21-09-10, 17:13
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LE BANCHE SOFFERENTI
Sui mercati finanziari è in arrivo, molto probabilmente, una nuova tempesta. In sostanza, si tratterà di una sorta di resa dei conti rispetto alla Grande Crisi di due anni fa. E, ancora una volta, al centro delle turbolenze ci saranno le banche, vero nodo nevralgico dell’economia moderna. Per capire quello che sta accadendo, e che accadrà, bisogna fare un passo indietro e andare a leggere dei segnali che sono già arrivati al mercato, ma che sono stati un po’ trascurati.
Il dato di Bankitalia é passato quasi inosservato, ma ai più attenti non é certo sfuggito che le sofferenze monitorate dalla banca centrale siano aumentate di oltre il quaranta per cento rispetto ad un anno fa. Il dato ufficiale non é di per se enorme perché vede l'aggregato del sistema italiano in sofferenza ammontare a 70 miliardi di euro. Tutti pero' sanno che quando una banca segnala le sofferenze é perché proprio non ne può più fare a meno, mentre tende a prendere tempo nel segnalare tutti i crediti che avranno grandi difficoltà ad essere rimborsati.
Per cui i 70 miliardi potrebbero essere solo la punta di un iceberg. E il fenomeno non é solo italiano. A riprova di ciò basti pensare a due episodi verificatisi nei giorni scorsi. All'inizio della settimana infatti é bastato un rumor sul fatto che gli stress test effettuati a luglio sulle banche fossero stati fatti un po' "all'acqua di rose" per far crollare tutti i titoli bancari d'Europa. Poi venerdì mattina, con il Giappone che aveva chiuso in modo molto positivo, tutte le borse d'Europa erano partite in buon rialzo. Ma nel giro di cinque minuti si sparge la voce che Deutsche Bank é costretta a fare un aumento di capitale di dieci miliardi di euro ("per necessità") e ecco che le borse invertono repentinamente la rotta e da un più 1 per cento abbondante si va immediatamente in negativo.
A parte le solite considerazioni sul nervosismo, talvolta isterismo dei mercati é evidente che un problema - e grosso - c'é. D'altra parte, con un'economia reale che ha subito i colpi che tutti conosciamo, parrebbe logico che le banche siano state toccate cosi poco dalla crisi? E se pochi mesi fa correvano a chiedere aiuti a governi e banche centrali come possono aver già ricominciato a macinare utili veri?
Come noto molte banche hanno prestato soldi in misura abnorme rispetto ai rispettivi patrimoni. Si pensi che qualche banca, in Europa, é arrivata ad impiegare cento volte l'ammontare dei suoi mezzi propri. Per cui oggi il problema sembra proprio la "pigrizia" - ovviamente, molto voluta - con cui le banche rendono evidenti le vere sofferenze che hanno, più o meno nascoste tra le pieghe del bilancio. E i campanelli della banca d'Italia o dell'aumento di capitale della maggiore banca tedesca sono dei chiarissimi segnali d'allarme.
E non sembra esserci dubbio sul fatto che tutte le banche che hanno fatto forte uso della leva finanziaria saranno presto costrette a chiedere soldi al mercato. Molti soldi. Ciò non potrà che drenare liquidità dalle borse per molte centinaia di milioni di euro. Con le evidenti conseguenze sui listini. La corsa all'emissione di obbli*ga*zioni é iniziata. Ora, raschiato anche il barile delle cartolarizzazioni e dei subordinati, tocca alle azioni. Saranno pertanto mesi difficili i prossimi, per molte banche.
Questi saranno i mesi della verità ed al 31 dicembre i bilanci dovranno essere redatti con un po' meno pigrizia del passato. Anche perché società clienti o persone che da due, tre anni non ce la fanno a rimborsare i debiti, é ben difficile che siano considerate in bonis. Sarà un esercizio delicato anche per sindaci e revisori, dopo tutte le brutte figure che hanno collezionato negli ultimi anni.
Insomma, si annuncia un autunno difficile: per chi rischia di perdere il lavoro (o lo ha già perso), ma anche per le banche e per le imprese loro clienti.
Scritto il 13/09/10 alle 11:34
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