Joseph Nissim è morto a cento anni. Di cui due passati a combattere l’Italia e settanta a contribuire prima al Boom economico e, poi, alla stabilità finanziaria di molte migliaia di famiglie del Bel Paese e ai consumi di altri milioni di italiani e non solo.

Sì, perché quest’uomo, nato a Salonicco da una famiglia israelitica e fuggito giusto in tempo per non finire sterminato insieme al 98% degli abitanti di quella che fu la maggiore comunità ebraica in Europa, si arruolò come volontario nella Royal Air Force, partecipò come paracadutista alla grande battaglia di El Alamein e concluse la guerra con una medaglia al valor militare. Poi, decise di stabilirsi in Italia, più precisamente a Milano, dove mise in piedi una fiorente attività di import-export: dopo una iniziale collaborazione con l’americana Procter & Gamble, si accorse di non voler lavorare sotto un “padrone” e si mise in proprio con la sua Bolton. La ricetta era semplice ma geniale, come molte altre iniziative che contribuirono al successo dell’Italia nel dopo guerra, prima che cominciassimo a auto-castrarci: puntare su prodotti in sintonia con i gusti di massa, supportati da slogan diretti, “comprensibili da Torino a Catania”, come ripeteva lui. Dopo aver cominciato a far sul serio con il tonno Rio Mare, Nissim acquisì aziende decotte e non ne fece spezzatini, ma le rilanciò. Sono i casi di Fornet e Collistar, Vetril e Merito, Neutro Roberts e Somatoline, Omino Bianco e Bostik. Alzi la mano chi non è stato suo cliente!

È morto ieri, alla bella età di 100 anni, pianto da 5 mila dipendenti, in gran parte italiani. Pur realizzando quasi la metà dei ricavi in Italia, a livello internazionale colossi come Procter & Gamble e Unilever lo hanno sempre guardato come un concorrente al loro livello. E pensare che ex colossi come il fu gruppo FIAT da decenni ci insegnano che il mercato italiano non conta…

Del militare, Nissim ha sempre conservato la riservatezza e la dignità della vita privata, la meticolosità e la puntualità nell’esecuzione e nella consegna dei prodotti. Non a caso ha fatto una fortuna mettendo sugli scaffali dei supermercati, come l’Esselunga dell’altro grande vecchio, Bernardo Caprotti, scomparso anche lui da pochi anni a oltre novant’anni, “paracadutandoli” a tutti noi.