Secondo
Nomisma la dinamica dei canoni locativi è risultata, nell’ultimo decennio, particolarmente accentuata. In linea con la tendenza generale del mercato immobiliare italiano,
anche il comparto della locazione residenziale si è caratterizzato per una cospicua crescita dei valori di riferimento.
Esaurita la parentesi recessiva, che aveva colpito il settore tra il 1992 e il 1997, in seguito allo scoppio della bolla speculativa che aveva gonfiato le quotazioni immobiliari all’inizio degli anni ’90, il mercato immobiliare italiano è entrato in una lunga e robusta fase espansiva arrestatasi solo a fine 2007, a poco più di dieci anni di distanza.
Il consistente incremento dei valori immobiliari non è risultato un fenomeno circoscritto al segmento delle compravendite residenziali, ma ha finito per caratterizzare il mercato immobiliare nel suo complesso.
In un orizzonte di medio-lungo periodo, in cui si sono alternate fasi riflessive ed espansive, il settore immobiliare si è significativamente apprezzato rispetto alla capacità di spesa delle famiglie. La modesta crescita dell’economia, associata alla progressiva contrazione del numero di componenti per ogni nucleo, da una parte, e la prolungata ascesa recente dei valori immobiliari, dall’altra, hanno finito per determinare un problema di accessibilità al mercato della casa, a prescindere dalla forma contrattuale che ne disciplina il possesso.
Se, però, per quanto riguarda l’accesso alla proprietà, la significativa riduzione (e la prospettiva stabilizzazione) dei tassi di interesse, nonché l’accresciuto livello di competizione che caratterizza oggi il settore bancario, aveva di fatto compensato l’esuberanza immobiliare, non altrettanto è possibile affermare per quanto riguarda l’accesso all’abitazione in affitto.
L’incidenza della locazione di un’abitazione di 70 mq sul reddito medio familiare è così passata dal 10,2% dei primi anni ’90, all’attuale 17,6% con un aumento, peraltro in larga parte concentrato nel periodo 1998–2007, superiore al 74%.
Se il livello attuale dei valori immobiliari comporta già evidenti problemi di sostenibilità con riferimento alla disponibilità media familiare, la situazione risulta ben più problematica se rapportata alla capacità reddituale dei soli affittuari.
In questo caso l’incidenza della locazione di un immobile analogo a quello precedentemente descritto è passata dal 12,5% del 1991 al 27,8% del 2009, con un incremento di oltre il 121%.