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C'e' l'abbiamo fatta, stiamo rispettando i parametri di Kyoto
ENERGIA: LA CRISI ABBATTE I CONSUMI
(AGI) - Roma, 11 ago. - La crisi economia e finanziaria 'morde' anche i consumi energetici che nei primi sette mesi dell'anno sono crollati complessivamente dell'8%, un calo che sale al 12% per quanto riguarda il solo metano (-24% per l'uso industriale). Contestualmente sono fortemente diminuite anche le emissioni di Co2, circa il 10% in meno rispetto al 2008, rendendo avvicinabile uno dei vincoli del protocollo di Kyoto considerato molto difficile da raggiungere. "In pratica - spiega all'AGI Alberto Clo', economista dell'Universita' di Bologna, presidente del centro studi Rie e direttore della rivista 'Energia' - i consumi di energia sono tornati ai livelli di dieci anni fa, cioe' poco piu' di 180 milioni di metri cubi contro i 192 milioni del 2008, grosso modo lo stesso livello che si registrava nel 1998. Se poi allarghiamo l'orizzonte temporale di riferimento al 2020, si prevede una flessione dei consumi energetici del 15% rispetto alle precedenti stime. "Gli effetti della crisi si fanno sentire anche sulle emissioni di Co2, che segnano un forte calo nel 2009, pari a circa -10% nei confronti del 2008, ovvero 43 milioni di tonnellate in meno. Una situazione - sottolinea Clo' - che non e' certamente la conseguenza di un percorso virtuoso, bensi' il 'frutto marcio' di una crisi pesante e imputabile al calo della produzione industriale, ma che potrebbe consentire all'Italia di rispettare uno dei vincoli del protocollo di Kyoto, ovvero la diminuzione del 6,5% (negli anni che vanno dal 2008 al 2012) delle emissioni di Co2 rispetto al livello registrato nel 1990. Un obiettivo considerato molto difficile da raggiungere e il cui mancato rispetto costerebbe all'Italia una sanzione valutata fra i 2 ed i 4 miliardi di euro. Una cifra che non si puo' escludere il Tesoro stesse gia' accantonando e che, invece, le stime aggiornate escluderebbero. Infatti, secondo gli ultimi dati, quest'anno le emissioni di Co2 dovrebbero essere inferiori del 3%-4% rispetto ai livelli del 1990. Va anche detto - ha proseguito Clo' - che il calo dei consumi di metano e' un fenomeno di tutta Europa, non solo italiano: a livello europeo si stima una flessione di circa 45/50 miliardi di metri cubi. Anche in questo caso, come per l'Italia, tutte le previsioni sui consumi si debbano spostare in avanti nel tempo, di un arco temporale anche di dieci anni".
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