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Capirex85 17-09-08 15:10

...eni
 
Un gran classico.;)

La trimestrale in parte deludente, Il forte storno del petrolio e il riacutizzarsi della crisi finanziaria hanno riportato le quotazioni a livelli interessanti.

Stamattina ho preso un chipettino a 19,07 euro.

Qualcun'altro la segue?:)

derra 17-09-08 16:04

17/09/2008 15:45 - Eni: per Goldman Sachs è neutral mentre per Banca Akros è buy
Gli analisti di Goldman Sachs hanno valutato “neutral” il rating sul titolo Eni, con target price a 26 euro, mentre Banca Akros ha consigliato “buy” con prezzo obiettivo a 33 euro.

Capirex85 17-09-08 16:09

Certo che ci vuole un bel coraggio a stabilire un TP a 1 anno con un upside di più 35% e poi dare un giudizio neutral:D

Cmq questi giudizi e i relativi TP (che francamente in questo momento mi sembrano un pò esagerati...) valgono poco o nulla, al limite può essere interessante leggere il contenuto dei report se hai l'accesso e puoi postarli/linkarli.

nemo17 17-09-08 16:17

Io ovviamente la seguo..dico ovviamente perchè secondo me è una delle migliori aziende quotate sul nostro listino.

malex 21-09-08 09:26

Io l'ho dal 1995, le poche volte che l'ho venduta, ho rischiato di comprarla a prezzi piu' alti. E' l'unico titolo azionario "singolo" che ho in portafoglio, il resto sono etf.

Non posso piu' aumentare la % in portafoglio (che per me è il 5%), è un titolo ottimo per "cassettisti".

Ricordatevi che domani è ex-acconto dividendo

Seven Of Nine 21-09-08 10:28

Ciao ragazzi:), è vero quando Nemo dice che ENI è una delle migliori sul nostro listino, ma questo è dovuto al fatto che il nostro listino fa cagare.

I dividendi danno gusto e hanno una certa rilevanza per i cassettisti, ma per il lungo periodo io terrei d'occhio Petrobras (PBR). Sarebbe l'Eni brasiliana, con un'impercettibile differenza, il Brasile ha una vagonata di petrolio sotto le ******* e l'Italia no. La produzione di PBR continua a crescere quella di ENI ha perso spunto, questo è un fatto importante nel lungo termine.
Visto che entrambi hanno ADR al NYSE, spero di poter fare un confronto fra le due società, spero di trovare il tempo perchè è ricominciata l'università... :wall:

nemo17 21-09-08 12:22

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 18624897)
Ciao ragazzi:), è vero quando Nemo dice che ENI è una delle migliori sul nostro listino, ma questo è dovuto al fatto che il nostro listino fa cagare.

I dividendi danno gusto e hanno una certa rilevanza per i cassettisti, ma per il lungo periodo io terrei d'occhio Petrobras (PBR). Sarebbe l'Eni brasiliana, con un'impercettibile differenza, il Brasile ha una vagonata di petrolio sotto le ******* e l'Italia no. La produzione di PBR continua a crescere quella di ENI ha perso spunto, questo è un fatto importante nel lungo termine.
Visto che entrambi hanno ADR al NYSE, spero di poter fare un confronto fra le due società, spero di trovare il tempo perchè è ricominciata l'università... :wall:


Bè certo.... in giro per il mondo ci sono petroliferi sicuramente migliori ma non tutti hanno la capacità e la voglia di seguire ad esempio una società brasiliana. Tenendo conto poi del rischio paese... cosa da non sottovalutare in sud america o ad esempio Russia.
Inoltre i dividendi dall'estero arrivano più che dimezzati mentre con Eni il tuo rendimento è di tutto rispetto.

pistillo 21-09-08 12:35

Stanno aprendo nuovi impianti proprio in questi giorni...proprio in Italia. A qualcosa dovranno pur servire!

Capirex85 25-09-08 17:35

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 18624897)
Ciao ragazzi:), è vero quando Nemo dice che ENI è una delle migliori sul nostro listino, ma questo è dovuto al fatto che il nostro listino fa cagare.

I dividendi danno gusto e hanno una certa rilevanza per i cassettisti, ma per il lungo periodo io terrei d'occhio Petrobras (PBR). Sarebbe l'Eni brasiliana, con un'impercettibile differenza, il Brasile ha una vagonata di petrolio sotto le ******* e l'Italia no. La produzione di PBR continua a crescere quella di ENI ha perso spunto, questo è un fatto importante nel lungo termine.
Visto che entrambi hanno ADR al NYSE, spero di poter fare un confronto fra le due società, spero di trovare il tempo perchè è ricominciata l'università... :wall:

Condivido le tue osservazioni, molto probabilmente ci sono petroliferi più interessanti, ma la mia scelta è stata conservativa: ho scelto eni per la sua solidità finanziaria, per il fatto che essendo italiana i suoi pesanti dividendi non sono doppiamente tassati (senò sarebbe un salasso...) e perchè come dice nemo è più facile tenere sott'occhio il flusso di notizie legato a una società italiana.

E' giusto anche osservare però che le minori possibilità di crescita della produzione sono scontante nel prezzo del titolo. Il mercato già sconta una forte riduzione dell'utile nei prossimi anni.

Inoltre in questo periodo ci vuole la massima cautela con l'equity dei paesi emergenti... oltre al rischio paese i loro mercati finanziari sono molto più fragili e volatili: basta guardare le performance degli ultimi mesi dei vari indici cinesi, indiani, russi... il brasile ha perfomato meglio degli altri fino ad adesso ma potrebbe essere la prossima vittima della crisi economica che stiamo vivendo.

P.S: aspetto ansioso il confronto fra le 2 società;)

nemo17 25-09-08 19:59

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 18681910)
Condivido le tue osservazioni, molto probabilmente ci sono petroliferi più interessanti, ma la mia scelta è stata conservativa: ho scelto eni per la sua solidità finanziaria, per il fatto che essendo italiana i suoi pesanti dividendi non sono doppiamente tassati (senò sarebbe un salasso...) e perchè come dice nemo è più facile tenere sott'occhio il flusso di notizie legato a una società italiana.

E' giusto anche osservare però che le minori possibilità di crescita della produzione sono scontante nel prezzo del titolo. Il mercato già sconta una forte riduzione dell'utile nei prossimi anni.

Inoltre in questo periodo ci vuole la massima cautela con l'equity dei paesi emergenti... oltre al rischio paese i loro mercati finanziari sono molto più fragili e volatili: basta guardare le performance degli ultimi mesi dei vari indici cinesi, indiani, russi... il brasile ha perfomato meglio degli altri fino ad adesso ma potrebbe essere la prossima vittima della crisi economica che stiamo vivendo.

P.S: aspetto ansioso il confronto fra le 2 società;)

Eni è un buon compromesso.. magari crescerà meno di altre ma ti fa fare sonni più tranquilli.

Capirex85 27-09-08 14:59

Un paio di news interessanti:

In pratica la crescita della produzione è indirettamente proporzionale al prezzo del petrolio.

Eni sees output growth of 3.6 pct at $90/bbl oil

LONDON, Sept 18 (Reuters) - Italian oil major Eni (ENI.MI: Quote, Profile, Research, Stock Buzz) said it expects to increase production of oil and gas by 3.6 percent per annum between 2007 and 2011 if oil prices average $90 per barrel.

In a presentation to analysts published on its website, Eni said growth would be 3.0 percent if oil averages $120/bbl.

Eni said it expects to be producing 150,000 barrels of oil per day in the fourth quarter of 2012 at its Kashagan oil field in Kazakhstan. Many investors feared output had been pushed back until 2014
. (Reporting by Tom Bergin; Editing by David Holmes)

Capirex85 27-09-08 15:00

L'articolo seguente da qualche informazione in più e spiega il perchè della riduzione della criscita dell'output se il prezzo del petrolio continua ad aumentare.

UPDATE 2-Eni says targeting Kashagan startup in 2012


LONDON, Sept 18 (Reuters) - Italian oil major Eni (ENI.MI: Quote, Profile, Research, Stock Buzz) said it plans to start production at the Kashagan field in 2012 despite previously announced delays which led many investors to fear output could slip to 2014.

Eni told analysts in a presentation in Kazakhstan it was aiming for production of 150,000 barrels per day (bpd) from the fourth quarter of 2012
, according to slides published on the company's website.

"This is a high-level positive for Eni albeit there will still be some sceptics," Jason Kenney, an oil analyst with ING who was at the presentation, said in an email.

Nonetheless, Eni's shares closed down 4.24 pct at 18.263 euros, compared with a 1 percent fall in the DJ Stoxx European oil and gas sector index .

A spokeswoman for Eni confirmed the 2012 startup target.

Kashagan is the largest oil discovery in around 35 years, and at peak output should produce 1.2 million bpd but the freezing temperatures at its Caspian location and complex geology has led to massive budget increases and delays.


In June, Kazakhstan and the consortium of Western oil companies developing the field agreed to put off the start of production to 2013 from 2011. The partners had originally targeted a 2005 startup.

In September Tumir Kulibayev, head of the influential KazEnergy association, told an energy conference production was more likely to start in 2014.

Eni said despite the rising costs at the project extraction costs at Kashagan would be below industry averaged. Lifting costs are expected to be $4.60/barrel compared with an average lifting cost of $7.60-$11.10/bbl for the oil majors.


The Kashagan consortium includes Eni (ENI.MI: Quote, Profile, Research, Stock Buzz), Royal Dutch Shell Plc (RDSa.L: Quote, Profile, Research, Stock Buzz), Exxon Mobil Corp (XOM.N: Quote, Profile, Research, Stock Buzz), Total (TOTF.PA: Quote, Profile, Research, Stock Buzz), ConocoPhillips (COP.N: Quote, Profile, Research, Stock Buzz), Kazakh state oil company KazMunaiGas [KMG.UL] and Japan's Inpex Holdings Inc (1605.T: Quote, Profile, Research, Stock Buzz).

Eni added in its presentation it was aiming for average annual growth of 3.6 percent from 2007 to 2011, although this rate would drop to 3 percent if prices averaged $120/bbl.

Under ENI's production sharing contracts the company is entitled to fewer barrels from projects if prices rise. (Editing by David Holmes and Sue Thomas)

codam 27-09-08 19:25

da milano finanza
 
1 Allegato/i
!!

Seven Of Nine 27-09-08 22:35

Dici che è prudente?
Indebitamento finanziario netto a 16 miliardi di euro, anche Petrobras ha un indebitamento finanziario netto di 16 miliardi, ma in dollari! :p

Cmq adesso posto il confrontone fatto mano con tanta mestizia del sottoscritto! :D

Seven Of Nine 27-09-08 23:02

1 Allegato/i
Ecco il raffronto Eni - Petrobras! Non c'è trippa per gatti! :)

Cresce più in fretta ed è meno indebitata e c'è da considerare che viene da un rimbalzo di 10$!! :eek::eek:

Faccio una legenda in caso servisse a qualcuno:
H1 EPS= Utile per azione dell'ADR per la prima metà del 2008
PE 2008*= Calcolato presupponendo utili per la seconda metà del 2008 uguali a quelli della prima metà
P/B= Price/Book
Debt Equity= Totale passività / Patrimonio Netto , sotto 1 è meglio
Current Ratio= Attività correnti / passività correnti, sopra 1 è meglio
H1 Rev Growth= Crescità ricavi prima metà del 2008 rispetto alla prima metà 2007
H1 Operating Growth= Crescità utile operativo prima metà 2008 rispetto alla prima metà 2007
Operating Margin= Percentuale di ricavi tramutati in utile operativo prima metà 2008
H1 Margin Growth= Crescità percentuale di ricavi tramutati in utile operativo fra prima metà 2007 e 2008
H1 EV Growth= Crescità dell'enterprise value prima metà 2008
H1 Equity Growth= Crescità patrimonio netto prima metà 2008

;)

locco68 28-09-08 09:21

Beh, Eni in un portafoglio azionario credo che non possa mancare......parliamo pero' di titoli ciclici....pazienza...nel frattempo 2 dividendi l'anno.....

magnum p.i. 28-09-08 10:01

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 18624897)
Ciao ragazzi:), è vero quando Nemo dice che ENI è una delle migliori sul nostro listino, ma questo è dovuto al fatto che il nostro listino fa cagare.

I dividendi danno gusto e hanno una certa rilevanza per i cassettisti, ma per il lungo periodo io terrei d'occhio Petrobras (PBR). Sarebbe l'Eni brasiliana, con un'impercettibile differenza, il Brasile ha una vagonata di petrolio sotto le ******* e l'Italia no. La produzione di PBR continua a crescere quella di ENI ha perso spunto, questo è un fatto importante nel lungo termine.
Visto che entrambi hanno ADR al NYSE, spero di poter fare un confronto fra le due società, spero di trovare il tempo perchè è ricominciata l'università... :wall:

hai detto bene......:D

al di fuori di eni e forse enel.....:o

il ns listino fa proprio cagare....:'(

Capirex85 28-09-08 12:22

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 18705719)
Dici che è prudente?
Indebitamento finanziario netto a 16 miliardi di euro, anche Petrobras ha un indebitamento finanziario netto di 16 miliardi, ma in dollari! :p

Cmq adesso posto il confrontone fatto mano con tanta mestizia del sottoscritto! :D

Se paragonato alla sua capacità di generare cassa, l'indebitamento di eni si può considerare prudenziale.

Il debt/equity in realtà è attorno a 0,4... occhio con i dati.:D
Resta il fatto che è abbastanza inutile come multiplo in quanto generalmente non è un buon indicatore di struttura finanziaria equilibrata e sostenibile.
Non è vero che è per forza un bene se è sotto a 1, potrei portati come esempio lamapante GE, che con la sua enorme capacità di generare flussi di cassa nel tempo può tranquillamente sopportare indebitamenti molto più elevati.
Quello che conta è soltanto la capacità reddituale e di generare cassa.

Come diceva qualche mese fa Aerodinamik, l'analisi fondamentale non va meccanizzata. Ogni impresa è un mondo a se e l'approccio: questo parametro deve essere superiore a tot, questo inferiore a tot, quest'altro uguale a tot è quanto di più sbagliato ci possa essere.

Fatte queste premesse... anche Petrobras sembra interessante... diciamo che è un investimento più rischioso che potrebbe premiare di più nel lungo. Ma non dimentichiamo che in questo caso c'è anche il rischio di cambio e la doppia tassazione dei dividendi, che possono generare effetti non trascurabili.

Seven Of Nine 28-09-08 14:52

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 18707444)
Se paragonato alla sua capacità di generare cassa, l'indebitamento di eni si può considerare prudenziale.

Il debt/equity in realtà è attorno a 0,4... occhio con i dati.:D
Resta il fatto che è abbastanza inutile come multiplo in quanto generalmente non è un buon indicatore di struttura finanziaria equilibrata e sostenibile.
Non è vero che è per forza un bene se è sotto a 1, potrei portati come esempio lamapante GE, che con la sua enorme capacità di generare flussi di cassa nel tempo può tranquillamente sopportare indebitamenti molto più elevati.
Quello che conta è soltanto la capacità reddituale e di generare cassa.

Oddio non mi pare di aver sbagliato il debt/equity! :mmmm:
Ho preso la relazione semestrale 2008, totale passività/patrimonio netto!! Viene 1,58!!
Io penso sia utile, comunque ho messo anche il current ratio che è la stabilità finanziaria sul breve. Non volevo dare come valore statico 1, era solo per dire che più basso è meglio è, invece il current ratio più alto è meglio è.
GE è un esempio un po' complesso, perchè ha dentro anche da sezione finanziaria grande!
Per quanto la capacità reddituale di generare cassa, se vedi il cash flow dall'attività caratteristica di Eni è quasi invariato, invece quello di Petrobras è in crescita.
I dati li ho presi sul sito dell'Eni, e Petrobras qui sul Nyse:http://secfilings.nyse.com/filing.ph...5867744&rid=12
Anche i rispettivi annual report formato 20F della SEC evidenziano un tasso di crescita diverso tra le due società; oltre al fatto che Petrobras continua a scoprire nuovi pozzi e questo è molto importante per il lungo.
Come hai detto tu PBR è più rischiosa per il cambio, anche se l'attività economica brasiliana è molto più vivace di quella italiana. I dividendi restano un punto fermo a favore di Eni. :yes:

Capirex85 28-09-08 15:27

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 18708183)
Oddio non mi pare di aver sbagliato il debt/equity! :mmmm:
Ho preso la relazione semestrale 2008, totale passività/patrimonio netto!! Viene 1,58!!
Io penso sia utile, comunque ho messo anche il current ratio che è la stabilità finanziaria sul breve. Non volevo dare come valore statico 1, era solo per dire che più basso è meglio è, invece il current ratio più alto è meglio è.
GE è un esempio un po' complesso, perchè ha dentro anche da sezione finanziaria grande!
Per quanto la capacità reddituale di generare cassa, se vedi il cash flow dall'attività caratteristica di Eni è quasi invariato, invece quello di Petrobras è in crescita.
I dati li ho presi sul sito dell'Eni, e Petrobras qui sul Nyse:http://secfilings.nyse.com/filing.ph...5867744&rid=12
Anche i rispettivi annual report formato 20F della SEC evidenziano un tasso di crescita diverso tra le due società; oltre al fatto che Petrobras continua a scoprire nuovi pozzi e questo è molto importante per il lungo.
Come hai detto tu PBR è più rischiosa per il cambio, anche se l'attività economica brasiliana è molto più vivace di quella italiana. I dividendi restano un punto fermo a favore di Eni. :yes:

Ah ecco. Il debt equity io lo calcolo come posizione finanziaria netta/patrimonio netto.

Non è per forza detto che più è basso meglio è. L'obiettivo è minimizzare il costo del capitale trovando il giusto compromesso tra debito e mezzi propri.

E' vero quello che dici sulle prospettive di crescita della redditività e del cash flow. E' anche vero che i prezzi delle 2 società scontano già questo: 1 euro di cash flow di Eni costa meno di 1 euro di cash flow di Petrobras. Questo in parte compensa questa differenza di crescita.

randal 14 29-09-08 10:43

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 18581321)
Un gran classico.;)

La trimestrale in parte deludente, Il forte storno del petrolio e il riacutizzarsi della crisi finanziaria hanno riportato le quotazioni a livelli interessanti.

Stamattina ho preso un chipettino a 19,07 euro.

Qualcun'altro la segue?:)

Cassio! prese a lot a 18,84.
Buon fol, tecnico ed intelligente. L'AD è per i geni :)

randal 14 29-09-08 10:45

Citazione:

Originalmente inviato da magnum p.i. (Messaggio 18706698)
hai detto bene......:D

al di fuori di eni e forse enel.....:o

il ns listino fa proprio cagare....:'(

Pensa cosa sarebbe stata l'Italia senza la CGIL.

Capirex85 29-09-08 19:33

Citazione:

Originalmente inviato da randal 14 (Messaggio 18714587)
Cassio! prese a lot a 18,84.
Buon fol, tecnico ed intelligente. L'AD è per i geni :)

Il consiglio è sempre quello di non esagerare mai su singoli titoli per quanto sembrino solidi e gestiti in modo prudente.

Basta guardare cosa sta succedendo alle grandi istituzioni finanziari in questi ultimi mesi (che però non son state gestite in modo molto prudente:D), chi mai avrebbe pensato che un anno e mezzo fa che la crisi sarebbe stata così e avrebbe fatto un numero così alto fra le più grandi e potenti banche mondiali?

swing&simpatia 01-10-08 17:00

Consob: ulteriori misure restrittive a vendite allo scoperto

ROMA (MF-DJ)--Con riferimento alle restrizioni in materia di vendite allo scoperto, adottate il 22 settembre scorso, la Consob ha deliberato oggi un provvedimento ulteriormente restrittivo, in base al quale la vendita di azioni di banche e imprese di assicurazioni quotate nei mercati regolamenti italiani e ivi negoziate deve essere assistita, oltre che dalla disponibilita', anche dalla proprieta' dei titoli da parte dell'ordinante al momento dell'ordine e fino alla data di regolazione dell'operazione.

La delibera, informa una nota, stabilisce inoltre che non si considerano utili ai fini della proprieta' e disponibilita' i titoli rivenienti da operazioni di prestito titoli, in qualsiasi forma tecnica realizzate. Il provvedimento ha effetto a partire dalle 14h00 di oggi, primo ottobre 2008, e sino alle 24h00 del 31 ottobre prossimo. Com/mur


Di conseguenza.
Unicredit: titolo accelera e sale del 14,08% a 2,95€

(END) Dow Jones Newswires

October 01, 2008 09:19 ET (13:19 GMT)


dvnc71
SCRIVETE NUMEROSI ALLA CONSOB SULL ESTENSIONE A TUTTI I TITOLI DEL LISTINO ITALIANO, MIBTEL, E NON SOLO BANCARI E ASSICURATIVI.

consob@consob.it

Capirex85 01-10-08 18:24

Citazione:

Originalmente inviato da swing&simpatia (Messaggio 18756898)
Consob: ulteriori misure restrittive a vendite allo scoperto

ROMA (MF-DJ)--Con riferimento alle restrizioni in materia di vendite allo scoperto, adottate il 22 settembre scorso, la Consob ha deliberato oggi un provvedimento ulteriormente restrittivo, in base al quale la vendita di azioni di banche e imprese di assicurazioni quotate nei mercati regolamenti italiani e ivi negoziate deve essere assistita, oltre che dalla disponibilita', anche dalla proprieta' dei titoli da parte dell'ordinante al momento dell'ordine e fino alla data di regolazione dell'operazione.

La delibera, informa una nota, stabilisce inoltre che non si considerano utili ai fini della proprieta' e disponibilita' i titoli rivenienti da operazioni di prestito titoli, in qualsiasi forma tecnica realizzate. Il provvedimento ha effetto a partire dalle 14h00 di oggi, primo ottobre 2008, e sino alle 24h00 del 31 ottobre prossimo. Com/mur


Di conseguenza.
Unicredit: titolo accelera e sale del 14,08% a 2,95€

(END) Dow Jones Newswires

October 01, 2008 09:19 ET (13:19 GMT)


dvnc71
SCRIVETE NUMEROSI ALLA CONSOB SULL ESTENSIONE A TUTTI I TITOLI DEL LISTINO ITALIANO, MIBTEL, E NON SOLO BANCARI E ASSICURATIVI.

consob@consob.it

Postare solo news e analisi attinenti a eni, grazie.

Penso che si sia visto abbastanza palesemente che il divieto allo scoperto è inutile, basta vedere lehman e fortis.

Se il titolo è una ciofeca crolla lo stesso.

rainbowdandy 01-10-08 19:03

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 18758468)
Postare solo news e analisi attinenti a eni, grazie.

Penso che si sia visto abbastanza palesemente che il divieto allo scoperto è inutile, basta vedere lehman e fortis.

Se il titolo è una ciofeca crolla lo stesso.

Permettimi di dissentire. In un contesto in cui tutte le nazioni adottano questi provvedimenti se noi siamo gli unici a non adottarli significa regalare il nostro sistema bancario agli stranieri. I cds di Fortis non erano lontanamente paragonabili a quelli di Unicredit quindi non facciamo paragoni al momento non opportuni.

Capirex85 01-10-08 20:30

Citazione:

Originalmente inviato da rainbowdandy (Messaggio 18759103)
Permettimi di dissentire. In un contesto in cui tutte le nazioni adottano questi provvedimenti se noi siamo gli unici a non adottarli significa regalare il nostro sistema bancario agli stranieri. I cds di Fortis non erano lontanamente paragonabili a quelli di Unicredit quindi non facciamo paragoni al momento non opportuni.

Ci mancherebbe, ognuno ha le sue opinioni. Però questo non è il topic adatto a discutere di tale argomento:)

Non ho comunque parlato nello specifico di Unicredit, ma era un discorso generale.

rainbowdandy 01-10-08 23:40

Citazione:

Originalmente inviato da capirex85 (Messaggio 18760429)
ci mancherebbe, ognuno ha le sue opinioni. Però questo non è il topic adatto a discutere di tale argomento:)

non ho comunque parlato nello specifico di unicredit, ma era un discorso generale.

ok!

rainbowdandy 02-10-08 12:49

Un interessante articolo su Eni da seeking alpha.
Fra l'altro c'e' la mail dell'autore a cui si può eventualmente fare domande sulla società.

Is Eni Becoming Gazprom's European Twin?
by: Diego Stendardo posted on: September 25, 2008 | about stocks: E / OGZPY.PK Font Size: PrintEmail Italian oil and gas major Eni (E) (30% state-owned golden share) has recently given clear signals it is aiming to become a European sibling to Russia's Gazprom (OGZPY.PK). Actually, some consider the Italian company to be Gazprom's Trojan Horse in Europe. Given the recent developments, this seems to be true. In fact, Eni has concentrated most of its business and acquisitions in the gas sector recently.

Let's review them:

November 2006: Eni's Paolo Scaroni and Alexey Miller, Gazprom's CEO, signed in Moscow a strategic agreement for the realization of common projects in the gas industry. Also, Eni has become Gazprom's biggest client, signing a contract for gas supplies to be sold in Italy until 2035.
April 2007: Eni wins a $5 billion criticized auction for bankrupt Yukos assets. The group immediately said that it would be handing over the bulk of the interests to Gazprom, in an agreement criticised by Yukos shareholders.
Robert Amsterdam, a lawyer representing Mikhail Khodorkovsky, the former Yukos owner, told The Times: "It looks like Eni is acting as a front for Gazprom." Despite the controversy, analysts said that the deal was a significant victory for Eni, which will add more than one billion barrels of oil equivalent to its reserves.
June 23, 2007: Eni's CEO, Paolo Scaroni, and Vice-Chairman of Russian Gazprom Alexander Medvedev signed in Rome a memorandum of understanding for the construction of South Stream, a 1000 kilometers (600 miles) long gas pipeline to transport Russian natural gas to Italy.
November 30, 2007: Eni buys for $3 billion, UK's Burren Energy plc, which owns assets in Turkmenistan, a former Soviet republic, that has some of the world's largest deposits of natural gas, with proven natural gas reserves of approximately 101 trillion cubic feet.
June 2008: Eni buys a 2.5 billion Euro ($3.9 billion) majority stake in Belgian natural gas distributor Distrigaz, thus setting a stronghold in northern Europe.
July 2008: Eni has signed contracts for selling 350 million cubic meters of natural gas in Russia beginning June 1, 2008 and ending in 2010. A company statement reports that its Russian subsidiary, Eni Energhia, stipulated the contracts with Tgk9, a company owning power plants in the region of Perm. The contracts make Eni the first European operator to enter the Russian gas downstream.
August 30, 2008: Italian PM Silvio Berlusconi and Russian VP Ivanov meet in Libya with Colonel Gheddafi. A $5 billion cooperation agreement is signed between Italy and Libya. Italian companies will build new infrastructures and in return Italy will receive more Libyan oil and gas. (Also read this article.)
September 2, 2008: Russian President Medvedev concedes an exclusive interview to Italian television RAI, stating that (unlike other countries) "Italy has maintained its traditionally balanced and reasonable position throughout this conflict, including during the recent European Union summit, and we are grateful to our Italian partners for this." This has upset the US.
September 11, 2008: Eni has reached an agreement on acquisition of all share capital of First Calgary Petroleum Ltd, a company headquartered in Calgary in Canada which operates in hydrocarbon exploration and development in Algeria. Note that Algeria is, along with Libya, a main competitor of Russia for the supply of natural gas to Europe.
September 22, 2008: Russia's Gazprom and Italy's Eni confirmed they have signed a memorandum of understanding to develop offshore gas for Venezuela's Delta Caribe West LNG Project. Eni and Gazprom have both also signed deals with PDVSA (Venezuelan state owned oil and gas company) to appraise the oil reserves in Venezuela's Orinoco Heavy Oil Belt.
September 24, 2008: Eni, which already owns 50%, says it is interested in acquiring the remaining 50% stake in Union Fenosa Gas, a large Spanish company dedicated to the production and distribution to end users of gas and electricity. This gives the company another stronghold, in Western Europe.
The picture looks quite clear to me: Eni is switching its core business from the oil sector, where it faces fierce competition in Europe from Total and RDS, to the gas sector, which is more fragmented and where it can rely on a strong alliance with Gazprom, clearly the number one gas company in the world. It is also rumored that Eni is mulling the spin-off of its oil marketing division and the Agip brand.

Actually it looks as if the Russian giant is behind most of Eni's recent moves, particularly the acquisitions in the gas business in the four corners of Europe and in northern Africa, and I wouldn't be surprised if Gazprom acquires (or discloses) a big stake in the Italian company in the near future

aston 09-10-08 19:22

Citazione:

Originalmente inviato da randal 14 (Messaggio 18714587)
Cassio! prese a lot a 18,84.
Buon fol, tecnico ed intelligente. L'AD è per i geni :)

azz dopo 10 giorni guarda dove sono...è da non crederci :wall:

copper 10-10-08 20:34

Ragionando da cassettisti e puntando solo all'incasso dei dividendi, potendo lasciare il capitale immobilizzato anche una decina d'anni, dite che intorno ai 14 si può comprare?
In famiglia abbiamo già in portafoglio 1300 azioni pagate sui 12 euro...

Capirex85 10-10-08 20:50

Citazione:

Originalmente inviato da copper (Messaggio 18904420)
Ragionando da cassettisti e puntando solo all'incasso dei dividendi, potendo lasciare il capitale immobilizzato anche una decina d'anni, dite che intorno ai 14 si può comprare?
In famiglia abbiamo già in portafoglio 1300 azioni pagate sui 12 euro...

Se hai il sangue freddo di reggere a questi cali (non è detto che la prossima settimana sia migliore di questa, almeno finchè non si sblocca il mercato interbancario può succedere di tutto), e ti ricordi che stai comprando un pezzettino della più importante azienda italiana e non un pezzo di carta che ha fortissime oscillazioni di valore, direi che è un momento in cui la liquidità compra parecchio.

copper 10-10-08 23:40

Per il sangue freddo non c'è problema proprio perchè consideriamo le ENI da cassettisti. Sono l'unica componente fissa del nostro portafoglio assieme a un po' di azioni ENEL e attualmente sono anche l'unica componente azionaria. I fondi comuni che ci avevano appioppato in banca li ho liquidati un anno fa dopo che Barisoni a Radio24 è andato avanti 2 mesi preannunciando la catastrofe finanziaria dovuta alle banche esposte coi mutui subprime ma reticenti nel dire in che misura. Ci troviamo attualmente con un 70% di liquidità e vorrei riequilibrare il portafoglio aumentando la componente azionaria.
Quindi secondo te potrebbero esserci altri cali pesanti eh? In effetti se Berlusca dice di comprare ENI comincia a venirmi qualche sospetto. Un po' come quando ha detto che le banche italiane sono sicure, facendo presagire il contrario.

batida 11-10-08 01:08

Citazione:

Originalmente inviato da rainbowdandy (Messaggio 18768981)
Un interessante articolo su Eni da seeking alpha.
Fra l'altro c'e' la mail dell'autore a cui si può eventualmente fare domande sulla società.

Is Eni Becoming Gazprom's European Twin?
by: Diego Stendardo posted on: September 25, 2008 | about stocks: E / OGZPY.PK Font Size: PrintEmail Italian oil and gas major Eni (E) (30% state-owned golden share) has recently given clear signals it is aiming to become a European sibling to Russia's Gazprom (OGZPY.PK). Actually, some consider the Italian company to be Gazprom's Trojan Horse in Europe. Given the recent developments, this seems to be true. In fact, Eni has concentrated most of its business and acquisitions in the gas sector recently.

Let's review them:

November 2006: Eni's Paolo Scaroni and Alexey Miller, Gazprom's CEO, signed in Moscow a strategic agreement for the realization of common projects in the gas industry. Also, Eni has become Gazprom's biggest client, signing a contract for gas supplies to be sold in Italy until 2035.
April 2007: Eni wins a $5 billion criticized auction for bankrupt Yukos assets. The group immediately said that it would be handing over the bulk of the interests to Gazprom, in an agreement criticised by Yukos shareholders.
Robert Amsterdam, a lawyer representing Mikhail Khodorkovsky, the former Yukos owner, told The Times: "It looks like Eni is acting as a front for Gazprom." Despite the controversy, analysts said that the deal was a significant victory for Eni, which will add more than one billion barrels of oil equivalent to its reserves.
June 23, 2007: Eni's CEO, Paolo Scaroni, and Vice-Chairman of Russian Gazprom Alexander Medvedev signed in Rome a memorandum of understanding for the construction of South Stream, a 1000 kilometers (600 miles) long gas pipeline to transport Russian natural gas to Italy.
November 30, 2007: Eni buys for $3 billion, UK's Burren Energy plc, which owns assets in Turkmenistan, a former Soviet republic, that has some of the world's largest deposits of natural gas, with proven natural gas reserves of approximately 101 trillion cubic feet.
June 2008: Eni buys a 2.5 billion Euro ($3.9 billion) majority stake in Belgian natural gas distributor Distrigaz, thus setting a stronghold in northern Europe.
July 2008: Eni has signed contracts for selling 350 million cubic meters of natural gas in Russia beginning June 1, 2008 and ending in 2010. A company statement reports that its Russian subsidiary, Eni Energhia, stipulated the contracts with Tgk9, a company owning power plants in the region of Perm. The contracts make Eni the first European operator to enter the Russian gas downstream.
August 30, 2008: Italian PM Silvio Berlusconi and Russian VP Ivanov meet in Libya with Colonel Gheddafi. A $5 billion cooperation agreement is signed between Italy and Libya. Italian companies will build new infrastructures and in return Italy will receive more Libyan oil and gas. (Also read this article.)
September 2, 2008: Russian President Medvedev concedes an exclusive interview to Italian television RAI, stating that (unlike other countries) "Italy has maintained its traditionally balanced and reasonable position throughout this conflict, including during the recent European Union summit, and we are grateful to our Italian partners for this." This has upset the US.
September 11, 2008: Eni has reached an agreement on acquisition of all share capital of First Calgary Petroleum Ltd, a company headquartered in Calgary in Canada which operates in hydrocarbon exploration and development in Algeria. Note that Algeria is, along with Libya, a main competitor of Russia for the supply of natural gas to Europe.
September 22, 2008: Russia's Gazprom and Italy's Eni confirmed they have signed a memorandum of understanding to develop offshore gas for Venezuela's Delta Caribe West LNG Project. Eni and Gazprom have both also signed deals with PDVSA (Venezuelan state owned oil and gas company) to appraise the oil reserves in Venezuela's Orinoco Heavy Oil Belt.
September 24, 2008: Eni, which already owns 50%, says it is interested in acquiring the remaining 50% stake in Union Fenosa Gas, a large Spanish company dedicated to the production and distribution to end users of gas and electricity. This gives the company another stronghold, in Western Europe.
The picture looks quite clear to me: Eni is switching its core business from the oil sector, where it faces fierce competition in Europe from Total and RDS, to the gas sector, which is more fragmented and where it can rely on a strong alliance with Gazprom, clearly the number one gas company in the world. It is also rumored that Eni is mulling the spin-off of its oil marketing division and the Agip brand.

Actually it looks as if the Russian giant is behind most of Eni's recent moves, particularly the acquisitions in the gas business in the four corners of Europe and in northern Africa, and I wouldn't be surprised if Gazprom acquires (or discloses) a big stake in the Italian company in the near future


Mi sembra un po' tiratina, no? :yes:

batida

Capirex85 11-10-08 08:44

Citazione:

Originalmente inviato da copper (Messaggio 18907705)
Per il sangue freddo non c'è problema proprio perchè consideriamo le ENI da cassettisti. Sono l'unica componente fissa del nostro portafoglio assieme a un po' di azioni ENEL e attualmente sono anche l'unica componente azionaria. I fondi comuni che ci avevano appioppato in banca li ho liquidati un anno fa dopo che Barisoni a Radio24 è andato avanti 2 mesi preannunciando la catastrofe finanziaria dovuta alle banche esposte coi mutui subprime ma reticenti nel dire in che misura. Ci troviamo attualmente con un 70% di liquidità e vorrei riequilibrare il portafoglio aumentando la componente azionaria.
Quindi secondo te potrebbero esserci altri cali pesanti eh? In effetti se Berlusca dice di comprare ENI comincia a venirmi qualche sospetto. Un po' come quando ha detto che le banche italiane sono sicure, facendo presagire il contrario.

La prossima settimana potrebbe fare -20, come +20 come fare 0. Tutto è possibile. Ieri la borsa usa è passata da -7 a 1 per poi chiudere a -1. Comprano e vendono a casaccio, in base all'umore del momento. Si è innescata una spirale di panico e di vendite forzate dovuta fondamentalmente a una crisi di fiducia.

I prezzi ormai scontano una severa recessione. Ma se dovesse collassare il sistema bancario internazionale, non ci sarà semplicemente recessione ma depressione più deflazione (fa abbastanza impressione vedere l'andamento negli ultimi mesi dei principali indici di commodities http://www.bloomberg.com/markets/com.../cfutures.html) e allora è tutta un'altra storia, la redditività delle imprese in questo scenario sarebbe fortemente compromessa per diversi anni.
Personalmente sono ottimista e penso che grazie agli sforzi pubblici ce la caveremo con una recessione tosta di un paio di anni.

Quindi vale sempre la solita regola: diversificare e accumulare lentamente spezzando l'investimento in più parti. Calma e pazienza. L'investimento azionario è un investimento di lungo periodo, non ha molto senso vendere per le variazioni di una settimana. Un'imprenditore che possiede un'azienda non quotata non si pone il problema di correre a vendere la sua impresa pensando a quanto il suo valore sia sceso, eppure la crisi avrà lo stesso effetto sulla redditività della sua impresa.

Pensate Buffett che ha miliardi di dollari investiti quanto sta virtualmente perdendo in questi giorni... ma non penso che gli importi molto quanto varranno i suoi investimenti tra un mese... piuttosto guarda al loro potenziale valore tra 10-20 anni.

Personalmente quello che dice Berlusconi mi entra da un'orecchia e mi esce dall'altra:D

danigi 11-10-08 09:56

Uhm ragazzi scusate la domanda ******... Io mi sto avvicinando a questo mondo da un pò. Ho solo conoscenze di analisi fondamentale per ora. Ma una delle cose che ho imparato è che tra analisi fondamentale e analisi di borsa non c'è alcun rapporto. Come mai vi sento parlare in termini di solidità delle imprese e via dicendo per valutare l'acquisto o la vendita di azioni??

Cosa mi sfugge???:confused::confused::confused:: confused:

copper 11-10-08 10:44

Guarda, io non ci capisco proprio niente, ma forse è perchè ho chiesto un parere su un investimento di lungo termine su ENI, puntando solo ai dividendi e non alla speculazione sul valore dei titoli. Per questo dovrebbe essere importante la solidità dell'azienda e la redditività. Se poi fra un mese sono a 9 euro, fra 5 anni a 30 e fra 7 a 10 non mi interessa. Mi basta comprare ad un valore abbastanza prossimo ai minimi del ciclo da avere una buona probabilità di non vendere in perdita se dovesse capitare un'emergenza che mi costringe a liquidare.

Capirex85 11-10-08 10:51

Citazione:

Originalmente inviato da copper (Messaggio 18909160)
Guarda, io non ci capisco proprio niente, ma forse è perchè ho chiesto un parere su un investimento di lungo termine su ENI, puntando solo ai dividendi e non alla speculazione sul valore dei titoli. Per questo dovrebbe essere importante la solidità dell'azienda e la redditività. Se poi fra un mese sono a 9 euro, fra 5 anni a 30 e fra 7 a 10 non mi interessa. Mi basta comprare ad un valore abbastanza prossimo ai minimi del ciclo da avere una buona probabilità di non vendere in perdita se dovesse capitare un'emergenza che mi costringe a liquidare.

Queste tue 2 ultime affermazioni sono in contraddizione.

Se siamo vicino ai minimo del ciclo non lo sa nessuno, beccare il minimo è una questione di fortuna. Possono verificarsi tanti scenari in questo momento e se per disgrazia dovesse verificarsi il worst case scenario potresti subire una forte peridita in conta capitale per diversi anni (e ovviamente i dividendi di adesso te li scorderesti... dovesse calare drasticamente la redditività calerebbero drasticamente anche i dividendi).

copper 11-10-08 11:39

Come dicevo non ci capisco niente. Devo solo sperare che non si verifichi il worst case e di che non mi capiti un emergenza che mi costringe a vendere.
Grazie per la puntualizzazione.

John's81 11-10-08 11:41

Capirex85.
Condivido appieno le tue 2 ultime analisi.

danigi 11-10-08 11:59

Citazione:

Originalmente inviato da danigi (Messaggio 18908791)
Uhm ragazzi scusate la domanda ******... Io mi sto avvicinando a questo mondo da un pò. Ho solo conoscenze di analisi fondamentale per ora. Ma una delle cose che ho imparato è che tra analisi fondamentale e analisi di borsa non c'è alcun rapporto. Come mai vi sento parlare in termini di solidità delle imprese e via dicendo per valutare l'acquisto o la vendita di azioni??

Cosa mi sfugge???:confused::confused::confused: :confused:

Qualcuno mi illumina?

Seven Of Nine 11-10-08 12:10

Citazione:

Originalmente inviato da danigi (Messaggio 18909779)
Qualcuno mi illumina?

Non è che si capisce molto la tua domanda, per analisi di borsa intendi analisi tecnica? :confused:

John's81 11-10-08 12:11

Non è che non ci sia nessun rapporto.
Se Eni è un azienda solida che macina utili, le sue azioni, nel lungo termine, tendeno a incamerare questo valoreo.

Rio Trade 11-10-08 13:02

Citazione:

Originalmente inviato da John's81 (Messaggio 18909587)
Capirex85.
Condivido appieno le tue 2 ultime analisi.

Anch'io ;)

Capirex85 25-10-08 13:31

Una news che mi era sfuggita...

Viene riconfermata la volontà di Eni di aumentare progressivamente il peso del gas nelle proprie attività.

Papua Nuova Guinea sembra un'area che ha un potenziale strategico molto interessante per i motivi indicati, ma per ora tante promesse e molte idee poco chiare su costi e entità dei giacimenti. Non vengono dati dettagli sul contratto e sui diritti/doveri di Eni.

Non mi piace l'atteggiamento di Scaroni verso la crisi... avrà sicuramente un impatto anche su Eni, nessuno è immune da dinamiche globali di questi entità.

Speriamo che non facciano passi più lunghi della gamba (non vorrei rivedere il film dell'ultimo anno di Profumo & Unicredit).

UPDATE 2-Eni, Papua New Guinea sign gas exploration deal

ROME, Oct 8 (Reuters) - Italian oil company Eni SpA (ENI.MI: Quote, Profile, Research, Stock Buzz) agreed on Wednesday to search for oil and gas in unexplored areas of Papua New Guinea, a move which is expected to herald a multi-billion investment in the southwestern Pacific nation.

Eni CEO Paolo Scaroni said it was too early to estimate the gas output from the project, or its cost, but the country's prime minister said investment should be in line with an $11 billion gas project led by Exxon Mobil Corp
(XOM.N: Quote, Profile, Research, Stock Buzz).

"If they find what we think they will, then it will be an investment on the scale similar to that of Exxon," Prime Minister Sir Michael Somare said at a news conference in Rome.

Under the deal, Eni will explore for oil and gas in four natural gas basins, becoming only the second large oil major, after Exxon, to build a presence in Papua New Guinea.
Exxon's project taps gas from a fifth basin.

Papua New Guinea's low tax rates, relative political stability and close proximity to North Asian markets hungry for natural gas have driven up interest in exploration there.

Eni, western Europe's third-biggest oil company by market value, will open an office in the country and begin gathering exploration data, and will also have first rights on identifying areas of interest.

"There's a huge amount of gas, there are many areas that are still unexplored and all of them are promising," Scaroni told a news conference, adding as many as four liquefied natural gas terminals could be built under the project.

He shrugged off the impact of the global financial crisis on Eni, saying international growth would remain unaffected.

"Our international growth will not be influenced by these things which, inasmuch as they might be traumatic, we consider temporary," Scaroni said.

But he said oil prices -- which touched a 10-month low on Wednesday -- could fall further, with signs pointing to slipping demand.

Shares in Eni were down 0.6 percent at 16.8 euros, in line with the DJ Stoxx oil and gas index . The shares hit a four-and-a-half-year low of 15.33 euros before paring losses. (Writing by Ian Simpson; Editing by Greg Mahlich and Simon Jessop)

Capirex85 29-10-08 21:59

I risultati dei primi 9m 2008 di Saipem, importante controllata di Eni e uno dei pochi veri gioielli dell'industria italiana.

Correzzione al rialzo della guidance del 2008 in seguito ai risultati eccellenti dei primi 9 mesi (utile netto adjusted +30% invece che +20%). L'elevato prezzo del petrolio nei primo semestre 2008 ha portato i suoi benefici.

Non conviene abituarsi a questi risultati, se il petrolio continua a stare su questi livelli o scenderà ulteriormente Saipem ne sarà condizionata. Il 2009 e il 2010 probabilmente saranno anni difficili.

La buona notizia è che il portafoglio ordini è a livelli record e questo dovrebbe tenere impegnata la società per i prossimi anni. Va anche detto che i contratti potrebbero essere cancellati.

Una informazione anche riguardo alla strategia di crescita dell'azienda: si predilige la crescita organica alle acquisizioni.

UPDATE 2-Saipem ups 2008 forecast, sees steady 2009 capex

* Raises 2008 adjusted net profit growth forecast

* Sees 2009 capex in line with 2008

* Says too early for medium-term forecasts (Adds comments from conference call)

By Svetlana Kovalyova

MILAN, Oct 29 (Reuters) - Saipem SpA (SPMI.MI: Quote, Profile, Research, Stock Buzz), Europe's biggest oilfield services company by market value, raised its 2008 net profit forecast on Wednesday and pledged steady investments next year, sending its shares higher.

Saipem posted a 29 percent jump in third-quarter adjusted profit to 189 million euros and raised its 2008 profit growth forecast to 30 percent from 20 percent.

With oil prices losing half of their value since peaking at $147 per barrel in July, concern has been growing that the industry would be forced to cut spending on projects, dealing a **** to oil services companies.

But Saipem's record order backlog of 19.04 billion euros ($24.27 billion) at the end of September and other projects it hoped to win would keep the group busy for the next few years, Saipem Chief Executive Pietro Franco Tali said.

"We do not see any panic among our clients and it bodes well for us," Tali told a conference call. "As far as the impact of the world economy and measures we are taking is concerned ... one of the measures is getting new contracts."

Saipem said it was unlikely that projects already under way would be suspended or cancelled and cited clients' expectations that oil prices would stabilise at levels making big oil field development economically viable.

Of the backlog, projects worth 2.66 billion euros would be realised in the fourth quarter and another batch worth 7.36 billion euros would be realised next year, he said.

Projects worth 3.6 billion euros were earmarked for 2010 and 2.9 billion euros for 2011.


By contrast, the world's biggest oil services company, Schlumberger (SLB.N: Quote, Profile, Research, Stock Buzz), said earlier this month that growth in spending by oil and gas producers would slow in 2009.

Tali said Saipem's capital expenditures next year would be similar to the 1.9 billion euros expected for 2008. He did not expect any problems with financing the company's plans.

Longer term, he shied away from making any forecasts and reiterated the company line that "with regard to medium-term expectations, it is still too early to be able to fully assess the impact on the oil and gas industry of the expected slowdown in the world economy."

Saipem shares extended gains after results and closed 16.7 percent higher at 15.432 euros, outpacing the DJ Stoxx European oil and gas sector index which was up 12.6 percent.

"It's an upward revision of the 2008 adjusted net profit," said one analyst who declined to be named.

Analysts on the conference call praised Saipem's results.

Saipem, 43 percent-owned by state-controlled Italian oil company Eni SpA (ENI.MI: Quote, Profile, Research, Stock Buzz), confirmed its forecast for 2008 revenues of about 10 billion euros.

Tali said Saipem would focus on internal growth and was not interested in buying "financially distressed" drillers. (Editing by John Wallace)

Capirex85 31-10-08 14:52

Buona trimestrale superiore alle attese "viziata" dal prezzo record del petrolio.
Col petrolio ai livelli attuali questi risultati non son più ripetibili.

Rivisto al rialzo la previsione del tasso di crescita della produzione di idrocarburi nel 2008 dal +2% al +3% dopo l'ottima crescia del 3Q ( superiore al 6%).

Nota negativa l'aumento del capex 2008 di 400 mln di euro (da 14 mld a 14,4 mld).

L'ottima notizia è che sarà generata abbastanza cassa dalla gestione caratteristica per finanziare gli investimenti, remunerare gli azioni e coprire il fabbisogno finanziario senza ricorre ad un aumento dell'indebitamento.

In questo periodo non è cosa da poco.

UPDATE 1-Eni Q3 adj net, output beat forecasts

* Q3 adjusted net profit, hydrocarbon output beat forecasts

* Ups full-year hydrocarbon output growth forecast

* Says has enough cash to fund capex and returns to shareholders



MILAN, Oct 31 (Reuters) - Italian oil major Eni SpA (ENI.MI: Quote, Profile, Research, Stock Buzz) posted forecast-beating third-quarter adjusted net profit and hydrocarbon output on Friday and said it had enough cash to fund its investments, returns to shareholders and debt repayment.

Eni said in a statement its third-quarter adjusted net profit -- which excludes inventory gains and special charges -- jumped 52.7 percent to 2.89 billion euros ($3.77 billion), above an average of 2.46 billion euros in a Reuters poll.


"Eni has delivered another quarter of excellent results driven by strong production growth and good operational performance in all our divisions," Eni CEO Paolo Scaroni said in the statement.

Hydrocarbon output was 1.76 million barrels of oil per day equivalent (boepd), up 6.3 percent from the year before and above analysts expectations of a 1.752 million boepd output.

Eni has raised its forecast output growth this year to 3 percent from an earlier expected 2 percent, but on a lowered base-case Brent oil price of $100 a barrel from an earlier estimate of $112 a barrel.

Recession fears have more than halved the price of oil since its peak in July when it hit $147 per barrel, hammering shares across the sector and raising concerns that oil companies would be forced to cut spending on projects.

Earlier this week, Scaroni said he did not expect major cuts in oil projects because of crude price collapse.

By contrast, Royal Dutch Shell Plc (RDSa.L: Quote, Profile, Research, Stock Buzz) said on Thursday it would delay a decision on whether to expand a Canadian oil sands project as rising costs and falling oil prices raise questions about the profitability of the oil sands industry.

On Friday, Eni said it expected to spend about 14.4 billion euros in capital expenditures in 2008, up 36 percent from 2007. It said it has enough cash -- mostly coming from operating activities and asset sales -- to fund its capex programme, give cash returns to shareholders and repay debts.

Eni said it expected refining throughputs to be unchanged from 2007.

nemo17 31-10-08 16:11

Bè dati strepitosi..davvero...rimango della mia idea che ENI debba sempre trovare il posto nel portafoglio di un sano investitore. . :D

locco68 31-10-08 16:19

si, Eni sempre in tasca comunque.

Capirex85 31-10-08 21:18

Cattive notizie in quello che probabilmente è il più importante progetto che Eni sta portando avanti, ma del resto era prevedibile visto il peso marginale dell'italia nel quadro politico internazionale e l'importanza di questo enorme giacimento che fa gola a tutti:

Eni Cedes Control, Output of Kashagan to Kazakhstan (Update3)

By Nariman Gizitdinov and Adam L. Freeman

Oct. 31 (Bloomberg) -- An Eni SpA-led group of oil companies signed an agreement to give Kazakhstan more royalties and oversight at the Kashagan field when oil starts flowing at the end of 2012.

``I signed; everything is done,'' Eni Chief Executive Officer Paolo Scaroni told Bloomberg News today in Astana, Kazakhstan.

The accord sets ``strong mechanisms to control costs'' and gives Kazakhstan a ``priority stake'' in production from the field, the Kazakh Energy Ministry said in a statement. State-run KazMunaiGaz National Co. will raise its interest to 16.81 percent, on par with Eni and partners Exxon Mobil Corp., Royal Dutch Shell Plc and Total SA, the Eni-led Kashagan group said.

Scaroni agreed in January to give Kazakhstan a greater share of one of the largest oil discoveries in the last three decades following cost overruns and delays to the start of production, which has now been pushed back four times. The government today said output should begin in December 2012.

``This was the most important project for Eni and in the end they lost leadership of the Kashagan group along with a lot of international prestige,''
said Edoardo Luini, an analyst at IlNuovoMercato.it in Rome.

Compensation

Kazakhstan will get $4.8 billion as compensation for ``potential economic losses,'' which will include payments for delays, profit from its priority stake and a reduction in the tax breaks it offers the partners, according to KazMunaiGaz.


The partners will increase payments to $80 million for every year that output is delayed from 2008 through 2009, KazMunaiGaz said, without giving a comparative figure. That will rise to $100 million a year in 2010 and 2011 and to $120 million in 2012. The partners will also pay $250 million as a one-time bonus when production starts.

Kazakhstan will cut the partners' tax breaks, known as uplift, to Libor plus 2.5 percentage points from Libor plus 3 percentage points, according to KazMunaiGaz. Libor refers to the London interbank offered rate.

``The government for the first time in many years has managed to overcome the domination of foreign capital over domestic capital in strategic industries,'' the prime minister's office said in a statement.

The Central Asian country will get 3.5 percent to 12 percent of the field's production, depending on the cost of crude, Energy Minister Sauat Mynbayev said in Astana after the signing. KazMunaiGaz will be represented in all areas of operations.

Exxon, Shell

Exxon will be responsible for offshore drilling and Shell for all other offshore operations, Mynbayev said. Eni will be in charge of onshore work and Total will direct ``general coordination,'' he said.

Costs for the experimental phase, which covers exploration and development of the field through the start of production, have risen to $38.6 billion, Scaroni said today on a conference call. That compares with an original projection of $24 billion, according to the prime minister's office. Mynbayev in September said the budget had climbed 33 percent to $36 billion in a year.

Eni will lose its position as Kashagan operator in January 2009, the company said, adding that it retains responsibility for the execution of the experimental phase.

Royalties

Kazakhstan may earn $74 billion in royalties from Kashagan during the life of the project, based on an oil price of $85 a barrel, KazMunaiGaz first deputy head Maksat Idenov told reporters today in Astana, adding that the partners have invested $12.3 billion in the development so far. The partners will set up a new operating company next week, he said.

Kashagan's output will total 75,000 barrels a day in 2012 and climb to 1.5 million barrels in nine years, KazMunaiGaz Managing Director Aman Maksimov also said today to reporters in Astana. The field has 13 billion barrels of recoverable oil and 35.8 billion barrels of oil in place, according to an Eni presentation to investors and analysts in September.

Seven Of Nine 01-11-08 10:58

A prima vista sembra un'ottima trimestrale!:)
Aspetto di analizzare tutta la relazione del Q3 che esce dopo il comunicato stampa: http://www.eni.it/it_IT/documentazio...e?type=bil-rap

Quello che proprio non riesco a spiegarmi è perchè un'azienda che genera questi utili vede il proprio indebitamento finanziario netto crescere costantemente senza sosta.

6,7 miliardi al 31/12/2006... 17,8 miliardi al 30/09/2008!! :mmmm:

Capirex85 01-11-08 12:55

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 19205890)
A prima vista sembra un'ottima trimestrale!:)
Aspetto di analizzare tutta la relazione del Q3 che esce dopo il comunicato stampa: http://www.eni.it/it_IT/documentazio...e?type=bil-rap

Quello che proprio non riesco a spiegarmi è perchè un'azienda che genera questi utili vede il proprio indebitamento finanziario netto crescere costantemente senza sosta.

6,7 miliardi al 31/12/2006... 17,8 miliardi al 30/09/2008!! :mmmm:

La trimestrale non è male, ma ricordiamoci che il prezzo del petrolio era a livelli che sottovalutavano ampiamente gli effetti della recessione attuale sulla domanda.

Inoltre il confronto è con un 3Q 2007 debole.

Secondo me è molto più importante guardare alle prospettive future.

Il 2008 è stato un anno eccezionale... non mi stupirei se nel 2009 gli utili calassero rispetto al 2008 di un 20%-25%.

L'indebitamento è aumentato perchè hanno speso più cassa in capex+acquisizioni+dividendi nel 2007 di quanta ne abbiano generata nella gestione caratteristica e nell'alienazione di attività.

Eni ha bisogno di enormi investimenti solo per mantenere le proprie riserve e far crescere a modesti tassi la produzione, operando in un settore maturo e capital intesive. Questo è il punto debole principale di Eni, è comuque già scontanto dal mercato.

Seven Of Nine 01-11-08 13:56

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 19206641)

L'indebitamento è aumentato perchè hanno speso più cassa in capex+acquisizioni+dividendi nel 2007 di quanta ne abbiano generata nella gestione caratteristica e nell'alienazione di attività.

L'indebitamento finanziario netto è crescito anche nei primi 9 mesi del 2008, non solo 2007.
Il leverage della società sta aumentando e sarebbe stato meglio tenerlo sotto controllo sopratutto con il deteriorarsi che va avanti da mesi del mercato del credito. Come? Essendo più cauti negli anni precedenti con il rialzo dei dividendi ma evidentemente questo non sembra possibile quando gli amministratori delegati vengono scelti dallo stato che prende gran parte dei dividendi staccati.

Capirex85 01-11-08 14:34

1 Allegato/i
Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 19206982)
L'indebitamento finanziario netto è crescito anche nei primi 9 mesi del 2008, non solo 2007.
Il leverage della società sta aumentando e sarebbe stato meglio tenerlo sotto controllo sopratutto con il deteriorarsi che va avanti da mesi del mercato del credito. Come? Essendo più cauti negli anni precedenti con il rialzo dei dividendi ma evidentemente questo non sembra possibile quando gli amministratori delegati vengono scelti dallo stato che prende gran parte dei dividendi staccati.

In modo molto più contenuto rispetto al 2007, comunque il 2008 non è ancora finito e è presto per fare valutizioni.

Tu guardi solo la variazione della pfn in termini assoluti, senza considerare che son cresciuti anche i mezzi propri il reddito operativo e i flussi di cassa ... non ha molto senso.
Bisogna ragionare in termini relativi.

Eni ha un potenziale di indebitamento maggiore di quello attuale, il leverage è conservativo.

Col costo del debito ridolo che si può permettere non ha senso finanziarsi solo tramite mezzi propri... un ricorso moderato al debito è fisiologico e genera valore per gli azionisti.

La politica dei dividendi è sul generoso, su questo concordo, una sforbiciata del dividendo del 10%-15% mi farebbe piacere, ma non per usare quel denaro per diminuire il debito, bensì per investirlo nella crescita futura.

In ogni caso c'è ben di peggio. Basta vedere che dividendi pagano Mediaset, Enel, Telecom e le varie banche (a parte Unicredit che è stata costretta di fatto a sospenderlo) . Quelli sono dividendi troppo elevati.

nemo17 01-11-08 14:50

Esatto ..con quell'enorme cash flow potrebbe aumentare il debito ulteriormente senza troppi patemi d'animo.
Inoltre recentemente ha acquisito Burren e Distrigaz con un esborso di tutto rispetto.
Sinceramente con il rapporto euro/dollaro a 1,55 e la sua generazione di cassa mi sarei aspettato un comportamento più aggressivo in USA dove Buffett ad esempio con 5 miliardi di dollari ha acquisito Constellation con centrali nucleari ,clienti e fatturato assicurato.

Seven Of Nine 01-11-08 17:51

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 19207264)
In ogni caso c'è ben di peggio. Basta vedere che dividendi pagano Mediaset, Enel, Telecom e le varie banche (a parte Unicredit che è stata costretta di fatto a sospenderlo) . Quelli sono dividendi troppo elevati.

Quello è poco ma sicuro! :yes:

Capirex85 10-11-08 10:55

All'inizio del threat veniva proposto un confronto da Seven tra Petrobras e Eni.
Allora ritenevo le prospettive di crescità di Petrobras più interessanti di Eni ma la ritenevo anche molto più rischiosa in quanto più esposta al detorioramento congiunturale in atto.

Alla fine i maggiori rischi si sono manifestati e Petrobras ha sofferto di più Eni.
Adesso, a questi prezzi, inizia ad essere potenzialmente più interessante di Eni. Rimane sempre il rischio paese e il rischio di cambio, nonchè la tassazione penalizzante sui dividendi.

Ecco un'articolo che dà qualche informazione in più e approfondisce le problematiche di petrobras nella congiuntura attuale.

Petrobras Goes From First to Worst Among 10 Biggest Oil Stocks

By Joe Carroll

Nov. 10 (Bloomberg) -- Petroleo Brasileiro SA, the investor darling among the world's largest oil companies in the first half of the year, has become the biggest loser.

Petrobras, as Brazil's state-controlled oil producer is known, is the worst performer among the top 10 publicly traded oil companies since May. The stock dropped 53 percent on concern falling energy prices and the global credit crisis will block or delay efforts to tap the biggest offshore discovery in the Americas in three decades. Earnings growth will slow from 80 percent in the third quarter to 6.2 percent next year, according to the averages of analyst estimates compiled by Bloomberg.

``The decline in oil prices and the current financial crises will at some level impact Petrobras,'' said Gianna Bern, president of Brookshire Advisory & Research Inc. in Flossmoor, Illinois. ``Deepwater exploration is a very high-cost, high-risk proposition, and $60 or $70 oil will prompt them to re-evaluate their highest-priority developments.''

Since passing Microsoft Corp. as the world's sixth-biggest corporation by market value in May, Petrobras has fallen to No. 31, behind drugmaker Pfizer Inc. and China Construction Bank Corp., according to data compiled by Bloomberg. The company may need to fund capital spending of more than $30 billion annually to tap offshore prospects, including its Tupi discovery announced last year, and it faces a market in which Latin American bond sales have plummeted.

``For those who don't have a lot of cash, it's getting very complicated, especially for those who hope to develop gigantic finds like those in Brazil,'' said Joseph Stanislaw, an economist and co-author of ``The Commanding Heights: The Battle for the World Economy.'' ``Normally, you would borrow to fund development of the fields, but I'm sure their ability to do that has become more difficult and constrained.''

Prices, Shares Collapse

Like Exxon Mobil Corp. and other major producers, Petrobras benefited as crude-oil futures in New York climbed to an all- time high above $147 a barrel in July. Petrobras doubled in market value between August 2007 and May of this year as price gains added trillions of dollars in value to Brazil's so-called sub-salt offshore petroleum deposits.

Since then, oil has dropped more than $80. Natural gas, which rose even faster than oil in this year's first half, has fallen 49 percent since the end of June.

Petrobras shares have dropped 57 percent since peaking in May. Stocks from Sao Paulo to Prague to Moscow had outsized declines over that period as investors shifted money out of emerging markets. Petrobras' ratio of stock price to estimated earnings per share is about 6.6, down from almost 22 in May.

Exxon, Shell, BP

Mirian Guaraciaba, a company spokeswoman, said Petrobras won't comment on the decline in market value until its third- quarter earnings report is released tomorrow.

Exxon Mobil, based in Irving, Texas, remains the world's largest company by market value. It trades at about 8.5 times estimated earnings. Houston-based ConocoPhillips and San Ramon, California-based Chevron Corp., as well as Royal Dutch Shell Plc, in The Hague, and London-based BP Plc have ratios between 4.5 and 6.5.

The outlook for slowing earnings growth also is weighing on shares of Rio de Janeiro-based Petrobras. The company probably will report tomorrow that third-quarter profit excluding one- time costs and gains jumped 80 percent to about 9.9 billion reais ($4.6 billion), according to analyst estimates compiled by Bloomberg.

Full-year profit growth probably will slow to 6.2 percent in 2009 from 51 percent this year because oil prices fell, the analyst predictions showed. Global demand for gasoline, diesel and other petroleum-derived fuels is forecast to expand next year at less than half the rate of the previous half decade, the International Energy Agency said last month.

Price Pressure

Falling energy prices may complicate efforts to exploit Tupi and neighboring offshore prospects. Drilling wells and constructing platforms to pump crude and gas from deposits that in some cases lie beneath six miles (10 kilometers) of sea and rock may cost $600 billion over the next few decades, Julio Bueno, industry secretary for Rio de Janeiro state, said in a September interview in London.

``Prices affect the economics of oil production, and there's a bottom commodity price below which a company won't produce a resource,'' said Don Goddard, a geologist at Louisiana State University's Center for Energy Studies in Baton Rouge.

Tupi may cost $100 billion to bring into production and operate, according to Peter Wells, director of U.K. research firm Neftex Petroleum Consultants Ltd. Petrobras had less than 1 percent of that amount in cash as of June 30. Exxon Mobil's cash hoard was 40 times that size, public filings showed.

Credit Needs

Petrobras is looking to become ``a more frequent issuer'' of bonds to help fund its offshore developments, Chief Financial Officer Almir Barbassa said in an April interview.

Less than $6 billion in Latin American bonds have been sold since the end of June, according to data compiled by Bloomberg, down 70 percent from the same period a year earlier.

``It's been very sporadic,'' said David Spegel, head of emerging-market strategy at ING Financial Bank NV in New York. ``Some months have been up, some months have been down. There's been nothing in October and almost nothing in September.''

Petrobras is scheduled to announce a new five-year capital spending plan next month. The company will raise spending 39 percent to about $170 billion to account for Tupi and other new fields that will be costly to develop
, Subhojit Daripa, an analyst for at Morgan Stanley in Sao Paulo, said in a note to clients.

nemo17 10-11-08 11:09

Io in Petrobras non investirei un centesimo.
Sarà anche migliore di Eni sotto qualche aspetto ma vale il rischio paese ?
Il Brasile potrebbe sprofondare in crisi devastanti e sopratutto il governo brasiliano potrebbe prendere decisioni in stile Venezuela che probabilmente penalizzerebbero gli azionisti. Non so... io del Sud America non mi fido.

Capirex85 10-11-08 13:27

Citazione:

Originalmente inviato da nemo17 (Messaggio 19313083)
Io in Petrobras non investirei un centesimo.
Sarà anche migliore di Eni sotto qualche aspetto ma vale il rischio paese ?
Il Brasile potrebbe sprofondare in crisi devastanti e sopratutto il governo brasiliano potrebbe prendere decisioni in stile Venezuela che probabilmente penalizzerebbero gli azionisti. Non so... io del Sud America non mi fido.

Dipende dalla propensione al rischio di ognuno di noi, dipende da quanto del proprio portafoglio ci si mette sopra, dipende dal numero delle entrate in cui si splitta l'investimento etc... personalmente anch'io preferisco Eni e per ora non ho intenzione di switchare, ma è innegabile che dopo che eni ha sovraperformato pesantemente Petrobras in questi ultimi mesi, quest'ultima adesso è relativamente più interessante.

Seven Of Nine 10-11-08 16:45

Citazione:

Originalmente inviato da nemo17 (Messaggio 19313083)
Io in Petrobras non investirei un centesimo.
Sarà anche migliore di Eni sotto qualche aspetto ma vale il rischio paese ?
Il Brasile potrebbe sprofondare in crisi devastanti e sopratutto il governo brasiliano potrebbe prendere decisioni in stile Venezuela che probabilmente penalizzerebbero gli azionisti. Non so... io del Sud America non mi fido.

Nemo capisco il tuo punto di vista, ma non si può fare una generalizzazione troppo forte sull'intero Sud America. Il Brasile è uno dei mercati emergenti più interessanti con crescita che negli ultimi anni ha strabiliato tutti.
Non è assimilabile ne all'argentina ne tantomeno al venezuela sopratutto dal punto di vista politico visto che Chavez e Lula hanno ben poco in comune.
Petrobras fra i petroliferi è stato il titolo che ha perso di più perchè è quello che ha guadagano di più negli ultimi anni. Praticamente tutti i titoli petroliferi con il petrolio a 140$ erano entrati in bolla speculativa con valutazioni sopra la media. PBR è molto più volatile di ENI questo è da mettere in conto, personalmente evito in questa fase di essere esposto a titoli legati alla commodities, ma aspetto di analizzare la trimestrale con interesse tenendo sempre a mente che quella massa di profitti sono stati generati in situazioni eccezionali di mercato.:yes:

nemo17 10-11-08 17:34

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 19319521)
Nemo capisco il tuo punto di vista, ma non si può fare una generalizzazione troppo forte sull'intero Sud America. Il Brasile è uno dei mercati emergenti più interessanti con crescita che negli ultimi anni ha strabiliato tutti.
Non è assimilabile ne all'argentina ne tantomeno al venezuela sopratutto dal punto di vista politico visto che Chavez e Lula hanno ben poco in comune.
Petrobras fra i petroliferi è stato il titolo che ha perso di più perchè è quello che ha guadagano di più negli ultimi anni. Praticamente tutti i titoli petroliferi con il petrolio a 140$ erano entrati in bolla speculativa con valutazioni sopra la media. PBR è molto più volatile di ENI questo è da mettere in conto, personalmente evito in questa fase di essere esposto a titoli legati alla commodities, ma aspetto di analizzare la trimestrale con interesse tenendo sempre a mente che quella massa di profitti sono stati generati in situazioni eccezionali di mercato.:yes:

Sono d'accordissimo... ci saranno aziende stupende ma preferisco evitare..è già davvero complesso seguire le vicissitudini di aziende americane ( quante oil company ci sono ???) e di aziende europee come Shell o Total o della norvegese Norsk Hidro..
Ci saranno magari ottime aziende russe ma è davvero complicato e rischioso.
Quindi per quello che ad un investitore " normale" consiglierei sempre la noiosa Eni....
Ovvio che se uno lo fa di mestiere è un dovere seguire anche quei mercati... o se uno vuole diversificare ai massimi livelli fa benissimo a buttarci un occhio... io non ce la faccio proprio.. e scarto a priori mezzo mondo... :D

Capirex85 15-11-08 12:20

Attenzione... anche Buffett sembra aver trovato rinnovato interesse nel settore Oil:

Buffett’s Berkshire Boosts Stake in ConocoPhillips on Oil Bet

By Erik Holm, Edward Klump and Linda Shen

Nov. 15 (Bloomberg) -- Warren Buffett’s Berkshire Hathaway Inc. became the largest shareholder in oil producer ConocoPhillips and took a stake in manufacturer Eaton Corp. in the third quarter as stock markets tumbled.

Berkshire had more than 83 million shares in Houston-based ConocoPhillips as of Sept. 30, compared with about 17.5 million on March 31, the company said yesterday in a regulatory filing. Buffett also disclosed a reduced holding in Bank of America Corp. and more shares of NRG Energy Inc., the second-biggest power producer in Texas. The Standard & Poor’s 500 Index dropped 8.9 percent in the three months ended Sept. 30.

Berkshire, which purchased MidAmerican Energy Holdings in 2000 and reported record profits last year from selling holdings of PetroChina Co., is betting on a long-term increase in energy demand worldwide. Global oil consumption will increase about 25 percent to 106 million barrels a day by 2030, the International Energy Agency said this week.

“Buffett is thinking decades ahead,” said Jeff Matthews, author of “Pilgrimage to Warren Buffett’s Omaha” and founder of hedge fund Ram Partners LP. “He’s thinking about oil production falling and an eventual doubling of worldwide demand as countries like China reach U.S. levels.”

ConocoPhillips traded as low as $67.31 a share in the third quarter after closing 2007 at $88.30. The company slipped $1.79, or 3.6 percent, to $47.39 in New York Stock Exchange composite trading yesterday before Berkshire’s disclosure.

Waiting for Spring

Buffett, the world’s preeminent stock picker, has said he’s also spending his own money to buy U.S. stocks as prices decline amid the worst financial crisis in 75 years. Buffett is Berkshire’s chief executive officer and makes most of the firm’s investing decisions.

Berkshire held about 59.7 million ConocoPhillips shares as of June 30, Buffett revealed in a separate filing. Buffett, 78, won permission from regulators to omit that number from his second- quarter filing and withhold it until yesterday to prevent copycat investing.

ConocoPhillips rose 86 cents, or 1.8 percent, to $48.25 at 7:59 p.m. in New York in extended trading. Bill Tanner, a spokesman for ConocoPhillips, had no immediate comment.

Berkshire increased holdings in NRG Energy by 54 percent to 5 million shares, a 2.2 percent stake. The firm was the object of a takeover offer from Exelon Corp. after the Princeton, New Jersey- based company lost half of its market value in two months. NRG’s board of directors this month rejected the offer.

Buffett also disclosed a 1.8 percent stake in Cleveland-based Eaton, the maker of parts for Boeing Co. planes and Volkswagen AG cars.

Eaton Corp.

“Eaton fits exactly with his investment strategy,” said Gerald Martin, a finance professor at American University’s Kogod School of Business in Washington. “He likes to say that he wants to invest in companies that he can understand, that he can really get his arms around, and take a look at them and project their cash flows.”

Eaton rose $1.44, or 3.5 percent, to $42.55 in extended trading. Prices for new Berkshire holdings typically jump as mutual funds and individual investors mimic the stock picks. Martin co-wrote a study in 2007 that found buying after such disclosures would have delivered annualized returns of about 25 percent over 31 years, double the performance of the S&P 500. Eaton spokesman Peter Parsons declined to comment.

Buffett cut his stake in Bank of America by almost half, while increasing his investment in U.S. Bancorp. Charlotte, North Carolina-based Bank of America, which purchased money-losing mortgage lender Countrywide Financial Corp. in July, has lost 64 percent of its market value in the last 12 months.

Changing Perceptions

“It’s pure speculation on my part, but it could be that the Countrywide acquisition changed his perception,” Martin said of Buffett.

Bank of America spokesman Scott Silvestri had no comment.

The U.S. Bancorp holdings rose 6.3 percent to 72.9 million shares from the second quarter. Berkshire is the Minneapolis-based bank’s largest shareholder. Buffett lowered the stake in Wells Fargo & Co., the largest bank on the U.S. West Coast, less than a percent to 246.4 million shares.

Buffett cut his stake in Home Depot Inc., the largest U.S. home-improvement store, by 12 percent to 3.7 million shares and trimmed holdings of No. 2 Lowe’s Cos. by 7 percent to 6.5 million. Holdings of CarMax Inc., the largest U.S. used-car dealer, fell 13 percent to 18.4 million.

Berkshire is also the largest shareholder of companies including Coca-Cola Co. and American Express Co. as of Sept. 30, with a portfolio worth $76 billion. Buffett discloses non-U.S. holdings in filings with regulators in those countries.

Buffett, named America’s richest man by Forbes magazine, built Berkshire from a failing textile manufacturer into a $155 billion holding company by investing premiums from insurance subsidiaries such as Geico Corp. in out-of-favor securities and buying businesses whose management he deemed superior.

Berkshire shares, which rose in 17 of the last 20 years, are down about 29 percent since Dec. 31.

L'incompreso 17-11-08 09:14

:'(mi ero messo a 69 sulla bollinger inferiore ma questa stro.nza si alza di un tick proprio sullo spike ed infatti min a ,70:'(, avevo fatto la pagnottella della giornata:'(

L'incompreso 17-11-08 09:16

pardon, volevo dire quella centrale

L'incompreso 17-11-08 09:29

Citazione:

Originalmente inviato da L'incompreso (Messaggio 19407847)
:'(mi ero messo a 69 sulla bollinger inferiore ma questa stro.nza si alza di un tick proprio sullo spike ed infatti min a ,70:'(, avevo fatto la pagnottella della giornata:'(

:'(

Capirex85 17-11-08 10:58

L'incompreso questo è un thread di analisi fondamentale, non tecnica.

Se devi spammare vai nella senzione "Mercato italiano", qua non guardiamo al numero di post ma alla qualità.

L'incompreso 17-11-08 11:09

cari cassettisti, scrivetelo nel titolo che è un thread dedicato all'analisi fondamentale...adìos

Super44 17-11-08 11:49

Eni: vince premio H&H Webranking su comunicazione finanziaria




ROMA (MF-DJ)--Eni vince il titolo di migliore societa' nella comunicazione finanziaria online all'interno della ricerca H&H Webranking 2008 Italia Top80, settima edizione italiana dello studio realizzato da H&H (Hallvarsson & Halvarsson) in collaborazione con Corriere della Sera.

Eni, si legge in una nota, ha ottenuto 85,5 punti su 100 potenziali, seguita da UniCredit e Telecom Italia, vincitrice lo scorso anno.

Il premio H&H Webranking riguarda le informazioni finanziarie ed istituzionali pubblicate nella versione in lingua inglese del sito e la relativa ricerca si e' basata sulle preferenze di 360 investitori, analisti e giornalisti economici su informazioni e funzionalita' dei siti web istituzionali.

L'edizione italiana fa invece parte di uno studio piu' ampio a livello europeo che copre 700 societa' in 20 Paesi. Le maggiori 150 societa' per capitalizzazione entrano a far parte della ricerca H&H Webranking Europe, condotta in collaborazione con Financial Times, i cui risultati saranno invece resi noti alla fine di novembre. com/lor

Super44 17-11-08 11:53

"Tra le altre blue chip attenzione a Eni/Enel che sarebbero in pole position nella liberalizzazione del mercato portoghese del gas"

Capirex85 18-11-08 21:12

Eni emette un bond a 5y con spread 220 bp per un'importo da definirsi tra 1 e 1,5 mld di euro, si tratta della prima emissione di bond da parte di una azienda italiana da quando è scoppiata la crisi nell'estate 2007.

Il bond è accolto con entusiamo dal mercato e registra una domanda (2 mld di euro) ben superiore all'offerta.

Riuscire a finanziarsi in un momento come questo tramite il mercato dei bond e a questi spread è l'ennesima conferma della forza finanziaria di questa azienda.

Eni bond issue to be 1.0-1.5 bln eur

* Order book for 5-yr issue 'explodes' beyond 2 bln euros

* Bond seen priced later today

MILAN, Nov 18 (Reuters) - Italian oil company Eni SpA's (ENI.MI: Quote, Profile, Research, Stock Buzz) planned five-year bond issue will be for 1.0 billion to 1.5 billion euros, after it drew more than 2 billion euros ($2.53 billion) of orders, sources close to the operation said.

The bond's yield will be 220 basis points above the midswap rate, in line with initial forecasts, the sources said.

Eni is the first Italian company to issue bonds since the start of the financial crisis.


"The book (for orders) has exploded. We have gone well beyond 2 billion euros in a couple of hours," one of the sources said.

"Now it will be up to the issuer to decide the amount but we are talking of 1 billion, 1.25 billion or 1.5 billion euros," the source said.

The pricing for the issue, whose joint lead managers are BNP Paribas, Deutsche Bank, Banca IMI and JP Morgan, will be set within a couple of hours, the source added.

Eni is rated AA- by Standard & Poor's and Fitch, and carries an Aa2 rating from Moody's.

fabriton 19-11-08 00:00

solo per istituzionali?

Capirex85 19-11-08 21:28

Citazione:

Originalmente inviato da fabriton (Messaggio 19437004)
solo per istituzionali?

Penso di sì, dovrebbe venir collocato sul mercato secondario in un secondo momento... comunque chiedi conferma in sezione "Obbligazioni e titoli di stato" se vuoi averne la sicurezza.

Seven Of Nine 21-11-08 12:49

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 19205890)
A prima vista sembra un'ottima trimestrale!:)
Aspetto di analizzare tutta la relazione del Q3 che esce dopo il comunicato stampa: http://www.eni.it/it_IT/documentazio...e?type=bil-rap

Ma quanto diavolo ci mettono??
Io seguo il mercato USA anche per questo, sono più rapidi nel riportare i dati e li riportano completi. In Francia nelle trimestrali non solo non mettono il rendiconto finanziario, ma neanche lo stato patrimoniale e a volte neanche il conto economico completo, sono completamente scemi; ma non è un mio problema. :D

Seven Of Nine 03-12-08 21:10

Ecco un surrogato di cash flow, grazie a Capirex http://www.borsaitaliana.it/bitApp/v.../new/43394.pdf
Non ho capito perchè non fanno i bilanci come tutti i cristiani, riclassificano a **** di segugio. :D

Con il petrolio sotto 50$ io Eni la vedo al ribasso, io la vedo al book.

Capirex85 04-12-08 12:55

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 19616238)
Ecco un surrogato di cash flow, grazie a Capirex http://www.borsaitaliana.it/bitApp/v.../new/43394.pdf
Non ho capito perchè non fanno i bilanci come tutti i cristiani, riclassificano a **** di segugio. :D

Con il petrolio sotto 50$ io Eni la vedo al ribasso, io la vedo al book.

:clap:

Effetivamente il formato della trimestrale è un pò strano e diverso da quelle passate... conviene aspettare l'annual report.

Tutto è possibile, ma se Eni va al book value temo che lo s&p/mib finirà a 14000.:D

Seven Of Nine 04-12-08 14:39

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 19622841)

Tutto è possibile, ma se Eni va al book value temo che lo s&p/mib finirà a 14000.:D

Stavo vedendo giusto ora, Eni è il maggiore titolo per capitalizzazione e quindi il più pesato. Solo che non sono riuscito a trovare una tabella esatta con tutti i pesi dell'indice...Sul Cac 40 ci vogliono 5 millesimi di secondo... :wall:

Capirex85 08-12-08 14:45

La Libia dichiara il suo interesse a comprare un'importante quota di Eni (si vocifera intorno al 10%, in questo caso diventerebbe il secondo maggiore azionista dopo lo stato italiano che detiene il pacchetto di controllo del 30%).

Dichiara anche contestualmente di non voler interferire in alcun modo nella scelte manageriali aziendali.

Non so voi, ma io mi tocco le palle, dato che storicamente i fondi sovrani quando investono in azioni e dicono che c'è un'occasione puntualmente toppano:D

Eni Advances After Libya Says It May Purchase Stake (Update1)

By Flavia Krause-Jackson and Maher Chmaytelli

Dec. 8 (Bloomberg) -- Eni SpA surged in Milan trading after the Italian government said the Libyan Energy Fund is interested in buying a stake in Italy’s biggest oil company.

Eni climbed as much as 11 percent to 17.04 euros, its biggest intraday gain since Nov. 24, and was trading up 1.45 euros at 16.84 euros, as of 10:17 a.m. local time.

“The Libyan government has indicated to the Italian government an interest in acquiring a share in the capital of Eni,” according to a statement on the government’s Web site posted Dec. 6. Libya said it will not “interfere in the company’s management in any way.”

Oil-rich nations have been showing greater interest in European companies after the financial crisis led to plummeting market values. European leaders such as French President Nicolas Sarkozy and Italian Prime Minister Silvio Berlusconi have suggested oil-producing countries might try to exploit falling share prices to bid for domestic companies.

The Italian Finance Ministry controls about 30 percent of Eni, which employs about 76,000 workers worldwide. Libya could buy as much as 10 percent of Eni for as much as 9 billion euros ($11.5 billion), Il Sole 24 Ore said yesterday, citing Libyan Ambassador to Italy, Hafed Gaddur. Eni said “it will provide the market with information on its shareholdings in line with regulations.”

Libya will buy shares of Eni “when the market is right,” the North African nation’s top oil official said today in an interview.

‘Expressed Our Interest’

“Eni is one of the opportunities we’re looking at, we expressed our interest to the Italian government and we will buy shares when we feel the market is right,” Shokri Ghanem, the head of Libya’s National Oil Corp., said in a telephone interview from Tripoli. He declined to specify the price at which Libya would buy shares.

In Italy, Libyan sovereign funds are discussing a possible investment in Telecom Italia SpA, Saif al-Islam Qaddafi, son of Libyan leader Muammar Qaddafi, said at a conference on Oct. 30. Libyan investors in October increased their stake in UniCredit SpA to at least 4.9 percent to become the Italian bank’s second- biggest shareholder.

Italy is the biggest trading partner of Libya, its former North African colony.

Italy’s benchmark S&P/MIB Index has fallen 53 percent this year and hit an all-time low on Dec. 5.

Seven Of Nine 08-12-08 18:02

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 19661722)

Non so voi, ma io mi tocco le palle, dato che storicamente i fondi sovrani quando investono in azioni e dicono che c'è un'occasione puntualmente toppano:D

Capi non per portarti sfiga, ma dopo questo rally natalizio io la vedo ai minimi. Perchè ragiono nell'ottica che stiamo vedendo un bear market rally, non un'inversione. E ragiono anche nell'ottica che il calo drammatico del greggio si farà sentire nel cash flow operativo mentre il costo per estrarlo di certo non può diminuire, questo ovviamente non vale solo per Eni ma anche per le altre del settore.:censored:

Capirex85 10-12-08 13:57

L'unico vero modo di ottenere dei ritorni superiori alla media sul capitale investito con un commodity business è quello di poter controllare l'offerta dei prodotti e di conseguenza il loro prezzo. Questo è possibile nei monopoli e negli oligopoli organizzati sotto forma di cartello. E' il caso emblematico dei produttori di petrolio.

L'OPEC probabilmente effettuerà un ulteriore importante taglio alla produzione di petrolio, dopo quello avvenuto poco tempo fa.
Per ora il mercato sembra ignorare gli effetti che avranno questi tagli sul prezzo del petrolio quando l'economia mondiale comincerà a riprendersi: sono tutti focalizzati sul crollo della domanda di materie prime previsto e dal timore della deflazione (quando solo 4-5 mesi fa importanti banche di investimento se ne uscivano con forecast di 200-300 dollari al barile per incentivare l'attività dei traders e incassare fior di commissioni attraverso l'aumento del volume di scambi di futures... da notare come adesso queste stesse banche se ne escano con forecast di 25-30 dollari al barile per incentivare la gente ad andare corti sui futures:D) .

Eh già, perchè i magnanimi signori dell'OPEC sono molto attenti a "stabilizzare" (come dicono loro... io direi piuttosto a tenere il più alto possibile il prezzo dell'oro nero sempre e comunque) il prezzo del petrolio quando le fluttuazioni tendono al ribasso, quando invece c'era il prezzo del petrolio a 140 e passa dollari al barile (e le economie emergeneti come la Cina il Brasile e la Russia, non ancora colpite dalla recessione americana, avevano ancora fame di materie prime) non pensavano minimamente di aumentare l'offerta, ma scaricavano tutta la colpa sulla speculazione (come se adesso la speculazione non stesse accentuando le ragioni fondamentali che stanno dietro al crollo dell'oil...)

Ma state sicuri che prima o poi quando pochi se lo aspetteranno il prezzo del petrolio tornerà a correre e all'improvviso tutti torneranno a preoccuparsene...

Personalmente sul prezzo del petrolio nel medio-lungo sono fortemente bullish.

Crude Oil Rises on Speculation OPEC Will Reduce Supplies Again

Dec. 10 (Bloomberg) -- Crude oil rose on speculation that OPEC will cut production at a meeting next week to end the five- month slump in prices.

The Organization of Petroleum Exporting Countries, which pumps more than 40 percent of the world’s oil, may reduce its output limit by as much as 2.5 million barrels a day to reverse recent declines, billionaire hedge-fund manager Boone Pickens said yesterday. Prices also rose as traders bought contracts to close out bets that prices will fall further.

“It seems that $40 a barrel is a bastion of support for oil,” said Robert Laughlin, senior broker at MF Global Ltd. in London. “I am expecting OPEC to do something major, there is no option to do nothing.”

Crude oil futures for January delivery rose as much as $1.89, or 4.5 percent, to $43.96 a barrel in electronic trading on the New York Mercantile Exchange. It was at $43.91 a barrel at 11:52 a.m. London time.

Traders who held short positions, or bets prices would fall, are purchasing futures after oil dropped more than 20 percent in the past two weeks. Yesterday, futures fell $1.64, or 3.8 percent, to $42.07 a barrel, capping a 23 percent drop since Nov. 26.

OPEC should make a “substantial” output cut when it meets on Dec. 17 in Algeria, Shokri Ghanem, Libya’s top oil official, said on Dec. 8. Oil has tumbled more than 30 percent since the group announced a 1.5 million-barrel-a-day reduction in supply on Oct. 24.

OPEC will “work it back up to $100,” Pickens said in an interview in New York. “It will all be determined by the global economy. If you get a recovery in the global economy, you will get it back up.”


2009 Forecasts

The International Energy Agency and OPEC have lowered demand forecasts in the past month because of the economic contraction.

The Paris-based agency reduced its demand forecast by 170,000 barrels a day from its November estimate to 86.37 million barrels a day, analyst David Martin said on Dec. 5. OPEC cut its forecast for next year by 530,000 barrels a day, or 0.6 percent, to 86.68 million barrels a day, in its monthly oil market report on Nov. 17.

The IEA is likely to lower its 2009 demand growth forecast again in its monthly oil report which will be released tomorrow, said Hannes Loacker, an analyst at Raiffeisen Zentralbank Oesterreich in Vienna.

“They should come out with a negative demand revision,” Loacker said. “Their number is still too high.”

China Imports

China’s November crude-oil imports fell to the lowest in a year, the first decline since July. Imports fell 1.8 percent from a year earlier to 13.36 million metric tons last month, or 3.25 million barrels a day, the Beijing-based Customs General Administration of China said on its Web site today.

A government report today is forecast to show U.S. crude- oil inventories rose 1.3 million barrels last week, according to the median of 14 responses in a Bloomberg News survey. The report will probably show a drop in U.S. supplies of gasoline and distillate fuel, which includes diesel and heating oil.

The Energy Department is scheduled to release its weekly report at 10:35 a.m. today in Washington.

Brent crude oil for January settlement rose as much as $1.73, or 4.2 percent, to $43.26 a barrel on London’s ICE Futures Europe exchange. It was at $43.19 a barrel at 11:52 a.m. local time.

niko13 10-12-08 23:02

Io sono indeciso se acquistare eni o fondiaria che entrambe mi sembrano ottime, e fondiaria molto sottovalutata.
Mi sa che ne prendo un cippino di entrambe cosi entro poco x volta senza rischiare di farmi male. Voi che e pensate?

Seven Of Nine 10-12-08 23:16

Citazione:

Originalmente inviato da niko13 (Messaggio 19694632)
Io sono indeciso se acquistare eni o fondiaria che entrambe mi sembrano ottime, e fondiaria molto sottovalutata.
Mi sa che ne prendo un cippino di entrambe cosi entro poco x volta senza rischiare di farmi male. Voi che e pensate?

Non conosco fondiaria, ma non fidandomi del bottom fatto io entrerei sui prossimi minimi assoluti. Tanto aspettare non guasta a un investitore di lungo periodo. Ti faccio un esempio, se compro oggi Eni a 18€ e poi mi torna a 13€ prendo un -27% in faccia e la cosa e la cosa mi farebbe innervosire parecchio:D. Per non parlare del più +38% che mi perderei se compro a 13€ e torna a 18€. ;)

Capirex85 10-12-08 23:17

Penso che sia molto importante quando si acquista una società potersi fidare dell'azionista di maggioranza (quando c'è) e del management. Telecom docet. Sinceramente Ligresti non mi ispira molta fiducia:D

Sulla valutazione Fondiaria non saprei darti un'opinione, non la seguo e i titoli assicurativi sono sicuramente molto interessanti ma anche fottutamente complessi da valutare per tutta una serie di ragioni, forse forse sono pure peggio dei bancari...

Eni a questi prezzi probabilmente non è l'affare della vita ma penso che nel lungo periodo tra dividendi e capital gain dovrebbe garantire un rendimento decente, tipo un 5-6% annuo.

fiuto_per_affari 11-12-08 00:49

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 19694755)
Penso che sia molto importante quando si acquista una società potersi fidare dell'azionista di maggioranza (quando c'è) e del management. Telecom docet. Sinceramente Ligresti non mi ispira molta fiducia:D

Sulla valutazione Fondiaria non saprei darti un'opinione, non la seguo e i titoli assicurativi sono sicuramente molto interessanti ma anche fottutamente complessi da valutare per tutta una serie di ragioni, forse forse sono pure peggio dei bancari...

Eni a questi prezzi probabilmente non è l'affare della vita ma penso che nel lungo periodo tra dividendi e capital gain dovrebbe garantire un rendimento decente, tipo un 5-6% annuo.

ENI A QUESTI PREZZI E' L'AFFARE DELLA VITA....:

Citazione:
Originalmente inviato da fiuto_per_affari
I REALI BENEFICI LI HANNO AVUTI I POSSESSORI DI AZIONI ENI VISTO CHE L'ENTRATA CON QUOTA IN ENI DEI LIBICI HA FATTO VOLARE LE AZIONI !

INOLTRE GLI AZIONISTI CON L'INGRESSO DEI LIBICI PER L'8% CI GUADAGNERANNO MOLTO INFATTI PER OTTENERE UN PACCHETTO QUOTA PARTECIPAZIONE AZIONARIA DELL' 8% DOVRANNO ACQUISTARE AL GIUSTO PREZZO OSSIA NON MENO DELLA MEDIA TRA IL PREZZO DI MERCATO ATTUALE CIRCA 18 EURO ED IL PREZZO DI VALORE REALE DELL' AZIENDAOLTRE I 30 EURO,METTIAMO 30 . QUINDI IL PREZZO MEDIO PER ACQUISTARE PACCHETTO E' UGUALE A
18 + 30 DIVISO 2 OSSIA AL MOMENTO DOVRANNO PAGARE 24 EURO AD AZIONE....
AL MOMENTO .

PERO' NELLO STESSO MOMENTO IN CUI I LIBICI CONFERMERANNO DI VOLER ACQUISTARE PARTECIPAZIONE IN ENI ILMERCATO REAGIRA' FACENDO VOLARE IL TITOLO E MAGARI IL PREZZO DI MERCATO SUPERERA' I 20/22 EURO E DI CONSEGUENZA AUMENTERA' IL PREZZO MEDIO CHE DOVRANNO PAGARE E QUINDI CI ANDRANNO BENISSIMO TUTTI OSSIA ENI,I LIBICI,LO STATO ITALIANO E ANCOR DI PIU GLI AZIONISTI ! SI TENGA PRESENTE INOLTRE CHE I LIBICI POSSEGGONO GIACIMENTI PETROLIFERI E DI GAS... !!!


Eni: Frattini si a quota Libia dell´8%, ma non oltre

Finanzaonline.com - 9.12.08/21:35

Il ministro degli Esteri Franco Frattini durante una trasmissione televisiva dichiara congrua una quota dell´8% in Eni in mano alla Libia precisando però che una scalata fino al 10% desterebbe qualche preoccupazione. Nel corso dello stesso intervento poi, Il titolare della Farnesina ha comunque assicurato che non c'è "ostilità" da parte del fondo sovrano libico nell'operazione.
........................................ ........................................ ...............

A CONFERMA DI QUANTO HO PRECEDENTEMENTE SCRITTO:

mercoledì 10 dicembre 2008 17:54
ROMA (Reuters) - La Libia non punta a una quota specifica di Eni ma il suo obiettivo non è il controllo
e non ha avuto alcun contatto per l'acquisto della As Roma.

In un'intervista a Reuters l'ambasciatore libico a Roma
Hafed Gaddur ha anche detto che l'idea è quella di comprare azioni Eni sul mercato in modo graduale e solo al giusto prezzo.

........................................ ..................................

TRADUCENDO SE NON FOSSE CHIARO E' CHE GRADUALMENTE ( MA POI MICA TANTO...) ENI DOVRA' SALIRE FINO A RAGGIUNGERE ALMENO I 26 EURO..., ED INFATTI STANNO ENTRANDO IN ACQUISTO ISTITUZIONALI ETC....E...POI ENTRERANNO IN ACQUISTO I LIBICI !!

INSOMMA SI SALE !!!!!

nemo17 11-12-08 08:02

Mah .. io non so come e quando entreranno i libici e a quale prezzo...però ENI rimane un grande titolo...
Ovvio che comprare ENI vuol dire anche scommettere sul fattore petrolio e sul suo prezzo.
Anche io sono convinto che questa sia solo una parentesi e che il prezzo tornerà a salire.
ENI comunque è anche leader europeo del mercato del gas e leader mondiale nelle infrastrutture oil con il gioiello SAIPEM.
Il prezzo di entrata ? Nel lunghissimo termine non penso sia un grosso problema entrare a 16 o 17... è davvero molto difficile individuare il cosiddetto bottom..l'importante è accumulare e spalmare gli acquisti in più tranches.

Capirex85 11-12-08 12:29

Citazione:

Originalmente inviato da fiuto_per_affari (Messaggio 19695100)
ENI A QUESTI PREZZI E' L'AFFARE DELLA VITA....:

Citazione:
Originalmente inviato da fiuto_per_affari
I REALI BENEFICI LI HANNO AVUTI I POSSESSORI DI AZIONI ENI VISTO CHE L'ENTRATA CON QUOTA IN ENI DEI LIBICI HA FATTO VOLARE LE AZIONI !

INOLTRE GLI AZIONISTI CON L'INGRESSO DEI LIBICI PER L'8% CI GUADAGNERANNO MOLTO INFATTI PER OTTENERE UN PACCHETTO QUOTA PARTECIPAZIONE AZIONARIA DELL' 8% DOVRANNO ACQUISTARE AL GIUSTO PREZZO OSSIA NON MENO DELLA MEDIA TRA IL PREZZO DI MERCATO ATTUALE CIRCA 18 EURO ED IL PREZZO DI VALORE REALE DELL' AZIENDAOLTRE I 30 EURO,METTIAMO 30 . QUINDI IL PREZZO MEDIO PER ACQUISTARE PACCHETTO E' UGUALE A
18 + 30 DIVISO 2 OSSIA AL MOMENTO DOVRANNO PAGARE 24 EURO AD AZIONE....
AL MOMENTO .

PERO' NELLO STESSO MOMENTO IN CUI I LIBICI CONFERMERANNO DI VOLER ACQUISTARE PARTECIPAZIONE IN ENI ILMERCATO REAGIRA' FACENDO VOLARE IL TITOLO E MAGARI IL PREZZO DI MERCATO SUPERERA' I 20/22 EURO E DI CONSEGUENZA AUMENTERA' IL PREZZO MEDIO CHE DOVRANNO PAGARE E QUINDI CI ANDRANNO BENISSIMO TUTTI OSSIA ENI,I LIBICI,LO STATO ITALIANO E ANCOR DI PIU GLI AZIONISTI ! SI TENGA PRESENTE INOLTRE CHE I LIBICI POSSEGGONO GIACIMENTI PETROLIFERI E DI GAS... !!!


Eni: Frattini si a quota Libia dell´8%, ma non oltre

Finanzaonline.com - 9.12.08/21:35

Il ministro degli Esteri Franco Frattini durante una trasmissione televisiva dichiara congrua una quota dell´8% in Eni in mano alla Libia precisando però che una scalata fino al 10% desterebbe qualche preoccupazione. Nel corso dello stesso intervento poi, Il titolare della Farnesina ha comunque assicurato che non c'è "ostilità" da parte del fondo sovrano libico nell'operazione.
........................................ ........................................ ...............

A CONFERMA DI QUANTO HO PRECEDENTEMENTE SCRITTO:

mercoledì 10 dicembre 2008 17:54
ROMA (Reuters) - La Libia non punta a una quota specifica di Eni ma il suo obiettivo non è il controllo
e non ha avuto alcun contatto per l'acquisto della As Roma.

In un'intervista a Reuters l'ambasciatore libico a Roma
Hafed Gaddur ha anche detto che l'idea è quella di comprare azioni Eni sul mercato in modo graduale e solo al giusto prezzo.

........................................ ..................................

TRADUCENDO SE NON FOSSE CHIARO E' CHE GRADUALMENTE ( MA POI MICA TANTO...) ENI DOVRA' SALIRE FINO A RAGGIUNGERE ALMENO I 26 EURO..., ED INFATTI STANNO ENTRANDO IN ACQUISTO ISTITUZIONALI ETC....E...POI ENTRERANNO IN ACQUISTO I LIBICI !!

INSOMMA SI SALE !!!!!

Hai ancora molto da imparare... ti invito ad essere più cauto e a non farti prendere da facili entusiasmi per nulla.

Primo: i libici non lanceranno un OPA. Scatta l'OPA obbligatoria solo nel caso in cui si superi il 30% del capitale sociale e ai libici è stato pubblicamente fatto intendere di non permettersi di superare l'8%. Ragion per cui arriveranno a quella quota acquistanto direttamente sul mercato secondario, con tempistiche che non hanno giustamente voluto definire. Di conseguenza tutto il castello di seghe mentali che ti sei fatto crolla:D

Secondo: il fatto che i libici si comprino una quota dell'8% nel lungo periodo non ha nessun effetto sul valore intrinseco di Eni a meno che non influiscano sulle scelte manageriali, cosa che han dichiarato di non voler fare e che probabilmente in ogni caso il governo italiano non permetterebbe comunque vista l'importanza strategica di Eni per l'Italia.

Terzo: il mercato ha ormai già ampiamente scontato questa notizia. Mi spiace, ma non puoi più farci nemmeno un centesimo di euro.

Super44 11-12-08 13:57

non sparare cazz.te

Seven Of Nine 11-12-08 15:27

Citazione:

Originalmente inviato da fiuto_per_affari (Messaggio 19695100)
DOVRANNO ACQUISTARE AL GIUSTO PREZZO OSSIA NON MENO DELLA MEDIA TRA IL PREZZO DI MERCATO ATTUALE CIRCA 18 EURO ED IL PREZZO DI VALORE REALE DELL' AZIENDAOLTRE I 30 EURO,METTIAMO 30 . QUINDI IL PREZZO MEDIO PER ACQUISTARE PACCHETTO E' UGUALE A
18 + 30 DIVISO 2 OSSIA AL MOMENTO DOVRANNO PAGARE 24 EURO AD AZIONE.... AL MOMENTO .

Scusa chi te lo dice il valore reale dell'azienda è 30€?:D

La sezione per le "bombe" è quella del mercato italiano, non questa!:no:

Capirex85 11-12-08 17:31

Citazione:

Originalmente inviato da Super44 (Messaggio 19700352)
non sparare cazz.te

Pure il doppio account hai?:D

Va bene, vendi la casa e butta tutto su Eni. Mi raccomando ricordati di andare pure a leva, bella alta possibilmente.:cool:

Mi ricordi alcuni che postano nella sezione obbligazioni e titoli di stato e erano certi che le obbligazioni di GM fossero l'affare della vita quando quotavano attorno a 90. Pochi mesi dopo sono arrivate a quotare 20:clap::D

averytrader 11-12-08 17:42

FTSE rises by midday on oils
Thu Dec 11, 2008 3:37pm GMT
LONDON (Reuters)
...
Energy stocks were the top-weighted gainers as crude prices firmed and after Tullow Oil (TLW.L) announced new oil finds in Ghana and Uganda, which it expects to boost reserves.

Tullow Oil shares rose nearly 17 percent, while BP (BP.L), Royal Dutch Shell (RDSa.L) and BG Group (BG.L) advanced between 1.4 percent and 4.7
percent.

Bank of England policymaker Kate Barker told the Glasgow-based Herald newspaper that Britain's ailing economy would start to recover towards the end of 2009, but that it would be hard to judge how fast that improvement would be.

A UK economist at Commerzbank, Peter Dixon, said: "Most of the bad news is already in the market.



http://uk.reuters.com/article/compan...?symbol=RDSb.L

niko13 11-12-08 21:26

prezzo azione eni
 
Ho letto che qualcuno valuta eni a 30 € , ma se ha un patrimonio netto di ( dati in milioni) 42867 diviso n. azioni 4005,36 = 10,702. Quindi a 18€ è già bella che arrivata.

:cool:

thetruth34 11-12-08 22:10

Citazione:

Originalmente inviato da niko13 (Messaggio 19707727)
Ho letto che qualcuno valuta eni a 30 € , ma se ha un patrimonio netto di ( dati in milioni) 42867 diviso n. azioni 4005,36 = 10,702. Quindi a 18€ è già bella che arrivata.

:cool:

Ed è così semplice la valutazione? :confused:

Per esempio si potrebbe obiettare che con un Roe al 25% (fattibile per quest'anno) e un Costo del Capitale Proprio del 9.99% (con un Beta di 0.98)...abbiamo Roe/Costo Capitale Proprio = 25/9.99 = 2.5

Quindi Book Value x 2.5 = 10.7*2.5 = 26.75

Quindi, senza considerare i flussi di cassa ottimi, a 27 euro comunque la quotazione è tutt'altro che forzata...e non per difendere Eni, la cui analisi va indubbiamente oltre il calcolino fatto qua sopra, ma giusto per far capire che la tua analisi era tanto superficiale quanto quella di fiuto_per_affari e super44

Capirex85 11-12-08 23:04

Citazione:

Originalmente inviato da niko13 (Messaggio 19707727)
Ho letto che qualcuno valuta eni a 30 € , ma se ha un patrimonio netto di ( dati in milioni) 42867 diviso n. azioni 4005,36 = 10,702. Quindi a 18€ è già bella che arrivata.

:cool:

Continuate a confondere il valore intrinseco col patrimonio netto. Il patrimonio netto non indica il valore intrinseco...

Coca cola quota più del quadruplo del patrimonio netto, secondo te è fortemente sopravvalutata? Secondo me no.

Secondo te guadagnare 5 impegando 100 e guadagnare 30 impiegando 100 è la stessa cosa?? Mha...

dadaumpi74 12-12-08 00:10

ammiro i cassettisti!per chi detiene in portafoglio piu' di 5 anni lo stesso titolo senza mai venderlo dovrebbero esentarlo dalla tassazione su dividendi e su utile derivante da prezzo di vendita finale.al contrario dovrebero tassare al momento almeno al 50% gli utili agli "short".chi invece compra azioni esenzione della tassazione per almeno un anno.

dadaumpi74 12-12-08 00:12

forse si creerebbero meno bolle....ma il mondo si basa su tutto e subito!infatti va a p....ne

fiuto_per_affari 12-12-08 00:47

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 19698986)
Hai ancora molto da imparare... ti invito ad essere più cauto e a non farti prendere da facili entusiasmi per nulla.

Primo: i libici non lanceranno un OPA. Scatta l'OPA obbligatoria solo nel caso in cui si superi il 30% del capitale sociale e ai libici è stato pubblicamente fatto intendere di non permettersi di superare l'8%. Ragion per cui arriveranno a quella quota acquistanto direttamente sul mercato secondario, con tempistiche che non hanno giustamente voluto definire. Di conseguenza tutto il castello di seghe mentali che ti sei fatto crolla:D

Secondo: il fatto che i libici si comprino una quota dell'8% nel lungo periodo non ha nessun effetto sul valore intrinseco di Eni a meno che non influiscano sulle scelte manageriali, cosa che han dichiarato di non voler fare e che probabilmente in ogni caso il governo italiano non permetterebbe comunque vista l'importanza strategica di Eni per l'Italia.

Terzo: il mercato ha ormai già ampiamente scontato questa notizia. Mi spiace, ma non puoi più farci nemmeno un centesimo di euro.

MI SEMBRA CHE TU NON ABBIA LE IDEE MOLTO CHIARE:

1) I LIBICI HANNO DICHIARATO CHE ACQUISTERANNO UN NUMERO SOSTANZIOSO DI AZIONI ENI MA COMUNQUE MOLTO AL DI SOTTO DELLA QUOTA DI CONTROLLO PERCHE' NON INTENDONO FARE OPA OSTILE !!

IL CHE SIGNIFICA COMUNQUE CHE NELLE CASSE DI ENI ENTRERANNO UNA PALATA DI SOLDI... MILIARDI DI EURO ,CHE LO STATO...AZIONISTA PRINCIPALE DI ENI..GUADAGNERA' UNA VALANGA DI SOLDI E CHE GLI AZIONISTI TUTTI NOI COMPRESI GUADAGNAMO E GUADAGNEREMO UNA PALATA DI SOLDI !!

2) I LIBICI PER VOCE DEL LORO AMBASCIATORE IN ITALIA HANNO DICHIARATO CHE COMUNQUE ACQUISTERANNO SUL MERCATO AL "PREZZO GIUSTO" :TECNICAMENTE IL PREZZO GIUSTO SIGNIFICA UN PREZZO MEDIO TRA PREZZO DI MERCATO DEL MOMENTO E PREZZO DEL REALE VALORE AZIENDALE!! POICHE' IL PREZZO DI MERCATO ATTUALMENTE E' CIRCA 18 EURO ED IL PREZZO REALE AZIENDALE PER AZIONE E' PARI A 32/33 EURO .. ( si badi il valore aziendale non lo invento certo io ma 32/33 euro è il valore reale aziendale universalmente riconosciuto ad eni in base a coefficienti di investimenti e realizzazione utili etc..etc.. infatti i libici acquisteranno al prezzo giusto che tecnicamente è media tra prezzo di mercato e valore aziendale universalmente riconosciuto...)
AVEVO FATTO ESEMPIO METTENDO COME PREZZO DI VALORE AZIENDALE COME FOSSE 30 EURO....!!
COMUNQUE 18 + 32 DIVISO DUE ED OTTIENI IL COSIDDETTO "PREZZO GIUSTO" CHE AL MOMENTO E' QUINDI..CIRCA 25/26 EURO !! QUESTO SARA' QUINDI A BREVE IL PREZZO CHE DOVRA' RAGGIUNGERE FIAT DI CONSEGUENZA!!
( e questo il prezzo che pagheranno i libici o anche piu se prezzo di mercato aumenta e quindi sia stato che investitori internazionali hanno tutto l'interesse di far salire !)

ACQUISTANDO INOLTRE SUL MERCATO ED AL PREZZO GIUSTO E GRADUALMENTE COME HANNO DETTO I LIBICI PER VOCE DEL LORO AMBASCIATORE...OGNI VOLTA CHE VI SARA' UN ACQUISTO..CIO PRODURRA' AUMENTO VOLUMI IN ACQUISTO E FORTI RISALITE DEL TITOLO !!!

CAPITO??

QUINDI NON C'ENTRA NULLA LO SCONTARE DA PARTE DELMERCATO DELLA NOTIZIA IN QUANTO QUESTO ACQUISTO DI AZIONI VA AL DI LA DELLA NOTIZIA MA DIVENTA VOLUMI IN AUMENTO DI ACQUISTO...ETC..ETC...ETC.. !!

TI RIPOSTO QUELCHE AVEVO SCRITTO L'ATRO IERI SERA:


Citazione:
Originalmente inviato da fiuto_per_affari
ENI A QUESTI PREZZI E' L'AFFARE DELLA VITA....:


Citazione:
Originalmente inviato da fiuto_per_affari
I REALI BENEFICI LI HANNO AVUTI I POSSESSORI DI AZIONI ENI VISTO CHE L'ENTRATA CON QUOTA IN ENI DEI LIBICI HA FATTO VOLARE LE AZIONI !


INOLTRE GLI AZIONISTI CON L'INGRESSO DEI LIBICI PER L'8% CI GUADAGNERANNO MOLTO INFATTI PER OTTENERE UN PACCHETTO QUOTA PARTECIPAZIONE AZIONARIA DELL' 8% DOVRANNO ACQUISTARE AL GIUSTO PREZZO OSSIA NON MENO DELLA MEDIA TRA IL PREZZO DI MERCATO ATTUALE CIRCA 18 EURO ED IL PREZZO DI VALORE REALE DELL' AZIENDAOLTRE I 30 EURO,METTIAMO 30 . QUINDI IL PREZZO MEDIO PER ACQUISTARE PACCHETTO E' UGUALE A
18 + 30 DIVISO 2 OSSIA AL MOMENTO DOVRANNO PAGARE 24 EURO AD AZIONE.... AL MOMENTO .


PERO' NELLO STESSO MOMENTO IN CUI I LIBICI CONFERMERANNO DI VOLER ACQUISTARE PARTECIPAZIONE IN ENI IL MERCATO REAGIRA' FACENDO VOLARE IL TITOLO E MAGARI IL PREZZO DI MERCATO SUPERERA' I 20/22 EURO E DI CONSEGUENZA AUMENTERA' IL PREZZO MEDIO CHE DOVRANNO PAGARE E QUINDI CI ANDRANNO BENISSIMO TUTTI OSSIA ENI,I LIBICI,LO STATO ITALIANO E ANCOR DI PIU GLI AZIONISTI ! SI TENGA PRESENTE INOLTRE CHE I LIBICI POSSEGGONO GIACIMENTI PETROLIFERI E DI GAS... !!!


Eni: Frattini si a quota Libia dell´8%, ma non oltre

Finanzaonline.com - 9.12.08/21:35

Il ministro degli Esteri Franco Frattini durante una trasmissione televisiva dichiara congrua una quota dell´8% in Eni in mano alla Libia precisando però che una scalata fino al 10% desterebbe qualche preoccupazione. Nel corso dello stesso intervento poi, Il titolare della Farnesina ha comunque assicurato che non c'è "ostilità" da parte del fondo sovrano libico nell'operazione.
........................................ ........................................ ...............

A CONFERMA DI QUANTO HO PRECEDENTEMENTE SCRITTO:

mercoledì 10 dicembre 2008 17:54
ROMA (Reuters) - La Libia non punta a una quota specifica di Eni ma il suo obiettivo non è il controllo
e non ha avuto alcun contatto per l'acquisto della As Roma.

[B]In un'intervista a Reuters l'ambasciatore libico a Roma
Hafed Gaddur ha anche detto che l'idea è quella di comprare azioni Eni sul mercato in modo graduale e solo al giusto prezzo.[/B]........................................ ..................................

TRADUCENDO SE NON FOSSE CHIARO E' CHE GRADUALMENTE ( MA POI MICA TANTO...) ENI DOVRA' SALIRE FINO A RAGGIUNGERE ALMENO I 26 EURO..., ED INFATTI STANNO ENTRANDO IN ACQUISTO ISTITUZIONALI ETC....E...POI ENTRERANNO IN ACQUISTO I LIBICI !!

INSOMMA SI SALE !!!!!

John's81 12-12-08 03:32

Mi dispiace ma quoto Capirex.
Hai qualche lacuna in analisi fondamentale.
-Primo:
L'aumento del prezzo di Eni non "fà entrare una palata di soldi" nelle casse di eni,
altrimenti addio analisi di bilancio.
Eni può partire da 18 euro salire a 30 e scendere 18 e questo non fà affatto aumentare o diminuire la cassa.
-Secondo:
Il prezzo reale e giusto, è quello di borsa, le altre sono proiezioni che.
Come già visto, sono una diversa dall'altra (e niente è universale):
una proiezione tiene conto delle recessione, un'altra no,
una proiezione tiene conto di uno scenario ottimistico e un'altra no,
Infatti (come già visto in questo forum) le mie previsioni partendo dagli stessi dati sono diverse da Capirex e ognuno ha la sua: proprio perchè sono proiezioni.
In più sappiamo tutti cosa sono le proiezzioni fatte dalle varie istituzioni in questo momento.
Infatti non comprendo questo "universalmente riconusciuto".
Di chi si parla? - banche? - agenzie di rating? - case d'investimento? - che nome hanno? - che interessi hanno? (dell'eni, delle banche o degli investitori?) - ecc... ecc....

nemo17 12-12-08 07:58

Citazione:

Originalmente inviato da dadaumpi74 (Messaggio 19709361)
ammiro i cassettisti!per chi detiene in portafoglio piu' di 5 anni lo stesso titolo senza mai venderlo dovrebbero esentarlo dalla tassazione su dividendi e su utile derivante da prezzo di vendita finale.al contrario dovrebero tassare al momento almeno al 50% gli utili agli "short".chi invece compra azioni esenzione della tassazione per almeno un anno.

Ci sono aziende che appunto vanno incontro a questo tipo di azionisti... io ne conosco 2 ... AIR LIQUIDE e LAFARGE in Francia.
Per chi non vende le azioni bonus azionari e dividendi maggiorati del 10% .

dadaumpi74 12-12-08 08:49

si perche' forse chi vuole tassare le rendite non capisce che chi compra azioni come cassettista "presta" i soldi all'azienda ma forse e' meglio che l'azienda contragga i prestiti con le Lobby bancarie.....

dadaumpi74 12-12-08 08:59

ah dimenticavo!raddoppio la mia ammirazione verso i cassettisti perche' trovare la fiducia di "prestare" soldi per anni ad aziende capitanate non da imprenditori ma da finanzieri d'assalto "improvvisati" ci vuole fegato!.per il cassettista devi essere un super analista fondamentale(questo non vale nel caso dei bilanci delle banche "SIV"extra bilancio)e un po anche analista tecnico per capire a grandi linee se il ciclo e' positivo o negativo...Per quanto riguarda Eni io non sono in grado di dire quanto valga dall'analisi fondamentale..non ne sono capace...tuttavia in Unicredito entrano i Libici...In Eni entrano i Libici....non penso che possano cambiare l'andamento "macro" delle borse...sono ribassiste ed io i miei soldi non li investo.Quando ripartira' tutto....sicuramente paghero' di piu' i titoli(quelli rimasti)saro' disposto a fare il cassettista.

Seven Of Nine 12-12-08 11:26

Citazione:

Originalmente inviato da fiuto_per_affari (Messaggio 19709478)
POICHE' IL PREZZO DI MERCATO ATTUALMENTE E' CIRCA 18 EURO ED IL PREZZO REALE AZIENDALE PER AZIONE E' PARI A 32/33 EURO ..[/U] ( si badi il valore aziendale non lo invento certo io ma 32/33 euro è il valore reale aziendale universalmente riconosciuto ad eni in base a coefficienti di investimenti e realizzazione utili etc..etc.. infatti i libici acquisteranno al prezzo giusto che tecnicamente è media tra prezzo di mercato e valore aziendale universalmente riconosciuto...)[/COLOR]

Valore reale universalmente riconosciuto ad un'azienda!! :D
Fanta-finanza allo stato puro. :clap:

Chi ta da questo numero? Quel simpaticone che abbiamo al governo o qualcuno che sta ai piani alti sulle nuvole?

Qui si va a metodi di valutazione concreti, argomentantazioni, previsioni motivate. Spiegami con quale metodo sei arrivato a un TP di 30€ o 33€.

Guarda tu il caso per me Eni vale 13€ e non 33€. Facciamo così, tu ne compri a valanghe, me le presti e ti ci do sopra anche un bell'interesse maggiore di quello di un BTP. Poi te le ridò (ti ci pago sopra anche i dividendi) quando vanno a 13€ oppure a 30€. :)

locco68 12-12-08 11:46

Digressione su Edison......

Capitalizza 4900 la ordinaria a 0,9
la risparmio a 1,15 128 milioni.....

P.n. di gruppo al 30 /9 7959 milioni.....

utile netto 9 m 08 di 219 milioni....anno scorso erano 321....quest'anno risente anche della Robin Hood tax.
debiti a 2839....molto pochi in rapporto al patrimonio.

piano industriale che annuncia una crescita Ebitda annua del 7%, ritenuto non credibile e ottimista da certi analisti, che lo vedono al 4%.

Avrebbe un p/e stimando 300 milioni di utile di 17, altino, ma un p/bv inferiore ad uno...

Che ne dite?

austin 12-12-08 12:04

centra nulla con l'analisi.
ma edison non ha flottante solo il 9%... un rischio
(per me)

nemo17 12-12-08 12:04

Citazione:

Originalmente inviato da locco68 (Messaggio 19713478)
Digressione su Edison......

Capitalizza 4900 la ordinaria a 0,9
la risparmio a 1,15 128 milioni.....

P.n. di gruppo al 30 /9 7959 milioni.....

utile netto 9 m 08 di 219 milioni....anno scorso erano 321....quest'anno risente anche della Robin Hood tax.
debiti a 2839....molto pochi in rapporto al patrimonio.

piano industriale che annuncia una crescita Ebitda annua del 7%, ritenuto non credibile e ottimista da certi analisti, che lo vedono al 4%.

Avrebbe un p/e stimando 300 milioni di utile di 17, altino, ma un p/bv inferiore ad uno...

Che ne dite?

Bè sicuramente è interessante..ha perso molto tutto il comparto... io ho scelto Iride..che ha dei parametri forse migliori...ma è sicuramente di dimensioni più limitate.

locco68 12-12-08 12:42

Citazione:

Originalmente inviato da nemo17 (Messaggio 19713796)
Bè sicuramente è interessante..ha perso molto tutto il comparto... io ho scelto Iride..che ha dei parametri forse migliori...ma è sicuramente di dimensioni più limitate.

Gia', l'avevo notata anch'io questa estate, ma adesso c'e' una fusione in corso con Enia....scesa moltissimo....

p.n 1443....capitalizza 703 mil,,, utile 9m di 96 milioni.....sarebbe ottima.....

che ne dici della fusione in corso? Ciao.

Capirex85 12-12-08 13:18

Citazione:

Originalmente inviato da locco68 (Messaggio 19713478)
Digressione su Edison......

Capitalizza 4900 la ordinaria a 0,9
la risparmio a 1,15 128 milioni.....

P.n. di gruppo al 30 /9 7959 milioni.....

utile netto 9 m 08 di 219 milioni....anno scorso erano 321....quest'anno risente anche della Robin Hood tax.
debiti a 2839....molto pochi in rapporto al patrimonio.

piano industriale che annuncia una crescita Ebitda annua del 7%, ritenuto non credibile e ottimista da certi analisti, che lo vedono al 4%.

Avrebbe un p/e stimando 300 milioni di utile di 17, altino, ma un p/bv inferiore ad uno...

Che ne dite?

Ti dico solo che il valore intrinseco di questa azienda è molto probabilmente un pò inferiore al suo patrimonio netto. Il problema è capire quanto inferiore. La motivazione è implicita nel post precedente. Se poi dovesse scoppiare l'inflazione e i tassi a lungo vanno al 7 o all'8% te la ritrovi che quota 0,5 volte il book value.

Capirex85 12-12-08 13:23

Citazione:

Originalmente inviato da fiuto_per_affari (Messaggio 19709478)
[B]
IL CHE SIGNIFICA COMUNQUE CHE NELLE CASSE DI ENI ENTRERANNO UNA PALATA DI SOLDI... MILIARDI DI EURO ,CHE LO STATO...AZIONISTA PRINCIPALE DI ENI..GUADAGNERA' UNA VALANGA DI SOLDI E CHE GLI AZIONISTI TUTTI NOI COMPRESI GUADAGNAMO E GUADAGNEREMO UNA PALATA DI SOLDI !!

Questa frase rimarrà probabilmente nella top 10 delle stronz.ate scritte nella storia di questo forum ed evidenzia tutta la tua ignoranza in materia.

Ti consiglio di nuovo di evitare di buttar via soldi e metterti seriamente a studiare.

locco68 12-12-08 13:43

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 19714906)
Ti dico solo che il valore intrinseco di questa azienda è molto probabilmente un pò inferiore al suo patrimonio netto. Il problema è capire quanto inferiore. La motivazione è implicita nel post precedente. Se poi dovesse scoppiare l'inflazione e i tassi a lungo vanno al 7 o all'8% te la ritrovi che quota 0,5 volte il book value.

Giustissimo. Manca nei miei numeri il Roe, forse il piu' importante.....nel caso Edison ad occhio pare basso.....mentre il maestro Buffett predilige i titoli con alto ritorno del capitale.....ipotizziamo un Roe Edison di 3,7%? (utile stimato 300 milioni/p.n il tutto x 100....)

Warren Buffett espresse questo sentiment circa vent'anni fa:

"Il test principale della performance economica dei manager di una società consiste nel raggiungimento di un elevato rendimento del capitale investito (senza eccessive leve, accessori contabili, ecc.) e non nel raggiungimento di una grande crescita nell'utile per azione" (dal rapporto annuale del 1979 della Berkshire Hathaway)

nemo17 12-12-08 14:31

Citazione:

Originalmente inviato da locco68 (Messaggio 19714411)
Gia', l'avevo notata anch'io questa estate, ma adesso c'e' una fusione in corso con Enia....scesa moltissimo....

p.n 1443....capitalizza 703 mil,,, utile 9m di 96 milioni.....sarebbe ottima.....

che ne dici della fusione in corso? Ciao.

Si le quotazioni sono scese tantissimo.
Io ne penso benissimo... ottimi numeri di bilancio e ottime prospettive.
Iride ha appena concluso un corposo repowering della sua principale centrale, ha già investito in un rigassificatore che presto funzionerà a dovere,possiede la più estesa rete di teleriscaldamento e nonostante tutto ha addirittura ridotto leggermente l'indebitamento aumentando gli utili.
Le prospettive sono ottime visto le cose scritte sopra e visto l'integrazione con Enia che sembrerebbe complementare e creatrice di sinergie a medio e lungo termine.
L'unico neo è come sempre la politica italiana sempre presente in questo tipo di società.

locco68 12-12-08 15:07

Citazione:

Originalmente inviato da nemo17 (Messaggio 19716205)
Si le quotazioni sono scese tantissimo.
Io ne penso benissimo... ottimi numeri di bilancio e ottime prospettive.
Iride ha appena concluso un corposo repowering della sua principale centrale, ha già investito in un rigassificatore che presto funzionerà a dovere,possiede la più estesa rete di teleriscaldamento e nonostante tutto ha addirittura ridotto leggermente l'indebitamento aumentando gli utili.
Le prospettive sono ottime visto le cose scritte sopra e visto l'integrazione con Enia che sembrerebbe complementare e creatrice di sinergie a medio e lungo termine.
L'unico neo è come sempre la politica italiana sempre presente in questo tipo di società.

ottimi Iride, Enia mi sembra un po' peggio.....338 milioni di capitalizzazione, 437 di patrimonio netto....531 milioni indebitamento...utile 9m08 di 24, 6 mil......

niko13 12-12-08 20:54

per apirex85, e thetrun34
 
Lo so che ho semplificato. ma era x dire che qualsiasi calcolo o valutazione che possiamo fare in base a certi dati che, dobbiamo prendere x buoni, (tanto nn siamo nella stanza dei bottoni), quallo che interessa è cosa farà domani il titolo, che è la cosa che più interessa e questo ce lo dice solo il grafico,cosa abbastanza difficile da interpretare.
Cmq personalmente ritengo eni una buona azienda.

:yes:

Capirex85 12-12-08 21:06

Citazione:

Originalmente inviato da niko13 (Messaggio 19722001)
Lo so che ho semplificato. ma era x dire che qualsiasi calcolo o valutazione che possiamo fare in base a certi dati che, dobbiamo prendere x buoni, (tanto nn siamo nella stanza dei bottoni), quallo che interessa è cosa farà domani il titolo, che è la cosa che più interessa e questo ce lo dice solo il grafico,cosa abbastanza difficile da interpretare.
Cmq personalmente ritengo eni una buona azienda.

:yes:

Se i dati li sfrutti nel modo sbagliato ti fanno commettere errori anzichè aiutarti.

Per quanto riguarda i grafici, penso che sia decisamente più efficace e più efficiente il lancio di una moneta nel predire il futuro.

fiuto_per_affari 13-12-08 01:45

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 19714975)
Citazione:
Originalmente inviato da fiuto_per_affari

.....IL CHE SIGNIFICA COMUNQUE CHE NELLE CASSE DI ENI ENTRERANNO UNA PALATA DI SOLDI... MILIARDI DI EURO ,CHE LO STATO...AZIONISTA PRINCIPALE DI ENI..GUADAGNERA', UNA VALANGA DI SOLDI E CHE GLI AZIONISTI TUTTI NOI COMPRESI GUADAGNAMO E GUADAGNEREMO ...

Questa frase rimarrà probabilmente nella top 10 delle stronz.ate scritte nella storia di questo forum ed evidenzia tutta la tua ignoranza in materia.

Ti consiglio di nuovo di evitare di buttar via soldi e metterti seriamente a studiare.

studiare? veramente sono un economista e da ben 26 anni consulente di vari governi europei e semmai potrei consiglirti qualche mio buon testo universitario , ma non posso perche' qui sarei in conflitto di interessi !!:bye:

John's81 13-12-08 03:09

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 19714975)
Questa frase rimarrà probabilmente nella top 10 delle stronz.ate scritte nella storia di questo forum ed evidenzia tutta la tua ignoranza in materia.

Ti consiglio di nuovo di evitare di buttar via soldi e metterti seriamente a studiare.

Capirex, ti quoto appieno.
Come già fatto notare e ringrazio, questo è un millantatore qui solo per provocare e non fornire informazione utile.


Citazione:

Originalmente inviato da fiuto_per_affari
Qualcuno puo dirmi se gli è stato accreditato il dividendo??
Fiat ha staccato il dividendo il 21 aprile di 40 cent.di euro per ciascuna aazione posseduta, il pagamento (accredito) per il 24 aprile ma ad oggi che è 25 ancora non mi è stato fatto l'accredito.
Grazie

Ps: Io su fiat sono long, i targhet price a breve 24 euro...!!
Ps questo è dentro da prima di maggio (quindi almeno sopra i 15 euro)ed ora è ad un terzo del valore e aspetta 24 euro.
Azz...

Gli sono vicino.
Deve essere proprio long-long. ;)


Dimenticavo.
Fiuto_per _affari non è che ti vendi proprio bene bene: il consulente di "governi" europei, non è un esempio di bravura negli investimenti, anzi aihmè e il contrario.
Diverso sarebbe il consulente di Hedge Found, analista di aziende o simili.
Figure leggermente più professionali per ciò che ci si accinge a fare.

sergio72 13-12-08 15:04

Citazione:

Originalmente inviato da L'incompreso (Messaggio 19409413)
cari cassettisti, scrivetelo nel titolo che è un thread dedicato all'analisi fondamentale...adìos

Basterebbe controllare la parte superiore della pagina, prima di scrivere...

Capirex85 13-12-08 17:46

Citazione:

Originalmente inviato da fiuto_per_affari (Messaggio 19723828)
studiare? veramente sono un economista e da ben 26 anni consulente di vari governi europei e semmai potrei consiglirti qualche mio buon testo universitario , ma non posso perche' qui sarei in conflitto di interessi !!:bye:

Eccoti servito, sempre tu sappia leggere l'inglese:

BRIEF-Libya not targeting specific stake level in Eni-envoy

ROME, Dec 10 (Reuters) - Libya's envoy to Italy Hafed Gaddur tells Reuters:

- Libya is not targeting a fixed level of stake in Eni nor a minimum or maximum level of shares

- Libya plans to buy Eni shares directly in market, will move forward slowly, buying them only when the price right

- Libya has not had contacts with soccer club AS Roma



Guarda che chi ce l'ha veramente la laura in economia (e non lo sventola ai quattro venti in modo puerile per fare il figo quando non ha più argomentazioni con cui controbattere) vede lontano un kilometro che non hai la benchè minima base di nozioni economico-finanziarie. Stai solo facendo la figura del pagliaccio.

Fai un favore a tutti e smetti di postare stronz.ate in questo thread.

fiuto_per_affari 14-12-08 02:02

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 19726557)
Eccoti servito, sempre tu sappia leggere l'inglese:

BRIEF-Libya not targeting specific stake level in Eni-envoy

ROME, Dec 10 (Reuters) - Libya's envoy to Italy Hafed Gaddur tells Reuters:

- Libya is not targeting a fixed level of stake in Eni nor a minimum or maximum level of shares

- Libya plans to buy Eni shares directly in market, will move forward slowly, buying them only when the price right

- Libya has not had contacts with soccer club AS Roma



Guarda che chi ce l'ha veramente la laura in economia (e non lo sventola ai quattro venti in modo puerile per fare il figo quando non ha più argomentazioni con cui controbattere) vede lontano un kilometro che non hai la benchè minima base di nozioni economico-finanziarie. Stai solo facendo la figura del pagliaccio.

Fai un favore a tutti e smetti di postare stronz.ate in questo thread.

IO POSTO FATTI,NON STRONZ.ATE, NOTIZIE PER QUELlE CHE SONO SE PRESTASSI PIU ATTENZIONE ..NON INCAPPERESTI IN SIMILI FIGURACCE:


QUELLO CHE TU HAI SCRITTO IN INGLESE IO LO AVEVO GIA POSTATO E SPIEGATO IN ITALIANO E DATO ANCHE SPIEGAZIONI CIRCA QUELLO CHE TECNICAMENTE SI CHIAMA " PREZZO GIUSTO" :

CITAZIONE:

A CONFERMA DI QUANTO HO PRECEDENTEMENTE SCRITTO:

mercoledì 10 dicembre 2008 17:54
ROMA (Reuters) - La Libia non punta a una quota specifica di Eni ma il suo obiettivo non è il controllo e non ha avuto alcun contatto per l'acquisto della As Roma.

In un'intervista a Reuters l'ambasciatore libico a Roma
Hafed Gaddur ha anche detto che l'idea è quella di comprare azioni Eni sul mercato in modo graduale e solo al "giusto prezzo".


CITAZIONE DEI MIEI MESSAGGI INTEGRALI:

1) I LIBICI HANNO DICHIARATO CHE ACQUISTERANNO UN NUMERO SOSTANZIOSO DI AZIONI ENI MA COMUNQUE MOLTO AL DI SOTTO DELLA QUOTA DI CONTROLLO PERCHE' NON INTENDONO FARE OPA OSTILE !!

(IL CHE SIGNIFICA COMUNQUE CHE NELLE CASSE DI ENI ENTRERANNO UNA PALATA DI SOLDI... MILIARDI DI EURO ,CHE LO STATO...AZIONISTA PRINCIPALE DI ENI..GUADAGNERA' UNA VALANGA DI SOLDI E CHE GLI AZIONISTI TUTTI NOI COMPRESI GUADAGNAMO E GUADAGNEREMO UNA PALATA DI SOLDI !!)

2) I LIBICI PER VOCE DEL LORO AMBASCIATORE IN ITALIA HANNO DICHIARATO CHE COMUNQUE ACQUISTERANNO SUL MERCATO AL "PREZZO GIUSTO" :TECNICAMENTE IL PREZZO GIUSTO SIGNIFICA UN PREZZO MEDIO TRA PREZZO DI MERCATO DEL MOMENTO E PREZZO DEL REALE VALORE AZIENDALE!! POICHE' IL PREZZO DI MERCATO ATTUALMENTE E' CIRCA 18 EURO ED IL PREZZO REALE AZIENDALE PER AZIONE E' PARI A 32/33 EURO .. ( si badi il valore aziendale non lo invento certo io ma 32/33 euro è il valore reale aziendale universalmente riconosciuto ad eni in base a coefficienti di investimenti e realizzazione utili etc..etc.. infatti i libici acquisteranno al prezzo giusto che tecnicamente è media tra prezzo di mercato e valore aziendale universalmente riconosciuto...)

AVEVO FATTO ESEMPIO METTENDO COME PREZZO DI VALORE AZIENDALE COME FOSSE 30 EURO....!!
COMUNQUE 18 + 32 DIVISO DUE ED OTTIENI IL COSIDDETTO "PREZZO GIUSTO" CHE AL MOMENTO E' QUINDI..CIRCA 25/26 EURO !! QUESTO SARA' QUINDI A BREVE IL PREZZO CHE DOVRA' RAGGIUNGERE FIAT DI CONSEGUENZA!!
( e questo il prezzo che pagheranno i libici o anche piu se prezzo di mercato aumenta e quindi sia stato che investitori internazionali hanno tutto l'interesse di far salire !)

ACQUISTANDO INOLTRE SUL MERCATO ED AL PREZZO GIUSTO E GRADUALMENTE COME HANNO DETTO I LIBICI PER VOCE DEL LORO AMBASCIATORE...OGNI VOLTA CHE VI SARA' UN ACQUISTO..CIO PRODURRA' AUMENTO VOLUMI IN ACQUISTO E FORTI RISALITE DEL TITOLO !!!

CAPITO??

QUINDI NON C'ENTRA NULLA LO SCONTARE DA PARTE DELMERCATO DELLA NOTIZIA IN QUANTO QUESTO ACQUISTO DI AZIONI VA AL DI LA DELLA NOTIZIA MA DIVENTA VOLUMI IN AUMENTO DI ACQUISTO...ETC..ETC...ETC.. !!

TI RIPOSTO QUELCHE AVEVO SCRITTO L'ATRO IERI SERA:

Citazione:
Originalmente inviato da fiuto_per_affari
ENI A QUESTI PREZZI E' L'AFFARE DELLA VITA....:

Citazione:
Originalmente inviato da fiuto_per_affari
I REALI BENEFICI LI HANNO AVUTI I POSSESSORI DI AZIONI ENI VISTO CHE L'ENTRATA CON QUOTA IN ENI DEI LIBICI HA FATTO VOLARE LE AZIONI !

INOLTRE GLI AZIONISTI CON L'INGRESSO DEI LIBICI PER L'8% CI GUADAGNERANNO MOLTO INFATTI PER OTTENERE UN PACCHETTO QUOTA PARTECIPAZIONE AZIONARIA DELL' 8% DOVRANNO ACQUISTARE AL GIUSTO PREZZO OSSIA NON MENO DELLA MEDIA TRA IL PREZZO DI MERCATO ATTUALE CIRCA 18 EURO ED IL PREZZO DI VALORE REALE DELL' AZIENDAOLTRE I 30 EURO,METTIAMO 30 . QUINDI IL PREZZO MEDIO PER ACQUISTARE PACCHETTO E' UGUALE A
18 + 30 DIVISO 2 OSSIA AL MOMENTO DOVRANNO PAGARE 24 EURO AD AZIONE.... AL MOMENTO .

PERO' NELLO STESSO MOMENTO IN CUI I LIBICI CONFERMERANNO DI VOLER ACQUISTARE PARTECIPAZIONE IN ENI IL MERCATO REAGIRA' FACENDO VOLARE IL TITOLO E MAGARI IL PREZZO DI MERCATO SUPERERA' I 20/22 EURO E DI CONSEGUENZA AUMENTERA' IL PREZZO MEDIO CHE DOVRANNO PAGARE E QUINDI CI ANDRANNO BENISSIMO TUTTI OSSIA ENI,I LIBICI,LO STATO ITALIANO E ANCOR DI PIU GLI AZIONISTI ! SI TENGA PRESENTE INOLTRE CHE I LIBICI POSSEGGONO GIACIMENTI PETROLIFERI E DI GAS... !!!


Eni: Frattini si a quota Libia dell´8%, ma non oltre

Finanzaonline.com - 9.12.08/21:35

Il ministro degli Esteri Franco Frattini durante una trasmissione televisiva dichiara congrua una quota dell´8% in Eni in mano alla Libia precisando però che una scalata fino al 10% desterebbe qualche preoccupazione. Nel corso dello stesso intervento poi, Il titolare della Farnesina ha comunque assicurato che non c'è "ostilità" da parte del fondo sovrano libico nell'operazione.
........................................ ........................................ ...............

A CONFERMA DI QUANTO HO PRECEDENTEMENTE SCRITTO:

mercoledì 10 dicembre 2008 17:54
ROMA (Reuters) - La Libia non punta a una quota specifica di Eni ma il suo obiettivo non è il controllo e non ha avuto alcun contatto per l'acquisto della As Roma.

In un'intervista a Reuters l'ambasciatore libico a Roma
Hafed Gaddur ha anche detto che l'idea è quella di comprare azioni Eni sul mercato in modo graduale e solo al "giusto prezzo"
.

........................................ ..................................

TRADUCENDO SE NON FOSSE CHIARO E' CHE GRADUALMENTE ( MA POI MICA TANTO...) ENI DOVRA' SALIRE FINO A RAGGIUNGERE ALMENO I 26 EURO..., ED INFATTI STANNO ENTRANDO IN ACQUISTO ISTITUZIONALI ETC....E...POI ENTRERANNO IN ACQUISTO I LIBICI !!


(INSOMMA SI SALE !!!!! )

fiuto_per_affari 14-12-08 02:11

2008-12-13 16:56
Eni: nuova licenza per Algeria
Ha ottenuto il blocco di Kerzaz di oltre 16mila Kmq
(ANSA) - ALGERI, 13 DIC - Eni si e' aggiudicata il contratto per l'esplorazione e lo sfruttamento di un nuovo blocco petrolifero nel sud dell'Algeria. Eni, riferisce Aps, ha ottenuto il blocco di Kerzaz, con una superficie di oltre 16 mila km quadrati, nell'ambito della prima gara d'appalto nazionale e internazionale lanciata dall'Agenzia nazionale per la valorizzazione delle risorse energetiche (ALNAFT) dall'entrata in vigore della nuova legge sugli idrocarburi.

John's81 14-12-08 04:23

Se hai cultura come millanti, almeno abbi l'accortezza di dichiarare il giusto.
Tu parti da notizie e facendo delle congetture arrivi a delle previsioni che possono benissimo essere vere, ma anche completamente false.
Di economia non ne dovresti saper molto, già che per convincere non fai un analisi approfondita anzi credi che ripetendo le stesse cose le dai forza.
Difatti si vede che prendi parti di notizie e le hai adattate a tuo piacimento, così che le tue argomentazione sono basate sul niente.

Seven Of Nine 14-12-08 09:33

Citazione:

Originalmente inviato da fiuto_per_affari (Messaggio 19728396)
IL PREZZO REALE AZIENDALE PER AZIONE E' PARI A 32/33 EURO [/COLOR].. ( si badi il valore aziendale non lo invento certo io ma 32/33 euro è il valore reale aziendale universalmente riconosciuto ad eni in base a coefficienti di investimenti e realizzazione utili etc..etc.. infatti i libici acquisteranno al prezzo giusto che tecnicamente è media tra prezzo di mercato e valore aziendale universalmente riconosciuto...)


Daje, arifacce co' sto valore reale aziendale universalmente riconosciuto... :D

Ma dove lo prendi?? Sull'albero di natale?? C'è un fondamento, una spiegazione, un'argomentazione, uno studio? Oppure dobbiamo fidarci ciecamente di te perchè c'hai la scienza infusa?

Poi: "E' INUTILE CHE POSTI IN MAIUSCOLO SOTTOLINEATO O COLORATO IN QUESTA SEZIONE I BACCALONI NON LI TROVI!":no:

niko13 14-12-08 17:39

x fiuto x gli affari:
intanto di quello che hanno detto i libici riguardo alla % in eni che vogliono ottenere poco mi fiderei.
Poi cosa si sono detti i libici e i dirigenti di eni e i ministri interessati nn vengono certo a dirlo a noi e credo nemmeno a te, ci dobbiamo a credere a quello che scrivono sui giornali.
Poi se acquistano i titolisul mercato cosa che spero, nn vanno certo in tasca a eni, se invece eni cede parte di titoli che ha in cassa, nn credo faccia un grande affare, ma io nn sono un grande economista e stò a guardare quello che succede, poi vedremo.

bay

fiuto_per_affari 15-12-08 04:56

Citazione:

Originalmente inviato da niko13 (Messaggio 19730932)
x fiuto x gli affari:
intanto di quello che hanno detto i libici riguardo alla % in eni che vogliono ottenere poco mi fiderei.
Poi cosa si sono detti i libici e i dirigenti di eni e i ministri interessati nn vengono certo a dirlo a noi e credo nemmeno a te, ci dobbiamo a credere a quello che scrivono sui giornali.
Poi se acquistano i titolisul mercato cosa che spero, nn vanno certo in tasca a eni, se invece eni cede parte di titoli che ha in cassa, nn credo faccia un grande affare, ma io nn sono un grande economista e stò a guardare quello che succede, poi vedremo.

bay

Caro niko,non è come pensi:

1) Circa la percentuale che i libici acquisteranno non potra' essere superiore all'' 8% perche' tale è il limite concessogli dallo stato italiano . Vedi dichiarazione di Fratini che avevo precedentemente postato quindi non stiamo a quello che dicono i giornali bensi' alle dichiarazioni ufficiali dei due stati .

2) Acquistando titoli sul mercato ed al "giusto prezzo" ( ho gia spiegato cosa è il "giusto prezzo" tecnicamente anche se qualcuno non sa cosa è...ed invece di informarsi ...) entreranno molti miliardi di dollari in eni....e agli azionisti perche' le borse servono per finaziare le aziende...oltre agli utili propri della propria attivita'...! Il maggiore azionista di Eni è lo Stato Italiano..per questo dichevo che di conseguenza prendere svariati miliardi di dollari dai libici fa comodo ad Eni che ha piu soldi da investire..e piu utili quindi piu dividendi..., fa comodo allo stato italiano che essendoilmaggiore azionista di eni è quello che guadagna di piu dai dividendi...ed ancora faxcendo bene agli azionisti fa bene anche a noi che abbiamo eni in portafoglio in quanto i dividendi piu alti li prenderemo anche noi...e anche perche' quando sul mercato ci sono acquisti...ossia denaro...il prezzo delle azioni sale....pertanto l'acquisto di un tale quantitativo di azioni eni da parte dei libici e fatto in modo graduale..come hanno detto ed al "giusto prezzo"....il tutto portera' a salire molto il prezzo delle azioni Eni !

il fatto che L'OPEC ridurra'...la produzione del petrolio cio portera'...ad un innalzamento del prezzo dello stesso per barile.
La riduzione della distribuzione di petrolio da parte degli arabi è fatta apposta per far salire il prezzo del petrolio e per non farlo scendere troppo ed in questo Eni ci andra' bene !!

Ciao

fiuto_per_affari 15-12-08 05:53

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 19728612)
Daje, arifacce co' sto valore reale aziendale universalmente riconosciuto... :D

Ma dove lo prendi?? Sull'albero di natale?? C'è un fondamento, una spiegazione, un'argomentazione, uno studio? Oppure dobbiamo fidarci ciecamente di te perchè c'hai la scienza infusa?

Non hai mai sentito parlare Ministri dell' economia parlare di " valore reale aziendale" ? Non hai mai sentito parlare per voce di Berlusconi di " valore reale aziendale "? Mai sentito parlare di " giusto prezzo "nemmeno in televisione nelle trasmissioni di finanza e mercati ? Mai letto un giornale finanziaro tipo " Milano e finanza " o " il sole 24 ore" ? ( Bada non ti ho chiesto se hai letto libri di economia e finanza...)
Ti invito anche semplicemente ascoltando la televisione quando parlano di mercati e finanza ed economia magari di prestare un po piu di attenzione.. alle parole dette...e usate...
( Giannino ad esempio è uno bravo..)

Per quello che mi riguarda:

Guarda che ho parlato di come si forma quello che tecnicamente si chiama "Giusto prezzo" e di cui ha anche parlato l'ambasciatore libico parlando dell' acquisto di un pacchetto di Eni che faranno ( non piu' dell' 8% !) :
Il "Giusto prezzo" si forma NEL PREZZO MEDIO TRA PREZZO DI MERCATO E PREZZO DEL REALE VALORE AZIENDALE.

Circa il "prezzo valore aziendale" avevo spiegato come si forma...ma ti deve essere sfuggito ! Avevo usato la dicitura "prezzo valore aziendale universarmente riconosciuto " , frase che non ti e' piaciuta....ma è esattamente come ho scritto e come avevo spiegato:

" IL PREZZO VALORE AZIENDALE " :
Si forma in base alla valutazione scientifica ,in quanto matematico-algebrico,
di una serie di coefficienti.Tali coefficienti vengono calcolati in base:
1) Al capitale
2) Alla capacita' produttiva
3) Alla quantita' di azionisti
4) Alla qualità degli azionisti
5) Al detentore della quota di controllo ( per Eni pricipale azionista è lo Stato Italiano)
6) Alla capacità di investimento e successivo incremento utili

etc..etc..etc..

Per ogni voce viene attribuito in coeficiente e da una serie di calcoli ( non semplici) matematico-algebrici viene fuori un prezzo che è il cosiddetto " prezzo del reale valore aziendale "

Essendo il risultato di calcoli in base a cose oggettive e numeri...per qusto avevo usato il termine" valore reale aziendale universalmente riconosciuto "
perche' i numeri,i coefficienti e l'algebra sono universalmente riconosciuti..

Ciao

John's81 15-12-08 13:13

Ehi fiuto_per _affari.
Non prenderci in giro, posto i conti che dici.
Qui siamo più di qualche laureato in economia e "una serie di calcoli ( non semplici) matematico-algebrici" ci interessano, quindi se parli sei pregato di postarli tutti. Qua le tue informazioni non interessano servono i numeri.
Quindi sei pregato di postare i calcoli che sembri aver fatto o altrimenti comincia a fondare le tue considerazioni su basi più solide.

Seven Of Nine 15-12-08 15:29

Citazione:

Originalmente inviato da fiuto_per_affari (Messaggio 19733596)
" IL PREZZO VALORE AZIENDALE " :
Si forma in base alla valutazione scientifica ,in quanto matematico-algebrico,
di una serie di coefficienti.Tali coefficienti vengono calcolati in base:
1) Al capitale
2) Alla capacita' produttiva
3) Alla quantita' di azionisti
4) Alla qualità degli azionisti
5) Al detentore della quota di controllo ( per Eni pricipale azionista è lo Stato Italiano)
6) Alla capacità di investimento e successivo incremento utili


Essendo il risultato di calcoli in base a cose oggettive e numeri...per qusto avevo usato il termine" valore reale aziendale universalmente riconosciuto "
perche' i numeri,i coefficienti e l'algebra sono universalmente riconosciuti..

Ciao

Il valore di un'azienda non è oggettivo e scientifico e sopratutto varia tutti i giorni al variare delle condizioni di mercato.

1) Il capitale è un'informazione troppo generica, se intendi patrimio netto trovi 12.5€ ed è un'informazione del tutto approssimativa se presa a se stante.
2) L'output è variabile nel tempo e per quanto ne so la produzione di Eni è in stallo.
3) Il valore dell'azienda non varia con il diminuire del numero azionisti.
4) Il valore dell'azienda non varia secondo nome e cognome dei soci, casomai del managment non certo degli azionisti o viceversa.
5) La storia ci insegna che se l'azionista di controllo è lo stato le aziende tendono a perdere in efficienza, quote di mercato, valore, guarda Alitalia, Telecom Italia e in parte anche Enel.
6) La capacità di investimento varia dalla cassa generata che per Eni varia in base alla produzione e al prezzo di realizzo del crude e del gas. A meno che prendere soldi a prestito o emettere nuove azioni che diluirebbero gli azionisti.
6b) L'incremento degli utili varia in base alla produzione e al prezzo di realizzo del crude e del gas, l'una è in stallo, l'altra è in forte diminuzione. Sarà impossibile per Eni avere una crescità dell'utile nei prossimi 6-9 mesi rispetto a quelli precedenti.

Le condizioni di mercato per Eni sono peggiorate così come le altre del settore, sarà praticamente impossibile per Eni raggiungere i risultati fatti negli ultimi 6-9 mesi, quindi già empiricamente MOLTO improbabile vedere Eni sui massimi di quest'anno nei prossimi 12 mesi.
1- Produzione in stallo.
2- Prezzo di realizzo in forte diminuzione.
3- Volumi venduti presumibilmente in diminuzione.
3- Mercato del credito in deterioramento, quindi costi finanziari in aumento.
4- Costi di estrazione in aumento o quantomeno invariati.

Constatata la seguente situazione in grave peggioramento, si tratta di verificare se il peggioramento è stato prezzato dal mercato e come è stato prezzato dal mercato. E qui iniziano le "ipotesi" degli operatori di mercato, altro che coefficienti universalmente e scientificamente riconosciuti.:cool:

muribel 15-12-08 17:52

posto poco, preferisco ascoltare e pensare.
Ma vorrei esprimere un invito, atutti oltre che a fiuto_per_gli_affari; delle tre una:
1) se vogliamo fare analisi tecnica cominciamo a farlo, esponiamo le varie tecniche
2) se vogliamo fare analisi fondamentale, cominciamo a farlo, fuori i numeri ed i fondamenti
3) stiamocene buoni a lavorare.

John's81 15-12-08 19:59

:)
Infatti, meglio che cominciamo a postar dati come ha fatto Capirex, Lecco, Nemo e Seven fino ad ora.

niko13 15-12-08 21:28

Caro fiuto x gli affari,forse io ho una visione un pochino diversa riguardo al valore di eni(con questo voglio fugare il dubbio di ritenere eni poco affidabile , anzi la ritengo una buona azienda) l'esperienza mi suggerisce che il valore dei beni ,trattasi di patate o di un rolex, o i una azienda ,il prezzo del valore lo determina sempre il mercato. Mai i calcoli complicati e soggetivi come tu hai fatto,anche se fatti con numeri ,si tratta sempre di valutazioni che poi magari nn trovano conferma sul mercato. Poi nn credo che i libici abbiano voglia di pagare le cifre che tu hai detto ,quelli sono mica così ingenui. E poi ancora chi ti dice che nn abbiano cominciato da tempo a rastrellare titoli magari usando dei prestanome per poi farci una sorpresina. Staremo a vedere

Capirex85 17-12-08 19:04

OPEC Agrees to Larger-Than-Expected Output Cut to Revive Prices

By Ayesha Daya and Grant Smith

Dec. 17 (Bloomberg) -- OPEC, supplier of more than 40 percent of the world’s oil, agreed to cut production quotas by a larger-than-expected 9 percent to revive prices as a global recession reduces demand for crude.

The Organization of Petroleum Exporting Countries agreed to a quota for 11 of its members of 24.845 million barrels a day, starting Jan. 1, from its current target of 27.308 million barrels a day, OPEC President Chakib Khelil said. The record 2.46 million barrel-a-day cut is larger than a 2 million barrels indicated yesterday by Saudi Arabian Oil Minister Ali al-Naimi.

“Prices are now well below levels that could be considered sustainable for the longer term,” Khelil said earlier today in Oran, Algeria, where OPEC held its fourth meeting in as many months.

Crude oil fell to $40.20 a barrel in New York, the lowest since July 2004, on skepticism OPEC will adhere to its new agreement and after a government report showed rising U.S. crude stockpiles. Oil’s $100-a-barrel collapse from July’s record prices has curbed revenue for producers, threatening government budget shortfalls. Saudi Arabia’s King Abdullah said last month that his country needs crude at $75 to spur investment.

OPEC announced the new quota by saying the group had agreed to reduce output by 4.2 million barrels a day from September’s actual production level of 29.045 million barrels a day for the same 11 nations. That measure of actual production came from an average of analyst and news agency estimates compiled by OPEC’s Vienna-based secretariat.

March Meeting

OPEC will next meet in March and has no official price target, Khelil said.

To be sure, OPEC often pumps more than its quotas permit. Last month, the 11 nations, excluding Iraq and Indonesia, pumped 629,000 barrels a day more than the ceiling, according to OPEC’s monthly report.

Russia cut oil exports by 350,000 barrels a day last month and may reduce supply a further 320,000 barrels a day next year, in collaboration with OPEC, if prices remain weak, Russian Deputy Prime Minister Igor Sechin told OPEC ministers during opening speeches at today’s meeting in Oran.

Other non-OPEC producers, including Kazakhstan, may trim production as well, Sechin said. Azerbaijan may lower production as much as 300,000 barrels a day, Azeri Energy Minister Natig Aliyev said in Oran.

fiuto_per_affari 17-12-08 22:33

2008-12-17 17:27
Opec taglia la produzione petrolio dal primo gennaio
ROMA - L'Opec ha deciso di tagliare la produzione di petrolio di 2,2 milioni di barili al giorno, a partire dal primo gennaio 2009. E' quanto si legge su Bloomberg, che sottolinea che, con questo taglio, l'Opec ha ridotto la produzione di 4,2 milioni di barili dallo scorso settembre.


RUSSIA PRONTA A RIDURRE LA PRODUZIONE
La Russia potrebbe ridurre "ulteriormente" la produzione petrolifera, con un "taglio più consistente di quello da 350 mila barili al giorno deciso a novembre". Lo ha detto il vice premier russo Igor Sechin al vertice Opec in corso ad Orano, in Algeria, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg. Sebbene la Russia non intenda annunciare oggi un possibile ingresso all'interno del cartello dei maggiori paesi produttori, come ha indicato da Mosca dal viceministro dell'energia russo Anatoli Ianovski, il paese punta a sostenere il piano di riduzione delle quote - al centro del vertice odierno - per supportare il mercato petrolifero e le quotazioni del barile.

"La Russia - ha dichiarato Sechin - agirà in base delle condizioni di mercato". Mosca ha anche fatto sapere che anche l'Azerbaijan ed il Kazakhstan sarebbero pronti a supportare il taglio della produzione. Se le quotazioni petrolifere scenderanno ancora, ha spiegato Sechin, la Russia è pronta a contrarre la propria produzione. Il taglio, in base alle cifre indicate dal vice premier, potrebbe scattare dal prossimo anno, superando i 300 mila barili al giorno e raggiungendo i 320 mila barili. Mosca si è anche detta disponibile ad ospitare, in futuro, una riunione dell'Opec, mentre il ministro venezuelano dell'Energia, Rafael Ramirez, ha dichiarato che il cartello si vedrà di nuovo sicuramente prima di marzo.

locco68 25-12-08 11:45

One of the common mistakes that novice investors often make is to extrapolate the past earnings of cyclical stocks into the indefinite future during the turning points of the business cycle. Since the stock market always anticipates the future earnings of companies, cyclical companies will look ‘cheap’ (i.e. low P/E ratio) during the peak of the boom. This is because the market will have by then factored in the fall in earnings. The key is to identify which types of businesses are cyclical in nature and avoid them during the peaks’ turning point. As Peter Lynch said:

When the P/E ratios of cyclical companies are very low, it’s usually a sign that they are at the end of a prosperous interlude. Unwary investors are holding on to their cyclicals because business is still good and the companies continue to show high earnings, but this will soon change. Smart investors are already selling their shares to avoid the rush.

Cyclical Stocks
For cyclical stocks it is recommended to purchase when the P/E ratio is high, and sell them when the P/E ratio is low (i.e. when earnings are peaking). Cyclical stocks tend to rise quickly when the economy turns up and fall quickly when the economy turns down. Examples are housing, automobiles and paper.[citation needed] Cyclicals can be a rewarding investments if purchased at their bottom price, so it helps to seek opportunity in depressed stocks, rather than analyzing potential reasons why a cyclical will take losses. When cyclical stocks are crushed by a weak economy and it appears things could not possibly worsen, cyclicals usually hit their bottom. Lynch goes on to explain the PE ratios for cyclicals, advising the time to buy is when their PE hits a historic high, because Wall Street has caught on to cyclicals and often begins discounting them before the overall market tops-out (i.e., ends a period of rising prices and is expected to stay on a plateau or decline). When a cyclical stock is at a low PE ratio, alongside record-high profits that have grown for several years, the market is anticipating a downturn. When a cyclical reaches a high PE on very low earnings, the price may be ready for an upturn because earnings will be at or near their zenith.

Capirex85 25-12-08 15:03

Citazione:

Originalmente inviato da locco68 (Messaggio 19840768)
One of the common mistakes that novice investors often make is to extrapolate the past earnings of cyclical stocks into the indefinite future during the turning points of the business cycle. Since the stock market always anticipates the future earnings of companies, cyclical companies will look ‘cheap’ (i.e. low P/E ratio) during the peak of the boom. This is because the market will have by then factored in the fall in earnings. The key is to identify which types of businesses are cyclical in nature and avoid them during the peaks’ turning point. As Peter Lynch said:

When the P/E ratios of cyclical companies are very low, it’s usually a sign that they are at the end of a prosperous interlude. Unwary investors are holding on to their cyclicals because business is still good and the companies continue to show high earnings, but this will soon change. Smart investors are already selling their shares to avoid the rush.

Cyclical Stocks
For cyclical stocks it is recommended to purchase when the P/E ratio is high, and sell them when the P/E ratio is low (i.e. when earnings are peaking). Cyclical stocks tend to rise quickly when the economy turns up and fall quickly when the economy turns down. Examples are housing, automobiles and paper.[citation needed] Cyclicals can be a rewarding investments if purchased at their bottom price, so it helps to seek opportunity in depressed stocks, rather than analyzing potential reasons why a cyclical will take losses. When cyclical stocks are crushed by a weak economy and it appears things could not possibly worsen, cyclicals usually hit their bottom. Lynch goes on to explain the PE ratios for cyclicals, advising the time to buy is when their PE hits a historic high, because Wall Street has caught on to cyclicals and often begins discounting them before the overall market tops-out (i.e., ends a period of rising prices and is expected to stay on a plateau or decline). When a cyclical stock is at a low PE ratio, alongside record-high profits that have grown for several years, the market is anticipating a downturn. When a cyclical reaches a high PE on very low earnings, the price may be ready for an upturn because earnings will be at or near their zenith.

Verissimo. Questo vale per tutte le azioni non solo quelle cicliche, anche se per quelle cicliche come assicurativi, bancari e automotive il fenomeno è molto più accentuanto.

Ad esempio il P/E vicino a 3 di Fiat è giustificato dallo tsunami che coivolgerà il settore nei prossimi trimestri e il basso P/E di Eni è dovuto a utili 2008 record non più ripetibili nel 2009 in seguito alla diminuzione del prezzo del petrolio.

Multiplo alto o basso in sè e per non vuol dire niente. Bisogna capire perchè il mercato valuta quella azienda con un multiplo alto o basso.

Capirex85 26-12-08 17:59

Un'intervista a Scaroni che condivide la visione del mio post precendete sulle conseguenze nel medio-lungo di un prezzo del petrolio ai livelli attuali.

Ai prezzi attuali non solo diversi colossi mondiali tagliano investimenti nella ricerca e nello sfruttamento di nuovi giacimenti, ma vengono meno gli stimoli a investire nelle energie rinnovabili per renderle più efficienti e competitive.
A questo bisogna sommare l'effetto dei tagli alla produzione effettuati dall'OPEC e quelli che saranno effettuati dagli altri produttori.

Ci sono tutti gli ingredienti per una miscela esplosiva.

UPDATE 1-Oil at $60-$70 better for all - Eni

LONDON, Dec 19 (Reuters) - An oil price of around $60-$70 is best for both producers and consumers in the long term, Eni Chief Executive Paolo Scaroni told reporters on Friday.

Low oil prices were immediately attractive to consumers but lead to under-investment and supply shortages further down the line, he said.

"In the short term consumers love the idea," Scaroni said. "I've made a calculation that at this level of price every American household has 6000 more dollars in their pocket to spend on other things -- so big money.

"With the price extremely low today it will mean very high prices three to five years from now," he added. "It's in no one's interest to see prices in 2014 of something like $300."

"There is a position that will be good for the consumer today and good for the consumer tomorrow and this will be more in the region of $60-$70," Scaroni said.

He said he thought oil prices were likely to rebound if OPEC producers' output cuts were carried out effectively.

"People tend to forget that only 9 years ago oil prices were below $10 -- so $30 is not high, but not dramatically low either," Scaroni said.

Eni was not considering halting any of its own big projects due to the dropping oil price or the global financial problems, Scaroni said. "We do not see a major decision to be taken in this area right now."

Nor was Eni particularly exposed to the pressure on refining profits from falling demand, he said.

"Refining margins are probably going to go down simply because consumption overall for petroleum is not moving up," Scaroni said. "For us refining is a very small business...so we aren't particularly worried."

He was asked if he saw negative oil demand growth next year: "It is possible, this year demand growth will be negative, 2009 its early days but certainly for the first part of the year there will be negative growth.

Scaroni was attending a conference of oil producers and consumers, including oil ministers from OPEC members and top industry executives, hosted by British Prime Minister Gordon Brown.

"Its very difficult for the world to live with such volatility of oil prices," Scaroni said. "On this everyone is agreed and that is the reason everyone is here, but to move from this state on to practical action is a different story...it's not easy."

Capirex85 26-12-08 18:09

Altri tagli alla produzione in arrivo.

Crude Oil Rises as U.A.E. Trims Output to Comply With OPEC Cut


Dec. 26 (Bloomberg) -- Crude oil rose more than 5 percent after the United Arab Emirates said it would reduce production to comply with OPEC’s supply curbs.

Abu Dhabi National Oil Co., the biggest producer in the U.A.E., will reduce oil supply to Asia in January and February, according to a statement sent to Asian buyers. OPEC agreed to a record production cut on Dec. 17 in response to collapsing demand because of the economic slowdown. Oil also advanced because the dollar dropped against the euro.

“There are signs that the UAE and Saudi Arabia are abiding by their OPEC targets,” said Tom Bentz, senior energy analyst at BNP Paribas in New York. “The dollar is weaker, which is probably also giving the market some support.”

Crude oil for February delivery rose $1.58, or 4.5 percent, to $36.93 a barrel at 11:33 a.m. on the New York Mercantile Exchange. Futures increased as much as 5.4 percent to $37.27 a barrel today. Prices, which are down 13 percent this week, have declined 75 percent from a record $147.27 on July 11.

Brent crude oil for February settlement increased $1.23, or 3.4 percent, to $37.84 a barrel on London’s ICE Futures Europe exchange.

Both Nymex and ICE were closed yesterday because of the Christmas holiday.

A decline in crude oil to $25 “is in the cards,” Gulf Oil LP’s Chief Executive Officer Joe Petrowski said today in a CNBC interview. Gulf, a Newton, Massachusetts-based wholesaler, distributes motor fuel to 1,800 branded filling stations in the Northeast. “The downside is well in gear,” he said.

Supply Reductions

Abu Dhabi National, known as Adnoc, will cut supplies of the Murban grade by 15 percent and the Upper Zakum grade by 3 percent next month, mostly in Asia. Adnoc said earlier this month it would meet all oil obligations for January.


The U.A.E. produced 2.35 million barrels of crude oil a day in November, making it OPEC’s fourth-largest producer, according to Bloomberg News estimates.

The reduction comes after the Organization of Petroleum Exporting Countries, supplier of more than 40 percent of the world’s oil, agreed to trim production targets by 2.46 million barrels a day starting next month.

The producer group may meet before its next scheduled summit in March, Venezuelan Energy Minister Rafael Ramirez said Dec. 23.

Oil, gold and corn advanced because the dollar dropped against the euro. A weaker U.S. currency increases demand for commodities as a hedge and makes raw materials cheaper for buyers with euros, yen or sterling. The dollar weakened 0.2 percent to $1.4049 per euro from $1.4025 yesterday.

Ruble Drops

The ruble fell to a record low against the euro as Russia’s central bank extended devaluation to compensate for falling crude prices. The ruble fell as much as 1.6 percent to 40.8931 per euro, the lowest level since the euro was introduced in 1999. Russia is the second-biggest oil producer after Saudi Arabia.

Japan, the world’s third-largest consumer of oil, said its crude imports fell for a second month in November as the country’s industrial output plunged the most in almost 55 years. Imports declined 12 percent to 18.35 million kiloliters (115 million barrels) last month, the Ministry of Economy, Trade and Industry said in a report today.

The area’s eight refineries have a combined processing capacity of 2.22 million barrels a day, which represents 13 percent of the U.S. total, according to their owners and the National Petrochemical and Refiners Association.

Thirteen of 28 analysts surveyed by Bloomberg News on Dec. 24, or 46 percent, said futures will decline through Jan. 2. Ten respondents, or 36 percent, forecast oil will increase and five said there will be little change in prices. Last week, analysts were evenly split over whether oil would rise or drop.

nemo17 26-12-08 18:46

Su Barron's si parla di Petrobras:

By ALEXANDER EULE

Investors with faith in oil's long-term recovery should consider shares of Brazil's battered oil producer.

MUCH HAS CHANGED SINCE THE Brazilian oil giant, Petrobras (ticker: PBR), was a Wall Street darling.

Since the stock hit its all-time high in May, analysts have shifted their sights from how high oil can rise to where it will finally land.

In the process, a stock that rose 125% in 2007 and another 35% by May 2008 has become something of a pariah. American depositary shares of the integrated energy company are off 66% in the last six months, versus just 12% for its American peer Exxon Mobil (XOM). Dow Jones' index of integrated oil and gas companies is down 25% for the period.

Petrobras, officially known as Petroleo Brasileiro, produced almost 99% of Brazil's oil output in 2007. The company is involved in oil and gas exploration and production, refining and distribution in 23 countries.

Petrobras (PBR)

Stock Price: $ 21.71
52-Wk High: $ 77.61
52-Wk Low: $ 14.73
Market Cap: $ 96 million
Est. 2009 EPS: $ 2.99
2009 P/E: 7.3

Est. Long-Term EPS Growth*: 8.5%
Est. ('09/'08) EPS Growth: -31%
Revenue (trailing 12 months): $118 billion
Dividend Yield: 3%

Chief Executive: José Sergio Gabrielli
Headquarters: Rio de Janeiro, Brazil

* Based on analyst estimates looking ahead three to five years.
Sources: Barron's Online, Thomson Reuters Investors looking to get a jump on oil's eventual recovery should consider the company's battered shares, now trading at around $22.

Barron's magazine wrote favorably about the stock when it was trading near $70 in June, when oil's momentum looked unstoppable. (See Barron's, "Drilling Deep and Flying High," June 30, 2008.)

The short-term weakness for oil prices doesn't change the world's long-term need for energy or Petrobras' vast reserves, most of which sits off the coast of Brazil. The company reports that it has proved reserves totaling 11.7 billion barrels of oil equivalent.

That's near the top of the list for the world's publicly traded oil companies. Exxon has the highest total with 22 billion barrels of proved reserves, while BP (BP) has 17.5 billion, according to Credit Suisse.

But the Petrobras figure excludes 2007 and 2008 discoveries in the so-called pre-salt region off the coast of Brazil. Petrobras estimates that recoverable volumes in these fields could total another 14 billion barrels of oil, a majority of which is under Petrobras' control.

The offshore area is buried beneath 2,000 meters of salt deposits, making recovery much costlier than most offshore drilling and leading some to question the viability of the project in the current climate of tight credit and low crude prices.

At the stock's peak in May, shares traded for over 15 times forward earnings-per-share estimates. Today, that figure stands at 7.2 times, compared with 12 for Exxon and 10.8 for Chevron (CVX).

"The things that we still like about the company would be pretty much the same as six or eight months ago," says Jose Costa Buck, a T. Rowe Price analyst who is taking over management of the firm's Latin America fund at the start of 2009. "All of the potential on the exploration front is still there."

Among most investors, though, such potential has been overwhelmed by the specter of falling oil, which closed at $38.98 per barrel Tuesday, 73% off the record closing high reached in early July of $145.

Goldman Sachs strategists recently lowered their three-month target price for West Texas Intermediate crude oil to $30 a barrel. The firm sees crude oil prices beginning to recover by the end of 2009, with prices reaching $65.

By 2010, "we expect a return to the commodity investment phase that has characterized this past decade," Goldman's Jeffrey Currie wrote in a recent report. "The current surplus market is the result of unprecedented demand declines due to severe economic weakness."

Currie continues, "The current environment only exacerbates the long-term supply problems and reinforces the long-term bullish case for commodities, particularly as the demand from the emerging markets will ultimately recover."

Will Landers, portfolio manager for BlackRock's Latin America Fund, says that "you could easily make a case that if oil prices start to see an improvement toward the end of 2009, [Petrobras] could get back into the $30s."

In the near term, potential Petrobras investors should be willing to see the stock go lower if oil prices continue their free fall. Also, the market is waiting to hear about Brazil's new regulatory framework, which will govern pre-salt development.

Analysts add that the company's pending announcement about its 2009-2013 strategic plan could be an important moment for the stock.

The plan, which has been delayed due to the broad market volatility, is expected in January and will give a better picture on how Petrobras plans to fund its pre-salt exploration initiatives. In 2008, the company spent $23 billion on capital expenditures, before any pre-salt exploration.

Petrobras' management, for its part, said this week that its pre-salt development is still economically viable, even in the current market.

"Petrobras is currently a story of many moving pieces," says Raymond James analyst Ricardo Cavanagh. He says the short-term prospects are dependent on oil prices, capital expenditure plans and the pending regulatory framework.

Still, Cavanagh has a Buy rating on the stock and expects shares to be $30 by the end of 2009. That target assumes a 2009 average oil price of $60 per barrel, he says.

Petrobras stock was a highflier just a few months ago. The stock has fallen to the other extreme. For new Petrobras investors, a happy medium could still prove profitable.

Furett0 02-01-09 08:59

ENI (ENI.MI) - L'Opa sulla belga Distrigas andrà dal 9 gennaio al 19 marzo (news).

nemo17 02-01-09 09:07

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 19844470)
Un'intervista a Scaroni che condivide la visione del mio post precendete sulle conseguenze nel medio-lungo di un prezzo del petrolio ai livelli attuali.

Ai prezzi attuali non solo diversi colossi mondiali tagliano investimenti nella ricerca e nello sfruttamento di nuovi giacimenti, ma vengono meno gli stimoli a investire nelle energie rinnovabili per renderle più efficienti e competitive.
A questo bisogna sommare l'effetto dei tagli alla produzione effettuati dall'OPEC e quelli che saranno effettuati dagli altri produttori.

Ci sono tutti gli ingredienti per una miscela esplosiva.

UPDATE 1-Oil at $60-$70 better for all - Eni

LONDON, Dec 19 (Reuters) - An oil price of around $60-$70 is best for both producers and consumers in the long term, Eni Chief Executive Paolo Scaroni told reporters on Friday.

Low oil prices were immediately attractive to consumers but lead to under-investment and supply shortages further down the line, he said.

"In the short term consumers love the idea," Scaroni said. "I've made a calculation that at this level of price every American household has 6000 more dollars in their pocket to spend on other things -- so big money.

"With the price extremely low today it will mean very high prices three to five years from now," he added. "It's in no one's interest to see prices in 2014 of something like $300."

"There is a position that will be good for the consumer today and good for the consumer tomorrow and this will be more in the region of $60-$70," Scaroni said.

He said he thought oil prices were likely to rebound if OPEC producers' output cuts were carried out effectively.

"People tend to forget that only 9 years ago oil prices were below $10 -- so $30 is not high, but not dramatically low either," Scaroni said.

Eni was not considering halting any of its own big projects due to the dropping oil price or the global financial problems, Scaroni said. "We do not see a major decision to be taken in this area right now."

Nor was Eni particularly exposed to the pressure on refining profits from falling demand, he said.

"Refining margins are probably going to go down simply because consumption overall for petroleum is not moving up," Scaroni said. "For us refining is a very small business...so we aren't particularly worried."

He was asked if he saw negative oil demand growth next year: "It is possible, this year demand growth will be negative, 2009 its early days but certainly for the first part of the year there will be negative growth.

Scaroni was attending a conference of oil producers and consumers, including oil ministers from OPEC members and top industry executives, hosted by British Prime Minister Gordon Brown.

"Its very difficult for the world to live with such volatility of oil prices," Scaroni said. "On this everyone is agreed and that is the reason everyone is here, but to move from this state on to practical action is a different story...it's not easy."

Esatto..quando ripartirà il ciclo economico e il petrolio ricomincerà a salire saranno dolori... perchè i problemi strutturali restano ma la domanda potrebbe essere ancora più forte della precedente.

Capirex85 05-01-09 16:47

OPEC Will Make Planned Production Cuts, Official Says (Update1)

Jan. 5 (Bloomberg) -- OPEC is likely to make all the oil production cuts promised at its last meeting, causing global crude stockpiles to fall this quarter, an official from a Persian Gulf member of the group said.

Full implementation of the 4.2 million-barrel-day reduction in supplies will send inventories below their five-year average, said the official with direct knowledge of OPEC’s deliberations, declining to be identified by name because he isn’t authorized to speak publicly. It’s unlikely the group will meet before its scheduled meeting on March 15, he said.

The Organization of Petroleum Exporting Countries agreed at its Dec. 17 meeting in Oran, Algeria to reduce its total production targets for its 11 members with quotas, excluding Iraq, to 24.845 million barrels a day. Saudi Arabia, the world’s largest exporter, had its target cut 5.1 percent to 8.051 million barrels a day.

“The United Arab Emirates has already reduced supplies for January and February by 15 percent, the Saudis have already made significant cuts,” Johannes Benigni, chief executive officer of Vienna-based JBC Energy, said in an interview with Bloomberg Television today. “You can feel the OPEC cuts already.”

Crude oil futures for February delivery rose as much as $2.34, or 5.1 percent, to $48.68 a barrel in electronic trading today on the New York Mercantile Exchange. The contract traded at $47.45 a barrel at 2:59 p.m. London time. Prices have gained 19 percent since OPEC’s last meeting.

Oil Stockpiles

Oil stocks in OECD countries at the end of October were equivalent to 56.8 days of forward demand cover, 4.1 days higher than a year earlier and the five-year average, according to a Dec. 11 report from the International Energy Agency. Oil demand in 2008 fell for the first time since 1983, the IEA estimated.

Oil consumption may fall by about 700,000 barrels a day this year as the global economy slows, according to Deutsche Bank AG.


The 4.2 million barrel reduction is from OPEC’s September production levels and includes an earlier cut that took effect on Nov. 1

Capirex85 15-01-09 14:42

A quanto pare anche MS è "lievemente" bullish sul prezzo del petrolio:D

Morgan Stanley Said to Seek Supertanker to Store Crude Oil

Jan. 15 (Bloomberg) -- Morgan Stanley is seeking a supertanker to store crude oil, joining Citigroup Inc. and Royal Dutch Shell Plc in trying to profit from higher prices later in the year, four shipbrokers said.

The bank, the second-biggest U.S. securities firm until becoming a bank-holding company in September, has yet to find a suitable vessel, said one of the brokers. The shipbrokers asked not to be identified because the information is private. Carlos Melville, a spokesman for Morgan Stanley in London, declined to comment, in an e-mail today.

“There’s a lot of people looking for storage,” Denis Petropoulos, London-based head of tankers at Braemar Shipping Services Plc, the world’s second-largest publicly traded shipbroker, said by phone.

Frontline Ltd., the world’s biggest owner of supertankers, yesterday said about 80 million barrels of crude oil are being stored in tankers, the most in 20 years. A purchaser could buy oil now, keep it for months at sea and fetch better prices by selling oil futures that are higher than the spot price.

The so-called contango pricing structure has been caused by excess oil supply as demand slows and speculation that output cuts by the Organization of Petroleum Exporting Countries will reduce the glut later this year.

Slumping U.S. oil demand means tanks are filling at Cushing, Oklahoma, the pricing point for the benchmark West Texas Intermediate grade. Futures contracts indicate WTI will gain an average of about $2.15 a barrel a month until December.

Supertanker storage deals are being done at about $75,000 a day, according to Petropoulos. Assuming the ship has a 2 million- barrel cargo, that works out at $1.12 a barrel over a 30-day period. Traders also need to pay financing and insurance costs.

North Sea Grades

The easiest types of oil to buy for the trade are likely to be either WTI or the North Sea grades Brent, Forties, Oseberg or Ekofisk. That’s because they are the ones used to settle the most-traded futures contracts.

Other oils, such as those from the Middle East and Africa, are usually bought and sold at prices related to the main European and U.S. grades. Because those prices fluctuate, it means traders assume an extra risk by hoarding them.

Morgan Stanley owns half of Heidmar Inc., which operates smaller oil tankers. Heidmar hasn’t had demand for its tankers to store oil, probably because they aren’t the largest supertankers that investors need for the contango trade, Tim Brennan, the company’s chief executive officer said by phone Jan. 8.

Capirex85 18-01-09 17:21

UPDATE 1-European gas firms seek deal on Ukraine -GDFSuez

PARIS, Jan 17 (Reuters) - French utility GDF Suez (GSZ.PA) said on Saturday that European gas companies had sent Russia's Gazprom (GAZP.MM) a proposal for a temporary solution to allow Russian gas to resume flowing to Europe through Ukraine.

The move was widely expected after talks on Friday in Berlin between Gazprom and Russian Prime Minister Vladimir Putin and European companies including GDF Suez, Italy's ENI (ENI.MI) and Germany's E.ON (EONGn.DE).

Under the deal, the European companies are to provide "technical gas", which is needed to pressurise the pipeline network, to allow a resumption of gas supplies from Russia to Europe through Ukraine.

GDF Suez said on Saturday that the proposal would help Gazprom and Ukraine's Naftogaz finalise a bilateral agreement in their dispute over a price for Russian gas for 2009.

That dispute has led to a disruption, in the depths of winter, in supplies of Russian gas that is delivered to large parts of eastern and central Europe via Ukraine.

The European Union gets a quarter of its gas needs from Russia, and 80 percent of this is piped through Ukraine.

Gazprom said on Friday it would sell the technical gas to the European consortium at market price: about $450 per 1,000 cubic metres.

GDF Suez's statement said the European companies were "ready to finalise an agreement" with Gazprom over the course of this weekend.

The German energy group RWE (RWEG.DE) said it had joined the European consortium, and that it would start supplying Slovakia with gas from Sunday.

Gazprom Deputy Chief Executive Alexander Medvedev said on Friday that Austria's OMV (OMVV.VI), the Dutch gas trading company GasTerra B.V. and the German-Russian trade joint venture Wingas, part of the BASF group (BASF.DE), had also been invited to participate.

Naftogaz has said it needs 360 million cubic metres of "technical gas" in January, plus another 600 million cubic metres in February and the same amount again in March.

According to Reuters calculations, a price of $450 per 1,000 cubic metres would cost the consortium $162 million for January and $270 million for each of February and March.

The question of reimbursement for the consortium's gas is likely to remain on hold until Ukraine and Russia reach agreement on a price.

Seven Of Nine 29-01-09 11:54

1 Allegato/i
Una piccola pillola per sottolineare come in Italia le regole base della finanza internazionale non vengono considerate. :D

Rendiconto finanziario, lasciamo fare per un'attimo la presentazione penosa dei dati che se vai in un paese civilizzato come Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Svizzera, Stati Uniti, Canada, Brasile fa ridere i polli. :angry:

Quelli della Eni hanno reinventato la definizione di Free-Cash-Flow, e per metterlo positivo hanno deciso che gli investimenti non tecnici devono essere contati. Ma chi contano di prendere in giro? :cool:

Capirex85 12-02-09 16:39

Ed eccoci qua a commentare i risultati preliminari 4Q 2008 del nostro gioiellino della corona, Saipem.

Il 2008 si chiude con un utile netto a livelli record, in aumento del 38% a causa dell'andamento favorevole del prezzo degli idrocarburi nei primi 9 mesi del 2008 che hanno beneficiato il portafoglio ordini. Quest'ultimo rimane a fine 2008 al livello record di 19,1 mln di euro.

L'outlook per il 2009 a causa del calo del brent è meno favorevole, anche se il ricco portafoglio ordini è una sorta di paracadute in questo contesto.
Da notare che tra i player del settore Saipem è quella che sta soffrendo meno la congiutura, almeno per ora.

Nel 2009 verrà ridotto il capex, che passerà dai 2,04 mld del 2008 a 1,6 mld nel 2009, per riallinearlo all'attuale contesto economico.

Saipem Profit Rises 34%; Company Reduces Investment (Update2)

By Adam L. Freeman and Michele Seghizzi

Feb. 11 (Bloomberg) -- Saipem SpA, Europe’s largest oil- field services contractor by market value, said fourth-quarter earnings rose 34 percent as record crude prices in the middle of last year spurred demand, leading to a backlog in orders.

Net income increased to 214 million euros ($277 million) from 160 million euros the previous year, the Milan-based company said today in a statement. Sales advanced 20 percent to 2.83 billion euros. Saipem’s backlog at the end of December stood at a record 19.1 billion euros.

Last month Schlumberger Ltd., the world’s largest oilfield- services provider, said fourth-quarter profit fell 17 percent as exploration spending decreased, while Baker Hughes Inc. said that the outlook for 2009 has “continued to deteriorate.”

“Oil-field services companies are getting fewer contracts because oil companies are cutting back on spending amid the fall in oil prices,” said Sergio Pigoli, chief executive officer of Pigoli Consulenza SpA in Milan. “Saipem is in a fortunate position because it has booked orders for 2009 and 2010.”

Crude oil on the New York Mercantile Exchange surged to a record $147.27 a barrel in July and fell 35 percent in the fourth quarter from a year earlier. Oil was today trading at $38.10 a barrel.

“Saipem may suffer less than its competition if the change in the market continues in this direction,” Saipem Chief Executive Officer Pietro Franco Tali said in an interview.

Recession

The global recession and the decline in the price of oil may make non-conventional extraction projects like oil sands too expensive, resulting in cancellations in the industry, Tali said.

Tali said his company is negotiating with Saudi Arabia over a $1.8 billion contract to develop the Manifa field and may want the length of the project to be extended to resolve a disagreement over its costs “rather than cancel it.” Saudi Arabia will make a decision on the project in March or April, he said.

The company will also seek contracts with Petroleo Brasileiro SA. The Brazilian state-owned oil company last month said it will boost spending 56 percent to $174.4 billion through 2013 to double output and develop the Americas’ largest oilfield discovery in the past three decades.

Saipem contracts include orders in Nigeria, Venezuela, Egypt and Algeria. In November, the company said it was reviewing costs of the $1.8 billion Manifa oilfield contract.

The company expects to cut investments this year to 1.6 billion euros, from 2.04 billion euros, in line with its prior forecasts, Tali said.
Saipem proposed boosting its dividend on full-year earnings of 904 million euros to 55 euro cents per common share. Savings shareholders will receive 58 cents per share.

Saipem rose 1.4 percent to 13.32 euros in Milan. The company is 43 percent owned by Italy’s largest oil producer Eni SpA.

Capirex85 12-02-09 23:00

Eni: Snam Rete Gas compra Italgas e Stogit per 4,72 Mld di euro

Il consiglio di amministrazione di Eni ha approvato oggi la vendita del 100% di Italgas spa e Stoccaggi Gas Italia Spa (Stogit) a Snam Rete Gas (controllata al 50,03%) ad un prezzo rispettivamente di 3.070 milioni e 1.650 milioni per un valore complessivo di 4.720 milioni di euro.
Lo si apprende da un comunicato diffuso dal colosso energetico italiano dove si legge che tutte le attività regolate relative alla distribuzione e stoccaggio di gas in Italia verranno trasferite a Snam Rete Gas.
Inoltre Snam rete Gas, per finanziare parte dei 4,72 miliardi necessari per l´operazione, lancerà un aumento di capitale da 3,5 miliardi di euro.

locco68 13-02-09 07:43

ENI ANNUNCIA I RISULTATI DEL QUARTO TRIMESTRE
E DEL PRECONSUNTIVO 2008
(1) Compresa la quota Eni delle riserve di entità valutate con il metodo del patrimonio netto. Per quanto riguarda le società russe del gas ex-Yukos acquisite al 60% nel
2007 e valutate all’equity, le riserve certe sono rappresentate al 30% assumendo l’avvenuto esercizio dell’opzione di acquisto attribuito a Gazprom sul 51% di tali società.
San Donato Milanese, 13 febbraio 2009 – Il Consiglio di Amministrazione Eni ieri sera ha preso atto dei risultati
preconsuntivi consolidati del quarto trimestre e dell’anno 2008 (non sottoposti a revisione contabile).
Paolo Scaroni, Amministratore Delegato, ha commentato:
“Il 2008 è stato un anno eccellente per Eni in termini economici e operativi. In E&P siamo cresciuti più dei nostri peers.
In G&P, attraverso l’acquisizione di Distrigaz, abbiamo consolidato la nostra leadership nel mercato del gas in Europa.
Guardando al futuro, Eni farà fronte alla recessione internazionale continuando a crescere e garantendo agli azionisti
ritorni al top del settore”.
IV trim.
2007
III trim.
2008
IV trim.
2008
Var. % IV trim.
08 vs 07 Risultati economici (€ milioni)
Esercizio
2007 2008 Var. %
5.166 6.276 464 (91,0) Utile operativo 18.868 18.641 (1,2)
5.292 6.201 4.078 (22,9) Utile operativo adjusted (a) 18.986 21.793 14,8
3.010 2.941 (874) .. Utile netto (b) 10.011 8.825 (11,8)
0,82 0,81 (0,24) .. - per azione (€) (c) 2,73 2,43 (11,0)
2,38 2,44 (0,63) .. - per ADR ($) (c) (d) 7,49 7,15 (4,5)
2.678 2.890 1.943 (27,4) Utile netto adjusted (a) (b) 9.470 10.201 7,7
0,73 0,79 0,54 (26,0) - per azione (€) (c) 2,58 2,80 8,5
2,12 2,38 1,42 (33,0) - per ADR ($) (c) (d) 7,07 8,24 16,5
(a) Per la definizione e la riconduzione degli utili nella configurazione adjusted, che escludono l’utile/perdita di magazzino e gli special item, v. il paragrafo “Riconduzione
dell’utile operativo e dell’utile netto a quelli adjusted” a pag 29.
(b) Utile di competenza Eni.
(c) Interamente diluito. L’ammontare in dollari è convertito sulla base del cambio medio di periodo rilevato dalla BCE.
(d) Un ADR rappresenta due azioni.
• Dividendo proposto: €1,30 per azione di cui €0,65 già distribuiti come acconto
• Utile netto adjusted: €10,20 miliardi nel 2008 (+7,7%); €1,94 miliardi nel trimestre (-27,4%)
• Utile netto reported: €8,83 miliardi nel 2008 (-11,8%); - €874 milioni nel trimestre per effetto
di svalutazioni di impianti e scorte
• Cash flow: €21,8 miliardi nel 2008 (+40,5%); €6,11 miliardi nel trimestre (+148%)
• Produzione di idrocarburi: +3,5% nel 2008; +2,1% nel trimestre
• Riserve certe(1) a fine anno 6,6 miliardi di boe con il riferimento Brent a $36,55/barile.
Tasso di rimpiazzo all sources delle riserve 135%
• Vendite di gas: +5,3% nel 2008; +4,2% nel trimestre
- 2 -
Highlight finanziari
Quarto trimestre 2008
– L’utile operativo adjusted di €4,08 miliardi è diminuito del 22,9% rispetto al quarto trimestre 2007 per effetto
dell’indebolimento della performance operativa dei settori Exploration & Production e Gas & Power dovuto alla
riduzione del prezzo del petrolio e della domanda di gas. In ripresa il settore Refining & Marketing.
– L’utile netto adjusted di €1,94 miliardi è diminuito del 27,4% per effetto essenzialmente del peggioramento
della performance operativa.
– Gli investimenti tecnici di €4,69 miliardi sono aumentati del 28,3% rispetto al quarto trimestre 2007 ed hanno
riguardato principalmente lo sviluppo delle riserve di idrocarburi e le attività di ricerca esplorativa, l’upgrading
delle infrastrutture di trasporto del gas e della flotta dei mezzi navali di costruzione e perforazione di Saipem.
– I principali fabbisogni finanziari del trimestre hanno riguardato gli investimenti tecnici di €4,69 miliardi,
l’acquisto della quota di maggioranza del 57,243% di Distrigaz SA per €2,75 miliardi (€1,27 miliardi al netto
della liquidità acquisita) e altri asset per €0,95 miliardi, nonché l’acquisto di azioni proprie di €21 milioni (1,17
milioni di azioni). Questi esborsi sono stati parzialmente assorbiti dal flusso di cassa netto da attività di esercizio
di €6,11 miliardi, che comprende gli anticipi incassati dal partner Suez di €1,55 miliardi a fronte di forniture di
lungo termine di gas ed energia elettrica. L’indebitamento finanziario netto(2) al 31 dicembre 2008 ammonta a
€18,38 miliardi con un aumento di €0,55 miliardi rispetto al 30 settembre 2008.
Esercizio 2008
– L’utile operativo adjusted di €21,79 miliardi è aumentato del 14,8% rispetto al 2007 per effetto dell’incremento
della performance operativa dei settori Exploration & Production, Refining & Marketing e Ingegneria & Costruzioni,
parzialmente compensato dalla riduzione dell’utile operativo nei settori Gas & Power e Petrolchimica.
– L’utile netto adjusted di €10,20 miliardi è aumentato del 7,7% per effetto del miglioramento della performance
operativa parzialmente assorbito dal maggiore tax rate adjusted (da 48,7% a 51,4%).
– Il flusso di cassa netto da attività di esercizio a livello record di €21,80 miliardi e gli incassi da dismissione di €1,16
miliardi hanno consentito di coprire in buona parte i fabbisogni finanziari connessi agli investimenti tecnici di
€14,56 miliardi, al pagamento dei dividendi Eni (€4,91 miliardi, di cui €2,36 miliardi per l’acconto dividendo 2008),
alle acquisizioni di €5,85 miliardi riferite a partecipazioni consolidate, rami d’azienda e altri asset (€4,31 miliardi
al netto della liquidità acquisita), nonché all’acquisto di azioni proprie di €778 milioni (35,9 milioni di azioni).
Al 31 dicembre 2008 l’indebitamento finanziario netto di €18,38 miliardi aumenta di €2,05 miliardi rispetto a
fine 2007.
– Il ROACE(3) calcolato su base adjusted per i dodici mesi chiusi al 31 dicembre 2008 è del 17,6% (19,3% per i dodici
mesi chiusi al 31 dicembre 2007).
– Il leverage(3) – rapporto tra indebitamento finanziario netto e patrimonio netto compresi gli interessi di terzi
azionisti – è pari a 0,38, invariato rispetto al 31 dicembre 2007.
Dividendo 2008
Il Consiglio di Amministrazione intende proporre all’Assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo
di €1,30 per azione(4) (€1,30 nel 2007), di cui €0,65 distribuiti nel settembre 2008 a titolo di acconto.
Il dividendo a saldo di €0,65 per azione sarà messo in pagamento a partire dal 21 maggio 2009 con stacco cedola
il 18 maggio 2009.

Seven Of Nine 13-02-09 10:00

Il titolo sembra reagire bene, +2%, proposta una conferma del dividendo. Se siamo fortunati per Pasqua dovremo avere i dati sul rendiconto finanziario... :D
Questo è il report di Bloomberg:

Eni Has First Quarterly Loss in at Least Seven Years

Feb. 13 (Bloomberg) -- Eni SpA, Italy’s largest oil company, reported its first quarterly loss in at least seven years and will cut spending after the global recession spurred a record plunge in crude prices.

The loss was 874 million euros ($1.13 billion) compared with net income of 3 billion euros a year earlier, Rome-based Eni said today in a statement. Excluding inventories, profit beat analyst estimates. Revenue declined 3 percent to 24.6 billion euros.

Chief Executive Officer Paolo Scaroni is relying on fields in the Gulf of Mexico, Congo and Turkmenistan to bolster production and counter disruptions in Nigeria caused by militant attacks. Eni will spend “slightly less” this year than the 14.56 billion euros earmarked for investment in 2008.

“They performed well in a difficult and challenging environment,” Jason Kenney, an Edinburgh-based analyst at ING Wholesale Banking, said in a telephone interview. “You have got to be prudent in this kind of market.”

Eni proposed a final dividend of 1.30 euros a share. Scaroni will brief analysts and investors over the company’s strategy at a presentation in London starting at noon.

Profit excluding changes in the value of inventories was 1.94 billion euros. Eni was expected to report earnings on this basis of 1.83 billion euros, according to the median estimate of nine analysts surveyed by Bloomberg News.

Shell, BP

Eni is the last of Europe’s four biggest oil companies to report fourth-quarter earnings. Royal Dutch Shell Plc, Europe’s largest oil company, recorded its first quarterly loss in a decade of $2.8 billion. BP Plc had its first loss in seven years of $3.3 billion. France’s Total SA had a quarterly loss of 794 million euros.

Crude futures in New York slumped 56 percent in the quarter, the biggest drop since trading started in 1983. Oil futures for March delivery traded at $34.63 today.

Snam Rete Gas SpA, owner of the Italian natural gas grid, yesterday agreed to buy Eni’s gas retail and storage businesses for 4.72 billion euros.

Snam will buy gas retailer Italgas SpA for 3.07 billion euros and Stoccaggi Gas Italia, or Stogit, for 1.65 billion euros. As a 50.03 percent shareholder of Snam, Eni will still maintain control over those units.

Output Gains

Eni’s oil and natural-gas output rose 2.1 percent to 1.85 million barrels a day in the quarter. Production gained 3.5 percent in 2008.

An Eni-led group in October agreed to cede more royalties and oversight to the Kazakh government for the Kashagan development, which is due to start production at the end of 2012 when the Italian company relinquishes its role as sole operator.

Eni’s Kashagan partners are Exxon Mobil Corp., Total SA and Shell. The largest oil discovery in 35 years is expected to produce around 370,000 barrels a day a year after the start of output before peaking at 1.5 million barrels a day.

Eni last year won rights to search for oil and gas in Algeria and extended an oil and gas supply agreement with Libya for 25 years. The company also paid 2.74 billion euros for Suez SA’s 57 percent stake in Belgian gas supplier Distrigaz SA. Scaroni said the acquisition would enable Eni to sell 21 percent of western Europe’s gas.

Eni fell 1.5 percent to 16.82 euros in Milan yesterday. The stock has lost 24 percent in the past year, giving the company a market value of 67.4 billion euros.

Eni’s share-price forecast was raised to 25 euros yesterday from 20 euros by analysts at Sanford C. Bernstein & Co.

Out of 37 analysts who follow the company, 29 rate it “buy,” seven have “hold” recommendations and one advises clients to sell the stock.

nemo17 13-02-09 10:04

Mi piace l'operazione gas.. quella di concentrare tutto in Snam... dopo l'aumento di capitale comincerò a seguire anche Snam.

Capirex85 13-02-09 10:10

Eni batte nuovamente le attese, riportando un profitto escludento le svalutazioni sugli inventari di 1,94 mld di euro. Performance convincente se si considera che il petrolio era già fortemente calato nel 4° trimestre.

Anche Eni aggiusterà il capex il prossimo anno, riducendolo lievemente, per riallinearlo al minore cash flow operativo.

Noto con piacere che hanno deciso di non aumentare il dividendo, ottima scelta. Tutte le società che pagano dividendi troppo elevati per le loro possibilità nella speranza di sostenere le quotazioni dei loro titoli nel breve termine (speranze futili...) dovrebbero prendere esempio.

L'output continua a crescere di circa il 2% nell'ultimo trimestre e del 3,5% nel FY 2008.

Come azionista mi ritengo sottisfatto del lavoro svolto dal management.;)

Eni Has First Quarterly Loss in at Least Seven Years (Update1)

By Adam L. Freeman

Feb. 13 (Bloomberg) -- Eni SpA, Italy’s largest oil company, reported its first quarterly loss in at least seven years and will cut spending after the global recession spurred a record plunge in crude prices.

The loss was 874 million euros ($1.13 billion) compared with net income of 3 billion euros a year earlier, Rome-based Eni said today in a statement. Excluding inventories, profit beat analyst estimates. Revenue declined 3 percent to 24.6 billion euros.


Chief Executive Officer Paolo Scaroni is relying on fields in the Gulf of Mexico, Congo and Turkmenistan to bolster production and counter disruptions in Nigeria caused by militant attacks. Eni will spend “slightly less” this year than the 14.56 billion euros earmarked for investment in 2008.

“They performed well in a difficult and challenging environment,” Jason Kenney, an Edinburgh-based analyst at ING Wholesale Banking, said in a telephone interview. “You have got to be prudent in this kind of market.”

Eni proposed a final dividend of 1.30 euros a share. Scaroni will brief analysts and investors over the company’s strategy at a presentation in London starting at noon.

Profit excluding changes in the value of inventories was 1.94 billion euros. Eni was expected to report earnings on this basis of 1.83 billion euros, according to the median estimate of nine analysts surveyed by Bloomberg News.

Shell, BP

Eni is the last of Europe’s four biggest oil companies to report fourth-quarter earnings. Royal Dutch Shell Plc, Europe’s largest oil company, recorded its first quarterly loss in a decade of $2.8 billion. BP Plc had its first loss in seven years of $3.3 billion. France’s Total SA had a quarterly loss of 794 million euros.

Crude futures in New York slumped 56 percent in the quarter, the biggest drop since trading started in 1983. Oil futures for March delivery traded at $34.63 today.

Snam Rete Gas SpA, owner of the Italian natural gas grid, yesterday agreed to buy Eni’s gas retail and storage businesses for 4.72 billion euros.


Snam will buy gas retailer Italgas SpA for 3.07 billion euros and Stoccaggi Gas Italia, or Stogit, for 1.65 billion euros. As a 50.03 percent shareholder of Snam, Eni will still maintain control over those units.

Output Gains

Eni’s oil and natural-gas output rose 2.1 percent to 1.85 million barrels a day in the quarter. Production gained 3.5 percent in 2008.

An Eni-led group in October agreed to cede more royalties and oversight to the Kazakh government for the Kashagan development, which is due to start production at the end of 2012 when the Italian company relinquishes its role as sole operator.

Eni’s Kashagan partners are Exxon Mobil Corp., Total SA and Shell. The largest oil discovery in 35 years is expected to produce around 370,000 barrels a day a year after the start of output before peaking at 1.5 million barrels a day.

Eni last year won rights to search for oil and gas in Algeria and extended an oil and gas supply agreement with Libya for 25 years. The company also paid 2.74 billion euros for Suez SA’s 57 percent stake in Belgian gas supplier Distrigaz SA. Scaroni said the acquisition would enable Eni to sell 21 percent of western Europe’s gas.


Eni fell 1.5 percent to 16.82 euros in Milan yesterday. The stock has lost 24 percent in the past year, giving the company a market value of 67.4 billion euros.

Eni’s share-price forecast was raised to 25 euros yesterday from 20 euros by analysts at Sanford C. Bernstein & Co.

Out of 37 analysts who follow the company, 29 rate it “buy,” seven have “hold” recommendations and one advises clients to sell the stock.

marco_one67 13-02-09 15:15

MA L'ENI E' DAVVERO UNA SOCIETA' PRIVATA?
di Gilberto Muraro 13.02.2009

Il Tesoro ha varato una legge tributaria ritagliata su misura per l'Eni: un'addizionale del 4 per cento all'imposta sul reddito delle società posta a carico delle imprese petrolifere quotate, con capitalizzazione in Borsa superiore a 20 miliardi di euro. Per trovare i soldi necessari a pagare l'accordo Italia-Libia, un'azienda ormai privatizzata viene trattata come fosse pubblica. A rimetterci sono in primo luogo i piccoli azionisti. Soprattutto, non sembra questo il momento adatto per incrinare la fiducia dei risparmiatori verso i titoli pubblici.

Quanto fatto dal Tesoro all’Eni è al limite della correttezza e comunque ben oltre il limite della opportunità e dello stile. Questo il senso della coraggiosa denuncia pubblica fatta da tre amministratori indipendenti di Eni, Alberto Clò, Marco Reboa, Franceso Taranto. (1)
L’episodio è rimasto nel circuito degli addetti ai lavori e va invece divulgato per l’allarme che lancia e l’ammonimento che contiene.

NUOVO ROUND DI FINANZA CREATIVA

Ma che ha fatto di male Giulio Tremonti? Semplicemente, ha trattato l’Eni come se fosse un’azienda pubblica anziché un’impresa ormai privatizzata. L’Eni ha sempre realizzato grandi profitti, almeno fino all’attuale caduta dei prezzi del petrolio, distribuendo buoni dividendi, con soddisfazione dello Stato quale primo azionista e dei moltissimi piccoli azionisti che ai tempi della privatizzazione erano corsi a comprare titoli “sicuri come le obbligazioni pubbliche ma redditizie come le azioni private”. Poi vengono i tempi duri per il governo che deve continuare sulla via del risanamento della finanza pubblica avviato da Tommaso Padoa Schioppa, ma anche continuare a spendere. Allora cerca dove prendere soldi senza aggravare il deficit. E li trova all’Eni, appunto. Ma non come legittimi dividendi, bensì come parte di utili estratta dalla società a danno dei piccoli azionisti.
Due i modi escogitati in questo nuovo round di finanza creativa di Tremonti. Il primo consiste nel fare approvare dal consiglio di amministrazione dell’Eni, dove i rappresentanti del Tesoro sono in maggioranza, decisioni di politica sociale, ad esempio a favore della Sardegna e di Lampedusa, che andrebbero attuate dallo Stato con i soldi dei contribuenti e non a scapito di un’impresa e dei suoi azionisti. Il secondo consiste nel fare pagare all’Eni, con una legge tributaria su misura, gli elevatissimi costi dell’accordo con la Libia e perfino l’indennizzo agli italiani fuggiti dalla Libia quarant’anni fa. Naturalmente, una legge su misura è una “non legge” nella sostanza. Come nella barzelletta didattica raccontata agli studenti di giurisprudenza, non sta bene camuffare un intervento a unico destinatario per una legge, che deve essere un provvedimento anonimo e generale. Invece è proprio quello che è successo con un’addizionale del 4 per cento all’imposta sul reddito delle società posta a carico delle società petrolifere quotate, con capitalizzazione in Borsa superiore a 20 miliardi di euro: l’Eni, appunto, e solo l’Eni.
Come dare torto agli amministratori che avanzano “forti dubbi di costituzionalità”? Ma qui interessa soprattutto il risvolto economico. Si sa che la diffidenza dei risparmiatori verso l’investimento in banche e borsa è uno dei principali fattori della crisi attuale. Il risparmio viene quindi deviato verso i titoli pubblici, che possono così essere piazzati a basso saggio d’interesse. Se anche la fiducia verso lo Stato si incrinasse, si aprirebbero prospettive davvero preoccupanti. Meglio quindi che Tremonti non tradisca i risparmiatori e rinunci ai facili introiti di simili manovre, anche a costo di aumentare il deficit o le imposte.

(1) Si veda Il Sole 24Ore del 5.2.2009.

Edmond Dantès 13-02-09 15:50

Eni: Scaroni, se scenario cambia muteremo decisioni su dividendo

LONDRA (MF-DJ)--"La politica dei dividendi la decide il Cda e poi l'assemblea e la politica per il 2009 verra' decisa a luglio. Io oggi mi sono limitato ad indicare le priorita' sull'utilizzo della nostra cassa in uno scenario cosi' volatile. Nello scenario che abbiamo dipinto le tre cose sono compatibili, ma se lo scenario cambiera' rivedremo le nostre decisioni, tenendo presente queste priorita'".

Lo ha affermato Paolo Scaroni, a.d. di Eni, che in precedenza aveva elencato come priorita' di allocazione del cash di Eni il mantenimento di un forte rating di credito, un programma di investimenti attraente e flessibile e un rendimento del dividendo superiore. "Noi vogliamo sempre poter ricorrere al mercato con lo stesso successo" ottenuto con la recente emissione di un bond, ha aggiunto Scaroni. pl


(END) Dow Jones Newswires

February 13, 2009 09:43 ET (14:43 GMT)

Capirex85 13-02-09 15:57

2 Allegato/i
Qualche slide particolarmente interessante della presentazione agli azionisti:

Nel 4° trimestre continua la robusta generazione di cassa, attualmente mi aspettavo una generazione di cassa inferiore e quindi sono rimasto piacevolmente sorpreso.

Il cash flow operativo basta praticamente da solo a coprire dividendi, buyback e capex, quindi il ricorso all'indebitamente nel 2008 è stato molto limitato.

21,8 mld di euro di cash flow operativo... mi sa che è il record storico per un'impresa italiana.

Il prossimo anno quasi sicuramente l'OCF subirà una bella contrazione, mentre dividendi e capex organico rimarrano più o meno invariati. Mi aspetto quindi un maggior ricorso al debito rispetto a quest'anno.

Allegato 1022140

Ed ecco l'evoluzione dell'indebitamento finanziario netto, che rimane su livelli molto conservativi per una cash cow come Eni:

Considerate che siamo nel bel mezzo della crisi più grave del dopoguerra e questi non solo hanno un indebitamente finanziario molto limitato, ma hanno anche 7,1 di linee di credito non ancora utilizzate, cosa che gli garantisce una grande flessibilità e l'opportunità di cogliere occasioni. Davvero notevole.

Allegato 1022142

Capirex85 13-02-09 16:02

1 Allegato/i
E in questa invece i frutti delle capex degli anni passati, produzione in costante crescita, mentre tutti i maggiori competitors soffrono, e tasso di sostituzione delle riserve nel 2008 del 135%.

Allegato 1022164

Capirex85 13-02-09 16:08

Ancora su Saipem:

UPDATE 2-Saipem CEO sees order book, capex falling


* Saipem CEO says 2009 order intake likely lower than 2008

* Saipem CEO not heard of clients wanting to cancel orders (Adds CEO comments from conference call)

MILAN, Feb 11 (Reuters) - Italian oilfield services group Saipem SpA (SPMI.MI) will make fewer capital investments over the next three years as its order intake falls and margins narrow due to the economic crisis, Chief Executive Pietro Franco Tali said on Wednesday.

"It is likely that the order intake will be lower in 2009 from 2008," Tali said on a conference call after results.

"We are not going to bid aggressively in 2009, the contracts will have lower embedded margins," he added.

In an earlier statement on 2008 results, Saipem said the outlook for the oilfield industry in the short term was "uncertain and difficult to read," but did not give more specific guidance as it had done the previous year.

Saipem, whose major competitors include France's Technip (TECF.PA) and U.S. Halliburton (HAL.N), said it expects to make 1.6 billion euros of capital expenditure in 2009, down from 2 billion euros in 2008.

Capex will again be lower in 2010 compared with 2008, and significantly lower in 2011, before returning to more normal levels in 2012, Tali said.

He said debt and gearing will increase in 2009 but will then fall back from 2010 onwards thanks to lower investments and significant cash flow generation. He said the debt and cash flow situation will "improve dramatically" from 2010.

ORDER BACKLOG

Tali, who said the order backlog to 2010 was 4.4 billion euros, said it was highly unlikely its big clients would seek to cancel or renegotiate contracts. Analysts are concerned the economic downturn and credit squeeze could pressure clients to renege on or renegotiate contracts.

But Tali did acknowledge the credit crunch could prompt some smaller independent clients to review contracts. "None of our clients so far have told us about cancelling contracts," he said.

Tali said pending payments to the group for contracts in Venezuela, frozen since November, could soon be paid.


"They will start to repay in a few weeks," he said, adding the target was to pay all overdue amounts before the end of March.

Asked about the sustainability of dividend policy going forward, Tali said it was too early to say anything but added he he hoped the company would be able to stick to its policy of distributing one-third of adjusted net profits.

In an earlier statement, Saipem said it would pay out a dividend of 0.55 euros per share on 2008 results, up from 0.44 euros on 2007 figures.

It said its adjusted net profit for the year was 724 million euros while its order book stood at a record 19.1 billion euros at the end of 2008.

Shares closed up 1.37 percent to 13.32 euros as the DJ Stoxx oil and gas index <.SXEP was flat.

Capirex85 13-02-09 16:13

Bene, per ora può bastare... per ulteriori approfondimenti aspettiamo il bilancio annuale;)

Seven Of Nine 13-02-09 18:48

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 20381838)
Bene, per ora può bastare... per ulteriori approfondimenti aspettiamo il bilancio annuale;)

Quando esce mi piacerebbe avere la tua analisi sul dividendo! :yes:

Capirex85 13-02-09 19:05

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 20384558)
Quando esce mi piacerebbe avere la tua analisi sul dividendo! :yes:

Volentieri, sono anche curioso di vendere le dinamiche del capitale circolante nettoOK!

marco_one67 13-02-09 19:28

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 20384736)
Volentieri, sono anche curioso di vendere le dinamiche del capitale circolante nettoOK!

bollinato!

Capirex85 01-03-09 17:16

Eni in competizione con Nippon Oil e Repsol per aggiudicarsi nei prossimi mesi un importante giacimento di petrolio in Iraq.

Se la cosa andasse in porto sarebbe un gran colpo.

Eni says aims to start working soon in Iraq

ROME (Reuters) - Italian oil company Eni (ENI.MI) hopes to start operations in Iraq in the coming months, Eni Chief Executive Paolo Scaroni said on Sunday, showing renewed confidence in contract competitions there.

Eni is competing with Nippon Oil of Japan (5001.T) and Spain's Repsol (REP.MC) to help develop southern Iraq's Nassiriya oilfield.


Scaroni has previously expressed confidence his company will win the contract, saying last month that the field could produce up to 1 million barrels of oil per day.

"I must tell you the truth, I hope that Eni becomes the first international company that lands in that country, and I hope this happens in the coming months," Scaroni told Italian state television RAI.

Iraq, with the world's third-largest reserves, depends on oil revenues for 90 percent of government income, but its output has declined because of decades of sanctions and war, and it is in desperate need of investment to fix its crumbling infrastructure.


Earlier on Sunday, Iraqi officials announced plans to revive a national oil company and lure foreign investors to speed up and increase oil output.

Webster 01-03-09 19:39

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 20581646)
Eni in competizione con Nippon Oil e Repsol per aggiudicarsi nei prossimi mesi un importante giacimento di petrolio in Iraq.

Se la cosa andasse in porto sarebbe un gran colpo.

Eni says aims to start working soon in Iraq

ROME (Reuters) - Italian oil company Eni (ENI.MI) hopes to start operations in Iraq in the coming months, Eni Chief Executive Paolo Scaroni said on Sunday, showing renewed confidence in contract competitions there.

Eni is competing with Nippon Oil of Japan (5001.T) and Spain's Repsol (REP.MC) to help develop southern Iraq's Nassiriya oilfield.


Scaroni has previously expressed confidence his company will win the contract, saying last month that the field could produce up to 1 million barrels of oil per day.

"I must tell you the truth, I hope that Eni becomes the first international company that lands in that country, and I hope this happens in the coming months," Scaroni told Italian state television RAI.

Iraq, with the world's third-largest reserves, depends on oil revenues for 90 percent of government income, but its output has declined because of decades of sanctions and war, and it is in desperate need of investment to fix its crumbling infrastructure.


Earlier on Sunday, Iraqi officials announced plans to revive a national oil company and lure foreign investors to speed up and increase oil output.

queste notizie sembran belle finchè l'azienda non perde la corsa e per quello scende del 3%....

Seven Of Nine 03-03-09 12:58

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 19664392)
Capi non per portarti sfiga, ma dopo questo rally natalizio io la vedo ai minimi. Perchè ragiono nell'ottica che stiamo vedendo un bear market rally, non un'inversione. E ragiono anche nell'ottica che il calo drammatico del greggio si farà sentire nel cash flow operativo mentre il costo per estrarlo di certo non può diminuire, questo ovviamente non vale solo per Eni ma anche per le altre del settore.:censored:

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 19622841)

Tutto è possibile, ma se Eni va al book value temo che lo s&p/mib finirà a 14000.:D

Vedi che avevamo ragione!! Dai che se continuiamo così mettiamo su un'investment bank! :clap:

Capirex85 03-03-09 14:38

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 20606776)
Vedi che avevamo ragione!! Dai che se continuiamo così mettiamo su un'investment bank! :clap:

Vallo dire a fiuto_per_affari:D

Secondo lui Eni doveva andare a breve a 30 solo perchè avevano comprato i libici:rolleyes:

Mi auguro che le quotazioni continuino a scendere... se arriva a 12-12,5 son pronto a entrare con la seconda tranche.

Seven Of Nine 07-03-09 14:22

E al book ci è tornata questa baldracca! :censored:
Consiglierei a chi ha short posti in essere mesi fa di chiuderli perchè andare ancora al ribasso porta un reward che non riteniamo sufficiente a giustificare il rischio.

Parlando di cose serie.
Dividend yield 11% se non vado errato. Il mercato sta dicendo a chiare lettere che devono abbassare il dividendo. Dubito lo faranno perchè ai managers della stragrande maggioranza della aziende italiane manca il buon senso, figuriamoci quelle a partecipazione statale. Scaroni vs Mr Market.
Il nostro indice è scandaloso, grande rammarico in quanto italiano, vedere il proprio paese che va al macello crea una certa frustrazione. :angry::'(

Capirex85 07-03-09 15:24

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 20675284)
E al book ci è tornata questa baldracca! :censored:
Consiglierei a chi ha short posti in essere mesi fa di chiuderli perchè andare ancora al ribasso porta un reward che non riteniamo sufficiente a giustificare il rischio.

Parlando di cose serie.
Dividend yield 11% se non vado errato. Il mercato sta dicendo a chiare lettere che devono abbassare il dividendo. Dubito lo faranno perchè ai managers della stragrande maggioranza della aziende italiane manca il buon senso, figuriamoci quelle a partecipazione statale. Scaroni vs Mr Market.
Il nostro indice è scandaloso, grande rammarico in quanto italiano, vedere il proprio paese che va al macello crea una certa frustrazione. :angry::'(

Il problema dell'indice è che nell'sp mib ci son quasi tutte bancaccie e assicurativi di infima qualità... mi vengono in mente ad esempio Unicredit e Fondiaria SAI, Banco Bopolare etc... in Italia ci sono ottime aziende industriali, non mi stancherò mai dirlo.

A questi prezzi mi sento di dire che Eni è un buon investimento per il cassettista. Non è difficile indovinare chi sarà il vincitore tra 10 anni tra chi compra titoli di stato decennali USA e tedeschi che rendono il 3% lordo e chi compra Eni a 12,5. Questo non vuol dire che non possa scendere ancora. La prossima settimana raddopierò la mia posizione.

Ormai conta solo l'aspetto psicologico per i prezzi, il valore il 90% degli attori di mercato non lo guarda più. Questo per il value investor è solo un vantaggio e auguriamoci che la cumunità finanziaria diventi sempre più pessimista sul futuro di ottime aziende.

Ottima tenuta del petrolio in queste ultime 2 settimane, che resta sopra i 45 dollari nonostante la congiuntura continui a peggiorare.

Fino ad ora ho sparato a salve, adesso è arrivato il momento di usare i pallettoni. Se l'equity continua a scendere così voglio arrivare gradualmente ad essere investito al 100% in equity.

Aggiungo: siamo all'apice di un bull market secolare per l'obbligazionario e tutti cosa stanno comprando? Titoli di stato a breve che rendono l'1%-2% lordo. Quando i rendimenti sull'equity sono significativamente più elevati. L'irrazionalità delle persone non finirà mai di stupirmi. Peggio per loro faranno la fine di chi nel 1998-2000 ha comprato azioni.

locco68 07-03-09 15:52

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 20675764)
Il problema dell'indice è che nell'sp mib ci son quasi tutte bancaccie e assicurativi di infima qualità... mi vengono in mente ad esempio Unicredit e Fondiaria SAI, Banco Bopolare etc... in Italia ci sono ottime aziende industriali, non mi stancherò mai dirlo.

A questi prezzi mi sento di dire che Eni è un buon investimento per il cassettista. Non è difficile indovinare chi sarà il vincitore tra 10 anni tra chi compra titoli di stato decennali USA e tedeschi che rendono il 3% lordo e chi compra Eni a 12,5. Questo non vuol dire che non possa scendere ancora. La prossima settimana raddopierò la mia posizione.

Ormai conta solo l'aspetto psicologico per i prezzi, il valore il 90% degli attori di mercato non lo guarda più. Questo per il value investor è solo un vantaggio e auguriamoci che la cumunità finanziaria diventi sempre più pessimista sul futuro di ottime aziende.

Ottima tenuta del petrolio in queste ultime 2 settimane, che resta sopra i 45 dollari nonostante la congiuntura continui a peggiorare.

Fino ad ora ho sparato a salve, adesso è arrivato il momento di usare i pallettoni. Se l'equity continua a scendere così voglio arrivare gradualmente ad essere investito al 100% in equity.

Aggiungo: siamo all'apice di un bull market secolare per l'obbligazionario e tutti cosa stanno comprando? Titoli di stato a breve che rendono l'1%-2% lordo. Quando i rendimenti sull'equity sono significativamente più elevati. L'irrazionalità delle persone non finirà mai di stupirmi. Peggio per loro faranno la fine di chi nel 1998-2000 ha comprato azioni.

D' accordissimo con te, ma volevo precisare che il rendimento obbligazionario di cui tu parli (1 -2%) riguarda il breve termine, ma sui btp decennali spunti un 4% e sui venti anni uno ZC bei rende il 4,8% netto. Io infatti ho venduto i btp e cct che scadevano nel 2010 con ottimo gain acquistando titoli a 10 anni e in settimana faro' lo stesso con BTP che scadono tra 2 anni(almeno su qualcosa guadagno...). Su Eni sono d'accordo con te, anch'io penso a compricchiare qualcosa ....

locco68 07-03-09 15:54

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 20675284)
E al book ci è tornata questa baldracca! :censored:
Consiglierei a chi ha short posti in essere mesi fa di chiuderli perchè andare ancora al ribasso porta un reward che non riteniamo sufficiente a giustificare il rischio.

Parlando di cose serie.
Dividend yield 11% se non vado errato. Il mercato sta dicendo a chiare lettere che devono abbassare il dividendo. Dubito lo faranno perchè ai managers della stragrande maggioranza della aziende italiane manca il buon senso, figuriamoci quelle a partecipazione statale. Scaroni vs Mr Market.
Il nostro indice è scandaloso, grande rammarico in quanto italiano, vedere il proprio paese che va al macello crea una certa frustrazione. :angry::'(

Seven, piu' che altro mi sa che Tremonti del dividendo Eni non puo' certo farne a meno.....

Seven Of Nine 07-03-09 16:56

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 20675764)
Il problema dell'indice è che nell'sp mib ci son quasi tutte bancaccie e assicurativi di infima qualità... mi vengono in mente ad esempio Unicredit e Fondiaria SAI, Banco Bopolare etc... in Italia ci sono ottime aziende industriali, non mi stancherò mai dirlo.

Sono piccole, troppo piccole e nella maggior parte dei casi mal gestite.:angry:
Il gap che mi preoccupa è sopratutto quello nei confronti dei paesi vicini come Francia e Germania in primis. Il potenziale c'è, ma è sprecato e corrotto da chi gestisce il potere in Italia cosa vogliamo salvare? I Burattinai politici? I Tronchetti Provera o i Colannino che fanno i danni? I sindacati che pensano che in Cina stanno ancora nelle risaie?? :angry:

Qui c'è una colossale resistenza al cambiamento con la maschera della demagogia, anche la struttura legislativa ha grossi problemi, il gap culturale nella gestione delle imprese è disarmante. Nella moda dove dovremo essere leader mondiali siamo tutti frammentati, Prada non è quotata in borsa. Non ha senso! E con questa crisi avremo un massiccio ridimensionamento, andremo in contro a gigantesche difficoltà anche perchè i nostri imprenditori non reinvestendo hanno dei bilanci sottocapitalizzati e molti non ce la faranno a sopravvivere. Ai voglia a dire che la crisi è stata importanta dai malvagi USA, il nostro sistema era malsano già da prima. :censored:

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 20675764)
A questi prezzi mi sento di dire che Eni è un buon investimento per il cassettista. Non è difficile indovinare chi sarà il vincitore tra 10 anni tra chi compra titoli di stato decennali USA e tedeschi che rendono il 3% lordo e chi compra Eni a 12,5. Questo non vuol dire che non possa scendere ancora. La prossima settimana raddopierò la mia posizione.

Questo posso sottoscrivertelo, ma Eni farà meglio del mercato? Farà meglio di Exxon? Di Total? Di Petrobras? Non voglio fare troppo pubblicità negativa ma ti fidi di un managment che antepone la distribuzione dei dividendi alle prospettive future? Sai cosa penso, se non abbassano il dividendo molto probabilmente andranno a distruibuire dei soldi che non recupereranno dal free-cash-flow dell'anno dopo. E questo non è male, è malissimo!:wall:

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 20675764)
Fino ad ora ho sparato a salve, adesso è arrivato il momento di usare i pallettoni. Se l'equity continua a scendere così voglio arrivare gradualmente ad essere investito al 100% in equity.

Aggiungo: siamo all'apice di un bull market secolare per l'obbligazionario e tutti cosa stanno comprando? Titoli di stato a breve che rendono l'1%-2% lordo. Quando i rendimenti sull'equity sono significativamente più elevati. L'irrazionalità delle persone non finirà mai di stupirmi. Peggio per loro faranno la fine di chi nel 1998-2000 ha comprato azioni.

Sottoscrivo al 100% è ora di entrare, ho cominciato a farlo anche io, ma non sul mercato italiano. Come dici tu gli indici possono scendere ancora ma già nel medio-termine secondo me sarà possibile avere un rendimento più che buono per il profilo di rischio assunto. :yes:

Seven Of Nine 07-03-09 17:02

Citazione:

Originalmente inviato da locco68 (Messaggio 20675934)
Seven, piu' che altro mi sa che Tremonti del dividendo Eni non puo' certo farne a meno.....

Se ne pentiranno probabilmente, possono fare i santi in tv, possono manipolare l'opinione pubblica, ma il mercato non lo fanno scemo. :no:

Solo un balzo furioso del petrolio può scagionarli, altrimenti avranno sbagliato e non di poco. Ma il dividendo ancora non è stato approvato, magari si ravvedono, ma come hai detto tu non credo siano così lucidi...

Capirex85 07-03-09 19:27

Citazione:

Originalmente inviato da locco68 (Messaggio 20675924)
D' accordissimo con te, ma volevo precisare che il rendimento obbligazionario di cui tu parli (1 -2%) riguarda il breve termine, ma sui btp decennali spunti un 4% e sui venti anni uno ZC bei rende il 4,8% netto. Io infatti ho venduto i btp e cct che scadevano nel 2010 con ottimo gain acquistando titoli a 10 anni e in settimana faro' lo stesso con BTP che scadono tra 2 anni(almeno su qualcosa guadagno...). Su Eni sono d'accordo con te, anch'io penso a compricchiare qualcosa ....

Acquistare un decennale adesso secondo me è un suicidio. Io li avevo comprati a fine 2007 per scommettere sulla discesa dei tassi e adesso li sto mano a mano vendendo tutti per comprare azionario. Se proprio uno vuole comprare obbligazioni o aspettare qualche occasione su qualche buon corporate investment grade come è successo con il sell off di ottobre oppure assolutamente tasso variabile.

Capirex85 07-03-09 19:34

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 20676314)
Questo posso sottoscrivertelo, ma Eni farà meglio del mercato? Farà meglio di Exxon? Di Total? Di Petrobras? Non voglio fare troppo pubblicità negativa ma ti fidi di un managment che antepone la distribuzione dei dividendi alle prospettive future? Sai cosa penso, se non abbassano il dividendo molto probabilmente andranno a distruibuire dei soldi che non recupereranno dal free-cash-flow dell'anno dopo. E questo non è male, è malissimo!:wall:

1) Si sono convinto che Eni farà meglio del sp mib nel lungo. Per un investitore italiano penso che farà meglio delle altre aziende petrolifere per il semplice fatto che non c'è la doppia tassazione dei dividendi. Cmq già dal momento del mio acquisto ad adesso ha già sovraperformato decisamente l'indice, ma sai che per me il breve periodo non conta granchè. Vedremo fra qualche anno.

2) Guarda il capex... non mi sembra proprio che stiano anteponendo le prospettive future al dividendo. La produzione in costante crescita ne è la prova. Al limite stanno scegliendo di aumentare un indebitamento molto conservativo per mantenere inviariato il dividendo, ma questo con la forza finanziaria attuale di Eni non è grosso problema secondo me.

frimo884 08-03-09 06:46

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 20675764)
Il problema dell'indice è che nell'sp mib ci son quasi tutte bancaccie e assicurativi di infima qualità... mi vengono in mente ad esempio Unicredit e Fondiaria SAI, Banco Bopolare etc... in Italia ci sono ottime aziende industriali, non mi stancherò mai dirlo.

A questi prezzi mi sento di dire che Eni è un buon investimento per il cassettista. Non è difficile indovinare chi sarà il vincitore tra 10 anni tra chi compra titoli di stato decennali USA e tedeschi che rendono il 3% lordo e chi compra Eni a 12,5. Questo non vuol dire che non possa scendere ancora. La prossima settimana raddopierò la mia posizione.

Ormai conta solo l'aspetto psicologico per i prezzi, il valore il 90% degli attori di mercato non lo guarda più. Questo per il value investor è solo un vantaggio e auguriamoci che la cumunità finanziaria diventi sempre più pessimista sul futuro di ottime aziende.

Ottima tenuta del petrolio in queste ultime 2 settimane, che resta sopra i 45 dollari nonostante la congiuntura continui a peggiorare.

Fino ad ora ho sparato a salve, adesso è arrivato il momento di usare i pallettoni. Se l'equity continua a scendere così voglio arrivare gradualmente ad essere investito al 100% in equity.

Aggiungo: siamo all'apice di un bull market secolare per l'obbligazionario e tutti cosa stanno comprando? Titoli di stato a breve che rendono l'1%-2% lordo. Quando i rendimenti sull'equity sono significativamente più elevati. L'irrazionalità delle persone non finirà mai di stupirmi. Peggio per loro faranno la fine di chi nel 1998-2000 ha comprato azioni.

:clap::clap::clap:

Seven Of Nine 08-03-09 10:42

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 20677518)
1) Si sono convinto che Eni farà meglio del sp mib nel lungo. Per un investitore italiano penso che farà meglio delle altre aziende petrolifere per il semplice fatto che non c'è la doppia tassazione dei dividendi. Cmq già dal momento del mio acquisto ad adesso ha già sovraperformato decisamente l'indice, ma sai che per me il breve periodo non conta granchè. Vedremo fra qualche anno.

L'S&P Mib ha dei grossi limiti e ha buone chances di batterlo, ma gli altri?
Il Cac? Il Dax? Il Dow? L'S&P 500? Sugli altri petroliferi ho grossi dubbi che riesca a batterli e la tassazione dividendi centra fino a un certo punto, perchè gli altri hanno meno dividendo ma reinvestendo hanno comunque un effetto positivo sul valore dell'azione. Exxon è leader mondiale e ha uno yield del 2,49%


Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 20677518)
2) Guarda il capex... non mi sembra proprio che stiano anteponendo le prospettive future al dividendo. La produzione in costante crescita ne è la prova. Al limite stanno scegliendo di aumentare un indebitamento molto conservativo per mantenere inviariato il dividendo, ma questo con la forza finanziaria attuale di Eni non è grosso problema secondo me.

Normale quindi uno yield all'11%? Si sbaglia il mercato?
All'uscita del bilancio faremo le nostre analisi, sempre che quelli di Eni vogliano riclassificare come fanno tutti i cristiani e che non reinventino nei loro report la nozione di Free-Cash-Flow..

lucrezio 08-03-09 12:08

Di saipem che ne pensate?

Capirex85 08-03-09 13:10

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 20680275)
L'S&P Mib ha dei grossi limiti e ha buone chances di batterlo, ma gli altri?
Il Cac? Il Dax? Il Dow? L'S&P 500? Sugli altri petroliferi ho grossi dubbi che riesca a batterli e la tassazione dividendi centra fino a un certo punto, perchè gli altri hanno meno dividendo ma reinvestendo hanno comunque un effetto positivo sul valore dell'azione. Exxon è leader mondiale e ha uno yield del 2,49%

Exxon distribuisce meno dividendi ma farà più buyback azionari, quindi anche lei ha un elevato payout.
Secondo me contro i petroliferi europei se la gioca bene, poi mi piace molto il fatto che sia diversificata nel gas essendo il leader europeo in quel mercato.
Dispone anche di un gioiello come Saipem cosa che gli altri competitor europei si sognano.
I tuoi dubbi sono leciti... a me piace Eni e a te no, e sarà così anche per altri titoli, ognuno ha le sue preferenze. Solo a posteriori sapremo chi ha avuto ragione.
Per i titoli esteri non in euro entra in gioco anche il discorso del cambio e lì il discorso si complica. Io preferisco non espormi troppo a valute diverse dall'euro perchè ritengo molto difficile valutare la sottovalutazione/soppravalutazione di un cambio... anche qua si tratta di gusti personali.

Discorso del dividendo: aspetto il bilancio annuale per pronunciarmi, fino ad ora è stato perfettamente sostenibile... più che altro a questi prezzi secondo me bisogna cominciare a prendere in maggior considerazione dei buyback che creano maggior valore per l'azionista della distrubuzione dei dividendi quando il titolo è sottovalutato.

Seven Of Nine 08-03-09 13:54

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 20681137)
I tuoi dubbi sono leciti... a me piace Eni e a te no, e sarà così anche per altri titoli, ognuno ha le sue preferenze. Solo a posteriori sapremo chi ha avuto ragione.

Tengo a precisare che non ho alcuna critica da fare nei tuoi confronti e il mio intento non è andare contro il tuo lavoro. Hai la mia piena stima! ;)


Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 20681137)
più che altro a questi prezzi secondo me bisogna cominciare a prendere in maggior considerazione dei buyback che creano maggior valore per l'azionista della distrubuzione dei dividendi quando il titolo è sottovalutato.

Esatto al 100%, è quello che farebbe un bravo manager. Ma non credo Eni prenderà questa strada perchè il conflitto di interessi dello stato la forza sui dividendi in cash piuttosto che far crescere il valore dell'azione in se, purtroppo.

Capirex85 08-03-09 14:30

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 20681397)
Tengo a precisare che non ho alcuna critica da fare nei tuoi confronti e il mio intento non è andare contro il tuo lavoro. Hai la mia piena stima! ;)

Non ci sarebbe niente di male anche se tu mi facessi delle critiche, dato che come investitore ho ancora moltissimo da impare e sicuramente commetto degli errori di valutazione, del resto ne ho già fatti in passato:D

Però è normale che subentri anche un criterio soggettivo nelle proprie scelte di investimento, ognuno ha le sue preferenze... chi preferisce certi tipi di business piuttosto che altri, chi preferisce un'azienda in un settore rispetto ad un'altra etc etc;)

Personalmente son qua per cercare prima di tutto di imparare... e mi fa piacere che intervieni periodicamente in questo thread per ravvivare un pò la discussione... altrimenti sarebbe quasi un monologo. Vorrei molta più gente come te in questa sezione.

delpiero23 08-03-09 16:31

non credete che nel lungo periodo ci possa essere un maggior ricorso a fonti di energia alternative al petrolio e che eni possa in qualche modo diminuire il prorpio giro d'affari?

nemo17 09-03-09 08:44

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 20681137)
Exxon distribuisce meno dividendi ma farà più buyback azionari, quindi anche lei ha un elevato payout.
Secondo me contro i petroliferi europei se la gioca bene, poi mi piace molto il fatto che sia diversificata nel gas essendo il leader europeo in quel mercato.
Dispone anche di un gioiello come Saipem cosa che gli altri competitor europei si sognano.
I tuoi dubbi sono leciti... a me piace Eni e a te no, e sarà così anche per altri titoli, ognuno ha le sue preferenze. Solo a posteriori sapremo chi ha avuto ragione.
Per i titoli esteri non in euro entra in gioco anche il discorso del cambio e lì il discorso si complica. Io preferisco non espormi troppo a valute diverse dall'euro perchè ritengo molto difficile valutare la sottovalutazione/soppravalutazione di un cambio... anche qua si tratta di gusti personali.

Discorso del dividendo: aspetto il bilancio annuale per pronunciarmi, fino ad ora è stato perfettamente sostenibile... più che altro a questi prezzi secondo me bisogna cominciare a prendere in maggior considerazione dei buyback che creano maggior valore per l'azionista della distrubuzione dei dividendi quando il titolo è sottovalutato.

Se non ricordo male Eni è già vicina alla soglia del 10% di azioni proprie..per questo io mi aspetto a breve un bell'annullamento di almeno una parte di quelle azioni...allora si che si crea un bel valore per l'azionista.

Capirex85 10-03-09 15:10

Citazione:

Originalmente inviato da delpiero23 (Messaggio 20682209)
non credete che nel lungo periodo ci possa essere un maggior ricorso a fonti di energia alternative al petrolio e che eni possa in qualche modo diminuire il prorpio giro d'affari?

Oggi sono tutti entusiasmati da queste energie alternative... senza ricordare quanti limiti queste fonti energetiche hanno. Per ora e per chissà quanti anni il petrolio è ancora troppo conveniente, poi a sti prezzi figuriamoci.

Del resto gli investitori inesperti sono sempre eccitati dalle novità... è stato così per l'industria automobilistica, per quella del trasporto aereo, per la new economy... con risultati disastrosi.

exLuke 10-03-09 18:53

"" Alla luce dell'attuale congiuntura un numero sempre maggiore di titoli tra quelli che compongono il nostro modello di portafoglio Top Analisti appare sottovalutato e ottiene dagli esperti continui innalzamenti dei giudizi. A ieri, ben 30 titoli sui 95 che compongono il portafoglio, hanno ottenuto il massimo giudizio da parte della società Morningstar, guadagnandosi il rating di cinque stelle. Ricordiamo che questa valutazione tiene conto del valore intrinseco assegnato dagli analisti ad ogni singola società www.**********.com Più il valore di borsa è lontano da questo valore, e tanto maggiore sarà il numero di stelle assegnato alla società. In sintesi cinque stelle può essere letto come un giudizio di Strong Buy. Questo dato segna il massimo storico da quando esiste il portafoglio. Ai 30 titoli che ottengono il massimo rating, altri 22 su 95 mantengono un punteggio di quattro stelle, che corrisponde ad un giudizio Buy. In sintesi i forti cali dei mercati azionari hanno spinto in questi giorni ben 52 titoli su 95 in area di acquisto. anche sul sito di traderisti **********.com è stato analizzato qualcosa del genere.A rafforzare questa valutazione ci sono i multipli delle società. Nei giorni scorsi abbiamo effettuato uno studio sul portafoglio che ha portato a questi interessanti risultati.""

Capirex85 15-03-09 19:51

OPEC Agrees to Keep Oil Production Quotas Unchanged (Update2)

By Grant Smith and Maher Chmaytelli

March 15 (Bloomberg) -- OPEC agreed to keep oil production quotas unchanged, deciding against a further output cut that risked damaging the ailing global economy.

The Organization of Petroleum Exporting Countries, supplier of about 40 percent of the world’s crude oil, will aim to complete existing production cutbacks agreed to late last year and meet again on May 28 to review policy, Secretary-General Abdalla el-Badri said after today’s meeting in Vienna.

OPEC members still need to trim about 800,000 barrels a day to comply with the record output cuts decided in December after oil slumped more than $100 a barrel from July’s record. Global inventories have started to fall, indicating the policy is working. A new cut risked a price increase that could harm the economy, Saudi Arabian Oil Minster Ali al-Naimi said.

“They’ve decided that, in the medium term, the danger to the global economy was greater than the danger of high inventories,” David Kirsch, an analyst with Washington-based consultant PFC Energy, said in an interview in Vienna. “A rollover should be sufficient to draw down inventories to acceptable levels by the third quarter.”

Algerian Oil Minister Chakib Khelil, who had argued for another cutback prior to the meeting, said afterwards that all OPEC members will make an “extra effort” to comply with the existing cutbacks. Oil prices will not rise a lot from today’s decision, he added.

Trading Resumes

Oil futures have risen 3.7 percent this year and finished last week at $46.25 a barrel in New York. OPEC’s decision may see prices drop when electronic trading resumes this evening, analysts said.

“The price may weaken slightly,” said John Hall, managing director of U.K.-based consultant John Hall Associates Ltd. Still, “as we move toward the third quarter, the overhang will come down and if OPEC can tighten up non-compliance, the price will rise.”

The crude oil production target for 11 OPEC members bound by quotas is 24.85 million barrels a day, while actual output from those countries averaged 25.715 million barrels a day in February, according to an OPEC report published on March 13 that cited data from secondary sources including analysts.

“Now it is time to fully adhere to the cuts we agreed upon,” Qatari Oil Minister Abdullah Bin Hamad Al-Attiyah said after today’s meeting.

Saudi Compliance

Saudi Arabia, which pumps more than twice as much oil as Iran, OPEC’s second-largest producer, is the only member to cut more output than agreed last year. Iran and Nigeria have made good on only about half of their promised reductions, according to figures that OPEC released March 13. The group agreed to three cutbacks late last year totaling 4.2 million barrels a day.

The 12-nation producer group doesn’t expect a rapid recovery in prices to $75 a barrel, the level that several ministers and Saudi King Abdullah have previously said is appropriate to encourage investment in the industry.

“The situation creates a lot of uncertainties, but we believe that by the end of the year we will find a balanced oil price,”
OPEC President Jose Maria Botelho de Vasconcelos, who is also Angola’s oil minister, said at a press conference after the meeting. “We need to adhere and then in May we can look if other measures can be taken.”

Less Export Revenue

The group already faces a 61 percent plunge in net oil revenue this year amid declining production and prices, according to the U.S. Energy Department, which estimates OPEC will earn $383 billion in 2009 from crude exports. Global oil demand is set to decline for a second consecutive year, the first back-to-back drop since 1983.

The Paris-based International Energy Agency last week cut its 2009 forecast for oil demand for a seventh month, and reduced supply estimates, as the global economic slump saps consumption as well as investment in new fields. Both the IEA and OPEC see demand slumping more than 1 million barrels a day this year, to about 84.5 million barrels a day.

Finance chiefs from the biggest developed and emerging economies pledged a “sustained effort” to end the global recession and to cleanse banks of toxic assets after a meeting this weekend. The International Monetary Fund predicts the first global contraction in six decades.

“By meeting again in May, they can adjust targets should economic conditions deteriorate,” PFC’s Kirsch said. “The steps they’ve already taken are starting to have some effect, we’ve started to see crude inventories in the U.S. come down.”

OPEC’s May 28 meeting and an already scheduled Sept. 9 summit will both take place in Vienna, where the group’s secretariat is based. El-Badri’s term of office was extended for another three years from 2010.

Capirex85 23-04-09 21:28

Buona tenuta nel 1° trimestre 2009 del portafoglio ordini di Saipem che registra una lieve flessione (da 19.105 miliardi a 19.045 miliardi di euro).

Durante il trimestre sono stati raccolti nuovi ordini per 2.518 miliardi di euro.
I nuovi ordini hanno margini impliciti più bassi perchè le big dell'oil & gas visto il periodo di basse quotazioni del petrolio e di crisi economica pretendono condizioni più favorevoli.

La notizia peggiore è la diminuzione dei pagamenti anticipati da parte dei clienti, che avrà un impatto negativo sul capitale circolante netto e quindi metterà sotto pressione il flusso di cassa operativo.

Niente di nuovo insomma, le cose per il momento procedono come previsto.

UPDATE 3-Saipem 2009 guidance helped by strong order backlog

* Confident on 2009 new orders, but lower margins

* 2009 EBITDA growth to be fueled by drilling business

* Will get fewer down payments on contracts in 2009

(Adds CEO comments)

MILAN, April 22 (Reuters) - Italian oil service group Saipem forecast on Wednesday "largely positive" results for 2009 thanks to a very high orders backlog, raising hopes that any collapse in the oil price might not be as steep as feared.

Saipem SpA's (SPMI.MI) upbeat news follows Tuesday's surprise increase in first-quarter core profit by Norwegian oilfield engineering company Subsea 7 Inc (SUB.OL).[ID:nLL660275]

Earlier this month, Norway's Acergy SA (ACY.OL) reported a smaller-than-expected drop in its quarterly earnings.

Saipem's guidance and the results from its Norwegian peers come at a time when many oil and gas producers are rethinking their investments due to falling demand, lower oil prices and tighter access to credit.

According to Saipem Chief Executive Pietro Franco Tali, many oil companies are setting targets that are unsustainable.

"They will probably reduce their capex," he said.


Tali said that, compared with peers, Saipem is more resilient because of its strong position in certain markets.

"We are confident of getting new orders in 2009 (but) with embedded margins that are lower than before," he said during a conference call with analysts.

He was confident of securing orders in areas such as Kazakstan, Algeria, Nigeria and Angola, adding that, if Saudi Arabia tendered plans to build two new refineries in the country, Saipem would bid for one of them.

Tali confirmed the group was talking to Saudi Aramco to stretch the duration of its 1.44 billion euro Moneefa offshore contract.

"Moneefa should have contributed 460 million euros in revenues in 2009," he said, adding the contribution could be "dramatically different" because of the negotiations.

ORDER BACKLOG

In a statement on Wednesday, Saipem said its backlog totalled 19.045 billion euros at the end of March, slightly down from a record 19.105 billion euros at the end of 2008.

New orders in the first quarter totalled 2.518 billion euros ($3.25 billion).


"New order intake in the first quarter was good though no guidance was given for the year," a Milan analyst said.

The analyst said debt dynamics were a concern, especially the adverse impact on net working capital that fewer advance payments on big turnkey projects could have.

"That is a drain on cash," he said.

In the conference call, Tali said the group will receive far fewer down payments on contracts in 2009.

Saipem net debt at the end of March grew 482 million euros to 2.514 billion euros.


Saipem expected earnings before interest, taxes, depreciation and amortisation (EBITDA) to be higher this year than in 2008, fueled mainly by drilling business.

Revenues should approach 10 billion euros and operating profit will be around 1 billion euros in 2009, it said.

Saipem, controlled by oil and gas group ENI SpA (ENI.MI), posted a first-quarter adjusted net profit of 186 million euros in the first quarter, up from 147 million euros a year earlier, and confirmed investments for the year of around 1.6 billion euros. (Reporting by Stephen Jewkes; editing by Karen Foster and Mike Nesbit; Editing by Andre Grenon)

Capirex85 24-04-09 21:24

La trimestrale 1Q si è rivelata più o meno in linea con le mie l'aspettative, con una piacevole sorpresa per quanto riguarda l'operating cash flow.Non male se la contestualizziamo nello scenario macroeconomico attuale.

Domani posto il commento.

Intanto una bloomberg sull'andamento di un mercato da monitorare, quello del gas naturale:

Natural Gas Drops to Six-Year Low on Sufficient U.S. Supplies

By Reg Curren

April 24 (Bloomberg) -- Natural gas fell to the lowest price in more than six years in New York on concern supplies of the heating and industrial fuel will overwhelm demand this year.

Gas futures have plunged 41 percent since the end of December as orders for goods at U.S. factories decline, prompting companies including General Motors Corp. to shut down production. Industrial and power plant gas consumption each account for 29 percent of U.S. demand.


“Until demand picks up and domestic gas production starts to come down more rapidly we’re going to be in this situation,” said Scott Hanold, an analyst at RBC Capital Markets in Minneapolis. “We’re going to have above-average storage levels for the rest of the year.”

Natural gas for May delivery fell 11.6 cents, or 3.4 percent, to $3.293 per million British thermal units at 2:06 p.m. on the New York Mercantile Exchange. Gas earlier dropped to $3.285, the lowest price since Sept. 12, 2002.

Orders for U.S.-made durable goods fell 0.8 percent in March, the Commerce Department said today in Washington. The government revised February figures to show a 2.1 percent gain in orders, smaller than previously reported.

Gas consumption by factories may drop 7.4 percent this year as the recession cuts demand, the Energy Department said in a report on April 14.


Stockpiles of gas increased 46 billion cubic feet in the week ended April 17 to 1.741 trillion cubic feet, the department said yesterday. Supplies were 23 percent higher than the five- year average.

Stockpile Outlook

“We’re heading into a situation we’ve never been in before” as supplies will press available storage capacity, Hanold said.

Hanold expects inventories to build to a record 3.63 trillion cubic feet by Oct. 31 to start the peak winter-demand period. The current record is 3.545 trillion cubic feet reached on Nov. 2, 2007.

“Commercial and industrial demand for energy will remain weak through the summer,” Stephen Schork, president of the Schork Group Inc., an energy markets consulting company in Villanova, Pennsylvania, said in a note today. “Demand destruction will still outpace supply destruction through this summer and into next winter.”

A move below $3.38 per million Btu indicates prices will probably head to $3.323, Schork said. Prices below $3.323 may prompt offers down to $3.207 per million Btu.

The number of onshore gas rigs seeking new deposits in the U.S. has dropped 54 percent since September as prices collapsed, data published by Baker Hughes Inc. showed.

Gas rigs fell by 18, or 2.4 percent, to 742 this week, the lowest since the week ended Feb. 7, 2003, The count is down from a peak of 1,606 on Sept. 12.

Factory Demand

Industrial gas use this year will probably fall to about 16.8 billion cubic feet a day, the Energy Department said in its monthly Short-Term Energy Outlook on April 14. The estimate was down from 17.1 billion in the March outlook. Total gas demand will fall 1.8 percent, the April report showed.

“I keep thinking we’re going to get a bargain-hunting bounce, but we keep trickling lower,” said Brad Florer, a trader at Kottke Associates Inc. in Louisville, Kentucky. “The fundamentals are terrible. We have record levels of gas and no sign that demand is going to come back on line anytime soon.”


The economy probably shrank 5 percent in the first three months of this year, the median estimate of 30 economists surveyed by Bloomberg News.

“There’s not a whole lot of love out here for the bulls,” said Florer. “I am a seller of rallies until I’m shown otherwise.”

Ricky_66 24-04-09 21:52

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 21238650)
La trimestrale 1Q si è rivelata più o meno in linea con le mie l'aspettative, con una piacevole sorpresa per quanto riguarda l'operating cash flow.Non male se la contestualizziamo nello scenario macroeconomico attuale.

Domani posto il commento.


.....

Ogni promessa è debito .... :D

E perciò ora non ti puoi esimere : posta quindi un tuo commento che sicuramente sarà interessante da leggere OK!

Anche perchè Eni rappresenta invece una parte molto piccola del mio portafoglio e quindi non riesco a seguirla con la dovuta attenzione, come invece farai tu .... ;)

Leite 25-04-09 08:30

di eni si interessano anche dall'altra parte dell'oceano:
http://www.businessweek.com/magazine...7070292770.htm

Capirex85 25-04-09 13:45

Citazione:

Originalmente inviato da Leite (Messaggio 21240170)
di eni si interessano anche dall'altra parte dell'oceano:
http://www.businessweek.com/magazine...7070292770.htm

Come al solito le letture che proponi sono molto interessanti, Leite;)

Capirex85 25-04-09 18:22

Nel 1Q 2009 l'adjusted l'operating profit cala del 36,2% e l'adjusted net profit del 42,2% a causa del crollo del prezzo del petrolio e del calo della domanda europea di gas. Hanno invece parzialmente beneficiato i conti margini di raffinazione più elevati rispetto al 1Q 2008 e l'apprezzamento del dollaro nei confronti dell'euro.

La produzione di idrocarburi risulta in flessione nel primo trimestre dello 0,9% a causa degli tagli alla produzione OPEC e di interruzioni forzate della produzione in Nigeria. Per il 2009 Eni rivede il tasso di crescita della produzione atteso al 2%-2,2% dal 3%. Il tax rate passa dal 45,6% al 48,3%.

I dati migliori delle attese sono dovuti principalmente alla buona tenuta della divisione Gas & Power. Le vendite di gas all'estero beneficiano della acquisizione di Distrigas, mentre in Italia continuano a soffrire la pressione competitiva e il forte calo della domanda dovuto alla recessione in atto.

Nel trimestre le capex si sono attestate a 3,15 mld, in leggero aumento (0.9%). Complessivamente per il 2009 Eni si aspetta di ridurre le capex rispetto al 2009 per preservare il free cash flow e contenere l'aumento del leverage.

L'operating cash flow nei tre mesi si è attestato a 5,4 mld, grazie alla diminuzione di 2,1 mld del capitale di esercizio netto per effetto dell'incremento dei debiti tributari e del fondo imposte netto e alla diminuzione delle rimanenze di gas, parzialmente compesanto dall'aumento del capitale circolante commerciale.

Il free cash flow positivo di 2,1 mld ha consentito di ridurre l'indebitamento netto, che passa da 18,37 mld a 16,52 mld. Questo insieme all'aumento del patrimonio netto ha fatto diminuire il leverage da 0,38 a 0,32. Mi aspetto che questo trend non continui a lungo e che il 2009 venga chiuso con un leverage superiore a quello di fine 2008.

Gli investitori temono una possibile sforbiciata al dividendo per contentenere l'indebitamento o un possibile downgrade del rating ma il forte free cash flow nel trimestre per il momento ha rassicurato il mercato.

Secondo alcuni analisti la società dovrebbe mantere un leverage inferiore a 0,4 per conservare il rating attuale (Aa2 secondo Moody's).

In realtà son convinto che le società di rating guarderanno molto di più l'evoluzione del'OPC e del FCF e le misure di contenimento dei costi adottate per prendere in considerazione un eventuale riduzione di rating.

Sia il taglio del dividendo che la riduzione di rating sono due avvenimenti possibili e vanno presi in considerazione, ma son già parzialmente scontati nei prezzi.

UPDATE 2-Italy's Eni Q1 profits collapse, beats forecasts

* Q1 underlying profit 1.76 bln eur vs 1.58 bln eur forecast

* Q1 hydrocarbon output down 1 pct

* Outlook eases fears on dividend, credit rating

By Stephen Jewkes

MILAN, April 24 (Reuters) - Italy's Eni SpA (ENI.MI) said profits collapsed in the first quarter of 2009 but continued a trend of oil producers and service companies suffering less than expected after a $100/barrel collapse in oil prices.

Eni said net profit excluding one-off items and unrealised gains or losses related to changes in inventory values fell 42.2 percent in the quarter, compared with the same period in 2008, to 1.76 billion euros ($2.32 billion).

A Reuters poll of nine analysts had given an average forecast of 1.58 billion euros for the underlying result.

The results and a positive outlook on debt levels would ease concerns about a possible cut in dividend payouts or a credit downgrade, analysts said.


Eni shares rose 5.1 percent to 15.75 euros by 0803 GMT, outperforming a 1.8 percent rise in the DJ Stoxx European oil and gas sector index .SXEP.

On Thursday, U.S. oil majors ConocoPhillips (COP.N) and Occidental Petroleum Corp (OXY.N) also beat analysts' forecasts despite each reporting an 80 percent drop in earnings. [ID:nN23323491]

Earlier this week, U.S. drillers Noble Corp (NE.N) and Nabors Industries (NBR.N), Europe's largest oil services company Saipem (SPMI.MI) and U.S. rival Halliburton (HAL.N) topped analysts' forecasts.

The resilience of oil companies' profits echoes how, when oil prices surged to a record above $147/barrel last July, their record-breaking profits often surprised analysts.

OIL AND GAS OUTSHINES

Eni's outperformance of forecasts was largely driven by a lower-than-expected fall in profits in its gas and power division, said Jason Kenney, oil analyst at ING.


The company sold some low margin Italian gas assets and bought the Belgian gas group Distrigas (DISTy.BR), which enjoys higher margins, Kenney said.

"You've got to take your hat off to them. Their gas strategy appears to be paying out."

Eni said oil and gas production in the period fell 1 percent to 1.78 million barrels of oil equivalent per day, as new field start-ups failed to match natural field decline.

Italy's largest listed company by market capitalisation added that project delays and lower gas demand, due to weak economic activity, meant output would grow by under 3 percent this year. In February, Eni said it was targeting 3.5 percent annually from 2008-2012.

Eni is one of the more leveraged European oil majors and investors fear debt, its heavy capital investment obligations, and lower earnings, could force it to reduce dividends.

Eni eased these concerns, Kenney said, by saying it expected to invest less in 2009 than the 14.56 billion euros it spent on capex in 2008.

Eni expects a "slight" rise in leverage by the end of the year from the 38 percent level seen in 2008, assuming a Brent forecast of $43/barrel.


A gearing level below 40 percent is needed to protect Eni's credit rating, so this implies dividends were safe this year, David Thomas, oil analyst at Citigroup said in a research note.


Eni said it believed projected leverage at year-end will be adequate to support its current credit rating. A downgrade would push up borrowing costs. (Additional reporting by Tom Bergin in London; Editing by Simon Jessop and Jon Loades-Carter) ($1=.7592 Euro)

CORRECTED-(OFFICIAL)-Eni 2009 production up 2-2.2 pct after OPEC

MILAN, April 24 (Reuters) - Italian oil and gas group Eni SpA (ENI.MI) will see hydrocarbon production after OPEC cuts and force majeur effects rise by 2-2.2 percent in 2009, the head of the exploration unit Claudio Descalzi said on Friday.

Descalzi was speaking in a conference call with analysts on Eni's first-quarter results.

In a statement earlier on Friday Eni said it expected hydrocarbon production to grow by around 3 percent for the year. (Reporting by Stephen Jewkes)

Capirex85 25-04-09 18:32

1 Allegato/i
Rendiconto finanziario riclassificato:

Allegato 1058083

Seven Of Nine 25-04-09 19:37

1 Allegato/i
La trimestrale non mi sembra malaccio, Capi secondo te hanno fatto bene a confermare il dividendo?

L'indebitamento è sceso ed è positivo, però ci sono 1,9 miliardi di spesa per l'Opa di Distrigas che vanno sulla prossima trimestrale.

Mi piacerebbe sapere i DETTAGLI sulla variazione del capitale di esercizio relativo alla gestione. E' lì che si gioca la partita! C'è stata una differenza di 2,4 miliardi rispetto all'anno scorso..

Con la ripresa degli indici Eni per ora sembra sottoperformare, succede anche alle altre Oil Majors nei rispettivi indici..

Capirex85 25-04-09 20:33

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 21242939)
La trimestrale non mi sembra malaccio, Capi secondo te hanno fatto bene a confermare il dividendo?

L'indebitamento è sceso ed è positivo, però ci sono 1,9 miliardi di spesa per l'Opa di Distrigas che vanno sulla prossima trimestrale.

Mi piacerebbe sapere i DETTAGLI sulla variazione del capitale di esercizio relativo alla gestione. E' lì che si gioca la partita! C'è stata una differenza di 2,4 miliardi rispetto all'anno scorso..

Con la ripresa degli indici Eni per ora sembra sottoperformare, succede anche alle altre Oil Majors nei rispettivi indici..

Devo ancora finire di leggermi l'annual report... però non vedo particolari problemi per ora. Come ho già detto in precedenza Eni può sopportare livelli di indebitamento ben più alti di quelli attuali.

Se poi la recessione dovesse esterdersi anche nel 2010 e i prezzi del greggio rimangono più a lungo del previsto su questi livelli allora sarebbe decisamente saggio dare una sforbiciata.

I dettagli li puoi vedere nello stato patrimoniale riclassificato nella relazione finanziaria trimestrale sul loro sito (pag 26 del pdf): http://www.eni.it/it_IT/attachments/...marzo-2009.pdf

Giusta l'osservazione sul pagamento dell'OPA di Distrigaz;)

Seven Of Nine 26-04-09 10:31

1 Allegato/i
Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 21243183)

I dettagli li puoi vedere nello stato patrimoniale riclassificato nella relazione finanziaria trimestrale sul loro sito (pag 26 del pdf): http://www.eni.it/it_IT/attachments/...marzo-2009.pdf

Eccolo benissimo!! :bow:

Riduzione delle rimanenze è un fatto positivo.OK!

A parte quello però la differenza pare che l'hanno fatta la variazione dei debiti trubutari. Rinviando il pagamento per una differenza di 1,6 miliardi rispetto al periodo precedente, sono riusciti ad aumentare il cash flow.
Premetto che io non mi aspettavo un rendiconto così buono infatti mi hanno stupito, non solo me ma credo anche il mercato che ha recepito in maniera ottima i dati. Adesso ho capito come hanno fatto a stupirmi.

Senza nulla togliere a nessuno, anzi se riducessero l'indebitamento a questa velocità tutti i trimestri diventerebbero il managment migliore del mondo, come hai detto tu però il leverage non dovrebbe essere destinato ad abbassarsi costantemente nel tempo.

Capirex85 26-04-09 14:48

OPEC, Asia Ministers Call for Oil-Market Oversight (Update2)

By Shigeru Sato and Yuji Okada

April 26 (Bloomberg) -- OPEC and 13 Asian countries urged greater oversight of oil and other commodity markets to prevent a surge in prices after the global economy recovers from the worst recession since World War II.

Participants in a ministerial energy roundtable in Tokyo sought limits on positions in over-the-counter trades and said “excessive” oil-price movements are “undesirable,” according to a statement released after today’s meeting. They also called for “continuous” investments to boost energy supplies.

Asia’s biggest oil users met the world’s largest producers to discuss ways to revive spending and ensure stability in energy prices and supplies after the recession ends. Last year, the U.S. Commodity Futures Trading Commission initiated an investigation to determine whether crude prices reached record levels because of manipulation.

“Greater oversight of over-the-counter trading is challenging,” Ken Hasegawa, a Tokyo-based commodity derivatives sales manager at Newedge, said after the one-day meeting. “I doubt each government of OPEC and Asian countries is able to look into every oil and commodities contract done by banks, traders and speculators, including sovereign wealth funds.”

The Organization of Petroleum Exporting Countries unveiled a plan in January seeking regulations to cap speculative trading by investors who buy oil without planning to use it. Oil futures in New York have gained 16 percent this year and are still 65 percent below the record $147.27 a barrel reached in July 2008.

U.S. Legislation

The U.S. House Agriculture Committee in February approved legislation that would place limits on positions a trader can hold in commodity markets as the government seeks more control over derivatives. At present, such limits on speculative positions exist only for agricultural products. The bill would also enhance the U.S. Commodity Futures Trading Commission’s oversight of credit-default swaps.

At a meeting in London this month, policy makers from the Group of 20 industrial and emerging economies called for stricter limits on hedge funds, executive pay, credit-rating firms and risk-taking by banks.

Qatari Oil Minister Abdullah bin Hamad al-Attiyah and Japanese Trade Minister Toshihiro Nikai co-chaired today’s roundtable, and delegates included Saudi Arabian Oil Minister Ali al-Naimi and International Energy Agency head Nobuo Tanaka.

“We are not yet certain how we will create and control” limits on trading positions,” al-Attiyah said at a press conference in Tokyo. OPEC and Asian governments would need to watch what measures are adopted by the G-20, he said.

‘Join Forces’

“We will take actions to avoid any excessive volatility in commodity futures, and Japan will look into what measures are appropriate,” Nikai said at the briefing. He said oil producing and consuming countries must “join forces” to tackle “supply issues” that may emerge after the world economy recovers.

Paris-based IEA said yesterday falling investments in production may result in a global oil shortage by 2013.

“Investments have dropped, and if this continues, an oil crunch would emerge,” Tanaka, IEA’s executive director, said in an interview in Tokyo. “I can’t rule out the possibility of an oil supply constraint in 2013 and 2014.”

Ministers at the roundtable said oil-producing and consuming countries must stem a decline in exploration and output.

“The drying up of liquidity to fund projects underpinning economic growth in emerging and developing economies has been a significant consequence of the recession,” Saudi Arabia’s al- Naimi said in the text of a speech at today’s meeting.

‘Great Concern’

OPEC members have delayed 35 drilling projects, the Wall Street Journal reported on Feb. 10, citing the group’s Secretary General Abdalla Salem el-Badri. Saudi Arabia and Kuwait have called off or deferred ventures to find new fields, expand existing wells, and build refineries, according to Japan’s trade ministry.

Falling investment “is of great concern, notably for energy-sector projects adversely affected by oil price volatility and lower demand for oil, when long-range commitments of adequate and timely investment flows are needed to ensure future supply,” al-Naimi said.

OPEC, supplier of about 40 percent of the world’s crude, faces a 51 percent plunge in net oil revenue this year, according to the U.S. Energy Department, which estimates the group will earn $476 billion. Spending on new energy production is likely to decline around 20 percent this year, according to the IEA, the Paris-based adviser to 28 nations.


“Low prices and the resulting drop in income of producing countries is creating problems for their economic stability,” al-Attiyah of Qatar said a speech today. “The illiquidity of global financial markets is also making it difficult for companies to invest, even in high-return projects.”

The Asian Energy Ministerial Roundtable meeting is held every two years. The group last met in Riyadh, Saudi Arabia, in May 2007.

Capirex85 12-05-09 15:10

E intanto zitto zitto il petrolio riacciuffa i 60 $ al barile... siamo ai prezzi di inizio 2007.

Capirex85 30-05-09 16:42

Moody's cambia l'outlook sul debito di Eni che passa da stable a negative.

Il problema è fondamentalmente il deterioramento delle condizioni macroeconomiche nel 2009: prezzi degli idrocarburi molto più bassi, minore domanda di gas & elettricità, pressioni competitive nel mercato domestico del gas, margini di raffinazione previsti in deterioramento a causa del rallentamento della domanda. Questo dovrebbe causare una diminuzione dell'operating cash flow e un free cash flow negativo se le capex e il dividendo restano invariati, con conseguente aumento dell'indebitamento, come sottolineato nell'analisi dei risultati 1Q.

Vengono valutate positivamente invece le misure di efficienza orientate a raddopiare i risparmi di 1 mld ottenuti fino ad ora entro il 2012, il profilo finanziario conservativo dovuto ad un indebitamento contenuto e capacità di accedere ai mercati dei capitali anche quando sono chiusi alla maggioranza degli altri emittenti.


Moody's revises rating outlook on ENI Aa2/P-1 ratings to negative


London, 29 May 2009 -- Moody's Investors Service has today revised to negative from stable the outlook on the Aa2/P-1 senior unsecured ratings of ENI S.p.A. (ENI) and guaranteed subsidiaries, and on the Aa3 senior unsecured rating of ENI Lasmo (USA) Inc.

Moody's said that the outlook change to negative from stable reflects the reduced headroom enjoyed by ENI at its current level of ratings following the incremental debt contracted by the group to fund its growth strategy over the past two years and considering the more challenging operating environment currently facing its upstream and gas supply businesses.

Moody's notes that the sizeable investments made by ENI in order to provide a fillip to its hydrocarbon reserve base and production profile as well as further expanding the platform of its international gas supply business have led to a significant increase in the group's financial indebtedness in 2007-08 despite strong operating cash flows boosted by the buoyant oil price environment. Looking ahead, ENI's operating profitability is expected to be constrained by several factors including lower oil and gas prices, tough market conditions prevailing in the gas supply markets, as sales volumes are depressed by the economic recession while competition intensifies in the Italian domestic market, and pressures on refining margins resulting from weaker product demand compounded by the addition of new capacity in the Middle East and Asia.

Combined with the maintenance of a capital expenditure and dividend payment close to 2008 levels, Moody's cautions that this reduced internal cash flow generation, even taking account of a possible improvement in oil prices above the agency's current assumptions ($45 per barrel in 2009, $50 in 2010), may lead the group to report negative free cash flow in 2009 that it may not be able to fully offset with proceeds raised from divestments, including the recent exercise by Gazprom of its call option to purchase a 20% stake in Gazprom Neft and a 51% interest in SeverEnegia as well as the receipt of the EUR1.5bn pro-rata subscription of Snam Rete Gas's capital increase by its minority shareholders. The negative outlook therefore reflects Moody's expectation that ENI's credit metrics may materially deviate in the short-term from the through-the cycle levels considered as commensurate with the group's current baseline credit assessment at the low end of the Aa range, including a Retained Cash Flow to Net Debt ratio of 40%, and consequently headroom within its Aa2 rating will be much reduced.

However, Moody's also reflects positively on the corrective measures taken by management to boost ENI's operating profitability and cash flow generation including new initiatives under its ongoing efficiency programme aimed at doubling the amount of savings to be realised by 2012 compared to the previous EUR1 billion target set for 2010. Moody's acknowledges the underlying resilience to lower oil prices afforded by ENI's Gas & Power business (underpinned by regulated activities yielding a guaranteed return on asset) as well as its competitive lifting costs and the favourable break-even of its new projects due to come on stream in the near to medium term, now the development of the Kashagan project is back on track after significant delays and cost overruns.

Moody's also takes comfort from ENI's traditionally conservative financial policies, as evidenced by a maximum debt to equity target ratio of 40% (on an unadjusted basis), and its favoured access to the capital markets (underpinned by its unique position within the Italian corporate sector), which helps mitigate the group's reliance on the continuing availability of short-term (evergreen) and/or uncommitted lines in addition to medium and long-term committed lines to support its liquidity profile.

In this context, Moody's considers that a stabilisation of the outlook will be predicated upon ENI's ability and willingness to stabilise its debt position and take advantage of a future rebound in operating profitability and cash flow generation to rebuild adequate headroom within the group's current rating.

Moody's previous rating action on ENI was the upgrade of its senior unsecured issuer and long-term debt rating to Aa2 from Aa3 on 23 June 2005 following the introduction of the rating methodology for government-related issuers ("GRIs").

For the assignment of this rating, Moody's has used its methodology for the Global Integrated Oil & Gas Industry, which can be found at www.moodys.com in the Credit Policy & Methodologies directory, in the Ratings Methodologies subdirectory. Other methodologies and factors that may have been considered in the process of rating this issuer can also be found in the Credit Policy & Methodologies directory.

ENI, headquartered in Rome, Italy, is one of the largest diversified oil & gas companies in the world with total proved hydrocarbons reserves of 6.6 billion barrels of oil equivalent, production of around 1.8 million barrels of oil equivalent per day, and operations in over 70 countries.

Seven Of Nine 11-06-09 09:41

Eni: da Consob ok a bond da 1 mld

(ANSA) - ROMA, 11 GIU - Al via i corporate bond Eni, un miliardo di obbligazioni dedicate ai risparmiatori italiani. Lo annuncia lo stesso gruppo petrolifero. La Consob ha dato l'ok al prospetto informativo. Il valore massimo dell'offerta,che si svolgera' dal 15 giugno al 3 luglio,e' aumentabile a 2 mld di euro in caso di eccesso di domanda.Il lotto minimo e' pari a 2.000 euro(con possibili incrementi di 1.000 euro ciascuno),la scadenza e' di 6 anni(luglio 2015)e si potra' scegliere tra tasso fisso e/o variabile.

Capirex85 11-06-09 14:26

La IAE (Agenzia Internazionale dell'Energia) alza per la prima volta negli ultimi 10 mesi l'outlook sulla domanda di petrolio a causa dei primi timidi segnali di una ipotetica ripresa economica, intanto il WTI tocca i 72 dollari al barile a New York, in parte a causa della svalutazione del dollaro.

Nel 2009 la domanda è stimata in calo del 2,9%, maggor calo dal 1981.

IEA Raises Oil Outlook for First Time in 10 Months (Update1)

By Grant Smith

June 11 (Bloomberg) -- The International Energy Agency raised its global oil-demand forecast for the first time in 10 months on signs that the economic slowdown is abating.

The adviser to 28 nations increased its global oil demand estimate for this year by 120,000 barrels a day to 83.3 million barrels a day, driven by consumption in U.S. and China. Consumption worldwide will contract by 2.9 percent from last year, the biggest drop since 1981, the agency said in its monthly report today.

“These revisions do not necessarily imply the beginnings of a global economic recovery, and may only signal the bottoming out of the recession,” the Paris-based agency said. “It’s a fairly modest uptick. Underlying demand levels remain weak.”

Oil prices have climbed 61 percent this year. They traded above $72 a barrel in New York today for the first time in seven months on growing optimism about an economic recovery and as a weaker dollar drives investors toward commodities. Futures in New York rebounded to a seven-month high of $72.30 after the release of the report from as low as $71.32 earlier in the day.

Confidence in the world economy rose for a third month as U.S. job losses slowed and global production improved, a Bloomberg survey of users showed yesterday. A U.S. Labor Department report on June 5 showed the country lost the fewest number of jobs since September last month.

Tighter Fundamentals

Rallying crude prices have been driven by both tighter supply-demand fundamentals and “short-term flows” of speculative capital, David Fyfe, head of the IEA’s oil industry and markets division, said in a phone interview from Paris.

Analysts expect prices to average $61 a barrel in the fourth quarter of this year, according to the median of forecasts compiled by Bloomberg. Goldman Sachs Group Inc. said this month it expects oil to reach $85 by the end of the year,

The outlook for 2009 consumption in the most industrialized countries, the Organization for Economic Cooperation and Development, was raised “marginally” to 45.2 million barrels a day. Inventories of crude and refined products in these nations amounted to 62 days of demand as of the end of April.

The forecast change in demand was countered by expectations for higher output from outside the Organization of Petroleum Exporting Countries.

Russia, Colombia

The IEA increased its 2009 forecast for non-OPEC supply by 170,000 barrels a day from last month because of higher-than- expected growth in Russia and Colombia, and improved performance in the North Sea. Still, Non-OPEC output will fall by 100,000 barrels a day this year to about 50.5 million barrels a day.


OPEC boosted output for a second month in May, according to the IEA, even as the group pledged to fully enact record supply cuts announced last year.

The 11 OPEC nations bound by production quotas pumped 25.96 million barrels of crude oil a day last month, 110,000 a day more than in April, the IEA said. The group’s official limit is 24.845 million a day. That means OPEC completed 74 percent of its promised reduction, compared with 76 percent in April.

OPEC will meet Sept. 9 in Vienna to review production quotas. It agreed in March to keep supply unchanged as members continue to implement reductions agreed last year, totaling 4.2 million barrels a day, to stem plunging prices.

All 12 OPEC members, including Iraq, will need to supply about 27.7 million barrels of crude a day this year to meet global demand, the IEA report showed. That’s a reduction of 200,000 barrels a day from last month’s assessment because of stronger non-OPEC output.

Saudi Output

Those same 12 OPEC members pumped 28.38 million barrels a day in May, 160,000 barrels a day more than the previous month, according to the IEA. Crude output in Saudi Arabia, OPEC’s biggest producer, rose to 8.05 million barrels a day in May, from 8 million a day in April.

Oil stored on tankers globally declined by about 27 percent to 85 million barrels in May as higher prices reduced the incentive to keep crude, the agency said.

Mirkopor 11-06-09 17:21

ho letto anche io dell'emissione corporate di Eni rivolta ai privati...
nel fine settimana darò un'occhiata ai bilanci Eni per farmi un'idea di come sta messa. Non la seguo da 10 anni perchè i giganti non mi piacciono per le azioni. Ma per i bond è diverso.
Ciao

SixSigmaBrazil 11-06-09 17:23

Citazione:

Originalmente inviato da Mirkopor (Messaggio 21820175)
ho letto anche io dell'emissione corporate di Eni rivolta ai privati...
nel fine settimana darò un'occhiata ai bilanci Eni per farmi un'idea di come sta messa. Non la seguo da 10 anni perchè i giganti non mi piacciono per le azioni. Ma per i bond è diverso.
Ciao

col nuovo logo sono vincenti

Capirex85 11-06-09 17:38

Citazione:

Originalmente inviato da Mirkopor (Messaggio 21820175)
ho letto anche io dell'emissione corporate di Eni rivolta ai privati...
nel fine settimana darò un'occhiata ai bilanci Eni per farmi un'idea di come sta messa. Non la seguo da 10 anni perchè i giganti non mi piacciono per le azioni. Ma per i bond è diverso.
Ciao

Se scorri le pagini indietro del thread trovi molto materiale sulla situazione finanziaria di Eni.

Il tasso variabile potrebbe essere interessante, dipende dallo spread che offrono, il TF è troppo lungo per questa fase del ciclo obbligazionario (6 anni.. se riparte l'inflazione sono dolori).

Come solidità siamo a livelli molto alti, più su ci sono solo sovreign come USA, Germania, Giappone, Italia e Francia.

Capirex85 11-06-09 17:47

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 20675764)
A questi prezzi mi sento di dire che Eni è un buon investimento per il cassettista. Non è difficile indovinare chi sarà il vincitore tra 10 anni tra chi compra titoli di stato decennali USA e tedeschi che rendono il 3% lordo e chi compra Eni a 12,5. Questo non vuol dire che non possa scendere ancora. La prossima settimana raddopierò la mia posizione.

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 20675764)
Aggiungo: siamo all'apice di un bull market secolare per l'obbligazionario e tutti cosa stanno comprando? Titoli di stato a breve che rendono l'1%-2% lordo. Quando i rendimenti sull'equity sono significativamente più elevati. L'irrazionalità delle persone non finirà mai di stupirmi. Peggio per loro faranno la fine di chi nel 1998-2000 ha comprato azioni.

Sono passati solo 3 mesi da quando scrissi queste frasi... da allora lo S&P 500 ha fatto quasi il 40%, Eni il 51%, il decennale USA ha perso più del 10% e il trentennale USA perso quasi il 30%... :cool:

Mirkopor 12-06-09 09:57

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 21820488)
Se scorri le pagini indietro del thread trovi molto materiale sulla situazione finanziaria di Eni.

Il tasso variabile potrebbe essere interessante, dipende dallo spread che offrono, il TF è troppo lungo per questa fase del ciclo obbligazionario (6 anni.. se riparte l'inflazione sono dolori).

Come solidità siamo a livelli molto alti, più su ci sono solo sovreign come USA, Germania, Giappone, Italia e Francia.

ovviamente tasso variabile! il tasso fisso non ha senso con questo livello basso di tassi, è troppo rischioso su questa scadenza se non per farci trading. Ma per comprare e tenere...variabile.
Però dopo che mi sarò guardato il bilancio, voglio vedere anche il prospetto perchè se me la fanno callable e me la ritirano se tra 2 o 3 anni l'euribor sarà sopra il 5%, allora ci metto meno.
Però per adesso intanto mi guarderò la struttura di Eni poi quella dell'obbligazione.

Capirex85 12-06-09 17:00

Citazione:

Originalmente inviato da Mirkopor (Messaggio 21826617)
ovviamente tasso variabile! il tasso fisso non ha senso con questo livello basso di tassi, è troppo rischioso su questa scadenza se non per farci trading. Ma per comprare e tenere...variabile.
Però dopo che mi sarò guardato il bilancio, voglio vedere anche il prospetto perchè se me la fanno callable e me la ritirano se tra 2 o 3 anni l'euribor sarà sopra il 5%, allora ci metto meno.
Però per adesso intanto mi guarderò la struttura di Eni poi quella dell'obbligazione.

Eh bhe certo il prospetto va sempre guardato... meglio evitare brutte sorprese:D

Dubito emettano una obbligazione plain vanilla callable... non la vorrebbe nessuno... però niente è impossibile.

Capirex85 12-06-09 17:06

Lo spread è interessante... un euribor+85 bp attorno a 100 non sarebbe affato male, peccato che il mio intermediario non mi permetta di accedere al collocamento... :mad:

Eni: margine su entrambi bond sarà compreso fra 85 e 135 punti base

Finanzaonline.com - 12.6.09/11:42

Eni ha precisato che, come indicato nel prospetto informativo relativo all´offerta pubblica di sottoscrizione delle obbligazioni Eni riservate ai risparmiatori italiani per un valore complessivo di un miliardo di euro, il margine che contribuirà a determinare il rendimento di entrambe le obbligazioni offerte, a tasso fisso e a tasso variabile, sarà compreso tra gli 85 e i 135 punti base.

Seven Of Nine 12-06-09 19:42

Raga siamo seri... 100 punti base + l'euribor anche se non è callable non mi sembra tutto questo grosso affare se comprato alla pari con quella scadenza.
Cioè se devi gestire un fondo tutto completamente obbligazionario un pensierino ce lo si può fare. Ma in questa fase del ciclo economico e finanziario non mi sentirei di consigliare questo tipo di prodotto finanziario a un mio ipotetico cliente. :no:

Capirex85 12-06-09 20:14

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 21836470)
Raga siamo seri... 100 punti base + l'euribor anche se non è callable non mi sembra tutto questo grosso affare se comprato alla pari con quella scadenza.
Cioè se devi gestire un fondo tutto completamente obbligazionario un pensierino ce lo si può fare. Ma in questa fase del ciclo economico e finanziario non mi sentirei di consigliare questo tipo di prodotto finanziario a un mio ipotetico cliente. :no:

Sono serio... secondo me se le condizioni fossero quelle è buona per la parte obbligazionaria del portafolio, buon rapporto rischio-rendimento.

Non sarà un affare, ma in questa fase dove bisogna evitare come la pesta il tasso fisso lungo è un buon investimento che consentira di cavalcare la risalita dei tassi senza grossi danni.

Senza dubbio la consigliere a un mio ipotetico cliente poco avverso al rischio.

Ferrando 14-06-09 10:02

Durata 6 anni

Tasso fisso proposto da 3,63% a 4,06%
Tasso variabile proposto a quotazioni odierne euribor da 2,33% a 2,83%
Dividendo attuale azione 7%

GRAFICO 10 anni di Euribor a 6 mesi
http://it.euribor-rates.eu/grafici-euribor.asp

Grafico a 6 anni di azione
http://it.finance.yahoo.com/echarts?...urce=undefined

MA siamo proprio sicuri che convenga acquistare l'obbligazione? o conviene dipiù acuistare l'azione?

pinky69 14-06-09 11:28

domani si sale?

Seven Of Nine 14-06-09 11:46

Citazione:

Originalmente inviato da Ferrando (Messaggio 21843506)

MA siamo proprio sicuri che convenga acquistare l'obbligazione? o conviene dipiù acquistare l'azione?

Bene, vedo che qualcuno comincia a farsi le domande giuste ;)

A parte il rapporto rischio-rendimento che io personalmente vedo propendere per l'azione; c'è anche la questione della liquidità del titolo, gli spread di negoziazione del bond non sono come quelli del titolo azionario. :no:

Ps: Non ho niente contro i bond di Eni nello specifico, avrei fatto lo stesso ragionamento (a parità di termini del bond) se fosse di Total..

Capirex85 14-06-09 17:43

Citazione:

Originalmente inviato da Ferrando (Messaggio 21843506)
MA siamo proprio sicuri che convenga acquistare l'obbligazione? o conviene dipiù acuistare l'azione?

Sono due strumenti diversi... l'equity soffre il rialzo dei tassi... l'obbligazione a tasso variabile no.

Sono due componenti che hanno un ruolo molto diverso all'interno dell'equilibrio del portafoglio.

Senza contare che non tutti sono adatti all'investimento azionario... alcuni non riescono a sopportare cali del 40%-50% nei propri investimenti mantenedo il sangue freddo.

Rispondo ad Antor che mi aveva mandato un PM chiedendomi se vale la pena acquistare Eni adesso:

La mia idea è che Eni in questo momento è abbastanza vicina al suo fair value calcolato in modo conservativo. Se ci sarà una correzzione generale dell'equity non lo posso prevedere, non sono un cartomante, ma siccome veniamo da un forte rimbalzo è necessario suggerire cautela.

Quindi... o rischi e aspetti una eventuale correzione, che potrebbe non esserci, oppure entri in modo graduale, metti un chip adesso e uno in caso di un eventuale storno.

Se sei a secco di azionario in portafoglio opterei la seconda scelta, se invece ne hai già in abbondanza opterei per la prima.

Capirex85 14-06-09 17:46

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 21843944)
A parte il rapporto rischio-rendimento che io personalmente vedo propendere per l'azione; c'è anche la questione della liquidità del titolo, gli spread di negoziazione del bond non sono come quelli del titolo azionario. :no:

Con un flottante di 1-2 mld di euro non vedo particolari problemi sul bid-ask spread:D

Seven Of Nine 14-06-09 18:35

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 21845273)
Con un flottante di 1-2 mld di euro non vedo particolari problemi sul bid-ask spread:D

No, io dico dopo sulla negoziazione post-emissione. In genere i bonds non hanno la liquidità delle azioni.

Capirex85 15-06-09 13:40

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 21845508)
No, io dico dopo sulla negoziazione post-emissione. In genere i bonds non hanno la liquidità delle azioni.

E' vero che non hanno la liquidità delle azioni (a parte i titoli di stato...) ma su una emissione di 1-2 mld il bid-ask dovrebbe comunque essere limitato... e poi al limite ci si mette in lettera e si aspetta che il pesce abbocchi... per me ha sempre funzionato.

Mirkopor 16-06-09 10:21

85 pb di spread mi convincono poco pure a me. Ho sottoscritto 2.000 (taglio minimo) giusto per diversificare il portafoglio, ma la quota maggiore la comprerò sul mercato se vedo che la liquidità è ok. Tanto le commissioni l'ho basse :)
Dal punto di vista del bilancio, mi sembra che Eni sia piuttosto tranquilla in questo momento ed una diversificazione ci sti bene.
comunque come consiglio generale: non mettete mai più del 5% dei vostri risparmi in obbligazioni corporate di un singolo emittente. Massimo 10% se siete proprio ottimisti, ma è già tanto.

Capirex85 16-06-09 19:27

Citazione:

Originalmente inviato da Mirkopor (Messaggio 21862494)
85 pb di spread mi convincono poco pure a me. Ho sottoscritto 2.000 (taglio minimo) giusto per diversificare il portafoglio, ma la quota maggiore la comprerò sul mercato se vedo che la liquidità è ok. Tanto le commissioni l'ho basse :)
Dal punto di vista del bilancio, mi sembra che Eni sia piuttosto tranquilla in questo momento ed una diversificazione ci sti bene.
comunque come consiglio generale: non mettete mai più del 5% dei vostri risparmi in obbligazioni corporate di un singolo emittente. Massimo 10% se siete proprio ottimisti, ma è già tanto.

Cosa ti aspettavi su un tv a 6 anni di un'azienda con questa solidità? E' meglio degli strumenti simili che si trovano sul mercato;)

Questa obbligazione appena quotata probabilmente schizzerà su di un un paio di punti percentuali.

Io sinceramente mi aspettavo addirittura meno.

Mirkopor 17-06-09 13:04

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 21871886)
Cosa ti aspettavi su un tv a 6 anni di un'azienda con questa solidità? E' meglio degli strumenti simili che si trovano sul mercato;)

Questa obbligazione appena quotata probabilmente schizzerà su di un un paio di punti percentuali.

Io sinceramente mi aspettavo addirittura meno.

hai l'isin di qualche obbligazione a tasso variabile di emittente energetico con rating analogo per fare qualche analisi?
non li conosco gl spread sui corporate, ma ad occhio 85 mi sembrano un po' pochini se viene venduta a 100 di collocamento Uno spread di 135 sarebbe meglio.
Se poi salirà il primo giorno...il ragionamento che ho fatto io è che la richiesta sarà forte e prob daranno il lotto minimo a tutti e chi vuole incrementare lo farà sul mercato subito. Però questo è vero se il prezzo non è TANTO sotto mercato (intendo lo spread) perchè altrimenti magari apre a 99,50 o 99.

Capirex85 17-06-09 17:48

Citazione:

Originalmente inviato da Mirkopor (Messaggio 21880199)
hai l'isin di qualche obbligazione a tasso variabile di emittente energetico con rating analogo per fare qualche analisi?
non li conosco gl spread sui corporate, ma ad occhio 85 mi sembrano un po' pochini se viene venduta a 100 di collocamento Uno spread di 135 sarebbe meglio.
Se poi salirà il primo giorno...il ragionamento che ho fatto io è che la richiesta sarà forte e prob daranno il lotto minimo a tutti e chi vuole incrementare lo farà sul mercato subito. Però questo è vero se il prezzo non è TANTO sotto mercato (intendo lo spread) perchè altrimenti magari apre a 99,50 o 99.

Più che energetico devi guardare oil e gas. Vai sul forum di investire oggi, c'è un monitor con i titoli di questo tipo di emittenti così ti fai un'idea dei tassi che pagano.

Se cerchi qualche emittente su on vista ne trovi sicuramente qualcuno.

135 di spread sarebbe uno spread da junk bond o quasi da preferred stock non callata.

Capirex85 17-06-09 17:51

Come era facile attendersi c'è stato un eccesso di domanda, l'importo emesso viene aumentato da 1 a 2 mld di euro.

Eni estende bond a 2 miliardi di euro per eccesso di domanda

Finanzaonline.com - 17.6.09/11:33


Il Bond Eni a 6 anni con il quale, per la prima volta dal 1995, il gruppo presieduto da Roberto Poli e guidato da Paolo Scaroni si rivolge ai piccoli risparmiatori, ha riscosso in questi giorni così tanto successo che la società ha deciso di estendere fino a 2 miliardi il valore dell'emissione. Eni comunica attraverso una nota, che essendosi verificato un eccesso di domanda, si è avvalsa della prevista facoltà di aumentare il valore nominale massimo complessivo dell'offerta fino ad un importo complessivo massimo di obbligazioni pari a due miliardi di euro. L'estensione era da qualche giorno una scelta quasi obbligata secondo diversi analisti di mercato.

Capirex85 19-06-09 12:18

Eni, Fitch conferma rating Idr e senior a 'AA-', outlook stabile

MILANO, 19 giugno (Reuters) - Fitch Ratings ha confermato i rating a lungo termine di issuer default e senior unsecured di Eni (ENI.MI: Quotazione) ad 'AA-'. L'outlook sull'issuer default rating a lungo termine è stabile. Fitch ha anche confermato gli Idr a breve termine di Eni spa e di Eni Coordination Centre Sa a 'F1+'

I rating di Eni riflettono il forte profilo di business integrato e la posizione competetiva nei mercati del gas domestico ed europeo, spiega l'agenzia di rating.

Ferrando 23-06-09 22:47

Eni vende campi petroliferi in Italia e nel mare del Nord.
Obbligazioni per 2 miliardi di euro.
Ma secondo voi perchè continua a voler far cassa?

Mirkopor 24-06-09 09:52

stanno partecipando ad un'asta per vincere il diritto di estrarre greggio in Iraq. Big money nel caso vincesse.
comunque...tornano alle obbligazioni, vista la grande affluenza ho revocato l'ordine venerdì scorso. Me le compro sul mercato se scendono sennò niente e mi tengo i btp. Troppo entusiasmo mi sa che farà uscire la parte bassa della forchetta.
ciao

Seven Of Nine 24-06-09 11:04

Citazione:

Originalmente inviato da Mirkopor (Messaggio 21961391)
. Troppo entusiasmo mi sa che farà uscire la parte bassa della forchetta.

E' una buona notizia per gli azionisti :clap:

Seven Of Nine 24-06-09 11:10

Citazione:

Originalmente inviato da Ferrando (Messaggio 21959141)
Eni vende campi petroliferi in Italia e nel mare del Nord.
Obbligazioni per 2 miliardi di euro.
Ma secondo voi perchè continua a voler far cassa?

Beh i motivi sono tanti e variegati:

1- Le vacche per Eni e gli energetici sono molto più magre rispetto al 2008 (l'anno scorso è stato per molto tempo sopra i 100$). E la differenza non sono bruscolini in termini di ricavi

2- Acquisizioni da digerire vedi Distrigas

3- Il grosso dividendo che non vogliono mollare neache se viene giù Sant'Ubaldo

4- Convinienza nel finanziarsi in questa fase a tassi abbastanza agevolati

Capirex85 24-06-09 16:52

Citazione:

Originalmente inviato da Mirkopor (Messaggio 21961391)
stanno partecipando ad un'asta per vincere il diritto di estrarre greggio in Iraq. Big money nel caso vincesse.
comunque...tornano alle obbligazioni, vista la grande affluenza ho revocato l'ordine venerdì scorso. Me le compro sul mercato se scendono sennò niente e mi tengo i btp. Troppo entusiasmo mi sa che farà uscire la parte bassa della forchetta.
ciao

85 bs era un buono spread... i btp se son lunghi mi muoverei a venderli al prossimo fly to quality.

Le probabilità che vinca l'asta in iraq sono piuttosto buone, Scaroni è molto abile a gestire le relazioni con i partner esteri, è uno dei suoi punti di forza come manager.

Capirex85 24-06-09 16:53

Citazione:

Originalmente inviato da Ferrando (Messaggio 21959141)
Eni vende campi petroliferi in Italia e nel mare del Nord.
Obbligazioni per 2 miliardi di euro.
Ma secondo voi perchè continua a voler far cassa?

Con il prestito finanziano le capex, mentre l'alienazione di campi petroliferi rientra nella normale gestione di portafoglio.

Mirkopor 25-06-09 15:35

1 Allegato/i
usciti termini forchetta ENi

tasso fisso --- lordo 4% prezzo 99,90. Praticamente è un 4% e l'analogo btp ora prezza un 3,55 circa (se ricordo bene).

tasso variabile euribor +89pb --- vicino al minimo di prezzo.

grazie Eni..ti compro sul mercato se scendi :) sennò....ne compro un'altra :)

Capirex85 30-06-09 17:37

Come volevasi dimostrare... la TV fa registrare sul mercato un prezzo di 101,56;)

http://www.borsaitaliana.it/borsa/qu...503766&lang=it

antor 12-07-09 11:59

siccome si dice

i petroliferi correlati andamento prezzo del petrolio

allora mi domando:

per vedere ENI sopra i 25 euro bisogna avere il prezzo del petrolio sopra come minimo 120 dollari ?

grazie

Capirex85 13-07-09 02:49

Citazione:

Originalmente inviato da antor (Messaggio 22166610)
siccome si dice

i petroliferi correlati andamento prezzo del petrolio

allora mi domando:

per vedere ENI sopra i 25 euro bisogna avere il prezzo del petrolio sopra come minimo 120 dollari ?

grazie

Non è detto... quello che conta sono i free cash flow futuri, che sono influenzati dal prezzo del petrolio ma anche da altri fattori.

Il valore dell'azienda inoltre dipende anche dal livello dei tassi di interesse, questo vale per qualsiasi attività: azioni, obbligazioni, immobili.

Più sono alti i tassi di interesse meno valgono le varie attività.

Infine dipende da quando sono ottimisti/pessimisti gli investitori sul futuro dell'azienda, e questo è un fattore molto random che può variare molto nel giro di pochi mesie non ha sempre spiegazioni razionali.

eddy koodoo 13-07-09 19:24

Tassi bassi petrolio in salita azienda solidissima... Bhò ???

Seven Of Nine 31-07-09 10:26

Eccolo qua; sono mesi che dico che quel dividendo non andava bene; ma a quanto pare non ero io ad aver mescolato la Vodka col Latte..:)

Attenzione però, secondo le previsioni non sarà SOLO la lungimiranza del managment a tagliare il dividendo, non sarà tutta farina del sacco di Scaroni; ma avrà un aiutino dalla legge, visto che non posso distribuire un dividendo maggiore dell'utile e non è matematico che l'EPS di quest'anno sia all'altezza del dividendo che avevano annunciato.. :cool:

Eni chiude il primo semestre con utile dimezzato, delude il dividendo

Finanzaonline.com - 31.7.09/10:02

Una prima metà 2009 debole per Eni. Il gruppo del cane a sei zampe ha annunciato questa mattina i risultati intermedi che hanno visto una pesante flessione dell'utile nella prima parte dell'anno e un debole dividendo.
Nel primo semestre del 2009, il gruppo petrolifero italiano ha riportato un calo del risultato netto adjusted del 49,8% a 2,66 miliardi di euro, mentre l'utile netto ha accusato una flessione del 59,5% a 2,74 miliardi. "Nel primo semestre abbiamo rafforzato la nostra posizione nelle aree strategiche e conseguito risultati positivi in uno scenario caratterizzato dalla caduta dei prezzi e della domanda dei prodotti petroliferi". Questo il commento ai conti da parte di Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni. Secondo il numero uno del Cane a sei zampe il portafoglio di business della società ha confermato "la sua solidità grazie in particolare alla buona performance operativa della divisione Gas & Power".
Sulla base dell´esame dei risultati del primo semestre e delle previsioni per l´intero 2009, la proposta di acconto dividendo al Consiglio di Amministrazione del 10 settembre 2009 sarà di 0,50 euro per azione (è stata di 0,65 euro nel 2008) da mettere in pagamento a partire dal 24 settembre con stacco cedola 21 settembre 2009. "In linea con le nostre aspettative per il 2009 e oltre abbiamo scelto un approccio prudente", ha detto Scaroni. "E' per questo - ha aggiunto il top manager - che abbiamo deciso di produrre un acconto dividendo di 0,50 euro per azione, che riteniamo adeguato all'attuale contesto".
Una prudenza che non ha centrato però le aspettative degli analisti di Equita che invece si attendevano un dividendo di 55 centesimi. Ora è "probabile che il consensus di dividendo sull'anno, ancora a 1,28 euro, si ricollochi nell'area 1,10-1-1,15 euro", dichiarano oggi gli esperti della sim milanese, che avevano già una stima di Eps 2009 pari a 1,15 euro.
Fin dai primi scambi di Piazza Affari il titolo Eni si è dimostrato il peggiore del paniere Ftse Mib, evidenziando un calo di oltre 5 punti percentuali. L'azione in questo momento scambia a 16,66 euro cedendo il 5,88%.

3pippo 31-07-09 11:07

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 22358456)
Eccolo qua; sono mesi che dico che quel dividendo non andava bene; ma a quanto pare non ero io ad aver mescolato la Vodka col Latte..:)

Attenzione però, secondo le previsioni non sarà SOLO la lungimiranza del managment a tagliare il dividendo, non sarà tutta farina del sacco di Scaroni; ma avrà un aiutino dalla legge, visto che non posso distribuire un dividendo maggiore dell'utile e non è matematico che l'EPS di quest'anno sia all'altezza del dividendo che avevano annunciato.. :cool:

Eni chiude il primo semestre con utile dimezzato, delude il dividendo

Finanzaonline.com - 31.7.09/10:02

Una prima metà 2009 debole per Eni. Il gruppo del cane a sei zampe ha annunciato questa mattina i risultati intermedi che hanno visto una pesante flessione dell'utile nella prima parte dell'anno e un debole dividendo.
Nel primo semestre del 2009, il gruppo petrolifero italiano ha riportato un calo del risultato netto adjusted del 49,8% a 2,66 miliardi di euro, mentre l'utile netto ha accusato una flessione del 59,5% a 2,74 miliardi. "Nel primo semestre abbiamo rafforzato la nostra posizione nelle aree strategiche e conseguito risultati positivi in uno scenario caratterizzato dalla caduta dei prezzi e della domanda dei prodotti petroliferi". Questo il commento ai conti da parte di Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni. Secondo il numero uno del Cane a sei zampe il portafoglio di business della società ha confermato "la sua solidità grazie in particolare alla buona performance operativa della divisione Gas & Power".
Sulla base dell´esame dei risultati del primo semestre e delle previsioni per l´intero 2009, la proposta di acconto dividendo al Consiglio di Amministrazione del 10 settembre 2009 sarà di 0,50 euro per azione (è stata di 0,65 euro nel 2008) da mettere in pagamento a partire dal 24 settembre con stacco cedola 21 settembre 2009. "In linea con le nostre aspettative per il 2009 e oltre abbiamo scelto un approccio prudente", ha detto Scaroni. "E' per questo - ha aggiunto il top manager - che abbiamo deciso di produrre un acconto dividendo di 0,50 euro per azione, che riteniamo adeguato all'attuale contesto".
Una prudenza che non ha centrato però le aspettative degli analisti di Equita che invece si attendevano un dividendo di 55 centesimi. Ora è "probabile che il consensus di dividendo sull'anno, ancora a 1,28 euro, si ricollochi nell'area 1,10-1-1,15 euro", dichiarano oggi gli esperti della sim milanese, che avevano già una stima di Eps 2009 pari a 1,15 euro.
Fin dai primi scambi di Piazza Affari il titolo Eni si è dimostrato il peggiore del paniere Ftse Mib, evidenziando un calo di oltre 5 punti percentuali. L'azione in questo momento scambia a 16,66 euro cedendo il 5,88%.

perchè no? uso le riserve di utili precedenti.

Seven Of Nine 31-07-09 11:25

Citazione:

Originalmente inviato da 3pippo (Messaggio 22359076)
perchè no? uso le riserve di utili precedenti.

Non l'ho mai visto, ma la mia esperienza è corta, portami un caso di una società quotata in borsa che distribuisce un dividendo maggiore dell'utile conseguito

Comoduca 31-07-09 12:41

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 22359362)
Non l'ho mai visto, ma la mia esperienza è corta, portami un caso di una società quotata in borsa che distribuisce un dividendo maggiore dell'utile conseguito

agli azionisti no, ai soci si.
esempio mediaset nel 2009

Seven Of Nine 31-07-09 13:38

Citazione:

Originalmente inviato da Comoduca (Messaggio 22360578)
agli azionisti no, ai soci si.
esempio mediaset nel 2009

Io parlo di azionisti, cmq chiamandola in causa ecco Mediaset http://www.mediaset.it/investor/azio...dendi_it.shtml

zakzakit 31-07-09 15:32

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 22359362)
Non l'ho mai visto, ma la mia esperienza è corta, portami un caso di una società quotata in borsa che distribuisce un dividendo maggiore dell'utile conseguito

Per esempio Generali nel 2002 ha chiuso con una perdita di 754 milioni ma ha mantenuto il dividendo di 28 centesimi dell'anno precedente.

Per quanto riguarda il dividendo ENI, due riflessioni: primo, ancora una volta si è visto quel che vale il consensus degli analisti; secondo, è meglio non esagerare con il payout quando le cose vanno bene, che poi quando le cose non vanno più così bene hai un po' di margine per evitare scossoni di questo tipo.

Seven Of Nine 31-07-09 16:09

Citazione:

Originalmente inviato da zakzakit (Messaggio 22363215)
Per esempio Generali nel 2002 ha chiuso con una perdita di 754 milioni ma ha mantenuto il dividendo di 28 centesimi dell'anno precedente.

Le banche e le assicuazioni hanno un bilancio diverso; servirebbe un altro esempio... :mmmm: Poi Generali nel 2002 aveva un risultato corrente di +431 milioni; superiore al dividendo; l'utile netto era sceso per minusvalenze da valutazione di investimenti non da negoziazione.

Citazione:

Originalmente inviato da zakzakit (Messaggio 22363215)
Per quanto riguarda il dividendo ENI, due riflessioni: primo, ancora una volta si è visto quel che vale il consensus degli analisti; secondo, è meglio non esagerare con il payout quando le cose vanno bene, che poi quando le cose non vanno più così bene hai un po' di margine per evitare scossoni di questo tipo.

D'accordissimo:yes:, vallo a dire al managment Eni!

Seven Of Nine 03-08-09 10:19

Articolo di Bloomberg sulla trimestrale, qui i dati ufficiali http://www.eni.it/it_IT/attachments/...UGNO-2009.pdf:

Eni Cuts Dividend as Net Slumps 76 Percent on Oil

July 31 (Bloomberg) -- Eni SpA, Italy’s biggest oil company, said it will cut the interim dividend after second- quarter earnings dropped 76 percent on lower demand for crude and fuel.
Net income fell to 830 million euros ($1.17 billion) from 3.44 billion euros a year earlier, the Rome-based company said today in a statement. Adjusted net profit fell 60 percent to 900 million euros, missing an analyst estimate of 1.03 billion euros. Eni fell as much as 6.7 percent in Milan after saying it will cut its interim dividend by 23 percent to 50 cents a share.
Eni, one of five of Europe’s oil majors to report lower results this week along with Royal Dutch Shell Plc, BP Plc, Total SA and Repsol YPF SA, is counting on fields in the Gulf of Mexico, Congo and Turkmenistan to bolster production. The economic downturn has forced oil producers to delay projects and merge units to protect dividends until prices eventually rise.
“Eni’s dividend cut announced today is consistent with its very conservative view of the macro environment for the next two to three years but seriously undermines the investment case, in our view,” Bank of America Corp. analysts including Mark Iannotti said in a note today.
“We struggle to see how Eni can form a robust investor message around this view of the macro or in fact justify many of its long term projects,” Iannotti said, who cut Eni’s rating to “neutral” from “buy.”

Profit Decline

Dividend is the third of three priorities and will be paid as long as Eni can protect a strong credit rating and finance capital spending, Chief Executive Officer Paolo Scaroni said in a conference call today. “We look at our dividend as a way of rewarding our shareholders and we certainly don’t want to jeopardize our growth prospects,” Scaroni said.
New York oil futures fell by more than half to an average less than $60 a barrel in the second quarter from a year earlier as gasoline and diesel consumption slumped. Demand for petroleum-based fuels fell at more than five times the pace of the second-quarter drop in worldwide oil output, according to the International Energy Agency in Paris.
Eni’s second-quarter output fell 2.2 percent to 1.733 million barrels of oil equivalent a day. Output may increase by 2 percent this year, excluding the impact of oil production cuts in member countries of the Organization of Petroleum Exporting Countries, it said in the statement. Eni has said production may increase an average 3.5 percent a year through 2012, down from 4.5 percent in 2008.

Capirex85 03-08-09 21:17

2 Allegato/i
Ed eccoci a commentare la seconda trimestrale di questo 2009 (negli ultimi mesi dal punto di vista dei mercati finanziari parecchio noioso devo dire... i primi mesi del 2009 e gli ultimi del 2008 erano stati molto più interessanti per i value investors:D).
Come anticipato negli ultimi mesi del 2008 il 2009 si conferma un anno difficile e di transazione per tutta l'industria petrolifera, anche a causa del confronto con un eccezionale 2008. Tutte le oil major hanno riportato risultati in netto calo rispetto allo scorso anno ed Eni non fa eccezione.

Cominciamo a esaminare come sono cambiate le condizioni di mercato rispetto allo scorso anno per confrontare e contestualizzare meglio i risultati:

Allegato 1105530

Il prezzo di realizzo del brent e i margini di raffinazione sono crollati a causa della contrazione della domanda e alla contrazione della differenza di prezzo tra greggi pensanti e leggeri. Questo ha seriamente impattato le divisioni E&P e R&M.

La divisione G&P è stata penalizzata dalla diminuizione dei prezzi di realizzo del gas (indicizzati a quelli del petrolio ma con un time lag di 6 mesi) e dalla caduta della domanda di gas e elettricità, specialmente in Italia.
Il consolidamento della controllata Distrigas, acquisita nel 2008, ha avuto un effetto positivo.

Infine la maggior forza dell'euro nei confronti del dollaro rispetto al Q2 2009 ha beneficiato i conti del cane a sei zampe.

Allegato 1105510

Il brusco calo dell'utile netto e dell'utile netto adjusted (ricordo che l'utile netto adjusted non considera le variazioni di valore delle rimanenze - particolarmente sensibili alle variazioni di prezzi del petrolio - e gli special item per consentire un confronto più omogenei tra i risultati degli stessi periodi di anni diversi) è dovuto principalmente al forte ridimensionamento della divisione E&P, il vero driver dei profitti del gruppo (ormai i soldi si fanno nell'upstream, le attività di downstream hanno ritorni sul capitale investito inferiori) e allo stesso tempo anche un business ciclico perchè legato al prezzo del petrolio e del gas.

La divisione G&P si rivela la più più difensiva per via della presenza di business regolamentati.

La divisione petrolchimica registra un'altro trimestre negativo a causa della ciclicità di tutta l'industria chimica e del tremendo calo della domanda che riguarda i prodotti di questa divisione nella recessione attuale.

Continua invece l'ottima performance della divisione Ingegneria & Costruzioni (Saipem), il nostro gioellino della corona.

Da notare che i costi a livello corporate sono aumentati considerevolmente: da 139 mln a 466 mln, qua urge un approfondimento che mi prometto di fare in un secondo momento.

Capirex85 04-08-09 15:42

2 Allegato/i
Allegato 1105881

Il flusso di cassa operativo subisce una brusca contrazione nel secondo trimestre passando da 5,2 mld a 2,2 mld a causa della forte riduzione della redditività ma la generazione di cassa resta a livelli decenti grazie all'ottima gestione del capitale circolante netto, un aspetto chiave per le imprese in un momento difficile per l'economia come questo.

Nel trimestre il flusso di cassa operativo e i disinvestimenti (principalemente attribuibili alla vendita del 20% di Gazprom Neft a Gazprom) non sono stati sufficienti a coprire gli investimenti tecnici e gli investimenti in partecipazioni (principalmente legate all'OPA residuale su Distrigas) e il free cash flow è risultato negativo per 859 mln di euro. Il Free cash flow dei 6 mesi chiusi a giugno resta positivo per 1325 mln grazie alla robusta generazione di cassa nel 1° trimestre e alle dismissioni del 2° trimestre.

Il flusso di cassa del capitale proprio è dovuto principalmente a due compontenti: i dividendi distribuiti agli azionisti Eni e alle minoranze delle controllate del gruppo (che rappresentano un flusso in uscita) e l'aumento di capitale sottoscritto dalle minoranze di Snam rete Gas (che rappresentano un flusso in entrata). Questo giustifica la grossa differenza con lo scorso anno.

Allegato 1105904

Il capitale circolante netto è stato tenuto sotto controllo compensando l'aumento delle rimanenze e la diminuizione dei debiti commerciali con una forte diminuizione dei crediti commerciali.

Purtroppo questo effetto positivo è stato negato dalla diminuizione dei debiti tributari e del fondo imposte netto, ma questo d'altra parte beneficierà i prossimi trimestri.

L'indebitamento finanziario netto resta sui livelli di fine 2008 e aumenta rispetto alla chiusura dell'ultimo trimestre di 1827 mln di euro a causa del deficit di cassa trimestrale causato dal free cash flow e dal flusso del capitale proprio negativi.

Il leverage si conferma a livelli molto conservativi: il debt equity risulta 0,37.

Seven Of Nine 04-08-09 16:27

1 Allegato/i
Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 22392387)
Allegato 1105881


Nel trimestre il flusso di cassa operativo e i disinvestimenti (principalemente attribuibili alla vendita del 20% di Gazprom Neft a Gazprom) non sono stati sufficienti a coprire gli investimenti tecnici e gli investimenti in partecipazioni (principalmente legate all'OPA residuale su Distrigas) e il free cash flow è risultato negativo per 859 mln di euro. Il Free cash flow dei 6 mesi chiusi a giugno resta positivo per 1325 mln grazie alla robusta generazione di cassa nel 1° trimestre e alle dismissioni del 2° trimestre.

Perchè usi il rendiconto finanziario taroccato??:confused: Perchè fai come Scaroni e modifichi la nozione di Free-Cash-Flow??:confused: Questo è il rendiconto finanzario secondo i principi contabili internazionali..

Capirex85 04-08-09 18:50

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 22393123)
Perchè usi il rendiconto finanziario taroccato??:confused: Perchè fai come Scaroni e modifichi la nozione di Free-Cash-Flow??:confused: Questo è il rendiconto finanzario secondo i principi contabili internazionali..

Taroccato? E' una semplice riclassificazione che consente una maggiore compresione dei dati non c'è nulla di strano. Usa quello che vuoi i dati di partenza sono gli stessi.

Il free cash flow si può calcolare in mille modi, si usa la formula che ha più senso a seconda dei casi.

Se non ti va la mia usa la tua, non fa nessuna differenza per me.

Se hai finito di fare il bambino con queste stupidaggini adesso magari possiamo andare avanti a discutere in modo costruttivo, senò vai per la tua strada e io vado per la mia, per me non c'è nessun problema.

Magari posta la tua di analisi, invece di continuare a fare copia incolla di articoli senza uno straccio di commento.

Seven Of Nine 04-08-09 20:51

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 22395060)
Taroccato? E' una semplice riclassificazione che consente una maggiore compresione dei dati non c'è nulla di strano. Usa quello che vuoi i dati di partenza sono gli stessi.

Il free cash flow si può calcolare in mille modi, si usa la formula che ha più senso a seconda dei casi.

Se non ti va la mia usa la tua, non fa nessuna differenza per me.

Se hai finito di fare il bambino con queste stupidaggini adesso magari possiamo andare avanti a discutere in modo costruttivo, senò vai per la tua strada e io vado per la mia, per me non c'è nessun problema.

Magari posta la tua di analisi, invece di continuare a fare copia incolla di articoli senza uno straccio di commento.

Frena frena non ti devi mica offendere, non è assolutamente quello il mio intento. :no:

Il rendiconto finanziario è un documento ufficiale e obbligatorio per le società quotate in borsa e non lo si può redigere se non secondo delle regole standard uguali per tutti. Infatti quello che ho postato io è presente nel documento ufficiale non per caso, ma per legge. Se poi la società decide di commentare i dati sulla sua riclassificazione non vuol dire che un analista debba seguire quella, anche perchè non potrebbe confrontare i risultati con nessun'altra società. Non stiamo dicendo che quella che ho postato io è la riclassificazione mia, quella che ho postato io è il rendiconto finanziario ufficiale; come fanno tutte le società. :yes:

Il Free-Cash-Flow lo hanno voluto reinventare in casa Eni, ma non si calcola in quel modo. Il Free-Cash-Flow è dato da cassa da attività operative - capex.
E anche questo non è che l'ho deciso io, è uniformamente riconosciuto a livello internazionale; se poi qualche società italiana vuole cambiare e fare di testa sua è un altro discorso. :cool:

Non sapevo che la mia analisi fosse così tanto richiesta, la posterò con piacere. Ripeto le mie critiche non sono certo verso di te, siamo tutti sulla stessa barca infondo e penso che tu sia uno degli utenti più preparati con il quale ho il piacere di confrontarmiOK!, le mie critiche vanno verso il managment di Eni.

Capirex85 04-08-09 21:19

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 22396046)
Il rendiconto finanziario è un documento ufficiale e obbligatorio per le società quotate in borsa e non lo si può redigere se non secondo delle regole standard uguali per tutti. Infatti quello che ho postato io è presente nel documento ufficiale non per caso, ma per legge. Se poi la società decide di commentare i dati sulla sua riclassificazione non vuol dire che un analista debba seguire quella, anche perchè non potrebbe confrontare i risultati con nessun'altra società. Non stiamo dicendo che quella che ho postato io è la riclassificazione mia, quella che ho postato io è il rendiconto finanziario ufficiale; come fanno tutte le società. :yes:

Non c'è niente di male a riclassificare i dati, molti analisti lo fanno e nelle università nei corsi di analisi finanziaria insegnano a fare anche le riclassificazioni, perchè i prospetti riclassificati mettono in luce cose che i prospetti di base non fanno.

Ad esempio la riclassificazione dello stato patrimoniale è usata per mettere in luce quali fonti l'impresa usa per finanziare le varie classi di attivo, cosa che non si vede dal prospetto predisposto secondo norma di legge.

La legge fa predisporre alle imprese i prospetti di base perchè sono il punto di partenza per fare le riclassificazioni, ma non è detto che quella sia sempre e comunque la forma più esplicativa, anzi.

Ho usato quello riclassificato perchè lo ritenevo personalmente più esplicativo nello spiegare la variazione di cassa e dell'indebitamento finanziario netto. Tutto qua. Poi non è detto che sia il modo migliore ovviamente, ma per me aveva senso e lo ha tuttora.

Capirex85 05-08-09 01:21

1 Allegato/i
Allegato 1106199

L'operating cash flow semestrale subisce un calo del 23% passando da 9,9 mld a 7,6 mld. Per ora l'aumento dell'indebitamento che avevo pronosticato dopo i risultati del 4Q2008 non si è verificato solamente grazie alle dismissioni e alla sottoscrizione delle minoranze di Snam rete Gas dell'aumento di capitale che hanno contribuito ha finanziare investimenti tecnici, finanziari e dividendi.

Per i restanti trimestri del 2009 mi aspetto ancora vacche magre e cash flow in contrazione rispetto al 2008 e un aumento dell'indebitamento finanziario netto e del debt/equity, anche se a quanto pare le condizioni dell'economia si stanno stabilizzando e le cose dovrebbero via via migliorare con la ripresa dei corsi del greggio. Ci sono le condizioni per sperare in un più ricco 2010 e in anni successivi molto interessanti quando l'economia si sarà ripresa del tutto. Intanto l'importante è continuare a piazzare i tasselli per realizzare la strategia aziendale per incrementare i vantaggi competitivi aziendali e di conseguenza i futuri cash flow.

Discorso dividendo: il taglio ci può stare e si è scelto di dare assoluta precedenza alle capex e al mantenimento del rating, scelta conservativa del management che non mi sento di criticare, dopotutto si tratta di un dividendo intermedio e meglio rimandare la decisione a febbrario quando si avrà un'idea più chiara di come potrà essere il 2010.
Il mercato reagisce d'impulso ma nel lungo periodo sopravvive solo chi è conservativo.

PS: se è possibile un moderatore può spostare questo post sotto gli altri 2? Per dare uniformità all'analisi. Grazie

Capirex85 05-08-09 11:58

Nonostante il brusco calo del cash flow operativo in questa prima metà del 2009 Total e Eni continuano a dare priorità agli investimenti per non compromettere la crescita futura della produzione, anche a scapito del dividendo. Per ora i piani di investimento subiscono solo lievi revisioni.

La produzione soffre nel secondo trimestre a causa dei tagli OPEC e della diminuizione dei consumi.

WRAPUP 2-Total, Eni trim spending outlook as profits slump

* Total net profit down 54 pct, Eni's falls 60 pct

* Eni trims interim dividend, Total keeps payout unchanged

* Eni sees "slight decline" in 14 bln eur 2009 spending

* Total says to be "in line or below" $18 bln FY capex goal

* Eni shares fall 6.5 pct, Total down 3.3 pct

(Adds analyst reaction, production details)

By Marcel Michelson and Danilo Masoni

PARIS/MILAN, July 31 (Reuters) - Total (TOTF.PA) and Eni (ENI.MI) kept a tight rein on dividends and warned they might trim investment spending as they joined a string of oil majors reporting sharply lower profits and falling output.
The French and Italian groups pledged to keep investing to find and produce new resources, but said they might not spend as much as they had previously budgeted as the industry grapples with weak energy demand, excess capacity and lower oil prices.
On Thursday, Royal Dutch Shell (RDSa.L) said it would tackle the tough trading environment with billions of dollars of cost savings, but said it could keep growing its dividend, while Spain's Repsol (REP.MC) unveiled plans to slash 2009 spending by over 10 percent.
Total, the world's fourth-biggest non government-owned oil group, said on Friday it would be "in line or below" an $18 billion investment goal for 2009 as the group reported a 54 percent drop in underlying net profit to 1.72 billion euros.
It kept its payout to shareholders flat, with an interim dividend of 1.14 euros per share and said it was fully focused on cost-cutting efforts.
Eni, 30 percent owned by the Italian state, cut its half-year dividend to 0.5 euro per share from last year's 0.65 euros
, disappointing investors who pushed ENI shares 6.33 percent lower to 16.58 euros by 1111 GMT.
"Dividend expectations were still high, and this is why we sell (Enel shares). It is sure it (full-year dividend) will not reach 1.30 euros per share," said an analyst with an investment bank in Milan, who asked not to be named.
Chief Executive Paolo Scaroni said a decision on the 2009 dividend would not be taken before February, but said if it repeated the first-half profit performance in the second half it would "very likely" mean a repeat of the interim dividend.
Scaroni also said Eni would continue to invest as planned but that there would be a slight decline in 2009 investments to 14 billion euros compared with 2008.
"Our major target is to grow, and we want to continue to invest," he said in response to a question on whether Eni was trimming its dividend to build a "war chest", which he denied.

Eni said it had achieved savings of 1.2 billion euros by the end of June as the Italian group reported a 60 percent drop in adjusted second-quarter net profit to 902 million euros.
Investors are increasingly concerned about weak cash flows at oil majors, which pushed up debt levels, dealers have said, but any cut in investment, though a short-term positive for shareholders, could prove counterproductive further down the line.

FALLING PRODUCTION
After a peak of $147 a barrel in July 2008, oil prices have been hit by falling consumption due to the global economic crisis, and though they have nearly doubled since a January trough to just under $67/bbl on Friday, industry leaders are downbeat on energy demand this year.
Total shares were down 2.84 percent at 38.86 euros, in a European oil and gas .SXEP sector down 1.9 percent, with traders citing a disappointing earnings and production update as well as moves by investors switching out of the energy sector.
"Production was very weak ... leaving questions surrounding the purported growth of the company," said an analyst who declined to be named.
Oil and gas production fell for both Total and Eni in the second quarter, mainly due to OPEC cuts and other stoppages.
The French group reported a 7.3 percent year-on-year drop in second-quarter output to 2.18 million barrels of oil equivalent per day (boepd), while Eni's fell 2.2 percent to 1.73 million.
Eni would have to work hard to achieve its target of a 2 percent growth in 2009 oil and gas production. Analysts had expected Eni to keep its output steady after having lowered its target from 3 percent earlier this year.
"It ... will require an effort in the second half because there has not been this growth at the end of June," Scaroni said.
In 2008, Total stopped giving medium-term production targets after gradually trimming its goal to an increase of about 3 percent in oil and gas production between 2006 and 2010. (Additional reporting by Stephen Jewkes and Giancarlo Navach in Milan, writing by Tiziana Barghini; Editing by Marie Maitre/Will Waterman)

Seven Of Nine 05-08-09 17:11

Ecco la mia sul rendiconto finanziario, pagina 89 del documento.:)

http://www.eni.it/it_IT/attachments/...IUGNO-2009.pdf

Da tempo dico che il dividendo Eni era troppo largo e inopportuno visto che condizioni di mercato, pare che il managment se ne è accorto solo adesso.
In forte ritardo direi, il crude ha iniziato a collassare a luglio 2008, Scaroni si è svegliato l'altro ieri, con conseguente purghetta del mercato. :censored:

I risultati sono che nei primi sei mesi del 2009 Eni ha pagato un dividendo al di sopra di un livello ragionevole. Il Free-Cash-Flow nel semestre si è attestato sui 1'562 milioni. La spesa per i dividendi si è attestata sui 2'613 milioni; circa 1 miliardo in più rispetto al Free-Cash-Flow, non esattamente bruscolini.
Pochi mesi fa, nonostante la crisi il managment aveva dichiarato la volontà di far rimanere invariato il dividendo a 1,30 con due trance da 0,65.
Strano che a febbraio promuove il saldo da 0,65 e adesso per l'acconto dopo 5 mesi lo taglia a 0,50 per l'anno successivo. :specchio:A febbraio le prospettive erano molto più nere di adesso, l'oil era molto più in basso di adesso, perchè non fare il contrario? O perchè non distribuire dividendi su livelli ragionevoli invece di esagerare nonostante la situazione non lo permetta?:confused:
Tanto per fare un esempio, Total è un oil company più grande di Eni, la sua spesa per i dividendi è stata sui 2'686 milioni di euro, praticamente pari a quella di Eni.
Cmq tornando sulla questione Free-Cash-Flow e Dividendi, qualcuno potrebbe dire: "Ehi Seven tu dici così perchè non ti piace Eni ma anche Total ha distribuito un dividendo superiore al suo Free-Cash-Flow, sei solo un trasalpino di *****".:D
E io dirò: "Non è la stessa cosa pischello:cool:, perchè Eni ha in cassa solo 1,3 miliardi di euro" la metà della spesa per il dividendo. "Total ha in cassa 14,2 miliardi di euro; più di 10 volte la cassa di Eni". Ma ha pagato lo stesso dividendo, qualcuno l'ha fatta fuori dal vasino e questa vuolta dubito siano stati i transalpini. :cool:

raf72 05-08-09 17:19

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 22406658)
Ecco la mia sul rendiconto finanziario, pagina 89 del documento.:)

http://www.eni.it/it_IT/attachments/...IUGNO-2009.pdf

Da tempo dico che il dividendo Eni era troppo largo e inopportuno visto che condizioni di mercato, pare che il managment se ne è accorto solo adesso.
In forte ritardo direi, il crude ha iniziato a collassare a luglio 2008, Scaroni si è svegliato l'altro ieri, con conseguente purghetta del mercato. :censored:

I risultati sono che nei primi sei mesi del 2009 Eni ha pagato un dividendo al di sopra di un livello ragionevole. Il Free-Cash-Flow nel semestre si è attestato sui 1'562 milioni. La spesa per i dividendi si è attestata sui 2'613 milioni; circa 1 miliardo in più rispetto al Free-Cash-Flow, non esattamente bruscolini.
Pochi mesi fa, nonostante la crisi il managment aveva dichiarato la volontà di far rimanere invariato il dividendo a 1,30 con due trance da 0,65.
Strano che a febbraio promuove il saldo da 0,65 e adesso per l'acconto dopo 5 mesi lo taglia a 0,50 per l'anno successivo. :specchio:A febbraio le prospettive erano molto più nere di adesso, l'oil era molto più in basso di adesso, perchè non fare il contrario? O perchè non distribuire dividendi su livelli ragionevoli invece di esagerare nonostante la situazione non lo permetta?:confused:
Tanto per fare un esempio, Total è un oil company più grande di Eni, la sua spesa per i dividendi è stata sui 2'686 milioni di euro, praticamente pari a quella di Eni.
Cmq tornando sulla questione Free-Cash-Flow e Dividendi, qualcuno potrebbe dire: "Ehi Seven tu dici così perchè non ti piace Eni ma anche Total ha distribuito un dividendo superiore al suo Free-Cash-Flow, sei solo un trasalpino di *****".:D
E io dirò: "Non è la stessa cosa pischello:cool:, perchè Eni ha in cassa solo 1,3 miliardi di euro" la metà della spesa per il dividendo. "Total ha in cassa 14,2 miliardi di euro; più di 10 volte la cassa di Eni". Ma ha pagato lo stesso dividendo, qualcuno l'ha fatta fuori dal vasino e questa vuolta dubito siano stati i transalpini. :cool:

analisi praticamente perfetta.......:yes:OK!previsioni sul futuro...???:confused:

Seven Of Nine 05-08-09 20:50

Citazione:

Originalmente inviato da raf72 (Messaggio 22406814)
previsioni sul futuro...???:confused:

Beh in un mercato toro con il petrolio in rialzo non è che consiglio di andare in short perenne su Eni.:D Ma sono convinto che per sfruttare il rialzo del crude ci siano altri cavalli su cui puntare anche perchè da qui a fine anno non so quanto ci scommetterei che Eni riesca a battere i benchmark(s) di riferimento.
Mia personale opinione ovviamente ;)

Nautilus70 05-08-09 21:42

Io, capendo poco di bilanci e quasi niente di (free) cash flow, faccio un'analisi molto molto semplice.

Il prezzo del petrolio a 70$ e' troppo alto, visto che e' possibile estrarlo dal carbone a 40$. Quindi prendo come riferimento prudenziale un oil a 25$ (poco piu' di 10 anni fa e' stato e' stato anche a 12).

Con tale quotazione del petrolio, Eni faceva 1,20 euro di utile per azione. Per avere un p/e di 10 (o minore) anche con scenario negativo Eni la devo pagare non piu' di 12 euro.

Guarda caso con 12 euro abbiamo anche un p/bv di 1... io preferisco p/bv ~0,50 ma per un colosso come Eni posso pagare di piu'.

Quindi il mio target price di primo acquisto e' 12 euros OK!

latooscuro 05-08-09 22:05

AHAHAHA.......
Berlusconi domani in Turchia per firma su gasdotto South Stream

Reuters - 05/08/2009 21:03:12



ROMA, 5 agosto (Reuters) - Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, parteciperà domani ad Ankara alla cerimonia per la firma di accordi di cooperazione nel settore energetico tra la Federazione Russa e la Turchia. Lo ha detto in serata Palazzo Chigi in una nota.

Gli accordi riguarderanno la costruzione del gasdotto South Stream, a cui partecipa Eni (ENI.MI).

La Turchia acconsentirà "in linea di principio" a che il gasdotto South Stream passi per le sue acque territoriali, e la data di inizio lavori dovrebbe venire fissata nel protocollo che i rappresentanti di Mosca e Ankara firmeranno domani, come ha riferito stamani un funzionario russo, alla vigilia del viaggio in Turchia del primo ministro russo, Vladimir Putin.

Il gasdotto permetterà il transito del gas russo attraverso le acque turche del Mar Nero.

nemo17 05-08-09 23:04

Citazione:

Originalmente inviato da Nautilus70 (Messaggio 22409403)
Io, capendo poco di bilanci e quasi niente di (free) cash flow, faccio un'analisi molto molto semplice.

Il prezzo del petrolio a 70$ e' troppo alto, visto che e' possibile estrarlo dal carbone a 40$. Quindi prendo come riferimento prudenziale un oil a 25$ (poco piu' di 10 anni fa e' stato e' stato anche a 12).

Con tale quotazione del petrolio, Eni faceva 1,20 euro di utile per azione. Per avere un p/e di 10 (o minore) anche con scenario negativo Eni la devo pagare non piu' di 12 euro.

Guarda caso con 12 euro abbiamo anche un p/bv di 1... io preferisco p/bv ~0,50 ma per un colosso come Eni posso pagare di piu'.

Quindi il mio target price di primo acquisto e' 12 euros OK!

Azz..petrolio a 25 dollari la vedo dura. La crescita demografica ed economica di Cina ed India sarà devastante e tra breve potrebbe aggiungersi anche l'Africa...per non parlare del mondo occidentale quando il mercato ripartirà.
I problemi legati all'estrazione del petrolio e al suo esaurimento invece rimangono tutti molto attuali.

Capirex85 05-08-09 23:31

Citazione:

Originalmente inviato da Nautilus70 (Messaggio 22409403)
Io, capendo poco di bilanci e quasi niente di (free) cash flow, faccio un'analisi molto molto semplice.

Il prezzo del petrolio a 70$ e' troppo alto, visto che e' possibile estrarlo dal carbone a 40$. Quindi prendo come riferimento prudenziale un oil a 25$ (poco piu' di 10 anni fa e' stato e' stato anche a 12).

Con tale quotazione del petrolio, Eni faceva 1,20 euro di utile per azione. Per avere un p/e di 10 (o minore) anche con scenario negativo Eni la devo pagare non piu' di 12 euro.

Guarda caso con 12 euro abbiamo anche un p/bv di 1... io preferisco p/bv ~0,50 ma per un colosso come Eni posso pagare di piu'.

Quindi il mio target price di primo acquisto e' 12 euros OK!

Forse è meglio che inizi ad interessanti di bilanci e di free cash flow va:D;)

Leite 06-08-09 20:00

Rogers e Buffett sullo studio delle aziende:
http://www.gurufocus.com/news.php?id=63409

Nautilus70 06-08-09 22:00

Citazione:

Originalmente inviato da nemo17 (Messaggio 22409885)
Azz..petrolio a 25 dollari la vedo dura. La crescita demografica ed economica di Cina ed India sarà devastante e tra breve potrebbe aggiungersi anche l'Africa...per non parlare del mondo occidentale quando il mercato ripartirà.
I problemi legati all'estrazione del petrolio e al suo esaurimento invece rimangono tutti molto attuali.

Non dico che il petrolio va a 25$.

Ma imposto un terget price su Eni a un livello tale (12 euro) che avro' comunque un buon rendimento ANCHE SE il petrolio va a 25$.

Capirex85 06-08-09 22:24

Citazione:

Originalmente inviato da Nautilus70 (Messaggio 22421985)
Non dico che il petrolio va a 25$.

Ma imposto un terget price su Eni a un livello tale (12 euro) che avro' comunque un buon rendimento ANCHE SE il petrolio va a 25$.

Messa giù così il discorso torna di più.

Però se posso permettermi di farti un'osservazione forse è un pò superficiale dire petrolio 25$ = EPS Eni 1,2 euro, ci sono un sacco di altre variabili che entrano in gioco... cambio euro-dollaro, livello della produzione, margini di raffinazione, domanda di gas e elettricità etc... e poi ora gli ammortamenti sono probabilmente maggiori, gli oneri finanziari con tutta probabilità son diversi, il tax rate può cambiare di anno in anno... ci sono mille fattori da considerare... e soprattutto quello conta è l'operating cash flow e il livello delle capex non gli utili per azione:)

Nautilus70 06-08-09 23:22

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 22422185)
Messa giù così il discorso torna di più.

Però se posso permettermi di farti un'osservazione forse è un pò superficiale dire petrolio 25$ = EPS Eni 1,2 euro, ci sono un sacco di altre variabili che entrano in gioco... cambio euro-dollaro, livello della produzione, margini di raffinazione, domanda di gas e elettricità etc... e poi ora gli ammortamenti sono probabilmente maggiori, gli oneri finanziari con tutta probabilità son diversi, il tax rate può cambiare di anno in anno... ci sono mille fattori da considerare...

E' vero, pero' ENI ha avuto sempre utili molto buoni e molto costanti nel corso degli anni, per questo ritengo che difficilmente gli eps scenderanno sotto 1,20... poi se scende incremento OK!

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 22422185)
e soprattutto quello conta è l'operating cash flow e il livello delle capex non gli utili per azione:)

Su questo non sono d'accordo :no:
Sono gli eps che, se accantonati, fanno crescere il valore del mio investimento e, se distribuiti, fanno crescere la liquidita' nel mio conto corrente :cool:

Comunque entrando a 12 mi sentirei tranquillo ;)

Seven Of Nine 07-08-09 10:47

Secondo me abbiamo già visto le quotazioni minime sia per Eni che per l'Oil quest'anno e forse anche per il ciclo economico. :)
Però sono punti di vista :yes:

tommaso_03 08-08-09 10:31

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 22424142)
Secondo me abbiamo già visto le quotazioni minime sia per Eni che per l'Oil quest'anno e forse anche per il ciclo economico. :)
Però sono punti di vista :yes:

il tuo punto di vista 6of9 coincide con il mio...entrato su ENI a 16,03...OK!

Capirex85 12-08-09 14:03

La IEA rivede al rialzo le stime sulla domanda di petrolio per il 2009 e il 2010 a causa della recenta ripresa della domanda in Cina, nonostante la domanda nei paesi industrializzati continui a restare debole.

IEA Raises 2009, 2010 Oil Demand Forecasts on Chinese Growth

By Grant Smith

Aug. 12 (Bloomberg) -- The International Energy Agency raised its global oil demand forecasts for this year and next, citing accelerating industrial activity in China, the world’s fastest-growing consumer of crude.

The world will need an average of 85.25 million barrels of oil a day next year, 70,000 barrels a day more than previously estimated, the adviser to 28 nations said in its monthly report today. Demand growth next year at 1.6 percent will be lower than earlier forecasts after the outlook for 2009 was also increased.
The agency boosted predictions for supply from outside OPEC.

“There are some signs of life, certainly in the Chinese economy,” David Fyfe, head of the IEA’s oil industry and markets division, said by telephone from Paris. “But you’ve got to offset that with what’s happening” in developed economies, where industrial activity remains “very sluggish,” he said.

Oil futures in New York have advanced 55 percent this year, trading last at $69.06 a barrel, amid record Chinese crude imports. The country’s economic stimulus package will help boost its oil demand by 4 percent to 8.4 million barrels a day next year, the IEA said, after raising its forecast for both 2009 and 2010 by about 130,000 barrels each.

Outside the emerging economies, “industrial production growth remains firmly in negative territory, even though the pace of decline has somewhat slowed,” the IEA added. “More worryingly, industrial production has seemingly not reached the bottom in the U.S.”

Global oil demand will still contract by 2.7 percent to 83.9 million barrels a day this year, even with an upward revision of 190,000 barrels a day, the IEA said.

Non-OPEC Production

The agency bolstered its forecast for production from outside the Organization of Petroleum Exporting Countries by 200,000 barrels a day in 2010, and 160,000 barrels a day this year, on higher-than-expected Russian output.

Non-OPEC producers, accounting for about 60 percent of global supply, will provide 51.4 million barrels a day next year, according to the agency. Increased production in the Gulf of Mexico and from Canadian oil sands projects will contribute to the expansion, it said.

Still, the increase to demand growth expectations for next year means that even with higher non-OPEC supply, the amount of crude required from OPEC itself is little changed at 27.4 million barrels a day, according to the agency.

Supply from the 11 OPEC nations subject to quotas, from which Iraq is exempt, fell in July for the first time in three months because of disruptions in Nigeria. Those 11 members pumped 26.12 million barrels a day last month, a reduction of 120,000 barrels a day from June that gives a compliance rate of 70 percent with record cuts announced last year.

The organization is due to meet on Sept. 9 in Vienna to review production quotas.

Leite 26-08-09 14:44

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 22422185)
e soprattutto quello conta è l'operating cash flow e il livello delle capex non gli utili per azione:)

però calcolare bene il free cash flow è più complicato che sottrarre le capex all'operating cash flow (per esempio non si può non tenere conto della variazione del working capital) prova a scaricare:
http://tinyurl.com/ndonrt
da non prendere tutto alla lettera, se non ricordo male nella prima parte ribadisce una volta di più come eps,book value,roe,ecc siano sostanzialmente inutili (a differenza che all'epoca di Graham) nella seconda tra le altre cose suggerisce delle domande da porsi per valutare il management
ricordarsi sempre che per investire in un'azienda bisogna: a) capire il business b) la qualità dell'azienda nel suo ambito c) l'onestà del management

Capirex85 26-08-09 15:30

Citazione:

Originalmente inviato da Leite (Messaggio 22590819)
però calcolare bene il free cash flow è più complicato che sottrarre le capex all'operating cash flow (per esempio non si può non tenere conto della variazione del working capital) prova a scaricare:
http://tinyurl.com/ndonrt
da non prendere tutto alla lettera, se non ricordo male nella prima parte ribadisce una volta di più come eps,book value,roe,ecc siano sostanzialmente inutili (a differenza che all'epoca di Graham) nella seconda tra le altre cose suggerisce delle domande da porsi per valutare il management
ricordarsi sempre che per investire in un'azienda bisogna: a) capire il business b) la qualità dell'azienda nel suo ambito c) l'onestà del management

L'operating cash flow di solito tiene già conto delle variazioni di poste dell'attivo e del passivo, tra le quali sono contenute anche quelle che compongono il working capital. Se leggi le mie analisi mi soffermo sempre sulla gestione del WC proprio perchè lo ritengo uno degli aspetti chiave.

Per il resto sottoscrivo:)

Quello che di buono c'è nel modo di investire di Graham consiste soprattuto nell'atteggiamento da avere verso il mercato, nell'utilizzo di un margin of safety e nel considerare le azioni come business veri e propri e non ticker che si muovono a caso ogni giorno a seconda dell'umore degli investitori.

Per il resto Buffett nel corso dei decenni ha superato di gran lunga il maestro e ha modificato (anche grazie all'influenza di Charlie Munger che è arrivato a capire certe cose prima di lui, ad esempio è meglio in ottica di lungo termine comprare un business eccezionale a un prezzo onesto piuttosto di comprare a un buon prezzo un pessimo business) completamente il modo in cui valuta l'appetibilità di un investimento.

Se leggete tutte le lettere ai partners delle varie partnership e tutte le lettere agli azionisti della Berkshire vi renderete conto di quanto sia cambiato il suo approccio nel corso del tempo.

Leite 27-08-09 16:36

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 22591819)
L'operating cash flow di solito tiene già conto delle variazioni di poste dell'attivo e del passivo,

altro libro:
http://tinyurl.com/nfm5oz
quando parlavo di Graham mi riferivo proprio alla contabilità (non al modo in cui investire): ai suoi tempi eps (anche se anche lui diceva dovessero essere ricalcolati o quantomeno controllati),book value,ecc avevano senso perchè all'epoca a differenza di oggi non c'erano tutti questi accruals (ratei) e spese occulte come i fondi per le pensioni (che per le US GAAP possono essere serenamente nascosti) o le stock option ai dipendenti che diluiscono il capitale azionario (e dimostrano che certi buyback sono una buffonata), lo stesso Buffett ha rivelato che proprio questi "costi futuri nascosti" lo hanno distolto da certi investimenti

Seven Of Nine 27-08-09 17:57

Citazione:

Originalmente inviato da Leite (Messaggio 22608454)
Le stock option ai dipendenti che diluiscono il capitale azionario (e dimostrano che certi buyback sono una buffonata), lo stesso Buffett ha rivelato che proprio questi "costi futuri nascosti" lo hanno distolto da certi investimenti

Io non sono contro le stock option, anzi sono favorevole alla remunerazione variabile per il managment; aumentarla in base all'andamento azionario della società è costruttivo ed è negli interessi anche dei piccoli azionisti, che non vengono rispettati a dovere nel nostro paese:no:. In Italia le stock option e in genere la remunerazione variabile è usate pochissimo rispetto agli USA e non mi sembra un bene, anzi questo mette implica che spesse volte succede che l'azienda va male ma il compenso al managment rimane alto. :angry:
D'altronde la stragrande maggioranza dei manager in Italia ha paura del mercato, forse per una specie di sottocultura dominante in Italia, figuriamoci se vogliono farsi giudicare da esso. Armani, Prada, Ferrero in altri paesi sarebbero già quotate da 20 anni, da noi no. Ci sono delle barriere invisibili.
Io vado all'università da un po' e avrò conosciuto una 30ina di professori, di market-driven teacher ne ho trovato 1 solo. E' come se vai in un seminario cattolico e 29 preti su 30 ti dicono che Dio non è buono:D. Secondo me nel 90% dei casi, nella gestione prettamente finanziaria delle aziende, abbiamo solo da imparare.:yes:

Nautilus70 27-08-09 23:47

Io, in linea generale, sono contrario a buy-back e/o emissione di nuove azioni. Mi piacciono bilanci stabili, semplici e trasparenti.

In base al prezzo pero' possono essere un fattore positivo. Se il buy-back e' fatto a 50 e l'emissione di nuove azioni a 100 allora e' OK!

Questo parametro e' uno dei piu' importanti che utilizzo per giudicare la bonta' del management aziendale ;)

Capirex85 28-08-09 10:55

Citazione:

Originalmente inviato da Nautilus70 (Messaggio 22613915)
Io, in linea generale, sono contrario a buy-back e/o emissione di nuove azioni. Mi piacciono bilanci stabili, semplici e trasparenti.

In base al prezzo pero' possono essere un fattore positivo. Se il buy-back e' fatto a 50 e l'emissione di nuove azioni a 100 allora e' OK!


Questo parametro e' uno dei piu' importanti che utilizzo per giudicare la bonta' del management aziendale ;)

Nella realtà è quasi sempre il contrario: i programmi di buy back si intensificano nelle fasi consolidate dei bull market e si emettono nuove azioni quando si è con l'acqua alla gola e le quotazioni sono sacrificate.

Non c'è niente di male nel buy-back in sè, è il modo in cui viene usato che determina se crea o distrugge valore per l'azionista, spesso viene usato nel modo sbagliato.

Leite 28-08-09 13:26

bisogna distinguere: fino agli anni '80 i buy-back erano un modo per dare soldi agli azionisti (come spiegava Buffett alla presidente del Washington Post che non capiva nulla di finanza: "diminuire le fette della pizza per aumentare il formaggio che c'è sopra") poi nella maggior parte dei casi sono diventati essenzialmente un modo per aumentare gli eps e quindi "raggiungere gli obiettivi", dare bonus a CEO e manager, difendersi da opa ostili o recuperare la diluizione delle azioni (le stock option sono una cosa abominevole perchè manager,dipendenti,ecc sono già pieni di azioni e come l'azionista comune devono guadagnare da dividendi e aumento del valore intrinseco che sono la conseguenza del loro lavoro) (recentemente Munger ricordando i tempi in cui il "bonus" dei manager erano gli enormi dividendi che incassavano si lamentava della tremenda avidità del giorno d'oggi)
è interessante ricordare che le stock option sono state inserite come premio per i manager proprio quando il Congresso americano (se non ricordo male a fine anni '80 o inizio '90) aveva cercato di porre un limite ai compensi (già all'epoca considerati esorbitanti) dei suddetti manager: il rimedio alla stortura ha generato un mostro ben peggiore :wall:

avevo segnalato quel libro sul cash-flow per far capire come sia complesso anche solo capire bene le voci che vanno nell'investing cash flow o nell'operating (in USA per esempio il working capital delle aziende acquisite finisce nell'investing e non nell'operating) e che non è affatto vero che quelli sono "soldi veri" su cui non si può imbrogliare, anzi
sempre da quel libro differenze tra cash-flow statements di aziende di Paesi diversi (per quelli che pensano che la contabilità sia tutta uguale :D):
http://img269.imageshack.us/i/cashflowh.jpg/

Broker88 04-09-09 08:08

Gas naturale in calo sui minimi dal marzo 2002

Non accenna a fermarsi la discesa del gas naturale, che ormai decorrelato dalle altre materie prime energetiche ha aggiornato i minimi pluriennali dopo che nel pomeriggio si è assistito a un nuovo aumento delle scorte negli Stati Uniti. La commodity è scesa così fino a 2,55 dollari per British thermal unit, l'unità di misura con cui il gas viene scambiato sul mercato. Si tratta dei livelli più bassi dal marzo 2002.

---------------------------------------

Con la scusa della news uppo questo ottimo 3ad su questo ottimo titolo :)

Broker88 04-09-09 09:03

Eni, S&P abbassa outlook a negativo, possibile riduzione rating

(Reuters) - Standard and Poor's ha abbassato l'outlook su Eni a negativo da stabile, così come su Total, confermando i rating, mentre ha abbassato i rating a lungo termine su Royal Ducth Shell a 'AA' da 'AA+', con outlook stabile. Confermati i rating su Bp Plc.

Fra i motivi delle revisione dell'outlook della società italiana l'alto debito rispetto ai concorrenti e, secondariamente, la pressione sui profitti nel downstream (distribuzione di gas e petrolio), incluso l'incremento della competizione nel segmento del gas. Pesano, inoltre, anche le incertezze sul contenzioso pendente nella petrolchimica.

S&P' potrebbe ridurre di un notch i rating a lungo di Total ed Eni per la metà del 2010 a meno di chiari segnali di una forte ripresa a breve termine nella generazione di cash flow o di azioni di supporto al credito, come la recente decisione del gruppo di ridurre il dividendo.

flords 11-09-09 12:41

Bel thread, purtroppo l'analisi fondamentale spesso non va d'accordo con la realtà...pur essendo utile a capire meglio quale titolo stiamo analizzando.
Colgo l'occasione per conoscere la vostra opinione in relazione alla probabile vendita da parte di Eni della raffineria Livornese al fondo Klesch. A vostro avviso quali sono le principali motivazioni di tale gesto? Perchè la scelta di quel fondo anzichè un altro?
Luca

Nautilus70 11-09-09 21:34

Ultimamente ho sentito dei "rumors" che non mi piacciono per niente. Eni vorrebbe ridurre il settore distribuzione per concentrarsi, come le altre majors, su E&P. La cosa bella di Eni rispetto ai concorrenti e' la straordinaria costanza degli utili nel tempo e questa nuova strategia (che mi auguro NON venga attuata) avrebbe un impatto negativo sulla costanza... anche se a breve termine farebbe aumentare molto il valore dell'azione.

Qualcuno sa qualcosa di piu' ?

Capirex85 12-09-09 16:16

Citazione:

Originalmente inviato da Nautilus70 (Messaggio 22801168)
Ultimamente ho sentito dei "rumors" che non mi piacciono per niente. Eni vorrebbe ridurre il settore distribuzione per concentrarsi, come le altre majors, su E&P. La cosa bella di Eni rispetto ai concorrenti e' la straordinaria costanza degli utili nel tempo e questa nuova strategia (che mi auguro NON venga attuata) avrebbe un impatto negativo sulla costanza... anche se a breve termine farebbe aumentare molto il valore dell'azione.

Qualcuno sa qualcosa di piu' ?

Francamente non li ho sentiti sti rumors, ma la cosa ha perfettamente senso.
Ormai ha sempre meno senso lasciare capitali impiegati nella distribuzione se non per ragioni strategiche... i ritorni sul capitale semplicemente non sono soddisfacenti. La grana sta nell'upstream... ed è lì che bisogna fare i grossi investimenti.

Ogni bravo manager, come ogni bravo investitore, deve essere pronto ad accettare la volatilità nei risultati di breve periodo in cambio di una migliore perfmorance nel lungo periodo.

Nautilus70 12-09-09 16:35

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 22805349)
Francamente non li ho sentiti sti rumors, ma la cosa ha perfettamente senso.
Ormai ha sempre meno senso lasciare capitali impiegati nella distribuzione se non per ragioni strategiche... i ritorni sul capitale semplicemente non sono soddisfacenti. La grana sta nell'upstream... ed è lì che bisogna fare i grossi investimenti.

Ogni bravo manager, come ogni bravo investitore, deve essere pronto ad accettare la volatilità nei risultati di breve periodo in cambio di una migliore perfmorance nel lungo periodo.

Ecco, ho ritrovato la news con i "rumors".



Eni in evidenza in controtendenza sul Ftse Mib, l'Ft invita a cambiare modello di business

Finanzaonline.com - 2.9.09/11:54

All'interno di un Ftse Mib che anche quest'oggi appare zavorrato dagli ordini di vendita, il titolo Eni si distingue in positivo: al momento mette a segno un progresso dell'1,41% posizionandosi a 16,5 euro. A dare smalto al titolo, che in ogni caso negli ultimi due giorni di rosso del mercato ha mostrato una buona tenuta anche perchè non aveva beneficiato appieno del rally estivo, è oggi la Lex Column del Financial Times, dove si invita il gruppo del Cane a sei zampe a separare, al pari di quanto avviene già in altri paese europei, le attività produttive da quelle distributive. Così facendo, secondo il quotidiano finanziario, Eni otterrebbe un notevole valore aggiunto.

thetruth34 12-09-09 18:26

Citazione:

Originalmente inviato da Nautilus70 (Messaggio 22801168)
Ultimamente ho sentito dei "rumors" che non mi piacciono per niente. Eni vorrebbe ridurre il settore distribuzione per concentrarsi, come le altre majors, su E&P. La cosa bella di Eni rispetto ai concorrenti e' la straordinaria costanza degli utili nel tempo e questa nuova strategia (che mi auguro NON venga attuata) avrebbe un impatto negativo sulla costanza... anche se a breve termine farebbe aumentare molto il valore dell'azione.

Qualcuno sa qualcosa di piu' ?

Ciao Nautilus! :)

Concordo quasi del tutto con Capirex... il business per le majors Oil&Gas non è nella distribuzione, che per quanto offra costanza nei risultati, presenta margini modesti, prospettive di crescita non così elevate e soprattutto sono attività stra-tassate (in Italia poi non ne parliamo)

Inoltre il vero guadagno per queste società non è nemmeno nel livello dei prezzi del petrolio ma nella volatilità dei prezzi. Certo guadagnano di più con l’aumento del petrolio ma, nel medio termine, il loro guadagno speculativo sul petrolio dipende dalla differenza di velocità con cui aggiustano i prezzi di vendita dei prodotti finiti rispetto alla velocità dei movimenti delle materie prime. Più le compagnie sono integrate a valle verso il consumatore finale, maggiore importanza riveste questo aspetto.

Quindi la costanza dei risultati di Eni è soprattutto da attribuire alla capacità del managment nella gestione delle attività, quindi come Capirex, appoggio in pieno una strategia del genere!

Ovviamente...opinione personale! ;) :D

Capirex85 28-09-09 15:40

Eni continua a consolidare la sua presenza in Africa:

Eni entra in Ghana con l´acquisizione di due blocchi esplorativi offshore

Finanzaonline.com - 28.9.09/14:27

Eni ritorna a operare in Ghana. E lo fa attraverso l´acquisizione di quote di maggioranza nei permessi esplorativi offshore Cape Three Point e offshore Cape Three Point South.
L´ingresso del gruppo guidato da Paolo Scaroni nei permessi esplorativi segue l´accordo per la cessione da parte di Vitol a Eni delle quote di maggioranza in entrambi i permessi insieme alla responsabilità delle operazioni. Il nuovo assetto dei due permessi vede Eni con il 47,22% di partecipazione, Vitol Upstream Ghana Ltd. con il 37,78%, mentre la società di stato Ghana National Petroleum Corporation (GNPC) incrementa la sua partecipazione al 15%.

Capirex85 28-09-09 16:18

Qualche rumors su un possibile interesse di Eni ad investire nel nucleare in Italia in futuro:

UPDATE 1-U.S. deal offers Eni chance to go nuclear-paper

* Govt wouldn't oppose Eni branching out-minister in paper

* Eni has no current nuclear plans - CEO in paper

* Shares up 1 pct, outperforming sector

(Adds Eni, analyst comment, shares)

MILAN, Sept 23 (Reuters) - Oil company Eni SpA (ENI.MI) would be well placed to enter the nuclear power sector on the back of a development accord that Italy and the United States will shortly sign, a government minister said in a newspaper interview.

The bilateral agreement on nuclear research and industrial cooperation will be ratified in less than a week, giving Italy options beyond its existing nuclear alliance with France
, Industry Ministry Undersecretary Stefano Saglia told daily Corriere della Sera on Wednesday.

Italian power company Enel SpA (ENEI.MI) and French peer EDF SA EDF.SA agreed last month to set up a 50:50 joint venture to develop nuclear power in Italy.


A nuclear role for Eni would complement the U.S.-Italy accord, Saglia said.

"In the case of a second link-up, Eni would have the ... industrial and financial trump cards," he told the newspaper. The Italian state owns 30 percent of Eni.

The accord with the United States is "not an agreement between companies but between governments", Saglia said, though Rome "would not view a commitment by Eni negatively."

On Tuesday, Eni Chief Executive Paolo Scaroni was quoted in La Stampa daily saying the company has nothing planned on the nuclear front at present but noted how the U.S. administration wants Europe to invest more in that form of energy.

There is "a certain interest" in this investment shift away from traditional fuels, he said.

Industry Minister Claudio Scajola said last month that the U.S.-Italy protocol will also give U.S. companies the chance to compete to build nuclear power stations in Italy.

Il Sole 24 Ore daily said Scajola's entourage to the United States next week would include Finmeccanica SpA (SIFI.MI) Chief Executive Pier Francesco Guarguaglini. It cited sources close to the aerospace and defence group.

Finmeccanica will explore the idea of setting up a consortium with Toshiba Corp (6502.T) unit Westinghouse to supply nuclear power plants in Italy, the newspaper said, citing the same sources.

At 0754 GMT, Eni shares were up 1 percent at 17.26 euros outperforming the Eurostoxx oil and gas index .SXEP.

A Milan analyst said Eni could link up with Finmeccanica and Westinghouse as an alternative to the Enel/EDF project, adding any Eni project would involve billions of euros of investment and take years to get off the ground.


(Writing by Nigel Tutt; editing by John Stonestreet)

Capirex85 03-10-09 13:39

Tillerson Says OPEC Discipline Erodes Amid Price Rise (Update1)

By Daniel Whitten and Joe Carroll

Oct. 2 (Bloomberg) -- The Organization of Petroleum Exporting Countries, source of 40 percent of the world’s oil, has slipped further away from self-imposed production limits amid rising crude prices, Exxon Mobil Corp. Chief Executive Officer Rex Tillerson said.

The cartel had “been extraordinarily good” at adhering to reductions agreed to a year ago, Tillerson said yesterday in a speech to the Economic Club of Washington. Discipline among the 11 member nations subject to quotas has weakened as prices climbed. Crude futures traded in New York have risen more than 50 percent this year amid signs that demand is recovering from a recession-driven decline.

“At one point they had about 82 percent compliance, which is very good for OPEC,” said Tillerson, who oversees the world’s largest portfolio of oil refineries. “It’s running about 65 percent now. When the price of oil got back above $70, some people can’t help themselves.”

Tillerson’s comments diverge from a Bloomberg News survey of analysts and oil producers that estimated OPEC has trimmed output for two straight months. The group, which includes Saudi Arabia, Angola and Venezuela, pumped 28.395 million barrels of crude a day in September, a 1.8 percent decrease from August, the survey showed.

OPEC members agreed in September 2008 to lower collective output by 4.2 million barrels a day to 24.845 million, excluding Iraq, which is exempt from the group’s quota system. The planned cut would be enough to fill 64 supertankers every month.

Rising Demand

Oil ministers meeting last month in Vienna left the target unchanged on an expectation that the global economy would recover and keep demand and prices up.

The Vienna meeting marks the third time this year that OPEC decided against changing production levels. The group’s next gathering is Dec. 22 in Luanda, Angola.

Irving, Texas-based Exxon produced 2.35 million barrels of crude a day during the April-to-June period, more than every member of OPEC except Saudi Arabia, Iran and Iraq. The company buys oil from other producers to help supply its refineries, which process about 5.3 million barrels a day.

Worldwide oil demand rose 280,000 barrels a day during the third quarter to 84.4 million, the first increase after five straight quarterly declines, the International Energy Agency said in a Sept. 10 report.

In addition to about 28.5 million barrels of crude output, OPEC pumps 5 million barrels of condensate a day, which combined account for 40 percent of the world’s oil supply.

Output cuts have left OPEC with 6.105 million barrels a day of spare capacity, the Bloomberg survey showed. Saudi Arabia can increase production by 2.785 million barrels, the most of any member.

Seven Of Nine 03-10-09 19:26

Interessante botta e risposta fra Knight e Scaroni sul destino di Eni, da leggere direttamente dal Sole 24h! :)


1: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...ero&fromSearch

2: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...ero&fromSearch

3: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...ero&fromSearch

Nautilus70 03-10-09 23:36

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 23071566)
Interessante botta e risposta fra Knight e Scaroni sul destino di Eni, da leggere direttamente dal Sole 24h! :)


1: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...ero&fromSearch

2: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...ero&fromSearch

3: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...ero&fromSearch

Io condivido il progetto di Scaroni OK!

Anzi, meglio ancora sarebbe (re)incorporare al 100% tutte le altre societa' del Gruppo (Saipem, Snam Rete Gas), e usare i soldi dei dividendi per ridurre il debito ;)

Se viene respinta la richiesta del fondo Knight Vinke ho un target price di acquisto a 15 euro, altrimenti saro' costretto a togliere Eni dalla mia buy list.

Trovo particolarmente negativo questo passaggio
"In particolare, ha detto, lo split darà maggiori possibilità di indebitamento alle due nuove entità" KO!:wall:KO!:wall:KO!KO!

Nautilus70 04-10-09 00:20

Ho fatto un confronto grafico dal 1995 ad oggi, fra ENI e le altre major
http://moneycentral.msn.com/investor...Debt%2FEquity=

http://moneycentral.msn.com/investor...ocookie=1&SZ=0
ed ENI e' risultata una delle migliori... ma i grafici non tengono conto dei dividendi che (presumo) per ENI sono maggiori delle altre OK!

Quindi non vedo nessun valido motivo (a parte un guadagno finanziario di breve periodo a discapito della stabilita' di lungo) per cambiare l'attuale governance di ENI ;)

Seven Of Nine 04-10-09 10:21

Citazione:

Originalmente inviato da Nautilus70 (Messaggio 23072635)
Io condivido il progetto di Scaroni OK!

Anzi, meglio ancora sarebbe (re)incorporare al 100% tutte le altre societa' del Gruppo (Saipem, Snam Rete Gas), e usare i soldi dei dividendi per ridurre il debito ;)

Se viene respinta la richiesta del fondo Knight Vinke ho un target price di acquisto a 15 euro, altrimenti saro' costretto a togliere Eni dalla mia buy list.

Trovo particolarmente negativo questo passaggio
"In particolare, ha detto, lo split darà maggiori possibilità di indebitamento alle due nuove entità" KO!:wall:KO!:wall:KO!KO!

Premesso che come abbiamo letto nel 3° articolo lo spezzatino sia praticamente impossibile; io la penso diversamente e ti spiego il perchè. :)
Non ho mire politiche di controllo della società, avere un gigante italiano o no per me non è un fattore determinante, un forte scossone alla governance potrebbe essere positivo perchè abbiamo visto che spesso gli interessi dell'azionista di maggioranza Stato non coincidono con quelli degli altri azionisti. Ovviamente anche i sindacati si sono dichiarati contrari in via preventiva per paura di un taglio anche piccolo del personale; ma gli interessi dei sindacati spesso non coincidono con quelli del piccoli azionisti.
Se c'è un'opportunità di sbloccare così tanto valore a mio avviso andrebbe presa. Valorizzare la propria partecipazione, questo interessa agli azionisti, in questo caso ai piccoli azionisti visto che lo stato non ha intenzione di vendere Eni, è una delle aziende più importanti in Italia e i dividendi succosi sono importanti per il bilancio statale.

Usare i soldi dei dividendi per ridurre il debito come hai detto tu è un'ottima idea; ma il grosso conflitto di interessi tendere a bloccare certe iniziative.
Sul confronto grafico fra Eni e le altre Major molto dipende dal lasso temporale preso il considerazione, dal 1995 è un lasso molto lungo... :yes:

Capirex85 04-10-09 13:39

Citazione:

Originalmente inviato da Nautilus70 (Messaggio 23072740)
Ho fatto un confronto grafico dal 1995 ad oggi, fra ENI e le altre major
http://moneycentral.msn.com/investor...Debt%2FEquity=

http://moneycentral.msn.com/investor...ocookie=1&SZ=0
ed ENI e' risultata una delle migliori... ma i grafici non tengono conto dei dividendi che (presumo) per ENI sono maggiori delle altre OK!

Quindi non vedo nessun valido motivo (a parte un guadagno finanziario di breve periodo a discapito della stabilita' di lungo) per cambiare l'attuale governance di ENI ;)

Eni, insieme a Total, è la migliore in europa a livello di gestione secondo me. La cosa molto interessante è che ha anche poco capitale investito nel downstream che ha un futuro apparentemente poco roseo, al contrario di altre major come ad esempio Shell.

Sono con Scaroni, questo è il classico fondo a cui non interessa nulla del destino dell'azienda nel lungo periodo e vuol realizzare un profitto veloce ottenibile con strane operazioni straordinarie (poi questo valore nascosto di 50 mld è tutto da dimostrare... non ho visto nessuna motivazione convincente se devo essere sincero...).

Quello che deve interessare all'investitore di lungo periodo sono i flussi di cassa, una gestione conservativa e prudente e il continuo rafforzamento dei vantaggi competitivi aziendali. Il resto è aria fritta.

Nautilus70 04-10-09 16:12

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 23073283)
Premesso che come abbiamo letto nel 3° articolo lo spezzatino sia praticamente impossibile; io la penso diversamente e ti spiego il perchè. :)
Non ho mire politiche di controllo della società, avere un gigante italiano o no per me non è un fattore determinante, un forte scossone alla governance potrebbe essere positivo perchè abbiamo visto che spesso gli interessi dell'azionista di maggioranza Stato non coincidono con quelli degli altri azionisti. Ovviamente anche i sindacati si sono dichiarati contrari in via preventiva per paura di un taglio anche piccolo del personale; ma gli interessi dei sindacati spesso non coincidono con quelli del piccoli azionisti.
Se c'è un'opportunità di sbloccare così tanto valore a mio avviso andrebbe presa. Valorizzare la propria partecipazione, questo interessa agli azionisti, in questo caso ai piccoli azionisti visto che lo stato non ha intenzione di vendere Eni, è una delle aziende più importanti in Italia e i dividendi succosi sono importanti per il bilancio statale.

Io opero con visione di lungo periodo, quindi per me "valorizzare la propria partecipazione" significa che l'azienda abbia un (buon) profitto sostenibile nel corso degli anni...;) NON far aumentare il prezzo delle azioni con operazioni straordinarie :no:

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 23073283)
Usare i soldi dei dividendi per ridurre il debito come hai detto tu è un'ottima idea; ma il grosso conflitto di interessi tendere a bloccare certe iniziative.
Sul confronto grafico fra Eni e le altre Major molto dipende dal lasso temporale preso il considerazione, dal 1995 è un lasso molto lungo... :yes:

Ho preso il grafico da quando e' quotata Eni. Piu' lungo e' il periodo di analisi, e piu' significativi sono i risultati. La cosa bella e' che Eni, oltre ad aver vinto la corsa, ha anche mantenuto una grande costanza, secondo me proprio grazie ad un forte settore downstream che ha "livellato" gli alti e bassi del super-ciclico settore upstream OK!

Nautilus70 04-10-09 16:13

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 23074155)
Eni, insieme a Total, è la migliore in europa a livello di gestione secondo me. La cosa molto interessante è che ha anche poco capitale investito nel downstream che ha un futuro apparentemente poco roseo, al contrario di altre major come ad esempio Shell.

Sono con Scaroni, questo è il classico fondo a cui non interessa nulla del destino dell'azienda nel lungo periodo e vuol realizzare un profitto veloce ottenibile con strane operazioni straordinarie (poi questo valore nascosto di 50 mld è tutto da dimostrare... non ho visto nessuna motivazione convincente se devo essere sincero...).

Quello che deve interessare all'investitore di lungo periodo sono i flussi di cassa, una gestione conservativa e prudente e il continuo rafforzamento dei vantaggi competitivi aziendali. Il resto è aria fritta.

Concordo OK!

Capirex85 05-10-09 14:09

Merrill piuttosto ottimista sul futuro dei prezzi dell'oil...

Oil May Pass $100 on ‘Loose’ Policy, Merrill Says (Update1)

By Will Kennedy

Oct. 5 (Bloomberg) -- Oil may jump above $100 next year as emerging market demand rises and “loose” monetary policy weakens the U.S. dollar, Bank of America Corp.’s Merrill Lynch unit said.

The global economy will grow 4.2 percent next year and spare global oil production capacity is 5 percent of current demand, Merrill analysts led by Francisco Blanch said in the bank’s Global Energy Weekly. There are “upside risks” to Merrill’s $82 a barrel forecast for the fourth quarter of 2010, according to the report.

“Without firm policy action to reduce global oil demand or an unexpected expansion in supplies, a continuation of extremely loose monetary policy in OECD economies next year could ultimately bring about another spike in oil prices well above $100 a barrel as we approach 2011,”
the report said.

The U.S. Federal Reserve cut interest rates to near zero to pull the economy out of the worst recession since the 1930s. The easier monetary policy has helped oil rebound 56 percent this year to near $70 as investors turn to dollar-priced commodities as a hedge against inflation and a weaker U.S. currency.

“A vicious cycle of rising oil prices, rising capital inflows in emerging markets, continued emerging market currency appreciation and in turn higher emerging market commodity demand could trigger a sharp deterioration of terms of trade in OECD economies, putting the fragile global recovery at risk,” the analysts said in the report.

Oil for November delivery fell as much as 67 cents, or 1 percent, to $69.28 a barrel in electronic trading on the New York Mercantile Exchange today.

Comoduca 07-10-09 09:53

Citazione:

Originalmente inviato da ghij162 (Messaggio 23105367)
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Capirex85 07-10-09 16:29

Crude Oil Rises After Industry Report Shows U.S. Supply Decline

By Mark Shenk

Oct. 7 (Bloomberg) -- Crude oil rose for a third day in New York after an industry report showed a inventory decline in the U.S., the biggest energy-consuming nation.

Prices climbed above $71 a barrel after the American Petroleum Institute said yesterday that oil supplies dropped 254,000 barrels last week. Inventories of distillate fuel, a category that includes heating oil and diesel, slipped 2.91 million barrels, the biggest decrease since the week ended Sept. 26, 2008. The Energy Department will report on supplies today.

“We will have to see if today’s report confirms a bullish trend and pushes oil toward the top end of the $65-to-$75 range we’re in,” said Michael Lynch, president of Strategic Energy & Economic Research in Winchester, Massachusetts.

Crude oil for November delivery rose 27 cents, or 0.4 percent, to $71.15 a barrel at 9:19 a.m. on the New York Mercantile Exchange. Prices have climbed 60 percent this year. Futures have traded between $65.05 and $75 since Aug. 1.

The Energy Department report will probably show that oil supplies rose last week as refineries performed seasonal maintenance, according to a Bloomberg News survey. Stockpiles increased 2 million barrels in the week ended Oct. 2 from 338.4 million the week before, according to the median of estimates from 14 analysts.

The department is scheduled to release its Weekly Petroleum Status Report at 10:30 a.m. today in Washington. Oil-supply totals from the API and Energy Department moved in the same direction 76 percent of the time over the past four years, according to data compiled by Bloomberg.

Brent crude oil for November settlement rose 13 cents to $68.69 a barrel on the London-based ICE Futures Europe exchange.

Capirex85 15-10-09 22:50

UPDATE 1-Eni CEO sees $10 bln Iraq field investment -report

* Iraq's Zubair field one of world's most important

* No plans to enter nuclear energy sector

* Rejects investor call for group break-up

(Releads on Iraq, adds more Scaroni comments)

MILAN, Oct 14 (Reuters) - Italian oil and gas group Eni SpA (ENI.MI) sees its Zubair oil project in Iraq requiring investments of about $10 billion, its chief executive said in an interview with the Financial Times published on Wednesday.

A consortium of Eni, South Korea's Kogas (036460.KS) and U.S. group Occidental (OXY.N) had said on Tuesday won a contract to develop the Zubair field, an award which the FT said is still subject to Iraq cabinet approval. [ID:nWLA5559]

"Zubair is one of the most important oil fields in the world. It is one of the very few that is capable of producing more than 1 million barrels a day," Scaroni told the FT.

"Because we are going to Iraq it means we will not be doing other things," he said.

The consortium's Zubair project will boost the field's production to 1.125 million barrels per day from 200,000 within seven years and would require an investment of about $10 billion.


Scaroni also said Eni has no plans to enter the nuclear energy sector.

Last month a government minister said Eni, which is controlled by the Italian state, would be well-placed to enter the nuclear power sector on the back of a nuclear agreement between Italy and the United States.

Scaroni reiterated his rejection of activist investor Knight Vinke's calls for a break-up of Eni's oil and gas businesses to boost the group's value and free resources for investment in areas such as nuclear.

"We think it would destroy value ... The simple fact that we buy gas from Algeria, Libya and Egypt makes us the leaders in upstream (oil) in those three countries, so they represent 40 percent of our upstream oil," he said.

Scaroni said he thought the current level of oil at around $70 a barrel was "realistic". (Editing by David Holmes)

Capirex85 22-11-09 18:19

Eni in trattativa con Heritage oil per incrementare le sue riverse di petrolio.

Prossimamente il commento alla trimestrale 3Q2009;)

Eni verso intesa da 1,5 mld dlr con Heritage per pozzi in Uganda


LONDRA, 22 novembre (Reuters) - Eni (ENI.MI: Quotazione) è in trattative con Heritage Oil (HOIL.L: Quotazione) (HOC.TO: Quotazione) per acquistare dalla società britannica una quota in due campi petroliferi ugandesi ad un prezzo compreso tra 1,3 e 1,5 miliardi di dollari.

Lo ha rivelato una fonte vicina al dossier, che ha spiegato che le trattative sono tuttora in corso e che l'accordo potrebbe essere annunciato già domani. Heritage, ha aggiunto la fonte, sta valutando se distribuire un dividendo straordinario agli azionisti.

Secondo il Sunday Times, che non cita fonti, il dividendo si aggirerebbe tra i 90 e i 100 pence per azione.

Heritage, in trattative con la turca Genel Energy che vorrebbe acquisirla per 6 miliardi di dollari, è il gestore dei campi e detiene il 50% di due concessioni in Uganda. I campi, secondo le stime, contengono più di 700 milioni di barili di greggio.

Eni ha preferito non rilasciare commenti, mentre non è stato finora possibile contattare Heritage.

A detenere l'altro 50% delle due concessioni nel bacino del lago Albert, al confine con la Repubblica Democratica del Congo, è Tullow Oil (TLW.L: Quotazione), che sta cercando di vendere fino al 50% della sua quota.

locco68 09-12-09 09:56

riguardavo questa discussione...non si e' parlato dell'ultima trimestrale Eni...:

ENI ANNUNCIA I RISULTATI DEL TERZO TRIMESTRE
E DEI NOVE MESI 2009
San Donato Milanese, 29 ottobre 2009 – Il Consiglio di Amministrazione di Eni ha esaminato ieri i risultati
consolidati del terzo trimestre e dei nove mesi del 20091 (non sottoposti a revisione contabile).
Highlight finanziari
• Utile operativo adjusted: €3,12 miliardi nel trimestre (-49,7%); €9,42 miliardi nei nove
mesi (-46,7%)
• Utile netto adjusted: €1,15 miliardi nel trimestre (-60,5%); €3,81 miliardi nei nove mesi (-53,6%)
• Utile netto: €1,24 miliardi nel trimestre (-57,8%); €3,98 miliardi nei nove mesi (-59%)
• Cash flow: €2,03 miliardi nel trimestre (€9,66 miliardi nei nove mesi)
Highlight operativi
• Produzione di idrocarburi: nel trimestre -4,9% a 1,68 milioni di barili/giorno
(-2,6% nei nove mesi); esclusi i tagli OPEC -3,5% nel trimestre, -1,1% nei nove mesi
• Vendite di gas: nel trimestre +11,7% a 22,52 miliardi di metri cubi (+2,9% nei nove mesi)
• Importante scoperta a gas nell’offshore venezuelano
• Ottenuta la licenza per lo sviluppo del giant Zubair, uno dei più grandi giacimenti
di petrolio in Iraq
Paolo Scaroni, Amministratore Delegato, ha commentato:
“Nel terzo trimestre Eni ha conseguito risultati positivi nonostante la flessione della domanda e dei prezzi degli idrocarburi.
Lo sviluppo del portafoglio registra l’assegnazione del giacimento giant di Zubair in Iraq e la grande scoperta di gas
nell’offshore Venezuelano a Perla. Si tratta di due importanti successi per la strategia di rafforzamento della nostra
presenza nelle aree petrolifere con i più elevati tassi di crescita al mondo.”
(1) Il presente comunicato stampa costituisce il resoconto intermedio di gestione previsto dall’art.154-ter del Testo Unico della Finanza.
- 2 -
Highlight finanziari
III trim.
2008
II trim.
2009
III trim.
2009
Var. % III trim.
09 vs 08 Risultati economici (€ milioni)
Nove mesi
2008 2009 Var. %
6.239 2.405 3.217 (48,4) Utile operativo 18.209 9.589 (47,3)
6.197 2.549 3.117 (49,7) Utile operativo adjusted (a) 17.668 9.420 (46,7)
2.941 832 1.240 (57,8) Utile netto (b) 9.699 3.976 (59,0)
0,81 0,23 0,34 (58,0) - per azione (€) (c) 2,66 1,10 (58,6)
2,44 0,63 0,97 (60,2) - per ADR ($) (c) (d) 8,10 3,00 (63,0)
2.913 902 1.152 (60,5) Utile netto adjusted (a) (b) 8.209 3.813 (53,6)
0,80 0,25 0,32 (60,0) - per azione (€) (c) 2,25 1,05 (53,3)
2,41 0,68 0,92 (61,8) - per ADR ($) (c) (d) 6,85 2,87 (58,1)
(a) Per la definizione e la riconduzione degli utili nella configurazione adjusted, che escludono l’utile/perdita di magazzino e gli special item, v. il paragrafo “Riconduzione
dell’utile operativo e dell’utile netto a quelli adjusted” a pag 23.
(b) Utile di competenza Eni.
(c) Interamente diluito. L’ammontare in dollari è convertito sulla base del cambio medio di periodo rilevato dalla BCE.
(d) Un ADR rappresenta due azioni.
Utile operativo adjusted
L’utile operativo adjusted del terzo trimestre 2009 di €3,12 miliardi è diminuito del 49,7% rispetto al terzo trimestre
2008. Nei nove mesi utile operativo adjusted di €9,42 miliardi (-46,7% rispetto ai nove mesi 2008). La flessione è
dovuta al peggioramento della performance operativa del settore Exploration & Production a causa della caduta
del prezzo del petrolio e del gas, nonché dei margini di raffinazione nel downstream petrolifero.
Utile netto adjusted
L’utile netto adjusted del terzo trimestre 2009 di €1,15 miliardi è diminuito del 60,5%. Nei nove mesi utile netto
di €3,81 miliardi in calo del 53,6%. Tali risultati riflettono il peggioramento della performance operativa, il minore
contributo delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto, nonché l’incremento del tax rate
adjusted (3,4 punti percentuali in più nel trimestre; 0,9 punti percentuali in più nei nove mesi).
Investimenti tecnici
Gli investimenti tecnici di €2,96 miliardi nel trimestre (€9,8 miliardi nei nove mesi) hanno riguardato principalmente
lo sviluppo di giacimenti di idrocarburi, l’upgrading delle infrastrutture di trasporto del gas e della flotta dei mezzi
navali di costruzione e perforazione di Saipem.
Cash flow
Nel trimestre il cash flow della gestione è stato di €2.034 milioni. I disinvestimenti di €292 milioni hanno
riguardato in particolare l’incasso della prima tranche del corrispettivo della cessione a Gazprom della quota Eni
del 51% di OOO SeverEnergia (€155 milioni). Tali flussi hanno consentito di coprire parzialmente i fabbisogni
finanziari connessi agli investimenti tecnici di €2.957 milioni e al pagamento dell’acconto sul dividendo Eni 2009
(€1.811 milioni) determinando rispetto al 30 giugno 2009 un incremento di €2.185 milioni dell’indebitamento
finanziario netto2.
Nei nove mesi il cash flow della gestione è stato di €9.655 milioni. I disinvestimenti ammontano a €3.567
milioni e hanno riguardato in particolare l’esercizio dell’opzione di acquisto del 20% di Gazprom Neft da parte
di Gazprom (€3.070 milioni), l’incasso della prima tranche del corrispettivo della cessione della partecipazione
in OOO SeverEnergia (€155 milioni), nonché alcuni asset non strategici del settore Exploration & Production
(€0,4 miliardi). Le operazioni sul capitale hanno riguardato la sottoscrizione pro-quota dell’aumento del capitale
sociale di Snam Rete Gas da parte del mercato per €1.542 milioni nell’ambito della ristrutturazione delle attività
regolate in Italia. Questi flussi hanno consentito di coprire parzialmente i fabbisogni finanziari connessi agli
investimenti tecnici di €9.801 milioni, al pagamento dei dividendi Eni (€4.166 milioni, di cui €1.811 milioni per
l’acconto dividendo 2009) e al completamento dell’acquisizione di Distrigas (€2.045 milioni). Al 30 settembre
2009 l’indebitamento finanziario netto ammonta a €20.540 milioni con un incremento di €2.164 milioni rispetto
a fine 2008 (€18.376 milioni).
(2) Informazioni sulla composizione dell’indebitamento finanziario netto sono fornite a pag. 33.
- 3 -
(3) In questo comunicato stampa apposite note esplicative illustrano contenuto e significato degli indicatori alternativi di performance in linea con la raccomandazione
del CESR/05-178b. Per la definizione di questi indicatori alternativi di performance, v. pag. 35 e pag. 33, rispettivamente.
Indici di performance finanziaria
Il ROACE3 calcolato su base adjusted per i dodici mesi chiusi al 30 settembre 2009 è del 10% (19,9% al 30 settembre
2008). Il leverage3 – rapporto tra indebitamento finanziario netto e patrimonio netto compresi gli interessi di terzi
azionisti – passa dallo 0,38 al 31 dicembre 2008 allo 0,42 al 30 settembre 2009.
Highlight operativi e di scenario
III trim.
2008
II trim.
2009
III trim.
2009
Var. % III trim.
09 vs 08 PRINC IPAL I INDICATO RI OPERAT IVI
Nove mesi
2008 2009 Var. %
1.764 1.733 1.678 (4,9) Produzione di idrocarburi (migliaia di boe/giorno) 1.777 1.730 (2,6)
1.015 986 957 (5,7) - Petrolio (migliaia di barili/giorno) 1.008 985 (2,3)
122 121 117 (4,1) - Gas naturale (milioni di metri cubi/giorno) 125 121 (3,2)
20,17 20,46 22,52 11,7 Vendite gas mondo (miliardi di metri cubi) 73,24 75,33 2,9
1,37 1,46 1,40 2,2 - di cui: vendite E&P in Europa e nel Golfo del Messico 4,69 4,35 (7,2)
7,62 7,57 9,19 20,6 Vendite di energia elettrica (terawattora) 22,99 24,54 6,7
3,12 3,07 3,16 1,3
Vendite di prodotti
petroliferi rete Europa (milioni di tonnellate) 8,97 9,02 0,6
Exploration & Production
La produzione di idrocarburi del terzo trimestre 2009 è stata di 1,678 milioni di boe/giorno, in riduzione del 4,9% rispetto
al terzo trimestre 2008. Nei nove mesi 2009 la produzione di 1,730 milioni di boe/giorno è in calo del 2,6%. Tali riduzioni
sono attribuibili all’impatto dei tagli OPEC, alla situazione di sicurezza in Nigeria, alla minore produzione di gas assorbita
dal mercato europeo, nonché al declino di produzioni mature. Questi effetti negativi sono stati attenuati dalla crescita
organica registrata in Congo, USA, Kazakhstan, Egitto e Venezuela nonché dall’effetto prezzo positivo nei PSA.
Gas & Power
Vendite di gas mondo di 22,52 miliardi di metri cubi nel terzo trimestre 2009, in aumento dell’11,7% rispetto al
terzo trimestre 2008 e di 75,33 miliardi di metri cubi nei nove mesi 2009 (+2,9%). L’aumento riflette il contributo
dell’acquisizione di Distrigas (+3,31 miliardi di metri cubi nel trimestre; +11,84 miliardi nei nove mesi) e la
crescita organica sui principali mercati europei (+13% nel trimestre; +6% nei nove mesi). Vendite in significativa
contrazione sul mercato italiano (-2,05 miliardi di metri cubi nel trimestre; -9,54 miliardi nei nove mesi) con cali
nei segmenti di mercato del termoelettrico e dell’industriale rispettivamente del 28% e del 9% nel terzo trimestre
(39% e 18% nei nove mesi) a causa della recessione economica.
Prezzi medi di realizzo
Il prezzo medio di realizzo del petrolio equity è diminuito del 37,2% nel terzo trimestre 2009 e del 45,4% nei nove
mesi per effetto della flessione delle quotazioni del marker di mercato Brent. I prezzi del gas sono diminuiti del
43,1% nel trimestre e del 26,7% nei nove mesi con una dinamica che riflette i time-lag di indicizzazione ai parametri
energetici contenuti nelle formule di pricing.
Refining & Marketing
I margini di raffinazione Eni in dollari hanno registrato una significativa flessione in linea con l’andamento del margine
di scenario (margine sul Brent -4 dollari/barile nel trimestre). I driver della flessione sono stati: (i) la contrazione
del differenziale di mercato tra greggi leggeri e pesanti che ha penalizzato la redditività delle raffinerie Eni dotate
di un’elevata capacità di conversione; in particolare nel trimestre il premio di conversione si è sostanzialmente
annullato; (ii) la ripresa delle quotazioni del petrolio in assenza di un miglioramento dei fondamentali della
domanda di prodotti con il conseguente peggioramento dei rapporti tra prezzi finali e costo della carica; (iii) la
flessione particolarmente accentuata delle quotazioni del gasolio che sconta il calo dei consumi industriali.
Cambio euro/dollaro USA
I risultati del trimestre e dei nove mesi sono stati favoriti dal deprezzamento dell’euro rispetto al dollaro (-4,9%
nel trimestre; -10,3% nei nove mesi).
-

antor 09-12-09 20:52

ma con questi dati

che saldo/dividendo sarà nel 2010 ?


grazias

locco68 15-12-09 15:57

Citazione:

Originalmente inviato da antor (Messaggio 23793836)
ma con questi dati

che saldo/dividendo sarà nel 2010 ?


grazias

si presume 0,50.....per un totale di un euro tondo.....non male lo stesso.....

dnt 01-02-10 16:27

Up

Seven Of Nine 01-02-10 16:57

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 23631108)
Prossimamente il commento alla trimestrale 3Q2009;)

Capi ci sei più?? :confused: Hai abbandonato il cane a 6 zampe?? :mmmm:

Capirex85 01-02-10 18:29

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24258575)
Capi ci sei più?? :confused: Hai abbandonato il cane a 6 zampe?? :mmmm:

Sono sempre rimasto fedele, mai venduta un'azione. Anzi a dirla tutta oggi sono tornato a comprare azioni dopo quasi un anno... ho incrementato Geox a 4,66 e Eni a 16,84:D

Tra pochi giorni esce il comunicato del 4Q quindi commenterò direttamente quello e il 2009 nel complesso.

Seven Of Nine 01-02-10 19:37

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 24259974)

Tra pochi giorni esce il comunicato del 4Q quindi commenterò direttamente quello e il 2009 nel complesso.

Ok! OK!

Capirex85 07-02-10 16:18

In attesa della trimestrale, un paio di news di rilevante importanza:

Eni ha deciso di vendere 3 gas pipelines per chiudera una disputa con l'antitrust, che accusava la società di abusare di posizione dominante.

Secondo Scarino il valore delle 3 pipelines dovrebbe aggirarsi attorno a 1,5 mld di euro.

Eni CEO values pipeline sale at 1.5 bln euros
Thu Feb 4, 2010 9:42am EST
Stocks

BRUSSELS, Feb 4 (Reuters) - The three pipelines that Italian oil and gas group Eni SpA (ENI.MI) has offered to divest to ease EU antitrust concerns are worth 1.5 billion euros ($2 billion), the company's chief executive said on Thursday.

"The value of the three pipelines is in the region of 1.5 billion euros, most of it in the TAG pipeline," CEO Paolo Scaroni told a news conference.

"This amount of cash won't change our balance sheet. We have no plans to spend this cash," Scaroni said.

Asked about continuing its investments in Iran given calls for tighter sanctions against the Islamic republic, especially when it comes to the energy industry, Scaroni said Eni would abide by the two contracts it has there.

"We believe in the sanctity of our contracts in Iran. We continue to abstain from future contracts," he said.

Earlier on Thursday, the oil company offered to sell three gas pipelines to settle European Union antitrust charges that it had blocked rivals' access to them.

The European Commission, the EU antitrust watchdog, welcomed the proposal and said it would conduct a market-test. If accepted, Eni will not be fined nor will it admit breaking any EU antitrust rules. (Reporting by Foo Yun Chee and Bate Felix, editing by Dale Hudson)

Capirex85 07-02-10 16:26

Eni, a capo di un consorzio, vince il contratto in Iraq di cui si parlava qualche pagina addietro nel thread.

UPDATE 3-Iraq signs deal with Eni group for Zubair oilfield
Fri Jan 22, 2010 8:22am EST

* Iraq inks deal with Eni group for Zubair oilfield


* Consortium to invest $20 billion over 20 years



* Target production 1.2 million barrels per day


BAGHDAD, Jan 22 (Reuters) - Iraq signed a final contract on Friday with a group led by Italian oil major Eni (ENI.MI) to develop the 4-billion-barrel Zubair oilfield, one of a series of deals Iraq hopes will propel it to major producer status. Eni and its partners, U.S.-based Occidental Petroleum Corp (OXY.N) and South Korea's KOGAS 03460.KS, set an output target for the field of 1.2 million barrels per day.

"The consortium will invest over $20 billion," Eni chief executive Paolo Scaroni told Reuters. "We will start tomorrow morning."

"We are confident that we will be able to achieve a production in excess of 1.2 million barrels per day and this will comply with our contractual targets," he said.

The consortium plans to invest the approximately $20 billion over the 20-year life of the contract, which has a possible extension to 25 years, Eni said in a statement.

"Target production is expected to be progressively reached within the next six years and maintained for seven years thereafter," the statement said.

The group won the right to develop Zubair last year following the country's first auction of oil contracts since the 2003 U.S. invasion. The field was not initially awarded in the auction in June, but a deal was reached in subsequent negotiations.

The consortium will be paid a remuneration fee of $2 a barrel on the contract.

The Zubair deal is one of a series struck by Iraq last year that could lift it to third place from 11th among global oil producers with an output capacity of 12 million barrels per day in about six years, giving it the billions it needs to rebuild after years of war and economic decline.

KOGAS said on Wednesday it would invest $6.5 billion in developing the field. The deal is part of South Korea's drive to invest $12 billion in overseas energy and resources this year to fuel its manufacturing-based economy.[ID:nTOE60J098] (Reporting by Muhanad Mohammed, writing by Jim Loney, editing by Anthony Barker)

Seven Of Nine 13-02-10 20:22

Quelli che erano entrati vedendo il dividendone dovranno rifare un po' i conti, è stato tagliato del 23%. Eni è riuscita però a battere le stime degli analisti..

Eni’s Profit Beat Analysts’ Estimates on Output

Feb. 12 (Bloomberg) -- Eni SpA, Italy’s largest energy company, reported a profit in the fourth quarter that beat analysts’ estimates after oil production increased.
Net income reached 641 million euros ($876 million) for the quarter ended Dec. 31, compared with a loss of 874 million euros a year earlier, Rome-based Eni said today in a statement. Excluding one-time items and gains or losses from inventories, profit exceeded analyst estimates. Eni proposed to cut its dividend by 23 percent to 1 euro a share.
The quarterly figures are “positive,” ING Group NV analyst Jason Kenney wrote in a note, confirming his “buy” rating on the stock. “It’s the cheapest stock in the sector and a great value opportunity.” Eni rose as much as 2.6 percent in Milan, the biggest gainer in Italy’s benchmark FTSE MIB Index.
Chief Executive Officer Paolo Scaroni is seeking oil ventures abroad to maintain output. Eni is expanding in Venezuela, where it will develop $18 billion in projects, and Iraq, where it plans to spend about $1 billion a year with partners to boost production at the Zubair oil field. Eni said today it expects 2010 production “not lower” than 2009.
Excluding one-time items and gains or losses from inventories, quarterly profit fell 29 percent to 1.39 billion euros, reflecting the “sharply lower results recorded by the downstream oil business,” Eni said. That beat the 1.22 billion- euro average forecast of 14 analysts surveyed by Bloomberg News. Revenue declined 9.6 percent to 22.19 billion euros.

‘Difficult Year’

“2009 has been a difficult year for our sector,” Scaroni said in the statement. “In this context Eni has delivered better results than expected.” Fourth-quarter production rose 1.7 percent to 1.89 million barrels of oil equivalent a day, while annual output dropped 1.6 percent to 1.77 million barrels a day.
Eni is going to produce more oil than gas this year, Claudio Descalzi, Eni’s head of exploration and production said on a conference call with analysts today. Eni is “starting to promote more oil projects than gas projects because of the pricing scenario,” he said.
The company on Feb. 5 conceded defeat in its attempt to buy $1.5 billion of oil assets in Uganda after Tullow Oil Plc exercised a pre-emption right to buy the holding. The company is also cutting “significantly” its presence in Iran, Scaroni told reporters yesterday.
Eni rose as much as 46 cents to 16.93 euros and traded at 16.80 euros, up 2 percent at 3:20 p.m local time, giving the company a market value of 67.2 billion euros.
The ratio of Eni’s enterprise value to debt-adjusted cash flow is 5.6 compared with the industry average of 6.6, ING’s Kenney said.

Slowdown

The economic slowdown has forced some oil producers to delay projects, merge units and reduce payments to shareholders. Oil producers’ earnings were boosted in the fourth quarter as crude oil trading in New York surged 78 percent last year, the biggest annual gain since 1999, keeping refining margins under pressure as the recession weighed on fuel demand.
Exxon Mobil Corp. on Feb. 1 posted a 23 percent decline in fourth-quarter profit amid refining losses. Royal Dutch Shell Plc said adjusted profit fell 28 percent and laid out plans to cut an extra 1,000 jobs in a “challenging” refining market. BP Plc’s adjusted earnings in the final quarter of last year rose 68 percent, falling short of estimates, and the company said refining margins will “remain depressed.”

Snam Rete Gas

Scaroni said today in a conference call that he isn’t “dogmatic” on keeping Snam Rete Gas SpA, its unit that operates Italy’s gas distribution network. It has “no urgency” to address the question of selling Snam and “any potential disinvestment” of the unit should be reviewed first by the Italian parliament. Selling Snam would be “a bad deal today” because the gas company will achieve “considerable cost synergies” in the next 18 to 24 months, Scaroni said.
Knight Vinke Asset Management LLC, which owns 1 percent of Eni, has urged the breakup of the Rome-based company, separating its oil and gas divisions.
Eni on Feb. 4 offered to sell stakes in three natural-gas pipelines valued at 1.5 billion euros to settle European Union antitrust charges that it restricts network access, following similar moves by Germany’s RWE AG and E.ON AG to open up their grids. Scaroni said he expects to conclude the sale by the beginning of 2011.

Seven Of Nine 13-02-10 20:46

1 Allegato/i
Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 22409059)
Beh in un mercato toro con il petrolio in rialzo non è che consiglio di andare in short perenne su Eni.:D Ma sono convinto che per sfruttare il rialzo del crude ci siano altri cavalli su cui puntare anche perchè da qui a fine anno non so quanto ci scommetterei che Eni riesca a battere i benchmark(s) di riferimento.
Mia personale opinione ovviamente ;)

Un po' di sano benchmarking sulla distanza di 1 anno Eni (verde) è l'ultima in ordine contro l'indice italiano (Giallo), l'indice settoriale Oil&Gas (Rosso) e l'indice europeo di riferimento DJ Stoxx 600 (Arancione). Sulle brevi distanze, ovvero 6 e 3 mesi Eni batte solo l'indice italiano, continua a sottoperformare contro il suo indice settoriale e l'indice generale continentale.

Quindi Mister Scaroni: "Eni ha conseguito risultati superiori alle aspettative, tra i migliori dell’industria..." o si sbaglia lei, o si sbaglia il mercato. E tutti sanno per quale delle due ipotesi propende il sottoscritto..:yes:

Capirex85 14-02-10 16:11

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24393452)
Un po' di sano benchmarking sulla distanza di 1 anno Eni (verde) è l'ultima in ordine contro l'indice italiano (Giallo), l'indice settoriale Oil&Gas (Rosso) e l'indice europeo di riferimento DJ Stoxx 600 (Arancione). Sulle brevi distanze, ovvero 6 e 3 mesi Eni batte solo l'indice italiano, continua a sottoperformare contro il suo indice settoriale e l'indice generale continentale.

Quindi Mister Scaroni: "Eni ha conseguito risultati superiori alle aspettative, tra i migliori dell’industria..." o si sbaglia lei, o si sbaglia il mercato. E tutti sanno per quale delle due ipotesi propende il sottoscritto..:yes:

Non ti offendere, ma io la penso come Scaroni...:D

Eni e Total imho son le 2 major europee che han fatto meglio nel 2009.

1 anno è troppo poco, almeno secondo me in base a quello che ho visto studiando la storia dei mercati e seguendoli negli ultimi 4 anni, per giudicare la qualità della gestione di un'impresa... ci vuole un'orizzonte molto più lungo.

Io la penso come Graham... nel breve il mercato è una macchina che vota e fa spesso errori più o meno facili da individuare, nel lungo invece è una macchina che pesa e è molto più affidabile.

Al limite se riesci a recuperarlo sarebbe molto interessante vedere un confronto sugli ultimi 10-15 anni con settore oil&gas e i vari benchmark europei.

Nautilus70 14-02-10 17:38

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 24396371)
Non ti offendere, ma io la penso come Scaroni...:D

Eni e Total imho son le 2 major europee che han fatto meglio nel 2009.

1 anno è troppo poco, almeno secondo me in base a quello che ho visto studiando la storia dei mercati e seguendoli negli ultimi 4 anni, per giudicare la qualità della gestione di un'impresa... ci vuole un'orizzonte molto più lungo.

Io la penso come Graham... nel breve il mercato è una macchina che vota e fa spesso errori più o meno facili da individuare, nel lungo invece è una macchina che pesa e è molto più affidabile.

Al limite se riesci a recuperarlo sarebbe molto interessante vedere un confronto sugli ultimi 10-15 anni con settore oil&gas e i vari benchmark europei.

Concordo ;)

Eni e' uno dei miei petroliferi preferiti. La sotto-performance dell'ultimo anno puo' dipendere dal fatto che Eni e' piu' esposta delle altre oil&gas sul settore del gas (se non sbaglio il gas rappresenta il 40% della produzione Eni ed il gas naturale e' basso) ? :mmmm:

Ecco un grafico decennale Eni (in $) vs Exxon da dove risulta la miglior performance di Eni. Il grafico non tiene conto dei dividendi, quindi il confronto reale sarebbe ancora piu' favorevole ad Eni visto che ha distribuito dividendi piu' generosi.

http://moneycentral.msn.com/investor...ocookie=1&SZ=0

Seven Of Nine 14-02-10 20:40

Citazione:

Originalmente inviato da Nautilus70 (Messaggio 24396853)
Eni e' uno dei miei petroliferi preferiti. La sotto-performance dell'ultimo anno puo' dipendere dal fatto che Eni e' piu' esposta delle altre oil&gas sul settore del gas (se non sbaglio il gas rappresenta il 40% della produzione Eni ed il gas naturale e' basso) ? :mmmm:

Cosa prevedi per il 2010? :confused:
Pensi che la sottoperformance continuerà o ci sarà sovraperformance?

Seven Of Nine 14-02-10 20:42

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 24396371)
Non ti offendere, ma io la penso come Scaroni...:D

Eni e Total imho son le 2 major europee che han fatto meglio nel 2009.

Tranqui non mi offendo!OK! Secondo quali parametri affermi che Eni ha fatto meglio della concorrenza nel 2009?

Capirex85 14-02-10 21:27

Citazione:

Originalmente inviato da Nautilus70 (Messaggio 24396853)
Concordo ;)

Eni e' uno dei miei petroliferi preferiti. La sotto-performance dell'ultimo anno puo' dipendere dal fatto che Eni e' piu' esposta delle altre oil&gas sul settore del gas (se non sbaglio il gas rappresenta il 40% della produzione Eni ed il gas naturale e' basso) ? :mmmm:

Ecco un grafico decennale Eni (in $) vs Exxon da dove risulta la miglior performance di Eni. Il grafico non tiene conto dei dividendi, quindi il confronto reale sarebbe ancora piu' favorevole ad Eni visto che ha distribuito dividendi piu' generosi.

http://moneycentral.msn.com/investor...ocookie=1&SZ=0

La sottoperformance secondo me dipende dal fatto che Eni in questi ultimi 3-4 anni ha investito moltissimo e ha fatto importanti acquisizioni, e questo unito alla contrazione del cash flow operativo dovuto alla recessione ha comportato un aumento dell'indebitamento e una riduzione della remunerazione degli azionisti (stop al buyback e taglio dividendo).

E' normale e legittimo che questo nell'ultimo anno abbia appesantito il titolo rispetto all'indice, considerando anche che Eni dall'inizio della crisi era scesa meno di altri titoli nell'occhio del ciclone come bancari, assicurativi e automotive, tra 2-3 anni quando l'economia mondiale si sarà ripresa completamente e si cominceranno a raccogliere i frutti dei semi piantati oggi gli azionisti saranno grati al management per aver continuato ad investire nonostante una recessione così profonda. Per il momento il mercato vede solo l'aumento dell'indebitamento e i conseguenti oneri finanziari, ma questi investimenti un giorno beneficeranno l'operating cash flow e di conseguenza il free cash flow. Faranno crescere la produzione e consentiranno di rimpiazzare le riserve, assicurando un futuro alla società.

Sono della filosofia che un'azienda non si giudica solo per i suoi risultati nell'ultimo anno o nell'ultimo trimestre, si giudica per quello che ha dimostrato di poter fare nel corso degli anni e per le sue prospettive future. La mia convinzione è che i migliori anni di Eni devono ancora venire. A domani per l'analisi del 2009;)

Nautilus70 15-02-10 10:21

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24398005)
Cosa prevedi per il 2010? :confused:
Pensi che la sottoperformance continuerà o ci sarà sovraperformance?

E' difficile fare previsioni a cosi' breve scadenza :mmmm:

Comunque i petroliferi in genere mi sembrano ancora troppo cari... per comprarli aspetto che il petrolio scenda sui 40-50 $/barile.

Seven Of Nine 15-02-10 10:28

Citazione:

Originalmente inviato da Nautilus70 (Messaggio 24400418)
E' difficile fare previsioni a cosi' breve scadenza :mmmm:

Comunque i petroliferi in genere mi sembrano ancora troppo cari... per comprarli aspetto che il petrolio scenda sui 40-50 $/barile.

E nei confronti dei suoi peers sempre per il 2010?? Pensi che la sottoperformance dell'ultimo trimestre, semestre e anno si ripeterà? O che Eni possa fare meglio dei suoi concorrenti? :confused:

Nautilus70 15-02-10 11:00

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24400505)
E nei confronti dei suoi peers sempre per il 2010?? Pensi che la sottoperformance dell'ultimo trimestre, semestre e anno si ripeterà? O che Eni possa fare meglio dei suoi concorrenti? :confused:

La vedo piu' sottovalutata rispetto ai suoi peers, quindi sul lungo periodo (oltre i 5 anni) dovrebbe sovraperformare... poi su 3 mesi, 6 mesi o un anno e' difficile fare previsioni.

Seven Of Nine 15-02-10 12:29

Citazione:

Originalmente inviato da Nautilus70 (Messaggio 24400910)
poi su 3 mesi, 6 mesi o un anno e' difficile fare previsioni.

Ti dico la mia, se non fanno qualche operazione di finanza straordinaria, vedo basse le possibilità di Eni di fare meglio dei suoi peers nel 2010 anche dopo aver deluso nel 2009. Spero per gli azionisti Eni che non sia così, ai posteri l'ardua sentenza. :yes:

Capirex85 15-02-10 21:04

Allora, vediamo di tirare le somme sul 2009 di Eni. Devo dire che le cose nella sostanza sono andate come avevo previsto alla fine 2008, ovvero: forte calo dell'utile netto adjusted e del cash flow operativo e conseguente aumento del livello di indebitamento dovuto alle CapEx di poco inferiori al 2008.

Nonostante un anno disastroso per l'economia reale mondiale e per l'industria petrolifera la società è riuscita a mantenere un adeguato rendimento del capitale investito, questo è molto importante per un investitore di lungo periodo come me.

Alla fine è stato confermato il taglio del dividendo che si prevedeva dopo la riduzione dell'acconto, qui bisogna dare merito a 7of9 che era stato uno dei primi a prevedere il taglio già a inizio 2009, in tempi meno sospetti.
Ritengo il taglio del dividendo una mossa ragionevole, visto che anche ad inizio del 2010 in alcuni dei segmenti in cui opera eni le condizioni rimangono challenging. Personalmente però più che il dividendo del prossimo anno mi interessa l'evoluzione futura del free cash flow, da cui dipende la sostenibilità dei dividendi futuri.

Se a fine 2008 avevo pronosticato che il 2009 sarebbe stato un anno difficile e di transazione per la società, adesso invece mi spingo a pronosticare il 2010 sarà l'anno del turnaround delle condizioni del settore.


Mi spiego meglio: anche se per ora non emerge dai dati perchè i vari business operativi sono influenzati da fondamentali diversi, le cose per l'industria hanno già cominciato a migliorare nel 2009 con la prevedibile ripresa dei corsi dell'oil. Questo porterà benefici parziali alla divisione upstream, parziali perchè oltre a petrolio produce anche gas.
I prezzi del gas non hanno avuto lo stesso recupero di quelli del petrolio per questioni legate al mercato del gas che non sto qui ad approfondire, sarebbe troppo lungo, ma negli ultimi mesi hanno iniziato a riprendersi anche loro e nel 2010 e la domanda dovrebbe beneficiare moderatamente della ripresa economica che molto probabilmente avverrà quest'anno.

La raffinazione invece attualmente è in profonda crisi per via del crollo dei margini di raffinazione dovuto al calo della domanda di prodotti raffinati e dell'eccesso di produzione come si vede dai conti delle major più esposte come Exxon Mobil e Chevron. Le cose però sono destinate a normalizzarsi col tempo, perchè prima o poi con la ripresa economica ci sarà una ripresa della domanda e le majors stanno riducendo la produzione di prodotti raffinati per riequilibrare domanda/offerta.

Metto un punto interrogativo sulla petrolchimina, business che non conosco molto bene e che non vedo molto bene all'interno Eni... secondo me non appena si presentano condizioni di mercato migliori il management farebbe bene a sbarazzarsi di questa business unit... a grandi linee vista la ciclicità della industria chimica anche la domanda in questo settore dovrebbe beneficiare della ripresa economica.

Detto in parole povere: mi aspetto che le condizioni rimarranno challenging nella prima metà del 2010, per poi migliorare gradualmente nella seconda parte dell'anno e questo comincerà a emergere sui conti della seconda metà del 2010.

A livello di redditività mi aspetto che aumenteranno rispetto al 2009 sia l'utile netto adjusted che il cash flow operativo, e che aumenterà la redditività del capitale investito. Per quanto riguarda l'indebitamento, a meno di sorprese sul fronte acquisizioni che vedo poco probabili, secondo me siamo molto vicini al picco di questo ciclo in termini relativi. Mi aspetto che il net debt non vari significativamente in termini assoluti ma che diminuiscano il net debt/ebitda e il net debt/equity (che d'ora in avanti chiameremo gearing rate per evitare confusioni col debt/equity).

Capirex85 15-02-10 21:27

2 Allegato/i
L'evoluzione delle condizioni di alcuni fondamentali determinanti per la performance della società. Come potete vedere le condizioni di mercato nella raffinazione si sono significativamente deteriorare nel corso dell'anno. Per fortuna Eni ha una esposizione bassa rispetto ad altre majors (come Exxon, Chevron, Total) alla raffinazione.

Allegato 1200125

La produzione nel 2009 è scesa dell1',6% a causa dei tagli OPEC, senò sarebbe rimasta sostanzialmente invariata. Il tasso di rimpiazzo delle riserve durante l'anno è stato del 96%. Il life index delle riserve rimane praticamente invariato rispetto allo scorso anno a 10.2.

Da questa slides invece si vedono le ragioni dell'aumento dell'indebitamento finanziario netto passato da 18,376 mld a 23,038 mld.
Il cash flow operativo, i disinvestimenti durante l'anno e il flusso di cassa dovuto alla sottoscrizione dell'aumento di capitale da parte delle minoranze di snam rete gas non sono stati sufficienti a coprire il buyout delle minoranze di distrigas, le capex organiche e i flussi di cassa dovuti al dividendo.

Il Free cash flow nell'anno è negativo di 2,4 mld. Mi aspetto che nel 2010 la società torni a generare free cash flow a causa di un incremento del cash flow operativo. Per il 2010 mi aspetto un cash flow operativo tra i 14-16 mld di euro.


Allegato 1200126

Capirex85 15-02-10 21:33

Domani un'approfondimento interessante sulle dinamiche del capitale d'esercizio netto che hanno influito sul cash flow operativo...;)

Capirex85 15-02-10 21:44

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24402232)
Ti dico la mia, se non fanno qualche operazione di finanza straordinaria, vedo basse le possibilità di Eni di fare meglio dei suoi peers nel 2010 anche dopo aver deluso nel 2009. Spero per gli azionisti Eni che non sia così, ai posteri l'ardua sentenza. :yes:

L'unica operazione di finanza straordinaria che vorrei vedere è l'alienazione del business petrolchimico... ma adesso non è il momento.

Spero non cedano Snam, secondo me dentro Eni ci sta molto bene.

Prevedere le performance da oggi a un anno è un pò come giocare d'azzardo... il mercato è imprevedibile... ma probabilmente anche io se dovessi cercare di massimizzare il profitto a 1 anno non sceglierei Eni come titolo.

Ma la mia ottica è molto diversa... come investitore sono disposto a tenere un'azienda anche per sempre a patto che il management continui a convincermi e che non ci sia un'erorisone dei vantaggi competitivi e delle prospettive dell'azienda... non mi interessano le performance dell'azione in un determinato anno, mi interessano su un arco temporale molto lungo.

Detto questo, per me come azionista il 2009 Eni dal punto di vista dei risultati operativi non è stato affatto una delusione... dato che avevo già un'idea su come sarebbero andate le cose... imho i risultati presi nel contesto attuale sono buoni e confermano la solidità dell'azienda.

Seven Of Nine 15-02-10 22:52

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 24408413)

Prevedere le performance da oggi a un anno è un pò come giocare d'azzardo... il mercato è imprevedibile... ma probabilmente anche io se dovessi cercare di massimizzare il profitto a 1 anno non sceglierei Eni come titolo.

Apprezzo la tua onestà, spesso chi è azionista non riesce ad avere un punto di vista distaccato. Il punto cruciale secondo me è sempre il confronto con i peers. Eni non ha battuto i peers nel 2009, gli azionisti scegliendo l'ETF dei peers avrebbero avuto più soddisfazione; se Eni non farà meglio dei peers nel 2010 tanto vale puntare sulla concorrenza. Poi dopo, se il divario fra Eni e i peers si farà troppo alto a livello di prezzo di può parlare di un ribilanciamento.
Se sei azionista di lunghissimo periodo certo non farai questi ragionamenti. Cmq stai facendo un buon lavoro nella recensione e ti faccio i miei complimenti se ne vedono poche come le tue. OK!
Alla conclusione vedrò se le tue stime coincidono con le mie, anche se sono sempre difficili da fare visto che sui risultati di Eni incide molto il prezzo del petrolio.

Capirex85 16-02-10 11:21

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24408979)
Apprezzo la tua onestà, spesso chi è azionista non riesce ad avere un punto di vista distaccato. Il punto cruciale secondo me è sempre il confronto con i peers. Eni non ha battuto i peers nel 2009, gli azionisti scegliendo l'ETF dei peers avrebbero avuto più soddisfazione; se Eni non farà meglio dei peers nel 2010 tanto vale puntare sulla concorrenza. Poi dopo, se il divario fra Eni e i peers si farà troppo alto a livello di prezzo di può parlare di un ribilanciamento.
Se sei azionista di lunghissimo periodo certo non farai questi ragionamenti. Cmq stai facendo un buon lavoro nella recensione e ti faccio i miei complimenti se ne vedono poche come le tue. OK!
Alla conclusione vedrò se le tue stime coincidono con le mie, anche se sono sempre difficili da fare visto che sui risultati di Eni incide molto il prezzo del petrolio.

Certo il confronto con i peers e l'indice è fondamentale... non ci sono discussioni su questo. Semmai la discussione può essere qual'è un orizzonte temporale che rende il confronto significativo... e qua le opinioni diffuse nella cumunità finanziaria sono molto differenti... io sono dell'opinione che l'orizzonte temporale deve essere molto lungo per rendere il confronto significativo, ma non è detto che abbia ragione.

Ti ringrazio per il complimenti e te li rigiro per il lavoro che fai con i tuoi indici;)

Le mie stime non sono certo oro colato, bisogna sempre diffidare da qualsiasi stime perchè non è prevedibile l'evoluzione di tutti gli elementi che influiscono sul risultato della società... mi servono solo per cercare di farmi un'idea concenta dell'evoluzione dei parametri finanziari della società se si verifica lo scenario macroeconomico che ritengo più probabile, ma basta uno shock imprevedibile e si può sballar tutto. Per questo è consigliabile avere un margin of safety quando si investe.

locco68 16-02-10 15:57

complimenti alla discussione e ai loro attori principali.
Intervengo con un articolo sul settore. Io sono un piccolo azionista Eni dal 2005 e ancora aspetto a mediare il mio alto prezzo.....
Offshore Oil The Warren Buffett Way
February-14-2010


Commodities, particularly crude, were trending down last week after China's Central Bank raised bank reserve requirements boosting the US dollar against other major currencies. That marks the second time China has raised its bank reserve requirement in a month.

Ongoing worries about the economy stemming from European debt problems, specifically the lack of a firm Greek bailout plan from European leaders also prompted investors moving out of risky assets. Crude oil fell for the first day in five to below $75 a barrel also partly due to government data showing U.S. inventories rose more than forecast.

Meanwhile U.S. natural gas registered the largest one-day gain last Friday to $5.48 per mmbtu since the beginning of the month on a drop in jobless claims, signaling industrial demand is likely improving, and cold temperatures across the US are boosting residential demand. Industrial Demand accounts for 29% of U.S. consumption.

Oil Services Sector Bottoming Out

While the markets are in a finicky mood from the China and Greek factors, the return of relative stability in oil and natural gas prices has spurred producers to increase their capital budget and restart projects they slowed down or completely deferred a year ago. (Fig. 1)





Absorbing the impact of lower rig counts, weak global demand for fossil fuel and volatile energy prices, the majority of the oil services companies are reporting sharply lower earnings in Q1. However, the rising rig count and producers’ capital budget suggest that oil service markets are probably in the process of bottoming this year, which suggests a good entry point for long-term investors. (Fig. 2)




Oil Majors Go Deepwater & Subsea

Roughly from 2004 to 2008, the onshore, North America in particular, had outshined the offshore in terms of activity growth. But the Great Recession has shifted the tide towards offshore and international. Offshore is one of the few remaining places where the state as well as western oil majors can increase production, while emerging Asian demand is expected to outpace the U.S. and the OECD in coming years.

FBR estimates an increase in deepwater spending of almost triple expected growth in onshore spending will drive offshore spending overall at a rate of around 15% for the next few years. Energy consultants Douglas-Westwood also forecast offshore spending recovering to $439 billion in 2010, up 11% from 2009 with deepwater capital expenditure reaching new highs. (Fig. 3) South America, Mexico, Iraq, Russia, Africa, and the deepwater are the key areas.


Subsea has proven to be considerably more resilient in the downturn, and the secular growth story will continue to improve as the deepwater rig count is expected to increase by 30% in 2012 from 2009 and as projects get more complex and require greater amounts of equipment.

Offshore Infrastructure – The Buffett Way

Warren Buffett made headline last year when he placed the biggest bet of his life with the $34 billion purchase of Burlington North Santa Fe, expecting the infrastructure play will grow as the economy gets back on solid ground.

So, if we apply the same investment strategy as Buffett to the oil services sector, offshore infrastructure will be the logical choice.

Americans vs. Europeans

While oil companies typically fund and own the pipeline, platform, etc, they rely on oil services companies to provide project expertise and resources.

The oil services universe is made up of mainly two camps: Americans and Europeans. American firms such as Halliburton (HAL), Baker Hughes (BHI) and Weatherford (WFT) tend to have a stronger focus on drilling and production services mainly due to the existence of a vast American market, and higher margins.

The European firms, on the other hand, have essentially positioned as specialists in offshore drilling, infrastructure engineering and construction related services.

From Europe with Backlog

Therefore, the current offshore and deepwater trend bodes well for the major European service companies such as Saipem SpA and Technip SA (TKP). Theses two companies are leaders of the European pack dominating in high-tech segments for deepwater activities such as the installation of platforms, the laying of subsea pipelines, the development of subsea fields, etc.,

The oil infrastructure business is generally later cycle and backlog driven, and thus tends to have less volatility in earnings than other energy stocks. That means even if we go into a double dip, these stocks should still be able to generate higher earnings.

Favorable Forex Trend

Dollar appreciation is also a major catalyst. Société Générale estimated that a 10% increase in the dollar translates into an 8% to 10% increase in EBIT for the oil services sector. All oil services companies should benefit but those that combine a sizeable proportion of dollar-based assets with borrowing denominated essentially in euros, for instance, Saipem and Technip (TKP), stand to benefit most.

Furthermore, with euro recently plunging to a near nine-month low amid Greek concerns, the downward momentum is favorable for U.S. investors wishing to add positions in some solid European companies with good long term prospects.

Americans with Niche

All is not lost with the American companies. Large manufacturers of capital equipment such as Cameron (CAM) are poised to benefit as well, since the tender activity for deepwater rigs, subsea equipment, surface, valves and compression will likely accelerate in 2010 with oil companies gaining confidence in the commodity recovery.

Drillers & Seismic – Grinding Ahead

Nevertheless, all services are not created equal. Average day rates for deepwater floating rigs have fallen from up to $550,000 to $350,000. So, the next two years are going to be a grinding period for drillers like Transocean (RIG) and Diamond Offshore (DO) when they have to roll over old contracts at lower rates.

Meanwhile, seismic companies such as CGG Veritas (CGV) and Petroleum Geo-Services (PGS) are still struggling to find a bottom mainly due to vessel overcapacity on the marine side. The sector is also hammered by clients’ preference to use old data instead of shooting new ones in a bid to cut costs.

So, the downward earnings trajectory could signal a buying and/or shorting opportunity depending on investment time frame and strategy.

Oil or Gas, One Sector Does It All

Energy stocks, including shares of services companies, tend to be higher beta, so the sector still has to balance the downside risk of the global growth environment. But as the world journeys on a recovery path, likely with rising oil and gas demand, there is still a significant multi-year opportunity for earnings growth from the oil macro view. (Fig. 4)


In addition, oil services is one sector that stands to benefit from the expected uptrend of either crude or natural gas, or both. With crude and natural gas prices outlook remain diverged in the medium term, this unique characteristic could be a good hedge in any energy/commodities investment portfolio.

Disclosure: No Positions

Dian L. Chu

Economic Forecasts & Opinions

snapo 16-02-10 17:19

Citazione:

Originalmente inviato da locco68 (Messaggio 24415922)
complimenti alla discussione e ai loro attori principali.
Intervengo con un articolo sul settore. Io sono un piccolo azionista Eni dal 2005 e ancora aspetto a mediare il mio alto prezzo.....
Offshore Oil The Warren Buffett Way
February-14-2010

Economic Forecasts & Opinions

Onore e gloria al grande Antonio!!!

thetruth34 16-02-10 17:32

2 Allegato/i
Un saluto a tutti i forumisti... scrivo qualche opinione su Eni, soprattutto per "punzecchiare" quel bacchettone di 7of9 che se non vede Sec Filings, incomincia a parlare male della società in questione! :D :) :p

Premesso che per me parliamo di una delle migliori società italiane (probabilmente tra le large cap, la migliore), vediamo di tirarne fuori qualcosa di più. Che il bilancio 2009 soffrisse un bel calo, penso solo guardando un semplice grafico del petrolio o del gas, si faceva presto a immaginarlo:

Link Oil
Link Natural gas

Tuttavia, mettendola a confronto ai competitors, rispetto ai quali sta decisamente sottoperformando, i conti non è che siano tanto peggio, anzi:

Allegato 1200566

I cali a livello di ricavi, ebit e utile netto son tutti lì, forse Eni ha perso un po' più a livello di marginalità e redditività (anche se il Roi amplifica la presenza dell'indebitamento di Eni maggiore rispetto ai competitors e la penalizza a livello di redditività), ma nulla che giustifichi una sottoperformance di circa il 26% rispetto al benchmark settoriale:

Allegato 1200581

Il taglio del dividendo, ci stava, com'è c'è stato per mezzo mondo, anche se io come Seven (per quanto lo ritenga la formula più semplice e immediata per remunerare gli azionisti), non sono un amante dei dividendi particolarmente corposi e quindi oltre ad esser "felice" per questo taglio, effettivamente gli anni passati si poteva mettere un po' di "fieno in cascina", senza dover aumentare l'indebitamento e ridurre la marginalità (oltre che FCF in rosso), forse unici motivi per cui il mercato ha bastonato più dei competitors Eni.

Cosa che a me, a differenza di Capirex, non convince a pieno è la presenza di Snam Rete Gas. Sostanzialmente con la presenza di Snam, Eni è quasi più un utility, che una semplice una società petrolifera "canonica" e in genere le utility sono trattate (per il loro carattere fortemente difensivo e anticiclico) a premio e non a sconto (e di fatto è così, Snam a livello di quotazione è come se non avesse sentito la crisi), cosa però non avviene per Eni (che direi essere trattata a sconto senza mezzi termini), questo perchè con Snam ci si carica un bel fardello di debito, un business legato soprattutto all'Italia (quindi, parliamoci chiaro, in un paese che economicamente non ha grandissime prospettive di crescita) e soprattutto, Scaroni stesso ha definito le attività di infrastrutture e marketing del metano come una fonte di generazione di cassa da reinvestire nel'upstream, ma di fatto non ha molto senso prendere un cash flow valutato 12x e reinvestirlo in uno valutato circa 1/4 dal mercato (molto interessante a riguardo questo report di Knight Vinke: http://www.knightvinke.com/includes/...ian_150110.pdf, sul sito c'è anche la presentazione completa in inglese).

Queste (Snam, livello di indebitamento e taglio del dividendo) a mio modo di vedere sono le uniche motivazioni che possono aver portato Eni a sottoperformare (e ripeto, a livello di mercato, non certo di bilancio); però anche qui concordo con Capirex, se il mercato non "sbagliasse", non dico che noi fondamentalisti saremmo spacciati, ma sicuramente avremmo meno occasioni. (per sbagliato non intendo che sbagli l'attuale valutazione, il mercato ha ragione punto. Però a mio parere a queste quotazioni lascia spazio per un apprezzamento futuro, decisamente maggiore rispetto ai suoi competitors)

Qualche ultima considerazione macro. Il petrolio per me a questi prezzi è "perfetto". Tra i 65 e i 75 dollari per barile tende a non scontentare troppo nessuno, all'OPEC (e paesi fortemente dipendenti dai prezzi dell'Oil&Gas, come la Russia) per ovvi motivi non piace sui 40 e quei livelli bassissimi di inizio 2009, ma non piace nemmeno sulle follie oltre i 100 del 2008 (di fatto le economie, europea in particolare, non lo sostengono e incomincerebbero incentivi su energie alternative). Per le economie sviluppate appunto, c'è un discreto livello di sostenibilità, per cui non si inventano tasse o incentivi ad altre industrie, quindi dovrebbe a mio parere giovare ai bilanci di tutto il settore e quindi anche di Eni.

Ovviamente, dalla prima all'ultima, considerazioni personali, accetto critiche (anche distruttive :D), pareri e consigli. A presto!

snapo 16-02-10 17:48

Citazione:

Originalmente inviato da thetruth34 (Messaggio 24417664)
Un saluto a tutti i forumisti... scrivo qualche opinione su Eni, soprattutto per "punzecchiare" quel bacchettone di 7of9 che se non vede Sec Filings, incomincia a parlare male della società in questione! :D :) :p

Premesso che per me parliamo di una delle migliori società italiane (probabilmente tra le large cap, la migliore), vediamo di tirarne fuori qualcosa di più. Che il bilancio 2009 soffrisse un bel calo, penso solo guardando un semplice grafico del petrolio o del gas, si faceva presto a immaginarlo:

Link Oil
Link Natural gas

Tuttavia, mettendola a confronto ai competitors, rispetto ai quali sta decisamente sottoperformando, i conti non è che siano tanto peggio, anzi:

Allegato 1200566

I cali a livello di ricavi, ebit e utile netto son tutti lì, forse Eni ha perso un po' più a livello di marginalità e redditività (anche se il Roi amplifica la presenza dell'indebitamento di Eni maggiore rispetto ai competitors e la penalizza a livello di redditività), ma nulla che giustifichi una sottoperformance di circa il 26% rispetto al benchmark settoriale:

Allegato 1200581

Il taglio del dividendo, ci stava, com'è c'è stato per mezzo mondo, anche se io come Seven (per quanto lo ritenga la formula più semplice e immediata per remunerare gli azionisti), non sono un amante dei dividendi particolarmente corposi e quindi oltre ad esser "felice" per questo taglio, effettivamente gli anni passati si poteva mettere un po' di "fieno in cascina", senza dover aumentare l'indebitamento e ridurre la marginalità (oltre che FCF in rosso), forse unici motivi per cui il mercato ha bastonato più dei competitors Eni.

Cosa che a me, a differenza di Capirex, non convince a pieno è la presenza di Snam Rete Gas. Sostanzialmente con la presenza di Snam, Eni è quasi più un utility, che una semplice una società petrolifera "canonica" e in genere le utility sono trattate (per il loro carattere fortemente difensivo e anticiclico) a premio e non a sconto (e di fatto è così, Snam a livello di quotazione è come se non avesse sentito la crisi), cosa però non avviene per Eni (che direi essere trattata a sconto senza mezzi termini), questo perchè con Snam ci si carica un bel fardello di debito, un business legato soprattutto all'Italia (quindi, parliamoci chiaro, in un paese che economicamente non ha grandissime prospettive di crescita) e soprattutto, Scaroni stesso ha definito le attività di infrastrutture e marketing del metano come una fonte di generazione di cassa da reinvestire nel'upstream, ma di fatto non ha molto senso prendere un cash flow valutato 12x e reinvestirlo in uno valutato circa 1/4 dal mercato (molto interessante a riguardo questo report di Knight Vinke: http://www.knightvinke.com/includes/...ian_150110.pdf, sul sito c'è anche la presentazione completa in inglese).

Queste (Snam, livello di indebitamento e taglio del dividendo) a mio modo di vedere sono le uniche motivazioni che possono aver portato Eni a sottoperformare (e ripeto, a livello di mercato, non certo di bilancio); però anche qui concordo con Capirex, se il mercato non "sbagliasse", non dico che noi fondamentalisti saremmo spacciati, ma sicuramente avremmo meno occasioni. (per sbagliato non intendo che sbagli l'attuale valutazione, il mercato ha ragione punto. Però a mio parere a queste quotazioni lascia spazio per un apprezzamento futuro, decisamente maggiore rispetto ai suoi competitors)

Qualche ultima considerazione macro. Il petrolio per me a questi prezzi è "perfetto". Tra i 65 e i 75 dollari per barile tende a non scontentare troppo nessuno, all'OPEC (e paesi fortemente dipendenti dai prezzi dell'Oil&Gas, come la Russia) per ovvi motivi non piace sui 40 e quei livelli bassissimi di inizio 2009, ma non piace nemmeno sulle follie oltre i 100 del 2008 (di fatto le economie, europea in particolare, non lo sostengono e incomincerebbero incentivi su energie alternative). Per le economie sviluppate appunto, c'è un discreto livello di sostenibilità, per cui non si inventano tasse o incentivi ad altre industrie, quindi dovrebbe a mio parere giovare ai bilanci di tutto il settore e quindi anche di Eni.

Ovviamente, dalla prima all'ultima, considerazioni personali, accetto critiche (anche distruttive :D), pareri e consigli. A presto!

Finalmente un po' di Controllo Aziendale!
Era ora.
Bravo e bollinato!!!

thetruth34 16-02-10 18:16

1 Allegato/i
Aggiungo un piccolo appunto sui margini di raffineria... che so non essere molto rilevanti per il business di Eni, ma li ho seguiti e li seguo per un mio interesse verso una società (Valero Energy, VLO). Gli spreads tra i principali prodotti estratti dal petrolio e il WTI ( o prodotti di qualità inferiore) si stanno finalmente riprendendo ad allargare, questo significa che i margini di raffinazione dovrebbero riprendere a crescere, questo forse porta più profitti ai competitors che ad Eni, ma sicuramente per la situazione "industriale" è interessante:

Allegato 1200611

Le frecce nere in alto, le ho malamente aggiunte io, ma più o meno fanno vedere la direzione del trend principale.

Per la cronaca, poi finisco il monologo, io in passato ho avuto in portafoglio Total, preferendola a suo tempo ad Eni (ma ormai parlo di un paio di anni fa), questo perchè tuttora a livello di puro bilancio preferisco probabilmente i rivali francesi, però ultimamente (sono abbastanza orientato a rientrare, quando il prezzo mi convincerà a pieno), a livello di possibile upside delle quotazione (ma anche del bilancio) vedo meglio in prospettiva futura Eni. Ovviamente parlo per me, che senza grossi problemi, potrei avere un orizzonte temporale molto ampio (10-20-30-40-50 anni... chi vivrà vedrà!). :)

Capirex85 16-02-10 19:00

Citazione:

Originalmente inviato da thetruth34 (Messaggio 24417664)
Cosa che a me, a differenza di Capirex, non convince a pieno è la presenza di Snam Rete Gas. Sostanzialmente con la presenza di Snam, Eni è quasi più un utility, che una semplice una società petrolifera "canonica" e in genere le utility sono trattate (per il loro carattere fortemente difensivo e anticiclico) a premio e non a sconto (e di fatto è così, Snam a livello di quotazione è come se non avesse sentito la crisi), cosa però non avviene per Eni (che direi essere trattata a sconto senza mezzi termini), questo perchè con Snam ci si carica un bel fardello di debito, un business legato soprattutto all'Italia (quindi, parliamoci chiaro, in un paese che economicamente non ha grandissime prospettive di crescita) e soprattutto, Scaroni stesso ha definito le attività di infrastrutture e marketing del metano come una fonte di generazione di cassa da reinvestire nel'upstream, ma di fatto non ha molto senso prendere un cash flow valutato 12x e reinvestirlo in uno valutato circa 1/4 dal mercato (molto interessante a riguardo questo report di Knight Vinke: http://www.knightvinke.com/includes/...ian_150110.pdf, sul sito c'è anche la presentazione completa in inglese).

Ciao the Truth, è un piacere leggerti perchè le tue considerazioni sono sempre interessanti e ben motivate.

La discussione si sta facendo interessante e finalmente non è più solamente uno scambio di discussioni tra me e Seven... penso che questa sezione di FOL distanzia anni luce le altre per "peso" dei post. E io ritengo che i post vadano pesati e non contanti.

Vedi invece secondo me spremere una cash cow come Snam per reinvestire i suoi corposi flussi di cassa in attività dove è possibile ottenere rendimenti molto elevati del capitale investito come l'upstream e Saipem è un vantaggio molto importante di una conglomenta intregrata nel settore Oil&Gas. E' un'approccio simile a quello che ha fatto Buffett negli ultimi 30 anni con la Berkshire. Scaroni e il suo team ovviamente non hanno le stesse capacità del vecchietto e quindi c'è da aspettarsi risultati ridimensionati:D

Francamente, essendo investitore di lungo periodo periodo, mi interessa poco della valutazione che il mercato assegna in un determinato momento a una società che possiedo... le valutazioni in base ai settori dipendono in buona parte da mode del momento, infatti nel 2005-2007 anche il settore oil presentava il premio che oggi tu intravedi nelle utilities.

10-15 anni molte major farmaceutiche avevano valutazioni da growth stock perchè era in un momento d'oro per queste aziende... ed era un pessimo momento per investirci proprio per questo. Adesso hanno valutazioni molto più contenute perchè è fisiologico che un business non può avere solo anni d'oro... i periodi di grassa e di magra spesso e volentieri si alternano. Stessa cosa per le banche... guarda le valutazioni nel 2005-2006 e guardale adesso... queste sono solo mode del momento e la mia opinione è che un manager degno di essere chiamato tale se ne deve sbattere delle mode di mercato e focalizzarsi solo su 2 cose: massimizzare il free cash flow nel lungo periodo e continuare a incrementare i vantaggi competitivi aziendali.

Io ragiono come se Eni fosse una MIA società NON QUOTATA, quello che mi interessa sono soltanto i suoi vantaggi competitivi e i free cash flow che generà dal momento del mio acquisto in poi. Cerco di farmi un'idea su questi aspetti, cerco di farmi un'idea sul valore di un'azienda usando un free cash flow discount model con ipotesi conservative e poi uso un margin of safety perchè è estremamente difficile valutare questi aspetti, ci si può fare solo un'idea vaga.

Il mercato è lì per servirmi, per permettermi di comprare in certi momenti a un prezzo che io ritengo ragionevole, non per guidare le mie scelte. Correre dietro al mercato è come correre dietro a una donna. Finisce che perdi la donna e la tua autostima.

thetruth34 16-02-10 19:47

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 24418959)
Io ragiono come se Eni fosse una MIA società NON QUOTATA, quello che mi interessa sono soltanto i suoi vantaggi competitivi e i free cash flow che generà dal momento del mio acquisto in poi. Cerco di farmi un'idea su questi aspetti, cerco di farmi un'idea sul valore di un'azienda usando un free cash flow discount model con ipotesi conservative e poi uso un margin of safety perchè è estremamente difficile valutare questi aspetti, ci si può fare solo un'idea vaga.

Il mercato è lì per servirmi, per permettermi di comprare in certi momenti a un prezzo che io ritengo ragionevole, non per guidare le mie scelte. Correre dietro al mercato è come correre dietro a una donna. Finisce che perdi la donna e la tua autostima.

Ciao Capi, il piacere a leggerti è mio...come al solito!

Sul discorso Snam, per carità, io concordo con te che come logica non è stupida (appunto giustamente mi definisci Snam una "cash cow" e non si può dire che non produca cassa per Eni), il problema che io critico è Snam in sè, perchè se mi danno business, bilancio, prospettive future di Snam, probabilmente gli preferisco tantissime altre società in giro per il mondo, ma probabilmente anche per l'Italia, quindi il discorso di avere qualcosa che genera cassa da reinvestire in qualcosa di più redditizio non fa una grinza, ma si potrebbe trovare qualcosa di meglio di Snam, questo è quello che ritengo sia il problema.
Poi Scaroni, a riguardo, giustifica anche con il fatto che fornisce un "link" con il gas Russo, ma anche qui, non è certo l'unica società (Eni) che sfrutta il gas russo (e le altre non hanno una "Snam" in pancia) e comunque a quel punto puoi anche comprare azioni Gazprom e ciccia. Però magari qui, ci sono anche interessi politici, oltre che societari.

Comunque ripeto, il tuo discorso non fa una grinza, è Snam in sè che non mi convince.

Per il resto le tue parole lasciate nel "quote" sopra, musica per le mie orecchie, raramente si sentono dire da chi investe nei mercati di oggi! :)

Capirex85 16-02-10 19:57

Citazione:

Originalmente inviato da thetruth34 (Messaggio 24419478)
Ciao Capi, il piacere a leggerti è mio...come al solito!

Sul discorso Snam, per carità, io concordo con te che come logica non è stupida (appunto giustamente mi definisci Snam una "cash cow" e non si può dire che non produca cassa per Eni), il problema che io critico è Snam in sè, perchè se mi danno business, bilancio, prospettive future di Snam, probabilmente gli preferisco tantissime altre società in giro per il mondo, ma probabilmente anche per l'Italia, quindi il discorso di avere qualcosa che genera cassa da reinvestire in qualcosa di più redditizio non fa una grinza, ma si potrebbe trovare qualcosa di meglio di Snam, questo è quello che ritengo sia il problema.
Poi Scaroni, a riguardo, giustifica anche con il fatto che fornisce un "link" con il gas Russo, ma anche qui, non è certo l'unica società (Eni) che sfrutta il gas russo (e le altre non hanno una "Snam" in pancia) e comunque a quel punto puoi anche comprare azioni Gazprom e ciccia. Però magari qui, ci sono anche interessi politici, oltre che societari.

Comunque ripeto, il tuo discorso non fa una grinza, è Snam in sè che non mi convince.

Per il resto le tue parole lasciate nel "quote" sopra, musica per le mie orecchie, raramente si sentono dire da chi investe nei mercati di oggi! :)

Adesso è tutto più chiaro. Personalmente sono neutrale verso Snam in sè... nel senso che non mi fa impazzire ma non la disdegno neanche... è vero che ha debito pesante però è anche vero che avere un business regolamentato fa comodo... perchè è in grado di far rendere a tassi decenti il capitale investito, non è soggetto a pressioni competitive e produce costantemente flussi di cassa. Quindi è un buon salvagente nei momenti di magra come adesso.

thetruth34 17-02-10 00:43

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 24419587)
Adesso è tutto più chiaro. Personalmente sono neutrale verso Snam in sè... nel senso che non mi fa impazzire ma non la disdegno neanche... è vero che ha debito pesante però è anche vero che avere un business regolamentato fa comodo... perchè è in grado di far rendere a tassi decenti il capitale investito, non è soggetto a pressioni competitive e produce costantemente flussi di cassa. Quindi è un buon salvagente nei momenti di magra come adesso.

Per carità, visto di peggio di Snam (in genere al peggio non c'è mai limite in qualsiasi aspetto della vita! :) ), però è uno dei motivi che mi sembra poter giustificare, nel breve (e concordo che per "noi" non sia affatto rilevante), una sottoperformance del genere. A presto Capi e a tutti i forumisti!

p.s. comunque, non dimentichiamoci, che oltre Snam, Eni in pancia ha anche quel gioeillino di Saipem!

nemo17 17-02-10 07:51

Ciao complimenti a tutti per gli interventi di primissimo livello.
Per quanto riguarda Snam il mio parere è questo :

Se fosse per Scaroni Snam rimarrebbe a vita dentro Eni per tutte le cose che avete detto e per l'importanza strategica che un'infrastruttura simile può avere adesso e sopratutto negli anni a venire. Non so se avete notato la corsa di vari colossi e governi a mettere un piede nei principali gasdotti.
Il guaio è che sta sorgendo un problema anche politico e l'unione europea sta facendo enormi pressioni su Eni per Snam e altri gasdotti dove Eni è forse il principale soggetto europeo negli snodi del gas.
Ecco perchè nonostante tutte le difese e il tempo preso penso proprio che Eni presto o tardi cederà la maggioranza di Snam.
Rimarrà comunque azionista ma questo permetterà di deconsolidare una fetta di debito.

Un altro aspetto interessante sono le azioni proprie così al 31/12/2008:

Nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2008 sono state
acquistate 35,9 milioni di azioni proprie per il corrispettivo
di 778 milioni di euro (in media 21,672 euro per
azione). Dalla data di inizio del programma (1° settembre
2000), sono state acquistate 398,5 milioni di azioni,
pari al 9,95% del capitale sociale, per il corrispettivo di
6.971 milioni di euro (in media 17,495 euro per azione)
che rappresenta il 94,21% del plafond autorizzato dall’Assemblea
degli Azionisti.

Nel 2009 probabilmente per qualche stock option saranno leggermente diminuite ma rimangono sempre attorno al 10% che è il massimo consentito.

Seven Of Nine 17-02-10 11:26

1 Allegato/i
Citazione:

Originalmente inviato da thetruth34 (Messaggio 24417664)
Un saluto a tutti i forumisti... scrivo qualche opinione su Eni, soprattutto per "punzecchiare" quel bacchettone di 7of9 che se non vede Sec Filings, incomincia a parlare male della società in questione! :D :) :p

Beh dopo questo "Alley oop" in gergo cestitisco non posso far altro che schiacchiarla dentro questa palla! :D

Citazione:

Originalmente inviato da thetruth34 (Messaggio 24417664)
Tuttavia, mettendola a confronto ai competitors, rispetto ai quali sta decisamente sottoperformando, i conti non è che siano tanto peggio, anzi:

I cali a livello di ricavi, ebit e utile netto son tutti lì, forse Eni ha perso un po' più a livello di marginalità e redditività (anche se il Roi amplifica la presenza dell'indebitamento di Eni maggiore rispetto ai competitors e la penalizza a livello di redditività), ma nulla che giustifichi una sottoperformance di circa il 26% rispetto al benchmark settoriale:

Ti ringrazio TheTruth:) per aver portato i numeri, visto che i dati sono dati e non sono sensazioni li trovo molto importanti. C'è una parte di essi che è in favore di Eni e una parte contro. Mi sembra che il tuo ragionamento in sostanza è "Eni non ha fatto peggio dei competitors su tutto e ammesso che abbia fatto peggio ciò non giustifica la differenza di performance del titolo nel 2009 rispetto all'ETF della concorrenza". Io partendo dagli stessi arriverò a una conclusione diversa.:yes:

Analizziamo le componenti riportate in Tabella per Eni, il P/CF verrà analizzando a se stante perchè è l'unico indicatore dei presenti legato al prezzo del titolo:

A favore sono: Variazione ricavi, variazione EBIT, EBIT Margin, profit margin.
Contro sono: Varizione utile netto, variazione OCF, variazione FCF, ROI, Debt-equity.

Domada retorica, quali sono le motivazioni? :mmmm: Ovvero, cosa è che accumuna gli indicatori a favore? :mmmm:

Semplice, i parametri a favore (con l'eccezione del profit margin che infatti si scosta poco dalla media) non tengono conto del debito e quindi degli interessi sul debito. I parametri a sfavore tengono tutti in conto il debito.
E cosa facciamo? Possiamo far finta che l'indebitamento maggiore di Eni sia inesistente? Assolutamente no; infatti è assolutamente verosimile che senza la leva del debito, gli indicatori che sono a favore sarebbero stati ridimensionati. Il ROI parla chiaro! Al netto dell'indebitamento la redditività dei competitors è superiore.

Passiamo al prezzo utilizzando il P/CF; la differenza è piccolissima 6,08 vs 5,98. Avendo la differenza così piccola è mia opinione (ed eccola che viene fuori la mia differenza di View con la tua:yes:), che la sottoperformance nel 2009 di Eni rispetto all'indice sia giustificata dal deterioramento dei fondamentali rispetto alla concorrenza. Eni nel 2009 ha free-cash-flow negativo, hanno tagliato il dividendo perchè sono stati costretti a farlo e di certo non si può dire che la loro politica dei dividendi sia stata oculata nel tempo, tutt'altro. E allora mi potrai dire, ehi Seven:p, guarda che Total ha fatto uguale; io risponderò; certo ma c'è una motivazione razionale, aveva disponibilità liquide in cassa 10 volte quelle di Eni! :cool: Bella figura barbina quella di abbassare il dividendo mentre gli altri lo mantengono o lo alzano.. E non è che gli altri siano spendaccioni, semplicemente hanno razionalizzato meglio le loro risorse. Confermo la mia view sector underweight sul titolo, ho serissimi dubbi che il titolo riesca a performare meglio della concorrenza nel 2010 (Se non fanno operazioni di finanza straordinaria). Poi se qualcuno è fissato con l'Olio Europeo e mi chiedesse un titolo, probabilmente direi BP.

Ora passo al confronto analisi aziendale con Capirex:

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 24408097)

Il Free cash flow nell'anno è negativo di 2,4 mld. Mi aspetto che nel 2010 la società torni a generare free cash flow a causa di un incremento del cash flow operativo. Per il 2010 mi aspetto un cash flow operativo tra i 14-16 mld di euro.

Le tue previsioni mi sembrano verosimili; considerando il prezzo del petrolio medio per il 2010 sulla media di questi primi 2 mesi e mezzo nel 2010 i tuoi target mi sembrano raggiungibili. ;)

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 24408097)

Per quanto riguarda l'indebitamento, a meno di sorprese sul fronte acquisizioni che vedo poco probabili, secondo me siamo molto vicini al picco di questo ciclo in termini relativi. Mi aspetto che il net debt non vari significativamente in termini assoluti ma che diminuiscano il net debt/ebitda e il net debt/equity (che d'ora in avanti chiameremo gearing rate per evitare confusioni col debt/equity).

Ed è qui che mi casca Mister Scaroni; se come CEO ci fossi tu o The Truth gli azionisti potrebbero star tranquilli:D; purtroppo non è cosi:no:. Se le precedenti stime si rivelano corrette temo che l'indebitamento possa crescere sia in termini assoluti che in quelli relativi. Ma facciamo stime ottimistiche, ammettiamo che il cash flow from operations sia 17 miliardi di euro, le capex siano 14 miliardi di euro. Free Cash Flow 3 miliardi di euro; peccato che Mister Scaroni spinto dal governo brucia cash italiano voglia dare un dividendo a 4 miliardi di euro. La differenza la deve chiedere alle banche (perchè le risorse liquide di Eni sono molto basse rispetto alla sua stazza), così si aumenta il debito, aumentano gli interessi passivi in se e poi le agenzie di rating si insospettiscono, potrebbero abbassare il rating e aggiungere ulteriori interessi passivi che si vanno a mangiare l'utile degli azionisti. No no Mister Scaroni, così non ci siamo proprio... :no:

Madeye 18-02-10 09:17

Ecco un altro stakeholder di Eni...ormai da un po' di tempo :D

thetruth34 18-02-10 12:46

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24424374)
Beh dopo questo "Alley oop" in gergo cestitisco non posso far altro che schiacchiarla dentro questa palla! :D

Hola Seven!

Sulle variazioni dei flussi di cassa ti do ragione, sono andati giù alla grande e spesso più dei competitors (anche se per le majors Usa, stranamente ancora non hanno proposto il cash flow statement), però qui sarebbero da studiarsi anche le dinamiche del CCN, che Capi aveva annunciato essere rilevanti e di interesse, semmai attendiamo il suo intervento a riguardo.

Un'altra cosa importante in effetti è il P/OCF, che non evidenzia una particolare sottovalutazione rispetto ai competitors, poi c'è chi dice che andrebbe usato l'EV/DACF per i petroliferi (sostanzialmente l'Enteprise Value diviso il flusso di cassa operativo (post variazioni CCN) + oneri finanziari + CapEx dell'exploration) e qui Eni risulterebbe a sconto rispeto ai competitors, però andiamo in un campo che conosco meno.

Una cosa che però a me non preoccupa di Eni è il debito, io in genere sono molto attento a scegliere società poco indebitate, ma soprattutto che abbiano un debito sostenibile. Eni, per quanto abbia quel 0.46 di Debt/Equity e 1.1 di Debt/Ebitda, appunto in alcuni casi valori maggiori dei competitors, è un tipo di società che per settore, redditività e generazione di cassa, ci mette 1-2 trimestri a ridurre il debito ai livelli dei competitors.

Come ho detto comunque, che a livello di vero e proprio bilancio (guardando solo i numeri) sia un po' peggio di BP e Total, probabilmente concordo, ma come upside, lo vedo maggiore (e alla fine, per una scelta di investimento, è quello che conta).

A presto e in bocca al lupo a Madeye per il suo investimento (probabile che entrerò anche io prima o poi... comunque ovviamente ve ne accorgerete, perchè ci sarà il comunicato della Consob, perchè il capitale sarà il 3-4% dell'Eni :D:D)

Seven Of Nine 19-02-10 12:29

Citazione:

Originalmente inviato da thetruth34 (Messaggio 24437870)
(probabile che entrerò anche io prima o poi... comunque ovviamente ve ne accorgerete, perchè ci sarà il comunicato della Consob, perchè il capitale sarà il 3-4% dell'Eni :D:D)

Azzen ci vai giù pesante! :D

Dicci quando ci metti i cipponi che ci prepariamo e ti trakkiamo con l'ETF! A meno che anche tu non abbia un orizzonte temporale di 15 anni.. in quel caso mi arrendo :censored:

Ovviamente 5 secondi prima del tuo ordine ti faccio giurare sopra la bibbia e il corano che non entri solo per il dividendone ed evitare la doppia tassazione di aziende estere! :p

unprincipiante 23-02-10 10:56

Buongiorno a tutti.
Mi confermate che Eni staccherà un dividendo pari a 0.5€ per azione per il 2010?
Saluti

frimo884 23-02-10 17:18

Citazione:

Originalmente inviato da unprincipiante (Messaggio 24481625)
Buongiorno a tutti.
Mi confermate che Eni staccherà un dividendo pari a 0.5€ per azione per il 2010?
Saluti

si

Seven Of Nine 23-02-10 19:47

Citazione:

Originalmente inviato da unprincipiante (Messaggio 24481625)
Buongiorno a tutti.
Mi confermate che Eni staccherà un dividendo pari a 0.5€ per azione per il 2010?
Saluti

Va be che sei principiante, ma andare sul sito di Eni non mi sembra un grosso sforzo! :D

http://www.eni.com/it_IT/media/comun...rimestre.shtml

Leggi tutto attentamente e trai le tue conclusioni. :)

Capirex85 25-02-10 13:59

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24450508)
Azzen ci vai giù pesante! :D

Dicci quando ci metti i cipponi che ci prepariamo e ti trakkiamo con l'ETF! A meno che anche tu non abbia un orizzonte temporale di 15 anni.. in quel caso mi arrendo :censored:

Ovviamente 5 secondi prima del tuo ordine ti faccio giurare sopra la bibbia e il corano che non entri solo per il dividendone ed evitare la doppia tassazione di aziende estere! :p

Per me il confronto si può fare anche tra la performance dal mio primo acquisto e la performance nel rispettivo periodo del FTSE MIB, l'indice generale europeo e l'indice europeo di settore... bisognerebbe però tener conto anche dei dividendi per un confronto più oggettivo, e francamente non so dove trovare i dividendi dei vari indici...:mmmm:

Seven Of Nine 25-02-10 14:34

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 24508772)
Per me il confronto si può fare anche tra la performance dal mio primo acquisto e la performance nel rispettivo periodo del FTSE MIB, l'indice generale europeo e l'indice europeo di settore... bisognerebbe però tener conto anche dei dividendi per un confronto più oggettivo, e francamente non so dove trovare i dividendi dei vari indici...:mmmm:

La mia era più una provocazione verso TheTruth più che altro. :)

Cmq penso che si possano ritrovare le distribuzioni dei dividendi sugli ETF, o almeno per l'IVV che segue l'S&P 500 io lo faccio sulla simulazione fra indici; poi Eni è anche quotata al NYSE e questo avvantaggerebbe il tutto. Mi sembra giustissimo tenere in conto anche il dividendo. :yes:

Seven Of Nine 03-03-10 11:41

Il refining business è in grossa difficoltà. Eni però è meno esposta a quel segmento al contrario di Total e Shell; riuscirà a Eni a sfruttare questo vantaggio e a trasporto in un conto economico migliore? Ai posteri l'ardua sentenza. Io continuo a preferire BP http://www.bloomberg.com/apps/news?p...d=am97gehv2m9A, http://www.bloomberg.com/apps/news?p...d=aEycRM9Tl5bM.
Ma sarei contento se il mercato mi smentisse considerato la grande prensenza di azionisti Eni in questa sezione. ;)

Capirex85 05-03-10 15:24

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24563482)
Il refining business è in grossa difficoltà. Eni però è meno esposta a quel segmento al contrario di Total e Shell; riuscirà a Eni a sfruttare questo vantaggio e a trasporto in un conto economico migliore? Ai posteri l'ardua sentenza. Io continuo a preferire BP http://www.bloomberg.com/apps/news?p...d=am97gehv2m9A, http://www.bloomberg.com/apps/news?p...d=aEycRM9Tl5bM.
Ma sarei contento se il mercato mi smentisse considerato la grande prensenza di azionisti Eni in questa sezione. ;)

La raffinazione secondo me resterà in difficoltà fino a fine anno, ma credo che lo stesso valga per il mercato del gas su cui Eni è fortemente esposta.

Per onesta intellettuale dico che vedo poco probabilie che sovraperformi il settore nel breve mentre imho ci sono buone chances che lo faccia quando le pesanti capex degli ultimi 2-3 anni daranno i loro frutti... Eni in questo momento io la consiglierei solo all'investitore di lungo periodo che non si fa spaventare dagli scrolloni di mercato ed aspetta pazientemente che il frutto maturi.

Capirex85 05-03-10 19:29

1 Allegato/i
Ecco l'approfondimento su dinamiche straordinarie del capitale di esercizio netto che avevo promesso.

Il cash flow operativo di Eni è stato impattato negativamente da rettifiche al fondo imposte netto dovuti a utili inferiori a quanto previsto, ed è stato impattato positivamente dallo storno di partecipazioni destinate alla vendita.

L'impatto netto sull'OCF di ENI è stato circa 600 mln di euro.

Allegato 1210056

Seven Of Nine 11-03-10 15:32

I rischi nigeriani si concretizzano.. si sono dimenticati di contare questo sui dati preconsuntivi..

Eni cede in Borsa dopo annuncio accantonamento da 250 milioni

Eni scivola a Piazza Affari dopo l'annuncio dell'accantonamento da 250 milioni al fondo contenziosi legali per la controversia relativa al consorzio Tsjk in Nigeria. I titoli del cane a sei zampe perdono così l'1,45% a 17,61 euro. Il gruppo di San Donato Milanese ha precisato che l'onere, classificato fra quelli non ricorrenti in conformità alle disposizioni Consob, non modifica l'utile adjusted consolidato di 5,2 miliardi annunciato nel preconsuntivo. Cambiano, invece, il bilancio consolidato e il bilancio d'esercizio di Eni per il 2009, che chiudono rispettivamente con l'utile netto di 4,4 e di 5 miliardi. Il Cda della compagnia ha deliberato inoltre di proporre all'assemblea la distribuzione di un dividendo da un euro per azione.

thetruth34 12-03-10 16:09

1 Allegato/i
Sono usciti i dati ufficiali 2009: http://www.eni.com/it_IT/attachments...ancio-2009.pdf

E soprattutto il piano strategico 2010-2013: http://www.eni.com/it_IT/attachments...y-2010-ita.pdf

Continuano i forti investimenti, con conseguenti flussi di cassa sotto stress e forse un indebitamento destinato a crescere ancora un po' per i prossimi anni.

Qui una mia personalissima (e probabilmente del tutto sbagliata :D) valutazione del titolo con il DFCF, ipotesi son tutte scritte sopra (a mio parere restrittive sia ipotesi, sia previsioni, ma ci vado piano con "oggetti" che maneggio a fatica), è divisa in Best e Worst Case Scenario (ovviamente per come la vedo io), sono benaccette critiche/consigli/pareri, premettendo che non sono un grande fan del DFCF e non ne faccio un motivo d'investimento (quanto meno da solo), però per divertimento, questo è ciò che è venuto fuori :):

Allegato 1213910

Seven Of Nine 12-03-10 16:58

Citazione:

Originalmente inviato da thetruth34 (Messaggio 24672470)
Sono usciti i dati ufficiali 2009: http://www.eni.com/it_IT/attachments...ancio-2009.pdf

E soprattutto il piano strategico 2010-2013: http://www.eni.com/it_IT/attachments...y-2010-ita.pdf

Continuano i forti investimenti, con conseguenti flussi di cassa sotto stress e forse un indebitamento destinato a crescere ancora un po' per i prossimi anni.

Qui una mia personalissima (e probabilmente del tutto sbagliata :D) valutazione del titolo con il DFCF, ipotesi son tutte scritte sopra (a mio parere restrittive sia ipotesi, sia previsioni, ma ci vado piano con "oggetti" che maneggio a fatica), è divisa in Best e Worst Case Scenario (ovviamente per come la vedo io), sono benaccette critiche/consigli/pareri, premettendo che non sono un grande fan del DFCF e non ne faccio un motivo d'investimento (quanto meno da solo), però per divertimento, questo è ciò che è venuto fuori :):

Allegato 1213910

Ammazza che lavorone:bow:, qui la professionalità va alle stelle!:clap:

Ascolta ti volevo chiedere, i tuoi 2 target (uno ottimista e uno pessimista) quando dovrebbe raggiungerli? Hanno una scadenza? Oppure vanno a più infinito?..:mmmm:

Salviati. 12-03-10 16:58

Citazione:

Originalmente inviato da thetruth34 (Messaggio 24672470)
Sono usciti i dati ufficiali 2009: http://www.eni.com/it_IT/attachments...ancio-2009.pdf

E soprattutto il piano strategico 2010-2013: http://www.eni.com/it_IT/attachments...y-2010-ita.pdf

Continuano i forti investimenti, con conseguenti flussi di cassa sotto stress e forse un indebitamento destinato a crescere ancora un po' per i prossimi anni.

Qui una mia personalissima (e probabilmente del tutto sbagliata :D) valutazione del titolo con il DFCF, ipotesi son tutte scritte sopra (a mio parere restrittive sia ipotesi, sia previsioni, ma ci vado piano con "oggetti" che maneggio a fatica), è divisa in Best e Worst Case Scenario (ovviamente per come la vedo io), sono benaccette critiche/consigli/pareri, premettendo che non sono un grande fan del DFCF e non ne faccio un motivo d'investimento (quanto meno da solo), però per divertimento, questo è ciò che è venuto fuori :):

Allegato 1213910

ENI era una volta ora non piu'.

Ho troppe scartoffie sulla scriva-mia, non ho tempo.

Non mi sottraggo.

Osservazione preliminare, se possibile adotterei un c/economico a scalare meno sintetico, classico a comparti.

Buona serata

Salviati. 12-03-10 17:03

PS
Per proiezioni si adotta uno scalare dettagliato con in testa il Valore aggiunto del venduto, MOL,RO, OF , ROS....



Il trend delle % di rigo anno dopo anno sono la verità, il resto minkiate.

thetruth34 12-03-10 17:05

Citazione:

Originalmente inviato da Salviati. (Messaggio 24673577)
ENI era una volta ora non piu'.

Ho troppe scartoffie sulla scriva-mia, non ho tempo.

Non mi sottraggo.

Osservazione preliminare, se possibile adotterei un c/economico a scalare meno sintetico, classico a comparti.

Buona serata

Ok, ci provo prossimi giorni. Teniamo conto che sono una mezza pippa comunque! :)

Attendo ansioso i suoi commenti!

Citazione:

PS
Per proiezioni si adotta uno scalare dettagliato con in testa il Valore aggiunto del venduto, MOL,RO, OF , ROS....



Il trend delle % di rigo anno dopo anno sono la verità, il resto minkiate.
Ok (l'ho visto su diversi report, il problema ovviamente è che le mie stime purtroppo sono un po' più superficiali e quindi meno nel dettaglio, ci proverò comunque!)

Seven Of Nine 12-03-10 17:06

Citazione:

Originalmente inviato da thetruth34 (Messaggio 24672470)
Sono usciti i dati ufficiali 2009: http://www.eni.com/it_IT/attachments...ancio-2009.pdf

E soprattutto il piano strategico 2010-2013: http://www.eni.com/it_IT/attachments...y-2010-ita.pdf

Continuano i forti investimenti, con conseguenti flussi di cassa sotto stress e forse un indebitamento destinato a crescere ancora un po' per i prossimi anni.

Qui una mia personalissima (e probabilmente del tutto sbagliata :D) valutazione del titolo con il DFCF, ipotesi son tutte scritte sopra (a mio parere restrittive sia ipotesi, sia previsioni, ma ci vado piano con "oggetti" che maneggio a fatica), è divisa in Best e Worst Case Scenario (ovviamente per come la vedo io), sono benaccette critiche/consigli/pareri, premettendo che non sono un grande fan del DFCF e non ne faccio un motivo d'investimento (quanto meno da solo), però per divertimento, questo è ciò che è venuto fuori :):

Allegato 1213910

Sto leggendo meglio i dati il Worst Case Scenario non mi sembra abbastanza "Worst" :mmmm:

thetruth34 12-03-10 17:08

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24673567)
Ammazza che lavorone:bow:, qui la professionalità va alle stelle!:clap:

Ascolta ti volevo chiedere, i tuoi 2 target (uno ottimista e uno pessimista) quando dovrebbe raggiungerli? Hanno una scadenza? Oppure vanno a più infinito?..:mmmm:

Diciamo che non è un target price... è un suo "fair value"... quanto vale per me Eni... però, come ha già notato Salviati, gli errori (anche solo di previsione) sono innumerevoli!

thetruth34 12-03-10 17:11

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24673785)
Sto leggendo meglio i dati il Worst Case Scenario non mi sembra abbastanza "Worst" :mmmm:

Oddio, a mio parere è il "best" che non è abastanza "best". :D Il worst sostanzialmente prevede livelli simili a quelli del 2009, che, parliamoci chiaro, è una bella annata del cacchio! :)

Salviati. 12-03-10 17:22

Citazione:

Originalmente inviato da thetruth34 (Messaggio 24673740)
Ok, ci provo prossimi giorni. Teniamo conto che sono una mezza pippa comunque! :)

Attendo ansioso i suoi commenti!


Ok (l'ho visto su diversi report, il problema ovviamente è che le mie stime purtroppo sono un po' più superficiali e quindi meno nel dettaglio, ci proverò comunque!)


Intendo:
Se MOL in % diciamo 2008 45% 2009 47%

vado a vedere cosa ha causato miglioramento: Valore aggiunto del venduto (migliori prezzi tra compro e vendo) o minori costi?
Se minori costi, quali? Personale, servizi di terzi, commerciali....

e così via....

poi provo a proiettare
+ Fatturato 10% mi porta + personale x% + costi commerciali% + oneri finanziari%

Il tutto è compatibile con il mio MOL% precedente, se il MOL% puo' aumentare perche'? Ho investito in tecnologie con minor impatto sul conto economico?




Buon week end.

Seven Of Nine 12-03-10 17:26

Citazione:

Originalmente inviato da thetruth34 (Messaggio 24673892)
Oddio, a mio parere è il "best" che non è abastanza "best". :D Il worst sostanzialmente prevede livelli simili a quelli del 2009, che, parliamoci chiaro, è una bella annata del cacchio! :)

Non dico che i conti Eni non miglioreranno nel futuro, per carità. Anche se come sai non mi piace Eni neanche all'interno del suo settore.

La mia annotazione sul "Worst" è perchè fai aumentare tutto. Fai aumentare tutti i dati "buoni" tutti gli anni e aumenti anche il margine nel 2014 dove abbassi anche gli investimenti.

Per restare il tema il titolo cala oggi per questo, loro stessi cambiano le stime alla velocità della luce:

"The Rome-based company expects production to grow at an average annual rate of more than 2 percent until 2016. It had previously forecast output to grow 3.5 percent through 2012".

robertocf4 12-03-10 17:30

46

thetruth34 12-03-10 18:29

1 Allegato/i
Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24674200)
Non dico che i conti Eni non miglioreranno nel futuro, per carità. Anche se come sai non mi piace Eni neanche all'interno del suo settore.

La mia annotazione sul "Worst" è perchè fai aumentare tutto. Fai aumentare tutti i dati "buoni" tutti gli anni e aumenti anche il margine nel 2014 dove abbassi anche gli investimenti.

Per restare il tema il titolo cala oggi per questo, loro stessi cambiano le stime alla velocità della luce:

"The Rome-based company expects production to grow at an average annual rate of more than 2 percent until 2016. It had previously forecast output to grow 3.5 percent through 2012".

Ripeto, se prevedo crescita per un titolo il best case scenario è molta crescita, il worst case scenario è poca crescita.

Quindi, anche nel secondo caso, non ha senso che mi metta a ridurre margini. Poi la previsione best/worst non la faccio tanto a livello di ammortamenti/investimenti/variazioniccn che appunto tengo fisse, ma a livello di crescita dei ricavi e dei margini (e comunque ripeto, come ha già sottolineato Salviati, è una valutazione molto superficiale la mia). Poi i margini li faccio migliorare, ma 14% di ebit margin, nel quale Eni, escludendo il 2009, ha una media sopra il 20%, lo ritengo comunque conservativo.

Potrei invece mantenere costanti le CapEx, il fatto è che sono molto alte ed io mi aspettavo già da questo piano 2010-2013 che fossero ridotte, quindi lì forse ho peccato un po', il risultato tuttavia non è estremamente diverso (mettiamoci anche nelle ipotesi un costo del capitale di terzi altino rispetto a quello di Eni, risk free usando il decennale e il tasso di crescita "g" che in genere si tiene all'1% a 0.25%!):

Allegato 1214039

Salviati. 12-03-10 18:39

Per chi vuole approfondire ENI

MOL 25.86% rispetto al 25.65% del 2008 (stabile)

ma

OF 9.72% rispetto al 6% DEL 2008


Il costo del debito si comporta come un costo fisso.
Per cui al calare del fatturato erode l'utile in modo piu' che proporzionale, alzando il livello del BEP.

Su un totale debiti 43818 MLN abbiamo OF per 8198 MLN pari ad un'incidenza del 18.7% nel 2009 contro un'incidenza del 15.7% del 2008


Ovviamente negli OF non ci sono solo interessi passivi, ma anche futures e derivati vari e forse anche leasing.

Ma che non siano solo interessi passivi rende meno elastici gli OF, un altro calo di fatturato e il rosso è vicino.


Approfondite....:D

Salviati. 12-03-10 18:53

Correggo:

Ho invertito incidenza oneri finanziari

2009 7.7% del fatturato
2008 7.58% del fatturato

2009 14.8% dei debiti
2008 19.8% dei debiti

La sostanza non cambia, si comporta troppo rigidamente e il 7.58 del fatturato è troppo alto rispetto alla media.

Un 5 al bilancio che porta la colonna corrente all'ultimo posto.

codam 12-03-10 18:55

ENI: SCARONI, TERZA OIL COMPANY AL MONDO PER REDDITIVITA'
(TLB-ASCA) - San Donato Milanese (Mi), 12 mar - Nei 5 anni di gestione targata Paolo Scaroni, Eni e' diventata una delle compagnie energetiche pia' redditizie per i propri azionisti, piazzandosi al terzo posto della classifica mondiale per reddittivita' dopo i colossi Total e Chevron. A rivendicarlo, con un pizzico di orgoglio, e' stato lo stesso ad dell'Eni, che ha introdotto la conferenza stampa di presentazione del piano industriale tracciando un bilancio dei suoi anni ai vertici del gruppo di San Donato Milanese. ''Da quando sono in Eni - ha detto Scaroni - in termini di reddittivita' siamo il terzo gruppo al mondo, dopo Total e Chevron ma piazzandoci meglio di Exxon, Shell, Repsol e Conoco''. Merito soprattutto, ha spiegato Scaroni, della strategia aziendale seguita nell'ultimo quinquennio: ''Quando sono arrivato in Eni nel 2005, confesso che del core business di Eni non ne sapevo nulla. Erano in molti a sollecitarmi di ristrutturare Eni, cedere alcuni asset come Snam Rete Gas e Saipem per rendere Eni una piccola Exxon. In genere accetto volentieri i consigli degli analisti e di chi conosceva questo business meglio di me, ma una volta raccolte le idee ho fatto esattamente l'opposto''. Scelte che, numeri alla mano, alla fine ''sono state felici: il ritorno dall'investimento per gli azionisti e' stato del 65% su Snam Rete Gas e addirittura del 210% su Saipem''. Tutto cio', ha detto Scaroni tirando le somme, dimostra che ''Eni e' diversa, e' differente. Eni non vuole essere una piccola Shell o una piccola Exxon e siamo felici di essere diversi. Ed e' proprio su questa nostra diversita' - ha concluso Scaroni - che garantiamo ai nostri azionisti performace migliori del nostro gruppo di riferimento''. fcz/mcc/rob

Seven Of Nine 12-03-10 19:15

1 Allegato/i
Citazione:

Originalmente inviato da codam (Messaggio 24675361)
ENI: SCARONI, TERZA OIL COMPANY AL MONDO PER REDDITIVITA'
(TLB-ASCA) - San Donato Milanese (Mi), 12 mar - Nei 5 anni di gestione targata Paolo Scaroni, Eni e' diventata una delle compagnie energetiche pia' redditizie per i propri azionisti, piazzandosi al terzo posto della classifica mondiale per reddittivita' dopo i colossi Total e Chevron. A rivendicarlo, con un pizzico di orgoglio, e' stato lo stesso ad dell'Eni, che ha introdotto la conferenza stampa di presentazione del piano industriale tracciando un bilancio dei suoi anni ai vertici del gruppo di San Donato Milanese. ''Da quando sono in Eni - ha detto Scaroni - in termini di reddittivita' siamo il terzo gruppo al mondo, dopo Total e Chevron ma piazzandoci meglio di Exxon, Shell, Repsol e Conoco''. Merito soprattutto, ha spiegato Scaroni, della strategia aziendale seguita nell'ultimo quinquennio: ''Quando sono arrivato in Eni nel 2005, confesso che del core business di Eni non ne sapevo nulla. Erano in molti a sollecitarmi di ristrutturare Eni, cedere alcuni asset come Snam Rete Gas e Saipem per rendere Eni una piccola Exxon. In genere accetto volentieri i consigli degli analisti e di chi conosceva questo business meglio di me, ma una volta raccolte le idee ho fatto esattamente l'opposto''. Scelte che, numeri alla mano, alla fine ''sono state felici: il ritorno dall'investimento per gli azionisti e' stato del 65% su Snam Rete Gas e addirittura del 210% su Saipem''. Tutto cio', ha detto Scaroni tirando le somme, dimostra che ''Eni e' diversa, e' differente. Eni non vuole essere una piccola Shell o una piccola Exxon e siamo felici di essere diversi. Ed e' proprio su questa nostra diversita' - ha concluso Scaroni - che garantiamo ai nostri azionisti performace migliori del nostro gruppo di riferimento''.

Bravo, 7+

Salviati. 12-03-10 19:23

Giudizio di sintesi su ENI

2009 AA- 2008 AAA



Outlook senza miglioramenti

Ricavi - 21% Utili netti - 44%

Struttura dei costi poco flessibile.
Se la crisi di ricavi continua possibile passaggio a rosso del conto economico.


Edit:

Il buon rating (sia pure in evidente flessione) è dovuto al grado elevato di patrimonializzazione ereditato dalle precedenti gestioni.
I rimanenti dati gestionali sono tutti sul filo del rasoio.
outlook grigio.

Redditività al limite del BEP.

paolo73 14-03-10 20:38

Citazione:

Originalmente inviato da codam (Messaggio 24675361)
ENI: SCARONI, TERZA OIL COMPANY AL MONDO PER REDDITIVITA'
(TLB-ASCA) - San Donato Milanese (Mi), 12 mar - Nei 5 anni di gestione targata Paolo Scaroni, Eni e' diventata una delle compagnie energetiche pia' redditizie per i propri azionisti, piazzandosi al terzo posto della classifica mondiale per reddittivita' dopo i colossi Total e Chevron. A rivendicarlo, con un pizzico di orgoglio, e' stato lo stesso ad dell'Eni, che ha introdotto la conferenza stampa di presentazione del piano industriale tracciando un bilancio dei suoi anni ai vertici del gruppo di San Donato Milanese. ''Da quando sono in Eni - ha detto Scaroni - in termini di reddittivita' siamo il terzo gruppo al mondo, dopo Total e Chevron ma piazzandoci meglio di Exxon, Shell, Repsol e Conoco''. Merito soprattutto, ha spiegato Scaroni, della strategia aziendale seguita nell'ultimo quinquennio: ''Quando sono arrivato in Eni nel 2005, confesso che del core business di Eni non ne sapevo nulla. Erano in molti a sollecitarmi di ristrutturare Eni, cedere alcuni asset come Snam Rete Gas e Saipem per rendere Eni una piccola Exxon. In genere accetto volentieri i consigli degli analisti e di chi conosceva questo business meglio di me, ma una volta raccolte le idee ho fatto esattamente l'opposto''. Scelte che, numeri alla mano, alla fine ''sono state felici: il ritorno dall'investimento per gli azionisti e' stato del 65% su Snam Rete Gas e addirittura del 210% su Saipem''. Tutto cio', ha detto Scaroni tirando le somme, dimostra che ''Eni e' diversa, e' differente. Eni non vuole essere una piccola Shell o una piccola Exxon e siamo felici di essere diversi. Ed e' proprio su questa nostra diversita' - ha concluso Scaroni - che garantiamo ai nostri azionisti performace migliori del nostro gruppo di riferimento''. fcz/mcc/rob


salve a tutti,
posso chiedere a chi e' piu' bravo di me con i numeri, se quello che scaroni dice e' vero?
inoltre come mai se eni e' meno esposta alla caduta dei margini di raffinazione, ha fatto peggio di total come diminuzione dell'utile?
a me sembra che eni fosse effettivamente meglio gestita di total nel 2007-8, ma nel 2009 total ha fatto meglio.

grazie , complimenti vivi per ladiscussione eccezionalmente istruttiva:)

Seven Of Nine 14-03-10 21:21

Citazione:

Originalmente inviato da paolo73 (Messaggio 24685689)
salve a tutti,
posso chiedere a chi e' piu' bravo di me con i numeri, se quello che scaroni dice e' vero?

Nell'arco temporale 5 anni Eni ha fatto meglio di alcune concorrenti, negli ultimi 3 ha perso bastonate da molti e nell'ultimo anno da quasi da tutte.
Tuttavia il passato conta fino a un certo punto, se uno entra in Eni ora deve capire quello che avverrà in futuro. E su questo come avrai visto dai passati posts ci sono diversi punti di vista.:)

Citazione:

Originalmente inviato da paolo73 (Messaggio 24685689)
inoltre come mai se eni e' meno esposta alla caduta dei margini di raffinazione, ha fatto peggio di total come diminuzione dell'utile?

Il grosso del problema dei margini di raffinazione non è stato costante per tutti i trimestri dell'anno ma si è verificato soprattuto nella seconda metà dell'anno. Dovrebbe essere presente anche le Q1 2010, quando avremo i dati si vedrà; anche se la redditività vera per le majors viene dal segmento esplorazione e produzione. Detto che nel settore Total e Shell sono più esposte nella raffinazione (che è in difficoltà) rispetto alle concorrenti non significa che Eni farà matematicamente meglio. E' un vantaggio in più ma sta al managment Eni sfruttarlo o meno. :cool:

Salviati. 15-03-10 09:13

Su ENI bisogna fare alcune considerazioni extracontabili.
Negli ultimi tempi su è accentuata la funzione di Cash-dispenser ATM a favore del governo.

Quando governo chiama Scaroni prontamente apre il blocchetto degli assegni.
La politica dei dividendi segue a ruota.

Poi c'è fibrillazione e pressione psicologica dietro a queste voci che parlano di spezzatino. Non giova a ragionare a mente fredda.

Continua peraltro la funzione baricentrica del titolo in borsa.
Se convertiamo le coordinate di tutti i titoli in ENI-centriche otteniamo una visione altazimutale molto utile a stabilire un orizzonte (0,0) comune.
E ci regoliamo.

Seven Of Nine 15-03-10 09:46

Citazione:

Originalmente inviato da Salviati. (Messaggio 24687887)
Su ENI bisogna fare alcune considerazioni extracontabili.
Negli ultimi tempi su è accentuata la funzione di Cash-dispenser ATM a favore del governo.

Quando governo chiama Scaroni prontamente apre il blocchetto degli assegni.
La politica dei dividendi segue a ruota.

Hai fatto bene a ricordarloOK!; spesso le aziende controllate dallo stato sono fortemente condizionate da dinamiche extra-aziendali. Vedi quello che è successo a Enel (anche se Eni è meglio di Enel). Spesse volte quindi succede che la politica dei dividendi di tali società è scollegata dalle esigenze dell'azienda e quindi dalla creazione di valore per il piccolo azionista. Non hanno alcun piano strategico sulla sostenibilità dei dividendi a lungo termine; solo quando si trovano con l'acqua al collo lo abbassano (come è successo quest'anno). Sempre da pressioni del governo scaturisce il "Niet" a priori sullo scorporo di alcuni segmenti aziendali all'interno di Eni paventata dal fondo Knight che probabilmente aumenterebbe il valore per l'azionista ma andrebbe in constrasto con le esigenze del governo.

vb_rm 15-03-10 15:45

Citazione:

Originalmente inviato da Salviati. (Messaggio 24675626)
Giudizio di sintesi su ENI

Il buon rating (sia pure in evidente flessione) è dovuto al grado elevato di patrimonializzazione ereditato dalle precedenti gestioni.
I rimanenti dati gestionali sono tutti sul filo del rasoio.
outlook grigio.

Redditività al limite del BEP.

Potresti elaborare un pò su questi giudizi ? Quali sono i parametri che ti sembrano maggiormente critici ?
Inoltre, mi interesserebbe capire se tra le majors petrolifere c'è qualche altro titolo che ti sembra messo meglio dal punto di vista dei fondamentali. Grazie

Salviati. 15-03-10 16:58

Citazione:

Originalmente inviato da vb_rm (Messaggio 24694034)
Potresti elaborare un pò su questi giudizi ? Quali sono i parametri che ti sembrano maggiormente critici ?
Inoltre, mi interesserebbe capire se tra le majors petrolifere c'è qualche altro titolo che ti sembra messo meglio dal punto di vista dei fondamentali. Grazie

Il BEP (Break even point) non è un giudizio, è una constatazione.

Lo zoccolo dei costi fissi è troppo alto, scarsamente compatibile con l'attuale livello ricavi.

I raffronti orizzontali (con peers/competitors) mi lasciano perplesso.
Troppo differenti filosofie, governance, %core. Lascio parlare gli appassionati.


Edit:

PS
I costi fissi sono quelli che si comportano come tali, non solo quelli di definizione.

paolo73 15-03-10 17:04

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24685929)
Nell'arco temporale 5 anni Eni ha fatto meglio di alcune concorrenti, negli ultimi 3 ha perso bastonate da molti e nell'ultimo anno da quasi da tutte.
Tuttavia il passato conta fino a un certo punto, se uno entra in Eni ora deve capire quello che avverrà in futuro. E su questo come avrai visto dai passati posts ci sono diversi punti di vista.:)



Il grosso del problema dei margini di raffinazione non è stato costante per tutti i trimestri dell'anno ma si è verificato soprattuto nella seconda metà dell'anno. Dovrebbe essere presente anche le Q1 2010, quando avremo i dati si vedrà; anche se la redditività vera per le majors viene dal segmento esplorazione e produzione. Detto che nel settore Total e Shell sono più esposte nella raffinazione (che è in difficoltà) rispetto alle concorrenti non significa che Eni farà matematicamente meglio. E' un vantaggio in più ma sta al managment Eni sfruttarlo o meno. :cool:

molte grazie della risposta Seven;
la domanda sull' "attendibilita'" delle dichiarazioni di Scaroni e' dovuta al fatto che il piano industriale presentato pochi giorni fa non e' effettivamente male ( a mio parere ), ma tra il dire e il fare c'e' di mezzo il mare, e il managment eNI aveva promesso 2 milioni di barili/die , gia' qualche anno fa.
Qualche commento?

La seconda parte della tua risposta e' interessante e fra le righe, mi lascia intendere la tua opinione: ovvero, ENI pur avendo un fattore competitivo a suo vantaggio ( intendo la minore esposizione alla caduta dei margini di raffinazione ) , ha avuto un managment non brillante nello sfruttarlo .
Posso chiedere se questo e' il pensiero di tutti?

sono un azionista di lungo termine ( anche piu' di3-5 anni ) e ovviamente queste mie domande sono volte a capire se magari e meglio vendere ENI e rigirarsi sulla concorrenza ( total? )]

grazie ancora:)

Salviati. 15-03-10 17:06

Per l'avvenire:

L'ho già detto in altro 3d di econometria.

Le mie valutazioni si fondano sulla metodologia Rating per le azioni corporate Moody's e sul Credit scoring bond corporate di Fitch.

Le metodologie sono "open source" e non abbisognano di particolari "giustificazioni", poichè si basano su prassi consolidate e comunemente accettate in letteratura.

Seven Of Nine 15-03-10 17:41

Citazione:

Originalmente inviato da paolo73 (Messaggio 24695418)
la domanda sull' "attendibilita'" delle dichiarazioni di Scaroni e' dovuta al fatto che il piano industriale presentato pochi giorni fa non e' effettivamente male ( a mio parere ), ma tra il dire e il fare c'e' di mezzo il mare, e il managment eNI aveva promesso 2 milioni di barili/die , gia' qualche anno fa.
Qualche commento?

Io so solo che per quanto possa essere buon il piano ha evidenziato una correzione al ribasso delle precedenti stime (ed è per questo che il titolo non è salito): "The Rome-based company expects production to grow at an average annual rate of more than 2 percent until 2016. It had previously forecast output to grow 3.5 percent through 2012".
Tuttavia sui piani impreditoriali dovresti chiedere a Capirex che segue la società più da vicino perchè ne è azionista.

Citazione:

Originalmente inviato da paolo73 (Messaggio 24695418)

La seconda parte della tua risposta e' interessante e fra le righe, mi lascia intendere la tua opinione: ovvero, ENI pur avendo un fattore competitivo a suo vantaggio ( intendo la minore esposizione alla caduta dei margini di raffinazione ) , ha avuto un managment non brillante nello sfruttarlo .
Posso chiedere se questo e' il pensiero di tutti?

Ripeto quel tipo di vantaggio competitivo si è verificato solo nella seconda metà del 2009 quindi non ha offerto un sostanziale beneficio per tutto l'anno. Dovrebbe persistere anche nel Q1, li si vedrà meglio la situazione.

Citazione:

Originalmente inviato da paolo73 (Messaggio 24695418)

Sono un azionista di lungo termine ( anche piu' di3-5 anni ) e ovviamente queste mie domande sono volte a capire se magari e meglio vendere ENI e rigirarsi sulla concorrenza ( total? )]

Qui il dibattito è molto acceso. :D Nel 2009 Eni ha fatto peggio dell'indice settoriale e secondo me rischia di prenderle anche quest'anno. Per questo sul settore al quale non sono esposto, (perchè penso che il modo più intelligente di sfruttare un eventuale rialzo del petrolio sia puntare sui Drillers), la mia preferita è BP. Ma qui andiamo sul soggettivo, quindi ognuno può avere una idea diversa, solo il mercato a fine 2010 darà i suoi responsi. :yes:

Capirex85 16-03-10 12:10

Citazione:

Originalmente inviato da paolo73 (Messaggio 24695418)
molte grazie della risposta Seven;
la domanda sull' "attendibilita'" delle dichiarazioni di Scaroni e' dovuta al fatto che il piano industriale presentato pochi giorni fa non e' effettivamente male ( a mio parere ), ma tra il dire e il fare c'e' di mezzo il mare, e il managment eNI aveva promesso 2 milioni di barili/die , gia' qualche anno fa.
Qualche commento?

La seconda parte della tua risposta e' interessante e fra le righe, mi lascia intendere la tua opinione: ovvero, ENI pur avendo un fattore competitivo a suo vantaggio ( intendo la minore esposizione alla caduta dei margini di raffinazione ) , ha avuto un managment non brillante nello sfruttarlo .
Posso chiedere se questo e' il pensiero di tutti?

sono un azionista di lungo termine ( anche piu' di3-5 anni ) e ovviamente queste mie domande sono volte a capire se magari e meglio vendere ENI e rigirarsi sulla concorrenza ( total? )]

grazie ancora:)

Total è un'ottima società ed è gestita molto bene... il management ha tutto il mio rispetto.

La differenza in ottica di lungo periodo nella sostanza è principalmente questa:

Exxon, Chevron, Total e Shell operano fondamentalmente nell'E&P e nella raffinazione. Il managment di Exxon però da quello che vedo vuole espandersi nel gas... vedi recenti acquisizioni (XTO).

Conoco Phillips opera principalmente nell'E&P.

BP la conosco poco e quindi passo la palla a SoN se vuole approfondire.

Eni è un player unico nel settore... da un lato è simile a Conoco Phillips perchè è poco esposta nel downstream e punta molto sull'upstream... ma in più opera anche nel settore G&P (trasporto e vendita di gas e energia elettrica) in cui ha una quota considerevole di capitale investito, possiede un attività ragolamentata come Snam (rete del gas italiana... flussi di cassa assicurati) e possiede uno dei leader globali nell'E&C (Saipem).

Ora, se fossi un investitore americano probabilmente punterei su Conoco Phillips dato che penso che i soldi veri stanno nell'E&P... ma siccome al momento ho qualche dubbio sulla tenuta del dollaro nel lungo periodo (ma sono pronto a cambiare idea se vedo adeguati aggiustamenti strutturali) preferisco stare sulle major europee a meno che non intraveda differenziali di valutazione significativi o un dollaro eccessivamente debole ( tipo estate 2008).

Tra le europee... a parte il discorso valutazione e qua la questione non è semplice e ognuno arriverà alle sue conclusioni... se sei un investitore di lungo periodo devi farti un'idea delle prospettive di ciascun business nel futuro e non è affatto semplice.

Ammesso che l'E&P piace un pò a tutti... meglio avere il grosso del restante capitale investito nella raffinazione oppure averlo investito nel G&P, in attività regolamentate e nell'E&C? Io preferisco la secondo ma possibile che mi sbagli... ai posteri l'ardua sentenza.

In ogni caso per chi vuole speculare su rialzi dell'oil nel breve (ma non è il mio caso e da quello che ho capito neanche il tuo) come dice Seven sono meglio i drillers.

Seven Of Nine 16-03-10 14:14

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 24703441)
In ogni caso per chi vuole speculare su rialzi dell'oil nel breve (ma non è il mio caso e da quello che ho capito neanche il tuo) come dice Seven sono meglio i drillers.

Io direi anche nel lungo :D; ho iniziato uno studio dei Drillers e appena posso aprò un thread nella sezione Wall Street (perchè aggiungo anche considerazioni tecniche). Ma poi in caso metto un link anche qui! :yes:

Capirex85 16-03-10 14:26

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24705108)
Io direi anche nel lungo :D; ho iniziato uno studio dei Drillers e appena posso aprò un thread nella sezione Wall Street (perchè aggiungo anche considerazioni tecniche). Ma poi in caso metto un link anche qui! :yes:

Nel lungo, per l'idea che mi son fatto sulle future dinamiche di domanda e offerta di idrocarburi, non ne sono convinto al 100%... per ora rimango convinto che sia meglio essere un produttore alla lunga... ma come al solito sono pronto a cambiare idea se vedo motivazioni convincenti... attento ansioso il tuo studio;)

ziobeppe 17-03-10 16:21

Come mai Saipem guadagna il 5% ? Come mai Eni è uno dei pochi titoli in perdita?:wall::wall:

Capirex85 17-03-10 17:02

Citazione:

Originalmente inviato da ziobeppe (Messaggio 24721875)
Come mai Saipem guadagna il 5% ? Come mai Eni è uno dei pochi titoli in perdita?:wall::wall:

Che sia perchè Saipem rappresenta al momento una quota minoritaria del business complessivo di Eni e sulla perfomance di Eni attualmente pesano di più le dinamiche del mercato del gas, le cui prospettive rimarranno precarie per buona parte del 2010 e forse anche di più..? Chissà.

Un consiglio per chi investe per guadagnare nel breve: se siete su Eni avete sbagliato titolo.

ziobeppe 17-03-10 17:39

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 24722738)
Che sia perchè Saipem rappresenta al momento una quota minoritaria del business complessivo di Eni e sulla perfomance di Eni attualmente pesano di più le dinamiche del mercato del gas, le cui prospettive rimarranno precarie per buona parte del 2010 e forse anche di più..? Chissà.

Un consiglio per chi investe per guadagnare nel breve: se siete su Eni avete sbagliato titolo.

E' una vita che ho azioni Eni e, fino ad ora mi han sempre renumerato bene con i Div. spero anche quest'anno!

Seven Of Nine 31-03-10 08:47

Altro articolo sul refining business che in questa fase addirittura distrugge valore; chi cerca di disinvestire raffinerie adesso si trova male, sopratutto in Europa e in Usa..

Shell, Total Chase ‘Impossible’ Sales in Race to Curb Refining

March 31 -- Oil companies may struggle to unload their excess refining capacity in Europe this year as profits from turning crude into fuel stay depressed.
Total SA, Royal Dutch Shell Plc and Chevron Corp. are seeking to sell refineries in Europe after the recession reduced demand. Eni SpA Chief Executive Officer Paolo Scaroni said this month it’s “impossible” to find buyers after refining profit margins slumped to a 15-year low in December.
The desire to cut capacity highlights oil companies’ shift toward China and India for growth as demand for fuel slips in Europe and North America. BP Plc Chief Executive Officer Tony Hayward, whose company sold at least 10 refineries in the past decade, has said that mature markets will never again consume as much gasoline as they did in 2007.
“It will be very difficult to get a decent price, there are just too many sellers,” said Gudmund Halle Isfeldt, an Oslo-based analyst at DnB NOR ASA, Norway’s largest bank. “Both the U.S. and Europe are in structural decline when it comes to these products. The refining market will be difficult for the next three years.”
The International Energy Agency on March 12 raised its forecast for fuel demand growth in developing countries, led by China and India, to 41.2 million barrels a day and cut its prediction for Europe and the U.S. That’s why Shell and BP have considered joining China Petroleum & Chemical Corp., known as Sinopec, in investing in new refineries in the world’s fastest- growing major economy.

Yevgraf 01-04-10 11:36

1 Allegato/i
Vi allego questo grafico è un esperimento che sto facendo per dare dinamismo grafico da AT alla AF.

MA non ne sono convinto io per primo.
Si deve scendere nella semplificazione analitica e non mi convince il risultato:mmmm:
Sto usando Eni , aggiornato ultimi dati disponibili.
giorno

Seven Of Nine 02-04-10 20:52

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24705108)
Ho iniziato uno studio dei Drillers e appena posso aprò un thread nella sezione Wall Street (perchè aggiungo anche considerazioni tecniche). Ma poi in caso metto un link anche qui! :yes:

Drillers Thread Pronto! ;)

http://www.finanzaonline.com/forum/s...2#post24903642

Capirex85 03-04-10 14:10

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24903657)

Bel thread, vedrò di studiarmelo a fondo nei prossimi giorni.

Comunque penso che nel breve una correzzione dei corsi dell'oil sia uno scenario da prendere in seria considerazione dopo la performance nell'ultimo anno e l'attuale andamento dei fondamentali.

Seven Of Nine 06-04-10 16:32

Sfido Eni con il mio produttore preferito, Cnooc (Ticker CEO). ;)

Anche ai prezzi di oggi con CEO sui massimi dell'anno. Orizzonte temporale medio-lungo termine. 1,2,3 anni.

Userei la quotazione al NYSE cosi eliminare l'effetto cambio fra le due:

Dati Bloomberg:

Eni (E)

Price 47.24$
Capitalization: 94.60B $

Cnooc (CEO)

Price 172.43$
Capitalization: 77.02B $

Capirex85 06-04-10 18:26

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24920837)
Sfido Eni con il mio produttore preferito, Cnooc (Ticker CEO). ;)

Anche ai prezzi di oggi con CEO sui massimi dell'anno. Orizzonte temporale medio-lungo termine. 1,2,3 anni.

Userei la quotazione al NYSE cosi eliminare l'effetto cambio fra le due:

Dati Bloomberg:

Eni (E)

Price 47.24$
Capitalization: 94.60B $

Cnooc (CEO)

Price 172.43$
Capitalization: 77.02B $

Raccontaci qualcosa di più su sta società, non l'avevo ancora sentita:D

3 anni è medio termine più che lungo termine, comunque per un confronto più realistico terrei conto anche dell'effetto cambio che per un investitore europeo di equity USA è influente.

Seven Of Nine 06-04-10 19:39

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 24922445)
Raccontaci qualcosa di più su sta società, non l'avevo ancora sentita:D

3 anni è medio termine più che lungo termine, comunque per un confronto più realistico terrei conto anche dell'effetto cambio che per un investitore europeo di equity USA è influente.

Ho iniziato un thread qui: http://www.finanzaonline.com/forum/s....php?t=1172323 ma finora c'è solo un assaggio, posterò più dati nei prossimi giorni. :yes:

Premetto che CNOOC mi ha stimolato perchè ha margini alti e indebitamento basso. Ha una struttura basso costo e produzione in crescita, questi sono fattori chiave a mio avviso sia nel medio-lungo termine che la differenziano dalle concorrenti.

Per il rapporto cambio come detto la situazione è neutrale. Nel senso che nel raffronto con Eni quotata al NYSE è scambiata nella stessa valuta.
Se l'Euro dovesse apprezzarzi contro il Dollaro Eni quotata al Nyse si apprezzerà più di Eni quotata a Milano. Quindi il raffronto con CNOOC è currency-neutral. ;)

Capirex85 06-04-10 19:46

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24922941)
Ho iniziato un thread qui: http://www.finanzaonline.com/forum/s....php?t=1172323 ma finora c'è solo un assaggio, posterò più dati nei prossimi giorni. :yes:

Premetto che CNOOC mi ha stimolato perchè ha margini alti e indebitamento basso. Ha una struttura basso costo e produzione in crescita, questi sono fattori chiave a mio avviso sia nel medio-lungo termine che la differenziano dalle concorrenti.

Per il rapporto cambio come detto la situazione è neutrale. Nel senso che nel raffronto con Eni quotata al NYSE è scambiata nella stessa valuta.
Se l'Euro dovesse apprezzarzi contro il Dollaro Eni quotata al Nyse si apprezzerà più di Eni quotata a Milano. Quindi il raffronto con CNOOC è currency-neutral.
;)

Si ok però quello è ciò che succede per l'investitore americano, non per quello europeo nel senso che il confronto è equo ma il risultati per i 2 investitori sono diversi.

A noi penso che interessi il punto di vista dell'investitore europeo.

Darò un'occhiata anche a lei, però non conta solo quanto cresce la produzione ma anche il BEP point della nuova produzione e di quella esistente.

Seven Of Nine 06-04-10 20:28

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 24922990)
Si ok però quello è ciò che succede per l'investitore americano, non per quello europeo nel senso che il confronto è equo ma il risultati per i 2 investitori sono diversi.

A noi penso che interessi il punto di vista dell'investitore europeo.

Ok basta tramutare le quotazioni in Euro. Fattore di cambio euro/dollaro 1,337 al momento del post.

Per i curiosi questi sono i dati 2009 http://secfilings.nyse.com/filing.ph...6863673&rid=12. Il rendiconto finanziario sarà disponibile con l'annual report 20-F che dovrebbe essere redatto entro un mese circa. Per farsi un'idea della cassa generata con l'attività operativa consultare l'ultima presentazione nell'apposito sito: http://www.cnoocltd.com/encnoocltd/t.../default.shtml

:bye:

Seven Of Nine 07-04-10 11:54

2 Allegato/i
Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 24922445)
Raccontaci qualcosa di più su sta società, non l'avevo ancora sentita:D

I fattori che mi hanno spinto e scegliere Cnooc sono i seguenti:

- Core business nel segmento a più alta redditività: E&P

- Tasso di crescita del PIL del paese "domestico"

- Possibile apprezzamento della valuta domestica contro l'euro nei prossimi 12/18 mesi

- Tasso di crescita della produzione superiore alle concorrenti

- Margine operativo migliore del settore

- Tasso di indebitamento più basso del settore


Ovviamente per tutti questi fattore i multipli di CNOOC sono superiori a quelli della concorrenza, ma ritengo che se tutti i vantaggi elencati sopra rimarranno in gioco l'azienda continuerà a quotare a premio rispetto alle altre.

Per esaminare più da vicino la tabella dati ecco il link: http://www.finanzaonline.com/forum/s...3#post24927823

Qui riporto alcuni dati dal migliore al peggiore tenendo conto dell'indebitamento e i margini. Due parametri che mi stanno particolarmente a cuore. :D

Margini operativi (*Si ricorda che per Statoil il raffronto è sovrastimato perchè mettono le tasse più a valle a conto economico):

1- CNOOC 38,33%
2- Statoil* 26,13%
3- Petrobras 23,80%
4- Eni 14,29%
5- Total 12,85%
6- Exxon 11,37%
7- Petrochina 11,13%
8- BP 11,04%
9- Chevron 10,79%
10-Royal Dutch Shell 7,37%
11- Repsol 7,08%
12- Conoco 6,56%

Indebitamento secondo il Debt/Equity
1- CNOOC 0,39
2- Petrochina 0,59
3- Chevron 0,77
4- Exxon 1,02
5- Petrobras 1,09
6- Royal Dutch Shell 1,11
7- BP 1,31
8- Eni 1,34
9- Total 1,38
10- Conoco 1,42
11- Statoil 1,81
12 - Repsol 2,71

La sfida a Scaroni ha inizio! :D

Capirex85 09-04-10 14:45

South Stream: da Gazprom critiche all'Eni

Partner italiano blocca sviluppo progetto gasdotto

South Stream: da Gazprom critiche all'Eni (ANSA) - MOSCA, 9 APR - Gazprom accusa Eni di bloccare lo sviluppo del progetto per il gasdotto South Stream. Lo riferiscono le agenzie russe Interfax e Itar-Tass. A lanciare le accuse e' il capo dipartimento per il settore economico estero Stanislav Tsigankov.'Non esiste da parte loro nulla di costruttivo, nessuna prova del loro lavoro', dice. Secondo Tsigankov la parte italiana non concorda il programma di lavoro e le ricerche: 'senza parlare dei pagamenti da parte loro, finora noi paghiamo tutto da soli', aggiunge. Nelle scorse settimane Mosca si era irritata per la proposta avanzata da Scaroni di fondere parte del tracciato del South Stream con il Nabucco, ritenuto alternativo e concorrente del primo, dato che e' stato pensato per portare il gas dell'Asia centrale in Europa bypassando la Russia e riducendo cosi' la dipendenza energetica del vecchio continente da Mosca. Secondo i media russi, dietro il conflitto tra i due giganti energetici ci sarebbe il fatto che Gazprom non riesce a concordare con Eni l'ingresso della francese Edf nel progetto South Stream, proposto dai russi. Una delle divergenze principali riguarda chi dei due partner dovrebbe cedere le azioni, rischiando di veder ridotto il proprio ruolo.

Seven Of Nine 09-04-10 17:34

1 Allegato/i
Una ricostruzione di News sul "Caso Uganda" in caso fosse sfuggita a qualcuno. Tullow Oil da una spallata a Eni e la mette fuori dai pozzi Ugandesi:

1- Eni lancia il progetto Uganda

http://www.finanzaediritto.it/artico...anda-4039.html

2- Petrolio ugandese ed ENI. L’affare chiave per il prossimo decennio.

http://www.dillinger.it/affare-petro...age-41542.html

3-Tullow on track to block ENI's Ugandan oil plans

http://www.independent.co.uk/news/bu...s-1872161.html

4-Tullow Oil May Have Won Approval for Uganda Purchase, FT Says

http://www.bloomberg.com/apps/news?p...d=acAaAo7b.GF0

Un vero peccato, potevamo essere soci nell'affare..

Ugandan Output May Reach 350,000 Barrels a Day, Says Bernstein

April 9 (Bloomberg) -- Tullow Oil Plc, China National Offshore Oil Corp. and Total SA may pump as much as 350,000 barrels of oil a day in Uganda by 2017 or 2018, said Sanford C. Bernstein & Co.
The partners plan to develop 800 million barrels of reserves with a 1.2 billion barrel “exploration upside,” said Oswald Clint, a London-based analyst at Bernstein. Ugandan oil output may exceed 200,000 barrels a day after 2014 after starting next year, Tullow’s Chief Operating Officer Paul McDade said last month.
“Geopolitical risk remains the biggest risk in our view,” Clint wrote today in an e-mailed report. “However, a rise in tensions can be expected as production begins and export revenues rise.”
The three partners will each take a one-third stake in three blocks in the Lake Albert region after Tullow buys out former partner Heritage Oil Plc’s interests. Tullow pre-empted a bid by Italy’s Eni SpA in January. The Ugandan government will probably complete a review of the $1.5 billion asset sale within eight weeks, Heritage said April 7.


Nonostante il progetto andato a vacche, hanno provveduto all'aumento della busta paga...:cool:

Stipendi d'oro, Scaroni + 40%

Nell'anno della crisi c'è chi ha guadagnato più di prima. Tra le novità l'ascesa di Paolo Scaroni, amministratore delegato e direttore generale dell'Eni, con 4,27 milioni di compensi lordi, quasi il 40% in più rispetto ai 3,06 milioni del 2008. Il gruppo Eni ha dimezzato l'utile netto a 4,37 miliardi di euro e ridotto il dividendo del 23% (1 euro anziché 1,30). Lo stipendio del numero uno comprende una quota variabile (incentivi e bonus) pari a 2,824 milioni: il bilancio spiega che si tratta di un bonus legato ai risultati dell'anno precedente, il 2008, oltre che dovuto all'erogazione dell'"incentivo monetario differito" attribuito nel 2006. Una sorta di doppio bonus che tutti i top manager dell'Eni hanno incassato, migliorando così la busta paga 2009 nonostante il calo degli utili e del dividendo per i soci. L'incentivo variabile è anche nella busta paga del presidente, Roberto Poli, che ha ricevuto 1,165 milioni lordi, di cui 400mila come bonus.

Capirex85 24-04-10 17:15

Trimestrale 1Q come da copione: l'upstream legato all'oil ritrova forza grazie al rialzo delle quotazioni e come pronosticato permane debolezza nella raffinazione (anche se le cose stanno pian pian migliorando rispetto al disastroso 4Q 2009) e nelle attività legate alla produzione e distribuzione di gas (per via dei prezzi bassi e perchè le vendite di gas in Italia soffrono a causa della pressione dei competitors, anche se quelle in Europa registrano una modesta crescita). Bella sorpresa il miglioramento delle condizioni nella petrolchimica che dimezza la perita operativa, Saipem e le attività regolamentate (SRG) continuano a garantire una buona performance operativa in questa fase.

La produzione cresce del 2,1% nel trimestre. L'outlook sulla produzione nel 2010 viene alzato. La cosa non mi stupisce dato che quello proposto a fine 2009 era estremamente conservativo.

L'utile netto adjusted sale del 3,6%.

L'Adeguata generazione di cassa nel trimestre ( OCF 4,55 mld) copre abbondamente i 2,78 mld di CapEx. Le CapEx 2010 secondo il management saranno in linea con quelle del 2009. il gearing rate scende da 0,46 a 0,39 grazie anche a dismissioni per 700 mln di euro. Per fine 2009 mi aspetto un gearing rate maggiore di quello attuale ma leggermente inferiore a quello di fine 2009.

Sembra che anche il mercato si aspettava più o meno conti simili. Vedremo se come avevo ipotizzatoa fine 2009 le condizioni nel settore del gas e della raffinazione miglioreranno nei prossimi trimestri.

UPDATE 2-Eni boosts output guidance but gas still weak
Fri Apr 23, 2010 9:06am EDT

* 2010 hydrocarbon production seen slightly higher than 2009

* Q1 adj net profit tops forecast

* Gas business under pressure in 2010

* Shares higher, outpace sector

(Releads, adds analyst comment, details)

By Stephen Jewkes)

MILAN, April 23 (Reuters) - Italian oil and gas company Eni SpA (ENI.MI) raised its outlook for full-year hydrocarbon output on Friday but warned its gas and refining business remained weak.

Eni, the first European integrated energy company to report results for the first quarter, said in a statement it expected oil and gas production in 2010 to be slightly higher than in 2009. [ID:nBIA2315e]

The company had guided for 2010 output to be largely flat after production in 2009 fell 1.6 percent.

"The guidance for production this year is good news even though Eni's recent flat guidance for the year was probably a conservative move in the first place," an analyst said.

Production growth will be driven by field start-ups in Italy, Algeria, Norway and Iraq, Eni said. Ramp-ups in Nigeria, Angola and the United States will also help.

The biggest U.S. and European oil companies, including world No. 1 Exxon Mobil Corp (XOM.N) and European No. 1 Royal Dutch Shell (RDSa.L), will report next week. [ID:nLDE63L0JL]

Production among oil majors in the first quarter is expected to be broadly flat. Higher oil prices and refining margins are expected to boost first-quarter profits.

GAS WEAKNESS

Eni's adjusted net profit was 1.82 billion euros, ahead of a Thomson Reuters I/B/E/S consensus estimate of 1.771 billion euros.

Eni, one of Europe's integrated energy companies most exposed to gas, said its natural gas sales fell 5.7 percent in the first quarter. It expects sales to fall slightly from 2009 on increasing competitive pressure.

"The group is suffering from stiffer competition on its home market especially after the coming on line of the Rovigo LNG terminal (in the Adriatic) and things could worsen in light of new legislation," a Milan analyst said.

The Italian government approved a decree on Friday saying no operator can supply more than 40 percent of the wholesale market. This cap can be raised to 60 percent if the operator commits itself to add 4 billion cubic metres to gas storage capacity.

Eni, one of Europe's most leveraged oil companies, also said it would issue bonds for up to 3 billion euros ($4.03 billion) by April 2011 with a view to rescheduling debt. [ID:nBIA2316d]

Eni, which cut its dividend last year, said its leverage -- or debt-to-equity -- at the end of March improved to 0.39 from 0.46 at the end of 2009. It said a series of measures are planned this year to ensure leverage to support a strong credit rating.


At 1226 GMT Eni shares were up 1.14 percent at 17.71 euros, while the STOXX Europe oil and gas index .SXEP was up 0.47 percent.

Seven Of Nine 28-04-10 10:27

1 Allegato/i
Riporto la tabella dati Q4 2009 (anche se i prezzi non sono aggiornati) per fare un ragionamento:

Molti nella pagine precedenti spiegavano come nella loro opinione la sottoperformance del titolo Eni nel 2009 rispetto ai suoi peers fosse troppo marcata o addirittura ingiustificata.

Guardando i multipli sugli utili basandoci sui dati 2009 trovavamo Eni più o meno in linea con i suoi peers.

Alla spiccolata stanno arrivando le Q1 2010, quando arriveranno tutte (fra un mese circa) aggiornerò il file se ho tempo.

Finora il verdetto direbbe questo confrontando gli utili Q1 2009 con Q1 2010:

Earnings:

Eni +16,7%
Shell + 57%
BP +118,15%

Aspettiamo altri dati.:yes: Ma questo primo assaggio fa riflettere. I titoli seguono i risultati, se i risultati della concorrenza sono superiori (a parità di multiplo di partenza) il titolo Eni non potrà tenere il passo della media dei peers.

Seven Of Nine 17-05-10 13:29

Uscito da Cnooc http://www.finanzaonline.com/forum/s...1172323&page=2 in gain. La società è buona ma come tutti i petroliferi dipende dal prezzo del greggio, se il greggio va sotto i 70$ (cosa che in questo momento non mi sento di escludere) le oil companies prendono mazzate perchè modificano le stime su utili futuri.

Il discorso non cambia per Eni, se malauguratamente l'Oil scende sotto certi livelli chiave avrà un sicuro impatto sui conti. Una media di petrolio sotto 70$ nella seconda metà del 2010 (ipotesi negativa ma non escludibile a priori) potrebbe costringere Eni a ri-tagliare il dividendo. E non ci vorrebbe niente a tornare sotto i 15€; con la doppia fregatura perchè l'euro sta perdendo rapidamente valore. Io consiglierei prudenza in generale, c'è quacosa che mi puzza, spero di sbagliarmi! :yes:

john_wayne 17-05-10 23:05

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 25379441)
Il discorso non cambia per Eni, se malauguratamente l'Oil scende sotto certi livelli chiave avrà un sicuro impatto sui conti. Una media di petrolio sotto 70$ nella seconda metà del 2010 (ipotesi negativa ma non escludibile a priori) potrebbe costringere Eni a ri-tagliare il dividendo.

Le stime Eni sono di un prezzo medio per il 2010 di 65$ (personalmente la ritengo un stima abbastanza prudente).
Considerando che nel primo trimestre è stato stabilmente sopra i 75$ direi che è prematuro pensare ad eventuali tagli del dividendo. :yes::yes:

Di certo non la situazione del golfo del Messico non sta aiutando il settore Oil, tra tutte Exxon vicinissima ai minimi di marzo 2009 :eek:
Ovviamente Exxon ha avuto, nell'ultimo anno, una importante acquisizione che ha condizionato l'andamento...

Seven Of Nine 18-05-10 09:12

Citazione:

Originalmente inviato da john_wayne (Messaggio 25387390)
Le stime Eni sono di un prezzo medio per il 2010 di 65$ (personalmente la ritengo un stima abbastanza prudente).
Considerando che nel primo trimestre è stato stabilmente sopra i 75$ direi che è prematuro pensare ad eventuali tagli del dividendo. :yes::yes:

E' prematuro se il prezzo del greggio da qui a fine anno sta sopra 70$ con costanza. Io me lo auguro per tutti gli azionisti delle oil companies :yes:

Capirex85 18-05-10 17:57

E' giusto essere prudenti e conservativi e fa bene Seven a consigliare prudenza in questa fase di mercato, le brutte sorprese sono sempre dietro l'angolo. Sarà molto interessante vedere come se la cava Eni sopratutto negli ultimi 2 trimestri dell'anno.

Dopo la corsa che aveva fatto personalmente un calo del greggio me lo aspettavo...tra i 65 e i 70 secondo è un buon compromesso tra interessi dei produttori e degli acquirenti, in più questo calo dovrebbe avere un impatto positivo sui margini di raffinazione... il che non è da buttar via per molti produttori che hanno un'importante presenza nella raffinazione come Total.

john_wayne 18-05-10 21:03

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 25397120)
tra i 65 e i 70 secondo è un buon compromesso tra interessi dei produttori e degli acquirenti

Concordo.
Ad inizio anno ricordo che si ipotizzava un fair price tra 75 e 80$ con una crescita a 90$ nel 2011, se la ripresa sarà solida.

Certo che per Eni c'è anche da valutare l'impatto dell'Euro più debole...

Citazione:

Originalmente inviato da Capirex85 (Messaggio 25397120)
in più questo calo dovrebbe avere un impatto positivo sui margini di raffinazione... il che non è da buttar via per molti produttori che hanno un'importante presenza nella raffinazione come Total.

Effettivamente, un miglioramento dei margini sulla raffinazione favorirebbe molto di più altre Oil rispetto ad Eni che è davvero poca cosa in questo campo rispetto agli altri big.

Nautilus70 19-05-10 19:37

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 25388706)
E' prematuro se il prezzo del greggio da qui a fine anno sta sopra 70$ con costanza. Io me lo auguro per tutti gli azionisti delle oil companies :yes:

Io penso che il petrolio oltre i 40$ e' tutta speculazione, anche perche' a 40$ e' possibile estrarre il petrolio dal carbone.

Secondo me le oscillazioni "normali" del petrolio vanno da 20$ nei periodi di recessione, ai 40$ nei periodi di espansione... poi c'e' la speculazione che puo' spingerlo a 100 come a 10.

Seven Of Nine 19-05-10 19:50

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24424374)

Ed è qui che mi casca Mister Scaroni; se come CEO ci fossi tu o The Truth gli azionisti potrebbero star tranquilli:D; purtroppo non è cosi:no:. Se le precedenti stime si rivelano corrette temo che l'indebitamento possa crescere sia in termini assoluti che in quelli relativi. Ma facciamo stime ottimistiche, ammettiamo che il cash flow from operations sia 17 miliardi di euro, le capex siano 14 miliardi di euro. Free Cash Flow 3 miliardi di euro; peccato che Mister Scaroni spinto dal governo brucia cash italiano voglia dare un dividendo a 4 miliardi di euro. La differenza la deve chiedere alle banche (perchè le risorse liquide di Eni sono molto basse rispetto alla sua stazza), così si aumenta il debito, aumentano gli interessi passivi in se e poi le agenzie di rating si insospettiscono, potrebbero abbassare il rating e aggiungere ulteriori interessi passivi che si vanno a mangiare l'utile degli azionisti. No no Mister Scaroni, così non ci siamo proprio... :no:

Detto, fatto... :censored:

Eni: S&P taglia rating di lungo periodo da AA- ad A+

Gli analisti di Standard & Poor's hanno annunciato di aver ridotto il rating di lungo termine di Eni ad "A+", dal precedente "AA-" e quello di breve ad "A-1" da "A-1+". L'outlook è stabile.

john_wayne 19-05-10 20:49

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 25413761)
Detto, fatto... :censored:

Eni: S&P taglia rating di lungo periodo da AA- ad A+

Gli analisti di Standard & Poor's hanno annunciato di aver ridotto il rating di lungo termine di Eni ad "A+", dal precedente "AA-" e quello di breve ad "A-1" da "A-1+". L'outlook è stabile.


Era da inizio anno che si vociferava di un downgrade ed è arrivato... KO!KO!KO!

Scaroni ha sempre detto che Eni non ha problemi a reperire capitali però, obiettivamente, il Debt to equity è cresciuto notevolmente nel 2009 pur restando a livelli non critici.

Potrebbe tornare in voga l'idea dello scorporo di Snam rete gas e/o la divisione in due società: una oil e una gas.
Su SRG, Scaroni a marzo 2010 aveva rinviato qualsiasi decisione di 12/18 mesi dicendo di non avere alcuna fretta.

Capirex85 23-05-10 17:10

Il downgrade ci può stare, anche i rating dopotutto sono ciclici dato che le agenzie sono più conservative in queste fasi per pararsi le *******. A+ rimane un rating di tutto rispetto per un corporate industraile. L'importante è imho l'outlook che è stabile.

Aggiungo una precisazione che non avevo fatto in precedenza: l'indebolimento dell'euro avrà un'impatto positivo sui risultati di Eni.

dnt 02-06-10 15:11

Citazione:

Originalmente inviato da Nautilus70 (Messaggio 25413640)
Io penso che il petrolio oltre i 40$ e' tutta speculazione, anche perche' a 40$ e' possibile estrarre il petrolio dal carbone.

Secondo me le oscillazioni "normali" del petrolio vanno da 20$ nei periodi di recessione, ai 40$ nei periodi di espansione... poi c'e' la speculazione che puo' spingerlo a 100 come a 10.

Io la penso diversamente. Secondo me il petrolio ha un prezzo "normale" intorno ai 70$. Non sono azionista ENI e mi auguro fortemente abbia ragione tu.

pmc 25-06-10 21:15

Riprende l’attività del Campo petrolifero “Vega” (60% Edison in qualità di operatore e 40% Eni)

Dal 1987 fino ad oggi il campo ha prodotto 55,5 milioni di barili di olio. Si stima che Vega sarà in grado di produrre ancora circa 12 milioni di barili di olio.

......... quindi questa "Vega" è ormai agli sgoccioli.
Estraggono quel che rimane e poi chiusura... nell'arco di 4-5 anni :rolleyes:

pmc 12-07-10 18:48

Eni e Sonangol annunciano una nuova rilevante scoperta petrolifera nel Blocco 15/06, situato nelle acque profonde dell’Angola.

http://finanza.lastampa.it/Notizie/0...in_Angola.aspx

Capirex85 13-07-10 15:57

Iea: domanda globale petrolio vista in crescita dell'1,6% nel 2011

Finanzaonline.com - 13.7.10/14:46

La domanda globale di petrolio nel 2011 è vista in rialzo dell'1,6% a quota 87,8 milioni di barili al giorno. E' quanto si apprende dall'ultimo report dell'Agenzia internazionale dell'energia. Una crescita, si legge nel report, che sarà guidata soprattutto dai Paesi non-Ocse.

Seven Of Nine 29-07-10 10:00

Ieri uscito l'annuncio di Eni sul Q2...questo l'articolo http://noir.bloomberg.com/apps/news?...d=a8tn4sVau7DI.

Considerazioni personali:

1- L'utile in crescita rispetto all'anno scorso ma in calo rispetto al Q1 nonostante lo sbalzo inventariale positivo

2- Cassa da attività operativa in crescita dall'anno scorso e piatta rispetto al Q1 nonostante componenti favorevoli nella riscossione dei crediti

3- Crescita della produzione anemica +1%, prevista a 2,5% per il 2012

4- Fantasia a bilancio... secondo una malsana corrente ragionieristica italica si sentono autorizzati a mettere gli inventari anche nell'attivo immobilizzato

5- Dividendo confermato a 0,5€ per la seconda metà dell'anno, anche qui film già visto. Abbiamo la miseria di 1.6 miliardi in cassa, con 2.4 miliardi di debiti in scadenza, 4.2 miliardi di altri short term debt (suppongo commercial paper), ma vogliamo dare 1.8 miliardi di dividendi. Con le vendite di gas in calo, il segmento raffinerie che brucia cash, e il segmento produttivo buono ma che dipende in maniera diretta dal prezzo del greggio.

La cosa mi contraria parecchio:mad:... ma non è un mistero che sono in rotta con il managment :)
Mi tocca aspettare agosto e la trimestrale di Cnooc, quella dovrebbe darmi soddisfazione contabile :D

paolo73 30-07-10 22:44

Ciao Seven ,

scusa ma l'utile di ENI e' aumentato, e' un abbaglio quello che hai preso nella prima riga?

che la societa' non ti piaccia lo sanno tutti , pero' stavolta sembri proprio n po' troppo bastian contrario, intendo dire: ricordo che dopo la prima trimestrale avevi postato un tabella raffronti davvero bella ed utile in cui evidenziavi come l'utile di eni non fosse cresciuto a due cifre percentuali a differenza dei competitors.
beh adesso e' successo, +47% nel semestre che vuol dire 2 trimestre molto molto buono.
ho notato anch'io la crescita asfittica della produzione :rolleyes:

potresti commentare piu' a fondo i risultati? e magari capirex potrebbe fare da controcampana in difesa della cagnetta:)??

Seven Of Nine 31-07-10 10:21

Citazione:

Originalmente inviato da paolo73 (Messaggio 26112730)

scusa ma l'utile di ENI e' aumentato, e' un abbaglio quello che hai preso nella prima riga?

Si ho corretto ora... ho scritto il "Ma" avversativo nel primo punto ma poi ho digitato calo-calo, invece è crescita rispetto al Q1 2009 e calo rispetto al Q1. 2010:yes:


Citazione:

Originalmente inviato da paolo73 (Messaggio 26112730)

potresti commentare piu' a fondo i risultati? e magari capirex potrebbe fare da controcampana in difesa della cagnetta??

Beh ho commentato le parti più importanti a mio avviso:). Ho sottolineato lo sbalzo inventariale che fa calare la crescita adjusted da 47,9% a +29,5% in un periodo dove il prezzo del greggio è aumentato molto di più. Ho fatto commenti sul cash flow che reputo importante, ho sottolineato la crescita della produzione anemica (uno degli indicatori principali per il settore) e in più ho commentato la gestione finanziaria a stato patrimoniale: ovvero gestione della cassa, del debito, politica dei dividendi. Se hai ulteriori approfondimenti scrivi pure che noi leggeremo OK!

Citazione:

Originalmente inviato da paolo73 (Messaggio 26112730)

Che la societa' non ti piaccia lo sanno tutti , pero' stavolta sembri proprio n po' troppo bastian contrario, intendo dire: ricordo che dopo la prima trimestrale avevi postato un tabella raffronti davvero bella ed utile in cui evidenziavi come l'utile di eni non fosse cresciuto a due cifre percentuali a differenza dei competitors.
beh adesso e' successo, +47% nel semestre che vuol dire 2 trimestre molto molto buono.

Questo è un punto interessante. Non è un mistero che non mi piace il managment di Eni, ma non ho nulla contro i suoi azionisti. Le mie critiche sono sempre documentate con i fatti, non ho pregiudizi, io vedo i dati e poi li commento. Poi certo non essendo un giornalista mi interessa anche l'andamento futuro e spesso mi sbilancio quando vedo cose che non mi piacciono. Il mio scetticismo nasce da fatto che moltissimi investitori italiani sono fissati con Eni, mentre ci sono altre società petrolifere che secondo me sono migliori. Io mi metto nei panni dell'investitore internazionale e se voglio l'esposizione sul settore petrolifero prendo quella che ritengo migliore, sopratutto se sono di lungo periodo, dove il tocco del managment si sente di più.

Ora vediamo se il +47% di Eps di Eni è buono oppure no, e se sono bastian contrario :D

Exxon +69%
Conoco Phillips +102% (excluding gain from disinvestment)
Chevron +177%
Total +71% (excluding special item)
Shell +35%
Repsol +18%
Statoil +387%
Occidental Petroleum +102%
BP N/A (per disastro del golfo)
Petrochina-> trimestrale in arrivo
Sinopec-> trimestrale in arrivo
Petrobras-> trimestrale in arrivo
Cnooc-> trimestrale in arrivo

Aspetto con ansia mia preferita Cnooc, e ci scommetto le palle che farà meglio di Eni! :cool:

Ps: La sta raggiungendo in capitalizzazione nonostante Eni sia più "grande", mi aspetto che la sovraperformance continui nei trimestri futuri con il conseguente sorpasso :yes:

paolo73 31-07-10 17:03

[QUOTE=Seven Of Nine;26113558]Si ho corretto ora... ho scritto il "Ma" avversativo nel primo punto ma poi ho digitato calo-calo, invece è crescita rispetto al Q1 2009 e calo rispetto al Q1. 2010:yes:




Beh ho commentato le parti più importanti a mio avviso:). Ho sottolineato lo sbalzo inventariale che fa calare la crescita adjusted da 47,9% a +29,5% in un periodo dove il prezzo del greggio è aumentato molto di più. Ho fatto commenti sul cash flow che reputo importante, ho sottolineato la crescita della produzione anemica (uno degli indicatori principali per il settore) e in più ho commentato la gestione finanziaria a stato patrimoniale: ovvero gestione della cassa, del debito, politica dei dividendi. Se hai ulteriori approfondimenti scrivi pure che noi leggeremo OK!


Ciao Seven

grazie della replica, interessante come al solito.
devo correggere una cosa pero': 47,9% e'lincremento degli utili 1H 2010 contro 1H2009 per ENI, tale dato per Total e' pari al 37% calcolato in euro; il 70 e rotti da te dato e' l'incremento 2 trim. 09 contro 2trim 10
Per eni tale numero dovrebbe essere 61.9 per gli Adjusted operating profit.
ora ho passato la serata di sabato a leggere i numeri ( non sono un laureato in economia ) , ma l'impressione finale e' che total per esempio abbia dato numeri migliori ... ma giusto di un pelo o forse neanche, l'unico dato invidiabile e' la crescita della produzione davvero eccellente . in grossa parte giustificato dall'entrata in produzione di nuovi campi.
( che significa che il settore gas ha fatto +18, mentre i liquids -1% ) hai notato cio'?
morale: Total e'stata piu'dinamica, ma se visto da un'altro punto di vista ENI quando vedra' a ragime i nuovi campi potra' farsi valere.

Ora queste valutazioni per me non sono a tempo perso ,perche' io sono azionista di ENI, ripeto azionista, non tifoso , il punto e' che non mi sembra di avere grosso stimolo a cambiare cavallo, e il dividendo ( unito ad una tassazione del 12,5% ) gioca il suo ruolo.
Il mio discutere con chi ne capisce piu' di me di numeri, ha questo fine

Seven Of Nine 31-07-10 20:38

Ciao Paolo :)
Hai ragione su Total ho letto Q2 invece che H2, dati ufficiali qui pagina 6: http://www.total.com/MEDIAS/MEDIAS_I...0730-pr-v4.pdf
Quindi è +36% espresso in dollari, ma è l'adjusted! Quindi dovremo confrontarlo con l'adjusted di Eni che è +29,9% (se non sbaglio)

Cmq non voglio fare una lotta Eni vs Total, il mio era più un discorso di quadro generale della concorrenza.

Per quanto riguarda il dividendo, capisco che sotto una certa ottica i dividendoni Eni che hanno vantaggi fiscali sono più allettanti.
E' un ragionamento che non condivido, perchè preferisco un dividendo sostenibile che cresce nel tempo, piuttosto a un dividendo "sradica pecora" come quelli di Eni, perchè spesso non si riveleno sostenibili. E tutti i ragionamenti sul dividend value vanno un po' a donne facili se poi la società mi taglia il dividendo. Si badi bene, ci sono altre società petrolifere che nell'ultimo anno hanno distribuito un dividendo superiore al loro free cash flow; ma hanno una grande differenza da Eni, hanno cassa in abbondanza. Eni non ha questa carattestica, anzi, da classica società italiana ha 4 spiccioli in cassa (per essere la società più grande di quello che era fra i 5 paesi più industrializzati del mondo). Ovviamente questa situazione è figlia della politica manageriale degli anni passati. E intanto i debiti montano. Come già detto tante volte sui miei post di questo thread questo atteggiamento non mi piace e considerato come il titolo è andato rispetto alla concorrenza non piace neanche al mercato. Anche se capisco che tali politiche di divendi sono condizionate dall'azionista di maggioranza che deve tappare i buchi di bilancio. Ma come investitore internazionale non c'è motivo di intristirsi, c'è Cnooc che se pur essendo una società ad azionariato di maggioranza statale ha una visione differente. Dividend yield 3% da fame? Forse, e dico forse, il dividend yield è più basso perchè il titolo è salito più e allora il capital gain sostituisce in il plusdividendo di Eni, solo che dietro c'è un azienda finanziariamente più solida e con trackrecord di crescita produzione molto migliore. E' solo un opionione naturalmente ;)

paolo73 02-08-10 00:28

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 26115630)
Ciao Paolo :)
Hai ragione su Total ho letto Q2 invece che H2, dati ufficiali qui pagina 6: http://www.total.com/MEDIAS/MEDIAS_I...0730-pr-v4.pdf
Quindi è +36% espresso in dollari, ma è l'adjusted! Quindi dovremo confrontarlo con l'adjusted di Eni che è +29,9% (se non sbaglio)

Cmq non voglio fare una lotta Eni vs Total, il mio era più un discorso di quadro generale della concorrenza.

Per quanto riguarda il dividendo, capisco che sotto una certa ottica i dividendoni Eni che hanno vantaggi fiscali sono più allettanti.
E' un ragionamento che non condivido, perchè preferisco un dividendo sostenibile che cresce nel tempo, piuttosto a un dividendo "sradica pecora" come quelli di Eni, perchè spesso non si riveleno sostenibili. E tutti i ragionamenti sul dividend value vanno un po' a donne facili se poi la società mi taglia il dividendo. Si badi bene, ci sono altre società petrolifere che nell'ultimo anno hanno distribuito un dividendo superiore al loro free cash flow; ma hanno una grande differenza da Eni, hanno cassa in abbondanza. Eni non ha questa carattestica, anzi, da classica società italiana ha 4 spiccioli in cassa (per essere la società più grande di quello che era fra i 5 paesi più industrializzati del mondo). Ovviamente questa situazione è figlia della politica manageriale degli anni passati. E intanto i debiti montano. Come già detto tante volte sui miei post di questo thread questo atteggiamento non mi piace e considerato come il titolo è andato rispetto alla concorrenza non piace neanche al mercato. Anche se capisco che tali politiche di divendi sono condizionate dall'azionista di maggioranza che deve tappare i buchi di bilancio. Ma come investitore internazionale non c'è motivo di intristirsi, c'è Cnooc che se pur essendo una società ad azionariato di maggioranza statale ha una visione differente. Dividend yield 3% da fame? Forse, e dico forse, il dividend yield è più basso perchè il titolo è salito più e allora il capital gain sostituisce in il plusdividendo di Eni, solo che dietro c'è un azienda finanziariamente più solida e con trackrecord di crescita produzione molto migliore. E' solo un opionione naturalmente ;)


Capisco perfettamente il tuo ragionamento, che a dire il vero condivido anche;
e come vedi stimo la tua opinione; ora se posso permettermi di andare sul personale , ti farei una domanda diretta: ho 7000 azioni eni , secondo te dovrei cambiare cavallo ,in tutto o in parte ( magari piu' cavalli?? ) l'effetto cambio mi preoccupa un po' , consideri questo quando proponi un titolo americano? sai con un 3% di dividen yeld si fa in fretta a vedere materializzarsi una perdita.

Seven Of Nine 02-08-10 11:27

2 Allegato/i
Citazione:

Originalmente inviato da paolo73 (Messaggio 26120444)
Capisco perfettamente il tuo ragionamento, che a dire il vero condivido anche;
e come vedi stimo la tua opinione;

Grazie per la stima, fa sempre piacere :)

Citazione:

Originalmente inviato da paolo73 (Messaggio 26120444)
ti farei una domanda diretta: ho 7000 azioni eni , secondo te dovrei cambiare cavallo ,in tutto o in parte ( magari piu' cavalli?? )

Beh qui andiamo un po' sul campo delle opinioni finanziarie e già sai come la penso, ma ritengo anche che ogni investitore deve ragionare con la propria testa perchè la gestione dei propri soldi è un argomento molto personale. Ti posso rigirare la domanda, Eni riuscirà a battere l'indice del petroliferi? Il confronto lo devi fare prima di tutto con l'indice del settore. Nel 2009 Eni il titolo ha performato peggio del settore (vedere post precedenti), cosa molto negativa. Perchè io con un semplice click sull'ETF petrolifero potevo fare meglio, con meno fatica (perchè non devo stare appresso ai bilanci Eni) e con meno rischio (perchè essere esposto a 15 titoli è meno rischioso di 1). Come si comporterà quest'anno?

Citazione:

Originalmente inviato da paolo73 (Messaggio 26120444)
l'effetto cambio mi preoccupa un po' , consideri questo quando proponi un titolo americano? sai con un 3% di dividen yeld si fa in fretta a vedere materializzarsi una perdita.

Secondo me non è un grosso problema, a meno che non vai a comprare quando euro è sottoterra, ti spiego il perchè. Mettiamo un situazione di cambio Eni vs Cnooc, con l'importante postilla con l'Oil è scambiato in USD.


Scenario Euro forte e dollaro debole.

Eni:
- Nessuna perdita di valore nominale sul titolo, nessuna perdita di valore reale sul titolo.
- L'indebolimento dell'USD inflaziona i prezzi del petrolio che sale ma Eni non sfrutta a pieno l'effetto "leva", Eni infatti riporta delle perdite su cambi perchè i costi sono principalmente in euro e i suoi ricavi sono principalmente in dollari
- Eni riporta delle "comprehensive loss", ovvero delle perdite che non passano a conto economico, sarebbero una riduzione di valore degli assets fuori dall'europa (quasi tutti) che vanno a diminuire il patrimonio netto.

Cnooc:
- Perdite sul titolo per il cambio euro/dollaro sfavorevole
- All'indebolimento del dollaro consegue un aumento di prezzi delle hard assets come il petrolio. Quindi se il dollaro scende aumenta il valore nominale del petrolio e di tutti gli assets di Cnooc, se aumenta la valutazione degli assets aumenta anche la capitalizzazione in dollari e va ad attenuare le perdite su cambio. Es: Andamento primavera 2008

Scenario Euro debole e dollaro forte

Eni:
- Nessuna perdita di valore nominale sul titolo, perdita di valore reale sul titolo perchè il mio investimento reale in euro è diminuito di valore causa calo dello stesso, es: Novembre-Maggio appena passati
- Eni riporta guadagni su cambio perchè vende il dollari e il dollaro è aumentato di valore
- Eni riporta "comprehensive income", ovvero il patrimonio netto sale perchè i suoi assets sono il dollari, è successo questa trimestrale.

Cnooc:

- Guadagni sul titolo per effetto del cambio euro/usd favorevole, es- Novembre-Maggio appena passati


Io propongo un altro rischio, il rischio paese! :cool:

I titoli energetici sono molto sensibili alla forza economica del paese in cui operano. Italia è un paese in declino (nonostante alla Tv cerchino di non farlo pensare) e la Cina è una potenza nascente, la sete di energia dei due paesi hanno traiettorie differenti, e se vendi Petrolio e Gas devi capire dove va la sete di energia. Altro fatto da considerare, le tasse. In Italia sono molto alte e si è visto che sono altalenanti, su Enel per esempio una volta prosciugati i dividendi (che hanno dovuto tagliare a forza) hanno aumentato le tasse su Enel del +385%, cosa normale? Casualità? Stregoria contabile? Fai il confronto con il bilancio di Cnooc, è più liscio di un ****** di un marmocchio. Nel 2006 il governo ha abbassato le tasse al 25-27%, non vedi sbalzi su questa voce sul bilancio. Noi col "ghe pensi mi" su Eni ce l'abbiamo al 50%-55%, loro con lo "Ying e lo Yang" l'hanno quasi la metà, hai visto questi "comunisti"? :D

Capirex85 02-08-10 13:57

Citazione:

Originalmente inviato da Salviati. (Messaggio 24675626)
Giudizio di sintesi su ENI

2009 AA- 2008 AAA



Outlook senza miglioramenti


Ricavi - 21% Utili netti - 44%

Struttura dei costi poco flessibile.
Se la crisi di ricavi continua possibile passaggio a rosso del conto economico.


Edit:

Il buon rating (sia pure in evidente flessione) è dovuto al grado elevato di patrimonializzazione ereditato dalle precedenti gestioni.
I rimanenti dati gestionali sono tutti sul filo del rasoio.
outlook grigio.

Redditività al limite del BEP.

Ai tempi non avevo risposto a sto messaggio proprio perchè volevo che uscissero i conti del 2° trimestre prima di commentare.

Quando ci si limita a guardare i numeri senza studiarsi la società e cercare di capire come evolveranno le condizioni dei suoi business si arriva inevitabilmente a conclusioni errate.

Outlook senza miglioramenti? Le condizioni operative stavano e stanno migliorando in tutti i segmenti operativi a parte la divisione gas retail italiana. I miglioramenti ci sono stati eccome. Guarda un pò cosa è successo al FCF in questi 6 mesi.

Passaggio in rosso del conto economico? L'utile netto adjusted nel 2° trimestre è aumentato del'80%.

Redditività al limite del break even? Direi proprio di no.

paolo73 04-08-10 14:10

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 26122695)
Grazie per la stima, fa sempre piacere :)



Beh qui andiamo un po' sul campo delle opinioni finanziarie e già sai come la penso, ma ritengo anche che ogni investitore deve ragionare con la propria testa perchè la gestione dei propri soldi è un argomento molto personale. Ti posso rigirare la domanda, Eni riuscirà a battere l'indice del petroliferi? Il confronto lo devi fare prima di tutto con l'indice del settore. Nel 2009 Eni il titolo ha performato peggio del settore (vedere post precedenti), cosa molto negativa. Perchè io con un semplice click sull'ETF petrolifero potevo fare meglio, con meno fatica (perchè non devo stare appresso ai bilanci Eni) e con meno rischio (perchè essere esposto a 15 titoli è meno rischioso di 1). Come si comporterà quest'anno?



Secondo me non è un grosso problema, a meno che non vai a comprare quando euro è sottoterra, ti spiego il perchè. Mettiamo un situazione di cambio Eni vs Cnooc, con l'importante postilla con l'Oil è scambiato in USD.


Scenario Euro forte e dollaro debole.

Eni:
- Nessuna perdita di valore nominale sul titolo, nessuna perdita di valore reale sul titolo.
- L'indebolimento dell'USD inflaziona i prezzi del petrolio che sale ma Eni non sfrutta a pieno l'effetto "leva", Eni infatti riporta delle perdite su cambi perchè i costi sono principalmente in euro e i suoi ricavi sono principalmente in dollari
- Eni riporta delle "comprehensive loss", ovvero delle perdite che non passano a conto economico, sarebbero una riduzione di valore degli assets fuori dall'europa (quasi tutti) che vanno a diminuire il patrimonio netto.

Cnooc:
- Perdite sul titolo per il cambio euro/dollaro sfavorevole
- All'indebolimento del dollaro consegue un aumento di prezzi delle hard assets come il petrolio. Quindi se il dollaro scende aumenta il valore nominale del petrolio e di tutti gli assets di Cnooc, se aumenta la valutazione degli assets aumenta anche la capitalizzazione in dollari e va ad attenuare le perdite su cambio. Es: Andamento primavera 2008

Scenario Euro debole e dollaro forte

Eni:
- Nessuna perdita di valore nominale sul titolo, perdita di valore reale sul titolo perchè il mio investimento reale in euro è diminuito di valore causa calo dello stesso, es: Novembre-Maggio appena passati
- Eni riporta guadagni su cambio perchè vende il dollari e il dollaro è aumentato di valore
- Eni riporta "comprehensive income", ovvero il patrimonio netto sale perchè i suoi assets sono il dollari, è successo questa trimestrale.

Cnooc:

- Guadagni sul titolo per effetto del cambio euro/usd favorevole, es- Novembre-Maggio appena passati


Io propongo un altro rischio, il rischio paese! :cool:

I titoli energetici sono molto sensibili alla forza economica del paese in cui operano. Italia è un paese in declino (nonostante alla Tv cerchino di non farlo pensare) e la Cina è una potenza nascente, la sete di energia dei due paesi hanno traiettorie differenti, e se vendi Petrolio e Gas devi capire dove va la sete di energia. Altro fatto da considerare, le tasse. In Italia sono molto alte e si è visto che sono altalenanti, su Enel per esempio una volta prosciugati i dividendi (che hanno dovuto tagliare a forza) hanno aumentato le tasse su Enel del +385%, cosa normale? Casualità? Stregoria contabile? Fai il confronto con il bilancio di Cnooc, è più liscio di un ****** di un marmocchio. Nel 2006 il governo ha abbassato le tasse al 25-27%, non vedi sbalzi su questa voce sul bilancio. Noi col "ghe pensi mi" su Eni ce l'abbiamo al 50%-55%, loro con lo "Ying e lo Yang" l'hanno quasi la metà, hai visto questi "comunisti"? :D

la considerazione sul vendere energia in un mercato che cresce e' ineccepibile, ... e intrigante , faccio un pensierino su un oil cinese o brasiliana;)
grazie seven

john_wayne 05-08-10 20:11

Citazione:

Originalmente inviato da paolo73 (Messaggio 26147248)
la considerazione sul vendere energia in un mercato che cresce e' ineccepibile, ... e intrigante , faccio un pensierino su un oil cinese o brasiliana;)
grazie seven

Domanda per tutti i fondamentalisti che preferiscono le oil straniere rispetto alle europee: adottate coperture adeguate ai rischi legati alla valuta/paese? :confused::confused:

Lo chiedo perchè penso si parli soprattutto di investimenti di medio/lungo periodo (anche perchè non avrebbe molto senso guardare i fondamentali per brevi periodi :mmmm::mmmm:)
Intendo soprattutto le oil di paesi BRIC non le americane.

montelupo 05-08-10 20:14

Citazione:

Originalmente inviato da john_wayne (Messaggio 26163609)
Domanda per tutti i fondamentalisti che preferiscono le oil straniere rispetto alle europee: adottate coperture adeguate ai rischi legati alla valuta/paese? :confused::confused:

Lo chiedo perchè penso si parli soprattutto di investimenti di medio/lungo periodo (anche perchè non avrebbe molto senso guardare i fondamentali per brevi periodi :mmmm::mmmm:)
Intendo soprattutto le oil di paesi BRIC non le americane.

Petrobras, Petrochina etc sono quotati anche in USA.
Il rischio diretto è solo sul cambio EUR/USD, mentre quello indiretto è legato alle valute dei paesi in cui opera l'azienda.

MatuArambakar 12-08-10 10:59

colpo di sole o previsione azzeccata?!!!
 
1 Allegato/i
penso che vedremo i listini a + 2% nel pomeriggio ;)

e domani una chiusura in parità..
e lunedì una buona ripresa dei mercati.

ragazzi si sapevano da tempo le notizie.
l'attacco di diarrea di Trapattoni non è stato un caso.

Si ma cosa c'entra tutto ciò con Eni?
Non si tratta forse di una società imparentata con la vecchia Tirrel a sei zampe nonchè atta al rilevamento degli idrocarburi collosi ?
Orbene diamo tempo al tempo e le fogne aumenteranno del liquame necessario a produrre gas. ;)
La borsa ne trarrà giovamento

perciò si caghi a volontà ...e....diamo tempo al tempo

aloa

MatuArambakar 12-08-10 11:04

DATI MACRO ATTESI

06.30 GIA Produzione industriale giu;
07.00 GIA Indice fiducia consumatori lug;
10.00 ITA Inflazione lug;
11.00 EUR Produzione industriale giu;
11.00 ITA Bi lancia commerciale giu;
14.30 USA Indice prezzi importazioni lug;
14.30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione


:bye:

MatuArambakar 12-08-10 18:48

mi consenta le presento la famiglia delle libertas
 
1 Allegato/i
e che chèzzo..dai..dai.. su di morale che domani si sale :D

siete tutti col culetto a mollo nel bidè? ;)

ps: facciamoci clonare vivremo più a lungo

Seven Of Nine 19-08-10 16:18

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 26089982)
Mi tocca aspettare agosto e la trimestrale di Cnooc, quella dovrebbe darmi soddisfazione contabile :D

Cnooc batte le stime alla grande! Trimestrale ottima! OK!
Finalmente siamo arrivati al "catch up" fra multipli e risultati di bilancio, dubito che alla prossima trimestrale positiva il titolo rimanga nell'ampio trading range 140-180$ che la tiene salda da circa 10 mesi.

Cnooc’s Profit Doubles as Output Surges 41% to Record

Aug. 19 -- Cnooc Ltd., China’s biggest offshore oil producer, said first-half profit more than doubled, beating estimates, after a rebound in the nation’s economic growth spurred demand and helped drive a rally in crude prices.
Net income climbed to 25.99 billion yuan ($3.8 billion), or 0.58 yuan a share, from 12.4 billion yuan, or 0.28 yuan, a year earlier, Cnooc said in a statement to the Hong Kong stock exchange today. That’s more than the 23 billion yuan median estimate of six analysts surveyed by Bloomberg News.
Earnings growth exceeded gains at Exxon Mobil Corp. and Royal Dutch Shell Plc as Cnooc ramped up output 41 percent to a record after China led the world out of recession and crude prices jumped 50 percent in the first half. The Beijing-based company bought a $3.1 billion stake in Argentina’s Bridas Corp. in May and said today acquisitions will drive future growth.
“Cnooc is likely to report some of the best production numbers of any oil company in the world this year, and with crude prices at over $70 a barrel, it means they will make strong profits,” said Neil Beveridge, an analyst at Sanford C. Bernstein & Co. in Hong Kong.
Profit at Exxon, the world’s largest company by market value, rose 63 percent in the first half, while Shell posted a 35 percent increase, according to Bloomberg data. Cnooc Chairman Fu Chengyu aims to boost production by 28 percent this year while Exxon is forecasting output growth of as much as 4 percent and Shell expects volumes to be on par with 2009.

Costs Decline

Cnooc’s operating costs fell about 15 percent from a year earlier to $6.80 a barrel in the first six months, while the average realized oil price rose 55 percent to $76.59 a barrel, the company said today. Crude oil futures New York averaged $78 a barrel in the period.
“Cnooc’s second-half growth will continue to be supported by potentially higher output and its cost-control strategy,” Qiu Xiaofeng, an oil analyst with China Merchants Securities Ltd., said by telephone. “Profit is unlikely to double again since gains in oil prices won’t be as dramatic.”
Cnooc has climbed 29 percent in Hong Kong trading in the past 12 months compared with Shell’s 11 percent gain in London and Exxon’s 12 percent decline in New York. The stock rose 0.9 percent to close at HK$13 before the earnings announcement.
For the full year, Cnooc may report a 48 percent increase in profit to 43.7 billion yuan, according to a median estimate of 14 analysts surveyed by Bloomberg. Oil and gas production accounts for 99 percent of the company’s income.

Production Target

Cnooc aims to boost output to as much as 290 million barrels of oil equivalent this year. The target is achievable as much of China’s offshore reserves remain untapped, said Wang Aochao, head of China energy research at UOB-Kay Hian in Shanghai.
Oil and gas production rose to a record 149 million barrels of oil equivalent in the first half, driven by new field startups in Bohai Bay and the South China Sea, the company said in its earnings statement. Overseas oil output more than doubled to 17 million barrels from 7.6 million barrels a year earlier.
Of the six new projects announced this year, four have started production, the company said.
Cnooc said the company and its partners made nine new discoveries and seven successful appraisals in the first half. In addition to acquiring 50 percent of Bridas, the company also increased its stake in the Panyu field off China’s east coast.

Dati ufficiali qui:): http://www.cnoocltd.com/encnoocltd/t...2010819696.pdf

dariomilano 16-09-10 19:07

ciao, sono nuovo... 7of9 e capirex ho letto con interesse le vostre discussioni e mi interesserebbe sapere se lo fate per hobby o studiate all'università/lavoro..

cmq visto che mi sono interessato a eni volevo chiedervi se secondo voi è più correlata all'andamento del prezzo del petrolio o del gas (anche se a loro volta sono correlati tra loro non sempre seguono lo stesso corso).. (secondo me del gas però senza dati alla mano).

per il discorso del confronto eni e altre petrolifere io preferisco eni per motivi di tassazione e particolarità, rispetto ad altri player, dell'integrazione verticale per il gas. Certo è che Scaroni dovrebbe dare 1 abbassata ai dividendi cmq non sopra l'1 euro l'anno allo stato patrimoniale attuale.

Come vedete lo scenario potenziale di scorporo della distribuzione gas influire sul prezzo futuro dell'azione?

Mentre a livello più generale.. anche se non so se è OT.. volevo dire la mia su un vostro vecchio post in cui ci si domandava perchè ttt investono in obbligazioni e non azioni in qst periodo:
-dato lo scenario incerto di rivalutazione del prezzo dell'azione e l'incertezza sul valore reale della stessa
-data la certezza che nel futuro si assisterà ad un aumento consistente dell'inflazione (visto la politica espansiva americana e non solo)
-->un ottimo investimento rendimento/rischio è un obbligazione legata all'inflazione sia per le cedole che per il valore del titolo (anche un BTPi). Non lo stesso si può dire dell'azione che seppur dovrebbe incorporare l'inflazione con le merci che vende l'impresa non è immediata e proporzionale la relazione. fine OT :D

grazie e attendo le vostre competenti risposte (da parte di ttt non solo di 7of9 e capirex)

Seven Of Nine 17-09-10 10:48

Citazione:

Originalmente inviato da dariomilano (Messaggio 26535931)
ciao, sono nuovo... 7of9 e capirex ho letto con interesse le vostre discussioni e mi interesserebbe sapere se lo fate per hobby o studiate all'università/lavoro..

cmq visto che mi sono interessato a eni volevo chiedervi se secondo voi è più correlata all'andamento del prezzo del petrolio o del gas (anche se a loro volta sono correlati tra loro non sempre seguono lo stesso corso).. (secondo me del gas però senza dati alla mano).

per il discorso del confronto eni e altre petrolifere io preferisco eni per motivi di tassazione e particolarità, rispetto ad altri player, dell'integrazione verticale per il gas. Certo è che Scaroni dovrebbe dare 1 abbassata ai dividendi cmq non sopra l'1 euro l'anno allo stato patrimoniale attuale.

Come vedete lo scenario potenziale di scorporo della distribuzione gas influire sul prezzo futuro dell'azione?

1-Io faccio l'università ma la finanza è una passione esterna in quanto in ateneo si parla poco di borsa, almeno nella triennale. In ateneo ci sono professori della parte legislativa che con la borsa centra fino a un certo punto. Poi ci sono i matematici, che non sono laureati in economia e quindi spesso la loro matematica si avvicina molto a quella di altre facoltà. Gli unici professori che dovrebbero essere promotori del "business" sono i contabili/manageriali. Ma sono molto legati alla ragioneria vecchia maniera e sopratutto tutta la loro filosofia di insegnamento è aziendalistica, quindi la loro prospettiva è interna, non esterna all'azienda. E come sappiamo l'ottica dell'investitore è molto diversa da quella aziendalistica interna.

2- Eni segue sia l'andamento l'oil, del refining&marketing business che il gas. Penso tuttavia che il sia più collegata al petrolio semplicemente perchè il segmento E&P assorbe una grossa fetta dell'utile. Tuttavia l'essere presente in molti business la scollega in parte dell'andamento secco del petrolio; questo ovviamente succede anche al altre majors, non solo ad Eni.

3- Vedo il potenziale scorporo del gas come accrescimento del valore dell'azione. Sfortunatamente non penso che il managment seguirà questa pista a causa dell'azionista di maggioranza. Lo stato è interessato al dividendo e al controllo politico dell'azienda. Non ha interesse a far crescere il valore dell'azione, semplicemente perchè non ha interesse a vendere la sua partecipazione. Anche il managment (in pieno stile italiano) viene pagato cash e i loro stipendi sono in crescità al di là della loro performance; non sono incentivati a far crescere il valore dell'azione per aumentare i loro compensi. Le motivazioni del rifiuto della proposta si scorporo presentata dal gruppo Knight non è frutto di un calcolo finanziario in vista dell'accrescimento del valore per TUTTI gli azionisti; ma semplicemente di un fatto politico-statale.

dariomilano 17-09-10 11:21

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 26541062)
3- Vedo il potenziale scorporo del gas come accrescimento del valore dell'azione. Sfortunatamente non penso che il managment seguirà questa pista a causa dell'azionista di maggioranza. Lo stato è interessato al dividendo e al controllo politico dell'azienda. Non ha interesse a far crescere il valore dell'azione, semplicemente perchè non ha interesse a vendere la sua partecipazione. Anche il managment (in pieno stile italiano) viene pagato cash e i loro stipendi sono in crescità al di là della loro performance; non sono incentivati a far crescere il valore dell'azione per aumentare i loro compensi. Le motivazioni del rifiuto della proposta si scorporo presentata dal gruppo Knight non è frutto di un calcolo finanziario in vista dell'accrescimento del valore per TUTTI gli azionisti; ma semplicemente di un fatto politico-statale.

il tuo ragionamento fila ;D

ipotesi supplementare potrebbe essere non uno scorporo per vendere a qlc altro, ma semplicemente 1 separazione delle due aziende per concentrarsi sul core business e rispettare le normative europee: lo stato mantiene il 30% di eni e prende il 15% di snam rete gas (eni ora ha il 50%).
cosi si prende metà dividendo da snam e permette di far investire decentemente eni (le tasse che eni paga allo stato valgono circa 8 volte il dividendo che stacca e variano a seconda dell'attività (livello di utile ante tasse) anche del valore stesso del dividendo)

paolo73 29-10-10 23:22

direi che e' ora di riportare il post al top della lista per i commenti sulla trimestrale e competitors:)

chi apre le danze ? capirex o 7 of 9?

grazie

ps: me lo spiegate perche' total aumenta sempre la produzione mentre eNI arranca?? ma quando si arriva a 2 milioni di barili /die???????????

paolo73 02-11-10 17:21

Oil price spikes on Libyan talk of $100 barrel
Oil jumped after OPEC member Libya said oil producers would find prices of $100 a barrel more comfortable because of higher food prices and a weaker dollar.

Reuters
Published: 3:07PM GMT 02 Nov 2010


Comments

For much of this year, crude oil prices have been stuck between $70 and $80 a barrel but on Monday Saudi Arabia appeared to raise this range.
Benchmark US crude for December delivery rose to a high of $84.14, up $1.19, before slipping back to trade at around $83.94 by 1445 GMT, adding to gains of nearly 2pc on Monday. ICE Brent crude climbed 70 cents to $85.32.

Shokri Ghanem, chairman of Libya's National Oil Corp, told Reuters he thought oil prices would get closer to $100 by the end of the year.

"I think that we can get closer to $100. There is a sort of tacit compensation for the increase in the prices of the other commodities. The price is inching up and I think it will be closer to $100," he said.

The Libyan official's comments came a day after top oil exporter Saudi Arabia shifted upwards from a price range of $70-$80 it has backed for around two years, saying oil at between $70 and $90 a barrel was comfortable for consumers.

Michael Guido, director of hedge fund sales at Macquarie Bank in New York, said he thought the price spike was triggered by the Libyan comments.

"I think the spike was off Libya. However, there is a new bullish spin today among the funds in regards to where the barrel really belongs when looking at the dollar and other commodity markets," he said.

"Perhaps the market should be resting up at $80 to $90 as opposed to $70 to $80. Eighty dollars is the new $70 when looking at summer support levels."

The dollar fell against a basket of currencies on Tuesday, adding extra support to oil and commodities. A fall in the dollar makes dollar-denominated commodities cheaper.

For much of this year, crude oil prices have been stuck between $70 and $80 per barrel, a range that OPEC has said for the past two years it has seen as ideal for both producers and consumers. However, on Monday Saudi Arabia appeared to raise this range.

heller 03-11-10 09:02

ciao a tutti!

parlando di ENI ci si riferisce,ovviamente,alle componenti di bilancio riconducibili
al petrolio e al gas.Quanto incidono e come incidono sul bilancio le altre voci sicuramente
non trascurabili,quali chimica di base ,Polimeri Europa....?

VI sarei grato delle delucidazioni in ottica fondamentale/prospettica.

Seven Of Nine 03-11-10 09:26

Citazione:

Originalmente inviato da heller (Messaggio 27020072)
ciao a tutti!

parlando di ENI ci si riferisce,ovviamente,alle componenti di bilancio riconducibili
al petrolio e al gas.Quanto incidono e come incidono sul bilancio le altre voci sicuramente
non trascurabili,quali chimica di base ,Polimeri Europa....?

VI sarei grato delle delucidazioni in ottica fondamentale/prospettica.

Dovresti trovare le informazioni che cerchi nel bilancio di esercizio:yes:: Eni - Bilanci e Rapporti

dnt 19-11-10 16:38

Up per questo thread trascurato! ;)

Ho letto diverse analisi fatte su ENI, le stime degli utili nei prossimi 5 anni sono veramente rosee.
Ora, tralasciando l'attendibilità di questi dati, secondo voi potrà mai tornare a fare utili per oltre 9 miliardi?

Seven Of Nine 21-02-11 15:33

Ovviamente Scaroni con il suo fiutone per gli affari era bell'esposto sul paese in tumulto negli ultimi giorni...

Eni sotto pressione in Borsa, la Libia pesa per il 13% della produzione totale

(Finanza.com) Dopo Egitto e Tunisia la rivolta ha colpito anche la Libia, con gli scontri che hanno travolto la capitale Tripoli. La reazione del colonnello Muammar Gheddafi è stata dura: secondo Al Jazeera i morti sarebbero quasi 300. Dopo 41 anni la dittatura di Gheddafi sembra arrivata ad una svolta con Bengasi che è caduta nelle mani degli insorti. A Piazza Affari Eni soffre in modo particolare e lascia sul parterre oltre 2,5 punti percentuali a 17,90 euro. La produzione oil & gas del Cane a sei zampe in Nord Africa è pari a 573 mila barili al giorno, il 32% del totale. A livello di singoli Paesi la Libia pesa per il 13% della produzione totale, con 244 mila barili al giorno. L'intero Maghreb contribuisce all'Ebit del colosso petrolifero italiano per circa 3,5-4 miliardi di euro e il 20-25% del complessivo gas importato

paolo73 22-03-11 00:21

Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 28202779)
Ovviamente Scaroni con il suo fiutone per gli affari era bell'esposto sul paese in tumulto negli ultimi giorni...

Eni sotto pressione in Borsa, la Libia pesa per il 13% della produzione totale

(Finanza.com) Dopo Egitto e Tunisia la rivolta ha colpito anche la Libia, con gli scontri che hanno travolto la capitale Tripoli. La reazione del colonnello Muammar Gheddafi è stata dura: secondo Al Jazeera i morti sarebbero quasi 300. Dopo 41 anni la dittatura di Gheddafi sembra arrivata ad una svolta con Bengasi che è caduta nelle mani degli insorti. A Piazza Affari Eni soffre in modo particolare e lascia sul parterre oltre 2,5 punti percentuali a 17,90 euro. La produzione oil & gas del Cane a sei zampe in Nord Africa è pari a 573 mila barili al giorno, il 32% del totale. A livello di singoli Paesi la Libia pesa per il 13% della produzione totale, con 244 mila barili al giorno. L'intero Maghreb contribuisce all'Ebit del colosso petrolifero italiano per circa 3,5-4 miliardi di euro e il 20-25% del complessivo gas importato

Ciao 7

non perdi occasione per essere scettico su eni;)
qualche commento sul bilancio 2010?

Seven Of Nine 22-03-11 09:54

Citazione:

Originalmente inviato da paolo73 (Messaggio 28538330)
Ciao 7

non perdi occasione per essere scettico su eni;)
qualche commento sul bilancio 2010?

Se guardi i tanti post addietro mi sa che il mio scetticismo era ben riposto :D, anche se mi dispiace non avere un petrolifero domestico di livello e soprattuto mi dispiace per gli amici investitori e anche dipendenti Eni che danno il loro meglio per farla funzionare. Il problema è ovviamente il managment e l'azionariato di maggioranza che lo sceglie.

Scaroni sta prendendo stipendi d'oro (ovviamente a retribuzione fissa, non dipendenti dall'andamento del titolo:D) per prendere decisioni strategiche sbagliate. Vai in Iraq e si impantana, in Uganda c'era un occasione ottima (e si fa puntualmente buttare fuori), concentra sforzi in Gheddafi e poi salta la Libia, va a comprare tonnellate di Gas un Russia a fixed price sui massimi e poi il Gas crolla, ha un occasione di creare valore tramite lo split di business e lui cocciuto si tappa le orecchie. Secondo me (citando un mitico film): "O si funziona, o si è eliminati".



Ormai sono anni che metto in guardia da questo managment, che è il riassunto di tutti i difetti della cultura finanziaria italica. Ad aprile di un anno fa ho lanciato una sfida a Eni con una società che ha la filosofia opposta. Ci ho scritto un analisi qui Cnooc (NYSE:CEO) | Analisi Fondamentale.

Sulla situazione in particolare di Eni ti lascio un articolo molto interessante, che spiega (a frittata fatta) la situazione.


L'Eni è caduta nel pozzo

di Paola Pilati

Io capo delle Generali? Non sono interessato, sto facendo il lavoro più bello del mondo", diceva un anno fa Paolo Scaroni. E oggi? Direbbe la stessa cosa se, nel bel mezzo della bufera che mette in pericolo investimenti per miliardi, nonché riserve e forniture Eni nel paese più importante dell'Africa dal punto di vista energetico, la sorte (e i buoni uffici dei suoi supporter, da Gianni Letta a Luigi Bisignani) gli procurassero un lasciapassare per Trieste?
C'è chi sostiene che è proprio la crisi dei mercati - il momento peggiore per cambiare un manager - che inchioda Scaroni sulla poltrona che occupa da sei anni. Ma il ministro Giulio Tremonti non lo ha mai particolarmente amato, e potrebbe cominciare a fare i conti della sua gestione. Al Tesoro, azionista di controllo con il 30 per cento, il capo di Eni non ha mai lesinato i dividendi: per il 2005, anno del passaggio di testimone da Vittorio Mincato, il dividendo rappresentava il 3,8 per cento sul valore del titolo in Borsa in dicembre; per il 2010, il rapporto sale al 6,2. E con la quotazione che scivola di brutto. Meno 27 per cento da gennaio 2006 al 3 marzo. C'è stata la grande crisi dei mercati di mezzo, certo. Eppure altre compagnie petrolifere sono riuscite a recuperare, e un indice di settore che include Shell,Total, Bp e altre registra un più 33 per cento nello stesso arco di tempo. La Exxon ha aumentato di un quarto il suo valore, la British Gas l'ha raddoppiato.
Se Tremonti dovesse poi dare retta a quell'indicatore che i padroni di tutto il mondo sbirciano quotidianamente sui blackberry per monitorare la performance nel loro impero, cioè il "total shareholder return" (il rendimento complessivo dell'azionista, che combina prezzo e dividendi), il Tesoro non potrebbe essere entusiasta della gestione Scaroni: fatto 100 il total shareholder return a inizio 2006, oggi l'indice è 97. Peggio della British Petroleum (è 99), penalizzata dal disastro ambientale provocato a largo di New Orleans, e molto sotto la media del settore (148).
Non che Scaroni non ce l'abbia messa tutta. Sempre instancabile in attività di relazione con regimi di ogni risma purché dotati di aree petrolifere, sempre in giro a firmare intese, a cercare nuove risorse. D'altra parte esplorazione e produzione sono la chiave del successo di una compagnia petrolifera. E questa è un'attività costosa e piena di incognite. Nella rincorsa al mitico "giant", il giacimento gigante, spesso tocca inghiottire bocconi amari come è stato all'inizio del 2010 per l'Uganda, sfumato dopo un accordo celebrato come una svolta storica per la società, o restare impantanati in mille difficoltà, come a Kashagan nel Kazakistan, la scoperta più grande degli ultimi 50 anni, oro nero sotto quattro metri di acqua del Caspio che diventano una maledetta morsa di ghiaccio, di cui l'Eni ha perso il ruolo di capocommessa. Ma si possono anche raccogliere soddisfazioni, come in Iraq, con il petrolio del giacimento di Zubair, o nel golfo del Venezuela, dove il pozzo offshore Perla2, a 60 metri di profondità, si è rivelato rigonfio di gas e uno dei più importanti al mondo. Peccato che quel gas sia così lontano dall'Europa e dai mercati di maggior consumo. In pratica, è più difficile piazzarlo.
Proprio per questo il Mare Nostrum, che rappresenta il 35 per cento della produzione Eni, e soprattutto quel deserto libico che fino all'estate scorsa Scaroni definiva "la pupilla dei suoi occhi", tanto caro da fargli accettare persino i 5 miliardi di euro che Berlusconi ha imposto all'Eni per saldare la partita dei danni coloniali con Tripoli, è sempre apparso come una sponda sicura. Lì Scaroni progettava di investire altri 25 miliardi di dollari, ma soprattutto è atterrato 19 volte a Tripoli per rinegoziare l'accordo sullo sfruttamento dei pozzi per altri 35 anni, anche se con una quota di proprietà ridimensionata (nel 2009, è stata pari a 108 mila barili di greggio e 22,1 milioni di metri cubi di gas). Una quota comunque preziosa, che sul mercato - alle quotazioni dell'anno scorso- può valere in bilancio intorno ai 4 miliardi di fatturato. Oggi sfumati. Il gas che esce dai pozzi serve a tenere accese le centrali elettriche libiche, il terminale costiero di Mellitah è chiuso. La materia prima in conto "equity" resta sotto terra e chissà cosa succederà in futuro.
Chissà quindi se adesso Scaroni, gran "socialite", habitué di Cortina ma a suo agio a Londra- dove ha accettato la poltrona di vicepresidente della Borsa - come a Washington - dove è corso dopo le rivelazioni di Wikileaks sul malumore degli americani per i suoi rapporti con Putin - non incominci a rivedere i progetti sul che fare da grande. Liberandosi d'un colpo solo dalla morsa di Tremonti e da quel seccatore di Eric Knight, il gestore del fondo americano proprietario dell'1 per cento dell'Eni, che lo martella da tempo perché molli il controllo di Snam Rete Gas, mossa che aggiungerebbe 50 miliardi di valore al titolo (ma il governo ha ormai deciso che non se ne parla). Nonché da quelle grane ambientali che nel 2010 si sono tradotte nel pagamento di multe per oltre un miliardo.
E non è l'unico neo dei conti del 2010. L'utile netto è stato di 6,3 miliardi, con un aumento del 44,7 per cento sull'anno precedente. Evviva! Peccato che all'inizio dell'era Scaroni l'utile dell'Eni era di 8,7 miliardi. Quanto alla produzione, tra petrolio e gas, è di poco superiore a 1,8 milioni di barili al giorno nella media annua, ma a fine anno è arrivata a un soffio dal record, più volte annunciato e mai raggiunto, dei 2 milioni di barili. Anche qui, sembrerebbe un miglioramento. Ma il combinato disposto tra utili e produzione induce a qualche osservazione.
Nel 2000, amministratore Vittorio Mincato, l'utile è stato di 5,8 miliardi a fronte di una produzione di 1,2 milioni di barili al giorno. Il petrolio allora era sui 28 dollari. Nel 2005 era sui 54 euro e nel 2010 è schizzato a 80 dollari in media. Che cosa comporta questo aumento sui conti? Che se ogni dollaro in più nella quotazione del greggio porta 200 milioni di utile netto, come dichiara la stessa società, il bilancio dell'Eni firmato Scaroni avrebbe dovuto chiudere con i fuochi d'artificio. Diciamo, a spanne, più ricco di 5 miliardi di euro. Invece, dall'inizio della sua gestione è diminuito.
Un aspetto che gli analisti tengono sotto osservazione in modo particolare è il settore del gas. Tradizionalmente, un punto di forza del gruppo. Su questo fronte vale la pena mettere in luce un dettaglio: l'Eni ha cambiato il fattore di conversione del gas, quel numero che ciascuna compagnia usa per "tradurre" i metri cubi di gas in barili di petrolio. Un cambio che ha avuto l'effetto di gonfiare il volume totale. Di quanto? Secondo il dato depositato dall'Eni alla Sec, la Consob americana, di 106 mila barili sulle riserve, e di 26 mila barili al giorno sulla produzione. Non è tanto, ma aiuta. Non ha però aiutato a tenere su gli utili, che per la prima volta diminuiscono. E qui ci si è messa la recessione, che ha tagliato i consumi, e l'abbondanza di prodotto sul mercato, decisamente a prezzi di saldo.
Ma non solo. La colpa è anche del "costo di acquisto del gas legato al prezzo del petrolio che la società ha in portafoglio", ammette il cane a sei zampe sempre nel report alla Sec di febbraio. Sono i famigerati "take or pay" con la russa Gazprom, i contratti di fornitura a lungo termine ma a prezzi più alti di quelli correnti. Gas che, caro com'è, attualmente non ha acquirenti sul mercato e quindi non conviene ritirare. Ma che occorre sempre pagare, almeno in parte. Alla Sec l'Eni dichiara di avere maturato per questo meccanismo a fine 2010 un debito di 1,4 miliardi di euro. All'"Espresso", con il suo portavoce, smentisce invece che i take or pay abbiano avuto un effetto negativo nel bilancio 2010, perché la società è riuscita a contrattare il rinvio dell'uso di quel gas. Resta un alone di mistero, come è sempre stato nei rapporti con Mosca. Di certo, la crisi libica potrebbe avere almeno questo aspetto positivo per il gruppo petrolifero: permettergli di utilizzare le forniture russe senza perderci. Anzi, forse riuscendo a guadagnarci qualcosa, visto che il petrolio sale, e di conseguenza anche il gas dovrebbe crescere di prezzo.
Quanto ai restanti settori di attività, la raffinazione è in perdita, e sul marketing la concorrenza è sempre più stringente, sebbene Eni abbia il 30 per cento del mercato dei carburanti in Italia e dimostri la sua forza muovendo spesso per prima i listini delle sue pompe di benzina. "I margini non sono profittevoli", ammette la società.
Ma la struttura portante di una compagnia, oltre alla produzione, sono le riserve. Nell'era Scaroni non sono cresciute, a dispetto del fiume di denaro investito: 50 miliardi di euro, è la stima, dal 2006 a oggi. Una cifra non lontana dall'attuale capitalizzazione di Borsa 71 miliardi (martedì 8 marzo). Un impegno che si è tradotto in un aumento dell'indebitamento. Salito di tre miliardi solo nell'ultimo anno, a quota 26. Erano dieci, all'inizio della cura Scaroni.

paolo73 22-03-11 20:08

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Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 28540023)
Se guardi i tanti post addietro mi sa che il mio scetticismo era ben riposto :D, anche se mi dispiace non avere un petrolifero domestico di livello e soprattuto mi dispiace per gli amici investitori e anche dipendenti Eni che danno il loro meglio per farla funzionare. Il problema è ovviamente il managment e l'azionariato di maggioranza che lo sceglie.

Scaroni sta prendendo stipendi d'oro (ovviamente a retribuzione fissa, non dipendenti dall'andamento del titolo:D) per prendere decisioni strategiche sbagliate. Vai in Iraq e si impantana, in Uganda c'era un occasione ottima (e si fa puntualmente buttare fuori), concentra sforzi in Gheddafi e poi salta la Libia, va a comprare tonnellate di Gas un Russia a fixed price sui massimi e poi il Gas crolla, ha un occasione di creare valore tramite lo split di business e lui cocciuto si tappa le orecchie. Secondo me (citando un mitico film): "O si funziona, o si è eliminati".



Ormai sono anni che metto in guardia da questo managment, che è il riassunto di tutti i difetti della cultura finanziaria italica. Ad aprile di un anno fa ho lanciato una sfida a Eni con una società che ha la filosofia opposta. Ci ho scritto un analisi qui Cnooc (NYSE:CEO) | Analisi Fondamentale.

Sulla situazione in particolare di Eni ti lascio un articolo molto interessante, che spiega (a frittata fatta) la situazione.


L'Eni è caduta nel pozzo

di Paola Pilati

Io capo delle Generali? Non sono interessato, sto facendo il lavoro più bello del mondo", diceva un anno fa Paolo Scaroni. E oggi? Direbbe la stessa cosa se, nel bel mezzo della bufera che mette in pericolo investimenti per miliardi, nonché riserve e forniture Eni nel paese più importante dell'Africa dal punto di vista energetico, la sorte (e i buoni uffici dei suoi supporter, da Gianni Letta a Luigi Bisignani) gli procurassero un lasciapassare per Trieste?
C'è chi sostiene che è proprio la crisi dei mercati - il momento peggiore per cambiare un manager - che inchioda Scaroni sulla poltrona che occupa da sei anni. Ma il ministro Giulio Tremonti non lo ha mai particolarmente amato, e potrebbe cominciare a fare i conti della sua gestione. Al Tesoro, azionista di controllo con il 30 per cento, il capo di Eni non ha mai lesinato i dividendi: per il 2005, anno del passaggio di testimone da Vittorio Mincato, il dividendo rappresentava il 3,8 per cento sul valore del titolo in Borsa in dicembre; per il 2010, il rapporto sale al 6,2. E con la quotazione che scivola di brutto. Meno 27 per cento da gennaio 2006 al 3 marzo. C'è stata la grande crisi dei mercati di mezzo, certo. Eppure altre compagnie petrolifere sono riuscite a recuperare, e un indice di settore che include Shell,Total, Bp e altre registra un più 33 per cento nello stesso arco di tempo. La Exxon ha aumentato di un quarto il suo valore, la British Gas l'ha raddoppiato.
Se Tremonti dovesse poi dare retta a quell'indicatore che i padroni di tutto il mondo sbirciano quotidianamente sui blackberry per monitorare la performance nel loro impero, cioè il "total shareholder return" (il rendimento complessivo dell'azionista, che combina prezzo e dividendi), il Tesoro non potrebbe essere entusiasta della gestione Scaroni: fatto 100 il total shareholder return a inizio 2006, oggi l'indice è 97. Peggio della British Petroleum (è 99), penalizzata dal disastro ambientale provocato a largo di New Orleans, e molto sotto la media del settore (148).
Non che Scaroni non ce l'abbia messa tutta. Sempre instancabile in attività di relazione con regimi di ogni risma purché dotati di aree petrolifere, sempre in giro a firmare intese, a cercare nuove risorse. D'altra parte esplorazione e produzione sono la chiave del successo di una compagnia petrolifera. E questa è un'attività costosa e piena di incognite. Nella rincorsa al mitico "giant", il giacimento gigante, spesso tocca inghiottire bocconi amari come è stato all'inizio del 2010 per l'Uganda, sfumato dopo un accordo celebrato come una svolta storica per la società, o restare impantanati in mille difficoltà, come a Kashagan nel Kazakistan, la scoperta più grande degli ultimi 50 anni, oro nero sotto quattro metri di acqua del Caspio che diventano una maledetta morsa di ghiaccio, di cui l'Eni ha perso il ruolo di capocommessa. Ma si possono anche raccogliere soddisfazioni, come in Iraq, con il petrolio del giacimento di Zubair, o nel golfo del Venezuela, dove il pozzo offshore Perla2, a 60 metri di profondità, si è rivelato rigonfio di gas e uno dei più importanti al mondo. Peccato che quel gas sia così lontano dall'Europa e dai mercati di maggior consumo. In pratica, è più difficile piazzarlo.
Proprio per questo il Mare Nostrum, che rappresenta il 35 per cento della produzione Eni, e soprattutto quel deserto libico che fino all'estate scorsa Scaroni definiva "la pupilla dei suoi occhi", tanto caro da fargli accettare persino i 5 miliardi di euro che Berlusconi ha imposto all'Eni per saldare la partita dei danni coloniali con Tripoli, è sempre apparso come una sponda sicura. Lì Scaroni progettava di investire altri 25 miliardi di dollari, ma soprattutto è atterrato 19 volte a Tripoli per rinegoziare l'accordo sullo sfruttamento dei pozzi per altri 35 anni, anche se con una quota di proprietà ridimensionata (nel 2009, è stata pari a 108 mila barili di greggio e 22,1 milioni di metri cubi di gas). Una quota comunque preziosa, che sul mercato - alle quotazioni dell'anno scorso- può valere in bilancio intorno ai 4 miliardi di fatturato. Oggi sfumati. Il gas che esce dai pozzi serve a tenere accese le centrali elettriche libiche, il terminale costiero di Mellitah è chiuso. La materia prima in conto "equity" resta sotto terra e chissà cosa succederà in futuro.
Chissà quindi se adesso Scaroni, gran "socialite", habitué di Cortina ma a suo agio a Londra- dove ha accettato la poltrona di vicepresidente della Borsa - come a Washington - dove è corso dopo le rivelazioni di Wikileaks sul malumore degli americani per i suoi rapporti con Putin - non incominci a rivedere i progetti sul che fare da grande. Liberandosi d'un colpo solo dalla morsa di Tremonti e da quel seccatore di Eric Knight, il gestore del fondo americano proprietario dell'1 per cento dell'Eni, che lo martella da tempo perché molli il controllo di Snam Rete Gas, mossa che aggiungerebbe 50 miliardi di valore al titolo (ma il governo ha ormai deciso che non se ne parla). Nonché da quelle grane ambientali che nel 2010 si sono tradotte nel pagamento di multe per oltre un miliardo.
E non è l'unico neo dei conti del 2010. L'utile netto è stato di 6,3 miliardi, con un aumento del 44,7 per cento sull'anno precedente. Evviva! Peccato che all'inizio dell'era Scaroni l'utile dell'Eni era di 8,7 miliardi. Quanto alla produzione, tra petrolio e gas, è di poco superiore a 1,8 milioni di barili al giorno nella media annua, ma a fine anno è arrivata a un soffio dal record, più volte annunciato e mai raggiunto, dei 2 milioni di barili. Anche qui, sembrerebbe un miglioramento. Ma il combinato disposto tra utili e produzione induce a qualche osservazione.
Nel 2000, amministratore Vittorio Mincato, l'utile è stato di 5,8 miliardi a fronte di una produzione di 1,2 milioni di barili al giorno. Il petrolio allora era sui 28 dollari. Nel 2005 era sui 54 euro e nel 2010 è schizzato a 80 dollari in media. Che cosa comporta questo aumento sui conti? Che se ogni dollaro in più nella quotazione del greggio porta 200 milioni di utile netto, come dichiara la stessa società, il bilancio dell'Eni firmato Scaroni avrebbe dovuto chiudere con i fuochi d'artificio. Diciamo, a spanne, più ricco di 5 miliardi di euro. Invece, dall'inizio della sua gestione è diminuito.
Un aspetto che gli analisti tengono sotto osservazione in modo particolare è il settore del gas. Tradizionalmente, un punto di forza del gruppo. Su questo fronte vale la pena mettere in luce un dettaglio: l'Eni ha cambiato il fattore di conversione del gas, quel numero che ciascuna compagnia usa per "tradurre" i metri cubi di gas in barili di petrolio. Un cambio che ha avuto l'effetto di gonfiare il volume totale. Di quanto? Secondo il dato depositato dall'Eni alla Sec, la Consob americana, di 106 mila barili sulle riserve, e di 26 mila barili al giorno sulla produzione. Non è tanto, ma aiuta. Non ha però aiutato a tenere su gli utili, che per la prima volta diminuiscono. E qui ci si è messa la recessione, che ha tagliato i consumi, e l'abbondanza di prodotto sul mercato, decisamente a prezzi di saldo.
Ma non solo. La colpa è anche del "costo di acquisto del gas legato al prezzo del petrolio che la società ha in portafoglio", ammette il cane a sei zampe sempre nel report alla Sec di febbraio. Sono i famigerati "take or pay" con la russa Gazprom, i contratti di fornitura a lungo termine ma a prezzi più alti di quelli correnti. Gas che, caro com'è, attualmente non ha acquirenti sul mercato e quindi non conviene ritirare. Ma che occorre sempre pagare, almeno in parte. Alla Sec l'Eni dichiara di avere maturato per questo meccanismo a fine 2010 un debito di 1,4 miliardi di euro. All'"Espresso", con il suo portavoce, smentisce invece che i take or pay abbiano avuto un effetto negativo nel bilancio 2010, perché la società è riuscita a contrattare il rinvio dell'uso di quel gas. Resta un alone di mistero, come è sempre stato nei rapporti con Mosca. Di certo, la crisi libica potrebbe avere almeno questo aspetto positivo per il gruppo petrolifero: permettergli di utilizzare le forniture russe senza perderci. Anzi, forse riuscendo a guadagnarci qualcosa, visto che il petrolio sale, e di conseguenza anche il gas dovrebbe crescere di prezzo.
Quanto ai restanti settori di attività, la raffinazione è in perdita, e sul marketing la concorrenza è sempre più stringente, sebbene Eni abbia il 30 per cento del mercato dei carburanti in Italia e dimostri la sua forza muovendo spesso per prima i listini delle sue pompe di benzina. "I margini non sono profittevoli", ammette la società.
Ma la struttura portante di una compagnia, oltre alla produzione, sono le riserve. Nell'era Scaroni non sono cresciute, a dispetto del fiume di denaro investito: 50 miliardi di euro, è la stima, dal 2006 a oggi. Una cifra non lontana dall'attuale capitalizzazione di Borsa 71 miliardi (martedì 8 marzo). Un impegno che si è tradotto in un aumento dell'indebitamento. Salito di tre miliardi solo nell'ultimo anno, a quota 26. Erano dieci, all'inizio della cura Scaroni.


Ciao 7

sai bene che ho letto tutti i tuoi post , e in realta' chiedevo solo un to parere ... perche' ti stimo, ;) te lo avevo gia' espresso post addietro... che te lo vuoi far ripetere:)??!!

ps hai notato che qualche mese fa avevo portato all'attenzione degli eneliani doc quel tuo post in cui criticavi enel per i giochetti di bilancio fatti sul 2009, quando le tasse furono stratosferiche, quello in cui mettevi la foto di Chavez!!

Ciao Contrarian... scusa se ogni tanto ti chiamo in causa per aiutarci a riflettere:)

ohh di recente ho visto un film documentario sulla politica americana in sud america, "war of democracy ) di john pilger.. se hai tempo e voglia di rifarti un opinione su chavez

lusitan 23-03-11 12:21

Citazione:

Originalmente inviato da paolo73 (Messaggio 28549490)
Ciao 7

sai bene che ho letto tutti i tuoi post , e in realta' chiedevo solo un to parere ... perche' ti stimo, ;) te lo avevo gia' espresso post addietro... che te lo vuoi far ripetere:)??!!

ps hai notato che qualche mese fa avevo portato all'attenzione degli eneliani doc quel tuo post in cui criticavi enel per i giochetti di bilancio fatti sul 2009, quando le tasse furono stratosferiche, quello in cui mettevi la foto di Chavez!!

Ciao Contrarian... scusa se ogni tanto ti chiamo in causa per aiutarci a riflettere:)

ohh di recente ho visto un film documentario sulla politica americana in sud america, "war of democracy ) di john pilger.. se hai tempo e voglia di rifarti un opinione su chavez

haarp

Scorpio III 23-03-11 19:36

Le informazioni che cerchi le trovi sul sito di eni; ti scarichi il consuntivo 2010 appena approvato e ti cerchi la Petrolchimica..

dandan91 01-04-11 23:15

news
 
la "scoperta" nel mare di Barents può essere davvero un punto di forza? 200mln di barili stimati circa dove Eni dovrebbe avere il 30%. Opportunità, svolta o un modo per rifiatare dalla situazione libica?

P.S.:qualcuno mi riesce a stimare un'evoluzione dei ricavi a causa di ciò?

Seven Of Nine 08-04-11 14:00

1 Allegato/i
Citazione:

Originalmente inviato da Seven Of Nine (Messaggio 24920837)
Sfido Eni con il mio produttore preferito, Cnooc (Ticker CEO). ;)

Anche ai prezzi di oggi con CEO sui massimi dell'anno. Orizzonte temporale medio-lungo termine. 1,2,3 anni.

Userei la quotazione al NYSE cosi eliminare l'effetto cambio fra le due:

Dati Bloomberg:

Eni (E)

Price 47.24$
Capitalization: 94.60B $

Cnooc (CEO)

Price 172.43$
Capitalization: 77.02B $

Eccoci dopo un anno a mostrare la chart, già dal primo anno si comincia a notare una certa differenza. Fra l'altro Scaroni è stato confermato al vertice, dopo la brillantissima performance del titolo da quando si è accasato mi sembra il minimo! :D

fra80 17-03-13 09:41

buondi a tutti ,vi chiedo una cosa :come mai eni sta ancora a questi livelli ,con il dividendo che da? :confused: p/e 9,25

maste 18-03-13 16:02

Citazione:

Originalmente inviato da fra80 (Messaggio 35871624)
buondi a tutti ,vi chiedo una cosa :come mai eni sta ancora a questi livelli ,con il dividendo che da? :confused: p/e 9,25

Poetry and trading: Analisi di bilancio Eni 2012

Conato 18-03-13 16:45

Citazione:

Originalmente inviato da fra80 (Messaggio 35871624)
buondi a tutti ,vi chiedo una cosa :come mai eni sta ancora a questi livelli ,con il dividendo che da? :confused: p/e 9,25

che dividendo dà?

fra80 18-03-13 18:16

Citazione:

Originalmente inviato da maste (Messaggio 35884969)

ciao bell'analisi ..i dati sono buoni ..però non capisco come mai sta a questi livelli P/E 9,25 e 1,10 di dividendo quest'anno mah :censored: quando se ne accorgerà il mercato ne vedremo delle belle 19,48 max a 52 settimane ;)

fra80 18-03-13 18:17

Citazione:

Originalmente inviato da Conato (Messaggio 35885714)
che dividendo dà?

Adnkronos PageNotFound)

Orissander 18-03-13 18:47

Citazione:

Originalmente inviato da maste (Messaggio 35884969)

L'analisi non sembra fare schifo. secondo me e' il miglior titolo che abbiamo, non ci sputiamo sopra e' l'unico che da soddisfazioni.

maste 19-03-13 09:22

Citazione:

Originalmente inviato da Orissander (Messaggio 35887641)
L'analisi non sembra fare schifo. secondo me e' il miglior titolo che abbiamo, non ci sputiamo sopra e' l'unico che da soddisfazioni.

cerco di fare analisi sempre imparziali e oggettive (nn faccio il tifo x aziende che ho o che nn ho).OK!
personalmente stato patrimoniale e rendiconto sono ottimi. e sn i punti di forza dell'eni.
peccato per il conto economico.e soprattutto x il margine di profitto netto,in calo e sotto il 10% (fatto che mostra un'elevata concorrenza a livello settoriale).e l'ammortamento.
il management nell'immediato dovrebbe nn usare derivati (di copertura),intanto nn riesce a usarli in maniera corretta,ma anzi creano anche una bella perdita.
da notare un forte calo delle attività immateriali (probabilmente sopravvalutate negli anni precedenti).
il calo del debito mostra un management lungimirante.

fra80 04-05-13 11:55

Citazione:

Originalmente inviato da fra80 (Messaggio 35871624)
buondi a tutti ,vi chiedo una cosa :come mai eni sta ancora a questi livelli ,con il dividendo che da? :confused: p/e 9,25

qualcuno si sta accorgendo del titolo:censored::clap:

Leite 05-05-13 12:11

scaroni è diventato a.d. nel 2005 guardate poi come si deteriora il business:
Growth, Profitability, and Financial Ratios for Eni SpA (ENI) from Morningstar.com

e ovviamente il compenso sale:
Eni, la remunerazione di Scaroni sale da 4,9 a 6,4 milioni in un anno - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it

Seven Of Nine 05-05-13 20:48

Citazione:

Originalmente inviato da Leite (Messaggio 36342590)

Non posso non quotarti! E' sulla mia lista nera da anni ormai :D

andrea64 05-05-13 22:42

Citazione:

Originalmente inviato da Leite (Messaggio 36342590)

Nonostante Scaroni Eni è a 18,42.

uno 06-05-13 01:59

!
ci vado io

Leite 06-05-13 16:13

per chi non l'avesse vista la puntata di report su eni:
Report - Ritardi con Eni 16/12/2012 - YouTube

fra80 06-05-13 18:29

Citazione:

Originalmente inviato da Leite (Messaggio 36342590)

andrebbe sostituito..e' anche stato condannato mi sembra:mmmm:della serie non facciamoci mancare niente:D

Leite 10-05-13 18:25

Eni, gli ‘azionisti critici’: “Chiarimenti su super bonus e sospette tangenti” - Il Fatto Quotidiano

averytrader 15-05-13 16:37

13/05/2013 09.59

FTA Online News
Gli analisti di Deutsche Bank hanno alzato il prezzo obiettivo di Eni a 22 euro da 21 euro e confermato il giudizio "buy".

(AM)

Deutsche Bank alza il target price di Eni - LaStampa.it

Leite 18-05-13 09:37

però eni è una delle poche aziende italiane che spedisce la copia cartacea (hard copy) dei documenti finanziari (anche il 20F), anche se non hanno ancora messo i 2012:
Documentazione - Eni

fra80 14-06-13 15:24

occasione ghiotta:) long chiaramente :o


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