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Vecchio 28-09-10, 12:15   #1 (permalink)
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Quando e come parlare di bolle speculative

Finalità: associare il termine Bolla in modo corretto al singolo mercato/realtà immobiliare.


Cos’è una Bolla Razionale Crescente
Col termine bolle razionali crescenti intendiamo quindi persistenti deviazioni del prezzo di un asset dal valore dei suoi fondamentali, deviazioni che incorporano un possibile trend di crescita esponenziale dei corsi. Ciò equivale a considerare come giustificato l’acquisto dell’asset a un prezzo eccessivo rispetto ai fondamentali poiché risulta razionale assumere che il prezzo possa ancora crescere: quanto osservabile sul mercato, ossia l’esperienza di breve, indicherebbe infatti che, seppure con rischio crescente, la dinamica positiva potrebbe ancora proseguire.
Gli operatori hanno consapevolezza del fatto che i prezzi da loro osservati sul mercato eccedono il valore intrinseco, ma questo non li dissuade “dall’entrare sul mercato”; di fatto gli investitori sono incentivati dalla prospettiva di un’ulteriore crescita, pur consci del pericolo di scoppio della bolla. Il rialzo persiste fintanto che sul mercato gli operatori non si convincano che la probabilità di scoppio sia maggiore di quella di un ulteriore aumento . Inizia così il meccanismo opposto a quello che aveva mosso i prezzi nel periodo precedente: una cumulativa e veloce corsa verso il ribasso.
Nel modello appena illustrato, coerentemente con le ipotesi di mercato efficiente, si può affermare che siano assenti extraprofitti, dal momento che viene percepito un corrispondente premio per il rischio; gli operatori neutrali al rischio non sono incentivati a partecipare alla “scommessa” al prezzo “r” e nel caso di operatori avversi al rischio la bolla dovrà crescere, in termini di remunerazione, più velocemente del tasso di sconto (1+r) dei flussi attesi, in modo da garantire agli operatori un equo premio che li incentivi a detenere l’attività.
Matematicamente
Pt = Σi=0;∞ [E (Dt+1 | It ) / (1+r)i] + Bt;

La bolla, per essere attraente agli occhi degli investitori, dovrà fornire un certo rendimento, ossia crescere al tasso “r” in ogni periodo. Il prezzo di mercato sarà:
Bt+1 = (1+r) Bt + Zt;
“Zt” termine di errore casuale, imprevedibile, in media uguale a zero e non correlato con i suoi valori precedenti.

Nel momento in cui il tasso di crescita “r” diventa irrazionale, si entra nel campo delle Bolle Irrazionali.

Cos’è una Moda

Sui mercati finanziari si possono diffondere comportamenti collettivi uniformi che allontanano per un periodo di tempo, più o meno lungo, il prezzo dei titoli dai loro fondamentali.
Di fatto, così come esistono e si diffondono mode nei confronti di vestiti, alimentazione, opinioni politiche ed attività ludiche (apparentemente guidate da elementi irrazionali, o da ragioni difficilmente correlabili con eventi di natura nota), sono osservabili fenomeni di comportamento gregario nelle opinioni e nei comportamenti anche relativamente al settore degli investimenti.
Lo stesso Shiller (2000) sostiene che opinioni largamente diffuse e condivise da un numero elevato di persone, influenzino tanto le scelte di investimento quanto le altre attività sociali . Si potrebbe però contestare tale asserzione dal momento che l’allocazione di portafoglio dei singoli è condizionata dal soggettivismo che caratterizza la propensione al rischio e le aspettative che i singoli ripongono nei loro investimenti.
Secondo Shiller è comunque possibile che già dal momento in cui il singolo forma le proprie convinzioni ed aspettative esso venga “contagiato” dalle opinioni presenti sul mercato; a rafforzare tale ipotesi vi è inoltre l’impossibilità di adottare una metodologia definitiva di valutazione del valore intrinseco delle azioni. In accordo con l’ipotesi di random walk dei prezzi, le mode risultano quindi imprevedibili così come il comportamento e la reazione degli investitori al diffondersi di nuove informazioni finanziarie su dividendi e utili.
La schiera di studiosi dedicatisi all’argomento in oggetto traggono le loro origini dalle scienze sociali, mentre l’attenzione degli economisti è stata catalizzata e ravvivata dell’implicito fenomeno di volatilità eccessiva che caratterizza i movimenti caotici dei fenomeni di fads.
Sulla base del contributo di Camerer si possono distinguere tre diverse categorie di fads, il cui discriminante risulta essere il modo in cui queste si manifestano. I prezzi possono variare al variare dell’utilità percepita da parte dei detentori di un determinato asset, l’esempio riportato fa riferimento alle opere d’arte: la percezione del loro valore varia al variare delle preferenze stereotipate e collettivamente condivise.
La seconda ragione riguarda cambiamenti collettivi nelle convinzioni sul corretto valore intrinseco degli asset, in questo caso si fa riferimento ai fattori sociologici, psicologici e culturali che influenzano il mercato.
In terzo luogo, il movimento dei prezzi può essere dovuto a fads relative ai rendimenti attesi; in questo caso le mode possono essere generate da comportamenti razionali, semprechè al crescere dei prezzi vi sia una correlata variazione nella percezione del rischio di un titolo . L’effettiva esistenza sui mercati finanziari di fenomeni come le mode è stata in passato “sostenuta” esclusivamente da esperienze - come la ‘tulipanomania ’ - dalle quali emergevano comportamenti guidati da meccanismi di natura emotiva: gli investitori risultavano eccessivamente entusiasti riguardo taluni asset, dalla spiccata natura speculativa, ed i giudizi razionali lasciavano spazio ad interpretazioni dominate da esuberanza irrazionale. D’altro canto, come dimostra il premio Nobel 2002 attribuito a Kahneman e Smit , in questi ultimi tempi le scienze sociali e psicosociali dedicano sempre più interesse e risorse allo studio dei meccanismi che guidano le scelte degli operatori economici, allo scopo di formalizzare tali comportamenti, diventando una base per i modelli più recenti di analisi dei fenomeni di anomalie sui mercati finanziari… ma non solo…

Ultima modifica di dogo : 28-09-10 alle ore 13:02
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Vecchio 28-09-10, 18:18   #2 (permalink)
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interessante.
A livello concreto io ho menzionato due volte a due agenti immo che mi facevano vedere immobili a prezzi da odissea nel mq 2007, e da uno sono stato quasi aggredito mentre ringhiava "ma quale bolla!" "il mattone è mattone" e l'altro più diplomaticamente cercava di spiegarmi che nn ne capivo nulla di immobili e che lui con la sua esperienza sapeva che anche se pagavo il prezzo massimo sarebbe cmq salito in futuro e saliva mentre parlavamo....forse la prossima volta mi stampo quesot intervento e glielo consegno
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Vecchio 28-09-10, 18:41   #3 (permalink)
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Pt = Σi=0;∞ [E (Dt+1 | It ) / (1+r)i] + Bt;
Prezzo al tempo T = sommatoria di tutti i flussi di cassa (dividendi, per semplicità espositiva) attesi, condizionati alle informazioni presenti al tempo T, attualizzati al tasso "r".

E' una normale formula di attualizzazione, nella quale compare il concetto di "dipendenza stocastica dalle informazioni che il soggetto conosce".

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