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Data registrazione: Apr 2009
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Finanziarie, scarsa trasparenzae tassi alti
A caccia di prestiti, fra omissioni sugli interessi reali da pagare e conti appena sotto il livello di usura
Finanziarie, scarsa trasparenzae tassi alti I DATI dell’Osservatorio mensile Credito al consumo parlano chiaro: le famiglie italiane continuano a indebitarsi. E il problema riguarda anche Lodi. La gente continua a chiedere prestiti e sono cambiate le tipologie d’indebitamento. Sono diminuiti infatti i prestiti personali e quelli finalizzati all’acquisto di beni di consumo, ma sono in aumento le cessioni del quinto dello stipendio e della pensione, effettuati principalmente dalle finanziare. Le società di questo tipo, che solo a Lodi sono dieci, hanno un ruolo centrale nel business dei prestiti. Ma attenzione. È bastato entrare in tre finanziarie e fingersi a caccia di un prestito per capire come alcune società approfittino della situazione, garantendo sì prestiti, ma a tassi di interesse che superano le medie rilevate dalla Banca d’Italia, o che addirittura sfiorano le soglie dell’usura. NELLA PRIMA finanziaria dove il cronista de «Il Giorno» ha chiesto un prestito da 5mila euro — da rimborsare in 60 mesi — l’agente ha preteso un rimborso mensile di 110 euro, corrispondente a un «Tan» (tasso annuo nominale) dell’11,5%. Ma il tasso medio di Bankitalia è fissato al 9,53%. E non finisce qui. L’agente si è ben guardato dallo specificare a quanto ammontasse il Taeg (tasso annuo effettivo globale), che è il parametro di riferimento che comprende tutte le voci di costo da rimborsare. Perché non è il Tan, bensì il Taeg, che bisogna sempre conoscere e tenere in considerazione. È la cifra che consente di sapere a quanto ammontano tutte le condizioni previste dal contratto: tasso applicato, commissioni di mediazione, assicurazione, spese di notifica, istruttoria e commissioni postali. NELLA SECONDA finanziaria, alla richiesta di un prestito da 16.000, il mediatore creditizio ha offerto 72 rate mensili da 331,25 euro l’una. Al cliente tocca sborsare 23.850 euro, cioè 7.850 euro in più rispetto ai soldi richiesti. Perché il Tan è dell’11,5% mentre il Taeg sale al 12,62%, superiore di ben tre punti rispetto al tasso medio di Bankitalia. È nell’ultima finanziaria interpellata, però, che è stato chiesto il tasso più alto. Per un prestito di 10.250 euro rimborsabile in 72 mesi, rate da 205,30 euro per un totale di 14.781 euro. Tan al 11,96%, ben più preoccupante il Taeg: 13,68%, sfiorando la soglia d’usura stabilita da Bankitalia del 14,295%. Ricapitolando, su tre casi, tutti e tre superavano il tasso medio stabilito: nel primo caso non è stato comunicato a quanto ammontava il Taeg e nel terzo, il tasso annuo effettivo globale era appena sotto la soglia dell’usura. Quella soglia sopra la quale i tassi d’interesse con cui sono forniti i prestiti vengono considerati illegali, perché il rimborso è molto difficile se non impossibile. Da.Be. http://ilgiorno.ilsole24ore.com/lodi...ssi_alti.shtml |
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Data registrazione: Jun 2008
Messaggi: 7,376
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Citazione:
non sono enti di beneficenza,anzi ci campano voi pagate le rate e loro si grattano la pancia su una favolosa piscina in riva al mare anzi su mega barche da favola ,in aumento il settore dello yachting
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Member
Data registrazione: Apr 2009
Messaggi: 348
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La crisi spinge in alto l'usura
Nel 2009 rischia di esplodere la diffusione del fenomeno dell'usura a seguito della grave situazione di difficolta' economica in cui versano le famiglie. Tanto che si avvicinano a un milione il numero di quelle irreversibilmente indebitate e rimaste intrappolate in una catena di prestiti e finanziamenti. Un dato che gia' nel 2007 ha fatto registrare un aumento record del 41,1%. E' la crisi economica in atto che sta mettendo a dura prova gli italiani, stravolgendo le abitudine e i bilanci familiari con le rate del mutuo, della macchina o del cure dentistiche che si accumulano sempre piu', facendo scivolare migliaia di cittadini in mano agli usurai con tassi di interessi che arrivano in alcuni casi anche al 200%. Si ricorre agli strozzini pensando che il prestito chiesto e' eccezionale e serve a tamponare brevemente, in pochissimi mesi, una difficolta' economica. Ma poi la situazione precipita drammaticamente, quando gli altissimi tassi applicati fanno schizzare verso l'alto l'importo da restituire. Una situazione allarmante che sta coinvolgendo tutta la penisola, come e' emerso dal seminario "Il problema delle finanziarie - facilita' di accesso al credito e indebitamento delle famiglie" che si e' tenuto presso la Caritas Ambrosiana di Milano. Secondo Maurizio Fiasco, esperto della Consulta nazionale delle Fondazioni antiusura, "ad essere ingestibile e' soprattutto il debito a lunga scadenza, specie per le abitazioni, mentre va sfatato il mito delle famiglie che iperconsumano. Esse - ha detto - poi si rivolgono a societa' di recupero credito che esercitano una forte pressione psicologica e generano ansia. Questi istituti usano metodi borderline, che non rientrano nel reato giuridico dell'usura, ma di fatto sono simili". Il problema si fa piu' che inquietante, dal momento che questa crisi economica ha degli sviluppi ancora imprevedibili a livello occupazionale. E gli effetti potrebbero essere devastanti, poiché rimarrebbe coinvolta anche una parte ampia del ceto medio. Si tratta di piccoli imprenditori ed artigiani che finora erano stati immuni. Un allarme lanciato da Tano Grasso, presidente onorario della Fai (Federazione delle associazioni antiracket e antiusura), secondo cui in una prospettiva di riduzione del credito legale a causa della recessione si amplia la platea dei soggetti a rischio di cadere vittime degli usurai. Due le soluzioni proposte da Grasso: "un appello alle banche - spiega - affinché non ci sia la richiesta di rientro immediato, dal venerdi' al lunedi', del debito accumulato. Un fattore, quest'ultimo, criminogeno perche' il soggetto per rientrare dal debito si rivolge agli usurai. Inoltre, aggiunge, occorre alimentare la rete del credito parallelo (Confidi e fondazioni) che sostiene imprenditori e artigiani" e che fornisce alle famiglie una via d'uscita dal tunnel del sovraindebitamento e dai rischi di ricorso all'usura. Il rischio, quindi, di cadere nelle mani degli usurai e' sempre piu' alto. Le famiglie che non riescono piu' ad arrivare a fine mese, infatti, non riuscendo ad ottenere un credito dalle banche e' facile che possano poi finire nelle mani degli usurai. Anche se - come ha spiegato anche il generale Andrea di Gennaro, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Roma - "il modo per combattere la piaga dell'usura c'e', ma occorre che le vittime degli strozzini trovino il coraggio di denunciarli". http://money.it.msn.com/banking/truf...mentid=1724215 |
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