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Vecchio 23-11-10, 13:44   #1 (permalink)
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Dove va il mercato immobiliare: in leggera ripresa le compravendite

Dove va il mercato immobiliare: in leggera ripresa le compravendite solo nelle città del centro-nord - Il Sole 24 ORE


«Il peggio è passato senza grandi scossoni. La tendenza delle compravendite viene considerata stabile: dalle 609mila del 2009 si passerà alle 635mila circa di quest'anno, dopo un'attività consistente anche nel terzo trimestre di quest'anno nei capoluoghi del centro-nord. Certo, siamo molto distanti dal picco delle 845mila vendite del 2006». Così Luca Dondi Dell'Orologio, economista della società di ricerche Nomisma, parla con il ilsole24ore.com del 3° Rapporto 2010 sul mercato immobiliare, il più importante dell'anno perché riguarda le grandi città, che verrà presentato agli operatori del settore domani mattina alle 10,30 a Milano. «Il mercato - spiega Dondi - ha di fatto tenuto grazie alla domanda nel 2009 per investimento e al fatto che nel 2010 le banche siano tornate ad erogare mutui.I prezzi medi sono ancora in calo mentre per la prima volta i canoni di locazione fanno registrare una tendenza migliore, pur essendo sostanzialmente stabili».


L'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia del Territorio per il terzo trimestre 2010 ha visto le compravendite di immobili che hanno registrato una nuova frenata: dopo due trimestri di aumenti, torna il segno meno, con un calo del 2,7% tendenziale. Il dato è stato diffuso oggi.

«Si può dire che si è avviata una fase di stabilizzazione che proseguirà anche nel 2011 e non ci sono le avvisaglie per un rimbalzo. La ripresa delle transazioni sarà molto lenta e progressiva dopo il triennio negativo». Il mercato immobiliare italiano sta lentamente stabilizzandosi dopo le flessioni che hanno cominciato ad affacciarsi nel 2008, acutizzatesi poi nel 2009. Il 2010, infatti, rappresenta un anno di assestamento dopo la caduta verticale subita nel 2008-2009 sul fronte delle compravendite e quella, meno pesante, ma comunque inusuale per il mercato italiano, dei prezzi. La domanda di immobili non è indicata ancora come in crescita, ma si stanno progressivamente esaurendo le indicazioni in negativo che avevano caratterizzato negli ultimi mesi tutti i comparti immobiliari considerati. I prodotti secondari, per localizzazione o qualità delle compravendite, non trovano o faticano a trovare compratori, di finanziamento mentre quelli primari, per location, architettonica, consumi energetici vengono comunque richiesti.

Cresce la domanda di affitto, soprattutto per piccoli immobili in aree semicentrali, arredati e con posto auto
In Italia si va in affitto per necessità, difficilmente per scelta. Le locazioni complessive sono

Il 2010 va a chiudersi, anche in Italia, come nella maggior parte degli altri paesi, con il mercato immobiliare in recupero pur in un contesto macroeconomico difficile. Passata la fase acuta della tempesta, che va dall'ultimo trimestre del 2008 al primo semestre del 2009, i numeri dell'immobiliare hanno cominciato a risalire, seppur lentamente, la china. Questa lettura è anche confortata dal miglioramento dei giudizi espressi dal panel degli operatori che periodicamente Nomisma intervista e che, specie in prospettiva, vedono una decisa stabilizzazione dei prezzi delle abitazioni in un quadro di tendenziale ripresa della domanda.

Sempre dagli operatori intervistati dal centro studi bolognese, si ricava la conferma del miglioramento della congiuntura per quanto riguarda il mercato abitativo, attraverso la lettura di indicatori come l'ammontare dello sconto sui prezzi (in media del 12,6%, si scende al 9,4% per il nuovo (occhio a non esagerare), un anno fa era del 7,7%) richiesti dai venditori oltre che dei tempi di vendita (in media poco oltre i sei mesi) e locazione. Tutti questi indicatori, infatti, si orientano mediamente e significativamente al ribasso riflettendo un rinnovato interesse all'investimento in abitazioni. Peraltro, anche i canoni di locazione di abitazioni nell'ultimo semestre non cedono più, dopo essere calati per quattro semestri consecutivi. Hanno lasciato sul terreno otto punti percentuali dal 2008, tornando ai livelli reali del 2002.

«In sostanza - conclude Dondi - non è venuta meno la tradizionale propensione all'investimento in "mattoni" sia per il rendimento che se ne può ritrarre, rendimento percentuale che oggi tocca i livelli più bassi degli ultimi venti anni ma che resta competitivo rispetto a quelli ritraibili da altre forme di investimento e adeguato a sostenere la leva necessaria». A proposito del settore della locazione, gli operatori, interpellati sui possibili effetti determinati dall'introduzione della cedolare secca al 20% sul reddito da locazione, alternativa alla tassazione Irpef sul reddito del proprietario, la cui introduzione sarebbe prevista per l'inizio del 2011 (ma che, dato il protrarsi dei tempi di gestazione, difficilmente potrà rispettare questo calendario), propendono per uno scenario all'impronta della stabilità sui canoni e sui prezzi di compravendita, mentre ci si attende una certa ripresa dei contratti di affitto ed, in seconda battuta, anche di quelli di compravendita.

La previsione nell'edilizia. «Se alla perdita di investimenti in costruzioni - si legge sul rapporto - aggiungiamo la perdita subita dal mercato in termini di ammontare delle compravendite, pari a un ¬25% dall'inizio della crisi, si ottiene un minor valore delle attività del comparto di circa 55 miliardi, che potrebbe verosimilmente peggiorare ancora, date le previsioni negative per il 2011 sull'edilizia e quelle non lusinghiere sul mercato immobiliare». Nel prossimo anno la domanda abitativa, sia di nuove costruzioni sia di riqualificazione del patrimonio residenziale, dovrebbe mostrare accenni di timida ripresa, limitati al segmento di committenza rappresentata dalle famiglie per uso proprio. Nel settore residenziale per il 2011 per le nuove abitazioni si dovrebbe assistere ad una crescita moderata dei prezzi, sebbene meno marcata di quanto prospettato quattro mesi fa, con un +0,2% al primo semestre, e un +0,6% al secondo semestre.

L'offerta e la domanda di mutui in Europa e in Italia
Le informazioni più aggiornate sul mercato dei mutui sono quelle fornite dagli intermediari creditizi relativamente al terzo trimestre dell'anno in corso. A questo proposito, la percentuale di banche in Europa che segnala un irrigidimento dei criteri per la concessione di prestiti alle famiglie. In Italia cala la quota di operatori dell'intermediazione immobiliare che segnala difficoltà da parte delle famiglie ad accendere un mutuo per acquistare l'abitazione, rispetto a quanto registrato un anno fa, ma rimane sempre elevatissima, poco al di sotto del 90%. Permangono, tra i motivi prevalenti alla base di questa difficoltà, la richiesta di garanzie aggiuntive da parte delle banche oltre ad una più bassa copertura del mutuo rispetto al prezzo di acquisto della casa. Nonostante ciò l'erogato medio è in costante crescita.

IMMOBILI COMMERCIALI

Nei segmenti immobiliari per l'impresa i canoni di locazione continuano a cedere in misura significativa. Uffici, retail e industria sono accomunati dal sistematico aumento dei tempi di collocamento sul mercato e dall'ampliamento dello sconto mediamente praticato in sede di trattativa commerciale. Dice Davide Dalmiglio, head of retail capital markets di Jones Lang LaSalle Italia a proposito del settore commerciale, ma le sue notazioni potrebbero valere, con le opportune correzioni, per l'intero mercato immobiliare, incluso la casa: «Numerosi prodotti secondari rimangono invenduti. Gli investitori cercano soprattutto prodotti core, e comunque principalmente centri commerciali esistenti, dominanti nel bacino di riferimento e con una storia supportata da dati economici e finanziari solidi. La sostenibilità dei canoni, in particolare, è uno di questi indicatori finanziari che maggiormente guida la strategia di investimento dei fondi. Alla luce di ciò, lo sviluppo e, in generale, il centro di nuova realizzazione è considerato un prodotto di investimento a rischio e solo poche opportunità di investimento con questo profilo sono in grado di attrarre gli investitori internazionali».
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Vecchio 23-11-10, 13:52   #2 (permalink)
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vale a dire che l'unico settore con qualche prospettiva è quello delle riqualificazioni.
io sarei ancora più radicale. Radere al suolo interi quartieri.
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Vecchio 23-11-10, 13:55   #3 (permalink)
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al di là delle chiacchiere e dei preventivi rosei....

(ECO) *** Immobili: Agenzia Territorio, in III trimestre vendite -2,4%

Il mercato torna in negativo. Case -2,7%

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 23 nov - Nel terzo
trimestre 2010, le compravendite di immobili hanno
registrato una nuova frenata: dopo due trimestri di aumenti,
torna il segno meno, con un calo del 2,4% tendenziale. Lo ha
rilevato l'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia
del Territorio. Per il residenziale il calo e' stato del
2,7%.
Bab
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Vecchio 23-11-10, 14:04   #4 (permalink)
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Originalmente inviato da tugurio Visualizza messaggio
vale a dire che l'unico settore con qualche prospettiva è quello delle riqualificazioni.
io sarei ancora più radicale. Radere al suolo interi quartieri.
C'e' la rinaturazione. Io sono pronto con piccone e carriola, pure gratis
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Vecchio 23-11-10, 14:08   #5 (permalink)
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E' da un po' che sto cercando casa nella zona milano est, e devo dire che le agenzie non le ho mai viste vuote, adesso essendo entrato un po' in confidenza con qualche agente, piu' di uno mi ha detto che di appuntamenti ne fanno e anche parecchi, non come qualche anno fa ma ne fanno.
Il vero problema a detta loro è che è sempre piu' difficile trovare gente con qualche eurino da parte, la gente vuole ancora indebitarsi fino al collo e oltre per 4 mattoni e non vede l'ora di pagare meta' dello stipendio per il mutuo e andare avanti a pane e acqua. Per fortuna le banche finalmente comprendendo lo stato di disagio mentale che sicuramente chi vuole sobbarcarsi un mutuo al 100% e oltre deve avere, ha smesso di assecondarli. Pensare a un recupero del mattone adesso, senza prima una ripresa seria dell'economia mi sembra pura utopia, le cose non possono che peggiorare a pari passo con il peggioramente della situazione economica degli italiani.
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Vecchio 23-11-10, 14:17   #6 (permalink)
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Dove va il mercato immobiliare? CONTRO UN MURO. Il muro delle banche. Il report riguarda il centro-nord, qui al sud, dopo una fimmatina fine 2009/inizio 2010, la situazione si è fatta più cupa. Il problema che la voglia di acquistare ci sarebbe ma quello che -CLAMOROSAMENTE MANCA - è il supporto bancario. E col Basilea3 la situazione non penso migliorerà (voglio essere euforico). Ci sarebbe bisogno di un sistema che permetta di aggirare queste norme (siamo o non siamo Italiani... fatta la legge trovato l'inganno). E' proprio un peccato vedere persone (professionisti e alti dirigenti... mica operai e/o impiegati statali) andare via perchè non hanno ancora capitale sufficiente ad acquistare la PRIMA CASA!! Potrei fare decine di esempi.
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Vecchio 23-11-10, 14:24   #7 (permalink)
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Originalmente inviato da Toni Garbati Visualizza messaggio
Ci sarebbe bisogno di un sistema che permetta di aggirare queste norme (siamo o non siamo Italiani... fatta la legge trovato l'inganno).
Ma che sistema all'italiana, l'unico modo è un riallineamento dei prezzi con il potere di acquisto degli italiani, cosi' come accade in ogni paese del mondo, anzi dell'universo oserei dire, ma si sa in Italia è diverso noi siamo piu' furbi.
apiso non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 23-11-10, 14:47   #8 (permalink)
Da Noi è Diverso!
 
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Originalmente inviato da apiso Visualizza messaggio
Ma che sistema all'italiana, l'unico modo è un riallineamento dei prezzi con il potere di acquisto degli italiani, cosi' come accade in ogni paese del mondo, anzi dell'universo oserei dire, ma si sa in Italia è diverso noi siamo piu' furbi.
da noi è diverso! (cit.)
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Vecchio 23-11-10, 19:24   #9 (permalink)
Io vi IMUnizzerò
 
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Originalmente inviato da housecrash Visualizza messaggio
Beh, lo dicono pure loro stessi

Rapporto quadrimestrale dell'Osservatorio sul Mercato Immobiliare

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Le fonti non istituzionali saranno principalmente le AI: prova a dare un grado di affidabilità a questa fonte.

Le fonti istituzionali sono sicuramente i dati OMI, che per oltre il 50% provengono da AI: stesso discorso di cui sopra.

Quindi, ripeto ciò che ho detto prima: in Italia non esiste una fonte affidabile, tanto che paradossalmente in periodo di forte crisi conclamata nel settore i prezzi sembrano rialzarsi.

E con questo, riguardo a Nomisma, non ho detto nè che sovrastima nè che sottostima, ma solo che per come sono stati reperiti i dati ci sono dei paradossi, come un apparente rialzo dei prezzi in un periodo di forte crisi del settore.

Piuttosto sarebbe carino l'esercizio inverso da parte tua: ti risulta che le % di Nomisma coincidano con le performance del mercato immobiliare italiano?
Casualmente oggi, guarda che ti esce

Casa, le stime di Nomisma per il 2011. In leggera ripresa le compravendite nelle città del centro-nord

di Enrico Bronzo 23 novembre 2010

Citazione:
«Il peggio è passato senza grandi scossoni.
Solita frase

Citazione:
La tendenza delle compravendite viene considerata stabile: dalle 609mila del 2009 si passerà alle 635mila circa di quest'anno, dopo un'attività consistente anche nel terzo trimestre di quest'anno nei capoluoghi del centro-nord. Certo, siamo molto distanti dal picco delle 845mila vendite del 2006». Così Luca Dondi Dell'Orologio, economista della società di ricerche Nomisma, sintetizza uno dei passaggi salienti del 3° Rapporto 2010 sul mercato immobiliare, il più importante dell'anno perché riguarda le grandi città. Lo studio verrà presentato domani mattina a Bologna ed è stato anticipato in esclusiva a ilsole24ore.com.

«Il mercato - spiega Dondi - ha di fatto tenuto grazie alla domanda nel 2009 per investimento e al fatto che nel 2010 le banche siano tornate ad erogare mutui.I prezzi medi sono ancora in calo mentre per la prima volta i canoni di locazione fanno registrare una tendenza migliore, pur essendo sostanzialmente stabili».

«Si può dire che si è avviata una fase di stabilizzazione che proseguirà anche nel 2011 e non ci sono le avvisaglie per un rimbalzo. La ripresa delle transazioni sarà molto lenta e progressiva dopo il triennio negativo».
Il succo dell'articolo è tutto in questa frase evidenziata

Citazione:
Il mercato immobiliare italiano sta lentamente stabilizzandosi dopo le flessioni che hanno cominciato ad affacciarsi nel 2008, acutizzatesi poi nel 2009. Il 2010, infatti, rappresenta un anno di assestamento dopo la caduta verticale subita nel 2008-2009 sul fronte delle compravendite e quella, meno pesante, ma comunque inusuale per il mercato italiano, dei prezzi. La domanda di immobili non è indicata ancora come in crescita, ma si stanno progressivamente esaurendo le indicazioni in negativo che avevano caratterizzato negli ultimi mesi tutti i comparti immobiliari considerati. I prodotti secondari, per localizzazione o qualità delle compravendite, non trovano o faticano a trovare compratori, di finanziamento mentre quelli primari, per location, architettonica, consumi energetici vengono comunque richiesti.

Il 2010 va a chiudersi, anche in Italia, come nella maggior parte degli altri paesi, con il mercato immobiliare in recupero pur in un contesto macroeconomico difficile. Passata la fase acuta della tempesta, che va dall'ultimo trimestre del 2008 al primo semestre del 2009, i numeri dell'immobiliare hanno cominciato a risalire, seppur lentamente, la china. Questa lettura è anche confortata dal miglioramento dei giudizi espressi dal panel degli operatori che periodicamente Nomisma intervista e che, specie in prospettiva, vedono una decisa stabilizzazione dei prezzi delle abitazioni in un quadro di tendenziale ripresa della domanda.
La frase evidenziata sopra dimostra ulteriormente dove Nomisma reperisce i dati

Citazione:

Sempre dagli operatori intervistati dal centro studi bolognese, si ricava la conferma del miglioramento della congiuntura per quanto riguarda il mercato abitativo, attraverso la lettura di indicatori come l'ammontare dello sconto sui prezzi (in media del 12,6%, si scende al 9,4% per il nuovo (occhio a non esagerare), un anno fa era del 7,7%) richiesti dai venditori oltre che dei tempi di vendita (in media poco oltre i sei mesi) e locazione. Tutti questi indicatori, infatti, si orientano mediamente e significativamente al ribasso riflettendo un rinnovato interesse all'investimento in abitazioni. Peraltro, anche i canoni di locazione di abitazioni nell'ultimo semestre non cedono più, dopo essere calati per quattro semestri consecutivi. Hanno lasciato sul terreno otto punti percentuali dal 2008, tornando ai livelli reali del 2002.

«In sostanza - conclude Dondi - non è venuta meno la tradizionale propensione all'investimento in "mattoni" sia per il rendimento che se ne può ritrarre, rendimento percentuale che oggi tocca i livelli più bassi degli ultimi venti anni ma che resta competitivo rispetto a quelli ritraibili da altre forme di investimento e adeguato a sostenere la leva necessaria». A proposito del settore della locazione, gli operatori, interpellati sui possibili effetti determinati dall'introduzione della cedolare secca al 20% sul reddito da locazione, alternativa alla tassazione Irpef sul reddito del proprietario, la cui introduzione sarebbe prevista per l'inizio del 2011 (ma che, dato il protrarsi dei tempi di gestazione, difficilmente potrà rispettare questo calendario), propendono per uno scenario all'impronta della stabilità sui canoni e sui prezzi di compravendita, mentre ci si attende una certa ripresa dei contratti di affitto ed, in seconda battuta, anche di quelli di compravendita.

La previsione nell'edilizia. «Se alla perdita di investimenti in costruzioni - si legge sul rapporto - aggiungiamo la perdita subita dal mercato in termini di ammontare delle compravendite, pari a un ¬25% dall'inizio della crisi, si ottiene un minor valore delle attività del comparto di circa 55 miliardi, che potrebbe verosimilmente peggiorare ancora, date le previsioni negative per il 2011 sull'edilizia e quelle non lusinghiere sul mercato immobiliare». Nel prossimo anno la domanda abitativa, sia di nuove costruzioni sia di riqualificazione del patrimonio residenziale, dovrebbe mostrare accenni di timida ripresa, limitati al segmento di committenza rappresentata dalle famiglie per uso proprio. Nel settore residenziale per il 2011 per le nuove abitazioni si dovrebbe assistere ad una crescita moderata dei prezzi, sebbene meno marcata di quanto prospettato quattro mesi fa, con un +0,2% al primo semestre, e un +0,6% al secondo semestre.

L'offerta e la domanda di mutui in Europa e in Italia
Le informazioni più aggiornate sul mercato dei mutui sono quelle fornite dagli intermediari creditizi relativamente al terzo trimestre dell'anno in corso. A questo proposito, la percentuale di banche in Europa che segnala un irrigidimento dei criteri per la concessione di prestiti alle famiglie. In Italia cala la quota di operatori dell'intermediazione immobiliare che segnala difficoltà da parte delle famiglie ad accendere un mutuo per acquistare l'abitazione, rispetto a quanto registrato un anno fa, ma rimane sempre elevatissima, poco al di sotto del 90%. Permangono, tra i motivi prevalenti alla base di questa difficoltà, la richiesta di garanzie aggiuntive da parte delle banche oltre ad una più bassa copertura del mutuo rispetto al prezzo di acquisto della casa. Nonostante ciò l'erogato medio è in costante crescita.

IMMOBILI COMMERCIALI

Nei segmenti immobiliari per l'impresa i canoni di locazione continuano a cedere in misura significativa. Uffici, retail e industria sono accomunati dal sistematico aumento dei tempi di collocamento sul mercato e dall'ampliamento dello sconto mediamente praticato in sede di trattativa commerciale. Dice Davide Dalmiglio, head of retail capital markets di Jones Lang LaSalle Italia a proposito del settore commerciale, ma le sue notazioni potrebbero valere, con le opportune correzioni, per l'intero mercato immobiliare, incluso la casa: «Numerosi prodotti secondari rimangono invenduti. Gli investitori cercano soprattutto prodotti core, e comunque principalmente centri commerciali esistenti, dominanti nel bacino di riferimento e con una storia supportata da dati economici e finanziari solidi. La sostenibilità dei canoni, in particolare, è uno di questi indicatori finanziari che maggiormente guida la strategia di investimento dei fondi. Alla luce di ciò, lo sviluppo e, in generale, il centro di nuova realizzazione è considerato un prodotto di investimento a rischio e solo poche opportunità di investimento con questo profilo sono in grado di attrarre gli investitori internazionali».

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Vecchio 23-11-10, 21:40   #10 (permalink)
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Per sapere dove e' probabile che vada il mercato immobiliare ,
basta semplicemente guardare cosa sta succedendo ad altri paesi dell'area
mediterranea , francamente non mi aspetto un crollo come in grecia , irlanda , spagna ,
portogallo , ma un netto peggioramento si .

L'unica possibilita' positiva per l'immobiliare potrebbe essere una forte svalutazione
dell'euro , ma penso sia molto improbabile , oppure un cambio di strategia che riporti
l'occupazione in occidente come era una volta .
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