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Vecchio 14-07-09, 17:20   #1 (permalink)
cav. De Coccius
 
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Social Housing

La casa low cost ispirata ai mattoncini Lego
di Andrea Franceschi

da Il sole24ore
14 luglio 2009

Lo sblocco delle risorse per l'housing sociale (edilizia a canone agevolato). Ma anche gli incentivi per la demolizione di vecchi edifici e la ricostruzione nuovi, ad alta efficienza energetica. Le imprese edili scommettono sugli incentivi previsti dal piano casa per superare la crisi. E sviluppano soluzioni ad hoc. È il caso del progetto di casa low cost, prefabbricata ed ecosostenibile di Rdb, colosso dei prefabbricati industriali, al suo debutto nel mercato dell'edilizia residenziale.

«Il concetto è quello dei mattoncini Lego: pochi elementi, facilmente assemblabili tra loro, in grado di dare vita a tante soluzioni diverse» spiega l'architetto Paolo Caputo, che ha sviluppato il progetto. Il suo studio (Caputo Partnership), insieme ad altre aziende aziende italiane del settore, fa parte della newco che produrrà gli edifici residenziali con marchio Rdb Casa. Abitazioni prefabbricate, modulari, ad alto risparmio energetico. Non certo un'innovazione nel panorama italiano. Rdb casa però sarà la prima a produrle su grande scala, consentendo un notevole abbattimento del prezzo: ampiamente al di sotto dei 1000 euro al metro quadro per il modello base.

L'azienda si appoggerà alla solida rete produttiva della controllante. Rdb, primo gruppo in Italia nel settore dei prefabbricati industriali, ha sedici impianti con una capacità produttiva di circa 600mila metri quadri l'anno. Costi ridotti quindi, ma anche tempi di edificazione ridotti del 30, 40%. E infine un abbattimanto notevole dei costi di gestione grazie all'alta efficienza energetica. Si stima un risparmio del 75%. Le case sono dotate di un sistema di pannelli fotovoltaici che da solo garantisce il 7% del fabbisogno energetico. Il sistema di recupero delle acque piovane poi consente un risparmio medio giornaliero del 50%.


14 luglio 2009
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Vecchio 16-07-09, 22:49   #2 (permalink)
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Marrazzo: "Con nostro piano casa garantito diritto all'abitare"

da RegioneLazio.it
16/07/09 - "Il provvedimento sul 'Piano Casa' è stato fortemente concertato.

E' una misura anticrisi che disegna il futuro territoriale, unendo il diritto all'abitare allo sviluppo economico". Così il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha commentato la proposta di legge sul 'Piano casa' approvata dalla Giunta regionale, che recepisce il contenuto dell'accordo quadro siglato nei mesi scorsi tra il governo e la Conferenza delle Regioni.
. "Quest'unione di diritti e sviluppo - ha aggiunto Marrazzo - è alla base della nostra idea politica. Un provvedimento che senza ipocrisia ideologica vara importanti iniziative in termini di bioedilizia, difesa dei centri storici e housing sociale. La nostra maggioranza - ha concluso il Presidente della Regione Lazio - rivendica la linea politica di questa legge. Adesso si va al Consiglio regionale".

Sono 23 punti i punti in cui è articolato il Piano Casa. Un provvedimento che ratifica l'accordo tra Stato e Regioni nell'ottica della ripresa economica, che si pone l'obiettivo della semplificazione amministrativa e che cerca una soluzione all'emergenza abitativa con le disposizioni in materia di Housing Sociale.

"La Regione - spiega l'Assessore alle Politiche della Casa, Mario Di Carlo - si è impegnata nella costruzione di 30mila nuovi alloggi, che saranno edificati sia da operatori pubblici che privati. Le famiglie che vi accederanno pagheranno una quota di 500-550 euro al mese per una casa dal valore di 150mila euro. Quando avranno terminato di pagare potranno decidere se restare semplici inquilini, lasciando che l'Ater acquisti la casa, o se diventare loro stessi i proprietari riscattandola. Questo sarà possibile - ha spiegato di Carlo - grazie a un voucher di 15mila euro che la Regione metterà all'inizio del contratto. Inoltre, abbiamo già raggiunto un accordo con le principali banche italiane per i finanziamenti. Dobbiamo abbattere - ha proseguito l'Assessore alla Casa - le lungaggini amministrative che portano i tempi per la costruzione di nuovi alloggi fino a 14 anni: insieme alla mancanza di aree destinate è questo che ha impedito fino ad oggi di costruire edilizia sociale. I soldi ci sono, abbiamo 500 milioni di euro a disposizione più 270 di progetti già approvati e che vanno realizzati".

I requisiti per accedere all'Housing Sociale saranno regolamentati entro 90 giorni dall'approvazione della legge. Inoltre sarà istituito un albo regionale dei gestori di alloggi sociali e un fondo di garanzia, per consentire l'accesso al mutuo alle famiglie con reddito inferiore ai 25 mila euro e senza immobili di proprietà nel Lazio. I privati parteciperanno alla costruzione degli alloggi sociali, ma la Regione si impegnerà a costruirne una parte esclusivamente con fondi pubblici. Inoltre all'Ater sarà concesso di frazionare gli appartamenti fino a 38 mq.

"Nel Piano Casa - spiega l'Assessore Mario Di Carlo - viene affrontato anche il problema degli sfratti, con la possibile costituzione di commissioni che favoriscano il passaggio da casa a casa. Verranno creati inoltre degli 'alberghi sociali', che andranno a sostituire la logica dei residence. Il Lazio vanta il maggior numero di sfratti d'Italia, ben 7600, la maggior parte dei quali legati alla morosità. Per questo, sarà irrobustito il sistema di protezione sociale, con l'istituzione di un fondo per la morosità che si andrà ad aggiungere a quello già presente di 20 milioni sugli affitti. Questa crisi nata proprio all'interno del tema casa - ha concluso Di Carlo - ha causato la necessità di un nuovo intervento pubblico. La Regione Lazio ha declinato territorialmente al meglio l'accordo fatto col Governo nazionale, unendo la volontà di dare uno shock all'economia e l'attenzione ai temi sociali".
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Vecchio 21-07-09, 23:34   #3 (permalink)
cav. De Coccius
 
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Social housing, il disagio abitativo visto da chi costruisce case

Lunedì 6 Luglio 2009

da Quotidianocasa.it

A Villa Borghese, Casina Valadier, sarà presentato l'8 luglio 2009 il volume "Social housing", analisi, prospettive e opportunità di investimento per gli operatori del settore

Il disagio abitativo si può riassumere in un semplice assioma che recita più o meno così: le case continuano a costare una cifra rispetto alla busta paga, sia che le si voglia prendere in affitto sia che le si voglia addirittura acquistare.

C’è una via d’uscita? Sì, se si decidesse di investire denaro pubblico in questo specifico settore e creando allo stesso tempo le condizioni favorevoli per cui anche l’iniziativa privata trovi interesse a mettere in gioco la propria imprenditorialità.

“Social housing”, che è una raccolta di saggi sulla materia “cerca di inquadrare - come sottolinea il Presidente di Assoimmobiliare Gualtiero Tamburini - tale problematica fornendo proposte concrete a partire dalle esperienze italiane e straniere in materia di social housing, sulla scorta della disamina dei profili normativi e finanziari che la complessa problematica suscita.”

“Occorre creare - aggiunge Tamburini - una virtuosa sinergia fra pubblico e privato per portare verso la casa in proprietà e in locazione nuovi investimenti.”

Belle parole, ma in concreto come si fa a costruire e rendere disponibili sul mercato in locazione o in vendita case che costino poco? Come si può riuscire ad abbassare i prezzi, mantenendoli tuttavia remunerativi per chi vi ha investito?

Una soluzione potrebbe essere individuata - ancora Tamburini - nell’utilizzo delle aree standard oggi giacenti inutilizzate e abbandonate che “potrebbe rappresentare un’ipotesi percorribile per reperire aree edificabili a costi inferiori a quelli di mercato per realizzare interventi di housing sociale sostenibile.”

Per esempio, a Roma si stimano 3,5 milioni di mq di aree per servizi inutilizzate e disponibili per interventi di housing sociale; a Milano sarebbero disponibili circa 1,7 milioni di mq; a Torino e a Bari rispettivamente 750 mila mq e circa 400 mila mq, e più o meno simile appare la situazione a Napoli.

“In tutti i paesi ad elevato livello di sviluppo - si legge nel primo capitolo di SOcial housing - sono presenti, proprio a causa dell’elevato costo strutturale dell’abitazione, aree importanti di disagio abitativo e conseguentemente, praticamen-te ovunque, vengono adottate politiche di welfare tese a soddisfare la domanda abitativa delle fasce più deboli della popolazione, atteso che la fortissima spinta al rialzo dei prezzi e dei ca-noni di locazione delle case, che ha interessato la maggior parte dei paesi dalla fine degli anni ’90 ad oggi, ha solamente reso minore l’accessibilità a un bene comunque assai costoso.”

E in Italia? Una riflessione sul “Piano Casa” non può che essere di grande interesse e costituisce un’opportunità per chi decidesse di investire con lucidità e competenza.

Il volume “Il Social housing” (Edizione Il Sole 24 Ore) sarà presentato a Roma, Villa Borghese, Casina Valadier, 8 luglio 2009, 0re 18-20



(Io l'ho capita cosi': costruiamo finche c'e' spazio a spese del contribuente)
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Vecchio 16-09-09, 05:34   #4 (permalink)
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Case d'autore a Milano, 200 euro al mese a posto letto

Di Evelina Marchesini
15 SETTEMBRE 2009

Un appartamento a Milano, firmato da uno dei più noti architetti internazionali, arredato con pezzi disegnati ad hoc e ubicato in una delle aree a maggior potenzialità di sviluppo della città, la Bicocca, a 200 euro al mese per posto letto. Utopia? Per le 112 famiglie che verranno identificate come destinatarie decisamente no. Toccare per credere, l'edificazione inizierà a fine anno e terminerà in circa due anni, illuminando tral'altro la grigia Milano con un caleidoscopio di colori . La novità è stata presentata oggi a Milano nella sede di Compagnia delle opere e si chiama Sms-Social main street, primo esempio di social housing a Milano realizzato in cooperativa con uno strepitante rapporto tra qualità e costi, firmato dallo Studio Dante O. Benini & partners architecs. L'edificio, di cui presentiamo in anteprima i rendering, progettato insieme a Urbam, verrà edificato con innovativi sistemi di pre-intaglio delle parti, grazie alle tecnologie sviluppate da Cnr-Ivalsa e da Italcementi e sarà già di per sé un record: poiché gran parte sarà costruito in legno, si tratterà della più alta torre in legno del mondo, raggiungendo i 47,55 metri. Gli appartamenti (bilocali, trilocali e quadrilocali) verranno realizzati al costo di 850 euro al mq, senza ulteriori oneri aggiuntivi in quanto il Comune di Milano fornisce l'area a costo zero. Il che consentirà appunto di affittare i 112 appartamenti al costo di circa 200-250 euro al mese a posto letto: per esempio il bilocale con "posto culla" costerà 480 euro al mese. L'assegnazione e la gestione saranno a cura della cooperativa La Ringhiera, che fa parte di Compagnia delle Opere.
Record e caratteristiche. L'edificio, oltre agli appartamenti, ospiterà spazi comuni (esempio, giochi per i bambini), un roof garden, una palestra. Una grande cisterna sul tetto raccoglierà l'acqua piovana che, dirottata fino alla base dell'edificio con un condotto centrale che fornirà anche l'illuminazione naturale agli spazi esterni degli appartamenti affacciati a ringhiera sul centro della costruzione, in estate si trasformerà in una vaporizzazione all'interno del building e degli appartamenti stessi che creerà un microclima e raffrescherà a costo zero. L'edificio avrà una superficie di 6.500 mq e sarà alto 47,55 metri.
A chi è rivolto. Tre le categorie a cui si rivolge Sms (il logo, tra l'altro, è stato realizzato e regalato dallo studio grafico Vignelli Associates di New York): gli studenti, i lavoratori con contratti a termine o di categorie particolarmente importanti come gli infermieri, le giovani coppie

15 SETTEMBRE 2009


Link: Fotografie

Fonte: Il Sole 24 Ore
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Vecchio 11-10-09, 13:06   #5 (permalink)
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Contributo a chi recupera immobili in centro e affitta con canone calmierato

da sassuolo2000.it
Reggio: contributo a chi recupera immobili in centro storico e li affitta a giovani con canone calmierato
11 ott 09

Scade sabato 31 ottobre il bando che assegna un contributo per ristrutturare appartamenti situati nella Città storica da destinare all’affitto convenzionato per giovani. A disposizione vi sono 611.000 euro.
Con la prima pubblicazione del bando avvenuta nel settembre 2008, l’Amministrazione non ha esaurito le risorse regionali a disposizione e ha quindi deliberato di recente la riapertura del bando.

La principale novità è l’estensione della localizzazione degli interventi ammessi, che viene definita dal perimetro della nuova circoscrizione Città storica, che va oltre le antiche mura (centro storico) comprendendo la città consolidata novecentesca.

Questo strumento si inserisce nelle misure anticrisi promosse dall’Amministrazione, favorendo da un lato l’offerta di alloggi a canone calmierato per giovani, dall’altro stimolando il recupero degli immobili della Città storica.

A fronte di un numero considerevole di abitazioni sfitte e bisognose di interventi di riqualificazione nel cuore della città, molti giovani reggiani, seppur economicamente indipendenti, faticano a sostenere gli attuali prezzi di mercato e a trovare case in affitto alla loro portata.

Per questo il Comune di Reggio invita i proprietari di immobili – privati, imprese di costruzione, cooperative di abitazione ed enti privati – a partecipare al bando per il recupero degli alloggi nella Città storica, presentando domanda entro 31 ottobre 2009.

Verrà creata una graduatoria di assegnazione dei fondi tramite l’attribuzione di un punteggio che valuta le caratteristiche dell’immobile da recuperare (la superficie utile, il livello di degrado, alloggi vuoti o non occupati), sia eventuali altri impegni del soggetto privato (impegno alla locazione a termine di altri alloggi, impegno di maggiore durata della locazione a termine, impegno al recupero complessivo dell’immobile o di altri alloggi).

Agli interventi collocati in posizione utile in graduatoria verrà assegnato un contributo pari al 30% del costo di ogni intervento e comunque non superiore a 400 euro per metro quadrato.

Stipulando una convenzione con il Comune di Reggio Emilia, i soggetti beneficiari del contributo si impegnano ad affittare gli immobili recuperati per un periodo di almeno dieci anni a giovani con meno di 35 anni (single, giovani coppie, studenti o lavoratori).

I privati potranno scegliere liberamente i propri inquilini tra i giovani presenti nell’elenco “Alloggi privati di edilizia convenzionata destinati all’affitto”, già attiva presso il Comune per favorire l’incontro tra domanda e offerta calmierata di alloggi.



Si tratta di una goccia nell'oceano; ricordo che Reggio Emilia e' una delle citta' con la piu' alta percentuale di immobili nuovi rimasti invenduti.
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Vecchio 11-10-09, 22:11   #6 (permalink)
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Milano cerca soluzioni urbanistiche "strategiche"

da milanoweb

Presentati i concorsi di progettazione per l'edilizia sociale, mix abitativo tra locazione e proprietà
Il Comune di Milano ha presentato i concorsi internazionali di progettazione per l‘housing sociale, che nascono dalla collaborazione tra l'Amministrazione, la Fondazione Cariplo e FHS (Fondazione Housing Sociale).

I progetti proposti a bando riguardano 2 interventi di edilizia sociale nelle aree di via Cenni e via Rasario (quartiere Figino).

Per via Cenni, la consegna degli elaborati è fissata entro il 9 dicembre 2009.

La gara per via Rasario prevede 2 fasi: la 1° in forma anonima, la 2° in forma palese.
Il 30 novembre è fissato il termine per la consegna degli elaborati per la 1° fase.

L’obiettivo di questo programma è la realizzazione di un insieme di alloggi e servizi per quanti non riescono a sostenere affitti a prezzi correnti di mercato.

L’assessore allo Sviluppo del Territorio, Carlo Masseroli, ha dichiarato: “L’housing sociale è strategico per la città di Milano. Il futuro infatti non prevede più quartieri di edilizia popolare o ghetti, ma moderne soluzioni urbanistiche e sociali, in un mix abitativo tra locazione e proprietà, spazi commerciali e servizi. Vogliamo favorire l’integrazione e la crescita qualitativa dei nuovi insediamenti per restituire alla città un vero mercato dell'affitto”.
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Vecchio 13-10-09, 14:56   #7 (permalink)
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Progetto di coabitazione sociale

da edilia2000
13/10/2009

Tra programmi di riqualificazione urbana
Il comune di Torino propone un nuovo progetto di "abitazione" nel sociale.

L'Amministrazione torinese ricerca associazioni e cooperative sociali cui affidare alloggi in tre quartieri di Edilizia residenziale pubblica dove avviare progetti di coabitazione solidale.

A Torino si è già svolta una sperimentazione di coabitazione solidale in via San Massimo e in corso Mortara, dove si sono promosse attività volte a favorire la reciproca conoscenza di tutti gli abitanti dei complessi, la crescita della sensibilità civica nella coabitazione e della cultura della convivenza, la gestione dei conflitti e interventi di animazione socio-culturale.

Le comunità di coabitazione solidale attivate in via sperimentale hanno permesso di prevenire l’insorgere di forme di degrado fisico e sociale nei complessi immobiliari e di facilitare la realizzazione di iniziative con il coinvolgimento degli abitanti stessi.

Sulla base di queste esperienze positive l’assessore alle Politiche per la casa Roberto Tricarico ha deciso di rafforzare questa formula e di proporla nei quartieri della città dove siano stati realizzati programmi di riqualificazione urbana oppure contratti di quartiere.

L’Avviso pubblico è finalizzato alla realizzazione di coabitazioni solidali in tre differenti ambiti urbani: via Nizza 15-17 (cinque alloggi), via Poma e via Scarsellini (area Urban2, altri cinque alloggi), via Pio VII (ex Moi - Villaggio olimpico atleti, tre alloggi). Nei prossimi mesi l’avviso sarà ripetuto per altri quartieri già identificati.

Al’avviso pubblico potranno rispondere soggetti del terzo settore con progetti che abbiano come protagonisti giovani potenziali residenti tra i 18 e i 30 anni, che in cambio di 10 ore di lavoro volontario a settimana sulle fragilità sociali potranno godere dell’abbattimento del canone di affitto del 90%.
Il termine per presentare le domande scade il 28 ottobre alle ore 12.

Il lavoro dei giovani residenti sarà monitorato tramite incontri mensili cui parteciperanno l’Atc, i servizi sociali del Comune, rappresentanti della Circoscrizione interessata e i vigili urbani.

Torino con questa proposta si colloca fra le prime città italiane a pensare a una continuità ‘naturale’ dell’accompagnamento sociale, nato con i Programmi di Recupero Urbano e altrimenti destinato ad esaurirsi alla loro scadenza.

L'avviso pubblico e il testo della delibera sono disponibili nel sito Informacasa del Comune, all’indirizzo www.comune.torino.it/informacasa.
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Vecchio 12-05-10, 12:30   #8 (permalink)
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Housing sociale, fondi privati per riutilizzare le case vuote
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Vecchio 07-07-10, 08:59   #9 (permalink)
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IL CASO

I 54 appartamenti vuoti di Ligresti
la convenzione prevede affitti low cost


Interrogazione del Pd: perché il Comune non fa rispettare il patto per l'equo canone in cinque case su sei?

di ORIANA LISO
Bilocali e quadrilocali a poche fermate di tram dal centro città. Edilizia da ceto medio, costruzioni dei primi anni Novanta con affitti cari la metà dei prezzi di mercato. In via dei Missaglia, nel quartiere Le Terrazze, sono 54 gli appartamenti vuoti, sfitti da anni, che potrebbero andare a dare un po’ di sollievo alla richiesta continua e pressante di case a prezzi calmierati di Milano. Ma due fattori lo impediscono: da una parte una proprietà, la Immobiliare Milano assicurazioni del gruppo Ligresti, che ha tutto l’interesse a lasciare vuote case che aveva l’obbligo di affittare se non ad equo canone, almeno a un canone equo. Dall’altra, l’inerzia, la lentezza da pachiderma della macchina comunale: che, pur davanti a evidenti infrazioni, rimanda o non effettua controlli sull’edilizia convenzionata, facendo prosperare gli abusi.

In mezzo c’è l’amarezza di chi avrebbe i requisiti per affittare una casa dignitosa senza finire dagli strozzini e le preoccupazioni di chi vive nel complesso residenziale, con i problemi di sicurezza e di degrado che fioriscono quando poco meno di un appartamento su quattro è deserto. Eppure Le Terrazze, a metà anni Ottanta, erano un progetto ambizioso: far costruire residenze ai privati sui terreni agricoli tra via dei Missaglia e via Selvanesco abbuonando gli oneri di urbanizzazione in cambio dell’ obbligo di affittare a equo canone per dodici anni i cinque sesti dei metri cubi costruiti. Un progetto mai realizzato in pieno: il gruppo del costruttore Salvatore Ligresti, lo stesso che ora coltiva sogni ambiziosi sul Parco Sud, costruisce effettivamente migliaia di abitazioni di diverse metrature, ma molte restano vuote per anni, senza un motivo apparente.

Altre, tante altre, dopo qualche anno vengono sì affittate, ma a prezzi di mercato, ovvero quasi il doppio di quei canoni sociali previsti. Un abuso che ignora la convenzione stipulata, ma che il Comune non contesta mai davanti a un giudice, limitandosi a appoggiare la causa che oltre cento famiglie intentano alcuni anni fa. A gennaio 2009 il comitato di inquilini, rappresentati dall’avvocato Alessio Straniero, vince il ricorso contro l’Immobiliare lombarda della galassia Ligresti, che viene condannata ad applicare i parametri economici della convenzione e a restituire agli inquilini le somme pagate in eccesso (che viaggiano oltre i tre milioni).

È proprio nei giorni di quella battaglia che emerge l’altro aspetto della vicenda: tra via Tomaselli, via Bugatti, via Rosselli e via Fraschini — ovvero nel quadrilatero di una delle costruzioni che formano il complesso residenziale — sempre più appartamenti, man mano che gli inquilini vanno via, non vengono riaffittati. Molti, ormai, sono sfitti dal 2002. E il motivo, per chi conosce i segreti di quei palazzi, è semplice: si sta aspettando che scadano i dodici anni durante i quali secondo la convenzione con il Comune è obbligatorio l’affitto dei locali, per vendere gli appartamenti a prezzi di mercato. Lasciarli vuoti, alla fine, conviene, perché si usurano meno.

A novembre i consiglieri Aldo Ugliano (Pd) e Basilio Rizzo (Lista Fo) fanno un’interrogazione che chiede conto della situazione al sindaco e all’assessore all’Urbanistica, Carlo Masseroli. «Perché nessun controllo è stato finora? Perché il Comune non interviene per garantire il rispetto degli obblighi?», chiedono. E denunciano «l’inerzia politica»: «Perché il Comune non utilizza azioni politiche oltre che giudiziarie per chiudere definitivamente il contenzioso con la proprietà?».

Domande che cadono nel vuoto, tanto che un mese fa il consigliere Ugliano torna a scrivere all’assessore Masseroli (segnalando la mancata risposta alla presidenza del Consiglio) per sottolineare come «le decine di sfratti a Milano potrebbero essere almeno ridotte se il Comune facesse valere le sue ragioni». Invece gli uffici, quando va bene, fanno semplici solleciti che restano lettera morta per la proprietà del condominio. Dove nel frattempo, come segnalano gli inquilini, gli appartamenti vuoti aumentano di mese in mese.

(06 luglio 2010)

Fonte: la Repubblica
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