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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 109
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nuovi trend: comprarsi una camera d'hotel
da idealista.it:
“complici l’euro forte e il calo delle quotazioni immobiliari, torna la voglia di comprare casa all’estero. (…) per chi invece dispone di una cifra limitata, la nuova tendenza è quella dell’acquisto di una camera d’albergo” ![]() qualcuno mi sa dire qualcosa di più?
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#3 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 109
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sì, pure a me...
però volevo saperne di più su questa tendenza. tipo: quali sono le località in cui "tira" di più? quanto si paga per una camera d'hotel a vita? e una volta acquistata, per quanto è possibile occuparla? una settimana/anno o più?
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#4 (permalink) | |
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cav. De Coccius
Data registrazione: May 2009
Messaggi: 13,938
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Citazione:
L'idea era quella di condividere l'affare con l'albergo acquistando la camera e dividendo i profitti. Mi e' sembrata l'unica cosa peggiore dell'acquisto in multiproprieta', un modo per monetizzare parte dell'albergo in zone poco appetibili. Non lo considero un affare per chi acquista. |
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#6 (permalink) |
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cav. De Coccius
Data registrazione: May 2009
Messaggi: 13,938
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Negli Stati Uniti spopola la formula «Condo-hotel»
Marco Valsania L'albergo non solo per passare le vacanze, ma anche come seconda casa e, soprattutto, opzione per investire. Nella caccia a nuove opportunità immobiliari gli americani stanno facendo incetta di camere d'hotel, oppure di frazioni di proprietà alberghiere. E le grandi catene dell'ospitalità, sempre più, offrono ai clienti soluzioni non tradizionali: i cosiddetti condo-hotel, dove le stanze sono in vendita, e la possibilità di fractional shares, di acquistare una quota in nuovi residence. Ma se il fenomeno ha dato sbocco alla domanda di abitazioni in aree prestigiose e con scarse nuove costruzioni e prezzi troppo elevati per normali immobili, il suo futuro quale investimento di successo rimane in dubbio. Non pochi analisti invitano alla cautela quando si tratta del rendimento di queste scommesse. Spesso la rivalutazione delle nuove soluzioni immobiliari è simile a quella di case tradizionali, ma i loro costi, in rapporto alle dimensioni, sono più alti. Uno dei segreti è la scelta di località e strutture alberghiere con sicura capacità di attrazione. Uno dei rischi, la crisi o il declino della società. Rispetto ai fractionals, dove le proprietà è abitualmente divisa da un minino di quattro fino a un massimo di 13 investitori, l'acquisto di vere e proprie stanze ha il vantaggio di garantire al proprietario anche una percentuale delle entrate del l'albergo quando affitta la camera. La cessione, infatti, prevede un numero massimo di pernottamenti del proprietario nella sua stanza, mentre per il resto del tempo è l'albergo che la gestisce cedendo però tra il 30% e il 60% degli introiti. Le perplessità sul valore di investimento non hanno tuttavia frenato lo sviluppo dei nuovi condo-hotel e dei fractionals alberghieri, in parte stimolati dai grandi marchi, quali Marriott e la controllata Ritz Carlton, quelli del gruppo Starwood, Wyndham, alla ricerca di nuovi fondi per progetti di espansione. Da Las Vegas a Miami fino alle montagne del Colorado, nell'ultimo anno sono scattati almeno 105 progetti di condo-hotel con 29.042 stanze da mettere in vendita. Il loro prezzo varia, da 250mila dollari a tre milioni, come le loro dimensioni, da minuscole camere a suite con tre stanze. I progetti di "fractionals" in cantiere, da parte loro, sono almeno 249, compresi i Caraibi e il Canada, in aumento del 39% rispetto al 2005. Oltre 40mila famiglie americane di reddito medio alto, pari all'1% di chi guadagna almeno 200mila dollari l'anno, avrebbero investito in queste opzioni, generando vendite per 1,65 miliardi di dollari l'anno scorso, in rialzo del 30% sul 2005. Un fenomeno in espansione pur se non al livello del più popolare e molto meno costoso time share, dove a disposizione è soltanto il tempo di utilizzo della proprietà, che vale complessivamente dieci miliardi l'anno. Tra gli esempi d'avanguardia della nuova tendenza si contano progetti a Manhattan: Starwood ha trasformato due piani del suo albergo di lusso St. Regis, sulla Quinta Avenue, in franctional messi in vendita tra 300mila e 750mila dollari. Gli acquirenti potranno stare nelle 22 unità, da monolocali a suite di tre stanze, fino a un massimo di 28 giorni l'anno. Sempre a New York l'albergo The Carlyle vende appartamenti con prezzi intorno a 1,5 milioni. Ad Aspen, in Colorado, uno dei recenti casi di maggior successo, Residences at the Little Nell, ha visto la quota di un ottavo in un fractional di tre stanze conoscere ripetute rivalutazioni fino a raggiungere il valore di 1,5 milioni di dollari. |
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#9 (permalink) |
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juvenes dum sumus
Data registrazione: Jan 2009
Messaggi: 10,745
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Beh... la multiproprietà alberghiera è storia vecchia. Da me è venuta persino una consulente di Domina vacanze
http://www.domina.it/it/home/home.aspx Non so, bisogna valutare bene. Per me in linea di principio la comproprietà di qualcosa non è un'idea sbagliata Sono i costi accessori che ci girano intorno che mi lasciano perplesso |
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