Visualizza versione completa : Basta chiacchiere ma solo numeri sull'immobiliare parte 7^
E siamo qua......................
cavalliere
23-04-07, 15:28
Rispondo a Charlie.
In Germania il mercato strutturalmente è molto diverso rispetto all'Italia. Vi sono molto più costruttori, molti più privati che fanno da Bauherren, ma molto più importante i comuni mettono a disposizione molti più terreni edificabili sul mercato. Questo calmiera di molto i prezzi. Inoltre, come già detto in Germania c'è appena stata una grave crisi sugli immobili. Ma il fattore più importante resta il costo del terreno che, come ho già detto, è di 1/10 rispetto all'italia, questo è il fattore determinante, dato che i costi di produzione sono pressochè uguali, e gli utili di impresa, presumo simili, ma forse leggermente inferiori rispetto a qui.
Dove è andata la liquidità rispetto a noi? Molto probabilmente non è stata prodotta, i coefficienti di finanziamento al privato infatti in proporzione al costo dell'immobile in Germania sono di molto inferiori. Non ho trovato nessuna banca, per lo meno delle prinicipali che finanziasse il 100% come in Italia. Potrò sbagliarmi, ma forse il segreto sta qui.
klaus_roma
23-04-07, 15:31
i costi di costruzione in Germania sono piu' alti: li' arriva a fare -20 di inverno.
Future trader
23-04-07, 15:31
la diminuzione della riserva frazionaria e il fatto che le banche finanzino immobili al 100% spiega molto...
ci metterei anche il passaggio dalla lira all'euro con susseguente eliminazione del rischio cambio, e il fatto che si è equiparato anche negli immobili il costo 1 euro=mille lire....
cavalliere
23-04-07, 15:36
i costi di costruzione in Germania sono piu' alti: li' arriva a fare -20 di inverno.
Anche in Italia se vai nei posti giusti, tuttavia questo non incide più di tanto.
Va a finire che mi arruolo nel partito di Vich:D: i prezzi sono calati o no?
Io non credo che i cicli immobiliari siano spiegabili con i cicli dei tassi di interesse.
Provate a sovrapporre i due grafici: avrete delle sorprese OK!
In Italia parte della bolla è stato dovuto al changeover dell'euro: non hanno speculato (solo) le banche ma molte categorie, a partire dallo Stato con i servizi parastatali aumentati di brutto. Il cambio di fatto 1 euro = 1000 lire è dovuto alla speculazione, non alla massa monetaria che pure è aumentata dal 2002 in poi.
Gli immobili si sono semplicemente adeguati al nuovo valore della moneta.
Il problema è che le retribuzioni per i salariati fissi non si sono affatto adeguate :( mentre per chi poteva imporre a piacimento il proprio prezzo (commercianti, esercenti, liberi professionisti in monopolio, ecc...) sì
E visto il post-2000 delle borse, i capitali si sono riversati ancora di più sull'immobiliare.
I prezzi senza esagerazione, in alcune zone sono triplicati: un 100% dovuto all'euro, un altro 100% di crescita del mercato. Chiaramente troppo. Ecco perchè a mio parere è lecito attendersi un calo, spalmato in più anni, del 33% (1/3)
Charlie
cavalliere
23-04-07, 15:45
Io non credo che i cicli immobiliari siano spiegabili con i cicli dei tassi di interesse.
Provate a sovrapporre i due grafici: avrete delle sorprese OK!
In Italia parte della bolla è stato dovuto al changeover dell'euro: non hanno speculato (solo) le banche ma molte categorie, a partire dallo Stato con i servizi parastatali aumentati di brutto. Il cambio di fatto 1 euro = 1000 lire è dovuto alla speculazione, non alla massa monetaria che pure è aumentata dal 2002 in poi.
Gli immobili si sono semplicemente adeguati al nuovo valore della moneta.
Il problema è che le retribuzioni per i salariati fissi non si sono affatto adeguate :( mentre per chi poteva imporre a piacimento il proprio prezzo (commercianti, esercenti, liberi professionisti in monopolio, ecc...) sì
E visto il post-2000 delle borse, i capitali si sono riversati ancora di più sull'immobiliare.
I prezzi senza esagerazione, in alcune zone sono triplicati: un 100% dovuto all'euro, un altro 100% di crescita del mercato. Chiaramente troppo. Ecco perchè a mio parere è lecito attendersi un calo, spalmato in più anni, del 33% (1/3)
Charlie
Secondo me invece non ci sarà un calo finchè non ci sarà una riduzione dell'offerta di circolante. E' questo il fattore determinante.
Mah, la massa monetaria potrebbe anche dirigersi altrove. Perchè comprare improduttivi immobili, quando con il rialzo dei tassi rende di più un semplice CCT con minore rischio? E poi, chi comprerà tutte queste case? Io la domanda continuo a vederla in calo, ormai siamo diretti verso un nuovo punto di equilibrio tra domanda e offerta, che sarà necessariamente con prezzi più bassi.
Le dinamiche che hanno spinto il mercato in questi anni sono per lo più una tantum e quindi irripetibili. Essendo l'immobiliare un mercato poco efficiente e poco trasparente, ci vuole più tempo perchè ne prenda "coscienza".
Non siamo in borsa, dove i mercati in qualche giorno fanno -20%, l'immobiliare ha tempi lunghi. Un giorno ci risveglieremo e troveremo cali generalizzati. Ma non all'improvviso e non senza segnali, che ci sono a mio parere, eccome se ci sono.
Charlie
cavalliere
23-04-07, 16:05
Mah, la massa monetaria potrebbe anche dirigersi altrove. Perchè comprare improduttivi immobili, quando con il rialzo dei tassi rende di più un semplice CCT con minore rischio? E poi, chi comprerà tutte queste case? Io la domanda continuo a vederla in calo, ormai siamo diretti verso un nuovo punto di equilibrio tra domanda e offerta, che sarà necessariamente con prezzi più bassi.
Le dinamiche che hanno spinto il mercato in questi anni sono per lo più una tantum e quindi irripetibili. Essendo l'immobiliare un mercato poco efficiente e poco trasparente, ci vuole più tempo perchè ne prenda "coscienza".
Non siamo in borsa, dove i mercati in qualche giorno fanno -20%, l'immobiliare ha tempi lunghi. Un giorno ci risveglieremo e troveremo cali generalizzati. Ma non all'improvviso e non senza segnali, che ci sono a mio parere, eccome se ci sono.
Charlie
Se ci saranno cali è facile prevedere che colpiranno gli immobili periferici, o quelli sfigati. In assenza di contrazione monetaria saranno questi ad essere colpiti. Difficile prevedere situazioni di forte calo per gli immobili di pregio, a meno che questi non siano in mano a speculatori, o anche a privati avidi, che sperano di fare il colpaccio. Paradossalmente il mercato dell'usato è più caro del nuovo, chissà come mai.
Secondo me invece non ci sarà un calo finchè non ci sarà una riduzione dell'offerta di circolante. E' questo il fattore determinante.
Visto che sei un costruttore la tua opinione è certamente rilevante. Non credi tuttavia che il circolante sia già in netta diminuzione? I tassi $ sono al 5,25%, € al 3,75%, £ al 5%, Boj al 0,50%...................
un fattore molto semplice , ma importante per gli acquirenti di case , che non sono persone sofisticate da un punto di vista finanziario, è che la percezione individuale dell'inflazione è stata completamente differente da quella propinata ufficialmente.
E lì non c'è tassi che tengano , se la gente avverte un'inflazione reale del 10% e i bot gli danno il 4 continua a prendere appartamenti .Che poi sia un'impressione sbagliata o giusta se ne può discutere , ma da 5 anni la gente diffida oltre che delle azioni anche dei titoli obbligazionari , è convinta che l'inflazione è alta e prende un mutuo al 5% perchè pensa che l'inflazione sia più alta del 5.
cavalliere
23-04-07, 16:22
Visto che sei un costruttore la tua opinione è certamente rilevante. Non credi tuttavia che il circolante sia già in netta diminuzione? I tassi $ sono al 5,25%, € al 3,75%, £ al 5%, Boj al 0,50%...................
La diminuzione del circolante non si determina solo con il tasso di interesse, ma anche con la volontà o meno del sistema creditizio di indebitare. In periodi di espansione infatti si fanno ponti d'oro ai clienti pur di piazzare il denaro, in periodi di restrizione l'opposto. Per quanto possa osservare per il momento vale ancora l'esempio dei ponti d'oro, o quasi. L'altro fattore dipende dalla volontà del cliente ad indebitarsi e questo dipende dalla situazione economica personale e dalla convenienza ovvero dal tasso di interesse. Osservando a spanne il mercato se le libere professioni avranno anche in futuro possibilità di acquisto, molto più grama sarà la situazione per i dipendenti. Per questo la previsione di alloggi di pregio stabili e di alloggi medio bassi in possibile calo.
cavalliere
23-04-07, 16:23
un fattore molto semplice , ma importante per gli acquirenti di case , che non sono persone sofisticate da un punto di vista finanziario, è che la percezione individuale dell'inflazione è stata completamente differente da quella propinata ufficialmente.
E lì non c'è tassi che tengano , se la gente avverte un'inflazione reale del 10% e i bot gli danno il 4 continua a prendere appartamenti .Che poi sia un'impressione sbagliata o giusta se ne può discutere , ma da 5 anni la gente diffida oltre che delle azioni anche dei titoli obbligazionari , è convinta che l'inflazione è alta e prende un mutuo al 5% perchè pensa che l'inflazione sia più alta del 5.
E non a torto, e comunque le obbligazioni sono carta, hanno dei rischi impliciti differenti rispetto al mattone.
un fattore molto semplice , ma importante per gli acquirenti di case , che non sono persone sofisticate da un punto di vista finanziario, è che la percezione individuale dell'inflazione è stata completamente differente da quella propinata ufficialmente.
E lì non c'è tassi che tengano , se la gente avverte un'inflazione reale del 10% e i bot gli danno il 4 continua a prendere appartamenti .Che poi sia un'impressione sbagliata o giusta se ne può discutere , ma da 5 anni la gente diffida oltre che delle azioni anche dei titoli obbligazionari , è convinta che l'inflazione è alta e prende un mutuo al 5% perchè pensa che l'inflazione sia più alta del 5.
vero...io credo che la maggior parte delle persone non sappia neppure che le borse sono ormai vicine (le europee) ed oltre (il dow) ai livelli del crollo del 2000, senza contare i dividendi...
negli ultimi anni le borzse hanno da raddoppiato a oltre triplicato (il dax), ma son sicuro che quasi nessun privato ne abbia approfittato :rolleyes:
tutti a guardare immobiuli carissimi e perdersi le vere occasioni...
vero...io credo che la maggior parte delle persone non sappia neppure che le borse sono ormai vicine (le europee) ed oltre (il dow) ai livelli del crollo del 2000, senza contare i dividendi...
negli ultimi anni le borzse hanno da raddoppiato a oltre triplicato (il dax), ma son sicuro che quasi nessun privato ne abbia approfittato :rolleyes:
tutti a guardare immobiuli carissimi e perdersi le vere occasioni...
Vero.
Intanto continuo a monitorare gli immobili della mia zona.
Primo piano, 87mq, fino a ieri in vendita a 189.000 Euro.
Oggi 167.000.
Per questo la previsione di alloggi di pregio stabili e di alloggi medio bassi in possibile calo.
A me risulterebbe in netto calo l'usato (15/20%) e stabile il nuovo. Stabile sui prezzi (il nuovo) ma, di fatto, in calo poichè si concedono modalità di pagamento più vantaggiose per l'acquirente (per esempio non si richiede più il pre-finanziamento ma si va a rogito, etc.)
Ti risulta?
cavalliere
23-04-07, 17:08
A me risulterebbe in netto calo l'usato (15/20%) e stabile il nuovo. Stabile sui prezzi (il nuovo) ma, di fatto, in calo poichè si concedono modalità di pagamento più vantaggiose per l'acquirente (per esempio non si richiede più il pre-finanziamento ma si va a rogito, etc.)
Ti risulta?
Nella mia zona no, l'usato è stabile su livelli alti, il nuovo è stabile, e si continua a chiedere il prefinanziamento a meno che non si tratti di invenduto.
Nella mia zona no, l'usato è stabile su livelli alti, il nuovo è stabile, e si continua a chiedere il prefinanziamento a meno che non si tratti di invenduto.
E qual'è la tua previsione per i prossimi 12/18 mesi?
cavalliere
23-04-07, 17:27
E qual'è la tua previsione per i prossimi 12/18 mesi?
Noi si continua a lavorare. Abbiamo 3 cantieri avviati. Uno inizia a breve le vendite, l'altro è in fase di completamento consegna fra 1 - 3 mesi tutto venduto, il terzo paradossalmente quello di più alto livello, si tratta di ville in centro fa più fatica, ma si è venduto comunque il 60%. I due cantieri appena finiti, 25 appartamenti hanno avuto due appartamenti di invenduto.
Le previsione restano piuttosto stabili in generale. Certo un po' di calo c'è, ma il mercato non è fermo. Secondo le mie previsioni il prezzo dell'usato deve sgonfiarsi, il nuovo difficilmente calerà di molto. Chi cala vuol dire che ha l'acqua alla gola, ci sono tanti improvvisati che si sono buttati nel settore negli ultimi anni. Attenzione a comprare da questi, anche se vendono a di meno. Se non danno garanzie (fidejussioni) potrebbe costare molto caro in futuro. Una volta eliminata la spazzatura, si va avanti, come sempre.
Noi si continua a lavorare. Abbiamo 3 cantieri avviati. Uno inizia a breve le vendite, l'altro è in fase di completamento consegna fra 1 - 3 mesi tutto venduto, il terzo paradossalmente quello di più alto livello, si tratta di ville in centro fa più fatica, ma si è venduto comunque il 60%. I due cantieri appena finiti, 25 appartamenti hanno avuto due appartamenti di invenduto.
Le previsione restano piuttosto stabili in generale. Certo un po' di calo c'è, ma il mercato non è fermo. Secondo le mie previsioni il prezzo dell'usato deve sgonfiarsi, il nuovo difficilmente calerà di molto. Chi cala vuol dire che ha l'acqua alla gola, ci sono tanti improvvisati che si sono buttati nel settore negli ultimi anni. Attenzione a comprare da questi, anche se vendono a di meno. Se non danno garanzie (fidejussioni) potrebbe costare molto caro in futuro. Una volta eliminata la spazzatura, si va avanti, come sempre.
Apprezzo il tuo intervento ma non mi trovi d'accordo NEPPURE sul discorso degli immobili di gran pregio.
Ti faccio degli esempi specifici:
Monolocale Openspace in Via Majno a Milano ( una delle vie migliori ) con finiture di altissimo pregio.L'ho vista io ed era davvero carino. 54 MQ. In quella zona gli immobili dovrebbero valere 10K al mq. Ho visto l'immobile tre mesi fa , ho richiamato la proprietaria ( un architetto ) e l'immobile e li fermo ed invenduto. Mi ha chiesto di farle una proposta
Piazza Tricolore a Milano ( Via molto centrale ) - Mansarda da 145 mq completamente ristrutturata e con cucina. Richiesta 920K- Invenduta
Via Borgogna - Milano - Appartamento al quarto piano con box auto ( cosa RARISSIMA in centro a Milano ) - Casa di 125 MQ ben rifinita e ben divisa di proprietà della stilista Celine ( è una stilista francese che ha anche una boutique a via Montenapoleone ) - Richiesta 1 milione e 600 mila - Invenduto da oltre 10 mesi
Ciao
Apprezzo il tuo intervento ma non mi trovi d'accordo NEPPURE sul discorso degli immobili di gran pregio.
Ti faccio degli esempi specifici:
Monolocale Openspace in Via Majno a Milano ( una delle vie migliori ) con finiture di altissimo pregio.L'ho vista io ed era davvero carino. 54 MQ. In quella zona gli immobili dovrebbero valere 10K al mq. Ho visto l'immobile tre mesi fa , ho richiamato la proprietaria ( un architetto ) e l'immobile e li fermo ed invenduto. Mi ha chiesto di farle una proposta
Piazza Tricolore a Milano ( Via molto centrale ) - Mansarda da 145 mq completamente ristrutturata e con cucina. Richiesta 920K- Invenduta
Via Borgogna - Milano - Appartamento al quarto piano con box auto ( cosa RARISSIMA in centro a Milano ) - Casa di 125 MQ ben rifinita e ben divisa di proprietà della stilista Celine ( è una stilista francese che ha anche una boutique a via Montenapoleone ) - Richiesta 1 milione e 600 mila - Invenduto da oltre 10 mesi
Ciao
Con un milione e 600 mila euro ci compri due, dico due, ville a Montevecchia alta (brianza) con piscina e vista panoramica sulla Grigna.
Tu preferiresti 145mq di smog?
Macs
cavalliere
23-04-07, 23:31
Apprezzo il tuo intervento ma non mi trovi d'accordo NEPPURE sul discorso degli immobili di gran pregio.
Ti faccio degli esempi specifici:
Monolocale Openspace in Via Majno a Milano ( una delle vie migliori ) con finiture di altissimo pregio.L'ho vista io ed era davvero carino. 54 MQ. In quella zona gli immobili dovrebbero valere 10K al mq. Ho visto l'immobile tre mesi fa , ho richiamato la proprietaria ( un architetto ) e l'immobile e li fermo ed invenduto. Mi ha chiesto di farle una proposta
Piazza Tricolore a Milano ( Via molto centrale ) - Mansarda da 145 mq completamente ristrutturata e con cucina. Richiesta 920K- Invenduta
Via Borgogna - Milano - Appartamento al quarto piano con box auto ( cosa RARISSIMA in centro a Milano ) - Casa di 125 MQ ben rifinita e ben divisa di proprietà della stilista Celine ( è una stilista francese che ha anche una boutique a via Montenapoleone ) - Richiesta 1 milione e 600 mila - Invenduto da oltre 10 mesi
Ciao
Tutti immobili usati comunque, o forse usati rimessi a nuovo. E' da un po' che c'è questa forte impressione che l'usato costi più del nuovo, cioè troppo. Anche vero che in zone centrali di città grosse (la mia è una città piccola) difficile che ci sia il nuovo, dato che è già stato costruito il costruibile.
Oltretutto mi sembra strano che tu vada a vedere così tante case di alto livello. Lavori per caso nel campo immobiliare? :confused:
Con un milione e 600 mila euro ci compri due, dico due, ville a Montevecchia alta (brianza) con piscina e vista panoramica sulla Grigna.
Tu preferiresti 145mq di smog?
Macs
Per carità ma se vuoi vivere in centro a Milano le opzioni non sono molte.
Cmq non spenderei mai ste cifre ( C'è da aggiungere che per quest'appartamento ci sono anche 10K euro di spese condominiali annuali :eek: )
Tutti immobili usati comunque, o forse usati rimessi a nuovo. E' da un po' che c'è questa forte impressione che l'usato costi più del nuovo, cioè troppo. Anche vero che in zone centrali di città grosse (la mia è una città piccola) difficile che ci sia il nuovo, dato che è già stato costruito il costruibile.
Oltretutto mi sembra strano che tu vada a vedere così tante case di alto livello. Lavori per caso nel campo immobiliare? :confused:
Tutti immobili usati e ristrutturati. Ma appartamenti di gran pregio nelle grandi città è difficile trovarne se non usati e ristrutturati.
Ad esempio qui a Salerno le case migliori sono quelle usate. Quelle costruite negli anni 70 e inizio anni 80 nelle zone residenziali.
In centro invece le piu' belle sono quelle degli anni 50.
A Milano cercavo un appartamento in centro e ne ho visti diversi. Davvero si tratta di cifre improponibili.
A proposito della casa di un milione e 6 il venditore mi disse che la proprietaria aveva rifiutato un'offerta della nipote di Tremonti a 1 milione 450K.
Una settimana dopo che l'avevo visto io mi racconto' la favola che doveva venderlo a un Russo. Morale della favola : è ancora li.
Non lavoro nell'immobiliare ma stavo cercando due appartamenti : uno a Salerno e uno a Milano ma i prezzi sono improponibili.
Tutti immobili usati e ristrutturati. Ma appartamenti di gran pregio nelle grandi città è difficile trovarne se non usati e ristrutturati.
Ad esempio qui a Salerno le case migliori sono quelle usate. Quelle costruite negli anni 70 e inizio anni 80 nelle zone residenziali.
In centro invece le piu' belle sono quelle degli anni 50.
A Milano cercavo un appartamento in centro e ne ho visti diversi. Davvero si tratta di cifre improponibili.
A proposito della casa di un milione e 6 il venditore mi disse che la proprietaria aveva rifiutato un'offerta della nipote di Tremonti a 1 milione 450K.
Una settimana dopo che l'avevo visto io mi racconto' la favola che doveva venderlo a un Russo. Morale della favola : è ancora li.
Non lavoro nell'immobiliare ma stavo cercando due appartamenti : uno a Salerno e uno a Milano ma i prezzi sono improponibili.
anche tu però ancora cerchi
morale della favola i prezzi non scendono si rarefanno le compravendite
klaus_roma
24-04-07, 08:22
anche tu però ancora cerchi
tutti i ribassisti di questo post sono in affitto (o cercano casa a vario titolo) :rolleyes:
cavalliere
24-04-07, 09:57
anche tu però ancora cerchi
morale della favola i prezzi non scendono si rarefanno le compravendite
Ovviamente è così. Chi è in grado di tenere tiene. Chi deve vendere perchè preso per la gola dalle banche vende anche a prezzo scontato. Paradossalmente in questo momento si potrebbero fare discreti affari avendo la liquidità giusta. Una volta scremata dagli eccessi la situazione si riparte.
tutti i ribassisti di questo post sono in affitto (o cercano casa a vario titolo) :rolleyes:
Beh, chi vende difficilmente ammette che i prezzi scendono ;)
Il meccanismo psicologico è lo stesso che in Borsa: nessuno dirà mai che il titolo che possiede in perdita è una ciofeca, cercherà di autoilludersi e di trovare i lati "positivi" per cui quel titolo si riprenderà ;)
Chi invece è fuori dal mercato, ne' compratore ne' venditore valuta le cose più obiettivamente.
Chi posta qui ed è ribassista secondo me non ha interesse immediato e urgente a comprare una casa, altrimenti l'avrebbe già fatto a qualsiasi prezzo o "accontentandosi"; non credo quindi che le opinioni espresse siano tutte di gente che si illude che i prezzi scenderanno.
Charlie
Una volta scremata dagli eccessi la situazione si riparte.
Sempre che non si continui nell'aumento dei tassi; che non si vada verso una politica di restrizione del credito; che la Borsa e gl'investimenti alternativi continuino ad essere snobbati; che l'afflusso di extra comtinui a questi ritmi.
klaus_roma
24-04-07, 10:15
non credo quindi che le opinioni espresse siano tutte di gente che si illude che i prezzi scenderanno.
Charlie
tutte no, molte si. E piu' che illusione, parlerei di "speranza".
C'e' anche chi ha venduto nel 2004 andando poi in affitto. E cerca disperatamente di convincere il mondo (soprattutto se stesso) di aver fatto cosa buona e giusta.
E c'e' chi voleva comprare nel 2002 e ha detto "No che sei matto, a questi prezzi non compro". Solo per vedere i prezzi raddoppiare di li' a 2/3 anni.
E' umano, la loro e' una auto-difesa dell'inconscio.
tutte no, molte si. E piu' che illusione, parlerei di "speranza".
C'e' anche chi ha venduto nel 2004 andando poi in affitto. E cerca disperatamente di convincere il mondo (soprattutto se stesso) di aver fatto cosa buona e giusta.
E c'e' chi voleva comprare nel 2002 e ha detto "No che sei matto, a questi prezzi non compro". Solo per vedere i prezzi raddoppiare di li' a 2/3 anni.
E' umano, la loro e' una auto-difesa dell'inconscio.
quoto in pieno.
chi sa chi è che "ha venduto nel 2004 andando poi in affitto. E cerca disperatamente di convincere il mondo (soprattutto se stesso) di aver fatto cosa buona e giusta."
:censored:
klaus_roma
24-04-07, 10:26
Ancora mi ricordo un amico del mio avvocato. Gli avevo offerto uno spledido appartamento semi centrale 60mq a 200 milioni nel 2002.
Gli ho detto prendilo e' un affare ... e lui che mi guardava come se glielo dovessi vendere per forza.
"No preferisco stare in affitto"
e io: "a Roma quando puoi comprare una casa te la DEVI comprare", niente non gli entrava nell'orecchio
Beh, chi vende difficilmente ammette che i prezzi scendono ;)
Il meccanismo psicologico è lo stesso che in Borsa: nessuno dirà mai che il titolo che possiede in perdita è una ciofeca, cercherà di autoilludersi e di trovare i lati "positivi" per cui quel titolo si riprenderà ;)
Chi invece è fuori dal mercato, ne' compratore ne' venditore valuta le cose più obiettivamente.
Chi posta qui ed è ribassista secondo me non ha interesse immediato e urgente a comprare una casa, altrimenti l'avrebbe già fatto a qualsiasi prezzo o "accontentandosi"; non credo quindi che le opinioni espresse siano tutte di gente che si illude che i prezzi scenderanno.
Charlie
Infatti non avendo nessuna fretta non mi faccio fregare.
I prezzi voglio vederli decurtati del 50% nel giro di 3 anni perchè tanto sono assurdi.
Per di piu' preferisco andare in fitto a prezzi ragionevoli se non trovo una cosa di cui mi innamoro
tutte no, molte si. E piu' che illusione, parlerei di "speranza".
C'e' anche chi ha venduto nel 2004 andando poi in affitto. E cerca disperatamente di convincere il mondo (soprattutto se stesso) di aver fatto cosa buona e giusta.
E c'e' chi voleva comprare nel 2002 e ha detto "No che sei matto, a questi prezzi non compro". Solo per vedere i prezzi raddoppiare di li' a 2/3 anni.
E' umano, la loro e' una auto-difesa dell'inconscio.
Vendere la prima casa per andare in affitto? :eek: :eek:
Lo farà uno su un milione, a meno che non ci siano particolari esigenze di lavoro,famiglia,ecc....
Comunque è chiaro che il meccanismo dell'autodifesa del proprio ego scatta sempre, questo è strachiaro per chi si occupa di finanza professionale, un po' meno sull'immobiliare.
Concorderai con me che comunque l'equazione immobiliare=investimento sicuro è sbagliata, non è sempre valida.
Io penso che da investitori dobbiamo cercare di non "innamorarsi" di un mercato piuttosto che di un altro, per cercare di cogliere al meglio le opportunità che si presentano e di sfruttare al meglio i capitali disponibili allocandoli correttamente a seconda del momento.
Le performance dell'azionario sono state tutt'altro che disprezzabili negli ultimi anni, ma quanti piccoli risparmiatori ne hanno goduto? Pochi.
E adesso con i tassi in salita, l'obbligazionario diventa sempre più interessante, "fly to value" è la moda del momento.
Soprattutto se poi dopo aver toccato un picco, penso nel 2008, i tassi cominceranno a scendere: i gain anche in conto capitale con le obbligazioni a tasso fisso sono assicurati OK! con rischi bassi.
Charlie
anche tu però ancora cerchi
morale della favola i prezzi non scendono si rarefanno le compravendite
I prezzi scendono e anche di molto: ma i ribassi sono ancora troppo distanti da quelli che si dovrebbero materializzare a breve.
I proprietari delle belle case che ho visto accetterebbero tranquillamente un 15% di decurtazione ma fino a che non ci si avvicina al 40% io non faccio nessuna controproposta.
Poi tieni presente che molte case sono in mano a persone che credono di essere piu' furbe delle altre.
Mi spiego meglio : sparano cifre allucinanti sperando che il ******* di turno abbocchi.
Se non abbocca si tengono casa perchè preferiscono rimanere dove stanno.
Morale della favola : anche le persone comuni vogliono fare speculazioni pazzesche e cioè vendere a 2 cio' che vale 1.
Se ottengono questo scopo vendono magari comprandosi una casa + modesta altrimenti rimangono dove sono.
E' come se io mi mettessi in lettera su un book con uno spread del 50% sulle offerte in denaro.
Riporto questo intervento su un altro thread:
Other studies argue that real estate's returns are much worse. Yale finance and economics professor Robert Shiller, author of Irrational Exuberance, who looked back to 1890, contends that only twice has real estate produced truly outstanding returns: after World War II, when returning troops were starting their families, and from 1998 to 2005, a period he thinks is a bubble.
Housing's rate of return, he argues, has to trend back to the mean of about 3% a year - barely above the inflation rate. If that's starting to happen now, he says, we could be facing many years of losses.
Solo due volte nella storia l'immobiliare negli USA ha prodotto performances straordinarie:
1) Dopo la seconda guerra mondiale
2) Dal 98 al 2005 un PERIODO che lui bolla come " BOLLA " - Scusate il gioco di parole
Il ritorno dell'investimento immobiliare nella maggior parte dei casi è inferiore al 3% annuo ( quindi inferiore all'inflazione reale )
E sembra che questo movimento stia solo iniziando ora. Potremmo aspettarci anni e anni di perdite.
Questa è la traduzione
anche tu però ancora cerchi
morale della favola i prezzi non scendono si rarefanno le compravendite
Si cerco ma mica compro.
Comprero' solo al prezzo da me ritenuto giusto.
E cmq la metà delle proposte non vado nemmeno a vederle se questo ti puo' dare un'idea della situazione
Si cerco ma mica compro.
Comprero' solo al prezzo da me ritenuto giusto.
E cmq la metà delle proposte non vado nemmeno a vederle se questo ti puo' dare un'idea della situazione
guarda u parametro importante è il numero di stipendi necessari per acquistare un'immobile.
nell'1986 quando mi sono laureato e avevo già iniziato a lavorare da un paio di anni avevo fatto il conto che mi ci sarebbero voluti quindici anni di stipendio per comprare un miniappartamentino da scapolo a roma.
ora la situazione non mi sembra peggiore
tutte no, molte si. E piu' che illusione, parlerei di "speranza".
C'e' anche chi ha venduto nel 2004 andando poi in affitto. E cerca disperatamente di convincere il mondo (soprattutto se stesso) di aver fatto cosa buona e giusta.
E c'e' chi voleva comprare nel 2002 e ha detto "No che sei matto, a questi prezzi non compro". Solo per vedere i prezzi raddoppiare di li' a 2/3 anni.
E' umano, la loro e' una auto-difesa dell'inconscio.
Morale? Non ci saranno più opportunità?
Fai parte della schiera dei teorici dell'immobiliare che non tradisce mai....con i prezzi sempre all'insù? MI....!! A quale scuola di pensiero economico appartieni?
cavalliere
24-04-07, 12:49
I prezzi scendono e anche di molto: ma i ribassi sono ancora troppo distanti da quelli che si dovrebbero materializzare a breve.
I proprietari delle belle case che ho visto accetterebbero tranquillamente un 15% di decurtazione ma fino a che non ci si avvicina al 40% io non faccio nessuna controproposta.
Poi tieni presente che molte case sono in mano a persone che credono di essere piu' furbe delle altre.
Mi spiego meglio : sparano cifre allucinanti sperando che il ******* di turno abbocchi.
Se non abbocca si tengono casa perchè preferiscono rimanere dove stanno.
Morale della favola : anche le persone comuni vogliono fare speculazioni pazzesche e cioè vendere a 2 cio' che vale 1.
Se ottengono questo scopo vendono magari comprandosi una casa + modesta altrimenti rimangono dove sono.
E' come se io mi mettessi in lettera su un book con uno spread del 50% sulle offerte in denaro.
A questo punto però un distinguo è obbligatorio. Che ci siano dei privati che speculano sui propri immobili, alzando il prezzo di vendita a livelli assolutamente invendibili, è vero. Si parla qui di immobili usati, che costano più del nuovo pari zona. Che ci siano dei privati che speculino su dei chiodi cercando di vendere a pari prezzo di immobili validi anche è vero. Molti ci provano. Queste sono distorsioni e verranno riassorbite.
Che sia probabile una discesa generalizzata del 50% dell'intero settore, campa cavallo, resterai in affitto per un bel pezzo. La struttura dei costi rende impossibile una situazione del genere. E non credo che il sistema permetta di rovinare l'unico settore produttivo che funziona in Italia e che produce lavoro, ricchezza ed entrate fiscali. Pensaci.
guarda u parametro importante è il numero di stipendi necessari per acquistare un'immobile.
nell'1986 quando mi sono laureato e avevo già iniziato a lavorare da un paio di anni avevo fatto il conto che mi ci sarebbero voluti quindici anni di stipendio per comprare un miniappartamentino da scapolo a roma.
ora la situazione non mi sembra peggiore
è assai peggiore
A questo punto però un distinguo è obbligatorio. Che ci siano dei privati che speculano sui propri immobili, alzando il prezzo di vendita a livelli assolutamente invendibili, è vero. Si parla qui di immobili usati, che costano più del nuovo pari zona. Che ci siano dei privati che speculino su dei chiodi cercando di vendere a pari prezzo di immobili validi anche è vero. Molti ci provano. Queste sono distorsioni e verranno riassorbite.
Che sia probabile una discesa generalizzata del 50% dell'intero settore, campa cavallo, resterai in affitto per un bel pezzo. La struttura dei costi rende impossibile una situazione del genere. E non credo che il sistema permetta di rovinare l'unico settore produttivo che funziona in Italia e che produce lavoro, ricchezza ed entrate fiscali. Pensaci.
Chi vivrà vedrà.
E cmq non sto in affitto. Sto dai miei
oh, da notizie che mi arrivano un po' da tutte le parti si prepara un bel crack..
dico oh! forse ci siamo..
A questo punto però un distinguo è obbligatorio. Che ci siano dei privati che speculano sui propri immobili, alzando il prezzo di vendita a livelli assolutamente invendibili, è vero. Si parla qui di immobili usati, che costano più del nuovo pari zona. Che ci siano dei privati che speculino su dei chiodi cercando di vendere a pari prezzo di immobili validi anche è vero. Molti ci provano. Queste sono distorsioni e verranno riassorbite.
Che sia probabile una discesa generalizzata del 50% dell'intero settore, campa cavallo, resterai in affitto per un bel pezzo. La struttura dei costi rende impossibile una situazione del genere. E non credo che il sistema permetta di rovinare l'unico settore produttivo che funziona in Italia e che produce lavoro, ricchezza ed entrate fiscali. Pensaci.
purtroppo qui ho paura che sbagli sono pienamente d'accordo con te che l'edilizia è il settore che da più lavoro al sistema paese ma viene vista come una vacca grassa da mungere e tassare.
aumenti delle rendite catastali in funzione dei valori delle compravendite solo ad esempio.
ieri sentivo una telefonata a radio 24 di un ascoltatore sedicente imprenditore che auspicava un aumento di tassazione sulle case perchè dice danno solo rendite di posizione : affitti
mentre gli investimenti azionari aumentano il lavoro, ma de che ... :censored:
il contagio è arrivato in europa..
e adesso godo..
oh, da notizie che mi arrivano un po' da tutte le parti si prepara un bel crack..
dico oh! forse ci siamo..
ancora??
e basta....
cavalliere
24-04-07, 13:33
purtroppo qui ho paura che sbagli sono pienamente d'accordo con te che l'edilizia è il settore che da più lavoro al sistema paese ma viene vista come una vacca grassa da mungere e tassare.
aumenti delle rendite catastali in funzione dei valori delle compravendite solo ad esempio.
ieri sentivo una telefonata a radio 24 di un ascoltatore sedicente imprenditore che auspicava un aumento di tassazione sulle case perchè dice danno solo rendite di posizione : affitti
mentre gli investimenti azionari aumentano il lavoro, ma de che ... :censored:
Sarà anche come dici, ma se l'immobiliare scende del 50% crolla tutto il sistema, ci saranno miliardi di € di sofferenze per le banche e milioni di disoccupati in più. In pratica non una recessione, ma un'apocalissi sull'economia.
Vedi un po' se la cosa è fattibile e/o conveniente.
il contagio è arrivato in europa..
e adesso godo..
Ti riferisci forse a questo?
IL SOLE 24 ORE RADIOCOR) - MILANO, 24 APR - TITOLI DELLE SOCIETA' IMMOBILIARI E DI COSTRUZIONI DEBOLI ALLA BORSA DI MADRID, SUL TIMORE CHE IN SPAGNA POSSA SCOPPIARE LA BOLLA SPECULATIVA. NEL DETTAGLIO IMMOCARAL ARRETRA DI OLTRE IL 14%, FADESA DELL'11,8%, SACYR VALLERMOSO DEL 9,3%, METROVACESA DEL 4,4%, ACCIONA DEL 4,2%. IN SPAGNA I PREZZI DEGLI IMMOBILI SONO LETTERALMENTE ESPLOSI DA UNA DOZZINA D'ANNI. D'ALTRA PARTE A QUESTO PUNTO SI TEME CHE LA BOLLA IMMOBILIARE POSSA SGONFIARSI MOLTO RAPIDAMENTE, ANCHE SE NUMEROSI ESPERTI RITENGONO CHE POSSA AVVENIRE UNA CORREZIONE PIU' CHE UN VERO E PROPRIO SCIVOLONE DEI PREZZI. SOLAMENTE NEL 2006 L'INDICE GENERALE DEI PREZZI DEGLI APPARTAMENTI HA REGISTRATO UN INCREMENTO PARI AL 9,1%, CONTRO UN'INFLAZIONE DEL 2,7%. LA BANCA DI SPAGNA HA RILEVATO CHE I DEBITI DELLE FAMIGLIE SPAGNOLE SONO SALITI DEL 18,5% NEL 2006 RISPETTO ALL'ANNO PRECEDENTE. A CREARE UN CERTO PANICO E' STATA LA NOTIZIA CHE LE AZIONI DELLA SOCIETA' ASTROC HANNO ACCUSATO UN TONFO DI OLTRE IL 60% NELLE ULTIME QUATTRO SEDUTE, SUI RUMOR DI USCITA DAL CAPITALE DI AMANCIO ORTEGA, PROPRIETARIO DI INDITEX, CHE POSSIEDE IL 5% DELLE AZIONI TOTALI. IN AGGIUNTA IL PRESIDENTE DI EIFFAGE, JEANFRANCOIS ROVERATO, HA CRITICATO SACYR VALLERMOSO, CHE PUNTA A RILEVARE L'AZIENDA FRANCESE, PUNTANDO L'INDICE SUL FATTO CHE IL VALORE DEGLI IMMOBILI SPAGNOLI POTREBBE REPENTINAMENTE CALARE. EMI-B (RADIOCOR)
Saluti
Macs
Sarà anche come dici, ma se l'immobiliare scende del 50% crolla tutto il sistema, ci saranno miliardi di € di sofferenze per le banche e milioni di disoccupati in più. In pratica non una recessione, ma un'apocalissi sull'economia.
Vedi un po' se la cosa è fattibile e/o conveniente.
uno scenario disastrooooooso e mortadelloso
pensi che i nostri governanti se ne preoccupino :no:
più importante è mungere un bel tesoretto per poter fare un pò di sana politica clientelare :'(
Una volta scremata dagli eccessi la situazione si riparte.
Sempre che non si continui nell'aumento dei tassi; che non si vada verso una politica di restrizione del credito; che la Borsa e gl'investimenti alternativi continuino ad essere snobbati; che l'afflusso di extra comtinui a questi ritmi.
Che sia probabile una discesa generalizzata del 50% dell'intero settore, campa cavallo, resterai in affitto per un bel pezzo. La struttura dei costi rende impossibile una situazione del genere.
No cavalliere, non funziona così..........non che i tuoi ragionamenti non possano essere condivisibili ma.....mostri troppa sicurezza. Invece l'economia, come la vita del resto, non ha sicurezze.
Inoltre è velleitario ritenere che non si venda sottocosto. Velleitario e non aderente alla realtà: tutto si può pensare ma non che sia la struttura dei costi ad impedire un forte ribasso.......
cavalliere
24-04-07, 14:12
uno scenario disastrooooooso e mortadelloso
pensi che i nostri governanti se ne preoccupino :no:
più importante è mungere un bel tesoretto per poter fare un pò di sana politica clientelare :'(
E da dove pensi provenga il tesoretto? Ti do un suggerimento, il settore è quello di cui tanti auspicano il crollo.
cavalliere
24-04-07, 14:14
No cavalliere, non funziona così..........non che i tuoi ragionamenti non possano essere condivisibili ma.....mostri troppa sicurezza. Invece l'economia, come la vita del resto, non ha sicurezze.
Inoltre è velleitario ritenere che non si venda sottocosto. Velleitario e non aderente alla realtà: tutto si può pensare ma non che sia la struttura dei costi ad impedire un forte ribasso.......
Forse mi hai male interpretato, non è la struttura dei costi di per sè. Sono le conseguenze.
E da dove pensi provenga il tesoretto? Ti do un suggerimento, il settore è quello di cui tanti auspicano il crollo.
stiamo dicendo la stessa cosa
non mi piace fare polica ma secondo me le case sono di destra
Berlusconi costruiva case prima delle televisioni
Sarà anche come dici, ma se l'immobiliare scende del 50% crolla tutto il sistema, ci saranno miliardi di € di sofferenze per le banche e milioni di disoccupati in più. In pratica non una recessione, ma un'apocalissi sull'economia.
Vedi un po' se la cosa è fattibile e/o conveniente.
Cavaliere non mi sembra che con gli aumenti del 100% / 150 % dal 99 ad oggi ci sia stato un periodo di prosperità o l'era del bengodi.
In questi ultimi 8 anni il ceto medio si è ancora piu' impoverito NONOSTANTE IN POCHI abbiano goduto a pieno titolo della bolla dell'immobiliare.
Le speculazioni cosi come nascono cosi sono destinate ad assorbirsi.
Quindi niente traumi ( del resto non mi pare che negli USA si sia vicini al tracollo del sistema finanziario nonostante il crollo dei subprime lenders ) ma un sano riproporzionamento all'andamento dei salari e degli stipendi.
Un crack del 50% in un anno non ci sarà.
Ma un lento e lungo declino proprio come quello del grafico del real estate giapponese.
E non mi pare che l'economia giapponese sia morta. E' ancora la terza potenza mondiale.
Ti riferisci forse a questo?
IL SOLE 24 ORE RADIOCOR) - MILANO, 24 APR - TITOLI DELLE SOCIETA' IMMOBILIARI E DI COSTRUZIONI DEBOLI ALLA BORSA DI MADRID, SUL TIMORE CHE IN SPAGNA POSSA SCOPPIARE LA BOLLA SPECULATIVA. NEL DETTAGLIO IMMOCARAL ARRETRA DI OLTRE IL 14%, FADESA DELL'11,8%, SACYR VALLERMOSO DEL 9,3%, METROVACESA DEL 4,4%, ACCIONA DEL 4,2%. IN SPAGNA I PREZZI DEGLI IMMOBILI SONO LETTERALMENTE ESPLOSI DA UNA DOZZINA D'ANNI. D'ALTRA PARTE A QUESTO PUNTO SI TEME CHE LA BOLLA IMMOBILIARE POSSA SGONFIARSI MOLTO RAPIDAMENTE, ANCHE SE NUMEROSI ESPERTI RITENGONO CHE POSSA AVVENIRE UNA CORREZIONE PIU' CHE UN VERO E PROPRIO SCIVOLONE DEI PREZZI. SOLAMENTE NEL 2006 L'INDICE GENERALE DEI PREZZI DEGLI APPARTAMENTI HA REGISTRATO UN INCREMENTO PARI AL 9,1%, CONTRO UN'INFLAZIONE DEL 2,7%. LA BANCA DI SPAGNA HA RILEVATO CHE I DEBITI DELLE FAMIGLIE SPAGNOLE SONO SALITI DEL 18,5% NEL 2006 RISPETTO ALL'ANNO PRECEDENTE. A CREARE UN CERTO PANICO E' STATA LA NOTIZIA CHE LE AZIONI DELLA SOCIETA' ASTROC HANNO ACCUSATO UN TONFO DI OLTRE IL 60% NELLE ULTIME QUATTRO SEDUTE, SUI RUMOR DI USCITA DAL CAPITALE DI AMANCIO ORTEGA, PROPRIETARIO DI INDITEX, CHE POSSIEDE IL 5% DELLE AZIONI TOTALI. IN AGGIUNTA IL PRESIDENTE DI EIFFAGE, JEANFRANCOIS ROVERATO, HA CRITICATO SACYR VALLERMOSO, CHE PUNTA A RILEVARE L'AZIENDA FRANCESE, PUNTANDO L'INDICE SUL FATTO CHE IL VALORE DEGLI IMMOBILI SPAGNOLI POTREBBE REPENTINAMENTE CALARE. EMI-B (RADIOCOR)
Saluti
Macs
Anche a Milano il settore Real estate è in deciso calo
uno scenario disastrooooooso e mortadelloso
pensi che i nostri governanti se ne preoccupino :no:
più importante è mungere un bel tesoretto per poter fare un pò di sana politica clientelare :'(
Tesoretto destinato poi a chi ?
L'unione Europea ha già detto che il surplus va usato per abbattere il debito e che le tasse NON SI POSSONO ABBASSARE.
cavalliere
24-04-07, 14:24
Cavaliere non mi sembra che con gli aumenti del 100% / 150 % dal 99 ad oggi ci sia stato un periodo di prosperità o l'era del bengodi.
In questi ultimi 8 anni il ceto medio si è ancora piu' impoverito NONOSTANTE IN POCHI abbiano goduto a pieno titolo della bolla dell'immobiliare.
Le speculazioni cosi come nascono cosi sono destinate ad assorbirsi.
Quindi niente traumi ( del resto non mi pare che negli USA si sia vicini al tracollo del sistema finanziario nonostante il crollo dei subprime lenders ) ma un sano riproporzionamento all'andamento dei salari e degli stipendi.
Un crack del 50% in un anno non ci sarà.
Ma un lento e lungo declino proprio come quello del grafico del real estate giapponese.
E non mi pare che l'economia giapponese sia morta. E' ancora la terza potenza mondiale.
L'economia giapponese produceva. E bene. L'italia cosa produce? Se va giù l'immobiliare restano due strade, la valigia o un sano post da travet della burocrazia statale. Ma anche la seconda è improbabile, dato che senza introiti fiscali dall'immobile non si va da nessuna parte.
Forse mi hai male interpretato, non è la struttura dei costi di per sè. Sono le conseguenze.
Le conseguenze?
E' un pò come dire che la strage borsistica del 2.000 non poteva avvenire per le disastrose conseguenze che avrebbe provocato...........
Invece ci fu. E fu dolorosissima.............
........per chi era dalla parte sbagliata del mercato!!!
L'economia giapponese produceva. E bene. L'italia cosa produce? Se va giù l'immobiliare restano due strade, la valigia o un sano post da travet della burocrazia statale. Ma anche la seconda è improbabile, dato che senza introiti fiscali dall'immobile non si va da nessuna parte.
Eppure dal '92 al '98 (periodo in cui gli immobili calavano) si andava da qualche parte........
cavalliere
24-04-07, 14:30
Le conseguenze?
E' un pò come dire che la strage borsistica del 2.000 non poteva avvenire per le disastrose conseguenze che avrebbe provocato...........
Invece ci fu. E fu dolorosissima.............
........per chi era dalla parte sbagliata del mercato!!!
Non è la stessa cosa. Qui si parla di posti di lavoro, sicuramente più di un milione, ma forse anche due. Considerando tutto l'indotto. Se crolla la borsa nessuno ci rimette il posto di lavoro mi sembra. Ma forse sbaglio.
L'economia giapponese produceva. E bene. L'italia cosa produce? Se va giù l'immobiliare restano due strade, la valigia o un sano post da travet della burocrazia statale. Ma anche la seconda è improbabile, dato che senza introiti fiscali dall'immobile non si va da nessuna parte.
Quindi l'italia è un produttore di case ?
Le esportiamo ? :D
Cavaliere la mia domanda ti potrà sembrare banale ma con 4 milioni di precari a 800 euro netti al mese come si fa a comprare casa ?
Ti ricordo che l'età media della vita si allunga e quindi anche la possibilità di ereditare un'immobile da mamma o papà ( per fortuna )
Ti ricordo che con 800 euro ci devi campare e nella maggior parte dei casi questi precari sono già sostenuti dai salari o dalle pensioni dei genitori.
Il problema è a chi vendere tutte queste case se:
1) Non facciamo figli
2) Non abbiamo i soldi per pagarle ( siamo il paese con secondo debito pubblico piu' alto del mondo )
3) Prospettive di crescita non ne vedo ( Quando ci va bene cresciamo al 2% annuo )
Cmq concordo con l'avidità di proprietari di immobili usati che chiedono uno sproposito per cessi di appartamenti.
Case nuove qui a Salerno non ne ho viste perchè tutte le " vendite " per ora sono sola sulla carta quindi sulle nuove costruzioni non riesco ad esprimermi
Non è la stessa cosa. Qui si parla di posti di lavoro, sicuramente più di un milione, ma forse anche due. Considerando tutto l'indotto. Se crolla la borsa nessuno ci rimette il posto di lavoro mi sembra. Ma forse sbaglio.
:eek:
Starai scherzando vero ?
Sai quanti addetti ci sono nel settore financial promoters / private financing / private equity e compagnia cantante ?
cavalliere
24-04-07, 14:33
Eppure dal '92 al '98 (periodo in cui gli immobili calavano) si andava da qualche parte........
Altri tempi. E comunque a quei tempi c'è stato un calo del 20%. Calare del 50% non è fattibile. Te lo assicuro pena il crack completo dell'economia.
cavalliere
24-04-07, 14:35
Quindi l'italia è un produttore di case ?
Le esportiamo ? :D
Cavaliere la mia domanda ti potrà sembrare banale ma con 4 milioni di precari a 800 euro netti al mese come si fa a comprare casa ?
Ti ricordo che l'età media della vita si allunga e quindi anche la possibilità di ereditare un'immobile da mamma o papà ( per fortuna )
Ti ricordo che con 800 euro ci devi campare e nella maggior parte dei casi questi precari sono già sostenuti dai salari o dalle pensioni dei genitori.
Il problema è a chi vendere tutte queste case se:
1) Non facciamo figli
2) Non abbiamo i soldi per pagarle ( siamo il paese con secondo debito pubblico piu' alto del mondo )
3) Prospettive di crescita non ne vedo ( Quando ci va bene cresciamo al 2% annuo )
Cmq concordo con l'avidità di proprietari di immobili usati che chiedono uno sproposito per cessi di appartamenti.
Case nuove qui a Salerno non ne ho viste perchè tutte le " vendite " per ora sono sola sulla carta quindi sulle nuove costruzioni non riesco ad esprimermi
Se ci sarà crollo, stamperanno soldi e immetteranno liquidità nel sistema. Bernake l'ha già promesso. In Europa seguiranno a ruota.
Non è la stessa cosa. Qui si parla di posti di lavoro, sicuramente più di un milione, ma forse anche due. Considerando tutto l'indotto. Se crolla la borsa nessuno ci rimette il posto di lavoro mi sembra. Ma forse sbaglio.
Purtroppo sì: aziende come Finmatica, Cto e cito solo le prime 2 quotate che mi sono venute in mente, sono fallite. Con conseguente perdita di lavoro dei dipendenti stessi + l'indotto. Non immagini quante piccole aziende (non sotto i riflettori) hanno chiuso baracca e burattini in Italia e nel mondo con la crisi delle borse del 2.000. Se pensi poi al settore della Finanza ti appare chiaro cosa ha significato quella crisi.
cavalliere
24-04-07, 14:37
Purtroppo sì: aziende come Finmatica, Cto e cito solo le prime 2 quotate che mi sono venute in mente, sono fallite. Con conseguente perdita di lavoro dei dipendenti stessi + l'indotto. Non immagini quante piccole aziende (non sotto i riflettori) hanno chiuso baracca e burattini in Italia e nel mondo con la crisi delle borse del 2.000. Se pensi poi al settore della Finanza ti appare chiaro cosa ha significato quella crisi.
Le aziende fallite non sono fallite perchè è crollata la borsa o sbaglio?
Saranno fallite perchè amministrate da incapaci, ladri o perchè non capaci di competere.
Non è la stessa cosa. Qui si parla di posti di lavoro, sicuramente più di un milione, ma forse anche due. Considerando tutto l'indotto. Se crolla la borsa nessuno ci rimette il posto di lavoro mi sembra. Ma forse sbaglio.
:bow: come non quotarti hai perfettamente ragione :bow:
:eek:
Starai scherzando vero ? :no:
Sai quanti addetti ci sono nel settore financial promoters / private financing / private equity e compagnia cantante ?
braccia rubate all'edilizia :D
Se ci sarà crollo, stamperanno soldi e immetteranno liquidità nel sistema. Bernake l'ha già promesso. In Europa seguiranno a ruota.
Con conseguente inflazione a doppia cifra?
Cmq per me una casa del 1980 che costava 100 milioni non puo' oggi costare 550.000 euro.
Anche se ci fosse un calo del 50% quale sarebbe il problema ?
Chi ha casa mica vende. Il problema è di coloro che hanno patrimoni immobiliari non certo del ceto medio.
Le aziende fallite non sono fallite perchè è crollata la borsa o sbaglio?
Saranno fallite perchè amministrate da incapaci, ladri o perchè non capaci di competere.
Qui devo sottoscrivere!
braccia rubate all'edilizia :D
o al lavoro nei campi :D ?
dai scherzo ... cmq sarebbe bello poter coltivare un po' di terra e guadagnare 3 mila euro al mese ...
Al posto di spaccarmi le ossa in palestra :D
Purtroppo sì: aziende come Finmatica, Cto e cito solo le prime 2 quotate che mi sono venute in mente, sono fallite. Con conseguente perdita di lavoro dei dipendenti stessi + l'indotto. Non immagini quante piccole aziende (non sotto i riflettori) hanno chiuso baracca e burattini in Italia e nel mondo con la crisi delle borse del 2.000. Se pensi poi al settore della Finanza ti appare chiaro cosa ha significato quella crisi.
dovrei ancora citare cavalliere
distingui comunque l'attività industriale da quella finanziaria.
il latte di parmalat e di cirio ancora si vende e si fabbrica i posti di lavoro anche se gestiti da altri imprenditori sono lì
tanzi e cragnotti no per fortuna insieme a tanti poveracci per i quali invece :'(
o al lavoro nei campi :D ?
dai scherzo ... cmq sarebbe bello poter coltivare un po' di terra e guadagnare 3 mila euro al mese ...
Al posto di spaccarmi le ossa in palestra :D
cito un amico della palestra :
"sei un atleta non uno scaricatore di porto"
cavalliere
24-04-07, 14:52
Con conseguente inflazione a doppia cifra?
Cmq per me una casa del 1980 che costava 100 milioni non puo' oggi costare 550.000 euro.
Anche se ci fosse un calo del 50% quale sarebbe il problema ?
Chi ha casa mica vende. Il problema è di coloro che hanno patrimoni immobiliari non certo del ceto medio.
Tu non ti rendi conto di come funzioni il sistema. Se il sistema si inceppa, non ti rendi conto di quali saranno le conseguenze. Ma non solo sull'immobiliare, su tutta l'economia. Tutti i crediti che diventano inesigibili in che stato metteranno il sistema creditizio? E i lavoratori? E il fisco? Ma soprattutto se non capisci come si sono prodotti gli aumenti dal 1980 ad oggi, allora vuol dire che non puoi capire la situazione. Tu pensi che siano gli immobiliaristi che hanno goduto degli aumenti. E invece ti sbagli. E' il sistema che va avanti cosi fino al suo crack. Ma crack non solo immobiliare. Perchè è l'immobiliare che comanda. Per questo in america stanno raddoppiando la dose di liquido, sperando che il malato non stramazzi insieme alla cura. Ed è per questo che piuttosto che fare andare in recessione l'immobiliare butteranno i soldi dagli elicotteri. Se fa crack sarà un nuovo '29.
Ma crack non solo immobiliare. Perchè è l'immobiliare che comanda. Per questo in america stanno raddoppiando la dose di liquido, sperando che il malato non stramazzi insieme alla cura. Ed è per questo che piuttosto che fare andare in recessione l'immobiliare butteranno i soldi dagli elicotteri. Se fa crack sarà un nuovo '29.
Ma non si potrà andare avanti in eterno, prima o poi dovranno staccare la spina...
Macs
Tu non ti rendi conto di come funzioni il sistema. Se il sistema si inceppa, non ti rendi conto di quali saranno le conseguenze. Ma non solo sull'immobiliare, su tutta l'economia. Tutti i crediti che diventano inesigibili in che stato metteranno il sistema creditizio? E i lavoratori? E il fisco? Ma soprattutto se non capisci come si sono prodotti gli aumenti dal 1980 ad oggi, allora vuol dire che non puoi capire la situazione. Tu pensi che siano gli immobiliaristi che hanno goduto degli aumenti. E invece ti sbagli. E' il sistema che va avanti cosi fino al suo crack. Ma crack non solo immobiliare. Perchè è l'immobiliare che comanda. Per questo in america stanno raddoppiando la dose di liquido, sperando che il malato non stramazzi insieme alla cura. Ed è per questo che piuttosto che fare andare in recessione l'immobiliare butteranno i soldi dagli elicotteri. Se fa crack sarà un nuovo '29.
Vabbè questa è la tua tesi rispettabilissima.
Gli aumenti degli immobili negli anni 80 andavano di pari passo con l'inflazione non ci sono mai stati aumenti VERGOGNOSI anche del 150% al netto dell'inflazione in 7 anni.
Per quello che mi riguarda se ci sarà un ridimensionamento dei prezzi non avrà effetti devastanti sull'economia.
Le banche i loro soldi se li riprendono tranquillamente.Chi deve fallire fallisce cosi com'è sempre stato nella storia del capitalismo moderno.
Io oggi sto partecipando ad aste di immobili di gente andata a zampe all'aria nei primi anni novanta. Non mi sembra che il paese sia defunto.
E poi costruire a chi giova se la popolazione non aumenta ?
Cmq dei primi segnali li avrai quando faranno l'adeguamento delle rendite catastali.
Ne vedremo delle belle
Tu non ti rendi conto di come funzioni il sistema. Se il sistema si inceppa, non ti rendi conto di quali saranno le conseguenze. Ma non solo sull'immobiliare, su tutta l'economia. Tutti i crediti che diventano inesigibili in che stato metteranno il sistema creditizio? E i lavoratori? E il fisco? Ma soprattutto se non capisci come si sono prodotti gli aumenti dal 1980 ad oggi, allora vuol dire che non puoi capire la situazione. Tu pensi che siano gli immobiliaristi che hanno goduto degli aumenti. E invece ti sbagli. E' il sistema che va avanti cosi fino al suo crack. Ma crack non solo immobiliare. Perchè è l'immobiliare che comanda. Per questo in america stanno raddoppiando la dose di liquido, sperando che il malato non stramazzi insieme alla cura. Ed è per questo che piuttosto che fare andare in recessione l'immobiliare butteranno i soldi dagli elicotteri. Se fa crack sarà un nuovo '29.
http://patrick.net/housing/crash.html
Se ti serve una mano sull'inglese dopo lo traduco un po' ...
Tu non ti rendi conto di come funzioni il sistema. Se il sistema si inceppa, non ti rendi conto di quali saranno le conseguenze. Ma non solo sull'immobiliare, su tutta l'economia. Tutti i crediti che diventano inesigibili in che stato metteranno il sistema creditizio? E i lavoratori? E il fisco? Ma soprattutto se non capisci come si sono prodotti gli aumenti dal 1980 ad oggi, allora vuol dire che non puoi capire la situazione. Tu pensi che siano gli immobiliaristi che hanno goduto degli aumenti. E invece ti sbagli. E' il sistema che va avanti cosi fino al suo crack. Ma crack non solo immobiliare. Perchè è l'immobiliare che comanda. Per questo in america stanno raddoppiando la dose di liquido, sperando che il malato non stramazzi insieme alla cura. Ed è per questo che piuttosto che fare andare in recessione l'immobiliare butteranno i soldi dagli elicotteri. Se fa crack sarà un nuovo '29.
in europa non è così avrai visto anche tu con basilea due che cosa succede
le banche ti danno i soldi solo se riesci a convencerle che effettivamente non ne avresti bisogno. :eek:
sulle capacità di reddito sta tranquillo in europa le banche sono tanto tutelate e spingono per il tasso fisso nel settore retail sta sicuro che non ne vedo di insolvenze all'orizonte
Se buttano soldi dagli elicotteri provocheranno forte inflazione. Quindi in termini reali i prezzi dell'immobiliare scenderanno.
Ma per funzionare il giochetto c'è bisogno che salgano anche gli stipendi adeguandosi all'inflazione reale, altrimenti siamo punto e a capo, chi le compra le case?
Potrebbe essere la soluzione più probabile; vedremo.
Il problema è che una forte inflazione implica anche tassi alti: e i tassi alti ammazzano i mutuatari a tasso variabile.
Nello scenario "soldi dall'elicottero", a quando credete saranno i tassi? 20%? 30%?
Bella cura! KO!
Charlie
cito un amico della palestra :
"sei un atleta non uno scaricatore di porto"
dove vai in palestra alla Roman??
dove vai in palestra alla Roman??
si come hai fatto a capirlo
magari ci siamo anche incontrati
Perchè è l'immobiliare che comanda. Per questo in america stanno raddoppiando la dose di liquido, sperando che il malato non stramazzi insieme alla cura. Ed è per questo che piuttosto che fare andare in recessione l'immobiliare butteranno i soldi dagli elicotteri. Se fa crack sarà un nuovo '29.
Non è vero che è l'immobiliare che comanda!
Chi comanda sono le armi (industria pesante, spaziale, etc.) e l'energia! Guarda gli aggregati mondiali o anche solo i fatturati e vedrai con chiarezza quali sono i volumi più elevati.
Poi ci sono le commodities, le materie prime insomma.
Poi, prima dell'immobiliare, c'è la finanza. Sono Citigroup, Goldman Sachs, Ubs, Morgan Stanley, Mellon e compagnia bella.........
Poi, solo poi, ci sono gli immobili.........
Quindi potrei ribaltarti il ragionamento dicendoti che il petrolio non calerà mai se no si va tutti a gambe all'aria...............invece il petrolio, come tutto il resto (immobiliare compreso) è ciclico.......
Resta da vedere se è daveero cominciato un ciclo ribassista sull'immobiliare o è una semplice pausa di riflessione...........
si come hai fatto a capirlo
magari ci siamo anche incontrati
:clap:
così a intuito.
io ci sto per andare, magari ci si incontra...
Us market mover: in marzo le vendite case esistenti crollano dell’8,4%
Finanzaonline.com - 24.4.07/16:37
Nel mese di marzo le vendite di case esistenti negli Usa hanno registrato una flessione dell’8,4% a 6,12 milioni di unità rispetto alla precedente rilevazione. Si tratta del maggior calo dal gennaio 1989. Il dato è inferiore alle attese degli analisti che stimavano venite per 6,45 milioni di unità.
:clap:
così a intuito.
io ci sto per andare, magari ci si incontra...
vado anche io ciao
cavalliere
24-04-07, 17:43
Non è vero che è l'immobiliare che comanda!
Chi comanda sono le armi (industria pesante, spaziale, etc.) e l'energia! Guarda gli aggregati mondiali o anche solo i fatturati e vedrai con chiarezza quali sono i volumi più elevati.
Poi ci sono le commodities, le materie prime insomma.
Poi, prima dell'immobiliare, c'è la finanza. Sono Citigroup, Goldman Sachs, Ubs, Morgan Stanley, Mellon e compagnia bella.........
Poi, solo poi, ci sono gli immobili.........
Quindi potrei ribaltarti il ragionamento dicendoti che il petrolio non calerà mai se no si va tutti a gambe all'aria...............invece il petrolio, come tutto il resto (immobiliare compreso) è ciclico.......
Resta da vedere se è daveero cominciato un ciclo ribassista sull'immobiliare o è una semplice pausa di riflessione...........
Si, ma i primi due sono settori praticamente parastatali, la finanza è un calderone improduttivo garantito dallo stato, le commodities producono lavoro più all'estero che nei paesi occidentali. Il settore privato che produce e da lavoro da noi è l'immobiliare.
Il settore privato che produce e da lavoro da noi è l'immobiliare.[/QUOTE]
Spero che tu tiriferisci ai costruttori e non alle agenzie....
klaus_roma
24-04-07, 18:26
E non credo che il sistema permetta di rovinare l'unico settore produttivo che funziona in Italia e che produce lavoro, ricchezza ed entrate fiscali. Pensaci.
Il decreto bersani-fisco ha fatto proprio quello.
Il governo dei comunisti e' capace di tutto.
ancora??
e basta....
mai detto prima..
e se lo dico, perché ho motivo..
klaus_roma
24-04-07, 18:29
o e che le tasse NON SI POSSONO ABBASSARE.
tu leggi di piu' e scrivi di meno: stai dicendo una serie ininterrotta di fregnacce.
klaus_roma
24-04-07, 18:30
A quale scuola di pensiero economico appartieni?
La mia.
klaus_roma
24-04-07, 18:31
Concorderai con me che comunque l'equazione immobiliare=investimento sicuro è sbagliata, non è sempre valida.
Charlie
In Italia quasi sempre. Il punto non e' il valore intrinseco, quello e' sicuramente alto.
Altrettanto importante e' il valore che gli danno gli "altri". E in Italia gli "altri" hanno sempre dato un grosso "valore" al "mattone".
Come dire, un pollo che compra lo trovi sempre.
P.S. E nel tempo si e' sempre verificato ... che tanto pollo non era.
klaus_roma
24-04-07, 18:39
mai detto prima..
e se lo dico, perché ho motivo..
Spiega un po', che succede?
Tra il gennaio 1984 ed il dicembre 1989 l’indice Nikkei arrivò quasi a quadruplicarsi, da 10.000 a 38.957 punti, livello mai più raggiunto. Alla base del fenomeno, le eccellenti condizioni di salute dell’economia nipponica, ma anche una politica monetaria eccessivamente permissiva. Nel corso degli anni ‘80, infatti, i tassi giapponesi vennero tenuti bassi non solo in funzione delle esigenze interne ma anche in risposta alle pressanti richieste internazionali, segnatamente degli Usa, preoccupati di ridurre il proprio deficit commerciale e di ridare fiato alla congiuntura. La liquidità immessa nel sistema generò la crescita abnorme dei prezzi delle azioni, degli immobili e della terra. Nel clima di generale ottimismo, le famiglie e, soprattutto, le imprese si indebitarono pesantemente offrendo in garanzia un patrimonio valutato a prezzi gonfiati. Il processo si autoalimentava: la crescita dei prezzi accresceva la capacità di indebitamento; l’espansione dei finanziamenti drogava la domanda di azioni e immobili. Le autorità monetarie, preoccupate degli eccessi speculativi, nell’89 avviarono una politica di rialzo dei tassi, che ebbe l’effetto immediato di invertire il trend al rialzo della borsa. I prezzi della terra e degli immobili, i cui mercati sono strutturalmente meno efficienti, continuarono però a salire. A questo punto, nonostante il calo delle borse, la Banca del Giappone continuò ad alzare il tasso di riferimento, portandolo dal minimo del 2.5 per cento del 1989 fino al massimo del 6 per cento nell’agosto del 1990. La politica restrittiva venne mantenuta fino al luglio 1991, e anche allora i tassi vennero ridotti in maniera molto graduale. Tale comportamento venne considerato ottimale dagli osservatori dell’epoca. L’economia sembrava ancora forte, l’inflazione era sotto controllo e la bolla speculativa stava rientrando. La Banca del Giappone godeva fama di un efficientismo leggendario. Si stava però preparando un terremoto. Il crollo dei prezzi delle azioni e degli immobili, usati come garanzia per l’indebitamento del settore privato, accrebbero la rischiosità dei crediti concessi a piene mani dal settore bancario nel corso degli anni ‘80. Le garanzie erano insufficienti, i debitori cominciavano a fallire, le banche restringevano il credito. Le famiglie, spaventate dai crolli dei valori azionari e immobiliari, aumentavano i risparmi a scopo precauzionale riducendo i consumi e provocando la riduzione degli investimenti da parte delle aziende, le quali si ritrovavano con capacità produttive tarate sulle vecchie previsioni di crescita, quindi ormai eccessive. Nella fase di sgonfiamento della bolla speculativa la banca centrale era stata troppo restrittiva. Da quella crisi il Nikkei non si è finora ripreso, e vale oggi poco più di 1/3 rispetto al massimo di 15 anni fa
certo che l'italia..
dopo avere perso l'illusione della ricchezza immobiliare..
si troverà in una situazione molto difficile..
beh, almeno si saprà, se vale veramente la pena..
24. April 2007, Neue Zürcher Zeitung
Die Hausse stirbt mit der Euphorie
Nach vier Jahren Boom rückt der Bullenmarkt seinem Ende näher
An den Börsen jagt ein Rekordhoch das nächste, und Unternehmen überbieten sich mit Ankündigungen von Übernahmen. Einiges deutet derzeit auf einen bevorstehenden finalen Gipfel hin.
ra. Die Hausse nährt die Hausse, heisst es. Diese sprichwörtliche Erfahrungstatsache, mit der eine Marktphase beschrieben wird, in der steigende Aktienkurse das Publikum zu weiteren Käufen veranlassen, wodurch sich die Hausse weiter verstärkt, kennzeichnet in der Regel die letzte Phase eines Bullenmarktes. Führt das Verhalten der Anleger zum Überschiessen der Kurse, ist das Platzen der entstandenen Blase nicht fern. Die letzte Phase des Bullenmarktes endet laut Experten entweder mit einem psychologischen Schock, der den Kreislauf durchbricht, oder zur Überraschung aller ohne erkennbaren Grund, nachdem sich die Bullen ausgetobt haben. Wie nahe die Aktienbörsen nach vier Jahren Kursaufschwung derzeit dem Ende des Bullenmarktes sind, kann niemand wissen. Gewiss ist aber, dass sich die Hausse in einer Spätphase des Zyklus befindet.
Wie vorausschauende Investoren agieren
Eine Hausse lässt sich in drei Phasen einteilen: In Phase eins harzt die Konjunktur, die Bilanzen der Unternehmen spiegeln die negative Entwicklung der Geschäftstätigkeit, Fusionen und Übernahmen (M&A) gibt es kaum, und die Öffentlichkeit hat genug vom Thema Aktien. Vorausschauende Investoren beginnen in dieser Zeit, trotz ungemütlicher Wirtschaftslage, ihre Positionen in Aktien auszubauen. In Phase zwei verbessert sich die Konjunktur und das Geschäftsklima für die Unternehmen, die Gewinne - und damit die Kurse - der Konzerne steigen, und die M&A-Tätigkeit zieht an. In Phase drei schliesslich brummt die Konjunktur, und die Unternehmen erzielen glänzende Gewinne. Es gibt eine grosse Zahl von Neuemissionen und positiven Firmennachrichten. Die Börse steht wieder im Zentrum des öffentlichen Interesses, und das Geschäft mit Fusionen und Übernahmen läuft prächtig. Vor allem die Aussicht auf Übernahmen sorgt dabei für weitere Kursavancen - nicht die Gewinndynamik der Konzerne. Vorausschauende Investoren denken in dieser Phase darüber nach, wie sie Gewinne sichern. Angesichts von Rekordständen bei einigen führenden Indizes wie dem Dow Jones oder dem SMI und beinahe täglicher Ankündigungen von Fusionen und Übernahmen fällt es nicht schwer, zu erkennen, in welcher Phase sich die im historischen Vergleich bereits lange währende Hausse befindet. In der letzten Woche verzeichneten der Dow Jones sowie der SMI einmal mehr den höchsten jemals erreichten Wert. Und allein am gestrigen Montag wurden mit ABN Amro / Barclays, AstraZeneca / MedImmune sowie Iberia /British Airways drei Transaktionen angekündigt oder in Aussicht gestellt (vgl. Berichte im Wirtschaftsteil). Im ersten Quartal dieses Jahres gab es weltweit Käufe und Verkäufe von Unternehmen im Wert von 1,1 Bio. $.
Inwieweit unter den Investoren bereits Euphorie herrscht, ist schwierig festzustellen. Angesichts der am vergangenen Freitag aufgrund möglicher Übernahmen förmlich explodierenden Aktienkurse von Banken spricht einiges dafür, dass die Marktteilnehmer mehr von Euphorie als von harten Zahlen geleitet werden. Zwar verweisen viele Finanzexperten von Banken stets darauf, dass Aktien im Vergleich mit Anleihen weiterhin attraktiver seien, die Kurs-Gewinn-Verhältnisse nicht überborden würden und die Konjunktur sowie die Unternehmensergebnisse robust seien. Doch ist klar erkennbar, dass die Gewinndynamik der Konzerne bereits nachlässt. Risiken wie die (zu Übertreibungen verleitende) hohe Liquidität, der steigende Ölpreis, geopolitische Unsicherheiten oder die Schwäche des US-Immobiliensektors, welche Börsianer derzeit eher ausblenden, könnten sich schnell auf das Geschäftsklima der Unternehmen und ihre Gewinne auswirken.
Suche nach dem finalen Gipfel
Technische Analytiker versuchen, die finale Gipfelbildung an den Börsen - und damit einhergehend die Euphorie im Markt - daran festzumachen, dass die Chart-Entwicklung eines Indexes und der dazugehörenden Advance-Decline- Linie (bildet sich aus dem Verhältnis von im Kurs gestiegenen und im Kurs gefallenen Aktien) nicht mehr parallel läuft. Dies ist derzeit bei vielen Indizes noch der Fall. Doch es gab in der Vergangenheit auch schon Gipfelbildungen, bei denen dieses typische Phänomen nicht auftrat. Wie nahe die Hausse ihrem Ende ist und ob im Markt bereits Euphorie herrscht, ist kaum zu sagen. Die Vergangenheit lehrt jedoch, dass es sehr wahrscheinlich ist, dass die Hausse mit der Euphorie stirbt.
24. April 2007, Neue Zürcher Zeitung
Die Hausse stirbt mit der Euphorie
Nach vier Jahren Boom rückt der Bullenmarkt seinem Ende näher
An den Börsen jagt ein Rekordhoch das nächste, und Unternehmen überbieten sich mit Ankündigungen von Übernahmen. Einiges deutet derzeit auf einen bevorstehenden finalen Gipfel hin.
ra. Die Hausse nährt die Hausse, heisst es. Diese sprichwörtliche Erfahrungstatsache, mit der eine Marktphase beschrieben wird, in der steigende Aktienkurse das Publikum zu weiteren Käufen veranlassen, wodurch sich die Hausse weiter verstärkt, kennzeichnet in der Regel die letzte Phase eines Bullenmarktes. Führt das Verhalten der Anleger zum Überschiessen der Kurse, ist das Platzen der entstandenen Blase nicht fern. Die letzte Phase des Bullenmarktes endet laut Experten entweder mit einem psychologischen Schock, der den Kreislauf durchbricht, oder zur Überraschung aller ohne erkennbaren Grund, nachdem sich die Bullen ausgetobt haben. Wie nahe die Aktienbörsen nach vier Jahren Kursaufschwung derzeit dem Ende des Bullenmarktes sind, kann niemand wissen. Gewiss ist aber, dass sich die Hausse in einer Spätphase des Zyklus befindet.
Wie vorausschauende Investoren agieren
Eine Hausse lässt sich in drei Phasen einteilen: In Phase eins harzt die Konjunktur, die Bilanzen der Unternehmen spiegeln die negative Entwicklung der Geschäftstätigkeit, Fusionen und Übernahmen (M&A) gibt es kaum, und die Öffentlichkeit hat genug vom Thema Aktien. Vorausschauende Investoren beginnen in dieser Zeit, trotz ungemütlicher Wirtschaftslage, ihre Positionen in Aktien auszubauen. In Phase zwei verbessert sich die Konjunktur und das Geschäftsklima für die Unternehmen, die Gewinne - und damit die Kurse - der Konzerne steigen, und die M&A-Tätigkeit zieht an. In Phase drei schliesslich brummt die Konjunktur, und die Unternehmen erzielen glänzende Gewinne. Es gibt eine grosse Zahl von Neuemissionen und positiven Firmennachrichten. Die Börse steht wieder im Zentrum des öffentlichen Interesses, und das Geschäft mit Fusionen und Übernahmen läuft prächtig. Vor allem die Aussicht auf Übernahmen sorgt dabei für weitere Kursavancen - nicht die Gewinndynamik der Konzerne. Vorausschauende Investoren denken in dieser Phase darüber nach, wie sie Gewinne sichern. Angesichts von Rekordständen bei einigen führenden Indizes wie dem Dow Jones oder dem SMI und beinahe täglicher Ankündigungen von Fusionen und Übernahmen fällt es nicht schwer, zu erkennen, in welcher Phase sich die im historischen Vergleich bereits lange währende Hausse befindet. In der letzten Woche verzeichneten der Dow Jones sowie der SMI einmal mehr den höchsten jemals erreichten Wert. Und allein am gestrigen Montag wurden mit ABN Amro / Barclays, AstraZeneca / MedImmune sowie Iberia /British Airways drei Transaktionen angekündigt oder in Aussicht gestellt (vgl. Berichte im Wirtschaftsteil). Im ersten Quartal dieses Jahres gab es weltweit Käufe und Verkäufe von Unternehmen im Wert von 1,1 Bio. $.
Inwieweit unter den Investoren bereits Euphorie herrscht, ist schwierig festzustellen. Angesichts der am vergangenen Freitag aufgrund möglicher Übernahmen förmlich explodierenden Aktienkurse von Banken spricht einiges dafür, dass die Marktteilnehmer mehr von Euphorie als von harten Zahlen geleitet werden. Zwar verweisen viele Finanzexperten von Banken stets darauf, dass Aktien im Vergleich mit Anleihen weiterhin attraktiver seien, die Kurs-Gewinn-Verhältnisse nicht überborden würden und die Konjunktur sowie die Unternehmensergebnisse robust seien. Doch ist klar erkennbar, dass die Gewinndynamik der Konzerne bereits nachlässt. Risiken wie die (zu Übertreibungen verleitende) hohe Liquidität, der steigende Ölpreis, geopolitische Unsicherheiten oder die Schwäche des US-Immobiliensektors, welche Börsianer derzeit eher ausblenden, könnten sich schnell auf das Geschäftsklima der Unternehmen und ihre Gewinne auswirken.
Suche nach dem finalen Gipfel
Technische Analytiker versuchen, die finale Gipfelbildung an den Börsen - und damit einhergehend die Euphorie im Markt - daran festzumachen, dass die Chart-Entwicklung eines Indexes und der dazugehörenden Advance-Decline- Linie (bildet sich aus dem Verhältnis von im Kurs gestiegenen und im Kurs gefallenen Aktien) nicht mehr parallel läuft. Dies ist derzeit bei vielen Indizes noch der Fall. Doch es gab in der Vergangenheit auch schon Gipfelbildungen, bei denen dieses typische Phänomen nicht auftrat. Wie nahe die Hausse ihrem Ende ist und ob im Markt bereits Euphorie herrscht, ist kaum zu sagen. Die Vergangenheit lehrt jedoch, dass es sehr wahrscheinlich ist, dass die Hausse mit der Euphorie stirbt.
:confused: :confused: :confused: :confused: :confused: :confused:
non parla bergamasco che so de roma... :D
24. April 2007, Neue Zürcher Zeitung
Die Hausse stirbt mit der Euphorie
Nach vier Jahren Boom rückt der Bullenmarkt seinem Ende näher
An den Börsen jagt ein Rekordhoch das nächste, und Unternehmen überbieten sich mit Ankündigungen von Übernahmen. Einiges deutet derzeit auf einen bevorstehenden finalen Gipfel hin.
ra. Die Hausse nährt die Hausse, heisst es. Diese sprichwörtliche Erfahrungstatsache, mit der eine Marktphase beschrieben wird, in der steigende Aktienkurse das Publikum zu weiteren Käufen veranlassen, wodurch sich die Hausse weiter verstärkt, kennzeichnet in der Regel die letzte Phase eines Bullenmarktes. Führt das Verhalten der Anleger zum Überschiessen der Kurse, ist das Platzen der entstandenen Blase nicht fern. Die letzte Phase des Bullenmarktes endet laut Experten entweder mit einem psychologischen Schock, der den Kreislauf durchbricht, oder zur Überraschung aller ohne erkennbaren Grund, nachdem sich die Bullen ausgetobt haben. Wie nahe die Aktienbörsen nach vier Jahren Kursaufschwung derzeit dem Ende des Bullenmarktes sind, kann niemand wissen. Gewiss ist aber, dass sich die Hausse in einer Spätphase des Zyklus befindet.
Wie vorausschauende Investoren agieren
Eine Hausse lässt sich in drei Phasen einteilen: In Phase eins harzt die Konjunktur, die Bilanzen der Unternehmen spiegeln die negative Entwicklung der Geschäftstätigkeit, Fusionen und Übernahmen (M&A) gibt es kaum, und die Öffentlichkeit hat genug vom Thema Aktien. Vorausschauende Investoren beginnen in dieser Zeit, trotz ungemütlicher Wirtschaftslage, ihre Positionen in Aktien auszubauen. In Phase zwei verbessert sich die Konjunktur und das Geschäftsklima für die Unternehmen, die Gewinne - und damit die Kurse - der Konzerne steigen, und die M&A-Tätigkeit zieht an. In Phase drei schliesslich brummt die Konjunktur, und die Unternehmen erzielen glänzende Gewinne. Es gibt eine grosse Zahl von Neuemissionen und positiven Firmennachrichten. Die Börse steht wieder im Zentrum des öffentlichen Interesses, und das Geschäft mit Fusionen und Übernahmen läuft prächtig. Vor allem die Aussicht auf Übernahmen sorgt dabei für weitere Kursavancen - nicht die Gewinndynamik der Konzerne. Vorausschauende Investoren denken in dieser Phase darüber nach, wie sie Gewinne sichern. Angesichts von Rekordständen bei einigen führenden Indizes wie dem Dow Jones oder dem SMI und beinahe täglicher Ankündigungen von Fusionen und Übernahmen fällt es nicht schwer, zu erkennen, in welcher Phase sich die im historischen Vergleich bereits lange währende Hausse befindet. In der letzten Woche verzeichneten der Dow Jones sowie der SMI einmal mehr den höchsten jemals erreichten Wert. Und allein am gestrigen Montag wurden mit ABN Amro / Barclays, AstraZeneca / MedImmune sowie Iberia /British Airways drei Transaktionen angekündigt oder in Aussicht gestellt (vgl. Berichte im Wirtschaftsteil). Im ersten Quartal dieses Jahres gab es weltweit Käufe und Verkäufe von Unternehmen im Wert von 1,1 Bio. $.
Inwieweit unter den Investoren bereits Euphorie herrscht, ist schwierig festzustellen. Angesichts der am vergangenen Freitag aufgrund möglicher Übernahmen förmlich explodierenden Aktienkurse von Banken spricht einiges dafür, dass die Marktteilnehmer mehr von Euphorie als von harten Zahlen geleitet werden. Zwar verweisen viele Finanzexperten von Banken stets darauf, dass Aktien im Vergleich mit Anleihen weiterhin attraktiver seien, die Kurs-Gewinn-Verhältnisse nicht überborden würden und die Konjunktur sowie die Unternehmensergebnisse robust seien. Doch ist klar erkennbar, dass die Gewinndynamik der Konzerne bereits nachlässt. Risiken wie die (zu Übertreibungen verleitende) hohe Liquidität, der steigende Ölpreis, geopolitische Unsicherheiten oder die Schwäche des US-Immobiliensektors, welche Börsianer derzeit eher ausblenden, könnten sich schnell auf das Geschäftsklima der Unternehmen und ihre Gewinne auswirken.
Suche nach dem finalen Gipfel
Technische Analytiker versuchen, die finale Gipfelbildung an den Börsen - und damit einhergehend die Euphorie im Markt - daran festzumachen, dass die Chart-Entwicklung eines Indexes und der dazugehörenden Advance-Decline- Linie (bildet sich aus dem Verhältnis von im Kurs gestiegenen und im Kurs gefallenen Aktien) nicht mehr parallel läuft. Dies ist derzeit bei vielen Indizes noch der Fall. Doch es gab in der Vergangenheit auch schon Gipfelbildungen, bei denen dieses typische Phänomen nicht auftrat. Wie nahe die Hausse ihrem Ende ist und ob im Markt bereits Euphorie herrscht, ist kaum zu sagen. Die Vergangenheit lehrt jedoch, dass es sehr wahrscheinlich ist, dass die Hausse mit der Euphorie stirbt.
in realtà è un articolo che parla del ciclo mestruale della donna nell'età pre-menopausa :yes:
e pensavi pure che ci cascassimo? :no:
Flop di Pirelli Re e Beni Stabili su timori scoppio bolla immobiliare in Spagna
24/04/2007 14.20
Ribassi diffusi in tutto il settore immobiliare italiano sui timori di uno scoppio della bolla immobiliare in Spagna. Pirelli Real Estate cede il 2,77% e scivola a 58,85 euro. Beni Stabili e Igd non sono da meno sul Midex, la prima è in calo del 2,62% a quota 1,26 euro e la seconda del 2,15% a 4,22 euro. Pollice verso anche per Risanamento (-2,63%) e Immobiliare Lombarda (-1,59%). In controtendenza La Gaiana (+5%).
Tutto il comparto risente del tonfo della spagnola Astroc Mediterraneo che a Madrid sta trascinando con sè l'intero settore. Il gruppo valenciano attivo nello sviluppo di progetti immobiliari lascia al momento sul terreno il 9,25%, crollando a 15,99 euro, dopo essere arrivato a perdere il 30% sulle preoccupazioni di un crollo del mercato immobiliare spagnolo. Sono di ieri i dati sulla vendita delle case, che hanno registrato un brusco calo del 7,2% nel primo trimestre, lo scivolone più grosso da 8 anni a questa parte.
I prezzi degli immobili sono però letteralmente esplosi da 12 anni a questa parte. Solamente nel 2006 l'indice generale dei prezzi degli appartamenti ha registrato un incremento del 9,1%, contro un'inflazione del 2,7%. La stessa Banca di Spagna ha rilevato che i debiti delle famiglie spagnole sono saliti del 18,5% nel 2006 rispetto all'anno precedente.
L'azione Astroc Mediterraneo, peraltro, ha già perso il 66% la scorsa settimana dopo che la società ha fatto sapere che nel 2006 gran parte dei suoi profitti era legata dalla vendita di asset a un fondo controllato dal presidente Enrique Bolanos. Ma è scivolata anche sui rumor di un'uscita dal capitale di Amancio Ortega, proprietario di Inditex, che possiede il 5% della società, e sulle preoccupazioni che l'attività della società subisca l'impatto negativo di una nuova regolamentazione del settore.
In netto calo anche Inmocaral (-11,27%), seconda società immobiliare della Spagna, seguita da Fadesa (-10,72%), Sacyr Vallermoso (-5,79%), che lancerà un'offerta per i due terzi del capitale di Eiffage che non possiede, e Metrovacesa (-4,10%). Alle base delle vendite, hanno sottolineato i trader, anche una legge più restrittiva sulle costruzioni nella Comunità valenciana.
Furcht vor Immobilienblase in Spanien belastet Madrider Börse
Di Apr 24, 2007 7:24 MESZ
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Madrid - Die Angst vor dem Platzen einer Blase am Immobilienmarkt hat die spanischen Aktien am Dienstag in die Tiefe gezogen.
Besonders die dramatischen Kursverluste von Immobilien- und Banktiteln drückten den Ibex-Index der spanischen Standardwerte um 2,7 Prozent. In diesem Sog ging es auch mit Immobilientiteln aus dem europäischen Ausland bergab: In Deutschland zählten Hochtief und Bilfinger & Berger zu den Verlierern.
Die spanische Regierung und die Notenbank des Landes warnten vor Panikmache. Der Kursrückgang sei kein Zusammenbruch, sondern eine Korrektur der jüngsten Rekordhöhen, erklärte ein Regierungsvertreter. Die Notenbank sprach von einer schrittweisen Abschwächung des Immobilienmarktes. "Wir gehen davon aus, dass der Immobilienmarkt und der Bausektor insgesamt eine sanfte Landung hinlegen wird", sagte Zentralbankchef Miguel Angel Fernandez Ordonez. Mit dem Abklingen des spanischen Bau-Booms aus der Mitte der 90er Jahre befürchten Experten, dass die Bewertung vieler Immobilienfirmen des Landes auf tönernen Füßen steht.
Auslöser des Kursrutsches an der Madrider Börse war ein Ausverkauf bei Astroc-Aktien. Die Papiere der Immobilienfirma brachen zeitweise um ein Viertel ein und notierten später noch 11,12 Prozent tiefer. Aus Sorge, dass geänderte Bestimmungen für Baugenehmigungen das Geschäft des Unternehmens beeinträchtigen und große Aktionäre aussteigen könnten, hatten die Titel in der vergangenen Woche bereits rund zwei Drittel an Wert verloren. Ein Händler sagte, derzeit sei eine Menge Nervosität in dem Sektor.
Astroc-Direktoriumschef Enrique Banuelos bezeichnete die Furcht vor einem Ausstieg von Anlegern als unbegründet. Der Kursverlust habe vielmehr mit dem rasanten Kursanstieg der Astroc-Aktien zu tun, die sich seit dem Börsengang im Mai um mehr als das zehnfache verteuert hatten.
Die Titel der Immobilienfirma Inmocaral brachen zeitweise bis zu 18 Prozent ein, ehe sie sich später bei einem einem Abschlag von 13,5 Prozent einpendelten. Die Aktien der Rivalen Fadesa und Colonial verloren ebenfalls deutlich. Die Papiere des Baukonzerns Acciona büßten knapp neun Prozent an Wert ein. Auch spanische Banken wurden in Mitleidenschaft gezogen. Die Aktien von Santander und BBVA verbilligten sich um rund drei Prozent.
visto che in italia non si fa informazione..
incredibile..
Die iberische Blase (EuramS)
Sonntag 1. April 2007, 00:21 Uhr
Alle Welt spricht von der Immobilienblase in den USA. Dabei steht die in Spanien viel akuter vorm Platzen. Und sie bedroht Wirtschaft und Börse
von Jörg Billina
Richtig Lesen und Schreiben habe er auf der Schule nicht gelernt – das gibt Francisco Hernando offen zu. Dafür weiß der Mann aus Madrid, wie man ein Vermögen macht. Als Jugendlicher mischte er für gerade mal 80 Peseten in der Woche Beton und reinigte Abwasserkanäle. Heute ist der 57-Jährige einer der wohlhabendsten Bauunternehmer seines Landes. Kein Spanier unterhält mehr Privatflugzeuge als er. Und Hernando ist stolzer Besitzer einer Jacht – mit 72 Metern ist sie länger als Anzeige
die des Bourbonen-Königs Juan Carlos. Seine Konsumwünsche und das Bedürfnis, im Rampenlicht zu stehen, sind noch lange nicht gestillt. Der Multimilliardär will in der Rangliste der Reichen weiter nach oben steigen. Gerade jetzt betreibt er sein wichtigstes Projekt – das "Residencial Francisco Hernando". 40 Kilometer südlich der Hauptstadt Madrid, gleich in der Nähe der kleinen Stadt Sesenja, errichtet seine Firma Onde auf einer Fläche von nur 900000 Quadratmetern 280 zehnstöckige Häuser mit insgesamt 13500 Wohnungen. Es ist das größte Bauvorhaben, das je in Spanien von einem einzelnen Konzern in Angriff genommen wurde. Dass es bislang keine Wasseranschlüsse gibt und es auch an Schulen oder Kindergärten fehlt, stört Hernando nicht. Darum soll sich der Staat kümmern, sagt er und setzt darauf, dass 40000 Menschen in den nächsten zehn Jahren in seine Siedlung einziehen werden. Die Banken jedenfalls sind überzeugt, dass aus Hernandos Residenz keine Geisterstadt wird. Sie haben dem Baulöwen über 800 Millionen Euro Kredit eingeräumt.
Auch in Almeria, Murcia, Valencia, auf Ibiza oder Mallorca stehen Bagger und Baukräne nicht still. Allein im vergangenen Jahr wurden laut der Investmentbank JP Morgan Chase & Co über 800000 neue Wohnungen geschaffen. Im bevölkerungsreicheren Frankreich sind es lediglich 500000. "Über 82 Prozent der Spanier besitzen mittlerweile ein Eigenheim. In Deutschland liegt die Quote bei nur 40 Prozent", sagt Georg Oster von der Bundesagentur für Außenhandel. Die eigenen vier Wände verdanken die Iberer nicht zuletzt dem Beitritt ihres Landes zur Europäischen Union (000910.KS - Nachrichten) . Aus Brüssel flossen Milliardenbeträge, die die Regierung intelligent in den Aufbau der Infrastruktur investierte. "Das heizte das Wirtschaftswachstum an, sorgte für Jobs und höhere Einkommen", sagte Oster. Zudem gingen mit der Einführung des Euro die Zinsen zurück.
Bei Sätzen von 14 bis 16 Prozent fielen die Kreditkosten noch sehr hoch aus. "Doch als die Europäische Zentralbank (EZB) die Verantwortung für die Zinspolitik übernahm, verlangten die Banken nur noch drei Prozent und räumten Laufzeiten von 30 bis 40 Jahren ein", sagt Oster. Die Gelegenheit, an eine Immobilie zu kommen, ließen sich die Spanier nicht entgehen.
Immer häufiger verläuft der BauBoom jedoch außerhalb der Legalität. Gegen eine ganze Reihe von Kommunalpolitikern wird wegen Korruption ermittelt. Im vergangenen Jahr wurde etwa die Bürgermeisterin und der halbe Stadtrat der Promi-Stadt Marbella verhaftet. Sie werden beschuldigt, nach der Zahlung von Schmiergeldern Agrarland und Naturschutzgebiete schnell und unbürokratisch in Bauland umgewandelt zu haben. Insgesamt entdeckte die Polizei zwischen 2005 und 2006 fast 13000 illegal errichtete Wohnanlagen. Nicht nur die Behörden und Umweltgruppen sehen den Beton-Hype daher kritisch. Alarmiert sind vor allem die Anleger. Sie fürchten, dass – ähnlich wie in den USA – die Immobilienblase platzen könnte. "Zwischen 1997 und 2006 haben sich die Häuserpreise aufgrund der starken Nachfrage verdoppelt", sagt Oster. Nun aber ist der Zenit erreicht. Einer Schätzung der Organisation für wirtschaftliche Zusammenarbeit in Europa zufolge sind Immobilien in Spanien mittlerweile bis zu 30 Prozent überbewertet. Die Folge: Im Vergleich zu 2004 und 2005 dauert es heute erheblich länger, bis die Makler einen Käufer finden. Zahlreiche Neubausiedlungen stehen daher leer. In einigen Regionen bröckeln daher bereits die Preise. Zumal auch die Ausländer immer weniger Lust auf eine Ferienwohnung oder einen Altersruhesitz unter Spaniens Sonne haben. Denn das spanische Sozialversicherungssystem leistet nicht das, was zum Beispiel die Deutschen gewohnt sind. Auch die Klimaerwärmung fällt ins Kalkül. Noch mehr Hitze im Sommer – davor schrecken besonders ältere Menschen zurück.
Anleger, die in den vergangenen zehn Jahren mit Spanien-Investments über 300 Prozent Gewinn eingefahren haben, sehen in der Immo-Flaute eine gefährliche Entwicklung. Sie wissen: Der Bau ist neben dem Tourismus der wichtigste Wachstumstreiber der Wirtschaft. Macht die Branche künftig weniger Gewinn, dürften die Aktienkurse der an der Börse in Madrid zahlreich gelisteten Baufirmen nach unten gehen. Auch Banken wie Santander Central Hispano oder die Banco Bilbao Vizcaya Argentaria könnten unter Druck kommen. Die Institute haben Bauträgern, Bauunternehmen und Hypothekengebern zusammen 1,3 Billionen Euro geliehen. Dies entspricht laut dem spanischen Hypothekenverband rund der Hälfte aller an Unternehmen vergebenen Darlehen.
Was den Investoren aber am meisten Kopfzerbrechen bereitet, ist die extrem hohe Verschuldung der Privathaushalte. Um sich die ersehnte Immobilie kaufen zu können, haben die Spanier Kredite in Höhe von 800 Milliarden Euro aufgenommen. Das sind fast 85 Prozent des Bruttoinlandprodukts. Für Zins und Tilgung geben sie jeden Monat rund 28 Prozent ihres Einkommens aus. Die Summe könnte jedoch bald größer werden. Der Großteil der Darlehen ist variabel verzinst. Erhöht die EZB die Sätze um 100 oder 150 Basispunkte, steigen die monatlichen Belastungen auf über 30 Prozent. "Im Schnitt müssten die Spanier dann zwischen 900 und 1200 Euro im Jahr mehr an Zinsen zahlen", sagt Oster. Lohnsteigerungen, mit denen die Mehrbelastungen zu stemmen wären, sind nach den kräftigen Zuwächsen in der Vergangenheit künftig wohl nicht zu erwarten. Haushalte, die finanzielle Schieflagen vermeiden wollen, müssen sich daher entscheiden: Entweder sie trennen sich wieder von ihrer Immobilie, oder sie schränken den Konsum ein. Das Angstszenario:
Wachstum und Verbrauchervertrauen gehen zurück, die Arbeitslosigkeit steigt, die Banken bleiben auf ihren Krediten sitzen, die Kurse trudeln nach unten. Und: Die von Spanien ausgehenden Schockwellen könnten auch die übrigen europäischen Aktienmärkte treffen.
Die Zeiten, in denen der spanische Leitindex Ibex die übrigen europäischen Börsenbarometer klar hinter sich ließ, sind vorbei. Die Fondslenker sind jedoch noch optimistisch. Stefan Raetzer, Manager des Allianz Dit Iberia, rechnet für das laufende Jahr mit einem Plus von fünf bis zehn Prozent. "Ganz klar, von der Immobilienseite her drohen Risiken, die man im Blick haben muss. Doch das Umfeld ist weiterhin intakt", sagt Raetzer. Er hat zuletzt hoch bewertete Versorgertitel aus Spanien gegen portugiesische Bau- und Konsumwerte ausgewechselt. Seiner Meinung nach werden die Gefahren jedoch durch eine Reihe von Faktoren begrenzt. Etwa durch das hohe Bevölkerungswachstum. Innerhalb der vergangenen fünf Jahre wuchs Spanien von 40 auf 45 Millionen Bürger. In dem Tempo soll es weitergehen. Das stütze nach Meinung Raetzers langfristig die Immobiliennachfrage. Zudem strömten zahlreiche Einwanderer ins Land. "Die Überhitzung am Immobilienmarkt wird zwar korrigiert, sie wird aber nicht in einem Crash enden", glaubt Raetzer. Zudem werde seiner Meinung nach die spanische Regierung durch verstärkte Infrastrukturinvestitionen dafür sorgen, dass die Auftragsbücher der Baufirmen gefüllt bleiben.
Es ist also gut möglich, dass die künftigen Bewohner der Siedlung Residencia Francisco Hernando in ihren Wohnungen aufs Duschen nicht verzichten müssen und die Kinder keinen weiten Schulweg haben werden. Eine Garantie gibt es jedoch nicht. Auch nicht für die Anleger: Das sichere Fundament, auf dem der spanische Aktienmarkt bislang stand, zeigt erste Risse. Nach der langen Gewinnphase wird es allmählich Zeit, Adios zu sagen.
chissä perché in italia l'informazione non a fanno..
certo sarà bella botta..
Mardi 24 avril 2007
Info & Secteurs > International > Actualité
CONJONCTURE ECONOMIQUE -
Etats-Unis : les reventes de logements chutent, la confiance des consommateurs fléchit
[ 24/04/07 - 16H47 ]
Les reventes ont reculé de 8,4% en mars. Une telle baisse n'avait pas été observée depuis 18 ans. L'indice de confiance des consommateurs du Conference Board a fléchi de 4,2 points
Inquiétudes sur le front économique outre-Atlantique. Deux statistiques mettent en exergue la persistance des difficultés de l'immobilier résidentiel et une perte de confiance des ménages américains, de mauvais augure pour la consommation.
Le groupement national des agents immobiliers a annoncé une chute de 8,4% des reventes de logements en mars par rapport à février, à 6,12 millions d'unités. Ce repli est le plus important enregistré depuis dix-huit ans. Il a déçu les économistes qui tablaient sur 6,45 millions d'euros. Qui plus est, le volume de ventes est le plus faible depuis janvier 1989. Sur un an, les reventes de logements ont baissé de 11,3% en mars.
Ce chiffre risque de raviver les craintes d'une contamination de la crise de l'immobilier au reste de l'économie. Pour l'instant, la plupart des experts, comme ceux du FMI, tablent plutôt sur un atterrissage en douceur. Selon l'organisation internationale, les problèmes de l'immobilier résidentiel et des prêts à risques (" subprime ") risquent d'avoir un impact sur la consommation des ménages, mais sans affecter la stabilité du secteur financier, les effets négatifs étant compensés par la bonne santé du marché de l'emploi et les revenus des ménages. Le patron du FMI, Rodrigo Rato, parie même sur une "certaine reprise" après 2007.
Dans l'immédiat, les consommateurs sont de plus en plus prudents. C'est ce que montre l'indice de confiance des consommateurs américains publié par l'institut de conjoncture privé Conference Board, en baisse à 104 points en avril contre 108,2 points en mars. L'indice, au plus bas depuis août dernier, est inférieur aux attentes (105 points en moyenne). Toutefois, le Conference Board a révisé en hausse le chiffre de janvier, à 108,2 points contre 107,2 annoncé dans un premier temps.
C'est le deuxième déclin consécutif pour l'indice. "Contrairement à la baisse de mars, qui était uniquement le résultat de craintes pour les perspectives à court terme, la baisse de ce mois-ci est une combinaison d'affaiblissement des attentes et de jugement moins favorable sur les conditions actuelles", a indiqué Lynn Franco, directrice des recherches sur les consommateurs au Conference Board. De fait, l'indice mesurant la confiance dans la situation actuelle a baissé à 131,3 points en avril contre 138,5 points le mois précédent, et celui des attentes a reculé à 85,8 points contre 87,9.
La confiance des consommateurs est suivie avec attention car elle est censée donner une idée des dépenses de consommation, cruciales pour la croissance américaine. "La hausse des prix de l'essence continue de jouer un rôle clé dans l'affaiblissement des attentes des consommateurs à court terme", a ajouté Mme Franco. "La baisse de l'indice mesurant la situation actuelle, qui est la première en six mois, demande un suivi dans les mois à venir, du fait que de nouveaux reculs feraient présager un ralentissement de la croissance", a-t-elle estimé.
Le jugement porté par les consommateurs américains sur la situation économique s'est détérioré en avril, puisqu'ils étaient 26,5% à la trouver bonne contre 28,6% le mois précédent, selon le Conference Board. Pour l'emploi, 20,4% trouvaient difficile de trouver du travail (contre 18,9% le mois précédent). Les consommateurs se sont aussi montrés plus prudents sur l'avenir, avec 13,5% tablant sur une amélioration des conditions économiques d'ici six mois (14,5% en mars). Les attentes sur le front de l'emploi ont peu changé, avec 12,9% s'attendant à une décélération des embauches contre 12,7% en mars.
tu leggi di piu' e scrivi di meno: stai dicendo una serie ininterrotta di fregnacce.
Come al solito dimostri la tua maleducazione.
Cmq il discorso è chiaro: Il tesoretto deve servire ad abbassare il debito. Questo è quanto è stato detto dall'unione Europea.
Le tasse allo stato delle cose NON si possono abbassare. Detto dalla BCE
Leggi:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/04_Aprile/23/eurostat_deficit.shtml
http://www.marketwatch.com/news/story/existing-home-sales-plunge-84-march/story.aspx?guid=%7B5037AF34-6384-4BDB-9111-13710B2FC4AB%7D
La Tribune.fr - 24/04/07 à 18:33 - 655 mots
espagne
Secousse sur les valeurs immobilières à la Bourse de Madrid
L'ensemble des titres des groupes immobiliers espagnols s'est inscrit en forte baisse aujourd'hui. Les investisseurs craignent une explosion de la bulle qui s'est développée ces dernières années dans l'immobilier en Espagne. Ce n'est pas sans importance sur la suite de l'offre de l'espagnol Sacyr sur le français Eiffage.
Ce n'est pas encore l'éclatement de la bulle immobilière espagnole, mais c'est peut-être le début de l'éclatement de la bulle des valeurs boursières liées à l'immobilier.
Ce n'est pas encore l'éclatement de la bulle immobilière espagnole, mais c'est peut-être le début de l'éclatement de la bulle des valeurs boursières liées à l'immobilier: l'ensemble des valeurs des groupes espagnols de ce secteur ont subi de fortes chutes aujourd'hui à la Bourse de Madrid. Un mouvement qui reflète les craintes grandissantes envers un possible retournement du marché immobilier.
Le mouvement est brutal: en fin de journée, les titres des groupes espagnols d'immobilier et de BTP s'inscrivaient en baisse sensible, avec des replis de plus de 11% pour Inmocaral, de plus de 8% pour Sacyr Vallehermoso, de plus de 6% pour FCC, etc. Un mouvement qui a fait perdre 2,73% à l'indice Ibex-35.
A l'origine de cette désaffection des investisseurs pour ces valeurs: les craintes que les prix de l'immobilier ne connaissent un repli brutal. L'immobilier s'est en effet envolé en Espagne depuis plus de dix ans, l'enrichissement rapide du pays se traduisant par une demande inextinguible de logements. En conséquence, les groupes actifs dans la construction ou la promotion ont vu leur valeur en Bourse s'envoler.
Mais, de même qu'aux Etats-Unis où un engouement similaire pour l'immobilier a été observé, les signes d'un fort ralentissement du secteur se multiplient. Rien de catastrophique encore: en 2006, par exemple, les prix de l'immobilier espagnol ont grimpé de 9,1%, contre une inflation de 2,7%. Mais c'était là la hausse des prix immobiliers la plus faible observée depuis 2000.
D'autres signes plus inquiétants font craindre que le scénario d'un atterrissage en douceur du secteur ne se vérifie pas. Ainsi, la Banque d'Espagne vient d'annoncer une très forte progression de l'endettement des ménages espagnols: +18,5% sur un an. Un envol lié, là encore, aux prix de l'immobilier. Autre information préoccupante: la petite société immobilière Astroc a vu son titre chuter de plus de 60% en quatre séances. Elle vaut désormais 15,95 euros, contre 73,4 euros fin février. A l'origine de cette chute: des rumeurs sur le possible désengagement d'un actionnaire en détenant 5%. Mais cette crise d'Astroc a en tout cas eu des effets d'entraînement sur les autres valeurs du secteur et même au-delà.
Ainsi, aujourd'hui, les actions des groupes bancaires ayant une forte activité de crédit hypothécaire ont également été affectées. Banco Popular a perdu 4,7%, Sabadell et Bankinter plus de 5%.
La baisse de l'action Sacyr devrait en tout cas ravir Jean-François Roverato, le patron d'Eiffage. Le groupe espagnol, on le sait, a lancé une offre sur son homologue français, proposant ses propres actions Sacyr en échange de celles d'Eiffage. Totalement hostile à ce projet, Jean-François Roverato a mis en garde contre la fragilité de la valorisation boursière de Sacyr. Ce dernier "propose aujourd'hui de payer les actions d'Eiffage avec ses propres titres, dont la valeur reflète celle de ses actifs immobiliers en Espagne", qui "pourraient être révisés à la baisse très prochainement", a-t-il déclaré ce matin dans une interview accordée au Figaro.
Le fait est qu'une baisse prononcée de la valeur de l'action Sacyr compromettrait le projet du groupe de faire de la croissance externe en payant avec du papier. Cette crainte se répercute d'ailleurs aujourd'hui sur l'action Eiffage, qui perd 1,8% à la Bourse de Paris en fin de séance.
Comunque il la questione bolla immobiliare non è solo una questione che riguarda i sogni o le speranza dei " pochi " promotori di forum di informazioni su internet ( tipo il forum su leonardo ) ma ormai se ne stanno accorgendo tutti.
Di oggi la notizia che in Spagna per timori della bolla tutte le aziende del Real Estate perdono in borsa.
In piu' arriva la notizia ( attesa ) del crollo negli usa.
Peggior dato dal 89.
Ora ci vuole la revisione degli estimi in italia e spero che i costi delle case diventino sostenibili.
Allo stato dei fatti chi puo' permettersi di comprare una casa è soltanto chi è in grado di fare uno swap.
Escludendo ovviamente i super-ricchi.
Tutti i miei amici ( classe media ) non hanno la possibilità di comprarsi casa.
Ci sarà un motivo o no ?
cavalliere
24-04-07, 22:05
Comunque il la questione bolla immobiliare non è solo una questione che riguarda i sogni o le speranza dei " pochi " promotori di forum di informazioni su internet ( tipo il forum su leonardo ) ma ormai se ne stanno accorgendo tutti.
Di oggi la notizia che in Spagna per timori della bolla tutte le aziende del Real Estate perdono in borsa.
In piu' arriva la notizia ( attesa ) del crollo negli usa.
Peggior dato dal 89.
Ora ci vuole la revisione degli estimi in italia e spero che i costi delle case diventino sostenibili.
Allo stato dei fatti chi puo' permettersi di comprare una casa è soltanto chi è in grado di fare uno swap.
Escludendo ovviamente i super-ricchi.
Tutti i miei amici ( classe media ) non hanno la possibilità di comprarsi casa.
Ci sarà un motivo o no ?
Probabile motivo: non vogliono fare sacrifici. Tanto sperano di ereditare, prima o poi, qualche immobile da parenti.
In piu' arriva la notizia ( attesa ) del crollo negli usa.
Peggior dato dal 89.
In 7 thread qualcuno ha tenuto conto delle volte che si è data la notizia del "crollo negli usa"? :rolleyes:
cavalliere
24-04-07, 22:50
In 7 thread qualcuno ha tenuto conto delle volte che si è data la notizia del "crollo negli usa"? :rolleyes:
E del conseguente crollo in Italia. Come se le due cose fossero correlate. Innumerevoli. Contenti loro. :D
Lou Cypher
24-04-07, 23:20
A mio avviso la lenta ma inesorabile discesa dei prezzi, già evidenziata in alcuni altri thread con interventi anche di addetti ai lavori, proseguirà con i prossimi rialzi del tasso di riferimento. Mr. Trichet l'ha lasciato chiaramente trasparire:
"tassi ancora accomodanti", "prezzi immobiliari eccessivi", "massa monetaria debordante", che tradotto vuol dire: "Sono propenso ad innalzare il Tur fino al 5%".
Fateci caso, la cura del quasi raddoppio dei tassi, ha cominciato a funzionare (secondo lui). Niente più code agli ipermercati al venerdì sera, inflazione in calo, tempi di vendita degli immobili raddoppiati se non triplicati, offerta prevalente sulla domanda. Credo sia tutto pianificato: avverrà in modo lento, graduale, quasi indolore, ma avverrà.
Alla fine del ciclo, se tutto andrà liscio tra un paio d'anni, comincerà l'inversione.
Probabile motivo: non vogliono fare sacrifici. Tanto sperano di ereditare, prima o poi, qualche immobile da parenti.
Hai colto nel segno.
Ma io che a questa logica voglio ribellarmi mi sento assolutamente impotente di fronte a queste cifre.
Orde di incapaci che hanno due mattoni messi l'uno sull'altro che sono i re della città ...
E' una visione della vita che aborro...
Per questo ho sempre ammirato chi ce la fa da solo ...
Ha sempre la mia ammirazione
E del conseguente crollo in Italia. Come se le due cose fossero correlate. Innumerevoli. Contenti loro. :D
Nessun si augura un crollo...
Ci vogliono solo nuove case...
Anche NUOVA EDILIZIA POPOLARE
Hai colto nel segno.
Ma io che a questa logica voglio ribellarmi mi sento assolutamente impotente di fronte a queste cifre.
Orde di incapaci che hanno due mattoni messi l'uno sull'altro che sono i re della città ...
E' una visione della vita che aborro...
Per questo ho sempre ammirato chi ce la fa da solo ...
Ha sempre la mia ammirazione
Infatti, se ereditero' mi piacerebbe usare i soldi per fare una fondazione per sponsorizzare una scuola in Africa.... :yes:
Certo che con i prezzi delle case ed il dollaro in discesa libera , mi sa' che almeno la casa la dovro' tenere... ;)
Probabile motivo: non vogliono fare sacrifici. Tanto sperano di ereditare, prima o poi, qualche immobile da parenti.
Dipende cosa intendi per "fare sacrifici".
Se intendi "indebitarsi per trent'anni", mi spiace ma non sono d'accordo.
Se intendi "tirare la cinghia", allora posso essere d'accordo con te.
Nella zona di Milano, con 2000-2500 di netto familiare mensile, c'è poco da fare sacrifici. Se non si hanno le spalle "coperte" e una buona dose di cash, o ti indebiti a 30 anni col variabile (con tutti i rischi