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Vecchio 07-08-09, 15:07   #1 (permalink)
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Lazio, varato il piano casa

LAZIO/PIANO CASA: PETRUCCI (ANCE), POSTE BASI PER RILANCIO COSTRUZIONI

(ASCA) - Roma, 7 ago - ''Il Consiglio regionale ha varato una legge dalle importanti prospettive che affronta il rilancio delle costruzioni in una logica di semplificazione delle procedure, qualificazione del territorio e di salvaguardia ambientale''. Cosi' commenta a caldo l'approvazione della legge regionale sul Piano Casa il Presidente dell'Urcel - Ance Lazio, Stefano Petrucci, sottolineando come il metodo della condivisione degli obiettivi e delle regole faciliti l'applicazione di norme che costituiscono una grande occasione per le costruzioni e per l'economia laziale.

''L'aspetto piu' positivo di questa legge - afferma - e' che comunque e' stato avviato un percorso e che si sono create alcune condizioni indispensabili affinche' gli incentivi previsti dal Piano possano trovare una concreta applicazione. Anche nella nostra regione sara' possibile dal prossimo Autunno realizzare ampliamenti fino al 20% per i proprietari di abitazioni mono e bifamiliari rimettendo in circolo risorse finanziarie oggi immobilizzate. Si incentivano, inoltre, gli interventi di riqualificazione ambientale e di parti di citta', ad iniziare dalle periferie urbane, prevedendo la possibilita' di aumenti di cubatura in caso di demolizione e ricostruzione''.

Petrucci ha ricordato come secondo il Cresme la possibilita' di ampliare le cubature residenziali riguardi oltre 418.000 edifici per oltre 520.000 abitazioni. ''Se soltanto un 12% delle famiglie interessate vi aderissero si avrebbe l'effetto di attivare nell'intera regione un investimento complessivo di 2 miliardi e 800 milioni di euro, pari al 20% del totale degli investimenti in costruzioni realizzati nel Lazio nel 2008.

Con la possibilita' di avere oltre 47.000 nuovi occupati, di cui circa 35.000 direttamente nelle costruzioni e 12.000 nell'indotto''. Nell'analizzare il provvedimento che - sottolinea Petrucci - contiene molte delle richieste avanzate dalle categorie delle costruzioni, il Presidente dell'Urcel ha voluto evidenziare in particolare tre aspetti.

''Innanzitutto esprimiamo la massima soddisfazione per un testo nel quale si ribadisce la piena validita' degli strumenti urbanistici esistenti, evitando di mettere in discussione gli strumenti di attuazione in corso e dando cosi' certezza sia alle amministrazioni che agli operatori economici. In secondo luogo, vanno sottolineati alcuni risultati importanti sul piano dello snellimento di alcune procedure, reso possibile anche da un accordo bipartisan tra maggioranza e opposizione, a conferma che quando si guarda all'interesse generale senza pregiudizi e' possibile avvicinare il nostro Paese al resto d'Europa. In particolare, va segnalata la concessione di un'ampia autonomia ai Comuni nella gestione e nella attuazione dei piani urbanistici superando l'obbligo in caso di modifiche non sostanziali di tornare nuovamente ad un tavolo interamministrativo''.


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La Regione Lazio approva il piano casa. Marrazzo: una legge modello per l'Italia

ROMA (6 agosto) - Con 36 voti a favore e 9 contrari, il Consiglio regionale del Lazio ha approvato il piano casa, un provvedimento che il presidente Piero Marrazzo ha definito «una legge modello per tutto il Paese. È frutto di un lavoro collettivo e comune: sono state recepite le indicazioni delle categorie, degli enti locali, in primo luogo del Comune di Roma, dei movimenti di lotta per la casa. Questa Regione, con la legge approvata, può ottenere al tempo stesso qualità, sicurezza, trasformazione urbanistica, sviluppo economico e equità sociale. Difesa dei territori e sviluppo dell'edilizia. Nella Capitale, innanzitutto: con questa legge non ci sarà bisogno di consumare nuovo territorio, l'agro romano, in particolare, per dare vita a un nuovo piano di edilizia popolare. Questo è il manifesto del riformismo del centrosinistra nel Lazio».

Le opposizioni parlano invece di «testo inadeguato, malgrado le modifiche introdotte durante il dibattito in aula». Per Fabio Desideri (Pdl) restano «dubbi e perplessità su una norma che esclude tanti cittadini. I nostri emendamenti hanno migliorato il provvedimento, ma l'impostazione di fondo resta sbagliata. Il centro sinistra ha perso di vista gli obiettivi primari che questa legge avrebbe dovuto avere». Aldo Forte (Udc) è intervenuto per motivare il voto contrario del suo gruppo: «Una legge che non risponde né all'esigenza di rimettere in moto l'edilizia, né alla richiesta di case, così forte nella nostra Regione. Una legge confusa e disomogenea». Contrari anche i gruppi del Prc e del Pdci: «Il risultato ottenuto è frutto del rapporto con i poteri forti della nostra Regione, ma anche di un confronto proficuo fra istituzioni e movimenti - ha dichiarato Ivano Peduzzi - Questo ha permesso di migliorare la legge. Ma si tratta, comunque, di un provvedimento che non rispetta i diritti dei cittadini. Non è un piano casa: troppe volte siamo stati traditi dalle promesse di questa giunta».

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I punti principali del piano casa, dai premi di cubatura all'edilizia residenziale sociale

ROMA (6 agosto) - Questi i principali punti del Piano Casa approvato dalla Regione Lazio.

Premi di cubatura e interventi di demolizione-ricostruzione
È la parte del piano casa direttamente collegata al protocollo di intesa Stato-Regioni voluto dal governo. Sono esclusi da qualsiasi tipo di intervento i centri storici, le aree naturali protette, le zone a rischio esondazione, le zone sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta, le fasce di rispetto dei territori costieri, dei fiumi e dei laghi. Potranno ampliare la loro casa del 20 per cento, i proprietari di immobili a uso residenziale, con volume non superiore a 1.000 metri cubi. L'incremento massimo per l'intero edificio sarà pari a 62.5 metri quadrati. Il «premio di cubatura» (in questo caso del 10 per cento) si applica anche agli edifici a destinazione non residenziale per artigianato e piccola industria con superficie non superiore a 1.000 metri quadrati. L'immobile dovrà mantenere la stessa destinazione d'uso per 10 anni.

Per quanto riguarda le zone agricole, potranno usufruire dei benefici previsti dalla legge solo i coltivatori diretti, gli imprenditori agricoli a titolo professionale e i loro eredi. L'ampliamento sarà possibile costruendo a lato dell'edificio esistente. Sono escluse le sopraelevazioni, fatta la salva la possibilità di realizzare un nuovo tetto o modificare l'esistente al fine di rendere abitabili i sottotetti, come previsto dalla legge regionale approvata di recente.

Tutti gli interventi dovranno rispettare le norme antisismiche e la legge regionale in materia di bioedilizia. Gli edifici non devono essere abusivi e devono essere dotati del fascicolo di fabbricato. Ove non sia possibile la realizzazione delle opere di urbanizzazione secondaria (parcheggi, servizi ecc) è ammessa la monetizzazione, con un incremento pari al 50 per cento degli oneri concessori.

Nelle borgate gli oneri saranno utilizzati direttamente dai consorzi di auto recupero. I Comuni potranno ridurre del 30 per cento l'importo degli oneri concessori se l'intervento riguarda la prima casa. I premi di cubatura sono aumentati (rispettivamente al 35 e al 20 per cento) nelle zone a più alto rischio rismico, per favorire gli interventi di messa a norma.

Per gli interventi di demolizione-ricostruzione il premio di cubatura sale al 35 per cento: se vengono realizzate nuove unità immobiliari, il 25 per cento di queste deve essere destinato alla locazione a canone concordato. Sarà possibile realizzare una cubatura maggiore (il 40 per cento) se la demolizione-ricostruzione sarà realizzata tramite un concorso di progettazione, a patto che l'intervento sia realizzato sulla base del progetto vincitore.

Sono infine previsti interventi per il recupero a fine residenziale dei volumi accessori degli edifici (ferme restando le limitazioni rispetto al volume complessivo dell'edificio stesso). Per avviare i lavori basterà una dichiarazione di inizio attività (Dia), se la demolizione-ricostruzione interessa un complesso con volume superiore ai 3.000 metri cubi sarà necessario il permesso di costruire. Le Dia dovranno essere presentate entro due anni dall'entrata in vigore della legge.

Programmi di recupero ambientale e di riordino urbano
Si tratta di due strumenti urbanistici collegati agli interventi di demolizione-ricostruzione che potranno essere adottati dai Comuni. In pratica, in presenza di territori pregiati dal punto di vista ambientale, naturalistico, culturale, le amministrazioni locali potranno predisporre dei programmi integrati che prevedano non solo la demolizione-ricostruzione di edifici, ma lo spostamento degli stessi al di fuori dell'area vincolata. In questo caso il premio di cubatura sale fino al 50 per cento. Per quanto riguarda, invece, le zone del litorale, l'incremento viene portato al 60 per cento, se la nuova destinazione dell'edificio sarà «turistico-ricettiva». Stesso discorso (ma la cubatura in più, in questo caso, si ferma al 40 per cento) vale se il programma intergrato interessa una zona urbana da riqualificare o una periferia con presenza di funzioni eterogenee, tessuti edilizi disorganici.

Edilizia residenziale sociale
Per la prima volta si introducono norme sulla cosiddetta edilizia residenziale sociale. In pratica si tratta di un ampliamento delle possibilità di intervento da parte della Regione che non si limiterà più all'edilizia agevolata (ad esempio le cosiddette zone 167) e all'edilizia sovvenzionata (case popolari), ma potrà proporre alloggi in affitto a canone sostenibile o con diritto di riscatto. La legge prevede la predisposizione di un piano straordinario di durata decennale per realizzare nuove case popolari. Che, dopo i finanziamenti previsti già nell'assestamento di bilancio in discussione nei prossimi giorni, sarà finanziato in maniera stabile: a partire dall'esercizio finanziario 2010, al piano straordinario sarà destinato il 5 per cento del gettito della tassa automobilistica.

Accanto ai classici standard urbanistici,viene introdotta una quota che i proprietari delle aree interessate da varianti urbanistiche dovranno cedere ai Comuni il 20 per cento della superficie fondiaria edificabile. Almeno il 50 per cento di queste aree sarà destinato alla realizzazione di case popolari. Previsto un iter semplificato per il cambio di destinazione d'uso se questo riguarda immobili ad uso non residenziale di proprietà dell'Ater. L'Ater avrà, poi, la possibilità di realizzare alloggi accessibili ai disabili utilizzando il piano terra delle case popolari. Per accelerare la conclusione degli interventi regionali di edilizia residenziale pubblica la Regione stessa potrà esercitare poteri sostitutivi nei confronti dell'Ater in caso di inadempienza.

Prevista per i Comuni, la possibilità di aumentare la previsione edificatoria nelle zone già destinate a edilizia residenziale pubblica, fermo restando il rispetto degli standard urbanistici. L'eventuale eccedenza di tali standard potrà essere convertita in edilizia sociale.

Previsti contributi regionali e mutui agevolati per chi intende acquistare, costruire la prima casa. Misure analoghe per sostenere i progetti di autorecupero. Tali contributi potranno essere richiesti da nuclei familiari con reddito Isee fino a 40 mila euro. I Comuni potranno istituire commissione per favorire il «passaggio da casa a casa». I beneficiari dei finanziamenti regionale per l'edilizia residenziale pubblica, devono curare la redazione del fascicolo di fabbricato. Il Consiglio ha approvato un ordine del giorno che impegna la giunta a approvare una legge organica sul diritto all'abitare entro il mese di ottobre.

Semplificazione delle procedure
Si tratta di norme che tendono a disciplinare in maniera più semplice l'iter dei provvedimenti urbanistici. Viene esclusa, ad esempio, la necessità di varianti per quanto riguarda la definizione della viabilità primaria, il reperimento all'esterno degli ex nuclei abusivi delle aree per il verde, i servizi pubblici e i parcheggi, il mutamento delle destinazioni d'uso. Basteranno piani attuativi, con un iter più semplice e abbreviato rispetto agli strumenti classici. Per quanto riguarda la prevenzione del rischio sismico, infine, la Giunta adotterà uno specifico provvedimento.
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Vecchio 15-08-09, 22:24   #2 (permalink)
cav. De Coccius
 
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Il piano casa risponde alle esigenze di tutela dell'ambiente"

da Tusciaweb
Viterbo - 14 agosto 2009 - ore 22,00

- "Il piano casa del Lazio, a differenza di quello annunciato dal Governo Berlusconi, punta a dare una risposta incisiva al problema della casa e al diritto all’abitare con grande attenzione alla salvaguardia dell’ambiente".
E' quanto dichiara l’assessore al Bilancio della Regione Lazio Luigi Nieri.

"Penso in particolare al piano decennale di quasi 1 miliardo di euro per la costruzione di nuove case popolari. Una cifra imponente. Saranno decine di migliaia le case recuperate, auto recuperate o realizzate salvaguardando l’agro romano per dare una risposta a chi si trova in maggiore difficoltà economica.

Il Governo Berlusconi, per lo stesso obiettivo, ha messo a disposizione solo 200 milioni di euro per l’intero Paese, di cui 20 milioni per il Lazio".

"Grazie al piano di edilizia sociale sarà possibile, inoltre, mettere a disposizione alloggi con affitti a canoni sostenibili per chi non può affrontare gli attuali livelli del mercato immobiliare – prosegue Nieri - Di grande importanza è anche la norma che prevede l’abbattimento degli edifici situati nei parchi e nelle coste che saranno spostati in aree già edificabili, previste dai piani regolatori vigenti. Una misura all’avanguardia sotto il profilo della tutela e della valorizzazione dei beni ambientali".

"Per continuare su questa strada sarà importante approvare, entro ottobre, una legge organica sul diritto all’abitare – conclude Nieri - Su questo tema il Gruppo regionale di Sinistra e Libertà ha già presentato una proposta di legge".

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Vecchio 16-08-09, 00:36   #3 (permalink)
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Originalmente inviato da housecrash Visualizza messaggio
"Previsti contributi regionali e mutui agevolati per chi intende acquistare, costruire la prima casa. Misure analoghe per sostenere i progetti di autorecupero. Tali contributi potranno essere richiesti da nuclei familiari con reddito Isee fino a 40 mila euro
Non mi quadra, un reddito ISEE di 40.000 Euro e' decisamente alto. Forse si riferivano al reddito ISE (che a 40.000 Euro e' comunque gia' alto).
fpsoft non  è collegato   Rispondi citando
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