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06-05-2010 Ore 11:50
Negli ultimi 4 anni le transazioni sugli immobili residenziali sono diminuite del 25%, vale a dire di oltre 6 punti percentuale ogni anno. Nel 2009 gli atti di compravendita nel teramano sono stati complessivamente 471, se ci si limita a considerare quelli riguardanti gli immobili così detti di seconda mano, destinati all’uso residenziale.
Le prospettive ci dicono che il numero è destinato a diminuire se il mercato non risponderà in maniera concreta e se soprattutto, gli operatori del settore non adotteranno una linea comune di incentivazione all’acquisto basata sulla fiducia degli acquirenti.
Le cause del rallentamento del mercato immobiliare locale - e non solo - sono riconducibili, da un lato agli effetti reali della crisi economica globale e,
dall’altro lato, non meno importante, sono da ravvisarsi sostanzialmente nella disinformazione dei proprietari/venditori.
Questi, infatti, pur non sapendo le quotazioni attuali di mercato, intendono nella maggior parte dei casi imporre dei prezzi irrealizzabili ai propri immobili. Questa tendenza, drammatica per la vitalità delle transazioni immobiliari, non dipende solo dall’incompetenza di molti operatori del settore e di alcuni proprietari/venditori ma
affonda le sue radici in un meccanismo vizioso che ha avuto inizio nel 2001 e si è concluso alla fine del 2007, un meccanismo a causa del quale i valori degli immobili, in questo lasso di tempo, sono stati gonfiati esageratamente e in maniera asincrona rispetto alla crescita del potere d’acquisto generale, ossia rispetto alla capacità di spesa di chi vuole e ha bisogno di comprare una casa. I proprietari/venditori e alcuni agenti immobiliari devono comprendere che i prezzi applicati fino al 2007, non erano “reali” e comunque risultano oggi superati, perché appartenenti ad un diverso momento storico, più felice. Oggi, la percezione errata dei prezzi degli immobili verificatasi senza una valida logica di mercato ha generato un
forte gap tra domanda d’acquisto e offerta, limitandone l’incontro e con la conseguente drastica riduzione del numero di compravendite.
Attenzione! Con ciò non si vuole affermare che le persone non vogliono comprare, al contrario, la domanda d’acquisto è vivace, le stesse persone ritengono sempre che la casa rappresenti il miglior investimento o il sogno della vita;
la causa di fondo di “questo freno” sono i prezzi, è il caso di ribadirlo, le errate quotazioni di mercato fatte agli immobili.
Le stime non possono più prescindere dall’attuale contingenza economica e quindi vanno revisionate, razionalizzate. Pertanto, si ritiene che la giusta soluzione per far ripartire e rifiorire il settore con i suoi indotti risiede semplicemente nell’attribuire valori congrui agli immobili.
Qui di seguito si riportano le quotazioni reali e recentissime del marcato del comune di Teramo secondo una ripartizione convenzionale delle zone e prendendo a riferimento solo la fascia degli immobili residenziali usati (ossia, immobili con almeno 6 anni di età ).