Visualizza versione completa : Viviamo In Un Regime Plutocratico?
San Bernardino
14-01-07, 22:33
La parola plutocrazia (dal greco πλουτοκρατία "plòutos", ricchezza, e κρατείν "kratòs" potere) indica il predominio nella vita pubblica di individui o gruppi finanziari che, grazie all'ampia disponibilità di capitali, sono in grado d'influenzare in maniera determinante gli indirizzi politici dei rispettivi governi.(Wikipedia)
Con plutocrazia si indica quindi un sistema in cui i detentori del denaro (capitali) sono anche i detentori, indirettamente o no, del potere politico.
Denaro e potere politico, quindi, sono i due termini dell’equazione.
Chi possiede oggi il denaro?
Non c’e dubbio: possiede il denaro chi lo crea dal nulla e se ne impossa, cioe’ il sistema bancario, soprattutto quello sovranazionale che fa capo alle grandi banche mondiali.
Guarda caso i proprietari delle grandi banche internazionali, la famiglia Rothschild, la famiglia Rockfeller, solo per fare un esempio, gia’ alla meta’ dell’800 possedevano patrimoni immensi. Si e’ stimato che la famglia Rothschild da sola intorno al 1850 possedesse un patrimonio pari a meta’ delle ricchezze totali della terra. Tale patrimonio non e’ andato diminuendo. Sono infatti le guerre e i periodi di crisi economica i frangenti in cui le banche mondiali fanno gli affari migliori, e di questi frangenti durante l’ultimo secolo non c’e’ certo stata penuria.
Per rimanere all’oggi vi propongo un breve articolo dell’ANSA:
Notizia Ansa del 20/12/06:
“Gli affari in Borsa vanno a gonfie vele e più in generale i mercati finanziari tirano, sulla spinta di un' economia che non dà ancora segni evidenti di rallentamento. Come conseguenza, i conti delle maggiori banche statunitensi continuano a mietere profitti e gli stipendi concessi ai top-manager del settore volano a nuovi record, con i 53,4 milioni di dollari complessivi accordati per il 2006 al chief executive officer di Goldman Sachs.
I dettagli relativi al trattamento economico riservato a Lloyd Blankfein, alla guida della banca dal giugno scorso (quando ha preso il posto di Henry Paulson, diventato segretario al Tesoro statunitense) sono stati resi noti dalla stessa Goldman Sachs in occasione di una comunicazione inoltrata alla Sec. L' interessato riceverà per l' anno in corso 27,3 milioni di dollari in contanti, 15,7 milioni di dollari in azioni vincolate, oltre a quasi 10,5 milioni di dollari in opzioni che danno diritto ad acquistare titoli della stessa banca. L' importo riconosciuto a Blankfein è il nuovo record assoluto, avendo superato i 40 milioni di dollari attribuiti appena una settimana fa a John Mack, amministratore delegato di Morgan Stanley. Va aggiunto che per Blankfein si profilava un bonus ancora maggiore, fino ad un massimo di 87,4 milioni di dollari.
A questa cifra si sarebbe arrivati sulla base delle norme approvate in occasione dell' ultima assemblea della banca, che ha cancellato innanzitutto il tetto di 35 milioni; al tempo stesso stabilendo che il compenso ai primi 25 manager avrebbe potuto essere quantificato nello 0,6% dell' utile lordo, pari a poco meno di 15 miliardi di dollari. Blankfein, in ogni caso, ha dimostrato ampiamente di meritare il compenso riconosciutogli, in quanto Goldman Sachs nell' esercizio fiscale 2006 ha registrato utili netti per 9,54 miliardi di dollari, il 'top' nella storia delle banche di intermediazione statunitensi. Per il resto, il settore è in piena salute, al punto che i cinque protagonisti del comparto - cioé, oltre alla stessa Goldman, Merrill Lynch, Morgan Stanley, Lehman Brothers e Bear Stearns - stanno distribuendo la bellezza di circa 36 miliardi di dollari di bonus quest' anno ai propri impiegati. La sola Goldman Sachs ha messo da parte 16,5 miliardi, cioé la consistenza dei suoi ricavi nel 2000, per retribuire adeguatamente gli oltre 26mila dipendenti del Gruppo. Nella città di New York il personale delle banche d' affari otterrà bonus per 23,9 miliardi di dollari, il 17% in più rispetto all' anno precedente. (ANSA)”.
Tutto lecito! - potrebbe dire qualcuno. Si tratta della legge del mercato e le grandi imprese multinazionali non hanno certo profitto minori! Certamente, ma in termini di patrimoni posseduti e di possibilita’ di controllo diretto e indiretto dell’economia, non c’e’ paragone tra gli imperi bancari e quelli delle multinazionali.- a parte il fatto che molto spesso queste due entita’ non si differenziano in maniera sostanziale!
Gli imperi bancari controllano le principali banche centrali del mondo e, tramite istituzioni quali il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, decidono direttamente del destino di intere nazioni.
Tutto lecito anche questo, potrebbe dire un estimatore del sistema capitalistico!
Vediamo pero’, limitandoci all’Italia, che rapporto c’e tra banche e politica, e per farlo vi propongo un breve articolo del Gennaio 2006 di Maurizio Blondet, giornalista, ex-collaboratore di Avvenire, che si commenta da solo:
"L’Italia consegnata a Goldman Sachs
Maurizio Blondet
03/01/2006
Il nuovo governatore di Bankitalia Mario Draghi
ROMA - Mario Draghi a Bankitalia, proveniente dalla Goldman Sachs.
Mario Monti uscente dalla Commissione, è stato assunto alla Goldman Sachs.
Romano Prodi, futuro presidente del Consiglio, nella sua vita è entrato infinite volte a servizio della Goldman Sachs: era lì che trovava lavoro quando usciva dal settore pubblico italiano.
Non sarà un conflitto d'interessi? Un tantino? Poco poco?
Ma non si può eccepire. E' vietato.
Nel quadro che ha creato Il Corriere dei Montezemolo e del resto del salotto buono, una nuova Mani Pulite (stavolta contro le sinistre arroccate attorno alle COOP), queste nomine e assunzioni ci dicono che non sarà più permesso formulare domande politicamente poco corrette, criticare le scelte degli Illuminatissimi Fratelli.
E' la consegna dell'Italia ai poteri forti e alla banca d'affari americana.
Chissà che miele secerne la Goldman Sachs per attrarre così importanti maggiordomi dei poteri forti, o che linfa secerne l'Italia, per suscitare le cupidigie della Goldman Sachs: non abbiamo già dato, in privatizzazioni?
Gioielli industriali dell'IRI, pagati mille volte dai contribuenti italiani, non sono già stati svenduti tutti per un boccone di pane?
Non ha già regalato Ciampi la Nuovo Pignone, leader mondiale, alla sua concorrente americana?
E le banche d'affari americane, Goldman Sachs, Merril Lunch e Morgan Stanley, non hanno già incamerato allora - quando la prima Mani Pulite rese impossibile la difesa di quei gioielli, fu per questo che Craxi fu distrutto - 3 mila miliardi in grasse commissioni, per la loro esperienza nelle privatizzazioni?
Chissà.
Sembra ieri quel 2 giugno 1992, quando il «Britannia», panfilo di sua maestà britannica, arrivò di fronte a Civitavecchia con tutti i banchieri della City a bordo (Warburg e Barclay, Coopers Lybrand, Barino, eccetera) a intimare le condizioni della finanza anglo sullo smantellamento delle partecipazioni statali.
Una torta da 100 mila miliardi, come scrisse Massimo Gaggi, giornalista de Il Corriere che era a bordo.
Ci andò anche Mario Draghi, d'ora in poi intoccabile e non criticabile governatore di Bankitalia. Allora era direttore del Tesoro.
E dovette giustificarsene in audizione parlamentare: «dopo aver svolto l'introduzione me ne andai, e la nave partì senza di me…in questo modo evitai ogni possibile sospetto di commistione».
Il Britannia infatti prese il largo.
In acque internazionali, su suolo britannico, gli italiani invitati ascoltarono le condizioni.
Fatto è che Draghi, nell'introduzione, aveva lodato le privatizzazioni così: «uno strumento per limitare l'interferenza politica…un obbiettivo lodevole»: lo stesso programma de Il Corriere oggi. Allora, il tecnocrate dettava la linea politica.
Bastava: poi scese.
Restarono, fra gli altri, Rainer Masera (un altro intoccabile), Giovanni Bazoli (Ambroveneto), Beniamino Andreatta: che sarebbe diventato di lì a poco ministro.
Nel governo Amato, al Bilancio; nel governo Ciampi agli Esteri, nel governo Prodi alla Difesa.
Un coccolone ha impedito al Beniamino tecnocratico di ricoprire altri ministeri, di perfezionare i danni.
Gli altri, purtroppo, sono vegeti e pronti.
A consegnare l'Italia a Goldman Sachs.
Nel settembre '93, alla privatizzazione della Comit fu incaricata di presiedere la Lehman Brothers; a quella del Credit, la Goldman Sachs.
In verità Franco Nobili, il precedente capo dell'IRI, aveva dato quest'ultimo incarico alla Merrill Lynch; ma a quel punto Nobili era in prigione in attesa di giudizio per Mani Pulite (solo il tempo necessario: poi sarà prosciolto con formula piena), e comandava Prodi.
Fu Prodi a dare l'incarico alla Goldman Sachs, «della quale era stato consulente fino a pochi giorni prima». (1)
La Merrill Lynch, nel giorni in cui aveva l'incarico, aveva offerto alla Deutsche Bank il pacchetto di Credito Italiano in proprietà all'IRI per 6 mila lire ad azione.
La Goldman Sachs fissò il valore del Credit a 2.075 lire per azione, meno della quotazione in Borsa, che era sulle 2.230 lire.
Insomma vendette per 2.700 miliardi qualcosa che ne valeva almeno 8 mila.
Persino l'Espresso si chiese: «è dunque un regalo quello che l'IRI sta facendo al mercato? Dal punto di vista patrimoniale è così».
Prodi ne ha fatti, di regali.
L'Italgel, 900 miliardi di fatturato, venduta per 437 alla Nestlé.
La Cirio-Bertolli-De Rica (CBD), 110 miliardi di fatturato, valutata sui 1.350 miliardi, venduta a una finanziaria lucana mai sentita, la FISVI di tale Francesco Lamiranda, «appoggiato dalla sinistra democristiana della Campania» secondo Il Corriere.
Era la sua unica credenziale, perché Lamiranda soldi non ne aveva.
Offrì dapprima 130 miliardi, poi 310.
Avrebbe pagato, chiarì, vendendo i pezzi dell'azienda che si offriva di comprare.
Ma restò l'unico acquirente.
Un'asta ci voleva: non fu fatta.
Bisognava vendere a questo Lamiranda.
Pietro Larizza, allora capo della UIL, descrisse l'operazione così: «la FISVI acquista senza avere ancora i soldi per pagare; per formare il capitale necessario, vende una parte di ciò che ha comprato; per quel che rimane cerca ancora soci finanziatori per completare l'acquisto».
Antonio Bassolino (un merito gli va riconosciuto) denunciò alla Procura di Napoli quell'affare: «c'è il pericolo che privatizzazioni fatte in questo modo espongano pezzi del nostro apparato produttivo alle mire speculative e affaristiche».
Era peggio di così.
Un perito di nome Renato Castaldo scoprì che dietro lo sconosciuto Lamiranda c'era l'Unilever, la multinazionale olandese.
«E' documentato che la Unilever», scriveva, ha «inviato offerte, condotto trattative dirette e indirette con l'IRI…predisponendo anche le clausole da inserire nel contratto» fra Prodi (IRI) e Lamiranda.
L'Unilever?
Prodi è stato consulente dell'Unilever dal '90 al '93, come consulente di vaglia, a decidere le acquisizioni.
Ecco dov'è il miele che Goldman Sachs cerca.
Ecco dov'è la linfa che trovano i grand commis nella Goldman Sachs.
L'ape cerca i fiori, i fiori si volgono all'ape.
E' una storia d'amore.
Non amano noi, però.
Ci vogliono spogliare”
Anche ammesso e non concesso che quelle di Blondet siano solo illazioni, teorie fantasiose e complottiste prive di fondamento, solo il fatto che lo stipendio del Presidente del Consiglio sia di circa 15.000 Euro mentre quello di Lloyd Blankfein, direttore della Goldman Sachs, sia superiore a 40 milioni di dollari non vi fa sorgere il dubbio che se c’e qualcuno che puo’ essere condizionato qui sia il primo e non il secondo?
E ancora: il sistema bancario ha di fatto il monopolio, in Italia come nel mondo, per quanto riguarda la concessione di prestiti. Sappiamo che oggigiorno i politici hanno bisogno di fondi per finanziarsi la campagna elettorale e che molto spesso sono ostaggi dei mass-media, anch’essi controllati dal potere bancario-finanziario.
E’ verosimile che esista in Italia un politico che abbia la forza e il coraggio di denunciare, ad esempio, la frode del signoraggio bancario, mettendosi in netto contrasto con tali “poteri forti”? L’esistenza stessa di tale termine, “poteri forti”, che e’ sulla bocca di tutti, non e’ indicazione chiara che forse le cose stanno davvero cosi’, che il potere vero stia da qualcha altra parte, che i politici siano solo dei burattini messi li’ per tutelare gli interessi di altri?
Estendeno lo sguardo oltre i confini nazionali sembra che la situazione non cambi, anzi forse peggiora: ecco un elenco, fornito da Wikipedia, di alcuni uomini della Goldman Sachs affiliati al governo e alle istituzioni americane:
Uomini Goldman Sachs dati alla funzione Pubblica
• Robert Rubin (Segretario al Tesoro presidenza Clinton)
• Henry Fowler (Segretario al Tesoro)
• Henry M. Paulson (Vice Presidente di Goldman Sachs e poi Segretario al Tesoro presidenza Bush)
• Robert Zoellich (vicesegretario di Stato sotto la presidenza Bush)
• William Dudley (capo della Federal Reserve Bank di New York, il distretto principale azionista della Federal Reserve)
• Paul Thain (Presidente goldman Sachs nel 2003 e poi capo del New York Stoch Exchange)
• Joshua Bolten (ex dirigent Goldman, Capo dello Staff della casa Bianca)
• Gary Gensler (Sotto segretario al tesoro)
• Jon Corzine (ex presidente Goldman, Governatore del New Jersey)
Fino ad adesso ho citato soprattutto la Goldman Sachs ma cosa dire delle altre grosse banche mondiali, o, come gia’ riferito, delle famiglie di banchieri, quali i Rochfeller e i Rothschild, che gia’ nell’800 avevano patrimoni superiori al quelli delle dinastie regnanti?
Possibile che non abbiamo nessun ruolo, per esempio, nel fatto che le legislazioni degli ultimi tre secoli, malgrado la disperata opposizione di persone come Benjamin Franklin, Abramo Lincoln, John Fitzgerald Kennedy, abbiamo progressivamente marciato verso una sempre piu’ ampia tutela del signoraggio bancario?
Che dire del gruppo Bildenberger, patrocinato dalla famiglia Rochfeller, che riunisce annualmente dal 1957, ed in segreto fino a qualche anno fa’, i maggiori esponenti del mondo bancario e i piu’ influenti uomini politici del mondo. Rappresentanti del popolo che si incontrano con i rappresentanti del mondo bancario: per far che cosa, per decidere che cosa? Chi detta le regole e chi le segue?
E’ verosimile che Padoa Schioppa, assiduo frequentatore insieme a Tremonti di questi incontri, imponga alla Goldman Sachs la sua visione politica o e’ piu’ probabile che avvenga il contrario?
Ancora: la cultura egemone in questo inizio di secolo sembra quella orientata ad un relativismo totale dei valori, per cui non c’e’ piu’ cio’ che e’ buono e giusto in se’ ma cio’ che appare buono e giusto alla maggioranza. Il regno del numero, della quantita’ prevale quindi su quello della qualita’, dei valori. In tale situazione appare quindi scontato che chi ha piu’ mezzi, piu’ risorse, cioe’ piu’ soldi, e’ potenzialmente in grado, con le opportune strategie, di comprare il consenso dei piu’ senza incontrare alcun ostacolo.
Il relativismo attuale e’ decisamente terreno molto fertile per chi detiene il potere del denaro.
Da dove arrivano allora mi chiedo i consistenti finanziamenti che consentono a fondazioni culturali oscure di diffondere il loro verbo relativista che cosi bene attecchisce nella nostra societa’?
Alla luce di tutto cio’, e di molto altro che potrei ancora aggiUngere, il mio modesto parere e’ che viviamo in un regime di plutocrazia.
:mmmm: Voi cosa ne pensate?
klaus_roma
14-01-07, 23:03
:mmmm: Voi cosa ne pensate?
Che i tuoi post sono troppo lunghi.
San Bernardino
15-01-07, 00:25
Che i tuoi post sono troppo lunghi.
Caro klaus_roma,
visto che mi hai concesso l'onore di leggere il mio post, perche' non fai tu uno sforzo di estema sintesi rispondendo si o no alla mia domanda?
klaus_roma
15-01-07, 08:17
In estrema sintesi ti posso dire che scrivi un sacco di cose non vere.
Due fra tutte:
Che i 100 Euro di banconota sono LA ricchezza;
Che le grandi banche d'affari guadagnano con il Signoraggio ... e come dire che i giornalai di Erba sono responsabili della strage ... perche' stanno traendo profitto dalla vendita dei giornali.
non ho letto tutto l'articolo...non serve.
E' chiaro che chi detiene denaro, conoscenze (intese come amici degli amici),
cerchi di sfruttare a proprio vantaggio la politica (meglio: i politici).
Cosa c'è di strano ?
E' dal primo intervento in questo forum che affermo che la vita
è una continua lotta tra guardie e ladri.
La società deve semplicemente (dici nulla) mettere in atto
tutte quelle preacauzioni per limitare (annullare è impossibile)
il verificarsi di ciò.
Ecco perchè se lo Stato è piccino piccino i Plutocrati hanno meno
osso da mordere..
Io sono sostanzialmente d'accordo sul grosso dell'analisi.
E' inequivocabile,comunque la si pensi,che far notare certe relazioni e certe connessioni politico-affaristiche sia utile ad aprire un pò gli occhi.
San Bernardino eviterei di parlare di signoraggio in ogni dove visto che c'è altrove l'occasione di farlo in un thread specifico.( altrimenti diventa come il grido "Al lupo,al lupo" cui nessuno fa più caso perché di routine)
Un altro elemento che inserirei per quadrare il cerchio è la natura delle Agenzie di Rating che tanto fanno tremare i governi con le loro pagellina.
Ecco perchè se lo Stato è piccino piccino i Plutocrati hanno meno
osso da mordere..
Da quanto vedo lo stato diventa piccino piccino perché se lo mangiano i Plutocrati.
Quando parliamo di beni pubblici intendiamo beni costruiti coi soldi e il lavoro di tutti i cittadini o di beni che per la loro stessa natura sono una risorsa collettiva inalienabile.
Le ferrovie?Le autostrade?L'acqua?La sanità?Un pubblico servizio di telecomunicazione?Le energie?
Sono o non sono essenze portanti di una società civile?
I nostri padri le hanno costruite e ora i plutocrati se ne appropriano a prezzi di liquidazione.
So già dove si vuole arrivare con questo thread, la comparsa del nome "Blondet" è al riguardo illuminante.
Qua si dovrebbe discutere di macroeconomia, non di teorie politiche strampalate, un mix di vetero-marxismo e vetero-antisionismo.
Siamo in una società capitalistica, con tutti i suoi difetti. A che serve rispolverare vetuste teorie sconfitte dalla storia?
Cerchiamo di capire come MIGLIORARE l'attuale sistema, senza ricorrere a teorie utopistiche e complottistiche.
La macroeconomia NON è la scienza della dietrologia.
Charlie
Ma una contestazione nel merito proprio no?
Sappiamo solo bersagliare gli autori?
Ma una contestazione nel merito proprio no?
Sappiamo solo bersagliare gli autori?
E' che certa gente discute solo pro-forma di macroeconomia. In realtà vuole parlare di politica. Ti sfido a leggere gli articoli di Blondet, e a contare quante volte trovi in QUASI OGNI ARTICOLO le parole "ebreo", "ebraico", "ebraismo" e similari.
Cerchiamo di tornare a discussioni meno O.T.
Charlie
Da quanto vedo lo stato diventa piccino piccino perché se lo mangiano i Plutocrati.
Quando parliamo di beni pubblici intendiamo beni costruiti coi soldi e il lavoro di tutti i cittadini o di beni che per la loro stessa natura sono una risorsa collettiva inalienabile.
Le ferrovie?Le autostrade?L'acqua?La sanità?Un pubblico servizio di telecomunicazione?Le energie?
Sono o non sono essenze portanti di una società civile?
I nostri padri le hanno costruite e ora i plutocrati se ne appropriano a prezzi di liquidazione.
Di inalienabile c'è l'accesso....non il possesso.
E diritto dei cittadini è di avere l'accesso al minor costo possibile.
Io sono per un sistema misto (almeno all'inizio) pubblico-privato
in concorrenza fra di loro. Raggiunta la best-practice chi è
indietro si adegua....o viene sostituito
klaus_roma
15-01-07, 12:13
Da quanto vedo lo stato diventa piccino piccino perché se lo mangiano i Plutocrati.
Quando parliamo di beni pubblici intendiamo beni costruiti coi soldi e il lavoro di tutti i cittadini o di beni che per la loro stessa natura sono una risorsa collettiva inalienabile.
Le ferrovie?Le autostrade?L'acqua?La sanità?Un pubblico servizio di telecomunicazione?Le energie?
Sono o non sono essenze portanti di una società civile?
Beh allora peche' non ci metti le automobili (come ci andiamo al lavoro?), le case (come ci difendiamo dai temporali?), i vestiti (come ci difendiamo dal freddo?) e vuoi mettere il cibo e la sua distribuzione?
Ma si nazionalizziamo tutto .... ah no ... aspetatte un attimo ci hanno provato i russi col comunismo ... e non ci sono riusciti ...... vabbe' ci sara' qualche altra via .....
Continuate ... continuate ..... continuate a sperare nella terza via ......
Se puoi regolarne e gestirne l'accesso dettando costi e condizioni ne sei padrone.
Qunato a Klaus_Roma,credo che tu stia francamente sragionando.
Incipit dell'articolo di oggi di Blondet sulla Merkel:
"Il papà era ufficialmente un pastore luterano, ma dal cognome molto ebraico: Horst Kasner. E così la mamma, Herlind Jentzchs, che aveva un nonno «polacco...["
Inutile continuare a leggere il resto, già si capisce dove vuole andare a parare :rolleyes:
Charlie
klaus_roma
15-01-07, 12:45
Se puoi regolarne e gestirne l'accesso dettando costi e condizioni ne sei padrone.
Qunato a Klaus_Roma,credo che tu stia francamente sragionando.
Le ferrovie?Le autostrade?L'acqua?La sanità?Un pubblico servizio di telecomunicazione?Le energie?
Io sto sragionando?
Quindi le privatizzazioni che hanno fatto negli ultimi 15 anni sono tutte fatte da persone sragionevoli, mentre tu hai ragione?
E' questo che vuoi dire?
E quindi sei d'accordo nel rinazionalizzare le ferrovie? Rinazionalizzare le autostrade? Ne segue che il prossimo passo sara' la nazionalizzazione dei porti e degli aereoporti (eh si ... perche' quelli no?)
Un pubblico servizio di telecomunicazione? Quindi vuoi ricostituire la SIP? A quel punto anche la rete internet deve essere nazionalizzata giusto? E perche' no, anche la rete dei cellulari (eh si perche' quella no?)
Le energie? Rifacciamo l'IRI? Con i distributori di benzina che facciamo, nazionalizziamo anche loro? Eh si ... perche' avere prezzi della benzina tutti differenti .. .meglio controllarli ... come si faceva prima, giusto?
Per l'acqua che intendi? Anche l'acqua minerale? (eh si' perche' quella no?)
:eek: :eek: :eek:
Capisco cosa dici e del resto io stesso ho le stesse impressioni circa il fatto che ci siano alcune derive palesemente ebreofobiche negli scritti di Blondet e altri.
Ma occorre considerare la robustezza di ciò che è valido e non scartare a priori.
Sarebbe sennò come bruciare un Picasso perché c'è un forellino nella tela.
Quindi le privatizzazioni che hanno fatto negli ultimi 15 anni sono tutte fatte da persone sragionevoli, mentre tu hai ragione?
Esattamente.
-1 E non lo dico io ma i risultati delle magnifiche privatizzazioni che tanto ti garbano e che sono diventate il leit motiv di ogni discussione politico-sociale.
E' il nuovo dogma del secolo.
-2 E chi le ha promosse e messe in opera non sragiona affatto semplicemnte cura un interesse personale che non è né il mio né il tuo.
Per il resto delle tue osservazioni,continui nel corso dello sragionamento.
klaus_roma
15-01-07, 15:20
Esattamente.
-1 E non lo dico io ma i risultati delle magnifiche privatizzazioni che tanto ti garbano e che sono diventate il leit motiv di ogni discussione politico-sociale.
.
Che curiosamente fanno, per la quasi totalita', solo quelli della sinistra
Capisco cosa dici e del resto io stesso ho le stesse impressioni circa il fatto che ci siano alcune derive palesemente ebreofobiche negli scritti di Blondet e altri.
Ma occorre considerare la robustezza di ciò che è valido e non scartare a priori.
Sarebbe sennò come bruciare un Picasso perché c'è un forellino nella tela.
Mah, robustezza mi sembra una parola grossa. Cosa ti fa pensare che sia una fonte autorevole? Da cosa gli deriva questa autorevolezza? Dalla competenza? Quale competenza? Non mi sembra che Blondet e simili abbiano ricevuto il premio Nobel per l'economia, mica stiamo parlando di Modigliani o di Friedman....tutt'altro!
Charlie
Non mi riferivo certo alla robustezza dell'autore quanto alla verità o meno delle situazioni specifiche che riporta.
Dove è che c'è del falso nei dati riportati riguardanti la goldman sachs ?
Discutiamo dei fatti lasciando da parte le storie di folklore o le accuse ad personam.
GS è una grandissima banca di rilevanza planetaria che fa utili, e pure tanti. E allora? E' normale che arruoli o cerchi di arruolare personalità rilevanti, come ad esempio Draghi.
E allora?
Charlie
Se questo è il frutto della tua sintesi allora passo.Tutto ok.
klaus_roma
15-01-07, 16:06
Chi possiede oggi il denaro?
Non c’e dubbio: possiede il denaro chi lo crea dal nulla e se ne impossa, cioe’ il sistema bancario, soprattutto quello sovranazionale che fa capo alle grandi banche mondiali.
:mmmm: Voi cosa ne pensate?
Che il denaro non e' la ricchezza. Sono solo pezzi di carta.
San Bernardino
15-01-07, 17:30
Che il denaro non e' la ricchezza. Sono solo pezzi di carta.
Caro Klaus_roma,
KO! va be' tutto ma come fai a dire che le banconote sono solo pezzi di carta!
Ritorniamo al nocciolo del problema che e' alla base di tutte le argomentazioni sulla plutocrazia e sul signoraggio:
:wall: il denaro e' sia una misura del valore sia un valore della misura!!!!!!!!
Le banconote sono carta straccia quando vengono stampate dalla Banca d'Italia, e di fatti il loro costo di produzione e' quasi zero.
Diventano denaro, cioe' portatrici di potere di acquisto, quando la comunita nazionale, il popolo, per un fenomeno tutto umano di convenzione sociale, le accetta come strumento di scambio.
Da questo momento in poi non sono piu' carta straccia ma acquistano il potere di indurre gli altri a fare quello che il possessore vuole (questo e' alla fine il potere del denaro!).
OK! Risulta quindi evidente da questi semplici ragionamenti la frode grossolana del signoraggio bancario e il tremendo potere della plutocrazia internazionale che su questo si basa.
klaus_roma
15-01-07, 18:27
:wall: il denaro e' sia una misura del valore sia un valore della misura!!!!!!!!
Ma stai scherzando vero? Dimmelo perche' altrimenti non ha senso parlare con te.
Il denaro e' una misura del valore ... e basta. Nessuna misura ha "valore"
Senno' la prossima volta che vai in un supermercato chiedi questo:
Quanto mi costa un chilo di un chilo?
E un metro di un metro quanto me lo mette?
Da questo momento in poi non sono piu' carta straccia ma acquistano il potere di indurre gli altri a fare quello che il possessore vuole (questo e' alla fine il potere del denaro!).
Solo finche' trovi un "altro" che te le accetta.
(Aggiunta: te la puo' accettare; accettare ad un "valore" inferiore; oppure ti ride in faccia VEDI NOTA)
OK! Risulta quindi evidente da questi semplici ragionamenti la frode grossolana del signoraggio bancario e il tremendo potere della plutocrazia internazionale che su questo si basa.
Risulta chiaro che ancora non hai capito che il denaro sono solo dei pezzi di carta senza alcun valore (tranne quello della carta e dell'inchiostro)
P.S. San Bernardino, se io vengo da te con 1 miliardo di dinari del Tuzbekistan frutto del Signoraggio della Banca Centrale di Vattelapesc.
Tu mi vendi la tua casa?
San Bernardino
15-01-07, 22:29
Ma stai scherzando vero? Dimmelo perche' altrimenti non ha senso parlare con te.
Il denaro e' una misura del valore ... e basta. Nessuna misura ha "valore"
Senno' la prossima volta che vai in un supermercato chiedi questo:
Quanto mi costa un chilo di un chilo?
E un metro di un metro quanto me lo mette?
Solo finche' trovi un "altro" che te le accetta.
(Aggiunta: te la puo' accettare; accettare ad un "valore" inferiore; oppure ti ride in faccia VEDI NOTA)
Risulta chiaro che ancora non hai capito che il denaro sono solo dei pezzi di carta senza alcun valore (tranne quello della carta e dell'inchiostro)
P.S. San Bernardino, se io vengo da te con 1 miliardo di dinari del Tuzbekistan frutto del Signoraggio della Banca Centrale di Vattelapesc.
Tu mi vendi la tua casa?
Caro klaus_roma,
cerchiamo di capirci. :no: Il tuo esempio non c'azzecca perche' il chilo e' l'unita' di misura della grandezza peso ed anche un valore ben specifico di peso (appunto 1 Kg!), il metro e' l'unita' di misura della grandezza lunghezza ed anche un valore ben specifico di lunghezza (appunto 1 metro!). Cosi' l'Euro, in quanto denaro, e' sia un unita' di misura del valore delle cose sia un valore ben specifico della grandezza "valore delle cose" (appunto 1 Euro).
Quindi se vai al supermercato e' chiedi di darti un chilo di mele ti daranno una quantita' di mele corrispondenti alla grendezza peso di tale valore (1 Kg), mentre se chiedi un Euro di mele ti daranno una quantita' di mele corrispondenti alla grandezza "valore delle cose" rappresentata di 1 Euro.
E, fenomeno quasi paranormale!, se dai la moneta da 1 Euro al fruttivendolo c'e' anche la possibilita' che questi ti dia le mele di cui sopra!
Parlare del costo di un metro e' un non senso perche' il metro appartiene alla grandezza lunghezza , non "valore delle cose", cosi' pure come non ha senso parlare del costo di 1 kg perche' i kili appartengono alla grandezza peso, non alla grandezza "valore delle cose". Ha senso invece parlare del costo di 1kg di mele perche' le mele sono cose e quindi vengono misurate dalla grandezza "valore delle cose", la cui unita' di misura e' il denaro con diverse unita' di misura (dollaro, sterlina, euro) a secondo delle diverse convenzioni.
Il denaro, in questo caso l'Euro, e' quindi sia misura del valore, con 1 Euro quale unita' di misura, sia valore della misura, cioe' un'entita' che ha un suo potere d'acquisto ben specifico, allo stesso modo che 1 kg di mele e' sia un'unita' di misura della grandezza peso sia un valore di peso ben specifico.
L'euro quindi ha innegabilmente un potere di acquisto.
:eek: Sostenere che il denaro e' carta straccia, con tutto il rispetto, e' una grossa assurdita' che cozza contro l'evidenza, la logica e il senso comune.
Senza voler fare nessun attacco personale, la cosa risulta quasi scioccante se chi la dice e' una persona che ritiene di essere un esperto in questioni economico-monetarie.
E' come se un tizio volesse insegnare ad altri una lingua senza conoscerne l'alfabeto!
Poiche' sia il metro sia l'euro sono il frutto di una convenzione sociale e' chiaro che essi non sono realta' metafisiche che hanno un esistenza in se' ma appunto convenzioni il cui valore viene indotto dal consenso comunitario.
Cosi' una banconota da 10 Euro e' carta straccia quando viene stampata dalla Banca d'Italia, ma serve a te per andare al cinema quando e' accettata dal proprietario del cinematografo.
Riguardo al miliardo di dinari del Tuzbekistan tutto dipende dal valore convenzionalmente accettato dell'unita' di misura dinaro del Tuzbekistan:
se un dinaro vale 10 Euro saro' felice di accettare la tua offerta!
Concludendo: OK! Il fatto che tramite il signoraggio bancario la plutocrazia internazionale si appropri del denaro universalmente riconosciuto e accettato costituisce una frode colossale contro l'umanita' che va denunciata senza esitazione!
klaus_roma
15-01-07, 22:41
Tu dici che l'Euro, in quanto denaro, e' una unita' di misura del valore delle cose ....
e allora perche' ogni anno che passa ..... per un Euro ... mi danno sempre meno mele?
E perche' invece un chilo e' un chilo oggi .... e sara' un chilo anche fra 10 anni?
San Bernardino
16-01-07, 01:17
Tu dici che l'Euro, in quanto denaro, e' una unita' di misura del valore delle cose ....
e allora perche' ogni anno che passa ..... per un Euro ... mi danno sempre meno mele?
E perche' invece un chilo e' un chilo oggi .... e sara' un chilo anche fra 10 anni?
Perche il chilo misura il peso degli oggetti, che rimane sempre lo stesso, mentre l'Euro misura il valore delle cose, che cambia ed e' soggetto a fluttamenti. Di conseguenza l'unita di misura rimane la stessa (l'Euro), ma il valore della misura cambia, con 1 Euro un anno compri due mele, quello successivo una o tre.
klaus_roma
16-01-07, 09:20
Perche il chilo misura il peso degli oggetti, che rimane sempre lo stesso, mentre l'Euro misura il valore delle cose, che cambia ed e' soggetto a fluttamenti. Di conseguenza l'unita di misura rimane la stessa (l'Euro), ma il valore della misura cambia, con 1 Euro un anno compri due mele, quello successivo una o tre.
"L'Euro misura il valore delle cose". Interessante. Ma prima avevi detto che l'Euro e' anche "il valore della misura". Giusto?
E' l'uno, l'altra o tutte e due?
Quando dici che l'unita' di misura rimane la stessa .... perche' quando vado in banca a cambiare Euro per Dollari un giorno mi danno 1.30 .... e un altro giorno me ne danno 1.20?
Forse perche' l'Euro e' una unita' di misura e il dollaro no? O Viceversa?
E un'altra domanda, se l'unita' di misura e' sempre la stessa ....
secondo te il denaro puo' aumentare o diminuire di "valore"?
Se si' perche' cambia di valore
P.S. vediamo se ci arriva ...
klaus_roma
16-01-07, 09:29
Riguardo al miliardo di dinari del Tuzbekistan tutto dipende dal valore convenzionalmente accettato dell'unita' di misura dinaro del Tuzbekistan:
se un dinaro vale 10 Euro saro' felice di accettare la tua offerta!
E chi decide che 1 dinaro vale 10 Euro .... oppure che 1 dinaro vale 100.000 Euro?
klaus_roma
16-01-07, 09:31
:eek: Sostenere che il denaro e' carta straccia, con tutto il rispetto, e' una grossa assurdita' che cozza contro l'evidenza, la logica e il senso comune.
Quindi se io prendo un pezzo di carta e ci scrivo sopra: DENARO 100
non e' carta straccia giusto? Vale 100!!!
klaus_roma
16-01-07, 09:32
Poiche' sia il metro sia l'euro sono il frutto di una convenzione sociale e' chiaro che essi non sono realta' metafisiche che hanno un esistenza in se' ma appunto convenzioni il cui valore viene indotto dal consenso comunitario.
La lunghezza di un metro cambia col tempo?
San Bernardino
16-01-07, 09:56
La lunghezza di un metro cambia col tempo?
Caro klaus_roma,
scusa ma sinceramente non riesco a capire se non capisci davvero o fai finta di non capire!
E' chiaro che la lunghezza di un metro, essenso una convenzione, potrebbe cambiare qualora ci si accordasse che un metro invece che essera la lunghezza di un passo sia quella di una mano!
Il metro e' una convenzione non e' una realta metafisica!
Cosi' pure il denaro: assume il suo valore, che e' reale, a seguito di una convenzione sociale comunemente accettata!
E' il popolo quindi che induce il valore al denaro ed quindi il popolo che dovrebbe essere il proprietario del denaro.
Opporsi a cio' vorrebbe dire sostenere che i biglietti dello stadio dovrebbero essere venduti dalla stamperia al loro valore nomimale invece che a quello del costo di stampa!
klaus_roma
16-01-07, 11:15
E' chiaro che la lunghezza di un metro, essenso una convenzione, potrebbe cambiare qualora ci si accordasse che un metro invece che essera la lunghezza di un passo sia quella di una mano!
Il metro e' una convenzione non e' una realta metafisica!
Cosi' pure il denaro: assume il suo valore, che e' reale, a seguito di una convenzione sociale comunemente accettata!
E allora perche' il metro cambia valore ogni cento anni (mi sembra che il metro sia stato introdotto agli inizi del 1900) e invece il "valore" dell'Euro cambia ogni secondo?
Vedi www.oanda.com
klaus_roma
16-01-07, 11:17
Opporsi a cio' vorrebbe dire sostenere che i biglietti dello stadio dovrebbero essere venduti dalla stamperia al loro valore nomimale invece che a quello del costo di stampa!
Quindi io posso stampare le banconote con su scritto Euro?
Mi pare che se lo faccio mi mettono in galera, perche'?
klaus_roma
16-01-07, 11:23
E' il popolo quindi che induce il valore al denaro ed quindi il popolo che dovrebbe essere il proprietario del denaro.
Ma il denaro non ha valore ... e' solo carta straccia ... il suo valore deriva dalla rappresentazione della ricchezza ... che cambia continuamente .... il popolo e' proprietario dei beni .... e vuole la proprieta' di beni ...... che vuole scambiare continuamente ....... a nessuno di noi interessa avere la proprieta' di semplice carta .....
San Bernardino
16-01-07, 14:17
E allora perche' il metro cambia valore ogni cento anni (mi sembra che il metro sia stato introdotto agli inizi del 1900) e invece il "valore" dell'Euro cambia ogni secondo?
Vedi www.oanda.com
Caro klaus_roma,
scusa ma sei quasi irrecuperabile!
:wall: Il metro potrebbe cambiare valore anche ogni giorno se ci decidesse in tal senso, essendo il metro il prodotto di una convenzione. Evidentemente si pensa che sia opportuno non farlo!
L'Euro e' anch' esso una convenzione, ma non nel senso che il suo valore sia fisso per sempre ma nel senso che e' fisso il fatto che venga accettato come denaro.
Poiche' l'unita' di misura rimane la stessa (appunto l'Euro) ma il valore delle cose cambia, e' chiaro che oggi con 1 Euro puoi comprare una mela, domani, in funzione della variazione del valore mela, ne potrai comprare una o tre!
:wall: Cio' che cambia quindi e' il potere di acquisto del denaro non il fatto che il denaro abbia un potere di acquisto!
Ti sarai accorto anche tu, comunque, che nel momento in cui parli di "valore dell'Euro" contraddici tu stesso l'asserzione che il denaro e' cartastraccia e convieni con tutte le persone di buon senso sul fatto che il denaro e' anche e soprattutto un valore della misura!
Non ho tempo adesso di rispondere alle altre tue osservazioni - il lavoro mi chiama! - ma lo faro' appena possibile.
klaus_roma
16-01-07, 14:32
Non ho tempo adesso di rispondere alle altre tue osservazioni - il lavoro mi chiama! - ma lo faro' appena possibile.
Ma perche' lavori? Che lavoro fai?
P.S. "il denaro e' anche e soprattutto un valore della misura!"
Quale misura?
Affori1nice
16-01-07, 17:36
lavora in bankitalia, non ha ricevuto l'aumento... :D
lavora in bankitalia, non ha ricevuto l'aumento... :D
Non appena saranno adottate le sue fantastiche proposte :rolleyes: percepirà l'assegno dallo Stato, che sarà distribuito a tutti i cittadini in quanto proprietari della moneta. E non avrà più bisogno di lavorare OK! :censored:
Come d'altronde tutti gli altri cittadini italiani :D
Nessuno lavorerà più
Si farà solo l'amore e non più la guerra :D
Charlie :rolleyes:
Affori1nice
16-01-07, 17:54
Propongo una nuova moneta allora: la gnokka. Emittenti tutte le gnocche. pagabile a vista al portatore. o alla portatrice...(visti i tempi) così finalmente avrà un senso la frase: "farsi i kaxxi propri." :D :o :D
e si farà l'amore/ognuno come gli pare/anche i preti potranno sposarsi/ma soltanto ad una certa età :D :D :D
San Bernardino
16-01-07, 17:59
Ma perche' lavori? Che lavoro fai?
P.S. "il denaro e' anche e soprattutto un valore della misura!"
Quale misura?
Caro klaus_roma,
come puoi evincere dal mio nome faccio lo stesso lavoro dei Blues Brothers: sono in missione per conto di Dio.
In merito all tua seconda domanda la mia risposta e':
la misura "denaro".
Il denaro e' misura del valore delle cose e nello stesso tempo un valore di questa stessa misura, del denaro stesso.
Cosi' il kg e' una misura del peso delle cose ed anche un valore specifico della misura "peso", appunto 1kg.
klaus_roma
16-01-07, 18:15
Non appena saranno adottate le sue fantastiche proposte :rolleyes: percepirà l'assegno dallo Stato
Sull'assegno dello stato c'e' il signoraggio o no?? :eek: ( :p )
klaus_roma
16-01-07, 18:25
In merito all tua seconda domanda la mia risposta e':
la misura "denaro".
Il denaro e' misura del valore delle cose e nello stesso tempo un valore di questa stessa misura, del denaro stesso.
Cosi' il kg e' una misura del peso delle cose ed anche un valore specifico della misura "peso", appunto 1kg.
Se il denaro e' misura del valore delle "cose" ... chi e' che decide (conta) quante cose esistono sulla terra ... e che "valore" hanno?
E se queste "cose" aumentano (diminuiscono) nel tempo ... come si fa? Se qumentano e' facile basta stampare piu' denaro (ma chi lo fa'?) E se diminuiscono? Chi si mette a distruggere il denaro?
Quindi dal tuo ragionamento ecco cosa e' il kg:
Si prende tutto il peso della terra (ancora non si ha l'unita' di misura) lo si divide in maniera tale che la singola unita' di misura non sia troppo grande e lo chiamiamo una unita' di misura di peso che e' 1 kg.
E questo tuo discorso e' chiaramente fallace (oltre ad essere fondamentalmente inesatto) per due motivi.
Ci arrivi da solo?
Sull'assegno dello stato c'e' il signoraggio o no?? :eek: ( :p )
Certo, ma il mese successivo l'assegno aumenta, redistribuendo il reddito da signoraggio del mese precedente.
Si attiverebbe così un circolo VIRTUOSO :D :D che porterebbe diritti a...............WEIMAR!!!! :D :clap: :clap:
San Bernardino
16-01-07, 20:18
Se il denaro e' misura del valore delle "cose" ... chi e' che decide (conta) quante cose esistono sulla terra ... e che "valore" hanno?
E se queste "cose" aumentano (diminuiscono) nel tempo ... come si fa? Se qumentano e' facile basta stampare piu' denaro (ma chi lo fa'?) E se diminuiscono? Chi si mette a distruggere il denaro?
Quindi dal tuo ragionamento ecco cosa e' il kg:
Si prende tutto il peso della terra (ancora non si ha l'unita' di misura) lo si divide in maniera tale che la singola unita' di misura non sia troppo grande e lo chiamiamo una unita' di misura di peso che e' 1 kg.
E questo tuo discorso e' chiaramente fallace (oltre ad essere fondamentalmente inesatto) per due motivi.
Ci arrivi da solo?
Apprezzo la tua arte di eludere le domande facendo altre domande che distolgono l'attenzione dal problema centrale.
:wall: Non hai ancora risposto si o no ad una domanda che ti sto facendo dall'inizio di questo thread: il denaro e', oltre che misura del valore, valore della misura?
Cioe', il denaro ha un potere di acquisto?
Se rispondi no mi devi dare ragione del fenomeno che accade quanto vai dal fruttivendolo, gli dai 1 Euro e lui ti da' indietro tre mele.
OK! Il denaro e' un bene al servizio della comunita' che serve per consentire lo scambio di prodotti e ricchezze (denaro misura del valore e denaro valore della misura denaro). Come tale, al momento della sua emissione, il suo possesso va equamente distribuito tra tutti i membri della comunita' e non accaparrato indebitamente da una cerchia ristretta (signoraggio bancario).
Poiche' la caratteristica essenziale dei beni esistenti e' la loro scarsita' e' chiaro che la quantita' di denaro emessa non puo' essere infinita ma deve essere corrispondente a tale scarsita', pena l'insorgere di fenomeni inflattivi.
E' compito quindi dello Stato vigilare sul processo di creazione ed eventualmente distruzione di denaro in modo tale che la sua quantita' sia proporzionale alla quantita' di beni e ricchezze esistenti. Questo si puo' fare, e' stato fatto e si fara' ulizzando alcuni semplici parametri economici.
klaus_roma
16-01-07, 20:41
Apprezzo la tua arte di eludere le domande facendo altre domande che distolgono l'attenzione dal problema centrale.
:wall: Non hai ancora risposto si o no ad una domanda che ti sto facendo dall'inizio di questo thread: il denaro e', oltre che misura del valore, valore della misura?
Assolutamente no. E te l'avevo gia' risposto. Evidentemente non sei attento.
Il denaro e' misura del valore ... e francamente, te lo devo dire, pensare che la misura possa avere un valore e' da persone con un quoziente intellettivo molto basso.
Cioe', il denaro ha un potere di acquisto?
Un potere che cambia ogni secondo. Mentre seguendo i tuoi ragionamenti dovrebbe essere fisso, e chiaramente non lo e'. E' li che nasce il tuo errore.
Se rispondi no mi devi dare ragione del fenomeno che accade quanto vai dal fruttivendolo, gli dai 1 Euro e lui ti da' indietro tre mele.
Gia' ma fra qualche anno per 3 mele gli dovro' dare 3 Euro.
OK! Il denaro e' un bene al servizio della comunita' che serve per consentire lo scambio di prodotti e ricchezze (denaro misura del valore e denaro valore della misura denaro). Come tale, al momento della sua emissione, il suo possesso va equamente distribuito tra tutti i membri della comunita' e non accaparrato indebitamente da una cerchia ristretta (signoraggio bancario).
Il denaro e' una rappresentazione della ricchezza. Distribuirlo equamente a tutta la comunita' significa toglierlo alle persone che producono per darlo a quelle che non producono.
E' il sistema comunista.
Poiche' la caratteristica essenziale dei beni esistenti e' la loro scarsita' e' chiaro che la quantita' di denaro emessa non puo' essere infinita ma deve essere corrispondente a tale scarsita', pena l'insorgere di fenomeni inflattivi.
E' compito quindi dello Stato vigilare sul processo di creazione ed eventualmente distruzione di denaro in modo tale che la sua quantita' sia proporzionale alla quantita' di beni e ricchezze esistenti. Questo si puo' fare, e' stato fatto e si fara' ulizzando alcuni semplici parametri economici.
Che lo stato si metti a stampare banconote (anziche dei banchieri) si puo' fare. Quello che la storia insegna ... e' che tali sistemi portano a guai ben peggiori che far arricchire un po' dei banchieri.
Non escludo che non si possa tentare di nuovo. Quando dovesse accadere ... consiglio a tutti di sbarazzarsi di tutte le banconote e comprare beni reali ...
San Bernardino
16-01-07, 22:15
Caro klaus_roma,
:wall: cerchiamo di convenire sulla logica del discorso umano.
Se mi dici che il denaro ha un potere di acquisto che varia di secondo in secondo, come mi hai scritto, vuol dire che ammetti, piu' o meno implicitamente, che il denaro ha un valore d'acquisto, OK?
Basta! E tutto qui!
Una volta che si ammette che il denaro ha potere di acquisto - e questa e' l'evidenza dei fatti non negabile - si ammette che il denaro ha valore.
Non ho mai detto, come vuoi far apparire, che il valore del denaro e' fisso, ho detto, se leggi con attenzione quello che scrivo, che il valore del denaro in quanto potere di acquisto cambia in continuazione corrispettivamente al cambiare del valore delle cose misurato dal denaro stesso.
Cio' che rimane fisso, e conferisce valore (per quanto di entita' mutevole) al denaro, e' la sua accettazione sociale come mezzo di scambio da parte della societa'. Il venir meno dell'accettazione sociale e' l'unica cosa che puo' annullare il valore del denaro e farlo diventare carta straccia.
Questo potere e', ancora una volta quindi, in mano al popolo.
:mmmm: Da ultimo non riesco sinceramente ancora ad intendere come fai a non capire che l'unita' di misura Kg e' anche un valore ben specifico della grandezza peso (1kg di mele quando vai al supermercato), e l'unita' di misura Euro e' anche un valore ben specifico della grandezza "valore delle cose", tanto e' vero che ci puoi comprare una mela o quello che vuoi tu!
klaus_roma
17-01-07, 08:34
Caro klaus_roma,
:wall: cerchiamo di convenire sulla logica del discorso umano.
Se mi dici che il denaro ha un potere di acquisto che varia di secondo in secondo, come mi hai scritto, vuol dire che ammetti, piu' o meno implicitamente, che il denaro ha un valore d'acquisto, OK?
Certo, ma solo il denaro stampato dai banchieri centrali. Quello che stampi tu o che stampo io .. invece non ha nessun valore. Ti sei mai chiesto il perche'?
Una volta che si ammette che il denaro ha potere di acquisto - e questa e' l'evidenza dei fatti non negabile - si ammette che il denaro ha valore.
Ma assolutamente no! E' la firma di Trichet che da' valore al denaro!!!
E fra l'altro e' un valore che cambia in continuazione ... e non escludo che da un giorno all'altro possa valere ZERO!!!
Alla faccia del valore!!!! Come descriveresti tu un bene che un giorno ha un valore ... un altro giorno un valore diverso ... SICURAMENTE HA UN VALORE CHE DIMINUISCE NEL TEMPO .... e che ci sono ottime possibilita' che tale valore valga zero in pochissimo tempo??
Io gli do' un "valore" molto, molto basso.
Cio' che rimane fisso, e conferisce valore (per quanto di entita' mutevole) al denaro, e' la sua accettazione sociale come mezzo di scambio da parte della societa'. Il venir meno dell'accettazione sociale e' l'unica cosa che puo' annullare il valore del denaro e farlo diventare carta straccia.
Questo potere e', ancora una volta quindi, in mano al popolo.
BRAVO!!!!!!
E allora dove sta' il problema ??????
Il popolo ha gia' il potere di far diventare carta straccia qualsiasi denaro stampato da qualunque banchiere del mondo. FINE DEL PROBLEMA.
Ohhh finalmente ci sei arrivato.
San Bernardino
17-01-07, 10:58
Certo, ma solo il denaro stampato dai banchieri centrali. Quello che stampi tu o che stampo io .. invece non ha nessun valore. Ti sei mai chiesto il perche'?
Ma assolutamente no! E' la firma di Trichet che da' valore al denaro!!!
E fra l'altro e' un valore che cambia in continuazione ... e non escludo che da un giorno all'altro possa valere ZERO!!!
Alla faccia del valore!!!! Come descriveresti tu un bene che un giorno ha un valore ... un altro giorno un valore diverso ... SICURAMENTE HA UN VALORE CHE DIMINUISCE NEL TEMPO .... e che ci sono ottime possibilita' che tale valore valga zero in pochissimo tempo??
Io gli do' un "valore" molto, molto basso.
BRAVO!!!!!!
E allora dove sta' il problema ??????
Il popolo ha gia' il potere di far diventare carta straccia qualsiasi denaro stampato da qualunque banchiere del mondo. FINE DEL PROBLEMA.
Ohhh finalmente ci sei arrivato.
Caro klaus-roma,
Purtroppo questo e' solo l'inizio del problema.
Il popolo e' infatti lasciato nell'ignoranza dall'assordante silenzio dei mass-media (a proposito: chi sono i proprietari dei principali mass-media?)
La sua soluzione puo' avvenire quindi in un solo modo:
attraverso l'acquisizione di coscienza, da parte del popolo, del suo potere di dare valore al denaro, la conseguente abolizione del monopolio bancario di emettere moneta, impossessandosene, e l'accreditamento di ogni nuovo denaro emesso al popolo stesso:
in una parola, con la fine del signoraggio bancario primario e secondario.
klaus_roma
17-01-07, 11:13
Caro klaus-roma,
Purtroppo questo e' solo l'inizio del problema.
Il popolo e' infatti lasciato nell'ignoranza dall'assordante silenzio dei mass-media (a proposito: chi sono i proprietari dei principali mass-media?)
Sono d'accordo. In economia c'e moltissima ignoranza. Infatti ad un amico ho proposto di fare un canale sul digitale terrestre dedicato a spiegare come funziona veramente l'economia (compresi i discorsi sulla moneta=denaro)
attraverso l'acquisizione di coscienza, da parte del popolo, del suo potere di dare valore al denaro, la conseguente abolizione del monopolio bancario di emettere moneta, impossessandosene, e l'accreditamento di ogni nuovo denaro emesso al popolo stesso:
in una parola, con la fine del signoraggio bancario primario e secondario.
Una volta che il popolo ha piu' conoscenza ... il monopolio bancario si puo' lasciare cosi' com'e' .... .infatti se sbagliano ... il popolo (che capisce) li destituisce.
.
Il popolo e' infatti lasciato nell'ignoranza dall'assordante silenzio dei mass-media (a proposito: chi sono i proprietari dei principali mass-media?)
.
il popolo si bea di essere ignorante.
Il fatto è (tutto già scritto in un vecchio post..) che nessuno
crede di sapere di medicina o ingegneria (tranne i medici e gli ing. ovviamente)
mentre tutti si piccano di sapere come funziona l'economia
Come dissi allora. ...facile insegnare a uno che sa di non sapere
pende dalle tue labbra...
difficilissimo insegnare ai sapientoni....loro già sanno tutto..
Senza contare le difficoltà che incontrano le varie 'ricette'
economiche. la validità delle quali è tutta da dimostrare infatti
i risultati, a volte, si vedono dopo anni..
non mi ricordo dove. leggevo un 'intervista a un nobel per l'economia, raccontava che una volta si trovava in un salone per un ricevimento pieno di economisti come lui, stava ammirando il soffitto decorato di quel posto, e un pensiero gli balenò in testa:
" e se adesso crollasse e ci seppelisse tutti?, tirai un sospiro di sollivo pensando che il mondo sarebbe andato avanti lo stesso" :D
San Bernardino
20-01-07, 11:41
il popolo si bea di essere ignorante.
Il fatto è (tutto già scritto in un vecchio post..) che nessuno
crede di sapere di medicina o ingegneria (tranne i medici e gli ing. ovviamente)
mentre tutti si piccano di sapere come funziona l'economia
Come dissi allora. ...facile insegnare a uno che sa di non sapere
pende dalle tue labbra...
difficilissimo insegnare ai sapientoni....loro già sanno tutto..
Senza contare le difficoltà che incontrano le varie 'ricette'
economiche. la validità delle quali è tutta da dimostrare infatti
i risultati, a volte, si vedono dopo anni..
Caro Ramirez,
in questo caso l'informazione sarebbe molto semplice e diretta.
OK! Bastano pochi concetti e chiari.
Basta chiedere ad un artigiano se sa che le tasse che paga, le ristrettezze che lo Stato gli impone, i debiti che ha, l'inflazione galoppante, sono dovute al fatto che le banche stampano i soldi dal nulla e se ne impossessano.
Il resto verra ' da solo!
Il problema e' che la maggior parte della gente, ancora, non sa queste verita' basilari e che non sara' facile sfondare il muro di omerta' dei mass-media e le opposizioni feroci della plutocrazia bancaria.
Ci consolano comunque le frasi di Lincoln e Ford:
“Potrete ingannare tutti per un pò. Potrete ingannare qualcuno per sempre. Ma non potrete ingannare tutti per sempre.”
Abramo Lincoln
È un bene che gli abitanti della nazione non capiscano abbastanza il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo facessero, credo che ci sarebbe una rivoluzione prima di domattina.”
Henry Ford
Intereressanti per questo thread anche altri due aforismi di personaggi illustri:
“Quando un governo dipende dai banchieri per il denaro, questi ultimi e non i capi del governo controllano la situazione, dato che la mano che dà è al di sopra della mano che riceve...
Il denaro non ha madrepatria e i finanzieri non hanno patriottismo né decenza; il loro unico obiettivo è il profitto.”
Napoleone Bonaparte, 1815
“Chiunque controlli la massa monetaria in qualsiasi paese è il padrone assoluto dell'intera industria e del commercio.”
James A. Garfield, Presidente degli Stati Uniti d'America
San Bernardino
20-01-07, 14:52
Ecco un intervento interessante dal sito http://francescocaselli.blogspot.com/2005/01/largentina-sfida-il-fondo-monetario.html che getta qualche speranza sulla possibilita' di sconfiggere la plutocrazia:
"L'Argentina sfida il Fondo Monetario
ed impartisce una lezione di
economia alla Grande Finanza
30 dicembre 2004
Sepp Hasslberger
http://www.newmediaexplorer.org/
Tre anni dopo il :eek: collasso della economia argentina sotto
il peso delle ricette per lo sviluppo fornite dal FMI e dalla
Banca Mondiale, la ripresa in sboccio della nazione
sud-americana sbalordisce gli osservatori internazionali.
OK! Sfidando le prescrizioni del FMI, il presidente Kirchner
ed i suoi consiglieri economici avevano detto ai creditori
di mettersi in coda ed attendere, mentre si ricostruiva
l'economia a partire dal punto piu’ basso.
Un eccellente articolo sul ”the New York Times” riferisce
la storia.
Il saccheggio della Argentina da parte della finanza
internazionale e la susseguente disintegrazione della sua
economia nel dicembre 2001 e' solo uno degli esempi di
quale sia stata :eek: la politica ufficiale del Fondo Monetario
Internazionale e della Banca Mondiale per decenni:
indebitare le nazioni in sviluppo garantendo enormi prestiti
per progetti che beneficano gli appaltatori stranieri piuttosto
che l'economia locale, raccogliere i rimborsi e, quando avviene
il del tutto prevedibile default finanziario, passare alla
spremitura per "aprire la nazione alla economia di mercato".
Abbassare le paghe, eliminare ogni sussidio sociale, aprire i
servizi di base alla competizione multinazionale e cedere le
materie prime a prezzi di svendita.
John Perkins, in passato un membro rispettato della
comunità bancaria internazionale, ha deprecato
duramente questa pratica.
Nel suo libro :eek: "Confessioni di un sicario dell'economia"
descrive come egli, da professionista ben pagato, aiutò
gli Usa a derubare nazioni povere in tutto il mondo per
migliaia di miliardi di dollari, concedendo loro in
prestito più denaro di quanto esse potessero eventualmente
restituire, e successivamente a prendere possesso delle
loro economie.
Democracynow.org ha pubblicato una interessante intervista
a Perkins.
In effetti le aspre critiche mosse dai seguaci del globalismo
economico dipingono un quadro a tinte nere.
La "soluzione magica" proposta da "la creme de la creme"
degli economisti è – difficile da credere - legare la valuta
argentina al dollaro e rinnovare gli sforzi per compiacere la
finanza internazionale.
Peccato che naturalmente ciò sia esattamente la causa
primaria del crollo.
Come si comportarono gli Argentini ? OK! Ripudiarono il
"buon consiglio" ed iniziarono a lavorare nella propria nazione,
convincendosi che l'economia di un paese non viene costruita
con investimenti internazionali, quanto piuttosto con produzione
e consumi realizzati proprio all'interno di esso.
Ecco qui di seguito la copia dell'articolo del “the New York Times”…
OK! La ripresa economica argentina sfida
le previsioni
di Larry ROHTER
pubblicato il 26 dicembre 2004 su :eek: “the N.Y. Times”
BUENOS AIRES, 23 dicembre 2004 -
Quando l'economia argentina collasso' nel dicembre 2001,
le previsioni da giorno del Giudizio Universale abbondavano.
A meno che essa adottasse politiche economiche ortodosse
e siglasse velocemente un accordo con i suoi creditori stranieri,
certamente sarebbe seguita una super-inflazione, il peso
sarebbe diventato senza valore, investimenti e riserve di valuta
estera sarebbero svaniti ed ogni prospettiva di crescita sarebbe
stata soffocata.
Ma tre anni dopo che l'Argentina dichiaro' un default per un
debito record di più di 100 miliardi di dollari, il piu' largo
nella storia, l'apocalisse non e' arrivata.
Invece l'economia e' cresciuta del + 8 % annuale per due anni
consecutivi, le esportazioni sono parecchio cresciute, la moneta
e' stabile, gli investitori stanno gradualmente ritornando e
la disoccupazione e' calata dai livelli record - il tutto senza
un accordo relativo al debito, ne' le misure standard richieste
dal Fondo Monetario Internazionale per concedere la sua
approvazione.
La ripresa argentina è stata innegabile, ed e' stata raggiunta
almeno in parte ignorando e persino sfidando l'ortodossia
economica e politica.
Piuttosto che procedere alla immediata soddisfazione dei
possessori di obbligazioni, banche private ed FMI, così come
invece altre nazioni in sviluppo hanno fatto in crisi anche
meno severe, il governo a guida peronista scelse per prima
cosa di stimolare i consumi interni e disse ai creditori di
mettersi in coda insieme a tutti gli altri.
"Questo e' un importante evento storico, che sfida 25 anni
di politiche fallimentari" ha asserito Mark Weisbrot, economista
presso il Centro di Ricerche Economiche e Politiche, gruppo di
ricerca di orientamento liberale in Washington.
"Mentre altre nazioni continuano tuttora a zoppicare, l'Argentina
sta sperimentando una crescita molto sana, senza che alcun
segno indichi che essa non possa continuare, ed essi hanno
ottenuto questo risultato senza essere costretti a fare alcuna
concessione per ottenere l'arrivo di capitale straniero."
Le conseguenze di tale decisione si possono vedere nelle
statistiche governative e nei negozi, nei quali i consumatori
una volta di piu' spendevano robustamente prima di Natale.
Piu' di due milioni di posti di lavoro sono stati creati a
partire dal punto piu' basso della crisi all'inizio del 2002,
e secondo le statistiche ufficiali anche il reddito reale,
cioe' al netto della inflazione, e' rimbalzato, ritornando
quasi al livello degli ultimi anni '90.
Fu in questi anni che la crisi emerse, durante i quali
l'Argentina provo' a stringere la cinghia secondo le
prescrizioni FMI, col solo risultato di collassare nella
peggiore depressione della sua storia, che provoco' anche
l'avvio di una crisi politica.
Alcuni dei nuovi posti di lavoro provengono dal programma
governativo volto alla creazione di occupazione a bassa paga,
ma circa la meta' riguardano il settore privato.
Come risultato, la disoccupazione ha declinato da piu' del 20 %
a circa il 13 %, ed il numero di Argentini che vivono sotto la
linea della poverta' e' sceso di circa 10 punti percentuali dal
livello record del 53,4 % di inizio 2002.
"Le cose non sono assolutamente tornate normali, ma abbiamo
acquisito la sensazione di essere tornati sulla strada giusta"
- ha affermato Mario Alberto Ortiz, riparatore di impianti
di refrigerazione.
"Per la prima volta dacche' tutto crollo', posso effettivamente
permettermi di spendere un po' di soldi".
Gli economisti tradizionali seguaci del libero mercato rimangono
scettici riguardo l'approccio governativo.
Mentre riconoscono che c'e' stata una ripresa, la attribuiscono
soprattutto a fattori esterni piuttosto che alle politiche del
Presidente Néstor Kirchner, che ha assunto la carica dal
maggio 2003.
Inoltre sostengono anche che la ripresa comincia a perdere forza.
"Siamo stati fortunati"- ha affermato Juan Luis Bour, capo
economista presso la Fondazione Latino-Americana di
Ricerche Economiche in Argentina.
"Abbiamo avuto prezzi alti per le merci e bassi tassi di interesse.
Ma se vogliamo crescere nel 2005, dobbiamo fare un accordo
per la questione del debito e riscontrare l'arrivo di capitale estero."
Il FMI, che i dirigenti argentini incolpano di aver provocato
la crisi in prima battuta, ribatte che l'attuale governo agisce
almeno in parte come il FMI ha sempre raccomandato.
Ha limitato la spesa e si e' attivato per incrementare le entrate,
una prescrizione classica per una economia sofferente, ed ha
accumulato un attivo di entita' doppia di quella che il Fondo
aveva richiesto prima che le trattative fossero congelate molti
mesi fa.
"Il ritorno a questi numeri incoraggianti e' stato molto aiutato
da una disciplina fiscale, che e' quasi senza precedenti secondo
gli standard argentini"- ha affermato John Dodsworth, il
responsabile FMI in Argentina.
"Abbiamo avuto un attivo primario che e' aumentato in maniera
decisa in questi pochi ultimi anni, sia a livello centrale che a
quello provinciale, e che e' stata l'ancora fondamentale dal lato
economico."
Ma una parte di tale attivo record del bilancio e' arrivato da
un paio di tributi sulle esportazioni e sulle transazioni
finanziarie, che gli economisti ortodossi del FMI e di altri
organismi vogliono vedere abrogati.
Circa un terzo delle entrate governative è ora raccolto da tali
tributi, che sono aumentati.
"Il FMI vuole che queste tasse siano eliminate, ma d'altra
parte i suoi rappresentanti desiderano anche che l'Argentina
migliori la sua offerta ai creditori e anche che essa rimborsi
il Fondo, cosi' da poter ridurre la sua esposizione presso di
esso" - ha affermato Alan Cibils, economista argentino associato
allo indipendente Centro Interdisciplinare per lo Studio di
Indirizzo Pubblico in Argentina.
In altre parole dicono: "Dovete pagare di piu' e trattenere
di meno", che e' una prescrizione sicura per produrre
un'altra crisi.
A causa della assenza di un accordo sul debito e dello stallo
sulle tariffe delle "utility" (gas, luce e acqua), alcuni
investitori, specie europei, continuano ad evitare l'Argentina,
citando quella che chiamano la carenza di "sicurezza giudiziaria".
Ma altri, soprattutto latino-americani, abituati ad operare in
ambienti instabili o essi stessi sopravvissuti a simili crisi,
hanno aumentato la loro presenza in Argentina a causa della
espansione delle opportunita'.
"Questi sono slogan che le persone ripetono senza pensare,
come se essi fossero pappagalli" - ha affermato Roberto Lavagna,
ministro della economia, quando interpellato in merito alle
previsioni che gli investimenti starebbero per venire meno.
"Nel 2001 e all'inizio del 2002 tutti i tipi di contratto
furono annullati" - ha detto.
"Cosi' perche' ora investono ?
Chiaramente perche' oggi possono ottenere un ottimo livello
di rendimento ."
La compagnia petrolifera brasiliana Petrobras ha comprato
una parte delle azioni di una primaria compagnia energetica
argentina.
Un'altra compagnia brasiliana, la AmBev, ha acquisito una larga
compartecipazione nella Quilmes, importante societa' argentina
produttrice di birra, ed una compagnia messicana ha acquisito
il controllo di una grossa industria fornaia e pasticciera.
Le nazioni asiatiche, Cina e Sud-Corea soprattutto, hanno
cominciato ad operare in Argentina.
Durante una visita di stato il mese scorso, il presidente cinese
Hu Jintao ha annunciato che la sua nazione progetta di investire
venti miliardi di dollari ìin Argentina nello spazio dei prossimi
dieci anni.
Ma il grosso dei nuovi investimenti viene dagli stessi Argentini,
che stanno cominciando a spendere il loro denaro in patria,
sia riportando i loro risparmi dall'estero, sia prelevandoli
dal di sotto dei loro materassi.
Per la prima volta in tre anni, e' maggiore la quantita' di
denaro che entra nella nazione di quella che ne esce.
Cio' ha consentito a Kirchner il lusso di assumere una linea
dura con il fondo monetario e con i creditori esteri che
reclamano il rimborso.
"La questione e' che l'Argentina ha al momento un attivo
di conto, cosicche' essa in realta' non ha granche' bisogno
di investimenti stranieri" - ha affermato Claudio Loser,
economista argentino e precedente direttore del FMI per
l'emisfero occidentale.
"Gli investimenti nazionali stanno prendendo piede, perche'
vi sono opportunita' in agricoltura, petrolio e gas."
Proprio questa settimana il governo ha annunciato che le
riserve di valuta estera sono risalite a 19,5 miliardi di dollari,
il loro livello piu' alto a contare dal crash e a piu' del doppio
del minimo segnato a meta' del 2002, un anno che segno' un
deflusso netto di 12,7 miliardi di dollari.
"Il picco degli investimenti negli anni '90 era del 19,9 % del
PIL, e oggi e' del 19,1%, in risalita da un minimo del 10%" -
ha affermato Lavagna.
Il governo Kirchner continua a cercare un accordo riguardo
il debito di 167 miliardi di dollari tuttora esistente, e
progetta di effettuare quella che esso definisce la sua
offerta finale all'inizio del prossimo mese.
Ma la svolta in Argentina ha inspirato un tale senso di
confidenza che il governo non solo parla di tagliare i
suoi ultimi legami con il FMI, ma anche insiste che ogni
rimborso ai possessori di obbligazioni debba essere
condizionato al protrarsi della buona salute economica
dell'Argentina.
"E' molto semplice" - ha affermato Lavagna.
"Nessuno puo' raccogliere soldi da una nazione che
non sta crescendo economicamente."
traduzione di Francesco Caselli
punti di vista (un poco ) differenti.
Fatti i giusti :clap: all'Argentina dai un'occhiata all'art. allegato
vedrai che alcune considerazioni dell'economist
MANCANO COMPLETAMENTE nell'art. da te postato....
siccome sono punti abbastanza importanti, il fatto che non siano citati
è dovuto a 1) ignoranza o 2) malafede ?
.
Tucking in to the good times
Dec 19th 2006 | BUENOS AIRES
From The Economist print edition
The durability of economic recovery has surprised many. But is the government mortgaging the country's future?
Alamy
IN DECEMBER five years ago, crowds of Argentines angry at years of deflation and recession took to the streets of Buenos Aires and ousted the president, Fernando de la Rúa. Amid chaotic scenes, three further presidents came and went in ten days, one of them declaring the biggest-ever sovereign debt default. In what a century ago was the world's seventh-richest country, the economy shrank by 15% in the year to March 2002, poverty rose from 38% to 56% and unemployment climbed to 21%.
To the surprise of many, recovery from this national catastrophe has been swift. Since the nadir in March 2002, Argentina's GDP has grown by 45%, an average of 8.6% a year. “You have to look back to the Argentine golden age to see this [rate of growth],” says Ricardo Delgado of Ecolatina, a consultancy. “No one was expecting it.”
On the streets of Buenos Aires, the change is tangible. Cars and white goods are flying out of the showrooms thanks to cheap credit. Cinemas and restaurants are packed at weekends. Seaside resorts are heavily booked for the southern-hemisphere summer. Unemployment has fallen to 10.2% (excluding people on make-work programmes).
The question, as it has been for the past four years, is how long the growth can continue. The debate has an ideological edge. Supporters of the fixed exchange-rate that brought growth and then collapse in the 1990s have poured scorn on the sustainability of the recovery. Fans of Néstor Kirchner, the president since 2003, like to claim that Argentina will continue to grow apace because it shrugged off the IMF's advice and is following “heterodox” policies.
Many economists in Argentina are now coming round to the view that the country can continue growing at a reasonable rate—partly because some of the policies are less “heterodox” than is claimed.
At a brutal cost, the collapse rebalanced the economy. A steep devaluation and the debt default turned deficits in the public finances and the current account into surpluses. Roberto Lavagna, the finance minister from 2002 to 2005, kept spending under control. The government relied mainly on monetary policy to boost demand. The central bank stopped the peso from appreciating, issuing pesos to buy up exporters' dollars. The government meets its fiscal targets partly by taxing farm exports, which are unusually profitable because of the artificially cheap peso and high world prices.
These policies have had the effect of supercharging growth. Their obvious drawback is inflation, which began to rise again in 2004 as spare capacity was used up (see chart). Mr Kirchner's response was to bully producers with “voluntary” price-freezes, outright price controls and export bans. Similar tactics caused several foreign investors, such as France's Suez and EDF, in privatised utilities to pack up and go.
Mr Kirchner's critics said these measures would halt investment. Anyway, they said, investment was of the wrong kind, in housing rather than factories. So far they have been wrong. Argentina does lack foreign investment. But its own smaller companies have moved quickly to expand capacity in response to demand. The boom in construction and tourism has created many new jobs. Overall, investment has almost doubled as a percentage of GDP since 2002, from 11% to 21.4%, enough to sustain growth of 4% a year. “Most people thought that security, credibility and structural reform were the key to attracting investment,” says Javier Alvaredo of MVAS Macroeconomía, a consultancy. “But it's actually profits.”
Some serious doubts remain. The biggest worry is energy. Because of the price controls Argentines pay less than half as much for energy as their neighbours in South America's southern cone, according to Daniel Montamat, a former energy secretary. In this industry, the arguments of Mr Kirchner's critics ring true. Consumption has risen but investment has collapsed. Argentina has depleted its gas reserves, from 15 years' worth of production to fewer than ten. Industry sources warn of blackouts in 2007 if weather conditions are unfavourable. Fear of blackouts has suppressed investment in energy-intensive businesses, such as steel, aluminium and petrochemicals.
Other bottlenecks will make it harder to sustain growth even at a more modest pace. The economy is still benefiting from private investment in infrastructure under Carlos Menem in the 1990s. Now roads are again becoming congested. There are some shortages of skilled workers, too.
After Mr Lavagna's sacking, fiscal policy has become looser. Provincial governments are already running a deficit. On the other hand, the central bank is quietly tightening monetary policy. Many assume that Mr Kirchner will relax price controls and allow the peso to appreciate after an election next October at which he is likely to seek a second term.
The risk is that inflation might then take off, unless the authorities act to slow the economy. But officials remain bullish. “What do we have beyond two more good years?” the foreign minister, Jorge Taiana, asks. “We have higher investment than ever before. We have an extended commodity boom. We have cancelled our debt. We have a favourable exchange rate. We have trade and budget surpluses. This growth can be sustained.” At what pace remains to be seen, but it has become harder to doubt the overall argument.
Latin America's economies
A good year
Dec 19th 2006
From The Economist print edition
Steady improvement—and it may last
FOR many Latin Americans, this will be the best Christmas holiday in a while. According to an estimate by the UN Economic Commission for Latin America, the region's economy will have grown by 5.3% in 2006
solo per la precisione. Non è solo l'Argentina che cresce..
lo dico perchè parlando di Argentina si è portati a pensare
che la stessa cresca perchè finalmente 'svincolata' dall' FMI
o perchè i suoi politici siano dei 'geni'..
. Not only is that higher than earlier forecasts. It is the third year of reasonable growth, meaning that income per head has risen by 11.7% since 2003.
Latin America is accustomed to giddy boom-bust cycles. What makes recent growth more unusual is that it coincides with a current-account surplus (see chart) and low and falling inflation (down on average from 6.1% in 2005 to 4.8% this year). That holds out hope that it will be more sustainable.
Most numbers are moving in the right direction. For the region as a whole, unemployment is edging down, real wages are increasing, foreign debt has fallen, the public finances are close to balance and investment and consumption are rising.
:clap: :clap: :clap:
This positive picture comes with two big caveats. It owes much to high prices for the region's commodity exports and to remittances from Latin Americans abroad.
The figures are flattered, too, by high growth in three countries recovering from earlier economic collapses: Argentina (see article), Venezuela and the Dominican Republic. Growth in Brazil, the region's largest economy, remains mediocre, at 2.8%.
Secondly, while Latin America is doing much better than it was, other parts of the developing world are growing faster still. The improvement in Latin America is steady but slow. In a separate report published earlier this month, the commission estimates that 38.5% of Latin Americans still live in poverty, though that is down from 44% in 2002.
If the world economy slows next year, so probably will the region's. But Latin America is much less exposed to sudden squalls than it was. After two decades of more downs than ups, the past few years really do look like the start of something new and better.
.
naturalmente con tutti i miei migliori auguri..
klaus_roma
20-01-07, 16:42
Ecco un intervento interessante dal sito http://francescocaselli.blogspot.com/2005/01/largentina-sfida-il-fondo-monetario.html che getta qualche speranza sulla possibilita' di sconfiggere la plutocrazia:
"L'Argentina sfida il Fondo Monetario
ed impartisce una lezione di
economia alla Grande Finanza
Vallo a dire ai risparmiatori italiani che l'Argentina ha fatto bene a non ripagare i suoi debiti.
San Bernardino
20-01-07, 17:02
Latin America's economies
A good year
Dec 19th 2006
From The Economist print edition
Steady improvement—and it may last
FOR many Latin Americans, this will be the best Christmas holiday in a while. According to an estimate by the UN Economic Commission for Latin America, the region's economy will have grown by 5.3% in 2006
solo per la precisione. Non è solo l'Argentina che cresce..
lo dico perchè parlando di Argentina si è portati a pensare
che la stessa cresca perchè finalmente 'svincolata' dall' FMI
o perchè i suoi politici siano dei 'geni'..
. Not only is that higher than earlier forecasts. It is the third year of reasonable growth, meaning that income per head has risen by 11.7% since 2003.
Latin America is accustomed to giddy boom-bust cycles. What makes recent growth more unusual is that it coincides with a current-account surplus (see chart) and low and falling inflation (down on average from 6.1% in 2005 to 4.8% this year). That holds out hope that it will be more sustainable.
Most numbers are moving in the right direction. For the region as a whole, unemployment is edging down, real wages are increasing, foreign debt has fallen, the public finances are close to balance and investment and consumption are rising.
:clap: :clap: :clap:
This positive picture comes with two big caveats. It owes much to high prices for the region's commodity exports and to remittances from Latin Americans abroad.
The figures are flattered, too, by high growth in three countries recovering from earlier economic collapses: Argentina (see article), Venezuela and the Dominican Republic. Growth in Brazil, the region's largest economy, remains mediocre, at 2.8%.
Secondly, while Latin America is doing much better than it was, other parts of the developing world are growing faster still. The improvement in Latin America is steady but slow. In a separate report published earlier this month, the commission estimates that 38.5% of Latin Americans still live in poverty, though that is down from 44% in 2002.
If the world economy slows next year, so probably will the region's. But Latin America is much less exposed to sudden squalls than it was. After two decades of more downs than ups, the past few years really do look like the start of something new and better.
.
naturalmente con tutti i miei migliori auguri..
Caro Ramirez,
vuoi dunque sostenere che la crisi argentina, che ha gettato nella miseria un intera nazione e che e' avvenuta seguendo le direttive dell Fondo Monetario d'Investimenti e della Banca Mondiale, e' stata un fatto congiunturale imprevedibile e che allo stesso modo la ripresa dell'Argentina, avvenuta con scelte di politica economica opposte a quelle indicate da quelle stesse istituzioni pluotocratiche, e' anch'essa un mero fatto congiunturale indipendente dalle scelte di politica economica attuate?
L'utilita' dell'articolo dell'Economist che hai citato sta tutta nel mostrare come l'establishment bancario-finanziario, di cui appunto l'Economist e' portavoce, veda con grande sospetto e timore ogni tentativo di proporre un sistema alternativo a quello plutocratico retto dalla finanza internazionale e non concepisca, o finga di non concepire, che un tale sistema alternativo sia in grado di apportare molto piu' benessere e prosperita' alla popolazione.
L'unica alternativa che hanno e' percio' o continuare a fare previsioni sbagliate circa l'economia argentina, sperando che prima o poi si avverino, o coalizzare le proprie ingienti forze di condizionamento e pressione per provocare loro la crisi tanto auspicata.
Pensiamo soltanto al potere che le previsioni fatte dagli "esperti" hanno di influire sui mercati e come il governo argentino sia stato danneggiato dalle precedenti previsioni pessimistiche poi rilevatesi false.
Invece che pendere dalle labbra delle agenzie di ratings perche' non si crea un sistema secondo cui si declassano queste stesse agenzie quando proprio non ci azzeccano?
[QUOTE=San Bernardino]Caro Ramirez,
vuoi dunque sostenere che la crisi argentina, ecc ecc.[QUOTE]
Io volevo solo rimarcare che gli articoli da te postati
evidenziano uno specifico 'stato d'animo'.
La 'scienza' (ivi inclusa l'economia) dovrebbe essere
priva di 'stati d'animo' e, quando tratta un problema,
mostrare TUTTI gli aspetti di quel problema,
non solo quello che fà comodo...
O per farla breve....capisco le partigianerie in politica
non tra gli analisti..
San Bernardino
20-01-07, 19:54
[QUOTE=San Bernardino]Caro Ramirez,
vuoi dunque sostenere che la crisi argentina, ecc ecc.[QUOTE]
Io volevo solo rimarcare che gli articoli da te postati
evidenziano uno specifico 'stato d'animo'.
La 'scienza' (ivi inclusa l'economia) dovrebbe essere
priva di 'stati d'animo' e, quando tratta un problema,
mostrare TUTTI gli aspetti di quel problema,
non solo quello che fà comodo...
O per farla breve....capisco le partigianerie in politica
non tra gli analisti..
Caro Ramirez,
sono perfettamente d'accordo con te sulla necessita' di evitare partigianerie e di mantenere una sguardo quanto piu' ampio possibile sulla realta' in modo da comprenderla meglio.
Nel caso dell'Argentina i dati di evidenza sono eclatanti. Il sistema attuato dalla Banca Mondiale e dal FMI ha causato il collasso di una nazione.
E se l'inganno e il tentativo di oscurare la verita' possono essere tollerati nel caso si tratti di cose di poco conto non lo sono piu' invece quando in ballo c'e' la vita di milioni di persone ridotte, come gli argentini, a mangiare ratti per sopravvivere.
San Bernardino
23-01-07, 00:26
Ecco un piccolo assaggio di pensiero plutocratico per chi avesse ancora qualche dubbio a proposito:
"Il capitale deve proteggersi in ogni modo possibile con alleanze e legislazione. I debiti devono essere riscossi, le obbligazioni e i contratti ipotecari devono esser conclusi in anticipo e il più rapidamente possibile. :eek: Quando, mediante processi giuridici, le persone comuni perderanno le proprie case, diventeranno sempre più docili e saranno tenute a freno con più facilità attraverso il braccio forte del governo al potere, azionato da una forza centrale di ricchezza sotto il controllo di finanzieri di primo piano.
:eek: Questa verità è ben conosciuta tra i nostri uomini di spicco, adesso impegnati nel costituire un imperialismo del Capitale che governi il mondo.
:eek: Dividendo gli elettori attraverso il sistema dei partiti politici, possiamo fargli spendere le loro energie per lottare su questioni insignificanti. Di conseguenza, con un'azione prudente abbiamo la possibilità di assicurarci quello che è stato pianificato così bene e portato a termine con tanto successo.”
USA Banker's Magazine (Rivista dei banchieri americani), 25 Agosto 1924
San Bernardino
24-01-07, 11:46
Ecco un articole del Prof Auriti che illumina sul nesso inscindibile tra plutocrazia ed usura bancaria:
" OK! La quarta funzione costituzionale dello Stato: la Sovranità Monetaria
OK! Quando la moneta era d’oro, lo stato aveva la sovranità monetaria perché la moneta, sin dall’emissione, era proprietà del portatore. Dei valori monetari partecipava tutta la collettività secondo il principio della società organica che è la proiezione storica dell’apologo di Menenio Agrippa: lo stomaco gode della sua funzione a parità di condizioni con tutte le membra.
:eek: Con l’avvento dello stato costituzionale, la quarta funzione dello stato è stata assunta dai grandi usurai. Ciò spiega perché la Rivoluzione Francese fu promossa dalla Banca d’Inghilterra e dall’eresia protestante che entrò in Europa continentale non con la fondazione di una “chiesa”, ma di una “banca”: la Banca Protestante presieduta dal Necker, consigliere finanziario di Luigi XIV.
OK! I banchieri ben sapevano che il valore sta nel “tempo” non nello “spazio”: è una “previsione” e non una “merce”, tanto è vero che la moneta ha un valore arbitrariamente illimitato, anche se il simbolo è di costo nullo (carta). Anche il valore dell’oro non stava nel metallo, ma nella “previsione di poter comprare”.
Facendo leva sul riflesso condizionato causato dall’abitudine secolare di dare sempre un corrispettivo per avere denaro, :eek: le banche centrali hanno emesso la moneta col corrispettivo del debito, cioè “prestandola”. In tal modo i grandi usurai non si sono solo limitati ad espropriare i popoli dei valori monetari, ma li hanno indebitati di altrettanto, caricando, sin dall’origine, il costo del denaro del 200%. In tal modo le monarchie cattoliche della vecchia Europa sono crollate perché trasformate da “proprietarie” in “debitrici” del proprio denaro. :eek: I banchieri si sono comprati i re, digiuni di cultura monetaria, con il corrispettivo del debito, cioè “arricchendoli” di “moneta-debito”: la c.d. “moneta nominale”.
Quando la moneta era d’oro chi trovava la pepita se ne appropriava senza indebitarsi verso la miniera e questa regola valeva per tutti: re, nobili e plebei.
:eek: Con l’avvento dello stato costituzionale, al posto della miniera sta la banca centrale, al posto della pepita un pezzo di carta, al posto della proprietà il debito perché la banca emette moneta solo prestandola e la moneta circola gravata del debito non dovuto al signoraggio bancario.
Con un costo iniziale del denaro, all’origine, del 260% comprensivo di capitale ed interessi, si è resa impossibile la puntualità dei pagamenti. È nata così l’epidemia del “suicidio da insolvenza” che non ha precedenti nella storia e che è il segno dell’avvento dell’usurocrazia.
Le vicende scandalose dei drammi economici, che hanno dilaniato la società del nostro tempo, impongono ormai l’assoluta, inderogabile necessità, di considerare nella costituzione la funzione monetaria dello stato. OK! ino ad oggi ciò non era possibile perché mancavano i due cardini fondamentali della scienza monetaria: a) la definizione del valore monetario come valore indotto, e b) la legge della rarità monetaria che, in sintesi, sono i seguenti: a)Il valore indotto - Posto che ogni unità di misura ha la qualità corrispondente a ciò che deve misurare, come il metro ha la qualità della lunghezza perché misura la lunghezza, la moneta ha la qualità del valore perché misura il valore e la qualità della rarità perché sono rari (economici) i beni di cui misura il valore.. La moneta è pertanto misura del valore e valore della misura che è il potere d’acquisto che basa sulla previsione di poter acquistare (creata per convenzione come ogni misura) e non sulla riserva. b) La legge della rarità monetaria. Poiché il prezzo di mercato non è solo l’indice del valore dei beni, ma anche del punto di saturazione del mercato – per cui il mercato è saturo quando i prezzi tendono a coincidere con i costi di produzione - solo quando questa coincidenza tende a verificarsi, occorre fermare sia la produzione dei beni che l’emissione monetaria.
Su questi fondamentali principi è possibile concepire la funzione monetaria come quarto potere dello stato costituzionale perché consentono di definire il “dover essere” dell’organo monetario. OK! All’attuale “arbitrio” dei governatori delle banche centrali va sostituita la “discrezionalità tecnica” di una funzione organica, esattamente definita ed eticamente e giuridicamente limitata e finalizzata al bene comune, non a quello dell’usura.
L’emissione e l’utilizzazione della moneta vanno programmate sulle finalità di interesse pubblico e privato senza alcun problema di rarità perché – liberata la moneta (con la scoperta del valore indotto) dall’equivoco della riserva (peraltro abolita dal 15 agosto 1971) – l’emissione monetaria va commisurata alla quantità dei beni e servizi misurati e misurabili nel valore, considerando come tali, non solo i beni e servizi esistenti, ma anche quelli previsti. La previsione dei beni producendi è, di per se, un bene (Si pensi ad es. al valore di un brevetto).
OK! Per quanto riguarda la destinazione d’interesse pubblico, va evidenziato che – dichiarata la moneta di proprietà dei cittadini – lo stato dovrà trattenere all’origine quanto necessario per esigenze fiscali e di pubblica utilità, liberando i contribuenti dal peso di milioni di ore di lavoro banalmente distrutti per mere formalità contabili e amministrative.
OK! Merita inoltre di essere evidenziato il comportamento delle banche centrali che pretendono di vantare, come pubblico interesse, la destinazione a “riserva” anche dei beni diversi dall’oro. La riserva aveva un significato quando la banconota era convertibile in oro a richiesta del portatore. È diventata ormai una ridicola sceneggiata, per mascherare la truffa dell’emissione con cui la banca centrale consegue un arricchimento parassitario pari alla differenza – duplicata dall’equivalente prestito – tra costo tipografico e valore nominale della moneta.
Per quanto riguarda la destinazione d’interesse privato, va precisato che ad ogni cittadino spetta, all’atto dell’emissione, la sua quota di “reddito monetario di cittadinanza”, in attuazione del disposto del 2° co. dell’art. 42 della Costituzione, che prevede l’accesso alla proprietà per tutti.
OK! Si realizza in tal modo un diritto della persona con contenuto patrimoniale, non come elemosina di stato, ma come acquisto della proprietà, a titolo originario, perché ogni membro della collettività contribuisce a creare il valore convenzionale della moneta, per il solo fatto che l’accetta. Col reddito di cittadinanza si finanziano i produttori, finanziando i consumatori, che è l’unico modo razionale per evitare elargizioni di moneta in base a scelte arbitrarie e clientelari.
Sostituendo all’oro il simbolo cartaceo, la moneta nominale ha acquistato due qualità tra loro in contrasto, anche se non incompatibili: la rarità programmata ed il costo nullo che hanno dovuto operare nell’esperienza della circolazione monetaria esasperando la separazione culturale tra quelli che sanno: i padroni del signoraggio monetario, e quelli che non sanno: gli altri.
OK! In conclusione, il quarto potere costituzionale deve essere concepito sulla finalità di restituire allo stato la funzione monetaria ed al popolo la proprietà della moneta. Questa riforma è diventata ormai indispensabile per uscire dall’asservimento al “signoraggio bancario” e dare inizio ad un regime di democrazia integrale in cui i popoli non abbiano solo la sovranità politica, ma anche quella monetaria, per vivere tempi nuovi a dimensione umana, liberi dall’angoscia dell’insolvenza ineluttabile dei debiti non dovuti alla grande usura"
Fonte: www.abruzzopress.it
klaus_roma
24-01-07, 12:17
Fonte: www.abruzzopress.it
Fonte autorevolissima .... :rolleyes:
P.S. cliccateci sopra ... hihihihihih ma che roba e'???
Anzi no .. non lo fate .... installa virus ..... Credo che possa ambire la palma di peggior sito su internet
Ah beh, se lo dice abruzzopress.it....:rolleyes:
Siamo al livello di: è sicuramente vero, l'ha detto la televisione!!! :eek: :eek:
San Bernardino
24-01-07, 13:46
Ah beh, se lo dice abruzzopress.it....:rolleyes:
Siamo al livello di: è sicuramente vero, l'ha detto la televisione!!! :eek: :eek:
Lo scritto del Prof Auriti e' autentico.
Si puo' essere d'accordo o no con quanto sostiene e cio' fa' parte della sana discussione democratica.
Denigrare l'avversario e rifutarsi di rispondere nel merito fa' invece parte dei regimi totalitari, di cui abbiamo visto purtroppo tragici esempi nel XX secolo.
Ci stiamo avviando verso il totalitarismo della plutocrazia?
Il "mitico" (per voi) prof. Auriti non è considerato da nessuno (tranne dai signoraggisti) un luminare delle scienze economiche :rolleyes:
Si cita Auriti come se fosse un keynes o un friedman, quanto è evidente che non è nessuno.
Totalitarismo della plutocrazia? :eek: Non rispondere nel merito? :eek:
Ho risposto più volte nel merito, ma se come in questo thread si spara la clamorosa balla che "In tal modo i grandi usurai non si sono solo limitati ad espropriare i popoli dei valori monetari, ma li hanno indebitati di altrettanto, caricando, sin dall’origine, il costo del denaro del 200%." che cosa ti dovrei rispondere?
Ancora con sta' storia del passivo? E' chiaro che se c'è l'attivo dei titoli del debito pubblico ceduti dallo Stato in cambio di moneta, al passivo c'è la moneta. Quindi perchè 200%? Che cosa significa 200%? E perchè poche righe dopo diventano 260%? Mancano proprio le fondamenta teoriche, come già detto il REDDITO DA SIGNORAGGIO esiste ma non è certo il 200%, esso è pari semplicemente all'interesse percepito sui titoli di debito detenuti dalla banca centrale che emette la moneta.
Che NON SONO AFFATTO LA TOTALITA', una grossa parte di questi titoli è in mano A PRIVATI, l'interesse sui bot e cct che detengo lo percepisco io e nessuno me li leva, non la banca centrale.
Come ho acquistato questi titoli che mi danno una rendita finanziaria? LAVORANDO e RISPARMIANDO.
Chi non ha lavorato e non ha risparmiato pretenderebbe di avere GRATIS questi titoli di debito pubblico e averne la relativa rendita, ovviamente espropriandone una parte a me!
QUESTO SI CHIAMA SOCIALISMO REALE: i guasti che ha creato li conosciamo.
NO GRAZIE.
Charlie
San Bernardino
24-01-07, 15:53
Il "mitico" (per voi) prof. Auriti non è considerato da nessuno (tranne dai signoraggisti) un luminare delle scienze economiche :rolleyes:
Si cita Auriti come se fosse un keynes o un friedman, quanto è evidente che non è nessuno.
Totalitarismo della plutocrazia? :eek: Non rispondere nel merito? :eek:
Ho risposto più volte nel merito, ma se come in questo thread si spara la clamorosa balla che "In tal modo i grandi usurai non si sono solo limitati ad espropriare i popoli dei valori monetari, ma li hanno indebitati di altrettanto, caricando, sin dall’origine, il costo del denaro del 200%." che cosa ti dovrei rispondere?
Ancora con sta' storia del passivo? E' chiaro che se c'è l'attivo dei titoli del debito pubblico ceduti dallo Stato in cambio di moneta, al passivo c'è la moneta. Quindi perchè 200%? Che cosa significa 200%? E perchè poche righe dopo diventano 260%? Mancano proprio le fondamenta teoriche, come già detto il REDDITO DA SIGNORAGGIO esiste ma non è certo il 200%, esso è pari semplicemente all'interesse percepito sui titoli di debito detenuti dalla banca centrale che emette la moneta.
Che NON SONO AFFATTO LA TOTALITA', una grossa parte di questi titoli è in mano A PRIVATI, l'interesse sui bot e cct che detengo lo percepisco io e nessuno me li leva, non la banca centrale.
Come ho acquistato questi titoli che mi danno una rendita finanziaria? LAVORANDO e RISPARMIANDO.
Chi non ha lavorato e non ha risparmiato pretenderebbe di avere GRATIS questi titoli di debito pubblico e averne la relativa rendita, ovviamente espropriandone una parte a me!
QUESTO SI CHIAMA SOCIALISMO REALE: i guasti che ha creato li conosciamo.
NO GRAZIE.
Charlie
Caro Charlie,
grazie per il tuo tentativo di risposta nel merito.
- OK! il 260% di debito collegato al debito pubblico deriva da questo semplice calcolo:
100% e' quanto lo Stato perde non potendo accreditare a se il denaro, 100% e' quanto le banche si impossessano, dovendo il prestito esserle restituito, il 60% e' il peso che gli interessi sul debito pubblico e che lo Stato deve ingiustamente pagare. Se c'e qualcosa di sbagliato qui sono le sacre fondamenta teoriche dell'economia che non ti consentono di cogliere questo semplice meccanismo e che ti fanno dire la frase assurda "E' chiaro che se c'è l'attivo dei titoli del debito pubblico ceduti dallo Stato in cambio di moneta, al passivo c'è la moneta". :eek: Accettare per vera una simile frase vuol dire fare un'harakiri" intellettuale ed abiurare il principio di non contraddizione. Come fa' infatti qualcosa che io produco a costo zero, di cui mi impossesso e che "impresto" al costo di interessi elevati a figurarare sotto una voce passiva? Me lo spieghi?
OK! E' inoltre arcinoto che la BdI compra, sconta e' il termine tecnico piu' appropriato, tutto l'importo dei titoli di Stato, per poi rivenderli a privati.
I cittadini hanno diritto a partecipare alla distribuzione del denaro emesso dallo Stato in quanto membri della comunita', non in quanto lavoratori, secondo quindi un principio giuridico (2° co. dell’art. 42 della Costituzione, che prevede l'accesso alla proprieta' per tutti), non un dato economico.
OK! E' chiaro che il diritto alla proprieta' per tutti non implica che tutti devono avere la stessa quantita' di proprieta' indipendentemente dai meriti ma stabilisce invece che tutti hanno diritto ad avere quel minimo di proprieta' che consente una vita dignitosa (casa, reddito minimo). Tale minimo di proprieta' puo essere garantita e distirbuita dallo Stato sotto forma di reddito di cittadinanza, come parte della emissione di denaro che lo Stato attuera' in funzione delle reali ricchezze esistenti nella societa', evitando cosi' l'inflazione.
QUOTE=San BernardinoCaro Charlie,
grazie per il tuo tentativo di risposta nel merito.
- OK! il 260% di debito collegato al debito pubblico deriva da questo semplice calcolo:
100% e' quanto lo Stato perde non potendo accreditare a se il denaro, 100% e' quanto le banche si impossessano, dovendo il prestito esserle restituito, il 60% e' il peso che gli interessi sul debito pubblico e che lo Stato deve ingiustamente pagare.
:D :D :D La matematica è un'opinione! :wall: :wall:
Lo Stato non perde niente
Le banche non si impossessano di niente, è una partita di giro
Il 60% di interessi sul debito pubblico? :eek: :eek: E questa cifra da dove salta fuori? :eek: :wall:
Quale parte del discorso non ti è chiara? Questa è l'ultima volta che la ripeto, nella forma più semplice possibile:
- La Bce stampa il denaro, che viene dato allo Stato italiano (tramite la BDI) in cambio di titoli di Stato. La partita è nulla, all'attivo ci sono i titoli, al passivo la moneta emessa che la banca non ha più. La Bce ha il diritto di stampare il denaro perchè autorizzata ANCHE dallo Stato italiano con il trattato di Maastricht. Lo Stato italiano ha sovranità in materia, il trattato è stato liberamente sottoscritto dallo Stato e quindi dal popolo. Se non ti piace, fatti eleggere al parlamento, diventa capo del governo e rinegozialo.
- I titoli di Stato vengono quasi tutti venduti a privati, investitori istituzionali, ecc... PARTE DEL DENARO QUINDI RIENTRA NELLA BCE E VIENE CANCELLATO DAL PASSIVO , come d'altronde i titoli di Stato dall'attivo.
E' qui il nodo: la BCE è solo un intermediario, i titoli di Stato li detiene il cittadino, che ne percepisce anche il reddito.
- I titoli di Stato rimanenti in carico producono il reddito da signoraggio, che è pari al tasso di interesse di mercato per l'emissione (BOT-CCT-BTP ecc...) ed è variabile. Attualmente non è per niente alto, tra il 3% e il 4/4,5% a seconda del titolo. Questo reddito serve a pagare le spese di funzionamento della BCE (e della BDI). Quello che resta, poca cosa, viene contabilizzato ed eventualmente restituito allo Stato
- Il denaro entra così in circolo, e svolge la sua normale funzione di assicurare liquidità al sistema
Quindi a chi finisce il reddito dal signoraggio?
AI CITTADINI
Dunque, dov'è il furto? Dov'è la frode bancaria?
Charlie
San Bernardino
24-01-07, 23:35
QUOTE=San BernardinoCaro Charlie,
grazie per il tuo tentativo di risposta nel merito.
- OK! il 260% di debito collegato al debito pubblico deriva da questo semplice calcolo:
100% e' quanto lo Stato perde non potendo accreditare a se il denaro, 100% e' quanto le banche si impossessano, dovendo il prestito esserle restituito, il 60% e' il peso che gli interessi sul debito pubblico e che lo Stato deve ingiustamente pagare.
:D :D :D La matematica è un'opinione! :wall: :wall:
Lo Stato non perde niente
Le banche non si impossessano di niente, è una partita di giro
Il 60% di interessi sul debito pubblico? :eek: :eek: E questa cifra da dove salta fuori? :eek: :wall:
Quale parte del discorso non ti è chiara? Questa è l'ultima volta che la ripeto, nella forma più semplice possibile:
- La Bce stampa il denaro, che viene dato allo Stato italiano (tramite la BDI) in cambio di titoli di Stato. La partita è nulla, all'attivo ci sono i titoli, al passivo la moneta emessa che la banca non ha più. La Bce ha il diritto di stampare il denaro perchè autorizzata ANCHE dallo Stato italiano con il trattato di Maastricht. Lo Stato italiano ha sovranità in materia, il trattato è stato liberamente sottoscritto dallo Stato e quindi dal popolo. Se non ti piace, fatti eleggere al parlamento, diventa capo del governo e rinegozialo.
- I titoli di Stato vengono quasi tutti venduti a privati, investitori istituzionali, ecc... PARTE DEL DENARO QUINDI RIENTRA NELLA BCE E VIENE CANCELLATO DAL PASSIVO , come d'altronde i titoli di Stato dall'attivo.
E' qui il nodo: la BCE è solo un intermediario, i titoli di Stato li detiene il cittadino, che ne percepisce anche il reddito.
- I titoli di Stato rimanenti in carico producono il reddito da signoraggio, che è pari al tasso di interesse di mercato per l'emissione (BOT-CCT-BTP ecc...) ed è variabile. Attualmente non è per niente alto, tra il 3% e il 4/4,5% a seconda del titolo. Questo reddito serve a pagare le spese di funzionamento della BCE (e della BDI). Quello che resta, poca cosa, viene contabilizzato ed eventualmente restituito allo Stato
- Il denaro entra così in circolo, e svolge la sua normale funzione di assicurare liquidità al sistema
Quindi a chi finisce il reddito dal signoraggio?
AI CITTADINI
Dunque, dov'è il furto? Dov'è la frode bancaria?
Charlie
Caro Charlie,
il mio parere a questo punto e' che tu sia una persona in perfetta buona fede annebbiata da categorie mentali e concetti che ti impediscono di cogliere le cose come sono.
Quando dici " la partita e' nulla" ti rendi conto che fai un affermazione contabile che non ha nessun riscontro con i dati di fatto concreti?
La partita risulta nulla dal punto di vista contabile, cartaceo ma lo sostanza delle cose e' ben diversa!
OK! Cerca di cogliere la differenza tra bilancio contabile e realta!
I dati di fatto sono questi:
lo Stato ha bisogno di soldi.
Non potendoli stampare deve emettere titoli.
I titoli vengono tutti acquistati, cioe' scontati, dalla BdI, la quale produce dal nulla un corrispondente valore di banconote, con cui paga lo Stato:
OK! OK! OK! costo per la BdI zero!
Dove e' il passivo? Sulla luna?
La BdI vende i titoli all'asta e acquisisce il relativo denaro,
OK! OK! OK! il che vuol dire un enorme attivo per la BdI.
Ora puoi chiamare questo meccanismo come ti piace: partita nulla, partita pari, partita dispari, partita Pulcinella o partita persa!
OK! Rimane incontestabile che mettere al passivo le banconote stampate e' un non senso che cozza contro ogni logica umana ed e' un inganno cosi' eclatante che ogni persona di buon senso dovrebbe rigettarlo senza esitazione.
Il fatto che cio' non avvenga e' qualcosa di diabolico se e' vero che il demonio e' il padre di ogni inganno!
Allo stesso modo io posso scrivere su un pezzo di carta che paghero' tra tre mesi 200.000 Euro + interesse del 5% a chi detiene quello stesso foglio. Cedo questo foglio a Caio. Caio produce dal nulla i 200.000 Euro e li passa a me. Caio poi rivende questo foglio a Tizio, il quale, non potendo produrre soldi dal nulla come Caio, paghera' Caio con i soldi del proprio lavoro.
Conclusione:
Caio-BdI, rimane con un attivo di 200.000 costituito dai frutti del lavoro di Tizio-cittadino
Io-Stato, rimango con un debito di 200.000 piu' gli interessi da pagare.
Tizio-cittadino, riceve gli interessi da me.
Poiche' questa operazione non ha prodotto nessuna ricchezza ma ha visto la creazione dal nulla di 200.000 Euro, il suo risultato sara' produzione di inflazione e quindi perdita' del potere d'acquisto dei cittadini, i cui interessi verrano vanificati.
Poiche' questa operazione ha anche prodotto un incremento del debito statale, portera' anche ad un aumento delle tasse, con un'ulteriore vanificazione degli interessi dei cittadini.
L'unica che ci guadagna e' la BdI che si godra' i 200.000 Euro di lavoro dei cittadini.
:eek: :eek: :eek: Ma ci vuole davvero cosi' tanto per capire un concetto cosi' semplice! :wall: :wall: :wall:
:clap: Devo comunque fare i miei complimenti ai poteri bancari perche' sono riusciti, con raffinati artifizi verbali e concettuali frutto di una campagna culturale secolare, a nascondere una truffa eclatante di queste dimensioni dietro la parola "partita di giro" , trovando inconsapevoli corifei come te che si batterebbero fino alla morte per sostenerne la correttezza.
klaus_roma
25-01-07, 08:25
Dovresti fare un corso di contabilita'.
San Bernardino
25-01-07, 11:00
Dovresti fare un corso di contabilita'.
Caro Klaus,
se per attimo, invece di aderire ciecamente e religiosamente alla realta' contabile, ti fermi a riflettere con la tua testa su quali siano le transazioni reali che essa sottende, ti accorgerai che le cose stanno proprio come ti ho indicato, non perche' io sia un genio ma perche' ho un minimo di senso comune.
Lo so che e' doloroso percepire che cio' che si credeva realta' granitica non lo e', e' come se venisse meno un pezzo di te stesso, ma non dubito che troverai qualche altra realta' un po' piu' consistente a cui attribuire valore.
La BdI vende i titoli all'asta e acquisisce il relativo denaro,
OK! OK! OK! il che vuol dire un enorme attivo per la BdI.
E' questo il nocciolo della questione: la BCE DISTRUGGE IL DENARO CHE RIENTRA, LO CANCELLA DAL PASSIVO e DALL'ATTIVO.
NON ESISTE PIU'.
FINE DEL PROBLEMA.
Se per assurdo non la cancellasse ma la incamerasse nascondendola in qualche paradiso fiscale :rolleyes: (a parte che qualcuno potrebbe scoprire tale meccanismo e divulgarlo, mentre non avviene nulla del genere) non gli servirebbe comunque a nulla, visto che i soldi hanno senso solo se li spendi, e se li spendi crei iper-inflazione.
Se lo Stato avesse la possibilità di battere moneta, accadrebbe lo stesso: stampo, nascondo, e beneficio parenti e amici. Chi controlla, tu? Ma per favore...
Inoltre nella tua risposta a klaus_roma in pratica neghi che la scienza contabile sia attendibile: visto che non sei ne' Modigliani ne' Keynes, dovresti far validare queste tue bislacche tesi dalla comunità economica.
Che, guarda caso, è unanime nel rigettarle. Complotto? Ma per piacere....la verità quando è tale viene fuori, prima o poi, hai voglia a negare.
Non ho mai sentito un solo economista di livello decente validare anche solo parzialmente tali tesi: il vostro "economista" di punta, Auriti, è uno che faceva l'avvocato....:rolleyes:
Perfino Beppe Grillo, secondo me spesso demagogico e impreciso, dopo aver all'inizio creduto alla fòla, essendo molto intelligente si è reso conto delle caz.zate che c'erano dietro ed è passato ad altro OK!
All'inizio mi ero incuriosito molto a tali tesi, poi ho capito cosa c'è dietro tutto questo bailamme: soldi! Che anime candide, vogliono liberarci dalla schiavitù del denaro dal nulla, intanto i soldi se li prendono vendendo paccottiglia varia...:rolleyes:
Tutto è business! OK!
E con questo chiudo.
Charlie
Guarda, guarda si parla di plutocrazia e guardate cosa viene fuori :D
Lo dicevo io che era tutta paccottiglia ideologica demagogica finalizzata a scopi ben precisi ;) senza fondamenti scientifici.
Ecco da dove proviene Auriti, il sommo economista :rolleyes:
http://www.repubblica.it/elezioni/2004/europee/common/liste/altsoc_sud.html
E ho detto tutto! OK!
San Bernardino
25-01-07, 21:52
Guarda, guarda si parla di plutocrazia e guardate cosa viene fuori :D
Lo dicevo io che era tutta paccottiglia ideologica demagogica finalizzata a scopi ben precisi ;) senza fondamenti scientifici.
Ecco da dove proviene Auriti, il sommo economista :rolleyes:
http://www.repubblica.it/elezioni/2004/europee/common/liste/altsoc_sud.html
E ho detto tutto! OK!
Caro Charlie,
da quanto ne so il Prof Auriti si candido', due anni prima di morire, come indipendente con Alternativa Sociale perche' questo era l'unico partito che appoggiava senza riserve le sue idee, pur avendo rapporti ottimi con sindaci di centro-sinistra che anche hanno appoggiato senza riserve le sue idee dando vita all'esperimento di Guardiagrele.
A quanto mi risulta Alternativa Sociale non e' un movimento illegale ma un partito politico regolarmente riconosciuto e sostenuto da persone democratiche che, riguardo al fascismo, sostengono le tesi dello storico di fama mondiale Renzo De Felice, secondo cui tale movimento ebbe molti lati negativi ma anche molti lati positivi.
Il fatto che il Prof Auriti abbia fatto questa coraggiosa scelta, mettendosi personalmente in gioco, non toglie che la lotta al signoraggio bancario rimanga una realta' al di la' degli schieramenti convenzionali di destra e sinistra, pur avendo per necessita' una forte connotazione politica.
Cio e' dimostrato dal fatto che oggi la maggior parte degli aderenti al movimento contro il signoraggio bancario sono persone che non hanno una precisa collocazione partitica.
Fa' comunque parte della storia occidentale il fatto che, dopo il crollo economico degli anni venti e trenta, oltre al comunismo anche il fascismo e il nazionalsocialismo condussero in Europa una critica serrata al modello economico capitalistico e al mondo finanziario-bancario internazionale, che consideravano profondamente ingiusto.
Fu Mussolini stesso a coniare il termine plutocrazia.
Poiche' fascismo e nazismo persero la guerra e la storia la scrivono sempre i vincitori, e' chiaro che anche questo aspetto forse positivo di tali regimi e' stato travolto con tutto il resto nella demonizzazione di cui i perdenti sono sempre vittima.
Cio' spiega perche' in alcuni ambienti politicizzati e' difficile ancora oggigiorno parlare di signoraggio bancario e di plutocrazia.
OK! Per quanto mi riguarda, ritenendo ormai fascismo e nazionalsocialismo fenomeni storici morti e sepolti, a differenza forse del comunismo, considero tutto cio' molto interessante perche' mi aiuta a capire la complessita' del presente ma non permettero' a pregiudizi ideologici di destra, di sinistra o di centro di oscurare la mia visione delle cose e tanto meno di forzarmi a considerare tabu' un argomento che e' centrale per l'avvenire di tutti!
Cio' che conta e' la realta' e come migliorarla!
klaus_roma
25-01-07, 22:39
Fa' comunque parte della storia occidentale il fatto che, dopo il crollo economico degli anni venti e trenta, oltre al comunismo anche il fascismo e il nazionalsocialismo condussero in Europa una critica serrata al modello economico capitalistico e al mondo finanziario-bancario internazionale, che consideravano profondamente ingiusto.
Fu Mussolini stesso a coniare il termine plutocrazia.
Prova a leggerti Hayek. The Road to Serfdom. (la via della schiavitu')
Caro Charlie,
da quanto ne so il Prof Auriti si candido', due anni prima di morire, come indipendente con Alternativa Sociale perche' questo era l'unico partito che appoggiava senza riserve le sue idee, pur avendo rapporti ottimi con sindaci di centro-sinistra che anche hanno appoggiato senza riserve le sue idee dando vita all'esperimento di Guardiagrele.
A quanto mi risulta Alternativa Sociale non e' un movimento illegale ma un partito politico regolarmente riconosciuto e sostenuto da persone democratiche che, riguardo al fascismo, sostengono le tesi dello storico di fama mondiale Renzo De Felice, secondo cui tale movimento ebbe molti lati negativi ma anche molti lati positivi.
Il fatto che il Prof Auriti abbia fatto questa coraggiosa scelta, mettendosi personalmente in gioco, non toglie che la lotta al signoraggio bancario rimanga una realta' al di la' degli schieramenti convenzionali di destra e sinistra, pur avendo per necessita' una forte connotazione politica.
Cio e' dimostrato dal fatto che oggi la maggior parte degli aderenti al movimento contro il signoraggio bancario sono persone che non hanno una precisa collocazione partitica.
Fa' comunque parte della storia occidentale il fatto che, dopo il crollo economico degli anni venti e trenta, oltre al comunismo anche il fascismo e il nazionalsocialismo condussero in Europa una critica serrata al modello economico capitalistico e al mondo finanziario-bancario internazionale, che consideravano profondamente ingiusto.
Fu Mussolini stesso a coniare il termine plutocrazia.
Poiche' fascismo e nazismo persero la guerra e la storia la scrivono sempre i vincitori, e' chiaro che anche questo aspetto forse positivo di tali regimi e' stato travolto con tutto il resto nella demonizzazione di cui i perdenti sono sempre vittima.
Cio' spiega perche' in alcuni ambienti politicizzati e' difficile ancora oggigiorno parlare di signoraggio bancario e di plutocrazia.
OK! Per quanto mi riguarda, ritenendo ormai fascismo e nazionalsocialismo fenomeni storici morti e sepolti, a differenza forse del comunismo, considero tutto cio' molto interessante perche' mi aiuta a capire la complessita' del presente ma non permettero' a pregiudizi ideologici di destra, di sinistra o di centro di oscurare la mia visione delle cose e tanto meno di forzarmi a considerare tabu' un argomento che e' centrale per l'avvenire di tutti!
Cio' che conta e' la realta' e come migliorarla!
Bene, non mi interessa una discussione politica sui meriti e demeriti del fascismo o del comunismo.
Viviamo in una società democratica e liberale.
Però, cosa strana, queste idee sono propugnate QUASI ESCLUSIVAMENTE da partiti di estrema destra. Come te lo spieghi?
E perchè in questi siti anti-signoraggio sono quasi sempre presenti pregiudizi antisemiti camuffati da antisionismo di maniera?
Perchè vengono nominate ossessivamente e esclusivamente banche "ebree" (cosa significa? :confused: ) (Goldman Sachs, Rotschild, Salomon ecc...) come causa di tutti i mali del mondo?
Perchè si guarda come modello di riferimento economico alla Germania nazista?
Siete liberi da ogni pregiudizio politico: benissimo.
Quindi immagino come vostro modello di riferimento ci sia l'URSS e in parte anche Marx, o sbaglio? :D
La Banca di Stato non indipendente l'ha realizzata il socialismo reale, o sbaglio?
E' giusto dire che il vostro modello di riferimento è ANCHE l'URSS, oltre alla Germania degli anni '30? :D
Dimmi, dimmi, sono curioso di sapere a quale modello economico ti ispiri, e quali sono i teorici di questa riforma (o abiolizione? ) del capitalismo...
Charlie
San Bernardino
26-01-07, 14:20
Bene, non mi interessa una discussione politica sui meriti e demeriti del fascismo o del comunismo.
Viviamo in una società democratica e liberale.
Però, cosa strana, queste idee sono propugnate QUASI ESCLUSIVAMENTE da partiti di estrema destra. Come te lo spieghi?
E perchè in questi siti anti-signoraggio sono quasi sempre presenti pregiudizi antisemiti camuffati da antisionismo di maniera?
Perchè vengono nominate ossessivamente e esclusivamente banche "ebree" (cosa significa? :confused: ) (Goldman Sachs, Rotschild, Salomon ecc...) come causa di tutti i mali del mondo?
Perchè si guarda come modello di riferimento economico alla Germania nazista?
Siete liberi da ogni pregiudizio politico: benissimo.
Quindi immagino come vostro modello di riferimento ci sia l'URSS e in parte anche Marx, o sbaglio? :D
La Banca di Stato non indipendente l'ha realizzata il socialismo reale, o sbaglio?
E' giusto dire che il vostro modello di riferimento è ANCHE l'URSS, oltre alla Germania degli anni '30? :D
Dimmi, dimmi, sono curioso di sapere a quale modello economico ti ispiri, e quali sono i teorici di questa riforma (o abiolizione? ) del capitalismo...
Charlie
Caro Charlie,
ti ringrazio sinceramente per questo messaggio e mi complimento con te perche' mostri una sincera buona fede e la voglia di capire le cose al di la' dei pregiudizi ideologici.
Il modello economico a cui mi riferisco, come avresti potuto capire dal mio nome, e' quello ispirato alla Dottrina Sociale Cattolica, che presuppone come cardine di ogni ordine politico-economico tre principi fondamentali: il bene comune, la solidarieta' e la sussidiarieta'.
Sono perfettamente d'accordo che e' un assurdo parlare di economia cattolica ma certamente esiste la possibilita' di discernere tra tutti i modelli economici quello che realizza piu' da vicino tali principi.
Riguardo al capitalismo, poiche' pone la proprieta' privata come bene assoluto a cui tutto deve essere sacrificato, incluso il bene comune, la giusta distribuzione delle risorse, la solidarieta', la dignita' del lavoro umano, l'opportunita' dei lavoratori di partecipare alla proprieta' delle imprese, di fatto favorendo la scissione tra capitale e lavoro, il mio giudizio non puo' essere che negativo.
Riguardo al social-comunismo, che propone l'abolizione della proprieta' privata, la coartazione della libera iniziativa, la statalizzazione della societa' contro il principio di sussidiarieta', la collettivizzazione dell'economia, il mio giudizio non puo' egualmente che essere altrettanto negativo.
Il mio modello economico ideale e' infatti quello in cui la proprieta' privata viene riconosciuta e incentivata, senza diventare un assoluto, in cui il bene comune e la giusta distribuzione dei beni viene tutelata, limitando e regolando la libera iniziativa, in cui la sussidiarieta' viene incrementata aiutando i corpi intermedi (associazioni professianali e lavorative di varia dimensione e tipologia) a crescere e a fornire servizi alla societa all'interno di una precisa regolamentazione che eviti ogni abuso, la famiglia venga supportata e rispettata nella sua autonomia.
In tale modello lo Stato, in quanto ente sovrano finalizzato al bene comune, deve essere presente essenzialmente come ente regolatore senza invadere con la propria presenza settori che possono essere gestiti dai privati.
Il modello economico che piu' si rifa' a queste idee mi sembra essere per adesso quello del distributismo, fondato da Belloc e Chersteston all'inzio del XX sec.
La teoria del Credito Sociale elaborata da H.C. Douglas negli anni trenta si pone in questa stessa direzione.
E' chiaro che la vittoria del sistema finanziario-capitalista seguita alla seconda guerra mondiale e la recente sconfitta del comunismo abbiano lasciato il primo come unico modello dominante.
Le vaste crepe ed inconsistenze di tale sistema, sotto gli occhi di tutti, aprono senza dubbio la strada ad un suo superamento che potrebbe avvenire proprio all'insegna dei principi del distribuitismo.
Signoraggio bancario permettendo, naturalmente!
PS.
Va precisato che questa e' la mia personale visione, non quella dei "anti-signoraggisti" in quanto tali, come li chiami tu.
La lotta al signoraggio bancario e' un fenomeno indipendente che accomuna persone di diverso orientamento politico-economico animati dal desiderio condiviso di un minimo di giustizia sociale.
Belle parole, ma appunto tali.
S.B.:
"Il modello economico che piu' si rifa' a queste idee mi sembra essere per adesso quello del distributismo, fondato da Belloc e Chersteston all'inzio del XX sec.
La teoria del Credito Sociale elaborata da H.C. Douglas negli anni trenta si pone in questa stessa direzione."
Che roba è? non è mai sentito parlare. Qualche fonte, qualche riferimento, possibilmente non autoreferenziale?
Charlie
Eccoli qui:
http://it.wikipedia.org/wiki/Gilbert_Keith_Chesterton
Manco a dirlo, neanche stavolta sono economisti. E tanto per cambiare, antisemiti.
Guarda caso :rolleyes:
Charlie
Il "maggiore" Douglas: considerato "economista" eterodosso o "eretico".
Maggiore e ingegnere: come mai tutte le tesi strambe sono proposte da gente che non ha studiato economia? :wall:
Ha molti punti in comune con tale Ezra Pound, un altro che di economia ne capiva quanto un somaro.
Ho trovato questo:
In prosa, la tesi del Maggiore Douglas è che la natura della produzione capitalistica è tale da creare più merci di quanto il potere d'acquisto a disposizione dei consumatori non consenta loro di comperare. L'argomentazione è la seguente. Il prezzo delle merci è dato dalla somma dei salari, dei profitti e dei costi di produzione, compresi gli oneri finanziari. A questo totale corrispondono due tipi di pagamenti da parte delle imprese: i pagamenti di tipo A, effettuati a individui e costituiti da salari e dividendi, e i pagamenti di tipo B, effettuati ad altre organizzazioni (fornitori di materie prime e banche) e costituiti dai costi delle materie prime, dagli oneri finanziari e dagli altri costi esterni. Ora, secondo Douglas, "poiché tutti i pagamenti entrano nella formazione dei prezzi, i prezzi stessi non possono essere minori della somma di A e B. E poiché A non potrà comprare A più B, una quota del prodotto almeno equivalente a B dovrà essere distribuita, quale potere d'acquisto, in una forma che non è compresa nei pagamenti di tipo A".
Di qui le raccomandazioni di politica economica del Maggiore Douglas: una riduzione dei prezzi, per il singolo consumatore, al di sotto del costo di produzione; e una compensazione, per il produttore, mediante il Tesoro. Una forma di 'Credito sociale', secondo Douglas, avrebbe rimediato al sottoconsumo senza provocare inflazione (temutissima da Pound, vedi il capitolo IV dell'Abici: "Ma una distribuzione inadeguata dei biglietti di credito inficerà l'efficacia dell'intero sistema, di ogni sistema [come ben sapeva Lenin, che Pound aveva stimato]: emergeranno difficoltà inaspettate in ogni campo e senza che nessuno se ne prenda carico responsabilmente, offrendo vie d'uscita possibili".
***
Le prescrizioni del Maggiore Douglas (anch'esse sperimentate in varie province dell'Impero Britannico) avevano almeno due difetti: la loro applicazione, circa il controllo dei prezzi, avrebbe richiesto un impossibile esercito di controllori; ma soprattutto era debole la loro base teorica.
Ancora Keynes spiega che
se il Maggiore Douglas avesse limitato le sue voci B agli accantonamenti finanziari, compiuti da imprenditori, cui non corrisponde nessuna spesa corrente per sostituzioni e rinnovamenti, egli sarebbe andato più vicino alla realtà. Ma anche in tal caso è necessario tener conto della possibilità che questi accantonamenti siano compensati da investimenti nuovi in altre direzioni, oltre che da maggiori spese per il consumo. Il Maggiore Douglas ha almeno il diritto di pretendere, di fronte ad alcuni dei suoi avversari ortodossi, di non essere stato cieco del tutto di fronte al problema preminente del nostro sistema economico. Ma non può dirsi ch'egli abbia un ugual diritto di far parte - magari come soldato semplice invece che come maggiore del coraggioso esercito degli eretici - della stessa schiera di Mandeville, Malthus, Gesell e Hobson, i quali, seguendo le loro intuizioni, hanno preferito vedere oscuramente e imperfettamente la verità, piuttosto che persistere in un errore, ch'era stato raggiunto bensì con chiarezza e coerenza e facile logica, ma su ipotesi inadatte ai fatti.
Insomma, il filone è sempre quello.
Charlie
klaus_roma
26-01-07, 15:08
E' chiaro che la vittoria del sistema finanziario-capitalista seguita alla seconda guerra mondiale e la recente sconfitta del comunismo abbiano lasciato il primo come unico modello dominante.
Le vaste crepe ed inconsistenze di tale sistema, sotto gli occhi di tutti,
Quali?
Quali?
Come quali? Quelle teorizzate dagli illustri :rolleyes: parisienne, saba (non certo il poeta :D ), auriti, gesele, douglas, belloc (pittore? :clap: )ecc.... :D :D
Tutti "economisti" :rolleyes: che hanno occupato un posto di grande rilievo nella storia economica degli ultimi 200 anni :D :D e le cui teorie hanno un ampissima :mmmm: diffusione.
Charlie
San Bernardino
26-01-07, 22:33
Eccoli qui:
http://it.wikipedia.org/wiki/Gilbert_Keith_Chesterton
Manco a dirlo, neanche stavolta sono economisti. E tanto per cambiare, antisemiti.
Guarda caso :rolleyes:
Charlie
Caro Charlie,
:eek: scusa ma questa volta sei caduto proprio in basso, molto in basso!
Innanzitutto non hai letto bene Wikipedia perche' anche questa fonte di notizie spesso partigiana e parziale questa volta riporta le cose come stanno.
Chesterton, uno degli scrittori piu' geniali del XX secolo, accostato, come dice l'oracolo, ad autori quali Charles Dickens, Oscar Wilde, George Bernard Shaw e Samuel Butler, tanto che ricevette "diverse lauree honoris causa dalle università di Edimburgo, Dublino e di Notre Dame", ha avuto il torto di accusare senza paura le malefatte di molti esponenti dell'alta finanza ebraica e far notare che mentre la popolazione ebraica era meno dell'1% della popolazione Europea i grandi banchieri erano al 90% ebrei, cosa su cui ognuno dovrebbe riflettere.
Ho capito che gli ebrei hanno subito l'olocausto ma da qui a farne degli eletti al di sopra del bene e del male, esenti da ogni possibilita' di critica o di giudizio ce ne vuole!
O non e' possibile nemmeno dire questo e bisogna adeguarsi all'agiografia imposta dal totalitarismo mass-mediatico e dire che gli Ebrei hanno detto, fatto e pensato solo cose buone, belle e giuste, pena l'espulsione dal consorzio civile, come gli eretici del medieovo?
Sostenere che Chesterton era antisemita e' quindi un assurdita' colossale!
E' come dire che se un francese ti ruba in casa e tu lo vuoi in galera tu sei un anti-francese!
Ma a te, sacerdote della casta suprema degli illuminati, basta una riga di Wikipedia in cui si dice che Chesteton e' accusato di antisemitismo per catalogare immediatamente, lui, il suo pensiero, i suoi seguaci, i suoi estimatori, nel gruppo dei fanatici nazisti!
OK! Sei tu, caro Charlie, il vero fanatico, tu e tutte le persone come te che, credendo di essere dei mostri di cultura e di sapienza, in realta' danno sfoggio solo di arroganza e di grassa ignoranza!
Chesterton: un grande scrittore. Appunto, non un grande economista OK!
Nemmeno economista semplice, se è per questo.
In quanto all'antisemitismo, ti ricordo che è in questo brodo che è cresciuto il nazismo.
Ma non voglio discuterne in questa sede, non mi interessa che i banchieri siano ebrei o arabi o cinesi.
Se poi, come da titolo del thread "Viviamo in un regime plutocratico" vuoi aggiungerci anche la parola "sionista" oppure "demo-pluto-giudaico" allora diventa una discussione politica, e puoi continuare tranquillamente da solo.
Ti ricordo solo che in questa sezione si parla di macroeconomia, senza preclusioni ideologiche. Marx, Keynes, anche Lenin, Modigliani, Friedman ecc... sono i benvenuti.
Parisienne pure, se sapessimo chi cavolo è :D
Charlie
klaus_roma
27-01-07, 09:44
Riguardo al social-comunismo, che propone l'abolizione della proprieta' privata, la coartazione della libera iniziativa, la statalizzazione della societa' contro il principio di sussidiarieta', la collettivizzazione dell'economia, il mio giudizio non puo' egualmente che essere altrettanto negativo.
Quello e' il comunismo totalitario o il "socialismo reale". Il socialcomunismo, e' un'altra cosa ... diciamo che e' quel sistema dove lo stato entra nell'economia per oltre il 30%.
E' chiaro che la vittoria del sistema finanziario-capitalista seguita alla seconda guerra mondiale e la recente sconfitta del comunismo abbiano lasciato il primo come unico modello dominante.
Le vaste crepe ed inconsistenze di tale sistema, sotto gli occhi di tutti, aprono senza dubbio la strada ad un suo superamento che potrebbe avvenire proprio all'insegna dei principi del distribuitismo.
San Bernardino, QUALI????
San devi ammettere che seppur nel mucchio dei tuoi punti di riferimento qualche spunto interessante si può coglire nel complesso non si tratta di solidissime tesi inespugnabili.
Spesso i riferimenti che citi sono o sono stati uomini arguti e brillanti ma sostanzialmente non in grado di confezionare impianti economici alternativi e funzionali.
Quanto alla eterna questione ebraica credo sia purtroppo per molti inevitabile legare la critica al sistema bancario anche a coloro che quel sistema lo gestiscono con successo.
Ma è una deriva che francamente non mi interessa.
Sarebbe come accusare i persiani di monopolizzare il mercato dei tappeti di pregio.
San devi ammettere che seppur nel mucchio dei tuoi punti di riferimento qualche spunto interessante si può coglire nel complesso non si tratta di solidissime tesi inespugnabili.
Spesso i riferimenti che citi sono o sono stati uomini arguti e brillanti ma sostanzialmente non in grado di confezionare impianti economici alternativi e funzionali.
Quanto alla eterna questione ebraica credo sia purtroppo per molti inevitabile legare la critica al sistema bancario anche a coloro che quel sistema lo gestiscono con successo.
Ma è una deriva che francamente non mi interessa.
Sarebbe come accusare i persiani di monopolizzare il mercato dei tappeti di pregio.
Bravo, la critica va fatta nel merito, al funzionamento del sistema, altrimenti si cerca solo di suscitare sentimenti antisemiti secondo me mai assopiti del tutto in Europa, per dare forza a tesi prive di fondamenta economiche e matematiche.
E l'ha detto il Presidente della Repubblica recentemente, non io.
Charlie
San Bernardino
27-01-07, 23:35
San devi ammettere che seppur nel mucchio dei tuoi punti di riferimento qualche spunto interessante si può coglire nel complesso non si tratta di solidissime tesi inespugnabili.
Spesso i riferimenti che citi sono o sono stati uomini arguti e brillanti ma sostanzialmente non in grado di confezionare impianti economici alternativi e funzionali.
Quanto alla eterna questione ebraica credo sia purtroppo per molti inevitabile legare la critica al sistema bancario anche a coloro che quel sistema lo gestiscono con successo.
Ma è una deriva che francamente non mi interessa.
Sarebbe come accusare i persiani di monopolizzare il mercato dei tappeti di pregio.
Caro DarioL,
Innanzitutto non pretendo di avere "solide tesi inespugnabili" ma solo di fare riflessioni sulla realta' che ho sotto gli occhi nel tentativo di migliorarla.
Non mi risulta d'altronde che in economia ci sia qualcuno in grado di proporre tali "solide tesi inespugnabili" e neppure un modello economico che sia in grado di prevedere, spiegare e dar ragione di quanto accade in maniera esaustiva. Si tratta di teorie che il piu' delle volte non hanno nessun potere predittivo. Basterebbe solo fare un inventario delle miriadi di previsioni fatte dai piu vari soloni dell'economia e regolarmente non avveratesi.
Se ti riferisci invece alle basi teoriche astratte dei vari modelli economico-politici alloro il distributismo di Chesterton, Belloc e il Credito Sociale di Douglas non hanno nulla da invidiare alle teorie dei vari Adam Smith, Marx e quant'altri. Si tratta solo di concezioni diverse della vita e del vivere comune.
L'unico differenza e' che il capitalismo e il comunismo hanno fallito alla prova pratica, il distributismo non ha ancora avuto la possibilita' nell'epoca moderna di mostrare quanto vale, causa avverse condizioni politiche.
E' indubitabile invece che l'ecumene europeo definito Cristianita', che duro' almeno fino alla scissione protestante del XVI sec., abbia garantito relativa stabilita' economica, prosperita' e distribuzione delle ricchezze per secoli con un modello economico senzadubbio piu' simile al distributismo che non al capitalismo o al comunismo.
La polarizzazione capitalismo-comunismo degli ultimi due secoli e' certamente stata dovuta a diversi fattori.
Non va dimenticata comunque la guerra senza quartiere tra cattolici e liberali nel XIX e come tutto il mondo finanziario-capitalistico si sia schierato, finanziamenti inclusi, con i secondi piuttosto che con i primi, non esitando, come e' noto a tutti, a finanziare anche i rivoluzionari comunisti in funzione antizarista.
Non mi risulta invece che alcun ingiente finanziamento sia giunto per la causa del distributismo.
Per quanto riguarda la questione ebraica penso che la cosa migliore sia studiare il piu' possibile oggettivamente e senza pregiudizi di alcuna sorta la storia e la religione di questo popolo. Si scoprira' allora tra le altre cose che per la religione ebraica tradizionale e' proibito il prestito ad usura solo ai correligionari ma non ai cristiani; che il vincolo di sangue e' essenziale per determinare chi e' ebreo e chi no e che il proselitismo religioso praticamente non esiste; che il popolo ebreo in passato non ha mai voluto fondersi con le comunita' in cui viveva ma ha sempre tenuto a mantenere indipendenza e separazione, da cui i "ghetti" nelle varie citta'; che la religione ebraica tradizionale stabilisce che gli ebrei sono il popolo eletto non per conversione personale alle Leggi di Dio ma per un vincolo di sangue che Dio ha stabilito con la razza ebraica e da cui tutti gli altri sono esclusi; che il destino ultimo della razza ebraica e' dominare su tutte le nazioni.
Se a cio' si aggiunge che nel medioevo l'usura era severamente proibita perche' andava contro il precetto della carita' e della giustizia e il fatto che gli ebrei non si facevano problema di praticarla si puo' parzialmente spiegare da dove nasce la secolare diffidenza nei confronti degli ebrei.
Tale differenza non aveva in se' nulla di razziale, tanto e' vero che la storia del medioevo e' piena di ebrei convertiti che hanno raggiunto le piu' alte cariche politiche, e quindi non si puo' definire in senso proprio antisemitismo, cioe' odio verso una razza.
Shakespeare nel suo "Il Mercante di Venezia" dipinge la tipica figura dell'usuraio ebreo.
Antisemitismo puro e' stato invece quello di Hitler e dei nazisti che, alla secolare critica culturale verso gli ebrei, aggiunsero quella razziale, guadagnandosi un posto di rilievo nei mostri della ragione del XX sec. e macchiandosi di conseguenza di orribili delitti; gli stessi, d'altronde, che commisero perseguendo i propri piani di eugenetica, aborto e eutanasia nei confronti della popolazione tedesca o eliminando fisicamente i propri oppositori.
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Non mi risulta d'altronde che in economia ci sia qualcuno in grado di proporre tali "solide tesi inespugnabili" e neppure un modello economico che sia in grado di prevedere, spiegare e dar ragione di quanto accade in maniera esaustiva. Si tratta di teorie che il piu' delle volte non hanno nessun potere predittivo. Basterebbe solo fare un inventario delle miriadi di previsioni fatte dai piu vari soloni dell'economia e regolarmente non avveratesi.
Se ti riferisci invece alle basi teoriche astratte dei vari modelli economico.
Come darti torto,cito una divertente frase attribuita alle colonne dell'Economist: Economia è quella scienza che studia il perché le proprie previsioni non si sono avverate.
Però devi ammettere che i riferimenti che citi non sono mai economisti puri ma pensatori che gettarono uno sguardo all'economia non cercando di costruire un modello articolato e coerente quanto piuttosto di esercitare una critica radicale suggerendo spunti di soluzioni appena accennate.
Poi possiamo discutere se l'essere economisti è una condicio sine qua non per parlare di economia (e io non credo lo sia) ma comunque se vuoi scalzare un modello devi proporne un altro che lo sostituisca in tutti gli aspetti altrimenti non sei credibile.
Sul distributismo,a meno che non si riferisca alla semplice trasposizione cattolica in economia del principio della carità,non ne conosco le fondamenta ideologiche e i suoi precetti concreti.
Se oltre alle biografie degli esponenti puoi indicarmi anche altri riferimenti sarò lieto di approfondire.
San Bernardino
28-01-07, 17:01
Come darti torto,cito una divertente frase attribuita alle colonne dell'Economist: Economia è quella scienza che studia il perché le proprie previsioni non si sono avverate.
Però devi ammettere che i riferimenti che citi non sono mai economisti puri ma pensatori che gettarono uno sguardo all'economia non cercando di costruire un modello articolato e coerente quanto piuttosto di esercitare una critica radicale suggerendo spunti di soluzioni appena accennate.
Poi possiamo discutere se l'essere economisti è una condicio sine qua non per parlare di economia (e io non credo lo sia) ma comunque se vuoi scalzare un modello devi proporne un altro che lo sostituisca in tutti gli aspetti altrimenti non sei credibile.
Sul distributismo,a meno che non si riferisca alla semplice trasposizione cattolica in economia del principio della carità,non ne conosco le fondamenta ideologiche e i suoi precetti concreti.
Se oltre alle biografie degli esponenti puoi indicarmi anche altri riferimenti sarò lieto di approfondire.
Caro DarioL,
Il Distributismo e' um modello economico fondato da Hilaire Belloc e Gilbert Keith Chesterton, entrambi cattolici, agli inizi degli anni venti come tentativo di dare voce alla Dottrina Sociale della Chiesa.
Pur facendo diretto riferimento alla Dottrina Sociale si rivolge a tutti gli uomini di buona volonta', indipentemente dal loro credo politico e religioso, proponendo la centralita', nell'ambito socio-politico ed economico, di tre principi universali: il bene comune, la sussidiarieta' e la solidarieta'.
Il distributionismo riconosce la centralita' della proprieta' privata e delle libera iniziativa ma non ne fa un bene assoluto, limitandole e mitigandole in funzione del bene comune. Riconosce anche la centralita' della famiglia, come prima cellula della societa', e dei corpi intermedi (associazioni, cooperative, leghe).
In particolare insiste sul concetto che la proprieta' privata, anche dei mezzi di produzione, dovrebbe essere il piu' possibile diffusa e la ricchezza il piu' possibile distribuita, da cui il termine del movimento, all'interno della societa'.
Il distributismo si differenzia dal capitalismo perche' tendenzialmente contrario alla separazione tra capitale e lavoro e all'assolutizzazione della proprieta' privata e della libera iniziativa, e dal socialismo e dal comunismo perche' concepisce lo Stato come un entita' che, sebbene preposta al mantenimento e al rispetto del bene comune, dovrebbe comunque lasciare spazio ove possibile ai corpi intermedi e non occupare funzioni che possono essere svolte dal corpo sociale.
Una sintesi del pensiero distribuzionista si puo' trovare sul sito http://gorpub.freeshell.org/distrib.pdf.
Per un primo orientamento sul distribuzionismo consiglierei anche il libro "Distributist Perspectives: vol 1", IHS Press, 2003 di J Sharpe, che contiente una vasta panoramica sull'argomento.
Le opere forse piu' famose di Belloc sono "The Restoration of Property" e "The Servile State" mentre di Chesterton consiglierei "An Outline of Sanity".
Indispensabile anche la conoscenza delle principali encicliche sociali a partire dalla Rerum Novarum di Leone XIII, la Quadragesimo Anno di Pio XI, la Centesimus Annus e la Laborens Exercens di Giovanni Paolo II.
C. H. Douglas merita un discorso a parte. Anche se non viene classificato come un distributionista puro il suo pensiero viene oggi molto apprezzato come tentativo di risolvere il problema del denaro-debito e offrire una piu' giusta distribuzione delle ricchezze. Agli inizi degli anni venti in Inghilterra fondo' un movimento che si ispirava alla teoria del Credito Sociale, secondo cui il denaro deve essere emesso solo dallo Stato e poi distribuito alla popolazione o utilizzato per opere pubbliche. Una breve introduzione al pensiero di Douglas in relazione al distributismo di puo' trovare sul sito http://www.theuniversityconcourse.com/VIII,1,9-30-2002/Heydorn.htm.
Va' comunque sottolineato ancora una volta che il distributismo non rappresenta in alcun modo il punto di riferimento unico di coloro che si oppongono al signoraggio bancario e che in se' costituisce solo un possibile modello economico alternativo al capitalismo da una parte e al socialismo e comunismo dall'altra, aperto a tutti gli influssi e ai contributi di una sana scienza economica.
San Bernardino
28-01-07, 17:51
Ecco una notizia riportata dall'Ansa il 27 Gennaio:
"MILANO (Reuters) - La Finanziaria 2007 consentirà all'Italia di portare il deficit poco sotto il 3% del Pil, ma :eek: il governo deve ora concentrasi sulla riduzione del debito pubblico e deve proseguire sulla strada delle riforme affrontando il nodo delle pensioni e delle liberalizzazioni.
:eek: Nessun cedimento neanche sull'utilizzo delle maggiori entrate fiscali frutto di una crescita più sostenuta . Questo maggior gettito va destinato ad abbattere il debito e non può essere usato per ridurre le tasse.
Lo ha sostenuto oggi :eek: Lorenzo Bini Smaghi, membro del consiglio esecutivo della Banca centrale europea, in un intervento al Forum Economia e Risparmio organizzato dal Gruppo Bipiemme.
"La manovra di bilancio appena approvata dovrebbe consentire di portare il disavanzo al di sotto del 3% del Pil nel 2007", dice Bini Smaghi. "Questo è un risultato importante, necessario, che dovrebbe consentire di arrestare la tendenza all'aumento del debito: l'emorragia è stata arrestata".
Il governo conta di ridurre il deficit al 2,8% del Pil a fine di quest'anno applicando una manovra finanziaria centrata sul lato delle entrate. Il rientro del deficit sotto la soglia fissata da Maastricht permetterebbe all'Italia di porre fine alla procedura di sorveglianza speciale da parte dell'Unione europea.
:eek: "Un disavanzo appena inferiore al 3% non è però sufficiente per ridurre in modo sistematico il debito pubblico" dice Bini Smaghi, chiedendo nuovi sforzi all'Italia.
"Solo con un avanzo primario dell'ordine del 4% del Pil è possibile ridurre in modo sistematico il debito in rapporto al Pil. Nel 2007 l'avanzo primario è stimato essere solo del 2,2%", nota Bini Smaghi che :eek: chiede all'Italia di attuare interamente gli impegni sottoscritti nel programma di stabilità "che prevede ulteriori interventi strutturali [...] per circa 0,5 punti percentuali di Pil all'anno" fino a raggiungere il pareggio di bilancio e di un avanzo primario al 4% del prodotto.
:eek: Il banchiere ribadisce, poi, la necessità che i proventi fiscali derivanti dalla maggiore crescita vengano usati per ridurre il debito.
Facendo eco a commenti contenuti in un'intervista a La Repubblica di qualche giorno fa, il banchiere dice che "è necessario che eventuali maggiori entrate, derivanti in particolare da una crescita superiore al previsto e dal recupero dell'evasione, siano destinate in larga misura a riduzione del debito".
Gli analisti stimano che nel 2006 lo Stato abbia incassato tra i 30 e i 35 miliardi di euro in più rispetto all'anno precedente dalle entrate fiscali.
:eek: "Se invece i proventi fiscali derivanti dalla maggiore crescita vengono usati per maggiori spese o per ridurre prematuramente il carico fiscale, si mette a repentaglio il processo di risanamento, soprattutto in caso di improvviso rallentamento del ciclo", dice il banchiere centrale, prendendo posizione nel dibattito politico italiano che vede alcuni settori della maggioranza di governo inclini ad allentare il rigore fiscale dopo i buoni risultati del 2006.
:eek: Bini Smaghi invita il governo a continuare gli sforzi riformatori anche sulle pensioni, altro argomento tema di accesa discussione all'interno della maggioranza di governo.
Secondo le proiezioni contenute nel programma di stabilità inviato alla Commissione Ue "da qui al 2040... in Italia... la spesa pubblica relativa alla pensioni aumenta di 3 punti percentuali del Pil se non vengono modificati i parametri previsti dall'attuale sistema. Anche in caso di una modifica, la spesa aumenterebbe di oltre un punto e mezzo percentuale", dice Bini Smaghi.
" :eek: Senza riforma dei sistemi pensionistici per adeguare l'età pensionabile in funzione dell'allungamento della vita, l'aumento dei contributi e delle tasse per finanziare i sistemi pensionistici ricade inevitabilmente sulle nuove generazioni".
:eek: Da ultimo Bini Smaghi chiede al Paese uno sforzo maggiore per liberalizzare i mercati dei servizi e dei prodotti, che sono in Italia "tra i più regolamentati d'Europa".
Commento:
Sono proprio curioso di vedere come Prodi (Goldman Sachs), Padoa Schioppa (gruppo Buildenberg) e Draghi (Goldman Sachs) reagiranno a questa sostanziale intrusione negli affari di politica economica di un paese sovrano da parte di un noto banchiere!
Emetteranno sdegnati un comunicato in cui ribadiranno che la politica economica e' compito del governo democraticamente eletto e non dell'oligarchia bancaria?
Temo invece che qualcuno dovra' informare il Procuratore della Repubblica di Milano, che proprio nello stesso giorno aveva denunciato che tutti i mali della Giustizia italiana vengono dalla carenza di fondi, di rassegnarsi perche' un membro del consiglio esecutivo della Banca centrale europea, banca totalmente privata, ha fissato per il nostro paese altre priorita', cioe' il ripianamento di quel debito che la Banca Centrale Europea, insieme a quella italiana, con il signoraggio bancario ha di fatto causato!
:no: Ecco come la perdita della sovranita' monetaria si trasforma in sudditanza politica, sotto gli occhi di tutti e nell'indifferrenza generale!
Mettere 2 post identici in 2 thread diversi non è una buona abitudine.
Caro DarioL,
C. H. Douglas merita un discorso a parte. Anche se non viene classificato come un distributionista puro il suo pensiero viene oggi molto apprezzato
Da chi? :eek: :rolleyes:
San Bernardino
30-01-07, 11:02
Da chi? :eek: :rolleyes:
Caro Charlie,
Nel tuo messaggio ti chiedi da chi sia considerato rilevante il pensiero di Douglas.
Te lo spiego subito!
il Credito Sociale proposto da Douglas rappresenta un valido modello monetario alternativo a quello corrente.
Douglas, di fronte alla crisi economica degli anni venti e trenta, denuncio' con lucidita' il fatto che il sistema bancario si era di fatto appropriato a proprio vantaggio della sovranita' monetaria imponendo alla comunita' il fardello del denaro-debito.
Con altrettanta lucidita' propose come alternativa il modello del Credito
Sociale, che ebbe notevole seguito soprattutto in Inghilterra.
Il modello del Credito Sociale prevede che lo Stato abbia il monopolio assoluto dell'emissione di nuovo denaro e che parte di tale denaro deve essere distribuito dallo Stato stesso ai cittadini sotto forma appunto di credito sociale, in contrapposizione all'attuale denaro-debito.
Gli eventi della II seconda guerra mondiale, e quelli che seguirono subito dopo, generarono grandi cambiamenti economici e la discussione sul cambiamento del sistema monetario, molto accesa prima della guerra, venne accontanata.
OK! Il pensiero di Douglas rimane quindi di notevole interesse per tutti coloro che non si rassegnano allo schiavismo del denaro-debito imposto dal sistema bancario.
Per coloro i quali invece, come te, si prostrano supini ai dettami dei signori delle banche, magnificandone i benefici per le sorti progressive dell'umanita', capisco che il pensiero di Douglas sia di scarso interesse.
San Bernardino
31-01-07, 15:05
Penso che questo articolo di Biagio Marzio sulla rivista l'Opinione del 3 Aprile 2006 possa fornire dati interessanti su cui riflettere:
Il super potere forte, Goldman Sachs
“L’Europa è in vendita, Goldman sta acquistando”. :eek: La statunitense banca d’affari è, senza ombra di dubbio, il vero centro di potere privato mondiale, che è scesa, ultimamente, più agguerrita che mai per fare shopping in Europa. Fondata nel 1869 a Manhattan, grazie a due immigrati tedeschi: Marcus Goldman e Samuel Sachs, oggi, è una vera forza “imperialista”, col dire di Vladimir Ilic Uljanov detto Lenin.
La Goldman Sachs è una vecchia conoscenza del nostro Paese. Tant’è. :eek: Nel 1992, banchieri, finanzieri e manager italiani, statunitensi e anglo-olandesi si incontrarono sul panfilo della regina Elisabetta, Britannia, e discussero del processo di privatizzazioni. Allora, si stabilì, di fatto, lo smantellamento del capitalismo pubblico italiano a prezzi stracciati. Guarda caso, tra i croceristi eccellenti c’era il finanziere George Soros, super finanziere d’assalto di origini ungheresi ma yankee d’adozione, :eek: a capo del “Quantum fund” (diretta emanazione del gruppo Rothschild) e protagonista di una incredibile serie di crack provocati in svariate nazioni, potendo contare su smisurate liquidità di diversa provenienza a volte ignota e oscura.
:eek: A giugno, Britannia navigava nelle acque del Tirreno e tre mesi dopo, sarà settembre nero. In quel mese, ci fu la svalutazione del 30% della lira, facendo perdere, all’Italia, risorse, pari a 50 miliardi di dollari.
Allora, in Bankitalia, c’erano il governatore Ciampi e il direttore centrale Dini, che fronteggiarono il maxi attacco speculativo nei confronti della lira.
Tanto per cambiare, :eek: l’operazione fu resa perfetta, grazie allo zampino dell’agenzia di rating Moody’s che declassò, senza leggere e scrivere, i Bot. :eek: Chi pagò caramente il crollo della lira, fu il risparmiatore italiano.
:eek: Al che, Bettino Craxi puntò l’indice contro “una quantità di capitali speculativi provenienti sia da operatori finanziari che da gruppi economici”, parlando di “potenti interessi che pare si siano mossi alla scopo di spezzare le maglie dello Sme”, e di un “intreccio di forze e circostanze diverse”. In quel periodo, il governo italiano, che usciva sfiancato finanziariamente dalla svalutazione, avviò il processo di privatizzazione. Come dire, la ciliegina finale. All’evento, la Goldman Sachs non si fece trovare impreparata, visto che ha il dono di trovarsi al momento giusto e al posto giusto, quando in giro c’è profumo di affari. La banca giocò, allora, un ruolo decisivo e, :eek: oggi, corsi e ricorsi storici, sta facendo altrettanto per l’Europa, facendo più private equality e shopping nel settore delle infrastrutture, immobili e tecnologie. Aggiunge al mestiere di banca d’affari, l’attività di “compradores”, ossia rileva pezzi importanti di attività economiche. Si serve per gli acquisti di fondi e/o di strumenti finanziari esterni costituiti ad hoc, accompagnandosi, però, nelle operazioni, ad altri investitori. In questi giorni, :eek: la banca d’affari è impegnata ad acquistare il maggiore operatore portuale inglese, la Associated Britisch Ports, per 4 miliardi. :eek: Prima aveva rilevato per 3,7 miliardi il 51% di una grande fetta immobiliare della catena tedesca Karstadt. Quanto all’Italia, Goldman Sachs è sbarcata da tempo.
Nel 2000, in Italia, fece shopping e business, avendo al fianco il suo fondo Whitehall, nel ramo immobiliare. :eek: Comprò dall’Eni, in via di dismissioni di rami secchi, l’area immobiliare di 300 mila metri quadrati di San Donato Milanese per circa 3000 miliardi di vecchie lire, dove dovevano trasferirsi i locali della Rai di Corso Sempione. Fu il primo grande acquisto immobiliare, ma non l’ultimo. Infatti subito dopo ne fece altri, tra cui gli immobili della Fondazione Cariplo nonché, con un altro big Usa, Morgan Stanely, i patrimoni mattonari di Unin, Ras e Toro. :eek: Sul piano industriale, la Goldman Sachs è presente nel capitale di Pirelli Cavi, mentre, recentemente, ha fatto il suo ingresso nel fondo Management&Capitali di Carlo De Benedetti. :eek: Nel 2001, il neo governatore di Bankitalia, Mario Draghi, quando si dimise da direttore generale del Tesoro e da responsabile delle privatizzazioni, passò armi e bagagli alla vice presidenza della Goldman Sachs International. In quel periodo, la banca d’affari svolse il ruolo di “advisor” di Abn Amro e di Banco di Bilbao: la banca olandese ha comprato l’AntonVeneta e gli spagnoli la Bnl. Inoltre, :eek: nel board di Goldman Sachs ha figurato anche Romano Prodi. Al momento, :eek: Mario Monti è l’unico italiano rimasto nella banca d’affari come consulente. :mmmm: Uomini forti per un potere superforte"
San Bernardino
04-02-07, 23:17
:mmmm: Pongo alla vostra attenzione questo interessante articolo di Francesco Fatica che affronta temi molto scottanti e controversi. Astenendomi da ogni giudizio sarei interessato a sapere cosa ne pensate:
PLUTOCRAZIA. BANCHE E POLITICA
lunedì 13 febbraio 2006
Il potere politico asservito alle Banche centrali. Draghi nuovo Governatore della Banca d’Italia.
Sembrerebbe assurdo, ma è proprio vero: le Banche centrali nazionali, stampano, emettono, controllano la moneta di una nazione, la prestano al governo e ne lucrano interessi. Ma c’è di più; anche se può sembrare incomprensibile, salvo eccezioni molto rare , in tutto il mondo il potere di emettere moneta è nelle mani di società private, che operano in completa autonomia e segretezza, senza dover rendere conto ad alcuno.
TRANNE ECCEZIONI MOLTO RARE, IN TUTTO IL MONDO IL POTERE DI EMETTERE MONETA E’ NELLE MANI DI SOCIETA’ PRIVATE CHE OPERANO IN AUTONOMIA E SEGRETEZZA, AL RIPARO DA CONTROLLI INDISCRETI.
I loro soci realizzano enormi profitti con l’esercizio del “signoraggio”. Il “signoraggio” era in epoche ormai lontane il profitto che gli Stati ricavavano attribuendo alle monete da loro coniate un valore superiore a quello del metallo che contenevano. E finché si trattava di metalli preziosi il costo di una moneta era pur rilevante , per cui il “signoraggio” non era poi così considerevole com’è oggi, cioè la differenza tra il costo della carta e della stampa e il valore nominale del biglietto di banca che si voglia prendere in esame; ma non basta, i soci privati continuano a chiedere agli Stati - e gli Stati continuano inspiegabilmente a pagare - gli interessi sulle somme che figurano prestate dalle banche per aver fornito dei biglietti stampati.
L’assurdo si può spiegare tornando a molti anni addietro, quando la moneta aveva una copertura di garanzia in oro, che la Banca, almeno nominalmente avrebbe corrisposto al portatore del biglietto di banca. Ma oggi, essendo stata abolita la copertura di garanzia in oro, e quindi venuta meno la convertibilità in oro, le banconote sono moneta “a corso forzoso” e pertanto non traducibile in ugual valore di preziosi; ciononostante le banche continuano a considerare la moneta emessa come loro legittima proprietà, e pretendono di incassarne gli interessi (chiamati con un eufemismo “tasso di sconto”).
Hanno scritto Giacinto Auriti e Agostino Sanfratello:
La banca tosa quindi due volte la comunità nazionale della sua “lana”, del “suo valore monetario”: la prima perché la espropria di tutto il suo ammontare, “prestandoglielo”; la seconda perché la “indebita “stabilmente del suo ammontare e dei suoi interessi.
La Banca Centrale Europea: BCE
Analogamente si è fondata la Banca Centrale Europea, di cui le singole banche nazionali dei Paesi membri sono divenute articolazioni in base al trattato di Maastricht. Questo trattato però si limita a considerare solo l’emissione della moneta senza trattare del diritto di proprietà dell’euro né di come questo diritto debba essere attribuito. E’ ovvio quindi che l’euro ha il valore nominale convenuto soltanto per effetto dell’accettazione da parte dei governi e delle collettività.
Anche in Europa quindi la finanza e l’economia vengono prima della politica.
All’epoca firmatari per l’Italia furono il ministro degli Esteri Gianni De Michelis ed :eek: il ministro del Tesoro Guido Carli (già governatore di Bankitalia), con il mandato del Gran Maestro Francesco Cossiga, Presidente della Repubblica, e di Giulio Andreotti , Presidente del Consiglio.
Va rilevato per maggior chiarezza che prestando denaro all’atto dell’emissione significa imporre un costo del denaro del 200 per cento ( variabile col “tasso di sconto”) con conseguente indebitamento degli europei verso la BCE pari al doppio di tutto l’euro in circolazione.
Nel solo 2002 la BCE ha sottratto agli europei dei Paesi aderenti ben 7.000 miliardi di euro, corrispondenti alla differenza (signoraggio) tra il valore nominale delle banconote ed il costo di stampa delle stesse, gravato dell’interesse.
Se appena ci riflettiamo, non ci sarà nessuno che potrà credere che i nostri politici siano così incapaci o stupidi da non rendersi conto dell’enormità di questa rapina. Dunque dovremmo pensare che per una qualche segreta ed incomprensibile (?) ragione abbiano dovuto accettare questo stato di cose.
Tutto ciò meriterebbe un discorso a parte; per ora ci limiteremo a constatare che il primo passo verso l’unificazione europea fu molto significativamente soltanto un grosso, enorme affare finanziario.
Nazionalizzazioni delle Banche centrali
E’ pur vero che nel 1946 in Gran Bretagna la Bank of England fu formalmente nazionalizzata e lo stesso avvenne in Francia con la Banque de France, ma entrambe continuarono ad essere di fatto dominate dagli antichi patrons. :eek: In Francia Mayer, il vero capo della banca Rothschilds, fu per lunghi anni ministro e anche Primo Ministro. :eek: Più tardi De Gaulle nominò Primo Ministro George Pompidou, che era il direttore della Banca Rothschilds.
:eek: Nel 1937 la sovranità monetaria fu restituita allo Stato tedesco con la nazionalizzazione della Reichsbank. Si produsse un notevole successo economico, ma essendo un fatto avverso al sistema finanziario internazionale da molti perspicacemente si pensa che fu la prima causa della rovina di Hitler, poiché: «Se gli fosse stato permesso di completarlo, altre nazioni avrebbero certo seguito il suo esempio…». ( Generale britannico John Frederick Charles Fuller, A military History of the Western World, Minerva Press, London, 1956).
:eek: L’Italia consegnata alla grande finanza internazionale
La Banca d’Italia non si poteva considerare un’azienda privata, in quanto era proprietà di banche IRI, come il Credito Italiano, la Banca Commerciale, Queste banche furono “privatizzate”; in effetti furono svendute alla cupola usuraia di Wall Street, e la fraudolenta vicenda va raccontata con qualche particolare degno di ricordo.
:eek: Il governo Amato nel 1992 si affidò alle tre maggiori banche d’affari di Wall Street, come consulenti internazionali delle privatizzazioni: Goldman Sachs, Merril Lynch, Salomon Brothers, ben conosciute come i veri centri del potere finanziario e politico statunitense. :eek: Amato e Prodi avevano proclamato a destra e a sinistra che le privatizzazioni, tra gli altri vantaggi, avrebbero consentito la moltiplicazione e la differenziazione dei centri del potere economico. Non è da credere che i due cervelloni non sapessero in anticipo in quali mani saremmo caduti.
:eek: All’epoca Draghi, che per 10 anni è stato direttore generale del ministero del Tesoro (dal 1991 al 2001) fu considerato l’artefice delle privatizzazioni ed è ritenuto uno dei più validi sostegni dei poteri forti durante la spoliazione del patrimonio nazionale tanto che in seguito divenne il numero due della Goldman Sachs e risiedeva a Londra, fatto questo indicativo dei suoi rapporti con la City.
:eek: E proprio la Goldman Sachs ha svolto un ruolo importante nella speculazione sulla svalutazione della lira del 1992,.necessaria premessa per consentire l’acquisto delle imprese da privatizzare a prezzi stracciati. Autore della relativa tempesta valutaria fu George Soros, l’agente dei banchieri internazionali amico personale e cliente di Romano Prodi.
:eek: Governatore di Bankitalia era all’epoca Carlo Azeglio Ciampi che bruciò 48 miliardi di dollari per difendere inutilmente la lira che perse il 30% del suo valore. :eek: Nonostante la brutta figura - o forse non fu ritenuta tale dai nuovi poteri forti - fu poi eletto Presidente della Repubblica.
Draghi nuovo Governatore della Banca d’Italia.
:eek: Draghi ha ottenuto l’incarico di vicepresidente operativo per l’Europa della Goldman Sachs, tuttavia a nessuno dei politici italiani è venuto in mente che esiste un evidente conflitto di interessi con la carica di Governatore della Banca d’Italia; non se n’è accorto neanche chi l’ha nominato, E’ evidente a chiunque che la nomina non può non far piacere alla “Cupola usuraia “ di Wall Street ed in particolare ai nuovi padroni delle Banche privatizzate.
Sui giornali italiani c’è stato un coro conformistico di consensi, sia a destra che a sinistra; il Wall Street Journal ci spiega che mister Draghi dovrà “fare ordine nella confusione ereditata da Antonio Fazio” - ma non ci parla di Fiorani, Gnutti e soci, amici di noti uomini di sinistra – a loro preme stigmatizzare il fatto che ”Fazio ha sempre tentato di bloccare gli investitori stranieri”. E viene pertanto il sospetto - starei per dire la certezza - che a tutto l’inghippo non sia stato estraneo lo zampino di Wall Street.
:eek: I finanzieri esteri guardano alle banche italiane come a un obiettivo molto attraente per l’alta propensione al risparmio dei correntisti italiani, ma erano trattenuti dalla politica considerata protezionistica di Fazio.
:eek: Abbiamo quindi l’uomo giusto al posto giusto per consegnare le banche italiane alla grande finanza internazionale.
Dalla proverbiale padella nella brace: pur essendo sfuggiti alla banda Fiorani & C., non per questo si sentiranno più sicuri i piccoli risparmiatori italiani.
Il sistema bancario nazionale
Molti pensano che una banca rastrelli la ricchezza dei risparmiatori, a cui largisce un basso interesse, per poi prestarlo ad interesse più alto, ricavandone un utile proporzionato, ma nel contempo svolgendo anche un’opera sociale fornendo capitali agli operatori economici che ne hanno bisogno
Non è così. Le banche contano sul fatto che non tutti i risparmiatori contemporaneamente pretendano di ritirare i loro depositi e quindi prestano, fino a circa 10 volte il capitale rastrellato dai risparmiatori, così creando moneta fasulla: “moneta virtuale”. Si fa cioè circolare caricandolo di interessi ciò che non c’è. Ecco perché nella maggior parte dei paesi in cui operano le banche, ci sono regole o leggi che permettono ad un istituto bancario di chiudere i battenti se troppi risparmiatori esigono tutti insieme i loro soldi.
In estrema sintesi, la banca crea denaro dal nulla, scrivendo solo cifre sullo schermo di un computer, ma pretende pagamenti puntuali su denaro che non esiste ed è pronta a prendere l’auto, la casa ed altri beni reali, che esistono, in caso di mancato pagamento.
Ripercussioni sul sistema politico
Un tale sistema monetario non può essere poi così ermeticamente clandestino che non mostri i suoi macroscopici difetti sul piano morale, sociale e politico ai politicanti di ogni Paese. Bisogna arguirne dunque che abili politicanti abbiano trovato il modo di ottenere finanziamenti per i loro costosissimi partiti. Tanti altri tacciono per la concreta paura di venire schiacciati da un potere finanziario troppo forte per poter essere combattuto. D’altro canto i finanzieri d’assalto delle grandi e piccole società finanziarie sono molto propensi a mettere il naso nella politica. Basti ricordare, come fa Into Azzali sul N° 14, Anno IV, di “Historica Nuova” un’affermazione divenuta famosa, di Meyer Amschel Rothschild, artefice delle fortune del grande gruppo bancario internazionale Rothschild:
:eek: “Mi si consenta di emettere e controllare la moneta di una Nazione e non mi preoccuperò affatto di chi ne emana le leggi”.
:eek: Joaquin Bochaca nel suo “ La finanza y el poder” (Ediz. Bausp, 1979, Barcellona) descrive la dipendenza dei presidenti americani, eletti a suffragio universale, dal grande potere finanziario chiamato “the Establishment”, il governo invisibile, o “the Power Elite”. Ed è ovvio che sia così, basti pensare ai costi iperbolici di una campagna elettorale per i presidenti degli States.
Ma non si tratta soltanto dei presidenti degli Stati Uniti, il potere finanziario può influire, come aveva previsto Rotschild, sulle maggioranze e quindi sul governo di un qualsiasi Paese che accetti un moderno sistema democratico; infatti partiti, campagne elettorali, mass media, sindacati e altre organizzazioni parallele, come circoli culturali, organizzazioni settoriali, convegni, congressi ecc. comportano spese sempre più crescenti per tenersi al livello degli exploit degli avversari concorrenti. Così la democrazia , o meglio l’attuale sistema democratico, essendo influenzabile dai finanziamenti, dipende da chi può gareggiare in larghezza di mezzi.
:eek: A questo punto non è difficile capire come ormai tanti governi siano asserviti al grosso potere finanziario di Wall Street, il governo mondiale invisibile. E si capisce anche perché si reputi necessario aprire continui focolai di guerra per esportare ed imporre la “democrazia”, anzi il sistema democratico.
La democrazia dovrebbe essere un’altra cosa.
Bankitalia: Quis custodiet custodes ?
Dallo Stato, unico titolare della vigilanza, è stato delegato da più di cinquantotto anni alla Banca d’Italia il compito di sorvegliare il corretto comportamento delle altre banche e degli istituti di credito operanti sul territorio nazionale; ma nessun politicante sembra essersi accorto del conflitto di interessi in atto, dato che nella banca centrale sono associate le banche private che dovrebbero essere controllate dalla stessa Banca d’Italia . Si ripete un vecchio vizio che affliggeva la comunità fin dall’epoca dei Romani: “Quis custodiet custodes?” Ne fu artefice Luigi Einaudi celebrato governatore della Banca d’Italia, nonché parlamentare della Consulta e pure della Costituente, e ministro delle Finanze e del Tesoro.. Nel 1947 un apposito decreto sancì “la compatibilità tra la carica di ministro e quella di governatore della Banca d’Italia”.
.
Ma non è l’unica concessione a Bankitalia
Nel luglio del 1961 il ministro del Tesoro Beniamino Andreatta liberò Bankitalia dall’obbligo di acquistare Titoli di Stato non piazzati sul mercato secondario.
:eek: Il ministro del tesoro Guido Carli, già governatore della Banca d’Italia, fece approvare la legge N° 82 del 7 febbraio 1992 con cui si concesse al governatore della Banca Centrale il potere di modificare il tasso di sconto senza più doversi consultare con il ministro del Tesoro.
Quale può essere la giustificazione del consenso da parte dei politici?
Il potere mondiale ai banchieri internazionali
Ma non dobbiamo dimenticare che le Banche Centrali di ogni Paese, se non sono già in mano alla grande finanza multinazionale, possono rapidamente essere conquistate con manovre più o meno simili a quanto accaduto con l’assalto a Bankitalia.
E vale la pena di fare una semplice considerazione: l’elezione del dott. Ciampi a Presidente della Repubblica è stata un’operazione rapida e concorde, riuscita alla prima votazione, eppure Ciampi, che ora interloquisce, viaggia e si esibisce, entra nelle case degli italiani attraverso i media che gli hanno costruito una certa popolarità, allora era sconosciuto ai più; non aveva certo né la personalità, né l’immagine che gli è stata cucita addosso. :eek: Di lui si poteva dire soltanto che era il governatore di Bankitalia, dunque dietro la sua elezione plebiscitaria si poteva intuire la presenza di poteri forti che riuscivano a mettere rapidamente d’accordo gli schieramenti del Parlamento italiano. Eppure Carlo Azeglio Ciampi, come abbiamo visto, bruciando 48 miliardi di dollari delle riserve valutarie, in difesa della lira, non aveva certo brillato ottenendo l’effetto sperato. :eek: Addirittura, come ha scritto Into Azzali su”Historica nuova”, già citata, non era mancato chi aveva scritto che quella forte svalutazione della lira non sarebbe stato un incidente di percorso, ma “una intenzionale operazione diretta a favorire l’ingresso in Italia di cospicui capitali stranieri, orientati all’acquisto a prezzi stracciati delle imprese a partecipazione statale in via di privatizzazione”.
Francesco Fatica
fonte: www.altermedia.info
Il super potere forte, Goldman Sachs
Vado subito a comprare azioni della Goldman Sachs....... :)
In quel periodo, la banca d’affari svolse il ruolo di “advisor” di Abn Amro e di Banco di Bilbao: la banca olandese ha comprato l’AntonVeneta e gli spagnoli la Bnl.
Veramente la BNL è stata acquistata da BNP Paribas; se le vogliamo sparare spariamole bene..........
Un'unica domanda al Santo: chi è Fatica? :rolleyes:
Citi sempre gente sconosciuta come se fossero premi Nobel per l'economia....:rolleyes:
Trovato: è uno che scrive su ilduce.net e italiarsi o qualcosa del genere...:rolleyes:
Giusto per inquadrare il filone.
Economista? No, of course. :rolleyes:
Questo thread è iniziato male e si è concluso peggio.
Affori1nice
05-02-07, 11:18
Viviamo in un regime psichiatrico.
(me l'ha detto topolino).
Andrea4891
05-02-07, 11:52
e mi son fatto un'idea:
la colpa è degli Ebrei
ho indovinato??
che dite ? anche dei Massoni ??
... era sottinteso :o :o
:yes: :yes: forse anche della Democrazia OK!
ma davvero siete così ottusi da non aver ancora capito che quelle proposte dal Santo sono "solide tesi inespugnabili" :mmmm: :confused:
Il problema principale secondo me è che si citano sempre fonti che NON SANNO NULLA DI ECONOMIA.
Utilizzano il discorso sul signoraggio, la plutocrazia e quant'altro solamente per dare supporto a TESI POLITICHE.
Qui si dovrebbe discutere di macroeconomia, non di politica.
Charlie
Affori1nice
05-02-07, 13:55
http://www.finanzaonline.com/forum/archive/index.php/t-581750.html
Il problema è che in un forum di macro la cultura economica è ora più ora meno liberale, e ne patiamo le conseguenze rispondendo a tutti, nel link postato c'è una delle precedenti discussioni sul signor Aggio &Co. Se ne evince chiaramente che a fronte di un pensiero economico coerente i signoraggisti hanno ritenuto opportuno mutare la propria "tecnica" argomentativa: Non espongono più concretamente le conseguenze della loro tesi, si guardano bene dal parlare di una rotativa in funzione nelle mani della politica per pagare le spese dello stato...tutte cose palesemente comiche non fossimo in un forum di macro a fingere di ritenerle credibili.
Dividono l'argomento signoraggio dalla economia alla walt Disney e ottengono doppia attenzione...chi fra noi non si è mai chiesto chi comanda davvero? Solo con l'equilibrio che nasce dall'esperienza si comprende che il potere è una variabile come un'altra...ma il fumettone anzi il feuilleton con il cattivo nell'ombra è sempre più venduto da che io ricordi...
Dimenticavo la firma: G.O.d.I. Loggia n.5 di Milano. :eek: :no:
oppure meglio: Mordecai Brezinski.
San Bernardino
05-02-07, 15:18
Cari colleghi di thread,
vi ringrazio per le vostra colorite risposte. So benissimo chi e' Fatica e, pur non condividendo tutte le sue posizioni, ho voluto lo stesso proporre alla nostra attenzione il suo intervento per le molte cose interessanti che dice ed anche per sondare il vostro livello di ottusa faziosita'.
Ero sicuro che, come al solito, avreste omesso di dare alcuna risposta nel merito, svalutando e diffamando la persona in quanto dichiaratamente e notoriamente non allineata con la vostra visione delle cose.
Complimenti!
Non mi avete deluso!
Interessante anche il vostro strano sillogismo per cui chi si occupa di economia puo' interessarsi alla politica senza neanche essere eletto(vedi Ciampi) ma chi si occupa di politica non puo' interessarsi di economia (praticamente la maggior parte dei politici italiani, Fatica incluso).
E poi vi lamentate che ci sia qualcuno che si fa venire qualche dubbio sull'esistenza di una sistema plutocratico!
Attendo sempre, certamente da qualcun'altro, risposte concrete e sostanziose.
Intendiamoci: preferisco interloquire con una persona in qualche modo "reale" e partecipativa come te, discutendo nel merito LE TUE IDEE, piuttosto che disquisire sulle teorie bislacche di un illustre sconosciuto.
Che replica potrei dare ad un'accozzaglia spaventosa di inesattezze ed errori clamorosi, che si basano sul nulla? Mi sembra che non ci siano proprio le basi per discutere, parlano un'altra lingua, sono teorie infondate e più volte confutate nel merito.
Vuoi parlare di macroeconomia ed esporci qualche teoria sensata e organicamente coerente, o vogliamo continuare a citare gente sconosciuta prendendo per oro colato quello che dicono? E che diamine, noi stessi ti abbiamo fornito autori CREDIBILI che hanno teorie simili alla tua (uno su tutti Von Mises) da cui prendere spunto, diciamo che ti abbiamo fatto un favore :D e tu continui a proporci gente impresentabile (da un punto di vista economico, si intende) che di economia non conosce neanche le basi.
Se questo Fatica ha qualcosa da dire, venga a scrivere qui, saremo felici di discutere con lui delle sue teorie. Come abbiamo fatto con te.
Ma per favore basta, con questi carneadi, cerca di dare consistenza alla discussione. Che viviamo in una società dominata dal dio denaro non c'è bisogno che venga Fatiga o Aurighi a dircelo. Non cogli il punto fondamentale, ti disperdi dietro improbabili feticci.
Charlie
cito dal tuo amico Fatica:
"E vale la pena di fare una semplice considerazione: l’elezione del dott. Ciampi a Presidente della Repubblica è stata un’operazione rapida e concorde, riuscita alla prima votazione, eppure Ciampi, che ora interloquisce, viaggia e si esibisce, entra nelle case degli italiani attraverso i media che gli hanno costruito una certa popolarità, allora era sconosciuto ai più; non aveva certo né la personalità, né l’immagine che gli è stata cucita addosso. Di lui si poteva dire soltanto che era il governatore di Bankitalia, dunque dietro la sua elezione plebiscitaria si poteva intuire la presenza di poteri forti che riuscivano a mettere rapidamente d’accordo gli schieramenti del Parlamento italiano."
Bocciato in storia contemporanea: Ciampi diventò Presidente del Consiglio nella primavera del 1993 succedendo ad Amato, fino al maggio 1994. Dal 1996 divenne ministro del Tesoro di Prodi e D'alema poi, fino al 2001 quando venne eletto Presidente della Repubblica con ampio consenso bipartisan.
Quindi NON ERA SCONOSCIUTO AL PUBBLICO
Ed è stato uno dei migliori presidenti della Repubblica Italiana.
In quanto ai "media che gli hanno dato popolarità" scusa ma tra una dichiarazione del Presidente della Repubblica italiana, chiunque esso sia, e una dichiarazione farneticante sul signoraggio di Fatica o Auriti o qualunque altro sconosciuto, a chi dovrebbero dare rilievo i media? :D :D :D
Charlie :rolleyes:
San Bernardino
05-02-07, 17:50
cito dal tuo amico Fatica:
"E vale la pena di fare una semplice considerazione: l’elezione del dott. Ciampi a Presidente della Repubblica è stata un’operazione rapida e concorde, riuscita alla prima votazione, eppure Ciampi, che ora interloquisce, viaggia e si esibisce, entra nelle case degli italiani attraverso i media che gli hanno costruito una certa popolarità, allora era sconosciuto ai più; non aveva certo né la personalità, né l’immagine che gli è stata cucita addosso. Di lui si poteva dire soltanto che era il governatore di Bankitalia, dunque dietro la sua elezione plebiscitaria si poteva intuire la presenza di poteri forti che riuscivano a mettere rapidamente d’accordo gli schieramenti del Parlamento italiano."
Bocciato in storia contemporanea: Ciampi diventò Presidente del Consiglio nella primavera del 1993 succedendo ad Amato, fino al maggio 1994. Dal 1996 divenne ministro del Tesoro di Prodi e D'alema poi, fino al 2001 quando venne eletto Presidente della Repubblica con ampio consenso bipartisan.
Quindi NON ERA SCONOSCIUTO AL PUBBLICO
Ed è stato uno dei migliori presidenti della Repubblica Italiana.
In quanto ai "media che gli hanno dato popolarità" scusa ma tra una dichiarazione del Presidente della Repubblica italiana, chiunque esso sia, e una dichiarazione farneticante sul signoraggio di Fatica o Auriti o qualunque altro sconosciuto, a chi dovrebbero dare rilievo i media? :D :D :D
Charlie :rolleyes:
Caro Charlie,
a parte che Fatica non e' un mio amico e non capisco se questa insinuazione derivi dal fatto che tu consideri degni di attenzione solo gli amici e non le persone che hanno qualcosa di interessante da dire,
ecco un breve estratto da Wikipedia relativo alla biografia di Ciampi:
"Nel 1960 fu chiamato all'amministrazione centrale di cui nel 1970 assunse la direzione. Nel 1973 diventò segretario generale, vice direttore generale nel 1976 e direttore generale nel 1978. :eek: Nell'ottobre del 1979 fu nominato Governatore della Banca d'Italia e Presidente dell'Ufficio Italiano dei Cambi, posizioni che ricoprì fino al 1993.
:eek: Il 2 giugno del 1992 partecipa in qualità di Governatore della Banca d'Italia ad un incontro sulla nave inglese Britannia, panfilo di Elisabetta II, in cui vengono illustrati i piani di privatizzazione delle industrie statali italiane ad alcuni dei maggiori personaggi della finanza mondiale. Si tratta di un episodio dibattuto e controverso, che portò anche ad alcune interrogazioni parlamentari in merito e che coinvolse futuri esponenti di Governo nonché alcuni rappresentanti dei vertici industriali italiani[citazione necessaria].
:eek: Partecipò anche l'attuale governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, all'epoca appartenente al Ministero del Tesoro, il quale rendendosi conto della delicatezza dell'episodio preferì non salpare verso le acque internazionali e pronunciare il suo discorso mentre l'imbarcazione è ancora ancorata a Civitavecchia[citazione necessaria]. Vi è chi ritiene tale incontro come la sede di decisione della svendita del patrimonio pubblico ai privati, a condizioni agevolate o sottocosto[citazione necessaria].
:eek: Dall'aprile 1993 al maggio 1994 fu il primo ministro di un governo tecnico di transizione, il primo Presidente del Consiglio non parlamentare della storia della Repubblica. Non sono mancate anche in tal senso minoritarie polemiche[citazione necessaria], trattandosi del primo banchiere centrale a divenire Premier nel mondo e soprattutto non avendo mai ricoperto cariche elettive, visto che sia l'incarico di Primo Ministro che quello successivo di Presidente della Repubblica arrivarono per nomina politica.
:eek: Nel giugno 1994 fu chiamato a ricoprire la carica di vice-Presidente della Banca dei Regolamenti Internazionali ([1]), ruolo che detenne fino al maggio 1996.
:eek: In seguito è stato Ministro del Tesoro (dall'aprile 1996 al maggio 1999) nei governi Prodi I e D'Alema I. In questo periodo, la sua opera è stata caratterizzata dal contenimento dell'enorme debito pubblico italiano in vista del rispetto dei parametri imposti nel Trattato di Maastricht, per garantire l'accesso dell'Italia alla moneta unica europea.
È autore di alcuni libri, tra i quali si ricordano: Considerazioni Finali del Governatore della Banca d'Italia dal 1979 al 1993 (finito di stampare nel 1994); Sfida alla disoccupazione: promuovere la competitività europea e Un metodo per governare, entrambi del 1996.
[modifica] Presidente della Repubblica
:eek: Il 13 maggio 1999 è stato eletto alla prima votazione, con larga maggioranza (707 voti su 1010), decimo presidente della Repubblica. In questa veste, egli ha cercato di trasmettere agli italiani quel patriottico sentimento nazionale che deriva dalle imprese del Risorgimento e della Resistenza e che si manifesta nell'Inno di Mameli e nella bandiera tricolore.
Rimanendo sempre, perciò, una delle figure nelle quali gli italiani riponevano la loro fiducia, ha superato tutte le intemperie del quinquennio 2001-2006, rafforzando con la sua figura istituzionale lo stesso ruolo del Presidente della Repubblica.
Ha ricevuto, nel 2005, il premio Carlomagno dalla città tedesca di Aachen per il suo impegno volto a garantire l'idea di Europa unita e pacifica; sempre nel 2005, ha anche ricevuto ad honorem il David di Donatello per la sua volontà di rilanciare il cinema italiano.
:eek: In un intervento al Parlamento Europeo è stato vivacemente contestato da alcuni europarlamentari della Lega, tra cui Mario Borghezio, scontenti per l'ingresso dell'Italia nella Moneta Comune Europea, l'Euro, citato nel discorso del Presidente della Repubblica.
Durante il settennato Ciampi e Signora hanno posto la loro residenza presso il palazzo del Quirinale.
La consorte del Presidente, come raramente accadde in passato, è stata spesso presente agli incontri che il marito ebbe in Italia ed all'estero; "donna Franca", come è stata chiamata, ha fatto alcune dichiarazioni "fuori dal protocollo": hanno fatto discutere le sue esternazioni riguardo la "tv deficiente" e riguardo la bontà e l'affetto dei napoletani ("La gente del sud è più buona e intelligente").
Da più parti a Ciampi è stato chiesto di rimanere Capo dello Stato per un secondo mandato ma egli, seppur lusingato, ha escluso l'ipotesi di un Ciampi bis al Quirinale. Sia il centro destra, sia il centro sinistra, lo hanno più volte ringraziato per il suo operato super partes e come garante istituzionale.
Il 10 febbraio 2006 ha tenuto in diretta mondiale il discorso di apertura dell'olimpiade invernale di Torino
Il 3 maggio 2006 con una nota ufficiale dal Quirinale Ciampi ha confermato la sua indisponibilità ad un settennato-bis: i motivi che l'hanno spinto a questa decisione sono l'età avanzata e la convinzione che "il rinnovo di un mandato lungo, quale è quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato". In effetti, è stato osservato che nessun Presidente della Repubblica è mai stato investito di un secondo mandato.
[modifica] Senatore a vita
Ciampi si è dimesso il 15 maggio 2006, stesso giorno in cui il suo successore Giorgio Napolitano ha prestato giuramento. :eek: Il suo primo atto da senatore a vita è stato quello di votare la fiducia al secondo governo Prodi, esprimendosi favorevolmente riguardo al nuovo esecutivo. Ciò ha provocato il disappunto, manifestato con fischi e grida, durante la votazione, di numerosi esponenti della Casa delle Libertà, che avrebbero preferito una sua astensione.
:eek: Un mese dopo le sue dimissioni ha annunciato che avrebbe votato no al referendum confermativo sulle riforme istituzionali, motivando questa scelta in coerenza con il suo costante impegno a difesa della Costituzione: tale posizione è stata criticata dal centro destra ed apprezzata dal centro sinistra e dalla quasi totalità dei costituzionalisti"
KO! Da cio' si evince che un signore che in vita sua ha fatto il Governatore della Banca d'Italia, senza alcuna investitura popolare, dopo aver partecipato al meeting sullo yacht Britannia (1992), da un giorno all'altro diventa primo ministro (1992) per terminare la sua carriera come Presidente della Repubblica (1999-2006) ed influire in maniera determinante come senatore a vita sulla vita politica della nazione (2006).
KO! Non c'e' che dire! Chi gestisce l'economia sembra avere tutti i requisiti per gestire la politica al di la' e sopra ogni mandato democratico!
klaus_roma
05-02-07, 18:06
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[modifica] Presidente della Repubblica
:eek: Il 13 maggio 1999 è stato eletto alla prima votazione, con larga maggioranza (707 voti su 1010), decimo presidente della Repubblica..
Vorresti affermare che 707 deputati lo hanno eletto dietro le spinte di quelli della Goldman Sachs?
P.S. hai una carriera come scrittore di libri gialli ... garantito! OK!
Vorresti affermare che 707 deputati lo hanno eletto dietro le spinte di quelli della Goldman Sachs?
P.S. hai una carriera come scrittore di libri gialli ... garantito! OK!
Dammi il numero della GS. Possibile che paghino tutti tranne me? :angry: :angry: :wall: :wall: :wall:
1 euro a post e sarei ricco :D
Charlie :rolleyes:
P.S.:Purtroppo per lui non ha alcun futuro come scrittore di libri gialli. Lui si limita al copia & incolla, i libri gialli complottisti li scrivono altri (e abbiamo pure detto chi)
E ci guadagnano pure tanti soldi , di polli in circolazione disposti a bersi queste panzane ce ne sono tanti.
klaus_roma
05-02-07, 18:34
Poi non ho capito perche' la Goldman Sachs.
Citigroup capitalizza 3 volte di piu'
HSBC capitalizza il doppio
Pure Unicredit e Intesa SanPaolo praticamente capitalizzano uguale (70mld contro 90)
I veri motivi per cui le banche guadagnano tanto sono
1) danno un servizio alle imprese, le quali sono contenti di pagarlo
2) un sacco di gente (imprenditori, ma di piu' le masse) e' ignorante e si fa un po' infinocchiare
E questo col signoraggio non c'entra nulla ... cosi' va il mondo .. dal paleolitico ad oggi
Andrea4891
05-02-07, 18:35
Intendiamoci: preferisco interloquire con una persona in qualche modo "reale" e partecipativa come te, discutendo nel merito LE TUE IDEE, piuttosto che disquisire sulle teorie bislacche di un illustre sconosciuto.
Che replica potrei dare ad un'accozzaglia spaventosa di inesattezze ed errori clamorosi, che si basano sul nulla? Mi sembra che non ci siano proprio le basi per discutere, parlano un'altra lingua, sono teorie infondate e più volte confutate nel merito.
Vuoi parlare di macroeconomia ed esporci qualche teoria sensata e organicamente coerente, o vogliamo continuare a citare gente sconosciuta prendendo per oro colato quello che dicono? E che diamine, noi stessi ti abbiamo fornito autori CREDIBILI che hanno teorie simili alla tua (uno su tutti Von Mises) da cui prendere spunto, diciamo che ti abbiamo fatto un favore :D e tu continui a proporci gente impresentabile (da un punto di vista economico, si intende) che di economia non conosce neanche le basi.
Se questo Fatica ha qualcosa da dire, venga a scrivere qui, saremo felici di discutere con lui delle sue teorie. Come abbiamo fatto con te.
Ma per favore basta, con questi carneadi, cerca di dare consistenza alla discussione. Che viviamo in una società dominata dal dio denaro non c'è bisogno che venga Fatiga o Aurighi a dircelo. Non cogli il punto fondamentale, ti disperdi dietro improbabili feticci.
Charlie
paragonare le teorie di San Bernardino e ispiratori a quelle di von Mises e della scuola di Vienna mi sembra confondere il platino con la stagnola colorata delle uova di Pasqua
forse hai letto troppo San e/o troppo poco Mises
:eek: In un intervento al Parlamento Europeo è stato vivacemente contestato da alcuni europarlamentari della Lega, tra cui Mario Borghezio, scontenti per l'ingresso dell'Italia nella Moneta Comune Europea, l'Euro, citato nel discorso del Presidente della Repubblica.
Questo è un titolo di merito............ OK!
Qual è il vero modello economico nel mondo di oggi?
Il capitalismo viene definito come un sistema economico e sociale in cui il capitale privato viene investito in attività economiche, stabilendo una separazione fra chi possiede i mezzi di produzione e chi offre la propria manodopera. Le caratteristiche essenziali sarebbero la libertà economica, la competitività e il libero mercato. Ma oggi nel mondo prevale davvero un modello con tali caratteristiche? Forse sarebbe più esatto sostenere che esistono più "capitalismi". Ne possiamo distinguere almeno due tipi: un tipo di capitalismo che chiameremo "teorico" e un altro definito capitalismo selvaggio o dei compari. Il capitalismo teorico coincide con la definizione classica del capitalismo quale sistema basato sull'imprenditoria privata. Il secondo tipo è stato definito "capitalismo dei compari" dall'economista Premio Nobel Joseph Stigliz[1], in riferimento al gruppo di imprese statunitensi che si appropriano delle risorse del paese e intascano grossi profitti. Le grandi imprese americane ricevono dal governo enormi somme, attraverso il Corporate Welfare. Spiega Stigliz:
Gli imprenditori generalmente sono contrari ai sussidi, tranne che per se stessi... il cosiddetto Corporate Welfare sembra quasi un omaggio delle abbondanti risorse del nostro paese. Le società minerarie, per esempio, possono sfruttare queste risorse praticamente per niente. Quando, nei primi anni dell'amministrazione cercammo di farle pagare, fummo messi in minoranza... Fino al 1993 avevamo concesso a titolo gratuito l'utilizzo delle nostre frequenze e le emittenti televisive e radiofoniche del paese, i magnati dei media, avevano costruito così le loro fortune. I progressi compiuti dalla teoria economica avevano dimostrato che era possibile indire delle gare di appalto e incamerare a nome e per conto dei cittadini americani il valore di queste risorse che appartenevano loro di diritto... Raggiungemmo un accordo con il capogruppo dei repubblicani al senato, Robert Dole, per introdurre una tassa a carico delle emittenti televisive per l'uso dello spettro e per un breve periodo sembrò che la cosa potesse andare in porto. Ma alla fine, la reazione dei media contro questo progetto riuscì a soffocarlo.[2]
L'élite americana del capitalismo selvaggio riceve sussidi dallo Stato, oppure, grazie alle loro lobby, ottiene sconti fiscali per milioni di dollari.
Questo tipo di capitalismo grava su tutti i cittadini, in quanto le ricchezze dell'élite dominante sono pagate dai cittadini.
Il capitalismo selvaggio o dei compari viene sostenuto dai governi americani in tutti i settori. Ad esempio, la guerra per il petrolio dell'Iraq è pagata dai contribuenti americani, ma i vantaggi dell'appropriazione dei pozzi petroliferi vanno alle grandi società petrolifere private come la General Electric e la Halliburton. Anche la ricerca scientifica negli Usa è spesso sovvenzionata con denaro pubblico, ma quando i ricercatori raggiungono un importante risultato, i capitalisti selvaggi possono brevettarlo e ottenere profitti privati da un investimento pubblico.
Nel capitalismo teorico c'è libertà imprenditoriale (basta avere il capitale) e l'imprenditore persegue il benessere materiale della propria famiglia e di riflesso anche della società. Nel capitalismo dei compari, invece, non c'è un obiettivo di benessere sociale, ma soltanto di accumulazione senza fine dei capitali. Cioè bisogna espandersi all'infinito, come se ciò fosse possibile. La ricchezza deve per forza aumentare, ma ciò non dovrà corrispondere al maggior benessere di tutte le persone, ma semplicemente all'aumento fine a se stesso del capitale finanziario. Come osservano gli studiosi del gruppo Marcuse:
La nostra organizzazione socioeconomica esige che la ricchezza prodotta non smetta di aumentare, anzi che aumenti sempre più velocemente. E' necessario che il tasso di crescita sia sempre superiore a quello dell'anno precedente. In tale contesto, una crescita "soltanto" costante della ricchezza nazionale costituisce un insopportabile rallentamento, di cui noi subiamo le conseguenze più o meno a breve termine, poiché le nostre risorse si riducono sempre più ai soli redditi monetari... un buon numero di evoluzioni, quali l'urbanizzazione e l'estensione del salariato, spesso percepite unilateralmente come progressi, hanno anche reso gli individui sempre più dipendenti da un movimento economico che è sempre più indipendente dai loro bisogni.[3]
La pretesa di una crescita infinita crea una spirale distruttiva, in cui la crescita ritenuta necessaria avviene a discapito della salute e della vita umana.
Il capitalismo teorico prevede la possibilità per tutti di intraprendere un'attività economica, a seconda delle proprie aspirazioni e dei propri talenti. Il capitalismo selvaggio elimina la concorrenza in maniera spietata, utilizzando metodi mafiosi e terroristici. Negli ultimi venti anni, le Corporation hanno acquisito un potere mai avuto prima, a discapito delle piccole e medie imprese. Le grandi imprese sono "entità virtuali" ma hanno diritti come gli esseri umani. Esse non hanno alcun legame con luoghi particolari, eppure esercitano potere ovunque. Oggi possono utilizzare l'arma del "ricatto occupazionale", potendo trasferire l'attività industriale nei luoghi in cui la manodopera costa pochissimo e dove ottengono privilegi fiscali. Attraverso il Wto sono state imposte regole che difendono il potere dell'élite economico-finanziaria, eliminando concorrenza e competitività. Spiega Colin Crouch:
Il capitalismo post-industriale... ha iniziato il tentativo di smantellare gli accordi fatti dai suoi predecessori nell'industria e abbattere le barriere alla commercializzazione e mercificazione imposte dal concetto di cittadinanza tipico degli anni Cinquanta-Sessanta. In questo è stato fortemente aiutato dal World Trade Organisation (Wto)... (che) non riconosce altre priorità umane... L'unico diritto che il Wto protegge contro la libera concorrenza è il diritto di brevetto - da qui il suo appoggio alle multinazionali farmaceutiche per impedire ai Paesi poveri di mettere in commercio medicine di vitale importanza in preparazioni economiche e competitive.... Il Wto ha identificato il welfare state, compresi la pubblica istruzione e i servizi sanitari, come aree che dovrebbero essere aperte al mercato o alla privatizzazione... In seguito a queste pressioni, i contenuti del concetto di cittadinanza sono stati messi in discussione ovunque.[4]
Nel capitalismo selvaggio, i concetti considerati propri del capitalismo, quali "competitività" e "libero mercato", vengono dunque a costituire principi validi, di fatto, soltanto per la classe media e la gente comune. L'élite dominante, lungi dal rispettare le regole, basa il suo potere sulle agevolazioni e le sovvenzioni dello Stato, e sulla possibilità di infrangere qualsiasi legge, valendosi dell'egemonia finanziaria ed economica. In un sistema siffatto, le grandi Corporation concludono accordi fra loro, rafforzando così il loro potere.
Il capitalismo teorico deve nascere nella libertà di azione dell'uomo, e deve tendere a dare benessere materiale in modo spontaneo, senza pressioni di alcun genere. Il solo limite consiste nel rispetto delle leggi e dei diritti umani universali.
Il capitalismo selvaggio, invece, mette al primo posto la sopravvivenza dello stesso sistema economico iniquo, mentre le vite umane possono essere spezzate a milioni pur di salvaguardare lo status quo. Tale sistema è basato sull'esistenza di un'area demografica agiata, che lo rafforza attraverso il consenso ideologico e il consumismo. Ma per la sua sopravvivenza occorre anche un'area disagiata. Per abbassare il costo del lavoro occorre che essa sia quanto più possibile ampia. Il sistema del capitalismo selvaggio attua tecniche di vario genere per creare povertà ed eliminare la manodopera in sovrappiù, distruggendo le economie dei paesi più deboli. Esso si impone con la forza, e fa credere che l'economia sia una scienza esatta e quindi immune da ogni libera dissertazione. Ma l'economia non può essere una scienza esatta come la matematica, la fisica o la chimica, perché si basa sulle capacità d'arbitrio dell'uomo e possono esistere più sistemi economici.
Come la Sociologia o la Psicologia , anche se utilizza la matematica, non può dirsi una scienza "pura". Le "leggi" che possono emergere dalle analisi o dalle ricerche economiche hanno sempre un margine di arbitrio, devono essere sottoposte all'analisi empirica, e non possono assurgere a conoscenze assolute e immodificabili. Ritenere che la disoccupazione, la povertà o la guerra debbano per forza esistere significa abbracciare il modello economico che l'élite dominante ci presenta come unico possibile o come migliore. Essa esercita tutto il suo potere per fare in modo che il suo modello non venga messo in discussione da nessuno, nemmeno dagli stessi economisti. L'élite dominante assolda i propri "economisti" e assegna loro i posti più importanti nelle università, curandosi che soltanto determinate idee e teorie saranno diffuse.
Ad esempio, negli anni Ottanta e Novanta impose la cosiddetta "Scuola di Chicago", e dette fama a mediocri economisti, come Robert Lucas, disposti a sostenere che l'economia avesse una sua propria razionalità perfetta e in grado di garantire un perfetto equilibrio. Di conseguenza, non occorreva alcuna legge o intervento dello Stato. Secondo questa teoria, l'economia sarebbe come un'entità perfetta a sé stante, capace di una perfezione che nessun essere vivente possiede. Gli economisti della scuola di Chicago dovevano convincere tutti che era necessario "globalizzare" l'economia e distruggere il potere dei governi. Le tesi più insensate vennero sostenute da questi economisti, come spiega Walter Graziano:
Qualsiasi economista che non appartenesse (alla) corrente o che osasse rinnegarla era guardato poco meno che come un dinosauro... Se non avesse agito sotto l'ala protettrice di Chicago, con queste teorie Lucas avrebbe probabilmente suscitato grande ilarità... Secondo Lucas... se il governo non si immischia in faccende economiche si riuscirà facilmente a raggiungere un tasso pieno di occupazione... come per magia arriverà la piena occupazione... anche i migliori stipendi possibili per tutti i lavoratori di qualsiasi paese del mondo e di qualsiasi epoca.[5]
I capitalisti selvaggi impongono restrizioni di tipo culturale, economico e politico; il sistema che loro prediligono è la dittatura. La libertà è libertà per loro stessi di dettare le regole, di eliminare la competitività e di decidere chi deve andare avanti e chi deve essere portato al fallimento. Secondo questo modello deve dominare un'unica cultura, un unico gruppo e un unico potere politico. Per questo motivo le popolazioni devono essere tenute sotto controllo, anche nella loro crescita demografica. Thomas Robert Malthus (la sua teoria sarà ripresa da Lucas) sosteneva che le carestie e le epidemie erano "salutari" rimedi all'aumento demografico, indicato come problema più grave del pianeta. L'élite anglo-americana è seguace di Malthus, ma si rifà anche alle idee di Charles Darwin, secondo il quale la specie più forte domina, e quella più debole si estingue. Lo scopo di queste teorie è quello di imporre il sistema creato dall'élite dominante anglo-americana, che non lascia libertà né accetta una vera competizione, ma impone un assetto favorevole soltanto a pochi. Un falso capitalismo spacciato per vero.
Le scuole in cui nascono queste teorie sono finanziate dagli stessi personaggi che fanno parte dell'élite, come John D. Rockefeller, finanziatore della scuola di Chicago. Le industrie petrolifere, farmaceutiche, belliche ecc., oggi controllano le maggiori università del mondo. Possono dunque decidere ciò che è "scienza" e ciò che non lo è, ciò che va divulgato e ciò che va occultato. Persino il Premio Nobel per l'economia non è possibile conferirlo liberamente. Infatti, esso in realtà non è un vero Premio Nobel perché non viene dato dalla Fondazione Nobel ma da un gruppo di banchieri della Banca Centrale Svedese. Solo i banchieri si arrogano il potere di valutare i sistemi economici, per paura che le teorizzazioni umane possano spaziare liberamente, come avviene in qualsiasi altro campo dello scibile. Il modello da loro premiato[6] è quasi sempre quello liberale o neo liberale, che non mette in discussione lo strapotere delle banche e delle Corporation.
Oggi l'analisi economica critica viene scoraggiata. Nelle università prevalgono gli studi occultamente dogmatici, in cui la scissione fra teoria e pratica non permette adeguate valutazioni e dissertazioni. Ogni discorso autenticamente critico viene malvisto e caricato di significati nefasti. Gli economisti più brillanti vengono bollati, nella migliore delle ipotesi, come "utopisti", "antiamericani" e "contro ogni sviluppo economico", mentre nella peggiore ipotesi vengono accusati di essere "terroristi". Il modello ultraliberale viene implicitamente considerato come il migliore, e viene indicato come l'unico che possa garantire un sistema democratico. Queste argomentazioni, ovviamente, omettono che questo modello costringe l'80% della popolazione mondiale a vivere in povertà, e utilizza mezzi criminali per impedire alla gente di avere governi democratici.
Lasciare la libertà assoluta a questo gruppo di persone fa sì che si abbia il mondo di oggi, in cui milioni di persone soffrono la fame e la miseria e in cui vige la legge del più forte. Tutto dipende dalle decisioni arbitrarie di queste poche persone: da loro dipende la vita o la morte, l'occupazione o la disoccupazione, l'investimento nell'industria o nelle rendite finanziarie ecc. Da queste persone dipendono anche le crisi economiche, le guerre, l'espansione dell'economia, la recessione ecc.
Oggi l'élite ha deciso di promuovere il capitalismo finanziario, che significa guadagnare denaro sul denaro stesso, senza produrre o lavorare. Coi flussi finanziari si nutre un'economia o la si distrugge, si sceglie chi deve vincere una guerra, o si decide chi deve vivere e chi morire. Ad esempio, nel 1997, il Fmi dette 17 miliardi di dollari alla Thailandia, 57 alla Corea del Sud e 40 all'Indonesia. Gli interessi chiesti erano altissimi. Le condizioni poste costringevano questi paesi a svendere le aziende locali a investitori stranieri. Si prometteva "sviluppo economico", che consisteva negli investimenti delle aziende straniere che andavano a sfruttare la manodopera locale e ottenevano agevolazioni fiscali. Inoltre, il Fmi poneva come obbligo la chiusura di alcune banche e la svalutazione della moneta locale. In tal modo il gruppo di imprese straniere, già molto forti, acquisiva un potere enorme, e bastava ritirare gli investimenti per far crollare l'economia e ottenere altre ricchezze locali a prezzi irrisori.
Cosa che puntualmente avvenne. La distruzione delle economie dei paesi asiatici faceva parte di un ampio piano per ridurre la competitività. Al contrario che nel capitalismo teorico, nel capitalismo selvaggio si distrugge e si uccide pur di non avere concorrenti pericolosi. Il capitalismo selvaggio non vuole concorrenti, non vuole dare libertà se non ai pochi "compari" e diffonde povertà ovunque, spesso con l'inganno. Le vere caratteristiche di questo sistema vengono sistematicamente nascoste dietro argomentazioni filantropiche che fanno credere alla storiella del capitalismo che nel tempo da' benessere a tutti. Gli intellettuali da loro assoldati ricercano formule efficaci per convincere la gente che tale modello è capitalistico e che è il migliore. Ad esempio, Richard N. Haass e Robert E. Litan, direttori del Dipartimento di Politica Estera e di studi economici alla Brookings Institution di Washington, sostengono che gli Usa hanno una "missione" economica nel mondo e che "(non si può) abbandonare l'impegno americano alla diffusione dei mercati e della democrazia in tutto il mondo proprio nel momento in cui queste idee sono in ascesa".[7]
Nel capitalismo selvaggio, "libero mercato" significa la libertà per l'élite dominante di decidere il prezzo delle materie prime e di imporre a tutti i paesi regole favorevoli soltanto a loro stessi. Le autorirà dei paesi del G8 tutelano il loro commercio ma impongono ai paesi poveri di aprire i loro mercati, rafforzando così relazioni economiche diseguali.
Il capitalismo selvaggio, che si erge a modello assoluto e unico, prevede anche la necessità e l'ineliminabilità della guerra. Più il potere si accentra nelle mani di pochi, più si rafforza il militarismo e cresce la possibilità di guerra e di repressione. L'élite diventa feroce, si aggrappa al potere e manifesta un totale disprezzo vero i popoli, che insidiano il suo potere.
Il capitalismo teorico non richiede guerre, anzi, è nella pace che si esprime e si sviluppa, mentre il capitalismo selvaggio, essendo basato sul saccheggio e sulla legge del più forte, ha bisogno della guerra per imporre le sue regole mafiose, che propaganderà come "libertà" e "democrazia".
Gli economisti Lipsey e Lancaster hanno creato una teoria economica detta del "Teorema del secondo best". L'analisi dei due economisti prova che un sistema economico migliore per tutti i cittadini è quello in cui esistono leggi e interventi statali anche nel settore economico.
Ci sono due modi di intendere la partecipazione statale alla vita economica: uno è quello sostenuto dall'élite dei capitalisti selvaggi, che vogliono appropriarsi delle risorse statali col pretesto di "far crescere l'economia". L'altro è quello in cui potrebbe realizzarsi un capitalismo teorico, cioè in cui lo Stato agisce a tutela di tutti i cittadini, specie dei più deboli. Ciò richiede leggi che limitino l'azione delle società, che non sono "autoregolamentabili", ma richiedono, come gli individui, regole e leggi all'interno delle quali poter agire senza calpestare i diritti umani.
L'élite dominante ha cercato in tutti i modi di non diffondere le idee di Lipsey e Lancaster, perché erano diametralmente l'opposto rispetto alla cosiddetta "globalizzazione". Quest'ultima non è altro che l'estensione del capitalismo selvaggio al mondo intero, attraverso il saccheggio e la devastazione dell'economia dei paesi. I capitalisti selvaggi, avendo acquisito attraverso le guerre e attraverso l'egemonia economica-finanziaria un potere enorme, hanno imposto il proprio modello ai popoli attraverso istituzioni spacciate per "internazionali", come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Questi istituti sono nati durante la Conferenza di Bretton Woods, nel 1944, voluta dagli Usa che stavano vincendo la guerra per far capire chi comandava e avrebbe imposto le regole anche in economia.[8] La Bm e il Fmi, attraverso la trappola del debito, hanno costretto moltissimi paesi del Terzo Mondo a distruggere il potere dello Stato e l'economia, provocando miseria e fame per milioni di persone.
Nel capitalismo teorico la "libertà" è libera azione di intraprendere un'attività economica nel rispetto delle leggi, e non libertà totale delle imprese, come fossero poste al di sopra delle leggi. Non può esser data a nessuno la libertà di commettere crimini contro l'ambiente, la salute e la vita umana, nemmeno alle Corporation.
Economia come impresa o come forma di tirannide? Se il potere dell'élite predominerà e si rafforzerà in tutto il mondo, nessun essere umano potrà esprimersi in contrasto con l'ideologia dominante senza subire criminalizzazioni. L'élite al potere crede che lo smantellamento di una sola base americana, o se anche soltanto un piccolo paese potesse avere la libertà di gestire la propria economia, il sistema imposto crollerebbe. Questo spiega la ferocia delle truppe americane contro piccoli paesi come il Vietnam, la Cambogia o Haiti, dove centinaia di migliaia di civili sono stati ferocemente uccisi per "salvare" il capitalismo selvaggio. Oggi continua il massacro, in Iraq, in Afghanistan, in Birmania, in Somalia, in Nigeria, in Sud America, in Liberia e in molti altri paesi. Le lotte social-comuniste contro il capitalismo non hanno fatto abbastanza chiarezza su cosa si intendesse per "capitalismo" e non hanno messo a fuoco quest'élite crudele, disposta a tutto pur di rimanere al potere. Non si tratta di lottare contro un sistema economico, ma contro un sistema mafioso, un gangsterismo, che si basa sulla legge del più forte e sperimenta sempre nuove armi per piegare i popoli. Nessuno è al sicuro. Occorre capire gli inganni e rifiutare i crimini che per tanto tempo ci sono stati propagandati come necessari perché parte del "capitalismo". Oggi forse occorrerebbe dire "uomini di tutto il mondo, unitevi!". Non si tratta di fare un'altra guerra, ma di acquisire la più profonda consapevolezza che la guerra, il crimine, l'abuso, la povertà, la miseria e la diseguaglianza non sono caratteristiche ineliminabili della realtà umana. Un futuro senza questi crimini è possibile se si sottrae potere a quelle poche persone che hanno creato l'attuale sistema.
Antonella Randazzo ha pubblicato Roma Predona. Il colonialismo italiano in Africa, 1870-1943, (Kaos Edizioni, 2006); La Nuova Democrazia. Illusioni di civiltà nell'era dell'egemonia Usa (Zambon Editore 2007) e Dittatori. La Storia Occulta (Edizione Il Nuovo Mondo, 2007).
[1] Stigliz Joseph E., I ruggenti anni Novanta. Lo scandalo della finanza e il futuro dell'economia, Einaudi, Torino 2004, p. 254.
[2] Stigliz Joseph E., I ruggenti anni Novanta, Einaudi, Torino 2004, pp. 100-104.
[3] Gruppo Marcuse, Miseria umana della pubblicità, Elèuthera, Milano 2006, p. 53.
[4] Crouch Colin, Postdemocrazia, Edizioni Laterza, Bari 2005, p. 95.
[5] Graziano Walter, Hitler ha vinto la guerra, Arcana, Roma 2005, p. 26-27.
[6] Ad esempio, i premiati del 2005 sono stati Thomas C. Schelling e Robert J. Aumann per il lavoro intitolato“Teoria del Gioco”. Entrambi i personaggi appartengono al gruppo di intellettuali che sostengono l'amministrazione Usa. Nella "Teoria del Gioco" la guerra appare come un qualsiasi aspetto da studiare più che un terribile male da estirpare.
[7] Johnson Chalmers, Gli ultimi giorni dell'impero americano, Garzanti, Milano 2001, p. 300.
[8] Per maggiori approfondimenti si veda: Antonella Randazzo, La nuova democrazia. Illusioni di civiltà nell'Occidente ad egemonia Usa, Edizioni Zambon, 2007 e Dittature. La storia occulta, Edizione Il Nuovo Mondo, 2007.
Antonella Randazzo
Antonella Randazzo
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chiudete gli occhi e immaginate che la battuta sia detta
dalla Loren...
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aiutatala !!!
Scusa Dario
io la scuola di Economia di Chicaco la conosco bene. Ha sfornato piu' premi Nobel in Economia di qualsiasi altra universita'. Alcuni rappresentanti sono stati molto critici riguardo al sistema corrente; primo fra tutti Stigler, che in un suo famosissimo articolo dette le fondazioni alla famosa "industry capture theory of economic regulation" Se posso permettermi di darti un consiglio di lettura te lo raccomando caldamente perche' mette in risalto l'effetto nefasto delle lobbies sull'economia
San Bernardino
11-02-07, 16:34
Ti ringrazio per aver citato il contributo di Antonella Randazzo, che offre una chiave di lettura molto seria ed articolata in merito a chi siano e come agiscano gli attuali protagonisti dell'economia mondiale.
Vorrei solo aggiungere alcune considerazioni.
Il punto centrale mi sembra la definizione di capitalismo come sistema economico in cui capitale e lavoro sono separati.
Uno volta che questo principio viene accettato come il fondamento del sistema economico si spiegano poi coerentemente tutte le derive illustrate dalla Randazzo.
Separazione tra capitale e lavoro vuol dire che chi gestisce il capitale e' orientato per definizione all'incremento di esso e non ha nessun interesse immediato a rendere vivibile ed rispettoso della dignita' umana il lavoro.
Separazione tra capitale e lavoro vuol dire per forza un processo di accumulazione del capitale nelle mani di pochi: il fine dell'economia non e' infatti garantire a tutti una quota di capitale ma una lotta senza quartieri per l'incremento dei capitali dei singoli.
E' chiaro che in un sistema del genere sostenere che lo Stato non deve intervenire nell'economia e che l'economia deve essere lasciata il piu' possibile libera da ogni condizionamento, regolamentazione, vincolo vuol dire in pratica sancire la legge del piu' forte.
Conseguenza:
negli ultimi anni si e' assistito ad un ulteriore sviluppo delle grandi multinazionali che stanno progressivamente occupando spazi sempre piu' ampi del mercato; la piccola e media proprieta', si dice, non riesce a reggere il passo con le esigenze della globalizzazione e con le dure ma inesorabili leggi dell'economia; ai piccoli negozi di alimentari si sostituiscono sempre piu' le grandi catene internazionali di supermarket; le piccole aziende a conduzione familiare devono chiudere e i loro membri passano da proprietari a stipendiati.
Nel tuo intervento distingui tra due forme di capitalismo, temperato e selvaggio, sostenendo che quello selvaggio e' prevalente.
Secondo me esistono si differenti varianti di capitalismo ma tutte si riconducono all'essenza del capitalismo, cioe' la separazione tra capitale e lavoro.
In questo senso non bisogna avere paura di pensare ad una valida alternativa al capitalismo in quanto tale, ad un sistema economico, cioe', che ponga l'acquisizione di capitale da parte di piu persone possibili come elemento centrale, in un contesto in cui la libera iniziativa e' mantenuta ma regolata e moderata dalla Stato nell'interesse del bene comune:
tale sistema si chiama distribuitismo.
Altro concetto per me essenziale.
Qual'e' il meccanismo che sorregge, foraggia e produce il capitalismo descritto da Randazzo?
Come gia' illustrato precedentemente e' chiaro che il sistema del denaro-debito pone gli imprenditori sotto una pressione quasi insostenibile, generando la necessita' di una crescita forzosa, il piu' delle volte non voluta dagli imprenditori stessi.
Il circolo vizioso e' molto semplice: debiti, pressione fiscale, potere d'acquisto dei cittadini instabile e generalmente ridotto, pongono gli imprenditori nella necessita' di dover puntare ad un ulteriore aumento della propria produzione, cioe' a una crescita, per non soccombere.
Cioe' genera una concorrenza spietata, che a sua volta produce spreco immenso di risorse in termini di marketing e trasporti. Le grosse multinazionali hanno quindi buon gioco a prevalere sulle piccole e medie imprese, che, nella maggior parte dei casi, creano prodotti migliori ma meno "competitivi".
Il risultato e' quindi una crescita forzosa, nella pretesa, propria del capitalismo, che le risorse siano inesaurabili o intercambiabili, e con un danno enorme all'ambiente, di cui tutti noi oggi vediamo le conseguenze.
Risulta assolutamente importante individuare la causa ultima di questo meccanismo, se lo si vuole fermare in tempo e ridare volto umano all'economia.
E' chiaro che lo spirito di avidita' degli imprenditori puo' avere un ruolo importante ma sarebbe a mio parere un errore pericoloso incolpare loro come unici e principali responsabili.
E' questa infatti una delle tattiche notoriamente preferite dai banchieri per distogliere l'attenzione dalla vera causa del problema.
Gli imprenditori agiscono in un sistema economico che non e' stato creato da loro ma pianificato e realizzato nel corso dei secoli dal sistema bancario.
Al cuore di tale sistema c'e' il signoraggio bancario e il meccanismo del denaro-debito, un sistema cioe' per cui il sistema bancario, come gia' detto, e' padrone assuluto dell'emissione e della gestione di denaro, regolando a piacimento l'immissione di tale ossigeno nel corpo sociale, impedendo una sviluppo armonico, stabile e solidale dell'economia ed ottenendo immensi guadagni del tutto illeciti.
Gli imprenditori, soprattutto la cerchia ristretta dei proprietari di multinazionali, possono essere senzadubbio dei commensali interessati ma i veri padroni della casa vanno cercati altrove, tra quei Rothschild, per esempio, che, guarda caso, hanno, probabilmente disinteressatamente, finanziato la scuola economica di Chicago.
Qual'e' il meccanismo che sorregge, foraggia e produce il capitalismo descritto da Randazzo?.
Non ci crederai ma avevo indovinato.
Mi sta venendo il sospetto che pure la mia calvizie sia responsabilità del signoraggio bancario.
:D
San Bernardino
11-02-07, 21:29
Non ci crederai ma avevo indovinato.
Mi sta venendo il sospetto che pure la mia calvizie sia responsabilità del signoraggio bancario.
:D
Caro DarioL,
la struttura di una casa dipende dalle sue fondamenta.
Queste non appaiono neanche alla vista ma se sono instabili e inconsistenti la casa prima o poi crolla.
Serve a poco cercare di salvare il salvabile rinforzando i muri laterali o tentando di mendare le crepe.
x San Bernardino. Come avrai visto non ho partecipato
alla discussione. Posso farti una domanda?
Secondo te a quanto ammonta il 'furto' da signorinaggio
nei confronti di noi italiani? Se hai cifre bene, sennò
una tua idea và benissimo....
se per caso la risposta è presente in un precedente post
mi scuso..ma molti non li ho letti...
San Bernardino
11-02-07, 23:26
x San Bernardino. Come avrai visto non ho partecipato
alla discussione. Posso farti una domanda?
Secondo te a quanto ammonta il 'furto' da signorinaggio
nei confronti di noi italiani? Se hai cifre bene, sennò
una tua idea và benissimo....
se per caso la risposta è presente in un precedente post
mi scuso..ma molti non li ho letti...
Caro Ramirez,
ti allego a proposito un messaggio che ho inviato qualche giorno fa' sul thread "signoraggio bancario e frode bancaria".
Se non si capisce che il signoraggio bancario, cioe' il fatto che il sistema bancario detiene la sovranita' monetaria, e' la causa fondamentale del debito pubblico, il problema del debito non potra' mai essere risolto!
"Innanzitutto va chiarito che il meccanismo fondamentale con cui il sistema del signoraggio bancario e del denaro-debito costringe lo Stato ad indebitarsi e' l'emissione di titoli di Stato.
Cio' vuol dire - ed e' di primaria importanza capirlo! - che quando lo Stato chiede 100 e si indebita per 105 il suo debito non e' di 5 ma di 105!
A questo punto basta solo andare a vedere i bilanci dello Stato dal 1946 ad oggi e notare che tutte le voci al passivo derivanti dal debito da titoli di Stato andrebbero cambiate con una voce all'attivo di corrispondente valore.
Restando al solo 2005 lo Stato si e' indebitato per piu' di 391 miliardi di euro in emissione di BOT, CTZ, BTP, BTP indicizzati e CTT (http://www.dt.tesoro.it/Aree-Docum/...ogo-1/index.htm) e ha pagato interessi passivi per 32 miliardi di euro (vedi bilancio dello Stato 2005 http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-...rimestrale.pdf).
E' chiaro che ai 391 miliardi di euro di nuovo debito sarebbe potuto corrispondere un attivo di 391 miliardi di euro, qualora lo Stato fosse rimasto titolare della sovranita' monetaria e avesse potuto emettere direttamente denaro.
Non si capisce infatti come mai lo Stato sia autorizzato ad emettere titoli, a cui corrisponde un valore corrispondente di nuovo denaro-debito, essendo i titoli scontati dalla BdI, ma non denaro libero! Gli effetti sull'inflazione sarebbero identici!
Il danno da titoli di Stato per il 2005 ammonta quindi a 782 miliardi di euro!
Il danno totale per il solo 2005 e' stato percio' di 782 miliardi di euro piu' i 32 miliardi di interesse passivo per una cifra totale di 814 miliardi di euro, un importo pari a circa 24 volte il valore dell'ultima finanziaria e la meta' del debito pubblico complessivo!
Detto con altre parole: volendo mantenere lo stesso livello di spese, l'abolizione del denaro-debito consentirebbe in un anno la riduzione di almeno un quarto del debito pubblico!
Questo, molto semplicemente, e' esattemente lo stesso meccanismo usato dallo Stato di Guernsey per abbattere il suo debito pubblico.
Facendo lo stesso calcolo per ogni anno a partire dal 1946 ad oggi ti accorgerai che la somma superera' certamente i 3200 miliardi, cifra da me indicata e pari al doppio dell'attuale debito pubblico.
Se vogliamo guardare al futuro e' da notare che per il 2007 sono in scadenza titoli per 270 miliardi di Euro (http://www.dt.tesoro.it/Aree-Docum/...imi-12-m11.pdf). Si tratta quindi di un altro conto salato in arrivo grazie al meccanismo del denaro-debito! Come fara' lo Stato a farvi fronte? Tagliando le spese, come suggerisce Mario Draghi? Vorrebbe dire praticamente cancellare tutti i servizi pubblici, considerando che la spesa complessiva per il 2006 e' stata di 195 miliardi! Aumentando le tasse, come vivamente sconsiglia lo stesso Draghi? Certamente no! Si trattera' allora di emettere ulteriori titoli di Stato, incrementando la spirale perversa dei debiti a favore del sistema bancario.
Ed infatti l'emissione dei titoli di Stato, cioe' il debito dello Stato, anno dopo anno, e' in continuo aumento, come risulta dalle trimestrali di cassa! (http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-...rimestrale.pdf). "
A quanto sopra si aggiunge che il sistema bancario percepisce anche un reddito da signoraggio primario e secondario.
Per quanto riguarda il signoraggio primario le banche centrali percepiscono un interesse sui titoli di Stato che acquistano a costo zero dallo Stato. In piu' rimane la controversia relativa alla frode di appostare le banconote al passivo quando invece esse costituiscono un utile per la banca.
Per quanto riguarda il signoraggio secondario le banche commerciali percepiscono un interesse sul denaro che mettono dal nulla a costo zero. Poiche' il volume di denaro emesso in questo modo, per l'area euro, ammonta a circa 6200 miliardi e verosimile che su tale valore le banche acquisiscano almeno il 5% annuo, cioe' circa 310 miliardi di euro l'anno.
A cio' si aggiunge, sia per il signoraggio primario sia per il signoraggio secondario, i forti dubbi relativi al fatto che il capitale restituito non venga di fatto distrutto ma riciclato attraverso le societa' di clearing interbancario, sorta di confessionali bancari internazionali non sottoposti a nessun controllo esterno. Tale dubbio nasce dalla constatazione la massa monetaria continua a crescere esponenzialmente - intorno al 9% annuo - e cio' non ha altra possibile spiegazione matematica che questa.
letto !!
quindi se ho ben capito il sistema bancario ha degli utili pazzeschi.
Altra domanda. Secondo te il valore di mercato delle banche (perlomeno
quelle quotate) tiene conto di questi super-utili?
letto !!
quindi se ho ben capito il sistema bancario ha degli utili pazzeschi.
Altra domanda. Secondo te il valore di mercato delle banche (perlomeno
quelle quotate) tiene conto di questi super-utili?
E' la stessa domanda posta nel thread del signoraggio. Dove vanno a finire questi utili enormi delle banche? Io a bilancio, non li vedo..... :confused:
E' la stessa domanda posta nel thread del signoraggio. Dove vanno a finire questi utili enormi delle banche? Io a bilancio, non li vedo..... :confused:
come vedi faccio una sola domanda semplice per volta.
Così da arrivare, passo dopo passo, ad una risposta condivisa.
La domanda successiva (scontata la risposta sugli utili)
sarebbe stata (ed è): ci sono in giro un sacco di avvoltoi
(hedge funde - private equity ecc ecc)
che acquistano un sacco di aziende industriali (ovviamente perchè
sanno di poterle ristrutturare con grossi vantaggi econimici)
leggo poco di acquisti a mani basse nel settore del credito.
Mi pare che, nel credito, ci siano molti acquisti/fusioni
nel settore stesso, più che con interventi esterni.
Come mai se il settore sarebbe così potenzialmente
ricco di utili ?
San Bernardino
12-02-07, 20:58
letto !!
quindi se ho ben capito il sistema bancario ha degli utili pazzeschi.
Altra domanda. Secondo te il valore di mercato delle banche (perlomeno
quelle quotate) tiene conto di questi super-utili?
Caro Ramirez,
a questa domanda non ti so rispondere, non conoscendo esattamente qual'e' il valore delle mercato delle diverse banche.
Sarei curioso a questo proposito di sapere qual'e' il valore di mercato di Goldman Sachs.
Devi ammettere San B. che seguendo il tuo ragionamento il valore della banche è uno solo: inestimabile.
San Bernardino
12-02-07, 22:58
Devi ammettere San B. che seguendo il tuo ragionamento il valore della banche è uno solo: inestimabile.
Caro DarioL,
in un certo senso sono d'accordo con te.
Il sistema bancario e' il perno dell'attuale sistema economico, cio' che lo caratterizza come tale, cosi' come il denaro-debito e' l'unica benzina che la societa' puo utilizzare per far funzionare i propri motori.
Il vero valore della banche sta nel potere che hanno di condizionare e controllare non solo ogni attivita' economica, ma anche ogni attivita' umana che per realizzarsi ha bisogno di denaro, dalla politica, alla scienza, alle comunicazioni: in questo senso e' un valore inestimabile.
Chiedersi che valore abbiano le banche e' come chiedersi in un regime di monarchia assoluta quale sia il potere politico del re!
Solo che nel caso delle banche non si tratta di monarchia ma di usurocrazia assoluta.
D'accordissimo sul fatto che le banche abbiano un potere
esagerato. Probabilmente Bazoli in questo momento è l'uomo più
potente d'Italia !!!
Pur tuttavia l'influenza politica delle banche sul sistema produttivo
del Paese è trascurabile.
Nel senso che controllano o possono controllare una quota
limitata, importante, ma limitata.
Influenza politica ho detto, non economica !!
Ma per quanto riguarda l'economia le decisioni sono
prese a livello di filiale e comunque da una moltitudine
di persone, per cui non vi è un vero controllo dal centro.
(almeno credo)
Insomma non mi pare che l'economia italiana sia in mano
ai banchieri. Che guadagnino un sacco di soldi è vero.
Ma che la dirigano, non mi pare proprio....
San Bernardino
13-02-07, 11:33
D'accordissimo sul fatto che le banche abbiano un potere
esagerato. Probabilmente Bazoli in questo momento è l'uomo più
potente d'Italia !!!
Pur tuttavia l'influenza politica delle banche sul sistema produttivo
del Paese è trascurabile.
Nel senso che controllano o possono controllare una quota
limitata, importante, ma limitata.
Influenza politica ho detto, non economica !!
Ma per quanto riguarda l'economia le decisioni sono
prese a livello di filiale e comunque da una moltitudine
di persone, per cui non vi è un vero controllo dal centro.
(almeno credo)
Insomma non mi pare che l'economia italiana sia in mano
ai banchieri. Che guadagnino un sacco di soldi è vero.
Ma che la dirigano, non mi pare proprio....
Caro Ramirez,
mi sembra che il ragionemento sia molto semplice.
Tutto il denaro esistente e' prodotto dalle banche.
La politica, l'economia nel senso piu' ampio comprendente tutte le attivita' piu' importanti (industria, servizi, comunicazione, agricoltura) per sopravvivere hanno bisogno di finanziamenti.
E' chiaro che chi controlla i finanziamenti controlla tutte queste attivita', ha cioe' il potere decisionale di allocare o no le risorse finanziarie e stabilire come e quando i prestiti vanno restituiti.
Cio' non nel vuol dire che il sistema bancario dirige direttamente tutte queste attivita' ma che le puo' condizionare a suo piacimento.
Ultimamente e' anche vero comunque che la potenza economica delle banche si sta espandendo, acquisendo la gestione diretta di ampie fette del settore immobiliare, industriale, assicurativo e dei mass-media.
Il fatto che Prodi, i suoi collaboratori piu' importanti responsabili delle privatizzazioni, e Draghi, il governatore della Banca d'Italia, siano stati consulenti e dirigenti della Goldman Sachs getta un ombra inquietante sulla possibilita' di condizionamento diretto sulla politica.
Quest'ombra e' resa ancora piu densa e consistente dall'osservazione comune che la politica economica dello Stato italiano e di molti Stati europei sembra essere dettata dalle decisioni della Banca Centrale Europea e dai commenti delle varie agenzie di rating internazionali piuttosto che da scelte autonome improntate a precisi orientamenti politici.
Nel caso invece si abolisse il denaro-debito, tutto il denaro sarebbe creato dallo Stato e utilizzato per le proprie necessita' o distribuito ai cittadini (reddito sociale), la liquidita' disponibile sarebbe molto maggiore e il ricorso al prestito diventerebbe una necessita' non cosi impellente come ora. Le banche potrebbero essere ancora autorizzate a prestare denaro , ma solo quello che affettivamente hanno e a condizioni stabilite dallo Stato. Non e' da escludere inoltre che lo Stato, come gia' succede adesso purtroppo solo con i soliti noti, possa contribuire a finanziare direttamente con denaro creato dal nulla iniziative economiche di provata utilita' per il benessere nazionale.
L'importante e' che cio' avvenga alla luce del sole, sotto il controllo vigile dei rappresentanti del popolo democraticamente eletti e secondo regole stabilite dal parlamento.
L'importante e' che cio' avvenga alla luce del sole, sotto il controllo vigile dei rappresentanti del popolo democraticamente eletti e secondo regole stabilite dal parlamento.
Sotto il controllo "vigile dei rappresentanti del popolo" e "secondo regole stabilite dal parlamento" c'è già tutta la spesa pubblica del nostro Paese, 7/800 miliardi di euro solo dello Stato centrale.
Ti sembra che siano spesi bene?
Ti sembra che vigilino bene?
Ti sembra che non ci siano sprechi?
Ti sembra che se potessero non spenderebbero ancora di più?
Ti sembra che dargli la possibilità di stampare soldi a volontà, per finanziare le loro clientele, sia una buona idea?
La democrazia esiste già, è questa, i rappresentanti del popolo sono GIA' DEMOCRATICAMENTE ELETTI, vuoi spiegarci una buona volta come impedire ai "rappresentanti del popolo democraticamente eletti" di farsi gli affari loro e di sperperare il denaro pubblico?
Anche se, per assurdo , condividessimo la tua analisi del problema, la soluzione NON ce l'HAI OFFERTA.
A meno che non credi come qualcuno dei tuoi "pensatori e autori" sconosciuti che esistano degli alieni che possano governarci :D e controllarci in modo "vigile" :D
(Il riferimento è sottile, pochi l'avranno capito, ma probabilmente San B. sì :D sa a chi mi riferisco)
Charlie
San Bernardino
13-02-07, 12:13
Sotto il controllo "vigile dei rappresentanti del popolo" e "secondo regole stabilite dal parlamento" c'è già tutta la spesa pubblica del nostro Paese, 7/800 miliardi di euro solo dello Stato centrale.
Ti sembra che siano spesi bene?
Ti sembra che vigilino bene?
Ti sembra che non ci siano sprechi?
Ti sembra che se potessero non spenderebbero ancora di più?
Ti sembra che dargli la possibilità di stampare soldi a volontà, per finanziare le loro clientele, sia una buona idea?
La democrazia esiste già, è questa, i rappresentanti del popolo sono GIA' DEMOCRATICAMENTE ELETTI, vuoi spiegarci una buona volta come impedire ai "rappresentanti del popolo democraticamente eletti" di farsi gli affari loro e di sperperare il denaro pubblico?
Anche se, per assurdo , condividessimo la tua analisi del problema, la soluzione NON ce l'HAI OFFERTA.
A meno che non credi come qualcuno dei tuoi "pensatori e autori" sconosciuti che esistano degli alieni che possano governarci :D e controllarci in modo "vigile" :D
(Il riferimento è sottile, pochi l'avranno capito, ma probabilmente San B. sì :D sa a chi mi riferisco)
Charlie
Caro Charlie,
il discorso e' molto semplice:
i politici democraticamente eletti incomincieranno a fare i veri interessi del popolo italiano quando finiranno di essere i camerieri dei banchieri!
Detto con altre parole:
la democrazia incominciera' ad essere vera democrazia quando il popolo sara' titolare non solo della sovranita' politica ma anche della sovranita' monetaria, senza la quale, come puoi constatare, la prima e' solo illusione e fuoco fatuo, oltre che una colossale presa per i fondelli!
Caro Charlie,
il discorso e' molto semplice:
i politici democraticamente eletti incomincieranno a fare i veri interessi del popolo italiano quando finiranno di essere i camerieri dei banchieri!
Detto con altre parole:
la democrazia incominciera' ad essere vera democrazia quando il popolo sara' titolare non solo della sovranita' politica ma anche della sovranita' monetaria, senza la quale, come puoi constatare, la prima e' solo illusione e fuoco fatuo, oltre che una colossale presa per i fondelli!
Non riesco a vedere il rapporto di causa-effetto: cioè, secondo te, sono i banchieri che fanno sprecare soldi ai politici? :eek: :eek: :eek:
Eliminando i banchieri i politici diventano tutti santi? :clap: :clap: :clap:
Ma da quale pianeta provieni? :eek: Non è che per caso sei un alieno? :eek:
Charlie
P.S.: meno slogan, più concretezza, please. Più realismo.
San Bernardino
13-02-07, 13:16
Non riesco a vedere il rapporto di causa-effetto: cioè, secondo te, sono i banchieri che fanno sprecare soldi ai politici? :eek: :eek: :eek:
Eliminando i banchieri i politici diventano tutti santi? :clap: :clap: :clap:
Ma da quale pianeta provieni? :eek: Non è che per caso sei un alieno? :eek:
Charlie
P.S.: meno slogan, più concretezza, please. Più realismo.
Caro Charlie,
e' paradossale che mi inviti al realismo quando tu non riesci a capire l'evidenza che hai sotto gli occhi.
Prendo atto che ti sei adeguato ad un altro dogma su cui l'establishment bancario-finanziario punta molto, la teoria cioe' che siano i politici la causa di tutti i mali.
Abbiamo gia' affrontato questo tema e chiaramente illustrato come i politici al massimo possono essere considerati commensali del sontuoso banchetto organizzato dai banchieri.
Quello che loro possono arraffare sono sole le briciole del lauto pasto del sistema bancario.
Il rapporto causa-effetto tra il fatto che i politici siano i camerieri dei banchieri e che l'economia sia allo sbando, deriva dal fatto che l'economia non e' stata gestita nell'interesse del popolo ma appunto di quello dei veri detentori del potere politico ed economico.
Uno dei dati piu' eclatanti ed inoppugnabili e' il fatto che il sistema bancario sia riuscito ad incrementare e solidificare la propria sovranita' monetaria, con la quale tiene in scacco l'intera societa'.
Gli altri dati concreti relativi all'impoverimento generale della societa' e al corrispettivo arricchimento del sistema bancario-finanziario sono stati gia' ampiamente forniti su questo thread.
Sintetizzando: eliminando i banchieri, e dando tutto il potere ai politici, si risolverebbe il problema? E' questo il tuo pensiero?
COME?
A me sembra che invece di essere, secondo te, schiavi dei banchieri E dei politici, diventeremmo schiavi solo dei politici.
Sicuramente una semplificazione del sistema :eek: :eek: :eek:
San B, sei in un vicolo cieco, se non fornisci un'alternativa plausibile all'attuale sistema, il tuo ragionamento diventa solo un'utopia irrealizzabile, un mero esercizio "accademico" (in senso molto lato, qua di accademia non c'è nulla), una pura teoria applicabile in un mondo perfetto.
Il potere è il potere, che poi a gestirlo siano gruppi che si chiamano banchieri, politici o pinco pallino, cosa cambierebbe? Nulla.
Come vedi, neanche ragionando per assurdo e ammettendo che tu abbia ragione, si riesce ad arrivare ad un pensiero coerente e soprattutto realistico.
Sei fuori strada, l'attuale sistema come detto più volte è sicuramente imperfetto e migliorabile. Ma con idee fattive, non con slogan e traslazione del problema.
Ad esempio, io penso che ci sia troppo poco liberismo in economia, e che un aumento di liberalismo e liberismo autentico, con una sana regolazione del mercato tramite anti-trust e authority varie non possa che far bene all'economia.
Altro che queste trastullaggini di dare ANCORA più potere ai politici.
Charlie
Cio' non nel vuol dire che il sistema bancario
dirige direttamente tutte queste attivita'
ma che le puo' condizionare a suo piacimento
Questo mi basta !!
Sono d'accordo che potrebbe ed in parte condiziona
le scelte politico-economiche (ma le lobby esistono dappertutto)
ma a me interessa sapere (perchè così è) che non dirige
l'economia italiana.
Ripeto, può scegliere chi 'favorire' ma difficile
che rifiuti finanziamenti (il sistema bancario..) a chi
ha le carte in regola per ottenerli.
Ecco perchè sostengo che l'impatto sull' intera economia
è limitato. Non faccio a fatica però a pensare
che in alcuni casi specifici l'impatto sia notevole..
Andrea4891
13-02-07, 15:33
...
Ad esempio, io penso che ci sia troppo poco liberismo in economia, e che un aumento di liberalismo e liberismo autentico, con una sana regolazione del mercato tramite anti-trust e authority varie non possa che far bene all'economia.
Altro che queste trastullaggini di dare ANCORA più potere ai politici.
Charlie
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Andrea4891
13-02-07, 15:37
Caro Charlie,
il discorso e' molto semplice:
i politici democraticamente eletti incomincieranno a fare i veri interessi del popolo italiano quando finiranno di essere i camerieri dei banchieri!
...
cioè quando i politici saranno diventati onesti ??
ma questa è una novità dei tempi di Socrate !!
fausto scanner
13-02-07, 23:38
Uno spunto da poco......così per rinfocolare i dibattito :)
http://www.disinformazione.it/Nuovo%20Ordine%20Mondiale.htm
Poi, volendolo, potremmo parlare (tanto per ampliare "cosmicamente" le implicazioni delle teorie "complottistiche") dei nefandi rapporti degli onnipotenti Illuminati ed dei loro Vassalli con le razze extraterresti che incombono sul nostro pianeta con le loro sperimentazioni genetiche.
Lo sapevate, ad esempio, che l'ex presidente della Federal Reserve è anche membro della famigerata Majestic Twelve che intrattiene trattative dirette con gli Alieni?
Uno spunto da poco......così per rinfocolare i dibattito :)
http://www.disinformazione.it/Nuovo%20Ordine%20Mondiale.htm
Poi, volendolo, potremmo parlare (tanto per ampliare "cosmicamente" le implicazioni delle teorie "complottistiche") dei nefandi rapporti degli onnipotenti Illuminati ed dei loro Vassalli con le razze extraterresti che incombono sul nostro pianeta con le loro sperimentazioni genetiche.
Lo sapevate, ad esempio, che l'ex presidente della Federal Reserve è anche membro della famigerata Majestic Twelve che intrattiene trattative dirette con gli Alieni?
E' paccottiglia vecchia. Buona per vendere libri ai polli. Conosco abbastanza bene il filone. KO! KO! KO!
Purtroppo ogni tanto le discussioni in questo forum prendono una deriva che nulla ha a che vedere con la scienza economica.
Come ho scritto varie volte in contesti diversi: l'uomo non vuole accettare il proprio fallimento, non riesce a dare la colpa a se' stesso della propria condizione, allora diventa più facile credere all'esistenza di un complotto cosmico contro di lui.
Cosa può fare un piccolo uomo contro un complotto cosmico? Niente, non è colpa sua, non può farci niente.
E allora compra libri pieni di fandonie, per alleviare il peso del proprio fallimento.
Chi scrive questi libri è ben consapevole di scrivere un mucchio di caz.zate, ma sa anche benissimo che di boccaloni che li comprano ce ne sono sempre, e ce ne saranno sempre. Un business come un altro.
Poi c'è la categoria di quelli, chiamiamoli pure "utili ******", che sono più realisti del re: difendono questa gente in maniera veemente, sono veramente CONVINTI di quello che leggono (a differenza dell'autore), e si danno da fare a diffondere il "verbo" di solito in siti internet, perchè dal vivo nessuno si azzarderebbe a sostenere pubblicamente queste bislacche tesi.
Comunque ognuno è libero di credere a quello che vuole, c'è chi crede agli alieni e chi crede nei complotti cosmici, il mondo va avanti lo stesso, l'importante secondo me è "limitare" questo fenomeno senza farlo sconfinare in discussioni scientifiche che sarebbero off-topic.
Qua si discute di economia e di finanza, non di complotti cosmici.
E' un contesto non dico scientifico, ma quasi, bisognerebbe provare le proprie affermazioni, possibilmente senza citazioni autoreferenziali e fini a se stesse ;)
Charlie
fausto scanner
14-02-07, 10:56
E' paccottiglia vecchia. Buona per vendere libri ai polli. Conosco abbastanza bene il filone. KO! KO! KO!
Purtroppo ogni tanto le discussioni in questo forum prendono una deriva che nulla ha a che vedere con la scienza economica.
.......... ;)
Charlie
Allora, visto che sei un "amante" del genere, per una visione autenticamente cosmica, ti propongo di rispolverare l'opera di Peter Kolosimo.
;)
Poi, già che ci siamo, potremmo parlale anche della mitica creatura "multidimensionale" detta Chupacabras: pare che abbia succhiato il sangue di alcune galline anche sulle alture di Genova!
P.S. Attualmente il referente degli Illuminati in Italia dovrebbe diventare Lapo Elkann. Mica male eh? ;)
La luce L.E. l'ha già vista in altro modo :D :D :D
Non sono amante del genere, assolutamente, me ne sono imbattuto nel corso di discussioni di economia e ho cercato di capirci di più,tutto qui.
Sembrano cose ridicole, ma non lo sono poi tanto: immagina com'era ridicolo un caporale austriaco che negli anni '30 diceva le stesse cose....eppure, cosa ha provocato?
Il brodo di coltura dell'antisemitismo è sempre lo stesso da 2000 anni, non c'è niente di nuovo.
Charlie
fausto scanner
14-02-07, 11:24
La luce L.E. l'ha già vista in altro modo :D :D :D
Non sono amante del genere, assolutamente, me ne sono imbattuto nel corso di discussioni di economia e ho cercato di capirci di più,tutto qui.
Sembrano cose ridicole, ma non lo sono poi tanto: immagina com'era ridicolo un caporale austriaco che negli anni '30 diceva le stesse cose....eppure, cosa ha provocato?
Il brodo di coltura dell'antisemitismo è sempre lo stesso da 2000 anni, non c'è niente di nuovo.
Charlie
In effetti con l'esoterismo non si sa mai dove si va a parare.....
......magari qui http://www.thule-italia.org/
Se alla volontà di potenza aggiungiamo una certa quantità di spirito gregario possono determinarsi miscele davvero deflagranti.
E ci vorrebbe poco...anche nel terzo millenio
Sì infatti. Comunque il mio campo di azione è l'economia e la finanza, questi settori vengono "toccati" solo di striscio. Più che altro a causa delle teorie complottiste di cui si discute in questo thread e nei suoi analoghi.
Teorie profondamente ERRATE non solo sul piano concettuale ma anche sul piano matematico-finanziario e contabile.
Charlie
fausto scanner
14-02-07, 11:48
La radicalizzazione delle teorie complottistiche, tanto in capo politico, che economico, che, ancora, finanziario, porta, a mio parere, alla semplificazione di sistemi che, nella realtà, si strutturano e, soprattutto, si evolvono in modo ben più complesso.
In effetti la necessità di semplificare fenomeni che semplici non sono per loro natura, al fine di riuscire, in qualche modo ,a dominare intellettualmente una data materia è una tendenza direi quasi connaturata all'approccio dell'uomo ai fenomeni che lo circondano.
Entro certi limiti tale approccio è indispensabile per riuscire a creare strumenti di controllo della realtà, anche in termini pratici.
Tuttavia, l'eccessiva semplificazione derivante da tentativi grossolani di individuare la natura e la dinamica dei fenomeni in mancaza di strumenti di indagine seri e di attività di valutazione sufficientemente ponderata porta a risultati aberranti e controproducenti.
Mi viene da pensare a coloro che ritengono che le mani forti in borsa stiano tutte e sempre dalla stessa parte.
Andrea4891
14-02-07, 11:49
cerchiamo di tornare seriamente al quesito che ci tormenta ... viviamo in in un regime Plutocratico o
http://www.gossipnews.it/tv/matrimonio_mara_venier/images/15.jpg
Pippocratico ???
... questo è il Problema
fausto scanner
14-02-07, 11:55
Quanto a Pippo, posso dirti che negli anni 80 quando questi attaccò quel socialista che lo aveva tacciato di fare una televisione nazional-popolare, gli venne fatto passare davvero un brutto "quarto d'ora".
Ultimamanete l'immortale presentatore ha fatto la morale al Papa senza incorrere praticamente in alcuna scomunica e senza rischiare il posto.
Le cose sono tre:
1) O Pippo è diventato ancora più potente.
2) O le Gerarchie cattoliche non contano più niente.
3) O il vuoto di potere creatosi per la sopravvenuta debolezza della politica consente a chiunque di fare o dire qualsiasi cosa.
In ogni caso può concludersi che i tempi cambiano....eccome! ;)
Pippo e Mike SONO LA TELEVISIONE, e la televisione da' un potere immenso (Berlusconi docet)
Altro che Bildeberg e Illuminati :D :D
Bell'analisi sociologica Fausto, complimenti! OK!
Charlie
fausto scanner
14-02-07, 12:05
Pippo e Mike SONO LA TELEVISIONE, e la televisione da' un potere immenso (Berlusconi docet)
Altro che Bildeberg e Illuminati :D :D
Bell'analisi sociologica Fausto, complimenti! OK!
Charlie
;)
Andrea4891
14-02-07, 15:32
Quanto a Pippo, posso dirti che negli anni 80 quando questi attaccò quel socialista che lo aveva tacciato di fare una televisione nazional-popolare, gli venne fatto passare davvero un brutto "quarto d'ora".
Ultimamanete l'immortale presentatore ha fatto la morale al Papa senza incorrere praticamente in alcuna scomunica e senza rischiare il posto.
Le cose sono tre:
1) O Pippo è diventato ancora più potente.
2) O le Gerarchie cattoliche non contano più niente.
3) O il vuoto di potere creatosi per la sopravvenuta debolezza della politica consente a chiunque di fare o dire qualsiasi cosa.
In ogni caso può concludersi che i tempi cambiano....eccome! ;)
OK! :clap:
[i tre punti sono parallelamente convergenti ... ma il 2) lo addolcirei in "contano ogni giorno un pochinoinoino meno"]
fausto scanner
14-02-07, 20:40
OK! :clap:
[i tre punti sono parallelamente convergenti ... ma il 2) lo addolcirei in "contano ogni giorno un pochinoinoino meno"]
Perfettamente daccordo OK!
San Bernardino
14-02-07, 21:35
"Predominio nella vita pubblica contemporanea di gruppi finanziari o individui che grazie all'ampia disponibilità di capitali sono in grado d'influenzare in maniera determinante gli indirizzi politici dei rispettivi governi. Il termine fu spesso usato, per esempio dal fascismo, in senso spregiativo per indicare le potenze industrialmente avanzate: Gran Bretagna, Stati uniti, Francia".(http://www.pbmstoria.it/dizionari/storia_mod/p/p162.htm)
E' stato gia' ampiamente documentato in questo thread il fatto che la politica economica, e quindi la politica in senso ampio, attualmente viene dettata dalla Banca Centrale Europea, con l'ausilio di consiglieri di corte quali Merrill Lynch e altre agenzie di "rating".
Quanto al fascismo, mi chiedo: e' possibile buttare il bambino con l'acqua sporca?
Il fatto che il fascismo avesse colto la realta' della plutocrazia, che e' ben viva oggi e presente sotto i nostri occhi, non dovrebbe indurre tutti coloro dotati di un minimo di onesta' intellettuale a riconoscere che per una volta il fascismo aveva visto giusto, senza per questo deificare il fascismo stesso?
Mi sembra invece che quello che accade oggi e' che la parola plutocrazia sia una sorte di tabu' perche' correlata nell'immagine collettiva al fascismo e siccome il fascismo e' il male assoluto tutto quello ad esso connesso ne viene contaminato.
Se il fascimo avesse sostenuto che la terra e' rotonda probabilmente il paradigma dominante oggi sarebbe che la terra e' quadrata!
Due sono le vittime di questo atteggiamento:
la verita' storica e il popolo, che in questo modo e' mantenuto sotto il giogo del denaro-debito imposto dalla plutocrazia del sistema bancario.
Andrea4891
14-02-07, 22:11
"Predominio nella vita pubblica contemporanea di gruppi finanziari o individui che grazie all'ampia disponibilità di capitali sono in grado d'influenzare in maniera determinante gli indirizzi politici dei rispettivi governi. Il termine fu spesso usato, per esempio dal fascismo, in senso spregiativo per indicare le potenze industrialmente avanzate: Gran Bretagna, Stati uniti, Francia".(http://www.pbmstoria.it/dizionari/storia_mod/p/p162.htm)
E' stato gia' ampiamente documentato in questo thread il fatto che la politica economica, e quindi la politica in senso ampio, attualmente viene dettata dalla Banca Centrale Europea, con l'ausilio di consiglieri di corte quali Merrill Lynch e altre agenzie di "rating".
Quanto al fascismo, mi chiedo: e' possibile buttare il bambino con l'acqua sporca?
Il fatto che il fascismo avesse colto la realta' della plutocrazia, che e' ben viva oggi e presente sotto i nostri occhi, non dovrebbe indurre tutti coloro dotati di un minimo di onesta' intellettuale a riconoscere che per una volta il fascismo aveva visto giusto, senza per questo deificare il fascismo stesso?
Mi sembra invece che quello che accade oggi e' che la parola plutocrazia sia una sorte di tabu' perche' correlata nell'immagine collettiva al fascismo e siccome il fascismo e' il male assoluto tutto quello ad esso connesso ne viene contaminato.
Se il fascimo avesse sostenuto che la terra e' rotonda probabilmente il paradigma dominante oggi sarebbe che la terra e' quadrata!
Due sono le vittime di questo atteggiamento:
la verita' storica e il popolo, che in questo modo e' mantenuto sotto il giogo del denaro-debito imposto dalla plutocrazia del sistema bancario.
la Storia si è sempre fatta con l'oro e/o col sangue
certo, meglio se è fatta con le idee
ma se le idee non sono supportate (dall'oro e/o dal sangue) soccombono presto
e io fra i milioni di baionette e i miliardi di dollari non saprei cosa scegliere ... consigliami tu !!
... e non parliamo della politica (quella "spicciola", quella non economica) ... quella si fa con le chiacchiere ... e poi si sa che la politica in generale è una cosa sporca ... come diceva giustamente Benito :o :o
fausto scanner
14-02-07, 22:38
Non farò del moralismo (anche se l'Umanità ha pure una dimensione etica), non farò dell'egualitarismo da quattro soldi. Un egualitarismo che, spesso, mi pare strumentale rispetto alle forme più subdole di sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
Una forma di stato e di governo, una forma di organizzazione della collettività non può che giudicarsi per la capacità di adattarsi efficacemente al sostrato umano ed alle altre condizioni "ambientali" che le lanciano la sfida dal "basso" caotico ed idealmente irriducibile dell'esistenza materiale.
Hitler e Mussolini si facevano beffe delle "democrazie plutocratiche" considerate deboli, inadatte a resistere al cozzo con la storia, inermi rispetto alla forza motivante dell'organizzazione e della superiore "visione del mondo" degli Stati Nazional-socialisti.
Alla prova dei fatti, tanto l'operetta tragicomica di Mussolini (i mercanti ed i contandini che dovevano diventare invincibili guerrieri equipaggiati con i carrarmatini leggeri di latta (della plutocraticissima FIAT) e con i fucili di cartone già dei piccoli balilla), quanto il delirio, soltanto tragico, di Hitler (supportato da un popolo di ben altra tempra guerresca) hanno perso.
Ed hanno perso sul loro stesso terreno: quello della GUERRA.
Applico la stessa logica fascista (non ne esco!), se dico che per i vinti non può darsi giustificazione alcuna, né prova di appello può concedersi una volta passati oltre alla resa indecorosa o oltre alla completa disfatta militare.
Temo, per rientrare in metafora, che il "bambino" sia annegato nella stessa acqua con cui è stato lavato.
Non gettiamolo, no, ma diamogli pietosa sepoltura.
Siamo ancora In attesa della nascita di "uomini nuovi", in grado di dominare il proprio destino con il lucido intelletto e capaci di trovare motivazioni all'agire diverse dal "contare soldi" a fine giornata, a fine mese, a fine anno.
Mentre aspettiamo gli Uomini Nuovi, viviamo nel Regno del Denaro (non di chi si illude di controllarlo!) che pone tutti contro tutti.
Buona notte :)
Andrea4891
14-02-07, 22:53
Non farò del moralismo (anche se l'Umanità ha pure una dimensione etica), non farò dell'egualitarismo da quattro soldi. Un egualitarismo che, spesso, mi pare strumentale rispetto alle forme più subdole di sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
Una forma di stato e di governo, una forma di organizzazione della collettività non può che giudicarsi per la capacità di adattarsi efficacemente al sostrato umano ed alle altre condizioni "ambientali" che le lanciano la sfida dal "basso" caotico ed idealmente irriducibile dell'esistenza materiale.
Hitler e Mussolini si facevano beffe delle "democrazie plutocratiche" considerate deboli, inadatte a resistere al cozzo con la storia, inermi rispetto alla forza motivante dell'organizzazione e della superiore "visione del mondo" degli Stati Nazional-socialisti.
Alla prova dei fatti, tanto l'operetta tragicomica di Mussolini (i mercanti ed i contandini che dovevano diventare invincibili guerrieri equipaggiati con i carrarmatini leggeri di latta (della plutocraticissima FIAT) e con i fucili di cartone già dei piccoli balilla), quanto il delirio, soltanto tragico, di Hitler (supportato da un popolo di ben altra tempra guerresca) hanno perso.
Ed hanno perso sul loro stesso terreno: quello della GUERRA.
Applico la stessa logica fascista (non ne esco!), se dico che per i vinti non può darsi giustificazione alcuna, né prova di appello può concedersi una volta passati oltre alla resa indecorosa o oltre alla completa disfatta militare.
Temo, per rientrare in metafora, che il "bambino" sia annegato nella stessa acqua con cui è stato lavato.
Non gettiamolo, no, ma diamogli pietosa sepoltura.
Siamo ancora In attesa della nascita di "uomini nuovi", in grado di dominare il proprio destino con il lucido intelletto e capaci di trovare motivazioni all'agire diverse dal "contare soldi" a fine giornata, a fine mese, a fine anno.
Mentre aspettiamo gli Uomini Nuovi, viviamo nel Regno del Denaro (non di chi si illude di controllarlo!) che pone tutti contro tutti.
Buona notte :)
Così parlò Zarathustra.
:clap: :clap: :clap:
fausto scanner
14-02-07, 22:55
Così parlò Zarathustra.
:clap: :clap: :clap:
Mi trovi così Nietzchiano? ;)
Andrea4891
14-02-07, 23:13
Mi trovi così Nietzchiano? ;)
qualche passo era davvero poetico ... all'altezza :yes: :yes:
e nel complesso tutto condivisibile senza riserve OK!
fausto scanner
14-02-07, 23:17
qualche passo era davvero poetico ... all'altezza :yes: :yes:
e nel complesso tutto condivisibile senza riserve OK!
Bhe grazie! :bow:
Spero soltanto di non fare la fine di quel Filosofo: per il vero mi sento già sulla buona strada :rolleyes:
Non farò del moralismo (anche se l'Umanità ha pure una dimensione etica), non farò dell'egualitarismo da quattro soldi. Un egualitarismo che, spesso, mi pare strumentale rispetto alle forme più subdole di sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
Una forma di stato e di governo, una forma di organizzazione della collettività non può che giudicarsi per la capacità di adattarsi efficacemente al sostrato umano ed alle altre condizioni "ambientali" che le lanciano la sfida dal "basso" caotico ed idealmente irriducibile dell'esistenza materiale.
Hitler e Mussolini si facevano beffe delle "democrazie plutocratiche" considerate deboli, inadatte a resistere al cozzo con la storia, inermi rispetto alla forza motivante dell'organizzazione e della superiore "visione del mondo" degli Stati Nazional-socialisti.
Alla prova dei fatti, tanto l'operetta tragicomica di Mussolini (i mercanti ed i contandini che dovevano diventare invincibili guerrieri equipaggiati con i carrarmatini leggeri di latta (della plutocraticissima FIAT) e con i fucili di cartone già dei piccoli balilla), quanto il delirio, soltanto tragico, di Hitler (supportato da un popolo di ben altra tempra guerresca) hanno perso.
Ed hanno perso sul loro stesso terreno: quello della GUERRA.
Applico la stessa logica fascista (non ne esco!), se dico che per i vinti non può darsi giustificazione alcuna, né prova di appello può concedersi una volta passati oltre alla resa indecorosa o oltre alla completa disfatta militare.
Temo, per rientrare in metafora, che il "bambino" sia annegato nella stessa acqua con cui è stato lavato.
Non gettiamolo, no, ma diamogli pietosa sepoltura.
Siamo ancora In attesa della nascita di "uomini nuovi", in grado di dominare il proprio destino con il lucido intelletto e capaci di trovare motivazioni all'agire diverse dal "contare soldi" a fine giornata, a fine mese, a fine anno.
Mentre aspettiamo gli Uomini Nuovi, viviamo nel Regno del Denaro (non di chi si illude di controllarlo!) che pone tutti contro tutti.
Buona notte :)
Condivido pienamente, hai centrato il punto. Alla fine possono dire quello che vogliono, per alcune persone sono passati 70 anni invano!
Si ripropone sempre la stessa ideologia perdente, sembra nuova, ma è sempre la stessa riveduta e corretta.
Ma c'è ancora posto per questi rimasugli fallimentari nel mondo globalizzato del 2007? :no: :no:
Charlie
fausto scanner
15-02-07, 10:29
Condivido pienamente, hai centrato il punto. Alla fine possono dire quello che vogliono, per alcune persone sono passati 70 anni invano!
Si ripropone sempre la stessa ideologia perdente, sembra nuova, ma è sempre la stessa riveduta e corretta.
Ma c'è ancora posto per questi rimasugli fallimentari nel mondo globalizzato del 2007? :no: :no:
Charlie
Le ideologie sono un po' come i trading systems.
Vanno messi allo prova sul serio
Hai voglia di fare del backtesting, se poi applicati al mercato reale ti fanno perdere dei soldi, per quanto concepiti con eleganza intellettuale, sono da buttare.
:'(
Le ideologie sono un po' come i trading systems.
Vanno messi allo prova sul serio
Hai voglia di fare dei backtesting, se poi applicati al mercato reale ti fanno perdere dei soldi, per quanto concepiti con eleganza intellettuale, sono da buttare.
:'(
:D :D :D
Non farò del moralismo (anche se l'Umanità ha pure una dimensione etica), non farò dell'egualitarismo da quattro soldi. Un egualitarismo che, spesso, mi pare strumentale rispetto alle forme più subdole di sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
Una forma di stato e di governo, una forma di organizzazione della collettività non può che giudicarsi per la capacità di adattarsi efficacemente al sostrato umano ed alle altre condizioni "ambientali" che le lanciano la sfida dal "basso" caotico ed idealmente irriducibile dell'esistenza materiale.
Hitler e Mussolini si facevano beffe delle "democrazie plutocratiche" considerate deboli, inadatte a resistere al cozzo con la storia, inermi rispetto alla forza motivante dell'organizzazione e della superiore "visione del mondo" degli Stati Nazional-socialisti.
Alla prova dei fatti, tanto l'operetta tragicomica di Mussolini (i mercanti ed i contandini che dovevano diventare invincibili guerrieri equipaggiati con i carrarmatini leggeri di latta (della plutocraticissima FIAT) e con i fucili di cartone già dei piccoli balilla), quanto il delirio, soltanto tragico, di Hitler (supportato da un popolo di ben altra tempra guerresca) hanno perso.
Ed hanno perso sul loro stesso terreno: quello della GUERRA.
Applico la stessa logica fascista (non ne esco!), se dico che per i vinti non può darsi giustificazione alcuna, né prova di appello può concedersi una volta passati oltre alla resa indecorosa o oltre alla completa disfatta militare.
Temo, per rientrare in metafora, che il "bambino" sia annegato nella stessa acqua con cui è stato lavato.
Non gettiamolo, no, ma diamogli pietosa sepoltura.
Siamo ancora In attesa della nascita di "uomini nuovi", in grado di dominare il proprio destino con il lucido intelletto e capaci di trovare motivazioni all'agire diverse dal "contare soldi" a fine giornata, a fine mese, a fine anno.
Mentre aspettiamo gli Uomini Nuovi, viviamo nel Regno del Denaro (non di chi si illude di controllarlo!) che pone tutti contro tutti.
Buona notte :)
che la Germania abbia perso è indiscutibile.
IO PENSO CHE SIA SUCCESSO PER INTERVENTO DIVINO
(col che uno si può chiedere perchè non vi sia stato
intervento divino nel non fare nascere Hitler...)
Perchè dico ciò. Perchè Hitler con la sua stupidaggine (per ns fortuna)
ha allontanto quelle persone che erano in grado di dargli l'atomica.
E all'atomica Hitler c'è andato vicino...anzi forse ce l'aveva
ma veramente piccola.....micro direi.
Ultimamente su Sky è apparso un ex-tenente (non ricordo il nome)che
aveva combatuto in Africa e per una circostanza aveva incontrato
Mussolini che lo aveva preso in simpatia così da nominarlo
proprio incaricato di missioni delicatissime presso Hitler !!
E' lui che racconta (oltre a molti dettagli importanti , come per es.
dopo l'attentato ad Hitler, e tanti altri) di aver assistito
in una foresta tedesca ad un test i cui risultati fanno pensare
a qualcosa di simile all'atomica (visti gli effetti devastanti).
E chiudo. Se Hitler avesse avuto l'atomica...
le democrazie l'avrebbero preso in saccoccia .
Non è andata così (per fortuna) e possiamo dire
che le democrazie hanno vinto.....
chissà se così è stato deciso là..in alto !!
fausto scanner
15-02-07, 13:00
che la Germania abbia perso è indiscutibile.
IO PENSO CHE SIA SUCCESSO PER INTERVENTO DIVINO
(col che uno si può chiedere perchè non vi sia stato
intervento divino nel non fare nascere Hitler...)
Perchè dico ciò. Perchè Hitler con la sua stupidaggine (per ns fortuna)
ha allontanto quelle persone che erano in grado di dargli l'atomica.
E all'atomica Hitler c'è andato vicino...anzi forse ce l'aveva
ma veramente piccola.....micro direi.
Ultimamente su Sky è apparso un ex-tenente (non ricordo il nome)che
aveva combatuto in Africa e per una circostanza aveva incontrato
Mussolini che lo aveva preso in simpatia così da nominarlo
proprio incaricato di missioni delicatissime presso Hitler !!
E' lui che racconta (oltre a molti dettagli importanti , come per es.
dopo l'attentato ad Hitler, e tanti altri) di aver assistito
in una foresta tedesca ad un test i cui risultati fanno pensare
a qualcosa di simile all'atomica (visti gli effetti devastanti).
E chiudo. Se Hitler avesse avuto l'atomica...
le democrazie l'avrebbero preso in saccoccia .
Non è andata così (per fortuna) e possiamo dire
che le democrazie hanno vinto.....
chissà se così è stato deciso là..in alto !!
Eh si! L'ironia della Storia......Quegli scienziati Ebrei che Hitler costrinse alla fuga ed all'esilio, finirono per far pendere l'ago della bilacia della ricerca atomica in favore degli Alleati, togliendo risorse intellettuali agli staff di ricerca del Reich e dando ai competitors un vantaggio rivelatosi decisivo.
Ricollegandosi alla matrice demoniaco-esoterica del Nazismo, è il caso di concludere che: "Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi" :yes:
Proprio vero: anche il ducetto non fu lungimirante costringendo Fermi e altri a fuggire.
L'ironia della storia: sempre contro gli ebrei, eppure alcune delle migliori menti nella storia dell'umanità, in tutti i campi, erano proprio tali.
Einstein su tutti. Altro che razza ariana! KO! kO!
Charlie
fausto scanner
15-02-07, 14:54
Altro che razza ariana! KO! kO!
Charlie
Su dai! :D adesso non buttarli giù così questi Krucchi ;) .......quello che sono riusciti a fare nel corso della seconda Guerra Mondiale (nonostante un capo paranoico come Hitler ed i suoi errori di valutazione) è veramente impressionante, sia in termini di gestione militare dei numerosi fronti aperti, sia in termini di sostenimento dei livelli produttivi funzionali allo sforzo bellico, sia in termini di innovazione tecnologica (basti pensare ai carri armati tedeschi).
Un talento degno, davvero, di migliori cause.
Certo che chi vuole conquistare il mondo, andando contro quasi tutto il mondo, non può permettersi di fare a meno di tutte le risorse disponbili, anche intellettuali. Le proprietà ebraiche potevano essere semplicemente confiscate, ma il talento e l'integelligenza non si possono travasare da un titolare all'altro come il denaro o gli immobili.
Quella dell'Italia è un'altra storia: una storia di propaganda senza sostanza, di puro azzardo, di inadeguatezza diffusa.
Paradossale, poi, che il "Ducetto" finisse per credere alle balle che faceva raccontare, spesso a pagamento. Lo dico senza ironia, un vero genio della pubblicità (lui) ed una storia (la sua), per certi aspetti, molto moderna: peccato per il Duce che allora, per certe imprese "virtuali", i tempi non fossero ancora maturi! ;)
Buon pomeriggio! :)
Sì infatti l'efficienza tedesca era notevole. Erano super-efficienti anche nei lager, purtroppo :(
Comunque, sul piano militare, indubbiamente la Wehrmacht era un ...panzer! :D
Senza l'Urss, gli alleati non avrebbero mai vinto. Fu quello l'errore decisivo.
In quanto alla nostra storia, la storiografia imperante di stampo marxista non vuole mettere troppo in rilievo una considerazione invece importante: Mussolini temeva moltissimo la Germania, aveva paura (a ragione) di essere stritolato, dopo la Francia sarebbe toccato prima o poi all'Italia (non dimentichiamo che nel 1940 l'Urss e la Germania nazista erano alleati fraterni).
Non fece un calcolo del tutto sbagliato ad entrare in guerra al fianco del probabilissimo vincitore. L'alternativa era soccombere direttamente ai tedeschi.
Poi le cose presero una piega ben diversa, e i fraterni amici comunisti diventarono nemici.
Charlie
fausto scanner
15-02-07, 15:29
Sì infatti l'efficienza tedesca era notevole. Erano super-efficienti anche nei lager, purtroppo :(
Comunque, sul piano militare, indubbiamente la Wehrmacht era un ...panzer! :D
Senza l'Urss, gli alleati non avrebbero mai vinto. Fu quello l'errore decisivo.
In quanto alla nostra storia, la storiografia imperante di stampo marxista non vuole mettere troppo in rilievo una considerazione invece importante: Mussolini temeva moltissimo la Germania, aveva paura (a ragione) di essere stritolato, dopo la Francia sarebbe toccato prima o poi all'Italia (non dimentichiamo che nel 1940 l'Urss e la Germania nazista erano alleati fraterni).
Non fece un calcolo del tutto sbagliato ad entrare in guerra al fianco del probabilissimo vincitore. L'alternativa era soccombere direttamente ai tedeschi.
Poi le cose presero una piega ben diversa, e i fraterni amici comunisti diventarono nemici.
Charlie
Si è vero della Germania c'era da aver paura.....l'Italia avrebbe potuto essere invasa nel giro di qualche settimana....solo il tempo materiale di spostare truppe e logistica da nord a sud. Una lama nel burro!
Tuttavia il Duce avrebbe potuto, con la diplomazia, gestire una sorta di neutralità, così come fece il Generalissimo Franco. Dove non arrivò la paura, forse, si spinse l'ingordigia, e fu sottovalutata la capacità di resistenza della Perfida e PLutocratica Albione che sparigliò le carte (come certi trader che scommettono troppo presto sulla rottura di un supporto, il Duce lanciò lo short puntando tutto sulla Wehrmacht e la Luftwaffe ;) ).
D'altro canto paura e desiderio, quando mal controllati, anche in borsa tirano brutti scherzi.
Ancora una volta la borsa finisce per essere metafora della vita.
O il contrario? :confused: ;)
San Bernardino
16-02-07, 14:24
Piu' volte il gruppo Builderberg e' stato citato nel corso di questo thread come una potente e controversa associazione di plutocrati in grado di controllare e gestire il mondo politico e dell'informazione.
Io sinceramente non ho mai approfondito seriamente l'argomento.
Avverto pero' che la cosa andrebbe chiarita.
Vi posto un articolo a proposito apparso sul sito del CLM, Comitato Liberazione Monetario (http://www.colimo.org), il cui presidente ha avuto recentemente un incontro con il Presidente del Senato, Marini:
voi cosa ne pensate?
"Il Gruppo Bilderberg nasce nel 1952, ma prende questo nome solo nel 1954 quando il 29 maggio viene
indetto il primo incontro presso l'Hotel Bilderberg di Oosterbeek in Olanda. Da allora le riunioni sono
state ripetute 1 o 2 volte all'anno. All'inizio solo in Paesi Europei, ma dagli inizi degli anni '60 anche
in Nord America. Tra i promotori del gruppo bisogna menzionare almeno due personaggi: sua Maestà
il Principe Bernardo de Lippe di Olanda (ex ufficiale delle SS), che ne è rimasto presidente fino a
quando nel 1976 ha dovuto dare le dimissioni per lo scandalo "Lockheed" e Joseph Retinger un
"faccendiere" Polacco che si era costruito una fitta rete di relazioni tra personaggi della Politica e
dell'Esercito a livello Mondiale. Retinger viene descritto come l'investigatore del gruppo, la sua visione
era costruire un'Europa Unita per arrivare ad un Mondo unito in pace, dove potenti Organizzazioni
Sovranazionali avrebbero garantito con l'applicazione delle loro ideologie, più stabilità dei singoli
governi nazionali. Fin dalla prima riunione furono invitati banchieri, politici, universitari, funzionari
internazionali degli Stati Uniti e dei paesi dell'Europa Occidentale per un totale all'incirca di un
centinaio di personaggi, tra questi sembra anche Alcide De Gasperi. Ai tempi della costituzione
l'obiettivo dichiarato ufficialmente era quello di creare l'unità Occidentale per contrastare
l'espansione Sovietica.
La strategia.
William Cooper un anziano Sotto Ufficiale dei Servizi Segreti della Marina Statunitense, include
nel suo libro "Behold a pale horse" (Light Technology 1991) del materiale top secret nel quale è
illustrato il pensiero e la strategia adottati dal comitato politico del Gruppo Bilderberg. Questo
documento programmatico ha un titolo quanto mai significativo "Armi Silenziose per delle guerre
tranquille". Il documento riporta la data del maggio 1979, ma fu ritrovato solo nel 1986. Cooper
spiega "Ho letto dei documenti top secret che spiegano che "Armi Silenziose per delle guerre
tranquille" è una dottrina adottata dal comitato politico del Gruppo Bilderberg durante il suo
primo meeting nel 1954. Una copia trovata nel 1969 era in possesso dei Servizi di Informazione
della Marina Statunitense".
(…) Un vero manuale per l'uso, per professare una scienza che attraverso il controllo dell'economia
vuole soggiogare il mondo intero. Vista l'importanza e la complessità del documento sarebbe
necessario dedicargli un approfondimento specifico. In questa sede è sufficiente accennare alle
principali aree in cui si articola questo programma:
Perchè serve un sistema economico per controllare le masse.
Come controllare l'economia mondiale attraverso l'istituzione di un modello economico che sia
manipolabile e prevedibile.
Come addormentare le masse che subiscono l'attacco.
Grazie alla segretezza con cui si muovono, ma soprattutto grazie al potere che esercitano sugli
organi di informazione i Bilderbergers sono riusciti a controllare la pubblicità sulle loro riunioni e
sui temi discussi. Negli anni però qualche notizia è riuscita a trapelare sui principali temi trattati
durante le loro delibere segrete: i problemi finanziari internazionali; la libertà di emigrazione e
immigrazione; la libera circolazione dei prodotti senza dogane; l'unione economica internazionale;
la costituzione di una forza internazionale con la sopressione degli eserciti nazionali; la creazione di
un parlamento internazionale; la limitazione della sovranità degli stati delegati all'ONU o a tutti gli
altri governi sovranazionali. Temi che fanno capire il potere che questo gruppo è in grado di
esercitare. Sembra che tutte le decisioni più importanti a livello politico, sociale,
economico/finanziario per il mondo occidentale vengano in qualche modo ratificate dai
Bilderbergers. D'altronde scorrendo i loro biglietti da visita una cosa è certa: hanno le "leve" per
fare qualsiasi cosa. Accennavamo prima alla segretezza, questo è sicuramente un aspetto centrale
per la strategia del Gruppo. Le riunioni sono tenute in forma non pubblica e solo i giornalisti ufficialmente invitati possono essere ammessi. Al termine delle conferenze annuali (normalmente
durano un paio di giorni) viene redato un semplice comunicato stampa di un paio di pagine;
ovviamente non viene tenuta nessuna conferenza stampa. I vari partecipanti interrogati al riguardo
di queste riunioni sono sempre molto evasivi e se possono non rispondono. Gli organi di
informazione di massa non danno nessuna notizia su queste conferenze o se lo fanno, lo fanno con
un peso assolutamente insignificante non adeguato all'evento. Chi osserva e conosce i Bilderbergers
da parecchi anni afferma che anche la preparazione delle riunioni segue un rituale "curioso"
mirato a tutelare questo ambito di segretezza. L'Hotel selezionato viene occupato con qualche
giorno di anticipo. Parte del normale personale viene sostituito con personale di fiducia. La
domanda da porsi è perchè tutto questo? Perchè personaggi pubblici che discutono temi di interesse
pubblico non vogliono rendere note le loro decisioni? Questa è forse la prova più grossa sulla
natura e sulle vere finalità di questa organizzazione.
L'organizzazione.
Il Gruppo dei Bilderbergers recluta Politici, Ministri, Finanzieri, Presidenti di multinazionali,
magnati dell'informazione, Reali, Professori Universitari, uomini di vari campi che con le loro
decisioni possono influenzare il mondo. Tutti i membri aderiscono alle idee precedenti, ma non tutti
sono al corrente della profonda verità ideologica di alcuni dei membri principali, i quali sono i veri
istigatori e fanno parte anche di altre organizzazioni degli Illuminati dal nome: Trilaterale e
Commission of Foreign Relationship (…).
Gli italiani del gruppo.
L'Italia sembra giocare il suo ruolo nell'organizzazione, se non altro perchè Giovanni Agnelli è uno
dei membri dell'Advisory Committee e perchè come Francia, Germania ed Inghilterra ha due nomi
nello Steering Committee. In Italia sono state tenute 3 delle conferenze fatte nel periodo 1954-1999:
nel 1957 a Fiuggi, nel 1965 e nel 1987 a Villa d'Este. Ecco i nomi degli italiani che sembrano aver
partecipato alle ultime riunioni annuali:
· 1995 Giovanni ed Umberto Agnelli, Mario Draghi, Renato Ruggiero.
· 1996 Giovanni Agnelli, Franco Bernabè, Mario Monti, Renato Ruggiero, Walter
Veltroni.
· 1997 Giovanni ed Umberto Agnelli, Carlo Rossella, Stefano Silvestri.
· 1998 Giovanni Agnelli, Franco Bernabè, Emma Bonino, Luigi Cavalchini, Rainer
Masera, Tommaso Padoa- Schioppa, Domenico Siniscalco.
· 1999 Umberto Agnelli, Franco Bernabè, Paolo Fresco, Francesco Giavazzi, Mario
Monti, Tommaso Padoa-Schioppa, Alessandro Profumo.
La presenza della Bonino alla riunione del 1998, serve a spiegare il perchè dei suoi exploit del 1999,
oppure è solo una coincidenza? Ha forse trovato qualche gruppo di potere pronto a finanziarla? In
cambio di che cosa? Non lo sapremo mai, però il dubbio rimane.
L'ultimo incontro.
L'ultimo incontro del Gruppo si è tenuto in Portogallo dal 3 al 6 giugno. Un settimanale portghese
dal nome "The News" è stato il primo ad annunciare la notizia della riunione annuale con
l'edizione del primo maggio e da allora ha seguito l'escalation della preparazione dell'incontro fino
ad arrivare a pubblicare la lista dei partecipanti. Sembra che il Governo portoghese abbia ricevuto
migliaia di dollari dai Bilderbergers per organizzare un servizio militare compreso di elicotteri che
si occupasse di garantire la loro privacy e sicurezza. (…). Le informazioni che sono trapelate, hanno
permesso la stesura di una possibile agenda dei temi trattati:
stato di avanzamento della formazione di un blocco Asiatico sotto la leadership del
Giappone. Libero mercato, moneta unica e unione politica sono gli obiettivi da raggiungere
nella regione. Il modello Europeo è anche il punto di riferimento per la costituzione
dell'Unione Americana tra Usa e Canada.
2. Guerra in Kosovo:
formazione di un Grande Stato d'Albania a seguito della dichiarazione d'indipendenza del
Kosovo. Ridisegno dei confini della regione con il continuo smembramento della Yugoslavia
attraverso il ritorno all'Ungheria della provincia del nord composta da 350.000 persone di
etnia ungherese. Proseguimento dello stato di instabilità e di conflittodella regione.
Pianificazione della ricostruzione delle infrastrutture della regione a spesa dei contribuenti
occidentali.
3. Esercito dell'Europa Unita:
attuare al più presto la sostituzione delle Forze Armate della NATO con l'istituzione di
Forze Militari dell'Europa Unita. L'immagine negativa che la NATO si è costruita durante il
conflitto mette a rischio le sue operazioni. L'idea è che nella fase di avviamento l'Esercito
Statunitense sia da supporto a quello Europeo.
4. Anno 2000:
i Bilderbergers sono preoccupati dall'impatto del Millenium Bug, secondo le loro previsioni
sarà molto peggiore di quanto ci si possa aspettare. Un possibile progetto da intraprendere
potrebbe essere quello di nominare un personaggio di fama internazionale per aiutare
l'opera di sensibilizzazione necessaria.
5. Medio Oriente:
preparazione di un accordo di pace nella regione, con la dichiarazione dello Stato di
Palestina. Apparentemente le condizioni di pace non saranno così gradite da Israele e quindi
potrebbero rappresentare il pretesto per futuri conflitti e tensione nella regione.
6. Tassazione Globale a supporto dell'ONU:
L'obiettivo è finanziare il centro operativo del Governo Mondiale, con l'introduzione di una tassa
sul commercio via Internet. Questa tassa sarà sostituita in futuro da una tassa diretta individuale
che sarà raccolta in nome dell'ONU, direttamente da ogni singolo stato. I fatti degli ultimi tre mesi,
sembrano dimostrare che la maggior parte dei punti di questa agenda sono in fase di attuazione.
(…).(tratto da, Giorgio Dongiovanni, I signori del mondo, in Terzo Millennio, n°4 del 10/99 ).
Comitato di Liberazione Monetaria – Casella Postale 45 – 34077 Ronchi dei
Legionari"
Per consultare l'elenco dei partecipanti dal 1999 ad oggi vedere il sito: http://www.nwo.it/lista.html
San Bernardino
18-02-07, 18:25
Ecco un interessante articolo apparso sul sito http://www.centrofondi.it/report/report_07_04_05.pdf:
"22 luglio 2005
Un mondo governato dalle banche?
La notizia del giorno e’ la decisione storica della Banca Centrale cinese di svincolare lo
Yuan dal dollaro. Attualmente ci vogliono 8,11 yuan per comprare un dollaro con una
rivalutazione del 2% rispetto ai valori dei giorni scorsi, successivamente la valuta cinese
verra’ ancorata ad un paniere di monete.
Apparentemente tutto secondo i programmi, il governo cinese ha ceduto alle pressioni,
specie quelle americane, di far rivalutare lo yuan dopo l’eccellente dato sul PIL +9,5%.
Se pero’ andiamo a scavare un poco vediamo che la manovra di svincolo dal dollaro e
contestuale rivalutazione, minima rispetto a quello a quanto richiesto dagli Usa (20%),
sembra piu’ una mossa per prendere tempo ed anticipare il voto del congresso americano di
agosto sulle misure tariffarie per bloccare lo strapotere cinese; non solo ma la volonta’ di
agganciare lo yuan ad un paniere di monete sembra anche una pressione per far capire agli
americani di non calcare troppo la mano perche’ i cinesi potrebbero smettere di comprare a
mani basse titoli del tesoro americano per dedicarsi a comprare altre valute.
C’e’ anche un dato che stona con il dato del PIL ed e’ il calo repentino dei bond cinesi, del
rallentamento del traffico di merci su nave e della domanda di petrolio, argomenti affrontati
la settimana scorsa.
Non sarebbe la prima volta che il governo cinese occulta la situazione reale (pratica
comunque in uso in molti stati anche occidentali compreso il nostro) per arrivare
successivamente a scoprire che le cose erano molto diverse.
Altra notizia interessante e’ la pubblicazione di uno studio di Mediobanca sulla situazione
dei maggiori gruppi industriali italiani alla luce dell’entrata in vigore dei nuovi principi
contabili internazionali (IAS).
:eek: La cosa che emerge e’ un peggioramento della posizione debitoria di alcune societa’.
Fiat e Telecom le societa’ piu’ interessate:con i nuovi parametri il debito di Fiat al
dicembre 2004 e’ passato da 5 a 25 mld e al 31 marzo scorso l’indebitamento finanziario
complessivo e’ risultato 32,2 mld pari a 6 volte il patrimonio netto mentre Telecom ha visto
aumentare il debito nel 2004 di 3,3 mld e al 31 marzo risultava avere una posizione
debitoria di oltre 50,7 mld ovvero circa 2,5 volte il patrimonio netto.
:eek: Complessivamente il rapporto debiti/patrimonio netto e’ leggermente migliorato rispetto
all’anno precedente portandosi dal 130% al 125%
Anche se i risultati di bilancio sono migliorati, Telecom +5%, Lottomatica +28,5%, Fastweb
+22,8, il top della nostra industria risulta esasperatamente e pericolosamente indebitata.
:eek: Uno dei motivi e’ che in italia, attraverso il meccanismo delle catene di holding si permette
al socio di comando di avere il controllo della societa’ con un capitale enormemente
inferiore a quello degli azionisti di minoranza e dei creditori.
L’esempio piu’ eclatante, e malsano, e’ quello di Telecom in cui la Gpi-Camfin di
Tronchetti Provera con un capitale di soli 340 milioni di euro controlla 67 miliardi di euro
composti da 21 mld degli azionisti di minoranza e quasi 45 miliardi di euro dai creditori
(banche ed obbligazionisti) che tradotto in parole povere significa che con un misero
esborso dello 0,5% si controlla un colosso della telefonia mondiale.
Altri esempi sono la Ifi-Ifil della famiglia Agnelli (controllo con il 4% di esborso), la
Cofide-De Benedetti (5%), Italmobiliare della famiglia Pesenti (7%).
:eek: Il meccanismo permette ad imprenditori d’assalto o teste di ponte di controllare gruppi
estremamente redditizi facendo ricorso al debito, bancario e obbligazionario scaricandolo
totalmente sulla SpA da acquisire. Esempio, oltre a quelli fatti adesso, e’ Autostrade oggi
del gruppo Benetton, che nel 2001 aveva debiti finanziari per 1.500 milioni di euro e dopo
la cura, nel 2005, qualcosa come 10.049 milioni di euro.
:eek: Ora, o il mondo bancario e’ impazzito a dare soldi con questa facilita’ oppure qualcosa sta
bollendo in pentola.
:eek: Fino al 1992 le banche avevano il divieto di entrare nel consiglio di amministrazione di
un’azienda, oggi, con l’abolizione di quel divieto da parte di Bankitalia e l’avallo del
governo all’ora in carica, le banche possono a pieno diritto stare sul ponte di comando come
accaduto a Fiat dove le banche oggi sono il maggior azionista .
:eek: Se infatti agli obbligazionisti e’ possibile non restituire i debiti (Parmalat docet) alle banche
non e’ possibile ed automaticamente subentrano al debitore insolvente.
:eek: Con un panorama industriale cosi’ indebitato e con l’aumento dei tassi alle porte (Usa
docet) non e’ fantascienza pensare alle maggiori industrie governate dal sistema bancario
che e’ l’azionista di maggioranza, per adesso virtuale, del mondo economico italiano.
Sul fronte delle borse la prosecuzione dei rialzi dopo gli attentati di Londra ,nel ciclo
semestrale iniziato alla fine di aprile, impone una riflessione
Alla fine di aprile e’ iniziato un nuovo ciclo annuale, con quello precedente iniziato ad
agosto scorso e durato quindi appena 8 mesi, oppure siamo nel secondo semestrale di un
ciclo annuale il cui primo semestrale e’ durato 8 mesi?
Il dilemma e’ legittimo in quanto a parita’ di tempo l’indice ha fatto un 3% in piu’ rispetto
al primo semestrale e ciclicamente questo andamento e’ piu’ in accordo con la teoria di un
nuovo ciclo annuale.
Fatte queste considerazioni, questo andamento che arriva dopo quasi 3,5 anni dai minimi del
2002 ed in presenza di una situazione economica generale non brillante ci sembra molto
simile al periodo finale di una bolla speculativa.
Nel caso 1 (di un nuovo ciclo annuale da aprile scorso) avremo un indice che potrebbe
crescere fino ai 5.000, 5.100 punti fino ai primi di settembre con un repentino marcia
indietro, nel caso 2 (2° ciclo semestrale) il massimo dovrebbe essere vicinissimo.
Queste due prospettive sono presenti anche sui grafici dei canali.
In quello del ciclo a 4 anni c’e’ ancora spazio di crescita, fino a 5100 circa), mentre in
quello dei canali sul ciclo annuale sarebbe gia’ stato raggiunto il massimo.
In questo caso vista la non chiarezza della situazione la prudenza e’ la miglior tattica.
That’s all folks"
per curiosità. è possibile sapere a quanto ammontava
ed a quanto ammonta la ricchezza del sistema bancario
italiano.
Mi interessa sapere se, in proporzione, alla ricchezza
del Paese la quota detenuta dalle banche sia cresciuta
o meno.
San Bernardino
18-02-07, 21:49
per curiosità. è possibile sapere a quanto ammontava
ed a quanto ammonta la ricchezza del sistema bancario
italiano.
Mi interessa sapere se, in proporzione, alla ricchezza
del Paese la quota detenuta dalle banche sia cresciuta
o meno.
Caro Ramirez,
non ho questo dato a portata di mano.
Quello che so e' che, solo in relazione ai redditi da interesse, il sistema bancario italiano guadagna almeno 192 miliardi all'anno, circa 6 volte l'importo dell'ultima finanziaria.
L'attivo totale netto per il 2004 delle banche del sistema europeo e' stato di 25.000 miliardi di euro a fronte di un capitale complessivo di 1600 miliardi! Basti pensare che la massa monetario circolante nell'area euro e' calcolata intorno ai 20600 miliardi di euro!
San Bernardino
18-02-07, 23:49
Basilea 2, l'accordo siglato nel 1999 dal Comitato di Basilea, un organo della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) a cui aderiscono i governatori delle banche centrali di almeno 100 paesi, sembra favorire principalmente il sistema bancario. Cosa ci si poteva aspettare d'altronde da un organismo che e' gestito dal sistema bancario stesso e ha il potere di influenzare il sistema economico-finanziario di tutto il mondo al di fuori di ogni forma di controllo esterno?
Ecco cosa riporta un recente articolo del Sole 24Ore (http://www.analisiaziendale.it/basilea2_favorisce_pmi_e_banche_1000497. html:):
"Il nuovo accordo sul capitale di Basilea 2 sui requisiti minimi patrimoniali delle banche avrà un impatto positivo sul sistema bancario Ue con un risparmio di capitale stimato nell'ordine del 5,3% circa, cioè tra gli 80 e i 100 miliardi di euro, che sale all'8% nel caso specifico dell'Italia, pari a 7,5 miliardi. Lo rende noto uno studio effettuato da PriceWatherhouseCoopers su incarico della Commissione europea, concluso quest'estate. Il progetto discusso e approvato in una sessione del parlamento europeo verrà utilizzato come bozza della futura direttiva Capital Adequacy 3.
Benefici per le banche? «Il risparmio di capitale consentirà di sviluppare l'attività di credito ottenendo maggiori ricavi. Un risparmio di 7,5 miliardi di capitale si tradurrà in circa 500 milioni di valore economico generabile all'anno per l'azionista». Però bisogna investire per adeguare il sistema. «Ci vorranno circa 470 milioni di euro pretasse che corrispondono allo 0,01% degli impieghi del sistema bancario» conclude Neri «gli investimenti verranno ripagati al primo anno di entrata in vigore di Basilea 2 con un guadagno di 60 milioni».
COntinuo ad essere un ragioniere !!!
Trovo i numeri più affidabili delle parole.
E i numeri mi dicono.......mi dicono che Profumo
ha affermato che a 9 euro è disposto a vendere UNICREDIT.
Certo un bel sovrapprezzo.....ma se è giusta l'ipotesi
di San Bernardino...si tratterebbe di un regalo....
come la mettiamo?
San Bernardino
22-02-07, 13:36
Ecco un interessante articolo da http://www.businessonline.it/1/EconomiaeFinanza/1127/Quando_la_ricchezza_genera_super-ricchezza_%E8_difficile_parlare_di_merit i.html
"Quando la ricchezza genera super-ricchezza, è difficile parlare di meriti.
Nell’ultima classifica annuale degli uomini più ricchi al mondo – una sorta di passerella della plutocrazia – stilata dalla rivista americana “Forbes”, compaiono ancora una volta i soliti nomi
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DI PIERRE TRISTAM
Nell’ultima classifica annuale degli uomini più ricchi al mondo – una sorta di passerella della plutocrazia – stilata dalla rivista americana “Forbes”, compaiono ancora una volta i soliti nomi: in testa alla graduatoria Bill Gates, con 50 miliardi di dollari, un patrimonio che supera il PIL di circa 150 paesi al mondo; seguono Warren Buffet con 42 miliardi di dollari, il finanziere messicano-libanese Carlos Slim Helu con 30 miliardi, i cinque eredi di Sam Walton con 16 miliardi di dollari ciascuno per un totale di 79, e così via.
Tre anni fa i miliardari erano 476, oggi il numero è salito a 793, e ognuno di questi nomi rappresenta una piccola quota di speculazione economica su ciascuno di noi. Al giorno d'oggi il denaro scatena reazioni solitamente associate al sesso: desiderio, invidia, risentimento (nei confronti di chi ne ha così tanto), giudizi morali. Ma se la vita sessuale degli individui, per quanto ostentata possa essere, rimane di fatto irrilevante per il benessere pubblico, non si può dire altrettanto per la ricchezza, soprattutto quando si parla del patrimonio di miliardari, non sempre frutto di guadagno come essi vorrebbero far credere.
“C’è gente che attribuisce al benessere materiale una valenza comunque negativa, ritenendolo immorale, e in questo c’è del ridicolo”, ha scritto Michael Kinsley in un recente articolo. “Ma è insulso anche il contrario, associare automaticamente denaro e virtù”. Anche se, aggiunge, “probabilmente è vero che la maggior parte dei miliardari nel costruire il proprio benessere ha contribuito a migliorare anche la vita degli altri”. Una simile affermazione presuppone un rapporto causa-effetto tra ricchezza e meriti individuali, come dire che più sei ricco, più hai contribuito al benessere generale della società. Seguendo questo ragionamento risulta poi comodo sostenere che la ricchezza, proprio in virtù dei vantaggi che è in grado di apportare, dovrebbe essere incoraggiata di più e tassata di meno, un’idea che è stata presa piuttosto alla lettera a partire dal governo di Ronald Reagan che inaugurò gli anni dei grandi tagli alle tasse. Ma dire che l’accumulazione di ricchezza vada di pari passo con il “miglioramento della vita di tutti” è assurdo.
In primo luogo, perché mai dovrebbe essere “ridicolo” sostenere che una grande ricchezza sia immorale, o perlomeno frutto di corruzione? Kinsley non contesterebbe certo il famoso detto di Lord Acton secondo cui il potere tende a corrompere e il potere assoluto corrompe in modo assoluto. Ora, il denaro è potere. E una gran quantità di denaro significa un grande potere. I politici non sono corrotti per il modo in cui portano avanti battaglie culturali davanti alle cliniche per l’aborto, ma per il fatto che usano il loro potere per distribuire quei 2,5 mila miliardi di dollari nel budget federale. Il potere tende a concentrarsi nelle mani di chi dispone di denaro. Quindi riconoscere al benessere materiale valenze non del tutto positive (per non dire che si tratta di qualcosa di immorale) è tutt’altro che ridicolo.
In secondo luogo, l’accumulo di denaro, a differenza di quelli che vengono definiti passi avanti nella sfera creativa, segue un andamento di crescita esponenziale: se Bill Gates oggi è otto volte più ricco rispetto al 1992, anno in cui il suo patrimonio ammontava a 6,3 miliardi di dollari, non significa però che in questo modo egli abbia contribuito a rendere la vita di chi usa prodotti Microsoft otto volte migliore. Semplicemente egli ha tratto vantaggio otto volte tanto dal proprio mercato di prodotti, per esempio usando il potere di cui dispone per fissare i guadagni acquisiti e facendo in modo di limitare la concorrenza, impedendo così che altri potessero conseguire un miglioramento del proprio tenore di vita. A essere onesti, bisogna ammettere che la fondazione Gates, che ogni anno devolve in progetti di beneficenza 1 miliardo di dollari su un totale complessivo di 25 miliardi destinati alla causa, contribuisce al benessere di decine di migliaia di persone, e con effetti calcolabili in termini esponenziali se si considera che un solo vaccino ha il potere di moltiplicare l’aspettativa di vita.
Ma quella di Gates è una solidarietà che fa eccezione. Gli eredi di Walton, che messi insieme dispongono di un patrimonio di 30 miliardi di dollari superiore al suo, danno in beneficenza nemmeno un quinto di quello che dà Gates (170 milioni di dollari nel 2004) e con modalità che assomigliano ben più a campagne politiche o ad attività di pubbliche relazioni che a pura solidarietà."
San Bernardino
23-02-07, 22:12
Ecco alcune interessanti riflessioni a proposito di America e plutocrazia:
Meritocracy or Plutocracy?
ZNet Top
Economy Home
"by Nathaniel J. Graham
New Unionist
February 18, 2002
In Plato’s Republic, an ideal society is described in which rulers are chosen for their superior intellect and merit and where justice is the guiding moral principal. Plato rejected the principal of democracy, or rule by majority, because it attaches no special qualifications to political power.
This sentiment was largely shared by the founding fathers. As one put it: "When I mention the public, I mean to include only the rational part of it. The ignorant and vulgar are as unfit to judge the modes of government, as they are unable to manage its reins." In the debates on the Constitution, James Madison carried this idea even further by pointing out that if elections in England "were open to all classes of people, the property of landed proprietors would be insecure. An agrarian law would soon take place," democratically giving land to the rabble. Such an event was regarded by the Federalists as pretty much a worst case scenario. To prevent such an injustice, it was recognized straight away that authentic power had to reside with the "men of best quality" and exercised by "responsible men" who could be counted on to wisely judge their own interests as well as the interests of the whole population. Talk about elections and democracy was fine for revolutionary pamphlets and the ignorant rabble, but that’s about it.
Although few will admit to it openly, rejection of democracy in this sense is a standard belief which is shared among virtually the entire ruling elite even today. Of course, then is not now. The situation today is significantly different in at least one important respect, namely, the modes of production and exchange. Like all of the founders of classical liberalism, Madison lived before the industrial development of capitalism. The composition of the labor force was radically different in his day. At the time of the American Revolution, less than 10 percent of the population rented out their labor to an owning class. (i.e., worked for someone else), while almost everyone else was self employed. Today, those percentages are nearly reversed.
Modern capitalism has substituted the motive of private profit in place of public duty. Filling in for the "benevolent philosophers" and "enlightened statesmen" envisioned by Madison, we have giant corporations like Enron. The principal qualification for political power, far from being individual merit, has become the ability to raise vast sums of money by selling out to whoever has it. Proof: the 2000 presidential election.
It’s kind of interesting to see how these issues are played out in contemporary American culture, especially among conservatives. What’s even more interesting is that this kind of influence peddling is considered completely normal and even virtuous among certain sectors of the business community.
A couple of weeks ago, Bill Moyers did an interview with Bob Bartley, the conservative editor of the Wall Street Journal for his new PBS series, NOW. One of the more heated exchanges went something like this:
BILL MOYERS: Should corporations like Enron be able to give as much money as they want to the politicians?
ROBERT BARTLEY: I think so, as long as it’s adequately disclosed.
BM: Doesn’t this unbalance the very capitalist system toward the excesses that you’re concerned about, if they have that much power? If they have that much power, that much influence, they can get away with a lot, Bob.
RB: Yeah, but you’re assuming everyone is on one side, and that’s not the way these usually turn out. You’ll have Enron on one side and some other big corporation on the other side, and . . .
BM: But people with money have more clout than people who don’t.
RB: Yes, it’s better to be rich than poor.
BM: But is that what democracy is about?
RB: Yeah, equality of opportunity.
BM: Equality of opportunity as defined by wealth?
RB: Well, some people get wealthier that others if you have equality of opportunity. But if you try to level society, then nobody’s going to do anything.
Mr. Bartley’s unstated premise is that capitalism is a system of social advancement based on individual merit and ability. That’s the message that an army of conservative talk show hosts and other corporate errand boys are constantly trying to drill into our heads. That message is everywhere: radio, television, newspapers and magazines. You can hardly escape from it. Here in Los Angeles, I have 60 cable channels and they’re all obediently reinforcing the same message. I don’t even need a remote.
Capitalism is a wonderful thing, we are told, because without such incentives, "nobody’s going to do anything."
Absolutely brilliant, really. There is just one problem with this picture. A closer examination of how capitalism actually works -- who does the work, who gains the wealth and how that wealth is accumulated, reveals that Mr. Bartley has it exactly backwards. Capitalism as it actually exists functions more like an inverse meritocracy -- a system of social advancement based on the exploitation of the members of society who actually perform the work, and who therefore create all value. To fully appreciate this point, I’d recommend a thorough reading of "The Law of Value," chapter 14 of Connie Furdeck’s Marxist study material, available online at http://www1.minn.net/~nup/ch14.htm
At the core of Mr. Bartley’s argument is the assumption that economic status is deserved. The religion that wealth is the ultimate yardstick of personal merit has been portrayed by the wealthy as some kind of iron law of economics. Within this warped framework of understanding, the entire conservative agenda makes perfect sense: the rich deserve political power, while the poor deserve a boot on the neck.
That’s the Republican version of Plato’s ideal society.
The Enron scandal provides us with a good opportunity to see that society in action. Among all of the juicy and fascinating factoids unearthed by the Enron investigation, I’d like to emphasize just one. -- Enron was not an energy company in the traditional sense. It was an energy trading company, meaning that it did not actually produce energy. Profits were generated by buying up energy credits at low prices and selling them at high prices. According to the conservative paradigm, that’s supposed to be how real value is created.
So here in California, for example, the energy game was pretty straightforward. Energy contracts were hoarded, shortages were artificially created at precisely the moments of peak demand, and piles of cash were scooped up with a big shovel provided at taxpayer expense. Statistics compiled by the Public Utilities Commission show a clear pattern of energy market manipulation. Trending graphs leave little doubt about what really happened, and yet, some of the preposterous "solutions" offered by no-gray-matter Davis and the Bush administration include increasing public subsidies for the construction of more privately owned power plants and the loosening of certain environmental regulations.
The Enron business model of buy low, do nothing (except for bribery and market manipulation), and sell high isn’t just some aberration -- some bizarre exception to the "free market" system. For the owning class, that’s pretty much how capitalism works in general. It doesn’t matter whether the items "bought low and sold high" are energy credits, people (labor power) or lifeless commodities. The general profit making method is the same. Of course, two seconds worth of thought shows that this kind of "investment" activity contributes nothing to the real economy. In fact, it is extremely wasteful and destructive. The owning class is economically useless at best, parasitic and destructive at worst. Meanwhile, the working class (accounting for roughly 90 percent of the population) is being robbed on a massive scale. That’s called "democracy."
:eek: Under industrial capitalism, the ideal society, originally conceived by the founding fathers as a meritocracy and advertised as a democracy, has been transformed into something more like a plutocracy."
Da http://www.zmag.org/content/Economy/grahamenron.cfm
Da Ilfoglio.it
A febbraio l’intera capitalizzazione di Borsa ha superato gli 800 miliardi di euro, una percentuale che corrisponde al 53 per cento circa del pil italiano. Le banche quotate hanno una capitalizzazione complessiva di poco meno di 264 miliardi di euro, più di un quarto del valore dell’intera Borsa italiana e oltre un settimo del pil. Questa cifra non comprende importanti realtà non quotate come la Popolare di Vicenza e Veneto Banca (che a breve ingloberà la Popolare di Intra), l’intero universo delle Casse di Risparmio (fatta eccezione per la Cassa di Risparmio di Firenze), né le Banche di credito cooperativo.
E non comprende nemmeno le banche controllate da gruppi non bancari quotati come, per esempio, Unipol Banca e Banca Mediolanum. Ai 264 miliardi andrebbero aggiunti 43,7 miliardi di capitalizzazione delle Generali, che secondo l’Antitrust sono di fatto gestite da Mediobanca, suo primo azionista con una quota del 14,1 per cento del capitale. Un peso, quello degli istituti di credito, che è ben riflesso dalla composizione dello S&P/Mib, l’indice più rappresentativo di Borsa italiana.
Delle 40 società che lo compongono, nove sono banche (cui si deve aggiungere la solita Generali).
Il potere delle banche non deriva dalla capitalizzazione ma soprattutto dalla ricchezza di mezzi. Secono le stime dell’Abi, l’intero universo bancario italiano al 31 dicembre 2006 poteva contare su una raccolta, costituita da depositi e obbligazioni, pari a 1.193,5 miliardi di euro. I soli depositi da parte di clientela residente sono stimati a 716 miliardi, poco meno della metà del pil.
Sui depositi, cioè i soldi giacenti sui conti correnti, le banche pagano interessi attivi che spesso non superano lo 0,25 per cento netto. Un’inezia, se si pensa che il tasso di riferimento della Banca centrale europea è al 3,5 per cento. Le nostre banche, quindi, sono cariche di munizioni che pagano pochissimo.
Non c’è praticamente alcuna vicenda finanziaria che non veda una o più banche giocare il ruolo di ago della bilancia.
Da Ilfoglio.it
A febbraio l’intera capitalizzazione di Borsa ha superato gli 800 miliardi di euro, una percentuale che corrisponde al 53 per cento circa del pil italiano. Le banche quotate hanno una capitalizzazione complessiva di poco meno di 264 miliardi di euro, più di un quarto del valore dell’intera Borsa italiana e oltre un settimo del pil. Questa cifra non comprende importanti realtà non quotate come la Popolare di Vicenza e Veneto Banca (che a breve ingloberà la Popolare di Intra), l’intero universo delle Casse di Risparmio (fatta eccezione per la Cassa di Risparmio di Firenze), né le Banche di credito cooperativo.
E non comprende nemmeno le banche controllate da gruppi non bancari quotati come, per esempio, Unipol Banca e Banca Mediolanum. Ai 264 miliardi andrebbero aggiunti 43,7 miliardi di capitalizzazione delle Generali, che secondo l’Antitrust sono di fatto gestite da Mediobanca, suo primo azionista con una quota del 14,1 per cento del capitale. Un peso, quello degli istituti di credito, che è ben riflesso dalla composizione dello S&P/Mib, l’indice più rappresentativo di Borsa italiana.
Delle 40 società che lo compongono, nove sono banche (cui si deve aggiungere la solita Generali).
Il potere delle banche non deriva dalla capitalizzazione ma soprattutto dalla ricchezza di mezzi. Secono le stime dell’Abi, l’intero universo bancario italiano al 31 dicembre 2006 poteva contare su una raccolta, costituita da depositi e obbligazioni, pari a 1.193,5 miliardi di euro. I soli depositi da parte di clientela residente sono stimati a 716 miliardi, poco meno della metà del pil.
Sui depositi, cioè i soldi giacenti sui conti correnti, le banche pagano interessi attivi che spesso non superano lo 0,25 per cento netto. Un’inezia, se si pensa che il tasso di riferimento della Banca centrale europea è al 3,5 per cento. Le nostre banche, quindi, sono cariche di munizioni che pagano pochissimo.
Non c’è praticamente alcuna vicenda finanziaria che non veda una o più banche giocare il ruolo di ago della bilancia.
Oh finalmente !!!
Questo (+ o -) era quello che avevo chiesto io.
Cioè determinare se le banche, poco a poco, possano
fagocitare tutta (quasi) l'economia di un Paese.
Questo sì che è un problema da sviscerare.
Confrontando i dati storici occorrerebbe verificare se, nel tempo,
la quota di pil di proprietà delle banche sia aumentata o meno.
Questo è importante. Perchè è evidente che le banche
siano equiparabili al 'banco' della roulette.
Alla fine sono le banche che vincono. Sia guadagnando
su clienti sani sia guadagnando su clienti finiti male.
Ora o l'economia di un Paese è abbastanza forte da
crescere (e molto) e rinnovvarsi creando ex-novo nuove
realtà imprenditoriali oppure è chiaro che alla fine,
come nel gioco di MONOPOLI, tutta sarà in mano
al sistema finanziario.
Perchè è evidente che le banche
siano equiparabili al 'banco' della roulette.
Alla fine sono le banche che vincono. Sia guadagnando
su clienti sani sia guadagnando su clienti finiti male.
Ora o l'economia di un Paese è abbastanza forte da
crescere (e molto) e rinnovvarsi creando ex-novo nuove
realtà imprenditoriali oppure è chiaro che alla fine,
come nel gioco di MONOPOLI, tutta sarà in mano
al sistema finanziario.
Oro colato.
Finalmente al di là di ogni confronto ideologizzato si esamina il problema con buon senso e realismo.
San Bernardino
25-02-07, 15:32
Ecco un interessante contributo su signoraggio, plutocrazia, usura bancaria e democrazia. Per la sua lunghezza ve lo invio in tre parti.
Storia della moneta e del controllo monetario fino ad oggi
(tratto dal libro ” l’Uomo libero ” di Consoli Mario)
29/9/2005
Senza dover ripercorrere la storia della moneta sin dall’antichità, ci concentriamo sugli eventi più importanti che hanno determinato nel tempo la situazione in cui ci troviamo oggi: :eek: il controllo mondiale della moneta da parte di poche famiglie che possiedono o controllano banche, imprese multinazionali, mass media, ecc. Tanto per citarne alcune: i Rothschild, i Paterson, i Morgan, i Rockefeller, i Warburg.
Nel 1694, regnante Guglielmo III d'Orange, un gruppo di finanzieri capeggiati da William Paterson prestarono un milione e duecentomila sterline al governo inglese al tasso d'interesse dell'8 per cento annuo. Il re, per ottenere il prestito, concesse alla Banca di Paterson l'autorizzazione a stampare cartamoneta — allora chiamata “nota di banca” — per un importo equivalente alla somma prestata. La Banca si trovò quindi — oltre ad essere proprietaria di un capitale sul quale percepiva gli interessi — a disporre di una massa monetaria fittizia — non corrispondente a nessuna ricchezza reale — con la quale poteva intraprendere fruttuose operazioni finanziarie o concedere prestiti sui quali percepire altri interessi.
Per il governo inglese, che rinunciò a battere cartamoneta in proprio — il che sarebbe stato più semplice ed economicamente meno pericoloso —, cominciò la lunga e mai terminata sequela di interessi da versare alla Banca, e nell'economia inglese si consentì la circolazione di denaro inventato col quale illegittimamente si promuovevano speculazioni finanziarie.
Purtroppo l'esempio inglese, nei secoli successivi, fu seguito da pressoché tutti i governi del mondo, permettendo di giungere all'attuale situazione, dove nessun popolo è proprietario della moneta che utilizza e tutti sono debitori delle Banche private che battono moneta.
Le Banche, nel momento stesso della loro nascita, hanno iniziato a creare moneta fittizia — pensiamo all'immensa massa di denaro virtuale oggi circolante nel mondo — dando vita a una colossale truffa ai danni dei popoli. Non bisogna mai dimenticare infatti che il prezzo che gli uomini debbono pagare per l'utilizzo di una cartamoneta “irreale”, creata dal nulla, è il lavoro, la produzione, beni mobili ed immobili, cioè ricchezza “reale”.
Quando le Banche iniziarono a conservare entro depositi blindati i valori dei cittadini che, per motivi di sicurezza, preferivano delegare loro questa incombenza, consentirono anche, agli stessi cittadini, di compilare dei “buoni di cessione” di questi preziosi per utilizzarli come forma di pagamento. Si tratta dei capostipiti del moderno assegno.
Il banchiere notò che la tendenza di chi depositava era rivolta più al risparmio che all'utilizzo a breve dei beni: solo il 10 per cento veniva movimentato. Egli dunque pensò bene che non avrebbe rischiato molto creando, a proprio uso, ricevute di pagamento per un importo pari al 90 per cento dei valori depositati presso la sua Banca. E queste ricevute furono da subito utilizzate per concedere prestiti ad interesse e partecipare a fruttuose attività finanziarie.
Oggi siamo andati molto più in là; il denaro, che l'antico banchiere aveva illegittimamente creato — non essendo lui il proprietario dei beni depositati — era pur sempre garantito da beni esistenti; ora viene semplicemente stampato “ex nihilo”, senza nessuna garanzia e senza nessun limite, e in più si è aggiunto il denaro virtuale, elettronico. La massa di moneta, nelle sue varie forme, attualmente circolante nel mondo ed utilizzata per speculazioni di ogni tipo, è 60 volte superiore a quella usata per lo scambio delle merci.
:mmmm: Un'altra considerazione ci sembra degna di nota: se il popolo fosse il vero proprietario della moneta, questa, al momento del suo conio, dovrebbe essere attribuita allo Stato e non, come oggi avviene, messa a suo debito. E, per di più, il valore monetario nasce dal fatto che il popolo accetta e usa il denaro e non perché qualcuno ha pensato bene di stamparlo. Se lo stesso banchiere avesse emesso pari banconote in un'isola deserta, quale valore potrebbero avere?
Ciononostante, le Banche centrali, che sono banche private, creano moneta addebitandola al popolo e, truffa per truffa, la pongono a bilancio sotto la voce “passivo”. Nonostante l'unica spesa sostenuta sia il costo della carta, dell'inchiostro e della stampa. Quindi le banche sui colossali proventi da signoraggio sulla moneta non ci pagano neanche un centesimo di tasse e perciò sono i più grandi evasori fiscali.
E la moneta viene prestata allo Stato e agli Istituti bancari che, su tali operazioni, dovranno pagare interessi.
:eek: Questa trafila è ormai così consolidata che nessuno si pone quesiti sulla sua ineluttabilità.
Pur tuttavia qualcosa di segno opposto è già avvenuto e continua ad avvenire ancora oggi. Lo Stato in effetti conia, presso la sua Zecca, le monete metalliche — per importi assai limitati in confronto a quelli del cartaceo — ed in passato furono stampate in Italia banconote da 500 lire come “Biglietto di Stato a corso legale”. I cittadini non hanno certo rilevato un fatto del genere, così come non se ne rendono conto per ciò che riguarda le monetine che oggi, nell'era dell'Euro, vengono coniate dai singoli Stati, seppure per importi rigidamente determinati dalla Banca Centrale Europea. Siamo cioè arrivati al colmo: ora è lo Stato a dover chiedere al potere bancario l'autorizzazione a battere moneta, peraltro per importi piccolissimi — gli spiccioli appunto —, e non l'inverso, come avveniva nel 1694 in Inghilterra, quando iniziò il lungo percorso della grande truffa monetaria.
:mmmm: Per quale motivo dunque lo Stato, non potrebbe stampare anche la cartamoneta, sottraendo così questa prerogativa alle Banche private? OK! In tal modo si affermerebbe il diritto alla sovranità monetaria, fondamentale per la libertà di un popolo così come quella territoriale, quella militare e quella politica.
Thomas Jefferson, presidente americano dal 1801 al 1808, a tale proposito ebbe a dire: :eek: «Credo che per le nostre libertà le istituzioni bancarie siano più pericolose degli eserciti nemici. Sono già arrivate al punto di erigersi in un'aristocrazia del denaro che sfida il governo. La facoltà di emettere moneta dovrebbe essere loro strappata e restituita al popolo, al quale giustamente appartiene. In realtà, il potere di produrre moneta dovrebbe essere riservato soltanto allo Stato, che provvederebbe a metterla in circolazione a seconda delle necessità».
Stretti dalla morsa del ricatto bancario, i governi sono costretti invece a pagare cifre di interessi tali da incidere pesantemente sul bilancio delle proprie nazioni. :eek: Le tasse che i cittadini debbono versare, invece di finanziare opere pubbliche, servono a coprire anche questi interessi. Per le strade, gli acquedotti, gli ospedali e tutte le altre strutture necessarie alla collettività, lo Stato è dunque costretto a chiedere nuovi prestiti, sui quali tutti dovremo pagare il balzello riservato ai banchieri.
:eek: Si tratta di una situazione assurda e solo apparentemente inevitabile: basterebbe che lo Stato tornasse a battere moneta e tutto sarebbe risolto. OK! Parecchi hanno intravisto la possibilità di questa soluzione, ma sinora nessuno è riuscito a diffondere questa idea, in modo tale da creare una coscienza collettiva, necessaria per una radicale ribellione, né alcun politico è riuscito ad attivare provvedimenti alternativi senza scontrarsi — rovinosamente — con i poteri forti che governano il mondo.
Due presidenti statunitensi, per altri versi assai discussi, tentarono un'inversione di marcia.
:eek: Abraham Lincon fece stampare dei “Biglietti degli Stati Uniti” — chiamati, per il loro colore, “greenbacks” — su cui non gravavano interessi da pagare alle banche. Tutti sanno che nel 1865 Lincon fu ucciso; qualche storico induce a collegare la persona dell'assassino, John Wilkes Booth, con casa Rothschild.
:eek: John F. Kennedy tentò un provvedimento analogo — alcune banconote prive di interesse stampate allora sono ancora in circolazione —, ma l'iniziativa non ebbe molta durata per quel che avvenne a Dallas nel 1963.
Il 4 giugno 1963, venne fatto un piccolo tentativo per togliere alla Federal Reserve Bank il suo potere di prestare la moneta al governo facendosi pagare un interesse. In quel giorno, il presidente John Fitzgerald Kennedy firmò l'ordine esecutivo numero 11110 che ripristinava al governo USA il potere di emettere moneta senza passare attraverso la Federal Reserve. L'ordine di Kennedy dava al Ministero del Tesoro il potere "di emettere certificati sull'argento contro qualsiasi riserva d'argento, argento o dollari d'argento normali che erano nel Tesoro".
In tutto, Kennedy mise in circolazione banconote per 4,3 miliardi di dollari. :eek: Le conseguenze di questa legge furono enormi. Con un colpo di penna, Kennedy stava per mettere fuori gioco la Federal Reserve Bank di New York. Se fosse entrata in circolazione una quantità sufficiente di questi certificati basati sull'argento, questa avrebbe eliminato la domanda di banconote della Federal Reserve.
:eek: Dopo che Kennedy fu assassinato, dopo appena cinque mesi, non vennero più emessi certificati garantiti da argento.
Virtualmente, tutti i seimila miliardi di dollari di debito sono stati creati a partire dal 1963. :eek: Se un presidente statunitense avesse utilizzato l'ordine esecutivo numero 11110, il debito non sarebbe assolutamente ai livelli correnti. :eek: Forse l'assassinio di JFK fu un avvertimento ai futuri presidenti che avessero pensato di estinguere il debito eliminando il controllo che la Federal Reserve esercita sull'emissione monetaria. Kennedy aveva sfidato il governo monetario attaccando i due sistemi che sono sempre stati usati per aumentare il debito: la guerra e la creazione della moneta da parte di una banca centrale privata. I suoi sforzi per far uscire dal Vietnam le truppe americane entro il 1965 e l'Ordine Esecutivo 11110 avrebbero seriamente sminuito i profitti ed il controllo esercitato dal sistema bancario di New York.
OK! Il problema inerente la natura delle Banche centrali non è tanto quello della quantificazione degli utili e della loro distribuzione — peraltro in alcune nazioni, per attutire gli effetti dell'increscioso balzello monetario, è stata prevista una restituzione allo Stato di una percentuale del signoraggio —, quanto :eek: il potere esercitato sulla politica monetaria e su tutta l'economia nazionale in conseguenza delle prerogative proprie di un Istituto di emissione: stabilire il tasso di sconto, la politica monetaria e del credito, la concessione dei mutui, ecc.; prerogative della sfera politica, nel caso di un Istituto di Stato, ma che sono invece riferibili, nel caso di Istituti privati, a interessi di centri economici e finanziari, per di più quasi sempre non nazionali.
:mmmm: Le Banche di emissione sono dunque Istituti dello Stato o privati?
In Italia, nel 1874, fu promulgata, per la prima volta dalla nascita del Regno, una legge bancaria, per porre un freno alle emissioni di cartamoneta e regolamentare la concorrenza tra le banche che stampavano denaro. Le Banche autorizzate a emettere cartamoneta erano infatti ben sei: la Banca Nazionale del Regno d'Italia, la Banca Nazionale Toscana, la Banca Toscana di Credito, la Banca Romana, il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia. Con tale legge, inoltre, si stabiliva che le variazioni del tasso di sconto dovevano essere autorizzate dal Ministero delle Finanze.
Con la successiva legge del 1893, promulgata a seguito del clamoroso fallimento della Banca Romana, i quattro istituti dell'Italia centro-settentrionale vennero fusi, dando vita alla Banca d'Italia, e rimasero ancora attivi il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia, ma con ruoli di emissione più limitati.
Bisogna arrivare agli anni 1926-27 per vedere attribuito il diritto di battere moneta solo alla Banca d'Italia, che diventa così Banca centrale.
La sua natura — definita e regolamentata nello Statuto approvato con regio decreto solo nel 1936 — fu definita come quella di un “Istituto di Diritto Pubblico”, ma :eek: la sua struttura e la sua proprietà rimasero quelle che erano: quelle di una Società anonima, trasformata successivamente in Società per azioni.
Il Governatore assunse da subito un ruolo assai rilevante, non solo per l'amministrazione monetaria, ma anche per l'intera vita economica della Nazione. :eek: Lo Statuto stabilì la non revocabilità del Governatore da parte del potere politico, attribuendo questa facoltà solo al Consiglio superiore della Banca d'Italia, organo tecnico ed estremamente frammentato, quindi difficilmente condizionabile.
Nel 1926, mentre si stava discutendo sull'assetto da dare alla Banca di emissione italiana, le pressioni per garantirne la sostanziale autonomia e l'inamovibilità del Governatore furono notevoli. :eek: Benjamin Strong, Governatore della Federal Reserve Bank di New York intervenne direttamente su Mussolini per ottenere garanzie sull'indipendenza della Banca d'Italia e sulla permanenza di Bonaldo Stringher al posto di suo Governatore, mettendo sul piatto della bilancia l'appoggio della Federal Reserve e della Banca d'Inghilterra alla stabilizzazione della moneta italiana.
I cedimenti in campo monetario — pur se compiuti nel tentativo di ottenere momentanei benefici — sono sempre anticipatori di ulteriori e più gravi concessioni. Infatti, nonostante numerose correnti del Fascismo spingessero verso la nazionalizzazione della Banca centrale, :eek: il decreto del 1936 si limitò a sostituire i vecchio azionisti con un consorzio di Enti e Banche, con prevalenza delle Casse di risparmio. La Banca d'Italia rimaneva dunque una Banca privata.
La sua proprietà, nel corso degli anni, non è sostanzialmente cambiata: :eek: la proprietà della Banca d'Italia non è mai stata dello Stato, cioè del popolo, ma delle banche.
E la storia dell'autonomia della Banca d'Italia è, sino ad oggi, una sequenza di tappe sempre più significative, tutte indirizzate ad aumentarne il distacco dallo Stato.
:eek: Nel 1981 — quando era ministro del Tesoro Beniamino Andreatta e Governatore della Banca d'Italia Carlo Azeglio Ciampi — si giunse a sancire il diritto della Banca a non sottoscrivere — sia parzialmente che “in toto” — i titoli di Stato; un divorzio sempre più definitivo che dimostrava, senza alcun dubbio, chi deteneva il bandolo della politica monetaria italiana e in quale conto era tenuta l'autorità politica.
:eek: Nel 1992 cadde anche la residua possibilità da parte dello Stato di controllare il tasso di sconto: il potere di modificarlo, antico appannaggio del Governo, era stato nel corso dei decenni attribuito al Governatore della Banca d'Italia, che doveva però agire “in concerto” con il ministro del Tesoro.
:eek: L'ex Governatore Guido Carli, nei panni di titolare del dicastero economico, il 7 febbraio 1992 fece approvare dal Parlamento l'assoluta autonomia dell'Istituto di emissione in materia di tasso di sconto.
Si tratta di una questione chiave: :eek: il debitore riconosce al creditore la facoltà di fissare unilateralmente le regole del prestito. Regole che poi saranno applicate a tutta l'economia nazionale. :eek: Che senso possono avere, a questo punto, le scelte elettorali, se nessun candidato, una volta eletto, potrà avere il controllo delle leve economiche del credito? Quale politica di sviluppo può essere programmata da un governo che non sa quanto costerà il denaro?
Così, anche l'ultimo residuo di cordone ombelicale tra Banca centrale e potere politico era stato definitivamente reciso.
:eek: Non solo. Con il passare dei decenni i personaggi del mondo monetario, non contenti dell'assoluta autonomia conquistata, si sono proposti in maniera sempre più arrogante come controllori e spesso addirittura gestori del mondo politico.
:eek: Nel 1945 l'allora Governatore della Banca d'Italia Luigi Einaudi cumulò la sua alta carica monetaria con quelle di vicepresidente del Consiglio e di ministro del Bilancio. Nel 1948 Einaudi divenne presidente della Repubblica.
Da allora i casi del genere sono stati molteplici e in un crescendo preoccupante: :eek: Carli, già Governatore, divenne ministro del Tesoro; :eek: Ciampi, dopo essere stato Governatore, è divenuto ministro, poi presidente del Consiglio e infine è approdato al Quirinale; :eek: Lamberto Dini, direttore generale della Banca d'Italia, è divenuto ministro e poi Premier; :eek: Antonio Maccanico, già presidente di Mediobanca, è divenuto ministro e consigliere del presidente della Repubblica. C'è anche da ricordare la carriera politica di :eek: Giuliano Amato — assiduo frequentatore degli ambienti finanziari americani —, più volte ministro e primo ministro, e di :eek: Romano Prodi, passato dall'incarico di consulente della Banca Goldmann & Sachs alla poltrona di Palazzo Chigi e successivamente a quella di presidente del Consiglio europeo.
Si tratta di scalate politiche quasi mai scaturite da consultazioni elettorali, ma frutto di alchimie di potere operate in assoluto dispregio del consenso popolare. Bella democrazia!
:eek: Con l'avvento dell'Euro e della Banca Centrale Europea le cose sono peggiorate. Le autonomie godute dal mondo bancario si sono rafforzate e la lontananza delle sedi dove si decide e si comanda hanno infittito l'atmosfera di sospetto e di mistero sul mondo monetario ed economico.
San Bernardino
25-02-07, 15:33
:eek: È un problema di casta. Le cariche che contano vengono spartite rigorosamente tra di loro, tra gli intoccabili delle Banche centrali nazionali; le cariche della BCE, che sono di spettanza dei Governi, per statuto, devono essere attribuite a «persone di riconosciuta levatura ed esperienza professionale nel settore monetario o bancario».
:eek: Mentre gli uomini delle banche continuano sistematicamente ad occupare gli scranni dei politici, a nessun politico è concesso di entrare nei blindatissimi palazzi del denaro.
:eek: Non vi è ministro, né presidente del Consiglio, né presidente della Repubblica o monarca ad avere il potere, l'insindacabilità e la durata della carica che hanno a disposizione un presidente e un dirigente della Banca Centrale Europea. La BCE dà “indicazioni” vincolanti ai governi, stabilisce tassi e politica monetaria e nessun potere politico può interferire.
:eek: E il popolo? Sempre più lontano, sempre più sottomesso. Bella democrazia!
Analoga la storia delle altre Banche centrali negli altri paesi d'Europa e del mondo.
:eek: La più autonoma, la più indipendente, la più spudoratamente privata è indubbiamente la Federal Reserve americana. La sua proprietà è inoltre tenuta scrupolosamente segreta, come segrete sono le riunioni della sua dirigenza. Palese è invece il suo potere, beffardo ed efficace, negli USA e nel mondo.
:eek: Scrisse Gertrude Coogan: «La legge sulla Federal Reserve fu un grave errore. Essa consegnò ai banchieri internazionali il controllo assoluto sul sistema bancario americano e, di conseguenza, su ogni attività economica».
Persino nei regimi comunisti, in smaccata contraddizione con i dettami ideologici marxisti, le Banche di emissione finirono in mano ai banchieri internazionali. :eek: Nel 1937 la Gosbank, l'Istituto di emissione sovietico, fu privatizzato, e nel Consiglio di amministrazione fu accolto il plurimiliardario ebreo americano Armand Hammer.
:eek: Ci fu una sola nazione, nel XX secolo, che osò nazionalizzare la propria Banca di emissione, riconoscendo allo Stato e quindi al popolo la proprietà della moneta: la Germania nazionalsocialista.
:eek: Riflettendo sull'accanimento criminalizzante riservato a Hitler ed ai suoi seguaci e sulla nazionalizzazione della Reichsbank, forse si potrebbero formulare spiegazioni inconsuete e illuminanti sull'intera storia del secolo appena trascorso.
Le Banche centrali, quelle cioè che stampano la cartamoneta dei vari paesi del mondo, dunque sono private e i proprietari sono in maggioranza le altre Banche e i grandi finanzieri internazionali.
:mmmm: Ma allora, se il mondo della politica, se i governi, i capi di Stato, i ministri del Tesoro e dell'economia non hanno più voce in capitolo sui tassi di sconto, sulle strategie monetarie, sulle condizioni dei prestiti, sui finanziamenti internazionali, sui cambi, sulle Borse, chi coordina tutto questo complesso mondo di numeri, di previsioni economiche, di interventi piccoli e grandi destinati a influire in maniera determinante sulla vita di tutti i popoli?
Chi prende le decisioni? Chi comanda?
C'è chi afferma che sarebbe il sistema stesso, nel suo complesso groviglio di interessi e di meccanismi automatici, ad auto-governarsi, a funzionare come una enorme macchina avviata così bene da non aver più bisogno di progettisti e macchinisti. Non ci sarebbe nessuno dunque a comandare. Tutto avverrebbe così, naturalmente, ineluttabilmente, come in un Eden illuminato dallo splendore del dio denaro.
Ma si tratta di un'analisi che sa di malafede. Se le cose andassero così come vanno in modo automatico, se non ci fosse nessuno a decidere e comandare, non avrebbe senso cercare i responsabili. A nessuno potrebbe essere imputata la colpa delle crisi economiche, dei crolli monetari, dello sfruttamento delle risorse o del lavoro, e della fame nel mondo. Certo si tratta di una spiegazione eccessivamente comoda e assai difficile da accettare.
Sarà opportuno allora indagare, osservare più da vicino il mondo delle Banche centrali e cercare di individuare il momento e la sede dove queste si incontrano e decidono.
Sì, perché decidono davvero! E gli effetti di tali decisioni sono davanti agli occhi di tutti.
:eek: E allora, informandosi, si viene a sapere che a Basilea, in Banhofplatz al n. 2, ha sede la Banca del Regolamenti Internazionali, la BRI (o BIS, Bank for International Settlements), fondata nel 1930, dove si riuniscono, ogni mese, i dirigenti di tutte le Banche centrali del mondo. Proprietarie della BRI sono infatti tutte le Banche centrali del mondo, ma in proporzioni assai differenti tra di loro. Il 25 per cento delle azioni sono della Federal Reserve USA, il 15 per cento della Banca d'Inghilterra e il rimanente 60 per cento è distribuito, con quote minime, tra tutti gli altri. Un 60 per cento talmente frammentato da rendere impossibile una qualsiasi aggregazione percentualmente significativa.
La Federal Reserve, col suo 25 per cento di proprietà e con la costante, servile disponibilità della Banca d'Inghilterra, ha facile mano nel determinare il bello e il cattivo tempo.
Nell'ambito della BRI le Banche centrali dei paesi più industrializzati del mondo — Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada, Olanda, Belgio, Svezia e Svizzera — hanno istituito appositi :eek: comitati di vigilanza internazionale: il CBVB, Comitato di Basilea sulla Vigilanza Bancaria; il CSPR, Comitato sui Sistemi di Pagamento e Regolamento; e il CSFG, Comitato sul Sistema Finanziario Globale.
:eek: Le nomine dei Governatori delle Banche centrali delle varie nazioni del mondo, prima di giungere alla ratifica dei rispettivi Governi, dove ciò è ancora previsto, devono essere approvate dalla BRI; :eek: se a Basilea non sono d'accordo, tutto viene rimesso in gioco, si vagliano altre candidature, più gradite ai signori della Banhofplatz, fino ad individuare l'uomo adatto a gestire, a livello nazionale, le decisioni che vengono assunte lassù, nell'Olimpo dei potentissimi, dei Morgan, dei Rockefeller, dei Warburg, dei Rothschild.
Certo, perché, nonostante i proprietari della Federal Reserve siano tenuti segreti e segrete le loro riunioni, si sa per certo che tra di loro ci sono anche questi uomini e che le loro quote pesano molto. Nomi che compaiono da secoli nella storia del denaro e, soprattutto, nella scalata che il potere finanziario internazionale ha fatto ai danni del potere politico.
:eek: Quindi chi comanda il mondo del denaro, cioè il mondo dell'economia, cioè il mondo “tout court”, esiste davvero.
:eek: In quelle riunioni mensili vengono affrontate tutte le questioni di ogni paese, vengono decisi i tassi di sconto, i beneficiari dei prestiti della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, quali governi devono essere aiutati, facilitati, finanziati, quali monete devono decollare e quali svalutarsi, quali movimenti rivoluzionari devono essere armati e quali riforme devono essere sponsorizzate. Sì, perché chi ha il potere di decidere la politica monetaria può influire, in maniera determinante, su ogni cosa.
:eek: Certamente, nei sontuosi saloni della BRI, si è molto discusso, e deciso, prima che venissero firmati gli accordi di Bretton Woods nel 1944, con i quali fu stabilito, tra l'altro, che il dollaro dovesse essere assunto come moneta per gli scambi internazionali. Certamente, negli uffici della Banhofplatz al n. 2, si è molto discusso, e deciso, prima che il presidente USA Richard Nixon, nell'agosto del 1971, annunciasse al mondo l'inconvertibilità del dollaro in oro (sino ad allora per 35 dollari doveva esistere la garanzia di un'oncia d'oro). Certamente a Basilea si è molto discusso, e deciso, prima che la pubblica opinione del mondo venisse a conoscenza della Perestrojka, del Trattato di Maastricht, dell'Euro, della guerra all'Iraq, della guerra nei Balcani, della guerra all'Afghanistan. E, probabilmente, si è parlato anche di attentati, di grattacieli e di tante altre cose.
:eek: Orbene, nessuno, assolutamente nessuno di questi signori che si riuniscono, discutono e decidono al numero 2 di Banhofplatz di Basilea, è mai stato candidato in nessuna lista di nessun partito, è mai stato eletto da nessun elettore di nessun popolo del mondo.
:mmmm: È dunque questa la democrazia?
Controllori senza controlli
Mark Alonzo Hanna, consulente del presidente USA William McKinley e mitica figura di organizzatore di campagne elettorali, citato anche da Bush jr., ebbe ad affermare nel 1896: :eek: «Per vincere occorrono due cose. La prima è avere molti soldi... La seconda non me la ricordo».
:eek: Ed è per questo che la scalata dei signori del denaro non è iniziata all'interno dell'area politica o delle istituzioni rappresentative delle singole nazioni. Si è sviluppata dove i soldi si fabbricano, all'interno delle Banche centrali, affiancandone l'attività con una miriade di istituzioni internazionali, enti, fondazioni, banche di credito e d'affari tutte rigidamente dirette o controllate tra loro. Una ragnatela così ampia e articolata da consentire il progressivo condizionamento planetario di tutte le attività. Ecco qui un elenco delle più importanti:
La Trilateral Commission, il Council on Foreign Relations (CFR), il Bilderberg Group, il Club de Paris, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, l'Organizzazione Mondiale del Commercio, la Camera di Commercio Internazionale, l'Institute of International Finance, il Forum di Davos; e, ancora, il Comitato di Bali, per la supervisione bancaria; l'IOSCO (International Organisation of Securities Commissions), per la supervisione delle Borse e dei mercati di capitali; l'ISMA (International Securities Market Association); l'IAIS (International Association of Insurance Supervisors), per la vigilanza sulle compagnie di assicurazione; e l'ISO (International Standard Organisation), alla quale è demandato l'incarico di definire gli standard industriali, tanto per citarne i più noti e importanti.
:eek: Al condizionamento politico ed economico delle singole nazioni, attraverso il controllo monetario, si aggiunge il potere di influire sui rapporti internazionali. Poco importa se intere nazioni, nel gioco delle speculazioni, sono travolte e ridotte alla fame — vedi i paesi dell'America Latina — o altre vengono a trovarsi in posizione di immeritato vantaggio. Un esempio tra i tanti che si potrebbero fare: :eek: il 30 per cento dell'intero ammontare dei prestiti concessi dal Fondo Monetario Internazionale attualmente è assorbito dalla Turchia — favorita dalla sua posizione geo-strategica nel Vicino Oriente — che va salvata per non far perdere un forte alleato a Stati Uniti e Israele.
Inoltre, attraverso il flusso dei finanziamenti, si attivano tutte quelle iniziative che si ritengono funzionali al disegno mondialista e si condizionano pesantemente — spesso sino a stravolgerle — anche quelle iniziative che, a prima vista, potrebbero apparire di segno opposto. Esempio particolarmente eloquente ne è il Movimento dei “No Global”.
Maurizio Blondet, nel suo libro “No Global”, ci informa che, contrariamente a quanto la pubblica opinione è indotta a credere, «l'International Global Forum è largamente finanziato dalla Foundation for the Deep Ecology, un think-tank con sede a San Francisco, erede delle fortune del magnate Douglas Tompkins, il padrone della Esprit Clothing Company, la nota multinazionale di prêt-à-porter. Detta “Fondazione per l'Ecologia Profonda” nel 2000 ha dichiarato attivi per 150 milioni di dollari: grazie a questi fondi essa funziona come una finanziaria, che fornisce capitali iniziali per il lancio di gruppi antiglobal in tutto il pianeta».
:eek: Ed ancora: tra i «finanziatori dei “No Global” spicca un nome: Theodor (Teddy) Goldsmith. [...] Teddy è il fratello minore del defunto sir James Goldsmith, speculatore mondiale in materie prime, uno dei dodici uomini più ricchi del mondo, cugino dei Rothschild».
Procedendo nella sua indagine, Blondet mette in luce anche le relazioni che legano il mondo dei “No Global” a un altro celebre miliardario, George Soros. «Ebreo ungherese naturalizzato americano, Soros è diventato enormemente ricco e famoso con speculazioni internazionali sulla lira negli anni 90, il genere di operazioni possibili nel mercato globale. [...] Soros finanzia anche un'altra fondazione “culturale”, il Lindesmith Center-Drug Policy Foundation, che impiega enormi mezzi per fare lobby a favore di una politica di totale liberalizzazione delle droghe e per la legalizzazione dell'eutanasia, naturalmente a livello mondiale».
:eek: Dunque, ovunque si cerchi, escono fuori soldi, enormi quantità di soldi, attraverso i quali i soliti signori indirizzano, determinano, controllano.
Per ciò che riguarda l'Europa, taluni sono indotti a credere che l'Euro sia il punto di arrivo spontaneamente perseguito dalle nazioni del Vecchio Continente, nel quadro della loro volontà di unificazione.
:eek: Il professor Joshua Paul, docente della Georgetown University, ha pubblicato nell'autunno del 2000 una serie di documenti del Bilderberg Group, sino ad allora tenuti segreti, che documentano come da cinquant'anni quegli ambienti stessero lavorando perché l'Europa si dotasse di un'unica valuta. Già nel 1948 le Fondazioni Ford e Rockefeller avevano dato vita all'American Committee for a United Europe, con lo scopo di condizionare lo sviluppo monetario, economico e politico del nostro Continente in modo convergente agli interessi d'Oltreoceano. Un memorandum della sezione Europa del Dipartimento di Stato americano, in data 11 giugno 1965, riporta precisi suggerimenti al vicepresidente della Comunità Economica Europea, Robert Marjolin, per giungere al varo di un'unica valuta europea, non come concorrente del dollaro, ma come agevole mezzo di controllo delle economie delle singole nazioni europee.
È infatti molto più semplice controllare un'unica entità monetaria e un'unica Banca centrale indipendente, piuttosto che quindici valute e quindici Istituti di emissione con ancora qualche residuo legame con i ministri economici, i governi e il mondo politico.
All'articolo 7 dello Statuto del Sistema Europeo di Banche Centrali e della Banca Centrale Europea si legge: «Né la BCE, né una banca centrale nazionale, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri, né da qualsiasi altro organismo».
:eek: Le Banche centrali delle singole nazioni europee, prima del Trattato di Maastricht, avevano un'indipendenza dal potere politico variabile tra il 40 e il 65 per cento; oggi, dopo i cambiamenti determinati dall'avvento dell'Euro, hanno raggiunto il 90 per cento.
:eek: Dunque, mentre nessuna influenza può giungere dal potere politico alla BCE, dai vertici monetari giungono al potere politico continue indicazioni, parametri cui attenersi, precisi paletti che coinvolgono l'intera economia delle nazioni.
:eek: Come giustamente osserva Bruno Tarquini, già procuratore della Repubblica a Teramo, nel suo “La banca, la moneta e l'usura”, «lo Stato ha rinunciato alla propria sovranità monetaria, trasferendola a un istituto privato: questo perciò, in perfetta autonomia e indipendenza, esercita una pubblica funzione di essenziale rilevanza per la vita della Nazione, essendo noto che la politica monetaria (vale a dire l'emissione della moneta e la regolamentazione della sua circolazione nonché del mercato monetario) condiziona l'intero sistema economico di uno Stato e influisce quindi anche sulla sua politica generale, e particolarmente su quella sociale».
E’ davvero singolare come il Trattato di Maastricht si sia preoccupato di definire la BCE esclusivamente per ciò che riguarda la sua indipendenza. Francesco Papadia e Carlo Santini, nel loro “La Banca centrale europea”, ricordano: «Dalla lettura del Trattato emerge la particolare collocazione della Banca centrale europea nell'assetto istituzionale dell'Unione europea. L'articolo 4, infatti, non la menziona tra le istituzioni (Parlamento europeo, Consiglio, Commissione, Corte di giustizia e Corte dei conti) della Comunità. Alla Banca, però, il Trattato conferisce personalità giuridica e lo Statuto riconosce la più ampia capacità di agire in ciascuno degli Stati membri. Sotto il profilo giuridico-formale, la Banca centrale europea non è, dunque, un'istituzione comunitaria [...], i suoi atti non sono imputabili alla Comunità. La Banca centrale europea è inserita in una cornice giuridica che ne stabilisce e ne tutela l'indipendenza nell'attuazione della politica monetaria».
:eek: La BCE determina dunque, in perfetta autonomia — come se ciò non avesse rilevanza politica e sociale —, il livello dei tassi di interesse ufficiali, cioè il costo del denaro, cioè la politica di espansione o di restrizione monetaria. E, se non bastasse, decide e guida, in perfetta indipendenza, tutte le operazioni di acquisto e di vendita degli euro contro altre valute sul mercato dei cambi. E le Banche centrali nazionali devono conformarsi in tutto e per tutto alle direttive della BCE — il Consiglio direttivo vigila attentamente —, altrimenti bacchettate sulle dita, con tutto il potere per farlo.
La BCE, e di conseguenza anche tutte le Banche centrali nazionali, ufficialmente — ormai è scritto a chiare lettere, nero su bianco, nei Trattati e nei Regolamenti — non possono concedere, per nessun motivo, crediti agli Stati, o alla Comunità europea o a qualsiasi altro soggetto pubblico, e quindi è loro proibito acquistare titoli di Stato, sia al momento dell'emissione che successivamente.
:eek: Non solo, se prima di Maastricht qualche Banca centrale, come abbiamo già ricordato, poteva prevedere un parziale ristorno allo Stato del signoraggio — reddito ottenuto attraverso la politica monetaria —, alla BCE si fa obbligo di non fare uscire neanche un centesimo dalle casse del Sistema europeo di banche centrali.
:eek: E, ancora, mentre i dibattiti e le sedute della Camera dei deputati e del Senato sono aperti al pubblico, le sentenze delle Corti di giustizia devono essere dettagliatamente motivate e pubblicate, le riunioni del Consiglio direttivo della BCE sono assolutamente secretate ed è lo stesso Consiglio che, di volta in volta, decide se pubblicare le proprie deliberazioni, pubblicarne solo alcune parti o non pubblicarle affatto.
:eek: Infine, ciliegina sulla torta, i dirigenti della BCE godono di una sostanziale immunità. Non sono infatti previste, all'interno della BCE, sanzioni per comportamenti impropri. Nei Regolamenti si legge che è sufficiente il rischio di perdere credibilità e fiducia per garantire la certezza dell'operato dei dirigenti. Solo in caso di colpe gravissime e di comportamento palesemente illegittimo può intervenire la Corte di giustizia e occuparsi del caso.
:eek: La perdita delle sovranità monetaria e legislativa — parti essenziali della sovranità nazionale — da parte degli Stati europei è stata stabilita in maniera irrevocabile. E alla chetichella.
:eek: In Italia, come sottolineò Ida Magli su “il Giornale” dell'11 marzo 2001, «nella legge di riforma della Costituzione, approvata dalla maggioranza di sinistra in gran fretta poche ore prima dello scioglimento delle Camere, c'è un passo fondamentale e che pure non è stato portato a conoscenza dei cittadini né prima né dopo della sua approvazione. Si tratta dell'articolo 117 in cui si stabilisce: “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali”. :eek: In queste tre righe è codificata la perdita della sovranità legislativa dell'Italia. Per questo l'articolo 117 non è stato discusso apertamente: gli italiani non debbono sapere».
Forse, la democrazia è proprio questa.
Da qualche parte si è sentito il dovere di coinvolgere ed ascoltare il popolo attraverso regolari referendum, e lì — vedi il caso della Danimarca, Francia e Olanda — Maastricht ed Euro sono rimasti lettera morta. OK! Il popolo ha detto no. Grazie ai NO dei francesi e degli olandesi ora il trattato di Maastricht è entrato in crisi. Probabilmente ci saranno altre defezioni tra breve.
Scrive Giulietto Chiesa sul suo recente “La guerra infinita”: :eek: «È il denaro che decide non più soltanto come l'economia deve procedere, ma anche — direttamente, immediatamente — come l'America deve essere governata. [...] Il popolo, come tutto il resto, non è più sovrano di nulla, essendo diventato, nel frattempo, consumatore. Non ha forse invitato, l'imperatore Bush, pochi giorni dopo il tremendo impatto terroristico, i suoi elettori a “tornare a fare shopping”?».
:eek: L’economia è governata da uomini che — come abbiamo visto — nulla hanno a che vedere con il consenso popolare; su questo non può ormai esservi più dubbio. Ma, si dice, è inevitabile, perché queste sono le regole del Libero Mercato, della globalizzazione, del consumismo e del benessere. L'importante è che il sistema politico — adottato o imposto —, ovunque, in ogni angolo del mondo, sia quello democratico. Si devono svolgere “libere” consultazioni elettorali attraverso le quali il popolo possa scegliere i candidati proposti dai diversi partiti.
A parte il fatto che abbiamo ancora nelle orecchie la frase di Mark Alonzo Hanna, che ci ricordava come nelle campagne elettorali più dei programmi contano i soldi, :mmmm: ci si può legittimamente chiedere cosa possa offrire al popolo una classe dirigente politica privata di ogni potere inerente la moneta e l'economia, e quindi di ogni possibilità di intervenire nel sociale. Ma, sforzandoci di essere ottimisti fino in fondo, osserviamo come la democrazia riesce a gestire l'oggetto principale del suo esistere: il consenso.
E’ per garantire il libero consenso, infatti, che i “padri fondatori” hanno inventato la moderna democrazia. E di questo sistema politico esiste un modello indicato ad esempio, ad ogni pie' sospinto, un vero e proprio santuario: “la grande democrazia americana”.
San Bernardino
25-02-07, 15:33
Osserviamo, dunque, come si esprime il consenso in quel paese.
I dati che si riscontrano non possono che lasciare perplessi. :eek: Nelle elezioni presidenziali va a votare meno del 50 per cento degli aventi diritto, quindi il presidente USA rappresenta a malapena un americano su quattro. :eek: Nelle altre consultazioni le cose vanno molto peggio: i votanti nelle elezioni dei singoli Stati sono il 35-40 per cento, in quelle di contea e municipali addirittura il 25-30 per cento. Sissignori, nel santuario della democrazia ci sono anche “maggioranze” che rappresentano meno del 13 per cento della popolazione.
Qualcosa non funziona: le motivazioni addotte per condannare le dittature si sono sempre incentrate sui temi della libertà e del consenso. :eek: Ma è legittimo domandarsi quanto possa durare un regime quando si basi su un consenso del solo 13 o 25 per cento della popolazione. Negli Stati totalitari certamente molto poco.
OK! Il consenso, quando è una cosa seria, è un fatto di coscienza, è un senso di appartenenza e di partecipazione, è una forza centripeta che ingigantisce l'individuo e lo rende parte fondamentale del popolo, anzi di “quel” popolo.
In democrazia, regno del più sfrenato individualismo, le forze che prevalgono sono invece quelle centrifughe, che rimpiccioliscono il cittadino, lo rendono anonimo e lo collocano in una massa amorfa e spersonalizzata. Una massa che si può governare anche con un misero 13 per cento di “maggioranza”.
Il consenso, in democrazia, ha la dignità di una lattina di “Coca-Cola” venduta sullo scaffale di un supermercato.
E più la democrazia è imposta al mondo, più la finanza internazionale ha mano libera per i suoi traffici, più crescono le sacche di povertà entro le nazioni ricche e più popoli vengono cacciati nel girone della fame.
Nell'ultimo rapporto ONU sullo sviluppo umano — 1998 — si legge che il 20 per cento più ricco della popolazione mondiale consuma l'86 per cento dei beni disponibili, mentre il 20 per cento più povero solo l'1,3 per cento.
E la “grande democrazia americana” prosegue nella sua opera di conquista planetaria. Attraverso quali strumenti?
OK! Siamo alle solite, rispuntano i banchieri. Scrive ancora Giulietto Chiesa: «Strumenti sovra-nazionali di questo progetto sono state le due istituzioni regine di Bretton Woods, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, cui negli ultimi anni si è aggiunto il WTO (World Trade Organization), loro parente stretto in quanto erede del GATT (General Agreement on Tariffs and Trade). Non a caso, questi tre strumenti operativi sono estranei alle Nazioni Unite. Altrettanto non a caso, essi sono le uniche istituzioni sovra-nazionali che hanno ricevuto concreti, reali poteri di limitazione, di abrogazione delle sovranità nazionali dei paesi che vi aderiscono. Ma non tutte le abrogazioni sono eguali tra loro. Il “consenso di Washington” ha rappresentato il grimaldello con cui la rappresentatività internazionale del sistema delle Nazioni Unite è stata smantellata per far posto al decalogo della globalizzazione americana».
:eek: E la “grande democrazia americana” continua, con ricatti monetari, con azioni militari, con spoliazioni delle sovranità nazionali sempre più devastanti, ad imporre il proprio modello “buono”, “libero”, “politicamente corretto”.
Le regole? I Trattati internazionali? Contano solo se e quando sono funzionali al disegno USA, altrimenti si ignorano, si stracciano o si riscrivono. Una risoluzione dell'ONU non rispettata può essere ottimo pretesto per scatenare una guerra se si tratta dell'Iraq di Saddam Hussein, ma non ha nessuna importanza se nella parte dell'inadempiente si trova lo Stato di Israele.
:eek: Quando, nel 1999, l'obbiettivo era lo smantellamento della Serbia di Milosevic, gli americani non esitarono a stravolgere la natura della NATO. Da patto difensivo la trasformarono in alleanza militare offensiva. I regolamenti furono, in quattro e quattr'otto, cambiati. Gli articoli 5 e 6 dello Statuto che circoscrivevano, in chiave difensiva, l'uso della forza, vennero riscritti: la NATO si autodefinì e si comportò, con atto unilaterale e in dispregio dell'articolo 51 della Carta dell'ONU sulla legittima difesa, come il “gendarme del nuovo ordine mondiale”. L'ordine americano e democratico. L'ordine dei banchieri.
Per comprendere quale, puntualmente, si dimostra essere la considerazione che gli americani hanno della legalità e della libertà basta osservarli in una qualsiasi delle loro scorribande.
A titolo di esempio riportiamo la ricostruzione fatta da Noam Chomsky dell'aggressione militare scatenata dall'America di Ronald Reagan contro il Nicaragua: «Il Nicaragua non rispose. Essi non risposero mettendo bombe a Washington. Essi risposero chiamando Washington a difendere il proprio operato davanti al Tribunale internazionale [...] Non ebbero difficoltà a trovare le prove. Il Tribunale le accettò, deliberò in loro favore, [...] condannò ciò che essi avevano denunciato come “uso illegale della forza”, che è un altro modo per definire il terrorismo internazionale, [...] intimò agli Stati Uniti di porre fine al crimine e di pagare massicci indennizzi. Gli Stati Uniti, ovviamente, respinsero con sdegno la sentenza della Suprema Corte e annunciarono che da quel momento non ne avrebbero più riconosciuto la giurisdizione. Allora il Nicaragua si rivolse al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Che emise una risoluzione invitante tutti gli Stati a osservare le leggi internazionali. Nessuno fu nominato, ma tutti compresero. Gli Stati Uniti misero il veto alla risoluzione. Ed essi sono oggi l'unico Stato che ha dovuto subire una condanna del Tribunale internazionale e che, al tempo stesso, ha posto il veto su una risoluzione del Consiglio di Sicurezza che esortava gli Stati a osservare le leggi internazionali. Allora il Nicaragua andò oltre e si rivolse all'Assemblea Generale dell'ONU, dove non esiste tecnicamente un meccanismo di veto, ma dove un voto negativo degli Stati Uniti equivale a un veto. E l'Assemblea approvò una risoluzione analoga a quella del Consiglio di Sicurezza con il voto contrario soltanto degli Stati Uniti, di Israele e del Salvador. L'anno successivo si votò di nuovo e questa volta gli Stati Uniti raccolsero soltanto il voto di Israele [...] A quel punto il Nicaragua non poteva fare nient'altro di legale. Aveva tentato tutte le strade. Ma esse non potevano funzionare in un mondo governato dalla forza».
E’ questa la particolare interpretazione che la “grande democrazia americana” — quella che si attribuì l'autorità per istruire e dirigere i processi di Norimberga e di Tokyo — ha dei valori di libertà, di legalità e di giustizia. Esattamente come quando proclamano il diritto dei palestinesi di avere un proprio Stato, ma a condizione, non solo che sia uno Stato di tipo democratico, ma anche di poter porre il proprio veto sulla scelta della persona che il popolo palestinese vorrà scegliere come capo.
Che strana cosa la democrazia!
Lo spirito “missionario” dei cavalieri a stelle-e-strisce nel “liberare” i popoli del mondo lascia perplessi almeno quanto lo spessore di quel consenso democratico che ci consegna “maggioranze” del 13 per cento.
Ma, a chiarirci cosa sia il consenso democratico, giunge il banchiere Carlo Azeglio Ciampi nella sua nuova veste di presidente della Repubblica. A chi gli chiedeva spiegazioni sulla legittimità di portare avanti riforme della portata dell'Euro e dell'istituzione della Banca Centrale Europea, senza sottoporre le questioni al vaglio di referendum popolari, ha detto: «Si parla a volte di fare un referendum sull'Europa. Ma a me pare che un “referendum di fatto” sia già stato celebrato, il primo gennaio scorso, quando è stato varato l'Euro, e mi chiedo quale consultazione popolare migliore di quella sia possibile».
E bravo il nostro Ciampi! Con una frase breve, lapidaria, chiarissima ci ha spiegato ciò che da parecchie pagine ci andavamo chiedendo: il consenso democratico “migliore” è quello di utilizzare la moneta che è imposta d'autorità e non la lira, che nessun commerciante e nessuno sportello bancario sono ormai disposti ad accettare. Ci sembra proprio giusto; nell'epoca del denaro virtuale è logico che ci si debba accontentare del consenso virtuale.
Probabilmente, proprio questa è la democrazia.
:eek: Nell'epoca del denaro virtuale, della “e-money”, cioè del soldi che non esistono, ma che possono determinare il benessere o la povertà per intere popolazioni, la ricchezza o la rovina per intere categorie, è, in fondo, logico che il sistema politico dominante sia quello democratico, dove “sovrano” dovrebbe essere il popolo, ma a decidere sono solo i banchieri e le loro “lobbies”, dove si confondono le alchimie monetarie con i referendum popolari, dove le maggioranze possono essere del 13 per cento, dove si scambia la libertà con l'obbligo a consumare, la dignità con il possesso di una carta di credito, la patria con un titolo quotato in borsa, la vita con la storia di un conto corrente.
:eek: Di fronte ai grandi temi di attualità le uniche risposte sono quelle ispirate dall'interesse dei soliti gruppi finanziari. E nessuno si ribella, perché non c'è più un potere politico rappresentativo e autorevole da cui aspettarsi risposte differenti, autonome, ispirate dall'interesse della collettività.
Sul “Corriere della Sera” del 23 gennaio 2002, Giovanni Caprara, affrontando il problema dell'inquinamento, riporta la possibile soluzione indicata dal Nobel Carlo Rubbia: «Per risolvere i problemi bisogna fabbricare veicoli con emissione zero, cioè che non inquinano. E lo strumento ideale è la cella a combustibile a idrogeno. Ne sono già state costruite e dimostrano di funzionare egregiamente. Anche meglio del motore a benzina, per quanto riguarda il rendimento che risulta addirittura tre volte più elevato: 45 per cento la cella, 15 per cento il motore a benzina. [...] In cinque anni l'intero parco dei mezzi pubblici potrebbe essere riconvertito e disponibile. Per le auto private, basterebbe solo qualche anno in più. [...] Bisogna solo decidere politicamente di andare in questa direzione ed esserne tutti consapevoli».
Ma è proprio questo il problema. Per «decidere politicamente», nell'interesse della collettività, occorre un potere politico vero e indipendente, un potere che oggi non esiste più, di cui altro non è rimasto se non l'ectoplasma, un'immagine più o meno decorativa ad uso e consumo degli interessi dei soliti signori.
Per risolvere i problemi dell'inquinamento è inutile ricercare ciò che è buono per il popolo, anzi per “quel” popolo; sarà più opportuno individuare le soluzioni favorevoli agli interessi dei commercianti di petrolio, degli Agnelli, Ford e soci.
:eek: Ma, in tutta questa vicenda di ordinaria tirannide finanziaria, i numeri hanno un forte peso e i conti si possono anche sbagliare. Anzi, la storia lo dimostra, prima o poi si sbagliano. Vuoi perché l'avidità è spesso più forte della prudenza, vuoi perché le reazioni della psicologia umana spesso non coincidono con la fredda consequenzialità dei calcoli numerici, vuoi perché a forza di sottrarre libertà e sovranità si arriva al punto in cui i popoli si arrabbiano e si ribellano.
Ha destato scalpore il successo che in diverse parti del mondo ha ottenuto il film “The Bank”. Si narra di un personaggio che si vendica dei torti subiti inventando un sistema informatico capace di distruggere la banca che aveva rovinato la sua famiglia. La storia ha il pregio di mettere a nudo i ricatti, le manipolazioni contrattuali e giuridiche, la sete di potere e il cinico controllo delle vite umane messi in atto dagli istituti che maneggiano il denaro. Alle battute finali del protagonista, «la banca non c'è più» e «odio le banche», nelle sale cinematografiche esplodono ovazioni da stadio.
In Argentina, nelle riunioni familiari, un nuovo gioco da tavolo ha soppiantato la tradizionale Tombola e il Monopoli: si chiama “Debito eterno”. Sulla scatola si legge: «Chi è capace di sconfiggere il Fondo Monetario?».
Forse, gli uomini stanno cominciando a comprendere chi sono i veri nemici, e stanno cominciando ad odiarli.
OK! Il giro di boa che condurrà al crollo della tirannide monetaria e alla riconquista delle sovranità nazionali è probabilmente molto più vicino di quello che, di fronte alla potenza planetaria delle “lobbies” finanziarie, si sarebbe indotti a credere.
Si preparano tempi duri, durissimi, come quelli che già stanno vivendo gli argentini.
Sarà un passaggio traumatico, dolorosamente traumatico; giacché tutte le risorse sono ormai nelle mani di quei signori e gran parte delle nostre qualità lavorative sono state travolte: il villaggio globale ha distrutto l'artefice del prodotto finito e lo ha sostituito con l'operaio costretto a costruire un bullone, un ingranaggio o solamente ad assemblare, e con il fattorino capace solo di consegnare ciò che le multinazionali hanno commercializzato.
OK! Dovremo re-imparare ciò che ci hanno fatto dimenticare. Dovremo trovare il coraggio di intraprendere strade nuove, soluzioni originali. Dovremo sbarazzarci della moneta-truffa dei banchieri e di tutti i loro ricatti e fondare, finalmente, una moneta vera, quella del popolo.
Scrive Bruno Tarquini: :eek: «“Siamo seduti su una polveriera” ha annunciato, dall'alto della sua competenza, l'economista Paolo Savona; e non può certamente sostenersi che non ci si renda conto, già da oggi, di quali potrebbero essere gli effetti di una sua eventuale esplosione. L'emissione della “moneta del popolo”, già utile nell'attuale situazione per contrastare la rarità monetaria, arbitrariamente scelta dalle autorità finanziarie per la soddisfazione della loro sete di dominio, in caso di crisi sarebbe anche decisamente necessaria».
OK! I popoli, vere vittime della tirannide delle “lobbies”, sapranno riconquistarsi, pezzo per pezzo, tutta la sovranità che è stata loro sottratta.
Quando il cloroformio del benessere consumista si sarà esaurito, quando il bailamme di gadget, telefonini, computer sarà andato in tilt, quando il “luna park” di supermercati e centri commerciali sarà rimasto senza prodotti, i popoli necessariamente dovranno riscoprirsi, rifondarsi, tornare ad esistere con la propria specifica identità e la propria cultura.
OK! E il sistema consumista, monetario e del Libero Mercato è un sistema entropico. Un sistema destinato, prima o poi, a spegnersi. Esso si basa infatti sul continuo aumento dei consumi, quindi della produzione, quindi dello sfruttamento delle risorse. Un aumento che non può essere infinito e quindi, giunti al punto in cui la disponibilità dei beni sarà inferiore alla quota d'incremento necessaria al perpetuarsi del sistema consumistico, si giungerà ad una implosione economica.
Sarà un momento durissimo.
Ho ascoltato recentemente da un'anziana montanara il racconto dei tempi, non poi così lontani, in cui nelle nostre valli mancava tutto quello che oggi c'è. Si mangiava polenta, latte, castagne, formaggio, cotenne e qualche raro insaccato. Ma non tutto ciò era disponibile sempre; un giorno si mangiava questo, l'altro quello; la povertà era grande. Spesso, tra gli abitanti del villaggio, ci si riuniva e, allora, le cose andavano meglio perché c'era chi portava cotenne, chi cipolle, chi polenta, chi un salame, chi una ciotola di latte. «La miseria ci teneva uniti, e ci ha consentito di superare anche gli inverni peggiori», fu la conclusione del racconto.
I nostri popoli hanno dimostrato già in molte occasioni di saper superare prove tremende, sviluppando una forza e una capacità solidale oggi insospettabili. Anzi, le qualità migliori le abbiamo espresse nei periodi più duri e in quelli della ricostruzione. Qualità che i signori delle banche internazionali non sospettano nemmeno e sicuramente non hanno preventivato.
I popoli europei, oggi ridotti a bracciantato per i servizi necessari allo sviluppo della nuova economia, quella della globalizzazione e delle multinazionali, sapranno ritrovare le proprie caratteristiche produttive e creatrici. Non resteranno, storditi, affamati, accampati accanto agli aeroporti, ad attendere l'arrivo degli “aiuti umanitari”, come avviene in molti paesi del terzo mondo.
OK! I popoli europei non accetteranno i nuovi ricatti di qualche nuova Banca internazionale e sapranno ritrovare la sopita passione per la libertà e l'indipendenza.
La lotta per la Libertà è una costante nella storia degli uomini. La lotta dei popoli per la Libertà e la Sovranità sarà il tema dominante della storia di domani.
Lo Staff di Modum
www.modum.info
Sito molto interessante, poi San Bernardino dice che non studio. :D Dopo i 12 punti del marxismo, ecco i 12 punti del sito www.modum.info :D
1. Non ha nessun senso intraprendere una qualsiasi azione politica in un qualunque schieramento se non si è affrontata con priorità assoluta la questione monetaria.
2. Sino a quando la moneta non risulterà di proprietà dei cittadini ed amministrata in nome e per conto degli stessi da un organo pubblico, qualsiasi azione ispirata al buon governo risulta inattuabile ed impossibile.
Organo pubblico = politici. Ottimo :rolleyes:
3. I politici che omettono di affrontare le problematiche sulla proprietà della moneta in favore dei cittadini, perdono ogni legittimità ad esercitare il proprio mandato in quanto omettono uno dei punti cardine della sovranità popolare: la sovranità monetaria.
Come no. :rolleyes: KO! Ma la Costituzione è ancora in vigore? :rolleyes:
4. Con la perdita della sovranità monetaria ed il conferimento del Signoraggio da parte della Pubblica Amministrazione a favore del sistema bancario, lo Stato è divenuto esattore del pizzo monetario (imposte e tasse) per conto del privato sistema bancario stesso.
Certo, notoriamente le tasse servono a finanziare le banche :D
5. La miglior difesa per un ladro è convincere il cittadino che quanto gli viene sottratto non gli appartiene. Ciò è quanto abilmente viene inculcato nella testa dei cittadini per quanto riguarda la proprietà della moneta.
No comment.
6. La banca d'emissione, quando emette nuova moneta, la addebita allo Stato ed al mercato, rubandone ai cittadini il valore.
Studiare prima di scrivere castronerie
7. La quantità di moneta emessa dall'organo emittente deve coprire solo ed esclusivamente il vero valore del prodotto, pari al costo di produzione.
AHAHAHAHAAHA In base a quale principio economico o contabile?
8. E' dovere morale della comunità garantire ad ogni essere umano una Vita degna di tale nome. Per questo riteniamo necessario creare un Reddito di Cittadinanza finanziato dallo Stato con l'emissione di nuova moneta.
Sciocchezza principe: combattono il mulino a vento della creazione di moneta dal nulla e poi vogliono fare lo stesso KO!
9. E' necessario uscire dal trattato di Maastricht che non consente a nessuno degli stati europei di battere moneta propria.
Certo, una cosa da nulla :D E magari tornare all'autarchia degli anni '30 :D
10. E' impossibile mitigare il conflitto nella lotta di classe e realizzare una qualsiasi politica sociale sino a quando lo Stato, in nome e per conto dei cittadini, non si riapproprierà della sovranità monetaria.
I marxisti dicono la stessa cosa. Ottimo. :rolleyes:
11. E' impossibile diminuire le tasse se non si smette di pagare gli interessi sul debito pubblico creato in gran parte, fittiziamente, con l'attuale emissione monetaria.
Qual'è la soluzione? Consolidare il debito pubblico? Qualche anno fa l'aveva proposto Bertinotti, però adesso che è al governo ha dimenticato di attuarla :D
12. I politici che non perseguono la sovranità monetaria dei cittadini concorrono a determinare guasti economici e sociali gravissimi, a danno dell'intera popolazione ed immuni per giunta da azioni legali contro il loro operato.
No comment
Anche questo sito niente di nuovo, nessun valore aggiunto, se non la solita saldatura tra estrema destra e marxisti di ritorno.
Ah l'economia, scienza sconosciuta :o
Charlie
Sono tutte "00" e basta!! Il reddito va' allo Stato comunque
Seigniorage Revenue
Seigniorage is the net revenue derived from the issuing of coins or bank notes. It arises from the (often substantial) difference between the face value of a coin or bank note and the cost of producing and distributing it.
Seigniorage derived from coins
The Minister of Finance pays the Royal Canadian Mint to produce and distribute all Canadian circulation coins. It costs the Mint about 12 cents to produce and distribute a dollar coin. Consequently, this Crown corporation generates for the Government of Canada approximately 88 cents in seigniorage on each $1 coin sold to financial institutions at face value. Since coins have a very long life and the government does not redeem surplus coins, seigniorage is generated at the time of sale and accrued to the Government of Canada.
Seigniorage derived from notes
The Bank of Canada is responsible for issuing bank notes. Their life is relatively short—ranging from seven years for $100 notes to two years or less for $10 and $5 notes.
Since deposit institutions are able to return their surplus notes to the Bank of Canada for payment, these notes represent a payable liability for the Bank. For this reason, the accounting process for revenue and costs associated with the issuance of bank notes differs from that for coins. In compensation for the issuing of bank notes recorded as a liability, the Bank of Canada acquires interest-bearing federal government securities (treasury bills and bonds).
Seigniorage is the difference between the interest earned on the government's securities portfolio, and the costs of producing and distributing bank notes. Unlike the seigniorage for coins, bank note seigniorage is collected in instalments over a period of years.
Take, for example, a $20 bill, which is the most highly used denomination. At an average interest rate of 5 per cent, one $20 note in circulation produces revenue of about $1 per year. The production cost of this note is 6 cents for a life of about three years, which yields a cost of 2 cents per year. If average annual distribution expenses of about 2 cents are added to this cost, the result is an average annual cost of approximately 4 cents to put this note in circulation and replace it when it is worn. The Bank of Canada thus clears an annual net revenue of about 96 cents for each $20 note in circulation.
Use of seigniorage revenue
In recent years, just over $35 billion in notes has been in circulation. The interest revenue of the Bank of Canada has fluctuated between $1.7 and $2.2 billion per year. A small portion of this—$130 million, on average—has been used to finance the Bank's general operating expenses. The remainder has been paid to the Receiver General. Seigniorage revenue thus allows the federal government to finance a portion of its expenditures without having to collect taxes.
San Bernardino
25-02-07, 18:26
Sono tutte "00" e basta!! Il reddito va' allo Stato comunque
Seigniorage Revenue
Seigniorage is the net revenue derived from the issuing of coins or bank notes. It arises from the (often substantial) difference between the face value of a coin or bank note and the cost of producing and distributing it.
Seigniorage derived from coins
The Minister of Finance pays the Royal Canadian Mint to produce and distribute all Canadian circulation coins. It costs the Mint about 12 cents to produce and distribute a dollar coin. Consequently, this Crown corporation generates for the Government of Canada approximately 88 cents in seigniorage on each $1 coin sold to financial institutions at face value. Since coins have a very long life and the government does not redeem surplus coins, seigniorage is generated at the time of sale and accrued to the Government of Canada.
Seigniorage derived from notes
The Bank of Canada is responsible for issuing bank notes. Their life is relatively short—ranging from seven years for $100 notes to two years or less for $10 and $5 notes.
Since deposit institutions are able to return their surplus notes to the Bank of Canada for payment, these notes represent a payable liability for the Bank. For this reason, the accounting process for revenue and costs associated with the issuance of bank notes differs from that for coins. In compensation for the issuing of bank notes recorded as a liability, the Bank of Canada acquires interest-bearing federal government securities (treasury bills and bonds).
Seigniorage is the difference between the interest earned on the government's securities portfolio, and the costs of producing and distributing bank notes. Unlike the seigniorage for coins, bank note seigniorage is collected in instalments over a period of years.
Take, for example, a $20 bill, which is the most highly used denomination. At an average interest rate of 5 per cent, one $20 note in circulation produces revenue of about $1 per year. The production cost of this note is 6 cents for a life of about three years, which yields a cost of 2 cents per year. If average annual distribution expenses of about 2 cents are added to this cost, the result is an average annual cost of approximately 4 cents to put this note in circulation and replace it when it is worn. The Bank of Canada thus clears an annual net revenue of about 96 cents for each $20 note in circulation.
Use of seigniorage revenue
In recent years, just over $35 billion in notes has been in circulation. The interest revenue of the Bank of Canada has fluctuated between $1.7 and $2.2 billion per year. A small portion of this—$130 million, on average—has been used to finance the Bank's general operating expenses. The remainder has been paid to the Receiver General. Seigniorage revenue thus allows the federal government to finance a portion of its expenditures without having to collect taxes.
Caro ScubaDuc,
anche ammesso e non concesso che la Banca centrale canadese versi allo Stato tutti i proventi del signoraggio primario, il discorso rimane comunque inalterato per due questioni principali:
- rimane la frode dell'appostare le banconote al passivo invece che all'attivo
- il 97% del denaro esistente viene creato come denaro-debito dalle banche private
In Inghilterra la Banca Centrale e' stata statalizzata ma lo Stato continua ad indebitarsi emettento titoli di Stato e i cittadini registrano un livello di indebitamento individuale tra i piu' elevati al mondo.
E' inutile girare attorno alla questione e cercare di sviare la discussione dal suo punto centrale:
finche' il nuovo denaro emesso rimane di proprieta' del sistema bancario invece che del popolo attraverso lo Stato, la frode colossale nei confronti dell'umanita' da parte dell'elite' bancario-finanziaria continuera'!
San Bernardino
25-02-07, 18:27
Sito molto interessante, poi San Bernardino dice che non studio. :D Dopo i 12 punti del marxismo, ecco i 12 punti del sito www.modum.info :D
1. Non ha nessun senso intraprendere una qualsiasi azione politica in un qualunque schieramento se non si è affrontata con priorità assoluta la questione monetaria.
2. Sino a quando la moneta non risulterà di proprietà dei cittadini ed amministrata in nome e per conto degli stessi da un organo pubblico, qualsiasi azione ispirata al buon governo risulta inattuabile ed impossibile.
Organo pubblico = politici. Ottimo :rolleyes:
3. I politici che omettono di affrontare le problematiche sulla proprietà della moneta in favore dei cittadini, perdono ogni legittimità ad esercitare il proprio mandato in quanto omettono uno dei punti cardine della sovranità popolare: la sovranità monetaria.
Come no. :rolleyes: KO! Ma la Costituzione è ancora in vigore? :rolleyes:
4. Con la perdita della sovranità monetaria ed il conferimento del Signoraggio da parte della Pubblica Amministrazione a favore del sistema bancario, lo Stato è divenuto esattore del pizzo monetario (imposte e tasse) per conto del privato sistema bancario stesso.
Certo, notoriamente le tasse servono a finanziare le banche :D
5. La miglior difesa per un ladro è convincere il cittadino che quanto gli viene sottratto non gli appartiene. Ciò è quanto abilmente viene inculcato nella testa dei cittadini per quanto riguarda la proprietà della moneta.
No comment.
6. La banca d'emissione, quando emette nuova moneta, la addebita allo Stato ed al mercato, rubandone ai cittadini il valore.
Studiare prima di scrivere castronerie
7. La quantità di moneta emessa dall'organo emittente deve coprire solo ed esclusivamente il vero valore del prodotto, pari al costo di produzione.
AHAHAHAHAAHA In base a quale principio economico o contabile?
8. E' dovere morale della comunità garantire ad ogni essere umano una Vita degna di tale nome. Per questo riteniamo necessario creare un Reddito di Cittadinanza finanziato dallo Stato con l'emissione di nuova moneta.
Sciocchezza principe: combattono il mulino a vento della creazione di moneta dal nulla e poi vogliono fare lo stesso KO!
9. E' necessario uscire dal trattato di Maastricht che non consente a nessuno degli stati europei di battere moneta propria.
Certo, una cosa da nulla :D E magari tornare all'autarchia degli anni '30 :D
10. E' impossibile mitigare il conflitto nella lotta di classe e realizzare una qualsiasi politica sociale sino a quando lo Stato, in nome e per conto dei cittadini, non si riapproprierà della sovranità monetaria.
I marxisti dicono la stessa cosa. Ottimo. :rolleyes:
11. E' impossibile diminuire le tasse se non si smette di pagare gli interessi sul debito pubblico creato in gran parte, fittiziamente, con l'attuale emissione monetaria.
Qual'è la soluzione? Consolidare il debito pubblico? Qualche anno fa l'aveva proposto Bertinotti, però adesso che è al governo ha dimenticato di attuarla :D
12. I politici che non perseguono la sovranità monetaria dei cittadini concorrono a determinare guasti economici e sociali gravissimi, a danno dell'intera popolazione ed immuni per giunta da azioni legali contro il loro operato.
No comment
Anche questo sito niente di nuovo, nessun valore aggiunto, se non la solita saldatura tra estrema destra e marxisti di ritorno.
Ah l'economia, scienza sconosciuta :o
Charlie
Se rileggi tu stesso le tue risposte ti renderai conto della loro totale inconsistenza!
Perche', invece di sviare come al solito la questione, non rispondi nel merito ai contenuti dell'articolo di cui sopra relativo a plutocrazia, signoraggio, usura bancaria e democrazia, sempre ammesso che tu l'abbia letto?
A proposito di studiare, tra visionare per due minuti un sito alla ricerca di argomenti criticabili o da esecrare e studiare davvero un argomento c'e' una differenza abissale!
Caro ScubaDuc,
anche ammesso e non concesso che la Banca centrale canadese versi allo Stato tutti i proventi del signoraggio primario, il discorso rimane comunque inalterato per due questioni principali:
- il 97% del denaro esistente viene creato come denaro-debito dalle banche private
Bene, quindi basta nazionalizzare le banche per risolvere il problema.
Oops, ma in Italia era GIA' COSI' fin a qualche anno fa, come mai nessuno mi ha mai dato il reddito di cittadinanza? :D
Chissà se il giudice di pace di Lecce me lo riconoscerà per vie legali :wall:
Charlie
Se rileggi tu stesso le tue risposte ti renderai conto della loro totale inconsistenza!
Perche', invece di sviare come al solito la questione, non rispondi nel merito ai contenuti dell'articolo di cui sopra relativo a plutocrazia, signoraggio, usura bancaria e democrazia, sempre ammesso che tu l'abbia letto?
A proposito di studiare, tra visionare per due minuti un sito alla ricerca di argomenti criticabili o da esecrare e studiare davvero un argomento c'e' una differenza abissale!
Al di la' della retorica, mi pare che le proposte fondamentali siano TRE:
1) Dare altro potere ai politici
2) Uscire dall'UE
3) Espropriare il debito pubblico dalle mani dei cittadini che lo detengono
Interessante :rolleyes: Quante probabilità secondo te hanno di realizzarsi?
Charlie
Caro ScubaDuc,
anche ammesso e non concesso che la Banca centrale canadese versi allo Stato tutti i proventi del signoraggio primario, il discorso rimane comunque inalterato per due questioni principali:
- rimane la frode dell'appostare le banconote al passivo invece che all'attivo
- il 97% del denaro esistente viene creato come denaro-debito dalle banche private
In Inghilterra la Banca Centrale e' stata statalizzata ma lo Stato continua ad indebitarsi emettento titoli di Stato e i cittadini registrano un livello di indebitamento individuale tra i piu' elevati al mondo.
E' inutile girare attorno alla questione e cercare di sviare la discussione dal suo punto centrale:
finche' il nuovo denaro emesso rimane di proprieta' del sistema bancario invece che del popolo attraverso lo Stato, la frode colossale nei confronti dell'umanita' da parte dell'elite' bancario-finanziaria continuera'!
Ma allora fai finta di non capire?
Le bancanote sono iscritte a debito perche' siccome si rovinano le devono rimpiazzare. A credito sono iscritti i buoni del tesoro ed il reddito da signoraggio su una bancanota e' uguale al tasso di interesse meno le spese di emissione e distribuzione, altro che frode colossale :yes:
Le banche private creano si' denaro, ma siccome per definizione, il signoaggio esiste solo sulla massa circolante...ie: stampata, coniata, etc. Il signoraggio secondario, semplicemente NON esiste come da te' descritto
Bene, quindi basta nazionalizzare le banche per risolvere il problema.
Oops, ma in Italia era GIA' COSI' fin a qualche anno fa, come mai nessuno mi ha mai dato il reddito di cittadinanza? :D
Chissà se il giudice di pace di Lecce me lo riconoscerà per vie legali :wall:
Charlie
Charlie,
il signoraggio "secondario" non puo' sussistere. Le banche creano denaro per riserva differenziata. Ovvero prestano piu' di quanto hanno e riscuotono piu' interessi di quanti altrimenti ne riscuoterebbero. Esse non stampano denaro, lo fanno "girare" piu' in fretta, e siamo di fronte ad un "moltiplicatore" monetario...
Altro che signoraggio secondario..... Cribbio, mi consenta ;) :D
San Bernardino
25-02-07, 22:04
Ma allora fai finta di non capire?
Le bancanote sono iscritte a debito perche' siccome si rovinano le devono rimpiazzare. A credito sono iscritti i buoni del tesoro ed il reddito da signoraggio su una bancanota e' uguale al tasso di interesse meno le spese di emissione e distribuzione, altro che frode colossale :yes:
Le banche private creano si' denaro, ma siccome per definizione, il signoaggio esiste solo sulla massa circolante...ie: stampata, coniata, etc. Il signoraggio secondario, semplicemente NON esiste come da te' descritto
Caro ScubaDuc,
cerchiamo di capirci perche' mi sembra che qui stiamo parlando due lingue diverse.
Per signoraggio bancario si intende la differenza tra il valore nominale e il costo di produzione, di cui chi emette il denaro stesso si appropria.
L'unica obiezione sarebbe che le banche emettono si denaro, di cui si appropriano, ma poi lo distruggono quando lo ricevono indietro.
A parte i forti dubbi sul fatto che cio' avvenga (massa monetaria in aumento annuo del 9%), ammesso e non concesso che questo sia vero, le banche si appropriano comunque di somme immense dovute agli interessi che non gli sono in alcun modo dovute ed impediscono agli Stati di evitare la trappola del debito emettendo direttamente denaro.
Signoraggio bancario inoltre vuol dire anche sovranita' monetaria, cioe' potere di impossarsi del denaro emesso, di decidere quanto denaro emettere, di decidere il costo del denaro, e quanto denaro circolante debba esserci. Tutti questi poteri, che influenzano enormemente ogni settore della societa' e dell'economia, sono in mano ai banchieri privati.
Il signoraggi bancario inoltre e' la negazione del principio di giustizia secondo cui il popolo, e lo Stato che lo rappresenta, dovrebbe essere il titolare della sovranita' monetaria, visto che e' il popolo, con la sua accettazione, che conferisce valore al denaro, il quale e' poi utilizzato per gli scambi all'interno della societa'.
Di fronte a tutte queste ovvie constatazioni su quali argomentazioni razionali e coerenti si basa la tesi opposta che il signoraggio non sia una frode?
In tre mesi di thead non ne ho sentita una che possa reggere il vaglio di una critica seria.
Si tratta solo di sconclusionate considerazioni incapaci di cogliere il fenomeno nella sua vera natura e di prendere in esami i dati di realta', la cui unica forza consiste nell'essere coperte da quell'area di sacralita' che discende su tutto cio' che e' espressione della casta sacerdotale bancario-finanziaria.
Ma i veli del tempio sono stati stracciati e la vuota autoreferenzialita' delle tesi a favore del signoraggio bancario si e' rivelata per quello che e':
uno strumentale tentativo di coprire con belle parole le malefatte dei soliti noti.
Bene, per risolvere il tuo problema basta nazionalizzare le banche e tornare al sistema in auge fino a qualche anno fa in Italia.
Tutti i redditi da signoraggio, primario, secondario, terziario ecc... finiranno tutti allo Stato.
La mappata ideologica di Douglas parisienne &C non serve.
Ti piace la soluzione? Risolve tutti i problemi e mette tutti d'accordo :p
L'ho già detto? Repetita juvant
Charlie
San Bernardino
01-03-07, 11:42
Bene, per risolvere il tuo problema basta nazionalizzare le banche e tornare al sistema in auge fino a qualche anno fa in Italia.
Tutti i redditi da signoraggio, primario, secondario, terziario ecc... finiranno tutti allo Stato.
La mappata ideologica di Douglas parisienne &C non serve.
Ti piace la soluzione? Risolve tutti i problemi e mette tutti d'accordo :p
L'ho già detto? Repetita juvant
Charlie
Caro Charlie,
sai benissimo anche tu che cio' non risolverebbe niente perche' fino agli '90 in Italia alcune grosse banche erano si' a partecipazione statale ma la Banca Centrale ha sempre mantenuto la sua autonomia ed il controllo della sovranita' monetaria, con tutte le relative nefaste conseguenze, le piu' eclatanti delle quali sono state l'imperversare del denaro-debito e il progressivo aumento del debito pubblico.
San Bernardino
01-03-07, 21:23
Ecco un articolo di M. Blondet in relazione agli scenari aperti dalla crisi di Shangai:
"Il crollo da Shanghai: e poi?
Maurizio Blondet
28/02/2007
Nel 1929, la grande crisi fu innescata dal fallimento di una piccola, sconosciuta banca austriaca.
Oggi comincia dalla Borsa di Shanghai.
Non importa molto, da qualche parte deve cominciare.
Ancora una volta, la globalizzazione (c'era, di fatto, anche negli anni '20) porta allo stesso esito: un crack che si estende al mondo intero, che i poteri forti speculativi hanno voluto senza confini.
Inutile cercare di capire cosa ha prodotto il rovesciamento: la Borsa di Shanghai era salita del 130 % nell'ultimo anno, un «trionfo» pari a quello di Wall Street nel 1929, in salita fino al fatale settembre nero.
Entrambi i «trionfi» indicano un mercato spinto dalla speculazione pura, la cui correzione è inevitabile.
Gli speculatori, leoni quando le cose vanno bene, sono conigli quando le cose vanno male: la loro coscienza sporca (e i debiti che hanno contratto per speculare) li obbliga a vendere alla minima «voce» di allarme.
Il mercato di Shanghai è salito ancora dell'1,4 % lunedì; martedì è crollato di un abissale 8,9 %.
«Non ci sono fatti concreti che giustificano il crollo», dicono gli operatori locali.
In Occidente si tende ad attribuire lo slittamento ad Alan Greenspan: il grande vecchio ex-capo della Federal Reserve, durante una conferenza ad Hong Kong, aveva alluso alla probabilità che l'economia USA entrasse in recessione prima della fine dell'anno.
Cina ed USA sono legati dalla globalizzazione alla stessa catena: il grande creditore (Pechino) s'è legato a filo doppio al massimo debitore mondiale, Washington.
La rovina dell'uno sarà la rovina dell'altro.
Peggio: gli interessi dei due sono in contrasto.
Gli USA hanno interesse ad una drammatica svalutazione del dollaro, che ridurrebbe di altrettanto il suo debito e renderebbe più costose le merci cinesi ai consumatori USA; la Cina ha bisogno che il dollaro, di cui ha immagazzinato riserve spropositate, non cali troppo per i motivi opposti.
Il maggior mercato delle sue merci è infatti l'America.
Questo contrasto rende improbabile una gestione concertata della crisi.
Le borse sono tutte in calo, a cominciare da quelle asiatiche per finire con le europee.
E il calo continua.
In USA, il Dow Jones ha perso 540 punti nel momento più basso, alla fine della giornata era ancora sotto di 400 punti.
Ma la verità è rivelata dai volumi: 2,3 milioni di dollari di azioni sono salite, contro 2,3 «miliardi» di dollari che sono calate.
Insomma, come nel '29, tutti vendono e pochissimi comprano.
Il 99 % del volume azionario è in calo.
Questo pone in una situazione tragica gli anziani americani vicini alla pensione, la classe d'età più affollata della storia, i «baby boomer» nati dall'esplosione della natalità nel dopoguerra (1945). Tutte le speranze di avere una buona pensione di costoro risiedevano nel rialzo perenne della Borsa: i loro risparmi sono investiti nei fondi pensionistici (gli stessi che ci propongono ora governo Prodi e sindacati) che piazzano in azioni il capitale loro affidato.
Ora i «baby boomer» cominciano a ritirarsi dal lavoro.
Se prima «risparmiavano» (o accantonavano) per la vecchiaia, oggi e nei prossimi anni cominceranno a vendere il loro portafoglio di azioni.
Il problema è: chi le comprerà?
Le giovani generazioni sono meno numerose e meno benestanti (grazie ancora alla globalizzazione, che ha trasferito i posti di lavoro in Cina) dei «baby boomer», hanno meno soldi da «investire» in azioni.
Come ogni merce la cui offerta supera la domanda, le azioni caleranno, e il calo sarà storico, di lunga durata, e reso ineluttabile dalla demografia.
Inutile dire che lo stesso fenomeno investe l'Italia, in crisi demografica avanzata.
Gli anzianotti dormivano su una ricchezza di carta, che ora però devono trasformare in liquido.
Ovviamente, ogni «baby boomer» spera di strappare il maggior valore nominale dalla sua ricchezza di carta: ora che le borse calano, a milioni saranno indotti ad anticipare le vendite, prima che lo facciano gli altri e le loro azioni calino ancora.
Sta per instaurarsi lo stesso circolo vizioso del '29, quando tutti vendevano e nessuno comprava?
In ogni caso, si è instaurata una mentalità di massa «difensiva», che è il contrario dello slancio fiducioso che provoca i «trionfi» e i rialzi e le «riprese» economiche.
Del resto l'economia USA è già in recessione.
Il Dipartimento del Commercio ha comunicato che solo a gennaio, gli ordinativi per beni durevoli sono calati del 7,8 %.
Le case sono calate quasi dell'1 %.
Il clima sociale in USA sta cambiando, le migliaia di posti di lavoro perduti verso la Cina, il decennale calo delle paghe in termini reali, ora lo sgonfiarsi della bolla immobiliare, hanno intaccato la dissennata fiducia americana.
Lo dimostrano vari fatti, fra cui questo: nonostante le guerre e l'instabilità crescente in Medio Oriente, il prezzo del petrolio cala.
Alcuni economisti prendono il coraggio di scrivere che il sistema di «mercato sociale» europeo, con le sue previdenze sociali, è forse meglio del liberismo sfrenato all'americana: temono l'esplosione della società e cercano affannosamente i rimedi nel passato che prima disprezzavano.
Ma un New Deal non è probabile.
Gli Stati repubblicani e quelli democratici, coi loro elettorati, sono sempre più radicalizzati nelle rispettive posizioni.
Il clima sociale e politico diventa sempre più aspro.
L'infondata fiducia americana è la conseguenza diretta della sventata crisi degli anni '90.
La borsa salì allora per tre fattori fondamentali e intrecciati: tecnologia, dis-inflazione e demografia.
Il boom di internet e il boom delle telecom crearono domanda aggiuntiva e frenetica per merci fisiche (computer, telefonini, gadget elettronici) e per software e servizi correlati.
Siccome tutto ciò veniva e viene fatto in Asia, i consumatori ebbero il profitto di prezzi calanti, e i capitalisti la pacchia di profitti crescenti, ovviamente Made in Taiwan.
In ogni caso, il boom creò posti di lavoro strapagati ai livelli alti, e i meno fortunati lavoratori dipendenti avevano la «ricchezza» crescente delle loro azioni nei fondi-pensione, e il «valore crescente» delle loro case.
Quando scoppiò la bolla tecnologica, la Federal Reserve di Greenspan scongiurò il collasso iniettando enormi liquidità nel sistema: ciò evitò la bancarotta dei privati e delle imprese (non del tutto: i fallimenti Enron e WorldCom sono stati i più titanici della storia).
A coprire il trucco ci fu la «irrazionale esuberanza» delle Borse.
Ma oggi non ci sono telefonini-miracolo, non tecnologie di consumo da vendere ai gonzi; il lancio di Microsoft Vista non ha suscitato i soliti (stupidi) entusiasmi per il «nuovo»; i prezzi delle case (su cui gli americani hanno acceso ipoteche, per continuare a spendere) sono calati e il calo durerà.
La sola prospettiva «rosea» viene dall'apparato militare industriale, il solo boom prevedibile è quello delle guerre di Bush.
Non si vede il miracolo che ci farà uscire dal crack.
E allora?
Bisogna fare i complimenti agli economisti francesi di Europe 2020, che hanno previsto la recessione globale per aprile: persino loro hanno ecceduto in ottimismo, la recessione comincia a marzo.
Anzi la crisi sistemica globale.
Ossia, secondo Europe 2020, il convergere di molteplici fatti negativi che colpiscono le basi stesse dell'economia globale, e si rafforzano negativamente l'un l'altro.
Questi sono: l'accelerazione dei fallimenti delle società finanziarie speculative (e 2020 ne prevede una al giorno per aprile).
L'aumento spettacolare degli immobili sequestrati perchè i loro proprietari, che li abitano, non possono più pagare i ratei dei mutui: 10 milioni di americani sono gettati sulla strada.
Di conseguenza, crollo dei prezzi immobiliari.
«Guerra» commerciale fra Cina e USA, con l'imposizione di dazi punitivi sulle merci cinesi:
se avverrà, sarà l'innesco del «gelo» degli scambi commerciali globali, esattamente come accadde dopo il 1929.
Vendite e svendite di dollari da parte della Cina e degli asiatici.
Caduta brutale del dollaro su euro, yen e yuan; caduta conseguente della sterlina.
Uno dei fatti previsti, il rovesciamento del «carry trade» (indebitarsi in yen a basso tasso per investire in monete ad alto tasso) sta già verificandosi, accelerato dal rialzo dello yen.
E sullo sfondo, le guerre che Bush sta perdendo, e l'incognita della guerra che vuol fare, contro l'Iran.
Che deve fare ciascuno di noi?
Impossibile dirlo, perché ogni situazione è unica, e gli eventi sono ancora in movimento.
Certo è che è meglio non avere debiti, o chiuderli: tenersi lontano dalle Borse; avere 20-30 mila euro in cassetta di sicurezza.
Chi può, compri oro in piccoli pezzi: è calato anche quello, con il crollo di Shanghai, e già questo dice molto.
Ma l'oro non è un investimento speculativo, è il rifugio estremo.
Maurizio Blondet
Da: http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1800¶metro=
klaus_roma
01-03-07, 21:40
blondet, travaglio, grillo .... questa e' la vera congiura plutocratica ... la congiura dei disinformatori
Poichè non mi piace aggiungere parole a parole io proseguo
per la mia strada .....se qualcuno crede in: crollo tipo '29,
crollo del dollaro, italia come argentina ecc. ecc.
io lo sfido sui fatti....
ho 10 euro pronti da scommettere (sempre in beneficenza) con chiunque
creda veramente in quel che posta....
in caso contrario....sono solo chiacchiere !!!!!!
Ramirez
Strano che blondet non abbia tirato fuori la solita congiura dei banchieri ebraici, sta perdendo colpi...
:D :D :D :D :D :D :D :D :D :D
blondet, travaglio, grillo .... questa e' la vera congiura plutocratica ... la congiura dei disinformatori
Grillo fa molta demagogia, e si è ritagliato un suo spazio populista.
Ma mi sembra ingeneroso accomunarlo a Blondet, che è un fanatico fondamentalista cattolico antisionista (o antisemita? ).
Blondet ha scritto un libro in cui si teorizza che la razza umana discenda dagli alieni :D e altre fandonie del genere: di solito cerca di farsi pubblicità, infatti si è lanciato a pesce nelle teorie complottiste del 11/09
Tra l'altro Grillo, fiutando la sòla, ha "espulso" i signoraggisti dal suo sito, ma questi continuano ad approfittarne per farsi pubblicità gratuita, approfittando della popolarità di Grillo, parlando di "signoraggio" anche quando non c'entra niente. Prendi qualsiasi articolo di Grillo, leggi i commenti e cerca la parola "signoraggio": la troverai sempre, anche se si sta parlando di zucchine al mercato :D
Ma veniamo allo specifico: dopo 4 anni di salita ininterotta, al primo misero storno, ecco che saltano fuori le cassandre a pronosticare catastrofi :D
Anche questa volta è questione di serietà: come parecchi sanno, durante la discesa del 2000/2002 io sono stato uno dei trader più ribassisti, mettendo in guardia dai facili entusiasmi su: cdbwebtech,e-planet,finmatica,freedomland e sòle similari (le battaglie con fumino! che tempi! :D ) capendo in tempo che ad un certo punto il ribasso aveva esaurito la sua spinta.
Blondet di finanza non capisce nulla, al massimo può spiegarsi le cose con un complotto della Goldman Sachs, non sa nulla di dinamiche di mercato, quindi il credito è ancora minore del solito.
Sinceramente, da ribassista che ha vissuto il grande crollo del 11/09/2001 mi viene da sorridere a fare anche un lontanissimo paragone con quel ribasso.
Eppure siamo sopravvisuti: figuriamoci se un misero storno, per ora, di manco il 10% può far parlare di "crollo".
Ma quale crollo? Ma lo sanno che significa "crollo", con il fib a -6% e 1/3 dei titoli del mib30 sospesi per eccesso di ribasso, oltre il 10% di calo, e i titoli tecnologici in caduta libera, per più e più giorni.
Questo non è un crollo, e neanche l'inizio, è uno storno, che è cosa diversa.
Prima di parlare d'inversione io ci penserei non una ma dieci volte: non si può parlare di crollo dopo neanche una settimana di ribassi moderati.
Charlie
A proposito di complotti della Morgan Stanley....Fresco di stampa "virtuale" da Yahoo Finance... Oddio, non proprio un complotto, ma si puo' parlare di "abnormal returns"
Investigators have broken up what they call one of the biggest Wall Street insider-trading rings since the 1980s -- a sweeping, $15 million scandal that involved power brokers at some of the nation's top financial firms and two lawyers.
In announcing the case Thursday, authorities described a criminal operation that used insiders at Morgan Stanley and Co. and UBS Securities LLC to steal valuable secrets from the companies. Prosecutors also alleged a Banc of America Securities LLC broker accepted cash kickbacks and two former representatives of Bear Stearns & Co. obtained UBS inside information.
San Bernardino
02-03-07, 12:58
Grillo fa molta demagogia, e si è ritagliato un suo spazio populista.
Ma mi sembra ingeneroso accomunarlo a Blondet, che è un fanatico fondamentalista cattolico antisionista (o antisemita? ).
Blondet ha scritto un libro in cui si teorizza che la razza umana discenda dagli alieni :D e altre fandonie del genere: di solito cerca di farsi pubblicità, infatti si è lanciato a pesce nelle teorie complottiste del 11/09
Tra l'altro Grillo, fiutando la sòla, ha "espulso" i signoraggisti dal suo sito, ma questi continuano ad approfittarne per farsi pubblicità gratuita, approfittando della popolarità di Grillo, parlando di "signoraggio" anche quando non c'entra niente. Prendi qualsiasi articolo di Grillo, leggi i commenti e cerca la parola "signoraggio": la troverai sempre, anche se si sta parlando di zucchine al mercato :D
Ma veniamo allo specifico: dopo 4 anni di salita ininterotta, al primo misero storno, ecco che saltano fuori le cassandre a pronosticare catastrofi :D
Anche questa volta è questione di serietà: come parecchi sanno, durante la discesa del 2000/2002 io sono stato uno dei trader più ribassisti, mettendo in guardia dai facili entusiasmi su: cdbwebtech,e-planet,finmatica,freedomland e sòle similari (le battaglie con fumino! che tempi! :D ) capendo in tempo che ad un certo punto il ribasso aveva esaurito la sua spinta.
Blondet di finanza non capisce nulla, al massimo può spiegarsi le cose con un complotto della Goldman Sachs, non sa nulla di dinamiche di mercato, quindi il credito è ancora minore del solito.
Sinceramente, da ribassista che ha vissuto il grande crollo del 11/09/2001 mi viene da sorridere a fare anche un lontanissimo paragone con quel ribasso.
Eppure siamo sopravvisuti: figuriamoci se un misero storno, per ora, di manco il 10% può far parlare di "crollo".
Ma quale crollo? Ma lo sanno che significa "crollo", con il fib a -6% e 1/3 dei titoli del mib30 sospesi per eccesso di ribasso, oltre il 10% di calo, e i titoli tecnologici in caduta libera, per più e più giorni.
Questo non è un crollo, e neanche l'inizio, è uno storno, che è cosa diversa.
Prima di parlare d'inversione io ci penserei non una ma dieci volte: non si può parlare di crollo dopo neanche una settimana di ribassi moderati.
Charlie
Caro Charlie,
sostieni che Blondet ha scritto un libro in cui afferma che la razza umana deriva dagli alieni, con chiari scopi denigratori. Visto che ti sei preso questa responsabilita', potresti essere un po' piu' chiaro e sostanziare la tua affermazione? Non vorrei che si seguisse il metodo Gobbels, cioe' dire menzogne su menzogne in modo che qualcosa restera'!
Grazie!
Caro Charlie,
sostieni che Blondet ha scritto un libro in cui afferma che la razza umana deriva dagli alieni, con chiari scopi denigratori. Visto che ti sei preso questa responsabilita', potresti essere un po' piu' chiaro e sostanziare la tua affermazione? Non vorrei che si seguisse il metodo Gobbels, cioe' dire menzogne su menzogne in modo che qualcosa restera'!
Grazie!
Libro , Pagg. 319
Formato: 13,5x21
Prezzo € 17,20
Maurizio Blondet, Roberto Pinotti
Oltre
Dal Seti agli Ufo Viaggio tra i fenomeni non classificati alla ricerca del pensiero alieno
Olimpia Editoriale - 2002
Lo trovi in: Documenti segreti e UFO
Una dettagliata ricerca sugli UFO e la presenza di entità aliene sul nostro Pianeta, sulle "abductions", sul legame tra questi fenomeni e il "Nuovo Ordine Mondiale", sul "Cover Up" dei governi e le operazioni segrete dei militari e su altri fatti misteriosi.
http://www.macrolibrarsi.it/libro.php?lid=3903&&
Buona lettura :D
Charlie
Questo è dello stesso genere, immagino tu lo conosca a memoria :D :D
http://www.macrolibrarsi.it/libro.php?lid=6491&cid=14&sid=37
San Bernardino
02-03-07, 14:33
Caro Charlie,
innanzitutto ci tempo a precisare che io stesso non sposo a scatola chiusa tutte le posizioni di Blondet, ma penso siano comunque utili per capire meglio come davvero vadano le cose.
Ti invito a trovare una riga, un capitolo dei libri che tu hai indicato in cui Maurizio Blondet sostiene che la razza umana discenda dagli alieni!
Non so se la tua sia ignoranza o pervicace cattiva fede, ma quello che hai detto su Maurizio Blondet e' decisamente falso, si tratta di pura diffamazione!
L'ipotesi piu' verosimile e' cha hai tentato maldestramente di estrapolare il contenuto dal titolo o hai ricevuto queste informazioni da terza mano senza verificarne l'attendibilita'.
Riguardo al tema della creazione dell'uomo, per quanto ne so, l'unica posizione presa in maniera netta da Blondet e' la critica al mito darwinista!
Ti ricordo che quando io sostengo la frode e l'usura del signoraggio bancario lo faccio a viso aperto, senza nessuno scopo diffamatorio ma con il preciso fine di denunciare una realta' di fatto di cui posso dare esaurienti e razionali spiegazioni.
L'arma della diffamazione e della menzogna per screditare l'avversario e' un'arma spuntata che si ritorce contro che la utilizza, se e' vero, come e' vero, che la verita' alla fine viene sempre a galla!
Ecco invece un altro interessante e recente articolo di Blondet, che propone alcuni notizie significative su cui vale la pena riflttere: il tema degli alieni rientra a pieno titolo. Buona lettura a te stavolta:
"9/11: un Rockefeller sapeva tutto prima?
di Maurizio Blondet - 31/10/2006
Fonte: effedieffe [scheda fonte]
Aaron Russo a Cannes durante la presentazione del suo ultimo film «America: from freedom to fascism»
«Ci sarà un evento, e di conseguenza invaderemo l'Afghanistan per farci passare gli oleodotti per il Caspio; possiamo andare in Iraq per prendere il petrolio e stabilire basi nel Medio Oriente e fare del Medio Oriente parte del nuovo ordine mondiale, e poi andremo contro il Venezuela… questo risulterà dall'evento».
Così avrebbe detto Nicholas Rockefeller al suo amico produttore e regista Aaron Russo.
Undici mesi prima dell'11 settembre. (1)
Lo ha rivelato lo stesso Aaron Russo.
Quanto è credibile il personaggio?
Russo è il noto produttore di vari film (fra cui «Una poltrona per due» con Eddie Murphy), noto impresario (ha portato i Led Zeppelin negli USA), proprietario di un night a Chicago; inoltre ha concorso nel '98 come aspirante governatore del Nevada (è arrivato secondo con il 26 % dei voti), nel 2004 si è candidato alla presidenza USA, poi ha preferito concorrere nella nomination di un Libertarian Party; crede alla medicina alternativa, si oppone alla tassa diretta sul reddito, vuole ritornare al gold standard, sostiene apertamente che l'11 settembre sia stato «un lavoro interno», favorisce l'uso medico della marijuana.
Inoltre, è un ebreo di New York, forse discendente dalla famiglia di quel Baruchya Russo che guidò l'ala più estrema dei seguaci del falso messia Sabbatai Zevi, che praticavano l'incesto (2)… insomma un personaggio che pare conoscere a memoria i libri di David Icke.
Ciò non toglie che il suo ultimo film, «America: from freedom to fascism» - un documentario contro la «persecuzione» che l'ufficio delle imposte dirette scatenerebbe contro i cittadini - sia stato accolto all'ultimo festival di Cannes con impressionato favore.
E chi è il suo supposto interlocutore che gli avrebbe fatto la scottante rivelazione?
Nicholas Rockefeller, rampollo della celebre famiglia, è membro del Council on Foreign Relations, socio di uno studio legale internazionale (Perkins Coie, LLP) che rappresenta grandi aziende americane nei loro affari all'estero, presidente di Rockefeller Asia che ha fatto investimenti diretti ragguardevoli sui mercati emergenti asiatici, nonché partner-manager di un colosso edilizio chiamato Rockvest Development Group, che dispone di una filiale che è anche un fondo d'investimento, il Rockefeller International Fund.
Insomma anche lui un personaggio alla David Icke.
E come mai Russo conosce uno come Nick Rockefeller?
Perché, sostiene lo stesso Russo, «più volte è stato avvicinato da vari Rockefeller e da altri oligarchi del Council on Foreign Relations che volevano cooptarlo» nel quadro del progetto per il governo unico mondiale: gli avrebbero promesso, in cambio di «esentarlo da ogni misura da Stato di polizia che stanno infliggendo ai cittadini in generale»; ma lui ha rifiutato, dice «tutte le cose che ha saputo» da quelle frequentazioni senza paura delle conseguenze, perché «è in gioco la libertà delle generazioni future»: purissimo David Icke.
Russo ha fatto la sua rivelazione nell'Alex Jones Show, il programma radiofonico più alternativo d'America, collegato al sito PrisonPlanet a cui dobbiamo molte serie, credibili, gravi informazioni sull'11 settembre.
Non è la sola rivelazione.
Russo ne è stato assai generoso: ha spiegato fra l'altro che le famiglie della oligarchia (di cui i Rockefeller sono gli storici leader) hanno «creato e finanziato il movimento di liberazione femminista per poter tassare l'altra metà della popolazione, e far sì che i bambini vengano allevati ed educati in scuole di Stato anziché in famiglia».
Ha detto che i membri dell'elite bancaria sono «ossessionati dal progetto di creare una società mondiale del controllo, che obbligherà ciascuno a portare con sé documenti d'identità ed essere identificati in qualunque momento».
Russo ha proclamato che «la Torre 7 è stata fatta cadere con una demolizione controllata, che occorre settimane per preparare».
«Hanno ammazzato migliaia di americani, tutta quella gente saltata dal centesimo piano… se ne fregano».
Del suo colloquio con Nicholas Rockefeller ha dato un resoconto non preciso.
Sarebbe avvenuto «circa» undici mesi prima dell'11 settembre: «Stavo parlando con il mio amico [Rockefeller] e lui mi disse: Aaron, ci sarà un evento…».
«Ma non sono certo che sapesse di che evento si trattasse».
Resta il fatto che Nicholas «sapeva con precisione a cosa avrebbe portato l'evento e quali Paesi sarebbero diventati bersaglio militare per l'oligarchia».
Cosa pensare?
Tutto quel che si sa di Russo può bastare ad identificarlo come un provocatore, che si infiltra nei gruppi alla ricerca della verità alternativa sull'11 settembre, ne accoglie le tesi esagerandole fino a renderle incredibili, allo scopo di screditare la parte di verità che contengono.
Esattamente ciò che, secondo chi scrive, fa David Icke.
Ma è davvero così?
Il Nicholas Rockefeller di cui si parla appare coinvolto in una faccenda stranissima, tragica e misteriosa, tale da far impallidire ogni fantasia tipo David Icke.
Bisogna risalire al marzo 1997, quando 39 membri di una setta chiamata Heaven's Gate (Porta del Cielo) vengono trovati morti in un lussuoso ranch di Santa Fe, California.
Tutti i corpi sono sistemati in letti a castello, vestiti di una tuta nera, scarpe Nike ai piedi, un velo triangolare sul volto.
Apparentemente un suicidio di massa.
Il capo della setta, Marshall Applewhite, ha lasciato un video messaggio in cui spiega che lui e i suoi adepti hanno abbandonato il corpo fisico per raggiungere i loro creatori alieni approfittando del passaggio vicino al pianeta della cometa Hale Bopp.
La setta infatti univa un cristianesimo all'americana con la ferma credenza negli UFO e l'attesa ormai prossima della fine dei tempi; gli adepti risultarono essere membri della più alta società finanziaria internazionale.
Ebbene: i cadaveri furono scoperti da un tizio, di nome Nick Matzorkis, che sembra fosse in rapporti di lavoro (da imprenditore di computer, impiegava alcuni adepti per creare siti internet) con la setta della Porta del Cielo.
Fatto sta che Matzorkis divenne istantaneamente celebre, e intervistatissimo dalle TV americane. Proprio per questo, fu riconosciuto da agenti che lo ricercavano da anni per truffe e furti, e finì in galera.
Breve disavventura.
Presto Matzorkis, uscito dal carcere, riesce a raccogliere 54 milioni di dollari in una «offerta iniziale d'acquisto» per una sua impresa, chiamata US Search.com. una sommetta niente male per un pregiudicato senza entrature nel mondo della finanza.
E la nuova impresa ha successo.
Tanto che nel 2002 il personaggio lancia nella Cina comunista una ditta del settore, GlobalAgora con un socio importante.
Il socio è Nicholas Rockefeller.
Come dice Daniel Hopsicker che ha scoperto la storia, «non c'è un modo educato di porre la domanda che salta alle labbra: la relazione di Matzkorkis con il Rockefeller ha rapporto con la sua precedente frequentazione della setta Porta del Cielo?».
Certo è che i Rockefeller sembrano avere, per gli UFO ed altre mitologie, un interesse di lunga data.
Il 30 ottobre del 1938 il Mercury Radio Network interruppe le trasmissioni per annunciare al pubblico che i marziani stavano invadendo la Terra: sembrava un reportage autentico, l'America piombò nel panico.
Era invece la nota trasmissione di Orson Wells, la «Guerra dei Mondi».
Ebbene: è poco noto che la trasmissione fu escogitata e finanziata dalla Rockefeller Foundation, che la condusse come «un esperimento sulla paura di massa».
La Rockefeller Foundation, pochi anni prima, aveva fornito fondi all'università di Princeton per fondare un «Princeton Office of Radio Research».
La dirigeva Paul Lazersfeld, un ebreo viennese e psicologo sociale, che lavorò al progetto con Hadley Cantrell, psicologo della CBS (network TV), e Fred Stanton, un super-ricercatore in psicologia che diventò poi presidente del Mercury Radio Network.
In seguito all'«evento» genialmente provocato da Orson Wells, questo ufficio di Princeton elaborerà uno studio-sondaggio sulle reazioni del pubblico (12 americani su cento avevano seguito la trasmissione, e la metà ci aveva creduto spaventandosi ciecamente) dal titolo: «Invasion from Mars - A study on the psichology of panic».
Di quest'opera non sono state diffuse copie, evidentemente era uno studio «interno» in vista di lavori «interni».
Era uno studio su come controllare le reazioni delle masse americane inducendo allarme e paura.
Tutto molto David Icke, certo.
Ma in fondo, cos'è stato l'11 settembre 2001, se non una replica più in grande dell'«esperimento di paura collettiva» del 1938, che ha indotto la popolazione terrorizzata da un nemico invisibile ad accettare le guerre di Bush e le limitazioni gravissime alla libertà personale, fino alla cancellazione dell'habeas corpus?
Forse lo stesso suicidio di massa della setta Heaven's Gate è stato un altro degli esperimenti
di controllo mentale attraverso l'irrazionale, necessario sulla strada di una stranissima «ricerca scientifica» per condurre al grande «evento» dell'11 settembre?
Il popolo americano vive di paure, è la cavia ideale.
O forse è stato reso così dalla guerra totale di percezione in cui è immerso dalla nascita, fra telepredicatori apocalittici e film catastrofici?
E forse i Rockefeller sono i promotori di questa guerra totale di percezione?
Non so.
E non seguirò David Icke nelle sue elucubrazioni, e nemmeno seguirò Daniel Hopsicker, benchè sia un bravo giornalista affidabile, il solo che abbia condotto un'inchiesta sulla vita di Mohamed Atta - il presunto capo dei dirottatori di Al Qaeda - mentre frequentava le scuole di volo in Florida, andava a letto con una spogliarellista di nome Amanda Kelly (Hopsicker è stato il solo a intervistarla), sgranocchiava costine di maiale del tutto anti-islamiche, parlava ebraico, sniffava coca e frequentava circoli militari USA… chi vuole, può leggersi la storia di Hopsicker su Rockefeller. (3) Che è interessante senza dubbio: vi appaiono anche Mohamed Atta e Adnan Kashoggi e molti altri personaggi di peso.
E' una storia, come vedrete, quasi irracontabile.
Che sfocia in sottofondi da cui non è possibile trarre documentazione e certezze; per questo mi fermo a quel limitare.
Ma è possibile, dopotutto, che Aaron Russo dica la verità.
O almeno quella parte di verità che si può dire, da quei sottofondi oscuri ed occultissimi che sono il mare gnostico del potere mondialista.
Forse il solo modo di dire quelle verità è quello di Russo: da pazzo, da incredibile, da screditabile.
Note
1) Paul J. Watson, «Rockefeller predicted 'event' to trigger war eleven months before 9/11», Prisonplanet, 28 ottobre 2006.
2) Sul «messia» Baruchya Russo e I culti aberranti della sua setta, si veda il mio «Cronache dell'Anticristo» (acquista su Effedieffeshop.com), Effedieffe, 2001.
3) Daniel Hopsicker, «Cointelpro 9/11 - Kashoggi, cults, cover-up & Mars and Venus doing lunch», MadCow Morning News, 13 ottobre 2004."
Infine, per una definitiva valutazione del rapporto tra complottismo e Maurizio Blondet ti consiglio il libro "Complotti vecchi e nuovi". Il Minotauro, dello stesso Maurizio Blondet, in modo da avere informazioni un po' piu' precise e di prima mano su cosa Blondet realmente sostiene!
klaus_roma
02-03-07, 14:41
Caro Charlie,
Cosa c'entrano questa ENORME MASSA di stu.pidaggini con l'economia e/o macroeconomia?
Perche' i moderatori non cancellano questi post farneticanti? O quanto meno li spostassero nei forum: quattro chiacchiere al bar; oppure fantascienza immaginaria ....
Azz... San Bernardino, dopo aver dato del ladro e del truffatore a tutti i banchieri e politici mondiali, adesso se la prende perchè ho ricordato male le affermazioni di quel tizio, in un libro che non conosco e non ho letto :eek: :eek:
Non so se ha fatto questa affermazione precisa, "che la razza umana è stata creata dagli alieni", non avendo letto il libro forse ricordo male qualcosa che ho sentito dire, ma siamo sempre la', non mi sembra che questa affermazione possa essere smentita, o sbaglio?
"Una dettagliata ricerca sugli UFO e la presenza di entità aliene sul nostro Pianeta, sulle "abductions", sul legame tra questi fenomeni e il "Nuovo Ordine Mondiale", sul "Cover Up" dei governi e le operazioni segrete dei militari e su altri fatti misteriosi."
Posso dire che Blondet crede che gli ufo abbiano un legame con il "Nuovo Ordine Mondiale" e quindi con finanza massonica-ebraica ecc... oppure mi denunci per diffamazione? :rolleyes:
Andiamo, San Bernardino, alla fine hai svelato il tuo gioco. Cessa questa assurda commedia.
Charlie
Alla fine dovevamo arrivare al 11/09/2001 perchè sempre lì si va a parare
:D :D :D :D :D
Ormai il web è diventato il regno dei paranoici e dei buffoni.
Non capisco cosa c'è di male a definire Blondet uno scrittore di fantascienza
Perchè San Bernardino se l'ha presa tanto? Mah, sarà un altro mistero ufologico :D
Comunque, se volete approfondire l'argomento, qui c'è la bibliografia completa del co-autore di Blondet riguardo agli UFO:
http://www.unilibro.it/find_buy/result_scrittori.asp?scrittore=Pinotti+R oberto&idaff=0
Blondet dovrebbe pagarmi, gli faccio pubblicità gratuita, non comprendo perchè il suo allievo San Bernardino se la prenda tanto! :D
Charlie
San Bernardino
02-03-07, 21:33
Non capisco cosa c'è di male a definire Blondet uno scrittore di fantascienza
Perchè San Bernardino se l'ha presa tanto? Mah, sarà un altro mistero ufologico :D
Comunque, se volete approfondire l'argomento, qui c'è la bibliografia completa del co-autore di Blondet riguardo agli UFO:
http://www.unilibro.it/find_buy/result_scrittori.asp?scrittore=Pinotti+R oberto&idaff=0
Blondet dovrebbe pagarmi, gli faccio pubblicità gratuita, non comprendo perchè il suo allievo San Bernardino se la prenda tanto! :D
Charlie
Caro Charlie,
vedo che ti stupisci della mia reazione.
Mi rincresce ma ti devi adeguare al fatto che non sopporto la protervia arrogante di chi adopera la menzogna e la diffamazione come strumento dialettico, vantandosene pure.
Perche' di questo si tratta!
M. Blondet e' un rispettabile giornalista che ha il difetto, a differenza della maggior parte dei suoi colleghi remunerati dai signori delle banche, di non avere padroni, di dire in liberta' quello che pensa e di occuparsi di questioni importanti e scottanti, non della dieta per dimagrire o dei nuovi acquisti della Juventus, per intenderci.
Poiche' ha anche il vizio di documentare le sue idee con prove di fatto, capisco che la cosa risulti ancora piu' preoccupante a chi e' abituato al coro suadente dei servitori del sistema, ai quali tutto e' concesso meno ovviamente di mettere in discussione il sistema stesso.
Indicare Blondet come un assertore della teoria secondo cui il genere umano deriva dagli alieni e' come sostenere che i pediatri sono tutti pedofili perche' scrivono libri sul dramma dei bambini violentati da maniaci perversi.
Un assurdita' che denota inoltre una totale ignoranza dell'argomento, considerando che Blondet e' un cattolico impegnato, attento critico del fenomemo delle sette e delle loro derive nel paranormale e nell'occulto.
Mi piacerebbe tanto che si fosse un faziosometro, cioe' un misuratore di faziosita', per dare consistenza numerica alle tante diffamazioni gratuite e infondate che hai espresso su questo thead, di cui questa e' solo l'ultimo esempio.
Sono tutte li da vedere!
E poi si ha il coraggio di accusare me di non tenere un comportamento corretto!
Prendo atto che alla fine stentatamente ammetti che ti sei sbagliato ma non si possono certo apprezzare delle scuse che giungono in maniera riluttante, quasi imposte dal confronto con la realta' dei fatti.
Cio' che mi sconcerta e' il metodo che adoperi, la leggerezza con cui usi la menzogna e la distorsione della verita' per sostenere le tue tesi e discreditare il tuo avversario.
Quello che si sta tentando di fare qui e' un confronto sereno nell'interesse comune di capire qualcosa di piu' sulla realta' che ci circonda e migliorare le cose.
Non e' una puerile battaglia tra signoraggisti e non, tra complottisti e borghesi massificati, tra depositari della verita' ed eretici esecrabili.
Non sono in ballo dei dogmi religiosi o delle verita' metafisiche.
Pertanto mi continuo a stupire quando ci si allontana dal terreno di una discussione serena basata sul bene condiviso del lume di ragione e sulla fedelta' ai principi di correttezza, onesta' e disinteressato amore per la verita'.
Spero che non cio' questa polemica sia considerata chiusa.
Per ritornare ai contenuti e alle riflessioni costruttive, perche' non hai ancora risposto alle mie osservazioni sul Banco di Venezia, istituzione che per quasi 700 anni realizzo' il principio della sovranita' monetaria al popolo, apportando immensi benefici alla societa' e all'economia?
San il tuo post sul complottismo è fuori tema.Mi stupisco che un sofisticato interlocutore come te cada in queste trappole.Così offri il collo all'avversario.
Consiglio: non nominare MAI
-Ebrei,massoni,Blondet,P2,11 settembre 2001,Moira Orfei e Sbirulino.
ps E comunque il film di Aaron Russo credo sia interessante da vedere.
Visto che la grammatica NON è un'opinione, cerchiamo di non confondere le congetture con le prove.
San Bernardino
03-03-07, 11:47
San il tuo post sul complottismo è fuori tema.Mi stupisco che un sofisticato interlocutore come te cada in queste trappole.Così offri il collo all'avversario.
Consiglio: non nominare MAI
-Ebrei,massoni,Blondet,P2,11 settembre 2001,Moira Orfei e Sbirulino.
Caro DarioL,
ti ricordo che il mio post non e' sul complottismo, termine dispegiativo con cui si vorrebbe evitare a priori la discussione su alcune tra le piu' importanti questioni attuali, ma sulla plutocrazia. Non e' concesso parlare di plutocrazia in un regime democratico?
Non sono stato io ad introdurre il termine complottismo ma altre persone che, avendo esuarito le normali armi dialettiche, ricorrono alle menzogna e alla diffamazione quale mezzo per sostenere le loro idee.
Non ritengo inoltre che la libera discussione debba evitare per forza argomenti tabu' quali ebrei e massoni, di cui sembra non si possa parlare (ti sei mai chiesto il perche, da persona intelligente quale sei?).
L'articolo di Consoli sulla plutocrazia inoltre indicava una serie di eventi storici, accadimenti reali, meccanismi di funzionamento del sistema bancario che non hanno ricevuto nessuna smentita.
E' troppo facile sviare il discorso accusando di complottismo!
Se non si e' d'accordo si possono motivare le ragioni del proprio dissenso ma chiudere gli occhi di fronte all'evidenza dei fatti non porta da nessuna parte.
Quanto a Blondet ribadisco che e' un giornalista degno di stima per il coraggio di pensare con la sua testa e la professionalita' di sostanziare le sue idee con dati di fatto. E' che chiaro che le teorie che propone rimangono teorie ma sta al giudizio del singolo valutarne, caso per caso, la plausibilita'.
Non capisco questo accanimento contro di lui e sono contro ogni tipo di linciaggio morale sulla base di illazioni e sentito dire o ignoranza crassa, come nel caso di Charlie. Mi sembra che questi siano atteggiamenti da regime piu' che da stato di diritto, che dovrebbero essere stigmatizzati da chiunque, non solo da me. E il fatto che non lo siano e' decisamente preoccupante!
Quanto a Moira Orfei e Sbirulino, mi sembra che alla fine sia proprio quello di cui si voglia parlare, per non affrontare i problemi reali che abbiamo tutti di fronte.
Caro Charlie,
M. Blondet e' un rispettabile giornalista
.......
Poiche' ha anche il vizio di documentare le sue idee con prove di fatto,
Quali sono le prove di fatto di questo: :rolleyes: :rolleyes:
"Una dettagliata ricerca sugli UFO e la presenza di entità aliene sul nostro Pianeta, sulle "abductions", sul legame tra questi fenomeni e il "Nuovo Ordine Mondiale", sul "Cover Up" dei governi e le operazioni segrete dei militari e su altri fatti misteriosi."
Charlie :rolleyes:
Non capisco questo accanimento contro di lui e sono contro ogni tipo di linciaggio morale sulla base di illazioni e sentito dire o ignoranza crassa, come nel caso di Charlie.
Interessante, io sarei ignorante :D
Ti ricordo, che a parte la questione degli ufo, l'ha scritto lui il libro non io, al sig. Blondet ho replicato nel merito riguardo all'ipotizzato "crollo" delle Borse.
Se permetti Blondet se ne intenderà di ufo e di "nuovo ordine mondiale", ma di trading ne capisco infinitamente di più io.
E lo dico senza falsa modestia.
In attesa di un nuovo '29 :rolleyes: vado ad analizzare il mercato per il trading della prossima settimana.
Tu e Blondet aspettate il crollo, intanto tenete i soldi sotto il materasso, mi raccomando, altrimenti arricchite il sistema bancario :D
Charlie
Vedi San se butti nel calderone troppo rischi di bruciare tutto,anche ciò che di utile c'è.Lascia perdere le difese di Tizio o Caio o il 9-11 o l'omicidio Kennedy o il solito Banchiere che trama e ordisce.
Credo che anche senza tirare in ballo chissà quali retroscena la realtà sia già abbastanza esplicativa di certi meccanismi perversi da non richiedere il soccorso di illazioni o oscuri retroscena.
ps Fino ad ora si è matenuto un notevole contegno non scivoliamo proprio sul finale.Se si sente di non aver più interesse a partecipare non si partecipi e buonanotte,è un consiglio,poi ciascuno ovviamente faccia come crede meglio.
San Bernardino
03-03-07, 19:43
Ecco un interessante articolo di Clif Droke, direttore del Momentum Strategies Report (MSR), che propone alcune prospettive interessanti sulla situazione attuale dei mercati in relazione al tema della plutocrazia:
"La borsa non scende: mercato manipolato
Il piano segreto dell' "Elite del denaro" e' l'Ordine Economico Globale. Ecco perche' non ci sara' ne' crisi ne' recessione. E niente crash a Wall Street o sul mercato immobiliare (sorry, ribassisti).
NEW YORK 6 Settembre 2004 - ore 4,16
Per anni il dibattito e' andato avanti tra orsi e tori, coloro che credono che il mercato azionario e l'economia americana siano destinati a un crash in stile 1929, e coloro che credono invece in uno scenario macroeconomico piu' brillante nel prossimo futuro. Ma mai, negli ultimi anni, il dibattito e' stato acceso acrimonioso come quest'anno. Perfino gli ex-tori si sono convertiti e sono passati nel campo degli orsi nel 2004, convinti apparentemente da due argomenti, il rallentamento economico globale e il livello record del debito.
E' sorprendente cosa puo' fare un ciclo di 10 anni nell'influenzare gli investitori. Questo accade al quarto anno di ogni decennio: l'ultima delle roccaforti toro di lungo termine viene scossa dall'albero rialzista e si trasforma in ribassista. Gli orsi, nel frattempo, diventano ancora piu' orsi del solito, il che naturalmente spiana la strada (psicologicamente) al grande rally che comincia tipicamente entro il quarto trimestre del quarto anno di ogni ciclo di dieci anni e continua puntualmente ben oltre il quinto anno. Non si puo' avere un mercato toro senza una percentuale relativamente alta di ribassisti arrabbiati; ebbene il 2004 ci ha dato quest' elemento essenziale che servira' egregiamente come benzina per il motore del mercato azionario e dell'economia nei mesi che verranno.
Non equivocatemi. Non e' che io non simpatizzi con tutti gli argomenti ribassisti in circolazione. Anche io ero ribassista ma sono stato indotto a vedere la luce all'inizio del 2003 dopo che un importante supporto "pivot" del Dow Jones e' stato testato con successo per la quarta volta in sei anni. Questa, tra le altre osservazioni, ha confermato con mia grande soddisfazione quanto segue: che i controllori del destino finanziario dell'America non hanno alcuna intenzione che nel prossimo futuro il mercato azionario vada verso un crash.
Cio' mi porta all'oggetto di questo articolo, ed esattamente all'Ordine Economico Globale cioe' "Global Economic Order," o GEO in breve. OK! E' soltanto un modo un po' piu' sofisticato di dire "economia globale". Dovrebbe essere ovvio a chiunque presti attenzione gli affari correnti del mondo e a chi segue da vicino le attuali linee guida delle piu' importanti aziende industriali e finanziarie, che il piu' importante obiettivo della Elite del denaro e' una economia mondiale totalmente integrata. Ed economia mondiale, che ci piaccia o no, e' quel che ci tocchera' avere, prima che tutto sia detto e fatto. Il nocciolo della questione e' questo, ecco perche' la tesi degli orsi, non solo non puo', ma non sara' nemmeno permesso che sia realizzata, in questo decennio.
Non siamo ancora arrivati all'obiettivo, a lungo ricercato dall'Elite, del Global Economic Order (GEO). Ci sono ancora paesi del Terzo Mondo che devono essere "democratizzati' (il che significa spianare la strada per l'integrazione economica globale). Ci sono ancora barriere commerciali che devono essere smantellate. OK! E fino a quando il processo di globalizzazione non e' completato, i controllori della finanza in America non permetteranno che il principale motore della crescita economica scivoli in una seria recessione, e non permetteranno nemmeno che il suo vitale mercato azionario o il mercato immobiliare crollino con un clamoroso crash. E' cosi' semplice, eppure i ribassisti continuano a far finta di niente, nonostante l'ovvieta' di queste affermazioni.
:eek: Un amico di recente mi ha spedito una email con la seguente osservazione, riguardante il fatto che i ribassisti non sono capaci di rendersi conto dell'attento controllo e della manipolazione dei mercati finanziari: "Penseresti che questi tipi che non fanno altro che parlare della Scuola economica austriaca (nota: in Italia il loro punto di riferimento e' il sito "US Equity & Macro Lab", con cui Wall Street Italia ha un accordo per la ripubblicazione di alcuni contributi) dovrebbero ricordarsi cosa Adam Smith diceva a proposito dell'ovvieta' della manipolazione dell'Elite". Che osservazione piena di senso! OK! OK! E qui risiede l'origine dell'errore dei ribassisti (cosí come dei seguaci della Scuola Austriaca): danno credibilita' al concetto di una vaga, nebulosa "Mano Invisibile" senza mai realizzare neanche una volta che la "Mano Invisibile" e' di fatto l'influenza dietro le quinte dei controllori del denaro!
OK! Nel mondo di oggi corrisponde quasi per intero al cartello delle banche centrali, compresa la Federal Reserve. Gli orsi hanno questa concezione sbagliata per cui la Fed, fondamentalmente, non controlla l'andamento dell'economia degli Stati Uniti e anzi eventualmente l'economia ad un certo punto gli sfuggira' di mano.
OK! OK! Eppure anche qui sbagliano, non avendo considerato la Regola d'Oro della finanza: "Colui che ha l'oro, detta legge"! Gli interessi che controllano l'emissione di moneta possono (e in effetti accade) controllare il sistema finanziario e la superstruttura economica in cui il denaro circola.
OK! OK! Una recessione/depressione non puo' avere luogo a meno che la Fed la crei, restringendo l'offerta di moneta.
OK! Di converso, un boom finanziario non puo' svilupparsi a meno che non sia guidato dalla Fed.
Questa non e' una dichiarazione di approvazione dell'operativita' della Fed, ma una semplice descrizione dei fatti, semplice anche se spesso ignorata. E' la pietra angolare, l'assioma del Global Economic Order (GEO).
Cio' ci porta a una conclusione da cui non si sfugge. Se di fatto la Fed detta lo stato di salute dell'economia, perche' mai Greenspan & Soci dovrebbe creare le condizioni necessarie per una recessione/depressione esattamente in questo momento? Chiaramente, non hanno ancora completato con successo il disegno primario di un GEO pienamente integrato.
E dunque, perche' mai mettere in pericolo l'operazione, il prodotto di decenni di attento lavoro, proprio ora? Perche' provocare un crash a Wall Street e sul mercato immobiliare, adesso che di questi due puntelli c'é il massimo bisogno, per continuare a far girare il meccanismo che portera' all'introduzione del GEO? Secondo me, i ribassisti dovrebbero farsi queste domande, tra di loro.
Che ci crediate o no, c'e' stato davvero un momento in cui le Elites avevano pianificato il crash dell'economia americana e messo a punto una depressione mondiale.
:eek: La Grande Depressione dei primi anni Trenta e' stata una sorta di prova generale in questa direzione.
:eek: I controllori della Finanza partirono dal presupposto che gli americani si sarebbero rivolti al Governo e avrebbero chiesto aiuto, disperati al punto di rinunciare ai propri diritti costituzionali e permettendo cosi' all' Elite di portare avanti il piano di un'economia mondiale integrata per via della necessita' del momento. Gli anni di Clinton pero', hanno aperto loro gli occhi, facendogli vedere che c'era bisogno di un approccio differente.
Durante quel periodo di ampia (e artificiale) prosperita', l'Elite ha osservato cosa accade, quando agli americani viene dato cio' che desiderano.
:eek: Mentre erano ricchi, per il possesso di beni materiali, durante il boom della fine degli anni '90, gli americani erano pero' totalmente ignari dei piu' importanti cambiamenti nel mondo economico e sulla scena politica.
:eek: Essi erano ugualmente ignari dell'erosione dietro le quinte delle liberta' costituzionali, dell'intrufolamento federale, e dei fortissimi rialzi delle tasse che hanno avuto luogo sotto il loro naso durante l'era Clinton.
Fino a quando erano in prosperita', gli americani erano calmi e l'Elite ha cosi' trovato poca resistenza nel procedere con il suo piano: portare a compimento un GEO pienamente funzionante.
:eek: Questa, hanno scoperto, era la chiave del loro successo, mettere in moto un mercato toro e tenere l'economia a galla il piu' a lungo possibile per far tutti "felici e distratti", mentre il GEO veniva messo in piedi con calma. Ecco perche' la tesi dei rialzisti avra' la meglio su quella dei ribassisti.
E molto probilmente continuera' ad essere vincente per il resto di questo decennio. Diventera' palese alle ultime roccaforti dell'orso, entro la fine di quest'anno, che il loro tanto agognato crash a Wall Street non si verifichera', e invece il mercato continuera' a muoversi verso l'alto.
Sara' in special modo evidente l'anno prossimo, quando non ci sara' piu' pressione sul mercato per via del ciclo dei 10 anni (che anche stavolta e' sul punto di testare il suo bottom).
Il fatto incontrovertibile che Wall Street abbia tenuto abbastanza bene quest'anno pur sotto la legge del ciclo "calante" dei 10 anni, e' una prova ulteriore che il mercato azionario e' tenuto su dai manipolatori. La borsa ha la tendenza a scendere al di sotto della media mobile a 120 giorni ogni 4 anni quando il ciclo dei 10 anni testa il suo bottom. E' stato il caso di quest'anno. Ma una volta che il Dow Jones rompera' al rialzo al di sopra della media mobile a 120 giorni (al momento a quota 10.200) mettera' in atto un gran rally e stupira' i ribassisti che si aspettano un crash. Gli orsi saranno ancora piu' stupiti quando il quarto trimestre portera' ulteriori guadagni, cosi' come miglioramenti in generale dell'economia.
Un'altra grande sorpresa per gli orsi sara' quando il prezzo del petrolio continuera' a scendere nei prossimi mesi, visto che il petrolio ha gia' raggiunto il suo top. Questo e' stato un altro dei ritornelli che giustificava la loro tesi di una grande recessione/depressione. Sfortunamente per loro, gli orsi sono stati vittima di una campagna stampa e una propaganda molto ben articolata e gestita da alcuni degli interessi dietro le quinte (probabilmente gli short sellers che volevano aumentare il potenziale di ribasso del petrolio inducendo tutti gli altri ad aspettarsi un trend al rialzo di lungo termine).
Non c'e' nessun pericolo, il mondo nuota nell'oro nero, visto che giacimenti perpetui di petrolio sono stati scoperti in Messico. Ci sono poi numerosi giacimenti non ancora scoperti sia di greggio che di gas in Nord America e altrove. I recenti massimi del greggio e del gas sono stati in parte dovuti alle interruzioni temporanee della produzione (insieme a un alto livello di manipolazione dei mercati) derivante dalla guerra in Iraq. Ma a parte queste interruzioni momentanee dell'offerta, che capiteranno di volta in volta, ecco la ragione per cui per cui i prezzi delle risorse naturali in generale rimarranno nei prossimi anni a livelli ragionevoli: :eek: le Elite continueranno a derubare risorse dai paesi del Terzo Mondo, in modo da tenere alta l'offerta e i prezzi relativamente bassi.
La Cina, la Super-Economia nascente del mondo, e' stata un'altra delle grande preoccupazioni, quest'anno. Non finiamo piu' di leggere sulla stampa finanziaria di come la Cina stia per scivolare a testa in giu' in una grande recessione o depressione e di come il suo mercato azionario stia per andare incontro a un crash.
Anche qui, la tesi dei ribassisti e' sbagliata. La Cina ha toccato il bottom, va bene. Questo e' un semplice dato di fatto la cui correttezza sara' dimostrata nei prossimi mesi, anche se molti non lo hanno ancora riconosciuto.
:eek: Le Elites non permetteranno mai che la Cina sprofondi, dopo avere passato circa 30 anni nel costruire e raggiungere il livello che ha oggi. :eek: Il GEO dipende in gran misura dalla Cina. E chiunque pensa che le Elites permetteranno alla Cina di affondare proprio adesso, e' meglio che si svegli!
Questi sono soltanto alcuni degli assiomi del Global Economic Order. L'obiettivo chiaro e dichiarato delle Elites che reggono le sorti del mondo e' un'economia mondiale pienamente funzionale e totalmente integrata. E fino a che non la ottengono, non permetteranno che gli Stati Uniti cadano in un pozzo finanziario senza fondo. La ripresa basata sul rialzo artificiale del mercato azionario continuera' nel futuro prossimo venturo"
da: http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?ART_ID=230091
Cosa consigliano le Elites per lunedì, cosa dice Blondet, crolleranno le borse oppure possiamo comprare qualche azione? :D
San Bernardino
03-03-07, 21:09
Cosa consigliano le Elites per lunedì, cosa dice Blondet, crolleranno le borse oppure possiamo comprare qualche azione? :D
Caro Charlie,
se hai letto entrambi gli articoli, sono sicuro che concorderai con me che si tratta di due prospettive molto simili che denunciano senza esitazioni le storture e le incongruenze dell'attuale sistema basato sul signoraggio bancario.
Caro Charlie,
se hai letto entrambi gli articoli, sono sicuro che concorderai con me che si tratta di due prospettive molto simili che denunciano senza esitazioni le storture e le incongruenze dell'attuale sistema basato sul signoraggio bancario.
Mi consenta, San Bernardino, a dar retta alle cassandre mi sarei perso 3 anni di rialzi, l'articolo è del 2004.
Il sig. Clif Droke a quest'ora, se ha messo in pratica le sue infondate teorie economiche, sarà a scavare patate in qualche campo del Minnesota :D altro che guru finanziario. KO!
Ma non ti vergogni a postare una stupidata del genere?
"Un'altra grande sorpresa per gli orsi sara' quando il prezzo del petrolio continuera' a scendere nei prossimi mesi, visto che il petrolio ha gia' raggiunto il suo top. "
Lo scriveva nel settembre 2004!!! Sai a quanto stava il petrolio nel 2004? E quanto nel 2005, nel 2006, nel 2007? :eek: :eek: Poco più di 40$ :eek: :eek:
Ti rendi conto che caz.zata che ha scritto questo tizio? E tu lo citi pure?
Come puoi essere credibile se citi questi falliti? Ma dai, su, siamo seri, studia l'economia, smetti di credere a complotti e ufologi, se dai retta a questa gente ti troverai senza un centesimo bucato KO!
Charlie
Questa si commenta da sola. .. Nonmi ricordo piu' in quale 3d avevo letto farneticanti elogi della politica di quel :censored:
Rich Venezuelans Heading to Florida
Saturday March 3, 3:14 pm ET
By Laura Wides-Munoz, AP Hispanic Affairs Writer
Rich Venezuelans, Alarmed by Chavez's Socialism, Head to Florida
DORAL, Fla. (AP) -- They call it "Plan B."
As Venezuelan President Hugo Chavez further tightens control of the South American country's economy, wealthy Venezuelans who once thought they could live with his socialist edicts are turning to their backup plan -- flight to the United States, particularly Florida.
Venezuelans have long gobbled up condos and pre-construction deals in Florida as investments, but the latest buyers want homes where they can live and business properties that will help them earn a green card.
"First the people who come are the businessmen in the highest circles, then the losing politicians, then the military and then the professionals," said Miami-based immigration attorney Oscar Levin. "You're beginning to see the (Venezuelan) professionals."
Resteranno solo i "trinariciuti" :yes:
This latest and largest potential group of emigrants say they fear the effect Chavez's socialist policies will have on the economy and on proposed educational reforms that could mirror the ideologically imbued education of Chavez ally and mentor, Cuba's Fidel Castro.
"There is so much insecurity, political insecurity, economic insecurity," said Venezuelan Miguel Medina, a business executive who moved to the Miami in August. "You don't know if a contract you signed today will be honored by the government in the future....This was definitely my plan B, but it was time to do the plan B."
Between 2000 -- a year after Chavez took office -- and 2005, the number of Venezuelans living in the U.S. doubled to about 160,000, according to the latest U.S. Census numbers. Nearly half live in Florida.
But those numbers are deceptive.
In 2005, 10,645 Venezuelans received their green cards allowing them to live in the United States, almost doubling the 6,222 who received them in 2004, according to the latest Department of Homeland Security statistics. And another 400,000 Venezuelans came to the United States in 2005 on business and tourism visas. It is unclear how many stayed.
Colombia, with nearly twice Venezuela's roughly 27 million residents, sent the same number that year.
Anecdotal evidence suggests even more are seeking to come here since Chavez's recent nationalization of Venezuela's largest telecommunications company and the electricity sector. The Venezuelan Congress also recently gave him special powers to decree laws for 18 months, and Chavez is threatening to expropriate supermarkets, stores and other businesses caught hoarding food or speculating on prices.
Medina said six family members visited him in the last two months seeking ways to relocate to the U.S. Unlike previous cycles, those seeking to leave and bring their money to the U.S. now are coming from around Venezuela, not just from Caracas, said Medina, an account executive for the credit group ExpoCredit.
Meanwhile Ralph Gomez, who heads the Miami area Tower Investments group and has long specialized in real estate for South American clients, said he's received more than two dozen calls since the year began from people interested in coming to the U.S. Other agents report a similar spike.
Upper-class Venezuelans and their money flowed out of the country after Chavez was elected in 1998 and again when he quashed an unsuccessful coup against his government in 2002, but many professionals still hoped the climate would remain friendly to business. Then came the latest nationalizations. Chavez still pledges to maintain a business-friendly climate, and analysts say the government has paid fair market prices to nationalize the electric and phone companies.
Yet, with 17 percent inflation pushing the Bolivar to more than 4,000 per dollar on the black market, compared to the official rate of 2,150 Bolivars per dollar, many Venezuelans are looking to move their businesses to the U.S. or to set up a new one here. :D :D :D
Those who can afford it often opt for business visas that require a minimum of a $500,000 investment in a company that creates jobs in an underdeveloped area in the U.S.
About 33,000 Venezuelans received some kind of work visa to come to the U.S. in 2005 -- nearly a quarter of all such visas for South Americans -- compared to about 17,000 in 1999.
Those who come are received with open arms in Miami, where their money is welcome and the Cuban exile community views Chavez as the next Fidel Castro. As of 2004, Venezuelans tied with Germans and Canadians as the second biggest group of foreigners purchasing homes in Florida, according to the National Association of Realtors. Only the British bought more Florida homes.
But moving to the U.S., even for the wealthy, isn't simple. Medina moved his family to the Miami three years ago, but it took him until last summer to tie up financial ends, obtain a visa and a job in Florida.
"I would travel back and forth when I could," he said. "It was hard, but I know I am among the lucky ones."
And while Venezuelan emigrants cite the political and economic instability of the country as their main reasons for leaving, many also talk of rampant and random violence.
Marbelia Font, 47, and her husband landed in Miami in September from Caracas to close on a newly built investment property. They thought their two daughters would enjoy the brief vacation.
But when two friends were fatally shot back home in Venezuela, Marbelia and her 13- and 8-year-old daughters stayed. Her husband returned to Venezuela, hoping to earn a visa by moving his manufacturing and construction business to the U.S. Font said he has struggled to obtain necessary legal documents from the Chavez government.
She now lives in the half-furnished home they'd planned to rent in Doral, just west of Miami. It is decorated only with a picture of her husband and the girls. She and her daughters struggle with loneliness, and she is unable to work as she waits for the family's visas to come through.
"It is so hard because the girls were very close to their father, and now they only see him once every three months," she said
Forse Chavez è stato consigliato da Clif Droke o da qualche altro genio economico che conosce San Bernardino...:rolleyes:
San Bernardino
03-03-07, 22:47
Mi consenta, San Bernardino, a dar retta alle cassandre mi sarei perso 3 anni di rialzi, l'articolo è del 2004.
Il sig. Clif Droke a quest'ora, se ha messo in pratica le sue infondate teorie economiche, sarà a scavare patate in qualche campo del Minnesota :D altro che guru finanziario. KO!
Ma non ti vergogni a postare una stupidata del genere?
"Un'altra grande sorpresa per gli orsi sara' quando il prezzo del petrolio continuera' a scendere nei prossimi mesi, visto che il petrolio ha gia' raggiunto il suo top. "
Lo scriveva nel settembre 2004!!! Sai a quanto stava il petrolio nel 2004? E quanto nel 2005, nel 2006, nel 2007? :eek: :eek: Poco più di 40$ :eek: :eek:
Ti rendi conto che caz.zata che ha scritto questo tizio? E tu lo citi pure?
Come puoi essere credibile se citi questi falliti? Ma dai, su, siamo seri, studia l'economia, smetti di credere a complotti e ufologi, se dai retta a questa gente ti troverai senza un centesimo bucato KO!
Charlie
Caro Charlie,
continuo a notare un'animosita che non e' da te e la tendenza a sviare dai punti centrali invece che affrontarli in una discussione serena.
Non mi sembra che quello che qui stiamo discutendo sia l'attendibilita' delle previsioni sul petrolio, o sbaglio?
Possibile che di tutto il lungo e articolato intervento di Droke che ti ho postato tu commenti solo a posteriori una previsione sbagliata fatta tre anni prima e su cui probabilmente avrebbe concordato la stragrande maggioranza dei guru dell'economia?
Suvvia, siamo seri!
Dimmi un po' invece, se vuoi, che cosa ne pensi dell'ipotesi centrale sostenuta da Droke, che mi sembra molto plausibile, e cioe' il fatto che la cosidetta "mano invisibile" che guida l'economia sia in realta' ben facilmente identificabile e vada individuata nel potere assoluto dell'oligarchia bancaria di decidere i tassi di interessi e modulare a piacimento le ondate di credito.
"La mano invisibile che guida l'economia": una sciocchezza assoluta KO!
Non esiste un unico potere forte centrale che guida la storia e l'economia, come credete voi complottisti: esistono MOLTI poteri forti, in competizione tra di loro, la storia è una continua dialettica storica (o lotta di potere, se preferisci).
Detto questo, mi preme farti rilevare che perdi tempo dietro a guru falliti: se proprio vuoi citare qualcuno, cita gente che è riuscita in qualcosa nella vita, e non sempre falliti, perdenti, visionari e fanatici.
Stiamo facendo una collezione di personaggi veramente notevole, in questo thread :D, andiamo bene!
Charlie
"La mano invisibile che guida l'economia": una sciocchezza assoluta KO!
Non esiste un unico potere forte centrale che guida la storia e l'economia, come credete voi complottisti: esistono MOLTI poteri forti, in competizione tra di loro, la storia è una continua dialettica storica (o lotta di potere, se preferisci).
Detto questo, mi preme farti rilevare che perdi tempo dietro a guru falliti: se proprio vuoi citare qualcuno, cita gente che è riuscita in qualcosa nella vita, e non sempre falliti, perdenti, visionari e fanatici.
Stiamo facendo una collezione di personaggi veramente notevole, in questo thread :D, andiamo bene!
Charlie
Charlie,
Lasciamo stare gli UFO e concentriamoci sui due punti fondamentali mossi da San.
1. Le banche commerciali percepiscono reddito da interesse e non da signoraggio. Non e' vero che prestano denaro che non hanno, ma ognuna presta la sua quota facendo "girare" il denaro. Quindi, il signoraggio secondario NON ESISTE :no:
2. Il governo, (tesoro) emette i BOT che da alla banca da vendere ad un'asta che vengono iscritti all'attivo mentre le banconote vengono iscritte al passivo perche' avendo una durata limitata devono venire rimpiazzate. Una banconota da 20 dollari ha una vita media di tre anni. Il reddito da signoraggio su una banconota da 20 dollari corrisponde al tasso del 4% a 80 centesimi meno le spese di stampa e distribuzione, quantificabili in circa 5 cent, e versa il resto allo stato. Quindi, il reddito da signoraggio primario VA GIA' ALLO STATO :yes:
A SAn piacerebbe vivere in un sistema dove lo Stato da' ad ognuno un vitalizio e nessuno avrebbe bisogno di lavorare. Sinceramente, piacerebbe anche a me, pero' il mio "common sense" mi dice che non e' realizzabile
Ciao! OK!
cavalliere
04-03-07, 00:47
1. Le banche commerciali percepiscono reddito da interesse e non da signoraggio. Non e' vero che prestano denaro che non hanno, ma ognuna presta la sua quota facendo "girare" il denaro. Quindi, il signoraggio secondario NON ESISTE :no:
Solo una domanda, per capire: mettiamo per ipotesi che domani mattina tutti i cittadini italiani vadano in banca a ritirare i propri risparmi, questi risparmiatori verrebbero serviti? :confused:
Solo una domanda, per capire: mettiamo per ipotesi che domani mattina tutti i cittadini italiani vadano in banca a ritirare i propri risparmi, questi risparmiatori verrebbero serviti? :confused:
La banca centrale si fa' garante della liquidita' delle banche commerciali
Comunque, io non difendo le banche commerciali ma precisavo che si tratta tecnicamente di redito da interesse e non da signoraggio. Solo all'epoca dei mini-assegni si puo' parlare di reddito da signoraggio delle banche commerciali, in senso proprio :yes:
La confusione nasce dal fatto che le bache prestano il denaro che ricevono in deposito, meno la riserva frazionata. Questi soldi finiscono su un'altra banca che fa' lo stesso, e cosi' via..; E' il famoso "money multiplier" che fa si' che le banche creino liquidita'. Il processo viene chamato "money creation" e da qui la gente ha "estrapolato" che le banche cravano denaro dal nulla
cavalliere
04-03-07, 01:15
La confusione nasce dal fatto che le bache prestano il denaro che ricevono in deposito, meno la riserva frazionata. Questi soldi finiscono su un'altra banca che fa' lo stesso, e cosi' via..; E' il famoso "money multiplier" che fa si' che le banche creino liquidita'. Il processo viene chamato "money creation" e da qui la gente ha "estrapolato" che le banche cravano denaro dal nulla
Beh, non voglio condannare, pero´ in realta´ pare proprio che sia cosi.
Beh, non voglio condannare, pero´ in realta´ pare proprio che sia cosi.
Si e no...
E' un po' come la storia dei carri armati di Mussolini durante la visita di Hitler, che venivano fatti sfilare in circolo per far sembrare di averne di piu'... Solo che ogni cento carri, qui ne hai 6 gratis e con tre paghi i carristi... :D
cavalliere
04-03-07, 01:26
Si e no...
E' un po' come la storia dei carri armati di Mussolini durante la visita di Hitler, che venivano fatti sfilare in circolo per far sembrare di averne di piu'... Solo che ogni cento carri, qui ne hai 6 gratis e con tre paghi i carristi... :D
Ecco infatti pareva anche a me funzionasse cosi- :D Praticamente hanno 10 carri che ne sembrano 100, in piu´ ne prendono 6 gratis con tre pagano i carristi per essere precisi. :p
Esatto,
ed ad ogni giro tolgono un carro.... ;) :D
Pero' non si tratta di signoraggio.....e possiamo senz'altro discutere sull'opportunita' di parcheggiare magari due carri ad ogni giro, ci mancherebbe :bow:
klaus_roma
04-03-07, 10:39
Questa si commenta da sola. .. Nonmi ricordo piu' in quale 3d avevo letto farneticanti elogi della politica di quel :censored:
Rich Venezuelans Heading to Florida
Saturday March 3, 3:14 pm ET
By Laura Wides-Munoz, AP Hispanic Affairs Writer
Rich Venezuelans, Alarmed by Chavez's Socialism, Head to Florida
"First the people who come are the businessmen in the highest circles, then the losing politicians, then the military and then the professionals," said Miami-based immigration attorney Oscar Levin. "You're beginning to see the (Venezuelan) professionals."
Resteranno solo i "trinariciuti" :yes:
Esattamente, mi pare che lo avevo postato poco tempo fa'.
Prima se ne vanno i ricchi, poi i medio/ricchi o comunque quelli che possono e poi alla fine i professionisti (che possono) ... alla fine il paese rimarra' svuotato e rimarranno solo gli ignoranti e i poverissimi.
Che pensate possa accadere ad un paese del genere?
L'oblio.
Povera Venezuela ... i danni che sta' facendo Chavez si ripercuoteranno per decenni.
Ecco perche' insisto nel dire che i comunisti vanno arrestati. Diliberto, Bertinotti e compagni vogliono un sistema tipo Chavez ... vogliono la rovina dell'Italia .... simili personaggi vanno arrestati e messi in un carcere
Esattamente, mi pare che lo avevo postato poco tempo fa'.
Prima se ne vanno i ricchi, poi i medio/ricchi o comunque quelli che possono e poi alla fine i professionisti (che possono) ... alla fine il paese rimarra' svuotato e rimarranno solo gli ignoranti e i poverissimi.
Che pensate possa accadere ad un paese del genere?
L'oblio.
Povera Venezuela ... i danni che sta' facendo Chavez si ripercuoteranno per decenni.
Ecco perche' insisto nel dire che i comunisti vanno arrestati. Diliberto, Bertinotti e compagni vogliono un sistema tipo Chavez ... vogliono la rovina dell'Italia .... simili personaggi vanno arrestati e messi in un carcere
Te poi, paragonare uno statista seppur negativo come Chavez a nani politici come Diliberto e Bertinotti.
Ma ti pare gente in grado di fare rivoluzioni? Appena hanno capito che rischiavano di perdere la poltrona, si sono allineati al solito governo di sempre, trasversale agli schieramenti, espressione del potere moderato.
E cioè sono diventati servi di Vaticano, America e Confindustria :D
L'ha detto uno di loro, non io :D
Sono comunisti da operetta, Chavez e Castro, nei loro errori, sono altra cosa.
Charlie
San Bernardino
04-03-07, 20:52
"La mano invisibile che guida l'economia": una sciocchezza assoluta KO!
Non esiste un unico potere forte centrale che guida la storia e l'economia, come credete voi complottisti: esistono MOLTI poteri forti, in competizione tra di loro, la storia è una continua dialettica storica (o lotta di potere, se preferisci).
Detto questo, mi preme farti rilevare che perdi tempo dietro a guru falliti: se proprio vuoi citare qualcuno, cita gente che è riuscita in qualcosa nella vita, e non sempre falliti, perdenti, visionari e fanatici.
Stiamo facendo una collezione di personaggi veramente notevole, in questo thread :D, andiamo bene!
Charlie
Caro Charlie,
ancora una volta una non risposta nel merito!
Hugo Chávez, Venezuela's left-wing populist president, may be no better liked by Latin Americans than Mr Bush—both men got 39% “bad opinions” in the latest LatinoBarómetro.
beh non è che in Sud America sia molto aprezzato !!!
.
p.s. latinobarometro è un indagine demoscopica ecc ecc.
Caro Charlie,
ancora una volta una non risposta nel merito!
Nel merito ti ho risposto: non esiste alcuna frode, non esiste alcun complotto.
Non basta teorizzare per dimostrare alcunchè.
C'è una frode? Dimostralo. Come? Non certo citando gente sconosciuta, ma con i fatti. Dove sono i fatti? Io non li vedo, solo ipotesi.
A proposito, l'ufologo che dice, c'è o no la frode?
Charlie
San Bernardino
05-03-07, 17:40
Nel merito ti ho risposto: non esiste alcuna frode, non esiste alcun complotto.
Non basta teorizzare per dimostrare alcunchè.
C'è una frode? Dimostralo. Come? Non certo citando gente sconosciuta, ma con i fatti. Dove sono i fatti? Io non li vedo, solo ipotesi.
A proposito, l'ufologo che dice, c'è o no la frode?
Charlie
La tesi proposte da Clif Droke, direttore del Momentum Strategies Report (MSR), sono molto semplici. Si puo' concordare o no ma squalificarle in partenza come complottiste non e' un atteggiamento corretto.
Le riassumo brevemente di seguito:
la casta bancaria controlla totalmente il sistema monetario, decidendo i tassi di interesse e le ondate di espansione e riduzione del credito, cioe' l'unico meccanismo da cui dipende l'emissione di nuovo denaro.
Tale casta controlla anche indirettamente le borse in quanto decide riguardo ai flussi monetari che poi possono o no affluire sul mercato borsistico.
E questo e' un fatto!
L'elite bancaria internazionale ha interesse a creare un unico mercato globabale, molto piu' facile da controllare, dirigere e sfruttare che non un mercato separato in aree di diverse.
Mi sembra scontato che la globalizzazione dei mercati sia il fine a cui tutte le decisioni piu' importanti prese dalla casta bancaria internazionale mirano.
Una crisi attuale lascerebbe incompiuto il progetto di globalizzazione economica e percio' viene ritardata con tutti i mezzi.
Il momento della crisi sara' deciso da questa stessa casta bancaria che puo' facilmente causarla con una qualsiasi delle molte leve di potere che essa possiede, qualoro lo ritenesse opportuno.
La crisi del '29 fu in questo senso, tra le altre cose, un tentativo di accellerare il processo di globalizzazione, nelle speranza che il popolo americano avesse accettato misure straordinarie per fare fronte alla situazione.
Le incogruenze dell'attuale sistema del denaro-debito, aggiungo io, non vengono quindi affrontate e risolte ma utilizzate dal sistema bancario per incrementare e mantenere il pieno controllo sull'economia.
Marx diceva le stesse cose sulla globalizzazione già nel 1850 :eek:
Lenin su globalizzazione e imperialismo nel 1900/1920
Vale sempre la massima: "nel lungo periodo saremo tutti morti" :D
Charlie
La tesi proposte da Clif Droke, direttore del Momentum Strategies Report (MSR), sono molto semplici. Si puo' concordare o no ma squalificarle in partenza come complottiste non e' un atteggiamento corretto.
Le riassumo brevemente di seguito:
la casta bancaria controlla totalmente il sistema monetario, decidendo i tassi di interesse e le ondate di espansione e riduzione del credito, cioe' l'unico meccanismo da cui dipende l'emissione di nuovo denaro.
Tale casta controlla anche indirettamente le borse in quanto decide riguardo ai flussi monetari che poi possono o no affluire sul mercato borsistico.
E questo e' un fatto!
L'elite bancaria internazionale ha interesse a creare un unico mercato globabale, molto piu' facile da controllare, dirigere e sfruttare che non un mercato separato in aree di diverse.
Mi sembra scontato che la globalizzazione dei mercati sia il fine a cui tutte le decisioni piu' importanti prese dalla casta bancaria internazionale mirano.
Una crisi attuale lascerebbe incompiuto il progetto di globalizzazione economica e percio' viene ritardata con tutti i mezzi.
Il momento della crisi sara' deciso da questa stessa casta bancaria che puo' facilmente causarla con una qualsiasi delle molte leve di potere che essa possiede, qualoro lo ritenesse opportuno.
La crisi del '29 fu in questo senso, tra le altre cose, un tentativo di accellerare il processo di globalizzazione, nelle speranza che il popolo americano avesse accettato misure straordinarie per fare fronte alla situazione.
Le incogruenze dell'attuale sistema del denaro-debito, aggiungo io, non vengono quindi affrontate e risolte ma utilizzate dal sistema bancario per incrementare e mantenere il pieno controllo sull'economia.
Benissimo San,
e concordo sul fatto che in presenza di guerre gli stati (o i banchieri come dici tu) aumentano la liquidita' salvo poi, a diminuirla fortemente quando la guerra, od il ciclo termina...
Questo potrebbe causare deflazione e anche una molte bancarotte familiari visto che la gente si e' indebitata per comperare casa....
Se la tua analisi e' corretta, il dollaro dovrebbe risalire nel momento in cui si sottrae liquidita'...ed io e charlie, siamo cinicamente pronti ad approfittarne...; :yes: :clap:
Te lo ripeto di nuovo, San Bernardino: sui mercati finanziari internazionali non esiste UN UNICO POTERE.
Esistono invece una pluralità di poteri forti in continua dialettica tra di loro e in conflitto di interessi.
Questo è ovvio pensando alla legge della domanda e dell'offerta: se c'è qualcuno che vende, ci deve essere anche qualcuno che compra. Altrimenti il mercato non esisterebbe affatto.
Questo da solo scarta la possibilità che ci sia un coordinamento centralizzato, quindi smentisce di fatto ogni ipotesi complottista.
Charlie
Benissimo San,
e concordo sul fatto che in presenza di guerre gli stati (o i banchieri come dici tu) aumentano la liquidita' salvo poi, a diminuirla fortemente quando la guerra, od il ciclo termina...
Questo potrebbe causare deflazione e anche una molte bancarotte familiari visto che la gente si e' indebitata per comperare casa....
Se la tua analisi e' corretta, il dollaro dovrebbe risalire nel momento in cui si sottrae liquidita'...ed io e charlie, siamo cinicamente pronti ad approfittarne...; :yes: :clap:
Prontissimi. :D Io studio l'economia per fare soldi, mica per altro :cool:
La mission del trader è fare gain OK!
Charlie
Stanno infestando il web, peggio delle piattole, me li ritrovo dappertutto :mad:
http://groups.google.it/group/it.lavoro.informatica/browse_thread/thread/5c6201ad4b218788/5b32ac26fe6d87e1?hl=it#5b32ac26fe6d87e1
Guardate l'11° o 12° post :wall: :wall: :wall:
San Bernardino
07-03-07, 00:50
A proposito di plutocrazia, ecco un articolo che riporta il programma del gruppo Builderberg per il 2005:
"2005: il programma segreto del gruppo Bilderberg
da Infowars.com
World Mirror | 8 maggio 2005
Tutto esaurito dal 5 all'8 maggio 2005: lussuoso hotel vicino ad un lago, come piace al gruppo Bilderberg, 60 km ad est di Monaco di Baviera. Il luogo ideale per loro dal momento che le strade di accesso sono facilmente bloccate. Alla vigilia di una trionfante visita del presidente Bush sul suolo del vecchio continente, preceduta dal viaggio di Condoleeza Rice, tutti i segnali mostrano che i leader europei stanno semplicemente fingendo di 'opporsi' agli Stati Uniti. A Nice (nel sud della Francia), il segretario alla difesa Rumsfeld è riuscito a convincere gli europei ad addestrare e finanziare centinaia di nuovi poliziotti iracheni. La NATO sta ora dislocando le truppe in Afghanistan e sta aiutando le forze armate americane a ricostruire questo paese. L'Arabia Saudita ha visto svolgersi le sue prime elezioni amministrative dopo il grande successo delle elezioni irachene. L'Ucraina stava organizzando le proprie elezioni alla fine dello scorso anno con l'aiuto sovversivo da parte di alcune organizzazioni americane appoggiate dalla CIA. Un personaggio, il cui nome è Jack Wheeler, conosciuto come il "miglior uomo informato degli Stati Uniti" ed ex consigliere di Ronald Reagan, (si veda il sito http://worldnetdaily.com/ per capire di chi sto parlando), è seriamente convinto che G.W. Bush debba ricevere il Premio Nobel per la Pace per il suo ruolo eccellente nell'istituzione della democrazia in questi paesi.
Anno 2005: "Il mondo nuovo" di Bilderberg Nel frattempo, Bush fa riferimento al coraggio e alle opere di Natan Sharansky, ex dissidente russo. Tuttavia, alcuni israeliani hanno dimostrato che questo eroe della Guerra Fredda era, in realtà, un informatore del KGB. Perciò, in questa situazione minacciosa dove le persone sembrano non distinguere più tra verità e menzogna, possiamo certamente temere che questi leader scelgano di imboccare la direzione peggiore.
UNA RAPIDA OCCHIATA AL POTERE DELLA DEMOCRAZIA
Quando il governo degli Stati Uniti parla di 'democrazia', la prima cosa da prendere in considerazione è vedere che tipo di democrazia vuole istituire. Dalla sua bocca, il termine suona come una democrazia di individui reali (non è mia intenzione scrivere democrazia 'popolare' che, come ognuno sa, è un'altra cosa).
In effetti, se prendiamo rapidamente in esame le persone che il governo degli Stati Uniti sta seguendo ed aiutando, ci accorgiamo che queste stesse persone sono attratte dal modello europeo o vogliono sottrarsi ad un'influenza esterna. Questo atteggiamento è piuttosto evidente nel caso dell'Ucraina, dove Yutschenko (sposato con una donna americana) è politicamente legato a Yulia Timochenko, una miliardaria ucraina, il cui passato è legato al mondo degli affari nei settori petrolifero e del gas della Russia. Abbiamo il petrolio ed abbiamo la democrazia ora. Ma si può davvero definire democrazia una situazione in cui le persone nelle strade hanno qualcosa da dire? Apparentemente sì dalla "rivoluzione arancione" ucraina, ma non dovremmo dimenticare il fiume di denaro che traboccava dalle tasche delle fondazioni di Soros così come dalle fondazioni americane (la Freedom House gestita dall'ex direttore della CIA Woosley, il National Endowment for Democracy, conosciuto come intermediario della CIA dalla sua implicazione nel colpo di stato del Venezuela). Fino ad ora, la struttura del potere e della democrazia ucraina si fonda su alcuni plutocrati che assomigliano ad una gang mafiosa. La differenza con quest'ultima è che queste persone sono ora mafiosi dall'aspetto occidentale. La rivoluzione georgiana finanziata dalle organizzazioni di Soros è in difficoltà.
La Georgia si trova a sud del Mar Caspio e Putin, dall'altra parte, non sta mostrando alcun segno di voler abbandare la Cecenia (si vedano le sue dichiarazioni ad Auschwitz contro il terrorismo a imitazione degli Stati Uniti). Il primo ministro della Georgia è morto recentemente di avvelenamento da biossido di carbonio mentre dormiva ed era il braccio destro del presidente di questo paese. I russi non intendono abbandonare la loro base militare in Georgia così come in Sebastopol, nella Crimea ucraina, dove è stanziata la marina militare russa. Naturalmente, i caucasici sono famosi per i loro possedimenti petroliferi. La democrazia in Iraq porterà questo paese (avente risorse di petrolio) ad avere un governo sciita. La violenza non si attenuerà subito. La differenza tra l'Iraq e la Georgia risiede nella loro localizzazione: l'Iraq non appartiene al bacino caucasico ma all'area definita il Grande Medio Oriente, dove alla democrazia piace il petrolio, come si è potuto notare a prima vista. Il Grande Medio Oriente, così come l'Arabia Saudita, si tennero le prime elezioni amministrative (in assenza delle donne, che non furono invitate a votare). La prossima sorpresa salterà fuori in Libano, dove l'ONU ha chiesto alla Siria di lasciare il paese. Jumblatt e Aoun nelle prossime elezioni faranno la differenza, grazie all'America. La Siria, naturalmente, è regolarmente minacciata dall'intervento americano. E i crimini si verificheranno. Israele rappresenta una grossa parte del piano del CFR (Council on Foreign Relations - Consiglio delle Relazioni Estere): due paesi fianco a fianco e l'ingresso dei due paesi nell'Unione Europea una volta raggiunta la pace.
Possiamo, quindi, distinguere due politiche aventi lo stesso obiettivo di controllo del petrolio.
1) La politica dell'Eurasia per l'Europa settentrionale (che segue le teorie di Brzezinski)
2) La politica del Grande Medio Oriente per l'Europa meridionale.
Passiamo al programma del gruppo Bilderberg per il 2005 Senza dubbio, queste politiche saranno nuovamente discusse nel prossimo incontro del Bilderberg. L'Europa è in competizione da un punto di vista commerciale nel Magreb (Tunisia, Marocco, Libia. L'Egitto è completamente nelle mani degli interessi statunitensi, così come la Giordania ed Israele). Ora, un compito più difficile è attendere gli europei sul campo della competitività e il programma di Lisbona. Infatti, l'entrata in Europa di paesi con un basso livello dei prezzi di costo nel 2004, soppianterà il vantaggio delle politiche di aiuto europee verso l'Oriente, con conseguenti maggiori difficoltà economiche nel Sud del paese (Francia, Germania, Benelux, Italia ecc.).
La NATO e la Costituzione Europea La costituzione europea che dovrà essere votata quest'anno in Europa e il prossimo anno in Inghilterra sta volgendo al suo terzo capitolo: un intero codice del commercio che implica la fine della Sicurezza Sociale Europea con la Direttiva di Frits Bolkenstein supportata dal testo. Questa costituzione autorizza legalmente la NATO ad essere la sola struttura ufficiale delle forze di difesa future dell'Europa. (Prima parte del testo). Per dirla in una frase, il futuro dell'Europa è strettamente legato in maniera definitiva alla direzione americana. Questa costituzione sarà votata "democraticamente", ma i rispettivi governi occulteranno questi fatti importanti.
A conferma dell'influenza della NATO sull'Europa, c'è l'inclusione della Turchia in Europa, decisione imposta dall'America e decisa dall'Europa stessa lo scorso dicembre. Questa vergognosa soluzione fu incoraggiata dal Commissario Gunther Verheugen, membro del gruppo Bilderberg, per "allargare" l'Europa. Un contatto all'interno dell'IFRI (Institut Français des Relations Internationales - Istituto Francese di Relazioni Internazionali [NdT]) mi disse che questa decisione fu richiesta con forza dagli Stati Uniti, indipendentemente da tutte le possibili proteste. Dov'è la "democrazia" in tutto questo? Nel prossimo articolo esamineremo più approfonditamente la questione iraniana; le conseguenze dell'entrata della Turchia; l'Eurasia; la Cina e il dibattito sulle armi; la questione monetaria e il vero ruolo plutocratico della democrazia in un futuro prossimo.
Parte II - Le campane dell'inferno Raymond Fosdick era un amico di Woodrow Wilson e l'uomo più influente della sua generazione assieme a Colonel House. In compagnia di uno dei suoi allievi, Beardsley Ruml, e con l'aiuto di John Davison Rockefeller III, istituirono il "General Education Board" per occuparsi dei problemi di sviluppo della popolazione. Ruml era in contatto sin dal 1920 con Graham Wallas, uno dei fondatori della Fabian Society (Società Fabiana). Assieme istituirono, con l'aiuto del Laura Spelman Rockefeller Fund, una piattaforma di scienze sociali nel circolo letterario del gruppo Bloomsbury sotto il controllo della Fabian Society. Ruml era anch'egli membro della National Planning Association di cui facevano parte Felix Frankfurter, Eric Johnston, futuro fondatore dell'Atlantic Institute, Norman Cousins (ecc.), tutti membri del CFR. Fosdick era un partigiano delle organizzazioni "Internazionaliste". Per controllare il governo, ottenne da John Davison Rockefeller III i mezzi per rafforzare l' "Institute of Government Research", il quale, con l'aiuto di Robert Brookings alcuni anni più tardi divenne il "Brookings Institution". Fosdick, assieme a Thomas W. Lamont e il famigerato Colonel House, fondò il "Council on Foreign Relations" (CFR) e la "Foreign Policy Association" (FPA) (in questo caso in compagnia di Felix Frankfurter e Paul Warburg).
Quindi, da questo possiamo dedurre che: La creazione del CFR aveva come obiettivo quello di controllare il governo degli Stati Uniti. Tutte le istituzioni di Fosdick, compreso il lavoro che ha fatto alla Brooking Institute e alla Foreign Policy Association, avevano questo scopo. Tutti i corrispettivi istituti nei paesi stranieri avevano anch'essi questo obiettivo, comprese l' IRRI (International Rice Research Institute - Istituto Internazionale di Ricerca sul Riso [NdT]) in Inghilterra ed altre istituzioni fondate all'estero. Per cui, quando nelle FAQ dei siti Internet della Trilateral o del CFR, alla domanda "La Trilateral è un complotto?" leggiamo la risposta: "Assolutamente no", siamo chiaramente autorizzati a ridere. Un controllo di questo tipo vuole guidare le azioni del governo statunitense e quelle dei governi stranieri verso gli interessi delle famiglie più ricche e facoltose d'America o dei potenti gruppi europei e plutocratici mondiali. Dietro a tutto questo sembra esserci una sorta di "mano trasparente", che guida ma che non si vedrà mai direttamente. Si vedono le raccomandazioni e i rapporti del CFR e i membri del Congresso votare.
Ma non si vede mai la mano che li guida. Questa mano è invisibile. La stessa cosa accade con il gruppo Bilderberg e l'Europa. Tuttavia, i rapporti del Bilderberg non vengono messi a disposizione per il pubblico, nonostante i nomi dei membri di questi caucasici non siano mai citati. "Alla fine del 1952, Retinger si recò in America per proporre l'idea ai suoi conoscenti americani. Tra gli altri, incontrò alcuni vecchi amici tra cui Averell Harriman, David Rockefeller e Bedell Smith, direttore poi della CIA. Dopo che Retinger illustrò la sua proposta, Smith disse: 'Perché diavolo non sei venuto prima da me?'. Egli, quindi, lo indirizzò senza indugio a C.D. Jackson, che stava per diventare l'assistente speciale di Eisenhower per le operazioni militari… Nel maggio del 1954, venne indetto il primo incontro presso l'Hotel Bilderberg.." (tratto da The Chairman, John J. McCloy and The Making of the American Establishment di Kai Bird, come riportato in Who's Who of the Elite - Members of the Bilderbergs, Council on Foreign Relations and Trilateral Commission di Gaylon Ross, Sr). Averell Harriman era membro della "Skull & Bones" ed ex socio di Prescott Bush in affari coi nazisti. McCloy fu responsabile del bombardamento della Germania durante la guerra e un responsabile dell'OSS (Office of Strategic Services - Ufficio dei servizi strategici [NdT]).
Quando gli venne chiesto la ragione per cui Auschwitz non fu mai bombardata (o la ferrovia che portava al campo), la sua risposta fu: "Se avessimo fatto qualcosa in favore degli ebrei, i greci ci avrebbero chiesto di fare la stessa cosa per loro". Credo che non ci fossero così tanti greci internati in confronto agli ebrei ed è storicamente provato che le fabbriche con interessi statunitensi non furono mai bombardate in Germania, nemmeno accidentalmente. I campi di concentramento fornivano la forza lavoro necessaria per gli interessi degli Stati Uniti in Germania ad un costo veramente basso per gli azionisti americani e non c'è motivo di obiettare che il denaro non puzza (pecunia non olet). Harriman diventò il responsabile europeo del piano Marshall in Europa, mentre McCloy fu direttore onorario del CFR, presidente della Fondazione Ford, presidente della Chase Manhattan Bank, membro del Gruppo Bilderberg ecc. ed un membro della Commissione Warren incaricata di indagare sull'assassinio del presidente Kennedy (stranamente lo stesso McCloy ed Allen Dulles erano membri della Permindex - citata dall'allora procuratore distrettuale di New Orleans Jim Garrison - in compagnia del generale Walker e del colonnello Byrd, proprietario del Texas School Book Depository).
RIVOLUZIONE SULLA DEMOCRAZIA DELL'EUROPA
Nel suo libro, The Great Chessboard: American Primacy and its Geostrategic Imperatives (NdT: La grande scacchiera: il primato americano e i suoi imperativi geostrategici), Zbigniew Brzezinski ci dice: "L'Europa ha una posizione fondamentale di fortezza geostrategica per l'America. L'Alleanza Atlantica autorizza l'America ad avere influenza politica e peso militare sul continente … se l'Europa crescesse, questo beneficerebbe direttamente l'influenza americana …" Brzezinski continua affermando che "L'Europa Occidentale è in larga misura un Protettorato americano e i suoi stati ricordano i vassalli e i pagatori di tributi dei vecchi imperi" "L'Europa deve risolvere il problema causato dal suo sistema di redistribuzione sociale che è troppo pesante e ostacola la sua capacità di iniziative" [traduz. mia] Per Brzezinski, quindi, la rete sociale in Europa sta paralizzando la capacità del paese stesso di espandersi e trovare un senso comune nel patriottismo europeo. Naturalmente, l'America è impaziente di esercitare un potere ed un'influenza maggiori sul continente. Perciò, la pressione sta aumentando attraverso il gruppo Bilderberg per espandere ed accrescere l'Europa. Questo spiega il fatto che le iniziative in Europa hanno come obiettivo quello di smantellare l'intero sistema di sicurezza sociale con un pretesto di tipo economico o sociale.
Valery Giscard d'Estaing (membro della Trilateral e del Bilderberg) è il cosiddetto "padre" della Costituzione Europea ed è un grande amico di Kissinger. La sua costituzione sancirà, se accettata, la NATO cuore dell'Europa e la regressione sociale nell'intera Europa. Brzezinski non sta neppure pensando ai problemi sociali o alle rivoluzioni che la sua iniziativa potrebbe provocare …. La mia fonte interna dell'IFRI mi ha detto che la Direttiva Bolkestein verrà approvata il 15 luglio del 2005, così come l'Accordo Multilaterale sugli Investimenti (AMI), che tutti conosciamo. Tutti pensavano che questa mostruosità sociale fosse stata definitivamente accantonata. Errore: la bestia sta tornando. Con lo stesso spirito, l'integrazione della Turchia in Europa permetterà all'imperialismo statunitense di avere un forte potere sugli stati del Sud del Mar Caspio, così pure un'influenza sugli stati della parte est del bacino mediterraneo. Questo trasferirà la "democrazia" degli Stati Uniti in questa regione, mentre la parte occidentale sarà sottomessa all'azione di ONG verso una situazione più democratica, come ci è stato opportunamente mostrato in un articolo dell'anno scorso del quotidiano Le Monde tratto dal German Marshall Fund. In breve, il colpo più violento è di distruggere l'Europa e le sue zone limitrofe nei prossimi anni con conseguenze politiche e sociali non ancora valutate da questi "maghi" principianti. Il piano Bilderberg 2005 di questi "miglioramenti" sociali.
IRAN, RUSSIA E CINA
Che succede all'Iran? Il punto è che l'Iran è una potenza regionale, capace di lavorare assieme a Russia e Cina e trasformare questa 'collaborazione' in una valida opposizione all'egemonismo americano sull'Eurasia. Se ricordiamo bene, la dinastia dei Pahlavi fu tolta dal potere in Iran nel 1979, quando l'America decise che la sua volontà di fare dell'Iran un potere regionale fornito di armi atomiche non era supportata dalle intenzioni regionali americane. Quindi, preferirono lavorare con le menti arretrate dell'ayatollah Khomeyni, ma quest'ultimo non intendeva collaborare con gli amici di Israele. Perciò, l'America incoraggiò l'Iraq di Saddam a dare inizio ad una terribile guerra contro il loro vicino. Saddam era allora l'amico neutrale dell'America, sebbene non praticasse la "democrazia". Ed ora, 25 anni dopo, lo stesso stato ha i medesimi obiettivi dello Scià in Iran. Essendo stato commesso un grosso errore, l'Iran è di nuovo ai piedi dell'America, ma non ha nessunissima intenzione di lasciare che l'America stessa domini l'Eurasia.
Dal momento che anche Russia e Cina hanno gli stessi scopi, tutte e tre queste potenze hanno la possibilità di bloccare l'espansione americana. Dato che lo scopo principale degli Stati Uniti è quello di impedire all'Iran di essere una potenza regionale, e non quello di evitare che abbia armi atomiche, hanno intenzione di smantellare il paese dall'interno, non avendo sufficienti forze militari per invadere e sottomettere Teheran. Questo paese dispone di risorse petrolifere, naturalmente, e questo fa sì che l'America stia cercando di convertire questi musulmani ai vantaggi dello stile di vita democratico americano. Gli interessi della Cina si stanno orientando verso le risorse petrolifere dell'Asia centrale; allo stesso tempo, gli interessi della Turchia e dell'Iran stanno puntando nella stessa direzione. L'Alleanza dell'Iran e della Cina nelle questioni petrolifere sta impedendo agli Stati Uniti di avere il controllo dei prezzi del petrolio sul petrolio cinese. Chiaramente, un'alleanza tra Iran, Cina e Russia escluderebbe l'America dai campi petroliferi del Kazakhstan e non permetterà la presenza di oleodotti che portano alla regione del Mediterraneo come vuole Washington. Quindi, all'insistenza delle minacce statunitensi, l'Iran risponderà con maggiore aggressività nei campi petroliferi degli stati dell'Asia centrale.
RESTRIZIONI ALLE AMBIZIONI DELLA CINA
Come espressamente definito dalla dottrina Brzezinski, a nessun paese o gruppi di paesi sarà permesso lottare contro la posizione di superpotenza degli Stati Uniti d'America. Dagli anni ottanta del ventesimo secolo, l'America permette implicitamente alla Cina di attuare un dumping valutario in cambio di una limitata posizione di questo paese nel Nuovo Ordine Mondiale. Ora la Cina vuole occupare il suo posto naturale nella regione asiatica del sud. La Cina ha avuto successo da un punto di vista economico e l'abolizione delle quote d'importazione sui prodotti tessili permette a questo paese di invadere i mercati europei. Questo sta indebolendo le industrie tessili dell'Europa e le posizioni dei suoi cambi monetari. Logicamente, le vendite delle armi europee controbilanciano questi deficit commerciali e permettono alla Cina di avere adeguate forze militari pari alla sua attuale posizione di potere. Ma questo significa anche che la politica della Cina non sarà più nelle mani di Washington e che, in un futuro prossimo, Taiwan sarà invasa.
E il Giappone si vedrà anch'esso obbligato ad acquistare armi atomiche per difendersi. Condoleeza Rice e George W. Bush cercheranno di limitare queste vendite europee. Entrambi non hanno apprezzato di buon grado la recente posizione di Blair sulla questione. Blair non è più il cagnolino di Bush. Probabilmente, la Cina incontrerà alcune restrizioni su questioni vitali quali il petrolio, l'acciaio, materiali strategici, e si vedrà obbligata ad accettare di riconsiderare il valore della sua moneta (lo yuan) oppure essere considerata un ex membro dell'organismo internazionale WTO ecc. Naturalmente, l'America è un paese mutuatario e sarà obbligata a cessare di ricorrere a prestiti. Per evitare di affondare prima che un flusso di banconote cinesi faccia ritorno per un rimborso immediato, gli Stati Uniti d'America saranno obbligati a svalutare la moneta americana da un giorno all'altro, anche se l'America sta mostrando positivi segni di attività. Questo causerebbe la rovina per tutta l'Asia e l'America. Tuttavia, quest'ultima è in grado di rivolgersi ai suoi alleati europei ed alcuni anni più tardi tutto sarebbe sistemato. In breve, per limitare i rischi asiatici, la Cina sarà costretta a raffreddare le sue attività economiche e chiaramente attraverso la rivalutazione dello yuan. Questo verrà presentato alla Cina dagli Alleati in un modo ancora più severo. Il gruppo Bilderberg 2005 parlerà di questo.
CINA E RUSSIA
Naturalmente, dopo la questione ucraina, la Russia e la Cina sono tentate di lavorare assieme ed anche con l'Iran per controbilanciare la penetrazione americana in Eurasia. Essi stanno già entrando nei mercati dell'America meridionale per "liberare" il Sudamerica dalla Dottrina non democratica di Monroe. La sua dottrina è "legittima" e sta esasperando Washington. Vengono programmate manovre comuni ed ogni cosa sta mostrando che, con o senza le armi europee, la Cina sarà in grado di respingere gli interessi americani nella sua sfera strategica.
E L'IRAN? GUERRA O NON GUERRA?
Sarebbe una questione di provocazione. Un paese che non è americano potrebbe essere tentato di svolgere il lavoro solo con i propri mezzi. Il giorno dopo, non ci saranno più forze nucleari in Iran, ma un clima di guerra con un diretto coinvolgimento in Iraq degli interessi di Teheran o degli interessi occidentali. Tutto questo porterebbe ad una formidabile propaganda per spingere l'Europa ad una guerra contro questo paese, in collaborazione con Turchia e Stati Uniti. Ed una celata speranza che questo paese cederà poiché le prime forze europee stanno entrando nel paese con la benedizione delle "Nazioni Unite". Questo succederebbe in ogni caso dopo le elezioni iraniane. L'Iran cesserebbe, quindi, di ostacolare la dominazione americana dell'Eurasia.
PRIME CONCLUSIONI
L'incontro di quest'anno (2005) del gruppo Bilderberg sarà un incontro decisivo. Il modo in cui gli europei voteranno al trattato costituzionale è vitale per il nostro futuro. La Spagna non sta considerando seriamente l'importanza di questo voto e la propaganda ufficiale sta favorendo il "sì". Il "no" obbligherebbe il gruppo Bilderberg a negoziare nel dire la verità su quello che queste elezioni rappresentano veramente. Essi potrebbero in questo caso organizzare qualche avvenimento spettacolare che mostrerebbe che non stanno rappresentando la democrazia ma gli interessi della plutocrazia. Siccome l'America sta lottando per una sempre maggiore democrazia fuori dai suoi confini, c'è sempre meno libertà all'interno del paese (Patriot Acts I e II). Ciò che viene definito democrazia sta, in realtà, rappresentando la forza e l'influenza di una classe minore elitaria americana, europea, turca ed asiatica. Questa forza è aiutata da un potente gruppo di persone super-borghesi che lavorano per questa élite come fossero i loro camerieri e sapendo bene cosa non fare o dire per non dispiacere i loro padroni. Ho presentato quelle che dovrebbero essere le linee principali della conferenza di quest'anno, ma posso aver dimenticato alcuni punti o esagerato l'importanza di altri. Ad ogni modo, tra un po' di tempo sarete voi a giudicare la validità di questo testo"
San Bernardino
07-03-07, 01:06
Ecco un interessante articolo di Antonella Randazzo:
Sistema Finanziario e Potere
di Antonella Randazzo per www.disinformazione.it - 5 marzo 2007
Autrice del libro "DITTATURE: LA STORIA OCCULTA"
Molte persone credono che le banche siano istituzioni che investono i risparmi dei clienti per produrre profitti. :eek: Non immaginano neppure lontanamente la vera natura dell'istituzione bancaria. Non associano affatto le crisi economiche, la disoccupazione o le guerre, al sistema finanziario, e quindi non comprendono la vera natura del potere che oggi vessa il mondo intero.
:eek: Per giungere alla verità basterebbe sapere che il denaro prestato dalle banche non esiste, è “moneta virtuale”, che pur non esistendo viene caricata di interessi. La banca crea denaro semplicemente scrivendo la cifra sullo schermo del computer, ma i pagamenti del debito devono essere puntuali, altrimenti si impadronisce dell'automobile o della casa, che sono beni reali.
:eek: Le banche hanno il potere di stampare denaro. Tale potere viene esercitato in segretezza. I mass media utilizzano parole e concetti per nascondere tale realtà. Ad esempio, parlano della Banca Europea come fosse legata all'Europa, e non dicono che essa è un'istituzione controllata da pochi privati. Lo stesso avviene per la Federal Reserve , il cui presidente viene nominato dal presidente americano, per dare ad intendere che si tratta di un'istituzione governativa. :eek: E invece essa è nelle mani di un gruppo di banchieri privati.
:eek: Oggi le banche hanno lo scopo principale di saccheggiare i paesi, fornendo banconote con su scritto “Pagabile a vista al portatore”, che in realtà non hanno alcun valore, ma producono debito.
:eek: Le banche indebitano gli Stati senza dare nulla se non pezzi di carta stampati. E i popoli si impoveriscono per pagare il debito pubblico che in realtà è una truffa. Ciò significa che noi paghiamo oltre l'1% del nostro Pil annuo ad un gruppo di persone che agiscono e dominano con metodi mafiosi.
:eek: Le leggi che regolano il sistema bancario occidentale sono irrazionali e disumane. Si persegue un profitto illimitato, a danno degli esseri umani.
:eek: L'élite finanziaria ha acquisito questo enorme potere attraverso i secoli, utilizzando tutti i mezzi possibili, compresi la guerra, lo sterminio e la criminalità. Con le guerre, le banche acquisiscono ulteriore potere, perché possono concedere prestiti ai paesi in guerra, e dopo la guerra finanzieranno la ricostruzione, ricavando altri profitti.
Il potere finanziario è stato sempre un potere imperiale, che mira ad assoggettare i popoli e ad accrescere il proprio dominio nel mondo.
Nel Settecento il potere finanziario era nelle mani dell'Olanda, che lo rafforzava con metodi violenti e predatori: commerciava schiavi e attuava altri commerci (zucchero, spezie ecc.) che fiorivano grazie alla manodopera schiavile.
In seguito alle guerre napoleoniche, l'Inghilterra iniziò a rafforzarsi e a sottrarre all'Olanda il monopolio del commercio degli schiavi.
:eek: I banchieri inglesi puntarono alla rivoluzione industriale. L'industria avrebbe accresciuto notevolmente i loro profitti, e li avrebbe trasformati in creditori, persino verso gli Stati Uniti. :eek: Questi ultimi utilizzeranno le due guerre mondiali per indebolire l'Europa e piegarla alle loro regole finanziarie. Lo sfruttamento dell'Africa, dell'Asia e del Sud America aveva permesso ai paesi europei e agli Stati Uniti di sviluppare la propria economia. Come spiega Maurizio Zenezini:
:eek: E’ sostanzialmente durante il secolo inglese che nasce il “terzo mondo”. Sono soprattutto i paesi asiatici e africani che perdono terreno rispetto all’Europa. E’ difficile negare che la crescita economica dei paesi occidentali a partire dal secolo diciannovesimo abbia contribuito in maniera netta a rallentare la crescita industriale dei paesi del Terzo Mondo.... L'esperienza coloniale ha effettivamente rappresentato un potente fattore di blocco dello sviluppo dei paesi in ritardo economico... :eek: un paese industriale come l’India fu trasformato nel XIX secolo nella "fattoria della Gran Bretagna". I paesi europei e gli Stati Uniti, pur aprendosi ai commerci internazionali nel corso del XIX secolo, poterono evitare il declino economico anche grazie a politiche protezionistiche e di difesa delle industrie nazionali... Stati Uniti, Regno Unito e Germania sono i protagonisti della storia economica del periodo che va dal 1870 alla prima guerra mondiale.... La Gran Bretagna , com’è noto, manteneva persistenti avanzi commerciali verso l’India, che dopo il 1870 divenne il primo mercato per le esportazioni industriali inglesi – le quali non trovavano sbocchi nei paesi europei e negli Stati Uniti, che adottarono politiche protezionistiche fino ai primi anni del XX secolo. Agli avanzi commerciali inglesi corrispondevano afflussi di capitali che la Gran Bretagna investiva con elevati rendimenti soprattutto negli Stati Uniti e impiegava per finanziare le importazioni dagli Stati Uniti e dalla Germania che stavano sviluppando industrie competitive al riparo delle tariffe protezionistiche in settori importanti come la chimica, la siderurgia e la meccanica... l’India poté diventare esportatrice di oppio verso la Cina e di materie prime verso la Gran Bretagna smantellando l’industria artigianale locale. :eek: Nello stesso momento in cui queste triangolazioni commerciali e finanziarie distruggevano le basi industriali dei paesi asiatici l’incorporamento dei piccoli contadini nei circuiti internazionali finanziari e delle materie prime e l’estensione della superficie destinata a produrre merci cash crops per l’esportazione a spese dell’agricoltura di sussistenza avviarono cicli di carestie e generarono situazioni di indigenza endemica.[1]
L'economia reale si basa sulla quantità di denaro in circolazione. Se c'è poco denaro la gente deve ridurre la spesa, le industrie riducono la produzione e licenziano, e questo riduce ancora di più il denaro da spendere. In questo modo si apre una crisi.
:eek: I grandi banchieri decidono se creare una crisi oppure no. Nel 1929, fecero aumentare i prezzi delle azioni, fino a quando raggiunsero livelli molto elevati. L'aumento vertiginoso doveva servire ad attrarre molte persone. A metà del 1929, ben nove milioni di americani avevano investito in borsa. A questo punto, i banchieri avevano tutto l'interesse a provocare la crisi. Il crollo sarebbe servito ad impossessarsi di una quantità enorme di beni (negozi, industrie, piccole banche, case, automobili ecc.) di coloro che non avrebbero più potuto pagare i debiti.
:eek: L'aumento o il ribasso azionario sono dovuti ad elementi di natura informativa o psicologica, e i banchieri possono controllare e condizionare le notizie che riguardano la Borsa.
:eek: Nell'ottobre del 1929, la caduta del valore delle azioni, provocata dai banchieri di Wall Street, produsse effetti devastanti. Le banche esigevano i pagamenti e i clienti non potevano pagare. Le industrie cessarono la produzione, e molte persone rimasero disoccupate. Piccole banche e industrie diventarono proprietà dei grandi banchieri che avevano innescato la crisi. :eek: Milioni di persone rimasero disoccupate o andarono in bancarotta, e alcune di esse si suicidarono.
La truffa del crollo del 1929 era stata compresa da Emile Moreau, governatore della banca di Francia, che l'8 febbraio del 1928 aveva scritto nel suo diario: :eek: "Le banche avevano ritirato improvvisamente dal mercato diciottomila milioni di dollari, cancellando le aperture di credito e chiedendone la restituzione".[2] I banchieri avevano agito in modo da bloccare l'economia, e questo si sarebbe riversato anche sul mercato borsistico. Sarebbe inevitabilmente scoppiata una grave crisi, che si ebbe il 29 ottobre del 1929.
:eek: La quantità di denaro da mettere in circolazione viene decisa dalle banche. Le banche possono alzare o abbassare il tasso di sconto, e così favorire o impedire i prestiti. I banchieri sono guidati da logiche di potere e di profitto. Il crollo di Wall Street doveva servire anche a mettere in crisi alcuni paesi europei, come la Germania , in modo tale da portare la popolazione alla disperazione, e aumentare le probabilità di un governo dittatoriale.[3]
:eek: Lo scorso 27 febbraio, il crollo della borsa di Shanghai, che ha fatto perdere al mercato cinese 107 miliardi di dollari, e ha causato in Europa la perdita di 270 miliardi e di 210 miliardi alla Borsa statunitense, è stato prodotto da informazioni e da speculazioni. Alan Greespan aveva parlato di una grave e imminente recessione negli Usa, e questo non poteva non produrre reazioni. I grandi banchieri manovrano le informazioni finanziarie e possono orientarle come vogliono, favorendo alcuni mercati e distruggendone altri.
:eek: L'élite finanziaria statunitense si è imposta attraverso le due guerre mondiali. Nel 1944, le autorità statunitensi organizzarono la conferenza finanziaria internazionale di Bretton Woods (New Hampshire, Usa), per imporre al mondo il sistema valutario a loro favorevole. Il dollaro venne posto al centro del sistema finanziario, e poteva essere convertito in oro. Il prezzo del dollaro, fissato nel 1934, era di 35 dollari l'oncia (circa 1,1 $ al grammo), e rimase invariato fino al 1971.
:eek: Porre il dollaro al centro del sistema finanziario voleva dire poter condizionare e controllare l'economia di tutti i paesi del mondo. Molti di essi, alla fine della guerra, non avevano dollari nelle casse, e dovettero vendere parte del proprio oro al Tesoro americano, per avere i dollari per comprare generi alimentari, materie prime o macchine industriali. Nel 1948, la Francia negoziò la convertibilità della propria valuta in oro, e nel giro di alcuni anni anche gli altri paesi europei e il Giappone fecero altrettanto. :eek: Tutti i paesi furono costretti a versare al Fmi 1/4 della quota di partecipazione in oro, o il 10% delle proprie riserve d'oro in dollari. Il Fmi si appropriò in breve tempo di una quantità enorme di oro. Le autorità americane riuscirono ad impadronirsi del 70% di tutte le riserve mondiali di oro. Ma con lo sviluppo economico del Giappone e dell'Europa, le riserve diminuirono. Nel 1960 erano scese al 44% e nel 1971 si erano ridotte al 21%. Per questo motivo, le banche americane decisero di sganciare il dollaro dall'oro. Nell'agosto del 1971, l 'amministrazione Nixon, unilateralmente, decise di abolire la convertibilità del dollaro in oro. Il prezzo del petrolio salì. :eek: Ciò provocò una crisi del sistema monetario internazionale e l'inflazione colpì soprattutto i paesi più poveri.
Nel 1979, nacque il sistema monetario europeo, che imponeva ai paesi membri di versare il 20% delle riserve in oro e il 20% delle riserve in dollari in cambio di Ecu, che poi diventeranno Euro. :eek: Di tutto questo beneficiava un sistema finanziario centrale, che era gestito da privati.
:eek: Firmando il trattato di Maastricht., anche l'Italia si è sottomessa a questo sistema, che oggi costa gran parte del nostro Pil, e impedisce al nostro paese un reale progresso economico.
:eek: Nel 1992, il governo Amato, per privatizzare la Banca d'Italia si rivolse alle tre grandi banche americane: la Merril Lynch , la Goldman Sachs e la Salomon Brothers. Il nostro paese venne messo nelle mani dei centri del potere finanziario, con tutto quello che ne sarebbe derivato.
Il nuovo sistema finanziario americano rendeva difficile per i paesi il controllo dei cambi, che diventarono fluttuanti e rendevano possibili speculazioni di ogni genere.
I banchieri americani avrebbero acquisito un potere mai avuto prima, producendo a volontà banconote senza alcun valore, che nel circuito finanziario avrebbero conservato il valore avuto in precedenza. :eek: Ciò ha creato una finanza selvaggia, sganciata da qualsiasi parametro reale, all'interno della quale tutto poteva diventare possibile e lecito.
:eek: La Federal Reserve non notifica più l'ammontare delle banconote stampate e messe in circolazione. Le famiglie americane si sono indebitate sempre di più, anche a causa della diminuzione dei salari, e molte di esse rischiano di non riuscire a pagare e di perdere casa e automobile, che saranno rilevate dalle banche.
:eek: I banchieri americani sono disposti a fare nuove guerre per impedire il crollo definitivo di un'economia basata sul debito. Essi hanno trasformato l'economia in un sistema assurdo e irreale, in cui le speculazioni permettono l'accumulazione di denaro, che non corrisponde a nessuna ricchezza reale e non è stato prodotto dal lavoro.
:eek: L'élite dominante ha cancellato il valore del lavoro e ha distrutto ogni riferimento economico e finanziario reale, per poter esercitare senza limiti un potere basato sull'arbitrio e sul crimine.
:eek: Il sistema finanziario oggi ha accentrato il potere come mai prima, distruggendo il potere dei governi nazionali, e acquisendo potenzialità distruttive enormi.
:eek: Le banche hanno interesse a indebitare gli Stati e i singoli cittadini, per poter incassare il guadagno sul denaro prestato, e per avere il potere di condizionare le scelte politiche ed economiche. Per realizzare questi obiettivi, l'élite finanziaria ha messo in pratica una serie di strategie per indurre a privatizzare i beni pubblici.
:eek: Ad esempio, utilizza le Borse per attuare speculazioni attraverso le quali controllare le aziende pubbliche, per farle crollare e rilevarle. La logica è sempre la stessa: prima indebolisci, rendi una società assai mal ridotta, fai in modo da indebitarla, infine la rilevi, e nel giro di alcuni anni puoi trarre profitti. E se i profitti non dovessero arrivare, puoi sempre chiedere denaro pubblico.
:eek: Le grandi banche hanno nelle loro mai il potere speculativo della Borsa. Il sistema borsistico è irrazionale e senza regole certe. La prevedibilità di questo sistema è nelle mani di chi lo controlla dall'alto, cioè dei grandi istituti bancari. Il 70% del credito speculativo mondiale è nelle mani di tre grandi banche: Morgan Stanley, Goldman Sachs e Ubs. Queste banche si valgono di conoscenze di natura sociologica e psicologica per condizionare i mercati e controllare l'economia. Il loro obiettivo principale è quello di accrescere ancora di più i loro capitali, spogliando i cittadini e le istituzioni. Come osserva l’Economist, i banchieri hanno sempre più ragioni per far si che il potere "torni nell’ombra".
Le esigenze di accrescimento del capitale si accaniscono contro i salari, contro lo Stato Sociale e contro gli stessi risparmiatori.
Fine parte I - segue parte II
San Bernardino
07-03-07, 01:07
Ecco la seconda parte:
:eek: Le guerre nel Terzo Mondo hanno avuto (e hanno) la funzione di seminare disperazione e miseria, per fare in modo che le corporation si appropriassero delle materie prime e della manodopera a basso costo. Il settore finanziario non deve essere separato da quello produttivo, perché in realtà si tratta delle stesse persone, che posseggono denaro per investire nell'industria, o produrre beni e servizi. La globalizzazione neoliberista era il progetto delle banche di accentrare nelle loro mani la ricchezza del mondo.
Negli ultimi secoli, le regole su cui l'intera economia si è basata sono state stabilite dai grandi banchieri.
:eek: Ad esempio, nei primi decenni dell'Ottocento, i governi inglesi approvarono una serie di leggi che permettevano di espropriare i contadini per favorire lo sviluppo industriale, come avevano richiesto i banchieri e la Corona. Migliaia di contadini finirono in miseria o nelle galere, istituite appositamente per rinchiudere coloro che si sarebbero impoveriti e che costituivano manodopera in eccesso.
:eek: Nel 1914, il ministro inglese Edward Grey disse ai Comuni: "E' nostro dovere sostenere, nella misura dei nostri mezzi, l'autentico capitale inglese, dovunque esso ricerchi concessioni e si espanda nel mondo". Già da allora c'era il progetto di espansione nel mondo intero.
:eek: La crisi economica viene creata dalle banche, che cercano di fare in modo che vi sia quanto meno possibile denaro in circolazione. Ciò serve ad accrescere il loro potere, e ad indurre le persone ad avere uno stato d'animo depresso o assorbito dai problemi economici. Una tale condizione assoggetta ancora di più gli individui al sistema.
:eek: Negli ultimi decenni, con la liberalizzazione, il settore finanziario si è rafforzato, permettendo ad alcuni alti guadagni, che in altri settori è più difficile avere. Per questo motivo, molti industriali hanno preferito abbandonare la propria attività per dedicarsi alle speculazioni finanziarie.
Le fusioni e le acquisizioni di gruppi multinazionali o banche, hanno prodotto guadagni per miliardi di dollari, e hanno concentrato la ricchezza nelle mani di poche famiglie. Oggi, l'80% delle ricchezze del mondo sono nelle mani del 2% delle famiglie.
:eek: Attraverso le guerre e le crisi finanziarie, le banche hanno ricolonizzato il Terzo Mondo, e hanno ridotto in miseria milioni di persone.
Ad esempio, :eek: lo Zambia è un paese ricco di risorse minerarie. I contadini, già nel periodo del colonialismo inglese, furono indotti ad abbandonare le terre per lavorare nelle miniere. Ma i salari erano bassi, e la povertà cresceva. Per "aiutarlo" intervennero la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale (istituti creati nel 1944 a Bretton Woods). Il debito aumentò, ma la povertà rimase, e anzi si aggravò. Il debito serviva ad assoggettare il paese, e non ad aiutare i poveri. Infatti, il denaro elargito era finito, in gran parte, nelle tasche di funzionari corrotti. :eek: Oggi lo Zambia è uno dei paesi più indebitati del mondo. Il suo debito pubblico ammonta a 6.758 milioni di dollari, dei quali il 55% deve essere restituito alle banche di paesi stranieri, e il 42% alla Bm e al Fmi (che sono istituti finanziari i cui azionisti sono per il 60% i banchieri anglo-americani). :eek: Il 70-80% degli zambiani vive sotto il limite della povertà (1 dollaro al giorno), mentre la ricchezza prodotta dal paese viene saccheggiata dalle banche. In condizioni analoghe sono stati ridotti parecchi altri paesi del Terzo Mondo, indebitati per alzare i profitti delle banche. Il potere finanziario sta distruggendo le possibilità di sviluppo economico ovunque.
:eek: Il sistema occidentale, diversamente da quello islamico, si basa sul profitto ricavato dal denaro stesso. Le guerre contro i popoli arabi devono la loro ragione d'essere, oltre che al saccheggio delle risorse energetiche, anche al timore che il sistema bancario arabo possa essere riconosciuto come migliore di quello occidentale.
:eek: La cultura islamica non accetta il sistema bancario di tipo occidentale. I musulmani accettano l'idea del profitto che proviene dal proprio lavoro, ma rifiutano l'addebito degli interessi. La Shari'ah proibisce di guadagnare denaro sul denaro.
Dato che anche i musulmani hanno bisogno dei servizi bancari (per finanziare nuove imprese commerciali, per comprare una casa, per comprare una macchina, ecc.), è stato creato il sistema bancario islamico, che oggi ha oltre 100 banche in 40 paesi. Questo sistema è in espansione in Medio oriente, in Arabia Saudita e in molti altri paesi del mondo.
La banca islamica nasce alla fine dell'Ottocento, ma inizia ad affermarsi 30 anni fa, per poter applicare la Shari'ah anche nella gestione delle finanze. Le ricchezze delle banche islamiche, in forma di deposito, nel 1985, ammontavano a circa 5 bilioni di dollari, e nel 1994 erano salite a 60 bilioni di dollari.
:eek: Le banche islamiche esigono principi di trasparenza e di rispetto dei principi etici. Ad esempio, viene proibita la speculazione con un alto margine di incertezza, per proteggere i risparmiatori più deboli. Quindi speculazioni azionarie o futures sono considerati non-islamici. Inoltre vengono banditi commerci considerati immorali, come il commercio di alcol o la costruzione di casinò. Le banche islamiche non concedono prestiti per attività considerate immorali dal Corano.
Oggi si stanno diffondendo nel mondo sportelli bancari speciali per clienti musulmani, e anche le banche italiane stanno considerando questa possibilità. Persino grandi banche come la Dresdner , la Citibank e la Abn-Amro , hanno istituito rami aziendali che rispettano i principi della Shari'ah.
Le banche islamiche non finanziano il terrorismo perché è contrario ai loro principi etici, e sono soggette ai controlli delle autorità internazionali. Non sono mai stati dimostrati collegamenti fra banche islamiche e reti terroristiche, mentre sono emersi legami fra gli istituti di beneficenza in Arabia Saudita e il finanziamento ad al Qaeda. Anche gli Stati Uniti partecipano attivamente a finanziare al Qaeda attraverso la Cia. Spesso il finanziamento è mascherato da beneficenza o filantropia. Vengono utilizzati enti di beneficenza non soggetti a controlli o a regolamentazioni finanziarie. Ad esempio, il governo saudita ha fondato " La Lega Mondiale dei Musulmani" che ufficialmente sarebbe una fondazione con fini benefici, come dare assistenza ai musulmani. Ma in realtà si tratta di organizzazioni nate per sostenere finanziariamente e dal punto di vista organizzativo le reti terroristiche. La famiglia reale saudita e gli uomini più ricchi del paese versano somme notevoli per il terrorismo. Le autorità americane aggiungono altro sostegno organizzativo e altri finanziamenti.
Il "terrorismo" islamico è un'invenzione dell'élite occidentale, ed ha come obiettivo principale quello di dividere gli occidentali dagli arabi, criminalizzando la cultura araba attraverso i vecchi stereotipi coloniali dell'arabo fanatico e nemico dell'Occidente.
:eek: L'élite finanziaria ha creato al Qaeda per additare un nuovo nemico che giustificasse le guerre, e per produrre diffidenza e razzismo verso i musulmani. Attraverso il "terrorismo islamico", si cerca di impedire che gli occidentali si avvicinino alla cultura araba, e comprendano il sistema delle banche islamiche.
Il controllo delle banche è soltanto apparentemente esercitato dai direttori delle banche, come il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke. :eek: In realtà dietro di essi ci sono i proprietari, che decidono le politiche da imporre.
:eek: Si tratta delle famiglie dei grandi banchieri europei, come i Rockefeller o i Rothschild. Sono persone che non appaiono mai nei media, nemmeno quando riviste come Forbes fanno la classifica dei più ricchi. Queste persone sono talmente ricche e potenti da dover rimanere nascoste, perché se i popoli scoprissero le loro responsabilità sulla morte o sulla miseria di milioni di persone, il loro potere sarebbe in pericolo.
:eek: L'élite finanziaria sceglie anche l'assetto economico e lo modifica a proprio piacimento. Decide su cosa e come investire. Decide cosa produrre e dove. Sono i banchieri di Wall Street a decidere le guerre americane, e questo spiega anche perché si accaniscano così ferocemente contro gli arabi, che oggi sono gli unici a poter contrastare efficacemente il loro sistema di potere, attraverso l'alternativa delle banche islamiche.
:eek: Per garantirsi un potere duraturo, i banchieri controllano anche il settore energetico e bellico. Le guerre imperiali anglo-americane (sostenute da altri paesi europei come l'Italia), servono a distruggere la cultura islamica, ritenuta nemica del sistema bancario occidentale, e ad impedire ai popoli di scegliere un sistema alternativo che li liberi dalla schiavitù del sistema imposto dall'élite.
:eek: Le banche hanno un ruolo assai importante anche per quanto riguarda l'esistenza e la forza della criminalità organizzata. Il sistema bancario internazionale ricicla giornalmente almeno 300 milioni di dollari provenienti dal mondo del crimine organizzato. Le banche considerano questo denaro allo stesso modo del denaro ricavato da attività lecite. Come osserva Jean Ziegler, c'è ormai una "simbiosi pressoché totale tra capitali accumulati in maniera criminale e capitali legali".[4] Grazie al facile riciclaggio del denaro sporco, negli ultimi decenni, le mafie internazionali si sono notevolmente rafforzate ed estese.
:eek: L’Ufficio per il Controllo della Droga e la Prevenzione del Crimine delle Nazioni Unite, ha promosso il "Programma Globale per la lotta al riciclaggio di danaro ‘sporco’". Ma l'azione non potrà mai essere efficace senza la collaborazione delle banche.
:eek: Oggi le grandi banche speculano su tutti i settori economici, in tutto il mondo. Ad esempio, nel 2006, la Goldman Sachs ha aumentato del 69% le proprie entrate, grazie a investimenti e guadagni commerciali dovuti ad attività che sfruttano in modo disumano la manodopera asiatica. Si è arricchita ulteriormente sulla sofferenza e sulla miseria umana. Così hanno fatto anche altre banche, come la Lehman Brothers e la Merril Lynch. Il potere raggiunto dalle banche ai nostri giorni è senza precedenti.
:eek: :eek: :eek: Nemmeno i grandi dittatori della Storia passata avevano nelle loro mani così tanto potere. Le banche hanno acquisito la capacità di sovrastare i poteri statali, e di imporre politiche favorevoli soltanto ai loro interessi.
:eek: I dirigenti delle banche guadagnano cifre astronomiche. Ad esempio, il direttore generale della Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, ha guadagnato nel 2006 ben 53,4 milioni di dollari. Il mondo di queste persone è completamente avulso dalla realtà del lavoratore comune, che con poche migliaia di dollari deve sopravvivere e mantenere la famiglia.
Le banche sottraggono ai popoli le ricchezze materiali, il valore del lavoro e i vantaggi delle attività produttive. Rendono l'esistenza umana sempre più soggetta al problema della sopravvivenza, impedendo lo sviluppo culturale e umano dei popoli.
:eek: Le banche di Wall Street, come la Carlyle Group o la Goldman Sachs , finanziano e organizzano le campagne elettorali dei politici, e scelgono soltanto quei candidati che appoggeranno le loro politiche. Negli ultimi decenni le banche non hanno più trovato ostacoli nell'imporre la loro linea politica, che vede tagli nella spesa sociale, e privilegi di ogni genere soltanto per la classe ricca.
:eek: A causa di ciò, la qualità della vita della maggior parte della popolazione è peggiorata. La disoccupazione è aumentata, e questo ha fatto abbassare i salari. La classe media si è impoverita, a causa della precarizzazione del lavoro e della disoccupazione.
:eek: Nel mondo di oggi, la più grave minaccia proviene dall'attuale sistema finanziario, che permette ad un gruppo di persone di agire senza alcun limite morale o legislativo. Oggi queste persone vorrebbero colpire l'Iran per estendere la guerra in Asia e a tutto il mondo islamico.
:eek: :eek: L'obiettivo è distruggere coloro che avversano il loro sistema economico-finanziario, e avere nelle loro mani tutto il potere possibile. Lo stretto connubio fra banchieri, produzione bellica e politici, concentra un potere distruttivo mai avuto prima.
:eek: Le banche acquisiscono maggiore potere e ricchezza imponendo occupazioni militari o sistemi dittatoriali. Ad esempio, :eek: la Esso Mobil ha aumentato nel 2006, del 26% i suoi profitti grazie allo sfruttamento dei pozzi del Kuwait e dell'Arabia Saudita, paesi in cui sono state imposte dittature. I maggiori azionisti della Esso Mobil sono le grandi banche come JP Morgan & Co., Barclays e Mellon. La Total-Fina -Elf, gruppo petrolifero che sta producendo profitti in Iraq, è controllato da grandi banche come Mellon e Citigroup.
:eek: La qualità della vita di tutti i lavoratori tende ad abbassarsi, e le istituzioni sono sempre meno centrate sul cittadino, dovendo pagare buona parte dei guadagni nazionali alle banche. I tagli alla spesa pubblica incidono sulla qualità dell'istruzione e dell'assistenza medica, e producono differenze fra chi può permettersi servizi a pagamento e chi no.
:eek: Le banche, dunque, esercitano oggi un potere enorme su tutta la popolazione mondiale, e intralciano in vari modi lo sviluppo culturale, morale, materiale e spirituale dei popoli.
:eek: Nel Terzo Mondo fomentano guerre per produrre profitti, mentre nel Primo Mondo impediscono un maggiore benessere e reggono le redini della situazione economica. I politici sono subordinati a questo assetto, e oggi la loro abilità non consiste nel governare bene, ma nell'ingannare i popoli facendo credere di essere a loro servizio.
:eek: Le banche non sono istituzioni asettiche e neutrali come ci hanno fatto credere. Esse sono un canale attraverso cui un gruppo di persone ci controlla e crea una realtà funzionale ai loro interessi.
:eek: La realtà attuale è condizionata in modo inimmaginabile da queste strutture, che dettano leggi e valori. Dal sistema finanziario deriva l'intera realtà economica, politica e sociale. Una realtà distorta, disumana, in cui le risorse umane trovano blocchi nei disvalori che producono estraneazione da se stessi. Una realtà in cui tutto dovrebbe ruotare intorno al profitto e all'interesse materiale, come se la vita umana potesse essere ridotta al meccanicismo e al materialismo.
:eek: :eek: Il sistema finanziario è stato creato da un gruppo di persone che hanno l'obiettivo di dominare sui popoli.
:eek: Questo gruppo di persone ha creato le regole di base e le ha poste come assiomi, in modo tale che noi fossimo indotti a capire "come" funziona il sistema e non "chi lo ha creato così e perché". Coloro che pongono le regole e i parametri da cui non si potrebbe prescindere, sono anche coloro che ci inducono ad assumere i valori della realtà messa in gioco, condizionandoci attraverso presupposti impliciti, assunti come immodificabili.
:eek: Il sistema è maggiormente condizionante quanto più se ne assumono i parametri di base in modo inconsapevole.
OK! Per questo è necessario capire questo sistema di dominio, imposto con la disinformazione e l'inganno. Un sistema che nessuno sceglierebbe liberamente.
Antonella Randazzo ha scritto Roma Predona. Il colonialismo italiano in Africa, 1870-1943, (Kaos Edizioni, 2006); La Nuova Democrazia. Illusioni di civiltà nell'era dell'egemonia Usa (Zambon Editore 2007) e Dittature. La Storia Occulta (Edizione Il Nuovo Mondo, 2007). "DITTATURE: LA STORIA OCCULTA"
da: http://www.disinformazione.it/sistema_finanziario_e_potere.htm
klaus_roma
07-03-07, 08:47
LA STORIA OCCULTA"
da:
............disinformazione.it.......... .......................
Ecco da dove prende tutti i suoi spunti ....... e non e' che il sito sia disonesto ..... lo dicono nel nome del sito stesso: DISinformazione.
San Bernardino
07-03-07, 10:22
Ecco da dove prende tutti i suoi spunti ....... e non e' che il sito sia disonesto ..... lo dicono nel nome del sito stesso: DISinformazione.
Caro Klaus_roma,
penso che questo e altri thread acquisirebbero in serieta' e spessore se tutti i naviganti si attenessero alla regola di astenersi da interventi privi di contenuto e volti ad una denigrazione gratuita e si concentrassero nel rispondere nel merito alle varie obiezioni poste.
Cosa ne dici?
Non sarebbe un bel segno di civilta'?
klaus_roma
07-03-07, 10:53
questo e altri thread acquisirebbero in serieta' e spessore
questo e altri thread acquisirebbero in serieta' e spessore se la smettessi di postare contenuti di siti poco seri e inaffidabili, oltre a postare pensieri di persone senza credenziali
San Bernardino
07-03-07, 15:08
questo e altri thread acquisirebbero in serieta' e spessore se la smettessi di postare contenuti di siti poco seri e inaffidabili, oltre a postare pensieri di persone senza credenziali
Caro Klaus-roma,
suvvia, siamo seri!
Vuoi forse dire che si dovrebbe prima chiedere a te o a tipi come Charlie quali sono le persone che hanno le credenziali per essere citate prima di postare i loro interventi!
Cosa siete, responsabili del locale Politburo di sovietica memoria?
San Bernardino, se citi ufologi o persone che scrivono cose inesatte e palesemente false (v. inesistenza del capitale della BCE e castronerie simili) ti squalifichi da solo.
E' questo il punto, non devi chiedere alcun permesso, ci mancherebbe.
Chi legge questo forum non è stupido ne' ignorante, non siamo al mercato dove trovi gente che abbocca al gioco delle 3 carte!
Sinceramente non capisco qual'è la tua tattica: sembra, addirittura, che tu stia facendo di tutto per screditare gli anti-signoraggisti.
Io non credo ai complotti, ma se ragionassi come i tuoi autori, la cosa che viene naturale supporre è che tu in realtà non vuoi cambiare niente dell'attuale sistema e screditi apposta chi avversa SERIAMENTE l'attuale sistema.
Come ad esempio i seguaci della Scuola Austriaca, oppure chi è fautore di un opinione legittima come quella di tornare al Gold Standard.
Mah, che dire, non c'è più la propaganda di una volta, il Min.Cul.Pop. non ha insegnato proprio niente ai suoi "nipotini" :D
Charlie
San Bernardino
07-03-07, 17:37
San Bernardino, se citi ufologi o persone che scrivono cose inesatte e palesemente false (v. inesistenza del capitale della BCE e castronerie simili) ti squalifichi da solo.
E' questo il punto, non devi chiedere alcun permesso, ci mancherebbe.
Chi legge questo forum non è stupido ne' ignorante, non siamo al mercato dove trovi gente che abbocca al gioco delle 3 carte!
Sinceramente non capisco qual'è la tua tattica: sembra, addirittura, che tu stia facendo di tutto per screditare gli anti-signoraggisti.
Io non credo ai complotti, ma se ragionassi come i tuoi autori, la cosa che viene naturale supporre è che tu in realtà non vuoi cambiare niente dell'attuale sistema e screditi apposta chi avversa SERIAMENTE l'attuale sistema.
Come ad esempio i seguaci della Scuola Austriaca, oppure chi è fautore di un opinione legittima come quella di tornare al Gold Standard.
Mah, che dire, non c'è più la propaganda di una volta, il Min.Cul.Pop. non ha insegnato proprio niente ai suoi "nipotini" :D
Charlie
Caro Charlie,
il punto centrale e' che io posto interventi di persone che con le loro riflessioni penso possano portare un contributo al nostro dibattito sulla plutocrazia.
La percezione diffusa della stragrande maggioranza della gente e' proprio infatti che i politici oggi giorno non rappresentino il potere reale e che dietro di loro si celino quei "poteri forti" che tutti citano ma pochi sono in grado di precisare con chiarezza.
Quelli che tu definisci "complottisti" sono per me persone che hanno il coraggio di trattare l'argomento e cercare di fare un po' piu' luce su un tema di centrale importanza che guarda caso viene rimossso sistematicamente dai mass-medi piu' titolati.
Il mio invito e' pertanto quello di fare appello al buon senso, valutare gli interventi proposti sulla base dei contenuti e dei dati presentati e lasciare la tattica della denigrazione e svalutazione pregiudiziale ai boriosi e deboli mentali che non hanno a disposizione alcun altro strumento con cui sperare di prevalere.
Io non voglio prevalere su nessuno, chi vuole farsi un opinione ha abbastanza materiale da leggere.
Buona continuazione e salutami l'ufologo.
Charlie
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