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Banche Italia: garanzia pubblica, la Commissione europea dà il via libera
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  1. #21
    L'avatar di primipassi
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    Citazione Originariamente Scritto da pumba Visualizza Messaggio
    Ma veramente si può versare un assegno sul libretto postale?

    http://it.answers.yahoo.com/question...6021225AAubw6l

  2. Stanco della Pubblicità? Registrati

  3. #22
    L'avatar di stud29
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    prendo spunto da questa discussione per fare un domanda:Mio padre ha ricevuto un assegno Unicredt ma siccome non ha un conto corrente volevo sapere se può depositarlo sul conto corrente zerotondo di mia madre a 0 spese senza dover andare al filiale unicredit che lo ha emmesso?
    Grazie

  4. #23
    L'avatar di caccamo2
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    rendo spunto da questa discussione per fare un domanda:Mio padre ha ricevuto un assegno Unicredt ma siccome non ha un conto corrente volevo sapere se può depositarlo sul conto corrente zerotondo di mia madre a 0 spese senza dover andare al filiale unicredit che lo ha emmesso?
    Grazie
    se tuo padre "compare" sul conto di tua madre non dovrebbero esserci problemi, altrimenti deve andare nella filiale che ha emesso l'assegno e se l'importo non è troppo alto dovrebbero cambiarglielo.

    Un assegno NON TRASFERIBILE intestato a pinco pallino può essere versato solo su un conto intestato a pinco pallino o al limite in un conto dove pinco pallino è delegato, stop.

  5. #24
    L'avatar di stud29
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    sono circa 5 milla euro,le sue liquidazioni lavorative.Dite che la filiale potrebbe fare problemi a dargli i contanti?

  6. #25
    L'avatar di gorilla
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    Ma un libretto postale non risoverebbe tutto a monte?

  7. #26
    L'avatar di caccamo2
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    Citazione Originariamente Scritto da stud29 Visualizza Messaggio
    sono circa 5 milla euro,le sue liquidazioni lavorative.Dite che la filiale potrebbe fare problemi a dargli i contanti?


    al 90% non glielo cambiano, nessuna filiale è obbligata a cambiare assegni
    fino a 1000 euro di solito non ci sono problemi, ma 5k è abbastanza alto


    Il possessore dell’assegno bancario non ha verso la banca trattaria alcuna azione contrattuale diretta. Unico legittimato ad agire contro la banca trattaria, per l’eventualità di un’illegittima omissione di pagamento dell’assegno, è il correntista, atteso che solo nei confronti di quest’ultimo, nei limiti della convenzione di assegno e del rapporto di provvista, il trattario si è obbligato ad eseguire il pagamento stesso; conseguentemente, solo nei confronti del correntista è configurabile una responsabilità della banca trattaria per l’ingiustificato rifiuto di pagamento dell’assegno.
    a) La questione giuridica sottoposta all’attenzione di questo giudice, è sostanzialmente quella relativa alla esistenza o meno di un’azione diretta, nell’ambito del rapporto instauratosi a seguito dell’emissione di un assegno bancario, da parte del possessore del titolo nei confronti della banca trattaria, nel caso di mancato pagamento, che si assume ingiustificato, dell’assegno stesso.
    A tal quesito, questo giudice ritiene doversi dare risposta negativa.
    E’ stato in proposito evidenziato come, a differenza della cambiale tratta, l’assegno bancario non può essere accettato (cfr. artt. 4, 18 e 38 R.D. n. 1736/1933, c.d. Legge Assegni). Necessitato corollario di tale dato è che la banca, obbligata verso il correntista in base al sottostante rapporto di provvista in relazione alla convenzione di assegno, non è invece in alcun modo direttamente obbligata verso il possessore dell’assegno stesso. Conseguentemente, il possessore dell’assegno bancario non ha verso l’istituto di credito alcuna azione diretta, e ciò anche nell’eventualità che il rifiuto di pagamento sia illegittimo, perché anche in questo caso unico legittimato ad agire contro la banca sarebbe il correntista, atteso che solo nei confronti di quest’ultimo il trattario si è obbligato ad eseguire il pagamento, e solo nei confronti di quest’ultimo è quindi configurabile una responsabilità per l’ingiustificato rifiuto.

    L’assegno bancario: caratteri, effetti e differenze dalle figure affini
    L’assegno bancario è un tipico titolo di credito di cui, quindi, condivide i caratteri peculiari di astrattezza e cartolarità. Esso può essere all’ordine o al portatore. L’assegno bancario si configura come l’ordine dato dal traente (cliente della banca) al trattario (istituto di credito) di pagare una certa somma ad un terzo ovvero a se stesso. L’ordine citato, a sua volta, trova la sua giustificazione nella sussistenza di un rapporto di provvista in virtù del quale il traente ha la possibilità di disporre di una certa somma di danaro presso il trattario. Il rapporto di provvista, a sua volta, può essere costituto a mezzo di un contratto di conto corrente, di apertura di credito ovvero ancora a mezzo ulteriori e distinti strumenti negoziali che la prassi bancaria ha ideato e che consentono al traente di disporre di un certa liquidità presso la banca trattaria. Il meccanismo innanzi descritto è unanimemente ricondotto alla figura giuridica della delegazione di pagamento disciplinata all’art 1269 c.c. e successivi con la precisazione che ai sensi dell’art. 4 della legge 1736/1933 la banca non può accettare l’assegno medesimo. Ne consegue che l’istituto di credito trattario, non avendo assunto alcuna obbligazione nei confronti del possessore del titolo può rifiutare di pagare l’assegno presentato per l’incasso ancorché da chi sia legittimato nelle forme di legge tanto quando ritenga falsa la firma di traenza ovvero se manca uno dei requisiti propri dell’assegno ma anche quando ritenga opportuno non procedere al pagamento. In tale evenienza, ripetesi, non essendo potuta intervenire alcuna accettazione dell’assegno e, quindi, dell’ordine da parte della banca e, pertanto, non essendosi potuto instaurare alcun rapporto tra la banca medesima ed il possessore del titolo, quest’ultimo non ha alcuna azione contrattuale nei confronti della prima. Ne consegue che il possessore dell’assegno dovrà rivolgersi per il pagamento delle somme indicate nel titolo direttamente al traente. Tra quest’ultimo e la banca sussiste invece un rapporto contrattuale in virtù del quale la banca si è obbligata nei confronti del cliente a pagare le somme da questo richieste. Ne consegue che l’illegittimità del rifiuto di pagare l’assegno bancario integra gli estremi dell’inadempimento contrattuale con tutte le conseguenze allo stesso collegate.

  8. #27

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    Detta così un assegno sarebbe carta straccia. Se per incassarlo devo portarmi il traente in banca tanto vale che stacchi l'assegno.
    I soliti cavilli per far aprire conti correnti a tutti.

  9. #28
    L'avatar di stud29
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    sono circa 5 milla euro,le sue liquidazioni lavorative.Dite che la filiale potrebbe fare problemi a dargli i contanti?
    Allora quale sarebbe la soluzione,solo il libretto postale ordinario?

  10. #29

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    Magari chiedi in filiale se ricevendo la delega sul conto di tua madre glielo fanno incassare. Con me hanno fatto così, ma hanno ribadito che si è trattato di un favore e che lo facevano solo per quella volta.

  11. #30
    L'avatar di sologin
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    Se è solo delgato non puo' versarlo sul conto corrente di tua mamma; se vuoi andare sul liscio apri il primo del mese lo zerotondo, versi l'assegno, dopo 10 giorni prelevi tutti e chiudi il c/c; costo totale: 2.85 di bollo + 3 eur di e/c di chiusura, una "perdita" accettabile raffrontata all'importo dell'assegno.

    PS non per farmi gli affari tuoi, ma tuo papa' se li tiene sotto il materasso tutti quei soldini?

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