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Per gli ingegneri il calo dei redditi, ad esempio, si è attestato nel 2008 all'1,5 per cento. «Ma il dato relativo ai fatturati è in realtà solo l'inizio di una diminuzione che si è andata accentuando con il trascorrere dei mesi», spiega il presidente del Consiglio nazionale Giovanni Rolando. «Mi aspetto un calo ancora maggiore dai dati relativi ai redditi 2009 e a quelli 2010, perché i professionisti sono ancora in crisi». [B]Le difficoltà negli studi degli ingegneri sono cominciate alla fine del 2008, quando la recessione ha bloccato il settore del mattone. [/B
]«Alla frenata busca del mercato edilizio privato – continua il presidente del Cni – si aggiunge anche la crisi delle opere pubbliche. Si lavora meno, e quando si lavora si fa una gran fatica a farsi pagare».
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Ad ogni modo, il peso maggiore delle difficoltà economiche lo hanno sopportato (e lo stanno sopportando) i notai che anche nel 2008 hanno visto assottigliarsi del 10% i propri introiti. «Una contrazione di eguale misura – spiega Gabriele Noto, componente del Consiglio nazionale del notariato – è stata riscontrata nel 2007 e nel 2006. Questo vuol dire che in pochi anni abbiamo subito la perdita di poco meno di un terzo del nostro reddito. Per fortuna, la cassa professionale è stata amministrata bene, non ha inglobato titoli tossici o perdite finanziarie».
Le cause di questa riduzione? «Oltre alla crisi che ha progressivamente tagliato il giro d'affari e il valore delle operazioni – precisa Noto – scontiamo alcune modifiche legislative che hanno sottratto alcune materie alla nostra competenza, dalle pratiche di trasferimento della proprietà delle auto alla cancellazione delle ipoteche. Abbiamo tuttavia cercato di conservare i livelli occupazionali all'interno dei nostri studi per non disperdere un personale altamente qualificato».
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Secondo i dati di Inarcassa i redditi medi di ingegneri e architetti nel 2008 sono calati da 33.037 a 32.552 euro (Bigmad, siamo privilegiati!!). Un dato “ottimistico” (?????) secondo Massimo Gallione, presidente del Consiglio nazionale degli architetti: «La nostra professione risente della scomparsa dell'edilizia pubblica, settore in via d'estinzione se si escludono le grandi opere». Secondo i dati degli architetti l'edilizia pubblica è calata del 90% in dieci anni. «E l'edilizia privata non se la passa tanto meglio. Il piano casa che doveva rilanciare l'economia del settore ha dato risultati limitati».
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In discesa anche il fatturato dei geometri, che passano dai 22.695 euro annui del 2007 ai 22.506 euro del 2008. «I redditi – avverte però il presidente del Consiglio nazionale Fausto Savoldi – vanno letti scorporando l'età dei professionisti: la media non lo mostra, ma quelli in difficoltà sono soprattutto i giovani, mentre i redditi dei geometri affermati sono stabili». Oltre al problema anagrafico c'è anche da considerare il divario Nord-Sud: «Nel Meridione i tempi per i pagamenti si allungano – afferma Savoldi – e i compensi diminuiscono. Mentre al Nord si è sempre cercato di tenere alti i compensi. L'unica chance per chi si affaccia ora alla professione è specializzarsi con strumenti moderni che magari gli “anziani” non sanno utilizzare».