobiliari … è scontato che se si vorrà vendere il nuovo già costruito si dovrà portarlo al valore dei redditi, cioè agli anni ’90, ma anche il valore dell’usato abitato da chi cambia casa subirà le stesse conseguenze. Ma tutto questo non vale da Bolzano a Lampedusa perché l’immobiliare è totalmente legato ai territori, anche in relazione a valori e prezzi, al fabbisogno delle comunità e alle possibilità reddituali delle stesse. A meno che non si stia andando verso l’unica possibilità oggettiva di oggi e domani cioè un’Italia di italiani in affitto. Certo è che questi settori si ridimensioneranno forzatamente nei mercati interni italiani e cominceranno la fase di emigrazione verso nuovi mercati Africa, Sud America etc. PS – La stampa quotidiana dovrebbe certamente smettere … ve ne diamo riscontro anche nella rassegna stampa di oggi … di dare i numeri … che non fanno certo mercato, cioè cassa … facendo solo cassa di risonanza per titoli a buon mercato che non servono né a vendere i giornali né a incartare il pesce. Redazione HOUSE LIVING AND BUSINESS |
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Data registrazione: Jan 2009
Messaggi: 3,286
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stanno impazzendo... |
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#5 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Sep 2010
Messaggi: 702
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Oggi sono andato a vedere una cantiere in costruzione quà vicino (a Vaprio d.a.). E' grande come la frazione in cui vivo
![]() ![]() A Pozzo ce n'è altrettanti ![]() ![]() ![]() Nel mio comune ci sono parecchi interventi finiti, altri in costruzione e altri che stanno per partire. Nei comuni quà intorno pure, ma ci sono interi complessi dove le persiane rimangono sempre chiuse ... Ho trovato anche degli interventi belli a 1800 €/mq. Diciamo che quell'articolo è una bufala. Diciamo che nessuno sa cosa succederà. Superdomandone: chi di voi comprerebbe ora e chi di voi aspetterebbe di vedere come va a finire? Ultima modifica di pippuzz : 25-11-10 alle ore 21:38 |
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grazie condottiero!!
Data registrazione: Dec 2005
Messaggi: 5,028
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quando serve si compra,non si sta ad aspettare per risparmiare denaro ![]() Come effettivamente ho fatto 12anni fa Come investimento non acquisterei ora,e cmque non investirei mai in abitazioni. Solo veicoli motorizzati d'epoca le case non fanno sound girando la chiave..![]()
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#7 (permalink) | |
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fuck fake feckless
Data registrazione: Mar 2009
Messaggi: 7,104
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