Visualizza versione completa : Immobiliare: Preoccupanti segnali premonitori (3)
Lou Cypher
10-08-07, 12:36
Non dimentichiamo il titolo del thread da me aperto qualche mese fa e su qui stiamo ora scrivendo: "PREOCCUPANTI SEGNALI PREMONITORI"...
Lou Cypher
10-08-07, 12:37
Aumentare i tassi non dovrebbe significare diminuzione di liquidita' in giro ?.. Ma non e' contro a quello che stanno facendo ? :confused:
Esattamente...stanno facendo la figura dei perfetti incompetenti...
non vorrei che finisse che la bce se la fà sotto per sta storia dei subrime e comincia a riabbassare i tassi (quest'ultima mossa altrimenti che vuol dire?), pensando tra inflazione e recessione preferisco la prima.
A quel punto COLPO DI CODA dell'immobiliare con conseguente suicidio di massa degli shorters...
io per non sapere nè leggere nè scrivere un'occhiata agli annunci immobiliare gliela darò oggi...
Infatti, ma cosi' non si rischia di dover abbassare i tassi e far correre l'inflazione ? Non sarebbe un'azione suicida ? Non ci tocca che aspettare e vedere che cosa bolle in pentola :D
Certo una volta che l'inflazione riprende a correre, con l'economia che e' da anni che non va oltre il 3% in Europa, sarebbe la batosta finale..
Esattamente...stanno facendo la figura dei perfetti incompetenti...
dici, eh?
PRIMA alzano i tassi... e scateno il casino !!!
perche' il casino con le cartolarizzazioni subprime, alt-A e ARM si e' scatenato con le prevedibili insolvenze dei mutuatari, una volta che:
- la fase-interest-only dei mutui omonimi finisce (now you gotta start paying the principal, diceva un ottimo video su youtube)
- gli ARM devono "adeguarsi" al rialzo (vedi "schedule" sotto)
e POI che fanno?
le varie banche sono nei casini: almeno 3 grosse banche UE "congelano" dei grossi fondi, per impedire la fuga di liquidita', non si prestano piu' i soldi a vicenda (hanno paura?)...
e POI prestano alle banche al 4,10% quello che ieri avevano preso al 4% da emissioni di titoli di stato (che sono andate a ruba ultimamente...)
fin qui tutto bene...
fin qui tutto bene...
fin qui tutto bene...
...qualcuno atterrera' morbido,
altri un po' meno...
http://www.bubbleinfo.com/statistics-2007/2007/3/15/arm-reset-schedule.html
Bastaconibimbi
10-08-07, 12:57
Aumentare i tassi non dovrebbe significare diminuzione di liquidita' in giro ?.. Ma non e' contro a quello che stanno facendo ? :confused:
Scusa la filosofia ma bisogna cogliere la differenza fra denaro e moneta.....
Aumentando i tassi si riduce liquidità perchè la gente chiede meno prestiti e le banche stampano meno denaro 'virtuale' (i pagherò esattamente come i mutui le carte di credito che posticipano i pagamenti etc etc sono denaro che oggi non c'è e si pensa esisterà fra 1 anno o 2 o 3 o 40 anni).
Quando ti dicono che c'è rischio inflazione perchè aumenta la massa monetaria significa che si è saliti su una giostra che gira troppo veloce....
Esempio.... io ti vendo una casa a 1.000.000 di euro... tu la compri e chiedi un mutuo... la banca scrive su un pezzettino di carta '1.000.000 di euro'.... tu dai questo pezzettino di carta a me e siccome non posso spendermelo tutto in pane e mortadella vado in banca e lo deposito sul mio c.c.
A questo punto la banca guadagna il 5% ogni anno, io ho 1.000.000 di euro che non avevo, tu avrai una casa che però già esisteva....
E' stato creato quindi 1.000.000 di euro che oggi è in circolazione ma che solo negli anni a seguire si creerà come ricchezza reale (semprechè lavori, produci e paghi la rata del mutuo)
Se si alzano i tassi... tu non farai il mutuo, io non troverò compratore e magari dovrò chiedere 700.000 euro, magari se la vendo la venderò a chi non fa il mutuo al 100% (perchè gli interessi da pagare sarebbero troppo elevati)ma magari al 30-40% come avveniva anni fa... quindi si crea meno denaro virtuale (la chiamano liquidità).
Creare moneta invece (è quello che hanno fatto con queste 2 emissioni da 150 miliardi di euro) significa dare alle banche la possibilità di pagarmi nel caso me la faccio sotto, vado in banca e chiedo il mio milione di euro in monete da 100 euro.
Tutto questo crea svalutazione della moneta, sull'inflazione la creazione di questa moneta è ridicola numericamente rispetto al denaro che le banche hanno creato in questi anni.
Ma una cosa è certa... ABBASSARE I TASSI NON E' POSSIBILE
Lou Cypher
10-08-07, 13:01
Ho fondati timori che sia l'inizio di una lunga fase recessiva e per noi, con 2.000 miliardi di debito pubblico-parapubblico e 80 miliardi di soli interessi , potrebbe andare ancora peggio...
Sto sentendo al Tg5 il raccontino confezionato per le masse...
Durata: 2:25", compreso l'intervento di Trombin...
Mi piacerebbe sentire l'opinione di un "Nostradamus" del forum..
Secondo me ( e parlo da novizio totale, quindi bacchettatemi pure se scrivo qualcosa di inesatto ) la BCE non potra' fare a meno di un ritocco in su dei tassi, perche' se non lo fanno, si prospettano scenari economici ben piu' disastrosi della sola crisi dei mutui..
l'intervento di Trombin...
Paolo Trombin se non erro..
Un nome una garanzia :D
Comunque adesso possiamo dire in modo ufficiale che la "fantomatica quanto mai paventata" crisi dei mutui e' realta'..
Siori e siore le danze sono aperte
Lou Cypher
10-08-07, 13:07
Mi piacerebbe sentire l'opinione di un "Nostradamus" del forum..
Secondo me ( e parlo da novizio totale, quindi bacchettatemi pure se scrivo qualcosa di inesatto ) la BCE non potra' fare a meno di un ritocco in su dei tassi, perche' se non lo fanno, si prospettano scenari economici ben piu' disastrosi della sola crisi dei mutui..
Lo vado dicendo, e non solo io, da un anno...
Ho fondati timori che sia l'inizio di una lunga fase recessiva e per noi, con 2.000 miliardi di debito pubblico-parapubblico e 80 miliardi di soli interessi , potrebbe andare ancora peggio...
Sto sentendo al Tg5 il raccontino confezionato per le masse...
Durata: 2:25", compreso l'intervento di Trombin...
E in una lunga fase recessiva si alzano i tassi?????
Lou Cypher
10-08-07, 13:17
E in una lunga fase recessiva si alzano i tassi?????
E in una lunga fase recessiva, saranno COSTRETTI a farlo, a meno di non assistere ad una inflazione al 5% con le tonnellate di "fresca stampa" di ieri, oggi e quella che dovranno immettere...
Era quello che pensavo io ! :yes: :yes:
Bastaconibimbi
10-08-07, 13:27
Mi piacerebbe sentire l'opinione di un "Nostradamus" del forum..
Secondo me ( e parlo da novizio totale, quindi bacchettatemi pure se scrivo qualcosa di inesatto ) la BCE non potra' fare a meno di un ritocco in su dei tassi, perche' se non lo fanno, si prospettano scenari economici ben piu' disastrosi della sola crisi dei mutui..
No non li abbasserà anzi li deve alzare... ma di quanto? Si fermerà solo quando il rapporto fra investimento e interessi sarà così negativo da impedire ai più di chiedere prestiti (così si sgonfia la liquidità virtuale messa in giro)
Ad esempio l'immobiliare.... se comprare un immobile si guadagna il 5% di affitto e si paga il 3% di mutuo (come avveniva fino ad 1 anno fa) la gente si indebita per comprare anche 2 o 3 appartamenti.... se il rapporto è 5%/5% meno persone ma ancora molte compreranno... se il rapporto è 5%/7% magari comprerà solo chi gli serve la prima casa (30-40% delle compravendite attuali??)....
Strumenti finanziari.... se mi posso indebitare al 2-3 % (ma anche allo 0,5% se posso chiedere soldi in giappone) ed investire in strumenti che mi rendono il 4-5%... creo milioni e milioni di euro di denaro virtuale.
Questo ragionamento ti dà anche un'idea di quello che potrà essere il target finale dei rialzi dei tassi (semprechè la situazione non sfugga di mano) .... 6% o forse 7% o magari 8% ?
Il rischio Argentina però per moltissime persone, molte aziende, qualche istituto bancario e anche 1 o 2 paesi esiste e credo si verificherà
Ora che il disastro si sta profilando dove restano i gufi che inneggiavano alla crisi dell´immobiliare e che pensavano che una discesa dei prezzi fosse possibile senza una ben piu grande crisi sistemica che la causasse?
che dire? di certo, la bolla non l'ho alimentata io... vado in banca e sposto dai pronti contro termine ai titoli di stato... :eek:
No non li abbasserà anzi li deve alzare... ma di quanto? Si fermerà solo quando il rapporto fra investimento e interessi sarà così negativo da impedire ai più di chiedere prestiti (così si sgonfia la liquidità virtuale messa in giro)
Ad esempio l'immobiliare.... se comprare un immobile si guadagna il 5% di affitto e si paga il 3% di mutuo (come avveniva fino ad 1 anno fa) la gente si indebita per comprare anche 2 o 3 appartamenti.... se il rapporto è 5%/5% meno persone ma ancora molte compreranno... se il rapporto è 5%/7% magari comprerà solo chi gli serve la prima casa (30-40% delle compravendite attuali??)....
Strumenti finanziari.... se mi posso indebitare al 2-3 % (ma anche allo 0,5% se posso chiedere soldi in giappone) ed investire in strumenti che mi rendono il 4-5%... creo milioni e milioni di euro di denaro virtuale.
Questo ragionamento ti dà anche un'idea di quello che potrà essere il target finale dei rialzi dei tassi (semprechè la situazione non sfugga di mano) .... 6% o forse 7% o magari 8% ?
Il rischio Argentina però per moltissime persone, molte aziende, qualche istituto bancario e anche 1 o 2 paesi esiste e credo si verificherà
Cioè fammi capire. Stai parlando di area USA o Euro? Tassi all'8%?
Con gli Usa di fatto in recessione (inflazione al 6% reale e crescita GDP a tassi intorno al 2%)?
E chi consumerà se il l'americano medio ha grosse difficoltà nel ripagare i debiti? Con l'immobiliare che scende e da cui non può estrarre più liquidità per consumare? Considerando che anche in area Euro i consumi languono e i cinesi non consumano e investono in titoli del debito pubblico americano?
Lou Cypher
10-08-07, 13:45
2007-08-10 11:46
Nel secondo trimestre il pil ha registrato una crescita dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (+0,3% nel trimestre precedente). Lo ha reso noto l'Istat sulla base delle stime preliminari. Su base annua nel secondo trimestre la crescita del pil rallenta all'1,8% rispetto al più 2,3% del primo trimestre.
"Con questa crescita nel secondo trimestre, il Pil acquisito 2007 è dell'1,5%", sottolinea l'Istat. Dalle analisi delle tabelle diffuse emerge che la variazione congiunturale registrata nel secondo trimestre 2007 é la più bassa dal quarto trimestre del 2005 (che si era chiuso con -0,1%). La variazione tendenziale, invece, è la minore dal terzo trimestre 2006 (che si era chiuso con un +1,6%). In termini tendenziali "c'é un rallentamento", spiegano all'Istat. "Nel secondo trimestre del 2007 il Prodotto interno lordo, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dell'1,8% rispetto al secondo trimestre del 2006", si legge nel comunicato diffuso dall'Istat, dove si precisa che "il risultato congiunturale del Pil è la sintesi di un aumento del valore aggiunto dei servizi e di una diminuzione di quello dell'agricoltura e dell'industria. Il secondo trimestre del 2007 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e una giornata in più rispetto al secondo trimestre del 2006". Nella nota l'Istat ricorda come nel secondo trimestre dell'anno il Pil è cresciuto in termini congiunturali dello 0,8% nel Regno Unito e negli Stati Uniti. In termini tendenziali, il Pil è cresciuto del 3% nel Regno Unito e dell'1,8% negli Stati Uniti.
(F. Ansa)
Lou Cypher
10-08-07, 13:50
Cioè fammi capire. Stai parlando di area USA o Euro? Tassi all'8%?
Con gli Usa di fatto in recessione (inflazione al 6% reale e crescita GDP a tassi intorno al 2%)?
E chi consumerà se il l'americano medio ha grosse difficoltà nel ripagare i debiti? Con l'immobiliare che scende e da cui non può estrarre più liquidità per consumare? Considerando che anche in area Euro i consumi languono e i cinesi non consumano e investono in titoli del debito pubblico americano?
Di fatto, anche se si sgoleranno per dirci che non è così, siamo entrati in recessione (vedasi comunicato Ansa Pil sopra).
E io che ho detto?????
Come si fa a dire che i tassi cresceranno in questa situazione?
Di fatto, anche se si sgoleranno per dirci che non è così, siamo entrati in recessione (vedasi comunicato Ansa Pil sopra).
STAGFLAZIONE ale' ale'
Lou Cypher
10-08-07, 13:58
STAGFLAZIONE ale' ale'
Laplace, caz.zo! Siamo tutti nella stessa barca!
Bastaconibimbi
10-08-07, 14:00
Cioè fammi capire. Stai parlando di area USA o Euro? Tassi all'8%?
Con gli Usa di fatto in recessione (inflazione al 6% reale e crescita GDP a tassi intorno al 2%)?
E chi consumerà se il l'americano medio ha grosse difficoltà nel ripagare i debiti? Con l'immobiliare che scende e da cui non può estrarre più liquidità per consumare? Considerando che anche in area Euro i consumi languono e i cinesi non consumano e investono in titoli del debito pubblico americano?
Senti, io credo che tutti noi abbiamo la memoria troppo corta... ciò che vediamo attorno a noi ci sembra l'unico mondo possibile. Se ti sforzi oggi ti viene difficile ricordare anche solo le condizioni del 1993... come stavamo? eravamo più ricchi o più poveri? quanto era il TUS e quanto costava il pane?
Ciò che ti sembra impossibile da pensare oggi magari era la normalità qualche anno fa...
Ma pensaci un attimo.... perchè si è creato questo ipersviluppo della economia edile e finanziaria e al contrario l'economia reale si è sviluppata molto poco?
Perchè con questo tipo di economia viene premiato il rischio limitato... mi conviene investire 1.000.000 di euro in capacità produttiva (macchinari, punti vendita, sviluppo etc etc) o in immobili?
La rendita industriale post tasse quant'è? e il rischio impresa?
La rendita immobiliare quant'è? e il rischio finanziario?
Con i tassi alti vengono messi fuori gioco gli investimenti parassitari e le rendite e diventano economici solo quelli industriali.
Ripeto non so dirti a quanto arriveranno ma credo che al di sotto del 6-7-8 % i soldi prestati finirebbero comunque in investimenti a basso tasso di crescita.
No non è questione di memoria troppo corta. Io penso a cosa possa salvare la baracca oggi e ,se vedo giusto, interverrà oggi qualche esponente della Fed a dire che sono pronti a sbracare e a sorreggere la situazione con TUTTA la liquidità necessaria.
Ormai è tardi o collassi o pompi (inflate or die).
Laplace, caz.zo! Siamo tutti nella stessa barca!
e che e' colpa mia?!?!?
dai, che fa bene alla "barca" un po' di crisi...
essendo la "barca" questa qui:
http://www.ehabich.info/images/synchro/earthmars.jpg
Lou Cypher
10-08-07, 14:15
...Ed è piuttosto significativo che, in fatto di recessione, il prezzo del Brent dai quasi 78$/barrel di qualche giorno fa, sia sceso ai 69$ di oggi...
(Patetico l'intervento del governo che rivendica con orgoglio di aver fatto diminuire il prezzo alla pompa di ben 2 cents al litro!)
...Ed è piuttosto significativo che, in fatto di recessione, il prezzo del Brent dai quasi 78$/barrel di qualche giorno fa, sia sceso ai 69$ di oggi...
Esatto =meno inflazione = TAGLIO TASSI PER TENERE IN PIEDI LA BARACCA!
10 Agosto 2007 13:35 ROMA (ANSA)
(ANSA) - ROMA, 10 AGO - La Federal Reserve, in analogia con quanto fatto oggi dalla Bce, dovrebbe intervenire oggi - secondo alcuni operatori - con un' ulteriore iniezione di liquidità da 15 miliardi di dollari, dopo i due pronti termine di ieri per complessivi 24,0 miliardi di dollari. Nel frattempo il tasso overnight negli Usa è salito al 6,0%, ai massimi dal gennaio del 2001 e 75 punti sopra il tasso-base, come conseguenza dell' allargarsi dei timori legati alla crisi del credito cosiddetto 'subprime'. (ANSA). si prospetta riunione a sorpresa fed x ridurre 25 punti base ahahahhahahah le cose devono essere molto gravi :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:
Lou Cypher
10-08-07, 14:20
Esatto =meno inflazione = TAGLIO TASSI PER TENERE IN PIEDI LA BARACCA!
Pur sapendo che è assolutamente incompatibile con l'attuale situazione, me lo auguro di cuore!
cassettone
10-08-07, 14:29
10 Agosto 2007 13:35 ROMA (ANSA)
(ANSA) - ROMA, 10 AGO - La Federal Reserve, in analogia con quanto fatto oggi dalla Bce, dovrebbe intervenire oggi - secondo alcuni operatori - con un' ulteriore iniezione di liquidità da 15 miliardi di dollari, dopo i due pronti termine di ieri per complessivi 24,0 miliardi di dollari. Nel frattempo il tasso overnight negli Usa è salito al 6,0%, ai massimi dal gennaio del 2001 e 75 punti sopra il tasso-base, come conseguenza dell' allargarsi dei timori legati alla crisi del credito cosiddetto 'subprime'. (ANSA). si prospetta riunione a sorpresa fed x ridurre 25 punti base ahahahhahahah le cose devono essere molto gravi :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:
Però che geniacci non se ne accorti prima?
Questi taddei sarebbero tutti da mandare a casa :angry:
Lou Cypher
10-08-07, 14:32
10 Agosto 2007 13:35 ROMA (ANSA)
(ANSA) - ROMA, 10 AGO - La Federal Reserve, in analogia con quanto fatto oggi dalla Bce, dovrebbe intervenire oggi - secondo alcuni operatori - con un' ulteriore iniezione di liquidità da 15 miliardi di dollari, dopo i due pronti termine di ieri per complessivi 24,0 miliardi di dollari. :
La situazione negli Usa è più grave di quanto si possa immaginare.
I mutui subprime concessi ammontano a ben 640 miliardi di dollari, altro che iniezioni di 15 miliardi!
Elliot_surfer
10-08-07, 14:36
La riunione a sorpresa aspettatevela nei vostri sogni ... :clap:
E' arrivato il momento del conto e chi non può pagare ... :bye:
Quanto allarmismo inutile. Il sistema terrà, solo a qualcuno salterà la sedia da sotto il pavimento; si vedano imprenditori edili dell' ultima mezz' ora, "investitori" dei miei "mattoni", chi voleva acquistare la casa a tutti i costi senza sapere rendersi conto di quanto la dovrà ripagare.
In somma, il mercato non è per tutti, se preferite impieghi meno cerebrali esistono le boccette. :D Oppure provata ancora ad investire nel mattone ... tanto sale sempre! :clap: :clap: :clap:
Usa, Fed immette liquidità per 19 mld dlr, tassi Fed Fund calano
NEW YORK, 10 agosto (Reuters) - La Federal Reserve Usa
annuncia un'immissione di liquidità pari a 19 mld di dollari
attraverso un pronti contro termine a 3 giorni. Lo scorso
venerdì la banca centrale aveva immesso 7,5 miliardi di dollari.
L'ammontare dell'operazione è il maggiore da almeno un anno
per un p/t a tre giorni.
La Fed ha annunciato il p/t con oltre un'ora di anticipo
rispetto al solito dopo che i tassi sui Fed Fund erano saliti
fino al 6% negli scambi di mercato. Dopo
l'annuncio i Fed Fund
sono calati nuovamente a 5,25%, tasso target della banca
centrale.
Lou Cypher
10-08-07, 14:54
Quanto allarmismo inutile.
Io invece lo giudico quanto mai utile. Sono stati lanciati in questo ultimo anno in Italia, decine di migliaia di post per avvertire i faciloni che la festa stava per finire e che sarebbe stato quanto mai inopportuno indebitarsi per 30 o 40 anni acquistanto un trilocale a 400.000 euro. Sono stati letti da milioni di persone, è stato fatto un lavoro che la grande stampa doveva preventivamente fare e non ha fatto.
I prezzi si sono fermati e qualcuno ha cominciato a riflettere.
E' invece quanto mai deleterio continuare a divulgare notizie falsamente tranquillizzanti pensando di mantenere a galla una barca che fa acqua da tutte le parti e che se non pensiamo di riparare per tempo, prima o poi affonderà.
Elliot_surfer
10-08-07, 15:28
Io invece lo giudico quanto mai utile. Sono stati lanciati in questo ultimo anno in Italia, decine di migliaia di post per avvertire i faciloni che la festa stava per finire e che sarebbe stato quanto mai inopportuno indebitarsi per 30 o 40 anni acquistanto un trilocale a 400.000 euro. Sono stati letti da milioni di persone, è stato fatto un lavoro che la grande stampa doveva preventivamente fare e non ha fatto.
I prezzi si sono fermati e qualcuno ha cominciato a riflettere.
E' invece quanto mai deleterio continuare a divulgare notizie falsamente tranquillizzanti pensando di mantenere a galla una barca che fa acqua da tutte le parti e che se non pensiamo di riparare per tempo, prima o poi affonderà.
Intendevo dire, inutile ora :) Le cose sono state fatte e adesso c' è chi dovrebbe mettere una pezza per la grande abbuffata edilizia. Io trovo che se mai abbassassero i tassi farebbero una mossa sbagliatissima; perciò ritengo che non li abbasseranno, ma posso sbagliare.
e che e' colpa mia?!?!?
ovviamente, invece di ammettere che avevamo ragione, adesso danno la colpa a noi cassandre...
poracci...
Io invece lo giudico quanto mai utile. Sono stati lanciati in questo ultimo anno in Italia, decine di migliaia di post per avvertire i faciloni che la festa stava per finire e che sarebbe stato quanto mai inopportuno indebitarsi per 30 o 40 anni acquistanto un trilocale a 400.000 euro. Sono stati letti da milioni di persone, è stato fatto un lavoro che la grande stampa doveva preventivamente fare e non ha fatto.
I prezzi si sono fermati e qualcuno ha cominciato a riflettere.
E' invece quanto mai deleterio continuare a divulgare notizie falsamente tranquillizzanti pensando di mantenere a galla una barca che fa acqua da tutte le parti e che se non pensiamo di riparare per tempo, prima o poi affonderà.
:clap: :clap: sempre sia lodato internet e il web
con tutti i difetti che puo' avere permette a tutti di rimanere veramente informati su cio' che succede :cool:
Lou Cypher
10-08-07, 16:18
NEW YORK (MF-DJ)--Crolla Countrywide Financial Corp. nel pre-mercato di Wall Street. Il titolo perde il 17% a 23,70 dollari dato che la societa' potrebbe essere la prossima vittima della crisi dei mutui americani. Il gruppo ha infatti dichiarato di trovarsi "in una crisi senza precedenti", con i pagamenti delle rate dei mutui che stanno accumulando ritardi medi di 30 giorni. Sono negativi un po' tutti i titoli del comparto finanziario. Bear Stearns perde il 3,8% a 109,75 dollari, Lehman Brothers perde il 2,9%, Merrill Lynch & Co. cede il 2,3%, Morgan Stanley e' in calo del 2,2% e Goldman Sachs Group dell'1,8%.
Mutui: Subprime; Countrywide, Crolla In Borsa (-12,2%)
Ansa Web
(ANSA) - NEW YORK, 10 ago - Countrywide Financial crolla in Borsa del 12,2%, a 25,1 dollari: il più importante operatore Usa nel comparto del credito immobiliare ha ufficialmente ammesso di trovarsi in grandi difficoltà per la crisi legata ai finanziamenti ad alto rischio, i subprime.
In una nota inoltrata alla Sec, l'Authority di vigilanza sulla Borsa statunitense, la società precisa di aver registrato "perdite senza precedenti" a valere sull'esposizione su questi strumenti, con la conseguenza negative sugli utili.
Countrywide aggiunge che "il mercato secondario e la situazione relativa alla liquidità sta evolvendo rapidamente ed il potenziale impatto sulla società è al momento sconosciuto".
(ANSA).
Lou Cypher
10-08-07, 16:27
Mutui: Subprime; Countrywide, Crolla In Borsa (-12,2%)
Ansa Web
(ANSA) - NEW YORK, 10 ago - Countrywide Financial crolla in Borsa del 12,2%, a 25,1 dollari: il più importante operatore Usa nel comparto del credito immobiliare ha ufficialmente ammesso di trovarsi in grandi difficoltà per la crisi legata ai finanziamenti ad alto rischio, i subprime.
In una nota inoltrata alla Sec, l'Authority di vigilanza sulla Borsa statunitense, la società precisa di aver registrato "perdite senza precedenti" a valere sull'esposizione su questi strumenti, con la conseguenza negative sugli utili.
Countrywide aggiunge che "il mercato secondario e la situazione relativa alla liquidità sta evolvendo rapidamente ed il potenziale impatto sulla società è al momento sconosciuto".
(ANSA).
Ottimo! Meglio postare 2 volte le notizie importanti che informare con petulanza che in agosto ci sono 35 gradi e 20 Km di code ai caselli.
NEW YORK (MF-DJ)--Crolla Countrywide Financial Corp. nel pre-mercato di Wall Street. Il titolo perde il 17% a 23,70 dollari dato che la societa' potrebbe essere la prossima vittima della crisi dei mutui americani. Il gruppo ha infatti dichiarato di trovarsi "in una crisi senza precedenti", con i pagamenti delle rate dei mutui che stanno accumulando ritardi medi di 30 giorni. Sono negativi un po' tutti i titoli del comparto finanziario. Bear Stearns perde il 3,8% a 109,75 dollari, Lehman Brothers perde il 2,9%, Merrill Lynch & Co. cede il 2,3%, Morgan Stanley e' in calo del 2,2% e Goldman Sachs Group dell'1,8%.
..e curiosamente i 2 piu' grandi operatori sul mercato dei mutui USA (Fanni Mae e Freddie, stanno andando piu' che discretamente in borsa).
Fanni Mae addirittura negli ultimi 3 mesi ha guadagnato quasi il 5% :D
..e curiosamente i 2 piu' grandi operatori sul mercato dei mutui USA (Fanni Mae e Freddie, stanno andando piu' che discretamente in borsa).
Fanni Mae addirittura negli ultimi 3 mesi ha guadagnato quasi il 5% :D
sara' che, rispetto all'orgia dei subprime, cartolarizzati AAA con abili magheggi, FannieMae e FreddieMac hanno degli standard un po' piu' stringenti...
ho letto qualcosa del genere su siti 'oriundi', ma ora ritrovarli non e' immediato...
ciao ciao
Elliot_surfer
10-08-07, 21:13
..e curiosamente i 2 piu' grandi operatori sul mercato dei mutui USA (Fanni Mae e Freddie, stanno andando piu' che discretamente in borsa).
Fanni Mae addirittura negli ultimi 3 mesi ha guadagnato quasi il 5% :D
Forse perchè i loro "problemini" erano già saltati all' occhio degli investitori quasi un annetto fa :rolleyes:
Se nn ricordo male c' erano stati dibattiti sul bilancio proprio di fanni mae e freddy mac, perchè non sembravano, i loro bilanci, propriamente rispecchiare il principio della "veridicità", ma potrei sbagliare :D
Vero. Fannie Mae e Freddie vendono solo mutui prime (ovvero non piu' del 70% del valore dell'immobile e a soggetti dove il ratio mutuo/salario non superi il 30%). Ma e' curioso che nel contagio finanziario generale (Commerzbank annuncia il raddoppio degli utili e scende del 5%!) queste 2 societa' che vivono di soli mutui non sembrano toccate...
Forse perchè i loro "problemini" erano già saltati all' occhio degli investitori quasi un annetto fa :rolleyes:
Se nn ricordo male c' erano stati dibattiti sul bilancio proprio di fanni mae e freddy mac, perchè non sembravano, i loro bilanci, propriamente rispecchiare il principio della "veridicità", ma potrei sbagliare :D
Diciamo 2 anni fa. Da allora, Fannie Mae (FNM) ha accresciuto il valore dei suoi corsi del 50%. Quindi non direi che e' una vittima dei subprime.
Elliot_surfer
10-08-07, 22:45
Diciamo 2 anni fa. Da allora, Fannie Mae (FNM) ha accresciuto il valore dei suoi corsi del 50%. Quindi non direi che e' una vittima dei subprime.
Beh se nn ha mutuatari dalla scarsa solvibilità che problemi dovrebbe avere legati al mercato dei mutui subprime? :confused:
Non capisco.
Che sia un indice solo di un panico isterico da storno dei mercati che sono cresciuti da 4 anni ininterrottamente? In somma chi ha investito in questi anni vorrà pure portare a casa o no?
Per me questa sarà una brusca e violenta correzione, tempo un annetto e i mercati si stabilizzeranno, ma con tassi a rialzo magari a ritmi più lenti nei rialzi e con immissioni di liquidità più frequenti.
cavalliere
11-08-07, 11:22
La situazione negli Usa è più grave di quanto si possa immaginare.
I mutui subprime concessi ammontano a ben 640 miliardi di dollari, altro che iniezioni di 15 miliardi!
Secondo fonti giornalistiche tedesche i mutui sub prime ammontano ad 1,2 billioni di $. Il doppio di quanto dici.
In US devono inflazionare (stampare) altrimenti cappottano, falliscono tutte le banche.
A quanto pare lo stesso accade anche in europa.
Era negli anni ´70 in cui si assisteva ad alta inflazione con alti tassi di interesse?
cavalliere
11-08-07, 11:26
Io invece lo giudico quanto mai utile. Sono stati lanciati in questo ultimo anno in Italia, decine di migliaia di post per avvertire i faciloni che la festa stava per finire e che sarebbe stato quanto mai inopportuno indebitarsi per 30 o 40 anni acquistanto un trilocale a 400.000 euro. Sono stati letti da milioni di persone, è stato fatto un lavoro che la grande stampa doveva preventivamente fare e non ha fatto.
I prezzi si sono fermati e qualcuno ha cominciato a riflettere.
E' invece quanto mai deleterio continuare a divulgare notizie falsamente tranquillizzanti pensando di mantenere a galla una barca che fa acqua da tutte le parti e che se non pensiamo di riparare per tempo, prima o poi affonderà.
Il problema principale non e il mattone bensi il sistema creditizio che ha voluto pompare troppi soldi in tutti i settori, vedi problema dei finanziamenti dati agli hedge funds per acquisizioni di aziende quotate in borsa.
La bolla non sta nell´immobiliare bensi nel credito-. Credit bubble. Mi dispiace vi siete sbagliati. Tante pagine scritte e non avete riconosciuto il problema.
cavalliere
11-08-07, 11:42
Vero. Fannie Mae e Freddie vendono solo mutui prime (ovvero non piu' del 70% del valore dell'immobile e a soggetti dove il ratio mutuo/salario non superi il 30%). Ma e' curioso che nel contagio finanziario generale (Commerzbank annuncia il raddoppio degli utili e scende del 5%!) queste 2 societa' che vivono di soli mutui non sembrano toccate...
La commerzbank ha 1,2 miliardi di esposizione nel settore subprime e non ricordo se anche prime insieme americano. Ma in Germania gli investitori sono ipersensibili al problema dopo la debacle IKB. Non si sa quali banche sono colpite, generalmente non si sa per quanto sono coinvolte, oltrettutto non c´e solo il settore subprime a rischio. Tutti i finanziamenti allegri dati negli anni passati sono a rischio.
La differenza con l´america e´ che li tutti sono in ballo nella stessa barca. Per cui a questo punto devono pregare e ballare. In sostanza le debacle coinvolgono solo chi va a gambe all´aria il resto regge con rassegnazione.
Elliot_surfer
11-08-07, 11:48
La bolla non sta nell´immobiliare bensi nel credito-. Credit bubble. Mi dispiace vi siete sbagliati. Tante pagine scritte e non avete riconosciuto il problema.
Confondi causa con effetto. Senza disponibilità di credito non ci sarebbe potuto essere sviluppo economico. Lo sviluppo economico negli ultimi hanni è stato creato attraverso finanziamenti a settori poco produttivi, vedi immobiliare. La colpa è da ricondursi alla scarsa conoscenza diffusa, lo scarso spirito imprenditoriale disposto a rischiare, la scarsa conoscenza dell' economia in generale.
Secondo fonti giornalistiche tedesche i mutui sub prime ammontano ad 1,2 billioni di $. Il doppio di quanto dici.
In US devono inflazionare (stampare) altrimenti cappottano, falliscono tutte le banche.
A quanto pare lo stesso accade anche in europa.
Era negli anni ´70 in cui si assisteva ad alta inflazione con alti tassi di interesse?
piu' o meno, a cavallo tra 70s e 80s, quando i buoni postali raddoppiavano in 5 anni e triplicavano in otto (ho memoria di questo, ero piccolo per i CCT allora...)
cavalliere
11-08-07, 11:55
Confondi causa con effetto. Senza disponibilità di credito non ci sarebbe potuto essere sviluppo economico. Lo sviluppo economico negli ultimi hanni è stato creato attraverso finanziamenti a settori poco produttivi, vedi immobiliare. La colpa è da ricondursi alla scarsa conoscenza diffusa, lo scarso spirito imprenditoriale disposto a rischiare, la scarsa conoscenza dell' economia in generale.
Forse sei tu ad essere confuso, la causa di ogni disfunzione economica e´ la concessione allegra di liquidita´ sotto forma di debito. Gia´ abbondantemente visto in anni passati e all´ennesima potenza prima della grande depressione.
Testimoni sono gli aumenti dei prezzi in ogni settore di consumo (effetto euro) nelle quotazioni di borsa ( picchi massimi) nelle qutazioni delle acquisizioni di grande imprese (hedge funds et similia) e infine anche nell´immobiliare. Questa e´ bolla di credito. E non se ne esce facilmente. L´euforia e´ finita le banche traballano ora vediamo come hanno intenzione di salvarle. Per me iniettano liquidita´ a gogo. Inflazionano. Annullano il debito reale che comunque sta implodendo. E annullano il potere d´acquisto di chi ha liquidita´. Magari sbaglio ma i 150 miliardi degli ultimi due giorni mi sembrano eloquenti.
La bolla non sta nell´immobiliare bensi nel credito-. Credit bubble. Mi dispiace vi siete sbagliati. Tante pagine scritte e non avete riconosciuto il problema.
Confondi causa con effetto. Senza disponibilità di credito non ci sarebbe potuto essere sviluppo economico. Lo sviluppo economico negli ultimi hanni è stato creato attraverso finanziamenti a settori poco produttivi, vedi immobiliare. La colpa è da ricondursi alla scarsa conoscenza diffusa, lo scarso spirito imprenditoriale disposto a rischiare, la scarsa conoscenza dell' economia in generale.
avete ragione e torto entrambi...
nel senso: anche la crisi del giappone e delle tigri asiatiche degli anni 90 era una credit bubble...
...in Indonesia & Co., i finanziamenti esteri innescarono un rialzo delle borse, su cui si buttarono pure "i locali", ma lo fecero quasi tutti A LEVA, non avendo capitali, ma volendo partecipare alla festa... ovviamente la festa fini' quando i capitali esteri, avendo passato il cerino, se ne tornarono a casa portando via le plusvalenze.
...in Japan, invece, ci fu pure una grossa bolla immobiliare, oltre che azionaria...
...allargando il concetto, anche la bolla nella NewEconomy era in un certo senso "credit" bubble: si dava "credito", fiducia, a start-up che non avevano neanche un modello di business...
per cui, caro Cavalliere, non puoi dire che la "bolla immobiliare" non c'e'...
il "credito facile", oltre che sul mantenimento dei consumi (specie in USA - ma spesso proprio tramite gli "home equity loans") e di riflesso sulla borsa (tramite la crescita ed il mantenimento dei profitti aziendali), si e' riversato in gran parte nell'immobiliare, tramite l'orgia di "mutui a cani e porci" che avete sotto gli occhi...
a Elliot invece dico: non puoi dire che l'immobiliare e' improduttivo, almeno quando rispondi a Cavalliere & Co: lui le case le ristruttura, suoi "colleghi" le costruiscono... il che e' un prodotto tangibile...
potevi scirvere cosi' qualora stessi replicando a Klaus, che invece sulle case ci speculava a leva, secondo le vanterie del suo amichetto Bekko's...
ciao a entrambi
Elliot_surfer
11-08-07, 12:03
Forse sei tu ad essere confuso, la causa di ogni disfunzione economica e´ la concessione allegra di liquidita´ sotto forma di debito. Gia´ abbondantemente visto in anni passati e all´ennesima potenza prima della grande depressione.
Se proprio si dovesse trovare un problema nel credito, allora lo ricondurrei alla facilità con cui, specialmente prima della grande depressione, si era concesso facilmente denaro e con la stessa facilità lo si è congelato da un giorno all' altro. L' esatto contrario di quello che sta avvenendo oggi. Anzichè contrarre la disponibilità di moneta le BC stanno aprendo i rubinetti ancora di più.
Bastaconibimbi
11-08-07, 12:04
Il problema principale non e il mattone bensi il sistema creditizio che ha voluto pompare troppi soldi in tutti i settori, vedi problema dei finanziamenti dati agli hedge funds per acquisizioni di aziende quotate in borsa.
La bolla non sta nell´immobiliare bensi nel credito-. Credit bubble. Mi dispiace vi siete sbagliati. Tante pagine scritte e non avete riconosciuto il problema.
Hai solo parzialmente ragione, io qualche tempo fa postai il mio pensiero indicando come la crisi attuale non è assolutamente una crisi industriale ma SOLO finanziaria. Le aziende continuano a distribuire trimestrali con utili in crescita vertiginosa e per rimanere in tema immobiliare, le imprese costruttrici hanno in questo momento dei margini di guadagno spaventosamente strepitosi. Prima di vedere fallire una impresa edile con tutti i soldi che si sono fatti bisognerà aspettare un paio di generazioni scellerate (e non lo auguro certo io).
Ma uno di quei settori dove più hanno pompato denaro è proprio l'immobiliare non credi? Capisco perfettamente che ciò che è successo in questi giorni è dovuto ai mutui al 7-8% che sono stati venduti a più o meno ignari compratori con effetto leva etc etc... ma se scoppia tutto si ritornerà a dare i mutui solo a coprire il 60-70% dell'immobile e non il 100% o il 110 per pagare anche agenzia e notaio?? Lo si darà solo rispettando pienamente la rata mensile al 30% dello stipendio o ancora come si faceva prima arrivando anche al 50%? E se dovesse arrivare la stretta creditizia in quanti potranno accendere un mutuo e per quale importo massimo?
E i mutuatari avranno ancora il prosciutto negli occhi nel non pensare che in 30 o 40 anni di mutuo può succedere di tutto? Aumento dei tassi, crisi economiche, perdita del lavoro, boom edilizio e sboom edilizio... etc etc
Quindi come vedi il problema lo conosciamo, sei tu che non hai individuato le conseguenze di questo problema... conseguenze che sono fra l'altro proprio uno degli strumenti con cui il problema si è creato
Elliot_surfer
11-08-07, 12:08
a Elliot invece dico: non puoi dire che l'immobiliare e' improduttivo, almeno quando rispondi a Cavalliere & Co: lui le case le ristruttura, suoi "colleghi" le costruiscono... il che e' un prodotto tangibile...
Forse sono stato esagerato, ciò non toglie che le risorse investite in questi anni nell' immobiliare avrebbero reso moooolto di più se investite in "tecnologia" che però in Italia abbiamo poco.
potevi scirvere cosi' qualora stessi replicando a Klaus, che invece sulle case ci speculava a leva, secondo le vanterie del suo amichetto Bekko's...
:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: ;)
cavalliere
11-08-07, 12:11
Hai solo parzialmente ragione, io qualche tempo fa postai il mio pensiero indicando come la crisi attuale non è assolutamente una crisi industriale ma SOLO finanziaria. Le aziende continuano a distribuire trimestrali con utili in crescita vertiginosa e per rimanere in tema immobiliare, le imprese costruttrici hanno in questo momento dei margini di guadagno spaventosamente strepitosi. Prima di vedere fallire una impresa edile con tutti i soldi che si sono fatti bisognerà aspettare un paio di generazioni scellerate (e non lo auguro certo io).
Ma uno di quei settori dove più hanno pompato denaro è proprio l'immobiliare non credi? Capisco perfettamente che ciò che è successo in questi giorni è dovuto ai mutui al 7-8% che sono stati venduti a più o meno ignari compratori con effetto leva etc etc... ma se scoppia tutto si ritornerà a dare i mutui solo a coprire il 60-70% dell'immobile e non il 100% o il 110 per pagare anche agenzia e notaio?? Lo si darà solo rispettando pienamente la rata mensile al 30% dello stipendio o ancora come si faceva prima arrivando anche al 50%? E se dovesse arrivare la stretta creditizia in quanti potranno accendere un mutuo e per quale importo massimo?
E i mutuatari avranno ancora il prosciutto negli occhi nel non pensare che in 30 o 40 anni di mutuo può succedere di tutto? Aumento dei tassi, crisi economiche, perdita del lavoro, boom edilizio e sboom edilizio... etc etc
Quindi come vedi il problema lo conosciamo, sei tu che non hai individuato le conseguenze di questo problema... conseguenze che sono fra l'altro proprio uno degli strumenti con cui il problema si è creato
Se hai seguito la cessione Chrisler a Cerberus, e tutte le cessioni che sono state bloccate in questi giorni forse capisci quello di cui parlo. Il settore immobiliare e´ conseguenza di un sistema. Ma non la causa del problema-. Problema che si allarga a ben piu´ settori rispetto a quanto si possa credere-.
In sostanza il problema non e´ la bolla immobiliare americana (americana si perche´ in europa le cose stanno quasi ovunque molto meno peggio che li) ma tutto un sistema di concessione facile di denaro in prestito. Questo sistema oggi e´ a rischio di insolvenza. Per cui rispetto a chi dice la bolla e´ nell´immobiliare io dico sbagliate, la bolla e´ nel credito che ha inflazionato anche l´immobiliare.
Che la correzione di tale disfunzione vada a toccare i settori piu´ svariati poi e´ un dato di fatto. Ora pero´ bisognera´ vedere come si cerchera´ di risolvere il problema. Se inflazionano allora l´immobiliare ricevera´ nuova linfa e tornera´ ad essere il migliore investimento insieme ai PM. Mentre investimenti nel tasso fisso saranno penalizzati insieme al mantenimento improduttivo di liquidita´.
Se permettono la deflazione allora cash will be king.
cavalliere
11-08-07, 12:21
Se proprio si dovesse trovare un problema nel credito, allora lo ricondurrei alla facilità con cui, specialmente prima della grande depressione, si era concesso facilmente denaro e con la stessa facilità lo si è congelato da un giorno all' altro. L' esatto contrario di quello che sta avvenendo oggi. Anzichè contrarre la disponibilità di moneta le BC stanno aprendo i rubinetti ancora di più.
L´unica soluzione in effetti. Riequilibrare il tutto andando a riempire il debito con emissione di cartamoneta. Bisogna vedere se i bilanci degli stati se lo possono permettere. In tal caso la scelleratezza delle banche costera´ un bel po´ alla collettivita´ in termini di tasse. Considerato che le tasse sono gia alte e l´economia forse rallentera´ resta da vedere se questo sara´ comunque sostenibile. Vedremo. Non e´ del tutto escluso che il sistema imploda. Il Presidente della Bafin comunque ha commentato dicendo che questa e´ la peggiore crisi di sistema dalla grande depressione ad oggi. Inquietante non e´ vero?
Se hai seguito la cessione Chrisler a Cerberus, e tutte le cessioni che sono state bloccate in questi giorni forse capisci quello di cui parlo. Il settore immobiliare e´ conseguenza di un sistema. Ma non la causa del problema-. Problema che si allarga a ben piu´ settori rispetto a quanto si possa credere-.
In sostanza il problema non e´ la bolla immobiliare americana (americana si perche´ in europa le cose stanno quasi ovunque molto meno peggio che li) ma tutto un sistema di concessione facile di denaro in prestito. Questo sistema oggi e´ a rischio di insolvenza. Per cui rispetto a chi dice la bolla e´ nell´immobiliare io dico sbagliate, la bolla e´ nel credito che ha inflazionato anche l´immobiliare.
Che la correzione di tale disfunzione vada a toccare i settori piu´ svariati poi e´ un dato di fatto. Ora pero´ bisognera´ vedere come si cerchera´ di risolvere il problema. Se inflazionano allora l´immobiliare ricevera´ nuova linfa e tornera´ ad essere il migliore investimento insieme ai PM. Mentre investimenti nel tasso fisso saranno penalizzati insieme al mantenimento improduttivo di liquidita´.
Se permettono la deflazione allora cash will be king.
sarà più o meno così...comunque è prestissimo per fare delle considerazioni serie..ci vorrà un pò di tempo per capire che decisioni prenderanno, la prima intanto è stata inondare di liquidità (teoricamente inflattiva quindi) ma 2 giorni non fan testo...possono essere solo decisioni per risolvere problemi contingenti...
vediamo se bce confermerà aumento tassi e successivi...
insomma c'è ancora incertezza
L´unica soluzione in effetti. Riequilibrare il tutto andando a riempire il debito con emissione di cartamoneta. Bisogna vedere se i bilanci degli stati se lo possono permettere. In tal caso la scelleratezza delle banche costera´ un bel po´ alla collettivita´ in termini di tasse. Considerato che le tasse sono gia alte e l´economia forse rallentera´ resta da vedere se questo sara´ comunque sostenibile. Vedremo. Non e´ del tutto escluso che il sistema imploda. Il Presidente della Bafin comunque ha commentato dicendo che questa e´ la peggiore crisi di sistema dalla grande depressione ad oggi. Inquietante non e´ vero?
...lo ha detto anche il ministro delle finanze tedesco...
sarà più o meno così...comunque è prestissimo per fare delle considerazioni serie..ci vorrà un pò di tempo per capire che decisioni prenderanno, la prima intanto è stata inondare di liquidità (teoricamente inflattiva quindi) ma 2 giorni non fan testo...possono essere solo decisioni per risolvere problemi contingenti...
vediamo se bce confermerà aumento tassi e successivi...
insomma c'è ancora incertezza
dici?
ti sono arrivati soldi sul conto che ora spenderai allegramente?
"immissione (straordinaria) di liquidita'" e "abbassamento dei tassi" sono due cose MOLTO differenti...
qui ho provato a spiegarmi:
http://www.finanzaonline.com/forum/showpost.php?p=14338762&postcount=14
ti va di leggere e replicare?
Bastaconibimbi
11-08-07, 14:42
Se hai seguito la cessione Chrisler a Cerberus, e tutte le cessioni che sono state bloccate in questi giorni forse capisci quello di cui parlo. Il settore immobiliare e´ conseguenza di un sistema. Ma non la causa del problema-. Problema che si allarga a ben piu´ settori rispetto a quanto si possa credere-.
In sostanza il problema non e´ la bolla immobiliare americana (americana si perche´ in europa le cose stanno quasi ovunque molto meno peggio che li) ma tutto un sistema di concessione facile di denaro in prestito. Questo sistema oggi e´ a rischio di insolvenza. Per cui rispetto a chi dice la bolla e´ nell´immobiliare io dico sbagliate, la bolla e´ nel credito che ha inflazionato anche l´immobiliare.
Che la correzione di tale disfunzione vada a toccare i settori piu´ svariati poi e´ un dato di fatto. Ora pero´ bisognera´ vedere come si cerchera´ di risolvere il problema. Se inflazionano allora l´immobiliare ricevera´ nuova linfa e tornera´ ad essere il migliore investimento insieme ai PM. Mentre investimenti nel tasso fisso saranno penalizzati insieme al mantenimento improduttivo di liquidita´.
Se permettono la deflazione allora cash will be king.
Allora... qui entriamo nell'operato di maga Circe... non scommetto 1 cent su ciò che dico...
Inflazionare??? Fino ad oggi l'unico pensiero delle banche centrali è stato evitare l'inflazione.... la BCE addirittura lo ha come unico compito istituzionale.
Svalutare ??? si questo è possibile ma oramai l'economia è globalizzata e non a caso i mercati monetari ieri non hanno avuto tracolli..... tutti hanno emesso, tutte le monete sono svalutate, i cambi sono rimasti lì..... forse questo va a danno sollo dello yuan e chissà se non è stato ordito proprio per questo... da giorni l'amerika chiede alla cina di rivalutare la propria moneta.
L'immobiliare che torna ad essere il migliore investimento? Lo sarà sempre! ma bisogna arrivarci a farlo... oggi a questi prezzi per comprare bisogna accendere mutui... e se i mutui costeranno sempre di più si faranno sempre di meno. La rendita? A questi prezzi le rendite sono veramente sacrificate! La pressione fiscale? Sembra essere in aumento e comunque il fisco proprio ieri ha dato precise disposizioni per usare le case come redditometro per gli evasori!
Conclusione? Sarà sempre un grande investimento ma a questi prezzi è un investimento per pochi dalla rendita molto bassa e con un rischio capitale che oggi minimamente si comincia a intravedere
dici?
ti sono arrivati soldi sul conto che ora spenderai allegramente?
"immissione (straordinaria) di liquidita'" e "abbassamento dei tassi" sono due cose MOLTO differenti...
qui ho provato a spiegarmi:
http://www.finanzaonline.com/forum/showpost.php?p=14338762&postcount=14
ti va di leggere e replicare?
son cose assolutamente diverse infatti, se han deciso un'immissione così è perchè probabilmente c'erano dei problemi nei sistemi di pagamento e cose simili , e di certo la bce non poteva vedere tassi interbancari al 5 e rotti...ne andava della sua credibilità...
son cose assolutamente diverse infatti, se han deciso un'immissione così è perchè probabilmente c'erano dei problemi nei sistemi di pagamento e cose simili , e di certo la bce non poteva vedere tassi interbancari al 5 e rotti...ne andava della sua credibilità...
? cioe???? che è un interbancario?? scusa di alta finanza ne so poco... vuol dire che comunque devono ancora aumentare i tassi, in sostanza?
Lou Cypher
11-08-07, 15:32
L´unica soluzione in effetti. Riequilibrare il tutto andando a riempire il debito con emissione di cartamoneta. Bisogna vedere se i bilanci degli stati se lo possono permettere. In tal caso la scelleratezza delle banche costera´ un bel po´ alla collettivita´ in termini di tasse. Considerato che le tasse sono gia alte e l´economia forse rallentera´ resta da vedere se questo sara´ comunque sostenibile. Vedremo. Non e´ del tutto escluso che il sistema imploda. Il Presidente della Bafin comunque ha commentato dicendo che questa e´ la peggiore crisi di sistema dalla grande depressione ad oggi. Inquietante non e´ vero?
10 agosto 2007
Pil in netta frenata nel secondo trimestre dell'anno. Secondo quanto comunicato dall'Istat, sulla base delle stime preliminari, la crescita del prodotto interno lordo su base annua ha rallentato sensibilmente, fermandosi all'1,8% rispetto al +2,3% del primo trimestre. La crescita, rispetto ai tre mesi precedenti, è stata dello 0,1% (+0,3% nel trimestre precedente). Questa variazione trimestrale segna la peggiore performance dal quarto trimestre del 2005, quando si registrò -0,1 per cento.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2007/08/pil-istat-secondo-trimestre.shtml?uuid=7d194c30-4722-11dc-82a3-00000e25108c&DocRulesView=Libero&area=box02
? cioe???? che è un interbancario?? scusa di alta finanza ne so poco... vuol dire che comunque devono ancora aumentare i tassi, in sostanza?
io non lo so:D son loro che han tutti i dati sia sull'inflazione sia sui sistemi pagamento e presumibilmente anche notizie dalle banche...credo che alzeranno ancora...0.25 a settembre o ottobre poi si vedrà, prima erano prezzati altri rialzi ora no...secondo me sarebbero da fare per risolvere il problema dei crediti, ma ovviamente se si rischiasse di peggiorare la cosa cambierebbe tutto...
son cose assolutamente diverse infatti, se han deciso un'immissione così è perchè probabilmente c'erano dei problemi nei sistemi di pagamento e cose simili , e di certo la bce non poteva vedere tassi interbancari al 5 e rotti...ne andava della sua credibilità...
Non si scherza con il tasso interbancario.
Se il tasso interbancario non fosse saltato al 5,86% non sarebbe intervenuta nessuna banca centrale.
Se in america il tasso non si fosse posizionato per alcune ore al 6% la Fed si sarebbe astenuta.
Se il tasso interbancario schizza in alto, cessa immediatamente il sistema dei pagamenti fra banche, si paralizza il sistema finanziario.
Ancora non ho letto cosa ha fatto la bri in quelle ore di concitazione generale.
Non si scherza con il tasso interbancario.
Se il tasso interbancario non fosse saltato al 5,86% non sarebbe intervenuta nessuna banca centrale.
Se in america il tasso non si fosse posizionato per alcune ore al 6% la Fed si sarebbe astenuta.
Se il tasso interbancario schizza in alto, cessa immediatamente il sistema dei pagamenti fra banche, si paralizza il sistema finanziario.
Ancora non ho letto cosa ha fatto la bri in quelle ore di concitazione generale.
penso anch'io che si sia rischiato il blocco...vediamo i prox giorni cosa succede, ormai non ci si fida quasi più di nessuno...non è una bella situazione :rolleyes:
Lou Cypher
13-08-07, 01:47
L'epidemia sta diffondendosi...
(ANSA) - ROMA, 12 AGO - La crisi dei mutui subprime arriva in Cina mettendo in crisi 6 delle maggiori banche cinesi che risultano scoperte per 475 milioni di euro. Secondo Bloomberg, la piu' esposta sul fronte dei subprime sarebbe la China Construction Bank, che accuserebbe perdite per 576 milioni di yuan. Ma vi sarebbero coinvolte anche l'Industrial & Commercial Bank of China (120 milioni di yuan), la Bank of Communication (252), la China Citic Bank (19) e la China Merchants Bank (103). Secondo gli esperti della Chinese Academy of Social Sciences, sara' difficile che il colosso asiatico possa passare indenne dalla bufera dei subprime. "Innanzitutto perche' -spiega Yi Xianrong, esperto di banche e finanza dell'Academy- la qualita' di mutui e prestiti per la casa in Cina e' molto peggiore che negli Stati Uniti" e poi perche' negli Usa "c'e' stato un controllo del sistema del credito, mentre in Cina tutti possono chiedere soldi per comprare una casa". Insomma: i controlli sulle solvibilita' hanno maglie molto piu' larghe. Ieri pomeriggio, a conferma della preoccupazioni in atto, il governo della Corea ha convocato una riunione straordinaria cui hanno partecipato i rappresentanti di Banks of Korea e della Commissione e del Servizio di Supervisione Finanziaria. (ANSA).
Lou Cypher
13-08-07, 15:32
Dati forniti da REplat (Real Estate platform), società fondata da consulenti immobiliari:
- domanda -2.79%
- offerta +8.21%
L'indice REplat rappresenta l'andamento della media per agenzia degli immobili inseriti e delle richieste raccolte rispetto lo stesso mese dell'anno precedente.
http://www.replat.com/index.php?l=it
Lou Cypher
14-08-07, 00:50
Ampie rassicurazioni dalle banche centrali, ma la realtà della situazione sugli insoluti sta lentamente emergendo con tutta la sua pericolosità. I continui rabberciamenti potrebbero non essere sufficienti ad un atterraggio morbido.
(ANSA) - ROMA, 13 AGO - Un prestito immobiliare su due stipulato in America nel corso del 2006 è a rischio. Meglio, ad alto rischio. Ovvero è stato concesso senza che venisse valutata a fondo la possibilità che i richiedenti fossero effettivamente in grado di rimborsare l'importo ottenuto e i relativi interessi. Il quadro, tutt'altro che rassicurante, emerge da uno studio condotto dal Fondo Monetario Internazionale sulla situazione delle ipoteche immobiliari concesse negli Stati Uniti nel corso del 2006. "Fino al 2003 - si legge nel documento pubblicato di recente dal titolo 'Money for nothing and checks for free' - la maggior parte dei mutui erano prestiti 'prime conforming'", ovvero pienamente garantiti, e pertanto sottoscritti da società sponsorizzate dal Governo (GSE). Ma, nel 2006, "più della metà dei prestiti stipulati non rispettava i criteri di conformità fissati dalle GSE", sottolinea il documento, spiegando che nell'anno passato solo il 36% delle ipoteche era 'conforme'. Il 21% dei prestiti erogati era subprime, ovvero con le minori possibilità di rimborso, un altro 25% era 'Alt A', cioé mutui immobiliari di fascia comunque medio-bassa, ed un altro 15% erano prestiti 'jumbo', ovvero di importi superiori a quelli ritenuti conformi secondo i parametri delle società governative. E se nel periodo dal 1999 al 2006, il volume complessivo del mercato ipotecario è cresciuto solo di sei volte, il numero delle ipoteche 'ad alto rischio' - cioé non in possesso dei necessari requisiti di conformità - è aumentato di dodici volte, Il Fondo, nel documento redatto proprio alla vigilia dei primi segnali della crisi di questi giorni, spiega come i prestiti subprime si sono sviluppati a metà degli anni '90 per facilitare l'acquisto di immobili da parte di quei compratori giudicati fino ad allora troppo rischiosi da parte dei prestatori convenzionali. Ma, aggiunge il documento, la crescita del prezzo delle case (a cui non ha corrisposto una variazione dei requisiti di conformità) ha fatto sì che sempre più ipoteche cadessero dalla categoria 'prime' a quella subprime. La crisi è scoppiata quando la corsa dei prezzi immobiliari ha iniziato a rallentare. In precedenza, spiega il Fmi, "i debitori in difficoltà potevano vendere le loro case e rimborsare anticipatamente i mutui", ma con la crescita dei tassi di interesse e l'andamento frenato del prezzo delle case i debitori "non hanno avuto altra scelta che dichiararsi falliti, visto che il rimborso anticipato o altre opzioni di rifinanziamento non erano più accessibili a causa del basso prezzo delle case". E potrebbe non essere finita. L'effetto congiunto prezzi in calo-tassi in rialzo "creerà significativi shock nei pagamenti per i mutuatari nel periodo dal 2007 al 2009", scrive il Fondo, riportando le stime di esperti secondo i quali il 59% dei mutui a tasso variabile stipulati dal 2004 al 2006 vedrà crescere le rate di più del 25% dal 2007 in poi, mentre per il 19% dei prestiti, potrebbero aumentare anche più del 50%.(ANSA).
Ragazzi oggi nessuno dice nulla ? Le borse stanno perdendo quasi il 4%.. Insomma oramai la bolal creditizia e' scoppiata.. Quello che e' stato predetto si e' avverato e sarebbe ora piu' che mai il caso di "discutere" di questa cosa uqi in questo topic..
Insomma l'era delle "vacche grasse" e' finita..
Magari siete tutti in spiaggia ? O sull'ultima spiaggia ? :D
Elliot_surfer
16-08-07, 13:27
Ragazzi oggi nessuno dice nulla ? Le borse stanno perdendo quasi il 4%.. Insomma oramai la bolal creditizia e' scoppiata.. Quello che e' stato predetto si e' avverato e sarebbe ora piu' che mai il caso di "discutere" di questa cosa uqi in questo topic..
Insomma l'era delle "vacche grasse" e' finita..
Magari siete tutti in spiaggia ? O sull'ultima spiaggia ? :D
Che c'è da dire? Ormai di questo crollo se ne parlava da mesi :D
P.S.: Ramirez, se leggi, ti ricordi che avevamo scommesso su di un crollo?
cavalliere
16-08-07, 14:37
Notizia di ieri la BOJ si vende titoli di stato per finanziare la liquidita' concessa alle banche.
Se questa diventa la pratica diffusa delle banche centrali, cioe' vendersi le riserve e venderle sul mecato retail per finanziare le banche private in crisi finiamo dritti dritti in deflazione.
Ergo si va ad una nuova grande depressione.
Segnale inquietante.
Us: segnali di ulteriore debolezza dal mercato immobiliare
Nuovi preoccupanti segnali di rallentamento dal mercato immobiliare statunitense. L'avvio di nuovi cantieri a luglio ha registrato il valore più basso degli ultimi dieci anni. Le nuove costruzioni abitative hanno registrato una contrazione pari al 6,1% ad un dato destagionalizzato pari a 1,381 milioni di unità. Il calo è superiore alle 1,40 mln di unità stimate dagli analisti. Contemporaneamente i nuovi permessi edilizi hanno registrato un calo pari al 2,8% a 1,373 mln di unità, il dato più basso dal lontanissimo ottobre 1996 e dato inferiore alle 1,40 mln di unità stimate degli analisti. I cantieri edilizi registrano un calo pari al 21% rispetto all'anno passato, mentre i permessi registrano un pesantissimo -23%.
E' l'ora di riportare i prezzi delle abitazioni a livelli "umani".. :yes: :yes:
E' l'ora di riportare i prezzi delle abitazioni a livelli "umani".. :yes: :yes:
mh i sentimenti c'entrano poco, diciamo a livelli compatibili coi redditi VERI, le buste paga, non la fuffa borsistico-speculativa... li voglio vedere a Londra e a Manhattan i broker quanti premi prenderanno i prossimi mesi, per pagare i mutui multimilionari che si son accollati per 3 camerette... per i cinici, sarà una vera goduria... dalle stelle alle stalle, again
Us: segnali di ulteriore debolezza dal mercato immobiliare
Nuovi preoccupanti segnali di rallentamento dal mercato immobiliare statunitense. L'avvio di nuovi cantieri a luglio ha registrato il valore più basso degli ultimi dieci anni. Le nuove costruzioni abitative hanno registrato una contrazione pari al 6,1% ad un dato destagionalizzato pari a 1,381 milioni di unità. Il calo è superiore alle 1,40 mln di unità stimate dagli analisti. Contemporaneamente i nuovi permessi edilizi hanno registrato un calo pari al 2,8% a 1,373 mln di unità, il dato più basso dal lontanissimo ottobre 1996 e dato inferiore alle 1,40 mln di unità stimate degli analisti. I cantieri edilizi registrano un calo pari al 21% rispetto all'anno passato, mentre i permessi registrano un pesantissimo -23%.
14:00 - ***Usa: Countrywide prende a prestito 11,5 mld per finanziare attivita'
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 16 ago - Nuove
conferme dell'aggravarsi della crisi dei mutui. Countrywide
Financial ha reso noto oggi di aver fatto pieno uso di una
linea di credito da 11,5 miliardi di dollari messale a
disposizione tempo addietro da un corsorzio di 40 banche.
La decisione si e' resa necessaria dopo che il gruppo ha
rilevato forti difficolta' nel raccogliere nuovi
finanziamenti sul mercato del credito.
Countrywide e' il principale gestore di mutui immobiliari degli Stati Uniti.
Nei giorni scorsi, Merrill Lynch aveva abbassato a "sell" il
rating sul titolo e ipotizzato la possibilita' di un ricorso
da parte del gruppo all'amministrazione controllata. La
decisione di far uso della linea di credito a suo
disposizione mette invece per il momento al riparo
Countrywide dal RISCHIO BANCAROTTA.
Cop
(RADIOCOR) 16-08-07 14:00:10 (0135) 5 NNNN
Lou Cypher
16-08-07, 17:32
Il titolo di questo thread da me aperto mesi or sono è, come appare evidente, obsoleto.
Siamo ormai, come ampiamente previsto, ad una grave crisi conclamata che rischia di estendersi all'intero pianeta. Non più quindi "segnali premonitori", ma inconfutabile panic sell.
Se si trattasse di mettere a confronto da domanda con l'offerta, come accade in tempo reale in Borsa, il settore immobiliare, dato la rarefazione dei compratori, si troverebbe senza tema di smentita a un -30%.
Graditi gli interventi degli ottimisti-rialzisti.
MUTUI: SUBPRIME; MOODY'S,POSSIBILE CRAC DI GRANDE HEDGE FUND
(ANSA) - NEW YORK, 16 AGO - Moody's valuta possibile il crac
di un "grande hedge fund". E' quanto affermano gli analisti
dell'agenzia di valutazione nel corso di una conference call sul
settore bancario. (ANSA).
Solo il primo di una lunga lista ? :yes: :yes:
Giovedì 16 Agosto 2007, 17:36
Moody's, possibile crisi anche per un
Visita il sito di Finanza.com
Nuovi timori aleggiano sul mercato e questa volta nella bufera potrebbe finire il mondo degli hedge fund. E' questa la nuova minaccia svelata dagli esperti di Moody's nel corso di una conference call incentrata settore bancario. Il credit crunch, contrazione del credito, dei mercati globali potrebbe infatti causare il collasso di un "grande hedge fund", che rappresenterebbe un'ennesima penalizzazione per i mercati. In particolare, secondo gli analisti, gli hedge in questo momento averebbero delle grosse difficoltà a venir fuori da strumenti, quali le collateralized debt obligations (cdo), ovvero le obbligazioni collegate ai mutui ad alto rischio.
Per ulteriori informazioni visita il sito di Finanza.com
Lou Cypher
16-08-07, 17:44
(ANSA) - ROMA, 16 AGO - La crisi legata al credito ad alto rischio ha coinvolto la KKR Private Equity che ha ceduto fino a un massimo del 9,5% a 18,18 dollari. La societa' di buyout che opera attraverso la leva finanziaria per mettere a segno acquisizioni societarie, era stata collocata in Borsa nel maggio dello scorso anno al prezzo di 25 dollari per azione. Crollo per Countrywide Financial, maggiore operatore statunitense nel comparto del prestito immobiliare, che nel preBorsa a New York, segna un calo del 18%.
Notizia di ieri la BOJ si vende titoli di stato per finanziare la liquidita' concessa alle banche.
Se questa diventa la pratica diffusa delle banche centrali, cioe' vendersi le riserve e venderle sul mecato retail per finanziare le banche private in crisi finiamo dritti dritti in deflazione.
Ergo si va ad una nuova grande depressione.
Segnale inquietante.
E dunque prende corpo una delle 2 ipotesi da te paventate: money will be the king?
MUTUI: SUBPRIME; TIMORI IN ASIA, ESPOSTO ANCHE KAZAKISTAN
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16 Agosto 2007 17:36 (ANSA)
(ANSA-AFP) - ROMA, 16 AGO - Da Bangkok a Madrid, da Syidney a Astanà. La crisi dei mutui subprime fa paura e, nonostante gli interventi delle maggiori banche centrali e dei politici, i mercati non si calmano e continuano a macinare consistenti perdite. La Borsa di Tokyo ha ceduto oggi l'1,99% nonostante la nuova iniezione di liquidità decisa dalla banca Centrale del Giappone: la flessione odierna segue quella più forte registrata ieri, pari al -2,19%. Lascia sul terreno il 6,93% la Borsa di Seoul, mentre Sydney arretra dell'1,56%. Incerta anche la piazza di Mosca anche se, secondo gli analisti, la Russia sarebbe poco esposta alla crisi. A essere più esposto, sostengono, sarebbe il Kazakistan. Timori anche in Spagna: "Le famiglie saranno le prime a pagare per quello che succede negli usa", afferma il vice presidente dell'Adicae (associazione dei consumatori bancari e assicurativi), Fernando Herrero. - FUGA DEI PICCOLI INVESTITORI ASIATICI: Si assottigliano i portafoli azionari e la tentazione di vendere cresce sui timori di un contagio della crisi subprime. "Il mercato ha perso totalomente fiducia. Quello che sta avvenendo possiamo definirlo come un crack dovuto al panico", spiega Suh Duck-Shink, analista di Samsung Investment e Management. "Non avevo realizzato che la crisi potessa assumere tale dimensione. Nello giocare in Borsa ci sono vincenti e perdenti: io penso di appartenere a quest'ultima categoria", sottolinea un investitore di 49 anni. "Mi sono sbarazzato di tutti i miei titoli. Non capisco come un problema negli Stati Uniti abbia potuto propagarsi in tutto il pianeta, anche in Asia - precisa un altro piccolo investitore -. Mi domando come ricomincerò a investire in Borsa. per il momento attendo che il mercato tocchi il fondo". - GIAPPONE POCO ESPOSTO A CRISI PER ECONOMISTI: La maggior parte degli economisti ritiene che la l'economia giapponese sia poco esposta ai problemi legati ai subprime in quanto, in seguito alla debacle bancaria degli anni '90, le istituzioni finanziarie nipponiche sono allergiche ai rischi. - IN AUSTRALIA INTERVIENE HOWARD: L'economia "resta forte - ha assicurato oggi il primo ministro John Howard - Ci sono degli aggiustamenti in corso e noi non saremo esenti al loro impatto". La Borsa di Sidney ha chiuso le contrattazioni in calo dell'1,56%, dopo essere arrivata a perdere, nel corso della seduta, il 5%. - IN RUSSIA RISCHI LIMITATI; KAZAKISTAN PIU' ESPOSTO: "L'economia russa è forte" - sottolinea Andrei Vykhristiouk, analista di Ubs - e non le mancano né riserve né liquidita. Inoltre il rublo continua ad apprezzarsi. Nonostante la presenza di numerosi investitori esteri - aggiunge - "al momento è immune per quanto riguarda i fondamentali" dell'economia. La banca centrale russa ha immesso ieri liquidità nel mercato per 633 milioni di euro, una cifra decisamente "inferiore" ai miliardi di dollari e euro immessi rispettivamente da Fed e Bce. Gli analisti ritengono che sia il Kazakistan più esposto alla crisi subprime, visto l'elevato livello di indebitamento delle banche. Le agenzie di rating Moody's e Standard & Poor's hanno messo in guardia sulla "vulnerabilità" delle istituzioni bancaria kazake nel caso in cui la crisi portasse un forte aumento del costo del credito. - CONSUMATORI, FAMIGLIE SPAGNA PRIME A PAGARE: "Le famiglie spagnole saranno fra le prime a pagare per quello che succede negli Stati Uniti", afferma Herrero, sottolineando che in Spagna ci sono 5 milioni di famiglie che hanno un pretsito ipotecario. Secondo gli ultimi dtai forniti dalla Banca Centrale di Spagna, il valore complessivo dei crediti ipotecari si è attestato in maggio a 949,67 miliardi. (ANSA).
E dunque prende corpo una delle 2 ipotesi da te paventate: money will be the king?
sì...
e visto che per l'ipotesi contraria..
ossia l'iperinflazione..
resta l'oro e il franco svizzero..
oggi il migliore investimento..
contro ogni rischio..
è il franco svizzero..
vedi un po', al momento costa poco..
e poi non dirmi che non dico quel che penso..
ciao freedom...
e visto che per l'ipotesi contraria..
ossia l'iperinflazione..
resta l'oro e il franco svizzero..
oggi il migliore investimento..
contro ogni rischio..
è il franco svizzero..
vedi un po', al momento costa poco..
e poi non dirmi che non dico quel che penso..
ciao freedom...
In caso di iperfinlazione (cosa che succederà secondo me), vanno bene anche gli immobili...
no..
perché verrebbero congelate le rendite e gli affitti..
non ti resterebbe che liquidarli..
il franco svizzero ha la caratteristrica del danaro contante e del bene rifugio..
vale oro pur essendo liquido..
moneta convertibile in oro, insomma
appena gli asiatici staccheranno la spina alla finanza occidentale (il che avverrà prima o poi per motivi geopolitici) dovrebbe essere peggio del 1930, con, secondo me, iperinflazione + grande depressione + elevate probabilità di terza guerra mondiale; ovviamente è uno scenario talmente estremo che prevedene la durata è inutile oltre che impossibile.
anche io penso ci sarà l'iperinflazione ma gli investimenti che reggeranno ad uno scenario simile saranno pochissimi..
sono paranoico? bene, me ne ritorno alle mie occupazioni..
Ma appena sopra dici di sposare lo scenario della deflazione dove "cash is king"...
Forse ho capito male io!
Inoltre, i prezzi degli immobili in caso di iperinflazione, sei proprio sicuro che rimarrebbero fermi???
ritorno..
non sposo nessuna tesi, come sempre..
al momento mi sembra più probabile l'ipotesi dell'iperinflazione..
ma NON ESCLUDO la deflazione..
in entrambi i casi comuqnue, il franco svizzero è un porto sicuro..
soprattutto ora che costa nulla per quel che vale veramente..
quanto all'iperinflazione ed agli immobili, l'esperienza passata (germania) insegna che agricoltori e proprietari di immobili sembrò chebeneficiassero soprattuttto se avevano dei mutui, perché l’inflazione cancellò il peso reale di questi ultimi. Però non ebbero alcun reddito, come detto già sopra, perché rendite ed affitti furono congelati. Dopo la stabilizzazione, le nuove tasse pesanti e il bisogno urgente di soldi forzò la maggior parte di loro a rifinanziare le proprietà, spesso a condizioni peggiori di quelle originarie, così che in parte i guadagni furono persi. Inoltre, coloro che avevano proprietà ma per bisogno di soldi si erano trovati a vendere avevano spuntato prezzi bassi in termini reali, perché le proprietà non rendevano.
infine, un conto è che l'immobile lo compri in svizzera, un altro contio è se lo compri in africa..
ciao..
secondo me gli asiatici non sono ancora in grado di non finanziare più l'occidente, a chi venderebbero poi tutto quello che producono...andrebbbero in crisi pure loro, la situazione è assai complessa quindi
prima o üpoi succederà e quello che sta avvenendo da qualche settimana sarà nulla in confronto..
vi saluto e ci sentiuamo tra qualche settimana..
TheLondoner
16-08-07, 20:47
Amici cari qui sta succedendo davvero un casino...torno da poco dal mare...e non avendo seguito le news in giornata..ho trovato una situazione abbastanza critica...
Tornando al vs discorso, non credo nell'iperinflazione (almeno quella da eccesso di moneta; quella da materie prime in futuro potrebbe venire), piuttosto lo scenario più probabile potrebbe essere quello deflattivo...con i prezzi degli immobili in caduta molto più presto che molto più tardi...[ora sono in moderata discesa...]
'preferisco' la deflazione all'iperinflazione, alla grande..
per vari motivi che non ho tempo di elencare..
ma da qualche tempo la bilancia pende verso l'iperinflazione..
per vari motivi che non ho tempo di elencare..
uno scenario potrebbe essere questo..
da un mio post del passato..
(mi ero sforzato di descrivere bene le linee di una vicenda nota e ci sono affezionato)..
un mio post di qualche treddo fa..
Tra il gennaio 1984 ed il dicembre 1989 l’indice Nikkei arrivò quasi a quadruplicarsi, da 10.000 a 38.957 punti, livello mai più raggiunto. Alla base del fenomeno, le eccellenti condizioni di salute dell’economia nipponica, ma anche una politica monetaria eccessivamente permissiva. Nel corso degli anni ‘80, infatti, i tassi giapponesi vennero tenuti bassi non solo in funzione delle esigenze interne ma anche in risposta alle pressanti richieste internazionali, segnatamente degli Usa, preoccupati di ridurre il proprio deficit commerciale e di ridare fiato alla congiuntura. La liquidità immessa nel sistema generò la crescita abnorme dei prezzi delle azioni, degli immobili e della terra. Nel clima di generale ottimismo, le famiglie e, soprattutto, le imprese si indebitarono pesantemente offrendo in garanzia un patrimonio valutato a prezzi gonfiati. Il processo si autoalimentava: la crescita dei prezzi accresceva la capacità di indebitamento; l’espansione dei finanziamenti drogava la domanda di azioni e immobili. Le autorità monetarie, preoccupate degli eccessi speculativi, nell’89 avviarono una politica di rialzo dei tassi, che ebbe l’effetto immediato di invertire il trend al rialzo della borsa. I prezzi della terra e degli immobili, i cui mercati sono strutturalmente meno efficienti, continuarono però a salire. A questo punto, nonostante il calo delle borse, la Banca del Giappone continuò ad alzare il tasso di riferimento, portandolo dal minimo del 2.5 per cento del 1989 fino al massimo del 6 per cento nell’agosto del 1990. La politica restrittiva venne mantenuta fino al luglio 1991, e anche allora i tassi vennero ridotti in maniera molto graduale. Tale comportamento venne considerato ottimale dagli osservatori dell’epoca. L’economia sembrava ancora forte, l’inflazione era sotto controllo e la bolla speculativa stava rientrando. La Banca del Giappone godeva fama di un efficientismo leggendario. Si stava però preparando un terremoto. Il crollo dei prezzi delle azioni e degli immobili, usati come garanzia per l’indebitamento del settore privato, accrebbero la rischiosità dei crediti concessi a piene mani dal settore bancario nel corso degli anni ‘80. Le garanzie erano insufficienti, i debitori cominciavano a fallire, le banche restringevano il credito. Le famiglie, spaventate dai crolli dei valori azionari e immobiliari, aumentavano i risparmi a scopo precauzionale riducendo i consumi e provocando la riduzione degli investimenti da parte delle aziende, le quali si ritrovavano con capacità produttive tarate sulle vecchie previsioni di crescita, quindi ormai eccessive. Nella fase di sgonfiamento della bolla speculativa la banca centrale era stata troppo restrittiva. Da quella crisi il Nikkei non si è finora ripreso, e vale oggi poco più di 1/3 rispetto al massimo di ca, 20 anni fa
mo proprio devo andare..
secondo me gli asiatici non sono ancora in grado di non finanziare più l'occidente, a chi venderebbero poi tutto quello che producono...andrebbbero in crisi pure loro, la situazione è assai complessa quindi
dicevo che lo faranno per motivi geopolitici..
motivi di potere..
il danaro è un'altra cosa..
e oggi il migliore investimento..
contro ogni rischio..
è il franco svizzero..
vedi un po', al momento costa poco..
e poi non dirmi che non dico quel che penso..
ciao freedom...
Oh.......apriti cielo: Visch ha detto la sua! :)
Ce ne hai messo :D però.........non posso più dire che non dici quello che pensi.
Ciao anche a te Visch. :)
P.S.
Per adesso la mia modesta opinion è che i governativi europei sono la cosa più sicura: abbiamo l'amicizia degli arabi, i cinesi ci trattano nè più nè meno degli Usa, insomma la moneta è forte.
Più avanti vedremo................
P.P.S.
Per chi è un pò più aggressivo resto convinto che l'equity ha buoni fondamentali. Se passa indenne (leggi senza troppe perdite) la bufera dei subprime......;)
Ma appena sopra dici di sposare lo scenario della deflazione dove "cash is king"...
Forse ho capito male io!
Inoltre, i prezzi degli immobili in caso di iperinflazione, sei proprio sicuro che rimarrebbero fermi???
no, in caso di collasso economico, scendono... guarda qua:
http://www.investmentu.com/images/20070223_IU.jpg
uscito il nuovo rapporto dell'agenzia del territorio col saldo 2006!
http://www.agenziaterritorio.it:80/servizi/osservatorioimmobiliare/rapporto_immobiliare/2007/index.htm
Roma -7,8 transazioni :clap: "Il relativo indice del NTN risulta il più basso nel periodo esaminato, con una notevole frenata
nell’ultimo semestre." :clap: :clap: :clap:
Pietro da Trento
17-08-07, 00:12
no, in caso di collasso economico, scendono... guarda qua:
http://www.investmentu.com/images/20070223_IU.jpg
Quel grafico potrebbe dimostrare anche che il tasso di inflazione utilizzato è stato sottostimato negli ultimi 10 anni. :eek: :eek:
http://www.cagle.com/news/HousingMarket07/9.asp
(per ridere...)
Lou Cypher
17-08-07, 09:30
2007-08-17 08:14
Borsa: Tokyo chiude in calo - 5, 42%
Indice Nikkei perde 874, 81 punti rispetto a chiusura di ieri
(ANSA) - TOKYO, 17 AGO - La Borsa di Tokyo ha chiuso oggi gli scambi in forte ribasso a -5,42%. Il Nikkei, l'indice dei 225 titoli guida, e' sceso a 15.273,68 punti, 874,81 in meno della chiusura di ieri, dopo un'apertura a -1,17%. (ANSA)
Il panic sell dilaga a macchia d'olio...
L'Europa sembra accennare ad un segno di recupero.. Vediamo come apre WS, in questi giorni si e' capito palesemente che l'Europa viaggia solo in base a quello che succede a WS..
Tra il gennaio 1984 ed il dicembre 1989 l’indice Nikkei arrivò quasi a quadruplicarsi, da 10.000 a 38.957 punti, livello mai più raggiunto. Alla base del fenomeno, le eccellenti condizioni di salute dell’economia nipponica, ma anche una politica monetaria eccessivamente permissiva. Nel corso degli anni ‘80, infatti, i tassi giapponesi vennero tenuti bassi non solo in funzione delle esigenze interne ma anche in risposta alle pressanti richieste internazionali, segnatamente degli Usa, preoccupati di ridurre il proprio deficit commerciale e di ridare fiato alla congiuntura. La liquidità immessa nel sistema generò la crescita abnorme dei prezzi delle azioni, degli immobili e della terra. Nel clima di generale ottimismo, le famiglie e, soprattutto, le imprese si indebitarono pesantemente offrendo in garanzia un patrimonio valutato a prezzi gonfiati. Il processo si autoalimentava: la crescita dei prezzi accresceva la capacità di indebitamento; l’espansione dei finanziamenti drogava la domanda di azioni e immobili. Le autorità monetarie, preoccupate degli eccessi speculativi, nell’89 avviarono una politica di rialzo dei tassi, che ebbe l’effetto immediato di invertire il trend al rialzo della borsa. I prezzi della terra e degli immobili, i cui mercati sono strutturalmente meno efficienti, continuarono però a salire. A questo punto, nonostante il calo delle borse, la Banca del Giappone continuò ad alzare il tasso di riferimento, portandolo dal minimo del 2.5 per cento del 1989 fino al massimo del 6 per cento nell’agosto del 1990. La politica restrittiva venne mantenuta fino al luglio 1991, e anche allora i tassi vennero ridotti in maniera molto graduale. Tale comportamento venne considerato ottimale dagli osservatori dell’epoca. L’economia sembrava ancora forte, l’inflazione era sotto controllo e la bolla speculativa stava rientrando. La Banca del Giappone godeva fama di un efficientismo leggendario. Si stava però preparando un terremoto. Il crollo dei prezzi delle azioni e degli immobili, usati come garanzia per l’indebitamento del settore privato, accrebbero la rischiosità dei crediti concessi a piene mani dal settore bancario nel corso degli anni ‘80. Le garanzie erano insufficienti, i debitori cominciavano a fallire, le banche restringevano il credito. Le famiglie, spaventate dai crolli dei valori azionari e immobiliari, aumentavano i risparmi a scopo precauzionale riducendo i consumi e provocando la riduzione degli investimenti da parte delle aziende, le quali si ritrovavano con capacità produttive tarate sulle vecchie previsioni di crescita, quindi ormai eccessive. Nella fase di sgonfiamento della bolla speculativa la banca centrale era stata troppo restrittiva. Da quella crisi il Nikkei non si è finora ripreso, e vale oggi poco più di 1/3 rispetto al massimo di ca, 20 anni fa
Fed: rischi per crescita sono aumentati considerevolmente
Visita il sito di Finanza.com
Con il recente deterioramento delle condizioni dei mercati finanziari il Federal Open Market Committee ritiene che "i rischi per la crescita economica sono aumentati considerevolmente". E' quanto si legge nel documento che ha accompagnato la decisione della Federal Reserve americana di tagliare il tasso di sconto dal 6,25 al 5,75%. Immutati invece i tassi sui Fed funds, lo strumento principale di politica monetaria a disposizione della banca centrale, che restano ancorati al 5,25%. Nel documento si legge inoltre che il Fomc continua a monitorare la situazione ed è pronto ad agire per attenuare gli effetti sull'economia delle turbolenze del mercato.
ZigZag2000
17-08-07, 15:25
Nel corso degli anni ‘80, infatti, i tassi giapponesi vennero tenuti bassi non solo in funzione delle esigenze interne ma anche in risposta alle pressanti richieste internazionali, segnatamente degli Usa, preoccupati di ridurre il proprio deficit commerciale e di ridare fiato alla congiuntura.
???? Forse alla fine degli anni '80, non certo nella prima metà del decennio. Gli americani caso mai volevano tassi giapponesi più alti, non più bassi. Un tasso basso favoriva sempre più le esportazioni giapponesi indebolendo lo yen contro il dollaro. Tanto è vero che dopo la supercrescita del dollaro nel 1984-85 gli Stati Uniti si fecero promotori dell'Accordo del Plaza del 22 settembre 1985 (http://en.wikipedia.org/wiki/Plaza_Accord) per abbassare il dollaro e rinforzare lo yen (e il marco tedesco).
Poi, due anni più tardi, siccome il dollaro calava troppo (e l'anno dopo c'erano le elezioni presidenziali per cui non si voleva attuare una manovra monetaria restrittiva che avrebbe rischiato di causare una recessione) ci fu l'accordo del Louvre (http://en.wikipedia.org/wiki/Louvre_Accord) in senso opposto all'accordo del Plaza, che però non fu di fatto rispettato dalla Germania, dove la Bundesbank rifiutò categoricamente di abbassare i tassi
appena gli asiatici staccheranno la spina alla finanza occidentale (il che avverrà prima o poi per motivi geopolitici) dovrebbe essere peggio del 1930, con, secondo me, iperinflazione + grande depressione + elevate probabilità di terza guerra mondiale; ovviamente è uno scenario talmente estremo che prevedene la durata è inutile oltre che impossibile.
anche io penso ci sarà l'iperinflazione ma gli investimenti che reggeranno ad uno scenario simile saranno pochissimi..
perché sono paranoico............................... ..
«Nella notte decollati i bombardieri a lungo raggio» Putin ripristina i voli strategici permanenti La pratica era stata sospesa nel '92. «Ma non tutti i paesi hanno seguito il nostro esempio» ha detto il presidente russo STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
Vladimir Putin (Infophoto)
CHEBARKUL (Russia) - Mosca ritorna al passato. I bombardieri strategici russi «hanno ripreso dalla mezzanotte di oggi i voli a lungo raggio, su base permanente»: l'annuncio che ripristina una pratica in uso nell'Unione sovietica è stato dato dal presidente Vladimir Punti in persona nel corso di una esercitazione militare congiunta a Chebarkul, nella regione russa degli Urali meridionali, nel corso della quale è stato simulato un raid su una cittadina caduta in mano ad un migliaio di terroristi.
BRACCIO DI FERRO USA-RUSSIA - La decisione di Putin è solo l'ultimo tassello nel quadro del braccio di ferro in atto con gli Stati Uniti sullo «scudo spaziale» e i programmi militari. Putin ha ricordato che i voli erano stati «sospesi unilateralmente» nel 1992, ma «purtroppo non tutti i paesi hanno seguito il nostro esempio» ha detto il presidente russo. Una ripresa su base permanente è dettata «dalle esigenze di sicurezza della Russia». Quattro bombardieri, ha detto il presidente, appoggiati da aerei di scorta e di rifornimento, sono decollati alla mezzanotte di ieri da vari aeroporti militari russi. Resteranno in aria per venti ore, in contatto con la flotta.
«NUOVA VITA PER I PILOTI» - «Partiamo dal presupposto che i nostri partner accolgano con comprensione la ripresa dei pattugliamenti. I nostri piloti a mio avviso sono rimasti troppo tempo in panchina. Per loro comincia una nuova vita».
17 agosto 2007
Lou Cypher
17-08-07, 16:41
L'inerzia delle autorità di fronte a operazioni sempre più spericolate
Quella lunga catena di colpe
che ha permesso la truffa
di FEDERICO RAMPINI
IL CRAC dei mutui insolventi ancora poche settimane fa veniva descritto dai finti ingenui come una crisi prevalentemente americana. Oggi invece ne siamo coinvolti, come era inevitabile. Anche i risparmiatori europei e asiatici sono impoveriti, il panico finanziario contagia tutti i continenti e tutti i mercati. Per l'effetto dei vasi comunicanti vanno a picco anche titoli d'investimento considerati sicuri.
L'agenzia di rating Moody's accenna per la prima volta all'imminente fallimento di un "importante" hedge fund, molto più grosso di quelli caduti finora. Un evento che secondo Moody's provocherebbe danni simili al crac del fondo Ltcm nel 1998, quando il mondo intero fu sull'orlo di un crollo finanziario generalizzato. Il meccanismo di propagazione globale della crisi è implacabile. Gli hedge fund che non riescono a rimborsare i sottoscrittori, le banche che hanno buchi di bilancio per avere investito nei mutui insolventi, gli operatori finanziari che hanno in tasca titoli-spazzatura, tutti hanno urgente bisogno di procurarsi liquidità e perciò si disfano di quel che possono.
Così l'ondata di vendite si è allargata dagli strumenti derivati fino alle obbligazioni e alle azioni, con una caduta generalizzata dei valori di quasi tutte le categorie di titoli (con l'eccezione dei buoni del Tesoro). In questa fuga verso titoli di qualità - merce sempre più rara - si sta prosciugando anche il mercato dei cosiddetti "commercial paper", quelle cambiali negoziabili a breve scadenza che sono indispensabili per finanziare l'attività quotidiana delle imprese.
Il panico finanziario si trasmette all'economia reale che già si trova in un frangente difficile: la crescita in Europa ha appena avuto una imprevista frenata; in America la pesante svalutazione dei prezzi delle case costringerà molte famiglie a sacrificare i consumi; perfino il boom cinese dà segnali di rallentamento.
In questo preludio di catastrofe è scattata la caccia al colpevole. La Commissione europea apre un'indagine sulle agenzie di rating come Moody's e Standard & Poor's. Finalmente finiscono sul banco degli imputati questi arbitri dei mercati che hanno tradito la loro funzione. Le agenzie hanno il compito di valutare la solvibilità dei debitori e quindi il livello di sicurezza dei titoli che emettono. Hanno ignorato per molto tempo il disastro che si stava preparando in America. Ai milioni di mutui insolventi, a quei debiti riciclati e nascosti dentro complessi titoli finanziari, le agenzie hanno regalato per anni voti altissimi, perfino l'ambìto "AAA".
Le agenzie di rating hanno quindi una responsabilità primaria. La loro omertà è stato un alibi formidabile per i banchieri e i gestori dei fondi comuni, che in cerca di alti rendimenti hanno riempito di "cartaccia" i portafogli dei risparmiatori. Ma la catena delle colpe è più lunga. I top manager strapagati che governano le strategie d'investimento delle nostre banche, dei fondi comuni, delle assicurazioni vita, dei fondi pensione, tutti avevano la possibilità di prevedere da molti mesi, se non da anni, il dramma che ora è scoppiato alla luce del sole.
I risparmiatori di tutto il mondo, italiani compresi, scoprono di essere stati beffati. Perfino quando si erano affidati a gestioni patrimoniali definite "prudenti", o quando hanno cercato la massima sicurezza e liquidità optando per i cosiddetti fondi monetari, in realtà i loro soldi servivano ad acquistare anche titoli opachi e rischiosi, collegati agli hedge fund speculativi e al business semi-delinquenziale delle società dei mutui facili.
L'esame delle responsabilità deve proseguire fino in fondo. Non possono esserci immunità speciali neanche per le nostre banche centrali e authority di vigilanza sui mercati. La pericolosità degli hedge fund è stata denunciata da tempo. La mina vagante della finanza derivata - fabbrica ineasuribile di strumenti speculativi sempre più complicati - da molti anni figurava al "menù" di tutti i vertici del gruppo di Basilea, dove si riuniscono i banchieri centrali dei paesi ricchi.
Eppure non si è fatto nulla per regolare la giungla. E' legittimo il sospetto che i poteri forti della grande finanza privata hanno avuto la meglio, hanno dissuaso le banche centrali dal mettere il naso nei loro affari. Il ruolo delle banche centrali balza in primo piano proprio per il parallelismo tra la crisi di oggi e quella scatenata dal crac Ltcm nel 1998.
Allora Alan Greenspan era ai comandi della banca centrale più potente del mondo, la Federal Reserve americana. Con massicce iniezioni di liquidità sui mercati Greenspan arginò quella crisi. All'epoca quel salvataggio fu definito un capolavoro e contribuì a consolidare il prestigio di Greenspan, che oggi lo monetizza incassando gettoni di consulenza da grandi banche private.
A posteriori il bilancio di quell'operazione appare meno brillante. La mobilitazione delle risorse delle banche centrali nel 1998 evitò che il mondo degli hedge fund pagasse il prezzo che meritava di pagare. Si creò quello che gli economisti definiscono "azzardo morale". La certezza che alla fine "arrivano i nostri", che il peggio viene sempre evitato, crea un clima di impunità e induce gli operatori più avventurosi a riprovarci: tanto rischiano i soldi degli altri, e se va male saranno le risorse dei contribuenti a saldare i debiti scoperti.
Questo scenario non deve ripetersi. Le colossali iniezioni di liquidità che la Federal Reserve e la Bce stanno immettendo sui mercati devono avere un compito preciso e limitato: ridurre i danni sull'economia reale, la crescita e l'occupazione. Non devono essere un salvataggio indiscriminato. Il bubbone va inciso. Un capitalismo sano ha bisogno di vedere operare la distruzione creatrice, la sana selezione che avviene attraverso i fallimenti. Anche se dovesse rimanere travolta qualche grande banca europea, l'effetto educativo per il futuro sarebbe molto superiore ai danni economici immediati.
(17 agosto 2007)
http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/economia/bce-parla/rampini-colpe/rampini-colpe.html
L'inerzia delle autorità di fronte a operazioni sempre più spericolate
Quella lunga catena di colpe
che ha permesso la truffa
di FEDERICO RAMPINI
IL CRAC dei mutui insolventi ancora poche settimane fa veniva descritto dai finti ingenui come una crisi prevalentemente americana. Oggi invece ne siamo coinvolti, come era inevitabile. Anche i risparmiatori europei e asiatici sono impoveriti, il panico finanziario contagia tutti i continenti e tutti i mercati. Per l'effetto dei vasi comunicanti vanno a picco anche titoli d'investimento considerati sicuri.
L'agenzia di rating Moody's accenna per la prima volta all'imminente fallimento di un "importante" hedge fund, molto più grosso di quelli caduti finora. Un evento che secondo Moody's provocherebbe danni simili al crac del fondo Ltcm nel 1998, quando il mondo intero fu sull'orlo di un crollo finanziario generalizzato. Il meccanismo di propagazione globale della crisi è implacabile. Gli hedge fund che non riescono a rimborsare i sottoscrittori, le banche che hanno buchi di bilancio per avere investito nei mutui insolventi, gli operatori finanziari che hanno in tasca titoli-spazzatura, tutti hanno urgente bisogno di procurarsi liquidità e perciò si disfano di quel che possono.
Così l'ondata di vendite si è allargata dagli strumenti derivati fino alle obbligazioni e alle azioni, con una caduta generalizzata dei valori di quasi tutte le categorie di titoli (con l'eccezione dei buoni del Tesoro). In questa fuga verso titoli di qualità - merce sempre più rara - si sta prosciugando anche il mercato dei cosiddetti "commercial paper", quelle cambiali negoziabili a breve scadenza che sono indispensabili per finanziare l'attività quotidiana delle imprese.
Il panico finanziario si trasmette all'economia reale che già si trova in un frangente difficile: la crescita in Europa ha appena avuto una imprevista frenata; in America la pesante svalutazione dei prezzi delle case costringerà molte famiglie a sacrificare i consumi; perfino il boom cinese dà segnali di rallentamento.
In questo preludio di catastrofe è scattata la caccia al colpevole. La Commissione europea apre un'indagine sulle agenzie di rating come Moody's e Standard & Poor's. Finalmente finiscono sul banco degli imputati questi arbitri dei mercati che hanno tradito la loro funzione. Le agenzie hanno il compito di valutare la solvibilità dei debitori e quindi il livello di sicurezza dei titoli che emettono. Hanno ignorato per molto tempo il disastro che si stava preparando in America. Ai milioni di mutui insolventi, a quei debiti riciclati e nascosti dentro complessi titoli finanziari, le agenzie hanno regalato per anni voti altissimi, perfino l'ambìto "AAA".
Le agenzie di rating hanno quindi una responsabilità primaria. La loro omertà è stato un alibi formidabile per i banchieri e i gestori dei fondi comuni, che in cerca di alti rendimenti hanno riempito di "cartaccia" i portafogli dei risparmiatori. Ma la catena delle colpe è più lunga. I top manager strapagati che governano le strategie d'investimento delle nostre banche, dei fondi comuni, delle assicurazioni vita, dei fondi pensione, tutti avevano la possibilità di prevedere da molti mesi, se non da anni, il dramma che ora è scoppiato alla luce del sole.
I risparmiatori di tutto il mondo, italiani compresi, scoprono di essere stati beffati. Perfino quando si erano affidati a gestioni patrimoniali definite "prudenti", o quando hanno cercato la massima sicurezza e liquidità optando per i cosiddetti fondi monetari, in realtà i loro soldi servivano ad acquistare anche titoli opachi e rischiosi, collegati agli hedge fund speculativi e al business semi-delinquenziale delle società dei mutui facili.
L'esame delle responsabilità deve proseguire fino in fondo. Non possono esserci immunità speciali neanche per le nostre banche centrali e authority di vigilanza sui mercati. La pericolosità degli hedge fund è stata denunciata da tempo. La mina vagante della finanza derivata - fabbrica ineasuribile di strumenti speculativi sempre più complicati - da molti anni figurava al "menù" di tutti i vertici del gruppo di Basilea, dove si riuniscono i banchieri centrali dei paesi ricchi.
Eppure non si è fatto nulla per regolare la giungla. E' legittimo il sospetto che i poteri forti della grande finanza privata hanno avuto la meglio, hanno dissuaso le banche centrali dal mettere il naso nei loro affari. Il ruolo delle banche centrali balza in primo piano proprio per il parallelismo tra la crisi di oggi e quella scatenata dal crac Ltcm nel 1998.
Allora Alan Greenspan era ai comandi della banca centrale più potente del mondo, la Federal Reserve americana. Con massicce iniezioni di liquidità sui mercati Greenspan arginò quella crisi. All'epoca quel salvataggio fu definito un capolavoro e contribuì a consolidare il prestigio di Greenspan, che oggi lo monetizza incassando gettoni di consulenza da grandi banche private.
A posteriori il bilancio di quell'operazione appare meno brillante. La mobilitazione delle risorse delle banche centrali nel 1998 evitò che il mondo degli hedge fund pagasse il prezzo che meritava di pagare. Si creò quello che gli economisti definiscono "azzardo morale". La certezza che alla fine "arrivano i nostri", che il peggio viene sempre evitato, crea un clima di impunità e induce gli operatori più avventurosi a riprovarci: tanto rischiano i soldi degli altri, e se va male saranno le risorse dei contribuenti a saldare i debiti scoperti.
Questo scenario non deve ripetersi. Le colossali iniezioni di liquidità che la Federal Reserve e la Bce stanno immettendo sui mercati devono avere un compito preciso e limitato: ridurre i danni sull'economia reale, la crescita e l'occupazione. Non devono essere un salvataggio indiscriminato. Il bubbone va inciso. Un capitalismo sano ha bisogno di vedere operare la distruzione creatrice, la sana selezione che avviene attraverso i fallimenti. Anche se dovesse rimanere travolta qualche grande banca europea, l'effetto educativo per il futuro sarebbe molto superiore ai danni economici immediati.
(17 agosto 2007)
http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/economia/bce-parla/rampini-colpe/rampini-colpe.html
sottoscriverei ma qui si rischia che succede la fine del mondo, o non è chiaro.....
sottoscriverei ma qui si rischia che succede la fine del mondo, o non è chiaro.....
di sicuro adesso tutti a dire che era prevedibile e blabla - mai letta una riga sola su repubblica negli ultimi due anni... vigliacchi opportunisti! erano bravi solo a dare fiato a nomisma&co
non ci fate caso, è matto................................
Maurizio Blondet
01/08/2007
Le azioni di una grande ditta specializzata in mutui, la American Home Mortgage, hanno perso l’87 %.
L’ancora più grande Countrywide Financial ammette che i suoi «debitori di alta solvibilità»
(i migliori), che avevano acceso una seconda ipoteca sulla loro casa (così gli americani, negli ultimi anni, hanno trovato i soldi per consumare) stanno facendo «default».
Di conseguenza, la IKB Deutsche Industriebank, che fornisce fidi alle medie industrie tedesche, ha annunciato che i suoi investimenti americani sono gravemente degradati.
Così la patologia speculativa USA sta infettando il mondo.
A lungo gli storici studieranno come mai una tale follia speculativa - i prestiti a debitori noti per loro precedenti insolvenze - abbia potuto essere lasciata arrivare al punto di irresponsabilità da provocare un nuovo ‘29.
Si può spiegare con il rincaro ventennale degli immobili.
Le case aumentavano tanto e così sicuramente, che il rischio di fare il mutuo ad un insolvente appariva più che compensato dalla possibilità di rivendere l’immobile, in ogni momento, facendo profitto.
La facilità con cui si concedevano i prestiti aumentava la domanda e dunque i prezzi immobiliari, creando un circolo creduto virtuoso…
Ma da dove venivano i soldi che le banche prestavano così alla leggera?
Dal credito frazionale, la truffa primaria delle banche, in primo luogo.
Le banche moltiplicano così per dieci e per venti l’ammontare del debito contratto dagli Stati che prendono prestiti a rotta di collo dalla propria Banca Centrale, indebitandosi (ciò che è oggi «stampare moneta»).
Ma La situazione è stato aggravata dai bassissimi interessi - un minimo storico - pagati ai risparmiatori.
Le banche prestatrici prendevano denaro a basso costo e lo davano ai contrattori di mutui ad alto interesse.
Il «carry trade» ha agito come potente fattore moltiplicatore aggravante.
Il Giappone, per uscire dalla decennale deflazione, «stampava moneta» ossia inondava la sua economia di prestiti all’1%.
Gli speculatori globali (le grandi banche d’affari USA in primo luogo) si indebitavano dunque in yen all’1%, e davano a prestito quel denaro ai loro debitori col mutuo al 5 o più.
Una pacchia.
Perché non è durata?
Perché tutti hanno esagerato: le banche prestando perdutamente e troppo facilmente (tanto, gli immobili di garanzia del debito rincaravano), e i debitori indebitandosi oltre il loro reddito e la realistica possibilità di far fronte ai ratei.
Quando i tassi mondiali hanno cominciato a salire, la macchina del «boom economico» di carta s’è rotta.
Perché gli interessi hanno cominciato a salire?
L’eccessiva liquidità mondiale ha finito per investire sempre più in materie prime, che salivano astronomicamente perché la Cina, in boom rovente, le compra a qualunque prezzo.
Nello stesso tempo, la finanza che «investe» in speculazione, non ha investito abbastanza nel settore minerario - nella più basilare economia reale - sicchè le materie prime sono scarse rispetto alla domanda.
La «mano invisibile del mercato», che secondo il dogma liberista doveva far proprio questo, ha clamorosamente fallito.
La mano invisibile ha prestato ad insolventi anziché pagare salari operai e produrre beni fisici reali.
Alla fine, il rincaro delle materie prime è salito al punto che l’effetto «cinese» (merci a prezzi bassi per il consumo) è finito: la Cina oggi è aggravata da inflazione e le sue carabattole costano sempre di più.
Ciò durerà per anni.
Nel mercato unico globale, l’inflazione cinese ha inondato il mondo.
Le economie occidentali hanno subìto l’inflazione, e di conseguenza il rialzo dei tassi d’interesse.
In USA i tassi primari, pari all’1% nel 2005, sono oggi al 5,25%.
In Europa dal 2% di novembre 2005 sono oggi al 4%.
I debitori di scarso credito, che hanno contratto mutui americani all’1%, e già facevano fatica, figurarsi quanto riescono a pagare al 5-8%.
Massicce sospensioni di pagamenti, dilaganti sequestri di immobili, rimessi sul mercato, e quindi, calo dei prezzi immobiliari in USA.
Il circolo virtuoso apparente s’è rovesciato nel circolo vizioso reale.
Rapidissimo.
O meglio: da mesi i segnali d’allarme si moltiplicano.
Ma i geniali finanzieri gestori di fondi, i creativi inventori di derivati, si sono sentiti infallibili e invincibili.
Tutto il loro genio che ha fruttato loro miliardi poggiava sulla credenza che i tassi giapponesi sarebbero rimasti bassissimi e lo yen debolissimo.
Appena lo yen ha cominciato a salire, i genii si sono trovati nella condizione degli insolventi americani col mutuo: il loro debito ha cominciato a crescere.
I geniali terrorizzati, sono corsi ad alleggerirsi dei loro debiti contratti in Giappone, ciò che ha creato la prematura fine del «carry trade» e di fatto una riduzione rapida e planetaria della liquidità.
Di qui anche l’uscita di molti dal mercato azionario e la stretta sui fidi e sui mutui, prima facili ed ora difficilissimi.
Gli hedge funds hanno innescato il disastro.
Perché sono essi stessi indebitatissimi (leveraged) onde «aumentare la propria esposizione al mercato» e di conseguenza «ai profitti».
Ma quando la tendenza al boom e all’euforia si rovescia, allora anche l’effetto leva si rovescia: se prima ci si indebitava per moltiplicare i profitti, ora il debito moltiplica le perdite di vari multipli. Così gli hedge funds si trovano di colpo a secco, prosciugati fino all’ultimo dollaro.
E' successo in USA.
Ovviamente, è successo in Italia: Italease, coi suoi genii azzerati dalla Banca d’Italia con criminoso ritardo.
L’effetto finale quale sarà?
Uno shock che scuote tutto il sistema - un terremoto sistemico - consistente in questo: il rischio di ogni singolo titolo, cambiale, buono e obbligazione risulta di colpo sottovalutato, e deve essere ricalcolato.
Ovviamente al ribasso.
La carta che valeva AAA+ oggi vale BBB-.
Il più alto livello di rischio percepito provoca ovviamente che chiedere denaro a prestito costerà di più.
Il che aggraverà il rischio di fatto: aziende che possono ancora prosperare pagando sui fidi interessi del 16% (come in Italia) falliscono quando la banca chiede il 25% o peggio, il rientro immediato (come sta succedendo).
La folle euforia dei grandi usurai globali e locali si tramuta in depressione; l’ardimento demente diventa paura da pecore e da conigli, e questa congela l’economia reale: economia finanziaria è economia maniaco-depressiva.
C’è un rimedio possibile?
Le Banche Centrali dovrebbero, di concerto, ridurre i tassi per contrastare con liquidità il gelo recessivo.
Ma la cura è peggiore del male, dato che la liquidità oggi andrebbe non alle imprese reali e ai salari, ma ai giocatori speculativi della roulette globale, che sono la causa della rovina.
In ogni caso, la Federal Reserve tenterà di fare proprio questo; ma è ostacolata dal rischio che i suoi creditori esteri si liberino di Buoni del Tesoro che rendono meno, e già si squagliano come gelati al sole a causa del calo del cambio del dollaro.
La Banca Centrale Europea, che non capisce mai nulla (è governata da cloni robotici del robot Padoa Schioppa) manterrà alti i suoi interessi, sarà l’ultima ad abbassarli, e solo su ordine USA e naturalmente «meno» degli USA, il che manterrà lo svantaggio europeo dell’euro forte.
Insomma i cretini monetari centrali aggraveranno il male, perchè non hanno una teoria adatta alla nuova situazione, e così volano col pilota automatico.
Tanto, a loro gli stipendi non mancheranno.
Per noi comuni mortali, la loro «scelta» significherà disoccupazione, riduzione dei consumi, e nemmeno deflazione, perché le materie prime rincarano.
Peggio ancora che nel ‘29.
Maurizio Blondet
ripeto, è matto............
Maurizio Blondet
01/08/2007
Fino al giorno in cui «sarà espulsa o sceglierà di fuggire dalla zona euro, l’Italia subirà una crocifissione argentina»: è la diagnosi di Bernard Connolly, già capo delle ricerche economiche alla commissione Europea ed ora analista strategico della Banque AIG.
L’Argentina si crocifisse agganciando la sua moneta al dollaro: l’effetto sulla sua economia troppo debole per una valuta forte furono perdita di competitività, rincari, fuga di capitali, e infine bancarotta e miseria di massa.
Secondo Connolly, l’Italia si è crocifissa entrando nell’euro troppo forte, anzi oggi più forte che mai dato il calo del dollaro.
Lo spiega uno dei migliori giornalisti economici britannici, Ambrose Evans-Pritchard.
L’Italia sta peggio perché è la peggio governata, ma serie crisi attendono entro il 2009 tutte le economie deboli dell’euro, il Club Med: Spagna in depressione, Portogallo, Grecia ed anche Francia.
Il perchè è facile a dirsi: la Germania ha guadagn