24 maggio 2005
Più controlli per gli hedge fund
Dopo i crescenti timori di destabilizzazione dei mercati finanziari, varie autorità di regolamentazione studiano iniziative
MILANO • Gli hedge fund potrebbero essere sottoposti in futuro — ma non a breve scadenza — a una regolamentazione più puntuale rispetto a quella assai tenue di oggi, per evitare il rischio di possibili shock sui mercati finanziari. Il commissario europeo al mercato interno, Charlie Mc Creevy, ha confermato ieri di essere « piuttosto aperto » a considerare un rafforzamento della regolamentazione degli hedge fund, pur avvertendo che eccessi normativi non sono desiderabili. McCreevy ha però negato che la Commissione abbia in programma iniziative specifiche o che si sia già arrivati a un approccio comune europeo sulla materia.
Il presidente della Bce Jean Claude Trichet, poi, è parso indicare ieri la necessità di approfondimenti prima di nuove misure legislative. Inoltre, questa settimana a New York, le opzioni per ridurre la possibilità di crisi finanziarie sono all'ordine del giorno di una riunione di esperti e autorità di controllo. Da lì dovrebbero scaturire raccomandazioni su come prevenire sconquassi come quello che fu innescato nel 1998 dal collasso dell'hedge fund Ltcm. Continua peraltro a suscitare diffuse perplessità l'annuncio dei giorni scorsi del Governo tedesco di voler predisporre controlli più stretti sul settore, in quanto la mossa di Berlino viene collegata all'irritazione per il ruolo dei fondi nel terremoto provocato ai vertici della Borsa tedesca. Se sui mercati la grande paura di alcuni giorni fa sembra in via di rientro, resta intatta l'esigenza di una maggiore trasparenza per questi strumenti aggressivi di investimento " esplosi" negli ultimi due anni in numero e risorse: proprio le voci incontrollate sulle forti perdite da trading e sulle ampie posizioni precarie detenute da molti hedge fund contribuiscono all'instabilità complessiva dei mercati. Da aprile a metà maggio tutti gli stili di investimento degli hedge funds sono risultati in perdita — un fatto che accade raramente —, con un trend aggravato dall'esposizione verso strumenti complessi legati ai corporate bond ( il declassamento a junk del debito di Gm e Ford sta pesando, secondo uno studio Deutsche Bank, per un totale di 32 miliardi di dollari su hedge e banche).
Inoltre il mondo degli hedge non è immune da comportamenti illeciti. Un ex trader della Lipper Holding, Edward Strafaci, è stato condannato ieri a 72 mesi di prigione a New York e a un risarcimento di 89 milioni di dollari per aver sovrastimato ad arte il valore di due fondi. Sempre ieri, inoltre, tre manager degli hedge fund Galleon Management, Oaktree Capital Management e Db Investment Managers hanno accettato di pagare 2,4 milioni di dollari per porre fine a un procedimento che li accusava di aver utilizzato tattiche illegali di trading finalizzate a conseguire rapidi profitti in vista di emissioni azionarie. La prospettiva di una maggiore regolamentazione, comunque, suscita perplessità tra gli interessati. « Siamo sostanzialmente contrari — afferma James Jacklin, responsabile europeo di Man Investment — Semmai, oggi troppi hedge fund sono offshore e in quanto tali meno trasparenti: va stimolato il format onshore » . « Un po' più di regolamentazione può far bene a tutti — ritiene Stefano Cortesi, a. d. di Hedge Invest Sgr — a patto che non crei eccessi burocratici e sia coordinata tra Ue, Usa e altri Paesi. Comunque non dovrebbe essere limitata la flessibilità operativa dei fondi » .
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