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#1 (permalink) |
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l'è tutto un quiss..
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 5,588
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Stipendi e prezzi nell'antica Roma....
a centurio'...ma ve state sempe a lamenta'?
![]() ![]() ![]() --------------------------------------------------------------------- www.lamoneta.it PREZZI E STIPENDI 1 PREZZI E STIPENDI NELL’ANTICA ROMA Autore: Roberto Salati - Novembre 2005 INDICE: 1) Gli Stipendi |_1a) Andamento dell'inflazione 2) Il Costo della Vita |_2a) Necessità alimentari nel II sec. a.C. |_2b) Necessità alimentari nel I sec. D.C. |_2c) Diversificazione geografica del prezzo |_2d) Prezzi a Pompei nel 79 D.C. |_2e) Costo di alcuni generi di consumo nel III sec. D.C. |_2f) Prezzi nel VI sec D.C. 3) Bibliografia www.lamoneta.it PREZZI E STIPENDI 2 Gli Stipendi Su questo argomento siamo informati a sprazzi e in modo incompleto. Soprattutto per quanto riguarda le classi meno abbienti della popolazione che dovevano vivere in modo miserando. E’ invece più nota la condizione economica dei soldati, per essere frequentemente riferita dalle fonti. Il legionario va considerato il riferimento tipo, la paga era modesta, ma permetteva di vivere dignitosamente ad una famiglia di quattro persone. E’ paragonabile come collocazione sociale ad un impiegato moderno. Andamento delle paghe nell’esercito dal II sec aC fino al IV secolo dC Età Paga giornaliera Commenti II° secolo a.C. legionario: 120 denari / anno centurione: 360 denari / anno cavaliere: 550 denari / anno i soldati ricevevano anche integrazioni in beni naturali (es: grano) Cesare legionario: 225 denarii / anno Augusto legionario: 225 denarii / anno pretoriano: 375 denarii / anno centurione: 3750-15000 denarii / anno 10 Assi / die Domiziano legionario: 300 denarii / anno pretoriano: 1000 denarii / anno centurione: 5000-20000 denarii / anno Settimio Severo legionario: 459 denarii / anno centurione: 8300-33000 denarii / anno Caracalla legionario: 600 denarii / anno corrispondenza a 1200 antoniniani Gordiano legionario: 1200 antoniniani / anno Fine III° secolo legionario: 1800 nummi / anno oppure 360 argentei / anno l'argenteo di Diocleziano è di buona lega ed è paragonabile ad un denario Valentiniano I° IV° secolo fante: 5 solidi aurei cavaliere: 9 solidi aurei www.lamoneta.it PREZZI E STIPENDI 3 Ricordiamo il rapporto tra i vari nominali romani: 1 Denario = 4 Sestertii = 16 Assi. 1 aureo = 25 denari. 1 antoniniano = 2 denari Costo annuo di una legione per l’erario nel III secolo aC: 600.000 denari Costo annuo di una legione per l’erario al tempo di Cesare: 3.000.000 denari ANDAMENTO DELL’INFLAZIONE La lettura del libro di K. Harl permette di stabilire alcuni dati interessanti. L’inflazione, per tutto il tempo durante il quale il denario ha mantenuto una buona lega, è rimasta bassissima, meno dell’1 % l’anno. Lo si vede chiaramente dal lentissimo aumento della paga del legionario, che è congrua con una sostanziale stabilità dei prezzi. La stabilità dei prezzi protratta per lunghi periodi significa un grande beneficio per il potere d’acquisto dei cittadini delle classi più deboli. Questo periodo di stabilità monetaria ad inflazione molto ridotta perdura, con fasi alterne relative ad limitati episodi acuti, per quattro secoli ed accompagna la grandezza di Roma: dalla vittoria nella seconda guerra punica al tempo di Settimio Severo. Il denario comincia a corrompersi con la riforma di Caracalla, si alzano i prezzi ed aumentano gli stipendi dei soldati. Caracalla emette monete svalutate a basso tenore d’argento, provocando l’inizio di una spinta inflattiva in cui l’aumento dei prezzi provocava la richiesta di maggior quantità di denaro che a sua volta faceva ancora aumentare i prezzi. Il sistema ha un tracollo a metà del III secolo quando scompare la moneta d’argento. Non avverrà alcuna ripresa, le inutili riforme degli imperatori successivi, da Aureliano, Diocleziano, Costantino, non otterranno nulla. Accresceranno però la confusione, riempiendo le tasche dei romani di inutili monete-truffa, di rame e variamente ricoperte di sottilissime pellicole d’argento. Il denario non risorgerà più e nemmeno la grandezza di Roma, dimostrazione che la grandezza di uno stato necessita di strumenti finanziari adeguati. Con il IV secolo si arriva al momometallismo aureo, una condizione che deprime i commerci al minuto e costringe i poveri al baratto. Di fatto il solido era solo una moneta per i ricchi e i loro commerci di alto livello. Il medioevo era alle porte. www.lamoneta.it PREZZI E STIPENDI 4 Il Costo della Vita Necessità alimentari di una famiglia di 4 persone per 1 anno nel II secolo a.C. Farina 800 Kg - 60 denari Olio 68 litri - 10 denari Vino 400 litri - 15 denari Totale - 85 denari Stipendio legionario - 120 denari 1 Asse = 1 pagnotta di pane Questa estrapolazione permette di capire che, tolte le spese vive per l’alimentazione, non rimane molto da spendere ad un legionario, tenuto conto che la famiglia ha necessità di affitto e vestiario. Tuttavia i soldati venivano anche pagati in beni di consumo, godevano di frequenti elargizioni e al momento del congedo, se vi giungevano, ricevevano una cifra consistente che permetteva a taluni di mettersi in proprio nel commercio o di rilevare una piccola attività agricola. www.lamoneta.it PREZZI E STIPENDI 5 Necessità alimentari di una famiglia di 4 persone per 1 anno nel I secolo d.C. Farina 800 Kg - 30 denari Olio 68 litri - 25 denari Vino 400 litri - 35 denari Totale - 190 denari Stipendio legionario - 365 denari Quello che possiamo osservare è un aumento dei prezzi molto modesto (pari ad una inflazione inferiore all’1% annuo). Le paghe aumentano in modo corrispondente in modo che la situazione di un dipendente tipo è di poco migliorata due secoli dopo. Sbarcare il lunario per un legionario rimaneva problematico. Lo stipendio era calcolato in modo da bastare alle necessità di sostentamento dell’individuo. In età imperiale i soldati potevano però contare sui frequenti donativi elargiti alle truppe in occasione di ogni cambio al vertice. Inoltre in questo periodo il mestiere di legionario era relativamente poco pericoloso, data la condizione di stabilità alle frontiere nel I secolo dC. Dall’altra parte chi si arricchisce guadagna cifre stratosferiche. La forbice tra ricco e povero è enorme. I patrizi vivono in lussi sfrenati. Per un pranzo Lucullo poteva spendere un milione di sesterzi (circa 250.000 denari) cifre inimmaginabili per il povero legionario. www.lamoneta.it PREZZI E STIPENDI 6 Diversificazione geografica del prezzo di un modio di farina nel I secolo D.C. Luogo Prezzo in assi Roma 32 Italia del Nord 16 Africa 9 - 16 Asia minore 8 - 16 Palestina 10 - 12 Egitto 7 - 9 La vita a Roma era molto cara, avendo prezzi più che doppi rispetto alle altre parti d’Italia. Un modio corrisponde a 6,5 Kg. Il consumo medio di farina a persona era di circa 4 modii al mese, molto elevato, ma il pane costituiva la parte principale della dieta. Con un modio di farina si producevano circa 15-20 pani. www.lamoneta.it PREZZI E STIPENDI 7 Prezzi a Pompei nel 79 dC 1 modio farina - 1 denario 1 Kg pane - 1/8 denario ½ litro vino - ¼ denario 1 piatto - 1/8 denario Prostituta - ½ denario Lampada olio - 1/8 denario Tunica - 3 denari Mulo - 125 denari Schiavo - 625 denari Piccolo crimine - 6 denari Da Pompei sono riemersi i registri di un bancario, Iucundus, dal quale abbiamo appreso molte informazioni interessanti sull’andamento dell’economia e degli scambi nel I secolo D.C. - Il reddito di un’azienda agricola di medie dimensioni (100 jugeri) era di 10.000- 20.000 sesterzi l’anno. - Il valore di un terreno agricolo per compravendita era di 5.000 sesterzi a jugero. Dall’archivio di Jucundus è emersa un’attività di prestito così suddivisa: 12% prestiti per cifre inferiori a 1000 sesterzi 48% prestiti compresi tra 1000 e 5000 sesterzi 24% prestiti compresi tra 5.000 e 10.000 sesterzi 16% prestiti per cifre superiori a 10.000 sesterzi Jucundus, prestava danaro o anticipava soldi a mercanti. I beni scambiati: partite di lino, legnami, schiavi. www.lamoneta.it PREZZI E STIPENDI 8 Il costo del danaro - Il tasso d’interesse annuo per un prestito era del 12% (ridotto al 4% per persone illustri) - Il semplice deposito non fruttifero non era sottoposto a tassazione. Costi di alcuni generi di consumo nella metà del III secolo dC Metà III secolo DC Prezzo in Antoniniani Una rete da pesca 14 Una nassa 6 Barca da pesca 186 Pentola di terracotta 3 Lampada ad olio 1 Una pagnotta di pane 1 1 sextarius di vino 4 Un capo di abbigliamento pesante 75 Stivali di pelle 20 Sandali /caligae 12 Una spada 60 Un asino 145 Un cavallo 250 Uno schiavo forzuto 800-1200 www.lamoneta.it PREZZI E STIPENDI 9 Prezzi nel 6° secolo dC VI secolo DC Prezzo 1 schiavo 20 solidi Verdura per minestra 5 folles 1 libbra di pesce 6 folles 1 pagnotta 3 folles (= metà paga giornaliera) 1 coperta di lana 1/25 solidus 1 mantello usato 1 solidus 1 asino 3-4 solidii 1 copia del Nuovo Testamento 3 solidii |
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#7 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Apr 2009
Messaggi: 348
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Forse il concetto che quizzarolo cerca di esprimere è che l'inflazione c'è sempre stata, ed è sempre stata alta, nel lungo periodo... ERGO, è meglio investire nel mattone subito prima che il valore del denaro venga falcidiato...
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#8 (permalink) |
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Breglia ti vede!
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Da wikipedia:
Le cause della crisi e della caduta dell'Impero furono sia interne che esterne. Cause interne [modifica] Le invasioni barbariche del II-VI secolo. Le cause interne furono varie: l'anarchia militare e i conflitti interni tra i vari pretendenti al trono nel III e nel IV secolo, che distrussero l'unità imperiale; la crisi economica con l'inflazione che salì a livelli altissimi e i commerci che diminuirono, indebolendo notevolmente l'apparato produttivo-sociale nei territori dell'impero; lo stato di abbandono e spopolamento, che costrinse inoltre molti imperatori ad apporre leggi che anticipavano il medioevo (come l'obbligatorietà dei cittadini a svolgere il mestiere dei loro padri); la perdita del carattere romano che secoli prima formò soldati disciplinati e induriti da mille battaglie, capaci di conquistare l'area mediterranea, ma che durante il periodo imperiale era progressivamente svanito al punto che gli stessi cittadini romani, se non volevano arruolarsi (come accadde con Stilicone) erano interdetti dagli stessi generali che preferivano rifornirsi nelle province (ciò ha generato inoltre un secolare dibattito riguardo la diffusione del cristianesimo, da un lato visto come colpevole di aver ulteriormente indebolito, con il suo pacifismo e la credenza in una vita dopo la morte, la combattività dei soldati romani, dall'altro ininfluente su di una società divenuta decadente e impoverita da sola se non anzi artefice di una maggiore unificazione fra la popolazione). Cause esterne [modifica] Per approfondire, vedi la voce Invasioni barbariche. Le cause esterne furono: le invasioni barbariche. I barbari si fecero sempre più pressanti: i germani pressavano sul limes renico e danubiano e spesso compivano incursioni e saccheggi in territorio romano, mettendo spesso in difficoltà l'esercito romano. Le modalità di questi scontri erano molto diverse da quelle di secoli prima, non si trattava più di grandi spostamenti di individui a piedi ma di rapidi attacchi condotti da soldati a cavallo, per i quali le legioni non potevano rispondere in tempo (causando diverse riforme, come quella di Costantino, per farvi fronte). Lo stesso fece la nuova Dinastia Persiana dei Sasanidi, che nel 224 aveva causato la caduta dell'agonizzante (ma un tempo potente) Regno dei Parti, e che sognava di restaurare l'antico Impero achemenide di Ciro, Cambise e Dario strappando ai Romani le province orientali. Nel III secolo l'Impero perse la Dacia (odierna Romania) e gli Agri Decumati (in Germania). Nel IV secolo la crisi si stabilizzò ma nel V secolo l'occidente romano crollò; i vari popoli germanici (Vandali, Suebi, Alemanni, Visigoti, Ostrogoti ecc.) conquistarono vaste zone dell'Impero (Gallia, Spagna, Africa, Britannia) riducendo l'Impero d'Occidente a Italia e Dalmazia. E fu proprio un barbaro, il re degli Eruli Odoacre, a deporre l'ultimo imperatore d'Occidente, Romolo Augusto, ponendo formalmente fine all'Impero romano d'Occidente. ![]() ![]()
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Member
Data registrazione: Sep 2007
Messaggi: 2,123
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Roma è stata grande fino a quando la sua moneta "valeva" ed era accettata da tutti, ovviamente vale anche il viceversa, le due cose sono inscindibili.
Con la crisi del III secolo D.C. la moneta diventa di rame, non vale più niente e la gente torna al baratto, il medioevo è cominciato, una serie incredibile di sconvolgimente faranno collassare l'impero nei successivi 2 secoli. Tornando a noi, l'analogia con gli Usa sono impressionanti, quando il $ si trasforma in m.erdollaro e nessuno sa più quanto valga realmente non c'è più niente da fare, serie incredibile di sconvolgimente ecc ecc...... Per quanto riguarda le case, quando la sede dell'impero fu trasferita da Roma a Milano nel 285, le case di Roma non valevano più una cippa, forse i più non sanno che ci fu addirittura un anno,mi pare il 542, in cui la città di Roma rimase completamente disabitata essendo tutti gli abitanti morti o fuggiti a causa delle devastazioni delle guerra Greco Gotica (535/553 D.C.) Chissà se nell'antichità nei contratti d'affitto era prevista la risoluzione a causa di Vandali che ti entrano dentro casa e ti fanno a pezzi a colpi di scramax? |
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