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Vecchio 30-06-09, 11:46   #1 (permalink)
cav. De Coccius
 
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Governi europei vendono proprieta' per arginare il debito

da DemanioRe

L'aumento del debito pubblico in risposta alla crisi globale del sistema bancario e alla recessione sembra incentivare una nuova ondata di vendite di proprieta' pubbliche, secondo quanto riportato dal consulente immobiliare Cb Richard Ellis (Cbre). Il rapporto segue l'annuncio del governo britannico riguardante la vendita di proprieta' commerciali fino a 20 miliardi di sterline (circa 23,6 miliardi di euro) nei prossimi 10 anni, le quali genereranno anche un risparmio annuo di costi di gestione per circa 5 miliardi di sterline (quasi 6 miliardi di euro).
Altri governi europei stanno sviluppando simili piani e il responsabile della divisione Cbre per la ricerca, Nick Axford, ha detto, ''La maggior parte dei governi mondiali stanno assistendo ad un deterioramento delle finanze pubbliche nel tentativo di combattere l'impatto recessivo e la crisi bancaria. Molti governi hanno situazioni di deficit di bilancio molto gravose ed il loro debito aumenta quando cercano di rifinanziare banche o salvare imprese dal fallimento. In una situazione in cui gli investitori guardano con scarso interesse ai titoli del debito pubblico, vendere proprieta' immobiliari potrebbe rappresentare un'alternativa per reperire capitali indispensabili''. Il volume delle vendite di proprieta' pubbliche e' aumentato rapidamente negli ultimi anni.


Circa 16 miliardi di euro in proprieta' pubbliche sono state vendute nel biennio 2006-08 in Europa, rispetto ai circa 4 miliardi del biennio 2003-05. Ci si attende che le attuali condizioni finanziarie rinforzeranno ulteriormente questo trend. Questo nuovo approccio dei governi europei riconosce anche la crescita dei contratti di vendita con patto di locazione (i c.d. 'sale and lease-back'): nel 2004 il mercato di tali vendite ammontava a circa 6,7 miliardi di euro, derivanti da poche grandi transazioni; nel 2007 il valore del mercato e' cresciuto a 46 miliardi di euro, derivanti da oltre 670 transazioni separate, portando la quota di mercato dal 6% al 20%.
Questa crescita e' stata in parte determinata dall'aumento dei prezzi immobiliari ma, mentre nel 2008 la maggior parte degli altri investimenti ha conosciuto perdite significative ed una caduta di circa il 13% nei valori, i contratti 'sale and lease-back' hanno comunque mantenuto una quota del 19% sul totale degli investimenti immobiliari europei, per un valore di 22 miliardi di euro.



Nelle attuali situazioni di crisi ed incertezza, i contratti di 'sale and lease-back' si prospettano come investimenti relativamente appetibili per gli investitori, poiche' garantiscono affitti tipicamente piu' lunghi di quelli che il mercato puo' offrire, garantendo quindi all'investimento una performance piu' stabile, paragonabile a quella dei titoli di stato. Le obbligazioni scaturenti dal patto di locazione tipico del contratto sono spesso supportate da impegni piu' stringenti e, comunque, sottoscritti da soggetti pubblici: proprio il tipo di investimento solido e di lungo periodo che piu' e' ricercato dagli investitori nella presente situazione finanziaria. I contratti di vendita con patto di locazione non sono che una parte della strategia dei governi: non sono solamente gli spazi uffici ad attirare l'attenzione degli investitori, ma anche le infrastrutture, le scuole, gli ospedali, le 'case dello studente' ed altre strutture per il pubblico servizio. John Wilson della Cbre ha concluso, ''Piu' a lungo durera' la recessione in Europa, piu' spesso vedremo proprieta' governative poste sul mercato come mezzo per sostenere le finanze pubbliche''.

Germania - nel 2005 il governo ha costituito un'agenzia federale, la Bima per la gestione delle vendite degli immobili pubblici. La Bima ha venduto proprieta' per diversi miliardi di euro dalla sua costituzione e nel 2008 aveva un portafoglio di circa 6,8 miliardi di euro. Il piano e' di vendere proprieta' pubbliche per circa 4 miliardi di euro nei prossimi 5-6 anni. All'attivo della Bima vi sono oltre 300 mila ettari di terra (principalmente foreste ed aree ex-militari) ed oltre 50 mila appartamenti.
Regno Unito - il governo e' in procinto di nominare un ministro per la gestione efficiente del portafoglio di beni immobili pubblici (del valore di circa 410 miliardi di euro). Circa i due terzi di tale patrimonio e' di proprieta' del governo centrale, il resto di enti locali. Nei programmi del governo c'e' l'ambizioso obbiettivo di vendere proprieta' pubbliche per circa 23,6 miliardi di euro nei prossimi due anni.
Belgio - il governo federale ed i governi locali del paese hanno venduto immobili pubblici dal 2001 al fine di migliorare le finanze pubbliche. Nel periodo 2001-2006 sono stati vendute oltre 120 proprieta' pubbliche per una superficie di circa 1,5 milioni di metri quadrati. Si tratta, per la maggior parte, di uffici, ma anche di sedi di tribunali e stazioni di pompieri. A causa delle forti controversie scaturite, il programma di vendite e' stato interrotto nel 2007, nonostante altre forme di privatizzazione siano tutt'ora in corso, come, ad esempio, l'esternalizzazione da parte del governo regionale fiammingo della costruzione di 211 scuole 'ad efficienza energetica' attraverso partnership tra pubblico e privato (Ppp).



Francia - si stima che il settore pubblico francese possieda circa 53 mila immobili per un valore di 80 miliardi di euro. Sin dal 2005 e' in corso nel paese una strategia esplicita di vendite mirate al miglioramento delle finanze pubbliche e alla riduzione del debito pubblico. Ogni anno viene deciso un obbiettivo di vendite e l'obbiettivo per il 2009 e' di 1,4 miliardi di euro. Un obbiettivo piuttosto ambizioso, considerate le attuali condizioni in cui versa il mercato immobiliare.
Italia - il patrimonio immobiliare pubblico e' stimato intorno alle 20 mila costruzioni. I contratti di vendita con patto di locazione stanno acquisendo una rilevanza sempre maggiore, anche se il volume di vendite programmato per i prossimi anni rimane piuttosto limitato.
Olanda - il trend di vendita di edifici pubblici e' ancora molto limitato in Olanda, anche se il governo sta rivedendo il portafoglio immobiliare pubblico da un punto di vista dell'efficienza di utilizzo e sta considerando di muovere piu' ministeri nello stesso edificio.
Irlanda - l'ente incaricato di gestire il portafoglio immobiliare pubblico dell'Irlanda e' l'Ufficio dei Lavori Pubblici (Office of Public Works). Considerati gli alti rendimenti immobiliari del paese, i 'sale and leaseback' rappresenterebbero un'alternativa molto costosa al reperimento di capitali se comparata con l'emissione di titoli pubblici. Per questo motivo non ci si attende di assistere ad un fiorire di tali contratti nel breve periodo.



Spagna - il governo locale di Barcellona ha storicamente occupato numerosi edifici di piccole dimensioni sparsi nella citta' catalana. Tra il 2004 ed il 2007, il governo ha tuttavia acquisito edifici di dimensioni maggiori per consolidare la propria presenza e migliorare l'efficienza.
Portogallo - anche il governo portoghese sta attuando un programma di razionalizzazione degli uffici pubblici, consolidando alcuni enti ed istituzioni. Si inserisce in quest'ottica anche il recente affitto di una proprieta' di 65 mila metri quadrati al Ministero della Giustizia per la creazione di una 'cittadella della giustizia' all'interno dell'Expo Office Park. Inoltre, a partire dal 2006, il governo ha trasferito le proprieta' immobiliari pubbliche in un fondo di investimento chiuso.
Grecia - il governo greco ha dichiarato la propria intenzione di vendere proprieta' immobiliari pubbliche per circa 1 miliardo di euro. Originariamente si pensava a contratti di tipo 'sale and leaseback', ora lo schema di vendite sta per essere riconsiderato e potrebbe includere un trasferimento delle proprieta' in un fondo veicolo appositamente creato che successivamente emetta dei titoli per la vendita ad investitori internazionali.
Russia - la Duma ha recentemente dibattuto la circostanza che, mentre negli altri paesi sviluppati, i governi raramente possiedono oltre il 25% delle terre utilizzate per scopi civili ed amministrativi, in Russia il governo possiede almeno il 75% di tali terre. Per esempio, solamente il 17% delle proprieta' immobiliari sono state privatizzate a San Pietroburgo che, nonostante tutto, presenta il dato piu' alto nel paese. Le recenti discussioni hanno suggerito che lo stato dovrebbe considerare il completamento di 'sale and leasebacks' su almeno la meta' del proprio portafoglio.
30 giugno
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Vecchio 30-06-09, 17:53   #2 (permalink)
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da DemanioRe

L'aumento del debito pubblico in risposta alla crisi globale del sistema bancario e alla recessione sembra incentivare una nuova ondata di vendite di proprieta' pubbliche, secondo quanto riportato dal consulente immobiliare Cb Richard Ellis (Cbre). Il rapporto segue l'annuncio del governo britannico riguardante la vendita di proprieta' commerciali fino a 20 miliardi di sterline (circa 23,6 miliardi di euro) nei prossimi 10 anni, le quali genereranno anche un risparmio annuo di costi di gestione per circa 5 miliardi di sterline (quasi 6 miliardi di euro).
Altri governi europei stanno sviluppando simili piani e il responsabile della divisione Cbre per la ricerca, Nick Axford, ha detto, ''La maggior parte dei governi mondiali stanno assistendo ad un deterioramento delle finanze pubbliche nel tentativo di combattere l'impatto recessivo e la crisi bancaria. Molti governi hanno situazioni di deficit di bilancio molto gravose ed il loro debito aumenta quando cercano di rifinanziare banche o salvare imprese dal fallimento. In una situazione in cui gli investitori guardano con scarso interesse ai titoli del debito pubblico, vendere proprieta' immobiliari potrebbe rappresentare un'alternativa per reperire capitali indispensabili''. Il volume delle vendite di proprieta' pubbliche e' aumentato rapidamente negli ultimi anni.


Circa 16 miliardi di euro in proprieta' pubbliche sono state vendute nel biennio 2006-08 in Europa, rispetto ai circa 4 miliardi del biennio 2003-05. Ci si attende che le attuali condizioni finanziarie rinforzeranno ulteriormente questo trend. Questo nuovo approccio dei governi europei riconosce anche la crescita dei contratti di vendita con patto di locazione (i c.d. 'sale and lease-back'): nel 2004 il mercato di tali vendite ammontava a circa 6,7 miliardi di euro, derivanti da poche grandi transazioni; nel 2007 il valore del mercato e' cresciuto a 46 miliardi di euro, derivanti da oltre 670 transazioni separate, portando la quota di mercato dal 6% al 20%.
Questa crescita e' stata in parte determinata dall'aumento dei prezzi immobiliari ma, mentre nel 2008 la maggior parte degli altri investimenti ha conosciuto perdite significative ed una caduta di circa il 13% nei valori, i contratti 'sale and lease-back' hanno comunque mantenuto una quota del 19% sul totale degli investimenti immobiliari europei, per un valore di 22 miliardi di euro.



Nelle attuali situazioni di crisi ed incertezza, i contratti di 'sale and lease-back' si prospettano come investimenti relativamente appetibili per gli investitori, poiche' garantiscono affitti tipicamente piu' lunghi di quelli che il mercato puo' offrire, garantendo quindi all'investimento una performance piu' stabile, paragonabile a quella dei titoli di stato. Le obbligazioni scaturenti dal patto di locazione tipico del contratto sono spesso supportate da impegni piu' stringenti e, comunque, sottoscritti da soggetti pubblici: proprio il tipo di investimento solido e di lungo periodo che piu' e' ricercato dagli investitori nella presente situazione finanziaria. I contratti di vendita con patto di locazione non sono che una parte della strategia dei governi: non sono solamente gli spazi uffici ad attirare l'attenzione degli investitori, ma anche le infrastrutture, le scuole, gli ospedali, le 'case dello studente' ed altre strutture per il pubblico servizio. John Wilson della Cbre ha concluso, ''Piu' a lungo durera' la recessione in Europa, piu' spesso vedremo proprieta' governative poste sul mercato come mezzo per sostenere le finanze pubbliche''.

Germania - nel 2005 il governo ha costituito un'agenzia federale, la Bima per la gestione delle vendite degli immobili pubblici. La Bima ha venduto proprieta' per diversi miliardi di euro dalla sua costituzione e nel 2008 aveva un portafoglio di circa 6,8 miliardi di euro. Il piano e' di vendere proprieta' pubbliche per circa 4 miliardi di euro nei prossimi 5-6 anni. All'attivo della Bima vi sono oltre 300 mila ettari di terra (principalmente foreste ed aree ex-militari) ed oltre 50 mila appartamenti.
Regno Unito - il governo e' in procinto di nominare un ministro per la gestione efficiente del portafoglio di beni immobili pubblici (del valore di circa 410 miliardi di euro). Circa i due terzi di tale patrimonio e' di proprieta' del governo centrale, il resto di enti locali. Nei programmi del governo c'e' l'ambizioso obbiettivo di vendere proprieta' pubbliche per circa 23,6 miliardi di euro nei prossimi due anni.
Belgio - il governo federale ed i governi locali del paese hanno venduto immobili pubblici dal 2001 al fine di migliorare le finanze pubbliche. Nel periodo 2001-2006 sono stati vendute oltre 120 proprieta' pubbliche per una superficie di circa 1,5 milioni di metri quadrati. Si tratta, per la maggior parte, di uffici, ma anche di sedi di tribunali e stazioni di pompieri. A causa delle forti controversie scaturite, il programma di vendite e' stato interrotto nel 2007, nonostante altre forme di privatizzazione siano tutt'ora in corso, come, ad esempio, l'esternalizzazione da parte del governo regionale fiammingo della costruzione di 211 scuole 'ad efficienza energetica' attraverso partnership tra pubblico e privato (Ppp).



Francia - si stima che il settore pubblico francese possieda circa 53 mila immobili per un valore di 80 miliardi di euro. Sin dal 2005 e' in corso nel paese una strategia esplicita di vendite mirate al miglioramento delle finanze pubbliche e alla riduzione del debito pubblico. Ogni anno viene deciso un obbiettivo di vendite e l'obbiettivo per il 2009 e' di 1,4 miliardi di euro. Un obbiettivo piuttosto ambizioso, considerate le attuali condizioni in cui versa il mercato immobiliare.
Italia - il patrimonio immobiliare pubblico e' stimato intorno alle 20 mila costruzioni. I contratti di vendita con patto di locazione stanno acquisendo una rilevanza sempre maggiore, anche se il volume di vendite programmato per i prossimi anni rimane piuttosto limitato.
Olanda - il trend di vendita di edifici pubblici e' ancora molto limitato in Olanda, anche se il governo sta rivedendo il portafoglio immobiliare pubblico da un punto di vista dell'efficienza di utilizzo e sta considerando di muovere piu' ministeri nello stesso edificio.
Irlanda - l'ente incaricato di gestire il portafoglio immobiliare pubblico dell'Irlanda e' l'Ufficio dei Lavori Pubblici (Office of Public Works). Considerati gli alti rendimenti immobiliari del paese, i 'sale and leaseback' rappresenterebbero un'alternativa molto costosa al reperimento di capitali se comparata con l'emissione di titoli pubblici. Per questo motivo non ci si attende di assistere ad un fiorire di tali contratti nel breve periodo.



Spagna - il governo locale di Barcellona ha storicamente occupato numerosi edifici di piccole dimensioni sparsi nella citta' catalana. Tra il 2004 ed il 2007, il governo ha tuttavia acquisito edifici di dimensioni maggiori per consolidare la propria presenza e migliorare l'efficienza.
Portogallo - anche il governo portoghese sta attuando un programma di razionalizzazione degli uffici pubblici, consolidando alcuni enti ed istituzioni. Si inserisce in quest'ottica anche il recente affitto di una proprieta' di 65 mila metri quadrati al Ministero della Giustizia per la creazione di una 'cittadella della giustizia' all'interno dell'Expo Office Park. Inoltre, a partire dal 2006, il governo ha trasferito le proprieta' immobiliari pubbliche in un fondo di investimento chiuso.
Grecia - il governo greco ha dichiarato la propria intenzione di vendere proprieta' immobiliari pubbliche per circa 1 miliardo di euro. Originariamente si pensava a contratti di tipo 'sale and leaseback', ora lo schema di vendite sta per essere riconsiderato e potrebbe includere un trasferimento delle proprieta' in un fondo veicolo appositamente creato che successivamente emetta dei titoli per la vendita ad investitori internazionali.
Russia - la Duma ha recentemente dibattuto la circostanza che, mentre negli altri paesi sviluppati, i governi raramente possiedono oltre il 25% delle terre utilizzate per scopi civili ed amministrativi, in Russia il governo possiede almeno il 75% di tali terre. Per esempio, solamente il 17% delle proprieta' immobiliari sono state privatizzate a San Pietroburgo che, nonostante tutto, presenta il dato piu' alto nel paese. Le recenti discussioni hanno suggerito che lo stato dovrebbe considerare il completamento di 'sale and leasebacks' su almeno la meta' del proprio portafoglio.
30 giugno

da noi lo stanno facendo gli enti locali...
benhur1976 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 30-06-09, 21:30   #3 (permalink)
Carità e umiltà
 
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In un periodo in cui è il denaro il bene primario la gente comincia ad accettare in pagamento beni veramente solidi. Come i mattoni. Benchè la gestione degli immobili sia onerosa ed il trend non più in rialzo, sono bene accetti quale "moneta" di pagamento.

Più che acquistare o prendere in pegno azioni, obbligazioni, imprese, addirittura derivati (sino a poco tempo fa!); si preferiscono i beni immobili. E chi ha debiti e vuole saldarli, spesso, vende le proprietà. E così il sistema fa cassa.

C'è una redistribuzione nonchè una diminuzione della ricchezza. Se avvenisse senza traumi sarebbe meglio, tuttavia, pur comprendendo che è difficile eliminare i sacrifici da questa via, sembra essere l'unica strada.
Freedom non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 30-06-09, 22:10   #4 (permalink)
cav. De Coccius
 
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Originalmente inviato da Freedom Visualizza messaggio
In un periodo in cui è il denaro il bene primario la gente comincia ad accettare in pagamento beni veramente solidi. Come i mattoni. Benchè la gestione degli immobili sia onerosa ed il trend non più in rialzo, sono bene accetti quale "moneta" di pagamento.

Più che acquistare o prendere in pegno azioni, obbligazioni, imprese, addirittura derivati (sino a poco tempo fa!); si preferiscono i beni immobili. E chi ha debiti e vuole saldarli, spesso, vende le proprietà. E così il sistema fa cassa.

C'è una redistribuzione nonchè una diminuzione della ricchezza. Se avvenisse senza traumi sarebbe meglio, tuttavia, pur comprendendo che è difficile eliminare i sacrifici da questa via, sembra essere l'unica strada.
Ok, posso essere daccordo con la tua spiegazione; pero' attenzione: chi accetta come pagamento beni immobili in fase di svalutazione o e' un ente o e' una persona ricca e tranquilla, cioe' in entrambi i casi non hanno fretta di monetizzare e sfruttano il periodo favorevole (ammesso che siamo vicino al bottom).

La gente comune e le aziende che operano anche minimamente a credito non possono permetterselo.
sylvestro non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 29-12-09, 12:13   #5 (permalink)
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Usare il patrimonio per tagliare il debito pubblico
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