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Visualizza versione completa : Basta chiacchiere ma solo numeri sull'immobiliare PARTE 2^


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Freedom
26-09-06, 15:17
23-01-06, 22:58
Freedom
Member

Data ingresso: Mar 2000
Messaggi: 1.678
Livello Popolarità: 25664388 Basta chiacchiere ma solo numeri sull'immobiliare! :D

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Comincio io. Benchè quello immobiliare non sia un mercato trasparentissimo provo a scrivere due numeretti: -10/15% entro dic. 2.006. Che poi si tratti di storno o correzione lo vedremo strada facendo.

Cordialmente
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ringraziando tutti per la numerosa e sentita partecipazione ci avviamo con lena alla fine dell'anno di Grazia 2.006. Vedremo al consuntivo del 31/12/06 se la mia previsione è stata azzeccata o vada corretta addirittura per eccesso!


Una risposta veloce a Visch: caro amico se avessi letto con attenzione (comprendo sia difficile! con 50 pagine :D) ogni pagina avresti trovato almeno 5 o 6 testimonianze di prezzi in calo appurati dalla viva esperienza dei partecipanti al thread.

visch
26-09-06, 15:22
ciao freedom!! comunque supportando la tua richiesta: niente chiacchiere ma solo numeri......................

converrai che cinque / sei testimonianze sono ben poco, poi per cinquanta pagine di fila...............

comunaque le esperienze vive sono la cosa più interessante.................

quanto alla tua previsione, non mi aspeto altro che tu me la DIMOSTRI.....................

l'ho già detto, ne sarei felice anche io, soprattutto io, ma sinceramente non ci credo più.................

luigir
26-09-06, 15:24
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visch
26-09-06, 15:27
oh! finalmente!

robimo
26-09-06, 15:28
In tutta questa diatriba finora non ho visto nessuno prendere in considerazione il fatto che, con buona probabilità, nei prossimi 10 anni, il reddito delle famiglie nella fascia media bassa è destinato a diminuire e questo non mi sembra che ponga a favore della rivalutazione immobiliare.

visch
26-09-06, 15:28
e ci voleva un po' di concretezza........................

luigir
26-09-06, 15:30
In tutta questa diatriba finora non ho visto nessuno prendere in considerazione il fatto che, con buona probabilità, nei prossimi 10 anni, il reddito delle famiglie nella fascia media bassa è destinato a diminuire e questo non mi sembra che ponga a favore della rivalutazione immobiliare.

perche' dovrebbe calare?

visch
26-09-06, 15:31
perche' dovrebbe calare?


ci sono i CUMUNISTI!! e perché sennò..................

luigir
26-09-06, 15:32
ci sono i CUMUNISTI!!

ah.....

visch
26-09-06, 15:32
e ci voleva un po' di concretezza.....................

robimo
26-09-06, 15:33
perche' dovrebbe calare?

minore possibilità di spesa e/o indebitamento, forse

luigir
26-09-06, 15:34
allora non dimentichiamo il calo forte della popolazione nei prossimi anni e l'invecchiamento di quelli ceh sopravviveranno alle scorpacciate di bambini alle feste di piazza :D

skipper1971
26-09-06, 15:34
ci sono i CUMUNISTI!! e perché sennò..................

la settimana nimmistica
gioco: trova il partito colpevole di tutti i mali del mondo

ci sono i ____________!! e perché sennò..................

istruzioni: riempire lo spazio con il governo in carica.

luigir
26-09-06, 15:34
minore possibilità di spesa e/o indebitamento, forse

forse si', forse no... ;)

luigir
26-09-06, 15:35
Miiii... nei forum tira piu' un comunista che un pelo di :censored:

visch
26-09-06, 15:47
la settimana nimmistica
gioco: trova il partito colpevole di tutti i mali del mondo

ci sono i ____________!! e perché sennò..................

istruzioni: riempire lo spazio con il governo in carica.

ma se indovino..................

tu cosa mi dai??
(frase preferita di uno degli esponenti di tale governo, il cui nome inizia con MAST- e finisce con -ELLA, il quale vuole distruggere le intercettazioni sconvenienti, che lo/li riguardano).................

E TU COSA MI DAI??

Vorrei un caffè
26-09-06, 18:53
perche' dovrebbe calare?

Penso che intendesse dire "calare in termini reali"...

Consideriamo per esempio il caso della benzina... è noto che questa negli ultimi 3-4 anni sia aumentata notevolmente di più rispetto all'inflazione dichiarata, a cui sono agganciati gli stipendi... quindi, dato che la macchina molto spesso serve per recarsi sul luogo del lavoro, è indubbio che vi sia stato un decremento del reddito netto...

Poi... non per fare i conti della serva... ma mi sembra che la situazione sia progressivamente peggiorata in particolar modo per chi ha redditi di fascia bassa... va bene che magari col tempo le esigenze sono aumentate... ma secondo me 30 anni fa un metalmeccanico stava economicamente meglio di adesso, almeno credo... se non altro per il fatto che non doveva sobbarcarsi 30-40 anni di mutuo per un bilocale...

Quindi se nel giro degli anni le cose sono effettivamente peggiorate, perchè non dovrebbe continuare anche in futuro questo trend???

luigir
26-09-06, 19:12
Perche' forse abbiamo preso come riferimento la benzina e non altri prodotti.

Sono tanti prodotti che con gli anni hanno ridotto il loro impatto sul salario. il motivo per cui i soldi non bastano e' semplicemente perche' la base dei bisogni primari si e' allargata enormemente ed ora un cellulare e' un bene primario, come il DVD player e l'ipod.

Se glistipendi sono gli stessi ma i beni che ogni famiglia ha sono aumentati vuol dire che in termini reali ci sia stato un calo dei prezzi e non un aumento.

Non so se mi spiego.

Ciao VuC ;)

Vorrei un caffè
26-09-06, 19:36
Perche' forse abbiamo preso come riferimento la benzina e non altri prodotti.

Sono tanti prodotti che con gli anni hanno ridotto il loro impatto sul salario. il motivo per cui i soldi non bastano e' semplicemente perche' la base dei bisogni primari si e' allargata enormemente ed ora un cellulare e' un bene primario, come il DVD player e l'ipod.

Se glistipendi sono gli stessi ma i beni che ogni famiglia ha sono aumentati vuol dire che in termini reali ci sia stato un calo dei prezzi e non un aumento.

Non so se mi spiego.

Ciao VuC ;)

Sì sì, concordo con te... le "esigenze" (intese come bisogni primari) sono indubbiamente aumentate, come avevo anche io scritto nel mio precedente post...

Non sono però convinto che, a parità di "bisogni primari", adesso si stia meglio...
Una volta una famiglia monoreddito (da operaio o impiegato) di 3 persone riusciva a risparmiare qualcosa... ora care e grazie se arriva a fine mese... e stiamo parlando di famiglia con reddito basso, quindi non c'è mica tanto da "limare"... gli "extra" che si possono permettere sono comunque limitati...
Il discorso dell'incremento dei bisogni primari andrebbe semmai riferito ad una singola persona che con 2.000 € di stipendio al mese e senza famiglia da mantenere, si lamenta perchè "non ci sta dentro"...

A mio parere (che però si basa solamente su quello che sento in giro), la situazione delle famiglie con reddito basso mi sembra progressivamente peggiorata nell'arco dei decenni...



Ciao Luigi ;)

luigir
26-09-06, 19:43
Concordo sul fatto che ci siamo impoveriti, l'ho detto piu' volte ed e' innegabile. Tantomeno credo che sia difficile tagliare perche' ormai quei beni una volta voluttuari ed oggi di prima necessita' sono di prima necessita'. Pero' mi da fastidio che l'aspirina la si voglia a gratisse e le 3 schede telefoniche con tre cellulari UMTS non sono messi in discussione dalle famiglie italiane.

Pero', per esperienza personale, anche quando non lavoravo ed avevo spese varie molto alte, sono riuscito a far quadrare il bilancio tagliando a destra ed a manca.

insomma, non mancava il cibo in tavola ed un tetto. Lo so non si vive di solo pane, ma basta per sopravvivere.

Le famiglie con reddito basso peggiorano proprio perche' non possono permettersi cio' che per gli altri e' normale e per loro non lo e'.

non li condanno, pero'... riflettendo bene, si puo' fare a meno di tante cose e fare shopping in maniera piu' oculata.

Freedom
26-09-06, 22:36
Non vorrei andare Off Topic, tuttavia parlate di cose che mi stanno molto a cuore: acquistare=felicità? Tutti risponderanno NO NO e ancora NO! Ma poi diranno alla moglie e al figlio tornati alla carica: Sky non sono d'accordo ad acquistarla? Abbiamo solo dei telecomandi in questa casa! E alla ventisettesima richiesta di comprare un'altra TV ho risposto che la famiglia non può farsi separare da un tubo catodico. Una ci deve bastare! E alla mia Fiat Brava vecchia e brutta non rinuncio finchè va! Mi sento più libero. Io guardo quelli in Suv (alè adesso mi tirano le pietre) e dico a me stesso: quale simbolo è più significativo di questa civiltà!?! Meno spazio/strade c'è più grandi fanno le macchine! E' un'apoteosi............. E i vestiti? Mia moglie mi ha portato a casa l'ennesimo paio di braghe. Non le voglio, non ne ho bisogno faccio io. Ma costano poco ribatte lei affranta. Dalle a chi ne ha veramente bisogno rispondo io spietato.

Non voglio più cose! Come faccio a spiegarlo?????????????? Aiutatemi devo educare i miei figli se no mi diventano o dei derelitti o degli aspiranti calciatori/veline/partecipanti a reality/relitti show..................

Scusate ho perso sintassi e umorismo. E' che tutti questi consumi non portano alla gioia e nemmeno alla serenità. Al meglio producono narcolessia.

A 'sto punto famoci 'na canna che è mejo..........................

Vabbè quant'era al mq?

luigir
26-09-06, 23:57
con me sfondi una porta aperta caro Freedom. io sono un compulsive buyer... eppure la felicita' dura l'istante di andare a casa e vedere la cosa comprata.

ho imparato come fermare questa smania, od almeno tenerla sotto controllo informandmi prima di comprare le cose. Che so, mi interessa il cellulare, spendo decine e decine di euro a comprare i magazine sui cellulare, alla fine sono così confuso che non compro nulla.

A casa mia sono io quello che cammina senza carte di credito, non mia moglie... :D

E' vero, hai ragione ma che felicita'? sono solo dei paliativi peraltri vuoti che abbiamo. Io ormai non vado piu' per grandi hotel e ristoranti da 100 euro al grammo...

I soldi (sprecati) non mi hanno dato la felicita' che mi aspettavo... Tantomeno mi eccito a vedere i soldi sui conti correnti. Allora me li godo giorno per giorno senza grandi spese...

Vorrei un caffè
27-09-06, 00:02
Che so, mi interessa il cellulare, spendo decine e decine di euro a comprare i magazine sui cellulare, alla fine sono così confuso che non compro nulla.


Allora ti conviene comprarlo... :D :D :D

luigir
27-09-06, 00:03
Allora ti conviene comprarlo... :D :D :D


eh no.. a me piacciono quelli da 500 euro in su.. i mattoni! :D

ivanci
27-09-06, 00:04
Non vorrei andare Off Topic, tuttavia parlate di cose che mi stanno molto a cuore: acquistare=felicità? Tutti risponderanno NO NO e ancora NO! Ma poi diranno alla moglie e al figlio tornati alla carica: Sky non sono d'accordo ad acquistarla? Abbiamo solo dei telecomandi in questa casa! E alla ventisettesima richiesta di comprare un'altra TV ho risposto che la famiglia non può farsi separare da un tubo catodico. Una ci deve bastare! E alla mia Fiat Brava vecchia e brutta non rinuncio finchè va! Mi sento più libero. Io guardo quelli in Suv (alè adesso mi tirano le pietre) e dico a me stesso: quale simbolo è più significativo di questa civiltà!?! Meno spazio/strade c'è più grandi fanno le macchine! E' un'apoteosi............. E i vestiti? Mia moglie mi ha portato a casa l'ennesimo paio di braghe. Non le voglio, non ne ho bisogno faccio io. Ma costano poco ribatte lei affranta. Dalle a chi ne ha veramente bisogno rispondo io spietato.

Non voglio più cose! Come faccio a spiegarlo?????????????? Aiutatemi devo educare i miei figli se no mi diventano o dei derelitti o degli aspiranti calciatori/veline/partecipanti a reality/relitti show..................

Scusate ho perso sintassi e umorismo. E' che tutti questi consumi non portano alla gioia e nemmeno alla serenità. Al meglio producono narcolessia.

A 'sto punto famoci 'na canna che è mejo..........................

Vabbè quant'era al mq?

bhè dai,secondo me stai esagerando.
concordo con chi ha detto che rispetto a soli 10 anni fa ci sono cose futili,ma che riteniamo per forza irrinunciabili.pensa a 10 anni fa,quindi non medioevo.l'adsl non esisteva,-20 euro al mese(la più economica),il telefonino lo ricaricavi con 50mila,e ti bastava 2 mesi (adesso con tutte le "offerte che ti propinano,spendi meno al minuto,ma appunto,sapendo di spendere meno,ne fai un uso smodato,quindi alla fine spendi i ldoppio),quindi,aggiungi altri 50 euro al mese per ricariche(e sono purep ochi,c'è chi spende 200euro).abbonamento sky o tessere prepagate,sono altri 20 euro al mese(sarebbero di più,ma non esageriamo troppo coi conti),carte di credito,debito,bancomat.contrariamente a quello che l'italiano medio pensa,non sono gratuite,quini,mettiamo 10 euro al mese di operazioni.poi,vuoi non comprarti due 2 dvd al mese,da guardare nel maxischermo di casa?sono altri 20 euro al mese.di tutte queste *******te tecnologiche,alcune 10 anni fa propio non c'erano,e quelle che c'erano erano costose,quindi si rivolgevano ai ricchi"(pensa al cellulare,nel 97 comunque uno buono a meno di mezzo milione non lo trovavi).
quindi,sommiamo queste spese:
adsl 20 euro (ma chi ha fastweb con tv e cazzate varie paga anche 3 volte tanto)
ricarica 50 euro al mese
sky altri 20 euro al mese
bancomat altri 10 euro al mese
dvd altri 20 euro al mese
in un mese sono 100 euro tondi.moltiplica questa cifra per 12 mesi,fanno 1200 euro l'anno.cifra che,checchè se ne dica,è in pratica uno stipendio(neanche tanto basso tra l'altro) che in un anno parte per i lcazzo,soldi che prima non spendevi perchè queste cose non c'erano.ah bhè,ovviamente sono da escludere i folisti,loro 1200euro li guadagnano in 10 minuti shortando sul nasdaq :D .
quindi,100 euro al mese,1200 euro l'anno,in pratica il 10% di uno stipendio e uno stipendio mensile l'anno.
come immagino tu sappia,i italia ogni anno si immatricola circa il 58% di auto a gasolio.nel 96 il gasolio stava a 1400 lire al litro,adesso sta a 1,1 euro.in pratica in 10 anni è aumentato del 42%.
questo significa che una persona che percorre 15 mila km l'anno,in un mese spende circa 45 euro in più (auto piccola o media) rispetto a 10 anni fa,moltiplica 45 euro per 12 mesi,fanno 540 euro l'anno.
l'auto,la dovrai pure assicurare,toh,fatalità le società assicurative da quando sono state liberalizzate hanno profitti che crescono del 20% l'anno.
quindi,per un'auto piccola,se prima pagavi 600 mila l'anno,adesso paghi 500 euro,altri 200 euro l'anno in più.
facendo i conti,sol odi queste cose,che riteniamo indispensabili(tecnologia) e che nella realtà sono indispensabili(benzina,assicurazione) spendiamo in più.
1200euro hi tech
550 benzina
200 euro assicurazione.
totale 1950 euro l'anno

il cibo,mangerai pure,bene,vai all'ortofrutta.patate a 1 euro,*****,nel 96 le pagavo 400 lire al chilo.pesche noci a 1,2 euro al kg,*****,nel 96 le pagavo 1200 lire al chilo.pane,3,5 euro al chilo,*****,10 anni fa lo pagavo 4000 lire.
considera che la gente adesso risparmia anche sul cibo,ma gli aumenti sono stati tamente elevati e diffusi su tutti i generi alimentari,che,anche se compra meno di 10 anni fa,spende comunque di più per il cibo,facciamo in 100 euro in più al mese.sommali ai 1950 di prima,arrivi a 2050 euro all'anno.

nel 96,uno stipendio di un impiegato era di 2 milioni e mezzo,un operaio ci arriva a 2 e mezzo con qualche straordinario.lavorava solo il marito.
una famiglia di 4 persone,riusciva a vivere con 2 milioni,in più la tredicesima e la 14esima,in tutto altri 4milioni e mezzo l'anno,andavano tutti accantonati(ai figli a natale si regalava una cazzata,non come adesso che ragalano roba da 400 euro a figlio).
quindi,viveva con 2 milioni,metteva da parte 500carte al mese.in un anno erano 6 milioni,più i 4 milioni dei 2 mesi doppi,arrivavi a 10 milioni tondi.
la moglie faceva un part time perchè doveva badare ai figli e si portava a casa un altro milione al mese.in un anno erano altri 14 milioni.sti 14 milioni,3 erano per gli imprevisti(dentista,auto rotta ecc),gli altri 11,5 li teneva per vivere un po meglio.considera,son 500 mila al mese,magar i paghetta ai figli+ parrucchiera,e altri 6 li mettava da parte(500mila al mese).
tirando i conti di questa famiglia:
stipendio di lui,2,5milioni
stipendio di lei,1 milione
totale entrata mensile,3,5 milioni.
vivi coi 2 del marito,+ le 500 mila della moglie,fanno 2,5 milioni.
metti da parte 500mila al mese*12 mesi fanno 6milioni+4,5milioni di 13 e 14esima,+6milioni della moglie,fanno 15 milioni l'anno di risparmi.
ora,lo stipendio di lui è rimasto lo stesso,quello di lei idem,in euro sono 1100 euro,ma non bastano,quindi non metti più via niente,di conseguenza,se non metti via,ma hai imprevisti,quando hai prosciugato tutto,cosa fai?le rate.

invece,10 anni fa,questa allegra familiola che faceva?quando erano soli,senza figli,hanno risparmiato,in 3 anni di economie,circa 30 milioni(visto che non avevano figli,lei faceva full time,quindi risparmiavano di più).i genitori,buoni che aiutano sempre i figli,danno 20 milioni a lei,20 a lui.fanno 70 milioni in tutto.
ricercano casa,e trovano un grazioso appartamento 3camera di 90 metri quadri che costa 180 milioni.
conti alla mano,devono chiedere 110milioni di mutuo.
il tasso è alto,sono ancora al 15%,quindi,alla fine,ne restituiscono 170.dato che possono rispamiare 15 milioni l'anno,si fanno 12 anni di mutuo.risparmiano un po su tutto,e alla fine riescono ad accantonare qualcosa ogni mese,cosi,quando l'auto si romperà,metà contanti,metà finanziato.e poi,ci sono sempre i genitri,che sono in pensione,con la pensione vivono discretamente,e se i figli hanno problemi,quei 2/300 mia ogni tanto li possono dare ai figli quando servono.

adesso,gli stipendi sono gli stessi di 10 anni,fa,l'nflazione reale in questi 10 anni è stata del 40% come minimo,le case rispetto a 10 anni sono raddoppiate.l'unica cosa che puoi fare è quella di fare un mutuo di minimo 20 anni,e comunque devi tirare su tutto perchè la rata è pesante.
non metti da parte un euro,quindi in questi 20 anni,auto,spese mediche e altre cose cosa fai,le devi pagare a rate perchè non hai i soldi,ma non vuoi rinunciare a divertirti.
in pratica la situazione è diventata insostenibile.la colpa è a metà,noi pretendiamo cose che non sono primarie,ma le cose veramente primarie,appunto perchè dobbiamo per forza prenderle,le hanno aumentate tutte.
infatti vedi che oltre ai mutui,il credito al consumo aumenta di anno in anno,il monte dei pegni sta riscoprendo una seconda giovinezza,i beni pignorati aumentano,idem per i protesti.
insomma,la situazione,per la gente normale,è piuttosto critica,e adesso che i tassi aumenteranno ancora,la vedo molto dura,anche perchè questo inverno luce e gas aumentano,e in inverno solo tra luce e gas ti partono 250 euro al mese,che sono 1/4 di uno stipendio medio.
quindi,la gente può si tagliare le cose meno importanti,ma c'è gente che è da anni che taglia su tutto,ma lo stesso non riesce ad andare avanti.a casa mia,in 5,spendiamo circa 3500 euro al mese.2000 sono per il vivere "necessario",gli altri 1500 sono per i piaceri,ma ti assicuro che non ci diamo alla pazza gioia.e comunque ogni mese metiamo da parte altri soldi.invece vedo gente che prende una miseria,ma che vive praticamente come me,che però ho entrate quadruple,e mi chiedo,ma come fanno?noi con le lire spendevamo 5 milioni in 5,andavo a fare spese e spendevo tranquillamente 3 milioni ogni 6 mesi,e non mi pesava,adesso se spendo 1500 euro devo risicare su altri capricci,e vedo il mio vicino che prende 1500 euro al mese,ha il mutuo,le rate della macchina,e a ferragosto va alla canarie,e in inverno va a cortina.
quindi,le cose sono 2.
o la gente pur guadagnando poco,riesce a vivere da signori perchè dietro al **** hanno mamma e papà che gli hanno lasciato 500 milioni di eredità,oppure la gente sta senza mangiare per divertirsi.
francamente,non credo a nessuna delle 2 ipotes,qualcuno di voi sa darmi una spiegazione su come facciano?
torando alle case,i prezzi per noi piccoli saranno sempre gli stessi.magari l'inflazione li calmerà,cioè,prezzi fermi negli anni,quindi l'inflazione rode il valore,oppure ci può essere un calo minimo.se crollano i prezzi,stati tranquilli che crollano solo per i grandi investitori,cioè per quellli che comprano in blocco interi palazzi,dicendo,la situazione è critica,se vuoi venderli a me ti offro il 15% in meno,ma incassi subito,megli ocosi che penare 3 anni per vendere 5 palazzoni al parco buoi.cosi i grandi si comprano le case a meno di oggi,e indovinate che fanno?ovvio,le affittano a noi disgraziati che siamo senza tetto perchè coi tassi crescenti non riuscivamo a più a pagare le rate,di conseguenza,tante famiglie sulla strada,ci sono meno case di proprietà,e questo che significa?come che significa?logico,aumentano gli affiti,affittano agli sfrattati che non riuscivano più a pagare mutui di 1200 euro al mese (e a questo ritmi,a 1200 euro al mese ci arriveranno molti mutui).
ragazzi,nelle ultime righe ho volutamente scherzato,però,siamo in italia,dove in un certo posto ci sono più delinquenti che incensurati,dove se ammazzi godi dell'indulto,quindi,può accadere di tutto. :D

Vorrei un caffè
27-09-06, 00:46
Solo un piccolo appunto al papiro di Ivanci (:D)... su un mutuo di 110 milioni di lire al tasso del 15% per una durata di 12 anni, sommando tutte le rate pagate non restituisci 170 milioni di euro ma bensì circa 240...

Comunque è solo un piccolo appunto... ho voluto fare il calcolo solo perchè quel valore mi sembrava un po' sballato...

robimo
27-09-06, 09:10
Io comunque, quando ho scritto che nei prossimi anni i redditi medio/bassi dovrebbero diminuire mi riferivo al fatto che con l'allargamento ad est della cee dovrebbe esserci un livellamento dei redditi e per il principio dei vasi comunicanti, mi sà che sara un bene per loro ma .azzi di qui.
Io penso che sarà la capacità di spesa a diminuire e oltre alle cose inutili, molti dovranno rinunciare a parte di quelle necessarie.

luigir
27-09-06, 09:17
non si sono mai visti questi livellamenti all'interno dell'ue, magari ci fossero stati. Finora tutti i Paesi poveri si sono arricchiti e mai successo il contrario. Credo che si dia troppa importanza a questi allargamenti quando in pratica manca una politica fiscale comune. E magari fosse solo quella che manca.

Comprendo bene cio' che vuoi dire, anche se resto scettico per i motivi su riportati.

Ciao caro ;)

robimo
27-09-06, 09:23
Speriamo che sia come dici tu.

ciao anche a te :)

gioia23
27-09-06, 09:38
comunque...
una mia amica ha venduto recentemente un monolocale, seminuovo 30mq con terrazzo, posto auto, collinare vista città, a 180.000 € circa, lo voleva vendere da 3 mesi...
forse dovrei trasferirmi per prezzi + bassi
gioia23

Freedom
27-09-06, 10:36
comunque...
una mia amica ha venduto recentemente un monolocale, seminuovo 30mq con terrazzo, posto auto, collinare vista città, a 180.000 € circa, lo voleva vendere da 3 mesi...
forse dovrei trasferirmi per prezzi + bassi
gioia23


180.000 € 30 mq? Seminuovo?

Ammazza e dov'era, via Montenapoleone? Ah no hai scritto collinare..........si i colli anche qui sono molto costosi.........e poi 3 mesi? Cioè luglio/agosto/settembre? Cioè la vendita è stata più che rapida, rapidissima. Senti.....puoi raccontarci come sono andate le cose (percentuale data all'agenzia se c'è stato l'intervento della stessa, prezzo d'acquisto della tua amica, etc.)?

Grazie e ciao

gioia23
27-09-06, 11:36
posso dirti, non so se con agenzia o meno, questo in marzo/aprile, ha venduto a luglio, e l'acquirente l'ha anche pressata perchè lasciasse casa quanto prima...
qui le agenzie prendono il 2%, lei l'aveva acquistato direttamente dal costruttore, un simile monolocale nel 1993 valeva intorno a 150 milioni, e il 1992/1993 era il top del ciclo immobiliare precedente,
zona è toscana,
stessa zona sono state costruite circa 15 bifamiliare, con giardino, 2 piani, ca. 120mq, partivano da 650.000 €(!!) tutte vendute e certamente non a mafiosi russi...
che dire...:confused:
gioia23

ivanci
27-09-06, 14:08
180 mila euro di 30metri quadri?ha fatto bene la tua amica a vendere.certo che chi l'ha acquistato,ha fatto l'affare del secolo........

ivanci
27-09-06, 14:11
Solo un piccolo appunto al papiro di Ivanci (:D)... su un mutuo di 110 milioni di lire al tasso del 15% per una durata di 12 anni, sommando tutte le rate pagate non restituisci 170 milioni di euro ma bensì circa 240...

Comunque è solo un piccolo appunto... ho voluto fare il calcolo solo perchè quel valore mi sembrava un po' sballato...

o scusa.ho fatto un calcolo a mente,infatti ho sbagliato :D

luigir
27-09-06, 16:33
ecco qua, apppena ci si trova quasi tutti d'accordo, ti arriva la notizia:

Us: inaspettato, primo da marzo, aumento vendite case

Finanzaonline.com - 27/09/2006 16:18 -
Sorprendente ascesa delle vendite di case in agosto negli Stati Uniti. Il dato ha infatti mostrato un +4,1% contro attese per un calo del 2,1%, mettendo a segno il primo incremento dell'indicatore dallo scorso marzo. I prezzi medi hanno comunque registrato una flessione dell'1,3% rispetto a 12 mesi fa, la prima flessione dal 2003. E' stato poi rivist da 1,072 a 1,009 milioni di unità il dato relativo al mese di giugno, sceso così al livello minimo dal marzo 2003.

Freedom
27-09-06, 22:36
Sarà mica perchè invece d'andare in ferie si sono venduti la casa? :D

Freedom
01-10-06, 19:34
LE DETRAZIONI/ GLI AFFITTI: Gli studenti universitari fuori sede potranno usufruire di una detraibilità al 19% del canone di locazione fino ad un massimo di 500 Euro. E' una delle novità del decreto fiscale collegato alla Finanziaria.

luigir
01-10-06, 20:12
chissa' se i proprietari ora offriranno il 20 percento di sconto... Oppure non ci saranno piu' case per gli studenti e quindi saliranno gli affitti... :D Ogni volta che si fa qualcosa di buono poi c'e' sempre il contraccolpo negativo... Anche questa sara' valida per quei pochi che affittano con contratto regolare...

Ciao Freedom ;)

luigir
02-10-06, 09:10
Dagli affiitti alla polizza anti-calamità Finanziaria: i provvedimenti sulla casa Sono numerose le voci della manovra che incidono sulle abitazioni, direttamene o indirettamente
Diversi i provvedimenti contenuti nella finanziaria che incideranno, direttamente o indirettamente, sulla casa.

ICI - Le autonomie locali potranno ricorrere alla tassa di scopo per finanziare in parte le opere pubbliche (infrastrutture urbane come strade, giardini, parcheggi) che graverà direttamente sull'Ici, per una misura massima dello 0,5 per mille. L'Ici, inoltre, approda nella dichiarazione dei redditi che dal prossimo anno dovrà riportare anche i dati fiscali relativi agli immobili. L' obiettivo è quello di ridurre l'area dell'evasione. «Nel quadro delle dichiarazioni dei redditi relative ai fabbricati - è scritto nell'articolo della legge finanziaria - sono specificati per ogni immobile, oltre all' indirizzo, l' identificativo dell' immobile stesso costituito dal codice del comune, il foglio, la sezione, la particella e il subalterno». Inoltre, i contribuenti che usufruiscono dell' assistenza fiscale, presentando il modello 730, potranno farsi pagare anche l' Ici mentre tutti gli altri, che presentano Unico, dovranno indicare i relativi dati.
TASSAZIONE AFFITTI - E' prevista la riforma della tassazione dei redditi da locazione ai quali sarebbe applicata una imposta sostitutiva con aliquota al 20% allo stesso modo delle rendite finanziarie. La misura, oltre al carattere sociale avrebbe anche l'obiettivo di favorire l'emersione e combattere gli affitti in nero.
CATASTO - I Comuni amministreranno il catasto inoltre per combattere gli affitti in nero e avranno una compartecipazione all'Irpef.
STUDENTI FUORI SEDE - Gli studenti universitari fuori sede potranno usufruire di una detraibilità al 19% del canone di locazione fino ad un massimo di 500 Euro.
SUCCESSIONI- Ci sarà un aumento delle imposte catastali e ipotecarie ai fini della successione.
GIOVANI COPPIE - per le giovani coppie potrebbe arrivare un «bonus affitto».
ENERGIA - Lo sgravio Irpef del 36% e l'Iva al 10% sulle ristrutturazioni in scadenza a fine anno potrebbe essere concentrato su interventi in grado di garantire risparmio energetico. In pratica, ci sarebbe uno sconto intorno al 50-60% per l'installazione di pannelli solari, l'acquisto di caldaie a consumo ridotto e la riqualificazione edilizia.
POLIZZA ANTICALAMITA' - E' prevista una polizza obbligatoria anti-calamità
02 ottobre 2006



Voglio vedere chi critichera' ora l'equiparazione delle rendite da affitto a quelle finanziarie.

luigir
04-10-06, 13:43
http://news.bbc.co.uk/1/hi/business/5405218.stm

UK house prices show strong rise

House prices rose by 1% in September and are increasing at an annual rate of 8%, according to the Halifax, the UK's biggest mortgage lender.


Mercato stranissimo. Aumento delle repossession. Gente indietro con i pagamenti... ed i prezzi continuano a salire...

Freedom
05-10-06, 12:06
Bernanke: da rallentamento immobiliare 1% in meno di Pil

Finanzaonline.com - 05/10/2006 10:56 - Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke nel suo discorso di ieri sera sul risparmio all'Economic Club di Washington ha affermato che la contrazione del settore immobiliare toglierà circa 1 punto percentuale di crescita al Pil americano del secondo semestre. Tuttavia, secondo Bernanke il resto dell’economia rimane “relativamente forte”. La Fed “crede che l’inflazione scenderà "gradualmente nel tempo”, pur ritenendo di dover rimanere vigile per essere “certa che non salga o che non resti
neppure dov’è adesso”.

Freedom
05-10-06, 15:44
La Bce alza i tassi (e i mutui)
Il costo del denaro sale al 3,25%
La Bce ha rispettato le previsioni: i tassi d'interesse sono stati ritoccati al rialzo dello 0,25%, con il costo del denaro che raggiunge così il 3,25%. La decisione farà salire ancora le rate dei mutui, che saranno immediatamente adeguate dalle banche al nuovo livello del costo del denaro. Sembra comunque che entro fine anno ci aspetti un altro rialzo, che dovrebbe portare i tassi al 3,5%.

E se sul rialzo odierno gli analisti erano tutti d'accordo da giorni, restano i dubbi sull'orientamento per il 2007 della Banca centrale europea. Su un pool di 30 economisti interpellati dalle agenzie di stampa Afx News e France Presse, 28 ritengono che la Bce continuerà la stretta con un secondo aumento da un quarto di punto al 3,5% a inizio novembre.

Nelle scorse settimane Jean-Claude Trichet aveva parlato di un atteggiamento "molto vigile" per preparare l'attuale aumento. E se ora dovesse annunciare l'intenzione di "monitorare con molta attenzione" tutti i rischi inflazionistici, questa frase, secondo molti analisti, segnalerebbe l'intenzione di aumentare nuovamente i tassi di interesse fra due mesi, in dicembre.

Anche un lieve cambiamento di tono potrebbe essere indicativo: "un'espressione alternativa" dice Julian Callow di Barclays Capital "potrebbe essere 'monitorare con attenzione', il che suggerirebbe che la Bce non è sicura se aumentare nuovamente i tassi in dicembre".

Inoltre, se Trichet ribadirà la necessità, a fronte di una crescita economica in linea con le previsioni, di "una graduale rimozione della posizione accomodante della politica monetaria", questo sarebbe un chiaro segnale, dicono gli esperti, che la Bce sta pensando di non fermarsi al 3,5% di dicembre.

Questo è il quinto intervento della Bce sui tassi di interesse da quando è partita la stretta, nel dicembre scorso, e riporta il tasso di riferimento al livello del novembre 2002. Il 3,5% che dovrebbe essere raggiunto in dicembre si collocherebbe, secondo gli esperti, nella parte bassa di una gamma "neutrale" di tassi che viene considerata la più adeguata alla luce dei rischi per crescita e inflazione del 2007 e che potrebbe rappresentare il picco della stretta. "Il ciclo restrittivo" prevede Peter Vanden Houte di Ing "riprenderà soltanto dopo che il temporaneo rallentamento della crescita previsto per il 2007, si sarà concluso, probabilmente verso fine 2007".

Di recente, diversi esponenti della Bce hanno, comunque, ipotizzato la possibilità di nuovi aumenti dei tassi l'anno prossimo se la crescita continuerà a mostrarsi solida e anche a fronte di prezzi del petrolio meno elevati. Gli ultimi dati sull'economia e la fiducia dell'Eurozona confermano il quadro di robustezza congiunturale, in particolare l'indice sulla fiducia di imprese e consumatori che in settembre è balzato a 109,3, un nuovo massimo dal febbraio 2001, contro previsioni di un calo.

La crescita europea è sempre più trainata da forze interne e potrebbe ricevere una nuova spinta da una stabilizzazione del petrolio a livelli più ragionevoli. Attualmente la stima della Bce è di una crescita del 2,5% quest'anno e del 2,1% nel 2007 e previsioni aggiornate saranno diffuse nella riunione di inizio dicembre.

Freedom
10-10-06, 10:04
Il mattone riparte a settembre
(10/10/2006)



Il mercato immobiliare rallenta, la corsa del mattone sembra al capolinea, però alcuni dati vanno della direzione opposta.

Lo testimonia ad esempio la disponibilità di spesa dei potenziali acquirenti di immobili nelle grandi città che evidenzia un dato positivo. Secondo Tecnocasa la disponibilità di spesa dei potenziali acquirenti di immobili nelle grandi città evidenzia un dato positivo: una crescita media (+0.6%) per la classe oltre i 249 mila euro che lascia ben sperare circa la tenuta del mercato.

Diminuiscono complessivamente dello 0.6% le classi di spesa sotto i 170 mila euro. Allargando l’analisi agli altri capoluoghi di regione, il risultato non cambia: si registra un incremento medio dello 0.7% della classe oltre i 249 mila euro.

Dando un'occhiata più da vicino alle città, si scopre che fra le grandi aree metropolitane è Roma, con un +1.0% rilevato nella classe di spesa superiore, ad essere la più positiva, seguita da Milano e Bari (+0.8%) e Firenze (+0.7%).

Si riduce nelle grandi città (-0.3%) la fascia di spesa più “povera”, al di sotto dei 120 mila euro. Questo fenomeno si manifesta in modo generalizzato con l’eccezione di Genova, dove passa dal 28.0% al 28.6%.

L’analisi dell’andamento delle tipologie domandate nelle grandi città ha fatto registrare un incremento nella domanda di trilocali (+0.2%), a scapito di quella di monolocali (-0.1%) e bilocali (-0.1%).

Scorrendo in dettaglio i dati si evidenzia una richiesta di bilocali in flessione a Milano (-0.4%), che si attesta comunque al 47.3% e a Roma (-0.3%), segni positivi a Bologna (+0.7%) e Torino (+0.2%).

A Roma è aumentata la domanda di trilocali (+0.3%), mentre nel capoluogo lombardo si assiste ad un aumento (+0.4%) nella richiesta di quattrolocali.

Freedom
10-10-06, 16:17
Case, in arrivo il certificato energetico
(10/10/2006)



Protezioni solari per ridurre il ricorso ai condizionatori, solare termico per riscaldare l’acqua e fotovoltaico per una quota dei consumi elettrici. E, soprattutto, un certificato energetico obbligatorio per la compravendita degli immobili. Sono questi i punti cardine dello schema di decreto legislativo approvato venerdì dal Consiglio dei ministri che modifica alcuni punti delle norme sul rendimento energetico nell’edilizia. Il testo di legge aggiorna e corregge infatti un precedente dlgs dell’agosto 2005 per “ridurre i consumi di energia, con vantaggi economici per l’intero Paese, le imprese e le famiglie, ridurre le emissioni di anidride carbonica, e facilitare il raggiungimento dell’ obiettivo di Kyoto”.

Ma il decreto - sottolinea il ministero dello Sviluppo economico - spinge anche sull’innovazione per “creare nuove opportunità di lavoro per le aziende esistenti, favorire la creazione di nuove, e stimolare l’innovazione tecnologica in Italia”.

In particolare il punto cardine del testo è il “certificato energetico”, un documento che attesta la capacità di risparmio energetico di un determinato edificio oggetto di compravendita: obbligatorio dal luglio 2007 per immobili superiori ai 1.000 metri quadrati, lo sarà anche per quelli di dimensioni minori a partire dall’anno successivo e, infine, per i singoli appartamenti dall’1 luglio 2009. Ma già da gennaio prossimo, sarà “indispensabile” per ottenere le agevolazioni per ristrutturazioni volte ad una maggiore efficienza energetica.

Il decreto poi riduce i tempi per adeguarsi ai nuovi livelli di isolamento termico, dal 1° gennaio 2009 al 1° gennaio 2008, e introduce un ulteriore livello di isolamento “molto più incisivo” dal 1° gennaio 2010, allo scopo di ridurre entro tre anni i fabbisogni termici dei nuovi edifici del 20-25% rispetto ad oggi, e del 40% rispetto al 2005. La spinta al solare, obbligatorio per il 50% del fabbisogno dell’acqua calda di ogni nuovo edificio, frutterà bene ai produttori di pannelli solari, che, spiega il ministero, avranno un mercato da 400-500 mila pannelli l’anno entro il 2009, portando alla “crescita di un’industria italiana del solare”.

L’ultimo punto riguarda direttamente le Regioni, “tenute” ad inserire soluzioni per l’efficienza energetica nei propri piani urbanistici. Un decreto a 360 gradi, quindi, che non trascura nemmeno implicazioni a livello europeo. “Le integrazioni introdotte - sottolinea il ministero - rendono il dlgs più aderente alle direttive europee e quindi consentono di evitare il possibile rinvio dell’Italia alla Corte di giustizia europea e le eventuali sanzioni economiche che ne potrebbero derivare”.

Freedom
14-10-06, 19:16
Perdonate l'infantile rivendicazione di primogenitura nonchè timing del thread in questione! :D

Basta chiacchiere ma solo numeri sull'immobiliare PARTE 2^

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23-01-06, 22:58
Freedom
Member

Data ingresso: Mar 2000
Messaggi: 1.678
Livello Popolarità: 25664388 Basta chiacchiere ma solo numeri sull'immobiliare!

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Comincio io. Benchè quello immobiliare non sia un mercato trasparentissimo provo a scrivere due numeretti: -10/15% entro dic. 2.006. Che poi si tratti di storno o correzione lo vedremo strada facendo.

Cordialmente
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ringraziando tutti per la numerosa e sentita partecipazione ci avviamo con lena alla fine dell'anno di Grazia 2.006. Vedremo al consuntivo del 31/12/06 se la mia previsione è stata azzeccata o vada corretta addirittura per eccesso!

Freedom
23-10-06, 09:13
Estinguere anticipatamente il mutuo di casa a costo zero? L’Associazione bancaria italiana nega che si possa, ma secondo qualcuno invece lo prevede la legge.

Il decreto Bersani (Dl 223/2006 convertito nella legge 248/2006) ha aperto un dibattito sulla possibilità per i clienti bancari di chiudere anticipatamente i mutui, in tutto o in parte, senza pagare le penali previste dai contratti. E alcune associazioni di consumatori iniziano a muoversi su questo fronte.
Penale sì, penale no. La possibilità di restituire il mutuo anticipatamente è una facoltà che l’articolo 40 del Testo Unico Bancario dà al mutuatario, che può decidere di restituire il capitale ancora dovuto smettendo di pagare gli interessi. In questo caso fino a oggi la banca, se previsto nel contratto, chiedeva una penale. Ma l’articolo 10, secondo comma, del decreto Bersani afferma che «in ogni caso, nei contratti di durata, il cliente ha sempre la facoltà di recedere dal contratto senza penalità e senza spese di chiusura». Possibilità respinta dall’Abi con la circolare del 3 agosto — commentata dal «Sole-24 Ore» del 22 agosto —: secondo l’Abi questa penale non rientra tra quelle "penalità" e "spese di chiusura" dei "contratti di durata" che il decreto impone di non pretendere dai clienti. Le associazioni dei consumatori sono divise: secondo alcune il decreto esclude la possibilità di chiedere le penali per l’estinzione anticipata dei mutui, in quanto contratti di durata; altre affermano che la soluzione «potrà essere fornita solo da indicazioni ministeriali, giurisprudenziali o da interventi legislativi». C’è già però chi prepara ricorsi all’Ombudsman bancario e anche azioni legali.
Quanto "costa" la penale. Secondo MutuiOnline, il primo broker di credito italiano specializzato nel settore, la penale di estinzione anticipata richiesta in media dalle banche italiane alla clientela varia tra l’1 e il 2% del capitale residuo. Per i contratti a tasso variabile è di solito un po’ più alta, per quelli a tasso fisso un po’ più bassa. Poiché l’importo medio dei mutui erogati nel 2006 è oltre i 120mila euro, prima della restituzione del capitale — che scatta in funzione del periodo previsto del piano di ammortamento — la penale può quindi costare da 1.200 a 2.400 euro. È anche per questo che negli anni la percentuale dei mutui estinti anticipatamente è cresciuta lentamente al 5,5% attuale. Negli ultimi mesi, intanto, sono cominciate da parte di alcuni istituti di credito le offerte di mutui bancari che non prevedono penali per l’estinzione anticipata, mentre altri hanno ridotto l’importo delle penali.
Se il mutuo è cartolarizzato. «Il suo mutuo è stato cartolarizzato. L’abbiamo ceduto alla società Alfa. Per rinegoziarlo o estinguerlo si rivolga a loro». È la risposta che spesso i clienti bancari sentono agli sportelli quando chiedono di estinguerlo anticipatamente o, se previsto dal contratto, di rinegoziarne il tasso o di cancellare un’eventuale ipoteca accessoria. Il mercato italiano delle cartolarizzazioni dei mutui residenziali (Rmbs) è decollato negli ultimi cinque anni, come spiega l’articolo in basso. Perché la cartolarizzazione dei mutui valga nei confronti di terzi, alle banche basta pubblicare una nota sulla Gazzetta Ufficiale, come prevede l’articolo 58 del Tub. Nessuna comunicazione è obbligatoria verso i clienti. Nemmeno il recente decreto Bersani ha modificato questa regola.
Le clausole restano valide. La cartolarizzazione non modifica il contratto: tutto ciò che era stato stabilito alla firma resta valido. Ma il cliente deve chiederlo alla società che ha acquistato il contratto. Una ricerca spesso non facile, visto che spesso si tratta di società "veicolo" dotate di una sola sede.

ramirez
23-10-06, 09:30
[QUOTE=Freedom]Estinguere anticipatamente il mutuo di casa a costo zero? L’Associazione bancaria italiana nega che si possa, ma secondo qualcuno invece lo prevede la legge.

QUOTE]
come (quasi) sempre viene tralasciato il discorso 'economico'.
Il problema sarebbe facilmente risolto (e al limite il caso manco
sarebbe sollevato) se qualcuno si prendesse la briga
di sapere quanto è statoil costo della 'provvista' sopportato dalle
banche per erogare quei mutui.
Se le banche ricevessero improvvisamente una montagna di contante
(rimborsi mutui) sarebbero in grado, a loro volta, di 'chiudere la fonte
di provvista' senza perdite ?
Una volta acclarato questo...tutto il resto viene facile..

Freedom
23-10-06, 13:31
Usa: GI, Pil III trimestre visto in calo a +1,5%, pesa immobiliare
(23/10/2006 12.14.45)

MILANO (Finanza.com) - IN RECUPERO INVECE CONSUMI E INVESTIMENTI-Attese decisamente tiepide da parte della casa di ricerche americana Global Insight per la crescita del Prodotto interno lordo Usa nel terzo trimestre, i cui dati preliminari (è il primo round) verranno resi noti venerdì 27 ottobre. Gli analisti di GI si aspettano infatti un valore pari a +1,5%, contro un consensus generale pari a +2,2%. Una stima deludente, che nasconde però qualche sorpresa positiva. GI punta infatti il dito quasi esclusivamente sul settore immobiliare, che dovrebbe “mangiare” con il suo rallentamento 1,4 punti percentuali al Pil. Un colpo duro, che non deve però offuscare le altre note positive. Le attese per i consumi, gli investimenti e la spesa pubblica sono infatti buone, e dovrebbero superare i valori fatti segnare nel secondo trimestre, quando il Pil era cresciuto del 2,6%. Per dirla con Global Insight, “l’economia (americana, ndr) fuori dal settore immobiliare, sta tenendo ancora bene. Mercoledì 25 ottobre il Fomc, il comitato della Federal Riserve, dovrebbe invece mantenere i tassi d’interesse fermi al 5,25%.

Freedom
23-10-06, 14:29
Si riapre la partita immobiliare per il Fisco italiano.

Una manovra di portata enorme, che si giocherà nei prossimi quattro sei anni e che in tre fasi potrebbe portare a rivoluzionare il sonnacchioso quadro attuale per ottenere, alla fine, categorie e classi immobiliari corrispondenti alla loro reale situazione e a nuove tariffe d'estimo rispondenti ai valori di mercato (anche se su questo concetto c'è molto da discutere). Insomma, a un catasto moderno che sia strumento flessibile per Stato e Comuni ma anche di trasparenza per il mercato che ne ha molto bisogno.
La prima fase è solo un saggio di tiro: le parti "commerciali" di immobili in categorie E (come i centri commerciali nelle stazioni ferroviarie)dovranno essere classate autonomamente e generare una rendita molto più elevata. Per gli immobili di categoria B (per usi collettivi, come case di cura e convitti), invece, scatta un'aumento secco del 40 per cento. I 610 milioni attesi da questa nuova base imponibile saranno versati non prima del 2008 e andranno allo Stato,Ici compresa.
La seconda fase parte fra poco: danovembre 2007,previa emanazione di una serie di Dpr attuativi su risorse umane e materiali,la gestione del Catasto passerà ai Comuni capoluogo ( ma un emendamento Anci mira a estendere ai Comuni non capoluogo che in questi anni hanno condotto con buoni risultati la sperimentazione). La banca dati del Catasto,con l'indicazione di categoria e classe per ogni immobile,verrà "sovrapposta" a quelle comunali, dove risultano, fra l'altro, oltre ai dati legati al territorio, anche i vari permessi edilizi per lavori che hanno apportato cambiamenti anche radicali all'unità immobiliare. Questa operazione, che richiederà un notevole impegno informatico, porterà all'emersione di milioni di unità che di fatto non sono più popolari o ultrapopolari ma i cui proprietari non si sono curati di darne comunicazione al Catasto e,tramite la segnalazione al Territorio, al loro nuovo classamento.
Sale la rendita
Il risultato sarà un cambio (in molti casi) abbastanza sensibile di rendita catastale con relativo aumento delle imposte (si veda l'esempio). Ma è difficile immaginare che la finedelle operazioni possa arrivare prima del 2009.
Nel migliore dei casi, i Comuni metterebbero nel bilancio di competenza 2009 gli aumenti delle entrate,che però potrebbero essere riscosse materialmente, tramite cartelle esattoriali,solo fra la fine del 2009 e il 2010 o anche il 2011. «Io credo in tempi più brevi — rileva Alfiero Grandi, sottosegretario all'Economia con delega alCatasto —.E va anche rilevato che nel Dl 262 verrà inserito un emendamento che farà affluire ai Comuni le entrate eccedenti le previsioni».
Resta il nodo del personale: per Sebastiano Callipo del Salfi «Data la telematizzazione sempre più spinta, non si vede la ragione di decentrare i lavoratori dell'agenzia del Territorio (attualmente le sedi sono nei capoluoghi di provincia,
ndr) e rifiutiamo qualunque mobilità "coatta"».
L'ora delle tariffe
«Solo dopo l'esaurimento della prima parte della seconda fase — dice Grandi —, cioè dopo che si potrà contare su una situazione chiara, con categorie e classi finalmente corrispondenti alla situazione reale, sarà possibile iniziare la fatica delle nuove tariffe d'estimo». Il meccanismo sarà dettato da decreti legislativi che si muoveranno nell'ambito dei paletti ( piuttosto radi) della legge delega in discussione alla Camera (Ac 1762), che in sostanza fa ruotare le nuove tariffe sulla «base patrimoniale» degli immobili.
Un aspetto decisamente poco chiaro è quello della«partecipazione »dei Comuni alla determinazione delle tariffe. L'articolo 13 della Finanziaria 2007 ha infatti modificato in questo senso il D.Lgs 112/98, che sembrava attribuire ai Comuni tutta la competenza, lasciando al Territorio il coordinamento e il controllo dell'afflusso dei dati. Ma che significa partecipazione? Una cosa è certa: l'ultima parola dovrebbe spettare al Territorio. «Anche nel decreto 112 — dice Flavio Zanonato, responsabile Anci per la casa —, non era previsto davvero che i Comuni cambiassero gli estimi da soli, siamo contrari all'ideadi estimi Arlecchino completamente diversi da Comune a Comune». La politica inaugurata da Grandi è quella dei protocolli e delle intese ma già prima dell'estate all'agenzia del Territorio si parlava della necessità di istituire tavoli tecnici dove Comuni e Catasto insieme decidessero con raziocinio e concretezza i nuovi valori estimali.
I tempi, però, saranno lunghi: «Una fase non breve —dice Grandi — preparata da ampie discussioni, che possono anche riguardare il concetto di base patrimoniale. Lo scopo è trovare valori che possano reggere alle temporanee oscillazioni del mercato». Prima del 20112012, insomma, sarà difficile vedere i nuovi estimi. Elezioni permettendo.

penta5
23-10-06, 15:14
Si riapre la partita immobiliare per il Fisco italiano.

,,,,,,,,,,,,,,,,,con raziocinio e concretezza i nuovi valori estimali.
I tempi, però, saranno lunghi: «Una fase non breve —dice Grandi — preparata da ampie discussioni, che possono anche riguardare il concetto di base patrimoniale. Lo scopo è trovare valori che possano reggere alle temporanee oscillazioni del mercato». Prima del 20112012, insomma, sarà difficile vedere i nuovi estimi. Elezioni permettendo.

OK! :clap: :clap: :clap:

Freedom
23-10-06, 15:19
Università, il flop delle matricole
"Iscrizioni diminuite del 4,5%"
di MASSIMILIANO PAPASSO

ROMA - Sedicimila matricole in meno, uno studente su cinque che dopo i primi 12 mesi di studio decide di gettare la spugna. Non sono certo dati incoraggianti per gli atenei italiani quelli che provengono dall'Istat, che all'interno dell'indagine "Università e lavoro: orientarsi con la statistica" ha cercato di fotografare il sistema universitario italiano.

Secondo il rapporto dell'Istituto di statistica nello scorso anno accademico si è registrata una consistente diminuzione dei giovani che hanno deciso di iscriversi per la prima volta ad un corso di laurea: quasi 332 mila, il 4,5% in meno rispetto all'anno precedente quando invece il numero degli immatricolati aveva toccato quota 347 mila. Una diminuzione che porta il sistema universitario ai livelli del 2001 (l'anno di attuazione della riforma del 3+2) quando le matricole erano state 331.368.

Ma se da allora gli immatricolati erano cresciuti in modo esponenziale (fino a toccare il tetto massimo di 353.119 nuovi iscritti nell'anno accademico 2003/2004), quella registrata oggi dall'Istat è una vera battuta d'arresto, visto che in soli tre anni gli atenei italiani hanno perso per strada qualcosa come 21mila iscritti.

I dati. Nel 2005/06, rileva l'Istat, la quasi totalità delle immatricolazioni si è indirizzata verso i corsi triennali introdotti con la riforma del 3+2 (il 92,9%), mentre il 5,7% delle matricole ha scelto i corsi di laurea a ciclo unico (Medicina, Farmacia, Architettura e Scienze della Formazione primaria). Le ragazze sono la maggioranza rispetto ai ragazzi nelle iscrizioni all'università dopo il diploma di scuola superiore (81% contro 67%). Su 100 immatricolati, le ragazze sono 56, mentre i ragazzi soltanto 44. Le classi di laurea che riguardano l'insegnamento, le lingue e la psicologia sono quelli in cui la presenza femminile è particolarmente alt, a mentre quelli che riguardano difesa e sicurezza, ingegneria e materie a carattere scientifico, registrano invece un maggiore peso della componente maschile.

Abbandoni e fuori corso. Ancora consistente la quota di studenti che dopo il primo anno di università decide di abbandonare gli studi: una matricola su cinque, infatti, non rinnova l'iscrizione al secondo anno. Stesso discorso anche per i fuori corso, circa il 40% degli studenti, che rappresentano la maggioranza anche dei 289.155 laureati (in corsi di laurea triennali, tradizionali e a ciclo unico) con il 64%. Per chi sceglie una laurea triennale la via che porta alla conquista del titolo sembra in discesa, visto che quasi il 60% degli iscritti la percorre nei tempi previsti. Diverso discorso invece per quelle quinquennali o a ciclo unico, dove poco più di uno studente su dieci riesce a laurearsi in tempo.

La rivincita del diploma. A spiegare il calo delle immatricolazioni nelle università, ci sono poi i dati che l'Istat fornisce sulla condizione occupazionale dei laureati e quella dei diplomati. Secondo l'Istituto di Statistica nel periodo immediatamente successivo alla conclusione degli studi c'è da registrare un leggerissimo vantaggio per i diplomati: il 21,9% di chi ha deciso di non proseguire gli studi all'Università dopo l'esame di maturità ottiene un posto di lavoro contro il 21,1% dei laureati. Tuttavia, la situazione si ribalta nel lungo periodo a 5 anni dal conseguimento del titolo: per i laureati infatti la disoccupazione scende all'8,7%, mentre tra i diplomati di età compresa tra i 25 e i 29 anni si attesta al 10,7%.

Le lauree più redditizie. Tra corsi di laurea che favoriscono un inserimento lavorativo più rapido secondo l'Istat, spiccano quelli del gruppo di Ingegneria gestionale (a tre anni dalla laurea l'89% degli ingegneri gestionali ha un'occupazione continuativa), Ingegneria delle telecomunicazioni (88%) e Ingegneria aerospaziale e aeronautica (86%). Mentre i corsi con tassi di occupazione più bassi sono quelli del gruppo medico ed educazione fisica, impegnati in un lavoro continuativo soltanto in circa 20 casi su 100 insieme a quelli del gruppo giuridico (42%), letterario (46%) e insegnamento (51%). Un dato che può essere spiegato anche con il fatto che molti giovani alla fine di questi corsi di studio sono impegnati in corsi di specializzazione o tirocinio che ritardano l'inserimento nel campo lavorativo.

Freedom
23-10-06, 15:20
- matricole - studenti fuori sede - richiesta posti letto

ivanci
23-10-06, 17:58
questo dato mi stupisce.adesso sembra che tutti vogliano il pezzo di carta che poi i genitori incorniceranno e lo mostreranno orgogliosi ai propri amici.
comunque,in effetti,a parte ingegneria,dove si cercano sempre nuove persone,tutte le altre facoltà ormai sono parecchio inflazionate.
come ho detto una volta,nella sola milano ci sono più avvocati che quasi in tutta l'inghilterra.
insomma,in molti si spartiscono una piccola fetta.inevitabile che il più bravo (e vecchio) mangia 2 porzioni,e i più giovani restano a stecchetto.
per non parlare poi delle lauree "fantasiose" tipo scienze politiche,le quali significano disoccupazione assicurata

Freedom
24-10-06, 09:11
questo dato mi stupisce.adesso sembra che tutti vogliano il pezzo di carta che poi i genitori incorniceranno e lo mostreranno orgogliosi ai propri amici.
comunque,in effetti,a parte ingegneria,dove si cercano sempre nuove persone,tutte le altre facoltà ormai sono parecchio inflazionate.
come ho detto una volta,nella sola milano ci sono più avvocati che quasi in tutta l'inghilterra.
insomma,in molti si spartiscono una piccola fetta.inevitabile che il più bravo (e vecchio) mangia 2 porzioni,e i più giovani restano a stecchetto.
per non parlare poi delle lauree "fantasiose" tipo scienze politiche,le quali significano disoccupazione assicurata

In effetti ti dico con la massima sincerità che i miei figli li preferirei artigiani che laureati!

La verità è che i laureati sono diventati gli operai del terzo millennio. Li trattano a 800 € al mese co.co.co e tutta quella roba lì.

Tranne, come bene hai detto, gl' ingegneri. Oppure devi essere raccomandato e allora puoi fare il dottore. Oppure devi avere qualcuno che ti prende nel suo giro e puoi fare il commercialista, l'avvocato, il notaio, etc.

Ma un idraulico, un elettricista avrà sempre da lavorare senza raccomandazioni, mazzette e, tranne i clienti :D, non avrà padroni!

Charlie
24-10-06, 13:03
In effetti ti dico con la massima sincerità che i miei figli li preferirei artigiani che laureati!

La verità è che i laureati sono diventati gli operai del terzo millennio. Li trattano a 800 € al mese co.co.co e tutta quella roba lì.

Tranne, come bene hai detto, gl' ingegneri. Oppure devi essere raccomandato e allora puoi fare il dottore. Oppure devi avere qualcuno che ti prende nel suo giro e puoi fare il commercialista, l'avvocato, il notaio, etc.

Ma un idraulico, un elettricista avrà sempre da lavorare senza raccomandazioni, mazzette e, tranne i clienti :D, non avrà padroni!

:no: :no: Non sono d'accordo, esistono anche i pessimi artigiani che non trovano lavoro o guadagnano poco.
La verità è che mentre prima la laurea significava lavoro assicurato, adesso di fatto ci sono troppi laureati rispetto alla domanda, alla faccia delle periodiche ricerche che invece evidenziano una "mancanza" di laureati :rolleyes:
In realtà sono ricerche prezzolate, è chiaro che l'interesse delle multinazionali e del sistema in genere è quello di averne tanti di laureati, per pagarli poco.
Un laureato dovrebbe avere, nella maggior parte dei casi, posizioni dirigenziali, che senso ha un ingegnere che fa il programmatore, allo stesso livello di un semplice perito informatico?
D'altra parte l'istruzione è sempre una buona cosa, tuttavia un laureato al giorno d'oggi non può e non deve aspettarsi che gli facciano ponti d'oro, c'è un livellamento verso l'alto.
Ho sentito la parola "notaio": questa professione viene svolta a numero chiuso ma per CONCORSO, che è severissimo, pare sia uno dei pochi non truccati (o almeno poco truccati) in Italia.
Solo una ristretta elite riesce ad accedersi, non è come il commercialista o l'avvocato o il farmacista, figli di, che ereditano lo studio (e i clienti) del padre...
Il concorso è aperto a tutti, ed è meritocratico, chiaro che i posti sono limitatissimi e ce la fanno solo i più meritevoli, alla fine che cosa si vuole, che tutti i laureati in giurisprudenza, di cui alcuni non sanno neanche la differenza tra diritto civile e diritto privato, accedano alla professione di notaio?

Charlie

Charlie
24-10-06, 14:26
su questo (notai)mi dispiace dissentire .
Capisco la selezione , ma quel numero chiuso e quelle tariffe non hanno senso.
Tutte quelle capacità presupposte da un concorso duro non sono nell'interesse dell'utente , ma della categoria dei notai.
Il lavoro di controllo lo fanno gli impiegati , il "valore" della validazione della firma è , come in Austria ,sui 150 euro.
In molti stati basta un legale o anche meno.

Io parlavo di accesso alla professione, non della sua utilità che è appunto opinabile.
Tieni però conto di una cosa: il notaio è un garante, molto di più di un impiegato o di un avvocato, che potrebbe avere un interesse non lecito nelle transazioni.
Ossia: l'italiano è furbo, o si crede tale, e se determinate transazioni non fossero controllate dai notai, hai idea di quante frodi, truffe, operazioni illecite organizzerebbero?
Sono d'accordo che per alcuni compiti il ruolo del notaio è superato, ma per tante altre in Italia c'è la necessità di una figura super-partes.
Le alte tariffe sono poi dovute al "monopolio" esercitato dall'ordine, ma per diminuirle non è necessario eliminare i notai, è necessari aumentarli!!! E quindi aprirli alla concorrenza, di fatto oggi inesistente.
Un po' come i tassisti KO!

Charlie

Affori1nice
24-10-06, 15:04
[
In realtà sono ricerche prezzolate, è chiaro che l'interesse delle multinazionali e del sistema in genere è quello di averne tanti di laureati, per pagarli poco.
Charlie[/QUOTE]
Scusa charlie...sono rimasto folgorato da questa tua affermazione!
Ma ti risulta per sentito dire... è un tuo pensiero?...sai quì se ne sentono tante ma...non certo da te...e l'idea che vi sia una distorsione nelle analisi sociologiche dovuta a errori concettuali...come comparazioni fra paesi è un conto...se davvero hai sentito invece che c'è questa "strumentalizzazione" la cosa mi stende...veramente.

Freedom
24-10-06, 16:54
Case al piccolo trotto
(24/10/2006)



Rallenta, ma non si ferma, la corsa del mattone. Infatti per il nono anno consecutivo, il mercato delle costruzioni dovrebbe mettere a segno un bilancio positivo.

Almeno queste sono le previsioni dell'Osservatorio congiunturale dell'Ance, nel 2007 infatti il settore dell' edilizia dovrebbe conoscere un nuovo incremento dei livelli produttivi di quasi l'1% (0,9%), in calo rispetto al 2006 ma pur sempre con il segno più.

"Siamo uno dei settori portanti dell'economia, anche sul fronte occupazione, ma non vediamo un adeguato sostegno in Finanziaria bensì misure punitive e bloccanti" ha detto il neo presidente dei costruttori, Paolo Buzzetti, nel presentare oggi i dati dell'Osservatorio congiunturale del settore.

Il 2006 ha segnato l'ottavo anno positivo consecutivo per l'edilizia, ha detto Buzzetti, insediatosi a settembre. Gli investimenti in costruzioni sono cresciuti dell'1,1% (lo 0,5% nel 2005) e hanno toccato quota 144 miliardi di euro.

"Le costruzioni si confermano uno dei settori portanti dell'economia italiana, capace di offrire un rilevante contributo alla produzione e all'occupazione del Paese" ha detto Buzzetti.

Gli investimenti in costruzioni rappresentano il 9,7% del pil, dal 1998 al 2006 sono aumentati del 23,8% a fronte di una crescita del pil del 10,7%.

Un effetto-traino anche a livello occupazionale in un settore che occupa 1.913.000 persone, il 27,6% degli addetti dell'industria e l'8,5% degli occupati in tutti i settori economici. Negli ultimi 8 anni, mentre l'occupazione ha fatto registrare un incremento del 12,5%, gli addetti delle costruzioni sono cresciuti del 29,4%.

Inoltre, l' Osservatorio registra una riduzione dell'incidenza del lavoro sommerso, con un tasso di irregolarità che dal 16,5% nel '98, è sceso nel 2004 al 12,4% risultando nell'edilizia inferiore a quello del totale dei settori economici (13,4%).

"In Italia non ci sono le condizioni per una caduta dei prezzi delle case. Appare invece verosimile aspettarsi un assestamento dei valori immobiliari" afferma l'Ance.

Per l'anno in corso la situazione del mercato immobiliare appare "complessivamente positiva con una tenuta dei prezzi e delle compravendite". Rispetto all'analisi a livello internazionale, l'aumento dei prezzi che si è verificato in Italia dal '97 al 2005, pur essendo sensibile, è inferiore rispetto a quello che si è registrato all'estero - sottolineano i costruttori - in Italia infatti i prezzi delle abitazioni sono aumentati dell'81% contro il 112 della Francia, il 167% del Regno Unito e del 156% della Spagna".

Ma ai seppure lievi sintomi di rallentamento sul mercato interno, fa da contraltare una presenza all'estero in forte espansione, tendenza questa che rappresenta una novità, ha detto Buzzetti.

Le imprese di costruzioni italiane, medio-piccole in particolare, stanno conoscendo una notevole espansione sui mercati esteri dell'Europa dell'Est, Emirati e Africa, impegnate in interventi infrastrutturali e di riqualificazione urbana. Nel 2005 i contratti firmati all'estero hanno raggiunto un valore complessivo pari a 14 miliardi di euro.

Per questi motivi, la reazione dei costruttori alle misure in Finanziaria è più risentita: nella manovra "non vediamo garanzie sufficienti a sostenere un settore dimostratosi trainante per l'economia nazionale in questi anni", bensì in materia fiscale, rileviamo "provvedimenti depressivi, punitivi e bloccanti per l'attività del comparto", ha detto il presidente Ance.

D'altra parte è invece positivo l'incremento delle risorse per le infrastrutture previsto dalla manovra che stanzia il 25,1% in piu' degli investimenti rispetto al 2006, pari a un aumento delle risorse per 4.000 milioni di euro.

yyy
24-10-06, 17:56
Questo vale per la mia zona,ma credo possa valere anche per altre realtà.
Prendete i bollettini dei protesti cambiari degli ultimi mesi, vedrete un considerevole aumento di protesti di imprese edili.
A buon intenditor...


addio

fcoa
25-10-06, 10:47
La nota "eccezione" riguardante gli ingegneri è ormai obsoleta:ve lo dico per esperienza personale(ing)e di colleghi.si trova lavoro,questo sì,ma sotto i 1000€ e con scarse possibilità di carriera.c'è stata una proletarizzazione dei ceti medi che ha coinvolto anche gli ingegneri.Ritengo poi che la strada sia definitivamente segnata pensando alla globalizzazione del mondo del lavoro:una azienda medio grossa ha tutto l'interesse a spostare in cina o india anche gli uffici tecnici,lì troverà ragazzi dotati e preparati ad un decimo del costo.Noto poi che ora gli ing. vengono assegnati a mansioni sempre più commerciali:pagare 900€ un diplomato tecnico o 950€ un ingegnere da mandare dal cliente per far bella figura e rassicurare lo stesso è economicamente interessante per le aziende(esempio:GE a FI)

luigir
25-10-06, 11:33
Housing Slump in the U.S. Is Poised to Worsen, Derivatives Trades Suggest

The slumping U.S. housing market is about to get a lot worse, according to traders of mortgage-backed securities and the so-called derivatives on which they are based.

articolo completo su bloomberg.com

Freedom
25-10-06, 14:01
15% delle case acquistato da stranieri Una patente su quattro è chiesta da un immigrato. Quelli regolari sono 3.035.000, pari al 5,2% della popolazione totale STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO

Immigrati nel corteo di Foggia contro lo sfruttamento del lavoro nero (Ansa)
ROMA - Un aspirante alla patente di guida ogni 4 è un immigrato; quasi il 15% delle persone che acquista una casa è straniero; il 91% degli immigrati possiede un cellulare. La vita degli immigrati cambia e cambia in meglio quando arriva in Italia: a pensarla così sono ben 8 immigrati su 10. Lo segnala il dossier sull'immigrazione presentato da Caritas-Migrantes secondo il quale sono poco più di tre milioni i cittadini stranieri regolari presenti nel nostro paese. Per la precisione 3.035.000, pari al 5,2% della popolazione italiana, con un immigrato ogni 19 residenti. Il loro numero ha quasi raggiunto quello degli emigrati italiani nel mondo, pari a 3.150.000, e il nostro paese si colloca a livello di Spagna, Francia, Gran Bretagna, staccato nettamente solo dalla Germania. A tracciare la mappa del fenomeno immigrazione nel nostro Paese è il XVI Dossier Statistico Caritas-Migrantes, presentato a Roma, da cui emerge come in Italia sia rilevante anche la diversificazione delle provenienze, che includono tutti i paesi del mondo, seppur in misura differenziata.
PROVENIENZA - Ogni 10 presenze straniere, 5 sono europee, 2 africane, 2 asiatiche e una americana. È un nuovo mondo entrato in casa nostra, comunitario solo nella misura del 10%. Alla cifra complessiva del numero degli immigrati regolari in Italia, spiega il Dossier, si perviene tenendo conto dei dati registrati dal Ministero dell'Interno, del numero dei minori e di una quota di permessi di soggiorno in corso di rinnovo.
NEGLI ALTRI PAESI EUROPEI - L'Italia si colloca accanto ai grandi
Lavoratori immigrati nel Sud (Emblema)
paesi europei di immigrazione: Germania (7.287.980), Spagna (3.371.394), Francia (3.263.186) e Gran Bretagna (2.857.000). L'aumento degli immigrati in Italia nel 2005 è dovuto sia ai nuovi arrivi (187.000) che alle nascite di figli di cittadini stranieri (52.000). Nel prossimo futuro, avverte il rapporto, deve essere messo in conto un aumento ancor più rilevante, come hanno dimostrato le 485.000 domande di assunzione presentate nel mese di marzo 2006 per fruire delle quote stabilite dal Decreto Flussi (170.000, quindi quasi tre volte inferiori alle necessitá). Se si tiene conto del deficit demografico italiano e della pressione dei paesi d'origine, è realistico stimare l'impatto in entrata in almeno 300 mila unità l'anno. I soggiornanti dei paesi dell'Est Europa sono circa 1 milione: i principali gruppi sono, tra gli extracomunitari, quello albanese e ucraino; tra i comunitari, quello polacco; tra gli Stati che si accingono ad entrare nella Ue, quello romeno (che è in assoluto il più numeroso).
LE FEDI RELIGIOSE - La diversità dei luoghi di origine determina la co-presenza di molte fedi: cristiani (49,1%), musulmani (33,2%), religioni orientali (4,4%). Sono 1 milione e mezzo i cristiani provenienti da altri paesi, con cattolici e ortodossi che quasi si equivalgono (circa 660.000 unità ciascuno). Vi sono poi 1 milione di musulmani, e tra i 50 e i 100 mila induisti e buddisti, oltre a 350.000 o non credenti o classificabili nelle religioni prima menzionate.
DISTRIBUZIONE TERRITORIALE - L'incidenza degli immigrati sulla popolazione italiana è del 5,2%, con 1 immigrato ogni 19 residenti, in particolare 1 ogni 14 nel Centro e nel Nord Est, 1 ogni 16 nel Nord, 1 ogni 15 nel Centro. Tra dieci anni, stima quindi il rapporto, l'incidenza sarà raddoppiata e verranno superati i valori che oggi si riscontrano in Germania e in Austria. L'Italia, per la stragrande maggioranza degli immigrati, rappresenta un paese di approdo definitivo. La maggioranza dei permessi di soggiorno è, infatti, a carattere stabile, per cui più di 9 su 10 immigrati sono presenti per lavoro (62,6%) e per famiglia (29,3%), ai quali si aggiungono altri motivi anch'essi connessi con una certa stabilitá del soggiorno (motivi religiosi, residenza elettiva, corsi pluriennali di studio).
25 ottobre 2006

Charlie
25-10-06, 14:33
In realtà sono ricerche prezzolate, è chiaro che l'interesse delle multinazionali e del sistema in genere è quello di averne tanti di laureati, per pagarli poco.
Charlie

Scusa charlie...sono rimasto folgorato da questa tua affermazione!
Ma ti risulta per sentito dire... è un tuo pensiero?...sai quì se ne sentono tante ma...non certo da te...e l'idea che vi sia una distorsione nelle analisi sociologiche dovuta a errori concettuali...come comparazioni fra paesi è un conto...se davvero hai sentito invece che c'è questa "strumentalizzazione" la cosa mi stende...veramente.

Non sono un sociologo, ma non è per sentito dire, è constatazione quotidiana, in 10 anni di lavoro. Nel mio settore (ICT) sai quanti ingegneri neolaureati ci sono che fanno i programmatori (e anche meno) a co.co.pro a 900 euro al mese?
A che serve sfornare altri ingegneri, non sono sufficienti quelli che già ci sono?
Smettono di fare i programmatori e fanno il mestiere per cui hanno studiato, e invece no! Meglio sfornare altri laureati sottopagati...
A che pro studiare tanto, fare 29 esami, per fare un lavoro per il quale basta (o dovrebbe bastare) il diploma di perito informatico?
Io faccio il mio mestiere, sono laureato appunto in informatica, e non mi lamento, ma possibile che in Italia tutti questi ingegneri che dovrebbero avere mansioni direttive, in realtà fanno un lavoro che è molto poco consono al loro titolo di studio?

Charlie

Affori1nice
25-10-06, 14:51
Non sono un sociologo, ma non è per sentito dire, è constatazione quotidiana, in 10 anni di lavoro. Nel mio settore (ICT) sai quanti ingegneri neolaureati ci sono che fanno i programmatori (e anche meno) a co.co.pro a 900 euro al mese?
A che serve sfornare altri ingegneri, non sono sufficienti quelli che già ci sono?
Smettono di fare i programmatori e fanno il mestiere per cui hanno studiato, e invece no! Meglio sfornare altri laureati sottopagati...
A che pro studiare tanto, fare 29 esami, per fare un lavoro per il quale basta (o dovrebbe bastare) il diploma di perito informatico?
Io faccio il mio mestiere, sono laureato appunto in informatica, e non mi lamento, ma possibile che in Italia tutti questi ingegneri che dovrebbero avere mansioni direttive, in realtà fanno un lavoro che è molto poco consono al loro titolo di studio?

Charlie



Grazie per la risposta. OK!
Alla tua domanda....siamo uomini di mondo...potrei rispondere con delle battute...ma farò il serio per una volta...
Chi oggi fa l'ingegnere è come il medico condotto di un tempo...
Non è una professione! E' una maschera!
ha più valore sociale che altro!
Leggiucchiavo un libro...La società del rischio...oggi l'aspetto dell'insicurezza sociale viene sconfitto con l'appartenenza ai pochi elementi socialmente riconosciuti...è il lavoro in giacca e cravatta che conta più della capacità professionale e dei relativi guadagni...
Vogliano gli altri utenti perdonare la digressione all'argomento... :D

ramirez
25-10-06, 14:53
Grazie per la risposta. OK!
Alla tua domanda....siamo uomini di mondo...potrei rispondere con delle battute...ma farò il serio per una volta...
Chi oggi fa l'ingegnere è come il medico condotto di un tempo...
Non è una professione! E' una maschera!
ha più valore sociale che altro!
Leggiucchiavo un libro...La società del rischio...oggi l'aspetto dell'insicurezza sociale viene sconfitto con l'appartenenza ai pochi elementi socialmente riconosciuti...è il lavoro in giacca e cravatta che conta più della capacità professionale e dei relativi guadagni...
Vogliano gli altri utenti perdonare la digressione all'argomento... :D
ma come una volta tanto che scrivi serio :p
con affetto Rami

Charlie
25-10-06, 15:06
In Italia non c'è tanti laureati , è che essendo una nazione di picole-piccolissime imprese vengono preferiti i tecnici agli ingegneri ; per pagare ingegneri devi avere aziende grandi che investono su conoscenze superiori.
E poi è tutto così , si preferisce il geometra all'ingegnere , specie se è ammanicato in comune....
Siamo dei magliari , non è cambiato troppo dai tempi di Totò

Certo, dei magliari. Ma non siamo sempre stati tali, e non lo siamo tuttora.

La Ferrari ce la invidia tutto il mondo, ma è unica nel suo genere

Nella chimica eravamo all'avanguardia (Montedison, poi Enimont), oggi zero
Nell'informatica (Olivetti) eravamo all'avanguardia, oggi zero
In tanti altri settori industriali eravamo al top, oggi è tutto dismesso.
Quali sono le grandi aziende INDUSTRIALI che ci restano?
Fiat, Finmeccanica e pochissime altre.
Il resto servizi, utility, rendite monopolistiche e parassitarie.
Ma l'industria, dov'è l'industria?
Davvero è pensabile un grande Paese del G8 che non ha industrie?
Il modello è delocalizzare le industrie e crescere nei servizi, ma davvero un Paese può andare avanti senza industrie?

Charlie

ramirez
25-10-06, 15:22
Certo, dei magliari. Ma non siamo sempre stati tali, e non lo siamo tuttora.

La Ferrari ce la invidia tutto il mondo, ma è unica nel suo genere

Nella chimica eravamo all'avanguardia (Montedison, poi Enimont), oggi zero
Nell'informatica (Olivetti) eravamo all'avanguardia, oggi zero
In tanti altri settori industriali eravamo al top, oggi è tutto dismesso.
Quali sono le grandi aziende INDUSTRIALI che ci restano?
Fiat, Finmeccanica e pochissime altre.
Il resto servizi, utility, rendite monopolistiche e parassitarie.
Ma l'industria, dov'è l'industria?
Davvero è pensabile un grande Paese del G8 che non ha industrie?
Il modello è delocalizzare le industrie e crescere nei servizi, ma davvero un Paese può andare avanti senza industrie?
Charlie
la domanda è moooolto interessante.
Punto di partenza. Già ora l'industria nei paesi industrializzati
conta per 1/3 dell'economia.....
occorre dire che con l'outsourcing molti lavori che prima erano
considerati come industria ora sono servizi.
P. es. Chi faceva le pulizie prima era un dipendente....
se ora è un'impresa di pulizia si parla di servizi...

Charlie
25-10-06, 15:34
la domanda è moooolto interessante.
Punto di partenza. Già ora l'industria nei paesi industrializzati
conta per 1/3 dell'economia.....
occorre dire che con l'outsourcing molti lavori che prima erano
considerati come industria ora sono servizi.
P. es. Chi faceva le pulizie prima era un dipendente....
se ora è un'impresa di pulizia si parla di servizi...

Sì, ok, outsourcing, ma il problema non sono le pulizie della Olivetti che sono state date in outsourcing, il problema è che la olivetti non produce più computer.
E' la produzione industriale che manca proprio, è in declino, salvo le piccole imprese che però soffrono in larga parte di mancanza di innovazione tecnologica.
Non si può fare concorrenza alla Cina o all'India puntando su prodotti a scarso valore tecnologico che può fare chiunque.
Quello che fa la differenza è l'innovazione, il design, la creatività, il marchio Paese che devono essere valorizzati sempre più.
I tentativi di imitazione fraudolenta dei nostri marchi devono essere duramente perseguiti, l'azienda che produce formaggio e lo chiama ad esempio "parmisano" è fuori legge, sono dei ladri che rubano i nostri marchi.

Charlie

Affori1nice
25-10-06, 16:24
per esempio anche Putin riconosce i nostri marchi (mafia)

:bow: :wall: :wall: :D

ramirez
25-10-06, 16:40
Sì, ok, outsourcing, ma il problema non sono le pulizie della Olivetti che sono state date in outsourcing, il problema è che la olivetti non produce più computer.
E' la produzione industriale che manca proprio, è in declino, salvo le piccole imprese che però soffrono in larga parte di mancanza di innovazione tecnologica.
Non si può fare concorrenza alla Cina o all'India puntando su prodotti a scarso valore tecnologico che può fare chiunque.
Quello che fa la differenza è l'innovazione, il design, la creatività, il marchio Paese che devono essere valorizzati sempre più.I tentativi di imitazione fraudolenta dei nostri marchi devono essere duramente perseguiti, l'azienda che produce formaggio e lo chiama ad esempio "parmisano" è fuori legge, sono dei ladri che rubano i nostri marchi.

Charlie
quando parlavo di outs. dei servizi era una chiosa al fatto che vi è
una continua diminuzione dei lav. nelle industrie ed un aumento
in quello dei servizi....insomma..a volte si tratta di quegli 'spostamenti'
vero la differenza la fanno quei 'lavori' in neretto.
Il problema è che non è facile produrre innovazione design ecc. ecc.
Tu puoi anche creare delle scuole....ma quello lo fanno anche
gli altri ( e poi vengono in Italia a studiare..)
ma lì si tratta di capacità individuali 'genetiche'.
Come si fà a 'creare' un Pininfarina o un Valentino.
Quelli ci nascono....
Forse si può creare l'ambiente favorevole perchè questi geni
possano svilupparsi...ecco questo è più facile.....
Per quanto riguarda il marchio....beh ho postato una classifica
dei brand famosi.......
in quello gli USA sono imbattibili....sanno produrre
e soprattutto sanno .....vendere, vendersi....

Freedom
25-10-06, 16:40
Us: vendita case esistenti ai minimi da gennaio 2005

Finanzaonline.com - 25/10/2006 16:13 -
Sesto ribasso mensile consecutivo per la vendita di case esistenti a Settembre negli States. Le vendite registrano infatti un calo annualizzato pari all'1,9% a quota 6,18 milioni di unità toccando il valore più basso degli ultimi 20 mesi. Il dato è inferiore alle attese degli operatori finanziari che si attendevano un calo inferiore in area 6,24 milioni di untià.

~Qohèlet~
26-10-06, 19:44
Giovedì 26 Ottobre 2006, 19:21

Usa: Prezzi Nuove Case, a Settembre Calo Maggiore Da 35 Anni

(ANSA) - ROMA, 26 ott - Il ribasso del prezzo medio delle nuove abitazioni registrato negli Stati Uniti a settembre, pari a -9,7%, rappresenta la maggiore contrazione da oltre 35 anni a questa parte. Il prezzo è sceso infatti a 217.100 dollari contro 240.400 dollari di un anno fa; nel dicembre del '70 la caduta dei prezzi fu pari a -11,2%.
Quello rilevato a settembre e' inoltre il prezzo più basso dal settembre del 2004 (211.600 dollari).
La statistica odierna conferma il rallentamento del settore immobiliare negli Usa, anche se sempre con riferimento a settembre scorso proprio la forte flessione dei prezzi ha determinato un incremento del 5,3% delle compravendite.
Per quanto riguarda i prezzi delle abitazioni cosiddette esistenti, cioé il mercato dell' usato, il ribasso sempre il mese passato è stato più contenuto, -2,5%.
I dati odierni sull' andamento dei prezzi pongono qualche interrogativo sulle prospettive del comparto, che fino ad oggi ha contribuito efficacemente alla ripresa economica statunitense. Proprio per domani è atteso il dato sull' andamento del prodotto nazionale lordo Usa nel terzo trimestre, previsto in rallentamento a +2,0% (contro +2,6% del precedente trimestre) anche per via della contrazione dell' attività in questo settore.
(ANSA).

Fonte: Yahoo Notizie (http://www.yahoo.it)

DarioL
26-10-06, 19:57
Il Sole24ora sintetizza e dice la stessa cosa:

I prezzi medi delle case negli Usa hanno segnato nel mese di settembre un calo del 9,7%, il più consistente degli ultimi 36 anni. Contestualmente le vendite di nuove case sono cresciute del 5,3% a 10.075 milioni di unità, al ritmo più veloce degli ultimi 3 mesi oltre le attese del mercato di 1,05 milioni.

Ma come lo spieghiamo il calo dei prezzi e l'aumento delle vendite del nuovo?
Certo è ovvio nella sua logica economica però questo significherebbe che il comparto immobiliare non scoppierebbe ma semplicemente si allineerebbe verso minore giro d'affari.

Insomma niente crack ma solo un progressivo e lento sgonfiamento.

visch
26-10-06, 21:14
o forso sono costruttori disperati che cercano di salvarsi..
boh..

Freedom
26-10-06, 21:15
Parliamo un pò del nuovo. Visto che universalmente, tra gli addetti ai lavori, si ammette: "il vecchio potrà anche calare ma il nuovo no."

Il nuovo è: 2 camere, soggiorno e cucina. Quasi sempre doppi servizi. Poi 3 camere, etc. e monolocali. Più raramente: 1 camera, etc.

Qui, a Bologna e provincia, i prezzi medi sono: 3 camere= € 400.000; 2 camere= € 300.000; 1 camera € 200.000; mono= € 150.000.

Stiamo facendo una media, comprendetelo, molto empirica. I prezzi possono variare sensibilmente a seconda di decine di coefficienti di rettifica che noi tutti, più o meno, conosciamo (posizione, materiali impiegati, etc.).

Non consideriamo nemmeno gli oneri accessori: Iva, Notaio, mediazione, spese per accensione mutuo (inevitabile, per la maggioranza, prendere denaro a prestito!) INTERESSI PASSIVI! Tanto per chiarezza € 200.000 a 20 anni, più o meno, sono 80/novantamila € d'interessi!

Ditemi voi (sempre a livello di acquisto per investimento) quanto ti può rendere in termini di affitto mensile e/o rivalutazione del capitale. Se volete, sempre empiricamente, possiamo mettere giù 2 numeretti, tuttavia, credetemi l'investimento immobiliare non è più assolutamente competitivo rispetto ai principali competitors:D. (Obbligazioni, P/T, etc.)

Non potrà che essere abbandonato dalla speculazione prima, e da tutti coloro che lo ritenevano un buon investimento poi.

Rimane il suo valore d'uso. Quello non te lo toglie nessuno ed è il suo vero valore. Il suo prezzo.

Almeno sino alla prossima ripida salita ;) Che, conoscendo un pochino i tempi di reattività di questo mercato, potrebbe essere tra molti anni.

luonto
26-10-06, 21:20
Il Sole24ora sintetizza e dice la stessa cosa:

I prezzi medi delle case negli Usa hanno segnato nel mese di settembre un calo del 9,7%, il più consistente degli ultimi 36 anni. Contestualmente le vendite di nuove case sono cresciute del 5,3% a 10.075 milioni di unità, al ritmo più veloce degli ultimi 3 mesi oltre le attese del mercato di 1,05 milioni.

Ma come lo spieghiamo il calo dei prezzi e l'aumento delle vendite del nuovo?
Certo è ovvio nella sua logica economica però questo significherebbe che il comparto immobiliare non scoppierebbe ma semplicemente si allineerebbe verso minore giro d'affari.

Insomma niente crack ma solo un progressivo e lento sgonfiamento.

A parere mio il calo del 9.7% e chiaro indice che la bolla è gia scoppiata.
Attenzione -9.7% e' un valore elevatissimo in un anno.
Se fosse costante questo trend la svalutazione degli immobili sarebbe:
-9.7% dopo un anno
- 20.4% dopo due anni
- 32.3% dopo tre anni
- 45.5% dopo quattro anni
........................................ .

luonto
26-10-06, 22:08
Premesso che -9,7% e' un tasso di discesa che non ritengo plausibile per una tendenza pluriennale del nostro settore immobiliare ,credo di piu' ad un lento sgonfiamento nell'arco di 7-8 anni...con un -3 / -4 % su base annua arrivando ad un -30/35% in termini reali(un po' quello che e' sempre successo negli altri sgonfiaggi del passato), la svalutazione da te supposta avrebbe come step i seguenti passi intermedi %:
-9,7 1 anno
-18,45 2 anni
-26,36 3 anni
-33,51 4 anni
dato che la capitalizzazione composta impatta su riduzioni del capitale e non su incrementi... ;)

Ho rivisto il file Excel dove avevo fatto i conteggi ed ho notato un errore per cui ti dò ampiamente ragione.
Anche io penso che sarà difficile che per tanti anni il tasso di svalutazione possa attestarsi verso questi livelli, ma d'altra parte il tasso di ascesa del valore degli immobili è stato di una entità eccezionale, potrebbe esserlo anche lo sboom..

fever7
27-10-06, 00:43
The Commerce Department reported that the median price for a new home sold in September was $217,100, a drop of 9.7 percent from September 2005. It was the lowest median price for a new home since September 2004 and the sharpest year-over-year decline since December 1970.

il calo è stato forte, ma siamo comunque sui livelli della fine 2004 (quindi già con prezzi molto alti...)
vedremo cosa succederà, i rischi veri sono sui rifinanziamenti dei mutui dai quali gli americani ricavano tanti soldini da spendere in consumi...calcolando questa discesa chi ha rifinanziato nell'ultimo anno abbondante è sicuramente in negative equity o prossimo ad essa...ed è possibile che ci saranno problemi con tutti i mutui atipici venduti in questi anni...
quindi bisognerà seguire attentamente cosa accadrà nei prossimi mesi, per ora il ribasso non gfa ancora male, ma dovesse continuare così porterebbe a grossi ptoblemi anche fuori dal mercato immobiliare

Freedom
01-11-06, 17:22
Usa. A settembre spese per costruzioni scendono dello 0,3%
16:25 -

Freedom
09-11-06, 17:17
MERCATO IMMOBILIARE
Case, crollano i prezzi in centro
Colpa del degrado e dello smog
Sempre più persone decidono di trasferirsi nei comuni limitrofi. La conseguenza è un calo fino al 10% sui prezzi di vendita della case nel centro storico. Note dolenti anche sul fronte degli uffici


Bologna, 9 novembre 2006 - Degrado, senso di insicurezza, limitazioni al traffico e smog alle stelle. Sono questi i fattori che, secondo Luciano Passuti, presidente della Federazione italiana degli agenti immobiliari (Fiaip) dell'Emilia-Romagna, avrebbero determinato negli ultimi tempi una diminuzione delle compravendite di abitazioni nel centro storico di Bologna.

Stando ai dati emersi dall'Osservatorio immobiliare 2006 presentato questa mattina dall'associazione, si preferisce lasciare il centro e stabilirsi, anche in virtù di prezzi più accessibili, nei comuni della prima e della seconda fascia. Con la conseguenza che all'ombra delle Due Torri il costo delle case comincia leggermente a scendere.

"Il centro storico di Bologna- sottolinea Passuti- è in controtendenza. Nell'ultimo semestre si registra un calo del 5-10% sui prezzi di vendita, con una quotazione media nell'ordine dei 4.500-5 mila euro al metro quadrato. Una tendenza da ricondurre al degrado in cui versa attualmente la citta'". In realtà, il mercato immobiliare nel suo complesso da' i primi segnali di stanchezza, anche se per ora mantiene una certa stabilità.

"Gli acquirenti- spiega il presidente regionale della Fiaip- si sono fatti più riflessivi e ormai passano fino a 4-5 mesi dalla prima visita alla casa alla formalizzazione dell'acquisto". Le richieste di acquisto di appartamenti sono ancora buone e hanno dato origine ad un aumento dei prezzi intorno al 5%. Questo grazie anche alla disponibilità di mutui a tassi contenuti, che orienta soprattutto le giovani coppie verso la compravendita, privilegiando soprattutto i comuni della seconda cintura. Qui i prezzi per le nuove costruzioni si aggirano tra i 1.800 e i 2 mila euro al metro quadrato.

Le note dolenti riguardano invece il fronte uffici. "Il mercato- conferma il numero uno degli agenti immobiliari emiliano-romagnoli- è in forte crisi sia per quanto riguarda l'acquisto che la locazione. Stessa situazione anche per i negozi. Mancano nuove attivita' commerciali e molte in esercizio chiudono". Diversa la tendenza per i locali al piano terra destinati alle filiali delle banche, delle agenzie immobiliari, assicurative e di lavoro interinale.

"Qualche segnale di consolidamento della ripresa- aggiunge tuttavia Passuti- si può ipotizzare per i locali ad uso produttivo, come capannoni e laboratori".Per il primo semestre del 2007 si prevede ancora "un mercato stabile e riflessivo con un minimo di incremento dei prezzi nelle zone piu' richieste". Qualcuno, in compenso, dovrà rivedere al ribasso le proprie aspettative. "Ci potrà essere- conclude il presidente della Fiaip- una riduzione dei prezzi per coloro che negli anni scorsi, in un momento di forte espansione del mercato, avevano sopravvalutato i propri immobili".

Freedom
10-11-06, 11:13
NOTIZIA CLAMOROSA!

Un conoscente ha fatto un'offerta di acquisto su un usato (provincia di Bologna) di 205.000 €. Il prezzo richiesto dal venditore è 260.000 €.

Non sono chiacchiere poichè l'offerta di acquisto deve essere scritta e supportata da assegno di tot €. (per delicatezza non ho chiesto l'ammontare)

Il fatto stesso che l'agenzia immobiliare ha accettato l'offerta di acquisto è estremamente significativo.

Vi saprò dire l'esito finale della compravendita.

Freedom
10-11-06, 11:18
Stangata del 22% sugli immobili

Stangata fiscale oltre le previsioni per le plusvalenze immobiliari. Con un emendamento alla Finanziaria della commissione Bilancio, approvato ieri dall’aula della Camera, sale al 22% il prelievo tributario sulle plusvalenze realizzate nelle compravendite speculative di immobili. Due punti in più rispetto alle attese e rispetto pure alle intenzioni dell’esecutivo, che ha recentemente annunciato di voler arrivare a un’armonizzazione delle tasse sulle rendite con un’aliquota unica al 20 per cento. Il sospetto, a questo punto, è che il governo, a sorpresa, potrebbe portare al 22% anche i tributi su risparmi e investimenti che scatteranno dal prossimo luglio. La misura votata ieri cancella l’aliquota al 12,5%, introdotta lo scorso anno con l’ultima Finanziaria del governo Berlusconi, per le cessioni a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni. Una mossa, quella fatta con la manovra per il 2006, ispirata dalla necessità di equiparare la tassazione sulle rendite immobiliari a quelle finanziarie. Il nuovo regime tributario per le speculazioni immobiliari partirà, secondo il testo approvato dall’assemblea di Montecitorio, dal 1 gennaio 2009. Fino allo scorso anno il quadro era completamente diverso. Questo tipo di redditi, infatti, rientravano genericamente sotto il cappello dell’Irpef.

klaus_roma
10-11-06, 17:13
Stangata del 22% sugli immobili
Il sospetto, a questo punto, è che il governo, a sorpresa, potrebbe portare al 22% anche i tributi su risparmi e investimenti che scatteranno dal prossimo luglio. La misura votata ieri cancella l’aliquota al 12,5%, introdotta lo scorso anno con l’ultima Finanziaria del governo Berlusconi.

Il sospetto? Diciamo pure la certezza. O forse no .... la porteranno a 25%. Ma oltre a mettere tasse e tasse, sono capaci di fare qualcosa di altro?


P.S. Credo che dal dopoguerra ad oggi, questo governo, sia il governo che in assoluto ha alzato di piu' le tasse ... hanno superato tutti i record

bollafrolla
10-11-06, 17:18
NOTIZIA CLAMOROSA!

Un conoscente ha fatto un'offerta di acquisto su un usato (provincia di Bologna) di 205.000 €. Il prezzo richiesto dal venditore è 260.000 €.

Non sono chiacchiere poichè l'offerta di acquisto deve essere scritta e supportata da assegno di tot €. (per delicatezza non ho chiesto l'ammontare)

Il fatto stesso che l'agenzia immobiliare ha accettato l'offerta di acquisto è estremamente significativo.

Vi saprò dire l'esito finale della compravendita.
se e' per questo un mio conoscente vuole vendere una villetta a 700.000 euro, quando sul mercato ne vale quasi la meta'...

i venditori sparano alto, poi o trovano il pollo, o se vogliono vendere tornano sulla terra...

Freedom
10-11-06, 20:52
se e' per questo un mio conoscente vuole vendere una villetta a 700.000 euro, quando sul mercato ne vale quasi la meta'...

i venditori sparano alto, poi o trovano il pollo, o se vogliono vendere tornano sulla terra...

Sì ma................ l'ha affidata ad un'agenzia immobiliare? Perchè questi non hanno tempo da perdere e se ritengono il prezzo fuori mercato non avallano la tua richiesta. Ergo il venditore a 260.000 € quando ha dato mandato all'agenzia era in mercato ma oggi non più. Oggi in prezzo c'è il compratore a 205.000 €.

Sempre che il venditore accetti l'offerta. Mio parere personale è che la compravendita si concluderà sui 215/220.000 €.

Ah dimenticavo: le agenzie cominciano ad accontentarsi e la provvigione, in diversi casi, si accontantano di calcolarla non sul prezzo di compravendita ma sul valore catastale.

Freedom
13-11-06, 09:43
Il lusso arriva in casa
(13/11/2006)



Piano alto, meglio se ultimo, terrazzo, anche piccolo, e metrature molto ampie: sono le caratteristiche base chieste per gli immobili di prestigio, vale a dire gli appartamenti in centro città destinati a una clientela limitata ed economicamente facoltosa. E una volta risposte a queste esigenze, ce ne sono altre da soddisfare che però cambiano da città a città. A Milano, ad esempio, si cerca anche il box, a Roma invece si predilige la presenza dell’ascensore. Insomma, il mercato delle case di lusso ha le sue caratteristiche e anche i suoi costi.

Dalle analisi condotte da Tecnocasa a Roma, Milano, Bologna e Napoli emerge anche un altro fattore importante che non deve mancare nella compravendita d questo tipo di immobili, è la qualità dello stabile.

Sta di fatto, però, che l’offerta sul mercato per questi immobili più preziosi non è molto elevata, a differenza dei prezzi che arrivano anche a 10mila euro al metro quadrato. Bisogna considerare anche che questo tipo di abitazione proprio perché spesso sono inserite in contesti d’epoca, potrebbero essere soggette al vincolo delle Belle Arti, che comporta un diritto di prelazione nella compravendita a favore del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

A Milano la richiesta per questi immobili si concentra soprattutto nelle aree intorno a Piazza Duomo e in Brera. Le metrature medie richieste superano i 90 mq. Chi vende una soluzione di prestigio nella maggioranza dei casi ne acquista un’altra dalle caratteristiche simili. A ridosso del Duomo gli immobili sono spesso adibiti ad uso ufficio, ma non lontano (via Lanzone, via Cappuccio, via Circo) sono disponibili palazzi d’epoca signorili costruiti tra il 1600 ed il 1800. Le soluzioni ristrutturate costano da un minimo di 9 mila € al mq fino ad un massimo di 12 mila € al mq.

Brera è un’altra area di Milano molto richiesta da chi cerca soluzioni top. Negli ultimi tempi, gli immobili situati in corso Garibaldi, nel tratto compreso tra via Pontaccio e via Palermo, sembrano raccogliere maggiori consensi tra i potenziali acquirenti rispetto a quelli situati nel cuore storico del quartiere. Chi cerca un’abitazione in zona può trovare le tipiche case della “Vecchia Milano”, molto spesso ristrutturate (hanno travi a vista, parquet) e inserite in contesti con portineria e talvolta ascensore, aggiunto successivamente.

E’ più difficile trovare tagli grandi, oltre i 100 mq, perché nel tempo sono stati fatti degli interventi di frazionamento. Le soluzioni ristrutturate registrano quotazioni medie che oscillano da 9 a 11 mila € al mq. Punte massime di 14 mila € al mq si possono toccare in rari casi in via Madonnina e Fiori Chiari.

Su Milano poi i nuovi progetti residenziali in luogo di aree dismesse ( l’ex area Fiera, Santa Giulia, l’area dell’ex stazione di Porta Vittoria, Garibaldi-Repubblica) prevedono tra le diverse realizzazioni immobiliari anche alcune di lusso (parliamo di abitazioni disegnate da architetti prestigiosi, palazzi con piscine e centri benessere, sistemi di sicurezza, parcheggi interrati, sistemi di domotica).

A Roma le soluzioni di prestigio si trovano soprattutto intorno alle piazze più famose: piazza di Spagna, piazza Navona, piazza del Popolo, piazza Venezia e Campo dei Fiori. Ma ci sono anche via Veneto, via Cavour, la zona intorno al Colosseo. Una delle richieste avanzate è la vista sulla piazza, piuttosto che su un monumento o comunque, su uno scorcio storico della città.

A cercare intorno al Colosseo, oltre ai professionisti, negli ultimi tempi anche acquirenti stranieri, che utilizzano l’abitazione sia come prima che come seconda casa. Questo target di clientela è in crescita. Le soluzioni ristrutturate con una vista o un affaccio particolare costano al massimo 10 mila € al mq, quelle da ristrutturare hanno prezzi intorno a 8500 € al mq.

Chi cerca in piazza Navona, piazza di Spagna e piazza del Popolo predilige attici e superattici spesso di metratura superiore a 200 mq. A vendere e comprare questo tipo di immobili sono società immobiliari oppure famiglie nobili o professionisti. Si esprime una leggera preferenza per le tipologie da ristrutturare che permettono una maggiore personalizzazione (anche se bisogna considerare che i costi della ristrutturazione, su questo tipo di oggetti, potrebbe risultare particolarmente onerosa).

Le quotazioni superano decisamente i prezzi medi di compravendita della zona. A titolo di esempio un’abitazione ristrutturata con affaccio su piazza Navona può arrivare a costare anche 18 mila € al mq.

soros75
13-11-06, 16:05
Io credo che le case descritte nell'articolo postato da Freedom possano essere catalogate tra le case per sbruffoni.
Probabilmentegran parte degli acquirenti sono dotati di cane che mangia 2 Kg di carne al giorno e Cayenne.

condivido invece l'idea di allontanarsi dal centro e andare un po' fuori citta' magari dove c'e' del verde, e la vita e' piu' tranquilla.

Certo ci vorrebbero dei mezzi pubblici all'altezza, per raggiungere il posto di lavoro senza alzarsi 4 ore prima.

soros75
13-11-06, 16:12
Oggi, sul Corriere della sera, si parla della corsa alla cementificazione della costa ligure.
Ad Arenzano, un sindaco che voleva fermare questa follia, e' stato costretto a dimettersi, ma l'assurdo in questo articolo, lo si trova quando si parla d Sestri Ponente.

A Sestri Ponente ci stanno le industrie piu' grosse e importanti di Genova e l'aeroporto, quindi e' tutt'altro che un posto chic, anche se ci si vive bene e non e' un quartiere popolare (ci sono almeno 15 banche).

Bene, si stanno costruendo posti barca davanti all'aeroporto e delle villette. Ora ditemi voi che senso ha una villetta fronte aeroporto. Qualche mese fa erano stati trovati addirittura liquami tossici nell'area di costruzione. I lavori sono stati bloccati, i prezzi sono scesi, e ora mi sembra siano ripartiti a cementificare. Io li la casa non la vorrei nemmeno gratis...eppure la gente ha bisogno di sentirsi a Miami anche se da una finestra vede il mare (e l'aeroporto) e dall'altra le acciaierie ILVA.

fever7
14-11-06, 01:30
se e' per questo un mio conoscente vuole vendere una villetta a 700.000 euro, quando sul mercato ne vale quasi la meta'...

i venditori sparano alto, poi o trovano il pollo, o se vogliono vendere tornano sulla terra...

vero...delle bifamiliari che avevo visto 2 anni fa a 350mila euro sono ora sul mercato a 500mila :rolleyes: (chissà perchè poi dopo solo 2 anni...che abbiano problemi con il mutuo??bohhh)
è evidente che sparano alto...ma sta a chi compra fare controfferta...

fever7
14-11-06, 01:34
Sì ma................ l'ha affidata ad un'agenzia immobiliare? Perchè questi non hanno tempo da perdere e se ritengono il prezzo fuori mercato non avallano la tua richiesta. Ergo il venditore a 260.000 € quando ha dato mandato all'agenzia era in mercato ma oggi non più. Oggi in prezzo c'è il compratore a 205.000 €.

Sempre che il venditore accetti l'offerta. Mio parere personale è che la compravendita si concluderà sui 215/220.000 €.

Ah dimenticavo: le agenzie cominciano ad accontentarsi e la provvigione, in diversi casi, si accontantano di calcolarla non sul prezzo di compravendita ma sul valore catastale.

le agenzie sono troppe...e molte faticano a vendere, sarà inevitabile che chiudano in un certo numero...
secondo me chi compra dovrebbe forzare sul prezzo...(sempre che non abbia necessità urgente della casa), ormai gli affitti sono bassi rispetto al valorepresunto della casa (pessima rendita%), quindi ci dovrebbe essere un riallineameento o dei prezzi di vendita (probabile) o degli affitti verso l'alto(difficile visto che trovare un buon affituario è sempre più difficile....

soros75
14-11-06, 08:41
ormai gli affitti sono bassi rispetto al valorepresunto della casa (pessima rendita%), ....
Esatto.
Purtroppo molta gente non va daccordo con la matematica...

luigir
14-11-06, 09:13
Esatto.
Purtroppo molta gente non va daccordo con la matematica...

oppure la matematica non si ferma solo agli interessi ricevuti o magari fa certi investimenti per altri motivi, non per mera speculazione. Prche' se guardassimo solo ai ritorni, viva l'Argentina... o no?

soros75
14-11-06, 09:35
oppure la matematica non si ferma solo agli interessi ricevuti o magari fa certi investimenti per altri motivi, non per mera speculazione. Prche' se guardassimo solo ai ritorni, viva l'Argentina... o no?
Si, certo, ma un conto e' comprare la casa per andarci ad abitare, e un conto e' comprarla per investimento.

Sulla base di quanto diceva fever7, affittare casa, ultimamente non e' piu' cosi' vantaggioso rispetto ad altre forme di investimento piu' liquide (obbligazioni, anche di Stato).

Ribadisco comunque che anche nel caso in cui si compri casa per andarci ad abitare, i prezzi sono ancora molto alti, e bisogna pensarci bene prima di aprire il portafogli.

Faccio un esempio sulla base dei prezzi degli affitti nella mia zona:
Una casa da 150.000 euro la affitti a 400 Euro/mese (sto largo).
Vuol dire che in un anno ti metti in tasca 3840 Euro netti, dai quali poi devi togliere ICI e le spese che un immobile puo' comportare.

Gli stessi 150.000 euro investiti in un BOT, rende il 3,2% (BOT scadenza 11/07).
Il che vuol dire un interesse di 3840 Euro netti. Non ci sono altre spese, e liquidi quando vuoi.
Senza contare che io ho citato un BOT, ma magari nei prossimi mesi lo spread BTP/BOT si amplia e i BTP renderanno qualcosa di piu'.

Personalmente ho abbandonato l'idea di comprare casa per affittarla.
Adesso tengo la liquidita' su strumenti a breve termine e aspetto di comprare la casa "per me".

luigir
14-11-06, 09:37
Si, certo, ma un conto e' comprare la casa per andarci ad abitare, e un conto e' comprarla per investimento.

Aulla base di quanto diceva fever7, affittare casa, ultimamente non e' piu' cosi' vantaggioso rispetto ad altre forme di investimento piu' liquide (obbligazioni, anche di Stato).

Ribadisco comunque che anche nel caso in cui si compri casa per andarci ad abitare, i prezzi sono ancora molto alti, e bisogna pensarci bene prima di aprire il portafogli.

Ma c'e' anche il discorso della rivalutazione del bene stesso. non sono aggiornato con le statistiche ma sembra che negli ultimi anni i prezzi delle proprieta' siano salite molto piu' di altri prodotti finanziari e, francamente, ritengo l'immobile un bene non soggetto a tanti rischi come possono essere azioni od obbligazioni. anche perche' vi e' la componente emotiva che spesso aggiunge valore al bene posseduto in caso di vendita.//

soros75
14-11-06, 09:44
Ma c'e' anche il discorso della rivalutazione del bene stesso. non sono aggiornato con le statistiche ma sembra che negli ultimi anni i prezzi delle proprieta' siano salite molto piu' di altri prodotti finanziari e, francamente, ritengo l'immobile un bene non soggetto a tanti rischi come possono essere azioni od obbligazioni. anche perche' vi e' la componente emotiva che spesso aggiunge valore al bene posseduto in caso di vendita.//
Si, i prezzi delle case sono certamente saliti dopo l'entrata in vigore dell'Euro, ma credo che difficilmente andranno oltre i valori massimi registrati negli ultimi mesi.

Veniamo da una situazione di tassi al 2% e credo che difficilmente ci torneremo.

luigir
14-11-06, 09:47
Si, i prezzi delle case sono certamente saliti dopo l'entrata in vigore dell'Euro, ma credo che difficilmente andranno oltre i valori massimi registrati negli ultimi mesi.

Veniamo da una situazione di tassi al 2% e credo che difficilmente ci torneremo.

francamente ho dei dubbi, ma e' una questione di punti di vista, ovviamente. Io credo che possano ancora salire. ciao soros ;)

soros75
14-11-06, 09:52
Io credo che possano ancora salire. ciao soros ;)

Spero che tu questa volta sia in errore :)
Altrimenti saltano tutti i miei piani :D

luigir
14-11-06, 09:54
Spero che tu questa volta sia in errore :)
Altrimenti saltano tutti i miei piani :D

Oh Oh... I am in trouble... Oh oh :D

Freedom
14-11-06, 10:03
francamente ho dei dubbi, ma e' una questione di punti di vista, ovviamente. Io credo che possano ancora salire. ciao soros ;)

Non sono indovino e dunque puoi benissimo avere ragione. Ma per l'anno appena trascorso condividi l'opinione diffusa che c'è stato (c'è stato!) un calo di circa il 10%?

Non lo chiedo per polemica e uso la parola "opinione" poichè il mercato immobiliare è poco trasparente e, a volte, si prendono dei bei granchi.

Freedom
14-11-06, 10:08
ritengo l'immobile un bene non soggetto a tanti rischi come possono essere azioni od obbligazioni.

Vero il discorso del rischio. Tuttavia è bene ricordare che in area € l'unico reale fattore di rischio (per quello che riguarda il titolo di Stato) serio è il consolidamento del debito pubblico. Eventualità non impossibile ma altamente improbabile. Nel nostro Paese credo ci sia stato un solo caso a cavallo della guerra mondiale: si chiama Rendita Italiana e (vado a memoria) ha un tasso del 5%.................

Tu che fai del risk il tuo lavoro che probabilità assegneresti a questa eventualità? :D

luigir
14-11-06, 10:08
Non sono indovino e dunque puoi benissimo avere ragione. Ma per l'anno appena trascorso condividi l'opinione diffusa che c'è stato (c'è stato!) un calo di circa il 10%?

Non lo chiedo per polemica e uso la parola "opinione" poichè il mercato immobiliare è poco trasparente e, a volte, si prendono dei bei granchi.

non lo so, proprio per i motivi che tu menzioni. Qual'e' il prezzo degli immobili? Quello indicato dalle agenzie immobiliari che hanno prevalenza di richieste o quelle che hanno prevalentemente venditori? Grazie alle leggi italiche non e' mica facile saperlo ed io vedo solo i prezzi di vendita delle proprieta' mai quelli di acquisto... Il valore di un immobile, ovvero quello che si e' disposti a pagare, e' spesso dettato dal cuore piu' che dalla testa e dai fondamentali. Ti posso solo dire che l'appartamento che ho comprato questo mese l'ho pagato un 12% in piu' di quando lo avevo visto la prima volta ad agosto. Trattasi di nuova costruzione. Mentre la proprieta' che ho venduto, a parere del mio acquirente, continua ad attirare persone interessate a comprarla ad un 15% piu' alto... Francamente non so che dirti, ma mi fido piu' degli immobili che delle borse, soprattutto delle proprieta' di piccole dimensioni.

luigir
14-11-06, 10:10
Vero il discorso del rischio. Tuttavia è bene ricordare che in area € l'unico reale fattore di rischio (per quello che riguarda il titolo di Stato) serio è il consolidamento del debito pubblico. Eventualità non impossibile ma altamente improbabile. Nel nostro Paese credo ci sia stato un solo caso a cavallo della guerra mondiale: si chiama Rendita Italiana e (vado a memoria) ha un tasso del 5%.................

Tu che fai del risk il tuo lavoro che probabilità assegneresti a questa eventualità? :D

Zero.

Ma non sembra che agli speculatori interessino titoli conservativi dello Stato Italiano, ormai si parla di Ecuador, Turchia e Zimbabwe coem se si parlasse dei BOC di Milano o di Roma... L'argentina non e' servita a nulla, come ho sempre ritenuto. Quando inizia la febbre del Si Vola, tutti pronti!

Freedom
14-11-06, 10:15
E allora perchè (faccio l'avvocato del diavolo) non parcheggi in P/T e aspetti qualche mese? Al massimo ti perderai una ulteriore, risibile, rivalutazione.

Almeno la finanziaria............

E comunque: non puoi sparare richieste di sconto colossali? Non sono del tutto certo che si metteranno a ridere...........................

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