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LucioTrader
23-08-04, 09:15
Leggendo tra le pieghe dei diversi bilanci si può cercare di capire in che modo le società del settore moda e lusso hanno provato a difendere la propria redditività negli ultimi anni, che sono stati di crisi per l'intero settore. Un'operazione cui si è fatto frequentemente ricorso è il buy back, ovvero l'acquisto di azioni proprie, una scelta che può influenzare positivamente la redditività aziendale. Se, infatti, le azioni proprie in portafoglio vengono vendute a prezzi superiori a quelli di carico si formano plusvalenze finanziarie che permettono di migliorare i risultati dell'esercizio. Molti investitori pensano che se è la stessa società a comprare lo fa perché ritiene che il mercato stia sottovalutando il reale valore, e questo spiega il forte effetto positivo sulle quotazioni nel momento in cui il buy back viene annunciato. D'altro canto, chi meglio dei manager della società può sapere quando è il momento di ricomprare i propri titoli? Ma è proprio cosi? A giudicare dai bilanci analizzati, sembrerebbe proprio di sì. Tra gli altri risalta il caso di Marzotto, che nel solo esercizio 2003 ha comprato 1,2 milioni di azioni proprie a un prezzo medio di 6,84 euro, mentre attualmente il titolo vale 10,75. Un vero affare per la società che, in prospettiva, può sensibilmente migliorare un utile d'esercizio che nel 2003 è stato di soli 19 milioni, a fronte di un fatturato di 1,8 miliardi di euro. La stessa Luxottica ha proseguito il suo piano di buy back acquistando 4,5 milioni di propri titoli a 10 euro, che ai prezzi attuali valgono circa il 40% in più. Lo stesso hanno fatto Mariella Burani e, tra le società non quotate, Grotto spa (marchio Gas). È curioso notare poi come alcune delle società del settore riescano, facendo ricadere i profitti su proprie consociate estere residenti in Paesi dalla bassa fiscalità, a spuntare vantaggiosi tax rate: il 15% la Bulgari , solo il 9% la Geox . Per differenti ragioni sono invece addirittura negativi i tax rate di Gucci e Prada : la prima perché negli anni passati aveva pagato più imposte del dovuto, la seconda invece ha vinto un contenzioso presso la Corte Europea che le permetterà di beneficiare di imposte differite attive nei prossimi anni. L'utile 2003 di Prada - 36 milioni di euro contro i 27 del 2002 - ha beneficiato inoltre di proventi straordinari per 24 milioni dalla cessione del pacchetto di maggioranza della Church's. Lo stesso Ebitda a bilancio risulta poi in crescita per via della (discutibile) decisione di non considerare più le plusvalenze da alienazione (al netto degli oneri) come proventi straordinari, ma di inserirli a riduzione dei costi di produzione. Al netto di tali poste straordinarie, l'utile operativo di Prada è in calo del 32% rispetto al precedente esercizio, per via soprattutto della contrazione del fatturato nell'ordine del 13%.
Su tale calo dei ricavi, comune a buona parte delle società analizzate, ha pesantemente inciso la debolezza del dollaro: ad esempio, la riduzione del fatturato di Ferragamo dell'8,5% nell'ultimo esercizio è interamente imputabile all'effetto cambio, negativo per 58 milioni; il fatturato Lvmh , in calo del 5,7%, sarebbe addirittura cresciuto del 4% a cambi costanti, nonostante l'impatto della Sars sulle vendite in Giappone. Un caso limite è rappresentato da Marcolin , che ha visto le sue vendite negli Stati Uniti calare del 40% in un anno causa il negativo andamento del cross euro/dollaro e la perdita di quote di mercato nei confronti dei competitor Usa.
In questo contesto anche un gruppo solido e ben gestito come Armani ha dovuto attingere a tutte le proprie risorse per poter assorbire senza danni nei numeri di bilancio gli eventi straordinari che hanno caratterizzato il 2003. E riuscire, così, ad avere una crescita dell'utile netto del 14% a fronte di ricavi in discesa del 4%. In primo luogo Armani ha messo in atto una politica di forte razionalizzazione e semplificazione della struttura del gruppo ai fini della ricerca della maggior efficienza a livello di produzione e distribuzione. È in questa ottica che deve essere letta la scelta di ridurre di otto unità le società presenti negli Usa, cosi come l'attuazione di accorpamenti o messa in liquidazione di altre piccole società del gruppo. Queste scelte gestionali hanno consentito di contenere il calo dell'utile operativo a circa il 2% (da 185 milioni di euro a 181). Ma è grazie a una operazione straordinaria che il risultato a livello di bottom line (utile netto) si incrementa rispetto all'anno precedente: infatti, le sopravvenienze attive passano da 5 milioni di euro nel 2002 a 24 milioni di euro nel 2003. La curiosità è legata alla ragione di questa sopravvenienza, ovvero la contabilizzazione, da parte della controllata Immobiliare Fondazione Capocotta, dell'indennità riconosciuta dall'agenzia del demanio per l'esproprio, avvenuto in anni precedenti, di terreni di proprietà della società stessa. Merita, infine, nel bilancio dello stilista una riflessione la posizione finanziaria netta (263 milioni), più che raddoppiata rispetto a fine 2002. La principale ragione è il crollo del 60% dei flussi di cassa da attività di investimento in immobilizzazioni e partecipazioni o rami d'azienda (nel 2002 erano 86 milioni di euro, nel 2003 38 milioni di euro). Insomma, Armani come Warren Buffett ritiene che non ci siano valide opportunità di investimento per cui preferisce mantenere il denaro in cassa (ben 307 milioni di euro in liquidità a fine 2003 a fronte dei 220 milioni a fine 2002)? Magari in vista di buone opportunità future.

Studio Pigoli

LucioTrader
13-01-05, 08:32
MF

Cedolone in casa Burani

Il cda del gruppo della moda proporrà un dividendo straordinario di 0,3 euro.


La famiglia a cui fa capo l'azienda fashion incasserà 5,6 milioni, Interbanca 1 milione e la Hopa di Gnutti 500 mila euro. L'operazione è possibile grazie all'arrivo degli Ias

Pioggia di dividendi straordinari in casa Burani. Secondo quanto risulta a MF, a breve potrebbe essere convocato un consiglio di amministrazione della quotata Mariella Burani fashion group con all'ordine del giorno, appunto, la distribuzione di una cedola extra che si aggiungerà a quella ordinaria di 0,11 euro (in pagamento a maggio).
A ottobre 2005 potrebbe essere staccato, infatti, un nuovo dividendo di circa 0,3 euro. A conti fatti per i Burani, che controllano il 56% del capitale del gruppo della moda direttamente e indirettamente attraverso la Burani designer Holding, significa incassare 5,6 milioni di euro. Ma anche per Emilio Gnutti l'investimento fatto appena un anno fa si è trasformato in un buon affare. E così il finanziere bresciano, che a gennaio del 2004 ha rilevato il 5% del capitale, riceverà un regalo inaspettato da circa 500mila euro. Interbanca, socio indiretto sempre tramite Burani designer Holding con il 10%, incasserà circa 1 milione di euro. La Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani avrà, invece, garantito un dividendo da 200mila euro. Tra gli azionisti dell'azienda con il quartier generale a Cavriago (Reggio Emilia) figurano anche il San Paolo asset management (2,28%), Fineco asset management (2,21%) e Nextra (2,16%). Per gli azionisti, in generale, il monte dividendi complessivo, tra ordinari e straordinari, garantirà un rendimento del 4,8% su un valore di borsa che si aggira attorno a quota 8,32 euro.

La distribuzione avverrà utilizzando parte degli utili e attingendo parzialmente alle riserve. La decisione presa dalla famiglia si spiega con il buon andamento della società, superiore addirittura alle aspettative soprattutto nell'ultimo quadrimestre del 2004. Grazie, in particolare, all'espansione della rete retail, nei primi nove mesi del 2004 il fatturato consolidato è cresciuto del 15% passando da 279,8 a 321,7 milioni di euro. Il margine operativo lordo è salito a 37,4 milioni in aumento del 20,4%. Intanto le indicazioni sui dati preliminari relativi alla campagna vendita primavera-estate 2005 portano il management del gruppo a confermare le stime di crescita del fatturato a doppia cifra.

Con l'introduzione dei nuovi principi contabili internazionali che prevedono la valutazione al prezzo di mercato di tutte le attività il patrimonio netto, inoltre, si incrementerà notevolmente in quanto gli intangibili (i marchi per esempio) erano stati iscritti in bilancio a un valore molto più basso.

I Burani oltre ad aver quotato in borsa il core business, cioè la moda, lo scorso anno hanno collocato sull'Expandi anche Greenvision, focalizzata sull'ambiente. Anche in questo caso gli investitori che hanno sottoscritto l'ipo si possono definire soddisfatti dato che il titolo viaggia sopra il 40% rispetto al prezzo del collocamento. Tra i progetti dell'ambiziosa famiglia ci potrebbe essere anche quello di portare sul mercato un altro tassello importante del gruppo: Antichi pellettieri. Secondo una prima valutazione il valore oscilla attorno ai 200 milioni di euro, oltre 80 milioni in più rispetto al suo fatturato e qualche decina di milioni in meno rispetto alla capitalizzazione della capogruppo. Antichi Pellettieri è controllato al 70% dai Burani, mentre il resto è in mano a LCapital (che fa capo in maggioranza al gruppo del lusso Lvmh).

wood
13-01-05, 18:00
MF

Cedolone in casa Burani

Il cda del gruppo della moda proporrà un dividendo straordinario di 0,3 euro.


La famiglia a cui fa capo l'azienda fashion incasserà 5,6 milioni, Interbanca 1 milione e la Hopa di Gnutti 500 mila euro. L'operazione è possibile grazie all'arrivo degli Ias

Pioggia di dividendi straordinari in casa Burani. Secondo quanto risulta a MF, a breve potrebbe essere convocato un consiglio di amministrazione della quotata Mariella Burani fashion group con all'ordine del giorno, appunto, la distribuzione di una cedola extra che si aggiungerà a quella ordinaria di 0,11 euro (in pagamento a maggio).
A ottobre 2005 potrebbe essere staccato, infatti, un nuovo dividendo di circa 0,3 euro. A conti fatti per i Burani, che controllano il 56% del capitale del gruppo della moda direttamente e indirettamente attraverso la Burani designer Holding, significa incassare 5,6 milioni di euro. Ma anche per Emilio Gnutti l'investimento fatto appena un anno fa si è trasformato in un buon affare. E così il finanziere bresciano, che a gennaio del 2004 ha rilevato il 5% del capitale, riceverà un regalo inaspettato da circa 500mila euro. Interbanca, socio indiretto sempre tramite Burani designer Holding con il 10%, incasserà circa 1 milione di euro. La Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani avrà, invece, garantito un dividendo da 200mila euro. Tra gli azionisti dell'azienda con il quartier generale a Cavriago (Reggio Emilia) figurano anche il San Paolo asset management (2,28%), Fineco asset management (2,21%) e Nextra (2,16%). Per gli azionisti, in generale, il monte dividendi complessivo, tra ordinari e straordinari, garantirà un rendimento del 4,8% su un valore di borsa che si aggira attorno a quota 8,32 euro.

La distribuzione avverrà utilizzando parte degli utili e attingendo parzialmente alle riserve. La decisione presa dalla famiglia si spiega con il buon andamento della società, superiore addirittura alle aspettative soprattutto nell'ultimo quadrimestre del 2004. Grazie, in particolare, all'espansione della rete retail, nei primi nove mesi del 2004 il fatturato consolidato è cresciuto del 15% passando da 279,8 a 321,7 milioni di euro. Il margine operativo lordo è salito a 37,4 milioni in aumento del 20,4%. Intanto le indicazioni sui dati preliminari relativi alla campagna vendita primavera-estate 2005 portano il management del gruppo a confermare le stime di crescita del fatturato a doppia cifra.

Con l'introduzione dei nuovi principi contabili internazionali che prevedono la valutazione al prezzo di mercato di tutte le attività il patrimonio netto, inoltre, si incrementerà notevolmente in quanto gli intangibili (i marchi per esempio) erano stati iscritti in bilancio a un valore molto più basso.

I Burani oltre ad aver quotato in borsa il core business, cioè la moda, lo scorso anno hanno collocato sull'Expandi anche Greenvision, focalizzata sull'ambiente. Anche in questo caso gli investitori che hanno sottoscritto l'ipo si possono definire soddisfatti dato che il titolo viaggia sopra il 40% rispetto al prezzo del collocamento. Tra i progetti dell'ambiziosa famiglia ci potrebbe essere anche quello di portare sul mercato un altro tassello importante del gruppo: Antichi pellettieri. Secondo una prima valutazione il valore oscilla attorno ai 200 milioni di euro, oltre 80 milioni in più rispetto al suo fatturato e qualche decina di milioni in meno rispetto alla capitalizzazione della capogruppo. Antichi Pellettieri è controllato al 70% dai Burani, mentre il resto è in mano a LCapital (che fa capo in maggioranza al gruppo del lusso Lvmh).


tu hai seguito questo titolo?
se si potresti darmi qualche dritta...grazie

LucioTrader
14-01-05, 07:28
MF

I casi di borsa in Italia

Mariella Burani Il Mercato Festeggia La Cedola Extra Da 0,25 Euro

Dopo aver toccato un massimo intraday a quota 8,69 euro, le azioni Mariella Burani fashion group si sono ridimensionate nel finale, chiudendo a quota 8,443 euro. Il titolo ha così spiccato durante la seduta di ieri un balzo dell'1,54%, con scambi pari all'1,36% del capitale (per un totale di 380 mila pezzi passati di mano). Ad accendere l'interesse sulle quotazioni è stata la conferma di quanto anticipato ieri da MF: il cda, che si è riunito in mattinata, ha deliberato di proporre all'assemblea del 29 aprile 2005 la distribuzione di un dividendo straordinario di 0,25 euro per azione, in pagamento dal prossimo 27 ottobre, e di un dividendo ordinario di 0,11 euro, in pagamento dal 26 maggio. Il monte dividendi garantisce un tasso di rendimento del 4,8%. La società ha precisato in una nota che ´l'incremento dei flussi di cassa e gli effetti positivi legati all'adeguamento del bilancio del gruppo ai principi contabili internazionali porteranno a un miglioramento del debt/equity ratio, anche successivamente alla distribuzione dei dividendi, dall'attuale 0,89 a 0,65 a fine 2005'.

wood
14-01-05, 08:12
ok grazie, ti ho scritto anche di la'(Mercato Italiano)

ciao e buona giornata

LucioTrader
19-01-05, 17:08
Mariella Burani, AD riduce quota del 3% a 55,99% - Consob

MILANO, 19 gennaio (Reuters) - Walter Burani, presidente e ad di Mariella Burani Fashion Group <MBFG.MI> ha ridotto la propria partecipazione nella società al 55,993% dal 58,837% precedente.

Lo dice la Conosb negli aggiornamenti sulle partecipazioni rilevanti.

L'operazione è datata 10 gennaio mentre la precedente quota risale all'8 ottobre.

Nei dettagli, il 20,6% circa del pacchetto è detenuto direttamente in usufrutto (19,5%) e in proprietà (1%), mentre il 33,4% è posseduto indirettamente tramite Burani Designer Holding Bv.

La rimanente partecipazione, senza diritto di voto, è detenuta dalla società stessa (per l'1,8%) e una quota residuale tramite Design & Licenses.

LucioTrader
04-02-05, 08:53
03/02 17:42 - Mariella Burani: Bipiemme Gestioni detiene 2,377% capitale

La Consob ha comunicato che Bipiemme Gestioni detiene il 2,377% del capitale di Mariella Burani nell'ambito dell'attività di gestione di fondi comuni. L’operazione risale al 26 gennaio scorso.

sibillo
07-02-05, 18:13
MF

I casi di borsa in Italia

Mariella Burani Il Mercato Festeggia La Cedola Extra Da 0,25 Euro

Dopo aver toccato un massimo intraday a quota 8,69 euro, le azioni Mariella Burani fashion group si sono ridimensionate nel finale, chiudendo a quota 8,443 euro. Il titolo ha così spiccato durante la seduta di ieri un balzo dell'1,54%, con scambi pari all'1,36% del capitale (per un totale di 380 mila pezzi passati di mano). Ad accendere l'interesse sulle quotazioni è stata la conferma di quanto anticipato ieri da MF: il cda, che si è riunito in mattinata, ha deliberato di proporre all'assemblea del 29 aprile 2005 la distribuzione di un dividendo straordinario di 0,25 euro per azione, in pagamento dal prossimo 27 ottobre, e di un dividendo ordinario di 0,11 euro, in pagamento dal 26 maggio. Il monte dividendi garantisce un tasso di rendimento del 4,8%. La società ha precisato in una nota che ´l'incremento dei flussi di cassa e gli effetti positivi legati all'adeguamento del bilancio del gruppo ai principi contabili internazionali porteranno a un miglioramento del debt/equity ratio, anche successivamente alla distribuzione dei dividendi, dall'attuale 0,89 a 0,65 a fine 2005'.
---------------
Oggi sono entrato con 1000 azioni sul titolo.
Mi convincono le motivazioni che molti hanno esposto e che non riprendo.
Aggiungo un qualcosa che fa pensare.
Tenete conto che il sito dal quale e' tratto l'articolo( www.socquot.com) e' forse la prima volta che su un titolo ha accenti positivi.
Cosa ne pensate?








(Gennaio/2005)

Burani S.p.A.

forse non è pura fantasia


I Burani prevedono per maggio la distribuzione di una maxi cedola con un dividendo straordinario di 0,3 €, derivante dall'utilizzo di parte degli utili e di riserve. Il bilancio pare che possa già beneficiare dell'applicazione dei nuovi principi contabili internazionali nella contabilizzazione delle immobilizzazioni, adeguandole ai prezzi di mercato.

I Burani hanno la lodevole volontà di rapportare la remunerazione dell'azione al 4,3% del valore. Una iniziativa che, come è ovvio, ha avuto il più ampio consenso anche degli investitori, manifestatosi con l'incremento della valutazione del titolo.

Particolare gradimento è quello dei principali azionisti: Emilio Gnutti con il 5% incasserà circa 500.000 Euro, Interbanca circa 1 milione di Euro, la Popolare di Lodi circa 200 mila Euro, somme minori ma non meno significative al S.Paolo asset management, Fineco asset management e Nextra.

Ai Burani che detengono il 56% del capitale, ovviamente, un "incasso" adeguato.
In merito non è il caso di ricordare che qualcuno ha detto che si deve amare il prossimo, per cui il prossimo più prossimo dei Burani, sono i Burani stessi.

____________ . _____________ .__________________


Marilena Ferrari nella composizione del nuovo Consiglio di Amministrazione ha inserito 4 "personaggi" ai quali è stata attribuita e riconosciuta la qualifica di "Consigliere indipendente".

Tutto l'equivoco insito in questa qualifica è stato ampiamente descritto (cfr ns. archivio : "Consiglieri indipendenti: l'equivoco non giova" ).

Sull'iniziativa della Burani si può, comunque, annotare che:

i 4 Consiglieri indipendenti sono minoranze in un organo amministrativo di 9 membri. La loro possibilità di incidere significativamente sulle delibere è, quindi, più formale che sostanziale.
Guido De Vivo è stato nominato Vice Presidente, i poteri, tuttavia, non sono stati indicati. De Vivo è un personaggio molto attento ai propri interessi: lo scorso anno fece approvare dall'assemblea l'aumento dei propri compensi; in dicembre ha venduto diritti legati all'aumento di capitale della Mittel (in cui ricopre la carica di Amministratore Delegato e Direttore Generale con ampi poteri) per un controvalore complessivo di di 786 mila Euro. Aver venduto i diritti connessi all'aumento di capitale della società che amministra, può essere significativo e suscitare un insieme di ipotesi. Ancora più significativo è però il fatto che De Vivo abbia poi acquistato 790.000 azioni per un controvalore di circa 2.685 milioni di Euro: e non è poco !
Si deve ricordare che De Vivo è un reticente per natura !

De Vivo è un manager che non ama la ribalta. Non sono, pertanto, solo queste le argomentazioni e motivazioni che possono averlo indotto ad accettare la nomina a Consigliere e Vice Presidente della Burani.


Pensare a un interesse del Gruppo Mittel nell'articolato e composito Gruppo Burani e/o viceversa, forse non è pura fantasia.

LucioTrader
07-02-05, 18:14
Che titolo.... sembra un orologio svizzero....

:D

sibillo
07-02-05, 18:18
Che titolo.... sembra un orologio svizzero....

:D
Dai una occhiata al post che ho appena inserito e dimmi cosa pensi.
Buona serata

LucioTrader
15-02-05, 09:01
*M.Burani: fatturato cons. 2004 a 428,1 mln (+19,5% a/a)

Io le ho mollate ieri a 9,20 Euro

sibillo
15-02-05, 21:04
*M.Burani: fatturato cons. 2004 a 428,1 mln (+19,5% a/a)

Io le ho mollate ieri a 9,20 Euro
...............
Incrementato ieri a 9,09 obbiettivo 10 .
Una grande societa'...ottimi utili ,ottimi dividendi ,alcune carattteristiche speculative......

giugno03
17-02-05, 15:32
non mi sembra male in ottica trading, le tengo d'occhio da una settimana e fanno un bel movimento. Oggi ho provato un'entrata a 9,24 con uscita a 9,40.
(Sperando che non finisca come il Linificio)
:rolleyes:

LucioTrader
29-04-05, 10:54
Mariella Burani acquista 100% svizzera Bernie's per 2,235 mln

MILANO, 29 aprile (Reuters) - Mariella Burani Fashion Group <MBFG.MI> ha acquisito il 100% di Bernie's, società svizzera leader nella distribuzione di beni di lusso, per 2,235 milioni di euro in contanti.

I risultati finanziari preliminari 2004 indicano che Bernie's ha generato ricavi per 19 milioni di euro con un margine operativo lordo di 1,1 milioni.

LucioTrader
18-05-05, 11:01
Mariella Burani. Primo quarto a +11,5%

16 maggio 2005


Partenza d'anno a +11,5% per Mariella Burani Fashion Group, che ha chiuso il primo quarto del 2005 con un fatturato di 117,6 milioni di Euro

Mariella Burani Fashion Group ha chiuso il primo trimestre dell'esercizio 2005 con una crescita di fatturato dell'11,5%, per 117,6 milioni di Euro. In aumento anche EBITDA e EBIT, per i quali il Gruppo di Cavriago ha registrato nel primo intervallo dell'anno incrementi rispettivi del 12,8% e del 15%, passando dai 12,8 milioni di Euro del margine operativo lordo al 31 marzo 2004 agli attuali 14,5 milioni di Euro, e dagli 8,1 milioni del risultato operativo raggiunto nel primo trimestre 2004 ai 9,3 milioni di Euro segnati nell'esercizio corrente. I primi tre mesi dell'anno 2005 segnano tra gli higlights del Gruppo l'espansione della rete distributiva con l'acquisizione della catena svizzera Bernie's, la conclusione dell'accordo per la nuova licenza nel settore occhiali e la consegna delle collezioni distribuite in licenza, tra le quali Ungaro Fuchsia, Vivienne Westwood Anglomania e 1000 Miglia. Nello stesso periodo la rete retail ha visto l'inaugurazione di sette nuove boutique, con 4 insegne Mariella Burani a Bergamo, Padova, Madrid e Portofino; un Mariella Burani Details a Ryad; un monomarca Francesco Biasia a Hong Kong e una nuova vetrina Braccialini a Novara. La crescita della rete distributiva diretta del Gruppo ha inoltre innalzato la quota del fatturato generato da DOS e franchisees al 38,2% sul consolidato del primo trimestre 2005 dal 30,1% dello stesso periodo del 2004. Nella divisione per mercati resta l'Europa il mercato principale del Gruppo, che nell'area raccoglie il 90,4% del giro d'affari globale, trainata da Russia ed Europa dell'Est, ormai giunte a sviluppare il 15% del turnover.

Uplifting
19-05-05, 17:11
Entrato anch'io sul titolo a 9,73 con SL a 9,43. Oggi mi è scattato lo stop su Banca Finnat, da cui sono uscito con un buon 20% di gain.

LucioTrader
17-07-05, 14:55
Dopo Greenvision la famiglia reggiana porta a Piazza Affari anche Bioera Rinviata, invece, l’Ipo di Antichi Pellettieri: Lv Capital scambierà il 20% con il 6% della Mbfg. «Lo swap sarà entro fine anno», dice Giovanni Burani

di Luca Testoni - 16-07-2005

I Burani calano il tris in Piazza Affari, ma tengono in mano l’ultimo asso, per giocarlo probabilmente quando il piatto sarà ancora più ricco. La famiglia di Cavriago farà debuttare all’Expandi, mercoledì 27 luglio, Bioera, società attiva nel settore dell’erboristeria, di cui controlla il 75% attraverso Greenholding, mentre circa un altro 4% del capitale è direttamente nelle mani di Giovanni e Andrea Burani. È la terza azienda portata sul listino dagli imprenditori reggiani, dopo la quotazione nel 2000 delle attività moda della stilista Mariella Burani (oggi allo Star) e quella, lo scorso luglio, di Greenvision (anche questa sull’Expandi). Per ora non ci sarà, invece, la quarta Ipo. Quella, per così dire, dell’asso di cuori. Nei mesi scorsi si era più volte parlato della possibilità di collocare il gioiello della Mariella Burani Fashion Group (Mbfg): la divisione Antichi Pellettieri (AP). L’azienda, che raggruppa i marchi delle calzature e degli accessori, è stata costituita a suon di acquisizioni di marchi da rilanciare, tra cui Braccialini, Baldinini e Biasia, negli anni tra il 1999 e il 2002. Nel 2003, il 30% è stato ceduto al fondo francese Lv Capital, dietro cui sta il numero uno mondiale del lusso, la Lvmh di Bernard Arnault. Tra le ipotesi per liquidare la quota francese c’era, appunto, lo spin off e successiva ipo. Invece, ci sarà uno swap azionario tra il 20% di AP in mano a Lv Capital e titoli Mbfg. Niente borsa, insomma. Ma il poker è solo rimandato.

SWAP E PELLI.

«L’operazione si chiuderà - spiega Giovanni Burani, amministratore delegato di Mbfg a Bloomberg B&F - entro fine anno». Lv Capital manterrà un 10% di Antichi Pellettieri, e cederà al gruppo reggiano il restante 20% della quota rilevata due anni fa. In cambio, i francesi riceveranno il 6% della Mbfg attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato. Alle attuali quotazioni di Borsa significa circa 17-18 milioni di euro. Il che assegnerebbe ad Antichi Pellettieri un valore complessivo attorno ai 90 milioni. In realtà, si tratta di un prezzo scontato. Il gruppo reggiano, infatti, per riacquistare la quota in mano a Lv Capital ha estratto dal cassetto una opzione call, a prezzi inferiori del mercato. L’operazione è realizzata «sulla base di un equity value assegnato ad AP pari a 120 milioni di euro», riprende Burani (il che significa valutare l’intero gruppo reggiano attorno ai 400 milioni). In ogni caso, «lo scambio crea valore per gli attuali azionisti Mbfg. Nell’ipotesi di quotazione, le banche sono arrivate a valutare la divisione pelletteria fino a 200 milioni». Per l’azienda di Cavriago, riportare in casa il 20%, ai prezzi scontati della call, era la strada migliore per liquidare i francesi. Peraltro contenti di aver partecipato a un investimento «che ha garantito - aveva già spiegato Burani - un ritorno a tre cifre». Gli stessi francesi, poi, incamerando il 6% di Mbfg, avranno la possibilità di godere della piena valorizzazione di AP in una successiva ipo. Che non è da escludere entro il primo semestre del 2006.

CAVRIAGO SUL LISTINO.

I Burani si confermano uno dei migliori esempi di rivoluzione finanziaria applicata a una società familiare. Quando la stilista Mariella atterrò sul listino vantava un giro d’affari di circa 300 miliardi di vecchie lire. Fino ad allora era ancora un campione dell’industria della via Emilia, fatta di spirito imprenditoriale generazionale. In soli quattro esercizi, nel 2004, ha sfondato i 429 milioni di euro, dopo aver messo a segno una decina di acquisizioni tra Germania (René Lazard), Austria (Don Gil) e, ovviamente, Italia. Nel 2005 «puntiamo a una crescita organica del 9%», conferma Burani. Per finanziare shopping e nuovi negozi il gruppo ha pagato in termini di profittabilità. Ma il tempo di acquisizioni e aperture forsennate è finito: «Nel 2005 - dice Giovanni - le nuove boutique saranno 16 contro oltre la ventina dello scorso anno». La strategia è stata apprezzata dagli analisti. Un report di Mediobanca conferma al titolo giudizio outperform con target price 12 euro: «Prevediamo - si legge nella nota - ricavi 2005 per 478 milioni e un utile netto (posto un tax rate del 35%) per 13,9 milioni (contro i 9,2 del 2004)». Insomma, Mbfg sembra ormai navigare verso il consolidamento. E così la gente di Cavriago si è inventata nuove sfide. I Burani hanno ceduto quote societarie: a Hopa il 5%; a Interbanca il 30% della Burani Designer Holding, la finanziaria di famiglia che ha il 33% della Mbfg. Pur mantenendo saldo il controllo sull’azienda (dopo l’aumento pro Lv Capital conserveranno circa il 54%), hanno accumulato risorse per tornare a «giocare» in Borsa, portando in Piazza Affari attività piuttosto insolite. Con Greenvision il gioco è riuscito. La società opera nel settore della conservazione e sicurezza del territorio. Pensare che tra le attività c’è la coltura di una pianta, la Kenaf, alternativa a quella canapa che a Reggio e dintorni ha mantenuto generazioni di contadini. Ma il mercato ha creduto ai Burani: presto dovrebbero entrare nuovi soci, e il titolo ha raggiunto il massimo in Piazza Affari lo scorso 14 luglio a 13,6 euro, vicino al doppio di quello dell’Ipo (7 euro). Ora, la famiglia gioca la carta Bioera. L’Opvs, curata da Caboto, avrà per oggetto il 25,83% del capitale. Dopo l’Ipo che per il 90% avverrà tramite aumento di capitale, i Burani manterranno circa il 60% del capitale (il 10% rimarrà al management). Con Bioera, il tris in Piazza Affari vale per la famiglia di Cavriago oltre 230 milioni. In attesa dell’asso di cuori.

LucioTrader
29-07-05, 07:12
L Capital rivende Antichi Pellettieri a Mbfg. Con sconto

di Luca Testoni del 29-07-2005
da Finanza&Mercati del 29-07-2005
[Nr. 148 pagina 15]

I francesi cedono il 20% della divisione pelletteria in cambio del 6% del gruppo Burani che è valutato 330 milioni di euro

Il fondo L Capital entra nel capitale di Mariella Burani Fashion Group. I francesi, come anticipato il 16 luglio da Bloomberg Borsa & Finanza, rilevano il 6% della Mbfg attraverso un aumento di capitale riservato, in cambio del 20% di Antichi Pellettieri. Quest’ultima è l’azienda in cui il gruppo d’abbigliamento di Cavriago (Re) ha raggruppato i marchi di calzature e accessori, tra cui Braccialini, Baldinini e Biasia, conquistati a suon di acquisizioni tra il 1999 e il 2002. Nel 2003, il 30% è stato ceduto al fondo francese L Capital, dietro cui sta il numero uno mondiale del lusso, Lvmh di Bernard Arnault. Tra le ipotesi per liquidare la quota francese c’era anche lo spin off e successiva Ipo. Invece, c’è stato lo swap azionario. L Capital manterrà un 10% di Antichi Pellettieri, che lo scorso anno ha generato un fatturato di 125 milioni di euro e un ebitda di 17,6 milioni. In cambio del 20%, il fondo ottiene 1,907 milioni di nuove azioni Mbfg a 11,7 euro l’una, prezzo superiore alla quotazione di ieri (l’accordo è arrivato dopo la chiusura di Borsa, quando il titolo Mbfg ha chiuso a 10,95 euro) e al record storico di 11,4 euro di febbraio. I francesi diventano il secondo azionista (con un accordo di lock-up di 24 mesi) pagando in totale 22,3 milioni di euro. Il che assegna ad Antichi Pellettieri un valore di circa 90 milioni di euro, cifra scontata in quanto Mbfg ha potuto utilizzare una opzione call. Secondo l’amministratore delegato Giovanni Burani «nell’ipotesi di quotazione, le banche sono arrivate a valutare la divisione pelletteria fino a 200 milioni». In ogni caso, «lo scambio crea valore per gli attuali azionisti Mbfg - ha aggiunto Burani - in quanto l’incremento di utile netto generato dal riacquisto delle minority è più che proporzionale all’impatto della nuova emissione di titoli». Per l’azienda di Cavriago, perciò, riportare in casa il 20% di Antichi Pelletieri ai prezzi scontati della call era la strada più conveniente per liquidare i francesi. Che ora entrano nella gestione nominando un componente nel nuovo Comitato strategico. Non è poi da escludere che la divisione pelletteria finisca in Borsa nei prossimi mesi. Mbfg ha anche approvato i ricavi preconsuntivi del semestre: 218 milioni (più 9%).

LucioTrader
03-08-05, 16:52
M.Burani F.G.: quota Bipiemme Gestioni Sgr sotto al 2%

MILANO (MF-DJ)--Bipiemme Gestioni Sgr ha ridotto al di sotto della soglia del 2% la quota di capitale detenuta in M.Burani F.G. il 29 luglio.

Lo si apprende dalle comunicazioni societarie alla Consob rese note oggi dove si ricorda che la Sgr deteneva il 2,377% di M.Burani F.G. dal 26 gennaio scorso.

LucioTrader
04-09-05, 23:47
L’affare LCapital mette le ali a Burani

di B&F - 03-09-2005

Fra alti e bassi del mercato, un titolo che continua a dare buone soddisfazioni ai propri azionisti è Mariella Burani Fashion Group, il cui trend rialzista appare quasi inarrestabile da almeno un triennio. Non solo la società fiorentina pare non aver mai subìto alcuna crisi di settore ma anzi, ora che il cosiddetto «polo del lusso» vive una congiuntura particolarmente favorevole, le prospettive di crescita appaiono ancora promettenti. La società si è dotata di una struttura molto efficiente, organizzata in tre divisioni principali: l’abbigliamento (vero e proprio core business), che include anche il tessile e la maglieria e che incide per i due terzi circa del fatturato consolidato; il leather goods, focalizzato nella progettazione, produzione e distribuzione di calzature, borse, abbigliamento e accessori di vario tipo in pelle, che contribuisce per il 30% circa del fatturato consolidato; il digital fashion, che raggruppa le società dedite alla produzione e installazione di software e di servizi internet, a supporto sia delle esigenze del gruppo sia dell’esterno, che incide per il 4% circa sul consolidato totale. I dati preliminari sulle vendite del primo semestre, comunicati a fine luglio, continuano a evidenziare una crescita organica di tutto rispetto (11%), a conferma di un management in grado di concentrarsi sulle aree di business tendenzialmente più redditizie; il settore abbigliamento, infatti, ha dovuto sopportare una contrazione per la cessazione di produzione della maglieria e in conseguenza di un mercato tedesco sofferente, ma ha anche beneficiato del fatturato derivante dall’acquisizione di 16 negozi in Svizzera e delle strategie in Russia e nell’Europa dell’est in generale. Nel primi sei mesi del 2005 sono poi stati inaugurati tre nuovi negozi di proprietà e cinque in franchising, e sono stati firmati nuovi accordi di distribuzione in Medio Oriente. È poi nel settore pelletteria che di recente si è avuta la novità più interessante, con il riacquisto contro carta del 20% della divisione dal fondo LCapital; l’operazione prevede un aumento di capitale riservato a un prezzo di 11,7 euro per azione, con un lock-up di due anni e una valenza strategica finanziaria e industriale particolare. Il fondo, che fa capo a Lvmh, entrerà a fare parte di un comitato strategico che affiancherà il board del gruppo Burani per lo sviluppo del piano retail e per i progetti speciali, mettendo a disposizione della società esperienza e know how della maison francese. Con questa operazione LCapital diventerà il secondo azionista di riferimento della società con il 6,4% riducendo la partecipazione della famiglia al 53% sufficiente, comunque, a mantenerne il controllo diretto. I dati preliminari del semestre, che saranno resi definitivi solo a fine mese, unitamente ai benefici di quest’ultima operazione, hanno indotto le principali case di brokeraggio a rivedere al rialzo le stime sul titolo: la valorizzazione della divisione pelletteria pare non essere ancora completata e nulla esclude che potrebbe essere oggetto di una quotazione separata. Il trend di crescita dell’abbigliamento in mercati a elevati tassi di sviluppo permane altamente positivo, grazie a una strategia che si sta dimostrando molto efficiente soprattutto in termini di incidenza sulla struttura dei costi. In tale contesto i target del titolo vengono indicati in circa 13 euro per azione, con un upside potenziale del 20 per cento. La società si presenta quindi ancora a sconto sui fondamentali e ogni correzione al ribasso delle quotazioni appare una buona occasione per accumulare un titolo con margini di apprezzamento interessanti.

Agroniaz
05-09-05, 21:31
Speriamo si decida presto a superare i massimi assoluti !

;-))

kappa
08-09-05, 20:40
si parte
volumi in arrivo
ke bel titolo
:D

Agroniaz
08-09-05, 21:54
[QUOTE=Agroniaz]Speriamo si decida presto a superare i massimi assoluti !

;-))


Ancora un piccolo sforzo e ci siamo !

:-)

Verde
26-09-05, 10:18
Se la galassia Marzotto....vola........si passa dalle svendite al meglio alle spazzolate e alla distribuzione.........lei passa inosservata...........dovrebbe a prospettive stare
a 15 euro.........non so se avete presente chi ha comprato il 6%...mica un marzottino.......ciao.

Barry
14-11-05, 18:17
Il 10 novembre ci doveva essere il cda 3° quadr. ma non ho trovato nessun comunicato.
Sapete niente?

10 Novembre 2005 CdA Approvazione della Relazione Trimestrale al 30 settembre 2005 (3Q 2005) -
MARIELLA BURANI FASHION GROUP

Barry
15-11-05, 09:40
Ecco qua.


Mariella Burani, utile lordo 9 mesi sale del 14,3% a 16,1 mln



MILANO, 15 novembre (Reuters) - Mariella Burani Fashion Group ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con un utile ante imposte in aumento del 14,3% a 16,1 milioni di euro, informa una nota. Le vendite sono cresciute dell'11,1% a 356,6 milioni, l'Ebitda del 21,8% 42 milioni, l'Ebit del 18,8% a 26,2 milioni. Visto il positivo riscontro delle vendite delle collezioni autunno/inverno 2005 nei negozi del gruppo, insieme ai buoni risultati ottenuti dalla rete retail, la società "conferma le attese per una crescita a doppia cifra nel 2005". Per leggere il comunicato integrale della società i clienti Reuters possono cliccare su [nBIA15635] ((Redazione Milano, reuters messaging: claudia.cristoferi.reuters.com@reuters.n et, +39 0266129557, milan.newsroom@reuters.com))

08:58-15/11

Verde
19-12-05, 09:15
Sospesa.....si va verso i 15?
Sperem:D

LucioTrader
22-12-05, 15:50
Mariella Burani

Scende la quota della famiglia che, secondo le comunicazioni alla Consob, lo scorso 14 dicembre ha ridotto la sua partecipazione dal 54,8 al 50,8% del capitale (compreso uno 0,7% di azioni proprie). D’altra parte, da gennaio il titolo ha guadagnato più del 59% e la scelta di alleggerire, mantenendosi tuttavia oltre il 50% del capitale, è abbastanza logica. Per guardare a un’altra Fashion group, ovvero Valentino, c’è da registrare i continui acquisti effettuati da Andrea Donà dalle Rose il quale, dopo aver rastrellato un po’ di Hugo Boss, nel giro di alcuni giorni ha acquistato un totale di 100 mila azioni per un investimento di circa 2 milioni. Situazioni diverse, assetti azionari del tutto diversi. Ma per chi avesse voglia di investire nel lusso, e in particolare, in un fashion group, meglio puntare su un’azienda nella quale gli azionisti di controllo stanno vendendo oppure in una in cui stanno comprando?

UpGrade
29-12-05, 23:06
Mariella Burani

Scende la quota della famiglia che, secondo le comunicazioni alla Consob, lo scorso 14 dicembre ha ridotto la sua partecipazione dal 54,8 al 50,8% del capitale (compreso uno 0,7% di azioni proprie). D’altra parte, da gennaio il titolo ha guadagnato più del 59% e la scelta di alleggerire, mantenendosi tuttavia oltre il 50% del capitale, è abbastanza logica. Per guardare a un’altra Fashion group, ovvero Valentino, c’è da registrare i continui acquisti effettuati da Andrea Donà dalle Rose il quale, dopo aver rastrellato un po’ di Hugo Boss, nel giro di alcuni giorni ha acquistato un totale di 100 mila azioni per un investimento di circa 2 milioni. Situazioni diverse, assetti azionari del tutto diversi. Ma per chi avesse voglia di investire nel lusso, e in particolare, in un fashion group, meglio puntare su un’azienda nella quale gli azionisti di controllo stanno vendendo oppure in una in cui stanno comprando?

è STATO UN GRANDE INVESTIMENTO.....HO CHIUSO OGGI CON L'ULTIMA AZIONE A 13,40....VENDUTE TUTTE GAIN + 80%......

LucioTrader
27-01-06, 10:24
Turbo Burani ricavi in volo verso 730 mln

da Finanza&Mercati del 27-01-2006

I Burani proiettati verso i 730 milioni di euro di giro d’affari. Secondo stime di una banca d’affari vicina alla società, la famiglia di Cavriago, attraverso le aziende controllate presenti in Piazza Affari, già nel 2005 ha sfiorato i 630 milioni di ricavi, ripartiti tra Mariella Burani Fashion Group (480 milioni contro i 429 del 2004), Bioera (47 milioni) e Greenvision Ambiente (97 milioni rispetto ai 64,4 precedenti). Nell’esercizio in corso, le previsioni sono di un incremento generale di almeno il 15%, con un giro d’affari stimato a 530 milioni per Mariella Burani, 90 milioni per Bioera e oltre 100 milioni per Greenvision. Insomma, procede a marce forzate la crescita in Borsa della galassia della famiglia reggiana, sbarcata sul listino con la griffe della madre Mariella nel 2000 (con un fatturato di 300 miliardi di lire), seguita nel luglio 2004 dalla holding verde Greenvision (sull’Expandi) e a un anno di distanza da Bioera (sempre sull’Expandi).
E non è detto che anche il prossimo luglio non sia foriero di sbarchi in Piazza Affari targati Cavriago: sulla rampa di lancia c’è lo spin off e la quotazione della divisione pelletteria di Mariella Burani, l’Antichi Pellettieri (AP), che ha archiviato il 2005 con una crescita dei ricavi del 17% a 150 milioni e che prevede un ulteriore sviluppo del 20% quest’anno. Con Mediobanca «stiamo studiando la quotazione della società - ha spiegato l’amministratore delegato Giovanni Burani - che potrebbe arrivare quest’anno». Nel 2003 i Burani avevano ceduto il 30% dell’AP al fondo francese di Lvmh, L Capital che ha rivenduto la scorsa estate alla famiglia il 20% della quota in AP in cambio del 6% della Mbfg. La valutazione dello scambio (90 milioni) si legava a una precedente call in mano ai Burani. Assegnando ad AP i multipli di un competitor come Tod’s (13 il prezzo/ebitda), il valore di AP (17,6 milioni l’ebitda 2004) potrebbe superare i 200 milioni. I Burani manterrebbero (attraverso Mbfg) tra il 51 e il 55% di AP. Una quota simile a quella posseduta in Mbfg e Greenvision, dove per ora è tramontata l’ipotesi, ventilata nei mesi scorsi, di ingresso nel capitale di un socio industriale.

LucioTrader
03-02-06, 09:58
Mariella Burani

Il fashion group di Reggio Emilia si apprestava ieri, buon ultimo nel settore del lusso, a comunicare i risultati preliminari del 2005. Ma qualcosa è andato storto. Nel corso del pomeriggio l’azienda ha informato, uno per uno, analisti finanziari e giornalisti specializzati che era spiacente di dover rinviare a lunedì prossimo l’annuncio dei dati. Curiosa la motivazione del rinvio: una improvvisa indisposizione dell’investor relator, Carol Brumer Scarlatti. Nel mentre auguriamo alla signora Brumer di rimettersi al più presto, sorge spontanea una domanda: quando mai si è visto che un appuntamento con la comunità finanziaria viene posticipato per la defezione di un esponente aziendale che non ha responsabilità di gestione e che dispone comunque di un suo staff? In fondo non si trattava di decidere dei numeri, ma solo di renderli noti ed eventualmente commentarli. Come nel mondo dello spettacolo, anche in quello della moda vige la regola che «the show must go on». E d’altra parte, la signora Mariella Burani, che ha sempre saputo coniugare lavoro e famiglia, non ha mai rinviato una sola collezione.

LucioTrader
17-02-06, 09:01
Mariella Burani

da Finanza&Mercati del 17-02-2006

Chiusura in bellezza dei conti 2005 per Mariella Burani Fashion Group. Bene i ricavi, cresciuti del 12,3%; ancora meglio i margini di redditività, migliorati del 34,9% a livello di ebitda, del 44,5% per quanto riguarda l'ebit e del 67,4% alla voce utile lordo. Anche la situazione finanziaria, secondo i dati forniti, segna evidenti progressi. «Il debito netto - si legge nella nota diffusa da Burani - si attesta a 169,3 milioni e riflette un debt/equity pari a 0,69, nonostante i significativi investimenti effettuati durante l'anno per le acquisizioni strategiche, l'apertura di nuove boutique e il riacquisto delle minorities». Siamo nella tipica situazione della botte piena con moglie ubriaca. Com'è possibile fare tutti questi investimenti senza ricorrere ad aumenti di capitale e migliorando gli indicatori patrimoniali? Semplicemente ricorrendo ai principi contabili Ias. I quali, per Burani, hanno consentito una rivalutazione del patrimonio netto, fin dal 2004, dai 133 milioni del 2003 a 207,9 milioni. Nulla di insolito: il cambio degli Ias ha determinato sensibili miglioramenti patrimoniali per la gran parte delle società quotate. Solo, basta dirlo. In verità Burani lo ha fatto, scegliendo però la modalità più formale e quindi meno esplicita. Il che, mentre nulla toglie alla bontà dell'informazione, così facendo si omette tuttavia di descrivere le conseguenze sul bilancio dell'applicazione dei principi Ias. Peccato per un'azienda così ben gestita. E soprattutto con una fama di correttezza e trasparenza tutt’altro che formali.

LucioTrader
02-03-06, 17:34
Mariella Burani da l'Ok ad Antichi Pellettieri

Il CdA di Mariella Burani da l'Ok al progetto di quotazione di Antichi Pellettieri

FTAOnline News - Milano, 2 Mar - 17:00

Il CdA (Consiglio di Amministrazione) di Mariella Burani Fashion Group ha comunicato in data odierna di approvare il progetto di quotazione delle azioni ordinarie della società Antichi Pellettieri S.p.A., controllata per l'84,55% da Mariella Burani. Antichi Pellettieri, della divisione Leather Goods di Mariella Burani Fashion Group, riunisce le società del Gruppo focalizzate nella progettazione, produzione e distribuzione di collezione di calzature, borse, accessori e abbigliamento in pelle con marchi quali Braccialini, Biasia e Baldinini. La Società negli ultimi 4 anni ha fatto registrare fatturato ed Ebitda in aumento, con una crescita media annua del 23%. Nel 2005 Antichi Pellettieri ha generato il 32% del fatturato di Gruppo ed il 33% dell’Ebitda di Gruppo.
Mariella Burani Fashion Group ha inoltre annunciato che intende effettuare un’offerta pubblica di sottoscrizione e vendita (OPVS) di azioni Antichi Pellettieri pur conservandone il controllo.

LucioTrader
04-04-06, 16:54
M.Burani, West Lb alza Tp a 20,7 da 18,8 euro

MF-Dow Jones - 30/03/2006 13:04:00

MILANO (MF-DJ)--West Lb ha incrementato il target price di M.Burani da 18,8 a 20,7 euro. L'upgrade segue un rialzo delle stime di Eps 2006-07 di riflesso ad un taglio delle previsioni sul tax-rate del gruppo (visto adesso al 30%). Rating buy invariato. M.Burani -0,11% a 18,33 euro.

LucioTrader
06-04-06, 09:21
Cheuvreux dà la scossa

da Finanza&Mercati del 06-04-2006
[Nr. 68 pagina 3]

Gli analisti di Cheuvreux danno la scossa a Burani che ieri ha chiuso la giornata con un balzo del 7,07% a 20,13 euro. Il broker francese ha avviato la copertura sul titolo della società con la raccomandazione outperform, mentre il prezzo obiettivo è stato fissato a 23,30 euro. Merito delle buone indicazioni che arrivano dal mercato dell’est Europa e dall’Asia. Secondo le stime degli esperti, queste due aree arriveranno a pesare per il 29% sui ricavi totali entro il 2008 rispetto al 22% del 2005. Non basta. Il giudizio viene supportato anche dai conti 2005. L’utile netto è salito a 19,1 milioni (+198,5%) dai 6,4 milioni del 2004 e con ricavi a 483,1 milioni (+12,5%) contro 429,6 milioni sempre dell'esercizio precedente. Il mol ha raggiunto 61,4 milioni (+35,9%) da 45,2 milioni del 2004, l’Ebit è 42,7 milioni (+47%) da 29 milioni. A livello consolidato l’utile netto è stato 22,3 milioni (+186,3%) dai 7,8 milioni del 2004. Il consiglio di amministrazione ha proposto la distribuzione di un dividendo ordinario di 0,13 euro per azione rispetto ai 0,11 euro dello scorso esercizio.

sentex
24-04-06, 18:35
E bravo Walter Burani oggi ha fatto il pieno.

Acquistati 735.714,75 euro al prezzo medio di circa 19.4 euro.

sentex
06-05-06, 12:49
Buona l'impostazione grafica che vede il titolo a ridosso del max storico 20.88 del 10 aprile.
Sarà interessante seguire l'ottava entrante e relativi volumi (ancora scarsi)
Occhio al break ;)

sentex
08-05-06, 12:42
10:29:00

(ASCA) - Roma, 8 mag - Risultati in crescita per Antichi
Pellettieri, societa' del gruppo Mariella Burani, nel primo
trimestre.
Il fatturato consolidato ha evidenziato un incremento del
34,6%, a 56,5 milioni di euro (77,4 milioni, +84,4% a livello
proforma). L'ebitda si e' attestato a 8,6 milioni (12,9
milioni pro-forma), contro i 3,5 milioni circa dell'analogo
periodo del 2005, mentre l'utile ante imposte e' aumentato
del 333,7% a 9,6 milioni.

sentex
09-05-06, 10:17
Oggi si balla. OK!
Vediamo il close.

sentex
09-05-06, 11:54
Nuovo max 22.08 e volumi che superano i 100 mila pezzi.

Mi distendo solitario in questo appartamentino di thread :D

Zeist
09-05-06, 12:00
Nuovo max 22.08 e volumi che superano i 100 mila pezzi.

Mi distendo solitario in questo appartamentino di thread :D


Non sei solo OK!

sentex
09-05-06, 12:13
Non sei solo OK!

Ma vieniiiiiiiiiiiiiii, un altro socio OK!
Toh ti offro un drink :D

kkevinn1
09-05-06, 12:16
..ci Sono Ankio...

vileggo
09-05-06, 12:30
se si beve ..ci sono ... bel titoletto e quando quoteranno antichi pell..bevute a raffica

Zeist
09-05-06, 14:38
+10,14% ovvero 22,92

22,99 mentre scrivo

La tentazione è forte!

Zeist
09-05-06, 15:18
+10,14% ovvero 22,92

22,99 mentre scrivo

La tentazione è forte!

Servito a 23,1 :clap: :bye:

Proprio non credevo che ci arrivasse oggi
Spero di tornare presto!! :specchio:

elpablo
09-05-06, 15:27
Ma vieniiiiiiiiiiiiiii, un altro socio OK!
Toh ti offro un drink :D
:mad: :mad: :mad:
che ti fa un titolo che ristagna e ti blocca (EEMS)...
ieri avevo letto la notizia dell'incremento degli utili :eek: e purtroppo non avevo liquidità da mettere dentro.
E vedi che succede oggi...
Mi sto mangiando mani, braccia, piedi... :mad: :mad: :mad:
Avrei gradito molto il drink :D :D :D
Cmq, bel titolo :)
Previsioni?

LucioTrader
10-05-06, 09:15
Exploit firmato Antichi Pellettieri

da Finanza&Mercati del 10-05-2006
[Nr. 90 pagina 3]

Exploit di Mariella Burani che ieri, dopo una sospensione al rialzo, ha messo a segno un balzo del 9,18% a 22,72 euro. In attesa del consiglio di amministrazione sui conti trimestrali in programma lunedì 15 maggio, a dare appeal al titolo sono state le buone notizie arrivate dai conti del primo trimestre 2006 della controllata Antichi Pellettieri. La società, prossima alla quotazione a Piazza Affari, ha mostrato un fatturato in aumento del 34,6% a 56,5 milioni (a livello organico), che diventano 77,4 milioni (più 84,4%) a livello pro-forma, ossia con l’inserimento nel perimetro di consolidamento della neoacquisita Coccinelle. L’utile ante-imposte organico è cresciuto del 195% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, attestandosi a 5,9 milioni. In considerazione degli ottimi risultati registrati da Antichi Pellettieri gli analisti di Abaxbank hanno alzato le stime su Mariella Burani per il 2006. Il target price sul titolo è passato a 23,4 euro dai precedenti 22,2 euro, confermando il giudizio di outperform. Anche WestLb ha alzato il prezzo obiettivo da 20,7 a 22,8 euro confermando buy.

tallcandle
19-05-06, 13:02
19/05/2006 12:45 - Mariella Burani: Cheuvreux alza prezzo obiettivo a 25,60 euro
Cheuvreux ha reso noto di avere alzato il target price su Mariella Burani da 23,30 euro a 25,60 euro.

ilgattoelavolpe
22-05-06, 14:04
MILANO, 22 maggio (Reuters) - Il gruppo Mariella Burani non esclude di distribuire un dividendo straordinario attingendo dai proventi della quotazione della controllata Antichi Pellettieri.

"Con i proventi dell Ipo di Antichi Pellettieri penseremo ai nostri azionisti e non escludiamo un possibile dividendo straordinario", ha spiegato l Ad del gruppo, senza aggiungere dettagli sulla tempistica della cedola.

Quanto al payout di Antichi Pellettieri, attesa all Expandi il 7 giugno, "il payout potrebbe essere del 30% quest anno e del 30-40% i prossimi anni", ha aggiunto Burani, che è anche presidente della società di borse, calzature e accessori, nel corso della conferenze stampa sulla quotazione.

Il fatturato 2006 stimato della prossima matricola di Piazza Affari è 250-255 milioni con un Ebitda di 39-41 milioni. Oltre il 40% dei ricavi arriverà da Braccialini (borse e accessori insieme al marchio Biasia), mentre il 52% deriverà dalla collezione Baldanini (calzature).

Nel primo trimestre Antichi Pellettieri ha realizzato un utile prima delle imposte in crescita del 195% a 5,9 milioni di euro su un fatturato di 56,5 milioni (+34,6%).

Riguardo a una eventuale campagna acquisti grazie ai proventi dell Ipo, Burani ha ribadito quanto dichiarato la scorsa settimana a margine di una presentazione di Deutsche Bank.

Le acquisizioni verrano realizzate nella pelletteria, ad esempio nel segmento borse, non escluso l estero, soprattutto in Europa.

((Elisabetta Andreis, in redazione a Milano Luca Trogni, Reuters messaging: cristina.carlevaro.reuters.com@reuters

elpablo
30-05-06, 19:47
"Con i proventi dell Ipo di Antichi Pellettieri penseremo ai nostri azionisti e non escludiamo un possibile dividendo straordinario", ha spiegato l Ad del gruppo, senza aggiungere dettagli sulla tempistica della cedola.

Vuoi vedere che sarà proprio così?
Ho visto oggi una mitica rastrellata da 74K pezzi (12.36.09 20,96 -0,71 74.000 http://www.borsaitalia.it/bitApp/intraday.bit?isin=IT0001403739&target=azioni&lang=it&page=3) in un momento di calma, ed è pure passata inosservata... :mmmm:

Intanto Antichi Pellettieri sembra sia già interamente sottoscritta :D
Ipo.it 27/05/2006
IPO A.Pellettieri ampiamente coperta
L'offerta istituzionale di Antichi Pellettieri, secondo i rumors, è già stata ampiamente sottoscritta nella parte alta della forchetta.
Il bookbuiding istituzionale e l'offerta pubblica (cominciata ieri) si chiudono il 1 giugno, con debutto atteso all'Expandi il 7.
L'intervallo fissato per la IPO è compreso tra 7,15-8,5 euro.

elpablo
02-06-06, 14:35
Antichi Pellettieri sbarchera' in Borsa a 7,7 euro per azione

Finanzaonline.com - 02/06/2006 09:22 - Antichi Pellettieri sbarcherà in Borsa a 7,77 euro. Lo comunica Mariella Burani, la società che controlla la prossima debuttante a Piazza Affari. Sulla base del prezzo d'offerta di 7,77 euro per azione, la capitalizzazione di Borsa di Antichi Pellettieri sarà pari a circa 350 milioni di euro. In virtù del prezzo d'offerta, il controvalore del lotto minimo - composto da 450 azioni - è pari a 3.496,50 euro, quello del lotto minimo maggiorato - composto da 4.500 azioni - è pari a 34.965 euro. I risultati dell'offerta pubblica ed i risultati riepilogativi dell'offerta globale saranno resi pubblici mediante pubblicazione di avviso il prossimo martedì 6 giugno.
E Mariella fa +5 :D

Gary Bielfeldt
08-01-07, 18:09
Mff

Tre regali sotto l'albero Burani

Il gruppo completa il polo della gioielleria con Valente e Rosato e delibera la distribuzione di un dividendo extra di 0,34 euro.


Il gruppo Burani completa la costituzione del polo della gioielleria con Valente e Rosato, due società in forte crescita attive nel segmento della cosiddetta fashion jewellery e delibera la distribuzione di un dividendo extra di 0,34 euro.

Il dono natalizio rappresentato dalla distribuzione di una cedola pari al 2% circa del l'attuale valore di borsa del titolo va incontro alle aspettative del mercato, che sperava nella distribuzione di parte dell'introito derivante dal collocamento di Antichi pellettieri.

Ma anche la duplice acquisizione può essere considerata un dono natalizio per le ripercussioni che potrebbe avere sulla valutazione del titolo: infatti, come informa una nota della società, con queste ultime acquisizioni, le due divisioni pelletteria e gioielleria dovrebbero generare nel 2007 ricavi superiori al 50% delle vendite consolidate, completando così la trasformazione del titolo da soft a hard luxury stock: segmento nel quale i multipli applicati per valutare i titoli sono più elevati.

Il nuovo equilibrio dei ricavi del gruppo è anche la conseguenza del deconsolidamento di Maglieria, la società del gruppo a cui fanno appunto capo le attività nel settore maglieria: il 60% della società sarà infatti ceduto alla Fashion 2000 del gruppo Bianchi Marè, attivo nel settore meccano tessile.

Dopo tutte queste operazioni, fra deconsolidamenti, nuove società che entrano nell'area del gruppo e crescita delle attività già esistenti, Mariella Burani fashion group stima di superare i 700 milioni di fatturato contro i 600 circa attesi per il 2006.

Le tecnicalità delle due acquisizioni (ma anche quelle della cessione di Maglieria) ricalcano gli schemi tipici attuati dal'a.d. del gruppo, Giovanni Burani, per costruire, attorno all'originario business nel settore moda e abbigliamento, il polo della pelletteria sotto l'ombrello di Antichi pellettieri e quindi per avviare la costituzione di quello della gioielleria sotto la sub-holding Gioielli d'Italia (che ha appena rilevato il controllo di un'altra azienda di gioielleria, la Facco corporation, e che con le nuove acquisizioni aggregherà circa 60 milioni di fatturato): ingresso in società dinamiche e in crescita; acquisizione di quote di capitale che consentano di esercitare il controllo; mantenimento della presenza in azienda dei fondatori della società; pagamento di prezzi in parte commisurati al raggiungimento di obiettivi economici futuri.

Nei due casi specifici, la Rosato, resa celebre in questa stagione dall'ingaggio di Demi Moore come testimonial, è un'azienda che chiuderà il 2006 con 20 milioni di ricavi e prevede di arrivare a 30 nel 2007.

Il gruppo Burani pagherà per il 50% 5 milioni più altri 3 il prossimo anno al raggiungimento di obiettivi economici predeterminati e ha un'opzione per rilevare un ulteriore 10% entro il 2009 da Simona Rosato, che mantiene la guida della società.

La Valente gioiellieri è una società un po' più piccola, ma che cresce a ritmi del 50% circa annui (4,5 milioni nel 2005; 7 milioni nel 2006; oltre 10 previsti per il 2007); e molto focalizzato sull'estero, dove realizza il 90% del fatturato (nel 2007 aprirà tre negozi in Cina, a Pechino, Shanghai e Macao).

Il gruppo Burani entrerà nella Valente con il 60% del capitale attraverso un aumento riservato di 1,3 milioni, che serviranno a ridurre i 4 milioni di indebitamento, ai quali si aggiungeranno altri 0,9 milioni il prossimo anno correlati, anche in questo caso, al raggiungimento degli obiettivi di budget. E Marco Valente resta amministratore delegato.

Gary Bielfeldt
08-01-07, 18:11
Mariella Burani, primo target rialzista a 21 euro

05/01/2007 16.00

Mariella Burani è all’interno di una tendenza positiva di breve periodo. Il successivo ostacolo all’ascesa delle quotazioni è collocato sulla barriera a 21 euro. Il secondo ostacolo positivo è invece a 21,20 euro. Le medie mobili a 5 e 21 periodi sono inclinate positivamente, con l’algoritmo a breve sopra quello a lungo periodo. Il segnale rialzista verrà annullato sotto 19,50 euro. L’analisi dei volumi evidenzia la crescita degli scambi nelle ultime sedute, la stessa volatilità è in ascesa come segnalato dalle Bollinger Band.

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Mariella Burani: Coccinelle vola nel settore abbigliamento

Finanzaonline.com - 8.1.07/17:26

Novità in casa Burani: questo inverno Cocinnelle non va in letargo ma entra nel settore dell'abbigliamento. In un comunicato diffuso oggi dal gruppo e raccolto da Finanza.com viene annunciato l'ingresso del marchio Coccinelle, entrato recentemente in Mariella Burani Fashion Group e attivo nel comparto della pelletteria, nel settore dell'abbigliamento in pelle e tessuto. L'intervento di Coccinelle riguarderà però la sola distribuzione dei capi nelle sue boutique, presenti nelle principali città italiane e capitali internazionali del fashion business. La produzione, invece, sarà compito dell'azienda Enrico Mandelli, la controllata da Antichi Pellettieri, holding del gruppo Burani. La nuova sinergia industriale porterà i suoi frutti a partire dalla prossima stagione autunno/inverno 2007/08.