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Vecchio 27-01-10, 12:01   #1 (permalink)
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Immobili: Ubh, scendono compravendite e prezzi

(AGI) - Roma, 27 gen. - Continuano a calare le compravendite e i prezzi, e lo dimostra il trend del 2009. Secondo l’ufficio studi di Ubh, lLa flessione sui valori sta riattivando il circuito fra domanda e offerta, creando i presupposti per un 2010 in tendenziale crescita positiva soprattutto per le compravendite. L’effetto prezzi incide di piu’ rispetto ai bassi tassi di interesse. L’indagine sull’andamento del mercato residenziale italiano ha coinvolto i primi 30 comuni capoluogo per numero di residenti basandosi su rilevazioni effettuate tramite le agenzie dei franchising network Professionecasa e Grimaldi Immobiliare appartenenti a Tree Real Estate. Per quanto riguarda le compravendite, dal 1985 ad oggi non si era mai verificato che il mercato immobiliare residenziale italiano facesse segnare un calo degli scambi per tre anni di seguito. Le stime sul consuntivo 2009 degli addetti ai lavori si attestano tutte intorno alle 600.000 unita’ scambiate, con un calo in termini percentuali rispetto al 2008 di circa il 12,5%.

Localmente le flessioni maggiori si fanno sentire soprattutto nei comuni non capoluogo di provincia, dove in un biennio le compravendite sono calate mediamente fra il 30% e il 40%, mentre nelle grandi citta’ il calo medio e’ stato piu’ vicino al 25%.

La frenata subita dal mercato del credito alla casa, con cali sulle nuove erogazioni in alcuni casi superiori al 40%, ha fatto scomparire dal mercato almeno 130.000 compravendite a cui si sono andate a sommare almeno altre 100.000 dovute piu’ al clima di incertezza e sfiducia che ha segnato il Paese unitamente alle conseguenze legate alla recessione economica (ritardi sui pagamenti, crescita della disoccupazione, calo dei consumi in generale). Nei comuni capoluogo, si comincia a registrare quella che e’ la vera nota positiva oggi sul mercato: il venditore si rende disponibile a valutare le offerte che gli vengono proposte mediamente piu’ basse del 10/15,0% rispetto al prezzo proposto. Confrontando i valori di oggi con quelli di meta’ 2008 ci si accorge che non ci sono sostanziali differenze nelle medie generali.

Il tasso di inflazione che abbiamo avuto durante l’ultimo anno non ha intaccato il valore reale delle abitazioni, rafforzando cosi’ il concetto che fa dell’immobile italiano un bene che difficilmente perde valore nel tempo. Confrontando il dato consuntivo del 2009 con lo stesso periodo del 2008 rileviamo prezzi in calo in tutte le grandi citta’, una sostanziale conferma dei tempi medi di vendita (superiori ai 6 mesi in media) e della forbice fra prezzo d’offerta e prezzo di vendita che supera i 15 punti percentuali.(AGI)
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Vecchio 27-01-10, 12:11   #2 (permalink)
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(AGI) - Roma, 27 gen. - Continuano a calare le compravendite e i prezzi, e lo dimostra il trend del 2009. Secondo l’ufficio studi di Ubh, lLa flessione sui valori sta riattivando il circuito fra domanda e offerta, creando i presupposti per un 2010 in tendenziale crescita positiva soprattutto per le compravendite. L’effetto prezzi incide di piu’ rispetto ai bassi tassi di interesse. L’indagine sull’andamento del mercato residenziale italiano ha coinvolto i primi 30 comuni capoluogo per numero di residenti basandosi su rilevazioni effettuate tramite le agenzie dei franchising network Professionecasa e Grimaldi Immobiliare appartenenti a Tree Real Estate. Per quanto riguarda le compravendite, dal 1985 ad oggi non si era mai verificato che il mercato immobiliare residenziale italiano facesse segnare un calo degli scambi per tre anni di seguito. Le stime sul consuntivo 2009 degli addetti ai lavori si attestano tutte intorno alle 600.000 unita’ scambiate, con un calo in termini percentuali rispetto al 2008 di circa il 12,5%.

Localmente le flessioni maggiori si fanno sentire soprattutto nei comuni non capoluogo di provincia, dove in un biennio le compravendite sono calate mediamente fra il 30% e il 40%, mentre nelle grandi citta’ il calo medio e’ stato piu’ vicino al 25%.

La frenata subita dal mercato del credito alla casa, con cali sulle nuove erogazioni in alcuni casi superiori al 40%, ha fatto scomparire dal mercato almeno 130.000 compravendite a cui si sono andate a sommare almeno altre 100.000 dovute piu’ al clima di incertezza e sfiducia che ha segnato il Paese unitamente alle conseguenze legate alla recessione economica (ritardi sui pagamenti, crescita della disoccupazione, calo dei consumi in generale). Nei comuni capoluogo, si comincia a registrare quella che e’ la vera nota positiva oggi sul mercato: il venditore si rende disponibile a valutare le offerte che gli vengono proposte mediamente piu’ basse del 10/15,0% rispetto al prezzo proposto. Confrontando i valori di oggi con quelli di meta’ 2008 ci si accorge che non ci sono sostanziali differenze nelle medie generali.

Il tasso di inflazione che abbiamo avuto durante l’ultimo anno non ha intaccato il valore reale delle abitazioni, rafforzando cosi’ il concetto che fa dell’immobile italiano un bene che difficilmente perde valore nel tempo. Confrontando il dato consuntivo del 2009 con lo stesso periodo del 2008 rileviamo prezzi in calo in tutte le grandi citta’, una sostanziale conferma dei tempi medi di vendita (superiori ai 6 mesi in media) e della forbice fra prezzo d’offerta e prezzo di vendita che supera i 15 punti percentuali.(AGI)
perchè? come li costruiamo in italia gli immobili?
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Vecchio 27-01-10, 12:13   #3 (permalink)
ccc
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Localmente le flessioni maggiori si fanno sentire soprattutto nei comuni non capoluogo di provincia, dove in un biennio le compravendite sono calate mediamente fra il 30% e il 40%, mentre nelle grandi citta’ il calo medio e’ stato piu’ vicino al 25%.

La frenata subita dal mercato del credito alla casa, con cali sulle nuove erogazioni in alcuni casi superiori al 40%, ha fatto scomparire dal mercato almeno 130.000 compravendite a cui si sono andate a sommare almeno altre 100.000 dovute piu’ al clima di incertezza e sfiducia che ha segnato il Paese unitamente alle conseguenze legate alla recessione economica (ritardi sui pagamenti, crescita della disoccupazione, calo dei consumi in generale). Nei comuni capoluogo, si comincia a registrare quella che e’ la vera nota positiva oggi sul mercato: il venditore si rende disponibile a valutare le offerte che gli vengono proposte mediamente piu’ basse del 10/15,0% rispetto al prezzo proposto. Confrontando i valori di oggi con quelli di meta’ 2008 ci si accorge che non ci sono sostanziali differenze nelle medie generali.

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Questa e' una buona notizia probabilmente perche' ci si accorge che altrimenti non si vende.
a lungo andare i prezzi si aggiusteranno su valori piu' bassi, per forza.
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Vecchio 27-01-10, 12:45   #4 (permalink)
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Ehmmmmm

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Mai dire mai

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Vecchio 27-01-10, 14:22   #5 (permalink)
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http://www.ubh.it/dati/ContentManage...tre%202009.pdf

Il calo per il terzo anno consecutivo delle compravendite non si era ancora verificato in più di 20 anni di mercato immobiliare. Un calo consistente dei prezzi lo si era invece registrato per 3 anni di seguito a inizio anni ’90.

L’andamento ciclico del mercato immobiliare residenziale italiano sta conoscendo una fase, contrassegnata dal segno meno, che negli ultimi 25 anni non si era mai verificata.
La frenata del mercato, le cui cause esogene (crisi congiunturale e finanziaria mondiale) ed endogene (una crescita degli scambi durata 9 anni su 10) sono ormai note, sta riportando i volumi generali ai livelli di metà anni ’90. La differenza principale rispetto all’ultimo ciclo negativo iniziato nel ’92 è
sottolineata dalla decrescita dei prezzi di vendita che stanno scendendo ma non in maniera improvvisa e traumatica come era successo in quel periodo.
Come per i volumi di compravendita si cominciano a scontare i prezzi fortemente cresciuti dopo il 2001, quando il mercato, rallentata la corsa per un solo anno, aveva ripreso a viaggiare ad alta velocità.
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Vecchio 27-01-10, 14:33   #6 (permalink)
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http://www.ubh.it/dati/ContentManage...tre%202009.pdf

Il calo per il terzo anno consecutivo delle compravendite non si era ancora verificato in più di 20 anni di mercato immobiliare. Un calo consistente dei prezzi lo si era invece registrato per 3 anni di seguito a inizio anni ’90.
...
Chissa' se d'ora in poi sara' la fazione mattonara (ufficiale ed istituzionale) ad andare alla ricerca dei dati storici, che tanta fatica facciamo a reperire, per dimostrare che "peggio di cosi" non si puo' fare in termini di durata e crollo ntn "quindi ... "
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Vecchio 27-01-10, 14:35   #7 (permalink)
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Originalmente inviato da sylvestro Visualizza messaggio
Chissa' se d'ora in poi sara' la fazione mattonara (ufficiale ed istituzionale) ad andare alla ricerca dei dati storici, che tanta fatica facciamo a reperire, per dimostrare che "peggio di cosi" non si puo' fare in termini di durata e crollo ntn "quindi ... "
E' l'ora di dimostrare che questi sono davvero i minimi
housecrash non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 27-01-10, 14:35   #8 (permalink)
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mai nessuno che faccia analisi sull'offerta... ma non importa, i mercati funzionano anche senza analisi farlocche
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Vecchio 27-01-10, 14:42   #9 (permalink)
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allora sto crollo dei prezzi c'e' o non c'e'?
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Vecchio 27-01-10, 14:43   #10 (permalink)
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allora sto crollo dei prezzi c'e' o non c'e'?
No, e pare che non ci sara' piu', ci sono gia' i primi timidi segnali di ripresa.
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