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Vecchio 08-07-05, 12:12   #1 (permalink)
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Rischio totale = Rischio sistematico + Rischio specifico (idiosincratico)

Salve,
vorrei proporre un ragionamento sul comune senso di intendere il rischio.

Come esempio prendiamo un titolo azionario. In questo caso il rischio totale al quale si Ŕ esposti Ŕ dato dalla somma dei seguenti due rischi:

Rischio sistematico corrisponde al rischio legato alla "normale oscillazione del mercato" nel quale si sta investendo.

MISURA:deviazione standard rendimenti annualizzata
COPERTURA:hedging con futeres

Rischio specifico o idiosincratico corrisponde al rischio specifico dello strumento fianziario.

MISURA: ?
COPERTURA: difersificazione

Con un ottica quantitativa il secondo tipo di rischio lo percepisco come l'insieme di elementi caratterizzanti la serie storica che intendo traddare. Tra questi elementi vi Ŕ la deviazione standard che per˛ come esposto sopra misura il rischio sistematico.

I conti non tornano!

Che ne pensate? Mi sfugge qualche concetto?

Lord_Mib
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Vecchio 08-07-05, 13:35   #2 (permalink)
Bieco Illuminista
 
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IMHO (e ripeto IMHO )

io considererei di pi¨ questa suddivisione:

1 - Rischio da volatitilitÓ:
approssimabile con una distribuzione normale standard dei rendimenti
specifico del mercato/titolo su cui si opera
misurazione: volatilitÓ (devst e/o average true range)
copertura: stop loss, diversificazione tra titoli, hedging dinamico con derivati

2 - Rischio catastrofico:
non prevedibile e quantificabile, difficilmente gestibile, non approssimabile assumendo distribuzioni normali standard, molto pericoloso sebbene raro (il "cigno nero" di taleb).
Misurazione: NON misurabile.
Copertura: money menagement, copertura statica con opzioni OTM, diversificazione di comparto, deleveraging, stop loss (poco efficace, anzi praticamente inutile, a causa dei gap e dei blocchi di contrattazione).

Il n. 1 sostanzialmente comprende i due che hai detto

Ciao
Guglielmo non  Ŕ collegato   Rispondi citando
Vecchio 08-07-05, 15:56   #3 (permalink)
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Con un ottica quantitativa il secondo tipo di rischio lo percepisco come l'insieme di elementi caratterizzanti la serie storica che intendo traddare. Tra questi elementi vi Ŕ la deviazione standard che per˛ come esposto sopra misura il rischio sistematico.
I conti non tornano!
Che ne pensate? Mi sfugge qualche concetto?


La suddivisione da te esposta (rischio sistematico e specifico) deriva dal CAPM, dove il rendimento di un titolo Ŕ espresso come:

RT = a + b*RM + e

RT: rendimento del titolo nel periodo
RM: rendimento del mercato di riferimento nel periodo
a: (alfa) rendimento del titolo in assenza di movimenti di mercato
b: (beta) sensibilitÓ del titolo alle variazioni del mercato di riferimento
e: termine di errore, con media zero e varianza > 0
Dal punto di vista dimensionale, alfa Ŕ un rendimento, mentre beta Ŕ un numero puro.

Se sterelizzi l'impatto del mercato sul rendimento del titolo, ad esempio vendendo scoperto 'beta' unitÓ di capitale del mercato, per ogni unitÓ di capitale acquistata del titolo, ci˛ che ti resta sarÓ il rendimento 'alfa' : se questo termine Ŕ positivo il titolo mostrerÓ una capacitÓ di generare profitto anche in assenza di movimenti di mercato (e questa operazione sarÓ profittevole).

Il rendimento 'alfa' non Ŕ privo di rischio: 'alfa' rappresenta il valore medio, a cui Ŕ associata una sua volatilitÓ, che definisce il rischio specifico (o idiosincratico, come spesso viene definito in letteratura). Questa volatilitÓ, in genere Ŕ molto alta, ovvero buona parte della volatilitÓ del titolo Ŕ fornita appunto dalla deviazione standard di 'alfa'. Tieni conto che essendo le due volatilitÓ (specifica e sistematica) scorrelate fra loro, la volatilitÓ del titolo sarÓ inferiore alla somma delle due, ma nello stesso modo la 'sterelizzazione' (o hedging perfetto) come descritta prima, su periodi brevi ti farÓ guadagnare ben poco in termini di riduzione del rischio complessivo.

Come da te giÓ detto, l'unico modo per diminuire (o annullare) il rischio specifico rimane la diversificazione.
Happy trading
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