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Vecchio 10-12-11, 14:41   #1 (permalink)
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Riflessione sui fondi migliori. Da leggere per i "principianti"

Ho notato che negli ultimi giorni questa sezione è tutta un proliferare di discussioni su quanto sono belli, bravi e buoni i fondi comuni, di quanto facciano guadagnare a chi ci investe e così via.

Trovo molto interessante a tale proposito un articolo del NYT relativamente recente.
http://www.nytimes.com/2011/08/14/op...pagewanted=all

L'autore dell'articolo è David F.Swensen che gestisce il fondo che supporta l'Università di Yale. Come alcuni di voi sapranno lo ritengo uno dei migliori autori anche per i piccoli investitori (assieme a W.Bernstein e J.Bogle).
Sfortunatamente nessuno di questi testi mi risulta tradotto in Italiano.

In ogni caso l'articolo fornisce molti spunti interessanti che, soprattutto chi capisce poco di finanza, dovrebbe sempre tenere a mente.

Partirei con questa frase:
"Le società che gestiscono i fondi comuni d'investimento for profit* si trovano davanti a un conflitto di interessi tra la produzione dei profitti per i loro azionisti e la generazione di risultati superiori per i loro investitori. In media queste società spendono molto in campagne di marketing, raccolgono quantità notevoli di asset e investono in maniera sub-ottimale.
Per decenni gli investitori hanno sofferto di risultati inferiori a quelli di mercato, anche se gli azionisti delle società di gestione dei fondi hanno avuto risultati superiori a quelli di mercato. I profitti hanno avuto la meglio rispetto alla missione di servire gli investitori."

*nota: Swensen vorrebbe la creazione di un'entità no-profit per la gestione dei fondi d'investimento, specialmente dei fondi pensione.

Chiaramente sta parlando in generale, senza far riferimento a specifici gestori.. la mia intenzione non vuole essere quella di portare la discussione sulle singole case, ma più che altro di far riflettere i "principianti" su rischi che magari non hanno ancora compreso.

Ancora, proseguiamo:

"Le società di gestione dei fondi, i broker e i promotori finanziari promuovono aggressivamente i fondi che sono stati gratificati da un rating di 4 e 5 stelle da parte di Morningstar. Ma il sistema di rating si limita a identificare i fondi che hanno performato bene in passato. Non fornisce alcun aiuto nell'identificare i futuri vincitori. Ciònonostante gli investitori rispondono alla promozione e si caricano delle offerte più "stellate".

Nel 2010 gli investitori hanno riscattato 152 miliardi di dollari dai fondi con rating da uno a 3 stelle e hanno investito 304 miliardi di dollari nei fondi con 4 e 5 stelle. In un anno segnato dalla crisi come il 2008, anche se gli investitori hanno riscattato 174 miliardi di dollari dai fondi con rating fino a 3 stelle, hanno investito 47 miliardi di dollari in fondi con rating a 4 e 5 stelle.
Di anno in anno le somme che vengono investite nei fondi con rating migliore si dimostrano persistenti e maggiori di quelle dei fondi con rating minore.

Tuttavia questo "rimescolamento" dei portafogli impatta negativamente i risultati. Innanzitutto i broker e i promotori finanziari usano queste operazioni inutili per giustificare le loro commissioni troppo alte. Secondo, l'industria del risparmio gestito usa il sistema di rating di Morningstar per incoraggiare la ricerca di migliori performance (attraverso la vendita di fondi con poche stelle e l'acquisto di fondi con molte stelle). In altre parole, gli investitori vendono basso e comprano alto.

L'attività di compravendita di fondi mal-consigliata è costata agli investitori una somma considerevole. Nel 2010 Morningstar ha scoperto che se nel 2000 gli investitori avessero comprato e tenuto i loro fondi fino al 2010 il loro ritorno sull'investimento sarebbe stato maggiore di un 1,6% per anno. Un 1,6% non sembra molto, ma si somma velocemente in decine di miliardi per anno.
Un altro studio di Morningstar fatto nel 2005 esaminò 10 anni di risultati per 17 categorie di fondi azionari. in ogni categoria i risultati effettivi - dopo aver preso in considerazione la tempistica delle compravendite - furono inferiori a quelli pubblicizzati.
I fondi più stabili performarono meglio, quelli più volatili peggio"

Mi sono preso la libertà di evidenziare alcuni dei passaggi fondamentali del discorso. In pratica quello che danneggia notevolmente gli investitori è proprio la continua ricerca di performance superiori.

Numeri alla mano sarebbe molto più sensato determinare un'allocazione con la quale ci si trova a proprio agio e mantenerla nel tempo!
In tal modo si riducono i costi (non tutti i promotori sono disponibili a scontarci le commissioni di ingresso e uscita) e soprattutto si evita il rischio di comprare alto e vendere basso.

Tralascio il discorso sulla volatilità, al momento è meglio concentrarsi su un altro punto molto importante dell'articolo:
"Perchè non c'è niente più che una protesta? Gli investitori si fidano ingenuamente dei loro promotori. Molti capiscono troppo poco sui mercati finanziari per prendere decisioni informate, intervengono troppo frequentemente in modi controproducenti e raccolgono troppe poche informazioni sui loro portafogli per essere in grado di valutare i risultati. Gli investitori amano credere che stanno facendo bene, anche quando non è così"

La cosa che a me spaventa moltissimo è che negli USA la cultura finanziaria media è molto maggiore che in Italia. Mi immagino la situazione italiana come n volte più grave di quanto non sia in USA.
L'investitore medio molto spesso non ha neppure le conoscenze per calcolare il proprio rendimento comparato a un benchmark e si limita a leggere qualche factsheet (forse).

L'articolo si chiude con tre proposte su come migliorare la situazione.
Premesso che molte sono specifiche della situazione americana e non mi interessa tradurle, la prima può essere applicabile anche a noi:

"Cosa dovrebbe essere fatto?
Innanzitutto gli investitori dovrebbero prendere il controllo dei loro destini finanziari, educare sè stessi, evitare di cedere agli spot e investire in un portafoglio di fondi passivi (nota: ETF per gli europei) ben diversificato. (anche Morningstar conclude, in uno studio lodevolmente onesto, che costi più bassi hanno risultati migliori nel predire la performance futura che le cinque stelle).
Una strategia di questo tipo riduce le commissioni pagate alla parassitaria industria del risparmio gestito, lasciando più soldi nelle mani degli investitori".

Chiaramente l'ultimo paragrafo è una cosa incredibilmente complessa da mettere in pratica. Arrivare a crearsi un portafoglio ben diversificato non è semplice.. e anche prendere esempi di portafogli già fatti non può essere considerata una soluzione senza capire quali possono essere gli effetti del portafoglio che si detiene e quali possono essere i possibili crolli che si dovranno affrontare nel detenerlo.

Quello però che vorrei suggerire a chi si avvicina a questo mondo lodando in maniera sperticata i fondi comuni o a chi deve ancora cominciare a investire è un piccolo piano d'azione:
1) Capire le differenze tra azioni e obbligazioni. E tra i vari tipi di obbligazioni.
2) Capire come funzionano i fondi di investimento in genere, compresi i tipi di costo che vi sono (espliciti e impliciti)
3) Capire la differenza tra gestione attiva e passiva.
4) Capire come misurare il proprio risultato.
5) Capire cosa si intende con Asset Allocation.
6) Infine, capire le caratteristiche dei Lazy Portfolio più famosi

Non è necessario capire questi argomenti allo stesso livello di un professore di Finanza, ma almeno una conoscenza di base la si dovrebbe avere, anche solo per capire che cosa ci sta proponendo il promotore che abbiamo di fronte e se quello che ci sta proponendo fa al caso nostro o no.

Probabilmente ci vorranno diverse ore (50?) per avere l'infarinatura di base al riguardo, ma penso che sia forse l'investimento migliore che si possa fare in questo campo

Ultima modifica di gorion83 : 10-12-11 alle ore 14:50
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Vecchio 11-12-11, 12:46   #2 (permalink)
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mazza... 50 ore per informarsi sui fondi... son tante...


In altre parole, gli investitori vendono basso e comprano alto

si'... puo' darsi... effettivamente la Finanza Comportamentale dei retail dovrebbe aggirarsi +o- su questi standard...
ovvero:
compro il fondo quando e' pluripremiato, plurirecensito e pluripompato (NAV alto)...
vendo il fondo quando ormai il PF non mi risponde + al telefono e il NAV e' sotto i takki...

massi', dovrebbero mettere sui fogli di sottoscrizione le avvertenze come sulle sigarette...
I FONDI NON SONO STATI CREATI PER FAR GUADAGNARE I CLIENTI MA PER FAR GUADAGNARE I GESTORI (e i collocatori/distributori)...

pero' a mio parere bisognerebbe fare alcuni distingui:
i Fondi di emanazione Bancaria sono piu' propensi ai proventi della raccolta e quindi e' piu' facile che i guadagni per i clienti siano come i miraggi...
i Fondi legati a case Indipendenti per fare raccolta devono avere un po' d'appeal e quindi c'e' piu' speranza per i clienti di vedere performance decenti...
o almeno... la speranza ci sara' finche' la casa non avra' una massa tale di gestione che le permettera' di guadagnare oltremisura sul gestito a discapito delle performance dei clienti...

opinione personale...

cia'!!!


ALVIN's vision di come funzionano i Mercati:

si inizia con il fai da te... si compra qualche AZIONE (magari partecipando a qualche IPO)...

dopo un po' si viene bastonati: "MAI + AZIONI in vita MIA!!! troppo riskio... meglio affidarsi agli esperti!!!"...

quindi si passa ad investire in FONDI su consiglio di consulenti/promotori...

vanno male: "MAI + FONDI in vita MIA!!! colpa dei gestori, sembravano fenomeni invece sono dei pagliacci!!! devo trovare qualcosa di meno volatile e che mi garantisca un'entrata costante!!!"...

quindi si passa ad investire in OBBLIGAZIONI...

purtroppo anche qui le cose non migliorano: "MAI + OBBLIGAZIONI in vita MIA!!! e pensare che mi avevan detto che eran sicure... d'ora in poi solo liquidita' e conti/deposito!!!"...

e arrivarono tasse sui conti e PATRIMONIALE...

basta con l'ITALIA!!!! porto tutto in SVIZZERA!!!

e alla fine crollo' pure la SVIZZERA ed il CHF....




MORALE: mai iniziare ad investire in prodotti finanziari...

SKERZOOOOOOO!!!!!
probabilmente anche sui Fondi si puo' guadagnare...
purche' si attui una semplice gestione attiva (timing entry-exit)...
i Fondi sono abbastanza direzionali quindi suggerirei di comprarli quando salgono e venderli quando scendono...

forse...

Ultima modifica di alvin_angel : 16-12-11 alle ore 00:01
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Vecchio 11-12-11, 15:41   #3 (permalink)
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sempre "pungente" l'amico Alvin
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mi manca nikkei
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Vecchio 11-12-11, 17:34   #4 (permalink)
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Parte di un articolo leggibile integralmente tramite un link in fondo al post:

...
Il famoso effetto “retrovisore”.

E c’è ancora qualche risparmiatore che non vede l’ora di seguire questi consigli “furbetti”, riempiendosi il portafoglio di fondi su cui non riceverà poi nel futuro (questo è quello che abbiamo verificato nella maggior parte dei casi) alcuna vera consulenza da chi glieli ha venduti salvo un invito a confidare “messianicamente” nel lungo periodo.

Senza mai alcun segnale di uscita.

Dimenticandosi di quello che è quasi sempre accaduto a chi ha seguito questa strategia dello specchietto retrovisore.

....
CONSIGLI A GO-GO DA PARTE DI TANTI ESPERTI “VENDITORI”.

....
In questi ultimi mesi, senza tener conto della tempesta finanziaria in atto, fioccano come se nulla fosse i consigli di investimento provenienti spesso da collocatori di prodotti finanziari travestiti da esperti che non ci stanno all’idea che in certe fasi la migliore strategia può essere anche la fuga. Come essere non investiti completamente o per nulla, .....

QUANDO IL PROMOTORE (E SOPRATTUTTO L’INTERMEDIARIO) TIENE IL CONIGLIO NEL CILINDRO

Lasciare i soldi fermi su un conto di deposito o su titoli obbligazionari a scadenza breve è per molti risparmiatori denaro sprecato. “Qualcosa da comprare ci deve pur essere” per questa categoria di risparmiatori adrenalinici alla ricerca del Sacro Graal. E appena il loro promotore, il bancario o consulente dell’ultima ora propone loro qualcosa su cui investire sono ansiosi di impiegare il proprio patrimonio.

E’ vero, lasciare i soldi sul conto deposito rende “poco”. Soprattutto per il promotore, che se il Cliente sta fermo e non investe in qualcosa (e i fondi sono sempre un prodotto lucroso) non guadagna nulla. Certo per convincere il Cliente occorre mostrare bei risultati passati. E per farlo bastano dieci minuti: si prendono le classifiche dei fondi che sono andati meglio negli ultimi anni e il gioco è fatto. Si da al Cliente l’illusione che lasciare il soldi sul conto o ottenere una remunerazione del 2,5-3,5% netto è inutile: meglio impiegarli comprando dei fondi o degli strumenti finanziari “performanti” che potranno nel futuro garantire risultati migliori.

Il gioco è d’altra parte facile e sono prima di tutto gli intermediari (ovvero le banche) ad alimentarlo, sfornando a getto continuo nuovi prodotti che replicano le migliori performance passate: dalle terre rare e la Mongolia con il certificato apposito sul mercato azionario mongolo (e non è una battuta: collocato a giugno sull’onda delle performance dell’anno precedente ora perde già il 25-30% come si può vedere qui ) al certificato che replica l’andamento in Borsa delle società che operano nei social network (vedi qui ), dalle società che investono sul nucleare a quelle “green”. Dammi qualcosa che sale e ti venderò il prodotto che vuoi.

Nel campo dei fondi d’investimento fra oltre 10.000 prodotti azionari, obbligazionari, legati alle materie prime, alle valute e perfino alla volatilità (sia se sale sia che scende) è facile capire che ce ne sarà sempre un piccolo numero che rispetto al mercato ha avuto un comportamento migliore.

E quindi perché non inserirli, sic et simpliciter, in portafoglio? Il bello (o meglio dire il brutto) è che numerosi poveri risparmiatori non hanno ancora capito come funziona questo mondo finanziario di lupi e agnelli. E di tonni, di cui c’è ogni anno c’è una regolare mattanza.

L’INVESTITORE “TONNO” CHE RISCHIA DI FINIRE NELLA RETE

Se non si capisce dove sta l’interesse della controparte finanziaria non si dovrebbe investire in Borsa, non comprando nulla (obbligazioni comprese). Perché se non si riesce a distinguere tra chi fa vera consulenza e chi piazza solo prodotti, tra chi consiglia il meglio per il Cliente e chi promuove il meglio per se stesso, tra chi fa leva sulle illusioni e su quello che uno vorrebbe sentirsi dire e chi dice le cose come stanno, per quanto sgradevole possa apparire, ci può essere una bella differenza.

....
In Borsa decenni di mercati finanziari insegnano che a volte è meglio star fermi un giro che non essere sempre investiti rincorrendo i temi finanziari dell’anno o del giorno prima se sotto non c’è una strategia. Perché a investire con lo specchietto retrovisore ci si può far male. E parecchio. Soprattutto quando si ricevono sempre consigli di acquisto e mai di vendita. Come accade alla maggior parte di coloro che comprano su suggerimento di figure professionali che elargiscono solo e esclusivamente consigli di acquisto e mai diranno di vendere, immobilizzando il loro portafoglio per anni. E raccontando la favoletta, quando le cose andranno male, che i fondi che hanno fatto comprare risaliranno o che quello che è accaduto era “imprevedibile” Naturalmente sempre confidando nel Dio del Lungo Periodo ....

...

fonte: QUEI CONSIGLI “FURBETTI” DI PROMOTORI FINANZIARI E BANCARI CHE VI VOGLIONO ANCORA VENDERE LA SCHEDINA DELLA SETTIMANA PRECEDENTE.
piccola_Tam non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-12-11, 00:09   #5 (permalink)
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Originalmente inviato da gorion83 Visualizza messaggio
Cosa dovrebbe essere fatto?
Innanzitutto gli investitori dovrebbero prendere il controllo dei loro destini finanziari, educare sè stessi, evitare di cedere agli spot e investire in un portafoglio di fondi passivi (nota: ETF per gli europei) ben diversificato. (anche Morningstar conclude, in uno studio lodevolmente onesto, che costi più bassi hanno risultati migliori nel predire la performance futura che le cinque stelle).
Una strategia di questo tipo riduce le commissioni pagate alla parassitaria industria del risparmio gestito, lasciando più soldi nelle mani degli investitori".
tutto bello ed in parte vero ...ma...
perchè mi chiedo un ingegnere, uno psicologo, un medico o un perito dovrebbero fare un corso di economia per poter meglio gestire i propri soldi?
Non ne hanno già abbastanza degli studi che devono sostenere per aggiornare le loro professionalità?
Certo, oggi un volo aereo si riesce a prendere online, così come un albergo in Honduras e magari ci costruiamo il mobiletto dell'ikea da soli con un bel trapano multiuso comprato da leroy merlin o simili ...ma esistono professionalità che sono difficilmente sostituibili.
Il nodo principale è il tempo!
Il tempo costa denaro!
E' questo l'elemento su cui ragionare!
Un lavoratore con basso reddito e grande patrimonio ha convenienza a spendere del proprio tempo per avere il migliore trade-off sugli investimenti!
Un lavoratore con alto reddito e grande patrimonio non ha convenienza a spendere ore ed ore per farsi una cultura finanziaria perchè gli conviene comprarla da un consulente o promotore, anche se questo comporterà una spesa e quindi un minor ritorno assoluto dai suoi investimenti!

I fondi esistono per questo e cioè consentire ad un sistema imperniato sulle commissioni indirette di pagare i propri operatori.

Quando la consulenza sarà accettata da tutti, si faranno etf e titoli a gratis, ma poi ci sarà una salata parcella in aggiunta!
cataflic non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-12-11, 18:51   #6 (permalink)
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Originalmente inviato da alvin_angel Visualizza messaggio
mazza... 50 ore per informarsi sui fondi... son tante...
Non solo sui fondi eh.. io intendevo Fondi, Asset Allocation, differenza tra asset class e modelli di gestione.
Citazione:


probabilmente anche sui Fondi si puo' guadagnare...
purche' si attui una semplice gestione attiva (timing entry-exit)...
i Fondi sono abbastanza direzionali quindi suggerirei di comprarli quando salgono e venderli quando scendono...

forse...
Non quoto tutto il resto, ma sono a grandi linee d'accordo

Su questo no però!
Non credo ci sia possibilità per "MedioMan" di fare timing. Se io compro di là c'è uno che vende, ed è probabilissimo che sia una banca d'affari, un fondo comune o un market maker.

Tra i due chi avrà ragione?

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Originalmente inviato da piccola_Tam Visualizza messaggio
In Borsa decenni di mercati finanziari insegnano che a volte è meglio star fermi un giro che non essere sempre investiti rincorrendo i temi finanziari dell’anno o del giorno prima se sotto non c’è una strategia. Perché a investire con lo specchietto retrovisore ci si può far male. E parecchio. Soprattutto quando si ricevono sempre consigli di acquisto e mai di vendita. Come accade alla maggior parte di coloro che comprano su suggerimento di figure professionali che elargiscono solo e esclusivamente consigli di acquisto e mai diranno di vendere, immobilizzando il loro portafoglio per anni. E raccontando la favoletta, quando le cose andranno male, che i fondi che hanno fatto comprare risaliranno o che quello che è accaduto era “imprevedibile” Naturalmente sempre confidando nel Dio del Lungo Periodo ....
Ciao, mi permetto anche qui di quotare solo la parte su cui non concordo.

Essere sempre investiti non è assolutamente un male. L'importante è non seguire le mode del momento, ma stabilire alcune asset class sui cui si vuole stare investiti e poi semplicemente starci. Sia davanti alla tempesta, che davanti al sole più splendente, ma avendo cura di ribilanciare e riportare il rischio allo stato iniziale

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Originalmente inviato da cataflic Visualizza messaggio
tutto bello ed in parte vero ...ma...
perchè mi chiedo un ingegnere, uno psicologo, un medico o un perito dovrebbero fare un corso di economia per poter meglio gestire i propri soldi?
Non ne hanno già abbastanza degli studi che devono sostenere per aggiornare le loro professionalità?

Il nodo principale è il tempo!
Il tempo costa denaro!
E' questo l'elemento su cui ragionare!
Per lo stesso motivo per cui un ingegnere, uno psicologo e un medico devono fare un corso per guidare un auto, o per cui due di loro devono capire quando è il caso di prendersi un Aulin e quando di mettersi a letto sotto alle coperte o per lo stesso motivo per cui tutti loro probabilmente passano ore a informarsi su quale pc/auto/tv sia migliore per loro.

Non dico che ci voglia un corso d'economia, ma un po' di sana auto-didattica partendo da risorse affidabili e disponibili in rete o in una biblioteca. Tanto per sapere che cosa ci sta dicendo la persona che abbiamo davanti e se ha senso o meno.

Un po' come quando vai a comprare la macchina.. se il venditore ti dice "Prenda questo 3.0 benzina, che consuma poco e ci fa un sacco di strada" tu che pensi? Peccato che se ti dicesse una castroneria simile un venditore di prodotti finanziari probabilmente la prenderesti per buona..
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Un lavoratore con basso reddito e grande patrimonio ha convenienza a spendere del proprio tempo per avere il migliore trade-off sugli investimenti!
Un lavoratore con alto reddito e grande patrimonio non ha convenienza a spendere ore ed ore per farsi una cultura finanziaria perchè gli conviene comprarla da un consulente o promotore, anche se questo comporterà una spesa e quindi un minor ritorno assoluto dai suoi investimenti!

I fondi esistono per questo e cioè consentire ad un sistema imperniato sulle commissioni indirette di pagare i propri operatori.

Quando la consulenza sarà accettata da tutti, si faranno etf e titoli a gratis, ma poi ci sarà una salata parcella in aggiunta!
I fondi sono strumenti, quindi non consentono un bel niente.

Avere un promotore bravo o un consulente bravo è molto importante per il motivo che dici tu. Ma io devo essere in grado di valutare se chi mi sta davanti è bravo, e non lo posso fare se non so di cosa sta parlando
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Vecchio 13-12-11, 20:13   #7 (permalink)
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Non è che i fondi e Sicav di diritto italiano siano tra i "migliori", comunque qui trovate l'analisi Ufficio Studi Mediobanca.

Dati di 1003 Fondi e SICAV italiani (1984-2010) | MBRES

presentazione
bodyhammer non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 13-12-11, 20:40   #8 (permalink)
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si inizia con il fai da te... si compra qualche AZIONE (magari partecipando a qualche IPO)...

dopo un po' si viene bastonati: "MAI + AZIONI in vita MIA!!! troppo riskio... meglio affidarsi agli esperti!!!"...

quindi si passa ad investire in FONDI su consiglio di consulenti/promotori...

vanno male: "MAI + FONDI in vita MIA!!! colpa dei gestori, sembravano fenomeni invece sono dei pagliacci!!! devo trovare qualcosa di meno volatile e che mi garantisca un'entrata costante!!!"...

quindi si passa ad investire in OBBLIGAZIONI...

purtroppo anche qui le cose non migliorano: "MAI + OBBLIGAZIONI in vita MIA!!! e pensare che mi avevan detto che eran sicure... d'ora in poi solo liquidita' e conti/deposito!!!"...
e arrivarono tasse sui conti e PATRIMONIALE...

basta con l'ITALIA!!!! porto tutto in SVIZZERA!!!

e alla fine crollo' pure la SVIZZERA ed il CHF....

MORALE: mai iniziare ad investire in prodotti finanziari...

SKERZOOOOOOO!!!!!
probabilmente anche sui Fondi si puo' guadagnare...
purche' si attui una semplice gestione attiva (timing entry-exit)...
i Fondi sono abbastanza direzionali quindi suggerirei di comprarli quando salgono e venderli quando scendono...

forse...
Savatage non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 13-12-11, 20:52   #9 (permalink)
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Non è che i fondi e Sicav di diritto italiano siano tra i "migliori", comunque qui trovate l'analisi Ufficio Studi Mediobanca.

Dati di 1003 Fondi e SICAV italiani (1984-2010) | MBRES

presentazione
Impressionante questa frase

Valutazione di lungo periodo: i rendimenti in un’ottica di lungo periodo sono ancora insoddisfacenti; chi avesse investito in tutti i fondi italiani negli ultimi 27 anni avrebbe subìto, rispetto ad un impiego annuale in Bot a 12 mesi, una perdita in conto capitale vicina al 90%.
Sulla base del tasso risk free, il frutto dei fondi aperti mette in evidenza una distruzione di valore pari ad oltre 130 miliardi di euro nell’ultimo decennio.

immaginato 130 miliardi di euro in più nelle tasche degli Italiani.
Altro che spread..
gorion83 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-12-11, 00:25   #10 (permalink)
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Su questo no però!
Non credo ci sia possibilità per "MedioMan" di fare timing. Se io compro di là c'è uno che vende, ed è probabilissimo che sia una banca d'affari, un fondo comune o un market maker.

Tra i due chi avrà ragione?


sui Fondi non ci sono controparti che vendono...
tu affidi i soldi ad una gestione (e ti viene attribuito il NAV di quel giorno)...
o c'e' qualcosa che mi sfugge?
magari non ho capito il senso?
MedioMan dopo un po' di studio non puo' far timing?!?!
a mio parere si'...
anzi... forse basterebbero meno di 5 minuti...
cmq se vuoi ci scommettiamo un dollaro...

cia'!!!

PS
ragione de che?!?!
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