Salve a tutti, leggo spesso questo forum e mi rimetto ora alla vostra esperienza ringraziando anticipatamente per l'aiuto che mi potrete dare.
Nel 1987 ho acquistato due piccoli appartamenti, uno al terzo e unp al quarto e ultimo piano di un fabbricato in centro storico. Nell'atto si precisava che avrei usufruito delle agevolazioni prima casa in quanto "nonostante la non aggiornata mappa catastale si tratta di unica abitazione". In effetti io con il mio compagno (divenuto poi marito in regime di comunione dei beni) abbiamo adattato gli spazi a unico alloggio (una sola cucina, ricavando nell'altra l'unico bagno) e l'ingresso è unico. Siamo entrambi qui residenti, col Comune la questione è stata regolata con una specie di autocertificazione della superficie per quello che riguarda la Tariffa d'igiene ambientale e utilizzando la somma delle rendite catastali per il calcolo ICI (prima di ritenercene esentati come abitazione principale). Tuttavia la fusione catastale non l'abbiamo ancora fatta e ora che mi ero attivata con un tecnico in tal senso sono venuta a sapere che probabilmente se accorpiamo le due unità non ci verrà concesso in futuro di frazionarle, stante che la metratura di ciascun appartamento non arriva a 40mq, nuovo limite che pare verrà adottato. Non so che pesci pigliare

, Nessuno ha mai controllato né ci ha contestato nulla, ma che succederà al momento in cui il comune avrà accesso al catasto e verrà fuori che non c'è stata la fusione? C'è un modo di risolvere senza accorpare le due porzioni per mantenere la possibilità di venderne una?
Scusate la lunghezza (e mi sono trattenuta!) grazie e ciao a presto, spero