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#1 (permalink) |
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cav. De Coccius
Data registrazione: May 2009
Messaggi: 13,938
Popolarità: 42949675 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Centomila alloggi vuoti e si continua a costruire
da laStampa.it
In provincia 11 mila famiglie in lista per una casa popolare maurizio tropeano Torino Gru. Ponteggi. Cemento. Serramenti. E poi case, ville, villette, loft. Tante, tantissime abitazioni. A Torino. Nella prima cintura. Ma anche nelle medie città del Canavese o del Pinerolese. Molte, però, sono vuote. In provincia di Torino ci sono 102 mila alloggi in più rispetto al numero delle famiglie registrate all’anagrafe. Sotto la Mole sono 57.698 le abitazioni in sovrannumero. Più del doppio di sette anni fa quando nei 32 comuni sopra i 10 mila abitanti del torinese gli appartamenti non occupati erano 49.302, di cui 33 mila solo a Torino. Tutto questo, però, non rende più agevole le prospettive di 10.859 famiglie povere che hanno fatto richiesta di alloggi di edilizia popolare e che vengono assistiti dai comuni. Quelle domande, infatti, continuano a restare insoddisfatte. Del resto questa teorica disponibilità di appartamenti non fa nemmeno scendere - se non di qualche euro - le spese per gli affitti. Quelli regolari. Senza parlare di quelli in nero perché sicuramente una parte di quelle case vuote è occupata ma senza un contratto registrato come spiegano al Sunia, il sindacato inquilini Cgil. I numeri sono il frutto di uno studio che l’Atc di Torino ha inviato all’assessore regionale all’Urbanistica, Sergio Conti. Per la prima volta vengono raggruppati in modo organico statistiche, indagini e documenti ufficiali dei singoli enti locali e dati del censimento Istat. Che cosa è successo? Dal 2001 al 2008 il numero di famiglie registrate all’anagrafe cresce e per soddisfare questa nuova domanda i comuni autorizzano la costruzione di nuovi alloggi. Peccato però che le nuove costruzioni aumentano in media del 13,45 per cento in più rispetto ai nuclei familiari. Con alcuni casi limite a Giaveno (+41,83%), Cuorgnè (+33,44%) e poi Chivasso, Avigliana. Gli unici due comuni dove il numero delle famiglie registrate è superiore alle case costruite sono Rivoli e Pianezza. A Torino la differenza è del 13,12%. Giorgio Ardito, presidente dell’Atc di Torino, la vede così: «C’è stata una spinta fortissima di urbanizzazione del territorio perché i comuni avevano e hanno bisogno di risorse». Un’analisi che trova conferma in uno studio che la Provincia, in collaborazione con il Csi, ha realizzato sul consumo del suolo. Sovrapponendo le carte metriche del 1820 e del 1880 con le foto aeree si può osservare un territorio sotto pressione dove la cementificazione «non riguarda tanto l’area metropolitana, ormai a corto di spazio, ma diversi Comuni montani, specie quelli coinvolti dalle Olimpiadi, e di pianura», spiega il vicedirettore generale, Paolo Foietta. Un boom edilizio non certo giustificato dalla crescita demografica quanto dai piani regolatori comunali che a partire dal 1999 hanno puntato sullo sviluppo edilizio per compensare il taglio dei fondi statali. Il triennio 2003/2006, poi, non ha eguali. Senza dimenticare che questo boom edilizio è stato in parte realizzato anche grazie a sostanziosi fondi pubblici regionali concessi in base alle regole dell’edilizia agevolata: 403 milioni fino alla fine del 2006. Lo studio dell’Atc mette in evidenza che i contributi concessi per questo tipo di costruzioni è stato di 241,60 euro pro-capite con punte di 1089 euro a Borgaro, 1086 a Trofarello, 786 a Grugliasco. Il finanziamento regionale per l’edilizia sovvenzionata, invece, è stato di quasi 317 milioni che diventano 190 euro pro-capite. Ancora Ardito: «La politica è cieca. In questo modo le risposte alla necessità di abitazioni delle fasce più deboli della popolazione sono state insufficienti. È evidente che la lobby dei bisognosi è perdente rispetto a quella dei costruttori». Qualcosa è cambiato con il primo piano casa della Regione dove i contributi per l’edilizia popolare sono stati di 71 milioni contro i 58 dell’agevolata. Sergio Conti, assessore regionale alla Casa, sottolinea come nel nuovo piano caso «sono stati aumentati i finanziamenti per cercare di far incontrare la domanda e l’offerta di alloggi in affitto attraverso un sistema di garanzie per i proprietari». E poi quando diventerà operativo il piano territoriale della Regione ci sarà un freno al consumo di suolo. |
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#3 (permalink) |
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Mattone Manco Morto
Data registrazione: Dec 2007
Messaggi: 1,668
Popolarità: 24347010 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
>> Il triennio 2003/2006, poi, non ha eguali.
e' vero, sia dal punto di vista delle nuove costruzioni sia per quanto riguarda l'impennata dei prezzi. Studiando gli archivi dei vecchi annunci ho scoperto che il forte aumento dei prezzi e' avvenuto nel 2004 e soprattutto nel 2005. Almeno nella mia micro - zona Considerando che nel frattempo non e' seguita un altrettanta espansione economica (vedi stipendi, occupazione ecc) se non il contrario (vedi licenziamenti, fallimenti, ecc) il Gap fra economia reale e prezzi delle case e' diventato mostruoso. oltre tutto questo dobbiamo aggiungere migliaia di nuove abitazioni appena costruite nel triennio 2003/2006 sarebbe proprio il caso di rimanere alla finestra, direi e non farsi prendere dalla fretta di acquistare |
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