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#1 (permalink) |
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cav. De Coccius
Data registrazione: May 2009
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Parco immobiliare enti ed istituzioni
da italia chiama italia
Tue, 22 Sep 2009 12:25:00 "Su questo mattone costruirò la mia Chiesa". La vera ricchezza del Vaticano? I beni immobili di Franco Bechis In Italia oltre 26mila vani per un valore di quasi 3 miliardi ed una rendita di 35,5 milioni l'anno. E il poverello, San Francesco a che parrocchia apparteneva? È il mattone il vero bene rifugio del Vaticano. Vale infatti quasi tre miliardi di euro il patrimonio immobiliare della Santa Sede, circa dieci volte il bilancio annuale del piccolo Stato guidato da Papa Benedetto XVI. È costituito per la maggiore parte da immobili strumentali e non (sedi di congregazioni e uffici, abitazioni, box auto, ospedali e case di cura e di riposo) controllate in modo diretto o indiretto dall'Apsa (Amministrazione del patrimonio della sede apostolica) e per un valore assai minore, poco meno di 60 milioni di euro, da terreni di diversa natura: pascoli, ad uso seminativo, vigneti e frutteti. 'Libero' ha ricostruito mattone per mattone gli investimenti e le proprietà immobiliari e terriere spesso frutto di donazioni, lasciti e legati testamentari di cui risultano azionisti alla banca dati del catasto italiano direttamente e indirettamente Apsa, Santa Sede, Sacri palazzi apostolici, Suprema sacra congregazione del Sant'Ufficio, Pontificio collegio ruteno, Reverenda fabbrica di San Pietro e direttamente Città del Vaticano. Una serie notevole di possedimenti in gran parte concentrati a Roma, dove fra uffici, ospedali e abitazioni risultano di proprietà della Santa Sede più di 560 mila metri quadrati, oltre 15 mila vani per una rendita ufficiale di 19 milioni di euro e un valore stimato da Libero in circa 1,6 miliardi di euro. Sono anche di più gli immobili e i terreni posseduti nel resto d'Italia (da Padova a Catania, passando per Genova, Firenze, Assisi, Viterbo, Anagni, la provincia de l'Aquila e tante altre località ancora), ma rendono un po' meno: 14 milioni di euro all'anno per un valore stimato complessivamente in 1,2 miliardi di euro. In tutto dunque appartengono al Vaticano immobili italiani per oltre 1,2 milioni di mq, 26.470 vani, una rendita di 33,5 milioni di euro all'anno (parzialmente condivisa con azionisti diversi) e un valore complessivo di 2 miliardi e 916 milioni di euro. In tutto dunque 3 miliardi fra immobili e terreni. Non c'è dubbio che a duemila anni a quella celere frase di Gesù riportata nel Vangelo: «Tu e Pietro, e su questa pietra costruirò la mia Chiesa», quella pietra sia divenuta sempre più preziosa. I beni più importanti restano gli ospedali: direttamente controllato a Roma il Bambin Gesù, indirettamente (attraverso l'Immobiliare casa sollievo della Sofferenza) quello voluto da Padre Pio a San Giovanni Rotondo e finanziato con un mutuo da Carime. Del mattone di San Pietro finora si conosceva assai poco, e quel poco traspariva ogni anno a luglio dal comunicato sull'approvazione del bilancio annuale della Santa Sede da parte del "Consiglio dei cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici" interni. In quello approvato nel luglio 2008 si evidenziava un utile netto di 36,3 milioni di euro da parte del settore immobiliare, in crescita grazie al maggiore gettito delle locazioni, ma si segnalava anche un notevole aumento delle spese di manutenzione. Nel bilancio approvato nel luglio 2009 è scomparso invece ogni riferimento al mattone, puntando l'accento sulla crisi finanziaria internazionale che in Vaticano aveva portato a una perdita di oltre 15 milioni di euro, considerata dai cardinali "contenuta" vista la situazione generale. A portare via sicuramente qualche utile all'Apsa fra il 2008 e il 2009 è stata la situazione difficile a San Giovanni Rotondo, dove il peso di mutui bancari non ricontrattati in tempo stava creando qualche problema all'Immobiliare che gestisce i beni affidati da padre Pio e dai suoi sostenitori. L'Apsa per due volte ha effettuato versamenti tampone - uno da 500 mila e uno da 800 mila euro - per consentire la normale gestione degli immobili di San Giovanni Rotondo. I manager della Santa sede laggiù sono riusciti inoltre a compensare qualche problema di troppo proveniente dalla gestione immobiliare con un maggiore sfruttamento dei terreni, acquisendo una azienda agricola e sfruttando una stalla per l'allevamento di 514 bovini da latte e ingrasso, intorno a cui è stata messa a punto con buoni ritorni tutta la filiera produttiva e commerciale necessaria. Qualche piccolo problema è emerso anche a Roma in una immobiliare collegata all'Apsa, la Terazzi & C., che ha un patrimonio interessante di box auto destinati alla vendita sul mercato. La recente crisi, sia finanziaria che del mercato immobiliare, ha praticamente paralizzato la società. Tanto che nell'ultima assemblea il presidente si è lamentato: «purtroppo nel 2008 è stato venduto un solo box mentre nel 2006 e nel 2007- prima che iniziasse questa crisi - ne abbiamo venduti 32». Un dramma che non tocca il suo azionista più famoso - appunto il Vaticano - abituato a ragionare in termini di secoli e a non fare investimenti mordi e fuggi nel breve periodo. Se i box auto a Roma non si vendono ora, saranno perfetti per il prossimo Giubileo... |
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#3 (permalink) |
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juvenes dum sumus
Data registrazione: Jan 2009
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Però non pagano l'Ici...
Comunque... c'è però da dire che pensionati, conventi e alberghi gestiti dalla "Chiesa" costano pochissimo. Io vi consiglierei un po' di turismo "religioso": si fanno dei viaggi niente male a costi ridicoli, si alloggia e si mangia in posti confortevolissimi a prezzi che sono un quarto di quelli di un albergo a 3 stelle, ci sono dei conventi in zone stupende che offrono ospitalità addirittura gratuita... Avranno pure un potere economico, questi preti, però almeno non sono esosi... |
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#5 (permalink) |
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cav. De Coccius
Data registrazione: May 2009
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Casa: Anci, favorire valorizzazione patrimonio immobiliare comuni
(ASCA) - Roma, 24 set - La diffusione e lo sviluppo delle conoscenze sui servizi abitativi e sul social housing quale nuovo strumento per rispondere a particolari bisogni sociali ed abitativi sul territorio, anche attraverso la valorizzazione del patrimonio immobiliare dei Comuni. E' questa una delle principali finalita' del Protocollo d'Intesa siglato oggi dal Presidente dell'Associazione dei Comuni italiani (ANCI), Sergio Chiamparino, dal Presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati (CNG), Fausto Savoldi e dal Presidente della Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza dei Geometri Liberi Professionisti (CIPAG), Fausto Amadasi.
ANCI, CNG e CIPAG, con la sottoscrizione di tale Protocollo, concordano sulla necessita' di implementare la propria collaborazione su fondamentali linee di attivita' quali: lo sviluppo di un sistema informativo dedicato alla gestione dei processi connessi all'acquisizione, elaborazione, verifica e monitoraggio territoriale concernente la gestione dei titoli autorizzativi di ampliamenti edilizi e demolizioni/ricostruzioni edilizie presentate ai Comuni nell'ambito del cosiddetto Piano Casa e degli interventi del Governo sui servizi abitativi legati allo sviluppo sul territorio del social housing; lo sviluppo di pratiche e modalita' operative in materia di gestione del catasto; la promozione di attivita' di ricerca, sperimentazione, documentazione, formazione ed informazione nei settori delle politiche abitative. ''Il nostro e' un organismo capillarmente diffuso sul territorio - ha dichiarato il Presidente del CNG, Fausto Savoldi - e la firma di questo Protocollo ci consentira' di migliorare la nostra azione di avvicinamento alla Pubblica Amministrazione, in cui i nostri associati sono gia' presenti come Amministratori locali. Il Protocollo consentira' inoltre di migliorare la qualita' e la formazione professionale dei nostri associati e ci fornira' la possibilita' di aiutare le Amministrazioni locali nella valorizzazione del patrimonio pubblico''. ''La presenza della Cassa al fianco del Consiglio nazionale nella firma di questo Protocollo - ha affermato il Presidente Fausto Amadasi - e' importante perche' uno degli obiettivi che i due enti si sono preposti e' quello di lavorare in sinergia, affiancando la capacita' e il supporto tecnico a economia e organizzazione. La presenza del nostro Ente di previdenza sul territorio e in diretto contatto con le strutture ci consente di svolgere il nostro compito che e' quello di utilizzare le risorse economiche della categoria per favorire l'attivita' degli iscritti''. ''Il Protocollo siglato oggi - ha dichiarato il Presidente dell'ANCI, Sergio Chiamparino - e' un importante passo per favorire appieno la valorizzazione del patrimonio immobiliare dei Comuni utilizzando anche moderne tecnologie di informatizzazione. E' importante soprattutto perche' consentira' la valorizzazione del patrimonio a fini sociali e ci dara' anche modo di utilizzare al meglio la professionalita' di tanti giovani''. res-rg/mcc/bra |
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#7 (permalink) |
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cav. De Coccius
Data registrazione: May 2009
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Sole 24 Ore di lunedì 21 dicembre 2009, pagina 7
Più poteri al demanio per gestire gli immobili di Fossati Saverio Finanziaria L'EDILIZIA PUBBLICA Pi poteri al demanio pergestiré gli immobili Vendite mirate e autorizzazioni alla Pa sugli affitti ALIENAZIONI Dal 2010 sarà possibile cedere a trattativa privata parte del patrimonio fino a 400mila euro di valore di stima Saverio Fossati e Potere forte. L'agenzia del Demanio fa il salto di qualità e, come in sostanza aveva chiesto il suo direttore sei mesi fa, prende le redini della politica immobiliare della Pa. Nel testo della Finanziaria 2010, ormai alle battute finali, un lungo comma dell'articolo 2 rivoluziona il sistema, finora piuttosto confuso, delle locazioni passive , cioè quelle in cui lo Stato è l'inquilino. Inoltre la legge di bilancio rende piu' facili le dismissioni dei piccoli cespiti. Il nuovo meccanismo funzionerà così: dal prossimo i°gennaio e con cadenza annuale tutte le Pa comunicheranno al Demanio le loro esigenze con previsione per il prossimo triennio e, soprattutto, le superfici occupate non piu' necessarie. Entro Il 10 gennaio 2011, invece, le Pa comunicheranno all'agenzia le istruttorie in corso per reperire immobili in locazione. A questo punto il Demanio avrà censito le esigenze e le eccedenze e potrà assegnare alle Pa che ne hanno bisogno gli spazi inutilizzati dalle altre o quelli di proprietà dei fondi pubblici (come il Fip). solo dopo potrà passare a stipulare nuovi affitti. Non solo: tra i nuovi poteri è stato rafforzato quello di verificare la congruità degli affitti rispetto ai valori di mercato, già previsto dalla legge 266/2005. E in ogni caso nessun contratto di locazione [passivo n.d.S.] sarà valido senza che sia stato sottoscritto dal Demanio. La Finanziaria ha assecondato quella che in questo armo è stata la strategia di Maurizio Prato, direttore del Demanio dall'agosto 2008, Nel 2009 (si veda qui a fianco) sono stati messi in vendita molti immobili minori o comunque inutiizzabili, il 7% del patrimonio disponibile, per un valore di 211 milioni. Ne sono stati venduti per 154 milioni. Le aste (che riguardavano 1.378 lotti) si sono chiuse con un rilancio medio del 22 per cento. Un impegno notevole e un buon risultato. Mentre sono state accantonate le valorizzazioni, dal forte impatto mediatico ma spesso irrealizzabili: l'ultima asta di una grande caserma, la Gnutti di Brescia, lo scorso autunno (base a 8 milioni) è andata deserta. Non è questo il momento per i grandi affari immobiliari e lo Stato, come ha fatto capire Prato nell'audizione parlamentare dell'11 giugno scorso, deve imparare anzitutto a sfruttare e gestire al meglio il proprio patrimonio. Dal 2010, comunque, sarà possibile vendere a trattativa privata beni fino a 400mila euro di valore di stima (circa 200mila come valore di libro). Nonostante l'alleggerimento dei compiti nella gestione dei beni confiscati alla mafia, il Demanio si trova a due appuntamenti molto onerosi: la razionalizzazione delle locazioni e la gestione del federalismo demaniale. Al setaccio la congruità delle locazioni con i valori correnti Personale. Compiti aggiuntivi con organici che si sono ridotti ai due terzi di otto anni fa. Questo, approvato in prima lettura dal Consiglio dei ministri di giovedì scorso, prevede il passaggio di porti, spiagge, caserme e miniere agli enti locali e troverà probabilmente l'inerzia di questi ultimi, dato che spesso i beni rappresentano spese piu' che risorse. Ma il nodo è anche quello del personale: di fatto sono in 1054, il 64% dell'organico del 2001. Ildemanio avrà potere assoluto sulle locazioni passive della Pa, cioè deciderà se permettere di affittare immobili per le sedi pubbliche e riceverà ogni anno le richieste con le necessità e gli spazi inutilizzati. IL demanio potrà anche assegnare d'autorità gli immobili pubblici a disposizione. Ora sale da 100.000 a 400.000 il tetto entro il quale si pu vendere a trattativa privata, Cioè senza aste macchinose. L'orientamento è quello di disfarsi solo degli immobili non suscettibili di reale utilizzo da parte della pubblica amministrazione. |
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Nove societa' sospese in provincia di Milano
Sono accusate di agevolare la 'ndrangheta in Lombardia (ANSA) - MILANO, 22 DIC - Nove societa' immobiliari sono state sospese dalla Dia di Milano con l'accusa di agevolare gli interessi della 'ndrangheta in Lombardia. La sospensione ha una durata di sei mesi. Questo provvedimento, fanno notare alla Dia, fa seguito alle 17 ordinanze di custodia cautelare e ai sequestri patrimoniali per 5 milioni di euro del 3 novembre scorso nei confronti di appartamenti alla cosca Barbaro-Papalia e di imprenditori ad essa legati nell'ambito dell'operazione 'Parco sud'. |
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