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Vecchio 23-11-10, 10:15   #1 (permalink)
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Le case non si vendono, crollano i mutui

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Vecchio 23-11-10, 11:01   #2 (permalink)
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nuova strategia dei costruttori, sono alla frutta, prima negavano per smollare gli ultimi cerini, ora invece bussano alla porta dello Stato: nuove opere pubbliche per continuare a lavorare e mantenere gli immobili in portafoglio.

purtroppo i soldi in cassa non ci sono e per lavorare dovranno vendere i loro immobili per reinvestire... chi ha fatto il passo più lungo della gamba è spacciato.
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Vecchio 23-11-10, 11:08   #3 (permalink)
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Business del mattone: pochi spiragli per il Lodigiano

Crollo dei mutui casa: -11%.

In Lombardia Lodi è al penultimo posto del mercato immobiliare. Gli addetti ai lavori puntano il dito contro banche e caro euro

Lodi, 23 novembre 2010 - Peggio di Lodi, in Lombardia, fa solo Cremona: il mercato dei mutui per l’acquisto di case a uso familiare ha registrato, nel secondo trimestre del 2010, una media regionale molto positiva (+ 31% rispetto allo stesso periodo del 2009) con l’erogazione di 4.135 milioni di euro suddivisi mediamente in mutui da 133mila euro. Ma se è stata Lecco (col 67%) a far crescere la media, seguita da Milano (+45%), Varese (+27%) e Pavia (+19%), sono state invece le province di Cremona (-13%) e Lodi (-11%) a farla abbassare.

Il dato, elaborato dall’Ufficio studi del Gruppo Tecnocasa, trova conferme, sul fronte lodigiano, nelle parole di Catena Gatto Tindaro, presidente del Collegio di Lodi della Fiaip, Federazione italiana Agenti immobiliari professionali: «Il -11% del Lodigiano non mi stupisce, è simile allo scorso anno. Le vendite sono poche e chi acquista lo fa in genere perché dispone già di buona parte della cifra necessaria e ha necessità di contrarre dei mutui per importi bassi, residui.

Una nuova tendenza degli acquirenti che ho notato è di indirizzarsi, nel contrarre un muto, verso il Banco Posta: probabilmente non rendendosi conto che comunque non è lo Stato, soggetto con cui ancora molti identificano il servizio postale, a prestare loro i soldi per l’acquisto della casa, bensì la Deutsche Bank che è comunque una banca e pone diversi paletti».

Perché un dato così negativo? «Di sicuro la responsabilità non è nostra — rimarca la presidente del Collegio lodigiano della Fiaip —: noi abbiamo tutto l’interesse a vendere e far muovere il mercato dei prestiti. E forse delle banche? Dei politici? Nel primo caso gli istituti di credito di livello nazionale, pur avendo le stesse linee guida, si differenziano operando in base alle direttive dei capoarea. È mancato poi negli anni scorsi, con il caso-Fiorani e la fusione con Verona, il ruolo della banca del territorio, la Bpl. C’è stata una vera e propria assenza che ora l’istituto sta cercando di recuperare affidando maggiore responsabilità ai direttori locali. Non so se ci stia riuscendo ma questo -11% parla chiaro, per Bpl come per tutte le banche. Sul fronte della politica, sento spesso gente non lodigiana che non intende investire qui perché il territorio è visto come una “zona morta”, senza politica di sviluppo. Qui nel Lodigiano si è sempre costruito e sempre venduto: è saltato tutto con l’arrivo dell’euro che, a differenza di quanto sostiene l’Istat, ha ridotto il potere d’acquisto del 50%: i costi sono tutti raddoppiati mentre gli stipendi sono rimasti gli stessi e la gente è diventata più povera».

di Laura De Benedetti
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Vecchio 23-11-10, 11:24   #4 (permalink)
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nuova strategia dei costruttori, sono alla frutta, prima negavano per smollare gli ultimi cerini, ora invece bussano alla porta dello Stato: nuove opere pubbliche per continuare a lavorare e mantenere gli immobili in portafoglio.

purtroppo i soldi in cassa non ci sono e per lavorare dovranno vendere i loro immobili per reinvestire... chi ha fatto il passo più lungo della gamba è spacciato.
in soldi ci sono....
ieri: «Camorra Spa» acquistava case al nord - InterNapoli.it

Oggi:
Nuovo allarme degli investigatori: la mafia penetra sempre più nel Reggiano

22 novembre 2010, ll Giornale di Reggio, di Pierluigi Ghiggini

.....la dimostrazione che in questi anni l’oggetto privilegiato del ricatto mafioso, a Reggio, sono stati i conterranei calabresi e la bolla speculativa dell’edilizia......
Nuovo allarme degli investigatori: la mafia penetra sempre più nel Reggiano – Associazione Saveria Antochia OMICRON


gli imprenditori del cartello dei casalesi,coordinati da Michele e Pasquale Zagaria erano riusciti ad infiltrarsi anche negli appalti per la costruzione della linea Alifana, a vincere gare per la costruzione di parti degli edifici Nato del comprensorio di Licola e ad investire in immobili a Parma e Milano.
Camorra: ecco l'identikit del capo della «cupola», Michele Zagaria - Corriere del Mezzogiorno
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Vecchio 23-11-10, 11:27   #5 (permalink)
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gli imprenditori del cartello dei casalesi,coordinati da Michele e Pasquale Zagaria erano riusciti ad infiltrarsi anche negli appalti per la costruzione della linea Alifana, a vincere gare per la costruzione di parti degli edifici Nato del comprensorio di Licola e ad investire in immobili a Parma e Milano.
...
Impussibil; se a Parma ci fosse stata una strana impennata di cantieri negli ultimi anni me ne sarei accorto
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Vecchio 23-11-10, 11:45   #6 (permalink)
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Non c'è da meravigliarsi...hanno cementato dappertutto.....in terra trevigiana leggi ovunque..vendesi..vendesi...vendesi. Stiamo parlando di una zona che non conosceva i problemi e la disoccupazione...ora alla Croce Rossa sono raddoppiate le persone in cerca di cibo e non stiamo parlando di stranieri, ma persone del posto.
Chi si fida ad affrontare debiti con tanta incertezza sul futuro. Eppure proprio nei momenti come questi, chi ha soldi potrebbe investire in immobili...il passato insegna: nel 1939 con 9mila lire comperavi una discreta casa...a fine 1945 con gli stessi soldi, un impermeabile al maximo. Certo allora c'erano altri problemi....ma non è che attualmente avere soldi e titoli rappresentativi dei soldi sia una goduria.
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Vecchio 23-11-10, 11:52   #7 (permalink)
Io vi IMUnizzerò
 
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Mi piace che le raccontano pure certe cose e poi hanno il coraggio di dire che in Italia è diverso: condannati fino a 60 anni e al Nord fino a oltre i 70. E stiamo parlando di MEDIE

PS: le medie del Lazio come quelle di Trentino e Valle D'Aosta. Come dire: c'abbiamo Courmayeur pure qui

Primo mutuo a 36 anni e rate che si pagano fino a 60 anni

di Enrico Bronzo 23 novembre 2010

Citazione:

Gli italiani raggiungono l'indipendenza economica tardi, o almeno richiedono il mutuo
per la prima casa dopo aver compiuto i 35 anni. A dirlo è mutui.it, il comparatore online che ha analizzato oltre un milione di richieste di mutuo giunte negli scorsi mesi
attraverso le pagine del sito. Chi vuole sottoscrivere un mutuo per la sua prima abitazione ha mediamente 36 anni, richiede un finanziamento pari a 160mila euro (pari al 75% del valore dell'immobile che intende acquistare), è disposto ad impegnarsi per 25 anni con l'istituto finanziatore e preferisce un tasso fisso (47% del campione). L'analisi di mutui.it ha potuto mettere in evidenza anche le differenze, notevoli, che si registrano in Italia nella sottoscrizione dei finanziamenti per l'acquisto della prima casa.

In primis la durata media del mutuo, che nelle regioni settentrionali cresce di 10 anni rispetto alla media, arrivando a 35 anni mentre si è registrata una sostanziale uniformità nella richiesta di finanziamenti a rata costante (circa il 12% del totale in tutta la penisola), è emerso chiaramente che al sud si preferisce la prudenza: oltre il 54% di chi richiede un preventivo di mutuo lo fa per un finanziamento a tasso fisso.

Sebbene anche nel nord Italia la maggiore quantità di richieste si concentri su mutui a tasso fisso, va registrato come il tasso variabile raccolga quasi il 36% delle preferenze; cinque punti percentuali più della media nazionale, sette più che al centro Italia e addirittura undici rispetto a quanto non accada nelle regioni meridionali.

Dall'indagine fatta da mutui.it è emerso che gli importi più alti per l'acquisto della prima casa (sono quelli richiesti non quelli eorgati effettivamente) vengono domadati in Trentino Alto Adige (191mila euro in media) e, a seguire, nel Lazio (185mila) e in Valle d'Aosta (180mila). Decisamente più economici, per le banche, i finanziamenti per gli acquisti di immobili in Basilicata, Calabria e Molise; in queste regioni chi sottoscrive un mutuo prima casa richiede in media, rispettivamente, 136mila, 129mila e 124mila euro.

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housecrash non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 23-11-10, 12:08   #8 (permalink)
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i soliti dati "provinciali"....
come se una provincia (tra l'altro piccola) come quella di Treviso fosse uno specchio della situazione nazionale.....

a quando le note del 3° trimestre '10???
bruno182 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 23-11-10, 12:22   #9 (permalink)
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i soliti dati "provinciali"....
come se una provincia (tra l'altro piccola) come quella di Treviso fosse uno specchio della situazione nazionale

su questo hai ragione

essendo treviso una delle più "dinamiche", come si usa dire...vedrai cosa sta succedendo altrove
sisimomo non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 23-11-10, 12:29   #10 (permalink)
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su questo hai ragione

essendo treviso una delle più "dinamiche", come si usa dire...vedrai cosa sta succedendo altrove
tra l'altro non così piccola...solo la provincia fa quasi 900.000 abitanti....mentre Cagliari ne fa 561.000....
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