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Data registrazione: Mar 2009
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Le case in affitto? Spesso sono un pessimo investimento
Ringraziano Paolo Vittori per la segnalazione del documento.
Marco _________________________________ Fonte: Il Sole 24 ORE - di Marco Liera - 02/01/2010 Le case in affitto? Spesso sono un pessimo investimento Mi trovo a dover gestire un “problema” e non vorrei sbagliare. Si tratta del patrimonio dei miei genitori. In un paese di provincia, possiedono degli immobili piuttosto vetusti che hanno sempre fatto il loro “lavoro”, in quanto venivano affittati regolarmente. Da qualche anno le cose sono cambiate, gli immobili vengono affittati, ma il più delle volte i miei genitori non riescono a riscuotere l’affitto perché gli inquilini noti pagano. Si ricorre dunque ai legale, ma nonostante tutto gli affitti anche se non riscossi devono essere ugualmente dichiarati. Io ho consigliato ai miei genitori di vendere il compendio immobiliare e di vivere più serenamente. A questo punto mi faccio questa domanda: e poi? Su che cosa si può e si deve investire per avere un capitale garantito, con una minima crescita e ottenere un flusso di reddito costante mensile, affinché i miei genitori possano continuare a vivere? Ho provato a farmi consigliare da un private banker di una banca, ma mi ha proposto libri e libri di strumenti (fondi di fondi eccetera) dei quali non ho capito nulla, figuriamoci i miei genitori. Abbiamo pertanto abbandonato l’operazione. Non esistono delle opportunità di investimento semplici, comprensibili e non rischiose? In fin dei conti non chiediamo dei rendimenti stellari, ma ci accontentiamo di un 3/4 per cento. La piccola proprietà immobiliare è uno dei miti del risparmio degli italiani. Certamente ha avuto uno scopo molto importante nelle fasi di iperinflazione, in presenza di divieti agli investimenti all’estero. Dove sarebbe finita la ricchezza di milioni di italiani del ceto medio, se negli anni 70 non avessero investito i loro risparmi nelle case? Ma adesso qualsiasi risparmiatore ha la possibilità di investire in strumenti finanziari che possono dare profili rischio rendimenti attesi - tenuto conto dell’inflazione assai più efficaci delle case in affitto. Il cui fascino resiste soprattutto per motivazioni emotive o per deficit cognitivi (come, appunto, la scarsa conoscenza degli impieghi alternativi). È positivo che lei stia invece cercando di affrontare più razionalmente gli investimenti della sua famiglia, rendendosi conto che la soluzione tradizionalmente perseguita dai suoi genitori forse non funziona più. Non è semplice cambiare una cultura familiare favorevole all’investimento immobiliare, per di più sostenuta dalla percezione (giusta o sbagliata che sia) che «il matto ne non tradisce mai». Fatti i dovuti conti, e pagate tutte le tasse, investire in case per poi affittane può rivelarsi un pessimo investimento. E allora perché la percezione è sovente diversa? Molto semplice: perché in pochi fanno i dovuti conti (che devono includere i costi di sfitto, il rischio morosità, la manutenzione straordinaria) e perché non tutti pagano le tasse. Pochi giorni fa sul «Corriere della Sera», edizione milanese, un lettore raccontava che nella località di montagna dove va a passare le vacanze esiste un’economia sommersa diffusa basata sul turismo. I percettori di redditi non dichiarati di quella località negli anni passati investirono “tipicamente” in appartamenti, che “tipicamente” affittano in “nero” ai turisti. Non necessariamente questi investimenti in “nero” danno dei ritorni imbattibili; però anche qui ciò che conta è la percezione di essersi risparmiati illecitamente non soltanto le tasse, ma anche le scocciature e i costi informativi connessi alla valutazione di alternative di investimento. Certo, chi possiede immobili è convinto che, pur tenendo presente costi e tasse, la rivalutazione del mattone riesca a coprire almeno l’inflazione. E questo è quanto è accaduto fino a oggi, nella stragrande maggioranza dei casi, per quanto riguarda gli acquisti fatti nei decenni passati. Ma il grande vantaggio degli immobili posseduti è quello di non avere un prezzo pubblicato tutti i giorni sui quotidiani. E torniamo alle distorsioni cognitive: se le case fossero quotate in tempo reale, il loro prezzo evidenzierebbe una grande volatilità, che allontanerebbe non pochi estimatori. L’opacità del valore delle case induce poi gli investitori privati a detenerle con il corretto orizzonte temporale (lustri o decenni). Su mercati stranieri dotati di sistemi di valutazioni più puntuali dei nostri, il prezzo delle case ha già denunciato perdite significative (si veda il grafico in basso). Va detto che l’industria finanziaria non ha fatto il massimo per sedurre i risparmiatori innamorati del mattone. La percezione che lei ha avuto dal private banker che ha interpellato non è isolata. Perché i risparmiatori dovrebbero lasciare ciò che percepiscono come certo per l’incerto, soprattutto quando l’incerto è popolato da conflitti di interessi e complicazioni inutili? Il fatto è che le alternative semplici all’impiego immobiliare esistono, soprattutto perché lei ha aspettative di rendimento realistiche. Per iniziare, però, dovrebbe ragionare in termini di rendimenti attesi reali, ossia al netto dell’inflazione. Per esempio, un ritorno dell’l% al netto dell’inflazione (e delle imposte) è compatibile con la prudenza desiderata da lei e dai suoi genitori, ed è anche ottenibile utilizzando strumenti a ritorno reale come i bond indicizzati a costo della vita in euro (emessi da Italia, Francia, alcune banche italiane ed enti sovranazionali). Perché il private banker non gliene ha parlato? Forse perché non li conosce bene neppure lui; o perché non ha alcun interesse a proporglieli (e a informarsi al riguardo), visto che ci guadagnerebbe soltanto le commissioni di negoziazione, assai inferiori a quelle garantite dai vari fondi che deve vendere. Una lista di titoli indicizzati all’inflazione è inclusa nella tabella a pagina 39. Non va sottovalutata tuttavia la preparazione richiesta per investire in questi strumenti in modo consapevole. E qui arrivo al punto. Può anche darsi che lei scopra che altri investimenti facciano al caso suo (titoli di stato a cedola nominale, un mix 90% Etf obbligazionari/10% azionari, e così via). Ma per costruirsi una soluzione adeguata dovrebbe maturare una preparazione adeguata in materia finanziaria. Non è detto che lei sia interessato a farlo. In quel caso non le resterebbe che tornare da un intermediario finanziario (banca, promotore finanziario, private banker), o da ari consulente finanziario fee-only (pagato soltanto a parcella) sperando di essere più fortunato rispetto al primo tentativo.
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Data registrazione: Mar 2007
Messaggi: 825
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Scusate se sono monotono ma il problema è sempre quello.
Se uno acquista a questi prezzi per avere un rendimento decente deve affittare a prezzi esosi e gli inquilini non ce la fanno a pagare. L'unico modo perchè il mercato ritorni sostenibile è un calo sostanzioso dei prezzi degli immobili. Solo cosí si potrà affittare a persone normali senza strozzarle, e senza andare verso un'inevitabile morosità. Il mercato immobiliare italiano è poco trasparente e recepisce con lentezza le nuove circostanze, ma non c'è alternativa. |
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#3 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 2,122
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la legge protegge i non pagatori di affitto, i prezzi sono alti sia per i prezzi degli immobili sia per coprire il rischio morosità e danni all'appartamento ( rischi elevatissimi) .
Inoltre quasi tutti si sono comprati la casa o lo fanno appena hanno un reddito che gli permette di accendere un mutuo , quindi in affitto sono rimasti quelli senza reddito , i cattivi pagatori, quelli che si spostano spesso , gli immigrati....tutti soggetti un pò a rischio |
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#4 (permalink) | |
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per aspera ad astra
Data registrazione: Sep 2008
Messaggi: 15,994
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certo che se chiedi 1000 euro per due camere soggiorno e cucina è logico che ti cerchi il moroso .. solo abbassando il prezzo degli immobili la rendita diventa interessante anche affittando a canoni decenti .. se l'immobile di cui sopra lo affitti ad una coppia per 650 euro invece che mille devi trovare lo per non avere l'affitto pagato
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#5 (permalink) |
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Data registrazione: Mar 2009
Messaggi: 747
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Il mattone renderà, ma meno di prima (Fonte: ilsole24ore.com - di Lucilla Incorvati - 06/03/2010 )
Chi ha puntato sul mattone nell'ultimo decennio ha portato a casa risultati per molti versi irripetibili. All'alba del 2000 il mercato immobiliare italiano residenziale, in piena salute, faceva segnare rialzi medi dei volumi di case compravendute dell'8% annuo (periodo 1997 -2000). «Poi nel biennio successivo all'arrivo della moneta unica, il calo dei tassi sui mutui e la crescita impetuosa della domanda di chi fino ad allora la casa di proprietà l'aveva solo desiderata – spiega Alessandro Ghisolfi dell'ufficio studi Ubh – ha dato quell'ulteriore spinta ai prezzi che hanno raggiunto il loro apice nel 2006. A partire dal 2007 i valori delle abitazioni sono cresciuti sensibilmente meno e poi via via la crescita si è bloccata fino a intraprendere quel processo di riduzione ancora in atto». Dal confronto sui prezzi nominali di vendita a livello decennale (tasso di inflazione incluso) emergono infatti variazioni percentuali interessanti. E non solo nelle grandi aree metropolitane, ma anche in molte medie città d'Italia. La forbice che emerge tra i dati forniti nelle diverse città dagli operatori interpellati (per esempio gli incrementi medi a Milano oscillano tra un + 83,7 e un 105,9%, mentre a Bologna tra il 36% e il 75%) si spiega con il diverso mercato di riferimento degli immobili e quindi dei prezzi utilizzati per le statistiche. Ma chi ha investito comprando una casa dieci anni fa non ha portato a casa solo il cosiddetto capital gain. A questo spesso si è aggiunto un rendimento legato alla locazione dell'immobile. Si tratta sempre, però, di un rendimento lordo in quanto nell'analizzare i frutti di questo investimento vanno considerate alcune voci di spesa ricorrenti (imposte e tasse in fase di acquisto e successive, oltre ai costi di mantenimento e gestione dell'immobile) che variano in base a diversi elementi oggettivi e soggettivi. «Anche i redditi da locazione nel decennio si sono ridotti – spiega Fabiana Megliola dell'ufficio stampa Tecnocasa – e secondo noi vanno a livellarsi verso il basso: nelle grandi aree urbane in media si sono ridotti di due punti ma a Milano sono passati da un rendimento medio del 6% nel 2001 ad uno del 3,7% nel 2009». Insomma, anche affittare una casa renderà meno. E in futuro che cosa ci si può aspettare? «Difficile fare previsioni oltre i due anni – commenta Luca Dondi di Nomisma – nelle grandi città per tutto il 2010 e parte del 2011 sia i prezzi, sia i canoni saranno ancora in un'area negativa». «Volendo ipotizzare quanto potrebbe fruttare l'investimento di un bilocale nei prossimi cinque anni – spiega Guido Lodigiani dell'ufficio studi Gabetti – ci immaginiano un trienno 2010,2011,2012 ancora con prezzi in calo o stagnanti e un bienno successivo con prezzi leggermente in salita. Sul rendimento complessivo rispetto al passato avrà un'incidenza maggiore la componente legata dalla locazione. Per fare un esempio concreto le abitazioni situate nei quartieri universitari renderanno decisamente di più». «Sulla parte dei prezzi – fa eco Ghisolfi – in cinque anni ci aspettiamo una variazione dei prezzi che nelle grandi città potrà raggiungere al massimo un 15%, decisamente più contenuta rispetto a quello che abbiamo visto nel decennio scorso». ![]() ______________________________ Nel caso l'inflazione dovesse salire, sebbene di poco, penso che nei prossimi anni, investendo nel settore immobiliare, sarà molto probabile collocarsi in perdita. Marco Ultima modifica di kronos333 : 29-03-10 alle ore 21:52 |
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Data registrazione: Jan 2009
Messaggi: 1,318
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![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Qualcuno non sarebbe d'accordo.......
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#7 (permalink) | |
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ScusaMaVadoDiFretta
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 20,436
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Citazione:
adoro sentirmi dare del borderlinema te a roma chi frequenti? conosco fior di borghesi in affitto, che si godono le zone migliori a prezzi stracciati (cioe a rendimento bassissimo per il proprietario) |
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#9 (permalink) |
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ScusaMaVadoDiFretta
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 20,436
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ma mica scherzo: coi rendimenti bassi che ci sono per gli affitti, te ne stai in affitto ai parioli o a prati, a parità di metratura, invece che comprare fuori dal raccordo... conosco decine di casi di questo tipo, ovviamente non con tutto l'apparato teorico che ci metto io, è semplice pragmatismo, per i più...
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#10 (permalink) | |
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Data registrazione: Jan 2008
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Citazione:
![]() ![]() ![]() ![]() ![]() :cla p:Adesso stà meglio chi ha i soldi in tasca ! Ho finalmente trovato un altro appartamento più bello e comodo tra 3 mesi trasloco (stesso canone senza deposito) !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Yahooooooooooooo |
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