![]() |
| Home | | | Notizie | | | Mercati | | | ETF | | | CFD | | | Forex | | | Forum | | | Quotazioni | | | Servizi | | | Approfondimenti | | | Education | | | Meteo |
|
|
|
|||||||
| Registrazione | Blog | FAQ | Gruppo sociale | Calendario | Cerca | I messaggi di oggi | Segna i forum come già letti |
![]() |
|
|
Strumenti discussione | Valuta discussione | Modalità visualizzazione |
|
|
#1 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Jan 2009
Messaggi: 3,286
Popolarità: 42949676 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Il mercato dei mutui nel primo trimestre del 2010
Secondo un’indagine condotta da Mutuionline, il mercato dei mutui nei primi tre mesi del 2010 continua a crescere sulla scia dei riscontri rilevati nell’ultimo trimestre del 2009.
Infatti, si evidenzia come l’offerta delle banche ponga delle condizioni sempre più appetitose e con varie soluzioni da plasmare con le esigenze della clientela. I consumatori optano per i mutui a tasso variabile tanto che si riscontra un’erogazione di tali mutui pari all’80% e che offrono, inoltre, rate con un tetto massimo tra il 5,5% ed il 5,8%. I mutui a tassi fissi, intorno al 5%, vengono scelti dal 20% dei mutuatari che preferiscono avere la certezza di una rata costante che non presenti improvvise e spiacevoli sorprese! Ed, infine, i mutui di surroga che rappresentano una buona parte del mercato e permettono ai mutuatari che ne abbiano necessità di cambiare mutuo a costo zero passando a condizioni più convenienti. http://casa.guidone.it/2010/04/20/il...stre-del-2010/ Mutui: Un tasso annuo di crescita del 7% rispetto a due anni fa Il tasso soglia usurario per i mutui a tasso fisso per il secondo trimestre del 2010 cala al 7,755%, dal precedente 8,03%. Il tasso soglia per i mutui a tasso variabile scende al 3,945%, dal 4,38%. I dati si evincono dalla pubblicazione della nuova rilevazione dei tassi da parte della Banca d’Italia. Il relativo decreto del Ministero dell’Economia e’ stato emanato il 26 marzo, con i tassi di interesse effettivi globali medi, in applicazione della legge sull’usura. Secondo i dati resi noti dall’Abi all’inizio del 2010 prosegue la fase di ripresa dei prestiti bancari per l’acquisto di abitazioni, in un contesto in cui il mercato immobiliare italiano evidenzia diffusi segnali di miglioramento: lo dicono soprattutto le previsioni degli operatori del settore, meno pessimistiche e più fiduciose nel ritorno a una più elevata domanda. Alla fine di gennaio 2010, in Italia, lo stock di mutui per l’acquisto di immobili ha superato i 282 miliardi di euro, con un tasso annuo di crescita di quasi il +7%, rispetto ai livelli di due anni prima. La dinamica di tali finanziamenti, infatti, dopo aver manifestato andamenti negativi nella seconda parte del 2008 e nei primi mesi del 2009, dall’inizio del secondo trimestre del 2009 ha intrapreso una fase di costante, seppur lenta, accelerazione. D’altra parte, nell’anno passato il trend di tali finanziamenti aveva risentito della fase di rallentamento del mercato immobiliare italiano ma, da un confronto internazionale emerge come l’Italia risulti leader in Europa per quanto concerne i finanziamenti alle famiglie per l’acquisto di immobili: a gennaio il tasso annuo di crescita segnato dalle banche nazionali si posiziona, infatti, su un livello nettamente superiore a tutti i principali paesi europei. A fronte, infatti, di un incremento di quasi il +7% in Italia, si registra, sempre a gennaio 2010, una variazione pari a +1,8% nella media Area Euro (+1,3% l’anno prima). La quota dell’Italia sull’Area Euro per questo segmento di attività è, pertanto, cresciuta, passando nell’ultimo anno dal 7,6% a quasi l’8%. La sensibile riduzione dei tassi di interesse registrata negli ultimi mesi, unitamente alla maggiore propensione delle famiglie italiane verso il mattone – bene rifugio per antonomasia – ha verosimilmente rappresentato un fattore di stimolo per le famiglie ad attivare decisioni di spesa rivolte a beni immobili. Nell’ultimo anno, in particolare, il tasso di interesse applicato dalle banche per le nuove operazioni di acquisto di immobili (media fisso e variabile) è passato dal 4,79% di gennaio 2009 a 2,75% di gennaio 2010 (2,68% secondo prime stime a febbraio u.s.), segnando una contrazione di oltre due punti percentuali e collocando tale tasso al minimo storico mai raggiunto e su un livello inferiore a quello medio dell’Area Euro (3,57%). Secondo il Crif a febbraio la domanda dei mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane registra, dopo mesi di costante crescita, un segno negativo, -2% rispetto allo stesso mese del 2009. Analizzando più nel dettaglio i dati, emerge come il numero di richieste di mutuo a febbraio 2010 sia sostanzialmente in linea con quello dello stesso mese del 2008, mentre fa registrare un +7% rispetto al mese precedente (gennaio 2010). Confrontando la domanda di mutui ipotecari aggregata per il primo bimestre dell’anno in corso con lo stesso periodo degli anni precedenti si evidenzia come il 2010 si prospetti come un anno positivo, registrando un +4% rispetto al 2009, un +2% rispetto al 2008 e un +5% rispetto al 2007. Tuttavia, nella valutazione del dato è necessario considerare la quota parte per surroghe e sostituzioni. Dalla nota trimestrale dell’Agenzia del Territorio emerge che, per quanto riguarda i mutui ipotecari, nel 2009 il livello di compravendite di abitazioni acquistate mediante l’accensione di un mutuo con ipoteca sulla medesima casa acquistata, diminuisce del 10,8%, leggermente meno delle compravendite del settore residenziale che, come si è detto precedentemente, sono scese del -11,3%. È da tener presente che nel 2008 si era assistito al crollo del 27% circa di questo segmento di mercato, quando le compravendite totali di abitazioni scendevano intorno al -15%. E’ probabile che la forte riduzione dei tassi di interesse abbia contribuito al contenimento della discesa degli acquisti con mutuo. Si consideri che i tassi di interesse medi sulla prima rata dei mutui ipotecari, sono scesi di quasi 2 punti percentuali, passando dal 5,55% del 2008 al 3,68% del 2009. http://casa.guidone.it/2010/04/07/mu...a-due-anni-fa/ se è già stato postato chiedo scusa....in questo periodo stò lavorando parecchio e non ho molto tempo
|
|
|
|
|
|
#3 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: May 2009
Messaggi: 13,938
Popolarità: 42949675 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Investimenti immobiliari in Italia a 570 mln, in calo nell’ultimo trimestre
di Rezarta Tasellari, Head of Research Italia DTZ 26/04/2010 Durante il primo trimestre dell’anno l’attività degli investimenti immobiliari è stata relativamente limitata. Il volume totale registrato è arrivato a circa 570 milioni di euro, in diminuzione sia nei confronti dello stesso trimestre del 2009 (-35%), che confrontato con il trimestre precedente (-62%). La maggior parte delle transazioni registrate nel trimestre, circa il 40% sono state realizzate in Lombardia. A Milano nel trimestre abbiamo registrato investimenti per circa 190 milioni di euro. Mentre a Roma il volume trimestrale è rimasto limitato, circa 60 milioni di euro, anche se c’è in corso una grande trattativa, che potrebbe cambiare i rapporti a favore della capitale già nel prossimo trimestre. Il settore degli uffici, con il 35% sul totale si conferma come settore trainante per gli investimenti in Italia, seguito dal settore degli investimenti misti e il settore alberghiero rispettivamente con il 25% e il 23% sul volume registrato. Con un'unica transazione il settore retail guadagna il 17% del totale, mentre gli investimenti nel settore industriale/logistico continuano a soffrire, registrando una percentuale insignificante. Analizzando gli investimenti secondo la distribuzione regionale, nel trimestre il nord Italia ha registrato la migliore performance, con il 46% del volume cumulativo. il sud con il 41%, con investimenti concentrati nelle due isole. Il centro Italia, con investimenti concentrati in Lazio e Molise, registra il restante 13%. Lombardia (con il 41%) e la Sardegna (con il 27%) primeggiano tra le regioni, mentre gli investitori italiani si confermano protagonisti del mercato con il 68% sul volume totale delle acquisizioni. Secondo le nostre previsioni difficilmente si tornerà sui volumi d’investimento di tre anni fa, ma comunque si attende una leggera crescita dei volumi nei confronti del 2009. Per quanto riguarda la nazionalità degli investitori, riteniamo che gli investitori privati italiani continueranno a dominare il mercato anche nel 2010. |
|
|
|
|
|
#4 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: May 2009
Messaggi: 13,938
Popolarità: 42949675 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Le evidenze dell’analisi EURISC – Il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF
Nuovo calo della domanda dei mutui a marzo: -3% 27/04/2010 A marzo 2010 la domanda dei mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane registra, dopo mesi di costante crescita, un segno negativo per il secondo mese consecutivo, -3% rispetto allo stesso mese del 2009 (dato ponderato sui giorni lavorativi). Confrontandolo con lo stesso mese del 2008 si denota però un aumento del 7%. Di seguito sono riportati, oltre ai dati sull’andamento complessivo del 2008 e del 2009, le variazioni percentuali nel primo trimestre del 2010 della domanda di mutui rilevata su EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 74 milioni di linee di credito. Le variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente sono indicate sia in valori assoluti sia ponderate, cioè al netto dell’effetto prodotto dal differente numero di giorni lavorativi. Il grafico (in allegato) della domanda di mutui degli ultimi 12 mesi rende più evidente il trend. Mettendo a confronto la domanda dei mutui ipotecari del primo trimestre del 2010 con i valori degli anni precedenti si evidenzia come l’aumento registrato (2%) sia in linea con il valore registrato nello stesso periodo del 2009 rispetto al corrispettivo del 2008. Va sempre tenuto in considerazione nell’analisi di questi dati che una quota parte di questa maggiore domanda è data dalla crescente richiesta di surroghe e di sostituzione di mutui in essere già da diverso tempo. Analizzando la distribuzione delle richieste di mutuo in funzione delle durate, emerge come queste continuino a stabilizzarsi e distribuirsi omogeneamente fra le varie classi (nel corso del 2009 si era registrata una tendenza all’allungamento). Stesso andamento rilevato per quanto riguarda la distribuzione delle domande per importo, dove la redistribuzione omogenea continua a interessare anche le classi più alte. |
|
|
|
![]() |
| Segnalibri |
| Strumenti discussione | |
| Modalità visualizzazione | Valuta questa discussione |
|
|
| Chi siamo- Pubblicità- Contatti- Disclaimer- Mappa- Credits | ||
| © 2000-2012 Browneditore S.p.A. - Tutti i diritti riservati. Prima di utilizzare anche parzialmente i contenuti di questo sito, vogliate cortesemente consultare il disclaimer. | ||