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Vecchio 04-08-10, 19:27   #1 (permalink)
Rok
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Nuovo allarme per il mattone americano

Nuovo allarme per il mattone americano
La situazione del real estate commerciale Usa continua a deteriorarsi. In Inghilterra prezzi in ripresa. Asia ancora a rischio bolla.
Stampa ArticoloCopyrightCommentoMarco Caprotti | 04-08-10 |

Meglio non fidarsi della corsa del mattone. A suonare la sirena sono gli analisti secondo cui, alla luce delle prospettive del comparto, la crescita dell’indice Msci del settore (+7,5% nell’ultimo mese fino al 3 agosto e calcolato in euro) potrebbe presto tradursi in una forte discesa.

Il mattone commerciale torna a traballare
Il pericolo, ancora una volta, viene dal segmento immobiliare commerciale americano (il cosiddetto CRE, Commerciale real estate). “Mentre tutto il mondo era concentrato prima sulla crisi e poi sul recupero di Dubai e della Grecia, il comparto CRE ha continuato a peggiorare”, spiega uno studio della società di analisi e consulenza Rei Financials secondo cui il numero degli uffici da affittare ma rimasti vuoti negli Stati Uniti ha raggiunto il livello massimo degli ultimi 17 anni: il 17,4% sono inutilizzati, con una crescita dell1,4% rispetto a luglio dell’anno scorso. “Il tutto in un momento in cui gli analisti non fanno altro che parlare di ripresa”, continua lo studio. “A peggiorare le cose c’è il valore degli affitti che, rispetto ai primi tre mesi dell’anno, è sceso dello 0,9% mentre, rispetto allo stesso periodo del 2009, è calato del 5,7%. Prezzi in discesa e aumento dell’offerta segnalano grossi problemi in arrivo”.

Secondo un’analisi di Moody’s, nonostante i rimbalzi dei mercati azionari il valore del Commercial real estate è ancora sotto del 41% rispetto ai massimi del 2007. Una situazione che potrebbe portare a numerosi fallimenti considerando che i proprietari di CRE hanno sul mercato prestiti per circa mille miliardi di dollari che arriveranno scadenza nel corso dei prossimi cinque anni. Non va meglio sul fronte delle abitazioni. I contratti di compromesso per l’acquisto di una casa, secondo l’Associazione nazionale degli agenti immobiliari, sono scesi a giugno del 2,6% rispetto al mese precedente a quota 75,7 punti. Su base annuale il calo è stato invece del 18,6%. I numeri sono peggiori delle attese degli analisti che avevano previsto una situazione invariata rispetto al mese precedente. La colpa del calo, secondo gli operatori, è da imputare alla fine degli incentivi statali all’acquisto.

L’Europa spera nella tenuta inglese
Migliora lo scenario intanto, nel Vecchio continente. Secondo un report di Halifax (il ramo di impresa di Lloyds Banking Group che si occupa di mutui) il prezzo delle abitazioni a luglio è salito dello 0,6% rispetto a giugno. Si tratta del miglior salto degli ultimi quattro mesi. Il dato viene considerato importante anche per il resto d’Europa visto che l’andamento del mattone inglese, di solito, anticipa di circa un anno le tendenze nel resto dell’Unione. Il merito della ripresa, spiegano gli analisti di Halifax va attribuito ai bassi tassi di interesse e all’andamento dell’economia (in forte crescita nel secondo trimestre) che ha fatto tornare un po’ di appetito per le case.

In Asia la bolla si gonfia ancora
Sempre tesa, intanto, la situazione in Asia. Il più preoccupato per la bolla immobiliare che sta montando è il governo cinese che sta cercando di mettere in campo una serie di provvedimenti (tasse più altre sulle seconde e terze case e criteri più rigidi per la concessione di prestiti per l’acquisto) per evitare uno scoppio dagli effetti imprevedibili. Ma mettere un freno non è semplice. Secondo uno studio della società di consulenza Jones-Lang Lasalle, ad esempio, nella sola Hong Kong, i prezzi degli immobili di lusso nel secondo semestre dell’anno cresceranno del 10%, dopo aver fatto segnare lo stesso tasso da gennaio a giugno. A spingere in alto i valori sono le richieste di acquisto che arrivano direttamente dalla Cina.
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