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#1 (permalink) |
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cav. De Coccius
Data registrazione: May 2009
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Cedolare secca vs ICI
Comuni italiani in rosso: meno entrate, più debiti
da blitzquotidiano Le casse dei Comuni italiane sono sempre più nuove: non solo sono diminuite le entrate, ma aumentano in maniera spropositata i debiti che gli enti comunali stanno contraendo Le colpe sono in parte da attribuire alla cattiva amministrazione, ma la batosta più pesante è arrivata dal taglio dell’Ici, voluta dal governo Berlusconi, che rappresentava la maggiore entrata fiscale da parte dei Comuni. Come spiega Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e presidente dell’Anci, non c’è più «autonomia fiscale. L’Ici è pra*ticamente sparita, l’addizionale Irpef è bloccata. Il problema non è tanto il pat to di stabilità, quanto il fatto che manca no proprio le risorse. È sui Comuni che in modo pressoché bipartisan si sono scaricati gli oneri per la tenuta della finanza pubblica. Dal 2004 al 2008 su un totale di 5 miliardi di euro di contributi al risanamento dei conti ben 2,8 miliardi li abbiamo pagati noi». Nel 2008 i Comuni hanno ricevuto 536 milioni in meno. Quest’anno mancavano 796 milioni, le previsioni per il 2010 parlano di un buco che toccherà quota 925 milioni. Questo vuol dire che i Comuni dovranno tagliare le spese del 18%. I settori che saranno maggiormente penalizzati saranno la cultura e il sociale. E quando i Comuni hanno i soldi, ecco che entrano in gioco normative che ne bloccano l’utilizzo: il patto di stabilità, ad esempio non consente di usufruire dei fondi messi da parte da alcuni enti virtuosi: Lissone, in provincia di Milano, avrebbe 10,7 milioni disponibili; San Donato Milanese, 6,7; Teverola, in provincia di Caserta, 4. Ma questi soldi rimangono in banca. Ben diversa la situazione nelle metropoli: la sola Milano ha perso 36 milioni di introiti all’anno, e l’Expo del 2015, tanto per fare un esempio, verrà a costare più di 2 milioni. A Roma c’è un “debito certificato” di 9 milioni e mezzo: in confronto a tale disavanzo, i 500.000 euro promessi dal ministro Tremonti al sindaco Alemanno sono spiccioli. E allora che fanno i Comuni per reagire a questa crisi? Nella capitale sono aumentate in maniera esponenziale le multe, con vigili e ausiliari scatenati nella “caccia all’infrazione”. A Foggia il Comune ha venduto immobili e terreni alle aziende che vantavano crediti. A Reggio Calabria però hanno trovato una soluzione ancora più rapida: il Comune non ha pagato all’Enel 12.871 bollette scadute, per un totale di 9 milioni 344 mila euro. Chi lascerebbe al buio il municipio o lo stadio Granillo? Cosa ne pensi? 8 novembre 2009 |
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#2 (permalink) |
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Data registrazione: Oct 2008
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cosa ne penso????
che l'abolizione dell'ICI è stata la più grossa porcata dell'attuale Governo e i sui effetti si vedranno nei prossimi anni quando molti comuni con bilanci già precari inizieranno a vacillare e in particolar modo i comuni piccoli le cui uniche entrate erano legate a quella tassa che gli permetteva in qualche modo ditirare i conti. In questo, tutti esultano e dicono grazie al governo per aver abolito questa tassa, ma qaundo realmente si accorgeranno del danno fatto la rimpiangeranno, i comuni in qualche modo dovranno far quadrare i conti si inizerà con l'aumento dei controlli a livello del codice della strada e con la conseguente postagione per fare cassa i tanto temuti autovelox, poi si cercherà di creare una nuova tassa che sarà certamente più gravosa della buona e vecchia ICI, già se ne è parlato di una possibile tassa sul consumo energetico degli immobili e questa potrebbe ricadere con pesanti conseguenze sempre su i soliti cittadini che vivono in case vecchie e che non hanno la possibilità di ammodernarle o di cambiarla. I comuni in questo anno stanno boccheggiando e cercano i soldi nei più svariati modi, controlli catastali in ultimo con i quali molti comuni hanno avuto buone entrate, ma in futuro cioè nei prossimi anni la situazione potrebbe farsi critica. |
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#3 (permalink) |
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Data registrazione: Mar 2007
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Tutto è possibile nel paese dei cachi ma "una possibile tassa sul consumo energetico degli immobili e questa potrebbe ricadere con pesanti conseguenze sempre su i soliti cittadini che vivono in case vecchie e che non hanno la possibilità di ammodernarle o di cambiarla." mi sembra francamente inutile.
Il "consumo energetico degli immobili" vuol dire in pratica riscaldamento e condizionamento: ci sono già tasse su gasolio, metano ed elettricità e all'occorrenza si possono ritoccare all'insù, senza bisogno di un'altra tassa, un'altra dichiarazione, un'altra procedura di accertamento etc. |
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#4 (permalink) |
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Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 3,516
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non ti chiedi a cosa serviranno realmente in futuro i tanto chiaccheratti certificati energetici che in alcune regioni iniziano a diventare obbligatori per le compravendite e gli affitti, pensa solo che in regioni come la lombardia oltre al certificato energetico è stato cretao il catasto energetico dgeli edifici secondo te a cosa servirà?????
Guarda non mi stupirei fra qualche hanno l'obbligatorietà per tutti gli edifci e poi la conseguente tassa. Giustamente tu dici che che ci sono già tasse su gasolio, metano etc, ma sono tasse a livello statale non locale quella che ipotizzo io è una tassa locale sul reale consumo energetico degli edifici, non so se succede in tutte le regioni ma in lombardia durante il controllo annuale della caldaia segnano quanti mc di metano sono presenti sul contatore e qaunto è il volume riscaldato, be un inizio c'e si vedrà come proseguirà!!!!! Aspettiamo e vediamo ma la strada pare essere quella |
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#5 (permalink) | |
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Data registrazione: Feb 2008
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http://www.comune.torino.it/bilancio...ancio_2008.pdf |
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#6 (permalink) | |
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Data registrazione: Mar 2007
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![]() Se gli obbiettivi fossero di incoraggiare il risparmio energetico ed al contempo pornire un'entrata agli enti locali la soluzione dovrebbe essere un'addizionale comunale o provinciale sulle tasse su gasolio, metano ed elettricità. Siamo sempre noi che paghiamo, ma almeno non dobbiamo impazzire con certificati, dichiarazioni accertamenti etc. Ma giustamente, perchè fare una cosa semplice quando se ne puo' fare una complicata? |
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#7 (permalink) |
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Data registrazione: May 2009
Messaggi: 606
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A mio avviso la soluzione è molto semplice:
1) Si tagliano le spese e relative prestazioni. 2) Si fanno pagare i servizi a chi li utilizza (se l'utilizzatore non è contento del servizio e/o relativo prezzo può sempre farne a meno o rivolgersi ad altri). Elementare Watson. P.S.: Certo che se il governo centrale voleva abbassare le tasse doveva tagliare l'IRPEF e non l'ICI: troppo comodo fare i froci con il cu*o degli altri!! |
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#8 (permalink) | |
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Data registrazione: Oct 2008
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#9 (permalink) | |
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Data registrazione: May 2009
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#10 (permalink) |
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Breglia ti vede!
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Il mio comune attualmente ha incassato il 40% degli oneri di urbanizzazione previsti per il 2009 oltre ai mancati introiti dell'ICI. L'anno prossimo ci saranno pesanti tagli all'assistenza sociale, alla cultura, alla manutenzione,...perfino la biblioteca non potrà acquistare libri e cd. E tutti contenti perchè non c'è più l'ICI.
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