E poi dicono che sono capaci tutti e fare il copia e incolla
Perdite a due cifre per il settore. Tra le proposte anche la riduzione dell’Iva L’edilizia chiede un piano casa L’Aniem alla Regione: avviare le opere pubbliche Ora che, con l’insediamento del Consiglio regionale e la nomina della Giunta, la Regione Emilia-Romagna è tornata nel pieno delle sue prerogative, l’Aniem propone di avviare un piano straordinario di opere pubbliche immediatamente cantierizzabili da destinare alle piccole-medie imprese della regione.
«A distanza di un anno dagli Stati generali promosso da tutte le associazioni imprenditoriali e dai sindacati per rilanciare il settore edile – ha ricordato il presidente di Aniem (Associazione nazionale delle piccole e medie imprese edili) Dino Piacentini – siamo in presenza di un settore fortemente debilitato che, in assenza di misure adeguate, rischia di ammalarsi di polmonite, con effetti dannosi per tutto il comparto.
Un comparto, non va dimenticato, che in Emilia Romagna rappresenta l’11% del Pil». I dati parlano da soli:
calano gli investimenti in costruzioni del 18%, la nuova edilizia abitativa registra un -30%, l’edilizia non residenziale privata diminuisce del 23%, i lavori pubblici hanno fatto segnare un calo del 16%. Inoltre, nel primo semestre (ottobre – gennaio 2010, dati Cassa edile) si registra un calo delle imprese in Emilia Romagna del 14%, gli addetti diminuiscono del 13% e
la massa salariale cala del 12,25% mentre aumenta la Cigos del 385%. «Numeri – osserva Piacentini – che mostrano un ulteriore aggravamento della crisi che ha colpito pesantemente l’edilizia ».
Altro tasto dolente per il presidente nazionale Aniem – che indica anche nella riduzione dell’IVA al 4% per tutte le operazioni riferibili al settore un intervento che contribuirebbe a superare le difficoltà – sono le banche, sempre restie ad aprire i rubinetti del credito nonostante gli accordi tra gli stessi Istituti di credito, la Regione e le parti sociali per il rilancio delle piccole e medie industrie.
«Bisogna attuare provvedimenti immediati ed efficaci per rinnovare e riqualificare il nostro patrimonio edilizio perché diventi il volano capace di rilanciare l’e co n omia nel segno della qualità e della sicurezza – s ot t ol i ne a Piacentini –. Il Piano Casa, se attuato dai Comuni, può promuovere una serie d’interventi di qualificazione che potrebbero contribuire a rendere più moderno, efficiente, rispettoso dell’ambiente e di qualità il patrimonio edilizio della nostra regione.
È interesse di tutti che dalla riqualificazione dell’edilizia scaturisca una nuova qualità del progettare e del costruire».