Voltaire
03-11-01, 13:25
Mi erano già arrivate delle indicazioni nei giorni scorsi, adesso ho la conferma (Bloomberg di oggi, pagina 32).
L'Unione Europea, nella proposta di modifica alla Direttiva Comuitaria sui servizi di investimento, ha intenzione di far tornare il servizio di consulenza su strumenti finanziari nella categoria dei servizi principali, sottraendolo alla categoria dei servizi accessori.
Cio' starebbe a significare che la consulenza "indipendente" tornerebbe, nel caso italiano (ma non solo), prerogativa di banche, sim, imprese di investimento ed intermediari iscritti nell'elenco di cui all'art. 107 del Testo Unico Bancario.
In parole povere, la consulenza ai clienti la presterebbero, in via esclusiva:
- Le stesse istituzioni che prelevano commissioni in larga parte inutili su prodotti che rendono (quando va bene) molto meno di quanto potrebbero rendere se fossero gestiti sul serio.
- Le stesse istituzioni che preparano i propri "professionisti della finanza" promotori con corsi di finanza della durata fantasmagorica di due giorni, durante i quali si apprende soprattutto come si compilano i moduli di vendita (altrimenti devono essere ricompilati ed alla direzione generale si arrabbiano), con i risultati sui portafogli dei clienti che tutti abbiano davanti agli occhi.
- Le stesse istituzioni finanziarie che emettono reports utili solo a farsi quattro risate (ma che purtroppo hanno fatto cascare milioni di persone in pessimi investimenti),
- Le stesse istituzioni finanziarie che fino all'altro giorno "consigliavano" le obbligazioni dell' Argentina (perché le avevano in portafoglio e dovevano sbolognarle a qualcuno, in vista del tracollo che è puntualmente arrivato).
- (Spazio libero per gli esempi che vi verranno in mente).
Credo che bisognerà combattere contro una proposta di modifica che penalizzerebbe i portafogli di tutti coloro i quali (e sono la stragrande maggioranza) non riescono a seguire da soli tutti gli aspetti dei mercati finanziari e a decidere autonomamente.
L'Unione Europea, nella proposta di modifica alla Direttiva Comuitaria sui servizi di investimento, ha intenzione di far tornare il servizio di consulenza su strumenti finanziari nella categoria dei servizi principali, sottraendolo alla categoria dei servizi accessori.
Cio' starebbe a significare che la consulenza "indipendente" tornerebbe, nel caso italiano (ma non solo), prerogativa di banche, sim, imprese di investimento ed intermediari iscritti nell'elenco di cui all'art. 107 del Testo Unico Bancario.
In parole povere, la consulenza ai clienti la presterebbero, in via esclusiva:
- Le stesse istituzioni che prelevano commissioni in larga parte inutili su prodotti che rendono (quando va bene) molto meno di quanto potrebbero rendere se fossero gestiti sul serio.
- Le stesse istituzioni che preparano i propri "professionisti della finanza" promotori con corsi di finanza della durata fantasmagorica di due giorni, durante i quali si apprende soprattutto come si compilano i moduli di vendita (altrimenti devono essere ricompilati ed alla direzione generale si arrabbiano), con i risultati sui portafogli dei clienti che tutti abbiano davanti agli occhi.
- Le stesse istituzioni finanziarie che emettono reports utili solo a farsi quattro risate (ma che purtroppo hanno fatto cascare milioni di persone in pessimi investimenti),
- Le stesse istituzioni finanziarie che fino all'altro giorno "consigliavano" le obbligazioni dell' Argentina (perché le avevano in portafoglio e dovevano sbolognarle a qualcuno, in vista del tracollo che è puntualmente arrivato).
- (Spazio libero per gli esempi che vi verranno in mente).
Credo che bisognerà combattere contro una proposta di modifica che penalizzerebbe i portafogli di tutti coloro i quali (e sono la stragrande maggioranza) non riescono a seguire da soli tutti gli aspetti dei mercati finanziari e a decidere autonomamente.