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Visualizza versione completa : Basta chiacchiere ma solo numeri sull'immobiliare! segue..(2)


lovercraft
11-10-06, 09:22
dunque...
mio bisnonno, (impiegato alle ferrovie,
moglie casalinga, due figli)
acquistò con il solo stipendio,
nel 1925, un appartamento al centro di Roma.
Egli lo lasciò (prima dell guerra), 1937,
in eredità al maschio e diede alla femmina (mia nonna)
l'equivalente in denaro (25.000 lire).
Mia nonna, dopo la guerra,
con quella somma riuscì a malapena
ad acquistare la dote per le nozze di mia madre
(lenzuola e posate).
Oggi quelle lenzula e quelle posate,
non valgono quasi nulla....
e sapete invece a quanto è stato
venduto quell'appartamento?
tirate a indovinare.. eehehehe..

questo per dire che non servono numeri
per affermare che la casa, nel breve ma anche nel
lungo e lunghissimo periodo batte
tutti gli altri investimenti....

Glb
11-10-06, 09:36
dunque...
mio bisnonno, (impiegato alle ferrovie,
moglie casalinga, due figli)
acquistò con il solo stipendio,
nel 1925, un appartamento al centro di Roma.
Egli lo lasciò (prima dell guerra), 1937,
in eredità al maschio e diede alla femmina (mia nonna)
l'equivalente in denaro (25.000 lire).
Mia nonna, dopo la guerra,
con quella somma riuscì a malapena
ad acquistare la dote per le nozze di mia madre
(lenzuola e posate).
Oggi quelle lenzula e quelle posate,
non valgono quasi nulla....
e sapete invece a quanto è stato
venduto quell'appartamento?
tirate a indovinare.. eehehehe..

questo per dire che non servono numeri
per affermare che la casa, nel breve ma anche nel
lungo e lunghissimo periodo batte
tutti gli altri investimenti....

Beh! Sicuramente è così.

Però confrontare un investimento in immobili con un altro in posate e lenzuola non mi pare sia molto utile x valutare la convenienza di questo tipo investomento ;)

Hohenstaufen II
11-10-06, 10:12
dunque...
mio bisnonno, (impiegato alle ferrovie,
moglie casalinga, due figli)
acquistò con il solo stipendio,
nel 1925, un appartamento al centro di Roma.
Egli lo lasciò (prima dell guerra), 1937,
in eredità al maschio e diede alla femmina (mia nonna)
l'equivalente in denaro (25.000 lire).
Mia nonna, dopo la guerra,
con quella somma riuscì a malapena
ad acquistare la dote per le nozze di mia madre
(lenzuola e posate).
Oggi quelle lenzula e quelle posate,
non valgono quasi nulla....
e sapete invece a quanto è stato
venduto quell'appartamento?
tirate a indovinare.. eehehehe..

questo per dire che non servono numeri
per affermare che la casa, nel breve ma anche nel
lungo e lunghissimo periodo batte
tutti gli altri investimenti....


..mmmmhhhhh....diciamo all'incirca il milioncino di € ??!??!!!!

bollafrolla
11-10-06, 11:20
dunque...
mio bisnonno, (impiegato alle ferrovie,
moglie casalinga, due figli)
acquistò con il solo stipendio,
nel 1925, un appartamento al centro di Roma.
Egli lo lasciò (prima dell guerra), 1937,
in eredità al maschio e diede alla femmina (mia nonna)
l'equivalente in denaro (25.000 lire).
Mia nonna, dopo la guerra,
con quella somma riuscì a malapena
ad acquistare la dote per le nozze di mia madre
(lenzuola e posate).
Oggi quelle lenzula e quelle posate,
non valgono quasi nulla....
e sapete invece a quanto è stato
venduto quell'appartamento?
tirate a indovinare.. eehehehe..

questo per dire che non servono numeri
per affermare che la casa, nel breve ma anche nel
lungo e lunghissimo periodo batte
tutti gli altri investimenti....
2 domande:

-quanto avete speso in 70 anni per la manutenzione e ristrutturazione dell'appartamento ?
-se e' un ottimo investimento, allora perche' quell'appartamento e' stato venduto ?

Charlie
11-10-06, 11:55
dunque...
mio bisnonno, (impiegato alle ferrovie,
moglie casalinga, due figli)
acquistò con il solo stipendio,
nel 1925, un appartamento al centro di Roma.
Egli lo lasciò (prima dell guerra), 1937,
in eredità al maschio e diede alla femmina (mia nonna)
l'equivalente in denaro (25.000 lire).
Mia nonna, dopo la guerra,
con quella somma riuscì a malapena
ad acquistare la dote per le nozze di mia madre
(lenzuola e posate).
Oggi quelle lenzula e quelle posate,
non valgono quasi nulla....
e sapete invece a quanto è stato
venduto quell'appartamento?
tirate a indovinare.. eehehehe..

questo per dire che non servono numeri
per affermare che la casa, nel breve ma anche nel
lungo e lunghissimo periodo batte
tutti gli altri investimenti....

Al mio bisnonno invece un tale diede come pagamento di un debito di gioco a briscola, di circa 100 lire dell'epoca :D un terreno agricolo di 10 ettari in quella che era la periferia di Roma.
Qualche anno fa il terreno agricolo diventò edificabile, e adesso vi sorge uno dei più lussuosi quartieri residenziali di Roma.
Con il ricavato della vendita la mia famiglia ha acquistato il 5% della Microsoft :D
Forse il mio bisnonno è stato più furbo del tuo, o no? :D
La storiella di sopra è ovviamente inventata, purtroppo direi, ma serve a dimostrare come con il senno di poi ( o con un colpo di c.ulo) e in casi particolari si può dimostrare qualsiasi cosa.
Per giudicare la bontà di un investimento, bisogna affidarsi ad una statistica significativa con un ampio campione, in un periodo di tempo lungo.
I casi particolari, le eccezioni, sono appunto tali e non dimostrano niente, anche a causa della disomogeneità delle condizioni economiche.
Infatti, se l'appartamento di cui parli fosse stato bombardato durante l'ultima guerra, e non ricostruito, non credo sarebbe stato un grande affare...
Attualmente, con l'immobiliare ai massimi del ciclo di periodo, e con il reddito fisso che inizia a diventare interessante a causa della salita dei tassi, non mi pare una furbata investire sulle case.
Chi ha un capitale disponibile, farebbe bene a impiegarli in titoli di Stato di breve periodo, in attesa tra circa un'annetto di ottime occasioni sul reddito fisso, con rendimenti maggiori e rischio molto molto minore rispetto all'immobiliare.

Charlie

Smith
11-10-06, 12:14
la casa nel breve e nel lungo periodo batte tutti gli altri investimenti?? ma stai scherzando oppure dici sul serio?

Lou Cypher
11-10-06, 15:10
dunque...
mio bisnonno, (impiegato alle ferrovie,
moglie casalinga, due figli)
acquistò con il solo stipendio,
nel 1925, un appartamento al centro di Roma.
Egli lo lasciò (prima dell guerra), 1937,
in eredità al maschio e diede alla femmina (mia nonna)
l'equivalente in denaro (25.000 lire).
Mia nonna, dopo la guerra,
con quella somma riuscì a malapena
ad acquistare la dote per le nozze di mia madre
(lenzuola e posate).
Oggi quelle lenzula e quelle posate,
non valgono quasi nulla....
e sapete invece a quanto è stato
venduto quell'appartamento?
tirate a indovinare.. eehehehe..

questo per dire che non servono numeri
per affermare che la casa, nel breve ma anche nel
lungo e lunghissimo periodo batte
tutti gli altri investimenti....

Difficile parlare di mercato immobiliare unico, quando in ognuna della cento citta italiane il prezzo cambia ed è ovviamente diverso tra centro storico, prima periferia, seconda ecc.

Anch'io posseggo la "Copia autentica dell'Istromento" - così veniva denominato l'atto di compravendita o rogito - datata 1921 di una casa unifamiliare a 2 piani acquistata per Lit. 12.000 con giardino di mq 300, superficie 190 mq situata nel centro storico di una cittadina di provincia di 25.000 abitanti del nord est, rivenduta l'anno scorso per 220.000 euro, non milioni quindi. Il discorso cambia per i centri storici di città molto importanti, con domanda di immobili assai sostenuta.

Charlie
11-10-06, 17:03
Appunto, quello che conta sono le statistiche generali, non i casi particolari.
Ripeto spesso l'esempio di una zona di Roma, una volta residenziale, che si è svalutata moltissimo a causa del fatto che il comune ha deciso di costruirci case popolari per i Rom.
10-20 anni fa era residenziale, e costava carissimo, adesso un po' meno.
Si guadagna sempre con l'immobiliare? Andatelo a dire a quei proprietari, vi do' pure l'indirizzo se volete....:D

Charlie

Freedom
11-10-06, 22:30
questo per dire che non servono numeri
per affermare che la casa, nel breve ma anche nel
lungo e lunghissimo periodo batte
tutti gli altri investimenti....

La verità assoluta (in sede di investimento e conoscenza del futuro) non la possiede nessuno.

Ci sono state case abbattute da terremoti e azioni di società fallite. Case che si sono triplicate in pochi anni e azioni che hanno fatto lo stesso. Così i terreni agricoli. Addirittura alcune opere d'arte hanno stupito gl'investitori stessi.

Cautela, cautela e ancora cautela.

cassettone
11-10-06, 22:57
Difficile parlare di mercato immobiliare unico, quando in ognuna della cento citta italiane il prezzo cambia ed è ovviamente diverso tra centro storico, prima periferia, seconda ecc.

Anch'io posseggo la "Copia autentica dell'Istromento" - così veniva denominato l'atto di compravendita o rogito - datata 1921 di una casa unifamiliare a 2 piani acquistata per Lit. 12.000 con giardino di mq 300, superficie 190 mq situata nel centro storico di una cittadina di provincia di 25.000 abitanti del nord est, rivenduta l'anno scorso per 220.000 euro, non milioni quindi. Il discorso cambia per i centri storici di città molto importanti, con domanda di immobili assai sostenuta.

una lira del 1921 vale 1.508 lire di oggi,
quindi 12.000x1508= 18.096.000 lire pari a 9345 euro odierne.

cassettone
11-10-06, 23:18
una lira del 1921 vale 1.508 lire di oggi,
quindi 12.000x1508= 18.096.000 lire pari a 9345 euro odierne.

meglio un'azione generali del 1921 :)
I dividendi di una azione delle assicurazioni generali sono stati dal 1921 ad oggi 114.830 euro ed avresti circa 212.700 azioni del valore di 30 euro cadauna. :D

Lou Cypher
11-10-06, 23:56
una lira del 1921 vale 1.508 lire di oggi,
quindi 12.000x1508= 18.096.000 lire pari a 9345 euro odierne.

Ma se vogliamo essere più precisi, giusto per un simpatico scambio di informazioni:

- Durante gli 85 anni di vita dell'immobile sono stati rifatti 2 volte i bagni;
- Nel 1960 è stato installato l'impianto di riscaldamento a termosifone (nel '21 erano rari gli immobili dotati di tale comfort);
- 2 volte è stato rifatto il tetto e 1 volta l'intonaco esterno;
- Nel '64 è stato costruito a fianco della casa il garage (sempre nel '21 erano rarissime le auto);
- I pavimenti a piano terreno sono stati rifatti causa umidità;
- A tali opere di straordinaria manutenzione, si deve tener conto di quella ordinaria composta di tinteggiature, rifacimenti degli scuri, dell'intelaiatura dei serramenti, della messa in sicurezza dell'impianto elettrico, idraulico e di tante altre che non enumero.
- Per 85 anni, sono state pagate le imposte catastali, di bonifica e più avanti l'ICI, la polizza assicurativa incendio e furto.
- Per 85 anni infine, è stata immobilizzata una somma in denaro che avrebbe prodotto interessi sugli interessi (si tenga presente che dal '73 al '97 il rendimento dei titoli era a 2 cifre).

Come vedi e come si può constatare in moltissimi casi (non tutti), l'investimento immobiliare ha solo mantenuto nel tempo il potere d'acquisto che la carta moneta avrebbe inevitabilmente perduto.

lovercraft
12-10-06, 09:04
Come vedi e come si può constatare in moltissimi casi (non tutti), l'investimento immobiliare ha solo mantenuto nel tempo il potere d'acquisto che la carta moneta avrebbe inevitabilmente perduto.

Mi dispiace ma non sono d'accordo.
Con il ricavato della vendita di quella casa
ne saranno acquistate 3 in periferia,
in zone + abitabili per le famiglie.
Tre belle case. Tre case di cui io con il mio stipendio
non potrei acquistarne
neanche una. Tutte e tre superano i 350.000 euro.
Ciò vuol dire che nel tempo il potere di acquisto
della casa ha abbondantemente superato il suo valore iniziale.
Almeno triplicato. Almeno.
Questo processo può essere applicato
a tutte le case di Roma (con scarsissime eccezioni).
Non solo ad alcune.
Perfino le case della Garbatella (ex case popolari)
ora valgono oro quanto pesano.
Si è vero alcune case sono colpite dai terremoti.
ma questo non farà che far aumentare
il valore delle case che rimangono in
piedi. Ma il terremoto colpisce zone note.
Dove oramai si costrisce con sistemi antisismici.
Le azioni?
Anche qui, La statistica appunto può dire la sua.
Quante sono le azioni che sono crollate e sparite?
(io in portafolglio ho ancora parmalat)
E quante le case che sono state oggetto di crollo?
Andatelo a chiedere agli assicuratori.
Infine anche una casa crollata mantiene sempre un valore.

Malastrana
12-10-06, 09:51
Mi dispiace ma non sono d'accordo.
Con il ricavato della vendita di quella casa
ne saranno acquistate 3 in periferia,
in zone + abitabili per le famiglie.
Tre belle case. Tre case di cui io con il mio stipendio
non potrei acquistarne
neanche una. Tutte e tre superano i 350.000 euro.
Ciò vuol dire che nel tempo il potere di acquisto
della casa ha abbondantemente superato il suo valore iniziale.
Almeno triplicato. Almeno.
Questo processo può essere applicato
a tutte le case di Roma (con scarsissime eccezioni).
Non solo ad alcune.
Perfino le case della Garbatella (ex case popolari)
ora valgono oro quanto pesano.
Si è vero alcune case sono colpite dai terremoti.
ma questo non farà che far aumentare
il valore delle case che rimangono in
piedi. Ma il terremoto colpisce zone note.
Dove oramai si costrisce con sistemi antisismici.
Le azioni?
Anche qui, La statistica appunto può dire la sua.
Quante sono le azioni che sono crollate e sparite?
(io in portafolglio ho ancora parmalat)
E quante le case che sono state oggetto di crollo?
Andatelo a chiedere agli assicuratori.
Infine anche una casa crollata mantiene sempre un valore.

Premetto che non sono un supermegaesperto di economia però vorrei dire la mia.
La casa,intesa come investimento rappresenta una rendita.
Il capitalismo a quanto ho capito premia di più l'investimento nell'economia produttiva e non in quella parassitaria come l'investimento nel mattone.
Quindi a parità di valore molto meglio investire in una buona azienda o indice azionario che rispecchi l'economia nazionale che puntare su un po' "calce+mattoni".
Se così non fosse non si capirebbe perchè imprenditori come Bill Gates negli Usa,Ambrigio Brambilla a Milano o Gennaro Busillo nel suo caseificio dove produce mozzarelle dovrebbero dannarsi l'anima quando la vita sarebbe molto
più semplice acquistando case su case.
Evidentemente,dispiace dirlo,chi glorifica oltremisura il mattone non ha ben capito come funziona l'economia di mercato e forse anche la borsa...

Freedom
12-10-06, 09:58
Non vorrei fare il vecchio saggio ma credo proprio che il motivo profondo per cui si investe in mattoni è LA SICUREZZA. Il bisogno di SICUREZZA.

Ricordo a tutti che ci sono periodi storici in cui non vendi una casa neanche abbassando significativamente il prezzo.

Il vero limite del mattone è, infatti, oltre all'onere derivante dal bene stesso, la scarsa liquidabilità.

Provare per credere!

lovercraft
12-10-06, 09:59
Beh! Sicuramente è così.

Però confrontare un investimento in immobili con un altro in posate e lenzuola non mi pare sia molto utile x valutare la convenienza di questo tipo investomento ;)

beh però si può confrontare con le 25.000 lire ehehe


2 domande:
-quanto avete speso in 70 anni per la manutenzione e ristrutturazione dell'appartamento ?
-se e' un ottimo investimento, allora perche' quell'appartamento e' stato venduto ?


mah guarda l'appartamento non è mio nè della mia famiglia.. oramai appartiene a parenti lontani...
però se è vero che l'appartamento sarà stato ristrutturato...sicuramente
avrà anche reso bene considerato che era in affitto ad una banca.
è stato venduto perhè gli servivano tre appartamenti in una zona + tranquilla.
uno per i genitori e 2 per i figli. é logico.


Al mio bisnonno invece un tale diede come pagamento di un debito di gioco a briscola, di circa 100 lire dell'epoca un terreno agricolo di 10 ettari in quella che era la periferia di Roma.
Qualche anno fa il terreno agricolo diventò edificabile, e adesso vi sorge uno dei più lussuosi quartieri residenziali di Roma.
Con il ricavato della vendita la mia famiglia ha acquistato il 5% della Microsoft
Forse il mio bisnonno è stato più furbo del tuo, o no?
La storiella di sopra è ovviamente inventata, purtroppo direi, ma serve a dimostrare come con il senno di poi ( o con un colpo di c.ulo) e in casi particolari si può dimostrare qualsiasi cosa.
Per giudicare la bontà di un investimento, bisogna affidarsi ad una statistica significativa con un ampio campione, in un periodo di tempo lungo.
I casi particolari, le eccezioni, sono appunto tali e non dimostrano niente, anche a causa della disomogeneità delle condizioni economiche.
Infatti, se l'appartamento di cui parli fosse stato bombardato durante l'ultima guerra, e non ricostruito, non credo sarebbe stato un grande affare...
Attualmente, con l'immobiliare ai massimi del ciclo di periodo, e con il reddito fisso che inizia a diventare interessante a causa della salita dei tassi, non mi pare una furbata investire sulle case.
Chi ha un capitale disponibile, farebbe bene a impiegarli in titoli di Stato di breve periodo, in attesa tra circa un'annetto di ottime occasioni sul reddito fisso, con rendimenti maggiori e rischio molto molto minore rispetto all'immobiliare.


Ma quale botta di c..ulo,
chiunque abbia acquistato un appartamento + di 30 anni fa nel centro di Roma
ora si ritrova milionario.
Mentre non si può dire lo stesso di chi 30 anni fa abbia investito in borsa.
Scusa mi dici quale sarebbe questa zona di Roma che si è svalutata a causa dei Rom?
Anche mia madre ha i rom sotto casa.
E la sua casa (normalissimo appartamento neanche centrale) vale 500.000 euro.

lovercraft
12-10-06, 10:04
Il vero limite del mattone è, infatti, oltre all'onere derivante dal bene stesso, la scarsa liquidabilità.

Provare per credere!

é vero infatti si parla sempre di investimento a lungo periodo.
Comunque non credo che non si trovi a vendere calando il prezzo...

Charlie
12-10-06, 10:06
L'Italia ha bisogno di investimenti tecnologici nelle imprese industriali e di servizi. Fin quando una quota così grossa di ricchezza nazionale (teorica) rimane imprigionata negli immobili, che sviluppo si potrà mai avere?
Le case non producono ricchezza, la immobilizzano soltanto.
Più salgono, più la gente deve indebitarsi per comprarla, dirottando risorse da consumi (e anche investimenti) che inevitabilmente si deprimono.
Fino a pochi anni fa il sogno dell'operaio era mettersi in proprio e fare un'azienda, qualcosa di vivo, di produttivo.
Ora il sogno è quello di fare un mutuo a 30 anni a tasso variabile per comprarsi un'improduttiva prima casa.
Cosa è meglio per il Paese, e per se' stessi, avere un'azienda che PRODUCE e fa utili, e vivere in affitto, o vivere in una casa di proprietà e lavorare come uno schiavo tutta la vita per ripagare un mutuo di un bene sostanzialmente improduttivo?
E cosa è meglio per il Paese, che i grandi capitali si riversino sull'immobiliare, che fa crescere solo il settore edile, o che si riversino sui settori industriali?
A cosa serve avere un'immobiliare dal valore teorico altissimo, se poi i settori produttivi del Paese sono in declino?
A chi servono tutte queste case? Davvero sono utili, o è semplicemente la speculazione che ha trovato terreno fertile?
Ma poi davvero l'immobiliare è esente da rischi rispetto ad altri tipi di investimento?
E' più rischioso il mattone, o il bund? O meglio, qual'è il rapporto rischio/rendimento migliore tra i due? Il 99% della gente, sbagliando, direbbe il mattone, eppure non è così.
Ed è facilmente dimostrabile.

Charlie

lovercraft
12-10-06, 10:07
Premetto che non sono un supermegaesperto di economia però vorrei dire la mia.
La casa,intesa come investimento rappresenta una rendita.
Il capitalismo a quanto ho capito premia di più l'investimento nell'economia produttiva e non in quella parassitaria come l'investimento nel mattone.
Quindi a parità di valore molto meglio investire in una buona azienda o indice azionario che rispecchi l'economia nazionale che puntare su un po' "calce+mattoni".
Se così non fosse non si capirebbe perchè imprenditori come Bill Gates negli Usa,Ambrigio Brambilla a Milano o Gennaro Busillo nel suo caseificio dove produce mozzarelle dovrebbero dannarsi l'anima quando la vita sarebbe molto
più semplice acquistando case su case.
Evidentemente,dispiace dirlo,chi glorifica oltremisura il mattone non ha ben capito come funziona l'economia di mercato e forse anche la borsa...

per quanto riguarda i vari gates o brambilla.. beh
qui non stiamo parlando di impresa ma di investimenti.
è ovvio che se sei un bravo imoprenditore non ci sono altri investimenti che reggono.
sugli indici azionari invece vorrei parlare di numeri.

ramirez
12-10-06, 10:19
per quanto riguarda i vari gates o brambilla.. beh
qui non stiamo parlando di impresa ma di investimenti.
è ovvio che se sei un bravo imoprenditore non ci sono altri investimenti che reggono.
sugli indici azionari invece vorrei parlare di numeri.
love, temo tu possa anche essere un buon imprenditore....
ma se, per esempio, quest'anno ti eri attrezzato per un'attività
connessa agli uragani (vedendo quello che successe l'anno scorso)
temo che, almeno per il momento, ti sia andata buca...o no ?
insomma difficile prevedere il futuro.....
in fin dei conti una delle ragioni per cui il capitalismo accetta
l'arrichimento degli imprenditori stà nel fatto che esistono anche
le perdite...

Malastrana
12-10-06, 10:24
beh però si può confrontare con le 25.000 lire ehehe



mah guarda l'appartamento non è mio nè della mia famiglia.. oramai appartiene a parenti lontani...
però se è vero che l'appartamento sarà stato ristrutturato...sicuramente
avrà anche reso bene considerato che era in affitto ad una banca.
è stato venduto perhè gli servivano tre appartamenti in una zona + tranquilla.
uno per i genitori e 2 per i figli. é logico.



Ma quale botta di c..ulo,
chiunque abbia acquistato un appartamento + di 30 anni fa nel centro di Roma
ora si ritrova milionario.
Mentre non si può dire lo stesso di chi 30 anni fa abbia investito in borsa.
Scusa mi dici quale sarebbe questa zona di Roma che si è svalutata a causa dei Rom?
Anche mia madre ha i rom sotto casa.
E la sua casa (normalissimo appartamento neanche centrale) vale 500.000 euro.

Dammi un po' di numeri.
Dal 1976 di quanto è aumentata la borsa(meglio dire dal 1976 al 2000 anno dei massimi)?
Dal 1976, di quanto è aumentato quell'ammasso di mattoni+malta chiamato casa,fino ad oggi(probabile anno di massimo della bolla immobiliare mondiale).
Ho la sensazione che la borsa abbia ottenuto performance maggiori nel lasso di tempo da me indicato.
Se qualcuno ci fornisce un po' di dati la finiamo subito con sti discorsi tipici da bolla(ora immobiliare,nel 2000 dei tecnologici,nel 1980 petrolifera,nel 2015 forse delle vacche sacre indiane...).

Charlie
12-10-06, 10:36
E' stato dimostrato più volte, da autorevoli istituzioni finanziarie mondiali, che il rendimento maggiore nel lungo periodo l'ha l'azionario, seguito dal reddito fisso, seguito a grandissima distanza dall'immobiliare.
I picchi ovviamente non contano, nel lungo periodo si smussano.

Charlie

lovercraft
12-10-06, 10:40
E' stato dimostrato più volte, da autorevoli istituzioni finanziarie mondiali, che il rendimento maggiore nel lungo periodo l'ha l'azionario, seguito dal reddito fisso, seguito a grandissima distanza dall'immobiliare.
I picchi ovviamente non contano, nel lungo periodo si smussano.

Charlie


potresti citare le fonti?

Malastrana
12-10-06, 10:47
L'Italia ha bisogno di investimenti tecnologici nelle imprese industriali e di servizi. Fin quando una quota così grossa di ricchezza nazionale (teorica) rimane imprigionata negli immobili, che sviluppo si potrà mai avere?
Le case non producono ricchezza, la immobilizzano soltanto.
Più salgono, più la gente deve indebitarsi per comprarla, dirottando risorse da consumi (e anche investimenti) che inevitabilmente si deprimono.
Fino a pochi anni fa il sogno dell'operaio era mettersi in proprio e fare un'azienda, qualcosa di vivo, di produttivo.
Ora il sogno è quello di fare un mutuo a 30 anni a tasso variabile per comprarsi un'improduttiva prima casa.
Cosa è meglio per il Paese, e per se' stessi, avere un'azienda che PRODUCE e fa utili, e vivere in affitto, o vivere in una casa di proprietà e lavorare come uno schiavo tutta la vita per ripagare un mutuo di un bene sostanzialmente improduttivo?
E cosa è meglio per il Paese, che i grandi capitali si riversino sull'immobiliare, che fa crescere solo il settore edile, o che si riversino sui settori industriali?
A cosa serve avere un'immobiliare dal valore teorico altissimo, se poi i settori produttivi del Paese sono in declino?
A chi servono tutte queste case? Davvero sono utili, o è semplicemente la speculazione che ha trovato terreno fertile?
Ma poi davvero l'immobiliare è esente da rischi rispetto ad altri tipi di investimento?
E' più rischioso il mattone, o il bund? O meglio, qual'è il rapporto rischio/rendimento migliore tra i due? Il 99% della gente, sbagliando, direbbe il mattone, eppure non è così.
Ed è facilmente dimostrabile.

Charlie

:clap: :clap:
Se fossi in uno stadio farei la ola dopo questo intervento.
Concordo in toto.
Il fatto che in Italia in particolare la "ggente" investa nel mattone indica la pochezza ed il declino della nostra patria.
Che succede,la ggente ha fatto i soldi con ristoranti,pizzerie e piccole azienducole tessili.
Il livello culturale e tecnologico(anche mio per carità...) è quello che è,dove investire tutti sti soldi se non si sa neanche che mi**hia è un chip,software o la biologia molecolare??
Semplice nel mattone,lo si fa anche negli Usa,ma almeno li ogni tanto qualche Bill Gates nasce.
Insomma si costruiscono case su case,tra poco per rinvigorire l'esangue economia nazionale l'unico sistema sarà quello di incominciare ad esportare un po' di case.
Mammamia come stiamo combinati!In India(non nel Massachusetts) a Bangalore multinazioni dell'alta tecnologia investono da anni milioni di dollari grazie alla presenza di eccellenti ingegnieri informatici locali e qui si sta a parlare delle case del centro di Roma come fonte di ricchezza nazionale!
Povera italia,nun gliela famo,nun gliela famo...

ramirez
12-10-06, 10:47
E' stato dimostrato più volte, da autorevoli istituzioni finanziarie mondiali, che il rendimento maggiore nel lungo periodo l'ha l'azionario, seguito dal reddito fisso, seguito a grandissima distanza dall'immobiliare.
I picchi ovviamente non contano, nel lungo periodo si smussano.

Charlie
E' vero (oddio, l'ho letto anch'io). Certo che uno che è entrato
sul Giappone con il Nikkei a 40.000 (dico bene ?) ed oggi a 16.000
la teoria non è in grado di .......apprezzarla.....può darsi i figli.....
il problema è che quando si considerano le azioni, si suppone
che uno le acquisti, le metta nel cassetto e se le dimentichi....
ma se c'è una discesa forte...chi si astiene dal venderle in tutta fretta?
per poi magari rientrare a prezzi più alti ?....

lovercraft
12-10-06, 10:55
:clap: :clap:
Se fossi in uno stadio farei la ola dopo questo intervento.
Concordo in toto.
Il fatto che in Italia in particolare la "ggente" investa nel mattone indica la pochezza ed il declino della nostra patria.
Che succede,la ggente ha fatto i soldi con ristoranti,pizzerie e piccole azienducole tessili.
Il livello culturale e tecnologico(anche mio per carità...) è quello che è,dove investire tutti sti soldi se non si sa neanche che mi**hia è un chip,software o la biologia molecolare??
Semplice nel mattone,lo si fa anche negli Usa,ma almeno li ogni tanto qualche Bill Gates nasce.
Insomma si costruiscono case su case,tra poco per rinvigorire l'esangue economia nazionale l'unico sistema sarà quello di incominciare ad esportare un po' di case.
Mammamia come stiamo combinati!In India(non nel Massachusetts) a Bangalore multinazioni dell'alta tecnologia investono da anni milioni di dollari grazie alla presenza di eccellenti ingegnieri informatici locali e qui si sta a parlare delle case del centro di Roma come fonte di ricchezza nazionale!
Povera italia,nun gliela famo,nun gliela famo...

concordo in pieno.
io vieterei l'acquisto di case al solo scopo di investimento.

a parte gli scherzi.... è tutto maleddetamente giusto.

non giela possiamo fare...
speriamo di non fare la fine dell'argentina... (a proposito chi ha visto il film "diario di un saccheggio?)...

Freedom
12-10-06, 11:35
Esul Giappone con il Nikkei a 40.000 (dico bene ?) ed oggi a 16.000


Non vorrei sembrare il saputello della combriccola :D ma i massimi del Nikkei (Marzo 2.000?) erano sui 20.000.

E se entravi tipo nel 2.001 mi sembra di ricordare che avresti pagato sui 10.000. Dunque staresti guadagnando il 60%.

Con in più la soddisfazione (come giustamente tutti stanno osservando) di aver contribuito alla reale crescita economica della nazione in questione.

Ciao ramirez e perdona la pignoleria. Quando mi toccano il Giappone..........:D

bollafrolla
12-10-06, 11:35
L'Italia ha bisogno di investimenti tecnologici nelle imprese industriali e di servizi. Fin quando una quota così grossa di ricchezza nazionale (teorica) rimane imprigionata negli immobili, che sviluppo si potrà mai avere?
Le case non producono ricchezza, la immobilizzano soltanto.
Più salgono, più la gente deve indebitarsi per comprarla, dirottando risorse da consumi (e anche investimenti) che inevitabilmente si deprimono.
...

Charlie
per completezza diciamo che non e' del tutto vero,
alle case bisogna fare manutenzione, e quando c'e' un boom e "amore" del mattone, la gente desidera investire sulla sua casa (anche ad es. per imitazione, perche' lo fa l'amico, ecc)

in questi anni la crescita economica degli USA e anche dell'Italia e' stata spinta dai lavori sugli immobili
(fabbricazione dei materiali, commercio, costruzione, riparazione, ecc ecc)

bollafrolla
12-10-06, 11:38
e anche l'affermazione "immobilizzare il capitale" non sarebbe corretta...

in realta' quando un acquirente paga ad es 300.000 euro per una casa,
il venditore si trova con 300.000 euro in piu'.

e' una transazione, l'acquirente si immobilizza e il venditore si libera

Charlie
12-10-06, 12:04
e anche l'affermazione "immobilizzare il capitale" non sarebbe corretta...

in realta' quando un acquirente paga ad es 300.000 euro per una casa,
il venditore si trova con 300.000 euro in piu'.

e' una transazione, l'acquirente si immobilizza e il venditore si libera

Sì, ma spesso il venditore si reimmobilizza di nuovo acquistando case più grandi, in posizioni diverse, di tipologia diversa, per comprare la casa ai figli in un'altra città, ecc...
In quanto al settore edile, mi pareva di averlo specificato, è chiaro che cresce e ne risente tutto l'indotto.
Ma è una ricchezza fittizia e illusoria.

Charlie

ramirez
12-10-06, 12:23
Non vorrei sembrare il saputello della combriccola :D ma i massimi del Nikkei (Marzo 2.000?) erano sui 20.000.

E se entravi tipo nel 2.001 mi sembra di ricordare che avresti pagato sui 10.000. Dunque staresti guadagnando il 60%.

Con in più la soddisfazione (come giustamente tutti stanno osservando) di aver contribuito alla reale crescita economica della nazione in questione.

Ciao ramirez e perdona la pignoleria. Quando mi toccano il Giappone..........:D
affatto....difatti ho scritto 40.000 aperta parentesi..dico bene? chiusa par.
andavo completamente a memoria.
Freedom, tu sai che uno dei problemi più grossi dell'invest. in azioni
è la scelta del momento di entrata....se esiste questo problema evidentemente molta gente si è bruciata.....ergo parlare di lungo periodo
nell'investimento in azioni mi sembra non attinente alla realtà...
forse solo gli investitori istituzionali (ma ne dubito) tengono
azioni nel cassetto per sempre...d'altronde non ho coniato io
il termine 'presa di beneficio' evidentemente qualcuno esce
ben prima di aver raggiunto quel + 60% di cui tu (giustamente) parli..

Freedom
12-10-06, 12:35
Freedom, tu sai che uno dei problemi più grossi dell'invest. in azioni
è la scelta del momento di entrata....se esiste questo problema evidentemente molta gente si è bruciata.....ergo parlare di lungo periodo
nell'investimento in azioni mi sembra non attinente alla realtà...
forse solo gli investitori istituzionali (ma ne dubito) tengono
azioni nel cassetto per sempre...d'altronde non ho coniato io
il termine 'presa di beneficio' evidentemente qualcuno esce
ben prima di aver raggiunto quel + 60% di cui tu (giustamente) parli..

Specialmente dalla fine degli anni '90 l'investimento mordi e fuggi sull'azionario è diventato molto in voga. Con stop loss e quant'altro si fanno girare i denari molto più rapidamente. E difficilmente si resta inguaiati. Ma questa apparentemente nuova e vincente strategia è, a mio modesto avviso, non vantaggiosa. Trova la sua motivazione nel fatto che così puoi non rispettare i "sacri" criteri della diversificazione del rischio. Cioè puoi investire la quasi totalità del tuo patrimonio.

Ma rispettando i criteri di diversificazione del rischio puoi essere cassettista vita natural durante e allora, anche se non entri nel momento migliore, la quota destinata all'azionario potrà dare soddisfazioni difficilmente paragonabili.

E ricordiamoci che le stesse difficoltà di entrata sono presenti su tutti gli altri mercati, immobiliare compreso.

robimo
12-10-06, 12:37
affatto....difatti ho scritto 40.000 aperta parentesi..dico bene? chiusa par.
andavo completamente a memoria.
Freedom, tu sai che uno dei problemi più grossi dell'invest. in azioni
è la scelta del momento di entrata....se esiste questo problema evidentemente molta gente si è bruciata.....ergo parlare di lungo periodo
nell'investimento in azioni mi sembra non attinente alla realtà...
forse solo gli investitori istituzionali (ma ne dubito) tengono
azioni nel cassetto per sempre...d'altronde non ho coniato io
il termine 'presa di beneficio' evidentemente qualcuno esce
ben prima di aver raggiunto quel + 60% di cui tu (giustamente) parli..

Guarda che intorno ai 40000 sembra anche a me che ci sia arrivato, ma a metà degli anni '90 in corrispondenza della loro bolla immobiliare.
Mi ricordo che si erano anche inventati i mutui generazionali, intorno al secolo di duration :)

Malastrana
12-10-06, 14:09
Guarda che intorno ai 40000 sembra anche a me che ci sia arrivato, ma a metà degli anni '90 in corrispondenza della loro bolla immobiliare.
Mi ricordo che si erano anche inventati i mutui generazionali, intorno al secolo di duration :)

La famosissima bolla del mercato giapponese(i giapponesi erano i nuovi sceicchi mondiali.Compravano di tutto,anche "I Girasoli" a prezzi assurdi)accompagnata anche dalla mega bolla immobiliare dei mutui multigenerazionali a 100 anni per case nel centro di tokyo,scoppio all'inizio del 1990(si parlava del suo probabile scoppio già dal 1987).
Dopo la discesa del nikkey come al solito tutti gli imbrogli vennero a galla,banche fallirono e ci furono anche suicidi.
Potrebbe avvenire la stessa cosa prossimamente con l'immobiliare in parecchie parti del mondo.
Non mi meraviglierei di di banche in difficoltà.
Un bello shortone di lungo sulle banche(ottica temporale 2-3 anni) non lo vedrei affatto male quindi...

Lou Cypher
12-10-06, 14:59
beh però si può confrontare con le 25.000 lire ehehe



mah guarda l'appartamento non è mio nè della mia famiglia.. oramai appartiene a parenti lontani...
però se è vero che l'appartamento sarà stato ristrutturato...sicuramente
avrà anche reso bene considerato che era in affitto ad una banca.
è stato venduto perhè gli servivano tre appartamenti in una zona + tranquilla.
uno per i genitori e 2 per i figli. é logico.



Ma quale botta di c..ulo,
chiunque abbia acquistato un appartamento + di 30 anni fa nel centro di Roma
ora si ritrova milionario.
Mentre non si può dire lo stesso di chi 30 anni fa abbia investito in borsa.
Scusa mi dici quale sarebbe questa zona di Roma che si è svalutata a causa dei Rom?
Anche mia madre ha i rom sotto casa.
E la sua casa (normalissimo appartamento neanche centrale) vale 500.000 euro.

L'Italia non è il centro di Roma, Milano o Cortina.
In ogni caso i tempi di vendita sono raddoppiati, l'offerta ormai prevale sulla domanda con prezzi cedenti e in quanto a vendere a 500.000 euro il normalissimo appartamento dico: si provi ad affidarlo ad una agenzia per conoscere il mercato vero al di fuori dei "sentito dire", si potrebbe rimanere delusi. Fatevi un giro in rete e scaricate le varie offerte, ho un documento esattamente uguale a 6 mesi fa!

fever7
12-10-06, 15:16
nikkei...dal 85 al 90 quadruplicato a 40000...poi sappiamo come è finita...
http://it.finance.yahoo.com/q/bc?s=%5EN225&t=my&l=on&z=m&q=l&c=

Lou Cypher
12-10-06, 15:39
Comunque, per la prima casa e magari un piccolo appartamento vacanze, l'immobiliare è ancora un ottimo investimento.
Se dovesse verificarsi un deciso ridimensionamento dei prezzi - che ritengo improbabile in Italia - sarebbero grossi problemi con migliaia di imprese in crisi e sopratutto con un indotto e settori portanti per la nostra economia, non più in grado di risollevarsi.

Freedom
12-10-06, 15:48
Non vorrei sembrare il saputello della combriccola :D ma i massimi del Nikkei (Marzo 2.000?) erano sui 20.000.

E se entravi tipo nel 2.001 mi sembra di ricordare che avresti pagato sui 10.000. Dunque staresti guadagnando il 60%.

Con in più la soddisfazione (come giustamente tutti stanno osservando) di aver contribuito alla reale crescita economica della nazione in questione.

Ciao ramirez e perdona la pignoleria. Quando mi toccano il Giappone..........:D


Chiedo venia Ramirez: hai memoria decisamente migliore della mia!

Tanto ti dovevo............:)

P.S.
Questo è il bello del Forum: la verità prima o poi emerge.............ed io, pur facendo la figura del fessachiotto, ne sono felice.

ramirez
12-10-06, 19:54
Chiedo venia Ramirez: hai memoria decisamente migliore della mia!
Tanto ti dovevo............:)

P.S.
Questo è il bello del Forum: la verità prima o poi emerge.............ed io, pur facendo la figura del fessachiotto, ne sono felice.
questo sorpende anche me.......ciao.....quando una discussione,
uno scambio di opinioni, avviene in termini educati
TUTTO E' AMMESSO :) ariciao

$gordon$
14-10-06, 09:36
Puntualmente, le analisi di Lyndon LaRouche sul crollo della bolla immobiliare USA e le sue implicazioni sul sistema finanziario mondiale sono confermate dai dati empirici e, con notevole ritardo, le solite “fonti autorevoli” ne devono prendere atto.
Lo scoppio della bolla immobiliare negli Stati Uniti e le conseguenze per l’economia mondiale hanno costituito il tema principale dell’incontro annuale del FMI e della Banca Mondiale tenutosi a Singapore. Alla conferenza stampa tenutasi il 12 settembre, Jaime Caruana, direttore del gruppo sui mercati monetari e dei capitali del FMI ed ex direttore della banca centrale spagnola, ha presentato l’ultimo rapporto del FMI sulla “Stabilità finanziaria globale”.

Nel rapporto si afferma che il “rallentamento dell’economia USA”, dovuto alla flessione dell’edilizia abitativa, e le spinte inflazionistiche potrebbero condurre “ad un rischio di bassa probabilità ma di alto costo per il sistema finanziario globale”. Il rischio è che “un declino del dollaro possa alimentare se stesso” e di conseguenza aumentare la “volatilità”, in maniera “disordinata” sui mercati mondiali, “mettendo così a dura prova la resilienza del sistema finanziario globale”.

“Se uno di questi rischi, o una loro combinazione, si materializzeranno, i mercati finanziari potrebbero scossi da forti turbolenze. Questo sottopone a stress i mercati finanziari internazionali, con la possibilità di un più ampio impatto sull’economia mondiale”, ha spiegato Caruana. Due giorni più tardi, sempre a Singapore, il direttore del FMI ha annunciato che “il rallentamento USA” e le sue ripercussioni globali, saranno un argomento centrale nell’incontro semestrale del Fondo.

Il quotidiano elvetico Neue Zuericher Zeitung del 12 settembre ha pubblicato un articolo intitolato “Declino allarmante del mercato della casa”, in cui notava come il mercato immobiliare USA “causa preoccupazioni crescenti tra gli investitori”. Tutti gli indicatori puntano al ribasso, con conseguenze per l’economia e per le borse. Tra le ultime novità riguardanti il settore, gli investimenti nelle costruzioni hanno registrato ad agosto la flessione più accentuata degli ultimi cinque anni. Mentre si continua a parlare di una accentuata flessione, “alcuni scettici preferiscono parlare di crac”, ha spiegato il principale quotidiano svizzero.

La Merrill Lynch ha pubblicato un grafico che mostra come l’indice borsistico S&P segua, a circa 12 mesi di distanza, lo stesso andamento dell’indice dei costruttori USA (NAHB). Visto che l’indice dei costruttori è già crollato del 50%, la prospettiva per il mercato borsistico USA “non è molto promettente”.
Parlando espressamente di una “bolla” immobiliare, il Neue Zuericher Zeitung spiegava che essa è stata creata sull’emissione di denaro a basso costo da parte della banca centrale, che ha creato un enorme debito nel sistema ipotecario, anche grazie a sistemi “innovativi” ad elevato rischio finanziario.

In circostanze del genere, rifinanziando i mutui casa, gli americani hanno “creato” 850 miliardi di dollari, stima il giornale elvetico. Ma con un aumento dei tassi, chi ha un mutuo, specialmente a tassi variabili (ARM), rischia di finire nei guai grossi. Il Dominion Bond Rating Service prevede già uno “shock dei pagamenti” dei mutuatari, riferisce il quotidiano di Zurigo

$gordon$
14-10-06, 09:40
Aveva previsto lo scoppio della bolla di internet. Ora l'economista Robert Shiller è convinto che sia in arrivo un'altra catastrofe. Provocata dai prezzi delle case »In giro per le strade di Manhattan niente sembra fare presagire una crisi del mercato immobiliare.
All'hotel Plaza prosegue la conversione delle camere d'albergo in appartamenti di lusso: le finestre che affacciano su Central park sono oscurate dai cartelloni che annunciano la riapertura per la primavera del 2007, con prezzi che partono da un minimo di 1,5 milioni di dollari.
La stessa cifra ci vuole per comprare un monolocale in uno dei tre palazzi trasparenti che l'architetto Richard Meier ha finito di costruire lungo il fiume Hudson. Mentre circa 10 mila nuovi appartamenti sono in costruzione a Brooklyn, nella zona industriale di Williamsburg, dove fino a dieci anni fa nessuno voleva abitare.

Gli unici indizi di una possibile catastrofe sono nelle poche cifre che gli agenti immobiliari, ubriacati da dieci anni di guadagni, si rifiutano di menzionare coi loro clienti. A luglio le vendite di case negli Stati Uniti sono calate dell'11 per cento, percentuale che sale al 22 per cento per le abitazioni di nuova costruzione. In cerca di acquirenti c'è negli Stati Uniti un numero record di abitazioni: 3,8 milioni, la cifra più alta dal 1993.
Le più difficili da vendere sono quelle di lusso, che una volta sembravano impermeabili alla crisi: la Toll brothers, azienda specializzata nelle cosiddette McMansion, case con metratura superiore ai 2 mila metri quadrati, accusa una diminuzione delle ordinazioni del 45 per cento. Mentre a Wall Street l'indice Standard & Poor's che aggrega i titoli di 500 costruttori americani ha perso dall'inizio dell'anno il 40 per cento.

Ad aggravare la situazione c'è l'imminente arrivo sul mercato di migliaia di appartamenti la cui costruzione è stata decisa anni addietro: "La cosa interessante del mercato immobiliare è che il boom e il crac almeno all'inizio coesistono: la bolla speculativa sta già perdendo aria ma a soffrirne sono ancora pochi" dice a Panorama Robert Shiller, l'economista di Yale che è stato tra i pochi a predire il crollo dei titoli della nuova economia che ha colpito Wall Street nel 2000, e che ora guida la crescente armata di economisti convinti che la crisi del mercato immobiliare sia inevitabile e destinata ad avere conseguenze profonde sull'economia globale.

A motivare il suo pessimismo sono le dimensioni mastodontiche assunte dalla bolla: a partire dal 1997 il prezzo medio delle case è aumentato dell'83 per cento, il triplo rispetto ai rialzi che si sono avuti nei periodi di boom immobiliare precedenti.
Secondo la Goldman Sachs, il settore immobiliare ha contribuito con un punto percentuale alla crescita del pil americano negli ultimi tre anni, e i primi effetti del rallentamento si vedono già nell'occupazione: a partire dal 2000 il mercato della casa aveva prodotto circa il 44 per cento dei nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti, ma ora le agenzie, i costruttori e le finanziarie che concedono mutui hanno congelato le assunzioni.

Per Shiller si tratta solo dell'inizio di una crisi che potrebbe durare anni: "Siamo ancora allo stadio in cui chi ha messo la casa sul mercato tiene duro, pensando che la crisi sia passeggera. Quando sarà costretto a farlo ma la sua casa rimarrà invenduta, si innesterà un effetto di panico le cui conseguenze sono imprevedibili".


Uno sboom immobiliare potrebbe rallentare di un punto la crescita del pil

Per cercare di rallentare la crescita esuberante del mercato immobiliare, la Federal reserve americana ha deciso 17 rialzi del tasso di interesse. Ma quando a inizio agosto il nuovo governatore Ben Bernanke ha interrotto il ciclo degli aumenti lasciando inalterati i tassi, molti hanno giudicato il suo intervento fuori tempo massimo. Secondo il finanziere George Soros lo scoppio della bolla è stato solo rimandato: "Nei prossimi due anni gli effetti di questo fenomeno arriveranno sicuramente a incidere sui consumi".

Per la prima volta il boom immobiliare da grandi città come New York e San Francisco, dove i prezzi sono triplicati negli ultimi dieci anni, si è esteso a tutte le grandi capitali mondiali: "Ormai siamo in un mercato globale del mattone: se la crisi colpisce New York inevitabilmente avrà un effetto anche su chi ha investito a Roma e a Londra, alla faccia di chi ancora pensa che le crisi immobiliari tendono a restare locali e a non espandersi" avverte Shiller.
Nessuno sa misurare con esattezza quanto potrà essere grave la crisi paventata. Alla Goldman Sachs pensano che lo scoppio della bolla rallenterà la crescita americana di un punto: invece del 3,5 per cento per il 2007 si prevede un aumento del 2,5.

Di opinione diversa è Nouriel Roubini, professore di economia alla New York University: "Le probabilità di evitare una recessione sono a questo punto molto ridotte, perché alla crisi immobiliare si aggiungono altre due forze inarrestabili: il rialzo del prezzo del petrolio e tassi di interesse molto alti" spiega Roubini.
"La recessione sarà più lunga e dolorosa di quella del 2001, perché la casa rappresenta una percentuale maggiore nel patrimonio delle famiglie rispetto ai titoli azionari".

Secondo lui, nei prossimi due anni il mercato immobiliare perderà almeno il 20 per cento del valore: "Non so se questo significherà una recessione in Europa, ma sicuramente questo fenomeno, unito alla perdita di valore del dollaro, causerà un forte indebolimento non solo dell'economia europea ma anche di quella asiatica".
Anche i mercati finanziari soffriranno per la caduta del settore immobiliare: "In tutte le ultime sei recessioni Wall street si è sempre comportata nello stesso modo: prima i mercati hanno anticipato la crisi con un ribasso medio del 10 per cento, poi hanno proseguito la caduta accumulando una perdita complessiva del 27 per cento". Proprio una mattonata.
http://www.panorama.it/economia/finanza/articolo/ix1-A020001037925

Lou Cypher
14-10-06, 15:43
Aveva previsto lo scoppio della bolla di internet. Ora l'economista Robert Shiller è convinto che sia in arrivo un'altra catastrofe. Provocata dai prezzi delle case »In giro per le strade di Manhattan niente sembra fare presagire una crisi del mercato immobiliare.
All'hotel Plaza prosegue la conversione delle camere d'albergo in appartamenti di lusso: le finestre che affacciano su Central park sono oscurate dai cartelloni che annunciano la riapertura per la primavera del 2007, con prezzi che partono da un minimo di 1,5 milioni di dollari.
La stessa cifra ci vuole per comprare un monolocale in uno dei tre palazzi trasparenti che l'architetto Richard Meier ha finito di costruire lungo il fiume Hudson. Mentre circa 10 mila nuovi appartamenti sono in costruzione a Brooklyn, nella zona industriale di Williamsburg, dove fino a dieci anni fa nessuno voleva abitare.

Gli unici indizi di una possibile catastrofe sono nelle poche cifre che gli agenti immobiliari, ubriacati da dieci anni di guadagni, si rifiutano di menzionare coi loro clienti. A luglio le vendite di case negli Stati Uniti sono calate dell'11 per cento, percentuale che sale al 22 per cento per le abitazioni di nuova costruzione. In cerca di acquirenti c'è negli Stati Uniti un numero record di abitazioni: 3,8 milioni, la cifra più alta dal 1993.
Le più difficili da vendere sono quelle di lusso, che una volta sembravano impermeabili alla crisi: la Toll brothers, azienda specializzata nelle cosiddette McMansion, case con metratura superiore ai 2 mila metri quadrati, accusa una diminuzione delle ordinazioni del 45 per cento. Mentre a Wall Street l'indice Standard & Poor's che aggrega i titoli di 500 costruttori americani ha perso dall'inizio dell'anno il 40 per cento.

Ad aggravare la situazione c'è l'imminente arrivo sul mercato di migliaia di appartamenti la cui costruzione è stata decisa anni addietro: "La cosa interessante del mercato immobiliare è che il boom e il crac almeno all'inizio coesistono: la bolla speculativa sta già perdendo aria ma a soffrirne sono ancora pochi" dice a Panorama Robert Shiller, l'economista di Yale che è stato tra i pochi a predire il crollo dei titoli della nuova economia che ha colpito Wall Street nel 2000, e che ora guida la crescente armata di economisti convinti che la crisi del mercato immobiliare sia inevitabile e destinata ad avere conseguenze profonde sull'economia globale.

A motivare il suo pessimismo sono le dimensioni mastodontiche assunte dalla bolla: a partire dal 1997 il prezzo medio delle case è aumentato dell'83 per cento, il triplo rispetto ai rialzi che si sono avuti nei periodi di boom immobiliare precedenti.
Secondo la Goldman Sachs, il settore immobiliare ha contribuito con un punto percentuale alla crescita del pil americano negli ultimi tre anni, e i primi effetti del rallentamento si vedono già nell'occupazione: a partire dal 2000 il mercato della casa aveva prodotto circa il 44 per cento dei nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti, ma ora le agenzie, i costruttori e le finanziarie che concedono mutui hanno congelato le assunzioni.

Per Shiller si tratta solo dell'inizio di una crisi che potrebbe durare anni: "Siamo ancora allo stadio in cui chi ha messo la casa sul mercato tiene duro, pensando che la crisi sia passeggera. Quando sarà costretto a farlo ma la sua casa rimarrà invenduta, si innesterà un effetto di panico le cui conseguenze sono imprevedibili".


Uno sboom immobiliare potrebbe rallentare di un punto la crescita del pil

Per cercare di rallentare la crescita esuberante del mercato immobiliare, la Federal reserve americana ha deciso 17 rialzi del tasso di interesse. Ma quando a inizio agosto il nuovo governatore Ben Bernanke ha interrotto il ciclo degli aumenti lasciando inalterati i tassi, molti hanno giudicato il suo intervento fuori tempo massimo. Secondo il finanziere George Soros lo scoppio della bolla è stato solo rimandato: "Nei prossimi due anni gli effetti di questo fenomeno arriveranno sicuramente a incidere sui consumi".

Per la prima volta il boom immobiliare da grandi città come New York e San Francisco, dove i prezzi sono triplicati negli ultimi dieci anni, si è esteso a tutte le grandi capitali mondiali: "Ormai siamo in un mercato globale del mattone: se la crisi colpisce New York inevitabilmente avrà un effetto anche su chi ha investito a Roma e a Londra, alla faccia di chi ancora pensa che le crisi immobiliari tendono a restare locali e a non espandersi" avverte Shiller.
Nessuno sa misurare con esattezza quanto potrà essere grave la crisi paventata. Alla Goldman Sachs pensano che lo scoppio della bolla rallenterà la crescita americana di un punto: invece del 3,5 per cento per il 2007 si prevede un aumento del 2,5.

Di opinione diversa è Nouriel Roubini, professore di economia alla New York University: "Le probabilità di evitare una recessione sono a questo punto molto ridotte, perché alla crisi immobiliare si aggiungono altre due forze inarrestabili: il rialzo del prezzo del petrolio e tassi di interesse molto alti" spiega Roubini.
"La recessione sarà più lunga e dolorosa di quella del 2001, perché la casa rappresenta una percentuale maggiore nel patrimonio delle famiglie rispetto ai titoli azionari".

Secondo lui, nei prossimi due anni il mercato immobiliare perderà almeno il 20 per cento del valore: "Non so se questo significherà una recessione in Europa, ma sicuramente questo fenomeno, unito alla perdita di valore del dollaro, causerà un forte indebolimento non solo dell'economia europea ma anche di quella asiatica".
Anche i mercati finanziari soffriranno per la caduta del settore immobiliare: "In tutte le ultime sei recessioni Wall street si è sempre comportata nello stesso modo: prima i mercati hanno anticipato la crisi con un ribasso medio del 10 per cento, poi hanno proseguito la caduta accumulando una perdita complessiva del 27 per cento". Proprio una mattonata.
http://www.panorama.it/economia/finanza/articolo/ix1-A020001037925

Certo che a vedere il grafico del differenziale dei tassi a lunga con quelli a breve sia in Usa che in Ue completamente piatto da mesi, fa pensare!

Bluetooth
15-10-06, 01:06
Ecco qui un grafio di lungo periodo dell'andamento dell'immobiliare in italia.

http://img178.imageshack.us/img178/8623/storicoprezziimmobililg2.jpg

Pinco Pallino
15-10-06, 13:10
Ecco qui un grafio di lungo periodo dell'andamento dell'immobiliare in italia.

http://img178.imageshack.us/img178/8623/storicoprezziimmobililg2.jpg


Il problema è che il coefficiente utilizzato per per deflazionare i prezzi imobiliari ed ottenere il loro valore "reale" si basa sui dati Istat, secondo cui dal'ingresso dell'euro ad oggi l'inflazione è aumentatata del 13%...
Intelligentibus pauca.

manx
15-10-06, 13:33
allora vorrebbe dire , se l'inflazione è più alta , che il valore reale è più basso quindi.........niente bolla ?
A parte alcune zone siamo sulla parte alta del trend di lungo periodo .
Quello che è calato è il potere di acquisto degli stipendi


PS . mi pare strano che dal 92 non abbiano recuperato il valore reale ,gli ultimi 5 anni di quel grafico mi sembrano inattendibili . Ne ho uno analogo che arriva al 2001 che è uguale per la prima parte ma con inclinazione già più ripida per l'ultimo tratto