Sembra partito un sell off tremendo - Pagina 6
Moody’s porta l’Italia a un passo dal rating Junk, Salvini ci ride su: ‘con outlook stabile ottimo avvicinamento al derby’
Moody’s non risparmia l’Italia e come da attese taglia il rating di un gradino portandolo a Baa3 da Baa2, a un solo gradino dal rating “junk” (spazzatura). L’outlook è stato …
Parole Moscovici rasserenano Piazza Affari, spread scende a 312. Tonfo di Pirelli
Pierre Moscovici manda segnali di distensione e contribuisce alla discesa dello spread e alla risalita dai minimi di Piazza Affari. Il Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,04% a …
Bce: l’era dei tassi negativi (sui depositi) finirà solo nel 2020, primo ritocco a settembre 2019
La Bce porrà effettivamente fine alla sua politica ultra accomodante nel gennaio del 2020 e inizierà a pagare i depositi otto mesi dopo. L’avvio è previsto per settembre del prossimo …
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Prima 456

  1. #51
    L'avatar di ciroascarone
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    Ed ha permesso a uno come Di Maio di distruggere l’Italia

    Se Di Maio merita 2 Renzi merita -5
    giutso...va sempre ricordato che è per colpa dei pdokki se ora ci troviamo questi pisquani, che hanno fatto presa sigli analfabeti finanziari, che cercano di distruggere i risparmi degli italiani al governo

  2. #52
    L'avatar di deltamarco
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    Citazione Originariamente Scritto da franz.old Visualizza Messaggio
    è.

    Era
    Si quando c’ era gentiloni a maggio andava tutto bene...

  3. #53

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    Su tutto
    Azioni obbligazioni tutto
    Sinora aveva retto quest anno la sola America
    I paesi emergenti erano andati ko
    Adesso tutto sembra partito in modo violento
    Sicuramente come sempre un eccesso
    Però inizia la cosa ad esser preoccupante
    Il dax è al 10% circa meno di marzo 2015
    La Cina quest’anno sarà a meno 30
    Con la fine del Qe ci sarà solo da piangere
    Cose simili le ricordo prima della grande crisi, quando ancora si parlava solo di bearn con crolli violenti e poi riequilibri

    Certo che ora scende qualsiasi asset class , non è bello nell’insieme e non per chi è investito che tanto ha anni a disposizione (a meno che non sia il classico sciroccato) ma per l’economia mondiale che scricchiola fortemente così

    Lo spread BTp-Bund oltre 500 punti

    Luca Davi09 novembre 2011
    MILANO
    La grande incognita riguarda oggi, quando si capirà quale è la reazione dei mercati obbligazionari all'annuncio, arrivato in serata, delle prossime dimissioni di Silvio Berlusconi. Ma se si guarda a ieri, e alla forbice tra BTp e Bund, si capisce quale sia il livello di guardia raggiunto dal rischio del debito italiano: lo spread ha sfondato quota 500 punti base e raggiunto così nuovi record.
    Complici le forti incertezze che per tutta la giornata hanno pesato sullo scenario politico italiano, il differenziale di rendimento tra i due titoli di Stato ha raggiunto il 5,005%, il massimo dai tempi dell'introduzione dell'euro. Una quota, questa, toccata alle 18.05 sulla piattaforma Thomson-Reuters, dopo la chiusura del mercato dei BTp. A mercati aperti, il rendimento del titolo di Stato decennale è salito anch'esso a quote record: in chiusura lo yield si è attestato al 6,797%, dopo aver toccato il picco del 6,802% pochi minuti prima.
    Come accaduto lunedì, anche ieri la seduta è stata dunque scandita dalle vicende politiche italiane. Dopo essere progressivamente sceso fino al 6,59%, alle 16.15 lo spread ha ripreso progressivamente quota in un incalzare senza pause: è stato allora, infatti, che il voto sul rendiconto di Bilancio è stato approvato alla Camera con 308 voti a favore. Il provvedimento è insomma passato ma senza la maggioranza assoluta. Un dettaglio, questo, che potrebbe aver aumentato la confusione degli investitori internazionali sulle prospettive dell'Italia e agevolato quindi i flussi delle vendite dei nostri titoli di Stato.
    A far salire la tensione ieri ha contribuito anche la diffusione della notizia che Lch Clearnet, che gestisce la stanza di compensazione per le transazioni internazionali di bond e pronti contro termine, avrebbe aumentato i margini di garanzia sui BTp. Un'ipotesi che aumenterebbe i costi di detenere titoli di stato italiani determinando un'ulteriore pressione di vendita su tali titoli. I rumors - diffusi dal Wall Street Journal - sono stati però presto smentiti direttamente dalla società indipendente londinese, seconda per importanza al mondo.
    Il rendimento dei titoli di Stato italiani, ora, è a un passo dal 7% ritenuto da molti come un livello di non ritorno. Sfondando quel tetto, infatti, paesi come Grecia, Portogallo e Spagna hanno dovuto ricorrere agli aiuti economici europei. Difficile dire se per l'Italia possa valere lo stesso discorso, anche alla luce del fatto che la stessa Banca d'Italia nei giorni scorsi ha segnalato che tassi all'8% sarebbero sostenibili per i conti italiani. Di certo, tuttavia, «è difficile credere che questo tipo di rendimenti obbligazionari possano essere tollerabili per lungo tempo», segnala un analista obbligazionario.
    La nuova impennata degli spread ha spinto del resto a intervenire sul tema anche diverse personalità politiche ed economiche. Tra queste, c'è il commissario europeo agli Affari economici Olli Rehn, che ha avvertito che «la situazione economica e finanziaria dell'Italia è molto preoccupante». Per quanto concerne gli spread dei bond italiani, certamente «siamo preoccupati per la situazione che stiamo seguendo molto da vicino, ma non voglio fare commenti o sostenere che un particolare livello é drammatico», ha aggiunto il commissario Ue.
    Anche Emma Marcegaglia ha segnalato i rischi che incombono sull'economia italiana con tassi così alti. «Con uno spread a 500 punti base non possiamo andare avanti a lungo» ha detto la leader degli industriali intervenendo all'inaugurazione del salone del motociclo alla Fiera di Milano. Uno spread così «significa una restrizione del credito enorme» ma anche una «molto scarsa credibilità sui mercati» e «una situazione per i conti pubblici non sostenibile», ha aggiunto il presidente di Confindustria. In linea anche Roberto Nicastro, direttore generale di UniCredit, secondo cui «i Btp così alti sono un veleno per la nostra economia».

  4. #54
    L'avatar di ciroascarone
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    Citazione Originariamente Scritto da deltamarco Visualizza Messaggio
    Si quando c’ era gentiloni a maggio andava tutto bene...
    beh...borse sui massimio spread a 120, pil a + 1,6% e curva debito pil che aveva iniziato da qualche tempo ad invertirsi....in confronto ad ora era un bengodi

  5. #55

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    Citazione Originariamente Scritto da deltamarco Visualizza Messaggio
    Si quando c’ era gentiloni a maggio andava tutto bene...
    avevate sparato la cavolata del colpo di spugna dei 250 miliardi di euro e grazie a questa a Milano abbiamo innestato la marcia indietro e non l abbiamo ancora tolta

    E sulla 7 stanno parlando ora di charter che arrivano dalla Germania carichi di negri

  6. #56

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    Lo spread BTp-Bund oltre 500 punti

    Luca Davi09 novembre 2011
    MILANO
    La grande incognita riguarda oggi, quando si capirà quale è la reazione dei mercati obbligazionari all'annuncio, arrivato in serata, delle prossime dimissioni di Silvio Berlusconi. Ma se si guarda a ieri, e alla forbice tra BTp e Bund, si capisce quale sia il livello di guardia raggiunto dal rischio del debito italiano: lo spread ha sfondato quota 500 punti base e raggiunto così nuovi record.
    Complici le forti incertezze che per tutta la giornata hanno pesato sullo scenario politico italiano, il differenziale di rendimento tra i due titoli di Stato ha raggiunto il 5,005%, il massimo dai tempi dell'introduzione dell'euro. Una quota, questa, toccata alle 18.05 sulla piattaforma Thomson-Reuters, dopo la chiusura del mercato dei BTp. A mercati aperti, il rendimento del titolo di Stato decennale è salito anch'esso a quote record: in chiusura lo yield si è attestato al 6,797%, dopo aver toccato il picco del 6,802% pochi minuti prima.
    Come accaduto lunedì, anche ieri la seduta è stata dunque scandita dalle vicende politiche italiane. Dopo essere progressivamente sceso fino al 6,59%, alle 16.15 lo spread ha ripreso progressivamente quota in un incalzare senza pause: è stato allora, infatti, che il voto sul rendiconto di Bilancio è stato approvato alla Camera con 308 voti a favore. Il provvedimento è insomma passato ma senza la maggioranza assoluta. Un dettaglio, questo, che potrebbe aver aumentato la confusione degli investitori internazionali sulle prospettive dell'Italia e agevolato quindi i flussi delle vendite dei nostri titoli di Stato.
    A far salire la tensione ieri ha contribuito anche la diffusione della notizia che Lch Clearnet, che gestisce la stanza di compensazione per le transazioni internazionali di bond e pronti contro termine, avrebbe aumentato i margini di garanzia sui BTp. Un'ipotesi che aumenterebbe i costi di detenere titoli di stato italiani determinando un'ulteriore pressione di vendita su tali titoli. I rumors - diffusi dal Wall Street Journal - sono stati però presto smentiti direttamente dalla società indipendente londinese, seconda per importanza al mondo.
    Il rendimento dei titoli di Stato italiani, ora, è a un passo dal 7% ritenuto da molti come un livello di non ritorno. Sfondando quel tetto, infatti, paesi come Grecia, Portogallo e Spagna hanno dovuto ricorrere agli aiuti economici europei. Difficile dire se per l'Italia possa valere lo stesso discorso, anche alla luce del fatto che la stessa Banca d'Italia nei giorni scorsi ha segnalato che tassi all'8% sarebbero sostenibili per i conti italiani. Di certo, tuttavia, «è difficile credere che questo tipo di rendimenti obbligazionari possano essere tollerabili per lungo tempo», segnala un analista obbligazionario.
    La nuova impennata degli spread ha spinto del resto a intervenire sul tema anche diverse personalità politiche ed economiche. Tra queste, c'è il commissario europeo agli Affari economici Olli Rehn, che ha avvertito che «la situazione economica e finanziaria dell'Italia è molto preoccupante». Per quanto concerne gli spread dei bond italiani, certamente «siamo preoccupati per la situazione che stiamo seguendo molto da vicino, ma non voglio fare commenti o sostenere che un particolare livello é drammatico», ha aggiunto il commissario Ue.
    Anche Emma Marcegaglia ha segnalato i rischi che incombono sull'economia italiana con tassi così alti. «Con uno spread a 500 punti base non possiamo andare avanti a lungo» ha detto la leader degli industriali intervenendo all'inaugurazione del salone del motociclo alla Fiera di Milano. Uno spread così «significa una restrizione del credito enorme» ma anche una «molto scarsa credibilità sui mercati» e «una situazione per i conti pubblici non sostenibile», ha aggiunto il presidente di Confindustria. In linea anche Roberto Nicastro, direttore generale di UniCredit, secondo cui «i Btp così alti sono un veleno per la nostra economia».
    abbiam visto di peggio.

  7. #57
    L'avatar di ciroascarone
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    avevate sparato la cavolata del colpo di spugna dei 250 miliardi di euro e grazie a questa a Milano abbiamo innestato la marcia indietro e non l abbiamo ancora tolta
    altro che toglierla....quì si accelera a max velocità sempre di più....una simca 1000 di cartapesta che pretende di buttare giù la diga di assuan andandoci a sbattere contro

  8. #58

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    Lo spread BTp-Bund oltre 500 punti

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    La grande incognita riguarda oggi, quando si capirà quale è la reazione dei mercati obbligazionari all'annuncio, arrivato in serata, delle prossime dimissioni di Silvio Berlusconi. Ma se si guarda a ieri, e alla forbice tra BTp e Bund, si capisce quale sia il livello di guardia raggiunto dal rischio del debito italiano: lo spread ha sfondato quota 500 punti base e raggiunto così nuovi record.
    Complici le forti incertezze che per tutta la giornata hanno pesato sullo scenario politico italiano, il differenziale di rendimento tra i due titoli di Stato ha raggiunto il 5,005%, il massimo dai tempi dell'introduzione dell'euro. Una quota, questa, toccata alle 18.05 sulla piattaforma Thomson-Reuters, dopo la chiusura del mercato dei BTp. A mercati aperti, il rendimento del titolo di Stato decennale è salito anch'esso a quote record: in chiusura lo yield si è attestato al 6,797%, dopo aver toccato il picco del 6,802% pochi minuti prima.
    Come accaduto lunedì, anche ieri la seduta è stata dunque scandita dalle vicende politiche italiane. Dopo essere progressivamente sceso fino al 6,59%, alle 16.15 lo spread ha ripreso progressivamente quota in un incalzare senza pause: è stato allora, infatti, che il voto sul rendiconto di Bilancio è stato approvato alla Camera con 308 voti a favore. Il provvedimento è insomma passato ma senza la maggioranza assoluta. Un dettaglio, questo, che potrebbe aver aumentato la confusione degli investitori internazionali sulle prospettive dell'Italia e agevolato quindi i flussi delle vendite dei nostri titoli di Stato.
    A far salire la tensione ieri ha contribuito anche la diffusione della notizia che Lch Clearnet, che gestisce la stanza di compensazione per le transazioni internazionali di bond e pronti contro termine, avrebbe aumentato i margini di garanzia sui BTp. Un'ipotesi che aumenterebbe i costi di detenere titoli di stato italiani determinando un'ulteriore pressione di vendita su tali titoli. I rumors - diffusi dal Wall Street Journal - sono stati però presto smentiti direttamente dalla società indipendente londinese, seconda per importanza al mondo.
    Il rendimento dei titoli di Stato italiani, ora, è a un passo dal 7% ritenuto da molti come un livello di non ritorno. Sfondando quel tetto, infatti, paesi come Grecia, Portogallo e Spagna hanno dovuto ricorrere agli aiuti economici europei. Difficile dire se per l'Italia possa valere lo stesso discorso, anche alla luce del fatto che la stessa Banca d'Italia nei giorni scorsi ha segnalato che tassi all'8% sarebbero sostenibili per i conti italiani. Di certo, tuttavia, «è difficile credere che questo tipo di rendimenti obbligazionari possano essere tollerabili per lungo tempo», segnala un analista obbligazionario.
    La nuova impennata degli spread ha spinto del resto a intervenire sul tema anche diverse personalità politiche ed economiche. Tra queste, c'è il commissario europeo agli Affari economici Olli Rehn, che ha avvertito che «la situazione economica e finanziaria dell'Italia è molto preoccupante». Per quanto concerne gli spread dei bond italiani, certamente «siamo preoccupati per la situazione che stiamo seguendo molto da vicino, ma non voglio fare commenti o sostenere che un particolare livello é drammatico», ha aggiunto il commissario Ue.
    Anche Emma Marcegaglia ha segnalato i rischi che incombono sull'economia italiana con tassi così alti. «Con uno spread a 500 punti base non possiamo andare avanti a lungo» ha detto la leader degli industriali intervenendo all'inaugurazione del salone del motociclo alla Fiera di Milano. Uno spread così «significa una restrizione del credito enorme» ma anche una «molto scarsa credibilità sui mercati» e «una situazione per i conti pubblici non sostenibile», ha aggiunto il presidente di Confindustria. In linea anche Roberto Nicastro, direttore generale di UniCredit, secondo cui «i Btp così alti sono un veleno per la nostra economia».

  9. #59
    L'avatar di deltamarco
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    beh...borse sui massimio spread a 120, pil a + 1,6% e curva debito pil che aveva iniziato da qualche tempo ad invertirsi....in confronto ad ora era un bengodi
    Appunto borse sui massimi, Salvini e di maio hanno fatto crollare wall street, che cazzarola di duo...

    Ma vi leggete??? Io penso che voi siate una burletta, na macchietta, ma come fate a scrivere ste menate... Salvini affossa la Apple e DB

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