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Vecchio 25-07-09, 23:40   #1 (permalink)
cav. De Coccius
 
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Italiani, popolo di santi, poeti e... risparmiatori

da LiberoNews
24/07/09

L’indagine di Ing Direct - TNS

Italiani, popolo di risparmiatori. Ma anche di amanti di viaggi, moda e piccoli lussi quotidiani. È la fotografia che emerge dalla ricerca «Sociologic Trends Around Saving» (“Trend sociologici sul risparmio”), che ING Direct, guidata in Italia da Bernd Geilen, ha commissionato all’istituto di ricerca TNS. L’indagine, che è stata effettuata nei nove nove paesi in cui è presente la banca diretta del gruppo ING (Italia, Usa, Canada, Francia, Germania, UK, Austria, Spagna e Australia), dimostra come la crisi economica abbia avuto un impatto concreto sulle abitudini di risparmio delle persone.

La panoramica sul Belpaese conferma la fama di formichine degli italiani anche in questo periodo critico, identificandoli inoltre come amanti dei viaggi e della moda, che non rinunciano ai piccoli lussi quotidiani. Se infatti l’Italia ha un 42% di persone che mettono da parte meno soldi rispetto all’anno scorso (la percentuale più alta, vicina al dato francese del 40% ma lontana dal 22% dell’Austria), un’altra fetta della popolazione, ben il 29%, riesce addirittura a risparmiare più di prima.

Le motivazioni? Oltre alla necessità di tutelarsi in caso di emergenza (41%) e di affrontare un futuro che appare incerto (18%), è la prospettiva di un bel viaggio a spingere gli italiani a mettere qualche moneta nel salvadanaio. Il 51%, infatti, negli ultimi mesi è stato costretto a viaggiare di meno e il 36% ha rinunciato alle ferie per non spendere troppo, ma il 16% dichiara che sta risparmiando proprio per potersi concedere una vacanza e un altro 31% pensa che i viaggi siano da non sacrificare. Numeri lontani da Usa e Francia, dove andare al mare o visitare nuove città assorbe rispettivamente i pensieri dell’8% e del 9% degli intervistati.

In questi Paesi assume maggiore importanza l’idea di un gruzzolo da godere durante la pensione (il 16% negli Usa e in Canada, l’11% in Francia), mentre in Italia questa esigenza è poco sentita (solo il 2% la indica come motivo di risparmio). Un altro 12%, infine, accumula i risparmi per comprare una casa o ristrutturarla, percentuale in linea con le altre nazioni. Per racimolare questi risparmi anche in tempo di crisi, la maggior parte delle persone ha dovuto modificare le proprie abitudini di consumo: in Italia solo il 6% dice di non aver cambiato nessuno dei suoi comportamenti, tutti gli altri hanno tagliato le spese superflue (74%, il dato più alto dei nove Paesi), viaggiato meno, ma anche passato più tempo a casa (43%) e si sono mossi più spesso a piedi (30%). Molti sono anche stati attenti a non lasciarsi sfuggire le monete di resto quando acquistavano qualcosa (ben il 33%, in testa agli altri Paesi). In questo panorama, tuttavia, ci sono anche piaceri che le persone non hanno saputo o voluto sacrificare. A livello internazionale sul podio salgono cibo, viaggi e casa. In Italia però vincono la moda, che sta al pari dei viaggi nella considerazione della gente (con un 31% che non rinuncerebbe mai ad aggiornare il proprio guardaroba), e i piccoli lussi, ritenuti la cosa più importante dal 37% degli intervistati. Cure termali, manicure, prodotti estetici, ma anche libri o cinema sono coccole che rendono migliore la vita quotidiana.

Il cibo, al primo posto nelle scelte a livello globale con un 35% di segnalazioni non è invece tra i primi pensieri degli italiani: forse perché nel Belpaese mangiare bene è qualcosa di scontato (lo cita solo il 23%). La spesa per sport e entertainment è intoccabile per circa il 20%, ancora una volta una cifra più alta della media, che conferma l’atteggiamento edonista del popolo italiano. Tra le spese che invece gli italiani hanno scelto di rimandare, ci sono l’acquisto di un’automobile (37%) e della casa (14%) ma anche i lavori di ristrutturazione dell’abitazione (24%).

Nella scelta della banca che si prenderà cura dei loro risparmi, gli italiani prediligono un’offerta low cost, ricercando prodotti a costi ridotti (35%) e un ottimo rapporto qualità prezzo (34%). La reputazione, intesa come fiducia nella banca, è invece un elemento considerato soprattutto dalla fascia d’età più matura del campione e in Spagna (36%) e nel Regno Unito (43%).

Una curiosità. Pare che la crisi non abbia avuto impatto solo sui comportamenti economici ma anche sulla vita sentimentale. In Italia, a differenza degli altri Paesi, circa il 16% delle persone sposate o in coppia ha affermato che con la crisi la propria relazione è migliorata, diventando più profonda e romantica. Tra i single, invece, l’impatto negativo è stato maggiore. Il 50% degli italiani ha dichiarato che i suoi appuntamenti sono diminuiti, anche in seguito alla riduzione delle uscite per restare “a budget”.


E voi?
Avete cambiato attitudine al risparmio nell'ultimo anno?
A quali beni "non necessari" sareste a rinunciare per risparmiare?
A quali non rinuncereste mai?
sylvestro non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 26-07-09, 22:34   #2 (permalink)
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24/07/09

L’indagine di Ing Direct - TNS

Italiani, popolo di risparmiatori. Ma anche di amanti di viaggi, moda e piccoli lussi quotidiani. È la fotografia che emerge dalla ricerca «Sociologic Trends Around Saving» (“Trend sociologici sul risparmio”), che ING Direct, guidata in Italia da Bernd Geilen, ha commissionato all’istituto di ricerca TNS. L’indagine, che è stata effettuata nei nove nove paesi in cui è presente la banca diretta del gruppo ING (Italia, Usa, Canada, Francia, Germania, UK, Austria, Spagna e Australia), dimostra come la crisi economica abbia avuto un impatto concreto sulle abitudini di risparmio delle persone.

La panoramica sul Belpaese conferma la fama di formichine degli italiani anche in questo periodo critico, identificandoli inoltre come amanti dei viaggi e della moda, che non rinunciano ai piccoli lussi quotidiani. Se infatti l’Italia ha un 42% di persone che mettono da parte meno soldi rispetto all’anno scorso (la percentuale più alta, vicina al dato francese del 40% ma lontana dal 22% dell’Austria), un’altra fetta della popolazione, ben il 29%, riesce addirittura a risparmiare più di prima.

Le motivazioni? Oltre alla necessità di tutelarsi in caso di emergenza (41%) e di affrontare un futuro che appare incerto (18%), è la prospettiva di un bel viaggio a spingere gli italiani a mettere qualche moneta nel salvadanaio. Il 51%, infatti, negli ultimi mesi è stato costretto a viaggiare di meno e il 36% ha rinunciato alle ferie per non spendere troppo, ma il 16% dichiara che sta risparmiando proprio per potersi concedere una vacanza e un altro 31% pensa che i viaggi siano da non sacrificare. Numeri lontani da Usa e Francia, dove andare al mare o visitare nuove città assorbe rispettivamente i pensieri dell’8% e del 9% degli intervistati.

In questi Paesi assume maggiore importanza l’idea di un gruzzolo da godere durante la pensione (il 16% negli Usa e in Canada, l’11% in Francia), mentre in Italia questa esigenza è poco sentita (solo il 2% la indica come motivo di risparmio). Un altro 12%, infine, accumula i risparmi per comprare una casa o ristrutturarla, percentuale in linea con le altre nazioni. Per racimolare questi risparmi anche in tempo di crisi, la maggior parte delle persone ha dovuto modificare le proprie abitudini di consumo: in Italia solo il 6% dice di non aver cambiato nessuno dei suoi comportamenti, tutti gli altri hanno tagliato le spese superflue (74%, il dato più alto dei nove Paesi), viaggiato meno, ma anche passato più tempo a casa (43%) e si sono mossi più spesso a piedi (30%). Molti sono anche stati attenti a non lasciarsi sfuggire le monete di resto quando acquistavano qualcosa (ben il 33%, in testa agli altri Paesi). In questo panorama, tuttavia, ci sono anche piaceri che le persone non hanno saputo o voluto sacrificare. A livello internazionale sul podio salgono cibo, viaggi e casa. In Italia però vincono la moda, che sta al pari dei viaggi nella considerazione della gente (con un 31% che non rinuncerebbe mai ad aggiornare il proprio guardaroba), e i piccoli lussi, ritenuti la cosa più importante dal 37% degli intervistati. Cure termali, manicure, prodotti estetici, ma anche libri o cinema sono coccole che rendono migliore la vita quotidiana.

Il cibo, al primo posto nelle scelte a livello globale con un 35% di segnalazioni non è invece tra i primi pensieri degli italiani: forse perché nel Belpaese mangiare bene è qualcosa di scontato (lo cita solo il 23%). La spesa per sport e entertainment è intoccabile per circa il 20%, ancora una volta una cifra più alta della media, che conferma l’atteggiamento edonista del popolo italiano. Tra le spese che invece gli italiani hanno scelto di rimandare, ci sono l’acquisto di un’automobile (37%) e della casa (14%) ma anche i lavori di ristrutturazione dell’abitazione (24%).

Nella scelta della banca che si prenderà cura dei loro risparmi, gli italiani prediligono un’offerta low cost, ricercando prodotti a costi ridotti (35%) e un ottimo rapporto qualità prezzo (34%). La reputazione, intesa come fiducia nella banca, è invece un elemento considerato soprattutto dalla fascia d’età più matura del campione e in Spagna (36%) e nel Regno Unito (43%).

Una curiosità. Pare che la crisi non abbia avuto impatto solo sui comportamenti economici ma anche sulla vita sentimentale. In Italia, a differenza degli altri Paesi, circa il 16% delle persone sposate o in coppia ha affermato che con la crisi la propria relazione è migliorata, diventando più profonda e romantica. Tra i single, invece, l’impatto negativo è stato maggiore. Il 50% degli italiani ha dichiarato che i suoi appuntamenti sono diminuiti, anche in seguito alla riduzione delle uscite per restare “a budget”.


E voi?
Avete cambiato attitudine al risparmio nell'ultimo anno?
A quali beni "non necessari" sareste a rinunciare per risparmiare?
A quali non rinuncereste mai?
io nell'ultimo anno ho tagliato in pratica tutte le spese inutili, non per motivo della crisi, ma perchè ho dovuto mettere la badante a mio padre...

in realtà una razionalizzazione delle spese l'avevo già cominciata, ma quella è stata la spinta definitiva... tagliato sprechi inutili... rinuncia più grossa il garage cha avevo in affitto a 100€/mese... ho da parte i soldi per comprarmene uno ma nessuno lo vende dove lo voglio io ... comunque per strada la macchina non me l'ha mai toccata nessuno...
johnny1982 non  è collegato   Rispondi citando
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