Nel 2009 l'industria immobiliare europea si è letteralmente sbriciolata. Secondo le analisi di Scenari Immobiliari, il peggiore anno da inizio secolo si dovrebbe chiudere con una flessione del giro d'affari del 13,3% a 600 miliardi di euro nei cinque Paesi più importanti dell'Europa. Presentando oggi il rapporto annuale, il presidente dell'istituto di ricerca, Mario Breglia, ha affermato che il 2010 dovrebbe chiudersi sui valori del 2009 e successivamente "serviranno altri due anni per riuscire a riportarsi sui livelli medi degli ultimi cinque anni". Altri tre anni, quindi, per lasciarsi alle spalle la crisi.
La devastazione è stata più pesante nel segmento residenziale, in particolare nella fascia medio-bassa, quella che ha sofferto maggiormente la stretta sul credito e il calo del potere di spesa. Minimi segnali di tenuta si colgono nelle abitazioni di lusso, ma accompagnate da un significativo aumento dei tempi di trattativa.
La Francia uscirà a pezzi dall'annus horribils con un calo stimato del fatturato da residenziale del 28%, a seguire la Spagna (-24%) e di seguito la Gran Bretagna (-18,8%). L'Italia si rivela un mercato difensivo e dovrebbe registrare una contrazione del 10,6%. Scenari Immobiliari stima compravendite in calo del 15% a quota 600.000 con punte più alte nei piccoli centri. La domanda è rimasta al palo nonostante la contrazione dei prezzi, attesi nel 2009mediamente in calo del 6,5% ma con cadute del 20-25% per alcune tipologie abitative, in particolare le nuove iniziative. Mediamente, i prezzi dovrebbero scendere del 6,5% dopo il -1,4% del 2008, nel 2010 il calo dovrebbe essere di un altro 2,5%.
Il comparto uffici e terziario patisce le conseguenze della recessione e dei ridimensionamenti dei business plan delle società con il risultato che si registrano movimenti soltanto nel segmento di alto livello concentrato nelle poche città importanti dell'Europa. Il 2009 si dovrebbe chiudere con una contrazione del fatturato del 5,3% nei cinque paesi leader. L'Italia aveva chiuso il primo semestre con un calo a due cifre ma grazie alla miniripresa degli ultimi mesi dovrebbe attestarsi su un calo in linea con quello delle altre nazioni. Le grandi città, in particolare Roma e Milano, si sono distinte dal resto della Penisola: a fronte di cali superiori al 10% nei centri minori, la capitale politica e quella economica si sono messe in luce con una ripresa degli scambi.
Il comparto industriale ha registrato un forte rallentamento, soprattutto nel segmento della logistica e l'anno dovrebbe chiudersi con un calo del 14,6%. L'Italia dovrebbe andare peggio con un -17,8% che si confronta con il -8,6% della Gran Bretagna. Scenari Immobiliari nota che il 2009 sarà un anno di transizione dopo parecchi anni brillanti e rileva che il settore presenta ottime opportunità di investimento nei progetti che sfruttano i collegamenti internodali.
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