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#1 (permalink) |
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cav. De Coccius
Data registrazione: May 2009
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Trovata una sistemazione per gli operai di Termini Imerese
da affaritaliani
Nucleare/ In Sicilia la prima centrale. Scajola pensa anche a Lazio e... Scajola si prepara al viaggio negli Usa e può già contare su un asso nella manica: il via libera all’insediamento di una futura centrale nucleare in Sicilia, a Termini Imerese Giovedí 03.09.2009 15:20 Claudio Scajola si prepara a partire alla volta degli Stati Uniti dove il prossimo 28 settembre siglerà, come lo stesso ministro ha precisato nel corso dell’ultimo Meeting di Comunione e Liberazione, l’accordo Italia-Usa a livello industriale sulla produzione di energia nucleare abbozzato nell’ultimo G8 sull’energia tenutosi a Roma. Potendo contare, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, su un asso nella manica: il sostanziale via libera all’insediamento di una futura centrale in Sicilia, a Termini Imerese. La Sicilia è una delle cinque Regioni che i tecnici del ministero e dell'Enel hanno preso in considerazione per il ritorno dell'atomo in Italia. Le altre sono Sardegna, Puglia, Lazio e Veneto. Naturalmente, sono tutte Regioni bagnate dal mare che rappresenta una risorsa molto importante nel ciclo di lavorazione e di produzione energetica: consente, infatti, di reintegrare l'acqua evaporata dalle torre di raffreddamento di una centrale. Dopo tutto, anche lo stesso amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti ha riferito, in più di qualche occasione, che "i siti per le centrali nucleari in Italia li abbiamo già identificati, ma li teniamo chiusi in cassaforte". Il colosso elettrico, in partnership con il gruppo francese Edf, infatti, intende costruire quattro centrali nucleari da 1.600 Mw, ma bisogna attendere, dopo il varo della legge che ha permesso il ritorno del nucleare in Italia, i regolamenti per l'individuazione dei siti. Si tratterà in sostanza, seppur nella variante più nuova, di reattori di terza generazione. Per intenderci, come quelli fatti costruire negli anni '80 in Occidente e negli anni '90 in Estremo Oriente (Giappone e Corea). Mentre per i reattori di quarta generazione, bisogna attendere ancora 20-30 anni |
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#2 (permalink) |
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cav. De Coccius
Data registrazione: May 2009
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Nucleare, indiscrezioni sui siti delle centrali
da edilportale
Autorizzazione e scelta aree con Dpr in caso di mancato consenso popolare di Paola Mammarella 14/09/2009 - Potrebbe essere pubblicato il prossimo febbraio il decreto contenente l’elenco dei futuri siti nucleari italiani. Nel frattempo stanno circolando in via ufficiosa i nomi di dieci città che tra qualche anno potrebbero ospitare gli impianti atomici. In molti casi sono già state registrate delle smentite. Monfalcone in provincia di Gorizia, Scanzano Jonico in Basilicata, Palma in provincia di Agrigento, Oristano in Sardegna, Chioggia in provincia di Venezia, Caorso in provincia di Piacenza, Trino Vercellese in provincia di Vercelli, Montalto di Castro in provincia di Viterbo, Termini Imerese in Sicilia e Termoli in Molise potrebbero essere scelti per la costruzione delle centrali previste con il ddl sullo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese e l’accordo italo-francese (leggi tutto). Il MInistro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha bollato come "chiacchiere" le indiscrezioni trapelate. Quel che è certo è la disponibilità data da Regioni come Sicilia e Molise alla realizzazione degli impianti. Così come la presenza di alcune città negli studi degli anni '70, tralasciati dopo l'abbandono del nucleare. Sul territorio potrebbe essere impiantato l’European pressurized reactor di tecnologia francese, frutto della joint venture tra Enel ed Edf, che hanno affidato la realizzazione degli studi di fattibilità a Sviluppo Nucleare Italia srl. Ruolo italiano: Il Ministro Scajola, intervenuto all'inaugurazione della Fiera del Levante di Bari, ha assicurato che le centrali non saranno importate. Al contrario, le industrie nazionali come Enel, Edison, Finmeccanica e Ansaldo avranno un ruolo di rilievo. Gli accordi in corso per l'aggregazione di grandi imprese, che vedono coinvolti anche gli Stati Uniti, assicurerebbero inoltre visibilità e protagonismo anche in Europa. Il decreto, allo studio del Comitato di Esperti predisposto dal Governo, copre tutta la catena del nucleare toccando aree, siti, impianti, depositi, indennizzi alla popolazione e lo smantellamento delle centrali a fine funzione, operazione già affidata a Sogin. Requisiti: vicinanza al mare o a fiumi per l’approvvigionamento idrico, assenza di rischio sismico e adeguato collegamento con la rete elettrica sono le caratteristiche ideali per la costruzione delle nuove centrali, che potrebbero sorgere anche in zone appartenenti al demanio militare. Individuazione aree: Sono allo studio due possibilità.Una si avvale del consenso popolare, l’altra si basa solo sull’emanazione di un Dpr, indipendente dalla volontà dei cittadini. In generale, dopo la proposta effettuata dalla società interessata a realizzare la centrale, sulle aree si pronunciano l’Agenzia per la sicurezza nucleare e la Conferenza Unificata Stato-Regioni-Comuni. In caso di mancato accordo si tenta una conciliazione con il Comitato interistituzionale. Dopo il fallimento di questo strumento si passa invece al Dpr. Autorizzazioni: Prima della costruzione gli operatori devono superare un esame dell’Agenzia nucleare in cui sono comprese la Via e una notifica alla Commissione Europea. Se manca l’accordo si ricorre al Comitato Interistituzionale e, in ultima analisi, al Dpr. Indennizzi ai residenti: Il decreto contiene bonus per le popolazioni abitanti nelle zone che ospitano le centrali nucleari. Le agevolazioni, che comprendono il rimborso della bolletta, dovranno servire allo sviluppo socioeconomico dell’area ed essere indirizzate su investimenti per la diffusione delle energie rinnovabili. Previsto anche un contributo per gli enti locali ripartito per il 60% al Comune sul cui territorio sorge la centrale e per il 40% alle Amministrazioni limitrofe. |
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#3 (permalink) |
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Member
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Non abbiamo alcuna idea su dove depositare le scorie nucleari, tanto è vero che le scorie della centrale di Caorso giacciono da 35 anni in un magazzino attiguo alla centrale ed a rischio di esondazione del Po senza che nessuno sappia cosa fare, e questi vogliono costruire delle centrali potenti il doppio di Caorso????
Ma poi dal punto di vista economico quanto potrà costare il Kwh dovendo considerare almeno 10 Miliardi di € il costo di costruzione di una simile centrale? Altra domanda esistono linee elettriche capaci di sopportare tali potenze??? Il nucleare in Italia è pura follia..... |
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#4 (permalink) | |
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cav. De Coccius
Data registrazione: May 2009
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#7 (permalink) |
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Immagino di si; altrove come fanno?
Prima adeguano le reti, poi fanno le centrali, altrimenti capita come con l'eolico in cui bisogna staccare le pale altrimenti fondono le reti di trasporto......... |
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#8 (permalink) |
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Member
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Il punto non e' quanto costa ma quanto rende ...
No guarda che il problema è proprio quanto costa, visto che sulle bollette elettriche di OGGI stiamo ancora pagando il nucleare di 20 anni fa...... Immagina 4 centrali dal costo di 40 Miliardi di € che effetto farà sulle nostre bollette...... |
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#9 (permalink) | |
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cav. De Coccius
Data registrazione: May 2009
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Per quel che ne so il problema e' produrne a sufficenza, non limitarla. |
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#10 (permalink) |
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Member
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Per quel che ne so il problema e' produrne a sufficenza, non limitarla....
Forse non molti sanno che le centrali a turbo gas in Italia sono ferme in media 260 giorni all'anno, entrano in produzione solo nei momenti di "picco" della domanda per spuntare i prezzi migliori, tutto il resto dell'energia in Italia viene importata o prodotto con l'idroelettrico e carbone perchè ha prezzi bassi, così bassi che il nucleare non potrà mai avere, tutto il resto graverà sulle spalle del contribuente.... P.s. prezzo basso per il fornitore/produtore , perchè al consumo il prezzo dell'energia in Italia è il più alto in Europa. |
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