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cav. De Coccius
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Rinnovamento edilizio
(liberamente estratto da Romagnaoggi.it)
Ravenna: risparmi nelle spese di funzionamento degli uffici, un piano triennale 18 luglio 2009 - 21.24 omissis Immobili Il patrimonio del Comune di Ravenna utilizzato come Edilizia residenziale pubblica, di gestione Acer, è oggetto di reinvestimento delle risorse derivante dai proventi dei canoni per effettuare interventi di manutenzione e ripristino degli alloggi da riassegnare. Le misure di razionalizzazione di tale patrimonio verranno attuate sia mediante interventi di adeguamento per migliorare le caratteristiche del risparmio energetico con conseguente riduzione delle spese di gestione che attraverso la vendita degli appartamenti dismessi adottando prezzi di vendita rapportati ai valori di mercato. I proventi di tali dismissione sono finalizzati all'incremento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Altre novità riguardano la ricollocazione degli uffici comunali in complessi immobiliari sono in fase di costruzione e/o restauro. Ciò faciliterà sinergie e relazioni fra gli uffici stessi, limitando i tempi di spostamento fra una sede e l'altra del personale e dell'utenza, con ricadute positive sul traffico e sull'ambiente. Tale riorganizzazione ha come obiettivo il raggiungimento delle economie di scala nella gestione ordinaria degli uffici, in particolare riduzione delle spese di gestione grazie alla diminuzione dei costi derivanti da affitti e quello di liberare immobili di proprietà comunale di elevato valore economico così da poterli alienare sul mercato a compensazione dei costi per le nuove costruzioni. Gli interventi principali si possono riassumere come segue: · costruzione di un complesso di uffici pubblici da realizzare in accordo con ARPA nell'area di proprietà comunale situata in Via Berlinguer · completamento dei lavori di restauro dell'immobile di proprietà comunale situato in Via Massimo d'Azeglio ex Palazzo di Giustizia e trasferimenti in questo immobile di alcuni uffici comunali · completamento degli interventi di consolidamento statico del Palazzetto Anagrafe e trasferimento in questi spazi di alcuni uffici comunali · avvio delle attività legate alla realizzazione della nuova caserma della Polizia Municipale, che prevede la dismissione del complesso immobiliare di proprietà comunale attualmente utilizzato come caserma. · razionalizzazione del contratto in essere per l'immobile destinato ad ufficio dei giudici di pace omissis |
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cav. De Coccius
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Nomisma: "Italiani disposti a spendere di più per case efficienti"
da zeroemission.tv
20 luglio 2009 – Pannelli solari, fotovoltaico, isolamento termoacustico per migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione? Sì grazie. Anche a costo di spendere dal 10 al 15 per cento in più per l’acquisto di una casa costruita con questi criteri. E questo nonostante la crisi economica che ha determinato l’anno scorso una battuta di arresto per il mattone. Parola di Gualtiero Tamburini, presidente di Nomisma, che cita un'indagine motivazionale condotta in occasione della stesura del II Rapporto 2009 dell’Osservatorio sul mercato immobiliare. “Questo dato – ha detto Tamburini nel corso di una conferenza stampa – è confermato dalle imprese di costruzione, che accertano una crescita della domanda se vengono costruiti immobili con criteri legati al rispetto ambientale e al risparmio energetico. Ciò soprattutto grazie agli incentivi statali e agli sgravi fiscali”. Intanto, secondo il Rapporto dell'istituto di ricerca che ha sede a Bologna, in un quadro di incertezza del sistema economico e finanziario nazionale ed internazionale, si riaccende l’interesse nei confronti dell'investimento nel mattone: la percentuale di famiglie che si dichiara interessata ad acquistare un'abitazione nel prossimo biennio si attesta sul 14,6 per cento (circa 3,5 milioni di famiglie che salgono a oltre 7 se si aggiungono anche quelle "poco interessate"), a fronte delle 700mila compravendite stipulate nell'ultimo anno. Per il rapporto Rapporto, i prezzi fanno registrare una flessione nel primo semestre 2009 del 2,5 per cento (che fa seguito alla riduzione dell'1 per cento della fine del 2008) e che si traduce nel -3,5 per cento su base annua (-4,4 per cento al netto dell'inflazione). 7 milioni di famiglie italiane lo vorrebbero ... |
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cav. De Coccius
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Piano casa: Wwf, efficienza ambientale o nuova speculazione edilizia
21-07-09
(ASCA) - Roma, 21 lug - Il ''Piano casa'' varato dal Governo deve contenere criteri di efficienza ambientale, altrimenti si rischia uan nuova speculazione edilizia. Lo afferma il Wwf in una nota. ''Vedremo cosa conterra' esattamente il provvedimento del Governo e quantificheremo in termini di cubature e occupazione di suolo l'impatto del piano sul territorio - ha detto il Wwf -. Sin da ora pero' affermiamo che dirimente sara' l'attenzione posta sulle modalita' con cui le cubature verranno realizzate. Anche l'edilizia popolare deve infatti garantire parametri di efficienza ambientale. Come gia' in Germania e in alcune (troppo poche finora) parti d'Italia, tutte le nuove costruzioni devono infatti rispondere a precisi parametri di efficienza energetica che consentano la riduzione dei consumi sia per riscaldamento che per il raffreddamento dell'edificio. Le nuove tecniche di costruzione possono poi consentire anche un significativo risparmio idrico e possono prevedere a seconda dei materiali utilizzati anche un rispetto ambientale valutato in tutto il ciclo produttivo delle varie componenti che costituiscono l'edificio''. ''E' inoltre opportuno - aggiunge il Wwf - che ogni nuova costruzione preveda un corretto insediamento urbanistico, garantendo un facile accesso ai mezzi pubblici di trasporto e prevedendo un adeguato numero di posti macchina coperti per ridurre l'effetto lamiera che ormai caratterizza tutte le strade delle nostre citta'''. ''Se questi elementi di attenzione non sono garantiti - conclude il Wwf - anche questo piano rischia di trasformarsi nell'ennesima speculazione edilizia''. com-sen/mcc/bra |
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cav. De Coccius
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Il nuovo affare nell'edilizia: lo smaltimento immobili
(liberamente estratto da EcodalleCitta)
... omissis ... INERTECH Il Salone sulle Demolizioni e il Riciclaggio nel Mondo delle Costruzioni, giunto alla sua terza edizione ed organizzato da Rimini Fiera e da Edizioni PEI, si colloca con un’area di 4.000 mq per proporre macchine e tecnologie per la demolizione, il riciclaggio dei materiali da C&D e il loro reimpiego. Si tratta di un settore che nel 2007, secondo l’indagine Prometeia presentata proprio ad Ecomondo, promossa da Rimini Fiera e da Edizioni Pei con il contributo di NAD-Associazione Italiana delle Imprese di Demolizioni, ha prodotto 57 milioni di tonnellate di rifiuto. Una mole enorme, in grado secondo gli esperti di coprire, una volta recuperata e trattata, il 50% della domanda delle costruzioni edili. Il biennio 2009-2010, pur complicato dalla crisi economica che ha visto protagonista il mondo delle costruzioni, non modificherà il quadro generale. Nel 2010 si prevede che il rifiuto da demolizione di immobili scenderà a 52 milioni di tonnellate, ma resta intatta la potenzialità di materiale che se convertito alla logica del recupero e trattamento può offrire prospettive straordinarie di reimpiego. INERTECH 2009 vedrà ad Ecomondo il debutto di NAD-Associazione Italiana delle Imprese di Demolizioni, che oltre ad una presenza istituzionale nell’area espositiva proporrà anche un convegno sulle tematiche del rifiuto da demolizione. NAD è stata costituita nell'aprile 2003, dalle nove maggiori imprese italiane del settore con il proposito di essere punto di riferimento per l’intero comparto della demolizione ed oggi conta 22 aziende associate. NAD fa capo a Federvarie, Federazione aderente a Confindustria ed è associata all’EDA (European Demolition Association). “La presenza di NAD a Ecomondo/Inertch – spiega l’Associazione - rappresenta l’opportunità per mettere in evidenza le tematiche per le quali da sempre NAD svolge opera di sensibilizzazione, relative alla sicurezza nei cantieri e alla necessità di una legislazione dedicata all’intero comparto che riconosca l’alta professionalità delle imprese”. INERTECH ha costituito un tavolo tecnico che riunisce i principali attori dell’imminente attuazione del ‘Piano casa per quel che concerne la sezione ‘Abbattere per ricostruire’: Ance, Regioni, Nad e le principali associazioni di produttori ed importatori di macchine per la demolizione e il riciclaggio, nonché l’associazione italiana Aneplaa ed europea Uepg degli operatori che si occupano del trattamento dei rifiuti da costruzione e demolizione. Punto di riferimento un convegno in programma il 30 ottobre, proprio sul tema ‘abbattere per ricostruire’, le opportunità e i vincoli di un piano di demolizione e riciclaggio. ... omisiss ... |
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cav. De Coccius
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Il tetto verde in Comune
28/07/2009
Edilizia sostenibile comunale Un tetto verde in comune tra condomini diventa una piazza urbana al nono piano di una casa popolare. A Cinisello Balsamo il Comune ha fatto da pioniere in un progetto pilota. Un intervento di edilizia sostenibile popolare a committenza pubblica, per recuperare i sottotetti di due palazzoni di edilizia popolare, ha fatto diventare il quartiere un itinerario di visita per progettisti da tutto il Paese. Le leggi regionali sul recupero dei sottotetti hanno norme e vincoli molto diversi da territorio a territorio. In questo caso i tetti da recuperare erano quelli di due casermoni classici senza qualità architettonica alcuna. L’obiettivo era intervenire con una riqualificazione edilizia recuperando sulle coperture quello spazio che a terra scarseggia sempre più, e provando a sperimentare la costruzione di villette con giardino sul tetto. Ne è nato un progetto dalla storia tormentata, a causa del cambio d’ impresa in corso d’opera, che però, in conclusione, non mostra di avere sofferto più di tanto dal prolungamento dei tempi di realizzazione. Anzi, il fatto che alcune cose siano state lasciate incompiute dai costruttori, ha fatto sì che gli abitanti abbiano portato a termine in maniera personalizzata e coinvolgente i lavori nelle loro case. Ne è nato un esempio unico di villaggio in alta quota cittadino. Sulle coperture dei due palazzi infatti si rincorrono tante piccole villette a schiera con tetto verde a giardino, munite di scaletta per raggiungerlo e di capanni per il ricovero degli attrezzi. La copertura a tetto verde è una scelta progettuale vincente in un clima umido e afoso come quello milanese. E’ anzi, l’unico tipo di tetto che garantisce l’isolamento perfetto, soprattutto estivo, dalla calura del surriscaldamento e d’inverno impedisce che attraverso la copertura si disperda il calore accumulato all’interno. Le intere villette sono state pensate con criteri di edilizia sostenibile, con l’uso di materiali, come il metallo e il legno, che rientrano nella filosofia di approvvigionamento naturale delle materie prime, e alcuni inquilini hanno provveduto anche a montare un sistema di pannelli fotovoltaici in aiuto delle fonti energetiche tradizionali. Tutto secondo i canoni quindi della edilizia sostenibile più corretta. Ma in questo progetto c’è qualcosa di più. C’è il recupero di una dimensione perduta, c’è la volontà di ricostruire le proprie radici rurali a partire dal cielo. La vita di comunità è infatti stata riscoperta dagli abitanti di questo strano paesino sospeso, collegati nelle loro casette da corridoi e camminamenti che fatalmente li portano a incontrarsi, a fare percorsi assieme, a essere d’estate vicini di amaca e di grigliata. Questa convivenza apparentemente forzata dall’edilizia, in realtà è nata spontaneamente assecondata dagli spazi. E’ proprio questa dimensione che rappresenta la vera riqualificazione dei palazzoni popolari: riproporre uno stile di convivenza e condivisione che potrebbe con successo essere riproposta all’infinito, con risultati socialmente sorprendenti, sulle infinità di metri quadri di tetti senza qualità del nostro contadino Paese. di Gemma Sinibaldi su: wwww.megliopossibile.it |
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cav. De Coccius
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CUBOTTO, 1° prototipo italiano di edificio con tecnologia stratificata a secco
da edilone
Un prototipo frutto della convenzione di ricerca, avviata nel 2007 tra il Dip. di Ingegneria Civile del Territorio, dell'Ambiente e Architettura dell'Università degli Studi di Parma, il Consorzio esi, Saint-Gobain PPC Italia e Celenit. Tale convenzione permetterà l’analisi di soluzioni nell’applicazione di sistemi di “tecnologia stratificata a secco” per l’edilizia civile. Tramite Cubotto il progetto Esi si propone di elaborare tipologie di abitazioni attuali e in sintonia con i nuovi modelli d’uso dell’edilizia residenziale, sviluppando il tema dell’evoluzione tipologica nelle nuove costruzioni. Cubotto, prototipo italiano di edificio sostenibile realizzato con tecnologia stratificata a secco, rappresenta uno dei passi fondamentali e concreti per la raccolta di dati e potenzierà l’efficacia dei modelli e dei pannelli che sono già in commercio o che verranno prodotti in futuro. L’obiettivo è quello di accertare scientificamente i plus della tecnica a secco, valutandone prestazioni statiche, tecnologiche, ambientali, di risparmio energetico ed economico. Situato all’interno del Campus Universitario di Parma, Cubotto è un edificio in scala 1:1 ed è composto da due locali a piano terra e un altro al secondo piano per disporre di una parete esterna ventilata di 6 metri di altezza. E’ realizzato con tecnologia ibrida (gli orizzontamenti sono in getti CA), con telaio in legno e pannelli di tamponamento in cemento fibra, due strati di fenolico rifiniti interamente in gesso rinforzato. La costruzione è dotata di sensori, tarati sul protocollo di verifica messo a punto dal gruppo di ricerca, che permetteranno di condurre indagini termografiche e verifiche igrometriche, di trasmittanza, smorzamento e sfasamento, per integrare le verifiche di calcolo con quelle sperimentali e avviare un processo informativo dal cantiere, alla produzione, al progetto: il contrario, cioè, di quanto avviene oggi. L’edificio ha l’aspetto di una casa tradizionale in muratura; è infatti intonacato internamente e rivestito esternamente, con la differenza che i materiali usati consentono risparmi considerevoli e un comfort maggiore, senza al contempo rinunciare alle qualità tecniche tradizionali. I prodotti utilizzati sono di derivazione industriale - di alta qualità e certificati - e consentono una grande libertà di espressione architettonica ed estetica, libera da vincoli di sistemi prefabbricati. Entrando in Cubotto ci si rende subito conto del comfort abitativo che può garantire un edificio realizzato con queste tecniche costruttive e tali materiali. Cubotto infatti, pur non essendo dotato di alcun impianto di climatizzazione, riesce a mantenere sempre una temperatura interna gradevole, in presenza di forte caldo o freddo esterno. Ciò è reso possibile anche grazie alla parete ventilata che permette la circolazione dell’aria all’interno. All’Università degli Studi di Parma ed in particolare al Dipartimento di Ingegneria Civile, dell’Ambiente, del Territorio e Architettura, è stata richiesta un’approfondita ricerca su questa tecnologia, che ha come obiettivo quello di accertare scientificamente i plus della tecnica a secco, valutandone prestazioni statiche, tecnologiche, ambientali, di risparmio energetico e di convenienza economica. Le misurazioni intermedie hanno fornito degli ottimi risultati sotto tutti gli aspetti considerati. I dati finali verranno presentati entro la fine del 2009 e permetteranno di dare validazione scientifica all’idea costruttiva alla base del Progetto Esi. Il progetto Cubotto ha da subito attirato l’attenzione per il suo carattere innovativo e la sensibilità nei confronti dell’ambiente. Nel giugno 2007 la Bergamaschi Costruzioni ha ricevuto il Premio “Ambiente e Innovazione” promosso e organizzato dall’Istituto Nazionale di Bioarchitettura - Inbar sezione di Parma - per il senso di responsabilità verso l’ambiente; Saint-Gobain PPC e Celenit hanno ricevuto una menzione speciale nella categoria “Produttore”. E’ stato quindi riconosciuto l’impegno di coloro che nel processo edilizio pongono la questione della sostenibilità e compatibilità ambientale al centro della propria attività. Dimensioni: Ingombro in pianta (coincidente con le dimensioni del piano terra) 7,12 m X 3,7 m Dimensioni primo piano 3.7 X 3,7 La costruzione stratificata a secco prevede tre stadi funzionali: Involucro esterno Struttura Involucro interno La tecnologia stratificata a secco ha molti vantaggi rispetto alla tradizionale tecnica a umido. I vantaggi in breve: Sostenibilità economica Sostenibilità ambientale Risparmio energetico Riduzione tempi di cantiere Flessibilità di progettazione e assemblaggio Leggerezza Comfort abitativo. Esteticamente Affermano i produttori - una casa costruita con tecnologia stratificata a secco o sistema S/R (Struttura/Rivestimento) è uguale ad una costruzione tradizionale e garantisce le stesse possibilità creative nella progettazione architettonica. pubblicato il 21 luglio 2009 |
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cav. De Coccius
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La casa low cost costruita in fabbrica.
da mondocasablog
La risposta industriale al tema dell’ Housing Sociale e delle residenze speciali (temporanee, per studenti, ecc.) 28. Agosto 2009, 5:00 È stato presentato a Milano RDB CASA, un innovativo e flessibile sistema aperto di edilizia residenziale industrializzata, con un risparmio sull’ edilizia tradizionale superiore al 30%, e frutto della collaborazione tra RDB (il maggior gruppo industriale italiano nella progettazione, produzione e installazione di sistemi e strutture prefabbricate e componenti per edilizia) e un gruppo di partner, quali Borio Mangiarotti, Botta S.p.A., Mangiavacchi Pedercini, Mazzalveri & Pomelli e Caputo Partnership per l’ architettura. RDB CASA rappresenta un’ innovativa alternativa ai sistemi tradizionali di costruzione e offre un sistema aperto, flessibile ed energeticamente efficiente. Il sistema consente un’ adeguata risposta industriale al tema dell’ Housing Sociale e delle residenze speciali (temporanee, per studenti, ecc), ma non solo; la sua flessibilità è pensata anche per favorire la migliore integrazione edilizia in contesti di carattere metropolitano, in aree di espansione urbana, in territori con caratteri di forte sensibilità e criticità ambientale. È quindi adatta anche allo sviluppo di insediamenti turistico - ricettivi in contesti di particolare pregio paesaggistico. È fondato essenzialmente sulla combinazione di sei famiglie di componenti: strutture portanti, corpi scale e ascensori, tamponamenti perimetrali ciechi e trasparenti, tamponamenti e divisori interni, impianti, componenti di finitura. L’ articolazione degli elementi e la loro diversa coniugazione garantisce un prodotto razionale, economico, ma perfettamente controllato in ogni aspetto per rispondere con qualità ai più diversi fabbisogni abitativi: i principi strutturali e costruttivi garantiscono un alto tasso di razionalità tipologica e di economia dello spazio tanto da ottimizzare il rapporto qualità - costo già a partire dalle realizzazioni più contenute. L’ assetto strutturale e compositivo degli edifici si basa principalmente su due insiemi: strutture portanti, costituite da sistemi modulari di travi e pilastri, e strutture di controventatura, rappresentate dai corpi scale ascensori e dai solai, integrati dai getti di completamento. Alla flessibilità tipologica e morfologica corrisponde una flessibilità figurativa. I pannelli di tamponamento ciechi, modulari e proposti in una vasta gamma dimensionale, sono previsti con numerosi e diversificati trattamenti di finitura. Questi sono volti a caratterizzare gli edifici sia in relazione al contesto in cui saranno inseriti, sia sul piano delle scelte morfologiche e figurative che potranno essere assunte di volta in volta. I pannelli trasparenti, costituiti dai serramenti, sono realizzati in alluminio preverniciato; modulari e previsti nella tipologia a porta finestra, sono addizionabili sino ad un massimo di tre moduli ed attrezzabili con differenti sistemi di oscuramento e dotazioni di comfort quali tapparelle avvolgibili, tende a rullo, zanzariere, brise soleil, ecc. Il sistema costruttivo individuato consente la flessibile realizzazione di edifici in linea, ad angolo, a pettine, a corte ed a torre, che possono svilupparsi da uno a dieci livelli fuori terra; la modularità individuata rende integrabili tra loro, anche nello sviluppo del medesimo edificio, diversi assetti per ciascun corpo di fabbrica. Questo è previsto in tre dimensioni modulari in modo da potersi adattare con semplicità alle diverse esigenze abitative ed alle caratteristiche del contesto in cui l’ edificio deve essere inserito. Un ulteriore aspetto che concorre alla flessibilità figurativa del sistema è costituito dalla copertura degli edifici, che può essere piana o a due falde asimmetriche; nel primo caso può alloggiare un pergolato tecnologico strutturato per ospitare, oltre alla presenza di verde rampicante, pannelli solari o fotovoltaici, che nel secondo possono essere installati sulla falda più favorevolmente orientata. La morfologia del volume è ulteriormente arricchita dal sistema di serre e giardini d’ inverno che può interessare sia i balconi sia le coperture piane, integrando le dotazioni tecnologiche descritte e generando un articolato e funzionalmente innovativo coronamento dell’ edificio. Il sistema progettato, composto da qualità edilizie ed impiantistiche, conferisce agli edifici le condizioni tali per cui questi risultano appartenenti alla Classe Energetica A, a cui corrisponde, in termini di risparmio energetico, un minor costo di gestione di circa il 75% di un equivalente edificio di fascia qualitativa medio / alta. Il sistema di industrializzazione consente una sensibile contrazione in termini realizzativi, tanto che è stata stimata una riduzione del 40% circa dei tradizionali tempi esecutivi. |
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cav. De Coccius
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Verifica straordinaria per gli ascensori
09/09/2009
Interventi per il miglioramento della sicurezza Il 1° settembre 2009 è entrato in vigore il Decreto 23.7.09 del Ministero dello Sviluppo economico "Miglioramento della sicurezza degli impianti ascensoristici anteriori alla direttiva 95/16/CE", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.189 del 17 agosto 2009. L’obiettivo, rientrante nel più vasto piano di rilancio dell’edilizia, è quello di adeguare allo stesso livello di sicurezza tutti gli ascensori in esercizio sul territorio italiano, molti dei quali obsoleti. Il decreto prevede, infatti, interventi sugli ascensori installati e posti in esercizio prima del 1999, da attuarsi in modo selettivo in funzione della situazione di rischio riscontrata su ogni impianto. Destinatari del provvedimento sono: - proprietari degli impianti, amministratori, associazioni di piccoli proprietari immobiliari; - imprese che effettuano manutenzione, riparazione e ammodernamento di ascensori; - ASL e Ispettorato del lavoro Valutazione dei rischi presenti sugli ascensori Per valutare la situazione di rischio, sulla base delle norme di buona tecnica più recenti, come UNI EN 81 – 80, il proprietario o il suo legale rappresentante deve richiedere e concordare una verifica straordinaria dell’impianto. La verifica straordinaria va fatta: - entro il 1 settembre 2011 per gli ascensori installati prima del 15 novembre 1964 - entro il 1 settembre 2012 per gli ascensori installati prima del 24 ottobre 1979 - entro il 1 settembre 2013 per gli ascensori installati prima del 9 aprile 1991 - entro il 1 settembre 2014 per gli ascensori installati prima del 24 giugno 1999 L’onere per l’esecuzione dell’analisi e la valutazione dei rischi è a carico del proprietario dell’ascensore. Fonte: Governo italiano |
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cav. De Coccius
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Gare di ingegneria e di architettura: i bandi calano del 13,6%
da edilio.it
14 settembre 2009 Osservatorio mensile sulle gare di ingegneria e di architettura Ancora flessione in agosto In forte crescita gli appalti misti Tratto da Oice, l'associazione delle organizzazioni di ingegneria, di architettura e di consulenza tecnico-economica In agosto torna la depressione nel mercato pubblico dei servizi di ingegneria e architettura. Secondo l'aggiornamento mensile al 31 agosto dell'Osservatorio OICE-Informatel, le gare del settore indette nell'ultimo mese sono state 310 (di cui 53 sopra soglia) per un importo complessivo di 45,2 milioni di euro (32,1 sopra soglia). Il confronto su base annua, cioè riferito ad agosto 2008, vede scendere il numero dei bandi del 13,6% (+1,9% sopra soglia e -16,3% sotto soglia) e il loro valore del 3,3% (+1,4% sopra soglia e -13,0% sotto soglia). Rispetto al precedente mese di luglio la flessione in valore è stata del 29,15%. Nei primi otto mesi sono state indette 2.749 gare (378 sopra soglia) per un valore di 471,7 milioni di euro (357,3 sopra soglia). Il confronto con i primi otto mesi del 2008 risulta negativo: il numero delle gare si riduce del 10,9% (-0,5% sopra soglia e -12,3% sotto soglia) e il loro valore scende del 3,6% (+0,3% sopra soglia e -14,1 sotto soglia). Continuano a crescere i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate: in base agli ultimi dati raccolti in agosto il ribasso medio sul prezzo a base d'asta per le gare indette nel 2008 è stato del 34,7% e il ribasso più elevato ha raggiunto il 72% in una gara della Provincia di Padova (affidamento dell'incarico professionale di coordinamento per la sicurezza in fase di esecuzione dei lavori di costruzione del nuovo liceo classico, scientifico e linguistico "G.B.Ferrari" di Este). “L’estate conferma i timori che la ripresa sarà piuttosto lenta - ha dichiarato il presidente OICE Braccio Oddi Baglioni - e le prospettive dei prossimi mesi non sono incoraggianti. Tant’è che appare forse anche ottimistico, in questo momento, parlare di ripresa. Le preoccupazioni permangono e si accentuano se si guarda anche all’insufficienza degli interventi normativi adottati in settori importanti come, ad esempio, la finanza di progetto: la reintroduzione del diritto di prelazione a favore del promotore non ha dato alcun risultato, non ha determinato alcun rilancio, fino al punto che in questi ultimi mesi anche le amministrazioni hanno iniziato a ridurre gli avvisi con i quali sollecitano proposte da parte dei privati. Se questo è il quadro - ha continuato Braccio Oddi Baglioni - occorre cercare di non ritardare più altri interventi che vengono sempre rinviati, ad esempio l’emanazione del regolamento del Codice dei contratti pubblici, come l’OICE chiede ormai da tempo, che potrebbe almeno porre un freno ai ribassi anomali nelle gare di progettazione e alla scandalosa disomogeneità dei comportamenti delle stazioni appaltanti che, a loro volta, determinano contenzioso e ritardi che certamente non aiutano l’eventuale e auspicata ripresa del settore.” L'analisi territoriale delle gare nei primi otto mesi, rispetto allo stesso periodo del 2008, consente di verificare come la tendenza recessiva registrata a livello nazionale sia distribuita in maniera diversa nelle grandi aree geografiche del Paese: in forte ribasso il Nord Ovest (-18,1% in numero e -22,4% in valore), il Centro (+16,6% in numero e -5,2% in valore); stabili il Nord Est (-0,6% in numero e +1,1% in valore) e il Meridione (-18,5% in numero e +2,9% in valore); in crescita le Isole (-11,3% in numero e +15,0% in valore). Da solo il crollo del Nord Ovest, cioè Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, vale circa 23 milioni di euro, quasi il 5% dell'intero mercato. Il numero delle gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria, passato da 380 del gennaio-agosto 2008 a 378 dell'analogo periodo di quest'anno, mostra una certa stabilità, ancorché in leggera flessione (-0,5%). Nell'insieme degli altri partner dell'Unione Europea la domanda di servizi di ingegneria e architettura presenta una riduzione più evidente (-6,5%). L'incidenza del nostro Paese continua, comunque, ad attestarsi su un modesto 3,5% (Francia 35,9%, Germania 12,3%, Spagna 11,0%, Polonia 5,5%, Gran Bretagna 5,2%, ecc.). La domanda indiretta di progettazione, che si esprime attraverso le gare per affidamento congiunto di lavori e servizi di ingegneria, mostra invece nei primi otto mesi dell’anno una evoluzione tendenziale in forte crescita in valore. Sono 754 le gare pubblicate, per un importo complessivo accertato di 15.173 milioni di euro, cioè più del doppio rispetto al 2008 (+103,2%), mentre in numero l’incremento è del 10,6%. Da segnalare la gara di project financing pubblicata da Roma Metropolitane srl per la progettazione, realizzazione e gestione della linea 'd' della metropolitana di Roma, con un importo di 2.128 milioni di euro. In dettaglio nei primi otto mesi del 2009 risultano bandite: - 97 gare di project financing (ex artt. 37 bis e quater L.109/94) per un importo di 3.280 milioni di euro, rispetto al 2008 -15,7% in numero e -16,8% in valore; - 189 gare per concessioni di costruzione e gestione (ex art. 19 L.109/94) per un importo di 6.932 milioni di euro (+40,4% in numero e +961,6% in valore); - 412 gare per appalti integrati per un valore di 3.209 milioni di euro (+5,4% in numero e +37,9% in valore); - 52 gare di appalto concorso per un valore di 392 milioni di euro (-10,3% in numero e +22,3% in valore); - 4 gare di general contracting per un valore complessivo di 1.360 milioni di euro, mentre una sola gara era stata rilevata nei primi otto mesi del 2008 con un valore di 222 milioni di euro |
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cav. De Coccius
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Dal 2018 nuovi edifici a 'emissioni zero'
da quotidianoimmobiliare
05/10/2009, 12:29 | Europa La nuova direttiva europea sull'efficienza energetica nel settore edilizio mira a predisporre gli strumenti perche' anche gli edifici facciano la loro parte nella lotta ai cambiamenti climatici ingaggiata dall'Unione europea. Dal 2018 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere 'a emissioni zero', ovvero dovranno produrre tanta energia quanta ne consumano. Le regole del Parlamento prevedono anche parametri di efficienza energetica per le ristrutturazioni, e obbligo di pubblicizzare il consumo delle installazioni domestiche. |
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