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Roma -Vivere in città come entrare in discoteca
Spaccatimpani 13 posti su 15 monitorati
A piazzale Appio e via Nazionale i record negativi, a stento
rientrano nei limiti Piazzale degli Eroi e via Policlinico
ROMA (3 febbraio) - Roma Capitale, anche del rumore. Secondo il nuovo monitoraggio realizzato dai volontari di Legambiente, il rumore è fuorilegge in ben 13 su 15 luoghi monitorati, senza distinzioni di sorta tra centro e periferia, e nonostante i nuovi limiti più elevati recentemente imposti dall'Amministrazione.
La palma del più fracassone va a piazzale Appio nel quartiere San Giovanni, con 80,3 decibel dB (A) considerando i valori medi registrati, seguito poi da viale Europa con 79,8 decibel dB (A) e da Via Labicana di fronte al Colosseo con 79,4 decibel dB (A). I valori massimi, invece, in nove casi su quindici (60%) superano addirittura i 100 decibel dB(A), quanto gli esperti dicono si misuri in una chiassosa discoteca, con il picco più incredibile di 109,4 dB(A) registrato ancora a piazzale Appio, seguito da 109,1 dB(A) a Via Nazionale in pieno centro e da Viale Marconi (altezza Università Vasca Navale) con 106,4 dB(A).
A seguire nella classifica del rumore Capitale, sempre con valori medi fuori dalla norma, viale Marconi e viale Ostiense a pari merito con 79,3 decibel dB (A), via Nazionale con 77,3 decibel dB (A), Piazza Sempione su Via Nomentana con 77,1 dB (A), via Cola di Rienzo con 75,8 dB (A), Largo Preneste con 75,5 decibel dB (A). Non si salvano nemmeno l'area dell'Ospedale a Lungotevere in Sassia con 74,9 decibel dB (A), come via Oderisi da Gubbio con 73,3 decibel dB (A), via Boccea incrocio con via Casalotti con 72,3 decibel dB (A), Via Tiburtina con 70,1 decibel dB (A). Le uniche due vie a rientrare a stento nei limiti sono Piazzale degli Eroi con 68 decibel dB (A) e via Policlinico con 67,4 decibel dB (A).
Fonometro alla mano, dopo circa tre mesi dall'approvazione dell'ultima Delibera capitolina in materia di inquinamento acustico, che ha alzato di 5 decibel le soglie di legge per il rumore nelle strade denominate E (ossia urbane di quartiere) ed F (ossia locale), Legambiente ha monitorato i dati del rumore tra il 26 ed il 28 gennaio, in tre giorni feriali e in orari diurni, rilevando come Roma sia purtroppo anche la Capitale del rumore.
«Il rumore non va sottovalutato, la situazione nella Capitale è grave e preoccupante, forse ancor più che nel resto d'Italia dove pure si registrano spesso dati oltre la norma, a causa soprattutto del caos del traffico -ha dichiarato Maurizio Gubbiotti, coordinatore della Segreteria Nazionale di Legambiente-. In tutte le città raggiunte dal Treno Verde lo scorso anno, ad esempio, la rumorosità sia diurna che notturna è risultata oltre la norma, con punte anche di 10 decibel. Una situazione seria, che vede in Italia, un numero enorme di cittadini quotidianamente esposti ad alti livelli di inquinamento acustico, con danni all'udito e a carico dell'apparato cardio-circolatorio. Serve una nuova spinta da parte del Ministero dell'Ambiente e soprattutto delle Regioni che devono spronare i Comuni a realizzare interventi di risanamento, finanziandone anche l'attuazione, nella direzione delle limitazione del traffico privato, principale causa del problema».
fonte:IlMessaggero
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