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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Apr 2008
Messaggi: 636
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Trieste: calo, ma solo del 10% !
sul Piccolo odierno a pagina 15:
http://www.fiaip.it/ecostampa/utilit...sekey=A9HAQJ43 Mercato Immobiliare, prezzi calati solo del 10% .. mix di affermazioni e controaffermazioni .. prezzo del nuovo: stabile rispetto al 2008, prezzo dell'usato: meno 10% rispetto al 2008 .. Ci sono quartieri in cui non vi e' stata una sola compravendita( servola) !! Pero' sulla costiera con posto barca si e' venduto a 10.000 eu/m2 SIC ! NB. spunti ottenuti dal giornalista da interviste al locale presidente Fimaa e Fiaip. Ultima modifica di aragorn2008 : 25-11-09 alle ore 13:51 |
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#2 (permalink) | |
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Data registrazione: Jan 2005
Messaggi: 2,382
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#3 (permalink) | |
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Data registrazione: Apr 2008
Messaggi: 636
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Citazione:
quello che costa poco sono le case in cui quasi nessuna famiglia normale vorrebbe viverci. Ci sono diversi quartieri degradati per fattori ambientali o di traffico, oppure per immobili popolari rimasti da tempo senza alcuna manutenzione. Zone in cui gli amici ed i parenti non possono venirti a trovare per impossibilita' di parcheggio. Se 3000/4000/5000 eu/m2 per un nuovo, o quasi 6000 eu/m2 per un nuovo sulla costiera ti sembrano poco .. |
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#4 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Apr 2008
Messaggi: 636
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comunque il prezzo di 10.000 eu/m2 citato dall'articolo mi ha fatto sorridere ..
Mi ha fatto ripensare ad una delle mie nonne che abitava in un piccolo paese di campagna. Aveva ricevuto in eredita' un piccolo orto, ma per questioni ereditarie dei parenti avevano voluto conservare circa 8 m2 dello stesso e non avevano voluto essere liquidati (ripicche che succedono). Be' dopo la morte di questi, i loro eredi si risolsero a vendere e mia nonna pur di levarsi quel cruccio pago' per quei pochi metri una cifra spropositata. Se questa cosa fosse venuta a conoscenza di qualche ai, gia' da quei tempi sarebbe partita dalle campagne una folle bolla immobiliare ..
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#5 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Mar 2009
Messaggi: 747
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A Trieste il calo dei prezzi dovrebbe essere iniziato da tempo, questo articolo è dell'inizio 2008.
Prezzi delle case in calo fino al 20 per cento (Fonte: Il Piccolo - 29/02/2008 - di Matteo Unterweger) Acquistare una casa a Trieste costa meno. Negli ultimi mesi i prezzi delle abitazioni sono calati mediamente del 10-15 per cento, con punte anche del 20-25 sull’usato. Se un appartamento residenziale vecchio da 70 metri quadri in zona San Vito un anno fa costava 160mila euro, oggi ne richiede poco più di 130mila. Quanto alle nuove costruzioni, per un immobile (da 60 mq) nel rione di San Giacomo si è passati da 119mila a 102mila euro. La conferma arriva dalle associazioni di categoria, Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) e Fimaa (Federazione italiana mediatori agenti d’affari)... Marco |
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#7 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Mar 2007
Messaggi: 825
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Il calo dei prezzi delle case a Trieste è strutturale e non speculativo. La popolazione è molto anziana e le morti superano le nascite; di conseguenza la domanda è in calo.
Non essendoci bolla non c'è da aspettari un crollo, ma piuttosto un lungo declino. |
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#8 (permalink) |
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cav. De Coccius
Data registrazione: May 2009
Messaggi: 13,938
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Imu, stangata su negozi e magazzini
Rincari superiori anche al 120% per effetto della rivalutazione delle rendite e dell’aliquota fissata dalla giunta al 9,7 per mille di Maddalena Rebecca Se i proprietari di case, specie le seconde, piangono, i titolari di negozi di certo non sorridono. Anzi, se possibile, se la passano ancora peggio. La nuova imposta comunale sugli immobili, infatti, produrrà sugli spazi commerciali effetti ancora più pesanti rispetto a quelli attesi per le abitazioni. Colpa di un mix micidiale di fattori - rivalutazione delle rendite catastali e balzi in avanti delle aliquote ordinarie -, che alla fine dei conti determinerà rincari da brividi. In molti casi superiori addirittura al 120%. Rendite e aliquote A togliere il sonno a parecchi negozianti saranno prima di tutto i nuovi meccanismi di calcolo delle basi imponibili. Le rendite degli immobili classificati dal catasto come C/1 (negozi e botteghe, appunto), oltre ad essere aggiornate del 5%, andranno moltiplicate per il nuovo coefficiente di rivalutazione, che passerà da 34 a 55. Una novità decisa dal governo Monti a cui si sommerà un’altra variabile, stabilita questa volta dalla giunta Cosolini: l’aumento dell’aliquota dal 7 (la soglia della “vecchia” Ici che i commercianti hanno continuato a pagare anche dopo l’abolizione dell’imposta sulla prima casa) al 9,7 per mille. La stessa, quindi, applicata alle seconde case affittate a prezzi di mercato. Piccoli negozi Il binomio rendita maggiorata-aliquota più alta, come si diceva, si tradurrà in aumenti da capogiro, ben evidenti già nelle prime stime effettuate dagli uffici tecnici di Confcommercio. Il proprietario di un piccolo negozio di circa 65 metri quadrati in un’arteria centrale come via Mazzini con rendita di 1600 euro, per esempio, vedrà lievitare l’importo finale del 124%. La base imponibile del suo locale commerciale passerà infatti da 54.400 a 88mila euro e l’imposta, calcolata con la nuova aliquota del 9,7 per mille, salirà da 380,80 (cifra pagata l’anno scorso come Ici) a 853,60 euro. Un rincaro quindi di ben 472,80 euro, pari appunto a un + 124% Ampie metrature Scenario altrettanto critico per i proprietari di negozi più ampi. Per un esercizio di 180 metri quadrati in zona via Gallina, ad esempio, la crescita della base imponibile (che passerà da 156.400 a 253mila euro) e l’aumento dell’aliquota dal 7 al 9,7 per mille, si tradurranno in un’identica “mazzata”: l’imposta finale crescerà da 1094,80 a ben 2454,10 euro. Cifra, quindi, più che raddoppiata e destinata tra l’altro a salire ulteriormente nel caso in cui il negozio in questione sia lasciato sfitto dal legittimo proprietario. In questo caso, con l’aliquota fissata dalla giunta al 10 per mille, l’Imu sfonderà la soglia dei 2500 euro. Magazzini e depositi Fin qui il quadro riferito ai commercianti che possiedono solo i muri del proprio negozio. Per quanti invece, oltre allo spazio adibito alla vendita, dispongono anche di un retrobottega o di un locale di servizio, lo scenario è ancora più critico. Le unità immobiliari accatastate come C/2 (magazzini e depositi), sono soggette infatti ad un trattamento diverso che le equipara in pratica alle abitazioni. Questo significa che il coefficiente da utilizzare per rivalutare la rendita non sarà più 55 bensì 160, come per le case appunto. Risultato? Basi imponibili più alte e imposte finali più salate. Così, evidenziano ancora i calcoli di Confcommercio, il titolare di un magazzino di 52 metri quadrati in via Mazzini che l’anno scorso pagava 147 euro di Ici, quest’anno dovrà sborsarne 325,92 di Imu, pari al 121% in più. I commenti Di fronte ai rincari previsti per i commercianti, come a quelli attesi per abitazioni principali e seconde case, l’opposizione si prepara a salire sulle barricate. Per il Pdl, che anche oggi raccoglierà firme in via Ponchielli, largo Barriera e Barcola per ottenere la riduzione delle aliquote, «la giunta Cosolini è capace solo di mettere le mani nelle tasche dei triestini». Per la Lista 5 Stelle «è evidente l'iniquità della ridotta differenza fra l'imposizione degli immobili locati non a canone concordato (9,7 per mille) e le unità sfitte (10 per mille). A farne le spese saranno i locali commerciali e le piccole imprese che subiranno un aumento degli affitti perchè i proprietari dei locali scaricheranno su di loro i rincari Imu». Mentre per Fli «è in atto un vero e proprio attacco alla piccola proprietà, a quanti cioè, con il frutto del lavoro di una vita, hanno comprato una seconda casa da destinare nella maggioranza dei casi ai figli». ©RIPRODUZIONE RISERVATA |
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