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#1 (permalink) |
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l'è tutto un quiss..
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 5,588
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Milan is booming!!!..altro che Expo!!!
Come accennato in altro 3d (dell'approvazione del piano metropolitane che prevede entro il 2030 la realizzazione di altre metro per portare ad un totale di 10 linee) e visto che Milano si sta dotando di un nuovo piano regolatore (che per la prima parte e' stato gia' approvato, la seconda entro questo mese ed entro la meta' dell'anno prossimo ci sara' l'approvazione definitiva) con obiettivo il 2030 (pertanto ben oltre l'Expo) volevo stuzzicare l'interesse sulle aree coinvolte, sulle quali su alcune sono gia' partite le opere mentre in altre ci sono potenzialita' ancora latenti, quindi il tutto visto in un'ottica di investimento immobiliare.
Ora, da quello che si sa, sembrerebbe che nel quadrante nord ovest, dei 1000 palazzi in progetto nel PGT, sia concentrato il piu' alto numero di realizzazioni e di grattacieli e si sia "scelto" come marcatore dello Skyline della Milano del futuro che la farebbe entrare nella top ten mondiale, alcuni dicono gia' al 5 posto.... ...io direi di cominciare a spupazzarci "l'oggettino" perche' di carne al fuoco ce n'e' veramente tanta....contribuite numerosi.. ![]() ![]() ![]() --------------------------------------------------------------------- Milano 2030: la città oltre l'Expo di Enrico Arosio Meno cemento e più abitanti. Dieci linee di metro e una rete di raggi verdi. Venticinque aree di trasformazione. In anteprima il piano per la citta del futuro. Tra progetti e sogni Il PirelloneUn Comune cresciuto di 300 mila abitanti, fino a 1,6 milioni, senza ulteriore consumo di suolo. Non più tre, non più cinque, ma ben dieci linee di metropolitana. Un sistema di otto Raggi verdi ciclopedonali per raggiungere l'anello dei parchi periurbani. Venticinque diverse aree in trasformazione, tra spazi residuali, ex fabbriche, ex caserme, ex stazioni ferroviarie. Concentrazione di tribù creative e giovanili tra Porta Genova e i Navigli. Il ritorno dell'attività agricola dentro ai confini comunali, visione adattata al XXI secolo di un romanticismo alla Carlo Porta, quando nei salotti si parlava dei bachi da seta oltre che degli austriaci da cacciare. Un libro dei sogni per Milano? Detto così, non è difficile far dell'ironia: la città oggi è dinamica, benestante, colta ma inquinata, trafficata, insalubre, punitiva per giovani e poveri, sempre meno ospitale verso gli stranieri e gestita da una giunta Moratti politicamente poco compatta e claudicante tra i ritardi e i black out informativi sull'Expo 2015, la presunta panacea di tutti i mali. No, gli esempi anzidetti non riguardano la città di oggi. Riguardano la Milano del 2030. Sono alcune delle linee strategiche contenute nel nuovo Pgt, il Piano di governo del territorio. Uno strumento urbanistico lungamente atteso (era dal 1980, 29 anni fa, che la città non varava un Piano regolatore, e a dirla tutta quello era una "variante generale" al Piano del 1953) e non ancora noto all'opinione pubblica. Perché ne parliamo su "L'espresso"? Per tre motivi: perché Milano interessa tutti noi, essendo il principale collante tra l'Italia e l'Europa (nel dubbio attaccarsi alle Alpi, raccomandava Ugo La Malfa), con una massa critica economica, creativa e di ricerca tuttora senza pari nel Paese; perché la giunta Moratti, dopo il primo confronto, si appresta a lanciare (previo dibattito consiliare e un'auspicata discussione pubblica) un documento d'indirizzo che individua le linee di sviluppo di Milano nei prossimi vent'anni; perché, infine, abbiamo avuto modo di conoscere la parte progettuale del Pgt, il cosiddetto documento di piano, prima della presentazione ufficiale. Anche se di questo si è iniziato a discutere in un paio d'occasioni: a giugno all'Urban Center, su Milano e Parigi a confronto, e ai primi di luglio in un incontro che ha visto insieme, in spirito dialogante, la Fondazione per la sussidiarietà e la Fondazione Italianieuropei, l'assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli, l'onorevole Maurizio Lupi per il governo e il democratico Carlo Cerami per l'opposizione. Il documento di piano è stato realizzato, su input dell'assessorato, da un gruppo di professionisti giovani e di esperienza internazionale, lo studio Metrogramma (architetti Andrea Boschetti e Alberto Francini) in coordinamento con l'Ufficio del Piano del Comune. CRESCITA SOTTO CONTROLLO Di quale Milano parliamo? Della città amministrativa: oggi 1,3 milioni di abitanti. Non ancora della città metropolitana, o Grande Milano, che a seconda degli studi comprende da 3,5 a 6 milioni di persone. La Milano di oggi è una città di pendolari e city users, in cui ogni mattina entrano 650 mila automobili. Ha una densità di oltre 7 mila abitanti al chilometro quadrato, tre volte e mezzo quella di Roma (ma la metà di Barcellona). Ospita 180 mila stranieri residenti (30 mila i soli filippini), ma nello scorso decennio ben 230 mila abitanti se ne sono andati nell'hinterland o altrove, la gran parte giovani e persone nel pieno dell'età produttiva. Nel Pgt si conferma l'indirizzo della città attrattiva, che vuole riprendere a crescere dopo il calo demografico iniziato nel 1975, che è uno dei punti fermi della linea Moratti-Masseroli. Crescere, sì, ma come? Cementificare (come recita la vulgata d'opposizione) o densificare (come vuole il galateo dell'urbanistica internazionale)? Boschetti e Metrogramma ragionano su un'ipotesi di crescita consistente (seppure inferiore alla recente sparata dell'assessore Masseroli sui 700 mila abitanti in più grazie agli accresciuti indici di edificabilità): oggi i milanesi sono 1,3 milioni; l'obietivo è portarli a 1,6 in vent'anni. Alzando gli indici di edificabilità, ma senza ulteriore consumo di suolo: il consumo è oggi al 73 per cento del territorio; si vuole addidittura scendere, al 65. Può sembrare un paradosso: come si fa a ridurre il consumo di suolo se gli abitanti crescono? Vediamo.....etcetcetc. http://espresso.repubblica.it/dettag...04474&ref=hpsp |
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#4 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Sep 2008
Messaggi: 1,371
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L'idea in sè non sarebbe malvagia, però secondo me è solo un sogno come l'expo
Purtroppo io sono pessimista per natura e vedo in queste proposte solo una autoreferenzialità dei politici in vista delle elezioni Dove andranno a lavorare tutti questi nuovi abitanti visto che le industrie scappano dall'Italia ? Tutti nei servizi ? Servizi a chi ? E le vie di accesso dove le faranno ? Ah già nel 2030 ci saranno le auto volanti ! |
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#7 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Sep 2008
Messaggi: 1,371
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In Italia è tutto così: gli stessi soldi li fanno girare in 10 posti diversi, ma la coperta è sempre corta
E si spendono già i soldi che bisogna ancora incassare. Vedi lo scudo fiscale: non sanno nemmeno quanto incasseranno e se li sono già spesi almeno 3 volte |
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#8 (permalink) | |
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l'è tutto un quiss..
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 5,588
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Citazione:
![]() ![]() ![]() per dirtene un paio...il cavalcavia Renato Serra a breve sara' abbattuto e da Garibaldi partira' un tunnel con varie uscite, che ti portera' fino all'autostrada senza attraversare la citta'....poi e' in progetto di proseguire dall'altra parte fino a Linate... dall'uscita dell'autostrada, sempre con sottopassi arriverai fin dentro al centro di Citylife... dove c'e' fumo c'e' arrosto.... ![]() ![]()
Ultima modifica di quizzarolo : 23-10-09 alle ore 10:31 |
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#9 (permalink) |
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cav. De Coccius
Data registrazione: May 2009
Messaggi: 13,938
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Pero' toglieranno l'IRAP, progressivamente entro tre anni; 40 miliardi in meno, ...
"Perche' un governo non si deve fermare a valutare l'attuale situazione di crisi ma proiettarsi alla ripresa che e' gia' alle porte ..." |
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#10 (permalink) | |
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NUMBER ONE
Data registrazione: Jul 2009
Messaggi: 8,389
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