agosto 2004
I giovani rampanti saranno i più poveri da anziani
Il sistema contributivo penalizza chi ha una carriera brillante. Per questo conviene versare nei fondi pensione altri risparmi oltre al Tfr
Brindare a una promozione? Cose di altri tempi. A un giovane di oggi che avanzasse di carriera converrebbe piuttosto pensare a mettere da parte i risparmi per assicurarsi una pensione dignitosa. Perché? Sono proprio i giovani rampanti quelli che a fine carriera rischiano di trovarsi con una rendita insufficiente a permetter loro di godersi la vecchiaia dopo avere tanto lavorato.
La spiegazione è nella legge Dini, che per le nuove generazioni (quelle che a fine ’95 non avevano maturato almeno 18 anni di versamenti) ha introdotto il sistema contributivo che prevede il calcolo della pensione in base a quanto versato nelle casse dello Stato (e non come nel caso del sistema retributivo in base allo stipendio percepito). Così, chi vanta una crescita professionale brillante e al momento della pensione si ritrova in busta paga un salario molto più ricco di quando aveva iniziato a lavorare, avrà sicuramente un vitalizio magro. Ecco qualche esempio (calcolato in base al software presente nel sito Internet
www.arcaonline.it di Arca sgr ideato da Epheso): per un giovane di 30 anni che avesse iniziato l’attività nel 2002 e che percepisse un reddito lordo annuo di 30mila euro, con prospettive di carriera media (ipotesi che considera un incremento annuo dello stipendio pari al tasso d’inflazione più l’1%), la differenza tra il vitalizio percepito a 65 anni (in pensione) e l’ultimo stipendio sarebbe del 30 per cento. Ma un suo coetaneo, con lo stesso stipendio iniziale ma che avesse prospettive di carriera brillanti (l’inflazione più il 2% all’anno), avrebbe una voragine da colmare di ben il 40 per cento. «Sono problemi che i giovani di oggi non hanno in mente perché nessuno nella loro famiglia ha dovuto fare i conti finora con una pensione misera - dice Danilo Masci, di Arca sgr - Ma conviene accorgersene prima che sia troppo tardi. I più penalizzati saranno le persone che hanno iniziato la carriera con contratti a tempo che prevedono contributi irrisori. A loro, più degli altri, conviene utilizzare il Tfr per la pensione e, appena possibile, integrarlo con altri risparmi».
http://www2.assinews.it:8080/rassegn...070804pe3.html