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L'immobiliare vede la ripresa dal 2011. Breglia: «La selva è meno oscura
È un'economia, questa, che non conosciamo. Di conseguenza è sempre difficile fare previsioni, ma una cosa appare ormai assodata: il mercato immobiliare ha girato la boa. Stop alla discesa del fatturato e delle compravendite che si sussegue dallo scoppio della crisi dei subprime, ripresa nel 2011 e, per il residenziale italiano, anche un ritorno al segno positivo per i prezzi l'anno prossimo. Non tutto naturalmente è risolto e i problemi di base restano, tanto che Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, in occasione dell'illustrazione dell'Outlook 2011, ha esordito con stile dantesco: «Nel mezzo del cammin...la selva è meno oscura, ma ancora non si vedono le stelle».
La crisi economica ha comportato un forte rallentamento degli scambi immobiliari nel corso del 2009. Nei cinque paesi più importanti l'anno si è concluso con un fatturato immobiliare di circa 596 miliardi di euro, che rappresentano un calo del 13,3 per cento rispetto all'anno precedente. Il fatturato in Eu27, invece, ha segnato un aumento dell'1,2 per cento, superando 940 miliardi di euro. Il primo semestre 2010 ha mostrato segnali di ripresa in tutti i Paesi, fatta eccezione per la Spagna, il cui fatturato continua a diminuire. Il 2010, dunque, si dovrebbe concludere con un fatturato in lievissimo aumento nei cinque paesi più importanti, mentre la crescita sarà più significativa a livello Eu27. Tra i principali paesi europei, l'andamento migliore riguarda la Germania, che dovrebbe vedere una crescita del fatturato in tutti i segmenti di mercato, con punte superiori al 7 per cento nel comparto industriale.
Buone le previsioni per l'Inghilterra, che dovrebbe registrare un aumento medio dell'1,4 per cento. Solo il settore industriale è ancora in difficoltà, con un fatturato in diminuzione. Torna in territorio positivo l'Italia. La situazione europea risulta complessivamente migliore rispetto a quella statunitense. Il fatturato, infatti, dovrebbe aumentare del 2,1 per cento in Eu27, contro lo 0,2 per cento degli Stati Uniti, il cui valore è ormai di poco superiore a quello europeo. Un miglioramento dell'economia e gli effetti delle misure governative, finalizzate alla riforma delle politiche fiscali e monetarie e al contenimento della disoccupazione, dovrebbero avere un effetto positivo sul fatturato immobiliare nel 2011
L'anno si dovrebbe concludere con un aumento dell'1,2 per cento nei cinque paesi più importanti, nonostante il segno negativo ancora previsto per la Spagna, e del 2,9 per cento a livello di Eu27. E i prezzi? Secondo l'Outlook di Scenari Immobiliari, le quotazioni delle case in Italia dovrebbero chiudere il 2010 con un meno 2,5%,per poi riprendersi nel 2011 con un +1,2%; meglio la Germania, già su dell'1,5% e in progresso di un ulteriore 4% nel 2011, seguita dalla Francia con un +2%. L'Inghilterra continua a scendere, con un -3,2% quest'anno e -1% l'anno prossimo.
La Spagna va migliorando ma resta in territorio negativo: all'arretramento del 20,3% del 2009 sul 2008 e del 10,6% di quest'anno, seguirà un meno 2,5% del 2011. Infine, una proiezione globale di investimenti da parte degli investitori istituzionali nei prossimi due anni: l'immobiliare vedrà un afflusso di 150 miliardi di euro.
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