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Vecchio 21-02-04, 14:24   #5 (permalink)
FaGal
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21 febbraio 2004
Fitch: rating più efficaci senza «asimmetrie»




MILANO - Marco Cecchi de' Rossi, amministratore delegato di Fitch Italia, verrà sentito la prossima settimana dalla Commissione bicamerale sulla tutela del risparmio. L'audizione di Cecchi de' Rossi è attesa, anche perché l'agenzia di rating Fitch aveva già dato, fin dal 2000, una valutazione alla Parmalat di Calisto Tanzi. Dottor Cecchi de' Rossi, il vicepresidente dell'Assirevi, Alberto Giussani, ha detto che «Parmalat è stato il fallimento dei revisori». Per le società di rating è valido un discorso analogo? Le agenzie di rating intervengono al termine della catena dei controlli. Se tutti questi falliscono nella loro missione, le agenzie non sono poste in grado di operare efficacemente. La risposta quindi è no. Per il caso Cirio si è detto che i risparmiatori non erano protetti e che erano stati penalizzati perché aveva acquistato obbligazioni senza rating. Molte obbligazioni Parmalat hanno avuto fin dall'inizio, o hanno comunque acquisito dopo, il rating. Non sembra però che questo elemento abbia salvaguardato di più i risparmiatori: perché? Il rating è un'informazione necessaria per la decisione di investimento in titoli di debito. Gli investitori professionali richiedono più di un rating da parte delle tre principali agenzie per emissioni/emittenti di peso rilevante. Tuttavia i rating non sono sufficienti per definire la decisione di investimento. È molto diffusa la pratica del "rating shopping", cioè il chiedere una valutazione alle agenzie di rating e poi pubblicare solo la più "bella", cioè quella maggiormente conveniente per l'aziende? È tanto più diffusa quanto meno diffusi sono i rating stessi. In altre parole in quei mercati e in quei settori dove le valutazioni risultano frequenti, la situazione è più trasparente e quindi questa attività non diventa più possibile. Vi è capitato di dare un rating negativo? Quando avete emesso un giudizio negativo, lo avete sempre reso pubblico? Può fare degli esempi? I rating non sono negativi o positivi. Esiste sempre una categoria di investitori per il cui portafoglio un dato rischio è accettabile. Anche in Italia abbiamo assegnato rating "investment grade" o " speculative grade" a molti emittenti di diversi settori. I nostri rating sono pubblicati con comunicato stampa e sul sito www.fitchratings.com Una delle accuse è che i rating vengono ridotti (e le aziende declassate) quando ormai è tardi. Che cosa risponde a questa accusa? Se si escludono i casi di frode, la tempestività è storicamente corretta. Occhio, però. Occorre fare attenzione non solo al livello del rating in assoluto, ma anche alle opinioni sulla tendenza che l'agenzia esprime con il cosiddetto "outlook". Che cosa propone per migliorare l'efficienza e l'efficacia del rating? Servono modifiche specifiche? Vale per il rating quello che è valido per le altre informazioni per le quali i prezzi di mercato sono sensibili: occorre ridurre le asimmetrie informative cioè rendere disponibili contemporaneamente queste informazioni al mercato nel suo insieme. Auspichiamo che gli interventi vadano in questa direzione. Nel caso Parmalat, che cosa è successo? Ci sono, e non solo in Italia, organi politici e giudiziari al lavoro per comprendere l'accaduto, proporre e decidere le opportune contromisure. Credo opportuno attendere la ricostruzione che ne verrà fatta. È stato confermato anche da fonti internazionali che Fitch aveva assegnato alla Parmalat un rating già nel 2000. La vostra opinione su Parmalat era di tipo speculativo (tipo "junk")? Su quali basi siete arrivati a questa conclusione? Nessun commento su questo. Oltre all'audizione parlamentare, sul caso Parmalat è al lavoro anche la magistratura... FRANCO VERGNANO

http://www.assinews.it/rassegna/arti...210204ci8.html
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